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  Aurora86 AZZURRA LIBERTA' - * BLOG MORALMENTE INFERIORE *
 
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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





Vota Berlusconi

 




...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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8 febbraio 2008

SCENDE IN CAMPO IL POPOLO DELLA LIBERTA’!

La decisione è presa, dieci milioni di cittadini che avevano firmato ai gazebo nello scorso novembre, alla fine di un week end storico della politica italiana in cui Silvio Berlusconi da Piazza S. Babila a Milano annunciava il nuovo soggetto unico dei moderati italiani, non potevano essere delusi, e così questa mattina il leader di Forza Italia ha annunciato che alle prossime elezioni tutti i partiti della ex CDL correranno sotto le insegne del “Popolo Della Libertà” ,tranne la Lega Nord che è un movimento strettamente territoriale e avrà il suo simbolo nelle liste,comunque alleato e federato con il PDL, insomma si riduce il tutto a 2-3 simboli massimo sulla scheda.
Le titubanze iniziali erano dovute soprattutto all’improvvisa accelerazione degli eventi politici che hanno portato alle caduta del governo Prodi e alle elezioni di Aprile, senza che il neonato soggetto si fosse già strutturato, ma di fronte alla prospettiva di presentarsi all’appuntamento elettorale con un ventina di liste diverse sotto le insegne della CDL, con il decisionismo che gli è tipico, Silvio Berlusconi ha rotto ogni indugio e ha dato il via all’operazione,in queste ore il “ giacobino di S.Babila” sta incontrando Fini a Palazzo Grazioli e successivamente vedrà tutti gli alleati per definire le modalità attuative dell’operazione.
Ieri sera Berlusconi ha avuto una lunghissima conversazione telefonica con il presidente del PPE Wilfried Martens che ha approvato l’operazione e invitato tutti i partiti della CDL a presentarsi uniti in quello che sarà la sezione italiana del PPE.




25 gennaio 2008

SUBITO ELEZIONI,NO A MANOVRE DI PALAZZO.

"E’ necessario che non si facciano manovre di Palazzo per la legge elettorale, cosa che non sarebbe di alcuna utilità, ma che si vada subito al voto". Lo ha affermato Silvio Berlusconi intervenendo con una telefonata al Tg 4 poco dopo il voto al Senato che ha negato la fiducia al governo Prodi e aperto la crisi. Il presidente ribadisce la sua contrarietà ad ipotesi di esecutivi tecnici o istituzionali perché "quello che è accaduto al Senato rispecchia il voto degli italiani, la maggioranza che sostiene il governo Prodi è implosa e bisogna restituire subito la parola agli elettori".
E per quanto riguarda le prospettive future, ha commentato:"Ora ci sarà una campagna elettorale nella quale diremo agli italiani cosa faremo nei primi cento giorni di governo. Il paese ha bisogno di un governo immediatamente all’opera che rimedi ai guasti fatti dal centrosinistra. Se il governo Prodi fosse proseguito i problemi sarebbero aumentati, io sono convinto che ci sono tante possibilità di rimediare, noi abbiamo in mente che cosa fare".
Il prossimo passo nella prassi istituzionale, prevede le consultazioni del Capo di Stato: "Diremo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dobbiamo apprestarci per ridare il prima possibile la parola agli elettori. C’e’ bisogno al più presto di un governo che operi, mettendo riparo a tutti i guasti che sono venuti da questi 20 mesi di governo della sinistra e che finalmente possa operare in direzione dello sviluppo e del benessere per il Paese."
Berlusconi ha ribadito che l’attuale legge elettorale non ha bisogno di cambiamenti: "Subito alle elezioni con questa legge elettorale, anche perché la sinistra non e’ riuscita a trovare un accordo su un sistema elettorale diverso. Anche con questa legge elettorale avremo una maggioranza vasta, anche al Senato, almeno di 30 senatori".
Quando agli equilibri interni alla Cdl, Silvio Berlusconi ha assicurato: "Il blocco liberale di tutti coloro che non si riconoscono nella sinistra e’ sempre esistito: ci sono stati personalismi vari ma oggi c’e’ armonia e tutti ci riconosciamo uniti nella necessità di dare vita a una maggioranza coesa basata sugli stessi valori e con un programma ben preciso che abbiamo già in mente. Non ci sono sorprese che gli italiani si possano attendere da parte nostra".
24/1/2008




23 gennaio 2008

E’ UNA COMPRAVENDITA DI SENATORI?

 Prodi è con l’acqua alla gola, il sen. Fisichella chiamato a Palazzo Chigi ha ribadito al presidente del consiglio che con l’ultima finanziaria votata per senso di responsabilità si è esaurito il rapporto di fiducia con il governo e conseguentemente voterà no al senato una nuova fiducia, anche Dini e Scalera dopo giorni di tentennamenti hanno annunciato il loro no, che uniti a Mastella e al gruppo UDEUR , al sen. dissidente Turigliatto e alla CDL portano i voti contrari al senato a quota 163,i voti della maggioranza allo stato si riducono a 150 a cui si potrebbero aggiungere i 7 voti dei senatori a vita, ma a meno di un clamoroso miracolo,che potrebbe sempre accadere , Prodi non ha alcuna possibilità di riottenere la fiducia.
Leggo sulle agenzie che in questo momento si sta valutando la possibilità che Prodi presenti le dimissioni prima del voto di domani al senato.
Ma la notizia importante è un’altra,secondo quanto dichiarato da Bossi,Prodi avrebbe chiesto la fiducia al gruppo della Lega Nord,promettendo loro il federalismo(Sic), le avances sarebbero state fatte al sen. Calderoli e all’ On. Maroni che naturalmente hanno risposto picche.
Io mi domando e vi domando questo mercato delle vacche è concussione oppure no?
E se non lo è , perché un magistrato di Napoli si sogna di mettere sotto inchiesta Berlusconi che aveva contattato alcuni senatori della maggioranza per portarli dalla sua parte?
Oppure se lo è anche Prodi finirà sotto inchiesta?
A voi le risposte.




22 gennaio 2008

ALLE URNE SUBITO,TEMO ESCAMOTAGE.

Questo in sintesi il pensiero di Silvio Berlusconi, sulla crisi aperta dall’annuncio di Clemente Mastella di uscire dalla maggioranza e votare no ad una nuova fiducia al governo Prodi.
"Il fatto di voler portare alle Camere la crisi ritengo sia un formalismo inutile a meno che non nasconda qualche trappola o che si voglia certificare la crisi per via parlamentare per cercare di guadagnare tempo e tentare di raccogliere altri voti".
Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con Panorama del giorno su Canale 5, dopo aver sottolineato: "Credo che Prodi sia arrivato al capolinea e credo che non ci siano strade diverse se non prendere atto di questa crisi. Credo che il governo istituzionale non sia una soluzione, bisogna tornare alle urne in primavera. Ma Prodi - aggiunge - è pervicacemente attaccato al potere, ho saputo che anche stanotte nella riunione della sua parte politica si è proposto candidato. Secondo lui il leader non deve essere Walter Veltroni ma egli stesso".
Ci presenteremo alle elezioni con la lista del Popolo della Libertà insieme agli alleati che non vorranno confluire"., ha annunciato il leader azzurro, segnale importante che la CDL si sta ricompattando attorno al suo leader. "Il centrodestra sarà unito perché non ci sono mai state divisioni sul programma, né sui valori che sono quelli della libertà e dell’Occidente". Se si andrà ad elezioni anticipate a primavera "ci presenteremo con il Partito del popolo della libertà che negli ultimi sondaggi, prima di Natale, viene dato al 40%".
Insomma Berlusconi, nonostante sia ormai chiaro che Mastella non ritornerà sulle sue decisioni e che al senato non c’è più una maggioranza numerica dopo che quella politica è finita ormai da un pezzo,non si fida del tutto,e secondo me ha ragione, le poltrone sono un collante formidabile a cui Prodi & C sono aggrappati come polipi agli scogli, non sarei certo meravigliata se qualche senatore della CDL lanciasse una scialuppa di salvataggio,anche se è oggettivamente difficile salire su una barca che fa acqua da tutte le parti.






18 novembre 2007

NASCE IL PARTITO DEL POPOLO ITALIANO DELLA LIBERTA’

 "Forza Italia si scioglierà dentro una nuova formazione politica" che si chiamerà "Partito del popolo italiano della libertà". Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi, lasciando piazza San Babila dove ha annunciato la nascita di una nuova formazione politica:
"Una nuova creatura protagonista della libertà e democrazia dei prossimi decenni". Alla domanda su quale sarà il destino di Forza Italia, Berlusconi ha replicato: "E’ un nome che ha contato e che contribuirà a rendere più grande la nuova formazione".
Il nuovo partito, ha spiegato Berlusconi ai microfoni dei cronisti, "lo vogliono tutti i cittadini; in più di 7 milioni, una cosa mai successa nella storia della Repubblica, si sono recati ai chioschi per dire basta alla situazione attuale, uniti contro la frammentazione, per fronteggiare la sinistra che è sotto i diktat della sinistra estrema. Metà di coloro che sono venuti da noi ai gazebo non erano di Forza Italia". Berlusconi ha ripetuto: "Diamo via qui oggi stesso a questo nuovo futuro della politica italiana. Spero che aderiscano tutti, nessuno escluso". "Il partito lo rappresenteranno coloro che avranno avuto un’investitura democratica dalla gente".
"Domani presenteremo ufficialmente questa nuova iniziativa". Ci sarà una conferenza stampa? è stato chiesto dai cronisti. "Più conferenza stampa di questa, in mezzo alla gente..." ha sorriso Berlusconi. Il numero uno di Forza Italia, poi, ha spiegato che i gazebo - che in questi giorni hanno raccolto le firme per un ritorno al voto - resteranno aperti tutta la settimana e che cercheranno di essere presenti in tutte le regioni italiane.
Adnkronos 18/11/2007

Non impareranno mai, se qualcuno, avversari o alleati ,avevano immaginato Berlusconi nell’angolo con le spalle al muro è meglio che si rassegnino.
E’ proprio nei momenti difficili che Berlusconi da il meglio di se,il suo eccezionale tempismo e decisionismo, unito alla straordinaria dote di capire prima e meglio di tutti gli umori del paese, nonché il feeling con la gente, lo mettono in grado di non temere nulla e nessuno.
L’annuncio del nuovo soggetto politico che già nel prossimo week-end raccoglierà le adesioni dei cittadini,ottiene prima ancora della nascita, tre o quattro notevolissimi risultati:
-Si conferma l’indubbia leadership nel popolo di centrodestra e l’avversario con il quale la sinistra deve cercare di trattare per arrivare a una nuova legge elettorale e un piano minimo di riforme.
-Si libera in un solo colpo di Fini e Casini, perché presto i loro partiti saranno prosciugati,Casini potrebbe emigrare anche a sinistra, ma i suoi elettori li lascerà a Berlusconi, per Fini è ancora più dura, dopo che è stato eroso a destra da Storace e Santanchè rischia un profondo salasso dal nuovo soggetto politico,e lui non può nemmeno andare a sinistra, a meno che non si presenti da Berlusconi con il capo cosparso di cenere.
-Si libera di tutto l’apparato e i colonnelli di Forza Italia,che dalle prossime settimane se non mostreranno di valere,si ritroveranno a spasso.
-Tutti i piccoli partiti che sono nella CDL , tipo Nuova DC,Nuovo PSI,PRI, ecc .ecc. non hanno più scelta o si fondono nel nuovo soggetto o scompaiono.
Insomma è già una vittoria su tutti i fronti, quest’uomo non finirà mai di stupirmi, da domani e per i prossimi mesi non si parlerà che di questo.




7 novembre 2007

DA NON CREDERE: FINANZIARIA SENZA COPERTURA.

Dopo che il ministro dell’economia era andato in televisione a ribadire urbi et orbi  che la finanziaria 2008 non aveva nessun problema di copertura e che le critiche in proposito da parte della CDL erano “false, strumentali e prive di senso di responsabilità”,oggi durante le votazioni in senato si scopre che la Ragioneria dello Stato con un documento fatto pervenire in aula, considera che la finanziaria così com’è ha un effetto peggiorativo sull'indebitamento netto di 294 milioni nel 2008, 506,8 nel 2009 e 553,2 nel 2010, seguendo i suggerimenti del documento il deficit peggiorerebbe quindi di soli 94 milioni nel 2008 e si ridurrebbe di 140,2 milioni nel 2009 e di 93,8 milioni nel 2010.
Copertura comunque che va trovata o che è già stata trovata,ma non è questo il punto fondamentale, ci si rende conto della barzelletta e del ridicolo a cui il ministro dell’economia e il governo hanno dato luogo?
Provate a immaginare se una cosa del genere la faceva Tremonti, si sarebbe dato fondo per giorni a tutte le prime pagine dei media,invece in questo caso la cosa passerà sotto silenzio o quasi.
E’ proprio vero i bamboccioni sono ormai fuori casa,sono al governo.




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permalink | inviato da Aurora86 il 7/11/2007 alle 22:22 | Versione per la stampa


5 novembre 2007

DECRETO SICUREZZA : CDL,NO A QUESTO TESTO.

Si è tenuto  nella residenza romana di Silvio Berlusconi il vertice della CDL, uscito dal vertice dei capi dell'opposizione, in corso a Palazzo Grazioli, Gianfranco Fini ha dichiarato che «al momento non ci sono le condizioni per esprimere un voto favorevole al decreto, nonostante le parole di Padoa-Schioppa e di Amato. Se il testo è quello presentato alle Camere non lo voteremo». Fini ha spiegato inoltre che «nel testo non c'è la norma che abbiamo tutti invocato per l'espulsione dei cittadini comunitari, anche per coloro che sono nell'impossibilità di dimostrare un reddito e anche per la parte relativa alle espulsioni attraverso un intervento coatto. Nel testo - ha concluso Fini - non c'è nulla di esplicito. Di conseguenza - ha sottolineato Fini - presenteremo degli emendamenti unitari che recepiscono questi principi».
Per Pierferdinando Casini (Udc) «la sicurezza dei cittadini italiani merita che l'opposizione si presenti unita. L'esasperazione e la frustrazione davanti alla delinquenza è qualcosa che riguarda tutti i cittadini».
«Abbiamo presentato emendamenti - ha commentato Roberto Maroni, della Lega Nord - Se vengono accolti votiamo sì. Faremo un'azione in fasi: la prima è emendare questo decreto che si limita ai cittadini comunitari» mentre, ha proseguito il capogruppo del Carroccio alla Camera, «il problema è ben più ampio dei cittadini comunitari». E poi «la definizione di una proposta condivisa della Cdl sulla sicurezza, sulla legge Bossi-Fini, sui cittadini extracomunitari e sui clandestini che verrá studiata nei prossimi giorni».
Una posizione critica è stata ribadita anche da Francesco Nucara, segretario del Pri: «Abbiamo deciso di presentare pochissimi emendamenti unitari, cinque o sei. Ma se questi non verranno ammessi voteremo contro». Nucara ha aggiunto ancora che «verrà presentato dalla CDL anche un pacchetto con proposte sulla sicurezza in generale, che riguardano anche gli extracomunitari».
05/11/2007

Bene così, il decreto del governo è un “pannicello caldo” che non serve assolutamente per estirpare un cancro come quello dell’invasione e della delinquenza di comunitari ed extracomunitari.
Non serve a nulla un decreto di espulsione se non è seguito dal rimpatrio coatto,così come non serve a nulla espellere soltanto coloro che vengono colti in flagranza di reato,ignorando tutti coloro che senza un reddito certo e dimostrabile per vivere delinquono o si aggregano a bande di criminali.
E quand’anche si faccia tutto questo non serve a nulla se non si procede a una moratoria dei flussi nel rispetto del trattato europeo,contro i paesi nuovi entrati nell’unione,almeno per qualche anno per arrivare a una stabilizzazione.
Se accolgono le giuste richieste della CDL, il decreto diventa una cosa seria e si può senz’altro votare,altrimenti se lo votino loro,non è un certo un problema.
Il problema purtroppo è dei cittadini,costretti da un governo inetto,indeciso e inefficiente , a vivere con il terrore anche di scendere sotto casa per depositare il sacchetto della spazzatura.




5 novembre 2007

LA POLITICA DELLE PORTE APERTE !

“L'Italia non cambierà la politica delle porte aperte in materia di immigrazione” ha dichiarato il Presidente del Consiglio Romano Prodi in un incontro con i giornalisti stranieri organizzato ieri presso la sala stampa estera.
L’immigrazione è stato uno dei temi al centro del dibattito - insieme alla finanziaria, alla compattezza della coalizione di governo, alla legge elettorale - ed al quale il premier è stato spesso sollecitato dalle domande dei giornalisti, soprattutto sugli aspetti della sicurezza e della legalità.
“Quella dell’apertura è una politica che ho scelto, che ritengo responsabile e che non cambio” ha proseguito Prodi aggiungendo che, per i nuovi paesi membri dell’Unione, Bulgaria e Romania, “il flusso di ingressi avrà una tendenza all'assestamento e alla diminuzione molto rapida perché sta cambiando la struttura economica di questi paesi”.
“In questa materia i problemi sono reali”, ha detto successivamente il premier, che ha espresso una certa preoccupazione per le reazioni dell'opinione pubblica italiana invitando a non criminalizzare certe situazioni e ad “esigere rispetto integrale della legge”.
04/10/2007 

Gli effetti di questa politica sciagurata ed incosciente i cittadini italiani la stanno vivendo sulla propria pelle,la morte della signora Reggiani a Roma,barbaramente trucidata da un delinquente rumeno che viveva in una baraccopoli, è solo una modesta dimostrazione di quello che ci aspetta, se non si tornerà a una politica di accoglienza e rigore con criteri certi e specifici.

Ma come si potuto arrivare a un invasione senza precedenti di cittadini comunitari ed extracomunitari?

E’ presto detto, fino al maggio 2006 con il governo Berlusconi per gli extracomunitari si applicava la legge Bossi-Fini, per quanto riguarda i comunitari invece dopo l’ingresso di dieci nuovi stati nell’unione europea tra i quali Polonia,Ucraina,Repubblica Ceca,Ungheria ecc. , il governo si avvalse della moratoria prevista dalle norme Europee per un primo periodo di due anni,e poi per altri tre con provvedimento del 3 Maggio 2006.

La moratoria prevedeva flussi predeterminati di lavoratori subordinati e naturalmente il visto solo per motivi di studio e turismo.

Lo stesso provvedimento fu adottato da altri paesi europei quali Francia,Spagna,Inghilterra ecc.

E’ vero anche che con il governo Berlusconi c’è stata una grande sanatoria di clandestini,circa 700.000, ma sono stati regolarizzate tutte le persone che avevano un regolare contratto di lavoro e quindi un reddito per potersi mantenere,non certo delinquenti,criminali et similia.

Con l’avvento del governo Prodi il primo provvedimento sull’immigrazione fu quello di togliere la moratoria ai dieci nuovi paesi membri della UE,questo in data 31 Luglio 2006.
Mentre poi nel Gennaio 2007 si preparava l’ingresso di Romania e Bulgaria quali nuovi paesi membri UE,il governo non solo non ha adottato alcuna moratoria nei confronti di questi paesi,ma nel consiglio dei ministri del 28 dicembre 2006 stabiliva libera circolazione per la maggior parte delle categorie dei lavoratori bulgari e romeni,e per il poco rimanente procedure semplificate nel giro di un anno.
Infine con la legge 68 del 28 Maggio 2007 si stabilisce che per soggiorni non superiori a tre mesi i cittadini comunitari ed extracomunitari(anche quelli che sbarcano in Sicilia e Calabria),per studio, turismo o affari non è più previsto il permesso di soggiorno, solo una dichiarazione e il visto al momento dell’ingresso,senza eccessive formalità su come si mantengono e dove vanno, in pratica “tutti dentro” .
Dopo i tragici eventi di questi giorni, Prodi,Amato&C somigliano a quei tali che avevano perduto i buoi e andavano cercando le corna.
Con un originario disegno di legge,trasformato poi in decreto in fretta e furia incuranti della vergogna davanti al paese attonito,si cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati.
Cercano il voto e il consenso della CDL su un provvedimento che da ai prefetti il potere di espulsione anche perché la sinistra comunista è già sul piede di guerra.
Per essere condiviso e votato il decreto ha bisogno di misure rigorose e irrinunciabili ovvero:
-Immediata moratoria con flussi programmati nei confronti di Romania e Bulgaria almeno per tre anni e poi successiva verifica ;
-Espulsione di tutti i delinquenti e persone con reddito non dimostrabile,l’espulsione deve essere coatta,ovvero vanno riaccompagnati nei loro paesi di origine,in pratica devono tornare al lavoro i C130 dell’aeronautica militare;
-Attuazione e/o recepimento della direttiva europea che stabilisce l’espulsione e il rimpatrio coatto anche per i cittadini comunitari che non hanno mezzi certi di sostentamento;
-Adeguati stanziamenti per le forze dell’ordine;
Senza questi requisiti irrinunciabili se lo votino loro e lo facciano votare a Giordano,Diliberto,
Russo Spena ecc. , la situazione è gravissima e non servono “pannicelli caldi” quando c’è un cancro da estirpare.
E’ una magra consolazione, ma se i cittadini sono assediati da spacciatori,prostitute,rapinatori, stupratori , delinquenti e criminali di tutte le nazionalità e etnie, adesso sanno chi devono ringraziare.




14 ottobre 2007

L'ITALIA UMILIATA.

La decisione dell'Ue di penalizzare oltre misura l'Italia riducendo di 6 il numero dei suoi europarlamentari,da 78 a 72, dà la misura piena di una politica estera a dir poco demenziale, di un prestigio del nostro paese ridotto ai minimi storici, di una totale, assoluta, dilettantesca incapacità di  D'Alema e Prodi di rappresentare il nostro paese sulla scena internazionale.
L’Europa ci penalizza più di ogni altro paese visto che perderemo la parità con Francia e Inghilterra e addirittura la Spagna non ne perderà nemmeno uno.
Ma il bello è che a giugno,a detta dei relatori del provvedimento,il rumeno Severin e il francese Lamassoure, sembra che Prodi abbia accettato senza battere ciglio questa ipotesi : “e solo adesso a mesi di distanza viene a dirci che non gli sta bene? ” chiosa Lamassoure.
Addirittura sembra che questo dossier sia stato sottovalutato e dimenticato nei cassetti di Palazzo Chigi e della Farnesina, a riprova di un dilettantismo mai visto,e non si è fatto nulla nonostante che su questo argomento si possa godere di un totale e convinto appoggio anche della CDL.
Intanto il provvedimento è stato approvato dall’europarlamento che ha bocciato tutti gli emendamenti presentati dai deputati italiani,il testo è passato con 378 sì, 154 no e 109 astenuti.
Al punto in cui si è arrivati sarà molto difficile cambiare la situazione,se non a prezzo di lunghe e laboriose trattative , oppure l’Italia dovrà porre il veto,ma per far questo occorrono gente con gli attributi, e con gli attuali governanti la missione è pressoché impossibile.






9 settembre 2007

GRANDI OPERE SOLO GRAZIE ALLA CDL.

 Per una volta anche Antonio Di Pietro è costretto a riconoscere quella che è una incontestabile verità, e cioè che le infrastrutture e le grandi opere si fanno e si possono fare solo grazie alla CDL.
''Io appartengo alla coalizione del fare e quando giro il Paese non domando ai miei interlocutori se sono di destra o di sinistra. Anzi, visto che il centrosinistra ha problemi sulle infrastrutture, sto raggiungendo molti accordi con l'opposizione''.
Visti i contrasti con la sinistra radicale su alcune grandi opere pubbliche come la Tav ''stiamo realizzando grandi opere grazie al centrodestra ,e devo dire che molto e' stato fatto dal governo Berlusconi con la legge obiettivo sulle grandi opere che ha indicato le priorita' per il Paese''.
Questo ha dichiarato il ministro ai microfoni di Sky TG 24.
E così mentre i NO TAV si apprestano a portare la loro protesta a Strasburgo,per ribadire all’Unione Europea che non  ci sarà mai il loro accordo per l’opera anche con un tracciato diverso,rischiando seriamente che i finanziamenti previsti vengano dirottati altrove, emerge prepotentemente il pressappochismo e l’inconsistenza esistenziale di questo governicchio.
La “cultura e la moralità del fare” appartengono  a Berlusconi e alla CDL, le infrastrutture moderne servono al nostro paese,che sconta un pesante  gap rispetto ai paesi europei più evoluti, per la competitività e lo sviluppo.
Con questo governo al massimo si può aspirare a costruire qualche sentiero o tratturo, e non è certo una bella prospettiva.




23 luglio 2007

OPERAI E DIPENDENTI PRIVATI VOTANO CDL.

Un sondaggio effettuato dall' Ipsos per il Sole24ore rivela che tra i lavoratori dipendenti di aziende private e quelli di aziende pubbliche di secondo livello,solo tre su dieci voterebbero per l'attuale esecutivo.
Ma il dato più eclatante riguarda il cambio di opinione e intenzione di voto che è di proporzioni eccezionali,poco più di un anno fa,esattamente a marzo 2006,il 29% dichiarava di aver fiducia nella CDL,adesso la percentuale è salita al 48%,coloro che dichiaravano di aver fiducia nell'Unione erano il 42% scesi adesso al 32%.
La cosa non mi meraviglia più di tanto, la sinistra radicale è troppo occupata a difendere le sue poltrone,i DS invece si occupano da un pezzo di merchant bank,alta finanza e scalate bancarie.
Non sarei affatto sorpresa se nel nascente Partito Democratico, i "proletari del quarto stato" raffigurati nel celebre dipinto di Pelizza da Volpedo,venissero sostituiti da "ingegneri tangentisti rei confessi" e da "illustri calzolai".
Non solo dunque i lavoratori autonomi  e le partite Iva, anche i dipendenti, manifestano la loro ostilità e la loro delusione per il governo della sinistra,senza contare che 7 imprenditori su 10 bocciano senza appello la politica economica e fiscale di questo governo.
Insomma non ci sono pregiudizi di classe o località,questo governo non piace a nessuno.




4 luglio 2007

MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO VISCO.

Una mozione che prevede il ritiro definitivo delle deleghe sulla Guardia di Finanza e l'invito alle dimissioni del viceministro Visco sarà presentata al senato dalla CDL.
Dopo la destituzione del comandante in capo della GDF ,generale Speciale colpevole di aver difeso i suoi uomini dalle pesanti pressioni e interferenze del viceministro, Visco è indagato dalla procura di Roma per "tentato abuso d'ufficio e minacce".
Una vicenda squallida, il gen.Speciale ha annunciato intanto il ricorso al TAR dopo la sua destituzione e la querela contro esponenti del governo per offese e calunnie nei suoi confronti.
Gli attestati di stima e solidarietà dei COCER di tutti i corpi armati nei confronti del generale Speciale dimostrano che si è offeso l'onorabilità dei militari tutti,e i militari sono come gli elefanti non dimenticano.
Cos'altro ci vuole ancora perchè un esponente del governo rassegni spontaneamente le dimissioni dopo che il governo stesso gli ha ritirato le deleghe sulla Guardia di Finanza?
In passato si sono dimessi ministri per molto meno.




2 giugno 2007

EMERGENZA DEMOCRATICA ?

"La destituzione del generale Speciale da parte del governo e’ una gravissima prevaricazione e rappresenta un’autentica emergenza democratica che vanifica anche l’appello al dialogo rivolto proprio oggi dal capo dello Stato. E questo alla vigilia della Festa della Repubblica, che e’ la Giornata delle Forze Armate. Di Fronte a questo fatto, che e’ di inaudita gravita’ e senza precedenti nella storia della Repubblica, tutta l’opposizione reagira’ con assoluta fermezza". Lo hanno dichiarato, in una nota congiunta, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Lorenzo Cesa, Umberto Bossi.

Peggio di così non si poteva fare, Visco ha dovuto rimettere le deleghe sulla GDF ma è rimasto al suo posto, questo il prezzo per non far saltare il governo, il Gen. Speciale invece,dopo un burrascoso colloquio con il Ministro Padoa Schioppa in cui gli ha chiesto le dimissioni sdegnosamente rifiutate, è stato trasferito alla Corte dei Conti,al suo posto al comando della GDF il generale Cosimo D’Arrigo.

Attestazioni di stima e di solidarietà nei confronti del gen. Speciale sono state espresse dal COBAR della GDF.

In pratica con il ritiro delle deleghe a Visco il governo ammette la responsabilità del ministro,ma contemporaneamente colpisce un servitore dello stato che non ha voluto piegarsi ai diktat della politica e ha difeso i suoi uomini .

Se fosse successo a noi, se uno del governo avesse sostituito quattro alti ufficiali che indagavano su Fininvest, ci avrebbero cacciato a furor di popolo ha chiosato Berlusconi.

L’odore della spazzatura nelle vie di Napoli e della Campania è un soave profumo, di fronte al tanfo di marcio che emana questo governo.

E poi ci si lamenta che la gente è “nauseata” dalla politica, in ogni caso sono sicura che, i cittadini elettori,tra una settimana,ancora una volta faranno sentire la loro voce,forte e chiara.


1 giugno 2007

C'E' UNA SANTABARBARA AL SENATO .

Il vertice dell’Unione di oggi ha dato mandato direttamente a Romano Prodi per gestire il caso Visco, che sarà discusso al senato il prossimo 6 giugno.

Al senato infatti c’è una santabarbara innescata e pronta a esplodere con conseguenze difficilmente gestibili e prevedibili dalla sinistra .

Sono cinque infatti le mozioni che andranno al voto, una di Cossiga che, in controtendenza chiede al governo di “dimettere il gen.Speciale ed evitare un dibattito farsa” , poi quelle della CDL e Italia dei Valori, quella del sen. Di Gregorio, e una di un gruppo di senatori dissidenti della Margherita capeggiati da Willer Bordon e Manzione a cui potrebbero aggiungersi i voti dei senatori del gruppo sinistra democratica di Mussi, tutte che chiedono le dimissioni o il ritiro delle deleghe a Visco.

Al momento del voto probabilmente la CDL ritirerà la sua mozione e farà convergere i suoi voti sulle altre mozioni.

Infine come ciliegina sulla torta anche un’altra mozione trappola del sen.Calderoli, dove si chiede al senato di confermare la fiducia alla GDF e al generale Speciale, per costringere la maggioranza a votare indirettamente contro Visco.

Una situazione davvero da brividi, non posso credere che il governo sia così masochista da presentarsi in senato con Visco ancora al suo posto,probabilmente volente o nolente sarà costretto a fare un passo indietro.
 
            


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1 giugno 2007

CHI TOCCA BERLUSCONI MUORE.

Oltre  Prodi e la sinistra, c’è un altro grande sconfitto da queste elezioni amministrative,si tratta di Casini e dell’UDC.

In una tornata elettorale dove tutta la CDL ha ottenuto ottimi risultati ovunque si è votato,FI al 27% ma bisogna aggiungere almeno un 3% di liste civiche di ispirazione “azzurra”, La Lega Nord in alcune province raddoppia addirittura i suoi voti, AN è il primo partito della coalizione a Reggio Calabria, Lecce e nel Lazio, la DC di Rotondi raddoppia i suoi voti , ottimi risultati anche per Alessandra Mussolini,Pensionati, MS Fiamma,  PRI, PLI e Nuovo PSI, l’unico partito in controtendenza è l’UDC che dal 6,50% conseguito cinque anni fa passa al 4,58%.

Sicuramente a me per prima è un dato che non fa piacere, tutti ricorderete nei mesi scorsi le polemiche di Casini e Cesa con Berlusconi e gli alleati, i distinguo e i tatticismi ecc. ecc.

Io penso che proprio una buona parte degli elettori UDC si sono stufati di questo andazzo e hanno preferito votare altri partiti della coalizione,del resto dopo aver visto e constatato che fine ha fatto il voto che avevano dato a Follini, le acrobazie dei big del partito che vorrebbero nostalgicamente rifare un grande centro sconfitto dalla storia e nessuno vuole più, e vorrebbero dagli elettori un mandato in bianco per decidere loro cosa fare e con chi, onestamente non si può dare loro torto.

Inoltre aldilà dei distinguo dei partiti Berlusconi è unanimemente riconosciuto da tutto il popolo del CDX come il leader naturale,basta vedere l’entusiasmo con cui è accolto in tutte le piazze, ancora una volta si è speso in una magnifica  campagna elettorale andando a strappare i voti uno a uno per se e per tutta la coalizione, oppure come non ricordare l’ovazione ricevuta proprio  al congresso dell’UDC che ha creato non pochi imbarazzi a Casini&C.

La polemica pretestuosa dei dirigenti UDC sulla leadership non ha senso, è infondata e priva di qualsiasi argomento a sostegno, se qualcuno di loro la reclama non ha che da metterci la faccia e farsi avanti,  come ha giustamente ricordato tempo fa  Berlusconi “è il popolo che sceglie i leader,non i leader che scelgono il popolo”.

Siamo proprio sicuri che una CDL guidata da Casini,Cesa o Buttiglione possa ottenere questi risultati? E’ ridicolo solo pensarci.

Non è un caso che la CDL ha perso dove erano candidati a sindaco esponenti dell’UDC, come a L’Aquila e Frosinone, a Verona dopo aver cambiato il candidato sindaco UDC Meocci, si è vinto alla grande,ad Asti invece il candidato sindaco UDC ha corso da solo rimediando un magro 5,8%, il resto della CDL ha stravinto alla grande al primo turno con Galvagno.

Insomma forse sarà conveniente per  gli amici dell’UDC decidere una volta per tutte da che parte stare,non hanno i numeri in parlamento per sostituire al governo la sinistra radicale,inoltre il partito si spaccherebbe fatalmente, la maggior parte degli elettori difficilmente li seguirebbe e infine proprio queste elezioni hanno dimostrato che gli elettori non hanno voglia e nostalgia di grande centro.

Come qualcuno ricorderà qualche anno fa, Fini, ebbe anche lui manie di visibilità e protagonismo, sappiamo tutti come è finita,probabilmente adesso per un bel  pezzo, non sentiremo  polemiche e attacchi pretestuosi dai leader UDC alla CDL e a Berlusconi,accetto scommesse.

Si potrebbe dire,senza tema di essere smentiti, parafrasando gli avvisi posti sulle cabine elettriche, “chi tocca Berlusconi muore”.



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30 maggio 2007

NON ERA L’ONDA AZZURRA…..

E’ STATO UNO TSUNAMI ! ! !

 A bocce ferme e con i risultati definitivi si può fare un’analisi  più attenta del risultato di queste elezioni amministrative.

Nei comuni capoluoghi la sinistra conquista L’Aquila,Taranto e al ballottaggio Agrigento,ma quest’ultima è una situazione particolarissima, il sindaco eletto è infatti il segretario provinciale dell’UDC in rotta con il governatore Totò Cuffaro,ma non solo, qui il centrodestra ha comunque un risultato in termini di voti superiore al 60%, tanto che in consiglio comunale risultano eletti 22 consiglieri del centrodestra e 8 per la sinistra,ci vorranno i salti mortali per governare se non si andrà alla ripetizione del voto.

Per la sinistra tutto qui, il centrodestra invece conquista Monza, Alessandria, Asti, Gorizia e Verona, ma il dato eclatante è ancora un altro ,infatti dove la sinistra mantiene le posizioni,riesce a stento e perdendo molti voti,un esempio per tutti Genova ,dove al comune ha vinto con il 51% e nella provincia,cosa mai accaduta,si andrà al ballottaggio, cinque anni fa c’era una differenza di venti punti,la CDL  invece dove vince lo fa quasi dappertutto con percentuali bulgare, ovvero con i voti di due cittadini su tre a titolo di esempio Reggio Calabria ( 70% a 28,8%), Verona (60,7% a 33,9%), Como (67,8% a 28,5%) , Vercelli (66,7% a 28,4%), Varese (67,1% a 25,3%) ,Alessandria (66,1% a 33,6%) ecc.ecc.

Nelle province la sinistra ne conferma 2( La Spezia e Ancona) su 3 perdendo consensi,a Genova come detto,si andrà al ballottaggio,la CDL invece conferma pienamente le 4 che già governava.

Nell’Italia settentrionale non si è trattato di una semplice sconfitta per la sinistra , ma di  una caporetto, infatti in tutte le province del nord nelle quali si e’ votato la sinistra e’ sotto il 30%,nei comuni capoluogo, tranne Cuneo, raggiungono a stento il 40%", al sud, in sette capoluoghi su nove, sono sotto il 35%, nelle regioni rosse, Emilia e Toscana, tutti i capoluoghi sono andati al ballottaggio, persino la rossa Pistoia.

Da parte del governo e della maggioranza si cerca di minimizzare , ma il dato non può passare inosservato e non mancherà di produrre ulteriori tensioni in una compagine governativa nata già debole e raffazzonata.

Da parte della CDL invece,un’ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno,che l’unità della coalizione e il grande appeal di Berlusconi  nella cittadinanza e nell’elettorato ( ancora una volta ha dato il meglio di se, in un’esaltante campagna elettorale), produce un solo risultato:la vittoria.

Segnalo una divertentissima chicca, ancora una volta, da parte dei “zucconi” di Repubblica ,leggo testualmente: “ L'Ulivo si conferma primo partito del centro Italia ,Emilia Romagna, Liguria e Basilicata comprese ” ???, insomma pur di non ammettere la bruciante sconfitta sono disposti a stravolgere anche le più elementari nozioni geografiche,che gente,che gente…

Update 30/05/07  : Meglio una spallata o uno sradicamento ?

''Non parlerei come fa Prodi di delusione, siamo di fronte a un vero passaggio storico: il Nord non è un luogo qualsiasi, ma è una parte importante della riorganizzazione che stiamo vivendo, è un asse di una grande costruzione, la spina dorsale dell'Europa e della sua crisi. E' una cartina di tornasole. Per me è decisivo constatare che per la prima volta nella storia della Repubblica le sinistre vengono sostanzialmente sradicate dal Nord, vengono ridotte a fenomeno marginale''.

Fausto Bertinotti 30/05/07 (Adnkronos)


                    


29 maggio 2007

BERLUSCONI: VITTORIA SONANTE !

"E’ una vittoria sonante, sono risultati straordinari. Tutta l’Italia ha mandato un segnale chiaro a Prodi: questo governo delle tasse deve andare a casa". Silvio Berlusconi nel pomeriggio da Arcore, si e’ tenuto in contatto con il suo portavoce Paolo Bonaiuti, ha chiamato ad uno ad uno i coordinatori di Forza Italia, non si e’ risparmiato in complimenti con chi ha vinto sul territorio, ha sentito piu’ volte al telefono Umberto Bossi con il quale in serata ha valutato i risultati.

Il nostro Presidente, ha spiegato chi gli ha parlato, e’ estremamente soddisfatto dal voto delle amministrative:
"Questo Paese non vuole piu’ essere governato da questa maggioranza", ha ragionato commentando il dato di Verona con Niccolo’ Ghedini; "adesso andiamo a battere cassa", ha esultato con il coordinatore del Piemonte, Guido Crosetto; "al nord abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere", ha sottolineato con il coordinatore della regione Lombardia, Maria Stella Gelmini; "sono dati esaltanti", ha detto ’collegandosi’ anche con i colonnelli siciliani.

Silvio Berlusconi, hanno spiegato alcune parlamentari azzurre, in particolar modo ha fatto notare "le percentuali bulgare" ottenute dove la Cdl ha vinto, "in alcune realta’ la forbice e’ enorme". Dunque, altro che minimizzare il dato delle elezioni: il nostro Presidente  ’monetizzare’ al massimo il responso delle urne. "Adesso - ha osservato con i suoi interlocutori - dobbiamo partire all’attacco".

28/5/2007


25 maggio 2007

CASO VISCO : LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA .

La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo,per il momento contro ignoti, sul caso che vede coinvolti il comandante generale della GDF Roberto Speciale e il vice ministro Visco sulle ingerenze e intromissioni nella catena di comando,verbalizzate davanti all’avvocato generale dello Stato Manuela Romei Pasetti, un’altra indagine parallela è stata aperta dalla Procura militare che nella persona del PM Antonino Intelisano sta ascoltando,sulla vicenda,alcuni ufficiali.

Intanto dopo le accuse del comandante generale Speciale e la conferma sempre a verbale di tre generali di corpo d’armata,Favaro,Pappa e Spaziante,emergono ulteriori particolari e nuovi testimoni,questi non ancora ascoltati,ma indicati da Speciale come testi.

Si tratta del colonnello Carbone e del maggiore Cosentino della GDF i quali si trovavano nell’ufficio di Speciale il 17 luglio 2006 alle ore 9,26 , che ascoltarono la conversazione tra il comandante generale e il vice ministro Visco con il viva voce aperto , e non possono fare a meno di udire la voce rabbiosa di Visco  che si rivolge a Speciale reo di non aver rispettato alcuna regola deontologica , non dando esecuzione automatica ai  suoi ordini, ovvero rimuovere tutti a Milano tranne il comandante interregionale, poi ordina  a Speciale di riunirsi “subito con i generali Pappa e Favaro per dare a quegli ordini esecuzione immediata e di concordare con loro una risposta da dare alla Procura di Milano”, infine la minaccia : “ se non ottempera sono chiare le conseguenze a cui andrà incontro”.

La CDL intanto ha presentato formale mozione di sfiducia a Visco al senato che probabilmente si discuterà la prossima settimana,alla camera intanto il governo prende tempo e si impegna a rispondere al question time del 20 giugno, come al solito Prodi scappa di fronte alle responsabilità sperando che il caso si raffreddi,ma al senato sarà altra musica.

Probabilmente la mozione di sfiducia sarà respinta, anche larghi settori della maggioranza schifati da questo verminaio, Di Pietro, Rutelli, Parisi, Mastella ecc. ,pur di rimanere attaccati alla poltrona e controvoglia voteranno contro la mozione,rimane però l’opinione pubblica alla quale si dovrà spiegare,come sia possibile che il comandante generale della GDF,tre generali di corpo d’armata e altri ufficiali pur essendo dei “calunniatori”(Sic) sono rimasti ai propri posti e non sono stati ne rimossi ne radiati immediatamente.

Non ho alcun dubbio,che,con le facce di bronzo degne di miglior causa che si ritrovano, anche in questo caso, sapranno trovare la “pezza a colore”.


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24 maggio 2007

ALTRI TRE GENERALI ACCUSANO VISCO.

Dopo il comandante generale della GDF Roberto Speciale, altri tre generali   Favaro,Pappa e Spaziante confermano le accuse di pressioni minacce e ingerenze fatte da  Visco ai vertici dell’arma.

Il giornale pubblica oggi alcuni estratti dai verbali di interrogatorio dei tre generali di corpo d’armata che riferiscono di  fatti,iniziative e anomale sollecitazioni fatte dal vice ministro.

A questo punto alcune domande sorgono spontanee,mi chiedo e vi chiedo:

- Se le dichiarazioni del comandante generale della GDF e di altri tre alti  generali del corpo sono false, come può permettersi  un governo,anche un Circo Barnum come questo, con un minimo di dignità e serietà , di tenere al comando generale e ai vertici dell’arma dei calunniatori ?

-Se invece all’opposto le dichiarazioni del comandante in capo e degli altri generali sono vere,come può un governo mantenere Visco al suo posto come nulla fosse successo?

Se ad un anno dalle “presunte calunnie” il comandante in capo Speciale e gli altri generali non sono stati ne rimossi ne radiati , si presume che  le accuse sono fondate.

Il governo non potrà continuare a lungo a tergiversare, anche nella maggioranza si alzano richieste di chiarezza e trasparenza ,ultima in ordine di tempo quella del ministro della difesa Parisi, dopo che la CDL ha già  chiesto ufficialmente  chiarimenti e spiegazioni da effettuarsi nelle aule parlamentari.

Il ministro Di Pietro oggi, in una intervista al quotidiano Libero, cita un “biglietto galeotto”, allegato agli atti, in cui Visco, a proposito degli spostamenti, afferma: “dispongo di farlo immediatamente e di farlo in via esecutiva”.


23 maggio 2007

QUESTO TRASFERIMENTO S’HA DA FARE !

Nel Luglio 2006 il vice ministro Visco esercitò continue e ripetute pressioni sul comandante generale della guardia di finanza Roberto Speciale, affinché alcuni ufficiali impegnati in delicate indagini su BNL, UNIPOL E COOP ROSSE fossero trasferiti ad altra sede, Visco arrivò addirittura a minacciare il comandante Speciale.

E’ quanto si evince dal verbale di interrogatorio che Speciale ha reso avanti all’avvocato generale Manuela Romei Pasetti, verbale che Il Giornale pubblica oggi ,e che ha provocato un vero e proprio vespaio di polemiche e dichiarazioni.

Tutto incominciò il 13 Luglio 2006 quando, durante un drammatico incontro, Visco sventola sotto il naso del comandante generale un foglietto indicante i nomi dei quattro ufficiali da mandare via da Milano. Senza nemmeno preavvisare, come avviene invece di rito chiedendo persino un parere, la procura che coordina le indagini degli ufficiali coinvolti. Non solo. Visco dispose anche «perentoriamente », a detta di Speciale, di concertare ogni decisione d’impiego futura direttamente con due sottoposti, i generali Italo Pappa e l’allora capo dei reparti d’istruzione Sergio Favaro. Che il Vice Ministro aveva appena incontrato. Insomma, una sorta di «commissariamento», pregiudicando le prerogative e l’autonomia del comandante generale. Visco ordina quindi a Speciale di spostare i gradi vertice della Lombardia e di coinvolgere Favaro e Pappa. E così, sempre stando alla ricostruzione dello stesso Speciale, Pappa e Favaro prima si incontrano tra di loro, predisponendo le ipotesi di avvicendamenti. Poi Pappa va dal numero uno con il piano operativo. Ma arriva l’intoppo non previsto. Scende in capo il procuratore capo di Milano, Manlio Minale che, allarmato, chiede ragione delle voci su azzeramenti della GdF in Lombardia. Teme «serie problematiche alla prosecuzione delle delicate indagini in corso». Ovvero, Unipol, Bnl, Antonveneta e Telecom. Speciale dice chiaro e tondo che è stato Visco a ordinare, aprendo così uno scontro tra diversi poteri. Minale è allibito, chiede a Speciale «delucidazioni scritte », coinvolge la Procura generale e l’Avvocato generale. Che apre un fascicolo e lunedì 17 interroga in gran segreto sia Speciale che il capo di Stato Maggiore Emilio Spaziante. Prima però, venerdì, Speciale ricorda di esser stato sottoposto a pressioni di ogni tipo. Visco telefona, manda lettere, cerca il numero uno, fa chiamare dal proprio staff.

Fino a quando Speciale ventila le dimissioni: «Risposi al vice ministro che l’osservanza delle regole è stata da sempre il faro della mia vita. Di non poter pertanto assecondare queste sue ultime richieste e che pertanto ero pronto a rassegnare il mandato».

La vicenda poi si concluse con il blocco dei trasferimenti da parte di Speciale.

Visco smentisce e parla di ricostruzione falsa da parte di Speciale, viene difeso da Prodi e Fassino che accusano di propaganda e linciaggio la CDL che compatta ne chiede le dimissioni e preannuncia iniziative parlamentari.

Durissimo Berlusconi : Il caso-Visco "testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari o coprire proprie operazioni finanziarie". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine di un'iniziativa elettorale a Lucca, riferendosi alle rivelazioni pubblicate oggi da 'Il Giornale', a proposito degli avvicendamenti nella Guardia di finanza richiesti dal viceministro dell'Economia l'estate scorsa.

Berlusconi ha detto di immaginarsi "che cosa sarebbe successo se una cosa del genere fosse stata addebitata a un componente del nostro governo. Invece vedo con preoccupazione che i grandi giornali nazionali, ormai vicini alla sinistra, mettono il silenziatore su una vicenda grave".

"Mi auguro che cambino questa posizione, e diano notizia ai loro lettori di questo fatto molto grave, che non può accadere, e che testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari e coprire le proprie operazioni".

Fin qui la cronaca,qualche domanda però sorge spontanea;

Se sono falsità,come ha detto,Visco quereli Speciale e avrà soddisfazione , ma che interesse avrebbe il comandante in capo della GDF a fare quelle dichiarazioni davanti all’avvocato generale ?

E perché Visco voleva a tutti i costi azzerare il vertice milanese della GDF?
Probabilmente, come al solito, quando si parla della sinistra, si tratta di "interessi senza conflitto".


13 maggio 2007

PIU' FAMIGLIA PER TUTTI !



“Come cittadini e come cattolici affermiamo che  ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e impegnative.”

Grande Successo del family day a Piazza S.Giovanni a Roma,gli organizzatori parlano di almeno un milione di persone in piazza, oltre ogni più rosea previsione dunque, un flop clamoroso invece la contromanifestazione di Piazza Navona ,organizzata da socialisti,radicali e sinistra massimalista, presenti solo poche migliaia di persone.

Per  ribadire la centralità della famiglia come cellula fondante della società e chiedere politiche sociali adeguate,nonché la difesa della stessa dagli attacchi sempre più frequenti dell’ “incenso laicista” tantissime persone comuni giunte da ogni parte d’Italia,intere famiglie con  bambini al seguito,ma non solo, erano presenti due ministri del governo Fioroni e Mastella, i senatori a vita Cossiga e Andreotti e tutta la CDL al gran completo, Fini,Buttiglione,Casini, Carolina Lussana per la Lega Nord, delegazioni di Alternativa Sociale,Fiamma Tricolore,Nuova DC e naturalmente Silvio Berlusconi che ha sciolto le riserve dei giorni scorsi ed è intervenuto insieme alla delegazione di Forza Italia.

Il Cav. ha spiegato che "ero in dubbio se venire oggi a piazza San Giovanni" perche' "non volevo che si pensasse alla volonta' di strumentalizzare questa manifestazione. Questa mattina, tuttavia, ho letto la vignetta della prima pagina del Manifesto" che raffigurava un dialogo tra due persone nel quale una dice all'altra: 'Family Day, ci saranno un sacco di preti' e l'interlocutore risponde 'e' meglio lasciare a casa i bambini?'. "Questa vignetta - ha sottolineato Berlusconi - mi ha fatto decidere di venire a portare la mia testimonianza perche' e' una cosa indegna. C'e' ormai un movimento che e' contro la Chiesa - ha concluso Berlusconi - e a cui si vuole impedire di esprimere le proprie opinioni",c'è già stata una Chiesa del silenzio ed era nei Paesi comunisti, non credo che si possa accettare che qualcuno la voglia anche qui".

"Forza Italia non ha nulla contro le coppie di fatto - precisa inoltre il leader azzurro - pensiamo che debbano essere tutelati i loro diritti, pensiamo che si debba fare attraverso il codice civile che può essere anche migliorato". E ancora. "Penso che ci sia un rigurgito di laicismo, che è stato il male della nascita della nostra Repubblica".

I cattolici che militano nel centrosinistra "si trovano in contraddizione con loro stessi - prosegue - perché stanno con degli alleati come quelli dell'estrema sinistra che in tutti i provvedimenti di questo governo, che è loro ostaggio, lasciano l'impronta e il segno della loro ideologia" che "non ha niente a che fare con la dottrina sociale della Chiesa".

Una bella manifestazione ,una bella giornata per la famiglia e per l’Italia.








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27 aprile 2007

UN MARTIRE DELLA MALAGIUSTIZIA .

Silvio Berlusconi è stato assolto dai giudici della seconda corte d'appello di Milano nel processo Sme. La procura generale lo scorso 26 marzo aveva chiesto la condanna a cinque anni di reclusione per il leader di Forza Italia, accusato di corruzione in atti giudiziari.

I giudici hanno assolto Berlusconi dall'accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434 mila dollari che da un conto Fininvest sono finiti al giudice Squillante attraverso Cesare Previti. Per questo capo d'accusa l'assoluzione, in base all'art.530 comma 2 (la vecchia formula dell'insufficienza di prove) è nel merito per non aver commesso il fatto. In primo grado Berlusconi per questo campo di imputazione era stato prosciolto per prescrizione grazie alla concessione delle attenuanti generiche. Per quanto riguarda invece il capo di imputazione sui 100 milioni di lire passati dal conto di Pietro Barilla al giudice Squillante, i giudici hanno confermato l'assoluzione, come in primo grado, perché il fatto non sussiste.

E così dopo 12 anni di veleni, accuse gratuite,gogna mediatica ,finalmente giustizia è fatta, accuse che si basavano come sempre,come al solito  sul teorema “non poteva non sapere”  e nulla più.

Sono 12 anni che aspetto,era ora che si facesse un po’ di giustizia, queste le prime parole di Silvio Berlusconi dopo che gli avvocati Ghedini e Pecorella lo hanno informato della sentenza, sottolineando che al contrario di tanti comuni cittadini lui ha i mezzi per difendersi.

E’ vero il Cav. ha le spalle larghe ne ha passate tante, chiunque altro al suo posto, dopo gli attacchi più micidiali e sleali che gli sono stati rivolti,avrebbe mollato tutto da un pezzo,sarebbe scomparso non solo dalla scena politica,ma anche da quella imprenditoriale, non lui però che è un leone, il leone della libertà.

Di fronte alla inconsistenza delle accuse fabbricate da PM che vogliono “governi condivisi” (Sic) e operano per “cambiare la società da dentro le istituzioni” ,la magistratura giudicante non si è potuta esimere,come già nel processo di primo grado, dal riconoscere la totale estraneità alle accuse che gli venivano contestate.

Adesso chi risarcirà il cittadino Berlusconi? E soprattutto chi risarcirà  la democrazia italiana condizionata per tutti questi anni dai veleni e dall’uso politico della giustizia?

A quando un monumento al cittadino Berlusconi che si adoperò per impedire una svendita a “prezzo e condizioni di favore” di un’azienda italiana che aveva soltanto bisogno di essere rilanciata?

Mi piacerebbe una risposta a queste domande,ma forse la migliore risposta l’hanno data in tutti questi anni i tantissimi cittadini e elettori che hanno dato il loro consenso a Silvio Berlusconi e alla CDL ,convinti di votare per un galantuomo.

Voglio chiudere questa mia riflessione riportando alcuni brani dai verbali del processo di Brescia a Antonio Di Pietro, che non fu condannato perché non sussistevano elementi penalmente rilevanti, ma sicuramente moralmente e politicamente riprovevoli,che aiutano a capire come si tentò di attuare la “via giudiziaria al potere”.

 

Brescia, settembre 1996.

Il Maresciallo dei Carabinieri Giovanni Strazzeri si presenta a palazzo di Giustizia per rendere una testimonianza. Spiega perché in febbraio si è congedato dall’arma, e ricostruisce il suo lavoro in procura:

<<L’80% della attività di indagini eseguite dai magistrati impegnati sul fronte della pubblica amministrazione era ed è concentrato sui vari filoni di indagine a carico del Gruppo Fininvest>>

<<Il procuratore Borrelli aveva avvertito che chiunque avesse trovato informazioni sia sulle società Fininvest, sia su Silvio Berlusconi, bisognava informarlo immediatamente, per far conseguire una promozione>>

<<Volevano a tutti costi arrestare Paolo Berlusconi per spingere il fratello Silvio a dimettersi da Presidente del Consiglio>>

<< Di Pietro mi disse:”Strazzeri, dobbiamo impegnarci. Abbiamo fatto fuori quelli della DC, quelli del PSI, e adesso dobbiamo far fuori Silvio Berlusconi, eliminato lui, potrò andare io al governo, perché io rappresento l’area moderata e col consenso di tutta la gente, potrò andare a Palazzo Chigi tranquillamente”>>

<< [la segretaria di fiducia di Davigo] Da quando è iniziata l’inchiesta ha rilasciato, ai soli giornalisti accreditati ai corridoi della Procura(quelli dell’Espresso, Repubblica, Unità, Corriere della Sera), notizie riservate e copie degli atti istruttori>>.

 

Nel gennaio 1994, << in diverse occasioni, quando mi trovavo negli uffici di Di Pietro sentii dire da colleghi che al telefono c’era per lui l’On. Violante. Non riuscivo a rendermi conto quali rapporti ci fossero tra Di Pietro e il suddetto parlamentare. Me ne resi conto subito dopo, quando verso la metà del mese di novembre del 1994 entrai nell’ufficio di Di Pietro per vedere se vi era il mio collega Corticchia.

Mentre parlavo con la segretaria, squillò il telefono, rispose un collega che disse a Di Pietro: “Dottore, c’è al telefono per Lei da Roma l’On. Violante”. Glielo passò. Dopo qualche secondo sentii:

“Luciano è tutto pronto, però dobbiamo agire con cautela. D’accordo con Borrelli abbiamo pensato di aspettare il vertice di Napoli. Questa volta non dobbiamo fallire come è accaduto con il fratello Paolo. Vedrai che faremo un gran lavoro, questa volta non ti deluderemo”…>>

Il Maresciallo venne arrestato per calunnia, che giuridicamente è una novità assoluta.

Corticchia confermerà quanto detto da Strazzeri.


10 aprile 2007

L'AGNELLO PASQUALE .

Nel giorno di Pasqua i Talebani hanno provveduto ad immolare l’agnello , in questo caso il povero Adjmal Naskhbandi , l’accompagnatore del giornalista  di Repubblica Mastrogiacomo che era stato liberato insieme a lui e poi non si sa bene come , rimasto ancora prigioniero dei terroristi.

Purtroppo era facilmente prevedibile che finisse così , dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del Presidente Afghano Karzai,che aveva escluso ogni altro scambio di prigionieri ,così come richiedevano i Talebani, magari a sgozzare il povero Adjmal sarà stato qualcuno dei terroristi liberati in cambio di Mastrogiacomo,forse lo stesso fratello del Mullah Dadullah.

Intanto Gino Strada se la prende con Karzai e con Prodi poiché non fanno nulla per liberare il suo braccio destro Rahmatullah Hanefi trattenuto dai servizi segreti afgani con l’accusa di complicità nel rapimento Mastrogiacomo, ma non solo li ritiene responsabili della morte di Adjmal Naskhbandi.

Questa è la pratica dimostrazione di quello che può succedere quando ci si affida a uno come Strada, e non ai nostri servizi segreti che hanno sempre dato dimostrazione di affidabilità e competenza in queste situazioni,fino a rimetterci la vita come Calipari, che hanno anche trattato col diavolo, ma di sicuro non hanno mai fatto liberare capi terroristi pluricondannati.

I nostri servizi già avevano individuato l’area dove Mastrogiacomo era tenuto prigioniero e insieme agli alleati stavano studiando un bliz per liberarlo insieme al suo autista e all’interprete,ma Gino Strada ha imposto la sua linea :”o noi o loro” con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Una vicenda gestita malissimo,pressappochismo e dilettantismo a iosa, si sono fatte pressioni e ricatti sul  governo afghano ,mettendo Karzai in una difficile posizione, non ci si è curati  del rilascio  di tutti i prigionieri, distinguendo tra ostaggi e ostaggi, senza contare la riprovazione del mondo intero, ormai la nostra credibilità internazionale è uguale a zero.

Tutta la CDL chiede che governo riferisca al parlamento,questa volta dicendo la verità, ma non solo,lo chiedono anche Emma Bonino e Capezzone,nonché altri parlamentari di maggioranza, questa vicenda evidentemente ha schifato un po’ tutti.

In serata è arrivata una dichiarazione di Berlusconi che , con senso di responsabilità,invita ad abbassare i toni: “La tragica vicenda di Adjmal non ci puo' lasciare indifferenti e impone a tutti i Paesi impegnati nelle operazioni di pace di intensificare gli sforzi per la salvaguardia di coloro che operano in situazioni di cosi' elevato rischio. Ma le giuste sollecitazioni al massimo impegno non dovrebbero mai trasmodare nella esasperazione della polemica sterile e senza costrutto tra maggioranza e opposizione". Berlusconi conclude: "Vorrei ricordare a tutti che le ragioni umanitarie, il prestigio e il buon nome dell'Italia vengono prima di ogni polemica politica e che percio' vicende come questa vanno trattate con senso di responsabilita' e massima coesione. Confrontiamoci anche duramente ma in modo da non recare nocumento all'immagine internazionale dell'Italia”.

Parole totalmente condivisibili, inutile tentare di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati,ci si preoccupi piuttosto da oggi in poi di tentare di recuperare credibilità internazionale con comportamenti consoni innanzi tutto verso i nostri alleati , ed evitando di millantare “comprensioni” dove non ce ne sono.


29 marzo 2007

L'ORDINE DEL GIORNO DI FORZA ITALIA AL SENATO .

Questo l’odg presentato da Forza Italia al senato che impegnava il governo a dare concrete garanzie per i nostri soldati impegnati in Afghanistan.

 

“Il Senato in sede di discussione dell’A.S. 1381 «decreto legge n. 4, recante proroga missioni internazionali;
premesso che:
la missione Isaf della Nato in Afghanistan sta diventando sempre più impegnativa sul piano strettamente militare;
nel settore controllato dal generale Satta, in dicembre un’ autobomba ha ucciso il capo della polizia di frontiera Safi, poi è stato assassinato il capo della polizia di Herat. In gennaio un kamikaze si è fatto esplodere all’aeroporto, il 18 febbraio è stato attaccato un check point sulla Ring road, il 21 febbraio una mina ha investito un convoglio italo-spagnolo, uccidendo una soldatessa, il 3 marzo l’esplosione di una bicicletta bomba ha sfondato un taxi uccidendo tre passeggeri, episodi isolati ma che offrono uno scenario che sta mutando;
lo stesso generale ha richiesto con urgenza l’invio di elicotteri per garantire maggiore sicurezza aerea;
la brigata Sassari è stata attaccata da gruppi di talebani e avrebbe risposto al fuoco, così come negli ultimi giorni vi sono stati attacchi nei confronti dei nostri militari;

avremmo dovuto perlustrare la valle Musaqala, alle porte di Kabul, ma abbiamo rinunciato, su consiglio degli americani, perché non adeguatamente armati per difenderci da possibili attacchi;
vi è il forte rischio che gli scontri si intensifichino in vista dell’ormai preannunciata offensiva talebana di primavera;
lo stesso sottosegretario alla difesa Lorenzo Forcieri ha dichiarato che «anche se non cerchiamo guai, i guai cercheranno noi», tradotto, i nostri soldati rischieranno la vita come qualunque altro soldato dei Paesi coinvolti;
constatato che: non vi è dubbio sul ruolo dell’Italia per quanto riguarda l’aspetto civile della missione: nel 2006 sono stati spesi 5,3 milioni di euro per costruire ospedali, ambulatori, pozzi e scuole,impegna il Governo:a dotare, in tempi brevi, i nostri militari di armi di difesa attiva, come ad esempio veicoli di massima blindatura, elicotteri, postazioni predisposte per il tiro, armamenti e apparecchiature per attivare la reazione immediata in caso di attacco, procedure di intervento e contrasto in caso di violazione delle zone perimetrali, al fine di garantire adeguati strumenti che consentano di fronteggiare eventuali scontri, eliminando così quanto più possibile il rischio della vita dei soldati.”

G5 (testo 3) SCHIFANI, MATTEOLI, CASTELLI, CUTRUFO, GIULIANO, GUZZANTI, BIONDI, MARINI GIULIO, NESSA

 

Nulla di eccezionale dunque,ma soltanto la consapevolezza del peggioramento della situazione sul campo, e l’intenzione di garantire ai nostri militari adeguati strumenti di difesa attiva.

L’odg è stato firmato e votato da tutta la CDL,Udc compresa, ma è stato respinto dalla maggioranza,a  quel punto l’astensione è stata una scelta obbligata.

Coloro che hanno rifiutato per mero calcolo politico l’accoglimento di queste misure minime per mettere i nostri militari in condizione di operare in sicurezza,sono gli ultimi che possono permettersi di parlare di “voltafaccia”.

Coloro che vanno a braccetto con Hezbollah e con Hamas, che fanno liberare capi terroristi dei Talebani e che li propongono come interlocutori,che hanno portato la  politica estera italiana al punto più basso della sua storia repubblicana, non hanno titoli per dare lezioni a nessuno,abbiano almeno il pudore di tacere.


28 marzo 2007

BENE L'ASTENSIONE AL SENATO .

Hanno fatto bene Forza Italia ,An, Lega Nord, DC e gli altri minori ad astenersi ieri al senato sul volto di rifinanziamento delle missioni militari all’estero, era esattamente quello che la base ha chiesto a gran voce, non ci può essere voto favorevole per gli amici di Hamas e dei Talebani.

E’ notizia di ieri che il sottosegretario di stato americano Nicholas Burns, ha espresso il disagio dell’Alleanza atlantica per la gestione delle trattative per il rilascio del giornalista di Repubblica, questo dopo le polemiche con gli alleati,in primis gli USA, dove il ministro degli esteri D’Alema aveva millantato “comprensioni” che non ci sono mai state.

"Il voto di astensione di Forza Italia, An e Lega  deriva dal fatto che non e’ stato recepito l’ordine del giorno presentato da tutti i partiti dell’opposizione che chiedeva, con indicazioni assai precise, una maggior sicurezza per i nostri soldati, ma anche dalla clamorosa involuzione che caratterizza in modo sempre piu’ accentuato la nostra politica estera", l’aggettivo più benevolo degli alleati nei nostri confronti è “inaffidabili”.

Intanto “Su due importanti questioni, l’Unione si è divisa. Prima, sull’ordine del giorno di Calderoli G2 che chiede al Governo di impegnarsi a chiedere l’esclusione dei talibani dall’eventuale conferenza di pace, nonostante il parere favorevole dei relatori e del governo, sette senatori del correntone Ds, tra cui Cesare Salvi, Rifondazione Comunista e Verdi e Comunisti Italiani non hanno partecipato al voto, mentre otto irriducibili hanno addirittura votato No, tra questi Furio Colombo, Oskar Peterlini, Fernando Rossi, Turigliatto, Giannini e Ribaldi.
Poi, su un altro ordine del giorno di Calderoli, il G14, che impegna il governo a ricercare una strategia comune dei paesi Nato nella gestione di rapimenti in zona di operazioni, sul quale il ministro D’Alema ha addirittura ringraziato Calderoli per aver presentato il documento, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi hanno votato No in blocco, insieme ad alcuni colleghi dell’Ulivo, per un totale di 42 senatori, oltre un quarto della coalizione.

Bene così dunque, non possiamo essere confusi con coloro che negano ai nostri militari  gli strumenti per potersi difendere e operare al meglio,con coloro che fanno liberare capi terroristi in cambio di ostaggi mettendo a repentaglio la sicurezza di militari e civili della coalizione, e con coloro che telefonano ai capi terroristi di Hamas promettendo impegno per fare arrivare loro i finanziamenti che la comunità internazionale ha bloccato.

Infine per quanto riguarda l’UDC , che ha voluto differenziarsi dalla CDL votando a favore, c’è da sottolineare che  Casini e Cesa possono abbaiare solo alla luna, non hanno i numeri infatti per sostituire eventualmente la sinistra radicale nel governo, e il partito è già spaccato in questa situazione figuriamoci se appoggiasse il governo anche dall’esterno.

Ma non solo, la gran parte della loro base si riconosce nella CDL, tanto che le alleanze per le amministrative sono state a grandissima maggioranza confermate,tranne qualche sporadico caso,in eventuali elezioni l’UDC se va da sola o passa a sinistra a stento riuscirà a confermare si e no la metà dei voti che attualmente ha, e in ogni caso la CDL vincerebbe ugualmente alla grande.

L’unica possibilità che l’UDC ha per rendersi autonoma e mantenere la maggior parte dei consensi  è una legge elettorale che gli permetta di competere da sola alleandosi magari con qualche altra formazione centrista attualmente schierata a sinistra, tipo UDEUR o altri, ma questo è difficile che si realizzi e  nulla toglierebbe alle potenzialità di vittoria della CDL.

Pertanto non è il caso di inseguire più di tanto Casini&C , che cuociano pure nel loro brodo,ci penseranno i loro stessi elettori a farli rinsavire.


26 agosto 2006

IN DELIRIO PER SILVIO .



Cori da stadio,urla e applausi hanno salutato l’intervento di Silvio Berlusconi al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini,accompagnato dal governatore della Lombardia Formigoni.

L’auditorium della fiera è strapieno,superlavoro per il servizio d’ordine,tutti vogliono vedere,ascoltare e acclamare “l’uomo della provvidenza” come lo definì don Giussani quando decise di “scendere in campo”.

I giovani di CL cantano “chi non salta comunista è” e intonano il coro mondiale «po-popoppo-popo» ,poi cartelli “Silvio regalaci un sogno”, “Silvio forever", ”Non mollare mai” e “non ci toglieranno mai la libertà”,un tributo senza sosta insomma che diventa un’ ovazione quando il leader della CDL  spiega di “essere costretto” a rimanere attivamente in politica.

In poco più di un ora Berlusconi parla di tutti i temi dell’attualità politica,dalla missione in Libano al futuro della CDL, dai conti pubblici  all’oppressione fiscale, risponde alle domande interrotto da continui applausi e ovazioni.

Presenti tra il pubblico un centinaio di giovani di FI e del Motore Azzurro,eravamo venuti qui per caricarlo,ma non serve è gia carico di suo spiegano.

Al termine un urlo gigantesco: “Silvio riaccendi il motore” e lui “tranquilli non si è mai spento”, sorride ancora,e se ne va.











30 maggio 2006

LA PRIMAVERA SICILIANA CONTINUA....

CUFFARO FOR PRESIDENT
PERCHE'LA MAFIA SI COMBATTE
CON I FATTI NON CON LE LENZUOLA..

           

Totò Cuffaro è stato riconfermato alla presidenza della regione Sicilia con il 53,1%,la sua rivale Rita Borsellino si è fermata al 41,6%, i siciliani hanno premiato il lavoro svolto in questi anni da Cuffaro, che a parte tutto il resto,contro la mafia ha preferito i “fatti”,non  fiaccolate e  lenzuola!!!

A Milano per la prima volta nella storia, una donna diventa sindaco è Letizia Moratti che con il  52% dei voti ha battuto il rivale,l’ex prefetto Ferrante.

Record di preferenze per Silvio Berlusconi nel capoluogo lombardo, oltre 51.000, con FI al 32% nonostante la presenza della lista personale del sindaco che ha raccolto oltre il 5% dei voti.

Il voto è andato bene per la CDL  nelle province e nei piccoli centri ,meno nelle grandi città come Roma,Torino e Napoli, dove hanno pesato diversi fattori, quali la non felice scelta dei candidati, e la scarsa motivazione degli elettori del cdx, l’affluenza infatti è stata molto bassa, in media dal 10% al 16% rispetto alle amministrative precedenti.

Considerato come al solito che Berlusconi si è battuto praticamente da solo,va bene anche così…


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permalink | inviato da il 30/5/2006 alle 17:24 | Versione per la stampa


8 maggio 2006

QUIRINALE E MERCATO DELLE VACCHE

L’elezione del prossimo Presidente della Repubblica è diventata un mercato delle vacche.

Piazzare qualche ex comunista nelle poltrone che “contano” è un problema di Prodi e della sinistra,non può diventare il “problema” degli italiani.

Dopo la candidatura D’Alema al Quirinale bocciata seccamente dalla CDL,nonostante i buffi tentativi di Prodi e Fassino  di addolcire la pillola con improbabili “punti programmatici” presidenziali condivisi da tutti,adesso ci riprovano con Napolitano.

Non si è ancora capito che non è questione di nomi più o meno condivisibili,il problema è che gli italiani o almeno il 50% che ha votato per la CDL  non accetterà mai come custode e garante della costituzione e dell’unità nazionale un ex o post comunista.

E’ legittimo che il Presidente della Repubblica sia eletto anche a maggioranza semplice,ma è altrettanto legittimo,in caso di elezione non condivisa,considerarlo rappresentante di se stesso e della sua parte politica da parte di chi non ha votato per la sinistra,cioè il 50% degli italiani.

Così come sarà legittimo sospettare di “partigianeria” un presidente eletto in tale modo,durante l’adempimento delle sue funzioni istituzionali,e nemmeno ci si potrà meravigliare se sarà subissato di fischi ad ogni sua uscita o se la gente scenderà in piazza “spontaneamente” a protestare.

Tanto per far capire di chi stiamo parlando,vale la pena ricordare che l'11 Aprile 1975  il comitato centrale del PCI  di cui facevano parte D’Alema,Nilde Iotti,Napolitano,Bassolino,Cossutta e Petruccioli  approvò e controfirmò un documento ufficiale in cui si esprimeva solidarietà al popolo cambogiano e vietnamita,magnificava “l’eroica resistenza” di Pol Pot e dei khmer rossi e invitava a sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti, ogni democratico, ogni comunista,sia,come sempre e più di sempre al loro fianco. (G.Sangiuliano-Quaderni radicali).

Insomma alla massima carica dello stato ci mandiamo un complice morale e ideologico di Pol Pot e dei khmer rossi?

Intanto per le votazioni che iniziano oggi Berlusconi fa sapere che la CDL voterà compatta per Gianni Letta,almeno fino alla terza votazione,poi si vedrà.

                                                       


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