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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
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ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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che  non  ha  nessun    
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FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
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"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
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LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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11 luglio 2008

IL RITORNO DELLO STATISTA

Voi non ci crederete ma ho apprezzato tantissimo l’intervento ieri in aula di Massimo D’Alema, quando è intervenuto nella discussione sul lodo Alfano e tra l’altro ha anche chiesto a Berlusconi di rinunciare al lodo e affrontare i giudizi che lo riguardano a testa alta.
Sono sobbalzata sulla sedia e mi sono detta: “ finalmente è tornato lo statista che noi tutti conosciamo”.
Perché diciamolo francamente , l’estate scorsa avevano stupito un po’ tutti le sue reazioni e quelle dei DS, quando il GIP di Milano Clementina Forleo aveva richiesto al parlamento l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni che riguardavano lui , Fassino e La Torre, motivandole come “inquietanti interlocutori di conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata”.
Immaginatevi quindi lo stupore nel sentire i diessini che parlavano di “teoremi e complotti” , ricostruzioni forzate e condanne preventive,e ancora di più nel sentire D’Alema parlare di “minaccia per la democrazia” ,”attacco allo stato di diritto”, e addirittura : “ chi pensa di usare intercettazioni illegali contro i propri avversari politici è fuori da ogni civiltà democratica”.
Insomma i DS sembravano Forza Italia e si faticava molto nel distinguere tra D’Alema e Berlusconi.
Da ieri finalmente però è tornata la normalità, D’Alema è ritornato lo statista di sempre e Berlusconi colui che deve difendere se stesso e il parlamento dalla “minaccia democratica” di magistrati politicizzati che vogliono sovvertire la volontà popolare.
Adesso è tutto a posto,possiamo tirare tutti un grosso sospiro di sollievo.




28 luglio 2007

BASTA,ABBIATE PIETA' !

 Sembra che siano arrivati finalmente a destinazione i fascicoli del Gip di Milano Forleo, che chiede al parlamento l'utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta Unipol-BNL,intercettazioni che riguardano le conversazioni dei "compagni di merende" di Consorte&C, ovvero D'Alema,La Torre e Fassino, esponenti di primo piano dei Ds.
Tutti gli esperti sostengono che questa è l'estate più calda degli ultimi duecento anni, e con il caldo e l'afa meno ci si muove e meglio è, comprenderete quindi che io,e come me suppongo tantissimi italiani, non possiamo permetterci di passare questi mesi a ridere a crepapelle ascoltando e leggendo le "scomposte reazioni" e gli "indecorosi schiamazzi" con cui si difendono i DS, ne va della nostra salute.
Dopo che ieri Fassino ha dato il peggio, attaccando stampa, presidenza della camera e gip, e contemporaneamente autoassolvendo se stesso e i suoi sodali, credo si sia raggiunto il limite della comicità applicata alla politica,alla fine sono “costretti” a dire si all’utilizzo delle intercettazioni per evitare la gogna.
Bisogna chiedere che si proceda,altrimenti chiunque si potrà alzare in questi giorni e accusarci di tutto,a cominciare dai giornali di sinistra”,così D’Alema dalle colonne del corriere.
Il Gip Forleo è "stata costretta" a difendersi dicendo giustamente "rispondo solo alla legge",dagli attacchi a testa bassa degli esponenti diessini,che parlano di "attacco allo stato di diritto",di "sentenze preventive di colpevolezza",e di "minaccia per la democrazia"(Sic).
Ma chi credono di essere,Berlusconi?
Queste cose le può fare un Berlusconi,che ha combattuto e continua a combattere contro tutto e tutti, che ha il torto di essere il granello di sabbia,anzi il macigno che ha inceppato una macchina politico-mediatica-giudiziaria perfettamente lubrificata,ma non gli esponenti di una forza politica che ha fatto della "questione morale" la propria bandiera.
Sicuramente nel nostro stato di diritto vige la “presunzione di innocenza”, ma non si può pensare di “autoassolversi” dimostrando così che ci sono dei “presunti innocenti”, più innocenti di altri.
Eppure quando nel passato stampa,magistratura, e media hanno sconfinato buttando fango sugli altri, costoro si sono guardati bene dal prendere le distanze,anzi presi da sacro furore “forcaiolo e giustizialista” ci spiegavano che era bene così, il cittadino doveva essere informato sulle malefatte della classe dirigente.
Un ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno, del doppio pesismo,del garantismo a convenienza, dell’indignazione a giorni alterni, di cui sono capaci questi “moralisti senza morale”.
I miei lettori sanno come la penso sulla casta dei magistrati e sull’ordinamento giudiziario, e specificatamente sul Gip Clementina Forleo ,credo che sia un altro di quei magistrati in “crisi di autostima” che fanno di tutto per essere sulle prime pagine dei media ,autoelettasi “rappresentante della società civile” che magari vuole cambiare la società da dentro le istituzioni.
Per questo sostengo da un pezzo,a parte tutto il resto,che ai magistrati tutti, prima di essere ammessi in servizio bisogna effettuare i test psichico - attitudinali come qualsiasi altro impiegato o dirigente pubblico,ma di questo ne ho già parlato e ne parlerò sicuramente in seguito.
Dubito che ci possa essere qualcosa di “penalmente rilevante” in quelle intercettazioni, ma il tifo da stadio,il collateralismo, lo sponsoraggio e la “complicità morale” con furbetti&furboni del quartierino li giudicherà come sempre il popolo sovrano.
Basta con il vittimismo, basta cercare giustificazioni in complotti inesistenti, sono inchiodati dalle loro parole,una commistione impressionante tra politica e affari con i finanziatori delle loro campagne elettorali,se non si vergognano di questo dovrebbero farlo perlomeno per l’ostentazione di moralità con cui negli anni scorsi hanno condannato alla gogna chi era più innocente di loro.
Insomma compagni, non si può attaccare un magistrato dopo che per dei lustri si è predicato su "l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati" , che "gli atti e le sentenze dei magistrati si rispettano" e via dicendo, non è possibile predicare bene e razzolare male,soprattutto non è serio chiedere la pubblicazione integrale di quelle conversazioni dicendo "non abbiamo nulla da nascondere" e poi a pubblicazione avvenute parlare di "teoremi e complotti".
Spero che l’on.Violante spieghi ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" come scriveva sull'Unità nel 1992, in piena tangentopoli,e cioè "un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha dovere di dimettersi", e se ritiene ancora valido questo "convincimento morale", si faccia spiegare perchè sono ancora tutti insieme appassionatamente ai propri posti come nulla fosse.
Non mi dilungo oltre, spero abbiate cura della nostra salute, basta ridere, fa caldo…..e poi anche al ridicolo c’è un limite.

GARANTISTI? CERTO,MA SOLO QUANDO CONVIENE A LORO…..

NICOLA LA TORRE
Sebbene anche il vicecapogruppo dell'Ulivo sia al centro delle attenzioni giudiziarie sul caso Unipol, i suoi pensieri preoccupati sono tutti per «Massimo». E se davvero sui Ds si starebbe abbattendo la nemesi politica di Tangentopoli, Latorre ripete agli amici che colpirebbe la persona sbagliata: «Io c'ero a palazzo Chigi, quando D'Alema era premier e Bettino Craxi stava per morire ad Hammamet. Massimo si prodigò per il suo rientro ma fu fermato. E pur avendo una visione politica diversa, mai, mai gli ho sentito pronunciare giudizi morali contro il leader del Psi. Massimo era e resta un garantista».
(Corriere della Sera 26/07/2007)

MASSIMO D’ALEMA
Durante la conferenza stampa dopo l’incontro in camper, 1990:
“Mia moglie, quando ha saputo che avevo visto Craxi mi ha detto: disinfettati, prima di tornare a casa”.

Alla Repubblica, 10 gennaio 1993
Craxi se ne deve andare. Si può, si deve difendere come cittadino. La pretesa di trasformare il suo processo in un processo alla democrazia è folle, pericoloso, non lo salverà”[…] Questa battaglia sacrosanta per la moralizzazione non deve concedere nulla al qualunquismo anti-democratico, dobbiamo buttare l’acqua sporca, non il bambino

Il Mondo 16 novembre 1996:
“Craxi non è stato condannato perché era dirigente del PSI, ma perché c’è gente che ha raccontato: “Sono stato da lui e gli ho messo sul tavolo un miliardo”. E’ un leader politico con responsabilità penali specifiche. Vogliamo smetterla con questa storia? Ha preso i soldi Enimont e tre tribunali l’hanno condannato. Vittima lui? Ma de che? Se lei va a rubare un orologio d’oro qui davanti è chiaro che sarà messo in galera. Mica può andare da Amnesty International!

24 marzo 1994, all’Unità:
Berlusconi è lo sviluppo del craxismo, non la sua semplice prosecuzione. E’ il craxismo alleggerito del partito di massa. C’è quello stesso intreccio tra affari e politica senza neppure la mediazione democratica che era un elemento di freno. E’ la versione plebiscitaria del craxismo”.

Sull’avviso di garanzia a Berlusconi 1994
"Sfido Berlusconi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"

PIERO FASSINO
E’ inutile che Speroni cerchi dei diversivi per occultare che l’alleanza della Lega con Berlusconi sta riciclando squalificati personaggi cresciuti e affermatisi in pieno craxismo. Quanto al fatto che Craxi sia ancora vicepresidente dell’Internazionale socialista, il Pds ha già sollevato la questione chiedendo al presidente dell’Internazionale, Pierre Mauroy, di trovare rapidamente una soluzione che elimini tale ambiguità”. (Ansa, 8 marzo 1994).

“La comunicazione di Mauroy (sulle dimissioni forzate di Craxi da vicepresidente dell’Internazionale Socialista, ndr) è stata accolta con favore da Piero Fassino, responsabile esteri del Pds: ‘E’ la naturale e logica conclusione di un’evidente incompatibilità che si era determinata tra la condizione personale di Bettino Craxi e l’incarico di vicepresidente dell’Internazionale socialista’”. (Ansa, 18 marzo 1994).

LUCIANO VIOLANTE

Sul primo governo Berlusconi, in un intervista a Panorama:
“Nessun paese moderno può tollerare di essere governato in questo modo, sembra il film degli ultimi anni del craxismo”.

Articolo per l’Unità su Craxi 1992
"un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha il dovere di dimettersi",

Sulla grazie presidenziale per far tornare Craxi da Hammamet, nel novembre 1999:
“Penso che in uno stato di diritto, l’imputato Craxi abbia gli stessi diritti di qualsiasi altro imputato; non di più, ne di meno. E su questo bisogna essere attenti”.

Nel libro “Contributo per l’identità della sinistra”:
Bettino Craxi è stato condannato con sentenze definitive, dalla magistratura della Repubblica attraverso diversi gradi di giudizio e si è potuto avvalere della difesa di eccellenti avvocati. Ha l’abitus mentale dell’esule, ma lo stato giuridico del latitante.

WALTER VELTRONI
8 giugno 1991, all’Unità
“[la contrarietà del Psi al referendum sulla preferenza] appare funzionale alla conservazione di un sistema che ha potato con sé il controllo mafioso del voto, i brogli, il correntismo esasperato. Il PSI dovrebbe interrogarsi sul suo isolamento dalle forze riformatrici

Luglio ’98, all’Espresso
“Difendendo Craxi, i suoi ex compagni difendono la loro memoria, ed è comprensibile dal punto di vista personale. Non è comprensibile, invece, la rimozione di ciò che è stato. Un paese serio non può dimenticare tanto facilmente il suo passato, Tangentopoli per intenderci, se non vuole che certi guasti si ripetano. Se alla fine scoprissimo che sul banco degli accusati ci sono i magistrati, e su quello degli accusatori la politica della prima Repubblica, saremmo di fronte a un capovolgimento dei ruoli inaccettabile”.

Su l’Unità 30 Aprile 1993
Un vergognoso “colpo di spugna” , la camera nega l’autorizzazione a procedere per Craxi,la DC e il PSI difendono i loro indagati.

FRANCESCO RUTELLI

A Repubblica 2 Dicembre 1993

Craxi? Lo vorrei in galera…..

Update 29/07/2007: Come non detto,non solo Violante non ha spiegato ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" ,ovvero "dimettersi solo con l'ombra di un sospetto" come predicava nel 1992,ma addirittura pretende che il parlamento esprima una mozione in cui si condanni la "mancanza di lealtà e l'abuso" da parte dei magistrati di Milano.
Insomma si all'autorizzazione a procedere,a patto che ci sia una mozione di condanna per i magistrati inquirenti.
E' davvero il mondo alla rovescia, "ridicoli buffoni".




23 luglio 2007

SOLIDARIETA’… MA DE CHE?

Continuo a non capire, leggo che Prodi ha "telefonato" al vicepremier Massimo D'Alema e al segretario dei Ds Piero Fassino. Nel corso della telefonata, Prodi ha espresso solidarietà ai due esponenti dei Ds per le vicende legate alle intercettazioni telefoniche del caso Unipol.
Tutto qui, ora a parte il fatto che suona un tantino strano che Prodi si ricordi soltanto oggi di solidarizzare dopo che la vicenda è da giorni su tutti i media,non sarà per caso che gli avranno ricordato di spendere qualche parola a loro favore vista la immediata,anche qui ,solidarietà, espressa al presidente del consiglio dopo l'avviso di garanzia della procura di Catanzaro?
E poi solidarietà di che? per non essere riusciti nelle "scalate bancarie" o per le intercettazioni delle telefonate apparse sulla stampa?
Solidarietà per l'accusa di "aggiotaggio", "insider trading" e complicità in un "disegno criminoso di ampia portata" o per la "merchant bank" sfumata?
Un pò di chiarezza che diamine,altrimenti il povero cittadino non si raccapezza più.
E poi perchè soltanto a D'Alema e Fassino? e al povero La Torre niente solidarietà?
Solo perchè in quelle telefonate dice che "Fassino non capisce un cazzo" ? ma questa è una cosa che in tanti pensano,io compresa,ed è bello ogni tanto "avere delle conferme".
Niente solidarietà nemmeno per Consorte eppure "faceva sognare". . . . .
E per i Grillo,Cicu e Comincioli? niente nemmeno per loro,forse perche sono di Forza Italia e non sono segretari,vicesegretari e ministri.
Eh ma non ci si comporta così, un po di solidarietà non si nega a nessuno.
Il tutto mentre Di Pietro e Mastella litigano per l'ennesima volta accusandosi a vicenda di "muoversi al di fuori della costituzione",il sen.Salvi DS,che invita a votare si alle richieste del Gip Forleo, e Luciano Violante chiede che: " qualcuno si occupi di vedere cosa accade nel tribunale di Milano"(SIC), chissà perchè quando lo chiedeva Berlusconi parlava di "attentato all'indipendenza della magistratura".
Insomma è una second life,in piena regola,non so voi ma io sto ridendo come una matta.
Telefonate 1 , Telefonate 2 ;




21 luglio 2007

L'INTEGRITA' MORALE DI FASSINO.

Il Gip di Milano Clementina Forleo titolare del fascicolo sulle intercettazioni dei politici nei casi Unipol e Antonveneta ha presentato le ordinanze al Parlamento relativamente a 68 telefonate su 73 a disposizione dei magistrati,per valutarne l'utilizzabilità ai fini dell'inchiesta.
 Sei i nomi dei politici che ricorrono nelle due ordinanze depositate dalla Forleo. In quella che riguarda più specificatamente la vicenda Antonveneta, le telefonate intercettate riguardano il senatore Luigi Grillo (Fi). Nella seconda ordinanza, quella relativa a Bnl e alla società editrice Rcs, le conversazioni per cui si chiede il via libera al Parlamento riguardano Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (tutti e tre Diessini), Salvatore Cicu e Romano Comincioli (entrambi di Forza Italia).
Sarà proprio il placet del Parlamento a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti di suoi membri , inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti nè personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata.
Questo scrive la Forleo in uno dei passaggi delle ordinanze.dove si ipotizzano i reati di "aggiotaggio" e "insider trading" per alcuni dei sei parlamentari coinvolti nelle "scalate bancarie".
Naturalmente tutti protestano innocenza e buona fede,ma questo è film già visto, così come non meraviglia il fatto che Mastella si prepari ad acquisire le ordinanze per controllarne la formale correttezza.
Del resto sono convinta anche io che la questione finirà in una bolla di sapone,ma intanto se ne parlerà a iosa e per diverso tempo.
Eh si, perchè il Gip Clementina Forleo fa parte a pieno titolo di quella particolare categoria di magistrati,che avuto come capi scuola i vari Spataro,Bocassini,Davigo,Colombo,Borrelli ecc. ed è proseguita sino ad oggi con i vari De Magistris,Woodcock,e appunto Forleo,giusto per citarne qualcuno.
Si tratta di una particolare "specie" di magistrato,che al posto di occuparsi di  reati sul serio e dimostrare in qualsiasi occasione fuori dalle aule e non,come prevede il codice deontologico equità,imparzialità e professionalità, sono in  crisi di "autostima"  perchè non appaiono sulle prime pagine dei media o non fanno nulla per meritarsi un ispezione ministeriale,e si autoeleggono "rappresentanti della società civile"(Sic), perchè vogliono "cambiare la società da dentro le istituzioni" ecc. ecc.
Tutto il contrario dunque da quello che ci si aspetta da un magistrato, tenuto conto della delicatezza del ruolo che ricopre.
Forse non aveva tutti i torti Umberto Bossi quando affermava che  a taluni magistrati bisognerebbe "raddrizzare la schiena".
Tornando al caso odierno tra le tante dichiarazioni in merito alla vicenda mi ha sorpreso quella di Di Pietro: "Non vi è alcun dubbio sul fatto che noi dell'Italia dei Valori voteremo in Parlamento a favore dell'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche trasmesse dal gip Forleo", aggiungendo che "quello che mi lascia perplesso, però, è l'affermazione perentoria e indicativa di responsabilità nei confronti di specifici soggetti politici prima che essa venga accertata. Mi riferisco in particolare al segretario dei Ds Piero Fassino sulla cui integrità morale mi sentirei, come mi sento, di mettere la mano sul fuoco".
Tutto qui,ma perchè solo Fassino? e perchè no D'Alema?
La prima cosa che mi viene in mente è perchè D'Alema non si è mai degnato di rispondere insieme a Veltroni alle lettere aperte,riprese da tutti i media, che  Di Pietro sottopose ai due in data 10/10/2000 chiedendo tra le altre cose,dopo l'accertamento di finanziamenti illeciti coperti dalla prescrizione: "a quale piano e a quale stanza  bussavano Gardini e Panzavolta quando portavano miliardi a Botteghe Oscure"?
Risposta che non c'è mai stata, altrimenti Di Pietro avrebbe " messo la mano sul fuoco" anche sull'integrità morale di D'Alema, o non è così?




17 giugno 2007

NON C'E' LIMITE AL RIDICOLO...

Uno spettacolo indecente e ridicolo quello che D'Alema e i DS stanno offrendo al paese, chi l'avrebbe mai detto, un attacco senza precedenti alla magistratura e in particolare ai magistrati che stanno indagando sulle scalate bancarie dei loro "compagni di merende" ,Unipol, Consorte&C.
La pubblicazione dei verbali delle intercettazioni telefoniche che vede coinvolti i DS,secondo D'Alema è " uno spettacolo indecente,avvenuto sotto lo sguardo trascurato della magistratura, si tratta di un reato e va perseguito" ; " Non è stato commesso nessun reato,non abbiamo nulla da temere, ma ci sono seri rischi per la democrazia" , così invece Fassino sulla bufera delle intercettazioni che si è abbattuta sui DS.
A questo punto viene spontaneo chiedersi se non aveva ragione Berlusconi quando negli anni scorsi denunciava con le stesse parole questi rischi, e poi se non hanno nulla da temere perchè se la prendono tanto?
E ancora,dov'erano D'Alema&C quando negli scorsi sulla stampa comparivano intercettazioni senza alcuna "rilevanza penale" , di stampo puramente scandalistico che hanno coinvolto nani e ballerine,veline e calciatori ecc. ecc. ?
Non ricordo di aver letto o sentito commenti indignati per quanto stava accadendo, o sbaglio?
Una cosa è certa, non c'è nulla che già non si sapesse in queste intercettazioni, ma l'immagine dei DS e del Partito Democratico,sul piano morale ne esce a pezzi.
Non c'è da meravigliarsi dunque se i magistrati invitano D'Alema a fare denunce,o se la ANM medita uno sciopero.
Incredibile infine che, colpevole di appartenere a un giornale che scrive articoli "non graditi" al ministro degli esteri e al suo partito, un giornalista della Stampa per ben due volte "viene cacciato" dall'aereo di stato, ma la cosa più grave è che tutto ciò viene fatto senza che dai colleghi giornalisti giunga una sola voce di dissenso, tipico della stampa acquattata ai piedi del potente di turno.
Mai mi sarei aspettato questi atteggiamenti da un professionista che fa politica da quando aveva i calzoni corti come D'Alema, certi comportamenti è meglio lasciarli ai Ceausescu o Castro di turno,  probabilmente ha perso la testa per la "barzelletta della presunta superiorità morale", ma anche al ridicolo c'è un limite.



16 giugno 2007

ANCHE TABACCI SI ARRENDE .

Ebbene si, anche Bruno Tabacci ha gettato la spugna, in un' intervista al quotidiano Libero il parlamentare dell'UDC ha annunciato che alla fine della legislatura lascerà definitivamente la politica.
Il motivo scatenante di questa decisione pare sia stata l'intervista al Tg 5 di Massimo D'Alema, dove il ministro degli esteri ha attaccato i magistrati e "blandito" il "moderato" Berlusconi, insomma Tabacci confessa di non raccapezzarsi più in questa politica dove è normale per un esponente  politico parlare con Consorte.
Ha vinto Berlusconi perchè secondo Tabacci " lui interpreta meglio di tutti la pancia del paese" e gli errori di Prodi lo fanno rimpiangere.
Tabacci mi stava pure simpatico, ha combattuto da dentro il centrodestra Berlusconi per il suo modo di fare politica, non capendo che in Italia non c'è più spazio per una nuova balena bianca,  che una delle poche cose buone di questa seconda repubblica è il bipolarismo,e che i cittadini non vogliono più dare mandati in bianco a nessuno.

 


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permalink | inviato da Aurora86 il 16/6/2007 alle 18:49 | Versione per la stampa


11 giugno 2007

CONSORTE FACCI SOGNARE...

Che i DS si occupino di alta finanza,affari e merchant bank piuttosto che di politica in senso stretto, è un fatto risaputo e noto, così come è altrettanto noto il “collateralismo” che li lega alle cooprosse, non a caso infatti la principale fonte di finanziamento pubblico al PCI-PDS-DS-PD  proviene da sempre dal mondo delle coop, per rendersene conto basta guardare i bilanci pubblici dei partiti depositati in parlamento,nel 2005 sono stati versati ai DS dal mondo delle coop circa 500.000 euro.

Deve essere per questo che si è creato un “verminaio” indistinguibile , denunciato più volte anche da Berlusconi, nel quale succede di tutto e di più, dove ad esempio nelle amministrazioni rosse capita che consiglieri,assessori, e presidenti di comuni,enti, province e regioni siano contemporaneamente amministratori di cooperative alle quali vengono assegnati appalti e servizi.

Non paghi di tutto ciò, ci si è tuffati nelle scalate bancarie e nell’alta finanza, tutti ricorderete la bollente estate del 2005,quando l’Unipol di Consorte e Sacchetti, appoggiata naturalmente da Fassino, D’Alema e i DS tentò la scalata alla BNL, cosa che fece esclamare Fassino :”siamo padroni di una banca”.

Oggi presso il tribunale di Milano il GIP Clementina Forleo  ha messo a disposizione dei legali tutte le trascrizioni legate alla vicenda per stabilire se e quali dovranno essere utilizzate nel processo contro Consorte&C ,il Giornale ne pubblica un primo stralcio, nulla di nuovo o che non fosse ampiamente noto, ma  tuttavia utile  per capire fino a che punto sia l’intreccio politica e affari.

 

 Milano - «Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini». Sono le parole che in una telefonata del 17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds. Si tratta di un brano di una delle 73 telefonate di cui alcuni dei legali degli 84 indagati dell’inchiesta milanese su Antonveneta e su altre scalate come Bnl stanno prendendo visione al settimo piano del Palazzo di Giustizia dopo il deposito da parte del Gip Clementina Forleo.

Fassino "chiede istruzioni" Il segretario dei Ds, Piero Fassino, con una telefonata del 5 luglio 2005, secondo la trascrizione, «chiede istruzioni» a Consorte perché, spiega, «devo incontrarmi con Luigi Abete». Abete è presidente di Bnl

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" Il 7 luglio del 2005 Massimo D’Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D’Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl. E D’Alema replica: «Facci sognare».

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte. Il 14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola La Torre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e La Torre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di La Torre.

Ricucci a La Torre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola La Torre.
La Torre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».

Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi.
La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:
Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops... Fassino: eh.
Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita.
La conversazione poco più sotto proseguirebbe:
Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
Consorte: sì.
Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così: - Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto...
Fassino: ehm.
Consorte: che però non si può dire oggi.
Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:
Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
Fassino: qual è il problema?
Consorte: fa richieste assurde.

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" «Facci sognare! Vai!». È quel che avrebbe detto l’attuale ministro degli Esteri Massimo D’Alema all’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte in una telefonata intercettata sull’utenza di Consorte il 7 luglio 2005, alle 23:18, la cui trascrizione ha potuto essere oggi letta dalle parti. Il colloquio è tra Consorte e Latorre ma a un certo punto il telefono viene passato a D’Alema che, rivolgendosi a Consorte a proposito della scalata Bnl, secondo quanto è trapelato- gli direbbe:
D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta.
D’Alema: facci sognare. Vai!
Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
D’Alema: va bene, vai!

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte.
Il
14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola Latorre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e Latorre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di Latorre.
Ricucci a Latorre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola Latorre.
Latorre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».
Dice Latorre a Ricucci: «Ormai sei diventato un pericoloso sovversivo. Rosso oltretutto».
Ricucci replica: «Ho preso da Unipol io tutto, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol».


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permalink | inviato da Aurora86 il 11/6/2007 alle 16:25 | Versione per la stampa

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