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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























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un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
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la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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21 gennaio 2009

UN SENTITO GRAZIE A GEORGE BUSH

Nel giorno del giuramento e dell’ insediamento del neo presidente degli USA, Barack Obama a Washington, mi sembra quanto mai opportuno ringraziare George Bush, un uomo di grandi principi e di grandi ideali che , negli anni della sua presidenza, ha sempre operato con la sincerità e la spontaneità di colui che crede in ciò che fa.
Gli otto anni della presidenza Bush sono stati segnati dall’attacco dell’11 settembre 2001 alle torri gemelle e dalla conseguente difesa degli USA e dell’occidente dal terrorismo fondamentalista islamico, culminati con la guerra in Iraq e Afghanistan , che pur tra qualche errore di valutazione e strategia, del resto solo chi non opera non sbaglia, ha conseguito importanti risultati.
Il simbolo della presidenza Bush rimane a mio modesto avviso, la foto che ritrae le donne irachene in fila, che sfidando bombe e terroristi, si recano a votare per eleggere democraticamente i loro rappresentanti in parlamento, dopo decenni che non succedeva in quel paese.
Senza contare poi che i superstiti e i familiari delle centinaia di migliaia di morti, vittime della feroce dittatura di Saddam Hussein, hanno avuto finalmente giustizia, il dittatore iracheno infatti è stato processato e giustiziato e con lui diversi suoi complici che si sono macchiati di crimini tremendi, e presto toccherà ad altri, tra i quali il famigerato Alì il Chimico.
Il neo presidente Obama ha prestato giuramento, e nel suo discorso inaugurale davanti ad un grande folla e milioni di persone che in tutto il mondo hanno seguito l’avvenimento epocale, infatti è la prima volta in assoluto che viene eletto alla presidenza degli USA un afroamericano, non ha nascosto grande soddisfazione : “ sessantanni fa un nero non poteva neanche entrare in un bar”, e ha ribadito la sfida al terrorismo : “ vi sconfiggeremo” , ha promesso inoltre un “ritiro responsabile “ dall’Iraq e provvedimenti urgenti per la crisi economica che è poi la prima e più importante sfida da affrontare.
Al neo presidente dunque, non si può che augurare di non deludere le speranze e le aspettative che l’America e il mondo ripongono su di lui.



















15 ottobre 2008

BUSH UN GRANDISSIMO PRESIDENTE

Silvio Berlusconi è stato ricevuto con tutti gli onori da George Bush alla Casa Bianca in occasione del Columbus Day, con l’accoglienza di solito riservata ai capi di stato e non ai leader di governo.
Il Premier Italiano ha definito Bush come un Presidente che la storia definirà “grandissimo”, "un uomo sensibile, di grandi principi e di grandi ideali", un uomo che non sa cosa sia il calcolo politico ma che "ha la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa", mentre l’inquilino uscente della casa Bianca si è detto entusiasta di ricevere uno statista di una grande nazione, un uomo di successo, e un amico degli Stati Uniti.
Il principale tema dei colloqui tra i due leader è stata la crisi finanziaria e Berlusconi si è detto assolutamente d’accordo con l’idea di Bush di organizzare a breve una riunione straordinaria del G8 per affrontare la crisi.
Un azione comune e concordata dei paesi europei e degli USA è assolutamente necessaria per dare risposte positive alla crisi globale, e per far si che l’economia reale non abbia a soffrirne troppo, ha sottolineato il Premier italiano durante la conferenza stampa congiunta nel giardino delle rose della Casa Bianca.
Bush ha ricordato come Italia e Stati Uniti operano insieme per far fronte alla crisi finanziaria ma anche alla sfida con il terrorismo, il presidente americano ha sottolineato quindi il ruolo dell’Italia nella lotta al terrorismo e il contributo dato dalle truppe italiane nei paesi dove sono impegnate.
Inoltre con Berlusconi si è parlato dell’applicazione delle sanzioni Onu contro Teheran perché l’Iran non deve avere l’arma nucleare e della recente crisi tra Russia e Georgia.
"La nostra amicizia affonda nella comunanza dei valori" e abbiamo di fronte nuove più vaste sfide "nelle quali non possiamo esimerci dal dare risposte concrete" ha detto il Premier italiano.
"I nostri due Paesi hanno affrontato insieme avversità e sfide che il tempo ci ha imposto".
"Sarò sempre grato all'America per aver salvato il mio popolo dal fascismo, dal nazismo e dal comunismo.
Negli anni a venire continuerò ad avere lo stesso rapporto di gratitudine verso l'America" ha detto ancora Berlusconi rivolgendosi a Bush. Anche per questo, ha proseguito il premier, i rapporti dell'Italia con gli Stati Uniti non cambieranno anche dopo l'elezione del prossimo presidente .
E a questo proposito Berlusconi ha avuto un cordiale colloquio telefonico con i due candidati alla Casa Bianca, il repubblicano MacCain e il democratico Barack Obama, durante il quale si è parlato della crisi finanziaria e dell’importanza della cooperazione, ed inoltre si è ribadito lo stato eccellente dei rapporti bilaterali tra l’Italia e gli USA,nonché le sfide e gli impegni di cui si occuperà la prossima presidenza italiana del G8.
Entrambi i candidati hanno assicurato la propria disponibilità a lavorare insieme per consolidare ulteriormente i rapporti bilaterali, infine Berlusconi ha fatto ad entrambi gli auguri per l’ultima fase della campagna elettorale.







13 giugno 2008

BERLUSCONI RICEVE BUSH : SINTONIA TOTALE

"How are you?" così il Presidente degli Stati Uniti George W Bush ha salutato il suo vecchio amico Silvio Berlusconi che lo attendeva a Villa Madama, e poi grandi manifestazioni di affetto tra i due leader prima di accomodarsi nella sala dei colloqui.
E’ l’ultimo viaggio in Europa di Bush che a fine anno lascerà la presidenza degli USA,dopo le elezioni autunnali che eleggeranno o il repubblicano John MacCain o il democratico Barack Obama.
Nella tappa di Roma Bush oltre a Berlusconi, ha incontrato in mattinata il presidente Napolitano e domani sarà ricevuto in Vaticano da Papa Benedetto XVI.
"Grazie" al presidente Usa George Bush che per la sesta volta "ci onora della sua presenza". Così il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi apre la conferenza stampa congiunta a villa madama. "In lui- scandisce il premier- noi abbiamo sempre trovato un alleato che ha consentito di stringere rapporti per il nostro paese mai avuti prima con gli Stati Uniti d'America".
"Abbiamo parlato della nostra disponibilità a togliere i caveat sull'Afghanistan",della nostra intenzione di mantenere le truppe sugli altri fronti, in Kosovo, in Libano e ovunque siano impiegati i soldati italiani".
Anche sulla strategia nei confronti dell’Iran c’è una sintonia totale ha spiegato Berlusconi, Il presidente Bush, spiega che con Silvio Berlusconi "abbiamo parlato di come potremo collaborare" per risolvere la crisi iraniana. "Tutte le opzioni sono sul tavolo, ma la prima scelta - dice il presidente degli Stati Uniti- è convincere gli iraniani che devono abbandonare le ambizioni nucleari". Sull'Italia, Bush ha detto che sta "valutando" l'ingresso dell'Italia nel gruppo 5+1 incaricato di trattare sul nucleare iraniano.
George W. Bush è per Silvio Berlusconi "persona rara, che non mente mai, il cui 'si' è un 'si' e il cui 'no' è un 'no'". Citando il Vangelo, il premier italiano ha elogiato così "l'amico" Bush davanti ai giornalisti americani ed italiani in conferenza stampa, "ringrazio il presidente Bush e garantisco che la riconoscenza che ho avuto l'onore di ricordare due anni fa nel corso della mia visita negli USA è un sentimento che io e quelli della mia generazione non dimenticheremo mai, nei confronti di un paese che ha sacrificato molte giovani vite per salvarci dal nazismo e dal comunismo".
Sul dopo Bush Berlusconi dice di preferire il repubblicano John MacCain ma solo per un motivo egoistico: “ MacCain è più anziano di me e non sarei io il più vecchio ai vertici G8”.
"Grazie per il ruolo che responsabilmente e coraggiosamente hai assunto e hai saputo mantenere come leader del paese più importante del mondo", questo l’affettuoso saluto di Berlusconi a Bush al termine della conferenza stampa.
A seguire la cena offerta dal premier italiano a base di insalata caprese, pennette tricolore, tagliata di filetto di chianina e formaggi. Il tutto innaffiato con vini nazionali e gelato come dessert, sulle note di Mariano Apicella che suona e canta per i due leader.
Non potevano esserci sorprese naturalmente, Bush e Berlusconi sono amici di vecchia data, fatto che rinsalda ancora di più i rapporti tra USA e Italia, chiunque sarà poi il nuovo presidente americano,a prescindere dal colore politico, non avrà certo problemi con Berlusconi, basti ricordare come tutti i maggiori leader del partito democratico, da Hillary Clinton a Nancy Pelosi e lo stesso Barack Obama si complimentarono e lo ringraziarono al termine dello storico intervento nel tempio della democrazia mondiale, a Capitol Hill.
Dimenticavo lo scambio di doni, Bush ha regalato a Berlusconi il 'Segway' con due bandierine, italiana ed americana, per la sua villa in Sardegna, il premier italiano ha ricambiato con una statua di bronzo raffigurante una donna con una ghirlanda di alloro in testa e due confezioni di cravatte Marinella.












22 aprile 2008

IL PAPA A GROUND ZERO

Fino a martedì scorso era una figura distante, un Papa raramente citato dai media e ancora poco conosciuto dagli americani. Sei giorni dopo, Benedetto XVI lascia gli Usa dopo un visita di successo che ne ha delineato il profilo di protagonista globale e un'immagine personale risultata una sorpresa per l'America. E dalla Casa Bianca ai giovani che lo hanno accolto con bagni di folla, a tutti i livelli la voce del Papa è destinata d'ora in poi a farsi sentire assai più di quanto è accaduto nei tre anni passati. Benedetto lascia anche un'eredità complessa per la Chiesa americana sul fronte della lotta alla piaga della pedofilia nell'ambiente ecclesiastico. La scelta del Papa di farne un costante richiamo durante la visita, le sue continue espressioni di dolore e l'incontro senza precedenti con vittime di abusi sessuali, lasciano ora i vescovi degli Stati Uniti con il compito di decidere come procedere. Accompagnato da una vasta copertura mediatica e da misure di sicurezza talvolta superiori a quelle usate per lo stesso presidente George W. Bush, Benedetto XVI a Washington e New York ha compiuto un itinerario a tappe caratterizzato dal tema 'Cristo nostra speranza', scelto come filo conduttore della visita americana. Dal giardino della Casa Bianca all'incontro con gli educatori alla Catholic University, dalle Messe negli stadi di baseball a quella a St. Patrick, fino all'abbraccio di 22.000 giovani vicino al seminario di Yonkers, fuori New York: ovunque il Papa ha proposto agli americani una rilettura della loro storia valorizzando ciò che di positivo a suo avviso esiste nell' esperienza degli Stati Uniti, ma mettendo nello stesso tempo in guardia sui rischi come secolarismo, individualismo, materialismo, perdita dei valori. Partendo dalla difesa della libertà contenuta nella Dichiarazione d'Indipendenza, citata alla Casa Bianca, il Papa ha in qualche modo concluso l'itinerario della rilettura dei temi-chiave americani parlando ai giovani di Yonkers del concetto di libertà contemporaneo: "C'é chi oggi asserisce che il rispetto della libertà del singolo renda ingiusto cercare la verità, compresa la verità su che cosa sia bene. In alcuni ambienti - ha aggiunto - il parlare di verità viene considerato fonte di discussioni o di divisioni e quindi da riservarsi piuttosto alla sfera privata. E al posto della verità - o meglio, della sua assenza - si è diffusa l'idea che, dando valore indiscriminatamente a tutto, si assicura la libertà e si libera la coscienza. E' ciò che chiamiamo relativismo". Il traguardo dell'itinerario proposto dal Papa è un altro. "Nel cercare la verità arriviamo a vivere in base alla fede perché, in definitiva, la verità è una persona: Gesù Cristo". Un significato ed emozioni particolari hanno avuto la visita in una sinagoga di New York - dove vive la più grande comunità ebrea al mondo fuori da Israele - e la preghiera nel 'pozzo' di Ground Zero, uno dei luoghi-simbolo del XXI secolo. Dovunque è andato, il Papa non ha mancato di porre l'accento sulla difesa del valore e della dignità della vita umana: un tema emerso con particolare rilievo nel discorso all'Onu, uno dei momenti a cui la Santa Sede attribuiva maggiore importanza nella visita. Molte sono le immagini-simbolo che resteranno nell'album dei ricordi della visita papale: gli auguri per l'81mo compleanno sul prato della Casa Bianca, la sfilata sulla papa mobile sulla Quinta Avenue, gli inediti abbracci del Papa sorridente ai giovani di Yonkers, lo scambio di doni con un rabbino in sinagoga a New York. Ma l'immagine con ogni probabilità più 'forte' del viaggio è quello che il mondo non ha visto: il Papa nella cappella della Nunziatura di Washington, impegnato a pregare mano nella mano con le vittime degli abusi sessuali.

Ansa 21/04/2008









7 marzo 2008

HILLARY CLINTON RIMONTA, MC CAIN NOMINATION.

Rimonta clamorosa in USA per Hillary Clinton nelle primarie del partito democratico, l’ex first Lady conquistando Texas, Ohio e Rhode Island si rimette in corsa per la nomination, il suo avversario Barak Obama vince solo in Vermont e si ferma a dodici vittorie consecutive.
Per tutti quelli che in Ohio e nel resto dell’America sono stati contati ma hanno rifiutato di andare KO, per tutti quelli che stavano per cadere ma sono rimasti in piedi, per tutti quelli che lavorano duro ma non si arrendono mai: questa è per voi” , così Hillary Clinton ha commentato la vittoria davanti ai suoi sostenitori.
Situazione di sostanziale parità dunque in campo democratico che a questo punto non potrà che risolversi nella convention del partito prevista per fine agosto, ma chiunque vinca rischia di arrivare stremato alla battaglia d’autunno per la Casa Bianca,tanto che la stessa Clinton parla di ticket per la presidenza,ipotesi che Barak Obama non prende ancora in considerazione, almeno ufficialmente.
Tutto deciso invece nel partito repubblicano, John McCain con le ultime quattro vittorie ha definitivamente staccato Mike Huckabee ottenendo così la nomination e l’endorsement del presidente George W. Bush.
E questo è un vantaggio non indifferente per il veterano del Vietnam che potrà così preparare con calma se stesso e il partito allo scontro d’autunno con il candidato democratico, tanto che,secondo un sondaggio del Los Angeles Times della settimana scorsa chiunque tra Hillary Clinton e Barack Obama vincerà la nomination democratica, avrà una gara dura a novembre contro il repubblicano John McCain. In base al nuovo rilevamento su scala nazionale il 61% degli elettori registrati (democratici inclusi) considera il senatore dell'Arizona il leader più forte e con «l'esperienza giusta» per guidare l'America in tempi di crisi economica, lotta al terrorismo e guerra in Iraq. In un ipotetico scontro a due, McCain batterebbe sia Obama che Hillary: davanti a lui di due punti percentuali (il margine di errore del sondaggio) e a lei di sei, anche se sul fronte dell'economia la senatrice di New York è risultata la più rassicurante del terzetto agli occhi degli elettori.








12 febbraio 2008

PRIMARIE USA :BUSH INCORONA MCCAIN, OBAMA STRAVINCE.

MCCainè un vero conservatore”, così George Bush ha investito ufficialmente il candidato Repubblicano alla Casa Bianca, dopo il ritiro di Romney i voti della destra conservatrice si sono riversati su Huckabee; che ha stravinto nei caucus del Kansas (60 per cento contro il 24 di McCain) e, sia pure di misura, nelle primarie in Louisiana (43 a 42).
Nonostante Huckabee la nomination di McCain non è a rischio, anche se perdesse tutti i prossimi Stati avrà comunque la maggioranza dei delegati.
Ancora non definitivi i risultati dello Stato di Washington: la conta nei caucus si è improvvisamente bloccata dopo che erano stati assegnati l'87 per cento dei voti, con McCain in vantaggio di due punti (26 a 24).
Qui si stava con Rudolph Giuliani, ma sappiamo tutti com’è andata, l’ex sindaco di New York ha sbagliato completamente l’approccio alla campagna elettorale , intestardendosi con il fattore “sicurezza” , mentre il primo problema dei cittadini adesso è la recessione, senza contare poi che non ha fatto certo molta presa sull’elettorato conservatore la sua piattaforma pro-aborto, pro-immigrazione, pro-diritti dei gay, e pro controllo delle armi.
L’inevitabile conseguenza è stato il ritiro dalla corsa per la nomination.
Nel campo democratico invece week end elettorale trionfale per Barack Obama che stravince nei caucus democratici di Washington (lo Stato del West) e Nebraska, conquista anche la Louisiana e i candidati delle Isole Vergini americane.
Ieri sera dal Maine altre buone notizie per lui: Hillary Clinton é battuta anche nello Stato del nordest, Obama ottiene il 59 per cento contro il 41 .
Per l’ex First Lady è stata una battuta d'arresto più ampia del previsto, tanto che ha subito rimosso il capo della campagna elettorale, Patti Solis Doyle, sostituendola con Maggie Williams, per lei adesso la corsa è in salita.








10 giugno 2007

BUSH A ROMA: INCONTRI E GUERRIGLIA.

Tutto come da programma la visita del Presidente Americano George Bush Roma, che ha incontrato Napolitano, Benedetto XVI , Prodi, la comunità di S.Egidio, e il “fraterno amico” Silvio Berlusconi.
"E' stato un incontro molto cordiale, direi affettuoso e per il dovuto riserbo non posso dire nulla". Cosi' esordisce Silvio Berlusconi incontrando i cronisti in via del Plebiscito dopo il faccia a faccia con George W. Bush: "Il colloquio e' stato assolutamente affettuoso, naturalmente in cinque anni di governo ho avuto modo di stringere con Bush un'amicizia forte e radicata nei comuni convincimenti". Ricambiera' la visita a Bush? "Credo - spiega l'ex premier - che avro' modo di avere ospite il presidente Bush, magari - scherza Berlusconi - in qualche localita' che il presidente conosce e potra' fare qualche fotografia dove sa che io mi diverto nel costruire dei musei botanici...". L'ex presidente del Consiglio non ha poi voluto aggiungere altro sui temi trattati. "L'unica cosa che posso dirvi e' che ho chiesto a Bush di fare il professore dell'universita' della liberta'. Anche lui crede nella liberta' e nella democrazia e vuole fare un'analoga iniziativa in Texas e per questo con lui ci saranno degli scambi in questo senso.
Democrazia e liberta' - spiega Berlusconi - sono argomenti su cui Bush si batte e sono fondamentali per la sua strategia politica e lui si e' complimentato con me proprio su questo".
Largamente previste anche le manifestazioni di protesta di no-global , nullafacenti, pacifinti, e fanatici che hanno preteso e ottenuto dalle FS di viaggiare gratis o quasi da ogni parte d'Italia alla volta di Roma con tanto di disgusto degli onesti cittadini,lavoratori e pendolari che pagano regolarmente il biglietto ogni giorno , una volta giunti a destinazione,con corteo da via Cavour a Piazza Navona, guidati da sindacalisti e parlamentari tra i quali Cremaschi, Caruso, Turigliatto e Franca Rame, alcuni gruppi si sono scontrati con le forze dell'ordine e sono seguiti lanci di bottiglie e petardi nonché atti di vandalismo gratuito, alla fine il bilancio della temuta giornata del corteo anti-Bush a Roma è di sei arresti (uno sloveno, un ungherese e quattro italiani) una decina di feriti, nove ricoverati in ospedale (sei agenti e tre manifestanti), la vetrina di una banca rotta ed alcune fioriere sfasciate,poteva andare peggio.
A piazza del Popolo invece la sinistra di lotta e di governo,in una piazza semivuota, rappresentata da Giordano,Diliberto,Russo Spena ,Bonelli ecc. protestava contro Bush alleato del governo italiano che sostengono, alcuni giovani del PRC hanno contestato il sen. a vita Cossiga da quelle parti di passaggio, che ha risposto per le rime: "Voi siete coerenti, chi è buffone è il presidente del Consiglio che dovrebbe essere qui con voi, che approva una manifestazione giusta mentre contemporaneamente riceve Bush. Le buffonate di Prodi mi rivoltano lo stomaco".
Come dargli torto?










8 giugno 2007

MI VERGOGNO DI QUESTA ITALIETTA.

 E’ "inaccettabile la mobilitazione anti Bush, torna l’Italietta". Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi, da Genova, nel corso di una manifestazione a sostegno del candidato del centrodestra Renata Oliveri. "E’ una cosa che mi addolora ed e’ colpa di questa sinistra antiamericana. Mi dispiace perche’ avviene per la visita della piu’ grande democrazia che ci ha dato la liberta’ e la dignita. Mi vergogno e mi addoloro".
Intanto la prevista visita di Bush nel quartiere Trastevere di Roma è stata annullata per motivi logistici,il previsto incontro con la comunità di S.Egidio si terrà all'ambasciata USA.
Roma sarà presidiata da oltre 10.000 agenti durante la visita di Bush,imponenti le misure di sicurezza,con elicotteri e aerei che sorvoleranno il cielo della capitale in continuazione,da oggi sino alla partenza del presidente americano è una città blindata, si ipotizzano in almeno 50.000 i partecipanti ai cortei pacifisti e no-war supportati da numerosi esponenti della sinistra radicale al governo,una vergogna tutta italiana.






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