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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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18 maggio 2009

IL PURO CHE TI EPURA

Aveva ragione Pietro Nenni quando affermava che “a sinistra ci sarà sempre un puro più puro che ti epura”, le parole dello scomparso leader socialista si sono rivelate, nel corso degli anni a partire dal dopoguerra, fonte di verità e saggezza, basti pensare a quante lotte intestine ci sono state nella sinistra italiana, quante ce ne sono e quante ancora ce ne saranno.
Quella a cui abbiamo assistito ieri è stata soltanto l’ultima variazione sul tema, ovvero “ gli estremisti trovano sempre qualcuno più estremista di loro”, capita così che nel bel mezzo di una manifestazione sindacale sulla politica aziendale FIAT, della FIOM , l’ala più estremista e intransigente della CGIL, a Torino durante il comizio, alcune decine di militanti dei COBAS sindacali di base irrompono sul palco e letteralmente portano giù il segretario Rinaldini , seguiva poi un tafferuglio con pugni e calci ad altri dirigenti sindacali.
Un vero e proprio atto di squadrismo insomma, c’è davvero da preoccuparsi se anche organizzazioni come la FIOM CGIL che sono tutt’altro che riformiste, vengono prese di mira da estremisti organizzati, adesso sono in pochi, ma se non si vigila il rischio di una nuova stagione di terrorismo è tutt’altro che infondato.
Il vero problema è che ormai come certificano tutti gli istituti di sondaggio, la maggioranza degli operai e dei lavoratori dipendenti si riconosce e vota per il PDL e la Lega Nord, soprattutto un sindacato come la CGIL isolandosi da tutte altre sigle sindacali nei rinnovi contrattuali e nel nuovo modello di contratto collettivo ha prodotto un vuoto che viene riempito dagli estremisti.
Se non ci sarà a breve almeno una minima svolta riformista, la CGIL sarà sempre costretta a inseguire gli estremisti sul loro terreno, con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti.




5 aprile 2009

LO SCIOPERO COME ANTIDOTO ALLA CRISI

Se dal punto di vista pratico una manifestazione come quella di ieri, organizzata in solitario da Epifani e dalla CGIL , contro il governo, gli altri sindacati confederali, Confindustria e tutte le altre parti sociali, non è servita a nulla, bisogna però riconoscere che ha ragione il ministro Brunetta quando afferma che “ anche queste scampagnate non fanno male contro la crisi perché muovono treni,ristoranti,autobus ecc. ecc. “ , e allora ben vengano queste manifestazioni, se ne facciano di più, augurandosi che magari ci sia anche più gente, perché come al solito si danno i numeri senza cognizione di causa, per la questura infatti i presenti non erano più di 200.000, la CGIL ne ha dichiarato 2.700.000 , eppure la manifestazione si è svolta al Circo Massimo dove qualche mese fa si era tenuta quella del PD guidato da Veltroni, e proprio in quella occasione , anche allora furono date cifre iperboliche poi smentite dalla questura e dalle riprese aree del Corriere, nessuno ha potuto contestare la teoria di Cicchitto sull’impenetrabilità dei corpi,confermata peraltro dal Sole24Ore, la quale dimostra senza tema di essere smentita che, tenendo conto delle misure e calcolando 4 persone per metro quadro nell’arena del Circo Massimo anche gremito sino all’inverosimile non possono entrarci più di 300.000 persone, lascio a voi ogni ulteriore considerazione.
Così come non mi meraviglia affatto che autorevoli esponenti del partito democratico erano presenti a “titolo personale” alla manifestazione, che pena vedere rappresentanti di un partito che si definisce riformista tanto da non entrare nemmeno nel PSE perché vuole andare oltre, partecipare ad uno sciopero organizzato dal più “massimalista dei sindacati”, per difendere la conservazione contro l’innovazione, come si sono ridotti i vari Franceschini, Bersani, D’Alema ,Fassino ecc. , pur di avere un po’ di visibilità non esitano a manifestare fianco a fianco con Ferrero,Bertinotti, e Di Pietro, e a “scioperare contro la pioggia”, questi non sono alla frutta, ma al caffè e all’ammazzacaffè.
Il problema vero è che una volta la CGIL era la cinghia di trasmissione del partito verso la società, ed era il partito che ne decideva la linea, come non ricordare quando un “vigliacco” come Di Vittorio piegò la testa e obbedì a Togliatti rimangiandosi le sue considerazioni sull’invasione dell’Ungheria e sugli operai di Danzica, oppure Trentin che venne messo da Berlinguer a presidiare i cancelli della Fiat negli anni ottanta fino ad essere sconfitto dalla marcia dei quarantamila prima, e dal referendum sulla scala mobile poi.
Adesso invece è il sindacato che guida , Epifani ha assunto su di se la responsabilità dell’opposizione e detta la linea, Franceschini & C. seguono ma non troppo, poiché la parte moderata del partito non è d’accordo.
Chiudo qui perché c’è da scompisciarsi dalle risate.






13 febbraio 2009

CHE PENA QUESTA SINISTRA

Che pena questa sinistra italiana,come si sono ridotti, ieri in quattro gatti vanno ad applaudire un vecchio rincoglionito arteriosclerotico, che li arringa sull’intangibilità della costituzione (Sic) , sul rispetto delle istituzioni, e su fantasiose ipotesi di dittatura, roba da far impallidire al confronto persino i comici più navigati.
E così mentre Veltroni, lo stato maggiore del PD, alcuni colonnelli dipietristi e altri frustrati di diversa estrazione , ma tutti uniti nel nome dell’antiberlusconismo, applaudivano entusiasti Oscar Luigi Scalfaro, costui li deliziava tacciando di ignoranza chi aveva osato affermare che l’attuale costituzione italiana fu scritta anche sotto l’influenza di idee comuniste e sovietiche, ovvero Berlusconi.
Il che invece è la pura e semplice verità, per accorgersene basta leggere l’articolo 1 “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro” , mentre la gran parte delle democrazie occidentali hanno come preambolo, non il riferimento al lavoro,bensì alla “libertà”, oppure l’articolo 42 che regolamenta il diritto alla proprietà privata, e i limiti allo scopo di assicurarne la “funzione sociale” e di renderla accessibile a tutti, in pratica una nemmeno tanto velata minaccia di statalismo e collettivismo, questo giusto per sottolinearne qualche aspetto.
Il rito si è ripetuto anche stamani, dove allo sciopero solitario della CGIL ha partecipato metà partito democratico,mentre l’altra metà è rimasta a casa, e Scalfaro che naturalmente ha fatto dello sciopero anche una manifestazione in difesa della costituzione, il tutto naturalmente con il beneplacito di Epifani, un collateralismo come quello negli anni ottanta di Trentin con il PCI, miseramente sconfitto, e ci sono tutti i presupposti perché finisca così anche stavolta.
Che miseria, che pena , il progressismo e il riformismo enunciati da Veltroni nel discorso al Lingotto e ripetuti fino alla noia in campagna elettorale sono finiti nelle mani di un vecchio arteriosclerotico e di un sindacato massimalista, e sono anche riusciti a "scalfarizzare" Napolitano, complimenti,c’è da scompisciarsi dalle risate.
Di una cosa però bisogna dare atto a Scalfaro, deve avere un fegato ben robusto se è riuscito a sopportare 5 anni di governo Berlusconi e adesso si appresta a sopportarlo per i prossimi anni, auguri.
E non è finita qui, nel fine settimana Veltroni manifesta di nuovo contro il governo, visto che è sempre in piazza almeno ne approfitti per farsi dare una licenza da ambulante, considerato che i consensi precipitano sempre più, perlomeno ci guadagna qualcosa.
Adesso manca soltanto la riedizione dei girotondi e poi saremo al completo, con l’unico effetto che Berlusconi governa più forte che mai, è inutile non imparano mai, nemmeno dai propri errori.
COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI DIRIGENTI NON VINCERETE MAI !!!







23 gennaio 2009

RIFORMA EPOCALE

E’ stato firmato ieri a palazzo Chigi l’accordo quadro sul nuovo modello contrattuale, che manda definitivamente in pensione il modello Ciampi del 1993.
Il nuovo modello contrattuale comune nel settore pubblico e privato ha una durata triennale e conferma l'assetto della contrattazione collettiva su due livelli: quello nazionale e quello di secondo livello. Scompare l'inflazione programmata e arriva un nuovo indice previsionale basato sugli standard europei e depurato dalla componente energetica.
L’obiettivo è quello di favorire la contrattazione locale o aziendale adeguando i salari alla produttività, soddisfazione è stata espressa dal ministro del welfare Sacconi, dal ministro della funzione pubblica Brunetta, dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, leader sindacali e rappresentanti del commercio e artigianato.
Sono 35 le sigle che hanno firmato o si apprestano a firmare l’intesa, insomma cambia tutto tranne il no della CGIL che ancora una volta si è chiamata fuori dallo storico accordo, credo non ci voglia molto per capire dove sta la ragione e dove sta il torto, stia pure sull’Aventino Epifani, ma finalmente una cosa è certa: “ nessuno ha diritto di veto e l’unità sindacale non è più un dogma”, chi vuole il mantenimento dello status quo faccia pure battaglie demagogiche e di retroguardia mentre gli altri faticosamente avanzano verso la modernizzazione.









13 novembre 2008

IL NUOVO COLLATERALISMO

I sindacati confederali divisi su tutto, è questo il risultato che ha portato il nuovo collateralismo tra la CGIL , Veltroni e il PD.
Epifani fa tutto tranne il sindacalista, questa l’accusa rivolta dagli altri leader confederali, Bonanni, Angeletti e Polverini al segretario della CIGL, infatti più che trattare, il neo cavaliere solitario, come Don Chisciotte contro i mulini a vento, si infuria, pone veti e minaccia scioperi a raffica, così mentre gli altri trattano e firmano il contratto degli statali lui sdegnosamente rifiuta, gli altri leader incontrano il ministro dell’istruzione Gelmini e iniziano a sfilarsi dallo sciopero previsto per domani e lui niente, la CGIL sarà in piazza, si tratta faticosamente con Confindustria per arrivare a un nuovo modello di contratto per i lavoratori che premi chi lavora di più, risponde con un secco no,anzi proclama uno sciopero generale per il 12 dicembre,
insomma tutto tranne che fare gli interessi di chi rappresenta,cioè i lavoratori.
L’unico interesse che persegue Epifani è quello di radicalizzare lo scontro sociale , opponendo un becero massimalismo al riformismo e alla modernizzazione che sono necessari più che mai in una nuova società, dove la lotta di classe è finita da un pezzo.
Come Luciano Lama negli anni 80 era collaterale al PCI, così lo è Cofferati oggi verso il PD, l’antipasto si è avuto nella trattativa su Alitalia, dove prima ha abbandonato le trattative,salvo poi tornare precipitosamente indietro e firmare, solo perché alcune teste “pensanti” del PD, tra le quali Enrico Letta e D’Alema, hanno convinto lui e Veltroni che il mancato accordo a causa della CGIL, sarebbe stato un tremendo boomerang per il partito.
Negli anni 80 Luciano Lama e il PCI furono sconfitti dal riformismo di Craxi, basta ricordare per tutti il disastroso referendum sulla scala mobile, oggi non c’è bisogno di arrivare a tanto, gli iscritti alla CGIL capiscono e sanno che la loro organizzazione fa politica,non sindacato, non si spiega altrimenti tutta questa voglia di sciopero contro il governo Berlusconi, quando nei confronti del governo Prodi, che ai lavoratori ha tolto anche le mutande, non ha mosso un dito, come lamentava il segretario della FIOM,Cremaschi il 31/01/2007 all’Ansa, dopo che i lavoratori dipendenti avevano verificato nelle buste paga gli effetti della finanziaria di Prodi,Visco &C.
Se a Cofferati piace portare i suoi iscritti in piazza per non ricavarne nulla,anzi facendo perdere retribuzione ai lavoratori faccia pure,non sarà certo lui a impedire al paese di modernizzarsi inaugurando un nuovo sistema di relazioni sindacali con Confindustria e governo.

UPDATE : Oggi si registrano nuovi durissimi attacchi da parte dei segretari di CISL e UIL, Bonanni : ''La Cgil si auto isola'' e Guglielmo Epifani ''e' come colui che va contromano in autostrada e dice che ad andare nel senso di marcia sbagliato sono gli altri'' ;
Angeletti: ''la Cgil ha deciso che doveva scioperare già prima dell’estate ma le ragioni di fondo non sono sindacali, ma di politica e di politica interna, perché avrebbe dovuto fare uno sciopero a prescindere, come direbbe Toto', e per questo non hanno sottoscritto accordi già da settembre''.
''Siccome non avrebbero potuto proclamare uno sciopero facendo degli accordi con Confcommercio e Confindustria hanno lavorato scientificamente per costruire una causa per proclamare lo sciopero.
Adnkronos

UPDATE/2 : I biglietti dei treni per permettere agli studenti di manifestare a Roma sembra siano stati pagati dal PRC e dalla CGIL, evidentemente il nuovo collateralismo coinvolge anche la “spontanea protesta” (Sic) degli studenti, altro che sindacato, questi sono solo dei mestatori che fanno l’opposizione politica, lo capiscono anche i bambini .






27 settembre 2008

RIALZATI ALITALIA

Dopo la firma della CGIL, in nottata è stato raggiunto l’accordo anche con i piloti di Alitalia, mancano all’appello soltanto una parte degli assistenti di volo che riprenderanno la trattativa lunedì, ma ormai si può dire che la vicenda è conclusa, e la nuova Alitalia è pronta per decollare.
Come previsto dal piano industriale della CAI, subito dopo la formalizzazione dell’acquisto,sarà scelto come partner di minoranza una compagnia aerea straniera tra quelle che hanno manifestato interesse a partecipare, le più accreditate al momento sembrano essere Air France e Lufthansa.
Anche se tutti adesso cercano di salire sul carro dei vincitori,millantando meriti che non hanno, è tutto molto chiaro, tra i vincitori ci sono sicuramente l’Italia, il governo e Silvio Berlusconi, che come promesso ha messo insieme una cordata di imprenditori e capitali necessari per salvare la compagnia di bandiera dal baratro e assicurarne l’italianità, poi i sindacati confederali CISL, UIL e UGL che responsabilmente hanno trattato e strappato tutto il possibile e hanno assicurato la disponibilità a firmare il protocollo d’intesa senza particolari tatticismi.
Una menzione particolare
però mi sento di spenderla per il sottosegretario Gianni Letta, che si è speso e si sta prodigando al massimo per la buona riuscita dell’operazione, così come fa per ogni incombenza del governo e del Premier.
E’ davvero una persona speciale con capacità non comuni, parla pochissimo in pubblico e opera tantissimo, non a caso è apprezzato da tutti, amici ed avversari, ed è un fidato consigliere di Berlusconi, in questo governo sono tutti utili, ma l’unico davvero indispensabile è Gianni Letta.
Tra i sicuri sconfitti invece,ci sono,oltre gli altri, Epifani e Veltroni.
Il leader della CGIL ha tentato con un doppio salto carpiato di sottrarsi alla firma di un accordo insieme agli altri sindacati confederali, per motivi di bassa lega tutti politici, accordo che poi ha firmato dopo una settimana senza nessun rilevante cambiamento come ha tenuto a precisare in conferenza stampa a Palazzo Chigi,il leader della CISL, Bonanni.
Veltroni ancora una volta è sprofondato nel ridicolo, ma questa non è una novità, con una faccia di bronzo degna di miglior causa, il “profeta immobile” come lo ha definito l’ex parlamentare del PD Peppino Caldarola, si attribuisce il merito della riapertura della trattativa e della firma della CGIL, chissà perché non ci ha pensato prima.
La verità è che ci ha provato insieme ad Epifani a far saltare la trattativa con il governo e la cordata di imprenditori che rileverà Alitalia, ma il gioco era così evidente,anche a detta degli altri sindacati confederali,che Berlusconi lo ha accusato direttamente e senza mezze misure di giocare al tanto peggio,tanto meglio.
Se è tornato sui suoi passi è soltanto perché qualche “testa pensante” del PD gli ha fatto notare che l’opinione pubblica dava la colpa del mancato accordo alla CGIL e di conseguenza al PD, rimanere con il cerino in mano sarebbe stato disastroso e inoltre avrebbe fornito a Berlusconi un eccellente “alibi politico”, basta rileggersi le dichiarazioni dei giorni scorsi di D’Alema, Enrico Letta, Bersani ecc.
Persino Di Pietro lo ha sbeffeggiato : “Merito del Pd? Ma se Veltroni è arrivato all’ultimo momento...”, povero Walter,l’insuccesso gli ha dato alla testa.
Quello che più conta comunque è che questa vicenda si concluda in fretta e che il logo dell’Alitalia torni ad essere un marchio di immagine e successo nel mondo, nelle prossime settimane potremo così occuparci di giustizia,federalismo e legge elettorale europea.






22 settembre 2008

TUTTI A CASA LO VUOLE IL PAESE

La vicenda Alitalia sta assumendo di giorno in giorno connotazioni che definire ridicole e grottesche è dire poco.
La “casta” dei piloti e degli assistenti di volo dopo aver provocato l’indignazione e il disgusto del paese per le scene di esultanza al ritiro dell’offerta di acquisto della CAI, se possibile hanno fatto anche di peggio,hanno offeso anche i lavoratori domestici: “ non vogliamo essere trattati come le colf ”, complimenti, Tafazzi era un dilettante al loro confronto.
Così mentre il commissario straordinario Fantozzi, per atto dovuto, pubblica ufficialmente un avviso per la messa in vendita di Alitalia o rami d’azienda e l’ENAC annuncia il termine di giovedì prossimo per la revoca della licenza provvisoria in mancanza di un piano finanziario serio, i piloti aderenti alle sigle confederali favorevoli all’accordo,da oggi manifestano a Fiumicino per il si, una piccola Torino insomma per i sindacati.
Aquila selvaggia e i precettati malati probabilmente non si rendono conto di essere nell’angolo e ci resteranno, nessuna azienda privata,con un management degno di questo nome potrà concedere mai a costoro privilegi anacronistici e diritti di veto sulla conduzione dell’azienda che gli sono stati permessi in una azienda a capitale pubblico, e in qualsiasi modo finirà la vicenda Alitalia non sarà mai più pubblica.
E’ stato così con Air France che si è ritirata, è così con la CAI, sarà così con Lufthansa o con qualsiasi azienda a capitale privato che volesse rilevare anche in extremis Alitalia.
La musica è cambiata, il tempo della vacche grasse è finito per questa elite di privilegiati, prima ne prendono atto e meglio sarà per loro e per tutti,
Proprio per questo,in queste condizioni, qualsiasi altro gruppo interessato non è interessato a fare offerte alternative, meglio aspettare il fallimento per poi acquistare parti dell’azienda e scegliere e assumere personale alle proprie condizioni.
Davvero non si riesce a capire un sindacato come la CGIL possa fare da sponda a questi baronetti se non per puro opportunismo e calcolo politico, ridicolo Epifani che vorrebbe riaprire la trattativa trattando con il commissario Fantozzi e non con la CAI e la mediazione del governo, in pratica verrebbe scegliersi gli interlocutori a suo piacimento.
Il governo ha trovato soldi e una cordata di imprenditori pronti ad investire e a rischiare, ha convinto addirittura Air France ad essere della partita, se poi questo non piace a piloti e CGIL non si può fare nulla.
Ma l’opinione pubblica ha capito benissimo, non a caso 2 italiani su 3 indicano come responsabili del fallimento della trattativa la “casta dei piloti” e la CGIL, coloro che dall’opposizione giocavano allo sfascio e al “tanto peggio,tanto meglio” iniziano a capire che gli si è ritorta contro come un boomerang, e c’è un altro sentimento che sta montando nell’opinione pubblica disgustata e schifata da costoro : SI AL FALLIMENTO E TUTTI A CASA, anche se ciò creerà disagi agli utenti per qualche settimana, pertanto dopo aver esperito le ultime formalità si portino i libri in tribunale, la professionalità soprattutto di piloti e assistenti di volo sarà preziosissima nei “lavori socialmente utili” durante la mobilità e la cassa integrazione.







19 settembre 2008

ADESSO STACCARE LA SPINA

Dopo giorni e giorni di estenuanti trattative, oggi la cordata italiana (CAI) che era disposta a rilevare Alitalia ,considerata l’impossibilità di raggiungere un accordo con tutte le organizzazioni sindacali ha ritirato l’offerta.
In questi giorni frenetici abbiamo visto di tutto e di più, corporazioni che tentavano di difendere assurdi privilegi, organizzazioni sindacali confederali che responsabilmente hanno capito che la situazione precipitava e si sono dichiarate ,dopo lunghe trattative in cui hanno ottenuto il possibile,pronte a firmare un accordo, sindacati autonomi alleati con un'altra sigla confederale,la CGIL, cosa impensabile solo fino a poco tempo fa.
Ma non solo, gli aquilotti volanti (piloti) pretendevano addirittura di stabilire rotte, numero di addetti e strategie aziendali,si è quindi dovuti arrivare all’assurdo che il presidente della CAI, Colannino ,per fare chiarezza,ha dovuto precisare che “nella nostra compagnia i piloti sono dei dipendenti”(Sic).
Berlusconi che si era prodigato per il salvataggio della nostra compagnia di bandiera, impegnandosi personalmente per mettere insieme una cordata di imprenditori capace di risollevare l’azienda, si è detto amareggiato e ha parlato di pesantissime responsabilità dell’associazione piloti e della CGIL,probabilmente seguirà una conferenza stampa dopo le opportune valutazioni, ma gli italiani hanno ben capito che il mancato accordo è causa “della casta dei piloti” e degli assistenti di volo, e di una parte di sindacato politicizzato, il quale ha pensato più come ridare ossigeno ad un opposizione moribonda e inesistente che agli interessi dei lavoratori e del paese, ma come al solito, e non imparano mai, quello che può funzionare con chiunque altro, con Berlusconi diventa un boomerang,il cerino è rimasto in mano a loro, segnatevi bene questa :” se ad oggi tutti i più autorevoli istituti di sondaggio univocamente affermano che il Premier gode la fiducia di circa 2 italiani su 3 , da domani per quanto possibile la fiducia crescerà ancora di più” ,accetto scommesse.
Per i sindacati confederali intanto è un'altra Torino, il leader della UIL Angeletti, parla di catastrofe sociale e catastrofe sindacale: “l’azienda era morta e qualche mio collega si accinge a fare il becchino”, mentre il leader della CISL Bonanni, si dice deluso e preoccupato: “ si è giocato alla roulette russa e questo prevede che in alcuni casi parta qualche colpo, per colpa di pochi pagheranno in tanti”, Polverini leader dell’UGL rincara la dose: “adesso è chiaro chi ha operato nell’interesse dei lavoratori e chi ha preferito sottostare ad altre logiche”.
In Italia per troppo tempo siamo stati tutti abituati a difendere il nostro orticello,tanto la catastrofe annunciata non arrivava mai, all’ultimo momento c’era sempre qualcuno, quasi sempre lo stato che salvava capra e cavoli, ma la musica adesso è cambiata, a meno di un miracolo in extremis non arriveranno i nostri, in questa vicenda probabilmente avrà pesato anche una errata valutazione di questo tipo, non si spiegano altrimenti certe scene di giubilo, di piloti e assistenti di volo, all’annuncio del ritiro dell’offerta da parte della CAI, come i musicisti del Titanic che suonavano mentre stavano affondando.
Si stacchi la spina dunque e si metta termine all’agonia che è già durata troppo, si portino i libri in tribunale e si dichiari fallimento, magari poi dalle ceneri rinascerà una nuova compagnia aerea.
Certo dispiace lasciare a casa 15.000 persone, per colpa di pochi,una casta privilegiata,ed è impossibile garantire a tutta questa gente le condizioni previste per gli esuberi del piano CAI, ma 36 – 48 mesi di CIG a seconda dell’anzianità,come per legge, li otterranno comunque,poi qualcuno di questi in una nuova azienda o in una compagnia low coast sarà riassunto, alle condizioni dell’azienda però.
L’opinione pubblica,tutto sommato è favorevole a questa soluzione, anche perché difficilmente si dimenticano gli scioperi improvvisi di “aquila selvaggia”, o cosa ancora più grave, benché precettati, tutti in malattia lo stesso giorno, pur di continuare a strappare concessioni e privilegi in una azienda disastrata, e conseguenti disagi gravissimi per i cittadini.
Non è il caso di preoccuparsi eccessivamente dunque, anche perché soprattutto piloti e assistenti di volo,come tutti i lavoratori in cassa integrazione e mobilità potranno integrare il loro stipendio con i “lavori socialmente utili” e mi pare di aver letto da qualche parte delle interessanti idee in proposito del ministro Brunetta, e non sarebbe niente male per i “furbetti dell’hangarino”.

UPDATE 19/09/2008: SONDAGGIO CRESPI, LE RESPONSABILTA’ DEL DISASTRO SONO DEI PILOTI E DALLA CGIL.

Crespi Ricerche, secondo il 63,5% degli italiani la responsabilità del "disastro" è del sindacato piloti e della CGIL che hanno determinato il fallimento della trattativa per il salvataggio della nostra compagnia aerea, mentre il 21,4% ritiene che la responsabilità vada ricercata nella CAI, e il 10,8% ritiene sia colpa del Governo Berlusconi. Su questo tema il 4,3% non esprime un'opinione.
Il 40,3% degli italiani si augura che Alitalia fallisca, mentre il 31,2% che possa riprendere il dialogo tra CAI e sindacati, mentre il 19,8% auspica l'arrivo di un altro interlocutore. Non esprimono opinione l'8,7% degli italiani. La vicenda Alitalia è seguita dall'83,5% dell'opinione pubblica.
Luigi Crespi
Il sondaggio telefonico C.A.T.I. è stato condotto il 18 Settembre 2008 su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per sesso, età ed aree geografiche.
Come volevasi dimostrare....





29 maggio 2008

ECCO CHI STA CON I FANNULLONI

La CGIL ha abbandonato il tavolo convocato dal ministro Brunetta per sottoporre il piano di riforma della pubblica amministrazione, piano annunciato nei giorni scorsi dal ministro che si propone di combattere l’inefficienza della pubblica amministrazione ,ottimizzando personale e risorse, combattere e licenziare fannulloni e imboscati che non fanno il loro dovere, premiare e incentivare i più meritevoli, fare in modo che la P.A. diventi una risorsa per il paese e non una palla al piede.
Adducendo “motivi formali” , ovvero la partecipazione di un solo rappresentante per ogni componente sindacale e una risposta entro 48 ore ,il rappresentante della CGIL dopo solo dieci minuti di preliminari di discussione si è alzato e ha lasciato i lavori, il ministro Brunetta non è apparso particolarmente preoccupato: “ il 95% degli italiani sono con me”.
Ma non è finita qui, Epifani dopo la rottura non manca di minacciare governo e confindustria: “«Si abbia la volontà e capacità di ascolto, in caso contrario il dialogo non può funzionare e prima o poi finirà», viene spontaneo chiedersi come si fa ad ascoltarli se abbandonano i tavoli di discussione.
Fatto stigmatizzato anche dai leader di CISL e UIL ,Bonanni e Angeletti : “ si fa male da solo”.
Epifani,dopo aver fatto campagna elettorale , non ha mancato di dichiarare la sua “contrarietà” ai primi provvedimenti del nuovo governo, ovvero no all’energia nucleare, no alle nuove norme sull’immigrazione clandestina, no all’abolizione dell’ICI, alla detassazione degli straordinari, ecc. ecc. , insomma un no su tutto,e fa niente se questi provvedimenti sono ampiamente condivisi dalla stragrande maggioranza degli italiani,compresi coloro che hanno votato a sinistra, e se una gran parte degli iscritti alla GCIL ha votato PDL e Lega Nord perché non si sentono più rappresentati da questo sindacato obsoleto e antimoderno.
I sindacati, ha detto Epifani, chiedono al governo «un intervento fiscale redistributivo su tutti i redditi da lavoro dipendente e da pensione pari a circa 400 euro a testa per sostenere la domanda in una fase di difficoltà crescente del potere d'acquisto di lavoratori e pensionati».
Una proposta che si commenta da sola, che si tradurrebbe nel dare un euro al giorno a tutti, senza risolvere alcun problema, e che non affronta i problemi legati alla produttività alla quale devono essere legati salari,stipendi e premi.
Dopo aver rottamato la sinistra massimalista, se vogliamo modernizzare l’Italia, è ora di isolare e rottamare questo sindacato ideologico che difende privilegi e rendite di posizione, fa politica attiva, non certo in linea con i nuovi problemi del paese, distante dal “sentire comune” , altrimenti non se ne esce più.






1 ottobre 2007

IL SINDACATO COME LA BULGARIA COMUNISTA.

Nelle mani dei lavoratori e dei pensionati c'è una grande responsabilità: con il loro sì al referendum si approverà il protocollo sul welfare e eviterà anche che salti il "banco".
Così si è espresso il segretario della CGIL,Guglielmo Epifani sul referendum dei lavoratori chiamati ad approvare il protocollo sul welfare nei prossimi giorni in un’intervista a Repubblica.
Queste dichiarazioni hanno scatenato l’ira del segretario della FIOM Cremaschi che accusa: “mi sento personalmente umiliato per come si sono ridotti Cgil, Cisl e Uil: il loro ruolo è quello di essere i 3-4 senatori mancanti per la maggioranza. Sono supplenti umilianti del governo. Ci sono gravi responsabilità da parte dei gruppi dirigenti per aver portato il sindacato ad avere un ruolo così marginale".
Un affondo durissimo quello di Cremaschi: Epifani ci dà ragione. Da tempo diciamo che questo accordo è un disastro, perché peggiora le condizioni di tanta gente. Non ci sarebbe nessuna ragione di firmarlo, se non quella di sostenere il governo. Purtroppo Epifani dice la verità - non che il voto dei lavoratori faccia cadere il governo, una sciocchezza - ma nel senso che questo accordo è stato fatto avendo in mente solo gli equilibri politici e non gli interessi reali del Paese.
"Questo apre un problema evidente nel sindacato, che non ha il compito di far cadere i governi ma nemmeno quello di sostenerli. Questa intervista dimostra che c'è un problema grande come una casa di autonomia del sindacato e che Epifani dà ragione a tutti coloro che nelle fabbriche dicono che il sindacato, a seconda di chi è al governo, cambia la propria politica. Basti pensare appunto allo scalone Maroni e alla legge 30, contro cui siamo scesi in piazza e che adesso sono rafforzati nell'intesa. L'intervista di Epifani è la più chiara affermazione delle ragioni del no". 
"Quella sul welfare è una consultazione dove nelle fabbriche può parlare solo il sì e il controllo del referendum è fatto dalle strutture per il sì. Quindi, la gestione è in mano solo al sì. I lavoratori non potrebbero neanche conoscere ufficialmente le ragioni del no. Poi, per fortuna, siccome viviamo nell'Occidente riusciamo a comunicare attraverso i volantini e internet. Ci sono infatti diversi spot su 'youtube' per il no. Questo modo di organizzare il referendum da parte del sindacato è un ultimo pezzo di socialismo reale, del tipo Bulgaria comunista. Se non ci fossero internet e i volantini, teoricamente potrebbe parlare solo una parte".
Cremaschi ha scoperto l’acqua calda, da tempo immemorabile ormai si dice e si ripete che la “trimurti sindacale” è una costola politica,arretrata e antistorica, capace soltanto di difendere rendite di posizione e  diritti acquisiti,ma che si guarda bene di occuparsi di coloro che quei diritti non li hanno e non li avranno mai.
Costoro sono i maggiori responsabili del “furto legalizzato” che stanno compiendo i padri nei confronti dei figli, basta citare per tutti la modifica dello scalone pensionistico che verrà finanziato con l’aumento dei contributi a carico dei lavoratori precari.
Questo sindacato è la vera palla al piede del nostro paese,sono riusciti a far ingoiare ai lavoratori lo scippo del TFR, l’aumento delle tasse in busta paga, e adesso ci provano,e sicuramente ci riusciranno,a far passare persino l’aumento dell’età pensionabile,cosa buona e giusta per carità, ma che dimostra, caso mai ce ne fosse ancora bisogno,l’assoluta inadeguatezza e politicizzazione di un sindacato che si muove o si immobilizza a seconda di chi governa.
Del resto basta ascoltare i lavoratori di Mirafiori che a fine turno escono dall’assemblea dove i rappresentanti sindacali sono stati accolti  a fischi e pernacchie : “Con Berlusconi saremmo scesi in piazza”.




31 luglio 2007

UNA SCENEGGIATA CONTINUA.

 Gli accordi su pensioni e welfare che Prodi pomposamente aveva annunciato,vengono smentiti ogni giorno da sindacati, associazioni imprenditoriali, e sinistra radicale.
Particolarmente grave la rivolta all’interno della CGIL ,dove il segretario Epifani è stato costretto a scrivere una lettera per contestare a Prodi l’uso di “mezzucci” cambiando parti del testo, e chiedendo di firmare per parti separate.
Stesso discorso per Confindustria,non soddisfatta,che analogamente chiede di firmare parti separate del pseudo accordo, giudizio totalmente negativo poi da Confcommercio,Confartigianato e piccola industria.
Nella maggioranza rullano i tamburi di guerra,dopo che una delegazione di ministri e rappresentanti della sinistra radicale aveva incontrato Prodi per discutere degli accordi e chiederne la modifica in parlamento,il portavoce del governo Sircana con un comunicato ribadiva la inemendabilità del testo.
Ieri il ministro Ferrero ha confermato che gli accordi così come sono non piacciono alla sinistra radicale,ovvero ad 1/3 della maggioranza e che i loro 150 voti saranno fatti pesare.
Oggi il segretario di Rifondazione Comunista,Giordano,dalle colonne del Corriere si di dice non essere disponibile a ricatti:” non mi si può porre di fronte all'alternativa o fate così o arriva Berlusconi, se questi provvedimenti non cambiano noi non li voteremo”.
Prodi si dice non preoccupato,non ho difficoltà a credergli, del resto lui e il governo vivono ormai in un’altra dimensione, magari su second life , ad essere preoccupati sono i cittadini italiani che vedono ogni giorno che passa,un governo sempre più allo sbando,ingessato dai veti incrociati.
Non ho difficoltà a credere nemmeno che alla fine un qualche compromesso si troverà, del resto alle poltrone tengono tutti,ma i problemi arriveranno da piccoli gruppi o singoli parlamentari intransigenti, i sen. Rossi e Turigliatto ad esempio hanno già ribadito che non voteranno questo testo nemmeno con la fiducia.
E’ eloquente poi il fatto che ministri e rappresentanti della sinistra radicale si dichiarino ogni giorno :” liberi dal vincolo di maggioranza” , non ci vogliono certo gli indovini per prevedere un’autunno caldo,in tutti i sensi.




24 aprile 2007

SENZA TAV NON SI MANGIA .

Con slogan come questo, ieri i lavoratori dei cantieri dell’alta velocità hanno occupato per qualche ora ,l’autostrada Torino-Milano non c’erano professionisti della protesta, nullafacenti e no global, ma lavoratori, con le loro tute da lavoro, a nome dei seimila operai, in difesa del loro posto di lavoro e delle loro famiglie.

A presenziare alla manifestazione CISL CGIL e UIL , “senza Tav l’Italia resta fuori dai grandi traffici commerciali che dal Mediterraneo vanno verso l’Europa”, “il mercato concorrenziale non è qualcosa da realizzare sulla pelle delle maestranze” ,questo quanto dicono i sindacati.

«Siamo passati dalla certezza di avere lavoro ancora per dieci anni - denuncia Maurizio Nieli, segretario provinciale della Filca-Cisl - a neanche la speranza di andare avanti fino a ottobre».

Durante il corteo di ieri - dice ancora Nieli - «sono stati gridati slogan contro il governo e la sua politica sui lavori pubblici. I lavoratori hanno gridato che tra un po’ loro resteranno a casa perché non ci sarà più lavoro, ma se i politici della maggioranza proseguiranno così anche loro alle prossime elezioni resteranno a casa».

Se non ci saranno segnali chiari di sblocco della situazione da parte del governo,i lavoratori torneranno a manifestare il 9 maggio.

Il tutto accade perché con il recente decreto sulle liberalizzazioni il governo su proposta del ministro Di Pietro ha rescisso i contratti di appalto per le tratte Milano-Verona, Verona-Padova e la Milano-Genova,in pratica si dovranno rifare nove gare di appalto e tutto resta fermo sino al 2011.

Di Pietro ha annunciato che così facendo si risparmierà il 20% sui costi dell’opera, omettendo di dire quanto costerà il contenzioso con le ditte appaltatrici e il tempo che non sarà breve per dirimerlo,senza contare il danno di immagine con  investitori ed aziende straniere che ormai considerano l’Italia un far west del diritto.

A tutto questo poi bisogna aggiungere i costi sociali, ma per questo governo sono solo dettagli di poca importanza.


23 aprile 2007

PERCHE' IL PARTITO DEMOCRATICO.

Noi ci uniamo con i Ds nel Partito democratico "perché il comunismo organizzato è stato sconfitto dalla  storia".  "Se uno mi avesse detto" quando ero un giovane dirigente della Cisl "che avrei militato nello stesso partito con uno della Cgil, sarei andare a sbattere con la moto. Oggi accade perché il comunismo organizzato è stato sconfitto dalla storia".

Franco Marini 22/04/07

 

ALLELUIA !!!



3 aprile 2007

SI NAVIGA A VISTA.

"Il governo non sa quanto durerà e questa fragilità lo costringe a lavorare giorno per giorno senza programmare, privo di un orizzonte temporale e senza un principio di selezione delle priorità, vivendo così in uno stato permanente di necessità".

Guglielmo Epifani-segretario C.G.I.L.

 

Epifani ha scoperto l’acqua calda, c’è qualcuno forse che ne dubita?


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10 marzo 2007

ADESSO SE NE ACCORGE.....

"Bisogna intervenire ancora sul reddito dal lavoro dipendente perche' gli sgravi promessi, in realta', hanno funzionato solo per i carichi familiari e perche' le addizionali hanno peggiorato le attese e le speranze: Con 1.200, 1.300 euro netti al mese si pagano piu' tasse di prima. Lo ha detto il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, a margine di un'inizativa della Filtea-Cgil tenuta a Firenze e rispondendo ad una domanda sul surplus fiscale.
"Intanto - ha spiegato Epifani - vorrei capire il quanto di questo surplus: un conto e' se si tratta di 8 miliardi, un conto se si tratta di 10 o di 6". Stiamo parlando di un tesoretto strutturale, cioe' qualcosa che puo' essere restituito senza contraccolpi. "In questo contesto le priorita' sono quei problemi che la Finanziaria non ha affrontato, come la condizione dei pensionati, il problema degli incapienti, di coloro che sono in condizioni difficili".

Repubblica 09/03/2007

 

Toh che sorpresa,se ne è accorto anche Epifani, ma come non era stato lui a dire che la finanziaria “sembrava scritta dalla CGIL”?

E del cuneo fiscale che i lavoratori dipendenti hanno preso solo in quel posto,non ci dice niente?

A quando una gita a Roma,comprensiva anche di cestino pranzo, per protestare contro queste ingiustizie?

Eppure non molto tempo fa  i trinariciuti scendevano in piazza per protestare finanche contro l’istituzione della no-tax area, adesso che fanno subiscono e tacciono?

Strano che gli stessi lavoratori non prendano a calci questi pseudo-sindacalisti che fanno politica e difendono tutt’altri interessi che i loro,ma del resto bisogna comprenderli, oltre che koglioni  sono anche masochisti.


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20 maggio 2006

E TU HAI FATTO IL CONDONO?

FINANZIARIA, la rivolta degli onesti. Sindacati, commercianti, artigiani, Comuni contro il condono dell'illegalità. L'Ulivo annuncia battaglia in Parlamento (15 dicembre 2002). Sventata la legge salva-criminali. L'intervento di Ciampi costringe il governo a cambiare le norme sul condono fiscale. L'opposizione la spunta, Fassino : stavano preparando un’amnistia e li abbiamo fermati. (20 dicembre 2002). E ancora: Finanziaria, lo scandalo continua. La legge dei condoni facili arriva alla Camera con un ordine: approvatela in 48 ore (22 dicembre 2002). Sono alcuni dei titoli di prima pagina dell'Unità fine 2002, il periodo in cui il Parlamento sta per varare, con la legge Finanziaria, il condono fiscale. Sono alcuni dei titoli violenti e molto duri della campagna condotta dal giornale dei Ds contro l'ipotesi di sanatoria cui ha aderito poi la stessa società che edita il quotidiano Che, per far capire come la pensa, titola ancora più esplicitamente: Evasione fiscale, una legge salva-criminali. Con il condono vengono cancellati i reati e si bloccano le inchieste patrimoniali. Angius accusa: un’amnistia mascherata. La sanatoria premierà anche Previti? (17 dicembre).
Non mancano naturalmente i commenti sdegnati dei dirigenti dei DS,dicevano dei condoni:
-FASSINO:I condoni sono una beffa per gli onesti,chi è onesto dai condoni viene deriso e beffato,con i condoni si sana l'illegalità,che sia condono fiscale,tombale o edilizio.

-VISCO: Il condono è un ritorno al peggior passato.C'é una sola parola:vergogna.

-D'ALEMA: Il messaggio ai cittadini onesti è: siete dei fessi.

-VIOLANTE: E' un'altra legge vergogna.

Successivamente spulciando tra i bilanci pubblici dei contribuenti SORPRESA, tra i banditi e criminali che hanno usufruito dei condoni si trovano anche e soprattutto coloro che (a parole)
combattevano i condoni.

-Alle banche il condono l'avevano già chiesto e ottenuto, tagliando del 50 per cento i propri 85 milioni di euro di debito grazie a una triangolazione con la Tosinvest degli Angelucci chiusa il 30 dicembre scorso con la benedizione di Capitalia. I Ds di Piero Fassino per, è questa la novità, ben lungi dall'avere risolto la propria drammatica situazione finanziaria, il condono l'hanno chiesto anche al governo Berlusconi. È la novità che emerge dall'ultimo bilancio pre-liquidazione della Beta immobiliare spa, la scatola con cui la direzione nazionale Ds e le federazioni locali del partito avevano provato a diluire il peso dei debiti passati (dalle disavventure dell’Unità a quelle più propriamente politiche). Nella relazione l'ultimo consiglio di amministrazione della società, insediatosi nel febbraio 2003 alla vigilia della liquidazione si è avvalso della facoltà di effettuare il condono tombale sia per il settore delle imposte dirette che per il settore dell'Iva ai sensi dell’articolo 9, legge 289/2002. Si è proceduto inoltre a condonare una vertenza con il fisco per imposte di registro, con una pretesa erariale di oltre 2.324.000 euro, definendo tale richiesta nella misura del 30% della pretesa stessa. Si è provveduto altresì a condonare gli omessi versamenti relativi agli anni 2000/2001. Al fine dell’adesione alle tipologie di condono sopra menzionate, si è proceduto al versamento della prima rata pari a euro 6 mila per il tombale, euro 12 mila per omessi versamenti anni 2000/2001 oltre ad euro 58.100 per la vertenza delle imposte di registro. Dunque, dopo avere attaccato in ogni modo in Parlamento il condono di Tremonti, i Ds lo hanno sfruttato per se stessi a fino in fondo, condonando ogni tipologia possibile di marachella fiscale compiuta negli ultimi anni.
-Anche l'Unità si è fatta condonare
Il giornale sceglie il colpo di spugna fiscale seguendo l’esempio dei Ds .
Già pagato dalla società editrice del quotidiano il primo acconto per chiudere i sospesi su Irpeg e Iva.
L'UNITÀ ha deciso di aderire al condono tombale di Giulio Tremonti. La società editrice della testata, organo ufficiale di girotondini, Dipietristi e di buona parte della sinistra moralista, ha scelto il più classico dei colpi di spugna sulle proprie pendenze fiscali.
TUTTO è cominciato il 27 marzo 2003 a Roma, quando il consiglio di amministrazione, sotto la presidenza di Marialina Marcucci, ha deciso di ricorrere alla deroga prevista dallo Statuto della società che permette di rinviare di sei mesi l'approvazione del bilancio di esercizio e ciò per valutare il ricorso al condono fiscale.
DUE MESI dopo la decisione è stata presa avendo verificato quanto fosse utile l'odiato condono di Tremonti. In una noticina dal corpo tipografico ridotto alla metà del normale appare la voce Debiti tributari. Si annota anche l'accantonamento per imposte da condono sia per l'Irpeg sia per l'Iva pari a 38.204 euro.
-In piazza contro il condono. Poi la Cgil lo fa.
Un milione in piazza a Roma. Un milione per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la finanziaria 2003. Nel mirino le pensioni, ma anche il condono fiscale. Slogan: furbi ed evasori premiati a scapito degli onesti contribuenti. Era il 18 ottobre 2002. Da lì in poi, due mesi di comizi del sindacato di Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani. Conclusi il 19 dicembre a Palermo gridando: dopo la legge Cirami, il falso in bilancio, la norma sui capitali all'estero,il condono è l’ultimo di un anno e mezzo di messaggi a favore dell'illegalità lanciati dal Governo. Dichiarazioni perlomeno imprudenti. Perché pochi mesi dopo a chiedere il colpo di spugna sui propri peccatucci fiscali è stata proprio la Cgil. Molte società controllate dal principale sindacato italiano hanno aderito a quel tombale di Giulio Tremonti contro cui avevano portato in piazza i lavoratori, gridando allo scandalo.
Ma fra le tante ce ne è almeno una clamorosa: ha deciso di chiedere il condono anche il Centro autorizzato di assistenza fiscale Lazio e Basilicata della Conferederazione generale italiana del lavoro srl, con sede in via Goito 39 a Roma. Un fatto curioso non solo perché la proprietà di quella società è suddivisa fra la Cgil nazionale, le federazioni sindacali territoriali e alcune camere del Lavoro. Ma anche perché i Caaf hanno come missione, pagata da apposita convenzione proprio dal ministero dell'Economia e delle Finanze, quella di aiutare i cittadini nell'adempimento dei propri obblighi fiscali. Con i loro consigli si dovrebbero evitare inciampi fiscali. Le dichiarazioni dei redditi lì compilate e inviate alla Agenzia delle Entrate dovrebbero essere, sulla carta, a prova di contestazione. E quindi le meno interessate di tutte al provvedimento di condono fiscale.
-Hanno entusiasticamente aderito al condono anche la Margherita di Rutelli con il giornale Il Popolo e le Librerie Rinascita,nonché numerosissimi parlamentari di maggioranza e opposizione.

-Non è andata bene invece con il condono edilizio all’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, definitivamente condannato per abuso edilizio dalla Cassazione a venti milioni di ammenda e a dieci giorni di arresto. Visco, come qualcuno anche a sinistra forse si ricorderà, venne accusato di aver violato le norme edilizie durante la ristrutturazione di un vecchio dammuso sull'isola di Pantelleria al quale erano state affiancate anche tre cisterne.
Cose che capitano o meglio che possono capitare, considerato che, in effetti con una leggerezza forse eccessiva, trasformò un  vecchio ripostiglio in  una villa  a tre piani,   con terrazzi vista
mare, annessi e connessi. Il tutto a 60 metri dalla battigia (ove la normativa regionale prevede il divieto assoluto sino a 150 metri), in un'area di particolare pregio paesaggistico e tutelata.

-E' andata invece meglio con il condono edilizio all’ex ministro Franco Bassanini, che ha ricavato una confortevole piscina nel casale maremmano di Mandano, e a un' altro ex ministro rigoroso e ortodosso come Lamberto Dini, che ha pensato bene di farsi costruire una gigantesca vasca idromassaggio, della quale il parlamentare verde Athos De Luca ebbe a chiedere l'immediata demolizione, in un palazzo blindato da vincoli.

Anche Romano Prodi  lo ha ripetuto in modo martellante decine di volte: "Con il centrosinistra non ci saranno più condoni, quei provvedimenti fanno diventare quasi ovvia l’evasione fiscale". Prodi non ha mai voluto sentire ragioni: niente condoni, chi ha sbagliato non può certo essere perdonato dallo Stato. Un’intransigenza totale.
Peccato però che quando i conti da mettere a posto sono quelli di casa, le cose anche per Prodi e famiglia cambiano e dal bianco e nero. Così se si spulciano i bilanci della Aquitania srl, come ha fatto il quotidiano Il Tempo, si scopre che questa società ha sede a Bologna in via Castiglione 21 nello studio dell’amico e commercialista di fiducia Piero Gnudi. Ma soprattutto si viene a sapere che l’Aquitania ha come soci al 50% la signora Flavia Franzoni, sposata Prodi, e una società di consulenza, la Simbuleia spa, con sede sociale allo stesso indirizzo. Niente di strano, sia chiaro. Salvo un piccolo, ma significativo particolare: nel 2003 la società della signora Prodi ha usufruito proprio di uno di quei diabolici condoni fiscali varati dal governo Berlusconi tutto nero su bianco. Mentre il marito nelle piazze e sui giornali contestava con durezza i provvedimenti del governo in campo fiscale, la moglie li sfruttava. Prodi forse non se sapeva nulla, anche se va detto che la partecipazione nella società di servizi immobiliari, oggi in capo alla Franzoni, fino al 2002 era intestata a una società di consulenza, la Ase srl, di cui era socio lo stesso leader dell’Unione al 50% con la moglie. E anche la Ase srl aveva sede nello studio Gnudi.

 

Insomma saranno divisi sulla politica economica,interna e estera,ma sicuramente si  può affermare  senza tema di essere
smentiti che: L'UNIONE E’ UNITA SU TUTTE LE TIPOLOGIE DI CONDONO,SIA ESSO FISCALE,TOMBALE O EDILIZIO.
Lo volevano vietare a noi, poveri contribuenti della strada. Insinuavano che la soluzione escogitata da Tremonti nella legge finanziaria 2003 fosse l'ennesima legge pensata su misura di Cesare Previti, la stessa Unità si è spinta nel dicembre 2002 a ipotizzare che il condono fiscale fosse rivolto esclusivamente a banditi e criminali.
Poi per tutti si sono specchiati dentro e ne hanno arguito i vantaggi. E ora L'UNIONE E FONDATA SUL CONDONO.


Certo, la sinistra non fa i condoni. Se ne vergogna. . Ma li sfrutta sotto-banco Mentre la prima fila politica gridava contro l’ennesimo scandalo di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e, naturalmente, Cesare Previti, la seconda fila, più pratica riguardava i propri conti con il fisco, scoprendo che sì, il colpo di spugna avrebbe risolto più di un problema. E ALLORA VAI CON I CONDONI A  GO-GO E CHISSENEFREGA.
Ha scelto il colpo di spugna sulle proprie pendenze fiscali la Beta immobiliare, una sorta di Fininvest dei Ds (dove sono raccolti tutti gli immobili sede del partito). Lo ha scelto la Nie, società editrice dell’Unità. e prima di farlo ha messo in scena sei mesi di tormenti, riflessioni, capelli strappati secondo la più classica delle liturgie a sinistra. Dove si pecca, ma con nobiltà d'animo, discussione comunitaria e revisione ideologica già pronta.

Proprio costoro che affermavano:” I CONDONI FAVORISCONO BANDITI E CRIMINALI”,poi evidentemente  ne sono diventati complici visto che ci hanno “sguazzato” a piene mani.

Ormai nulla puo’ più meravigliare di questa sinistra “PAROLAIA E INCONCLUDENTE” di questi professionisti della  “POLITICA POLITICANTE”,  di questi “MORALISTI SENZA MORALE”,di questi “CAMPIONI DELLA MENZOGNA E DEL RIBALTAMENTO DELLA REALTA’”.

SCOMETTIAMO CHE  ADESSO AL GOVERNO TUONERANNO :” MAI  PIU’ CONDONI?



      

       



E TU HAI FATTO IL CONDONO?

NON VERGOGNARTI,NON FARE COME LORO....


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