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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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17 luglio 2009

UNA FORTE LEADERSHIP

Grazie al governo italiano per lo splendido lavoro, vero amico , una forte leadership, queste tre frasi del presidente Barack Obama  sono solo alcune tra le tante che i leader mondiali hanno indirizzato a Silvio Berlusconi e al governo italiano, tutti ma proprio tutti, da Sarkozy a Gordon Brown , da Angela Merkel al segretario dell’ONU Ban Ki – Moon sono stati prodighi di complimenti per l’organizzazione del G8 e per come Berlusconi ha presieduto e diretto i lavori del summit, anche il presidente Napolitano ha avuto parole di elogio e ha definito il summit “ un indubbio successo personale di Berlusconi”.

Tutto ciò basta e avanza per catalogare come spazzatura mediatica tutto quello che si è scritto in questi ultimi tempi  sulla stampa italiana e straniera a proposito di negligenze dell’organizzazione italiana del G8, del governo e di Berlusconi, persino il Financial Times , uno dei giornali stranieri che più duramente avevano attaccato Berlusconi è stato costretto a riconoscere che il Premier ha vinto la sua scommessa dimostrandosi uno “statista di rango internazionale”, e persino L’Economist oggi ammette a denti stretti il successo ed elogia il Cav., ritengo superfluo quindi ,soffermarmi ancora una volta, su come determinati gruppi editoriali italiani , con giornalisti gonfi di bile e con la bava alla bocca, raccontino le loro speranze e desideri spacciandoli come realtà, gli italiani a tutto questo sono abituati ormai da lustri e chi vota Berlusconi e il PDL al massimo si fa quattro risate, quello che sorprende invece è come testate straniere,una volta considerate autorevoli, si siano ridotte a fare un mero lavoro di copia e incolla amplificando di fatto la spazzatura giornalistica italiana, i casi sono due : “ o risparmiano sui collaboratori e quindi non hanno corrispondenti propri dall’Italia, oppure questi ultimi se ci sono, è evidente che frequentano determinati salotti giornalistici con risultati a dir poco sconcertanti.
 
E così dopo il  G8 all’Aquila, le foto che hanno fatto il giro del mondo non sono quelle di Villa Certosa o Palazzo Grazioli (anche se tra fotomontaggi e quant’altro nulla può più sorprendere) , bensì quelle dei leader mondiali accompagnati dal Premier Berlusconi in mezzo alle macerie del terremoto d’Abruzzo.
 
Tra una sessione e l’altra Berlusconi ha accompagnato il cancelliere tedesco Angela Merkel a visitare il paese di Onna completamente distrutto,uno dei simboli del terremoto d’Abruzzo e poi Barack Obama e il presidente russo Medvedev tra le macerie del centro storico dell’Aquila.
 
Sul piano dei lavori il G8 si è concluso con l’approvazione del piano anticrisi che prevede tra l’altro il no al protezionismo, nuove regole, l’importanza del lavoro e la lotta ai paradisi fiscali, tutte cose chieste e auspicate per primo dal nostro ministro dell’economia Tremonti, poi nel summit allargato alle economie emergenti , G14,  importante accordo anche sul clima per contenere entro due gradi l’aumento della temperatura sul pianeta, infine approvate importanti dichiarazioni sull’acqua e sul continente africano con l’aumento del fondo destinato alla lotta alla fame aumentato da 15 a 20 miliardi di dollari, è vero che questi accordi e dichiarazioni andranno poi trasformati in fatti, ma è indubbio che questo è stato uno dei vertici più produttivi degli ultimi decenni, fatto riconosciuto da tutti i grandi media internazionali.
 
Insomma questo G8 si è concluso con una cocente delusione per i gufi anti italiani e per gli odiatori di professione, e con un'altra grande vittoria di Silvio Berlusconi, adesso bisogna solo preparaci a vedere come sfogheranno la bile che hanno in corpo i giornalisti militanti di gruppi finanziari editoriali posseduti da “ ingegneri tangentisti rei confessi”, e un opposizione di “morti che camminano”, Pansa dixit, nonché guitti e giacobini da operetta che in nome della “legalità” e per personali tornaconti politici ed editoriali, titillano il peggio del paese, ovvero frustrati&sfigati , ignoranti nell’anima e invidiosi sociali , che come i sudditi di una volta, si esaltano quando qualche VIP o politico cade in disgrazia, ma sempre sudditi rimarranno, a prescindere da Berlusconi.
Ci sarà ancora da ridere per molti anni, e a tutti costoro io mi permetto di consigliare delle robuste cure per i loro malridotti fegati.
 

 


11 luglio 2009

LA DEMOCRAZIA IN PERICOLO

C’è davvero di che preoccuparsi se il trebbiatore di Montenero di Bisaccia,alias Antonio Di Pietro, acquista due pagine a pagamento sul Guardian e sull’ Herald Tribune per denunciare il pericolo che corre la democrazia italiana a causa del Lodo Alfano (Sic) .

A parte che non si capisce quali siano questi pericoli , visto che il Lodo Alfano sospende e non annulla i processi per la durata delle alte cariche dello stato, l’unico scopo dichiarato sarebbe quello di far processare Berlusconi per il caso Mills, ma anche questo sarebbe un clamoroso buco nell’acqua, considerato che il processo, quando sarà, ricomincerà dall’inizio e senza la “pasionaria” Nicoletta Gandus, magistrale esempio di “terzietà del giudice”,  un processo fondato sul nulla, come già appurato dalla magistratura inglese, con l’unico risultato certo che non potrà mai arrivare a sentenza prima della prescrizione per decorrenza dei termini.

Ma non solo,emerge prepotentemente, ancora una volta, la mostruosa ignoranza giuridica e istituzionale del trebbiatore molisano che, con questo atto, praticamente delegittima di fatto un parlamento democraticamente e liberamente eletto che ha approvato la legge in questione, il presidente della repubblica che l’ha controfirmata senza rilevare palesi vizi di incostituzionalità, e infine la stessa Corte Costituzionale chiamata a pronunciarsi sullo stesso.
Insomma costui si arroga il diritto di stabilire cosa è costituzionale e cosa non lo è, e se non è come pensa lui la democrazia è in pericolo (Sic), un vero e proprio concentrato di “autostima” , finirà che presto lo vedremo con uno scolapasta in testa, in Italia mancano soltanto i caschi blu dell’ONU e poi siamo a posto.
 
Se poi a tuonare contro il Lodo Alfano è un “Re della Casta”, un “campione della legalità” a chiacchiere  come Di Pietro, che protesta contro il Lodo Alfano e contemporaneamente si fa scudo dell’immunità dell’europarlamento per sottrarsi al processo intentato dal giudice Filippo Verde contro di lui per diffamazione con richiesta di risarcimento danni pari a 210.000 euro, non c’è davvero nulla da prendere sul serio, c’è solo da scompisciarsi dalle risate, soprattutto pensando a tutti quei frustrati e sfigati titillati da questo piccolo  tribuno ignorante e presuntuoso, in nome della giustizia e della legalità.
 
 

 

 


8 luglio 2009

NESSUNA SANATORIA

Il sottosegretario Giovanardi e altri esponenti della maggioranza, l’opposizione, la CEI, l’associazionismo cattolico ecc. , che si preoccupano per l’assistenza alle famiglie dopo l’approvazione del DL sicurezza che prevede tra gli altri il reato di “immigrazione clandestina”, e chiedono una sanatoria per le colf e le badanti , possono dormire sonni tranquilli,  non ci sarà nessuna sanatoria perché non serve a nulla, le leggi infatti non possono essere retroattive ma valgono per il futuro, quindi colf e badanti che danno il loro valido contributo alle famiglie italiane non hanno nulla da temere anche se entrarono in Italia irregolarmente.

E poi se si fa una sanatoria per queste categorie di lavoratori, bisognerebbe estenderla anche ad altre categorie, senza contare comunque che è la stessa UE che le vieta tassativamente.

Chissà perché in Italia c’è questo vizio di perdere tempo a discutere su questioni che alla fine si rivelano del tutto insussistenti.

Così come a  proposito dell’approvazione del “pacchetto sicurezza” , sul quale lo stesso Berlusconi ha espresso profonda soddisfazione : “ una legge fortemente voluta da tutto il governo e in particolare dal presidente del consiglio” ,   si è parlato soltanto dell’introduzione del reato di immigrazione clandestina, delle ronde e del trattenimento sino a 180 giorni nei centri di identificazione e di espulsione dei clandestini e non dell’aumento di quattro anni del carcere duro per chi è accusato di mafia o il vincolo per gli imprenditori di denunciare il “pizzo”, e del fatto che vengono allontanati non solo sindaci e consigli comunali in odor di mafia, ma anche singoli dirigenti tecnici o amministrativi se risultanti collusi.

Ma si sa, gli sponsor dei clandestini in Italia, sono poi i migliori alleati dei mercanti di carne umana.

 

 


5 luglio 2009

IL GOVERNO PIU’ STABILE DELL’OCCIDENTE

Il mio governo è il più stabile e sicuro dell’occidente, così Silvio Berlusconi a bordo della nave crociera “Fantasia” , ormeggiata nel porto di Napoli, nel corso di una conferenza stampa indetta  per illustrare i preparativi in vista dell’imminente G8 all’Aquila.
Innanzitutto l’alleanza di governo: stabile e salda grazie al "legame inscindibile, anche di amicizia, tra le forze politiche" che compongono l'esecutivo, ha proseguito il Premier, poi “le due elezioni consecutive che abbiamo vinto”,quindi la popolarità personale: “La piu' alta in tutto l'Occidente, al 62,3%".
''Il governo ha fatto bene, e' fortissimo ed e' ancora piu' forte viste le crescenti debolezze dell'opposizione”, qui Berlusconi ha citato l’articolo di Pansa sul Riformista che ha definito l’opposizione “ un cadavere che cammina”, poi una veloce rassegna sui provvedimenti più incisivi del primo anno di governo e le operazioni di maggior successo in politica estera, infine il plauso al presidente Napolitano, il quale ha chiesto che cessino le polemiche politiche fino al termine del G8,“Speriamo che venga accolto l'invito del Capo dello Stato - ha detto Berlusconi - Penso che sia logico che il Capo dello Stato rivolga questo invito e che sia logico che venga accolto. Non ho altro da aggiungere”.
Anche il presidente della camera , Fini, da Madrid dove si trova in visita, ha risposto in modo chiaro e netto alle domande che gli sono state rivolte sulla tenuta del governo italiano : “ immaginare una crisi di governo in un futuro prossimo è fantasia, il governo gode di un ampia maggioranza nelle camere e di elevato consenso nel paese, il governo viene giudicato dalle cose che fa , tentare di gettare discredito su Berlusconi è un operazione che non scalfisce minimamente il feeling con i suoi elettori.
Personalmente penso che l’ultimo decreto di misure economiche varato dal governo, che contiene importanti misure anticongiunturali quali la detassazione degli utili reinvestiti o il bonus antilicenziamento per le imprese e la riduzione al minimo di oneri bancari vessatori come la commissione sul massimo scoperto, con qualunque nome venga definita o l’abolizione del ticket sanitario sulla specialistica per tutti i cittadini,  dimostra  appunto che il governo si occupa di cose concrete, non chiacchiere e  gossip, tanto che il provvedimento incontra una larga condivisione nei rappresentanti delle parti sociali e dei cittadini.
Le precisazioni sulla stabilità del governo sono state necessarie in quanto diverse testate di stampa straniere hanno ripreso i “desideri e le fantasie spacciate per realtà” dei zucconi del gruppo Repubblica – Espresso e di qualche altro gruppo editoriale sulla tenuta di Berlusconi e del governo, che sono appunto destinate a rimanere pii desideri, il governo è forte e coeso, altrettanto la maggioranza come hanno dimostrato gli ultimi appuntamenti elettorali, i problemi, se verranno, ci saranno quando avremo un opposizione che fa politica e non gossip, cosa di cui  al momento non si  scorge traccia all’orizzonte.






25 giugno 2009

PERDENTI & CONTENTI/2

Dopo che l’astensionismo ha fatto fallire l’ennesimo referendum, quello sulle modifiche alla legge elettorale, a conferma dell’abuso che si è fatto di questo strumento, i ballottaggi delle amministrative confermano la clamorosa vittoria del PDL e del centrodestra, altre 8 province si aggiungono alle 26 conquistate al primo turno,Milano, Savona ,Venezia, Belluno, Lecce, Crotone, Frosinone, Ascoli Piceno, ai 9 comuni capoluogo conquistati se ne aggiungono altri 6 tra i quali due storiche roccaforti rosse come Prato e Cremona dove la sinistra governava ininterrottamente da oltre 60 anni.
Dunque anche in presenza di un astensionismo che storicamente penalizza il centrodestra nei ballottaggi è evidente a tutti che si tratta di “ UNA CLAMOROSA VITTORIA” per il Popolo della Libertà e del centrodestra, del resto i numeri parlano chiaro , prima delle elezioni il PD e il centrosinistra governavano 50 province, 9 il centrodestra, adesso nelle 62 province in cui si è votato (3 di nuova istituzione), 34 saranno governate dal centrodestra e 28 dal PD e dal centrosinistra, in particolare sono state strappate alla sinistra ben 23 province, stesso andazzo anche nei comuni capoluogo, si partiva con in centrosinistra che ne governava 25, 5 il centrodestra, alla fine 16 saranno amministrati dal centrosinistra e 14 dal centrodestra, in particolare oltre alla conferma dei comuni precedenti altri 9 vengono strappati alla sinistra.
C’è seriamente da essere preoccupati per il vice perdente di successo Franceschini che parla di “inizio di declino per la destra” e sostanziale ripresa per il PD, cercando di minimizzare la sonora sconfitta, delle due l’una : o non sanno nemmeno contare oppure continua l’uso spregiudicato delle tecniche comuniste della scuole delle Frattocchie, dove appunto si insegnava la doppia verità a convenienza , la menzogna e il ribaltamento della realtà contro tutte le evidenze, bene così, come al solito “perdenti & contenti”, tanto contenti che proprio oggi Franceschini ha ufficializzato la sua candidatura a segretario del partito democratico nel prossimo congresso di ottobre, una garanzia di vittorie,appunto.
Lo stesso Berlusconi commentando i risultati elettorali ha detto “ se questa per noi è una sconfitta, vogliamo perdere sempre così” , e ci credo, tra province e comuni capoluogo ben 32 amministrazioni hanno cambiato colore politico, sono passati tutti dalla sinistra al centrodestra, nessuna dal centrodestra a sinistra,la sinistra è stata costretta a spacciare per grandi vittorie quelle di Bologna e Firenze, comuni dove governa da oltre mezzo secolo, dopo essere stati costretta al ballottaggio, il che è tutto dire.
Berlusconi se non esistesse bisognerebbe inventarlo, altrimenti non ci si potrebbe scompisciare dalle risate a leggere la stampa nostrana di questi ultimi tempi, solo lui può provocare travasi di bile come quelli dei “zucconi” di Repubblica, i quali dopo la fatica di una campagna di stampa tesa a delegittimare il premier, che continua e continuerà, sono costretti ad ammettere con la bava alla bocca che c’è, visti i risultati elettorali, “ un amnesia della morale” , la loro morale però, oppure con una fantasia degna delle migliori cause, l’ex fascista e comunista Scalfari, immagina scene da “fine regime” , una società deturpata dalla corruzione (Sic), analogie con il 25 luglio del 1943 , uno scenario da Armaghedon insomma, tutto da ridere appunto, i desideri scambiati e raccontati come realtà, come succede da oltre 30 anni, ci avessero mai azzeccato una volta.
Possibile che questi non abbiano ancora capito che, chi vota PDL e Berlusconi, giornali come Repubblica se li legge, è soltanto per farsi quattro risate?
Ma Repubblica non è la sola a provocare ilarità, è bastato leggere i titoli di alcuni giornali dopo i ballottaggi per avere un ottima cura contro la depressione, L’Unità : “ PD in rimonta dalle urne esce un quasi pareggio”, Il Secolo XIX: “ Tiene il PD”, Il Messaggero : “ Il PD rimonta” , Europa: “Si riparte da qui: Penati combatte, gli altri stravincono, l’onda di destra rifluisce”, La Stampa : “ Il PDL avanza ma il PD resiste”, L’Altro : “ Berlusconi perde provinciali e comunali” e mi fermo qui per carità di patria.
Io mi domando e vi domando: “sono più coglioni questi giornalisti che sparano minchiate a raffica o i loro lettori che continuano a leggerli”?
E questi ultimi di fronte alla cruda evidenza della realtà dei fatti non si sentono come minimo frustrati e presi in giro ?
Cinque anni fa Penati vinceva alla provincia di Milano e Bersani disse : “ E’ la fine del berlusconismo” , oggi lo stesso Penati perde a Milano e Franceschini dice :“ E’ cominciato il declino della destra”, certo perdere oltre il 50% delle province e dei comuni capoluogo deve essere stato un magnifico viatico, una bella consolazione per essere così “perdenti & contenti” , o no?

 

COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI DIRIGENTI E QUESTI GIORNALISTI ZUCCONI NON VINCERETE MAI !!!

 

SOLO CON PAPI SI VINCE !!!

 

I CARE, WE CAN, THEY WIN !!!

PRESIDENTE SIAMO CON TE

MENO MALE CHE SILVIO C’E’.












21 giugno 2009

NON LASCIAMO LE COSE A META'









17 giugno 2009

GREAT TO SEE YOU MY FRIEND















16 giugno 2009

PERDENTI & CONTENTI

E’ stato utile aspettare il responso definitivo delle urne dopo il voto amministrativo per avere le idee chiare sulla tornata elettorale appena conclusa.
Per una mezza giornata infatti lunedì dopo il voto europeo, per i media italiani sembrava che il PDL e Berlusconi avessero perso le elezioni e ho fatto fatica a credere ai miei occhi, e credo come me tanti, vedendo i dirigenti del partito democratico,Franceschini, in testa, esultare dopo aver perso 7 punti rispetto alle politiche dello scorso anno, magari potevano impegnarsi a perderne qualcuno in più e li avremmo visti sfilare per le strade al suono di trombe e clacson.
Tanto che, per avere le idee più chiare, è bastato dare un occhiata alla stampa estera, pare che in questa occasione non abbiano utilizzato le veline e il sito web di Repubblica e hanno raccontato la pura e semplice realtà.
Il Financial Times dopo le critiche feroci a Berlusconi , ha commentato che l'elettorato italiano ha confermato la preferenza per il centro-destra e Berlusconi "nonostante le recenti polemiche sullo stile di vita del Presidente del Consiglio'' e il caso Mills, e l’editorialista Munchau cita il cavaliere come il leader di maggior successo in Europa che "è riuscito a scrollarsi di dosso o persino forse a trarre beneficio da un susseguirsi di scandali". Un "risultato spettacolare".
Persino El Pais, dopo la pubblicazione delle foto di villa Certosa e nonostante il pregiudizio ideologico è stato costretto ad ammettere che di fronte ad un opposizione frantumata “ Berlusconi ha incassato una sonora vittoria”, vi risparmio tutti gli altri commenti positivi dalla CNN a Liberation , dal Daily Telegraph a The Indipendent, ecc.ecc.
Eppure il risultato delle elezioni europee non si presta a dubbi, il PD, principale partito di opposizione ha raccolto il 26,1% dei voti, 7 in meno rispetto alle politiche dello scorso anno, l’IDV di Di Pietro ha praticamente raddoppiato i voti arrivando all’8% , segno che frustrati,sfigati, forcaioli , giacobini e delusi sono in aumento, la sinistra radicale divisa, ancora una volta non supera lo sbarramento, così come la Destra di Storace e il Movimento per l’Autonomia di Lombardo.
Guadagna qualcosa in termini percentuali l’UDC di Casini, ma facendo bene i conti ha ottenuto 50.000 voti in meno rispetto alle politiche del 2008.
Anche il PDL ha perso 2 punti rispetto alle politiche dello scorso anno, penalizzato dalla bassa affluenza al voto, circa il 66% con punte di astensionismo intorno al 50% al sud e nelle isole, in ogni caso tutto ciò non ha impedito al Popolo della Libertà di confermarsi primo partito e diventarlo anche in regioni come Marche e Umbria dove da sempre la sinistra fa il pieno di consensi, Berlusconi candidato in tutte e cinque le circoscrizioni è risultato largamente il più votato raccogliendo oltre duemilioni e settecentomila preferenze personali, che non è il record, ma con un 6 / 7% di votanti in meno rispetto alla media delle precedenti elezioni è tutto sommato un ottimo risultato, questo nonostante una campagna elettorale fatta solo di gossip e calunnie.
Certo le aspettative sul risultato del PDL erano più rosee, ma considerata la disaffezione e l’astensionismo record per l’Italia sul voto europeo, con una crisi economica globale in atto e dopo un disastroso terremoto, non ci si può davvero lamentare, sbaglia di grosso chi vede “crepe” nella popolarità di Berlusconi, il risultato al di sotto delle aspettative è solo causa dell’astensionismo.
E’ bastato infatti aspettare i risultati delle amministrative dove la media dei votanti è stata superiore di 6-7 punti per capire la proporzione storica della vittoria del PDL, la sinistra e il PD sono stati letteralmente “sfrattati” al primo turno da 17 province che governavano, da Napoli a Bari a Monza, tanto per citarne qualcuna, delle 62 province in cui si è votato, di cui 3 di nuova istituzione si partiva da 50 amministrate dal csx contro 9 del cdx, dopo il primo turno 26 sono andate al PDL e centrodestra,in 22 si andrà ai ballottaggi domenica 21, soltanto 14 sono state confermate dal centrosinistra , anche nel voto nei comuni ci sono stati risultati eclatanti e lusinghieri per il PDL, storiche roccaforti come Firenze e Bologna la sinistra è stata costretta al ballottaggio con esiti che potrebbero essere imprevedibili.
Il gap tra il PDL e il PD è quindi notevolmente aumentato, passando dai 4,2 punti delle politiche dello scorso anno agli oltre 9 punti attuali, così come il distacco tra coalizioni, grazie anche all’ottimo risultato della Lega Nord che arriva al record del 10,4% anche se in termini di voti si tratta di 100.000 voti in più rispetto allo scorso anno, arriva a 10 punti.
In pratica gli italiani non solo non affiderebbero i loro figli a Franceschini per educarli, ma nemmeno per sogno gli affideranno mai il governo del paese.
Nonostante questa tremenda disfatta Franceschini e il PD hanno esultato poiché a loro dire hanno perso meno delle aspettative (Sic) e perché il PDL e Berlusconi non hanno superato la quota del 40%, insomma proprio quello che è tipico della sinistra italiana “PERDENTI & CONTENTI”, ma questo stato di calma apparente durerà poco, già i vari capi e capetti stanno affilando le armi in vista del prossimo congresso di ottobre,dopo i ballottaggi di domenica prossima ci sarà di nuovo il tutti contro tutti,si preannuncia un estate bollente per il PD.
I numeri sono quindi impietosi, in presenza di una sinistra inconsistente, gruppi finanziari editoriali si sono assunti l’onere (Sic) di una campagna di delegittimazione del governo e del Presidente del Consiglio, è un film già visto e rivisto in questi ultimi 15 anni, a cominciare dalla stagione di mani pulite del 92-93 , dove una campagna politica , mediatica e giudiziaria fece fuori i principali partiti della prima repubblica , tranne il PCI , non potendo riuscirci per via democratica, è storia ormai risaputa di quali giornalisti e di quali testate avessero accesso alle informazioni riservate sulle indagini dei PM, delle riunioni telefoniche (Sic) a fine giornata tra i direttori dei quotidiani Repubblica , La Stampa , Corriere della Sera e L’Unità, ovvero Scalfari, Mauro, Mieli e Veltroni, al fine di concordare titoli e articoli del giorno dopo, in quali partiti e in quali schieramenti sono stati candidati alcuni PM , basti pensare a D’Ambrosio o alle telefonate di Di Pietro con l’editore del gruppo Espresso – Repubblica , De Benedetti, agli atti del tribunale di Brescia, il tutto mentre qualche bastardo procuratore capo 3 volte resistente chiedeva in interviste alla stampa “ governi condivisi” (Sic).
Fortunatamente c’è stato chi non si è mai arreso al “golpe”, così mentre gli ex comunisti mandavano Occhetto a legittimarsi alla City di Londra , scendeva in campo colui che ha rappresentato e rappresenta il granello di sabbia,anzi no, il macigno che ha inceppato questa macchina perfettamente lubrificata, Silvio Berlusconi, e da 15 anni puntualmente si tenta con gli stessi sistemi mediatici – giudiziari di eliminarlo dalla scena politica, sono appunto questi i grumi eversivi a cui si riferisce Berlusconi, ma i zucconi del gruppo Espresso – Repubblica, oltre a non aver mai capito nulla dell’evolversi della società italiana, con le loro analisi puntualmente sbagliate e la descrizione della realtà non com’è , ma come la vorrebbero, non hanno capito che questa sinistra non è mai stata maggioranza nel paese , ne mai lo sarà , se prima non passerà almeno un'altra generazione che non sia figlia della scuola delle Frattocchie dove insegnavano la verità a convenienza , la menzogna e il ribaltamento della realtà, e soprattutto non hanno capito che Berlusconi è più forte di tutto e di tutti perché ha un popolo dietro di se, mentre gli altri al massimo hanno solo chiacchiere, avranno tutto il tempo per mangiarsi il fegato e buttare bile.
Infine per chiudere, è stato bellissimo vedere come il glorioso quotidiano comunista L’Unità , che un tempo raccontava della “gioiosa vitanelle zone liberate da Pol Pot e dai khemer rossi (Sic) , abbia dedicato in un solo numero ben otto pagine (dico otto) alla storia di Noemi Letizia e Berlusconi, d’ora in poi lo potranno ribattezzare “Concita 2000” , roba da scompisciarsi dalle risate.






13 giugno 2009

NON SI PUO' UCCIDERE CHI E' GIA' MORTA

Dopo l’approvazione alla camera dei deputati del DDL sulle intercettazioni, con voto finale a scrutinio segreto e con la sorpresa di una ventina di voti in più non previsti da parte dell’opposizione, a dimostrazione che è una buona legge, come previsto si sono subito levati gli alti lai oltre che dell’opposizione, anche della federazione della stampa, dei giornalisti , di guitti che “campano” parlando male di politici e VIP , altri autoeletti rappresentanti della società civile per grazia di Dio e volontà della nazione e naturalmente non poteva mancare al coro l’associazione nazionale magistrati, la quale attraverso il presidente Palamara , dichiara che l’approvazione definitiva della legge sulle intercettazioni provocherà “ la morte della giustizia penale” (Sic).
Ora a parte il fatto che la giustizia in Italia è morta da un pezzo, e dunque non si può uccidere di nuovo chi è già morta, quando l’ANM e la “cloaca correntizia” del CSM prendono posizione contro i provvedimenti del governo, significa che siamo sulla strada giusta, è come avere un marchio DOC o il “bollino blu” di qualità, adesso l’importante è giungere al più presto all’approvazione definitiva.
A proposito di CSM , sono semplicemente patetiche le dimissioni di alcuni membri togati da una commissione sull’assegnazione degli incarichi che scadrà tra 15 giorni, per protesta contro il ministro Alfano che ha semplicemente detto quello che tutti sanno, ovvero che gli incarichi nelle procure sono attribuiti con logiche spartitorie di correnti all’interno del CSM.
Ecco se proprio vogliono protestare davvero, e se hanno gli attributi si dimettano da consiglieri del CSM, c’è da scommettere che non lo faranno mai.








11 giugno 2009

QUELLI CHE HANNO BATTUTO BERLUSCONI

Mentre sto approntando una riflessione sul voto europeo e amministrativo, ho scoperto che in Italia c’è un nuovo leader nel partito democratico, tale Debora Serracchiani , che dopo un intervento alla direzione nazionale del PD è stata candidata alle europee nel collegio Nord – Est , il PD e la stessa Serracchiani esultano poiché in un sottocollegio creato apposta per l’occasione, il Friuli Venezia Giulia , ha battuto Berlusconi nelle preferenze personali, esattamente 73.910 contro 64.286 del Cavaliere , naturalmente poco conta che in tutta la circoscrizione nel suo insieme Berlusconi ha largamente surclassato tutti.
Con questo sistema dei sottocollegi creati per l’occasione , la Serracchiani non è l’unica a potersi vantare di aver battuto Berlusconi, lo può fare di più e meglio l’assessore calabrese Pirillo che nella sua regione ha preso più preferenze di Berlusconi, idem come sopra nell’insieme della circoscrizione, così come nel sottocollegio di Avellino - Nusco De Mita ha avuto più preferenze del Cavaliere e come tacere del sottocollegio di Benevento – Ceppaloni dove persino Mastella può vantarsi di aver surclassato Berlusconi, 5680 contro 5.175 ?  e potrei continuare fino a domani mattina.
Io mi domando e vi domando “ma questi ci sono o ci fanno”?


                  


6 giugno 2009

IL VOTO UTILE














4 giugno 2009

QUESTO E’ SOLO L’INIZIO

Mollare? Non ci penso affatto, questo è solo l’inizio, sanno bene che ho altri quattro anni davanti e la prospettiva non è affatto piacevole per costoro che si nutrono di odio e di invidia, così Silvio Berlusconi dopo aver partecipato alla parata della festa della repubblica,ha risposto durante l’ennesimo bagno di folla alla gente che lo incoraggiava e gli chiedeva di non mollare e che lo ha seguito sino a Palazzo Grazioli, nel pomeriggio il premier si è sottoposto ad un altro bagno di folla in Toscana, dove si è recato per sostenere i candidati del PDL.
C’è poco da dire ormai su questa insolita campagna elettorale, io stessa tra il nauseato e il divertito da giorni ormai non trovo nulla che valga la pena di essere commentato e approfondito, c’è solo da dire che la disperazione di chi sa che ormai tutte le altre armi contro Berlusconi sono spuntate a partire dalla magistratura e dalle procure eccellenti, porta a tentare di tutto,anche l’impensabile pur di ottenere un qualche riscontro, e così assistiamo a giornali e gruppi editoriali che si sostituiscono all’opposizione , i cui giornalisti con la bava alla bocca e soldi alla mano tentano di inventare scandali inesistenti e scoop sensazionali con toni da autentico delirio.
Poveretti,ancora una volta saranno costretti a farsi curare il fegato, hanno così nauseato che, anche chi magari voleva disertare le urne, andrà a votare per rigetto, sarà un vero boomerang.
Non rimane dunque che aspettare pacatamente e serenamente, i risultati elettorali, per vedere quanti milioni di pernacchie riserverà loro il popolo sovrano.














26 maggio 2009

PETTEGOLEZZI DEMOCRATICI

Credo che una campagna elettorale così non si sia mai vista, nel senso che non è per nulla una campagna elettorale di quelle solite, non c’è assolutamente un minimo di interesse da parte della stragrande maggioranza dei cittadini, si parte con un partito e il suo leader che hanno già vinto, l’unico motivo che ancora suscita un minimo di curiosità è sapere di quanto sarà il distacco tra il PDL e il PD , figuriamoci.
La paura di essere spazzati via definitivamente è forte ed è fondata, per questo il povero Franceschini, dopo aver scritto persino ai morti, si è ridotto a chiedere i voti non in nome di un programma o di un progetto politico : “ se Berlusconi vince con un margine troppo ampio, se il distacco sarà superiore ai 15 punti, potrà succedere di tutto”, questo insomma è diventato l’unico motivo per votare il PD, davvero non c’è bisogno di ulteriori commenti.
Del resto gli argomenti di grande spessore politico, ovvero veline , caso Mills, Noemi Letizia, di cui quotidianamente si occupano Franceschini e il PD non sembrano suscitare grande interesse nell’elettorato, anzi più di qualcuno comincia a chiedersi se per caso il partito democratico non sia diventato un partito di depravati e voyeur che fanno politica dal buco della serratura, visto che si interessano tanto delle “presunte performance amatorie” del cavaliere, tanto che ormai la sigla PD si può tranquillamente interpretare come “pettegolezzi democratici”.
Credo che ieri Berlusconi ha detto una grande verità quando ha affermato: “chi e' malato di invidia personale e di odio politico vota per la sinistra”.
E così in attesa di vedere il prossimo filmino del battesimo o della comunione di Noemi, anche Di Pietro e Casini dicono no alla proposta di un iniziativa unitaria fatta da Franceschini per unire le opposizioni contro il “ pericolo Berlusconi”, anzi Di Pietro è pronto a chiedere una “mozione di sfiducia” , dando così un magnifico assist a Berlusconi , il quale se fino ad ora esitava a prendere l’iniziativa , così avrà un magnifico pretesto per andare in aula a fare un “attacco istituzionale” alla magistratura politicizzata e alla stampa scandalistica, complimenti, sul risultato della mozione poi non sussiste il minimo dubbio, sarà respinta a larghissima maggioranza , con il risultato di rafforzare ulteriormente, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, Berlusconi.
Chiudo qui perché davvero c’è da scompisciarsi dalle risate.





22 maggio 2009

CHE DELUSIONE

I “zucconi” di Repubblica sono amareggiati e delusi, niente, questo paese proprio non riesce a indignarsi: “L'Atlante Politico di Demos registra e conferma tendenze già osservate negli ultimi mesi tra gli elettori. Poco allegre per il centrosinistra e, soprattutto, per il Pd”.
“Al di là delle specifiche stime di voto, il clima d'opinione sembra premiare tutte le principali scelte del governo e tutte le azioni del premier. Anche le più discusse e discutibili. Dai respingimenti delle imbarcazioni cariche di immigrati, approvate da oltre 2 italiani su 3 (da 4 su 10 fra gli elettori del Pd e dell'Idv), alle vicende personali e familiari di Berlusconi. Quasi 8 italiani su 10 pensano che il divorzio annunciato e le amicizie femminili del premier siano fatti suoi e di sua moglie”.
Inizia con questo incipit il commento di Ilvo Diamanti sul sondaggio Demos di Repubblica sulle elezioni europee, la delusione è palpabile, non mi piace darmi ragione da sola, ma è esattamente quello che scrivo da giorni “ tanta fatica per nulla, le campagne mediatiche e giudiziarie di aggressione a Berlusconi non hanno mai pagato e non pagheranno nemmeno questa volta, anzi si trasformerà in un boomerang “, forse sarebbe certamente più saggio e utile se Repubblica si occupasse del divorzio degli elettori dal PD piuttosto che del presunto divorzio Berlusconi – Lario.
Ma non bisogna mollare proprio adesso, ripeschino magari le conversazioni tra Berlusconi e Saccà, hai visto mai che stavolta funzionano?
In queste due settimane in cui per legge non ci saranno sondaggi pubblici fino al voto del 7 giugno, provino a raccontare dell’incredibile rimonta del PD, che si vota per cambiare il paese , magari alla vigilia del voto un editoriale dell’ex fascista, ex comunista ,ex socialista e non so più cos’altro, Scalfari, ci dirà che il pareggio e magari anche la vittoria sono possibili, secondo i “sommovimenti” che lui sente nella società civile (Sic).
Poi dopo il 7 giugno , non si parlerà più di Noemi Letizia e Mills, si parlerà del berlusconismo di massa e dei cronici ritardi della sinistra, un vecchio film visto e rivisto tantissime volte, amen.









20 maggio 2009

CASO MILLS E SOLITE ILLUSIONI

Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del tribunale di Milano che ha condannato in primo grado l’avvocato inglese David Mills a quattro anni e sei mesi per corruzione giudiziaria, puntuali riesplodono le polemiche.
E come al solito da parte della stampa e da un opposizione in caduta libera nei consensi si alimentano improbabili aspettative e false illusioni, mentre bisognerebbe praticare le virtù di cautela e prudenza su questi argomenti.
I processi in generale e quelli che riguardano Silvio Berlusconi in particolare non sono il secondo tempo o una rivincita rispetto al risultato di democratiche e libere elezioni, anzi fare polemica su questi argomenti non fa altro che rafforzare la convinzione già largamente diffusa di un opposizione allo sbando, confusa, divisa e senza idee che disperatamente tenta di attaccarsi a qualsiasi cosa.
Gli italiani ormai non ci credono più, dopo aver visto un avviso di garanzia al G7 di Napoli nel 1994 concludersi dopo 7 anni con l’assoluzione in Cassazione e dieci anni di veleni e inquinamento della democrazia italiana con il processo SME concluso con l’assoluzione di Berlusconi in Cassazione per “non aver commesso il fatto” e perché “il fatto non sussiste” chi ci crede più alle accuse di certe procure e certi magistrati?
Sono proprio queste procure e questi magistrati ad aver “vaccinatol’opinione pubblica.
Possono crederci soltanto i masochisti e i tafazzisti della sinistra italiana, garantisti a convenienza e a giorni alterni, i quali ancora una volta non si rendono conto che tutto questo per loro sarà soltanto il solito boomerang.
E possono crederci pure soltanto sfigati e frustrati , titillati da guitti e giacobini da operetta che poi gli vendono libri,spettacoli, dvd e altri prodotti editoriali.
In secondo luogo tentare di far passare Berlusconi come colpevole di qualcosa per cui non è nemmeno stato giudicato, è aberrante non solo dal punta di vista civile , ma anche e soprattutto giuridico, questo per l’equazione secondo la quale David Mills ha ricevuto somme di denaro da società off-shore riconducibili a Finivest per testimoniare il falso e quindi automaticamente il corruttore sarebbe Berlusconi, insomma si condanna per teoria l’imputato che non c’era.
Terzo, David Mills è un “presunto innocente” sino a sentenza definitiva inappellabile così come prevede la costituzione e lo stato di diritto, figuriamoci allora Berlusconi che non è neppure stato giudicato.
Quarto, la sentenza di condanna dell’avvocato inglese si basa su teoremi e castelli accusatori, non esiste uno straccio di prova , ne tracce di dazioni riconducibili a Berlusconi, tanto che nell’accusa si cita soltanto il defunto (Sic) Carlo Bernasconi.
Siccome per condannare qualcuno occorrono prove e fatti certioltre ogni ragionevole dubbio” e non teorie strampalate, condanna e motivazioni non possono reggere ai successivi gradi di giudizio e questo lo sanno anche gli studenti del primo anno di giurisprudenza, è superfluo dire che la magistratura inglese non ha nemmeno preso in considerazione l’idea di rinviare a giudizio David Mills , poiché ha ritenuto infondato qualsiasi presupposto al riguardo , anzi il fisco britannico ha sottoposto a tassazione la somma di 600.000 dollari, frutto della presunta corruzione, come “proventi di investimenti”, basterebbe solo questo per catalogare il caso per quello che è effettivamente:”una bufala”, ma ciò ripugnerebbe alla “coscienza civile” di un giudice come Nicoletta Gandus che firma manifesti e petizioni contro il governo Berlusconi e partecipa allegramente ai social forum , quando si dice la terzietà del giudice, una sentenza scandalosa insomma come giustamente l’ha definita Berlusconi.
Quinto, Berlusconi non rinuncerà al lodo Alfano , è stato fatto proprio in previsione di questo, per evitare cioè che magistrati autoeletti “rappresentanti della società civile” tentino di ribaltare per via giudiziaria quello che ha deciso il “popolo sovrano” in libere e democratiche elezioni, come già è stato fatto in passato, Berlusconi d’altronde non ha scelta o pensa a onorare l’impegno che gli italiani gli hanno conferito o pensa a difendersi da assurde accuse.
Questo naturalmente non significa sfuggire al giudizio del tribunale , che ci sarà a fine mandato , peccato però che sarà tempo perso visto che non potrà essere giudicato dalla pasionaria Gandus , il processo dovrà iniziare daccapo e non si arriverà mai a sentenza definitiva.
Berlusconi non sfuggirà dunque al processo, non certamente come Di Pietro che si è fatto scudo dell’immunità dell’europarlamento per sottrarsi al processo contro di lui intentato dal giudice Filippo Verde.
Infine merita un plauso l’iniziativa del vicebrigadiere D’Avanzo e di Repubblica, sull’inchiesta e le domande a Berlusconi sul caso Noemi Letizia, i “zucconi” di Repubblica portino ancora un po’ di pazienza, citando Oscar Wilde «
Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta.» la discussione sarebbe già chiusa, invece le risposte ci saranno, più o meno tra 20 giorni, una maggioranza becera, rozza ed egoista, civis marginalis, alla quale io mi onoro di appartenere , ancora una volta con il loro libero e convinto voto li prenderà a ceffoni.
E su questi argomenti mi sembra non ci sia più nulla da dire.




18 maggio 2009

IL PURO CHE TI EPURA

Aveva ragione Pietro Nenni quando affermava che “a sinistra ci sarà sempre un puro più puro che ti epura”, le parole dello scomparso leader socialista si sono rivelate, nel corso degli anni a partire dal dopoguerra, fonte di verità e saggezza, basti pensare a quante lotte intestine ci sono state nella sinistra italiana, quante ce ne sono e quante ancora ce ne saranno.
Quella a cui abbiamo assistito ieri è stata soltanto l’ultima variazione sul tema, ovvero “ gli estremisti trovano sempre qualcuno più estremista di loro”, capita così che nel bel mezzo di una manifestazione sindacale sulla politica aziendale FIAT, della FIOM , l’ala più estremista e intransigente della CGIL, a Torino durante il comizio, alcune decine di militanti dei COBAS sindacali di base irrompono sul palco e letteralmente portano giù il segretario Rinaldini , seguiva poi un tafferuglio con pugni e calci ad altri dirigenti sindacali.
Un vero e proprio atto di squadrismo insomma, c’è davvero da preoccuparsi se anche organizzazioni come la FIOM CGIL che sono tutt’altro che riformiste, vengono prese di mira da estremisti organizzati, adesso sono in pochi, ma se non si vigila il rischio di una nuova stagione di terrorismo è tutt’altro che infondato.
Il vero problema è che ormai come certificano tutti gli istituti di sondaggio, la maggioranza degli operai e dei lavoratori dipendenti si riconosce e vota per il PDL e la Lega Nord, soprattutto un sindacato come la CGIL isolandosi da tutte altre sigle sindacali nei rinnovi contrattuali e nel nuovo modello di contratto collettivo ha prodotto un vuoto che viene riempito dagli estremisti.
Se non ci sarà a breve almeno una minima svolta riformista, la CGIL sarà sempre costretta a inseguire gli estremisti sul loro terreno, con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti.




15 maggio 2009

D'ALEMA:I RESPINGIMENTI DEI CLANDESTINI NON LI HA INVENTATI MARONI







11 maggio 2009

NO ALL'ITALIA MULTIETNICA

Silvio Berlusconi a margine di una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi per fare il punto sull’attività in politica estera dopo un anno esatto dall’insediamento del governo, ha pronunciato parole chiarissime sulla questione del respingimento dei clandestini, che vengono bloccati in mare e riportati direttamente al punto di partenza , cioè in Libia.
«Si deve fare chiarezza sulle due visioni , ha affermato il presidente del Consiglio, la sinistra con i suoi precedenti governi aveva aperto le porte ai clandestini provenienti da tutti i Paesi. Quindi l'idea della sinistra era ed è quella di un'Italia multietnica. La nostra idea non è così». Per questo, dice Berlusconi, «non apriremo le porte a tutti come la sinistra». La linea del governo in maniera d'immigrazione è quella dell'«accoglimento solo per chi» ha diritto «all'asilo politico», e cioè «coloro che mettono piede sul nostro suolo, intendendo anche le acque territoriali». Per il resto, prosegue il premier, «vale il nostro diritto di respingere», non si violano «gli accordi internazionali», fermo restando che in mare verranno forniti «tutti i tipi di assistenza».
Parole chiarissime dunque, che vedono soddisfatto anche il ministro Maroni, per il quale, dopo gli accordi con la Libia per il pattugliamento congiunto, la linea del respingimento continuerà finché i tentativi di sbarco sul suolo italiano non cesseranno in conformità alle normative europee e ai trattati internazionali, intanto anche oggi altri 200 clandestini sono stati fermati in mare e riportati a Tripoli, per un totale di oltre 500 in pochi giorni.
Non potevano mancare in questo contesto gli alti lai di un opposizione parolaia, inconcludente e divisa su tutto, che accusa di razzismo il governo per il solo fatto di respingere dei clandestini mentre Fassino ammette che il respingimento dei clandestini non viola nessuna normativa europea e internazionale, chissà cosa pensano allora della civilissima Spagna di Zapatero dove non molto tempo fa, i clandestini appena sbarcati venivano accolti a fucilate, meglio non prenderli sul serio, quello che conta davvero è che la stragrande maggioranza degli italiani approva senza riserve la linea del governo su questa e su molte altre questioni.
Mentre mi sembra degno di nota il fatto che un giornale come L’Economist , da sempre avverso a Berlusconi e ai suoi governi, ha gettato la spugna scrivendo che Berlusconi nonostante la recessione economica in atto rimane il leader più popolare in Europa, è incredibile vedere come il segretario del PD, Franceschini, sia costretto dalla preoccupazione della disfatta, a chiedere “voti utili” e a gridare al pericolo di una schiacciante vittoria, molto probabile, di Berlusconi e del PDL, oggi poi secondo me ha toccato l’apice della comicità involontaria invitando Berlusconi ad andare in mezzo alla gente, dimenticando che è appunto quello che Berlusconi fa ogni giorno, ma cosa ne possono sapere costoro del popolo se hanno passato la loro vita nei loft e nei salotti?
Parlano di popolo e povertà e hanno la cipria sul naso e la parrucca in testa come i nobili francesi al tempo della presa della Bastiglia, è tutto da ridere se non ci fosse da piangere.





7 maggio 2009

ADESSO PARLO IO – TANTA FATICA PER NULLA

La performance di Silvio Berlusconi ospite di Bruno Vespa nel programma “Porta a porta” , che vi propongo in versione integrale, dove il leader del PDL , fatto oggetto di una campagna mediatica senza precedenti sul caso del divorzio dalla moglie Veronica Lario , ha affrontato le telecamere da una scomodissima posizione di partenza in un momento emotivamente delicato, scegliendo la strada della verità e della franchezza, si è trasformata in un trionfo personale del Premier e della trasmissione che ha polverizzato ogni record di ascolto.
Evidentemente gli italiani hanno capito e apprezzato se persino coloro che sono i “confidenti privilegiati” della signora Lario, ovvero i zucconi di Repubblica ci informano che,da un sondaggio di IPR Marketing la fiducia degli italiani nei confronti di Berlusconi è rimasta sostanzialmente invariata, ovvero al 66%.
Che pena poi, vedere Franceschini e alcuni altri esponenti del PD, tentare di speculare su una vicenda come questa, dando vita a una campagna di aggressione personale non senza prima aver paragonato l’Italia di Berlusconi a due repubbliche asiatiche ex sovietiche, Turk­menistan all’Uzbekistan, atteggiamenti che nemmeno la “frustrazione” di Franceschini di non riuscire a scalfire minimamente il consenso altissimo del Premier, può far comprendere e giustificare.
Tanta fatica per nulla insomma, come ho già avuto modo di dire questa vicenda non sposterà nulla, anzi rischia di trasformarsi ancora una volta in un boomerang per la sinistra, sarebbe certamente molto più utile e proficuo per loro se, anziché di occuparsi del divorzio di Berlusconi, si occupassero del divorzio degli elettori dal PD.

COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI ZUCCONI E QUESTI DIRIGENTI NON VINCERETE MAI !!!















4 maggio 2009

UNICA OPPOSIZIONE

Veronica Lario annuncia il divorzio da Silvio Berlusconi nel giorno in cui un sondaggio IPSOS pubblicato dal Sole24Ore annuncia che PDL e alleati scoppiano di salute e che la classe operaia ha divorziato dal partito democratico, sarà solo una semplice coincidenza?
A questo punto Franceschini e tutti i notabili del PD dovrebbero andare in processione dalla signora Lario ad offrirle la leadership del partito democratico,considerato che è l’unica opposizione che ha saputo tener testa a cotanto marito, tanto che Veltroni la voleva nel suo staff.
La saggezza popolare suggerisce che “tra moglie e marito non mettere il dito”, ma tuttavia mi consentirò una brevissima considerazione: non credo affatto che la decisione della signora Lario sia maturata nei scorsi a seguito della sua presa di posizione contro la candidatura delle cosiddette “veline” nelle liste del PDL , oppure al fatto che il Premier sia andato a una festa di compleanno a Napoli, se davvero era qualcosa di piccante non sarebbe certo andato li con seguito e a farsi fotografare in mezzo agli invitati, no, secondo me il vero motivo della rottura consiste nel fatto che la signora Lario probabilmente è contraria a che suo marito faccia politica e che addirittura sia capo di partito e di governo, sono rarissime infatti le volte che la signora è comparsa al fianco del Premier in occasioni ufficiali a differenza delle altre consorti dei capi di governo che sono costantemente al fianco dei mariti, non si spiega quindi questa lontananza e riservatezza, se non con il fatto che appunto sia contraria a che il marito faccia politica e che magari ha idee completamente diverse.
Detto questo non rimane che sperare che la vicenda si consumi nel modo meno doloroso possibile per entrambi e per la famiglia,comunque la si pensi una separazione è sempre un trauma per tutti coloro che la subiscono.
Si predica sempre in questo paese un giorno si e l’altro pure il rinnovamento della classe politica, poi quando qualcuno come Berlusconi la fa sul serio apriti cielo, tutto, ma attrici e veline no, eppure basterebbe fare un confronto tra la dirigenza di Forza Italia del 1994 e oggi per vedere che i dirigenti della prima ora sono rimasti in pochissimi, al contrario di quanto è avvenuto a sinistra nello stesso lasso di tempo,sono ancora tutti insieme appassionatamente.
Attrici e veline sono ormai parte della società civile, se qualcuna unisce alla grazia e alla bellezza anche gli studi e l’intelligenza perché non candidarle? Oggi fare politica è soprattutto freschezza preparazione ed immagine, basta citare per tutti l’esempio della Carfagna, anche Franceschini è stato costretto ad ammettere che la neo ministra è competente e preparata.
Definire tutto questo “ciarpame” come invece ha fatto la signora Lario a cui hanno tenuto il bordone i soliti giornalai “zucconi” di sinistra, significa non aver capito nulla ancora una volta della società italiana, e ha fatto bene il quotidiano Libero a pubblicare le foto a seno nudo della consorte del Premier tanti anni fa, ma forse lei essendo attrice di teatro si considera un filino più nobile e con più ritegno di tutte costoro, o no?
Ben vengano dunque le donne in politica,soprattutto se sono belle, intelligenti e laureate, questi soloni che gridano allo scandalo ci vorrebbero vedere ancora a votare per vecchi arnesi come De Mita, Berlinguer, Cirino Pomicino , Cofferati e chi più ne ha più ne metta.
Spero che nessuno a sinistra, soprattutto giornali e giornalisti militanti, vogliano usare questa vicenda a fini politici, sarebbe ancora una volta un boomerang terribile, lo dico per loro, non si sposterà nemmeno un voto, l’italiano medio si identifica con i pregi e i difetti di Berlusconi, quanto all’universo femminile il pensiero dominante è che la signora Lario è una rompiscatole che oltre a non stare vicino al marito per “prevenire” qualsiasi tentazione,non sa stare nemmeno dignitosamente al suo posto, eppure già leggo di alcuni zucconi che come al solito si propongono in improbabili analisi della vicenda, non vedono la realtà per quella che è effettivamente, e raccontano come vorrebbero che fosse, è inutile non imparano mai nemmeno dai propri errori,il masochismo e il tafazzismo della sinistra italiana non conosce limiti, quando pensi che hanno toccato il fondo ecco che incominciano a scavare.










27 aprile 2009

IL PARTIGIANO SILVIO

E così Silvio Berlusconi è riuscito anche a farsi arruolare come “partigiano onorario” dai superstiti della brigata partigiana Maiella che gli hanno messo un foulard tricolore intorno al collo, adesso manca solo che festeggi il 1 maggio tra sindacati e lavoratori e poi il trionfo sarà completo.
A Franceschini bisogna fare un monumento, con il suo insistere affinché il premier festeggiasse il 25 Aprile, ha fatto in modo che la prima uscita pubblica di Berlusconi per l’anniversario della liberazione, si trasformasse nell’ennesimo capolavoro politico – mediatico.
Ormai Berlusconi non parla più come grande leader di una forza politica o di una coalizione, con un livello di consenso ormai trasversale parla al paese da “Padre della Patria”.
Dopo aver deposto una corona all’altare della patria insieme al presidente Napolitano e ai presidenti di camera e senato, il premier si è recato a Onna in Abruzzo, che oltre ad aver subito il recente terremoto, nel 1944 fu teatro di una orrenda rappresaglia da parte dell’esercito tedesco che fucilarono 17 civili inermi.
Le macerie di Onna dunque hanno tenuto a battesimo il primo discorso pubblico di Berlusconi per l’anniversario della liberazione da quando è sceso in politica, un discorso di pacificazione perché il 25 Aprile sia la festa della libertà contro ogni totalitarismo e l’invito a guardare al futuro per il progresso e il bene del paese, un discorso apprezzato trasversalmente che ha sorpreso un po’ tutti, me per prima, quando il premier parla di coloro che volevano instaurare un ordine sociale e politico diverso avrebbe fatto bene a citare ad esempio uno come Togliatti che durante il XVI congresso del PCUS tenne alto l’onore della nostra patria : “È PER ME MOTIVO DI PARTICOLARE ORGOGLIO AVERE RINUNCIATO ALLA CITTADINANZA ITALIANA PERCHE' COME ITALIANO, MI SENTIVO UN "MISERABILE MANDOLINISTA" E NULLA PIU'.
COME CITTADINO SOVIETICO SENTO DI VALERE DIECI VOLTE PIU' DEL MIGLIORE ITALIANO",
si capisce bene dunque per quale patria combatteva.
Mi auguro comunque che Berlusconi il prossimo anno si rechi in uno dei tanti cimiteri anglo americani sparsi per l’Italia a rendere un pubblico omaggio a coloro che sono stati i veri liberatori dell’Italia, come del resto ha già fatto nello storico discorso al Congresso Americano.

Questo il testo integrale del discorso di Silvio Berlusconi per la commemorazione del 25 Aprile.

di Silvio Berlusconi

Cari amici, non è semplice trovare le parole per descrivere il mio, il nostro stato d’animo in questo momento. Ci troviamo qui ad Onna per celebrare la Festa della Liberazione, una festa che è insieme un onore ed un impegno. Un onore: di commemorare una terribile strage perpetrata proprio qui nel giugno del 1944, quando i nazisti massacrarono per rappresaglia 17 cittadini di Onna, e poi fecero saltare con l’esplosivo la casa nella quale si trovavano i corpi di quelle vittime innocenti. Un impegno che ci deve animare è quello di non dimenticare ciò che è accaduto qui e di ricordare gli orrori dei totalitarismi e della soppressione della libertà. Proprio qui, proprio in Abruzzo, è nata ed ha operato la leggendaria Brigata Maiella, che è stata decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Nel dicembre del ’43, 15 giovani fondarono quella che sarebbe diventata appunto la Brigata Maiella che arrivò ad essere forte di 1.500 uomini. E non casuale è che in questa giornata speciale, i militari del Picchetto d’Onore schierati davanti a noi appartengano al 33.mo Reggimento di artiglieria, il reparto degli abruzzesi che nel 1943 a Cefalonia ebbe il coraggio di opporsi ai nazisti e di sacrificarsi – combattendo – per l’onore del nostro Paese. A quei patrioti che si sono battuti per il riscatto e la rinascita dell’Italia va, deve andare sempre la nostra ammirazione, la nostra gratitudine, la nostra riconoscenza. La gran parte degli italiani di oggi non ha provato cosa significa la privazione della libertà. Solo i più anziani hanno un ricordo diretto del totalitarismo, dell’occupazione straniera, della guerra per la liberazione della nostra Patria. Per molti di noi è un ricordo legato alle nostre famiglie, ai nostri genitori, ai nostri nonni, molti dei quali furono protagonisti o anche vittime di quei giorni drammatici. Per me è il ricordo di anni di lontananza da mio padre, costretto ad espatriare per non essere arrestato, è il ricordo dei sacrifici di mia madre, che da sola dovette mantenere una famiglia numerosa in quegli anni difficili. È il ricordo del suo coraggio, di lei che come tanti altri da un paesino della provincia di Como doveva recarsi ogni giorno in treno a Milano per lavorare, e che un giorno, su uno di quei treni, rischiò la vita, ma riuscì a sottrarre a un soldato nazista una donna ebrea destinata ai campi di sterminio. Questi sono i ricordi, sono gli esempi con i quali siamo cresciuti. Quelli di una generazione di italiani che non esitò a scegliere la libertà. Anche a rischio della propria sicurezza, anche a rischio della propria vita. Il nostro Paese ha un debito inestinguibile verso quei tanti giovani che sacrificarono la vita, negli anni più belli, per riscattare l’onore della patria, per fedeltà a un giuramento, ma soprattutto per quel grande, splendido, indispensabile valore che è la libertà. Lo stesso debito di gratitudine lo abbiamo verso tutti quegli altri ragazzi, americani, inglesi, francesi, polacchi, dei tanti Paesi alleati, che versarono il loro sangue nella campagna d’Italia. Senza di loro, il sacrificio dei nostri partigiani avrebbe rischiato di essere vano. E con rispetto dobbiamo ricordare oggi tutti i caduti, anche quelli che hanno combattuto dalla parte sbagliata sacrificando in buona fede la propria vita ai propri ideali e ad una causa già perduta. Questo non significa naturalmente neutralità o indifferenza. Noi siamo – tutti gli italiani liberi lo sono – dalla parte di chi ha combattuto per la nostra libertà, per la nostra dignità e per l’onore della nostra Patria. In questi anni la storia della Resistenza è stata approfondita e discussa. È un bene che sia successo. La Resistenza è – con il Risorgimento – uno dei valori fondanti della nostra nazione, un ritorno alla tradizione di libertà. E la libertà è un diritto che viene prima delle leggi e dello Stato, perché è un diritto naturale che ci appartiene in quanto esseri umani. Una nazione libera tuttavia non ha bisogno di miti. Come per il Risorgimento, occorre ricordare anche le pagine oscure della guerra civile, anche quelle nelle quali chi combatteva dalla parte giusta ha commesso degli errori, si è assunto delle colpe. È un esercizio di verità, è un esercizio di onestà, un esercizio che rende ancora più gloriosa la storia di coloro che invece hanno combattuto dalla parte giusta con abnegazione e con coraggio. È la storia dei tanti che hanno combattuto nell’esercito del Sud, che da Cefalonia in poi hanno riscattato con il sangue l’onore della divisa. È la storia dei martiri come Salvo D’Acquisto che non esitò a sacrificare la sua vita in cambio di altre vite innocenti. È la storia dei nostri militari internati in Germania, che scelsero il campo di concentramento piuttosto che collaborare con i nazisti. È la storia dei tanti che nascosero concittadini ebrei ricercati, salvandoli dalla deportazione. È la storia soprattutto dei tanti, tantissimi eroi sconosciuti che con piccoli o grandi gesti di coraggio quotidiano collaborarono alla causa della libertà. Anche la Chiesa, voglio ricordarlo, fece la sua parte con vero coraggio, per evitare che concetti odiosi, come la razza o la differenza di religione, diventassero per molti motivo di persecuzione e di morte. Allo stesso modo bisogna ricordare i giovani ebrei della Brigata ebraica, arrivati dai ghetti di tutta Europa, che imbracciarono le armi e lottarono per la libertà. In quel momento tanti italiani di fedi diverse, di diverse culture, di diverse estrazioni si unirono per seguire lo stesso grande sogno, quello della libertà. Vi erano fra loro persone e gruppi molto diversi. Vi era chi pensava soltanto alla libertà, chi sognava di instaurare un ordine sociale e politico diverso, chi si considerava legato da un giuramento di fedeltà alla monarchia. Ma tutti seppero accantonare le differenze, anche le più profonde, per combattere insieme. I comunisti e i cattolici, i socialisti e i liberali, gli azionisti e i monarchici, di fronte a un dramma comune, scrissero, ciascuno per la loro parte, una grande pagina della nostra storia. Una pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, sulla quale si fonda la nostra libertà. Fu nella stesura della Costituzione che la saggezza dei leader politici di allora, De Gasperi e Togliatti, Ruini e Terracini, Nenni, Pacciardi e Parri, riuscì ad incanalare verso un unico obiettivo le profonde divaricazioni di partenza. Benché frutto evidente di compromessi, la Costituzione repubblicana riuscì a conseguire due obiettivi nobili e fondamentali: garantire la libertà e creare le condizioni per uno sviluppo democratico del Paese. Non fu poco. Anzi, fu il miglior compromesso allora possibile. Fu però mancato l’obiettivo di creare una coscienza morale «comune» della nazione, un obiettivo forse prematuro per quei tempi, tanto che il valore prevalente fu per tutti l’antifascismo, ma non per tutti l’antitotalitarismo. Fu il portato della storia, un compromesso utile a scongiurare che la Guerra fredda che divideva verticalmente l’Italia non sfociasse in una guerra civile dagli esiti imprevedibili. Ma l’assunzione di responsabilità e il senso dello Stato che animarono tutti i leader politici di allora restano una grande lezione che sarebbe imperdonabile dimenticare. Oggi, 64 anni dopo il 25 aprile 1945 e a vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, il nostro compito, il compito di tutti, è quello di costruire finalmente un sentimento nazionale unitario. Dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, quale che sia l’appartenenza politica, tutti insieme, per un nuovo inizio della nostra democrazia repubblicana, dove tutte le parti politiche si riconoscano nel valore più grande, la libertà, e nel suo nome si confrontino per il bene e nell’interesse di tutti. L’anniversario della riconquista della libertà è dunque l’occasione per riflettere sul passato, ma anche per riflettere sul presente e sull’avvenire dell’Italia. Se da oggi riusciremo a farlo insieme, avremo reso un grande servizio non a una parte politica o all’altra, ma al popolo italiano e, soprattutto, ai nostri figli che hanno il diritto di vivere in una democrazia finalmente pacificata. Noi abbiamo sempre respinto la tesi che il nostro avversario fosse il nostro nemico. Ce lo imponeva e ce lo impone la nostra religione della libertà. Con lo stesso spirito sono convinto che siano maturi i tempi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà, e possa togliere a questa ricorrenza il carattere di contrapposizione che la cultura rivoluzionaria le ha dato e che ancora «divide» piuttosto che «unire». Lo dico con grande serenità, senza alcuna intenzione polemica. Il 25 aprile fu all’origine di una nuova stagione di democrazia e in democrazia il voto del popolo merita l’assoluto rispetto da parte di tutti. Il popolo, dopo il 25 aprile, votò pacificamente per la Repubblica, e la monarchia accettò il giudizio popolare. Poco dopo, il 18 aprile 1948, la scelta popolare fu di nuovo decisiva per il nostro Paese: con la vittoria di De Gasperi, il popolo italiano si riconobbe nella tradizione cristiana e liberale della sua storia. E gli anni Cinquanta, sempre con il sostegno del voto popolare, modellarono un’Italia come realtà democratica, economica e sociale. L’Italia divenne parte dell’Europa e dell’Occidente, fu tra i promotori dell’unità atlantica e dell’unità europea, diventò da Paese reietto un Paese rispettato. Oggi i nostri giovani hanno davanti a loro altre sfide: difendere la libertà conquistata dai loro padri e ampliarla sempre di più, consapevoli come sono che senza libertà non vi può essere né pace, né giustizia, né benessere. Alcune di queste sfide sono planetarie e ci vedono impegnati a fianco dei Paesi liberi: la lotta contro il terrorismo, la lotta contro l’integralismo fanatico e liberticida, la lotta contro il razzismo, perché la libertà, la dignità e la pace sono un diritto di ogni essere umano, ovunque nel mondo. Ecco perché voglio qui ricordare i soldati italiani impegnati nelle missioni di pace all’estero, e in particolare tutti quelli che sono caduti nell’espletare questa nobile missione. C’è una continuità ideale fra loro e tutti gli eroi, italiani e alleati, che sacrificarono la loro vita più di 60 anni fa per ridarci la libertà nella sicurezza e nella pace. Oggi quell’insegnamento dei nostri padri assume un valore particolare: questo 25 Aprile cade all’indomani della grande tragedia che ha colpito questa terra d’Abruzzo. Ancora una volta, di fronte all’emergenza e alla tragedia, gli italiani hanno saputo unirsi, hanno saputo superare le divergenze, sono riusciti a dimostrare di essere un grande popolo coeso nella generosità, nella solidarietà e nel coraggio. Guardando ai tanti italiani che si sono impegnati qui nell’opera di soccorso e di ricostruzione mi sento orgoglioso, ancora una volta, ancora di più, di essere italiano e di guidare questo meraviglioso Paese. Oggi Onna è per noi il simbolo della nostra Italia. Il terremoto che l’ha distrutta ci ricorda i giorni in cui fu l’invasore a distruggerla. Riedificarla vorrà dire ripetere il gesto della sua rinascita dopo la violenza nazista. Ed è proprio nei confronti degli eroi di allora e di oggi che noi tutti abbiamo una grande responsabilità: quella di mettere da parte ogni polemica, di guardare all’interesse della nazione, di tutelare il grande patrimonio di libertà che abbiamo ereditato dai nostri padri. Abbiamo, tutti insieme, la responsabilità e il dovere di costruire per tutti un futuro di prosperità, di sicurezza, di pace, e di libertà. Viva l’Italia! Viva la Repubblica! Viva il 25 Aprile, la festa di tutti gli italiani, che amano la libertà e vogliono restare liberi! Viva il 25 Aprile la festa della riconquistata libertà!
Onna, 25 aprile 2009

















25 aprile 2009

UNA DECISIONE GENIALE

La decisione di spostare il prossimo summit del G8 di luglio dall’isola sarda della Maddalena all’Aquila, nelle terre ferite dal terremoto d’Abruzzo, approvata dal consiglio dei ministri che si è svolto in via eccezionale nel capoluogo abruzzese, sta ricevendo plauso e consenso in tutto il mondo.
Il grande Silvio una ne fa e cento ne pensa, lo spostamento del G8 in Abruzzo avrà un impatto mediatico eccezionale in tutto il pianeta, il contesto lussuoso in cui si sarebbe svolto il summit della Maddalena non era certo consono al periodo di crisi che il mondo sta vivendo, e allora piuttosto che trasportare i grandi della terra a bordo di lussuosi panfili, molto meglio portarli tra il popolo che soffre e far vedere personalmente i monumenti e beni culturali ai rappresentanti delle nazioni che intendono sponsorizzare la loro ricostruzione, e presentare così la lista nozze,un premier in perfetto stile no global insomma.
L’annuncio clamoroso ha sorpreso inizialmente tutti, ed è rimbalzato nelle cancellerie e nella stampa estera, trovando consensi unanimi, è arrivato subito il si di Obama dopo una telefonata con Berlusconi, poi Gordon Brown e Angela Merkel e via via tutti gli altri leader che saranno impegnati nei lavori del G8, anche la UE attraverso il portavoce Amadeu Altafaj Tardiu, approva e definisce la decisione “ un gesto simbolico molto forte”, diavolo di un Berlusconi ancora una volta spariglia e sorprende tutti, tirando fuori dal cilindro l’ennesimo coniglio bianco, mettendo l’Abruzzo al centro della scena politica mondiale.
L'utilizzo del complesso monumentale della Maddalena avrebbe comportato un costo di 220 milioni di euro, ha detto il premier: soldi che potranno essere risparmiati utilizzando per il vertice la scuola della Guardia di finanza di Coppito.
Quanto alla sicurezza dei leader, il presidente del Consiglio ha spiegato che ci sono tutte le condizioni per garantirla e che probabilmente «non credo che i no global avranno la faccia di venire in questi luoghi a organizzare manifestazioni dure come quelle a cui siamo stati abituati in passato».
Le opere già iniziate sull’isola della Maddalena saranno portate a compimento e come richiesto da Barack Obama sull’isola si terrà probabilmente in autunno il summit sull’ambiente.
Sul fronte interno plaudono le organizzazioni sindacali, persino Epifani si è detto d’accordo, le opposizioni frastornate, seppur con toni diversi tra Franceschini,Casini, e Di Pietro balbettano la loro approvazione, Berlusconi non ha una, ma dieci marce in più rispetto a costoro.
Favorevolissimi i commenti delle autorità locali, a partire dal presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sino al sindaco dell’Aquila Cialente , che plaude al provvedimento e parla di un gesto di generosità per la città martoriata.
La notizia ha fatto quasi passare in secondo piano gli altri importanti provvedimenti presi dal consiglio dei ministri all’Aquila, un decreto legge per stanziare le risorse in favore delle zone terremotate. Il provvedimento mette a disposizione un totale di otto miliardi di euro, di cui 1,5 per fronteggiare l'emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione.
Sono state individuate 15 aree dove intervenire con piastre di cemento armato capaci di sopportare scosse sismiche: su queste piastre saranno edificate case sicure, con verde e alberi, ha detto Berlusconi.
Gli studenti universitari saranno esonerati dal pagamento delle tasse per il periodo 2009-2010. Per la prima volta si affronta un evento del genere senza aumentare la pressione fiscale ha detto il premier.
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha poi spiegato che il decreto prevede lo stanziamento di 150mila euro per chi vorrà ricostruirsi da sé la casa distrutta e 80mila euro per chi invece ha la casa danneggiata. «Prevediamo - ha detto - 500 milioni di euro, e la domanda è per 700, per interventi per le abitazioni private. Ci sarà un conto corrente gratuito per 150mila euro disponibili per ciascuno per la ricostruzione della casa».
«Puoi farti la casa come vuoi e può essere la ricostruzione della casa colpita o una casa nuova da un'altra parte» ha aggiunto Berlusconi.
Tremonti ha annunciato che è stata avanzata a Bruxelles la richiesta di fare dell'area terremotata una «zona franca urbana» esente da tributi.






23 aprile 2009

DI PIETRO FATTI PROCESSARE

Il trebbiatore di Montenero di Bisaccia, alias Antonio Di Pietro, da oggi in avanti potrà tranquillamente fregiarsi del titolo di “ Re della Casta”, dopo aver ottenuto da un pezzo quello di “Re delle facce di bronzo”.
Il campione della legalità a chiacchiere, mentre sbraita contro il parlamento italiano quando non concede l’autorizzazione a procedere verso un qualsiasi onorevole indagato e raccoglie firme contro il Lodo Alfano, non esita a farsi scudo dell’immunità di europarlamentare per sottrarsi al processo intentato dal giudice Filippo Verde contro di lui per diffamazione con richiesta di risarcimento danni pari a 210.000 euro, per aver diffuso notizie palesemente false sulla vicenda IMI-SIR / Lodo Mondadori, affermando che il giudice Verde era imputato per corruzione, notizia oggettivamente falsa, il che dimostra ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno, l’enorme ignoranza giuridica, dopo quella istituzionale di cui è portatore Antonio Di Pietro, davvero non ci si può capacitare di come uno così abbia potuto ricoprire il delicato incarico di PM, non a caso Carnevale, presidente di sezione di Cassazione si è pubblicamente pentito di averlo promosso.
Di Pietro fatti processare,adesso è il momento di mettere in pratica quello che predichi da sempre : “ la prima cosa da fare, in caso di indagini e vicende processuali , è recarsi al più presto dal giudice per chiarire la propria posizione” , ma se ha chiesto e ottenuto di farsi scudo con l’immunità di europarlamentare è evidente che non intende nemmeno prendere in considerazione questa ipotesi, patetico buffone.
Nessuna meraviglia per carità, ma c’è da scompisciarsi dalle risate pensando a tutti quei frustrati , sfigati, forcaioli e giacobini da operetta titillati da questo insulso personaggio, in nome della giustizia e della legalità, forza ragazzi continuate a coltivare l’indignazione…..




17 aprile 2009

LA VERA TASSA SUL REFERENDUM

Premesso che, innanzi tutto bisognerebbe prendere atto e lodare il senso di responsabilità del PDL e di Silvio Berlusconi, poiché con la nuova legge elettorale che uscirebbe dal referendum Berlusconi e il Popolo Della Libertà prenderebbero da soli senza bisogno di allearsi con qualcun altro il 55% dei seggi parlamentari, è stato anteposto quindi il bene del paese, che in questo momento di tutto ha bisogno tranne che una crisi di governo, all’immediato tornaconto politico, il vero risparmio sui costi del referendum non si ha accorpandolo in un election day con le elezioni europee ne tantomeno accorpandolo al turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, bisognerebbe prevedere un turno elettorale dedicato esclusivamente al referendum, così come ipotizzato in un primo momento, poiché per la natura stessa della consultazione è prevista anche l’astensione e il mancato raggiungimento del quorum, non è certo un caso che tutti i referendum che si sono celebrati nella storia della repubblica non sono mai stati accorpati ad altre elezioni.
E’ vero che un turno elettorale supplementare costa ai contribuenti qualche centinaio di milioni, ma costerebbe molto di più se questo referendum, diventato ormai inutile vista la semplificazione naturale avvenuta nella politica italiana, fosse aiutato a raggiungere il fatidico quorum abbinandolo con altre consultazioni, al comitato referendario sarebbe riconosciuto infatti un rimborso elettorale pari a circa un miliardo, poi magari glielo spiega Franceschini alle forze dell’ordine, ai disoccupati e infine ai terremotati dell’Abruzzo, che al posto di qualche centinaio di milioni da investire ci ritroveremmo un costo di un miliardo in più sul groppone.
E’ questa infatti la vera tassa che si rischia di pagare sul referendum, tutto il resto è fuffa e parole in libertà.




16 aprile 2009

PASSERELLA MEDIATICA

Probabilmente Franceschini non ha ben chiaro il concetto di “passerella mediatica” che evoca per stigmatizzare la riunione del consiglio dei ministri convocata all’Aquila la prossima settimana.
Il consiglio dei ministri si tiene in Abruzzo per dimostrare solidarietà, sensibilità e vicinanza del governo e del paese tutto alla popolazione vittima del terremoto, e perché in quel contesto verranno adottati provvedimenti che la riguardano.
Analoga iniziativa del resto fu fatta a Napoli in occasione dell’emergenza rifuti.
Le passerelle mediatiche sono altra cosa, a titolo di esempio sono quelle fatte non molto tempo fa dal governo nella reggia di Caserta, con la sola motivazione di “ fare ammuina” e discettare su un programma di governo di 300 pagine che conteneva tutto e il contrario di tutto senza decidere nulla, come è prassi costante di questa sinistra italianaparolaia e inconcludente”.
Qualcuno spieghi la differenza a Franceschini ,farà un opera meritoria che impedirà al segretario del PD di dire ulteriori sciocchezze.





12 aprile 2009

BUONA PASQUA HAPPY EASTER

AUGURO A TUTTI UNA FELICE E SERENA PASQUA !!!




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10 aprile 2009

IL GIORNO DEL DOLORE


















9 aprile 2009

LO STATO C'E'

La migliore garanzia per i terremotati dell’Abruzzo è l’impegno e la presenza costante di Silvio Berlusconi al loro fianco, dopo le innumerevoli disgrazie del passato, gestite nella confusione e nel pressapochismo più assoluto, dal Friuli all’Irpinia, dall’Umbria fino a Sarno dieci anni fa, dove dopo 24 ore dopo la catastrofe i volontari e i cittadini si aggiravano nel fango senza mete precise aspettando mezzi,direzione e coordinamento che non arrivavano, questa volta tutti, ma proprio tutti possono essere orgogliosi dello stato, come successo con i rifiuti a Napoli e in Campania il nostro Premier ha assunto su di se la responsabilità delle operazioni, come si suol dire “ci ha messo la faccia”, e questo assume un significato preciso per quel popolo d’Abruzzo sofferente e martoriato dal terremoto: “ tutto quello che c’è da fare dal soccorso alla ricostruzione sarà fatto in tempi certi e rapidi” .
Le interviste dei telegiornali e delle radio agli scampati della tragedia, verificatasi nel mezzo della notte, hanno ricevuto una risposta pressoché unanime : “alle prime luci dell’alba le colonne dei soccorsi erano sul posto”, nessuno è stato abbandonato a se stesso,come successo troppe volte nel passato quando cittadini e amministratori imploravano interventi nella confusione più totale.
Assoluta chiarezza di disposizioni e di comando dunque, la protezione civile guidata da Bertolaso è stata davvero encomiabile, Berlusconi da profondo conoscitore di uomini ha permesso a Bertolaso di esprimere al meglio le sue capacità e potenzialità, non solo come responsabile della protezione civile ma anche come responsabile dell’emergenza rifiuti, tanto che il Premier si fida di lui come di Gianni Letta, e questo è davvero un grosso complimento, non a caso lo ha voluto come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in modo che, nelle specifiche materie di sua competenza, quando parla lui è come se parlasse Berlusconi.
''Sarò qui ogni giorno e mi metterò a disposizione per quello che serve. Fa parte della mia attività ed e' il mio dovere'', così Berlusconi all’Aquila ,in mezzo alle tendopoli dove si è recato a trovare e confortare gli sfollati ha adottato lo slogan del recente G20, People First , la gente prima di tutto, sia che si tratti di terremoto che di crisi economica, nessuno sarà abbandonato.
Poi un messaggio di fortissimo impatto sia per la popolazione abruzzese che per l’Italia tutta che ha toccato l’orgoglio nazionale : “Ringraziamo i paesi stranieri per la loro solidarietà , ma invitiamo a non inviare qui i loro aiuti. Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze, siamo un popolo fiero e di benessere, li ringrazio ma bastiamo da soli”.
Eventuali aiuti serviranno per la ricostruzione, ogni paese potrà adottare una chiesa,un opera d’arte o un quartiere, questa è sembrata un ottima idea al presidente Barack Obama che ha telefonato a Berlusconi mentre era in visita tra le tendopoli e lo ha invitato ad approfondire l’argomento nel prossimo incontro di Washington di preparazione al G8 della Maddalena.
Insomma dopo Napoli anche in Abruzzo,grazie a Berlusconi, lo stato ha dimostrato di esserci e di stare al fianco dei cittadini, si possono avere idee politiche diverse e questo è legittimo, ma negare la sua capacità di leadership generale e di governo, il pragmatismo e la cultura del fare , significa soltanto negare l’evidenza.











7 aprile 2009

L’ABRUZZO IN GINOCCHIO

La scossa di terremoto che ha messo in ginocchio un intera regione,l‘Abruzzo, ha fatto scattare una commovente gara di solidarietà, vera e non formale tra i cittadini italiani, da nord a sud senza distinzione alcuna , dopo soltanto due ore dall’appello fatto dal governatore della regione, Chiodi, perché si donasse sangue per i feriti, l’obiettivo era stato raggiunto, tanto che c’è stato bisogno di un nuovo comunicato per evitare inutili affollamenti negli ospedali, ma non solo, c’è una gara spontanea ad offrire vestiario, denaro, camper e case a disposizione a quella gente che ha perso tutto.
Il sisma si è verificato in piena notte, alle 3,32 con una scossa principale di 5,8 gradi della scala Richter, l’epicentro è stato individuato a una decina di chilometri dall’Aquila, ingenti i danni agli edifici e alle strutture pubbliche del capoluogo e delle frazioni e paesi nei dintorni, molti dei quali semidistrutti, particolarmente colpito il patrimonio artistico abruzzese, il conteggio delle vittime, purtroppo ancora provvisorio parla di 207 morti, 1000 feriti e circa 20.000 sfollati, la scossa è stata chiaramente avvertita in tutto il centro e sud Italia.
Rapida ed efficiente la macchina dei soccorsi della protezione civile guidata dal sottosegretario Bertolaso, alle prime luci dell’alba erano già sul posto le prime squadre di soccorritori che hanno trovato un ambiente spettrale, per strada vagavano centinaia di persone in preda alla disperazione e in stato di choc, in pigiama e con coperte sulle spalle, la rapidità dei soccorsi ha fatto in modo che decine di persone sono state estratte ancora in vita da sotto le macerie insieme purtroppo a numerosi morti.
Il Premier Silvio Berlusconi ha annullato una visita ufficiale programmata a Mosca e si è recato in Abruzzo per rendersi conto personalmente della situazione ed ha tenuto una conferenza stampa dove ha confermato che il governo farà tutto quanto è possibile e che nessuno sarà lasciato solo.
In serata il consiglio dei ministri ha decretato lo stato di emergenza e Berlusconi ha firmato un decreto che conferisce pieni poteri al sottosegretario Bertolaso.
Numerose le offerte di aiuto da tutto il mondo e tantissimi i messaggi di cordoglio al nostro governo, tra i primi quelli del presidente russo Medvedev, del primo ministro tedesco Angela Merkel, e del presidente USA Barack Obama.
Per gli sfollati sono state allestite 13 aree attrezzate e ci sono a disposizione 15.000 posti negli hotel sulla costa abruzzese e 5.000 posti nelle tendopoli, sono in via di allestimento inoltre attrezzati ospedali da campo, considerata la quasi totale inagibilità delle strutture pubbliche.
Mentre il popolo italiano si stringe intorno alla gente dell’Abruzzo e al governo impegnato nell’opera di soccorso,non potevano mancare gli sciacalli, che non sono solo quelli che entrano per rubare nelle case abbandonate, il quotidiano l’Unità ha il coraggio di scrivere che i soccorsi sono arrivati con il contagocce e che non ci sono tende per tutti, potevano almeno aspettare che fossero montate,ma d’altronde da un giornale che descriveva “la gioia nelle zone liberate da Pol Pot e dai khmer rossi” (Sic) non ci si può aspettare di più, non è certo un caso che è letto solo da quattro gatti ed è perennemente sull’orlo del fallimento,il tutto mentre anche l’opposizione riconosce al governo l’efficienza e la tempestività della macchina dei soccorsi.
Un altro strascico polemico si è verificato a proposito di un pseudo ricercatore, Giampaolo Giuliani, che a suo dire aveva previsto il terremoto e poi denunciato per procurato allarme, tutto il gota scientifico è concorde nell’affermare che i terremoti non si possono prevedere, infatti costui il 24 marzo diceva che non c’era da preoccuparsi per lo sciame sismico in atto in Abruzzo da diversi mesi, poi aveva previsto un terremoto con epicentro a Sulmona ed infine aveva previsto il terremoto dell’Aquila giusto qualche ora prima che si verificasse, è chiaro che se in una zona sismica si prevede un terremoto e il suo contrario nel giro di 15 giorni è facile azzeccarci, ma questo non ha nulla a che vedere con la scienza e la ricerca.
Infine da questo spazio voglio esprimere agli amici abruzzesi il mio personale cordoglio e la vicinanza al loro dolore e alle loro sofferenze, sono certa che passato il momento dello sconforto e della rabbia sapranno reagire alla grande, con l’aiuto di tutti, per fare la loro regione più bella e prospera di prima, sono un popolo forte e temprato.

FORZA RAGAZZI SIAMO TUTTI ABRUZZESI !!!














5 aprile 2009

LO SCIOPERO COME ANTIDOTO ALLA CRISI

Se dal punto di vista pratico una manifestazione come quella di ieri, organizzata in solitario da Epifani e dalla CGIL , contro il governo, gli altri sindacati confederali, Confindustria e tutte le altre parti sociali, non è servita a nulla, bisogna però riconoscere che ha ragione il ministro Brunetta quando afferma che “ anche queste scampagnate non fanno male contro la crisi perché muovono treni,ristoranti,autobus ecc. ecc. “ , e allora ben vengano queste manifestazioni, se ne facciano di più, augurandosi che magari ci sia anche più gente, perché come al solito si danno i numeri senza cognizione di causa, per la questura infatti i presenti non erano più di 200.000, la CGIL ne ha dichiarato 2.700.000 , eppure la manifestazione si è svolta al Circo Massimo dove qualche mese fa si era tenuta quella del PD guidato da Veltroni, e proprio in quella occasione , anche allora furono date cifre iperboliche poi smentite dalla questura e dalle riprese aree del Corriere, nessuno ha potuto contestare la teoria di Cicchitto sull’impenetrabilità dei corpi,confermata peraltro dal Sole24Ore, la quale dimostra senza tema di essere smentita che, tenendo conto delle misure e calcolando 4 persone per metro quadro nell’arena del Circo Massimo anche gremito sino all’inverosimile non possono entrarci più di 300.000 persone, lascio a voi ogni ulteriore considerazione.
Così come non mi meraviglia affatto che autorevoli esponenti del partito democratico erano presenti a “titolo personale” alla manifestazione, che pena vedere rappresentanti di un partito che si definisce riformista tanto da non entrare nemmeno nel PSE perché vuole andare oltre, partecipare ad uno sciopero organizzato dal più “massimalista dei sindacati”, per difendere la conservazione contro l’innovazione, come si sono ridotti i vari Franceschini, Bersani, D’Alema ,Fassino ecc. , pur di avere un po’ di visibilità non esitano a manifestare fianco a fianco con Ferrero,Bertinotti, e Di Pietro, e a “scioperare contro la pioggia”, questi non sono alla frutta, ma al caffè e all’ammazzacaffè.
Il problema vero è che una volta la CGIL era la cinghia di trasmissione del partito verso la società, ed era il partito che ne decideva la linea, come non ricordare quando un “vigliacco” come Di Vittorio piegò la testa e obbedì a Togliatti rimangiandosi le sue considerazioni sull’invasione dell’Ungheria e sugli operai di Danzica, oppure Trentin che venne messo da Berlinguer a presidiare i cancelli della Fiat negli anni ottanta fino ad essere sconfitto dalla marcia dei quarantamila prima, e dal referendum sulla scala mobile poi.
Adesso invece è il sindacato che guida , Epifani ha assunto su di se la responsabilità dell’opposizione e detta la linea, Franceschini & C. seguono ma non troppo, poiché la parte moderata del partito non è d’accordo.
Chiudo qui perché c’è da scompisciarsi dalle risate.






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