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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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5 aprile 2009

LO SCIOPERO COME ANTIDOTO ALLA CRISI

Se dal punto di vista pratico una manifestazione come quella di ieri, organizzata in solitario da Epifani e dalla CGIL , contro il governo, gli altri sindacati confederali, Confindustria e tutte le altre parti sociali, non è servita a nulla, bisogna però riconoscere che ha ragione il ministro Brunetta quando afferma che “ anche queste scampagnate non fanno male contro la crisi perché muovono treni,ristoranti,autobus ecc. ecc. “ , e allora ben vengano queste manifestazioni, se ne facciano di più, augurandosi che magari ci sia anche più gente, perché come al solito si danno i numeri senza cognizione di causa, per la questura infatti i presenti non erano più di 200.000, la CGIL ne ha dichiarato 2.700.000 , eppure la manifestazione si è svolta al Circo Massimo dove qualche mese fa si era tenuta quella del PD guidato da Veltroni, e proprio in quella occasione , anche allora furono date cifre iperboliche poi smentite dalla questura e dalle riprese aree del Corriere, nessuno ha potuto contestare la teoria di Cicchitto sull’impenetrabilità dei corpi,confermata peraltro dal Sole24Ore, la quale dimostra senza tema di essere smentita che, tenendo conto delle misure e calcolando 4 persone per metro quadro nell’arena del Circo Massimo anche gremito sino all’inverosimile non possono entrarci più di 300.000 persone, lascio a voi ogni ulteriore considerazione.
Così come non mi meraviglia affatto che autorevoli esponenti del partito democratico erano presenti a “titolo personale” alla manifestazione, che pena vedere rappresentanti di un partito che si definisce riformista tanto da non entrare nemmeno nel PSE perché vuole andare oltre, partecipare ad uno sciopero organizzato dal più “massimalista dei sindacati”, per difendere la conservazione contro l’innovazione, come si sono ridotti i vari Franceschini, Bersani, D’Alema ,Fassino ecc. , pur di avere un po’ di visibilità non esitano a manifestare fianco a fianco con Ferrero,Bertinotti, e Di Pietro, e a “scioperare contro la pioggia”, questi non sono alla frutta, ma al caffè e all’ammazzacaffè.
Il problema vero è che una volta la CGIL era la cinghia di trasmissione del partito verso la società, ed era il partito che ne decideva la linea, come non ricordare quando un “vigliacco” come Di Vittorio piegò la testa e obbedì a Togliatti rimangiandosi le sue considerazioni sull’invasione dell’Ungheria e sugli operai di Danzica, oppure Trentin che venne messo da Berlinguer a presidiare i cancelli della Fiat negli anni ottanta fino ad essere sconfitto dalla marcia dei quarantamila prima, e dal referendum sulla scala mobile poi.
Adesso invece è il sindacato che guida , Epifani ha assunto su di se la responsabilità dell’opposizione e detta la linea, Franceschini & C. seguono ma non troppo, poiché la parte moderata del partito non è d’accordo.
Chiudo qui perché c’è da scompisciarsi dalle risate.






18 marzo 2009

QUESTA CRISI LA PAGATE VOI










8 marzo 2009

SI AL PONTE SULLO STRETTO

Il CIPE ha dato via libera all’investimento per le infrastrutture per un totale di circa 18 miliardi, alla somma di 16,6 mld prevista inizialmente sono state aggiunte ulteriori risorse per 1,2 mld destinati all’edilizia scolastica e carceraria.
Tra le infrastrutture finanziate c’è il ponte sullo stretto con 1,2 mld su 6 di spesa complessiva previsti, 2 mld per il completamento della SA-RC, e poi ancora infrastrutture per l’EXPO 2015,Metropolitana di Roma, Metropolitana Campana,la pedemontana Lecco – Bergamo, Mose di Venezia ecc.
Le opere sono tutte cantierabili nel giro di 6 – 8 mesi , viva soddisfazione, riguardo al ponte sullo stretto è stata espressa dal governatore della Sicilia,Lombardo, e dal presidente del senato Schifani, speriamo sia la volta buona, l’inizio dei lavori è previsto nella primavera del prossimo anno, l’opera sarà completata nel 2016.
Soddisfatto anche il presidente dell’ANAS,Ciucci, poiché con lo stanziamento di 2 miliardi sarà interamente completato il rifacimento della Salerno – Reggio Calabria.
Nella conferenza stampa che è seguita a Palazzo Chigi, il Premier Berlusconi ha rivendicato con orgoglio le misure messe in campo per fronteggiare la crisi, 9 miliardi complessivi per gli ammortizzatori sociali, altri 9 miliardi di fondi ministeriali accentrati a Palazzo Chigi destinate alle imprese, il pacchetto infrastrutture e altri provvedimenti per un totale di oltre 55 miliardi : “ nessuno in Europa ha fatto di più dell’Italia per fronteggiare la crisi economica, gli stati che hanno speso di più , sono stati costretti a farlo per il salvataggio degli istituti di credito e non come supporto all’economia”.
La crisi è pesante ma non tragica, è dannoso per l'interesse di tutti noi se i media rappresentano questa crisi come tragica”.
Presente anche il ministro dell’economia Giulio Tremonti,che si è detto contrariato per come i media stanno seguendo la crisi e ha spiegato di non aver mai definito «orribile» l'anno che verrà: la situazione è «grave» ma «sotto controllo». E quanto alle misure adottate, il ministro non ha dubbi: «Abbiamo seguito la stessa strada intrapresa da Roosevelt durante la crisi americana, e per questo pensiamo che l'investimento più importante sia continuare a mantenere il proprio stile di vita. Sommando le cifre, quelle messe a disposizione dal governo italiano sono maggiori rispetto a quelle degli altri Paesi europei». E ancora, citando il presidente americano del New Deal, Tremonti ha detto: «Uscite a mangiare un hamburger e verniciate i vostri garage». È così, secondo Tremonti, «che l'economia potrà ripartire e per questo noi proseguiamo sulla nostra linea». Poi Tremonti ha concluso dicendo: «I nostri interventi hanno evitato al Paese di andare a fondo come invece aveva pianificato la sinistra». Anche, ad esempio, su Alitalia: «Senza l'intervento del governo, sarebbe costata tre volte».
Infine Berlusconi ha liquidato con tre parole la “boutade” dell’assegno di disoccupazione per tutti proposta da Franceschini e il PD : “ sarebbe un incentivo al licenziamento, soprattutto per piccoli imprenditori e artigiani”.
Quasi a conferma dell’ottimismo di Berlusconi arrivano le considerazioni della maggiore agenzia di rating mondiale Moody’s , secondo la quale il nostro paese sta meglio che in passato, e il rapporto del CENSIS che evidenzia come il paese di fronte alla crisi è tutt’altro che nel panico e allo sbando.
E a proposito di Partito Democratico mi tocca leggere anche che, secondo Marina Sereni, capogruppo PD alla camera, le famiglie italiane non sanno che farsene delle infrastrutture, forse secondo lei i 150.000 posti di lavoro che verranno creati non sono paragonabili a un generico “assegno di disoccupazione per tutti”, senza contare naturalmente l’importanza per lo sviluppo delle grandi opere, davvero si commenta da sola.
Così come appaiono del tutto ridicole le accuse a Berlusconi di vivere in un “Bunker dorato”, Berlusconi è l’unico che in mezzo al popolo ci sta bene come uno squalo nell’oceano indiano, ed è l’unico in grado di capire in anticipo e meglio di tutti quello che attraversa il paese, ne ha dato ampie dimostrazioni, sono coloro che si riuniscono nei loft e davanti ai caminetti che non sanno nulla del paese reale, ed è del tutto inutile giocare al tanto peggio tanto meglio nella disperata ricerca di recuperare il consenso perduto, in questi frangenti il paese ha il governo e Berlusconi come sicuri punti di riferimento, non ci sono alternative credibili, drammatizzando lo scenario chi rischia di essere travolto sono i “ professionisti della politica”, non certo Berlusconi che è l’antipolitico per eccellenza, nessuno infatti può pensare che Berlusconi sia lì per lo stipendio e i privilegi di parlamentare o primo ministro, lui non ne ha certo bisogno.












15 ottobre 2008

BUSH UN GRANDISSIMO PRESIDENTE

Silvio Berlusconi è stato ricevuto con tutti gli onori da George Bush alla Casa Bianca in occasione del Columbus Day, con l’accoglienza di solito riservata ai capi di stato e non ai leader di governo.
Il Premier Italiano ha definito Bush come un Presidente che la storia definirà “grandissimo”, "un uomo sensibile, di grandi principi e di grandi ideali", un uomo che non sa cosa sia il calcolo politico ma che "ha la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa", mentre l’inquilino uscente della casa Bianca si è detto entusiasta di ricevere uno statista di una grande nazione, un uomo di successo, e un amico degli Stati Uniti.
Il principale tema dei colloqui tra i due leader è stata la crisi finanziaria e Berlusconi si è detto assolutamente d’accordo con l’idea di Bush di organizzare a breve una riunione straordinaria del G8 per affrontare la crisi.
Un azione comune e concordata dei paesi europei e degli USA è assolutamente necessaria per dare risposte positive alla crisi globale, e per far si che l’economia reale non abbia a soffrirne troppo, ha sottolineato il Premier italiano durante la conferenza stampa congiunta nel giardino delle rose della Casa Bianca.
Bush ha ricordato come Italia e Stati Uniti operano insieme per far fronte alla crisi finanziaria ma anche alla sfida con il terrorismo, il presidente americano ha sottolineato quindi il ruolo dell’Italia nella lotta al terrorismo e il contributo dato dalle truppe italiane nei paesi dove sono impegnate.
Inoltre con Berlusconi si è parlato dell’applicazione delle sanzioni Onu contro Teheran perché l’Iran non deve avere l’arma nucleare e della recente crisi tra Russia e Georgia.
"La nostra amicizia affonda nella comunanza dei valori" e abbiamo di fronte nuove più vaste sfide "nelle quali non possiamo esimerci dal dare risposte concrete" ha detto il Premier italiano.
"I nostri due Paesi hanno affrontato insieme avversità e sfide che il tempo ci ha imposto".
"Sarò sempre grato all'America per aver salvato il mio popolo dal fascismo, dal nazismo e dal comunismo.
Negli anni a venire continuerò ad avere lo stesso rapporto di gratitudine verso l'America" ha detto ancora Berlusconi rivolgendosi a Bush. Anche per questo, ha proseguito il premier, i rapporti dell'Italia con gli Stati Uniti non cambieranno anche dopo l'elezione del prossimo presidente .
E a questo proposito Berlusconi ha avuto un cordiale colloquio telefonico con i due candidati alla Casa Bianca, il repubblicano MacCain e il democratico Barack Obama, durante il quale si è parlato della crisi finanziaria e dell’importanza della cooperazione, ed inoltre si è ribadito lo stato eccellente dei rapporti bilaterali tra l’Italia e gli USA,nonché le sfide e gli impegni di cui si occuperà la prossima presidenza italiana del G8.
Entrambi i candidati hanno assicurato la propria disponibilità a lavorare insieme per consolidare ulteriormente i rapporti bilaterali, infine Berlusconi ha fatto ad entrambi gli auguri per l’ultima fase della campagna elettorale.







13 ottobre 2008

L’ITALIA IN POSIZIONE OTTIMALE

"Per quanto riguarda l’Italia credo che noi siamo in una posizione francamente ottimale e molto migliore rispetto agli altri paesi". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del vertice di Parigi. In una dichiarazione al termine dell’incontro ha spiegato: "I quindici Paesi hanno trovato l’accordo per contrastare questa crisi che non è solo europea, ma globale. Hanno deciso di agire ciascuno nel proprio Paese in un modo tuttavia coordinato con gli altri. La novità più importante, che qualcuno ha definito storica, è che mentre fino a ieri gli aiuti di Stato all’economia, in questo caso alle banche, erano vietati, da oggi gli aiuti di Stato sono ritenuti indispensabili affinché la crisi della finanza non diventi una crisi di tutta l’economia e per far sì che nessuna banca possa andare verso un fallimento e nessun risparmiatore possa spendere dei soldi".Lo ha ripetuto più volte in questi ultimi tempi,il ministro dell’economia Tremonti: “ quando la tempesta passerà, l’Italia starà meglio di tanti altri paesi” .
In pratica al vertice G15 di Parigi si è deciso la garanzia dei governi sui prestiti interbancari fino al 31 dicembre 2009,ciascun governo agirà in stretto coordinamento con gli altri e con la UE, è prevista anche la possibilità per i governi di fornire alle istituzioni finanziarie i capitali necessari per assicurare il buon funzionamento dell'economia e di impegnarsi per le ricapitalizzazioni degli istituti di credito in difficoltà.
Il vertice di Parigi ha fatto proprie le indicazioni del G7 dei ministri dell’economia, che si è svolto sabato a Washington , dove è stato approvato un piano in cinque punti.
Al primo punto del piano approvato, i Paesi del G7 si dicono d'accordo sul dover "prendere azioni decisive e usare tutti gli strumenti disponibili per sostenere sistematicamente istituzioni finanziarie importanti e prevenirne il fallimento". Secondo punto, "compiere tutti i passi necessari per scongelare il credito e i mercati monetari e assicurare che le banche e le altre istituzioni finanziarie abbiano ampio accesso alla liquidità e alla raccolta".
Terzo passo: "Assicurare che le nostre banche e altri importanti intermediari finanziari, se necessario, possano raccogliere capitale da fonti sia pubbliche che private, in ammontare sufficienti per ristabilire la fiducia e permettere loro di continuare a finanziare privati e aziende". Quarto punto, "assicurare che i nostri programmi di garanzia sui depositi siano robusti e adeguati cosicché i risparmiatori continuino ad avere fiducia nella sicurezza dei loro depositi".
Infine, quinto punto, bisogna "compiere azioni, dove serve, per far ripartire i mercati secondari dei mutui e delle altre attività cartolarizzate".
Al termine del vertice, il ministro italiano dell'Economia, Giulio Tremonti, si è detto soddisfatto ("Sono state accolte molte nostre richieste"), così come il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Il piano licenziato dal G7 ha ricevuto il via libera anche dal Fondo monetario internazionale.
Il piano anticrisi finanziaria è stato accolto bene dai mercati , dopo la chiusura positiva dei mercati asiatici,le borse europee volano , Milano al momento è la migliore in Europa con gli indici a + 8% in attesa dell’apertura di Wall Street.
Oggi consiglio dei ministri straordinario per ratificare con decreto le decisioni del vertice di Parigi, assente il Premier Berlusconi, in visita ufficiale negli USA.









10 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI SENTONO PROTETTI

Dopo il decreto anticrisi,salva banche e risparmi, approvato l’altro giorno dal governo e le rassicurazioni del Premier Silvio Berlusconi sulla solidità dei nostri istituti di credito e i consigli dati dallo stesso sull’opportunità di non vendere le azioni che hanno subito vistosi ribassi,poiché destinate a recuperare il loro effettivo valore nel medio periodo, gli italiani si sentono “protetti e al sicuro” dalla crisi finanziaria che sta imperversando in tutto il mondo.
E’ quanto si evince da un sondaggio IPR Marketing commissionato da Repubblica, il quale rileva che il 71% dei cittadini italiani,dopo le misure e le rassicurazioni del governo, non teme l’effetto negativo del crollo delle borse mondiali sui loro risparmi.
Nessuna crisi di panico dunque, tutto tranquillo o quasi, è davvero una fortuna per il nostro paese,in questo delicato momento, avere a capo del governo un leader forte, carismatico e autorevole, che infonde fiducia e ottimismo alla nazione soprattutto per la sua storia di imprenditore prima che politico, o pensate forse che ci sia qualche altro ometto contemporaneo, politico di professione, che magari ha passato l’esistenza nei quadri del partito e nel sindacato, e in vita sua non ha mai lavorato, che possa avere tale credibilità e autorevolezza?
Certo preoccupano gli effetti che questo tsunami può avere sull’economia reale e sulle piccole -medie imprese, ma al momento la situazione è sotto controllo, la stessa bankitalia di concerto con il tesoro,ha predisposto un piano per agevolare la liquidità e il credito alle aziende.
Non tutti i mali comunque vengono per nuocere, i risparmiatori che fuggono dalle borse si riversano massicciamente sui titoli di stato,tanto che i tassi di interesse scendono giorno per giorno, e questo rappresenta una bella boccata di ossigeno per il nostro debito pubblico.
Inoltre con il decreto salva banche, in caso di intervento, è vero che il tesoro non entrerebbe direttamente nella proprietà degli istituti da ricapitalizzare, ma è altrettanto vero che dirigenti e manager saranno di gradimento del governo, e non sarebbe niente male mandare a casa un po’ di quei banchieri che andavano a votare per le primarie dell’Ulivo e del Partito Democratico.






8 ottobre 2008

NON ME NE FREGA NIENTE

Così Silvio Berlusconi ha risposto alle domande dei cronisti, all’uscita di Montecitorio dove ha incontrato i parlamentari del PDL,che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni del “perdente di successo” Veltroni, che si era detto disponibile a collaborare sulla crisi finanziaria.
Ai parlamentari del PDL il Premier ha consigliato di non perdere tempo in aula a replicare agli esponenti dell’opposizione,ma di votare e basta : “ abbiamo un alto consenso tra gli italiani , lasciateli dire e votate”.
Certo,adesso si alzeranno i lai del “perdente di successo”, in nessun paese democratico il premier risponde così” e altre sciocchezze del genere, ma è giusto così, se Berlusconi è un “anomalia” allora che lo sia sino in fondo,che diamine.
Non possiamo farci carico anche delle “crisi di autostima” di Veltroni che con i suoi bla bla quotidiani cerca di guadagnarsi un po’ di considerazione.
Così come trovo molto saggio il consiglio dato ai parlamentari di non perdere tempo a replicare su ogni cosa, il consenso si guadagna con i fatti,le chiacchiere lasciamole alla sinistra “parolaia e inconcludente”.




6 ottobre 2008

BORSE MONDIALI A PICCO

L’ennesimo giorno nero,dopo il tonfo dei listini asiatici, crollano anche le borse europee, Milano chiude a -8,24% , sullo tenore più o meno tutte le altre piazze del vecchio continente, Wall Strett in questo momento registra perdite intorno al 5%.
E’ evidente che gli investitori non hanno molta fiducia nel piano di salvataggio USA approvato da pochi giorni,di cui Bush chiede qualche tempo per renderlo pienamente operativo, ma è altrettanto evidente la scarsa fiducia nelle rassicurazioni dei leader europei sulla difesa del sistema bancario.
Il G4 di sabato, che ha riunito Francia,Germania,Italia e Inghilterra, insieme presidente della Bce, Jean - Claude Trichet, quello della Commissione europea Josè Manuel Barroso e dell’Eurogruppo Jean - Claude Juncker per discutere sulle misure più consone da adottare per fronteggiare una crisi finanziaria di questa portata, di veramente concreto però non si è deciso nulla, salvo il solenne impegno dei leader di garantire i risparmiatori e la liquidità necessaria per sostenere l’economia.
E’ stata accantonata per il momento la proposta del presidente francese Sarkozy,sostenuta da Berlusconi, di creare un fondo europeo per sostenere il sistema bancario, per le resistenze della Germania e in parte dell’Inghilterra, ed è appunto l’incapacità europea di dare fino a questo momento risposte comuni, che secondo me, crea più del dovuto sfiducia negli investitori.
Insomma l’Europa quando serve,come al solito è divisa, mai una risposta comune e unitaria nemmeno di fronte a una catastrofe finanziaria di questo tipo,poi ci si meraviglia della poca fiducia dei cittadini che vedono soltanto un Europa dei burocrati e finanzieri e non un Europa dei popoli.
Soltanto oggi pomeriggio,dopo il crollo delle borse in tutto il continente, il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari Joaquin Almunia ha richiamato i paesi dell'Ue a coordinare le proprie decisioni per fronteggiare la crisi finanziaria e a non agire in ordine sparso, così come il presidente Barroso ha annunciato che ha deciso di convocare una task-force di esperti per la gravissima crisi finanziaria del momento, speriamo che,come al solito, non si chiudano le stalle dopo che i buoi sono scappati.
Infine dopo tutte queste notizie deprimenti, finalmente una notizia tranquillizzante, il “perdente di successo”,alias Veltroni, oggi tra le altre banalità che va ripetendo ormai quotidianamente, ha dichiarato che la crisi richiede risposte adeguate e non infantile propaganda, mentre Bersani addirittura lamenta il “non coinvolgimento” del PD, insomma coloro,che sino a qualche mese fa, vagheggiavano di “tesoretti inesistenti” , avrebbero le ricette idonee per affrontare una crisi finanziaria mondiale senza precedenti, è tutto da ridere se non ci fosse da piangere.






2 ottobre 2008

GLI ITALIANI NON PERDERANNO NEMMENO UN EURO

«Non consentirò attacchi speculativi sulle nostre banche e non accetterò che i cittadini italiani perdano neanche un euro dei loro depositi».
Questo il messaggio forte che Silvio Berlusconi ha lanciato ieri ai mercati, mentre era in corso l’attacco speculativo su alcuni dei principali istituti di credito italiani, contemporaneamente il ministro dell’Economia,Tremonti diffondeva una nota in cui si affermava che d’intesa con la Banca d’Italia saranno adottate le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario e la difesa dei risparmiatori secondo le indicazioni del governo e del Premier.
Dopo queste dichiarazioni il titolo dell’Unicredit in borsa,uno degli istituti sotto attacco degli speculatori, che perdeva oltre il 7% ha chiuso la seduta in netto rialzo del 11,6%.
D’altra parte, spiega ancora il Premier, «il Paese è attrezzato per dare delle risposte e il nostro sistema bancario è lontano rispetto a quello degli altri Paesi». Un’analisi che parte da lontano: «Il valore di un’impresa è dato dal suo reddito e dalle previsioni di reddito. E le aziende in Italia sono sane. Quando il reddito di un’impresa supera del 3 o 4 per cento il valore delle azioni in Borsa, quella azienda è sottovalutata. Oggi ci sono aziende sottovalutate del 12 o 13».
Gli immobili in Italia non hanno subito flessioni di prezzo, gli istituti di credito operano sul territorio con migliaia di sportelli e il sistema dei mutui italiano concede a chi investe per una casa al massimo il 50%,l’Italia è un paese manifatturiero per eccellenza non è un paese della finanza.
Al di la delle rassicurazioni, comunque non ci si può fare illusioni, l’onda lunga della crisi finanziaria americana in qualche modo si farà ancora sentire da noi, Tremonti stesso che ha avuto il merito di prevedere con largo anticipo ciò che sta succedendo,non sa e non può dire quando terminerà la tempesta,così come non può dirlo nessuno.
Intanto il senato USA ha approvato il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari messo a punto dall’amministrazione Bush, i candidati alla presidenza McCain e Obama hanno votato a favore, oggi torna all’esame della camera che lo aveva bocciato per soli 12 voti.
Tremonti continua a tranquillizzare mercato e risparmiatori : "Le conseguenze della crisi rimangono contenute, la liquidità delle banche rimane adeguata" ,così il ministro dell’economia in audizione alla camera dei deputati.
Speriamo di cavarcela senza danni, e soprattutto che la tempesta passi presto.










29 settembre 2008

E’ UNA CRISI DI AUTOSTIMA

Non credevo ai miei occhi quando ho letto qualche passo dell’intervista che Veltroni ha rilasciato al Corriere della Sera, in Italia con Berlusconi si corre il rischio di autoritarismo, modello Putin, svuotamento della democrazia e altre corbellerie che vi risparmio per carità di patria, non solo, mentre sorridevo incredula, mi è toccato leggere che questo governo è solo dedito alla presa del potere, il che detto da uno che ha sostenuto un governo di 100 e più poltrone,che ha lottizzato persino il cancro,vedi il caso del Prof. Cognetti al Regina Elena, è semplicemente ridicolo, per non dir di peggio.
Senza contare poi che in fatto di autoritarismo e “modello Putin” lui è un vero esperto, non a caso andava ai festival della gioventù comunista a Berlino Est, a discutere di “rivoluzione proletaria” e “eurocomunismo” con i tetri e sanguinari burocrati di Breznev.
Io credo che quello di cui soffre Veltroni, è una pesante crisi di autostima, unita alla frustrazione di non contare nulla, anche e soprattutto all’interno del suo partito,dove è contestato quotidianamente da una ventina di correnti sino all’ultimo militante, esemplare la vicenda Alitalia,dopo aver cercato di far fallire la trattativa con l’appoggio di Epifani, è stato costretto a fare marcia indietro da alcuni big “pensanti” del partito, i quali si erano accorti che si rischiava di scottarsi di brutto,visto che l’opinione pubblica, a stragrande maggioranza incolpava del fallimento la CGIL e il Partito Democratico.
Veltroni faccia tesoro dei consigli che gli ha rivolto dal palco della festa del PD di Firenze, l’ex ministro Parisi : “ Prenda esempio da Berlusconi su come fare il leader” , invece di confondere la fantascienza con la realtà, oscillando tra il modello Obama e Di Pietro rimarrà solo con un pugno di mosche in mano, ma forse ormai è troppo tardi, presto sarà rottamato dai suoi stessi compagni.










4 febbraio 2008

LA PAROLA AL PAESE !

"La cosa migliore per affrontare i gravi problemi dell’Italia e’ quella di dare il più presto possibile al paese un governo legittimato dal voto popolare, nel pieno del suo potere. Ci auguriamo, ma crediamo che sarà così, che terminate questa consultazioni, il capo dello Stato possa indire subito le elezioni. È un’esigenza del paese avere un governo operativo che possa risolvere problemi veramente gravi". Lo ha affermato, al termine del suo colloquio con il presidente del Senato, Franco Marini, il presidente Silvio Berlusconi. "Abbiamo confermato la nostra disponibilità a un dialogo con l’altra parte, con le persone di buonsenso e di buona volontà: e’ una cosa che sta nel nostro sentimento e che anche dopo le elezioni potrà trovare conferma da ciò che noi faremo. La persona con cui e’ più facile andare d’accordo e’ il presidente Berlusconi. Sono una persona concava e convessa, a secondo dell’interlocutore che ho davanti. Con noi e’ sempre possibile trovare soluzioni di buonsenso".
Uscendo da Palazzo Giustiniani, Berlusconi ha definito "plausibile" l’ipotesi che in caso di vittoria elettorale, la presidenza di un ramo del Parlamento vada all’opposizione. Quanto alla legge elettorale, rispondendo alle domande dei cronisti, Berlusconi ha spiegato: "Quella attuale ha consentito la governabilità alla Camera, dove il centrosinistra ha vinto per 24 mila voti. Al Senato ha avuto la maggioranza la coalizione che ha preso addirittura 250 mila voti in meno. Nessuna legge elettorale avrebbe assicurato, in quel caso, la governabilità. Soltanto la decisione che aveva preso il centrodestra di divisione nella campagna elettorale all’estero, ha consentito al centrosinistra di avere una maggioranza di due senatori. Quindi questa legge può dare ottimi risultati, e lascia anche libertà agli schieramenti nell’attuale situazione, che vede una distanza importante tra il centrodestra e la sinistra, una distanza che alcuni sondaggisti stimano in 10 punti, e altri addirittura in 16. Questo da’ libertà ai partiti più importanti delle coalizioni, di decidere con chi vogliono presentarsi alleati, e immagino che se ciò che viene detto dal leader del Pd sarà nei fatti, di chi sottoscrive un preciso e concreto programma".
Quanto alla possibilità di un accordo in extremis col Pd, rilanciata stamani da ’il Giornale’, Berlusconi ha ribadito: "E’ un’ipotesi che non esiste. Per quanto ci riguarda potrebbe essere un’utopia ma significherebbe che il Pd cambia veramente pelle, tutto, i contenuti, rinuncia al suo passato, fa autocritica, dicendo che vuole essere un partito socialdemocratico europeo e occidentale".
4/2/2008
Bene,dopo aver chiuso lo spiraglio di Marini, la crisi di governo può avere un solo sbocco: “la parola al popolo sovrano” , l’unica cosa che rimane da fare al capo dello stato è il decreto di scioglimento delle camere, le date più probabili per le prossime elezioni sono il 6 o il 13 Aprile.




2 febbraio 2008

STANNO DANDO IL PEGGIO…

Pur di evitare le elezioni, scalerebbero a piedi anche i ghiacciai,cosi ironizza Casini che sottolinea la “confusione che viene dal Pd, che un giorno evoca la legge tedesca e il giorno dopo evoca il referendum sono due cose antitetiche”.
La crisi di governo che il presidente incaricato Marini sta cercando di risolvere con poche probabilità di successo,provoca ogni giorno nuovi e incredibili scenari, dopo aver rinnegato quello che hanno sostenuto sino a qualche giorno fa e cioè “se cade prodi si va a votare con questa legge”,la sinistra sta dando il peggio,terrorizzati dalle urne si attaccano a qualunque cosa pur di rimandarle.
E così dopo le parti sociali che vogliono una nuova legge elettorale, si scopre,incredibile dopo due anni che,la legge vigente sarebbe addirittura anticostituzionale, Veltroni propone subito una “grande coalizione", ma la ciliegina sulla torta è rappresentata dagli antireferendari che tutto d’un botto vogliono il referendum prima delle elezioni.
Solo dieci giorni fa
D’Alema dichiarava al Corriere :” Il referendum non risolverebbe, non è il giudizio di Dio. Il sistema elettorale che ne verrebbe fuori rischia di creare ulteriore confusione”. 
Ieri invece con una lettera aperta sempre al Corriere si propone di
scavalcare il parlamento e invoca il referendum “Ritengo che prima di andare alle elezioni si debba correggere la legge elettorale. Penso che se il Parlamento non è in grado di farlo,cosa che invece ritengo possibile e auspicabile , si debba consentire ai cittadini di decidere attraverso il referendum legittimamente richiesto e ammesso. Penso che fare altrimenti sarebbe lesivo di un diritto democratico e finirebbe per approfondire il varco tra i cittadini e le istituzioni”. Roba da ricovero
Il Paese ha bisogno di un governo forte e autorevole che sia in grado di governare e decidere, legge elettorale e riforme costituzionali benché necessarie non sono una priorità in questo momento, e non sono avvertite come tali dalla stragrande maggioranza dei cittadini,comunque si faranno dopo il voto, si è impegnato in questo senso Berlusconi, l’ultima cosa di cui ha bisogno l’Italia in questo momento è di un qualsiasi governicchio che tiri a campare.
Le elezioni ancorché anticipate ,sono il momento più alto di una democrazia, non bisogna aver paura ,come dice giustamente Mastellasono un bagno purificatrice” ,rimandarle non può che peggiorare la situazione.



Update: I presidenti del Comitato "Elezioni Subito", Renato Brunetta, e Fabrizio Cicchitto, si chiedono perchè il presidente del Consiglio incaricato Franco Marini ha ricevuto questa mattina i rappresentanti del comitato per la riforma della legge elettorale.
"Ci chiediamo - dicono - a che titolo siano state convocate. Se per essere convocati basta formare un comitato qualsivoglia, perchè non convocare il comitato da noi presieduto e costituito da circa un'ora per andare alle "Elezioni subito"?
E’ incredibile lo spettacolo a cui si sta assistendo, dopo sindacati,commercianti,artigiani e Confindustria anche il comitato per il referendum e un non meglio identificato “comitato per le riforme” sono stati ricevuti dal presidente incaricato Marini, insomma mancano solo le giovani marmotte e poi siamo al completo, in pratica tutti costoro decidono al posto del parlamento e del popolo sovrano se si deve andare alle urne o no,e poco importa che 2 italiani su 3 vogliono andare a votare senza se e senza ma.
Quando saranno sentiti i cittadini?
E’ inutile prendersela con l’attuale legge elettorale,nessun sistema può garantire l’omogeneità e i voti che non si hanno, basti solo ricordare che nel 1998 vigeva un altro sistema eppure la sinistra fece la stessa fine, ora come allora il governo Prodi cadde dopo circa due anni,la storia non si ripete mai a caso, si tratta di “incapacità endemica” o anche quella legge era sbagliata?
Ai detrattori dell’attuale legge che ,secondo loro non garantirebbe stabilità,è opportuno ricordare che con la precedente si sono avuti ben 6 governi in 7 anni dal 1994 al 2001 (Berlusconi,Dini, Prodi1, D’Alema1,D’Alema2,Amato).
Basta tirarla per le lunghe,al voto,subito!


30 gennaio 2008

INUTILE MANDATO ESPLORATIVO.

"Io spero che non ci sia un mandato esplorativo. Leggevo un libro di Mark Twain che si chiedeva: cosa sono gli esploratori? Twain aveva la massima sfiducia negli esploratori, perche’ non fanno altro che rivedere le stesse coste di un fiume, gli stessi posti che tanti hanno gia’ visto e poi dopo pretendono di legare il loro nome a quella che chiamano una loro scoperta. L’esploratore, in realta’, e’ del tutto inutile, dal momento che si e’ gia visto quanto sia difficile formare un governo".
Così l’On .Paolo Bonaiuti ha commentato l’ipotesi che il Presidente della Repubblica Napolitano affidi un mandato per risolvere la crisi politica al presidente del senato Franco Marini.








29 gennaio 2008

ELEZIONI PER DARE AL PAESE SUBITO UN GOVERNO.

"Riteniamo che non ci sia altra strada se non quella di ritornare al voto, per dare al Paese un governo immediatamente operativo". Lo ha affermato Silvio Berlusconi uscendo dal colloquio con il Capo dello Stato nel quadro delle consultazioni per il dopo Prodi.
"Con il capo dello Stato abbiamo anche parlato della legge elettorale attuale. E secondo noi ha consentito una piena governabilità alla Camera pur ad una coalizione che aveva vinto per soli 24 mila voti. Non l’ha consentita invece al Senato, per il semplice fatto che la sinistra aveva avuto lì 250 mila voti in meno del centrodestra".
Berlusconi ha poi sottolineato che l’attuale situazione di divaricazione delle due coalizioni con un forte vantaggio del blocco liberale rispetto alla sinistra, offra la possibilità per le due coalizioni di decidere "chi possa restare nella coalizione sottoscrivendo una piattaforma programmatica molto rigida, pena l’esclusione dalla coalizione stessa. Quindi riteniamo che l’attuale legge elettorale sia in grado oggi di garantire nell’immediato una maggioranza che possa esprimere un governo capace di durare per i cinque anni di una legislatura".
Rispondendo alle domande dei giornalisti dopo aver spiegato la posizione che aveva appena illustrato al capo dello Stato a nome di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha poi commentato certe frasi attribuitegli dalla stampa su eventuali proteste di piazza per ottenere il voto anticipato.
"C’e’ stata una disinformazione piena, totale e direi vergognosa. Perché il senso delle mie affermazioni era il contrario di quello indicato da alcuni mezzi di informazione. Noi abbiamo avuto molte richieste per manifestazioni dalla nostra base ma abbiamo rinunciato a questo".
Riguardo all’ipotesi di un mandato esplorativo per cercare di risolvere al crisi di governo, il nostro presidente ha osservato:
"Il mandato esplorativo penso che sia un qualcosa davvero inutile: c’e’ già Napolitano che sta svolgendo benissimo questo tipo di attività, quindi non ne vedo la ragione".
E quanto all’idea di realizzare in fretta le riforme attraverso un esecutivo a tempo, Berlusconi ha risposto: "Rapidamente le riforme non si possono fare perché si dovrebbe intervenire sulla struttura costituzionale. E per fare questo ci vuole troppo tempo. E l’Italia, in questo momento, non si può permettere di avere un governo sospeso finché non si chiude il capitolo delle riforme".
Irrealistico anche pensare ad un accordo bipartisan ampio su una nuova legge elettorale. "Noi eravamo aperti ad un dialogo, che peraltro vogliamo continuare, ma avevamo accettato quello che era il Vassallum. Poi c’e’ stata una prima versione che ha cambiato le cose perché le circoscrizioni venivano ridotte da 60 a 32. Infine c’e’ stata una seconda versione, senza peraltro sentire i nostri tecnici, e questa seconda bozza e’ andata in una direzione inaccettabile".

29/1/2008




25 gennaio 2008

SUBITO ELEZIONI,NO A MANOVRE DI PALAZZO.

"E’ necessario che non si facciano manovre di Palazzo per la legge elettorale, cosa che non sarebbe di alcuna utilità, ma che si vada subito al voto". Lo ha affermato Silvio Berlusconi intervenendo con una telefonata al Tg 4 poco dopo il voto al Senato che ha negato la fiducia al governo Prodi e aperto la crisi. Il presidente ribadisce la sua contrarietà ad ipotesi di esecutivi tecnici o istituzionali perché "quello che è accaduto al Senato rispecchia il voto degli italiani, la maggioranza che sostiene il governo Prodi è implosa e bisogna restituire subito la parola agli elettori".
E per quanto riguarda le prospettive future, ha commentato:"Ora ci sarà una campagna elettorale nella quale diremo agli italiani cosa faremo nei primi cento giorni di governo. Il paese ha bisogno di un governo immediatamente all’opera che rimedi ai guasti fatti dal centrosinistra. Se il governo Prodi fosse proseguito i problemi sarebbero aumentati, io sono convinto che ci sono tante possibilità di rimediare, noi abbiamo in mente che cosa fare".
Il prossimo passo nella prassi istituzionale, prevede le consultazioni del Capo di Stato: "Diremo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dobbiamo apprestarci per ridare il prima possibile la parola agli elettori. C’e’ bisogno al più presto di un governo che operi, mettendo riparo a tutti i guasti che sono venuti da questi 20 mesi di governo della sinistra e che finalmente possa operare in direzione dello sviluppo e del benessere per il Paese."
Berlusconi ha ribadito che l’attuale legge elettorale non ha bisogno di cambiamenti: "Subito alle elezioni con questa legge elettorale, anche perché la sinistra non e’ riuscita a trovare un accordo su un sistema elettorale diverso. Anche con questa legge elettorale avremo una maggioranza vasta, anche al Senato, almeno di 30 senatori".
Quando agli equilibri interni alla Cdl, Silvio Berlusconi ha assicurato: "Il blocco liberale di tutti coloro che non si riconoscono nella sinistra e’ sempre esistito: ci sono stati personalismi vari ma oggi c’e’ armonia e tutti ci riconosciamo uniti nella necessità di dare vita a una maggioranza coesa basata sugli stessi valori e con un programma ben preciso che abbiamo già in mente. Non ci sono sorprese che gli italiani si possano attendere da parte nostra".
24/1/2008




22 gennaio 2008

ALLE URNE SUBITO,TEMO ESCAMOTAGE.

Questo in sintesi il pensiero di Silvio Berlusconi, sulla crisi aperta dall’annuncio di Clemente Mastella di uscire dalla maggioranza e votare no ad una nuova fiducia al governo Prodi.
"Il fatto di voler portare alle Camere la crisi ritengo sia un formalismo inutile a meno che non nasconda qualche trappola o che si voglia certificare la crisi per via parlamentare per cercare di guadagnare tempo e tentare di raccogliere altri voti".
Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con Panorama del giorno su Canale 5, dopo aver sottolineato: "Credo che Prodi sia arrivato al capolinea e credo che non ci siano strade diverse se non prendere atto di questa crisi. Credo che il governo istituzionale non sia una soluzione, bisogna tornare alle urne in primavera. Ma Prodi - aggiunge - è pervicacemente attaccato al potere, ho saputo che anche stanotte nella riunione della sua parte politica si è proposto candidato. Secondo lui il leader non deve essere Walter Veltroni ma egli stesso".
Ci presenteremo alle elezioni con la lista del Popolo della Libertà insieme agli alleati che non vorranno confluire"., ha annunciato il leader azzurro, segnale importante che la CDL si sta ricompattando attorno al suo leader. "Il centrodestra sarà unito perché non ci sono mai state divisioni sul programma, né sui valori che sono quelli della libertà e dell’Occidente". Se si andrà ad elezioni anticipate a primavera "ci presenteremo con il Partito del popolo della libertà che negli ultimi sondaggi, prima di Natale, viene dato al 40%".
Insomma Berlusconi, nonostante sia ormai chiaro che Mastella non ritornerà sulle sue decisioni e che al senato non c’è più una maggioranza numerica dopo che quella politica è finita ormai da un pezzo,non si fida del tutto,e secondo me ha ragione, le poltrone sono un collante formidabile a cui Prodi & C sono aggrappati come polipi agli scogli, non sarei certo meravigliata se qualche senatore della CDL lanciasse una scialuppa di salvataggio,anche se è oggettivamente difficile salire su una barca che fa acqua da tutte le parti.






7 dicembre 2007

LA CRISI E’ INEVITABILE,MA CHI STACCA LA SPINA?

Con l’ennesimo voto di fiducia al cardiopalmo al senato, dove il governo è stato salvato per l’ennesima volta dal voto favorevole di ben cinque senatori a vita,il tutti contro tutti nella maggioranza??? ha assunto dimensioni tragicomiche:
-Dini: "Mi pare che il governo stia arrivando al capolinea. Le dichiarazioni del presidente della Camera Bertinotti e quelle degli esponenti principali di Rifondazione comunista dicono che il governo ha fallito, ha fallito su pensioni, precariato, salari, sulla redistribuzione delle risorse e chiedono una verifica al governo che sposterebbe ancora di più al sinistra l'asse del governo''
-Ferrero: “ Considererei il fatto di uscire dal governo ma di rimanere in maggioranza come la condizione più fessa che ci possa essere”, questo dopo che il segretario del suo partito e il presidente della camera parlano senza mezzi termini di fallimento del governo.
-Di Pietro: "Piaccia o non piaccia, dopo il voto di fiducia di ieri in Senato, la maggioranza politica non c’è più e di questo va preso atto. Per questo noi dell’IDV chiediamo non solo una verifica politica ma che si avvii un nuovo processo costituente affinché la prossima coalizione sia una coalizione del fare sullo stesso programma e non della logica dello stare insieme solo contro qualcuno. Non se ne può più di litigiosità. Meglio scomporre e ricomporre i poli in modo più omogeneo".
-Mastella: "Ho parlato con il mio capogruppo alla Camera, se Rifondazione comunista o altri partiti della sinistra, nonostante l’impegno preso dal ministro Chiti ieri sera e da me stesso per evitare già ieri la crisi di governo, che ci sarebbe stata senza l’impegno di modificare alcuni elementi che nulla hanno a che fare con la vicenda della sicurezza, come i temi di genere e natura sessuale, se Rifondazione comunista dice che non si toccano e viene lasciato tutto inalterato, per noi, e mi rivolgo al presidente del Consiglio e il capo dello stato, è crisi di governo. Se è così, togliamo la fiducia al governo. Se, viceversa, Rifondazione e gli altri accettano l’idea che su questioni di rilevanza di valori non si può mortificare il parlamento conducendolo, in prigionia politica, attraverso strumenti da cavallo di Troia come quello del voto di fiducia, si discute liberamente".
-Bordon: «La situazione dimostra che da tempo non c’è più la maggioranza politica. Non credo che si possa aspettare gennaio, così non si può andare avanti».
-Sgobio(PDCI) : “Quello che è successo ieri è l’ennesima dimostrazione che i problemi per il Governo provengono dagli ’estremisti di centro, che usano le loro ’mani libere per picconare la coalizione”.
Queste alcune dichiarazioni che dimostrano ancora una volta,casomai ce ne fosse bisogno, che una maggioranza non c’è e non c’è mai stata ne politicamente e meno che mai nei numeri,in pratica fin qui hanno governato i senatori a vita, con il parlamento bloccato,incapace di legiferare perché basta un solo dissenso,non in aula ma in una qualsiasi commissione per bloccare tutto.
Si può pensare di andare avanti ancora così? Il paese ha bisogno di un “governo che governi”,non di un esecutivo impegnato solo a sopravvivere a se stesso a qualunque costo,aggrappati alle poltrone come polipi agli scogli.
Dopo tutte queste parole ci sarà qualcuno che si decide a staccare la spina per il bene dell’Italia?

              


17 novembre 2007

LE RIFORME? SOLO DOPO IL VOTO.

Vi propongo l’intervista di Silvio Berlusconi al quotidiano La Stampa.

«Se ho paura di essere accerchiato, di avere tutti contro? Guardi, io sono contento di essere accerchiato. Mai come ora ho tanto consenso nel Paese. Lascio a tutti gli altri, alleati compresi, i giochi di Palazzo e il teatrino della politica».
Niente da fare. Tutti gli chiedono di ripensarci, di sedersi al tavolo delle riforme, ma Silvio Berlusconi non ci pensa proprio. Nell’atrio della sede di Forza Italia, a via dell’Umiltà, il Cavaliere ripete che ha solo due obiettivi in testa: la caduta del governo Prodi e le elezioni. Se gli altri accettano di fissare la data del voto nel 2008 si può parlare di tutto, altrimenti no. Né è impressionato dal cambio di rotta degli alleati. O meglio, le aperture della Lega e dell’Udc al confronto sulla legge elettorale non le condivide, ma le comprende. I toni usati da Gianfranco Fini no. In privato si è anche arrabbiato: «Ha il vizio di litigare con tutti». In pubblico tenta, invece, di ricucire sul piano politico e non. Da quella sera in cui Fini dopo aver visto su «Striscia la notizia» la storia della sua relazione con Elisabetta Tulliani chiamò al telefono Ignazio La Russa ospite di «Matrix» per ordinargli: «Vieni via, sulle reti Mediaset non andiamo più».
Berlusconi, non pensa di aver sbagliato in qualcosa con i suoi alleati?
«Io non ho nulla da rimproverarmi. Nei confronti di nessuno. Certo se poi qualcuno mi tira in ballo per “Striscia la notizia”, che debbo dire? Come si può pensare che io possa essere, chessò, il mandante di una trasmissione di satira che tutti i giorni mi prende in giro. A parte questo, Fini ha ragione. Sono addolorato. Me la sarei presa anch’io. Del resto, sono io che gli ho telefonato per esprimergli la solidarietà. Né tantomeno - per parlare di un’altra accusa che mi fanno - ho spinto Daniela Santanchè a lasciare An»».
Non ha sbagliato neppure a puntare sulla caduta del governo sulla Finanziaria?
«Io non ho mai fissato una data. Ho parlato solo con esponenti del centrosinistra che dicevano peste e corna del governo. Poi è chiaro che se qualcuno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare. Senza contare che i senatori hanno subìto intimidazioni. Il governo ha fatto una pioggia di regali. Gli italiani all’estero hanno ricevuto un forfait di 36 milioni. Alla fine, la sopravvivenza del governo è costata un miliardo di euro».
Alla fine, però Prodi è ancora là...
«Vede, io comprendo l’etica della responsabilità di cui parla Dini. Non credo però che questo governo possa andare avanti. Le dichiarazioni di Dini sono state chiare. Addirittura, non mi aspettavo che Bordon e Manzione facessero un’uscita simile. Né che fossero seguiti a ruota da Pallaro. Ora stanno mettendo in piedi un gruppo parlamentare. Questo gruppo sarà padrone della legislazione. Deciderà ciò che va approvato e cosa no. E c’è ancora la Finanziaria, il welfare e tante altre cose. Il governo cadrà. Neanche le polemiche dentro il centrodestra bloccheranno questo processo. E se ci sarà la crisi, si andrà al voto. E, subito dopo, saremo noi ad aprire immediatamente una stagione per le riforme».
E se, invece, Prodi durasse?
«Loro continueranno a perdere consenso...».
E lei se ne starà fermo. Non aprirà neppure sulla legge elettorale?
«Ci sono troppe posizioni nella maggioranza. Neppure la proposta di Veltroni è chiara. Non ci sono le condizioni per sedersi ad un tavolo per un dialogo serio. E, a ben vedere, neppure dentro il centrodestra c’è una posizione univoca. Ad esempio, se An accettasse un sistema come quello proposto da Veltroni, non conterebbe più niente. Verrebbe marginalizzata».
D’accordo, ma intanto Fini, Casini e Bossi hanno accettato di dialogare con la maggioranza.
«Gli interessi dei partiti del centrodestra sono comuni. Nessuno è uscito dalla coalizione e tutti vogliono mandare a casa Prodi. E comunque, senta bene, qualsiasi dialogo non può prescindere da Forza Italia che è il primo partito del Paese».
Ma i suoi alleati ce l’hanno con lei...
«Io ho dovuto sempre ragionare con tutti, mediare. Mi creda, non è una cosa facile. A volte è estremamente faticosa. E’ proprio il mio ruolo che mi fa dire che non sono fungibile, perché nessuno potrebbe avere la pazienza che ho io».
E se la legge elettorale fosse accompagnata dall’impegno di votare nel 2008?
«Sono a disposizione. Parliamone. E’ quello che vogliono gli italiani. Per ora, non ci sono proposte che giudichiamo valide».
Eppure il suo consigliere preferito, Gianni Letta, ha ipotizzato in un libro-intervista una vasta coalizione per le riforme.
«Intanto si tratta di un’intervista rilasciata mesi fa. Comunque io e Letta siamo le persone più ragionevoli che si possano trovare. Ma lo siamo sulle cose, appunto, ragionevoli, non su quelle impossibili. Chi ha fatto a suo tempo, subito dopo il voto, l’offerta di una grande coalizione? Io. Ma adesso dovremmo condividere la responsabilità del disastro provocato da Prodi. Ora le grandi intese o il governo istituzionale non sarebbero una mossa giusta».




27 ottobre 2007

CHE ALTRO DEVE SUCCEDERE ANCORA?

Dopo il caos delle votazioni al senato di ieri,che hanno visto la pseudo maggioranza andare sotto per ben 7 volte,alcune delle quali su provvedimenti importantissimi come la chiusura della società Ponte sullo Stretto di Messina, non si capisce davvero cos’altro debba succedere ancora per rendersi conto della crisi irreversibile che sta vivendo il governo.
Quando si è costretti ad andare a recuperare in fretta e furia nelle toilette del senato una quasi centenaria senatrice a vita come la Montalcini,che ne aveva pur diritto dopo ore passate in aula,per non rischiare ulteriori cedimenti,significa soltanto che si è su un binario morto, e bisognerà pur scendere dal treno.
Per la prima volta  ieri ho provato un senso di pena per Prodi, dopo che ha chiamato le telecamere per lanciare un appello ai suoi ed esigere(Sic) il rispetto degli impegni,mentre in senato succedeva di tutto, in altre circostanze avrei riso,ieri no, ho visto soltanto un uomo disperato che cercava di salvare il salvabile, che non ha avuto rispetto nemmeno di se stesso e della sua dignità.
Ancora una volta oggi,Dini ha confermato di non avere più vincoli di coalizioni perché il partito con cui è stato eletto(La Margherita) non esiste più,ha ribadito quindi di avere le mani libere e che una finanziaria che non riduce le tasse e aumenta le spese,bocciata da tutti gli organismi nazionali e internazionali va profondamente cambiata in parlamento, e dello stesso avviso sono altri senatori della maggioranza,senza contare le continue liti fuori e dentro le aule parlamentari.
In queste circostanze,l’unico augurio che si può fare,per il bene dell’Italia, è che l’agonia di questo governo  finisca al più presto.




22 ottobre 2007

PER IL BENE DELL’ITALIA,ANDATE A CASA…

Ormai è una babele, il tutti contro tutti che da sempre agita governo e presunta maggioranza sta raggiungendo in questi giorni livelli inauditi di ridicolo, dopo che una parte di maggioranza è scesa in piazza non si capisce se contro il loro stesso governo o se contro  l’altra parte che lo sostiene, che in quello stesso momento era riunita con l’opposizione a difendere la legge Biagi oggetto della manifestazione, Di Pietro ha pensato bene di attaccare Mastella per la vicenda De Magistris chiedendo implicitamente a Prodi le dimissioni del ministro della giustizia.
Mastella avrà anche tutti i difetti di questo mondo,ma ha il pregio di parlare chiaro e diretto, dopo aver apostrofato Di Pietro come “analfabeta del diritto” e rivendicato di non aver mai chiesto “prestiti e mercedes agli amici indagati”, ha chiesto un immediata verifica di maggioranza : “ormai è una guerra continua, se facciamo schifo ce ne andiamo”, e minacciato di non votare la finanziaria.
Prodi continua a stare in trincea continuando a ripetere che “va tutto bene” , ma forse lo dice soltanto per convincere se stesso mentre tutto crolla intorno a lui,questo dopo che reduce dal vertice europeo di Lisbona,la credibilità dell’Italia è scesa ai minimi termini,Francia,Inghilterra e Germania hanno dato vita a un super direttivo economico,escludendo l’Italia,e il presidente del consiglio ha candidamente ammesso di non” saperne nulla”.
Intanto al senato gli orfani e i delusi del Partito Democratico cercano nuove collocazioni politiche, circolano insistentemente voci di più senatori che sarebbero passati con diversi partiti del centrodestra, ogni votazione potrebbe essere l’ultima.
L’Italia ha bisogno di un “governo che governi” , autorevole e che sia in grado di decidere, questo Circo Barnum può solo fare danni, è diffusa comunque la convinzione che siamo ormai nei “minuti di recupero”, che possono essere uno,due,tre, ma poi la partita si chiuderà,la crisi è vicina.
Sarebbe altresì utile al paese risparmiare questa penosa agonia,
PER IL BENE DELL’ITALIA ,ANDATE A CASA, STACCATE LA SPINA.






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