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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
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i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
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ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





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CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
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"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
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LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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27 settembre 2008

RIALZATI ALITALIA

Dopo la firma della CGIL, in nottata è stato raggiunto l’accordo anche con i piloti di Alitalia, mancano all’appello soltanto una parte degli assistenti di volo che riprenderanno la trattativa lunedì, ma ormai si può dire che la vicenda è conclusa, e la nuova Alitalia è pronta per decollare.
Come previsto dal piano industriale della CAI, subito dopo la formalizzazione dell’acquisto,sarà scelto come partner di minoranza una compagnia aerea straniera tra quelle che hanno manifestato interesse a partecipare, le più accreditate al momento sembrano essere Air France e Lufthansa.
Anche se tutti adesso cercano di salire sul carro dei vincitori,millantando meriti che non hanno, è tutto molto chiaro, tra i vincitori ci sono sicuramente l’Italia, il governo e Silvio Berlusconi, che come promesso ha messo insieme una cordata di imprenditori e capitali necessari per salvare la compagnia di bandiera dal baratro e assicurarne l’italianità, poi i sindacati confederali CISL, UIL e UGL che responsabilmente hanno trattato e strappato tutto il possibile e hanno assicurato la disponibilità a firmare il protocollo d’intesa senza particolari tatticismi.
Una menzione particolare
però mi sento di spenderla per il sottosegretario Gianni Letta, che si è speso e si sta prodigando al massimo per la buona riuscita dell’operazione, così come fa per ogni incombenza del governo e del Premier.
E’ davvero una persona speciale con capacità non comuni, parla pochissimo in pubblico e opera tantissimo, non a caso è apprezzato da tutti, amici ed avversari, ed è un fidato consigliere di Berlusconi, in questo governo sono tutti utili, ma l’unico davvero indispensabile è Gianni Letta.
Tra i sicuri sconfitti invece,ci sono,oltre gli altri, Epifani e Veltroni.
Il leader della CGIL ha tentato con un doppio salto carpiato di sottrarsi alla firma di un accordo insieme agli altri sindacati confederali, per motivi di bassa lega tutti politici, accordo che poi ha firmato dopo una settimana senza nessun rilevante cambiamento come ha tenuto a precisare in conferenza stampa a Palazzo Chigi,il leader della CISL, Bonanni.
Veltroni ancora una volta è sprofondato nel ridicolo, ma questa non è una novità, con una faccia di bronzo degna di miglior causa, il “profeta immobile” come lo ha definito l’ex parlamentare del PD Peppino Caldarola, si attribuisce il merito della riapertura della trattativa e della firma della CGIL, chissà perché non ci ha pensato prima.
La verità è che ci ha provato insieme ad Epifani a far saltare la trattativa con il governo e la cordata di imprenditori che rileverà Alitalia, ma il gioco era così evidente,anche a detta degli altri sindacati confederali,che Berlusconi lo ha accusato direttamente e senza mezze misure di giocare al tanto peggio,tanto meglio.
Se è tornato sui suoi passi è soltanto perché qualche “testa pensante” del PD gli ha fatto notare che l’opinione pubblica dava la colpa del mancato accordo alla CGIL e di conseguenza al PD, rimanere con il cerino in mano sarebbe stato disastroso e inoltre avrebbe fornito a Berlusconi un eccellente “alibi politico”, basta rileggersi le dichiarazioni dei giorni scorsi di D’Alema, Enrico Letta, Bersani ecc.
Persino Di Pietro lo ha sbeffeggiato : “Merito del Pd? Ma se Veltroni è arrivato all’ultimo momento...”, povero Walter,l’insuccesso gli ha dato alla testa.
Quello che più conta comunque è che questa vicenda si concluda in fretta e che il logo dell’Alitalia torni ad essere un marchio di immagine e successo nel mondo, nelle prossime settimane potremo così occuparci di giustizia,federalismo e legge elettorale europea.






23 settembre 2008

EVVIVA SCENDE IN CAMPO VELTRONI

Il leader del Pd ha inviato una lettera al premier Berlusconi con tre possibili soluzioni per uscire dall’impasse e salvare la compagnia. "Ci sono tre strade possibili - afferma il leader democratico - che la CAI faccia un passo in avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie condizioni di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e richiedono". Oppure, "che ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri, che, da soli o con CAI, potrebbero acquisire, rispondendo al bando tardivamente pubblicato dal commissario, un ruolo rilevante nella salvezza e nello sviluppo di Alitalia". Infine, scrive Veltroni, "che il commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del Governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa con tutti i sindacati consentendo così poi a CAI o a compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia, garantendone la sopravvivenza".
Adnkronos

Oh meno male, adesso che è sceso in campo Veltroni siamo tutti più tranquilli in merito alla difficile vertenza dell’Italia, bene,dopo la scoperta dell’acqua calda, Veltroni chiami i suoi amici della CGIL e gli dica pacatamente e serenamente di tornare sui loro passi come hanno già detto in questi giorni autorevoli esponenti del suo partito per rilanciare Alitalia, o altrimenti ci sarà il fallimento di cui dovranno assumersi piena responsabilità davanti al paese.
Che poi per dire tali ovvietà e banalità una lettera è pure troppo.




22 settembre 2008

TUTTI A CASA LO VUOLE IL PAESE

La vicenda Alitalia sta assumendo di giorno in giorno connotazioni che definire ridicole e grottesche è dire poco.
La “casta” dei piloti e degli assistenti di volo dopo aver provocato l’indignazione e il disgusto del paese per le scene di esultanza al ritiro dell’offerta di acquisto della CAI, se possibile hanno fatto anche di peggio,hanno offeso anche i lavoratori domestici: “ non vogliamo essere trattati come le colf ”, complimenti, Tafazzi era un dilettante al loro confronto.
Così mentre il commissario straordinario Fantozzi, per atto dovuto, pubblica ufficialmente un avviso per la messa in vendita di Alitalia o rami d’azienda e l’ENAC annuncia il termine di giovedì prossimo per la revoca della licenza provvisoria in mancanza di un piano finanziario serio, i piloti aderenti alle sigle confederali favorevoli all’accordo,da oggi manifestano a Fiumicino per il si, una piccola Torino insomma per i sindacati.
Aquila selvaggia e i precettati malati probabilmente non si rendono conto di essere nell’angolo e ci resteranno, nessuna azienda privata,con un management degno di questo nome potrà concedere mai a costoro privilegi anacronistici e diritti di veto sulla conduzione dell’azienda che gli sono stati permessi in una azienda a capitale pubblico, e in qualsiasi modo finirà la vicenda Alitalia non sarà mai più pubblica.
E’ stato così con Air France che si è ritirata, è così con la CAI, sarà così con Lufthansa o con qualsiasi azienda a capitale privato che volesse rilevare anche in extremis Alitalia.
La musica è cambiata, il tempo della vacche grasse è finito per questa elite di privilegiati, prima ne prendono atto e meglio sarà per loro e per tutti,
Proprio per questo,in queste condizioni, qualsiasi altro gruppo interessato non è interessato a fare offerte alternative, meglio aspettare il fallimento per poi acquistare parti dell’azienda e scegliere e assumere personale alle proprie condizioni.
Davvero non si riesce a capire un sindacato come la CGIL possa fare da sponda a questi baronetti se non per puro opportunismo e calcolo politico, ridicolo Epifani che vorrebbe riaprire la trattativa trattando con il commissario Fantozzi e non con la CAI e la mediazione del governo, in pratica verrebbe scegliersi gli interlocutori a suo piacimento.
Il governo ha trovato soldi e una cordata di imprenditori pronti ad investire e a rischiare, ha convinto addirittura Air France ad essere della partita, se poi questo non piace a piloti e CGIL non si può fare nulla.
Ma l’opinione pubblica ha capito benissimo, non a caso 2 italiani su 3 indicano come responsabili del fallimento della trattativa la “casta dei piloti” e la CGIL, coloro che dall’opposizione giocavano allo sfascio e al “tanto peggio,tanto meglio” iniziano a capire che gli si è ritorta contro come un boomerang, e c’è un altro sentimento che sta montando nell’opinione pubblica disgustata e schifata da costoro : SI AL FALLIMENTO E TUTTI A CASA, anche se ciò creerà disagi agli utenti per qualche settimana, pertanto dopo aver esperito le ultime formalità si portino i libri in tribunale, la professionalità soprattutto di piloti e assistenti di volo sarà preziosissima nei “lavori socialmente utili” durante la mobilità e la cassa integrazione.







19 settembre 2008

ADESSO STACCARE LA SPINA

Dopo giorni e giorni di estenuanti trattative, oggi la cordata italiana (CAI) che era disposta a rilevare Alitalia ,considerata l’impossibilità di raggiungere un accordo con tutte le organizzazioni sindacali ha ritirato l’offerta.
In questi giorni frenetici abbiamo visto di tutto e di più, corporazioni che tentavano di difendere assurdi privilegi, organizzazioni sindacali confederali che responsabilmente hanno capito che la situazione precipitava e si sono dichiarate ,dopo lunghe trattative in cui hanno ottenuto il possibile,pronte a firmare un accordo, sindacati autonomi alleati con un'altra sigla confederale,la CGIL, cosa impensabile solo fino a poco tempo fa.
Ma non solo, gli aquilotti volanti (piloti) pretendevano addirittura di stabilire rotte, numero di addetti e strategie aziendali,si è quindi dovuti arrivare all’assurdo che il presidente della CAI, Colannino ,per fare chiarezza,ha dovuto precisare che “nella nostra compagnia i piloti sono dei dipendenti”(Sic).
Berlusconi che si era prodigato per il salvataggio della nostra compagnia di bandiera, impegnandosi personalmente per mettere insieme una cordata di imprenditori capace di risollevare l’azienda, si è detto amareggiato e ha parlato di pesantissime responsabilità dell’associazione piloti e della CGIL,probabilmente seguirà una conferenza stampa dopo le opportune valutazioni, ma gli italiani hanno ben capito che il mancato accordo è causa “della casta dei piloti” e degli assistenti di volo, e di una parte di sindacato politicizzato, il quale ha pensato più come ridare ossigeno ad un opposizione moribonda e inesistente che agli interessi dei lavoratori e del paese, ma come al solito, e non imparano mai, quello che può funzionare con chiunque altro, con Berlusconi diventa un boomerang,il cerino è rimasto in mano a loro, segnatevi bene questa :” se ad oggi tutti i più autorevoli istituti di sondaggio univocamente affermano che il Premier gode la fiducia di circa 2 italiani su 3 , da domani per quanto possibile la fiducia crescerà ancora di più” ,accetto scommesse.
Per i sindacati confederali intanto è un'altra Torino, il leader della UIL Angeletti, parla di catastrofe sociale e catastrofe sindacale: “l’azienda era morta e qualche mio collega si accinge a fare il becchino”, mentre il leader della CISL Bonanni, si dice deluso e preoccupato: “ si è giocato alla roulette russa e questo prevede che in alcuni casi parta qualche colpo, per colpa di pochi pagheranno in tanti”, Polverini leader dell’UGL rincara la dose: “adesso è chiaro chi ha operato nell’interesse dei lavoratori e chi ha preferito sottostare ad altre logiche”.
In Italia per troppo tempo siamo stati tutti abituati a difendere il nostro orticello,tanto la catastrofe annunciata non arrivava mai, all’ultimo momento c’era sempre qualcuno, quasi sempre lo stato che salvava capra e cavoli, ma la musica adesso è cambiata, a meno di un miracolo in extremis non arriveranno i nostri, in questa vicenda probabilmente avrà pesato anche una errata valutazione di questo tipo, non si spiegano altrimenti certe scene di giubilo, di piloti e assistenti di volo, all’annuncio del ritiro dell’offerta da parte della CAI, come i musicisti del Titanic che suonavano mentre stavano affondando.
Si stacchi la spina dunque e si metta termine all’agonia che è già durata troppo, si portino i libri in tribunale e si dichiari fallimento, magari poi dalle ceneri rinascerà una nuova compagnia aerea.
Certo dispiace lasciare a casa 15.000 persone, per colpa di pochi,una casta privilegiata,ed è impossibile garantire a tutta questa gente le condizioni previste per gli esuberi del piano CAI, ma 36 – 48 mesi di CIG a seconda dell’anzianità,come per legge, li otterranno comunque,poi qualcuno di questi in una nuova azienda o in una compagnia low coast sarà riassunto, alle condizioni dell’azienda però.
L’opinione pubblica,tutto sommato è favorevole a questa soluzione, anche perché difficilmente si dimenticano gli scioperi improvvisi di “aquila selvaggia”, o cosa ancora più grave, benché precettati, tutti in malattia lo stesso giorno, pur di continuare a strappare concessioni e privilegi in una azienda disastrata, e conseguenti disagi gravissimi per i cittadini.
Non è il caso di preoccuparsi eccessivamente dunque, anche perché soprattutto piloti e assistenti di volo,come tutti i lavoratori in cassa integrazione e mobilità potranno integrare il loro stipendio con i “lavori socialmente utili” e mi pare di aver letto da qualche parte delle interessanti idee in proposito del ministro Brunetta, e non sarebbe niente male per i “furbetti dell’hangarino”.

UPDATE 19/09/2008: SONDAGGIO CRESPI, LE RESPONSABILTA’ DEL DISASTRO SONO DEI PILOTI E DALLA CGIL.

Crespi Ricerche, secondo il 63,5% degli italiani la responsabilità del "disastro" è del sindacato piloti e della CGIL che hanno determinato il fallimento della trattativa per il salvataggio della nostra compagnia aerea, mentre il 21,4% ritiene che la responsabilità vada ricercata nella CAI, e il 10,8% ritiene sia colpa del Governo Berlusconi. Su questo tema il 4,3% non esprime un'opinione.
Il 40,3% degli italiani si augura che Alitalia fallisca, mentre il 31,2% che possa riprendere il dialogo tra CAI e sindacati, mentre il 19,8% auspica l'arrivo di un altro interlocutore. Non esprimono opinione l'8,7% degli italiani. La vicenda Alitalia è seguita dall'83,5% dell'opinione pubblica.
Luigi Crespi
Il sondaggio telefonico C.A.T.I. è stato condotto il 18 Settembre 2008 su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per sesso, età ed aree geografiche.
Come volevasi dimostrare....





17 settembre 2008

I CITTADINI CONTRIBUENTI PRIMA DI TUTTO

E’ bello,addirittura commovente,vedere in questi giorni di convulse trattative nella vicenda Alitalia, come autorevoli esponenti dell’opposizione, Veltroni, Bersani, Di Pietro ecc. , si preoccupano dei cittadini e contribuenti italiani, per i debiti della compagnia di bandiera stimati circa in 1,3 mld, che in caso di soluzione positiva della vicenda finiranno in una “bad company” gestita dal commissario, e di una gran parte di questi si farà carico l’azionista di riferimento, cioè lo stato.
“E’ inqualificabile scaricare le perdite della compagnia sui contribuenti” dichiara Veltroni, “ è una truffa” tuona Di Pietro, tutto giusto,messo così, in questi termini il ragionamento non fa una piega.
Ora a parte che per l’immagine di un grande paese e il ritorno in termini di turismo, avere una compagnia di bandiera vale molto,ma molto di più dei pur consistenti debiti di Alitalia, e su questo sono d’accordo secondo recenti sondaggi,circa il 70% degli italiani, siccome Veltroni & C ancora rimpiangono il mancato accordo con Air France (trattativa fallita per l’intransigenza dei sindacati), viene spontaneo chiedersi : “ quanto sarebbe costato agli utenti o turisti in viaggio da e per l’Italia verso altri continenti , il doversi recare in Francia e poi da li ritornare magari indietro e proseguire verso Tokio, Pechino , Sidney , Città del Capo ecc. ecc. , in media 4 ore di volo andata e 4 ritorno, considerato che,secondo il piano dei francesi nessun volo intercontinentale faceva capo direttamente in Italia”?
Questo giusto per dirne una, ora io non so prevedere come andrà a finire la trattativa tra la cordata italiana che intende rilevare Alitalia e i sindacati, ma una domanda sorge spontanea : “come mai costoro quando erano al governo,ovvero circa un anno fa, non si sono fatti tanti scrupoli e hanno scaricato sul groppone dei cittadini e contribuenti italiani diecimila cinquantenni,dipendenti della FIAT, mandati direttamente in pensione con apposito decreto, senza che sussistessero particolari crisi aziendali ”?
Non in cassa integrazione o mobilità dunque, ma un prepensionamento bello e buono, chissà, forse a costoro i cittadini e contribuenti interessano a giorni alterni oppure sono i refusi della vecchia scuola comunista,secondo la quale la verità va adattata alle esigenze del momento storico.
Una cosa però è sicura, visto l’alta considerazione che ha di costoro il popolo italiano,certificata da tutti i sondaggi d’opinione, non è difficile prevedere che una sonora risata li seppellirà.




4 settembre 2008

NDO' STA' STA CORDATA?

 

E’ proprio il caso di dire meno male che in Italia abbiamo questa sinistra,questo partito democratico e soprattutto Walter Veltroni, altrimenti la tipica depressione post ferie che inevitabilmente ci assale dopo le vacanze estive, non sparirebbe così facilmente senza le quotidiane e umoristiche castronerie, il vuoto assoluto di idee e proposte, lo smarrimento e l’assenza dalla realtà della sinistra e dei suoi leader.
E così dopo aver dubitato e ironizzato per settimane sulla cordata di imprenditori italiani, promessa da Berlusconi in campagna elettorale per il salvataggio di Alitalia, il materializzarsi di quest’ultima, con un serio piano industriale e di rilancio della compagnia di bandiera, con alla guida uno dei “capitani coraggiosi” di D’Alema, Guido Colannino, ha avuto l’effetto di un autentico shock per il PD , Veltroni ha balbettato di “soluzione incerta e pasticciata” , e che forse era meglio vendere ad Air France,dimenticandosi che la trattativa con i francesi fu interrotta a causa delle rigidità dei sindacati, come dichiarò senza esitazioni lo stesso Prodi e che, anche in caso di successo, nessuno sa a tutt’oggi cosa prevedeva esattamente il piano industriale dei francesi in materia di esuberi e sulla passività della compagnia,mentre era certo che l’Alitalia avrebbe mantenuto solo i voli nazionali, con conseguente smantellamento delle sedi e degli uffici all’estero, che per un paese a vocazione turistica e immensa offerta di beni culturali come il nostro, sono indispensabili come biglietto da visita e di presentazione, a meno che non si pensi che Air France, che tra l’altro è adesso interessata ad un alleanza strategica con la nostra compagnia di bandiera, indirizzasse i flussi turistici proprio nel nostro paese anziché in Francia.
Ma la cosa più divertente è stata leggere come Guido Colannino spiegava ai zucconi di Repubblica che “gli affari sono affari” e non hanno colore politico, e il figlio Matteo deputato e ministro ombra del PD, criticava pubblicamente le scelte del governo e di conseguenza quelle del padre nonché suo socio di affari, roba da scompisciarsi dalle risate.
Ormai non passa giorno che Veltroni e il PD non si manifestino in tutta la loro pochezza e il loro vuoto, pur di dimostrare che ancora esistono, non esitano a sparare quotidianamente commenti e dichiarazioni, che definire comiche è riduttivo.
Ieri ad esempio Veltroni ha accusato il governo della scarcerazione di alcuni teppisti al seguito della squadra del Napoli , responsabili dei tafferugli alla stazione di Roma, invece di prendersela con i magistrati che li hanno rimessi in libertà, viene da chiedersi se ci è o ci fa.
L’altro giorno invece ha definito “falsa” la solidarietà di Berlusconi espressa a Prodi dopo la pubblicazione di alcune intercettazioni che lo riguardavano su Panorama :"La dichiarazione di solidarietà del Presidente del Consiglio a Romano Prodi è un esercizio non utile, sarebbe bastato che i giornali di sua proprietà non pubblicassero quelle intercettazioni. La sua è una solidarietà evidentemente falsa e non ispirata a principi e pensieri reali" (Sic).
Capito? Dopo decenni passati a pontificare sulla libertà di stampa e dei giornalisti, si chiede ad editori e azionisti di intervenire per non far pubblicare determinate notizie,evidentemente loro usano così.
Insomma dopo aver toccato il fondo si continua a scavare.




12 maggio 2008

I SACRIFICI LI FARANNO BANCHE E PETROLIERI

La situazione economica del paese non è buona,non c’è nessun tesoretto da ridistribuire perché l’andamento delle entrate non è positivo.
Lo ha affermato il ministro dell’economia Tremonti intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione in mezz’ora .
Ma questo lo sapevamo già visto che era già stato detto dal ministro uscente Padoa-Schioppa a gennaio, in ogni caso Tremonti ha confermato gli impegni presi in campagna elettorale e quindi nel primo consiglio dei ministri operativo che si svolgerà a Napoli si procederà con l’abrogazione totale dell’ICI sulle prime case da cui saranno escluse le residenze di lusso, la detassazione di straordinari e premi di produzione, e il decreto sulla sicurezza su cui si sta lavorando.
Su Alitalia il ministro dell’economia ribadisce che “si cerca una soluzione fondamentalmente italiana,se non funziona vedremo”.
Per quanto riguarda i sacrifici annunciati da Berlusconi in campagna elettorale,Tremonti ha spiegato che non saranno certo la povera gente a farli, bensì le banche se non metteranno in atto sistemi per la rinegoziazione dei mutui che stanno strangolando le famiglie , e i petrolieri che hanno guadagnato dal forte aumento dei prezzi petroliferi.
Giusto così, soprattutto le banche sono state maggiormente beneficiate dal governo Prodi che gli ha anche concesso,non si capisce a che titolo visto che non sono industrie, la riduzione di cinque punti di cuneo fiscale, ne avevano proprio bisogno.
Certo però che a sentire queste idee di “giustizia sociale” , viene il dubbio che al governo ci siano dei sinceri comunisti,o no?








23 aprile 2008

ALITALIA: APPROVATO PRESTITO PONTE DI 300 MILIONI

Il consiglio dei ministri,presieduto da Prodi, su precisa richiesta di Berlusconi ha approvato un prestito ponte di 300 milioni a fronte dei 100 previsti inizialmente per far fronte alle immediate necessità di liquidità di Alitalia all’indomani del ritiro di Air France dalla trattativa per l’acquisto della compagnia aerea.
Sul fallimento della trattativa si era espresso Berlusconi attraverso il portavoce Paolo Bonaiuti: "L'abbandono della trattativa su Alitalia da parte di Air France è la logica conclusione di una vicenda nata male e condotta ancora peggio. Auspichiamo che il governo assicuri risorse idonee e congrue che consentano la realizzazione di ipotesi alternative".
Intanto il superconsulente di Silvio Berlusconi,Bruno Ermolli presidente di Sinergetica , continua a sondare gli imprenditori italiani interessati al salvataggio e rilancio della compagnia.
E un ulteriore segnale di apertura è venuto da Banca Intesa  : “ si potrebbe riaprire il dossier Alitalia: lo ha annunciato il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza, l'interesse dell'istituto, ha spiegato il banchiere, potrebbe esprimersi "sotto varie forme", ma solo alla presenza di un "progetto non provinciale ma di respiro internazionale. Noi", ha aggiunto, "non abbiamo esaminato nessun dossier ma siamo pronti a farlo se ci verrà richiesto con un piano industriale. Al momento", ha concluso Salza, "siamo fuori. Aspettiamo che le bocce si fermino. Poi vedremo".
La compagnia russa Aeroflot,dopo il recente incontro in Sardegna tra Putin e Berlusconi, fa sapere che attende un invito formale per avviare discussioni, la compagnia aerea tedesca Lufthansa ribadisce che seguiranno gli sviluppi della vicenda Alitalia.
Chiusa la partita con Air France ora, spiega Silvio Berlusconi, “gli imprenditori potranno venire avanti”. “adesso esistono le condizioni affinché chi vuole partecipare ad Alitalia si faccia avanti e chieda di poter verificare i conti in modo da poter presentare nel più breve tempo possibile una offerta impegnativa, il tutto coadiuvato da banche e istituzioni a latere e sicuramente con la partecipazione di aziende del settore, Air France ha presentato delle proposte che avrebbero significato la svendita di Alitalia e l’assorbimento da parte di Air France. Non credo che questo possa essere consentito in un paese che vuole continuare ad avere una compagnia di bandiera ed essere una potenza economica”.






18 aprile 2008

PUTIN INCONTRA BERLUSCONI A PORTO ROTONDO







21 marzo 2008

ALITALIA COME SME ?

Sicuramente lo avranno pensato in tanti, questa trattativa in esclusiva con Air France ricorda molto il tentativo di svendita del colosso alimentare SME da parte di Romano Prodi allora presidente dell’IRI , svendita poi sventata grazie a una cordata di imprenditori ,tra i quali Silvio Berlusconi a cui il presidente del consiglio dell’epoca Bettino Craxi aveva chiesto di intervenire e fare un offerta.
E’ molto strano infatti che si accetti una trattativa in esclusiva con Air France che ha fatto un offerta inferiore a quella di un'altra azienda interessata come Air One , ma non solo, ai francesi è stato consentito di fare una seria ricognizione sui conti dell’ Alitalia mentre a Air One questo non è stato consentito.
A queste conclusioni è giunto anche Silvio Berlusconi che ha bollato come “arrogante e irricevibilel’offerta di Air France per rilevare Alitalia, e ha promosso una cordata di imprenditori italiani.
"Ho già avuto contatti non posso dire chi sono, devo mantenere il riserbo, ma ho fiducia e conto che si possa fare. Credo che per salvare l’Alitalia si dovrà presentare una cordata di imprenditori italiani e che, ne ho parlato stamattina con Prodi al telefono, il governo debba prestarsi a un prestito ponte che dovrebbe consentire a questa cordata di mettere assieme un piano industriale e di fare una, due, diligence come non era stato consentito nella prima gara".
Così il leader del PDL Silvio Berlusconi che ha così proseguito,"non penso che un Paese che abbia voglia di essere protagonista nel mondo possa rinunciare ad avere una compagnia di bandiera. Le condizioni presentate da Air France sono davvero irricevibili: tutti gli accordi che Alitalia dovesse fare con gli altri Paesi in tema di trasporto aereo dovranno avere il benestare di Air France, e’ inaccettabile.
Basta col trasporto merci in Italia, tutto passa sotto la Francia, dal 2011 non si possono avere più cargo nostri. E poi la rinuncia ad una causa fatta da SEA nei confronti di Alitalia che ha mancato a certi impegni e la legge italiana e quella europea ci vietano di poterlo fare. Quindi hanno fatto una proposta arrogante ma soprattutto da parte nostra irricevibile. La compagnia di bandiera e’ il primo richiamo dei turisti stranieri per un Paese. Tutti gli uffici e le agenzie di Alitalia nel mondo sono il primo contatto degli stranieri che devono venire a visitare il nostro Paese. Se non avessimo la compagnia di bandiera, gli stranieri, i 100 milioni di ricchi indiani, i 100 milioni di ricchi cinesi che ci sono che dovrebbero aumentare nei prossimi anni del 50% il turismo internazionale, i tedeschi e i francesi li portano prima in Italia? Prima di tutto li porteranno a visitare la Francia, i castelli della Loira, e noi saremo la Cenerentola dell’Europa con uno status da Paese a cui mi ribello e di cui tutti dovremo vergognarci. Per cui, io che ero stato zitto perché non volevo intervenire nelle trattative con il governo, ieri sono sbottato e ho detto che non e’ possibile accettare questa cosa e ho fatto un appello agli imprenditori italiani, se hanno un briciolo di orgoglio e un briciolo di capacità di vedere il futuro. Un imprenditore del Nord per andare in giro nel mondo deve andare a Parigi? Ci sono aziende che hanno 20-30 sedi in tutto il mondo e devono passare attraverso un hub che non e’ situato in Italia?".
Questo ieri,oggi se possibile, Berlusconi è apparso ancora più determinato: "comincio ad operare perché l’operazione Alitalia possa riuscire e in previsione di avere la responsabilità di Governo sono sicuro che arriveremo ad un risultato positivo: adesso che sono in campo io, questa cosa si fa".
"Le condizioni poste da Air France sono irricevibili e quindi non ci resta che dar vita a una offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme a banche italiane.
Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse. A questo punto dobbiamo avere il tempo e il modo di concretizzare il tutto, ma credo che le condizioni poste da Air France sono condizioni che il paese non può accettare".
"La risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del Consiglio, è un chiaro e secco 'no'". "Una risposta contraria- puntualizza il Cavaliere- non contro la Francia ma contro le condizioni ricevute".
"Poco fa con una battuta avevo detto 'O si fa Alitalia o si muore'. Mentre ero in macchina mi è venuto in mente un nuovo slogan: 'Rialzati Alitalia!'".
Bene,dunque Berlusconi fa sul serio, è di estrema importanza avere in Italia una compagnia di bandiera sana ed efficiente,speriamo che ci riesca,anche perché i sindacati e molti esponenti del governo dimissionario sono d’accordo a verificare l’ipotesi di un offerta alternativa , all’italiana AirOne non è stato consentito di presentare un “offerta vincolante" , e il commissariamento e il fallimento sono dietro l'angolo.
C’è da augurarsi davvero che anche questa volta Silvio Berlusconi riesca ad evitare una seconda SME.






19 luglio 2007

ALITALIA:MA NON ANDAVA TUTTO PER IL MEGLIO?

 Quanto sono diverse le note dolenti che oggi accompagnano la marcia funebre per Alitalia da quelle che, negli ultimi sei mesi, avevano gonfiato i polmoni dei “tromboni” del governo.
Chissà se Padoa Schioppa, quello che ha dichiarato di viaggiare con la compagnia EasyJet, ricorda di avere definito “perfetta” la gara per la vendita di Alitalia.
Chissà se il ministro Bianchi è ancora d’accordo con il suo sosia, che affermò di avere evitato la svendita a 500 milioni mentre “oggi chi vuole Alitalia dovrà sborsare almeno 1,5 milioni e metterne in conto altrettanti per farla marciare”.
Chissà, infine, se Prodi è lo stesso premier che si era impegnato a “mettere in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. Se lo ha fatto, non gli resta che prendere atto che i “rapporti internazionali” non ci sono e che la “credibilità del governo” è pari a zero. Ma non lo farà: per ora, da quel che sappiamo, sta “riflettendo”.
In questi sei mesi Alitalia ha bruciato oltre 300 milioni di euro e ogni giorno ne butta nella fornace un milione e mezzo. Nel 2006 le sue perdite sono state superiori a quelle complessive di tutte le compagnie aeree del mondo. In questi sei mesi sono tutte tornate all’attivo e solo le vele di Alitalia non sono state gonfiate dal vento della ripresa economica.
Prodi e Padoa Schioppa, per loro stessa ammissione, hanno impegnato in questa partita la loro “credibilità”. I casi sono due: o non c’era, oppure l’hanno definitivamente perduta.
La gara è fallita perché, in realtà, non c’è mai stata. La strombazzata “apertura al mercato” era contraddetta in termini dai vincoli antieconomici che accompagnavano il bando: garanzie occupazionali, contratti di lavoro e di fornitura intoccabili, nessuno scorporo di rami d’azienda, mantenimento di gran parte delle rotte e via dicendo.
E’ finita la gara-farsa”. Lo dicono i sindacati, gli stessi che paventano la perdita di 20mila posti di lavoro nello stesso giorno in cui lasciano a piedi decine di migliaia di passeggeri, regalandoli alle altre compagnie.
E’ finita la gara degli errori”. Lo leggiamo sull’Unità, fino a ieri cassa di risonanza delle avventurose dichiarazioni di Prodi, Padoa Schioppa, Bianchi e compagnia bella sui fulgidi destini della compagnia di bandiera e sullo straordinario successo delle “manifestazioni di interesse” di tanti acquirenti, che uno alla volta si sono dissolti come i “dieci piccoli indiani” di Agatha Christie.
E’ finita la gara che non c’è mai stata. Perché figlia, come tante promesse di questo governo che non c’è, delle contraddizioni politiche dell’Unione. E’ L’Unità a confermarlo: “Diciamo che il governo, per non aprire nuovi fronti di contestazione al suo interno e nella sua maggioranza, ha fatto in modo che il mercato, mandando deserta l’asta, dichiarasse insostenibili le condizioni che si erano volute inserire nel bando di gara”.
L’accusa non viene dal centrodestra, ma dal quotidiano “fondato da Antonio Gramsci”. Il quale ci dice, pari pari, non solo che la gara era finta, ma che il suo obiettivo era proprio il fallimento. Con il lodevole intento, sulla pelle della compagnia di bandiera e di 20mila lavoratori, di far guadagnare tempo al governo e di disinnescare una delle tante bombe che rischiavano di minarne la coesione (che non c’è). Se lo dice L’Unità, chi siamo noi per contraddirla?

Avevano detto: tutto va per il meglio

Prodi:
“L’alleanza di Alitalia” con un partner straniero “deve essere guidata politicamente. Metterò in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. (10/10/2006)
“Avevo promesso che avrei fatto presto. E oggi abbiamo adempiuto alle promesse”. “Io sono veloce”. (5/12/2006)
“Abbiamo fatto una proposta al mercato seria, come Dio comanda e accolta con serietà dagli operatori”. (8/12/2006)
“Sono soddisfatto delle domande presentate, era stato detto che il bando poneva troppe condizioni e che nessuno si sarebbe presentato. Io avevo ribadito che era un bando serio, in cui semplicemente chi si proponeva di acquistare Alitalia doveva avere risorse e programmi di alto livello”. “Il numero di coloro che si sono presentati è elevato. Mi auguro che ci siano anche programmi di alto livello. Intanto la prima fase è stata ben superata”. (30/01/2007)
“Un ottimo esempio di trasparenza e correttezza”. (8/05/2007)
Damiano:
“Prodi sta agendo, lasciamolo agire”. (18/10/2006)
Bianchi:
“Tutto sta andando per il meglio”. (14/02/2007)
“Se avessimo venduto Alitalia l’estate scorsa non avremmo incassato più di 5-600 milioni, oggi chi vuole fare quest’operazione deve sborsare almeno 1,5 miliardi per l’acquisizione e metterne in conto altrettanti per farla camminare per bene”. “Intanto perché siamo partiti da una condizione in cui nuvole di cornacchie dicevano che non si sarebbe presentato nessuno”. (12/04/2007)
“Sono dati incoraggianti per la fase conclusiva. Siamo ormai all’ultimo miglio”. (12/06/2007)
La gara per la privatizzazione di Alitalia, ha rassicurato Bianchi a margine dell’assemblea di Confitarma “sta andando avanti come previsto, abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. “E’ inutile fasciarsi la testa siamo sicuri di non rompercela”. (5/07/2007)
“Non c’è sentore” di un eventuale rischio di fallimento nella gara. “Si sta andando avanti come previsto, noi abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. (5/07/2007)
L’ipotesi di una liquidazione di Alitalia “penso che sia l’ultima tra le ipotesi sul tavolo”. (18/07/2007)
Padoa Schioppa:
“Volo Easyjet e mi trovo benissimo”. (4/07/2007)


Thanks a potere sinistro




18 luglio 2007

PORTATE I LIBRI IN TRIBUNALE.

Anche Air One, la compagnia aerea italiana che fa capo a Carlo Toto, annuncia il suo ritiro dalla gara per la privatizzazione di Alitalia.
E così l'ultimo concorrente rimasto nella gara per la privatizzazione ha gettato la spugna, costretto a suo dire dagli eccessivi vincoli del contratto,penalizzanti per l'acquirente.
Mentre il titolo crolla in borsa,e l'Unione Europea ribadisce un no deciso agli "aiuti di stato", dal governo fanno  sapere che stanno valutando tutte le ipotesi.
Se cambiano le condizioni Air One potrebbe anche rientrare all'ultimo momento,ma questa sembra un'ipotesi piuttosto remota,anche se tecnicamente ancora realizzabile da qui al 23 luglio,data di scadenza del bando.
Altrimenti non rimane altro che convocare l'assemblea straordinaria dei soci per la messa in liquidazione della società, e portare i libri in tribunale,il che sarebbe sicuramente meglio sia per i fornitori che per i lavoratori,che sarebbero tutelati più che da "una svendita" di favore a qualche "amico del governo".
Anche i sindacati parlano di "risultato scandaloso",qualcuno dovrà spiegare,a cominciare dal ministro dell'economia,perchè si sono persi tanti mesi senza alcun risultato.
Si prevede un'estate caldissima nel settore del trasporto aereo.




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permalink | inviato da Aurora86 il 18/7/2007 alle 17:11 | Versione per la stampa

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