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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

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...andremo avanti con la forza
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della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
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ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
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LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
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la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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13 febbraio 2008

MORTO SOLDATO ITALIANO IN AFGHANISTAN.

Kabul - Un militare italiano ha perso la vita e un altro è rimasto ferito in modo lieve in uno scontro a fuoco nella regione di Kabul, riferisce una nota dello Stato Maggiore della Difesa. "Nel pomeriggio di oggi alle ore 15 locali (11,30 ora italiana) nella valle di Uzeebin nei pressi della località di Rudbar, nella zona di responsabilità italiana a circa 60 km della capitale Kabul, militari italiani della task force Surobi, in attività di cooperazione civile e militare e sostegno sanitario alla popolazione, sono stati fatti segno di alcuni colpi di arma da fuoco portatili da parte di elementi armati ostili a cui i militari italiani hanno risposto", dice la nota. "A seguito dello scontro è deceduto un militare italiano, mentre un secondo risulta leggermente ferito", prosegue la nota, precisando che è in corso l’evacuazione medica nell’ospedale militare francese a Camp Warehouse, a Kabul.
(Ansa)
Non si conoscono al momento altri particolari, da parte mia esprimo il mio più profondo cordoglio alla famiglia della vittima che,sicuramente in queste ore, viene informata dell’accaduto.



Update: La vittima è il primo maresciallo Giovanni Pezzulo, del Cimic Group South di Motta di Livenza. I talebani hanno rivendicato l'attentato.
"Il nostro militare era impegnato in una delle missioni caratteristiche che si fanno in Afghanistan, cioè quella di porre sotto controllo la ricostruzione della società civile", ha commentato il presidente del Consiglio uscente, Romano Prodi, a margine di una commemorazione. "Purtroppo è stato colpito improvvisamente, proditoriamente, cioè non è stata una battaglia, è stato colpito mentre esercitava questa funzione. Siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi cari", ha aggiunto Prodi, precisando che quella in Afghanistan "è una missione che abbiamo deciso di portare avanti perché ha un obiettivo di lungo periodo". L’Italia ha circa 2.200 militari in Afghanistan tra la zona di Kabul e la Regione Ovest, entrambe sotto responsabilità italiana. 
Update/2 : Silvio Berlusconi partecipa al lutto del militare italiano ucciso in Afghanistan. "Un evento tragico e doloroso ancor più se avviene quando il suo impegno, la sua professionalità, la sua stessa vita sono messe a disposizione di una missione di pace, per portare aiuto a un popolo e a un Paese che soffre. Condivido da padre il dolore dei genitori. Mi ritengano a loro disposizione per qualunque necessità".


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permalink | inviato da Aurora86 il 13/2/2008 alle 14:44 | Versione per la stampa


24 novembre 2007

E’ MORTO UN EROE.

Il maresciallo dell’esercito Daniele Paladini,35 anni, è morto vicino Kabul,in Afghanistan in seguito alle gravi ferite riportate,dopo che ha cercato di fermare un kamikaze che si è fatto saltare in aria.
L’attentatore suicida è stato visto dai militari italiani mentre risaliva dal greto di un fiume ,dove si stava inaugurando un ponte costruito con il contributo degli ingegneri italiani e hanno cercato di fermarlo prima che raggiungesse il luogo dove maggiormente si concentrava la folla,alla vista dei soldati l’uomo si è fatto saltare in aria, provocando il ferimento grave del maresciallo Paladini e quello di altri tre commilitoni che per fortuna ora non sono in pericolo di vita ,nonchè l’uccisione di altri nove civili di cui la maggior parte bambini,l’attentato è stato rivendicato dai Talebani.
Che il buon Dio lo accolga in quell’angolo di cielo riservato ai martiri e agli eroi,preghiamo per lui e per la sua famiglia, era sposato e lascia una bimba di cinque anni.


 

 


29 marzo 2007

D'ALEMA E IL GOVERNO COSA FANNO ?

Se il governo di Hamid Karzai non trattera' con i talebani e rilascera' due detenuti l'interprete di Daniele Mastrogiacomo, Adjamal Nashkbandi, sara' ucciso. La minaccia e' arrivata oggi dal mullah Dadullah. "Cosi' come il governo italiano ha agito nell'interesse del suo popolo e ha avuto a cuore il destino di un connazionale, e si e' adoperato per liberarlo, cosi' dovrebbe agire Karzai", ha detto Dadullah a SKY TG24 nel corso di un'intervista.

"Allo stesso modo degli italiani, Karzai deve parlare con noi per Adjmal", ha aggiunto, "cosi' come e' avvenuto per la liberazione di Daniele, ottenuta con il rilascio di alcuni nostri combattenti, chiediamo al governo Karzai di liberare due nostri uomini in prigione in cambio della liberta' di Adjmal". "Karzai finora ha ottenuto la liberazione di stranieri, ma non quella di un cittadino afgano", ha insistito, "ma in realta', noi pensiamo che Karzai non sia il vero presidente, ma solo un burattino al comando dell'ambasciata italiana".

Lo zio di Adjmal, ha raccontato, "e' responsabile governativo del distretto di Bagram. E lui personalmente ha lavorato, in passato, nella base aerea americana che c'e' a Bagram". Dunque, se Karzai non interverra' "Inshallah, lo uccideremo", ha minacciato.

Il mullah Dadullah e' convinto che Daniele Mastrogiacomo non fosse un vero giornalista. "Se un giornalista facesse davvero il suo lavoro, allora riservargli questo trattamento non sarebbe giusto", ha detto Dadullah ai microfoni di SKY TG24. "Ma se si tratta di qualcuno che porta un fucile o che collabora con l'altra parte, che lavora per i nostri avversari, pubblicando solo le loro opinioni, coprendo solo le loro attivita', facendo dunque un lavoro non imparziale, allora merita questo trattamento", ha aggiunto.
  "Se un giornalista non e' obiettivo, se non scrive anche cio' che riguarda la parte dei talebani, merita di essere catturato, scambiato o persino ucciso", ha insistito, e "questo giornalista non era un vero giornalista, era uno di loro (n.d.r. le forze Nato) ed era anche una figura importante".

(AGI)

 

D’Alema e il governo che stanno facendo per risolvere questa situazione? Stanno facendo pressioni su Karzai affinchè liberi i due terroristi come chiede Dadullah?

In fondo anche questa è una vita umana coinvolta da Mastrogiacomo, e due terroristi in più o meno liberati non cambieranno certo la nostra reputazione e il nostro onore nei confronti degli alleati, ne questo ulteriore scambio pregiudicherà più di quanto non sia stato già fatto la sicurezza dei militari e civili dell’alleanza in Afghanistan,  ci siamo già abbondantemente coperti di riprovazione e ridicolo, o no ?


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permalink | inviato da il 29/3/2007 alle 23:44 | Versione per la stampa


29 marzo 2007

L'ORDINE DEL GIORNO DI FORZA ITALIA AL SENATO .

Questo l’odg presentato da Forza Italia al senato che impegnava il governo a dare concrete garanzie per i nostri soldati impegnati in Afghanistan.

 

“Il Senato in sede di discussione dell’A.S. 1381 «decreto legge n. 4, recante proroga missioni internazionali;
premesso che:
la missione Isaf della Nato in Afghanistan sta diventando sempre più impegnativa sul piano strettamente militare;
nel settore controllato dal generale Satta, in dicembre un’ autobomba ha ucciso il capo della polizia di frontiera Safi, poi è stato assassinato il capo della polizia di Herat. In gennaio un kamikaze si è fatto esplodere all’aeroporto, il 18 febbraio è stato attaccato un check point sulla Ring road, il 21 febbraio una mina ha investito un convoglio italo-spagnolo, uccidendo una soldatessa, il 3 marzo l’esplosione di una bicicletta bomba ha sfondato un taxi uccidendo tre passeggeri, episodi isolati ma che offrono uno scenario che sta mutando;
lo stesso generale ha richiesto con urgenza l’invio di elicotteri per garantire maggiore sicurezza aerea;
la brigata Sassari è stata attaccata da gruppi di talebani e avrebbe risposto al fuoco, così come negli ultimi giorni vi sono stati attacchi nei confronti dei nostri militari;

avremmo dovuto perlustrare la valle Musaqala, alle porte di Kabul, ma abbiamo rinunciato, su consiglio degli americani, perché non adeguatamente armati per difenderci da possibili attacchi;
vi è il forte rischio che gli scontri si intensifichino in vista dell’ormai preannunciata offensiva talebana di primavera;
lo stesso sottosegretario alla difesa Lorenzo Forcieri ha dichiarato che «anche se non cerchiamo guai, i guai cercheranno noi», tradotto, i nostri soldati rischieranno la vita come qualunque altro soldato dei Paesi coinvolti;
constatato che: non vi è dubbio sul ruolo dell’Italia per quanto riguarda l’aspetto civile della missione: nel 2006 sono stati spesi 5,3 milioni di euro per costruire ospedali, ambulatori, pozzi e scuole,impegna il Governo:a dotare, in tempi brevi, i nostri militari di armi di difesa attiva, come ad esempio veicoli di massima blindatura, elicotteri, postazioni predisposte per il tiro, armamenti e apparecchiature per attivare la reazione immediata in caso di attacco, procedure di intervento e contrasto in caso di violazione delle zone perimetrali, al fine di garantire adeguati strumenti che consentano di fronteggiare eventuali scontri, eliminando così quanto più possibile il rischio della vita dei soldati.”

G5 (testo 3) SCHIFANI, MATTEOLI, CASTELLI, CUTRUFO, GIULIANO, GUZZANTI, BIONDI, MARINI GIULIO, NESSA

 

Nulla di eccezionale dunque,ma soltanto la consapevolezza del peggioramento della situazione sul campo, e l’intenzione di garantire ai nostri militari adeguati strumenti di difesa attiva.

L’odg è stato firmato e votato da tutta la CDL,Udc compresa, ma è stato respinto dalla maggioranza,a  quel punto l’astensione è stata una scelta obbligata.

Coloro che hanno rifiutato per mero calcolo politico l’accoglimento di queste misure minime per mettere i nostri militari in condizione di operare in sicurezza,sono gli ultimi che possono permettersi di parlare di “voltafaccia”.

Coloro che vanno a braccetto con Hezbollah e con Hamas, che fanno liberare capi terroristi dei Talebani e che li propongono come interlocutori,che hanno portato la  politica estera italiana al punto più basso della sua storia repubblicana, non hanno titoli per dare lezioni a nessuno,abbiano almeno il pudore di tacere.


23 marzo 2007

TOCCATO IL FONDO, SI CONTINUA A SCAVARE.

Le modalità relative alla liberazione del giornalista di Repubblica Mastrogiacomo, sequestrato dai terroristi in Afghanistan, hanno portato l’Italia al ridicolo e alla disapprovazione internazionale.

Se in un primo momento tutti abbiamo esultato per la liberazione, le sue prime dichiarazioni “sono stato trattato come a Guantanamo” ,hanno fatto venire dubbi e ripensamenti sull’opportunità di trattare con i “tagliatori di teste” per salvare un simile coglione.

Forse sarebbe opportuno prenotare per lui un soggiorno a Guantanamo , ma non nella parte americana,bensì in quella cubana, gli servirebbe per schiarirsi definitivamente le idee.

Il nostro ministro degli esteri ha abdicato per qualche giorno dal suo ruolo e insieme al governo e ha delegato Gino Strada per trattare direttamente con i terroristi,il quale ha ottenuto la liberazione di 5 ,ma sembra siano di più, capi terroristi detenuti nelle carceri afgane, in cambio dell’ostaggio italiano, per ottenere questo il governo ha fatto pressione direttamente sul presidente afgano Karzai.

"Noi non abbiamo trattato con nessuno ma attraverso un'associazione umanitaria abbiamo ricevuto una lista di persone, ne abbiamo liberato nessuno, perchè non erano nostri prigionieri, ma abbiamo trasmesso la lista al governo afgano, che ha ritenuto queste persone non così pericolose da non essere liberate".

Queste le dichiarazioni di D’Alema al riguardo, viene da chiedesi ma se queste persone non erano pericolose che ci facevano in carcere,ma d’altronde lui non può rispondere a queste domande,bisogna chiederlo al sostituto del ministro Gino Strada, il quale ha chiesto e ottenuto che fossero messi da parte i servizi segreti che in collaborazione con gli alleati pare avessero già scoperto la zona in cui era detenuto Mastrogiacomo.

Insomma si sono liberati dei pericolosi terroristi,tra cui il fratello del mullah che teneva prigioniero l’ostaggio italiano,pronti immediatamente a riprendere le azioni contro i civili e i militari della comunità internazionale, le prossime vittime in quel paese chi le avrà sulla coscienza?

Il governo riferendo in parlamento ha affermato di aver avuto l’avallo di tutti gli alleati per l’operazione,D’Alema negli USA ha parlato di “comprensione” degli alleati dopo un incontro con Condoleeza Rice,evidentemente il suo inglese non è stato “compreso” se subito dopo il dipartimento di stato americano ha emesso una dura nota di biasimo in cui negava di essere a conoscenza dell’operazione e di averla avallata,subito dopo anche gli altri paesi dell’alleanza atlantica tra cui Inghilterra, Germania ,Olanda ecc. hanno dichiarato la loro preoccupazione per l’iniziativa italiana che mette a rischio la vita di civili e militari in Afghanistan,se passa l’idea che basta rapire qualcuno per far rilasciare dei terroristi immaginarsi quello che può succedere, ed è stato ribadito che con i terroristi non si tratta.

Insomma uno strappo in piena regola che ha portato ai minimi termini la considerazione internazionale dell’Italia, i commenti più benevoli ci definiscono “inaffidabili”.

«L’Onu non tratta con i terroristi» dice il portavoce delle Nazioni Unite in Afghanistan. Soprattutto se questi terroristi sgozzano l’autista del giornalista italiano, Sayeh Agha, un giovane di 24 anni, padre di quattro figli, la cui moglie incinta, appena appresa la tragica notizia, ha perso il bambino per il dolore.

«Molto preoccupati», per il modo in cui si è giunti alla liberazione del reporter e per le implicazioni che ciò avrà su tutti i giornalisti in Afghanistan, dicono anche a Reporters sans frontières. L’organizzazione dei giornalisti afgani si è unita alla popolazione che ha manifestato per protestare contro il governo di Kabul per la liberazione dei terroristi: «Temiamo che i giornalisti diventeranno sempre più obiettivo per i talebani e per Al Qaeda» afferma il portavoce dell’associazione dei giornalisti afgani.

Anche durante il governo Berlusconi ci sono stati dei rapimenti di civili italiani in Iraq, ma non si è mai derogato dai canali istituzionali(servizi segreti), così come organizzazioni umanitarie come la Croce Rossa agivano in piena collaborazione con i servizi, e soprattutto non c’è mai stato scambio tra ostaggi e terroristi.

E per finire,ciliegina sulla torta,la proposta italiana  di una conferenza di pace sull’Afghanistan, aperta anche ai terroristi talebani, è stata accolta con derisione negli ambienti diplomatici,si dovrebbero sedere a un eventuale tavolo della pace i “tagliatori di teste”, coloro che il diritto internazionale definisce “banditi”, gli accordi si possono fare con stati ed eserciti riconosciuti dalla comunità internazionale non con i terroristi che  l’ONU e la Nato sono andati a combattere.

Insomma come non dar ragione all’ex direttore dell’Unità e dalemiano Peppino Caldarola quando afferma: “Sono d’accordo - spiega - che bisogna salvare la vita ad un ostaggio a qualunque costo, ma quando c’è uno scambio di prigionieri invece del pagamento di un riscatto la situazione cambia, eccome. E se poi i nostri Servizi vengono tagliati fuori perché lo vuole sempre Gino Strada, si fa più complicata. Se gli alleati si arrabbiano si ingarbuglia. E se alla fine si lancia la proposta di una conferenza di pace con la partecipazione dei talebani, beh allora non si capisce più niente. Ora sono io a chiedere da destra il ritiro dei nostri soldati. Non ha senso mantenere a Kabul un’armata Bertolaso (il capo della protezione civile) che si limita a costruire ospedali quando lì si spara. Dichiariamoci neutrali come la Svizzera e smettiamola con questa politica della piccola potenza della minchia.

Praticamente si è toccato il fondo,ma incuranti di tutto si continua a scavare.



Update: Dopo Daniele Mastrogiacomo i talebani rapiranno altri giornalisti stranieri da utilizzare quale merce di scambio come e' accaduto con l'inviato di Repubblica. A prometterlo e' stato il mullah Dadullah in un'intervista telefonica con un giornalista pakistano, Rahimullah Yusufzai, sentito dal 'Guardian'. Dopo aver ottenuto la liberazione di cinque suoi uomini, Dadullah "ha detto che si sente cosi' contento che si prendera' una vacanza lasciando il comando" al fratello, (uno dei detenuti rilasciati), ha spiegato Yusufzai. Secondo quanto riferito al quotidiano inglese, "ogni giornalista occidentale che non chiedera' l'autorizzazione di Dadullah per entrare nella provincia di Helmand, sara' arrestato", proprio come avvenuto per Mastrogiacomo.

Beh poi ci si lamenta se i nostri alleati ci prendono a pesci in faccia e sono costretti ad acquistare pagine di quotidiani , alla Farnesina  ormai tutto è catalogato come “irrituale”.

Io mi chiedo e vi chiedo : “saranno irrituali quelli o dilettanti questi” ?


13 marzo 2007

C'E', NON C'E', CI SARA'.

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto oggi che il governo non ha idea di chi detenga il giornalista Daniele Mastrogiacomo, rapito lunedì scorso in Afghanistan, e si è rifiutato di fare speculazioni sulle richieste avanzate da sedicenti portavoce dei rapitori riportate da vari media.
"E' inutile fare ipotesi senza fondamento", ha detto Prodi in un intervento fatto durante la registrazione del programma televisivo Matrix . "Non sapendo chi lo detiene e non avendo ricevuto nessun messaggio su quel che chiedono in contropartita, sarei un disonesto a dare una risposta".

 

ROMA (Reuters) - Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha ribadito oggi che il governo è convinto che Daniele Mastrogiacomo sia ancora vivo e di sapere chi sono gli autori del suo rapimento.

"Abbiamo degli elementi per pensare che sia ancora vivo", ha detto D'Alema durante una conferenza stampa con il suo omologo portoghese a Lisbona riferendosi al giornalista di Repubblica rapito una settimana fa in Afghanistan da un presunto gruppo di talebani. "Sappiamo chi lo ha preso in ostaggio", ha aggiunto il capo della diplomazia italiana.

D'Alema ha anche specificato che la Farnesina sta continuando ad impegnarsi per liberare l'ostaggio.

"Siamo in contatto con i rapitori per cercare di arrivare presto alla sua liberazione", ha detto D'Alema, spiegando, però, che la materia è troppo delicata per poter rivelare ulteriori particolari sulle trattative.

12/03/2007

 

Uno dei due sta mentendo clamorosamente,chi secondo voi ?

C’è da rimanere basiti, forse non si parlano più,altrimenti non si spiega.
   


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permalink | inviato da il 13/3/2007 alle 16:40 | Versione per la stampa


9 marzo 2007

SEMPRE PIU' ZUCCONI .

Chi mi conosce sa bene che, la sottoscritta ha sempre considerato Repubblica un quotidiano buono soltanto per farsi due risate nei momenti di stress e di depressione.

Non mi soffermerò per carità di patria su i reportage dagli USA di uno “zuccone” come Vittorio Zucconi sui neocon americani ,del tutto incapace di distinguere tra Paleocon, Teocon, Realcon, e Neocon oppure su un tale Michele Serra che definisce “idiota” il Presidente Bush ,e se lo dice uno che in vita sua al massimo ha potuto fare il direttore dell’allegato a fumetti del quotidiano del partito comunista c’è da credergli,o ancora la “fantastica” ,in tutti i sensi,inchiesta sull’uranio del Niger smentita persino dai rappresentanti di Rifondazione Comunista in seno al comitato di controllo sui servizi segreti,il che è tutto dire,ma queste sono solo alcune delle centinaia di bufale pubblicate dal quotidiano di proprietà del “tangentista reo confesso” De Benedetti che provocano in me ilarità e buonumore.

Siccome Repubblica rappresenta un caso dove al ridicolo non c’è mai limite, ieri mi sono imbattuta in un articolo dove si parlava del rifinanziamento della missione militare in Afghanistan a firma Claudia Fusani : “Alla fine le idee più chiare sembrano averle i cittadini interpellati ieri sera (a sequestro Mastrogiacomo già in corso) per Repubblica.it da IPR Marketing. Il campione si schiera in maggioranza per restare ancora in Afghanistan. Il 50% è per rimanere finché la Nato non deciderà altrimenti, il 20% pensa sia giusto restarci ancora un anno e il 27% è per il ritiro immediato.
Se si guarda la questione avendo un occhio allo "schieramento" politico del campione, il risultato non si sposta di molto. Tra gli elettori del centrosinistra il 42% è per rimanere rimettendosi alle decisioni della Nato, il 29% per andarsene fra un anno: totale 71% a favore, comunque, di un prolungarsi della missione. Nel centrodestra la percentuale sale all'81% (69% per restare con la Nato e il 12% per ritirarsi fra un anno).”

Così scrive la nuova Pravda, a quel punto incuriosita da tanto improvviso favore verso la missione in Afghanistan sono andata a guardare i precedenti sondaggi dello stesso istituto e con mia somma sorpresa scopro che poco più di un mese fa,esattamente il 24 gennaio veniva rilevato che, a favore del ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan era il 56% degli intervistati e il 37%  contro il ritiro, sondaggio visionabile  a www.sondaggipoliticoelettorali.it .

Delle due l’una: “ o nell’ultimo mese è successo qualcosa di clamoroso che ha convinto ben il 33% del campione a cambiare idea sulla missione italiana che io ignoro, o si tratta ancora un volta di una bufala”,  propendo per la seconda ipotesi.

Del resto questo istituto di sondaggi ??? è lo stesso che dava per certa la vittoria di Kerry su Bush alle ultime presidenziali americane e che dava l’anno scorso alle elezioni politiche il centrosinistra in vantaggio sul centrodestra di ben 8-10 punti,dal che se ne può dedurre l’affidabilità,sondaggi a convenienza insomma.

Qui si raggiunge il massimo : “Dati molto diversi da quelli rilevati in modo analogo, in passato, sulla missione in Iraq. Una maggioranza rilevante del campione era sempre per il ritiro più o meno immediato. Qui, evidentemente, i cittadini colgono una situazione qualitativamente diversa”, scrive sempre l’articolista della nuova Pravda.

E il loro stesso sondaggio del 24 gennaio dove ben il 56% degli intervistati era a favore del ritiro immediato? Niente non se ne parla ,il paragone va bene soltanto con l’Iraq,da scompisciarsi dalle risate.

Io mi chiedo e vi chiedo : ma questi pensano davvero che la gente ha ancora l’anello al naso e si può bere impunemente tutte le stupidaggini che gli propinano?

E poi ci si lamenta che in Italia si leggono pochi giornali, per forza,chi può aver voglia di leggere simili assurdità?

A questo punto mi sorge un dubbio: vuoi vedere che l’inviato di Repubblica,Mastrogiacomo, è stato rapito dai Talebani in Afghanistan perché anche loro stufi di leggere simili cazzate?    

    


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