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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























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un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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15 maggio 2009

D'ALEMA:I RESPINGIMENTI DEI CLANDESTINI NON LI HA INVENTATI MARONI







5 dicembre 2008

LA GUERRA CIVILE NEL PD

Leader si nasce,non si diventa, l’intervista di ieri rilasciata da Veltroni a Repubblica , dimostra in modo inequivoco,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, la guerra civile in atto nel partito democratico, la ventina di correnti, o se vi piace di più “associazioni culturali” , sono impegnate in un tutti contro tutti senza esclusione di colpi.
Tutti chiedono la testa di Veltroni, ma ufficialmente non lo dice nessuno, tranne Parisi che continua imperterrito a fare il “grillo parlante” in casa del PD, D’Alema nega qualsiasi coinvolgimento in manovre contro il segretario, ma i suoi uomini fanno di tutto per smentirlo, e Walter sbotta: “basta veleni chi vuole un nuovo leader venga allo scoperto”, ma difficilmente otterrà risposte conclusive, molto meglio logorarlo poco alla volta.
E così dopo poco più di un anno dalle primarie che lo incoronarono, Veltroni cammina sul cumulo di macerie in cui si è ridotta la sua leadership, autorevolezza e credibilità nulle, tutto questo frutto di grossolani errori strategici, in primis il fatto di andare da soli alle elezioni, poi un po’ meno soli portandosi dietro i radicali e alleandosi con il trebbiatore di Montenero,Di Pietro, alleanza che è andata tutto a vantaggio di quest’ultimo che,una volta entrato in parlamento ha detto no ad un gruppo parlamentare unico con il PD rinnegando gli accordi presi in precedenza, e ha preso a smarcarsi da una linea comune di opposizione, prediligendo la sua, manettara e giustizialista.
Veltroni si è così ritrovato assediato e preso in mezzo da Berlusconi al governo e da Di Pietro all’opposizione, costretto a inseguire ora l’uno ora l’altro senza una linea politica credibile e lineare.
Poi la gestione dilettantesca di casi come la vicenda Alitalia e la Commissione di Vigilanza Rai con l’elezione di Villari cacciato dal partito, hanno dato il colpo di grazia alla credibilità e autorevolezza di Veltroni.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che il partito in periferia è saldamente in mano ai ras locali, che al nord autorevoli dirigenti come Chiamparino e Cacciari chiedono insistentemente un partito locale perché il PD romano è distante dalle problematiche di quelle realtà, che nelle amministrazioni locali,dopo gli scandali di Genova e l’Abruzzo, a Firenze e Napoli ci sono inchieste della magistratura che si sussurra potrebbero portare alla luce un verminaio di dimensioni inimmaginabili il quadro è completo.
Come ciliegina sulla torta è tutt’altro che risolto, in vista delle elezioni della prossima primavera, la collocazione del partito in ambito europeo, con Fassino che va a firmare il manifesto del PSE e Rutelli che dice non moriremo mai socialisti.
Non ci vuole molto dunque per capire che, il partito democratico, se non imploderà prima, entro un altro anno sarà costretto di nuovo a cambiare nome e simboli.

UPDATE : Oggi si è avuta un altra prova dell’autorevolezza e del carisma di Veltroni, aveva chiesto a Bassolino di farsi da parte, ma il discusso governatore della Campania non solo non lascia, ma addirittura raddoppia : “ valuterò nei prossimi mesi in regione e nel partito il da farsi, per il momento porto avanti assieme alla nuova giunta , il mio impegno per Napoli e la Campania “ , così ha risposto Bassolino.
Intanto il sindaco di Firenze, Dominici, la cui giunta è indagata dalla magistratura per il coinvolgimento nella tangentopoli fiorentina, e lo stesso dopo essere stato intercettato è stato ascoltato dai magistrati come “persona informata sui fatti”, ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica poiché “schifato” (Sic), e si è andato ad incatenare davanti alla sede del gruppo Espresso-Repubblica, per protestare contro il modo in cui i giornali del gruppo hanno trattato la vicenda politica – giudiziaria che ha coinvolto la sua giunta, cosa che ha fatto dire a Berlusconiallora io mi sarei dovuto incatenare tutti i giorni”.
Insomma si è toccato il fondo,ma imperterriti, si continua a scavare.




18 novembre 2008

SI ALL’IMMUNITA PER D’ALEMA

Nell'esame del caso Unipol non potranno essere utilizzate le intercettazioni delle conversazioni telefoniche nelle quali compare la voce di Massimo D'Alema. Il Parlamento Europeo ha infatti negato oggi la revoca dell'immunità parlamentare necessaria visto che all'epoca dei fatti l'ex ministro degli Esteri aveva un seggio a Strasburgo.
La decisione dell'Europarlamento è stata presa in sessione plenaria a stragrande maggioranza: 543 voti a favore, 43 contro e 90 astensioni.
Adnkronos

Bene così , chi mi legge sa che io non sono certo una “garantista” a corrente alternata, e che l’uso eccessivo di intercettazioni da parte della magistratura , magari per uso politico , rappresenta un grave problema di libertà e tutto ciò mi indigna, chiunque ne sia vittima.
Pertanto prendo atto con soddisfazione di questa decisione che convalida l’orientamento emerso in commissione giustizia dell’europarlamento, presieduta tra l’altro dall’Avv. Gargani di Forza Italia.
Però secondo me, per uno come D’Alema che ha chiesto e si avvale dell’immunità dell’europarlamento, dire in occasione dell’approvazione del “ Lodo Alfano” alla camera dei deputati : “ Presidente Berlusconi si faccia processare serenamente” rappresenta una contraddizione in termini e una rovinosa caduta di stile,non convenite?




11 luglio 2008

IL RITORNO DELLO STATISTA

Voi non ci crederete ma ho apprezzato tantissimo l’intervento ieri in aula di Massimo D’Alema, quando è intervenuto nella discussione sul lodo Alfano e tra l’altro ha anche chiesto a Berlusconi di rinunciare al lodo e affrontare i giudizi che lo riguardano a testa alta.
Sono sobbalzata sulla sedia e mi sono detta: “ finalmente è tornato lo statista che noi tutti conosciamo”.
Perché diciamolo francamente , l’estate scorsa avevano stupito un po’ tutti le sue reazioni e quelle dei DS, quando il GIP di Milano Clementina Forleo aveva richiesto al parlamento l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni che riguardavano lui , Fassino e La Torre, motivandole come “inquietanti interlocutori di conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata”.
Immaginatevi quindi lo stupore nel sentire i diessini che parlavano di “teoremi e complotti” , ricostruzioni forzate e condanne preventive,e ancora di più nel sentire D’Alema parlare di “minaccia per la democrazia” ,”attacco allo stato di diritto”, e addirittura : “ chi pensa di usare intercettazioni illegali contro i propri avversari politici è fuori da ogni civiltà democratica”.
Insomma i DS sembravano Forza Italia e si faticava molto nel distinguere tra D’Alema e Berlusconi.
Da ieri finalmente però è tornata la normalità, D’Alema è ritornato lo statista di sempre e Berlusconi colui che deve difendere se stesso e il parlamento dalla “minaccia democratica” di magistrati politicizzati che vogliono sovvertire la volontà popolare.
Adesso è tutto a posto,possiamo tirare tutti un grosso sospiro di sollievo.




20 maggio 2008

DA SOLI MA ANCHE NO

Dopo che il capolista della monnezza campana Massimo D’Alema ha ufficializzato l’esistenza di “correnti” (Sic) nel partito democratico “basta guardare come si danno gli incarichi”, e che “bipolarismo non significa necessariamente bipartitismo”, Walter Veltroni ha iniziato a lavorare per costruire un nuovo centrosinistra, incontrando al Loft Claudio Fava coordinatore della sinistra democratica.
Al termine dell’incontro quest’ultimo commenta: “ E’ la fine dell’autosufficienza proclamata e declamata” , si guarda alla sinistra che sia disposta ad accettare la sfida del governo fanno sapere dal Loft, si dunque a un “nuovo centrosinistra su base programmatica”.
Finisce dunque l’era del no ai veti, della vocazione maggioritaria e di tutte le novità contrabbandate in campagna elettorale, a cui gli italiani tra l’altro non hanno minimamente creduto, è l’ammissione del fallimento.
D’Altronde la sconfitta alle politiche e alle amministrative è stata pesantissima e la resa dei conti nel partito democratico è stata soltanto rinviata, le uniche possibilità di sopravvivenza di Veltroni alla guida del PD sono legate al dialogo con Berlusconi sulle riforme e alla costruzione di una nuova alleanza programmatica del centrosinistra,anche perché alle europee del prossimo anno il risultato delle politiche già non esaltante, difficilmente sarà ripetuto in assenza di “voti utili” e antiberlusconismo.
Insomma bisogna tornare a parlare e presto anche con Rifondazione e compagni, non mi meraviglierei certo se anche Prodi ritornasse in pista, sarebbe la migliore dimostrazione di come tutto deve cambiare senza che cambi nulla.




23 aprile 2008

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEI COGLIONI

Il capolista della “monnezza” campana, Massimo D’Alema a Roma per sostenere il candidato sindaco Rutelli, spiega ai cittadini perché votare un sindaco di centrosinistra, non perché sia più capace o offra maggiori garanzie del suo rivale Alemanno ma semplicemente perché : ''Dal punto di vista della democrazia e' conveniente, visto che ci dobbiamo sciroppare 5 anni di Berlusconi, che questo governo abbia di fronte dei sindaci di centrosinistra in grado di garantire la dialettica. Se invece governerà tutto il centrodestra, ci saranno meno garanzie per il Paese''.
In pratica ai cittadini non deve fregare nulla di programmi e progetti, l’importante è eleggere un sindaco di centrosinistra per contrastare lo strapotere di Berlusconi, ovvero quando la politica vola alta, la migliore dimostrazione che anche a Roma se la fanno sotto e hanno paura di perdere , paura confermata dallo stesso D’Alema.” Siamo preoccupati che questa ondata di destra travolga anche la città di Roma e vogliamo fare in modo che invece, con Rutelli continui l'esperienza dell'amministrazione del centrosinistra della città”.
Ma non è tutto, il capolista della ” monezza” ha anche fatto un “arguta analisi politica” sul recente risultato elettorale: “ Una parte dell'elettorato si e' fatta ingannare dalle promesse di Berlusconi, ha pensato che se era ricco lui, allora lo sarebbero diventati tutti “, e meno male che costui è considerato uno dei migliori politici del proprio campo,figuriamoci gli altri…..
Le stesse argomentazioni e considerazioni, sempre uguali
dopo ogni tornata elettorale dal 1994 ad oggi, non è cambiato nulla, una sana autocritica mai.
Eppure mai come nell’ultima campagna elettorale Berlusconi ha ripetuto fino alla noia e messo nero su bianco che “non facciamo e non promettiamo miracoli”, e ci saranno “ sacrifici e momenti difficili” , nonostante ciò è stato premiato da una valanga di voti e riportato a Palazzo Chigi a “furor di popolo”, mi sembra del tutto inutile ribadire che costoro vivono su “second life” e sono lontani e distanti dalla gente.
Altrimenti forse qualcuno avrebbe considerato il fatto che, dopo i programmi le promesse fatte nella campagna elettorale del 2006 :” noi non aumenteremo le tasse,le abbasseremo” ,puntualmente disattese come i cittadini hanno potuto verificare guardandosi in tasca, dunque carta straccia, non ci sarebbero stati più tanti “coglioni disposti a votare contro i propri interessi” .
E che non bastava candidare a capolista shampiste, pseudo precarie, raccomandate, operai, imprenditori, figli di “capitani coraggiosi” ecc. ecc. per tentare una ardita operazione di maquillage e sbianchettamento atta a nascondere i “ rimasugli” di un malgoverno che ha “stremato e impoverito” il paese, e neppure le dichiarazioni di voto di centinaia di pseudo artisti,nani e ballerine perché sono gli spettatori ed il popolo che vota .
Ed è questa appunto “ l’insostenibile leggerezza dei coglioni”.




13 marzo 2008

LA SINISTRA NON CANDIDA I FASCISTI ,LI PORTA DIRETTAMENTE AL GOVERNO.

"Ciarrapico è uno dei mille candidati del PDL, un indipendente che non conterà niente nella politica del Ppe".
Così Silvio Berlusconi, mentre presenta a Roma la campagna dei “Camper Della Libertà”, risponde alle domande sul caso del candidato del PDL, Giuseppe Ciarrapico, che in un'intervista a Repubblica aveva detto di non aver mai rinnegato il fascismo. "Su Ciarrapico - dichiara Berlusconi - la sinistra è tornata quella di sempre. Dobbiamo riprendere a parlare dei comunisti nelle liste del Pd e dei loro misfatti? Ciarrapico vi ha fatto comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a De Benedetti e Caracciolo. Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo".
Una Polemica strumentale di chi ormai non sa più a cosa attaccarsi, visto che le rimonte di cui parlano Veltroni e gli esponenti del partito democratico esistono solo nella loro fantasia.
Questi signori hanno però la memoria corta, la sinistra infatti i fascisti non li candida,li porta direttamente al governo.
E’ successo qualche anno fa,esattamente nel 1999, Romano Misserville , già vicepresidente del senato e uno dei fondatori di Alleanza Nazionale, successivamente espulso per aver fondato il movimento “Destra di Popoloaderì all’UDEUR di Mastella e diventò sottosegretario del secondo governo D’Alema.
Fu costretto a dimettersi dopo un intervista al quotidiano La Repubblica nella quale si definiva di destra ed ex fascista senza pentimenti, accostava la figura di D'Alema a quella di Giorgio Almirante e non nascondeva il proposito di collocare il dipinto ad olio raffigurante Mussolini che custodiva nel suo studio legale nel suo ufficio al ministero.
E ancora “D'Alema avrà lo stesso rispetto di Togliatti che io ho di Mussolini e di Almirante".
Insomma D’Alema in versioneBoia chi molla”.
Qualcuno avvisi Veltroni e Franceschini,ci vogliono davvero delle facce di bronzo degne di miglior causa, per fare prediche antifasciste al Popolo Della Libertà e a Silvio Berlusconi.






2 febbraio 2008

STANNO DANDO IL PEGGIO…

Pur di evitare le elezioni, scalerebbero a piedi anche i ghiacciai,cosi ironizza Casini che sottolinea la “confusione che viene dal Pd, che un giorno evoca la legge tedesca e il giorno dopo evoca il referendum sono due cose antitetiche”.
La crisi di governo che il presidente incaricato Marini sta cercando di risolvere con poche probabilità di successo,provoca ogni giorno nuovi e incredibili scenari, dopo aver rinnegato quello che hanno sostenuto sino a qualche giorno fa e cioè “se cade prodi si va a votare con questa legge”,la sinistra sta dando il peggio,terrorizzati dalle urne si attaccano a qualunque cosa pur di rimandarle.
E così dopo le parti sociali che vogliono una nuova legge elettorale, si scopre,incredibile dopo due anni che,la legge vigente sarebbe addirittura anticostituzionale, Veltroni propone subito una “grande coalizione", ma la ciliegina sulla torta è rappresentata dagli antireferendari che tutto d’un botto vogliono il referendum prima delle elezioni.
Solo dieci giorni fa
D’Alema dichiarava al Corriere :” Il referendum non risolverebbe, non è il giudizio di Dio. Il sistema elettorale che ne verrebbe fuori rischia di creare ulteriore confusione”. 
Ieri invece con una lettera aperta sempre al Corriere si propone di
scavalcare il parlamento e invoca il referendum “Ritengo che prima di andare alle elezioni si debba correggere la legge elettorale. Penso che se il Parlamento non è in grado di farlo,cosa che invece ritengo possibile e auspicabile , si debba consentire ai cittadini di decidere attraverso il referendum legittimamente richiesto e ammesso. Penso che fare altrimenti sarebbe lesivo di un diritto democratico e finirebbe per approfondire il varco tra i cittadini e le istituzioni”. Roba da ricovero
Il Paese ha bisogno di un governo forte e autorevole che sia in grado di governare e decidere, legge elettorale e riforme costituzionali benché necessarie non sono una priorità in questo momento, e non sono avvertite come tali dalla stragrande maggioranza dei cittadini,comunque si faranno dopo il voto, si è impegnato in questo senso Berlusconi, l’ultima cosa di cui ha bisogno l’Italia in questo momento è di un qualsiasi governicchio che tiri a campare.
Le elezioni ancorché anticipate ,sono il momento più alto di una democrazia, non bisogna aver paura ,come dice giustamente Mastellasono un bagno purificatrice” ,rimandarle non può che peggiorare la situazione.



Update: I presidenti del Comitato "Elezioni Subito", Renato Brunetta, e Fabrizio Cicchitto, si chiedono perchè il presidente del Consiglio incaricato Franco Marini ha ricevuto questa mattina i rappresentanti del comitato per la riforma della legge elettorale.
"Ci chiediamo - dicono - a che titolo siano state convocate. Se per essere convocati basta formare un comitato qualsivoglia, perchè non convocare il comitato da noi presieduto e costituito da circa un'ora per andare alle "Elezioni subito"?
E’ incredibile lo spettacolo a cui si sta assistendo, dopo sindacati,commercianti,artigiani e Confindustria anche il comitato per il referendum e un non meglio identificato “comitato per le riforme” sono stati ricevuti dal presidente incaricato Marini, insomma mancano solo le giovani marmotte e poi siamo al completo, in pratica tutti costoro decidono al posto del parlamento e del popolo sovrano se si deve andare alle urne o no,e poco importa che 2 italiani su 3 vogliono andare a votare senza se e senza ma.
Quando saranno sentiti i cittadini?
E’ inutile prendersela con l’attuale legge elettorale,nessun sistema può garantire l’omogeneità e i voti che non si hanno, basti solo ricordare che nel 1998 vigeva un altro sistema eppure la sinistra fece la stessa fine, ora come allora il governo Prodi cadde dopo circa due anni,la storia non si ripete mai a caso, si tratta di “incapacità endemica” o anche quella legge era sbagliata?
Ai detrattori dell’attuale legge che ,secondo loro non garantirebbe stabilità,è opportuno ricordare che con la precedente si sono avuti ben 6 governi in 7 anni dal 1994 al 2001 (Berlusconi,Dini, Prodi1, D’Alema1,D’Alema2,Amato).
Basta tirarla per le lunghe,al voto,subito!


14 ottobre 2007

L'ITALIA UMILIATA.

La decisione dell'Ue di penalizzare oltre misura l'Italia riducendo di 6 il numero dei suoi europarlamentari,da 78 a 72, dà la misura piena di una politica estera a dir poco demenziale, di un prestigio del nostro paese ridotto ai minimi storici, di una totale, assoluta, dilettantesca incapacità di  D'Alema e Prodi di rappresentare il nostro paese sulla scena internazionale.
L’Europa ci penalizza più di ogni altro paese visto che perderemo la parità con Francia e Inghilterra e addirittura la Spagna non ne perderà nemmeno uno.
Ma il bello è che a giugno,a detta dei relatori del provvedimento,il rumeno Severin e il francese Lamassoure, sembra che Prodi abbia accettato senza battere ciglio questa ipotesi : “e solo adesso a mesi di distanza viene a dirci che non gli sta bene? ” chiosa Lamassoure.
Addirittura sembra che questo dossier sia stato sottovalutato e dimenticato nei cassetti di Palazzo Chigi e della Farnesina, a riprova di un dilettantismo mai visto,e non si è fatto nulla nonostante che su questo argomento si possa godere di un totale e convinto appoggio anche della CDL.
Intanto il provvedimento è stato approvato dall’europarlamento che ha bocciato tutti gli emendamenti presentati dai deputati italiani,il testo è passato con 378 sì, 154 no e 109 astenuti.
Al punto in cui si è arrivati sarà molto difficile cambiare la situazione,se non a prezzo di lunghe e laboriose trattative , oppure l’Italia dovrà porre il veto,ma per far questo occorrono gente con gli attributi, e con gli attuali governanti la missione è pressoché impossibile.






17 settembre 2007

TE LO DO IO IL BOLLINO...

Dopo il V-Day, Grillo invitato dai DS per la festa dell’Unità a Milano, non si è fatto sfuggire l’occasione per prendere a “pesci in faccia” proprio il partito che lo ospitava.
Ne ha avuto per tutti: D'Alema, Baffino, quello che mi accusa di derive fasciste ma che qualche tempo fa telefonava a Fiorani in mutande, chiedendogli se facevano insieme una banca”, il Partito Democratico: “Una roba che nasce morta”, del resto “come fai a credere a un partito che in Campania, come tutor dei giovani, sceglie De Mita?”,c’è ne anche per la moglie di Berlusconi, alla quale dice "te la prendi con le veline ma hai sposato un puttaniere",e via di questo passo.
Ma il bello doveva ancora venire, poiché Grillo annunciava attraverso il suo blog che :"I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli. I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi".
"Dai Comuni - spiega Grillo- si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblichero' sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza 'beppegrillo.it'. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione.
In effetti si sentiva il bisogno di avere in Italia un altro “autoeletto rappresentante della società civile” che assegna bollini blu e patenti di democraticità a destra e a manca, come se non bastassero quelli che già ci sono, l’unico errore che può fare la politica è quello di prenderlo troppo sul serio.
L’Italia ha bisogno si di una politica fatta in mezzo alla gente e per la gente, e su questo,tranne poche lodevoli eccezioni deve recitare il “mea culpa”, ma quello di cui non ha certamente bisogno sono i “guitti&giacobini da operetta”, forcaioli da strapazzo, giustizialisti con vantaggi editoriali, nani e ballerine ,che venderebbero anche la madre per apparire sulle prime pagine dei media.
La politica è una cosa troppo seria per lasciarla nelle mani di costoro,ne va del nostro futuro.




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permalink | inviato da Aurora86 il 17/9/2007 alle 15:50 | Versione per la stampa


12 settembre 2007

POLTRONIFICIO PRODI .

 Ci sono almeno tre buoni motivi per aspirare legittimamente a una poltrona ben remunerata e partecipare con qualche speranza alla grande lotteria delle nomine del premiato “poltronificio Prodi”: aver contribuito con il premier al disastro dell’Iri, essere transitati almeno una volta dalle parti di Bologna, aver subito una sonora trombatura elettorale. A queste condizioni almeno uno strapuntino, se non una comoda poltrona, è garantita per chi voglia (e chi non vuole?) partecipare della grande abbuffata alla ricca tavola imbandita dal governo dell’Unione.

La nomina dell’inossidabile Fabiani, che i paleontologi ricordano essere stato nel Pleistocene instancabile mediatore tra il segretario Dc De Mita e il presidente dell’Iri Prodi, è soltanto l’ultima perla inanellata dal premier. Le cronache ci rammentano che al professore resta soltanto il rammarico, al quale porrà al più presto rimedio, di non avere ancora piazzato l’ultimo dei suoi fedelissimi rimasto a digiuno, Alessandro Ovi.

Si prendono tutto, con una spartizione senza precedenti”. Chi l’ha detto? Gennaro Migliore, di Rifondazione, all’indomani dell’ultima infornata di nomine all’Enav, alle autorità portuali, all’Anas, alla Cassa Depositi e Prestiti. E se lo dicono loro.

Era cominciata come era cominciata. Con Massimo D’Alema che, all’indomani della risicata vittoria elettorale, con la sua aria da maestrino leggeva a Porta a Porta la tesi numero nove del programma: “Ridurre ministri e ministeri”.

Risultato: la “carica dei 102”, record mondiale assoluto di affollamento governativo.

Poi l’assalto alle istituzioni: due comunisti alla Camera e al Quirinale, Marini presidente con i voti dei senatori a vita. Strada facendo, l’azzeramento dei vertici dei servizi senza un minimo di condivisione delle scelte con l’opposizione, e il vergognoso siluramento del generale della Finanza Speciale, colpevole di aver messo il naso nello scandalo Unipol.

Infine, l’assalto all’arma bianca a tutti gli enti e a tutte le posizioni di sottogoverno. Ecco spuntare così tutti i vecchi amici di Prodi all’Iri: Maurizio Prato all’Alitalia, l’ex direttore generale dell’Iri Ciucci all’Anas, Nicolò Piazza a Sviluppo Italia, Dominedò alla Patrimonio spa.
Non poteva mancare una “spruzzatina” di bolognesi (ad esempio alla Consob) e di “figli di”: primo fra tutti Filippo Andreatta, nel cda di Finmeccanica.

Gli alleati di Prodi non si sono fatti mancare nulla:

  • Pecoraro Scanio ha firmato una raffica di decreti di nomina alla presidenza dei parchi, non dimenticando Leo Autelitano, segretario dei verdi trombato alle elezioni in Calabria;
  • Rutelli si è appropriato del cinema, con nomine a Cinecittà, all’Istituto Luce, a Filmitalia;
  • Di Pietro ha sistemato anche il suo avvocato personale, Sergio Scicchitano;
  • il viceministro De Piccoli si è occupato delle autorità portuali di Bari, Trieste e Livorno, ma scalpita per sistemare un altro autorevole trombato, l’ex sindaco di Civitavecchia, Tidei.

Tra i grandi enti, le Poste sono già nel mirino. Purtroppo per Prodi Enel, Eni e Finmeccanica sono quotate in Borsa e dovrà aspettare le assemblee societarie del 2008. Ma non vede l’ora di arraffare anche queste: per Finmeccanica scalpita Zappa che, chi l’avrebbe mai detto, lavorava con il premier all’Iri.

L’unico colpo che non gli riuscito del tutto: la direzione generale della Rai, dove pure c’è un certo Cappon, che l’Iri ce l’ha nel sangue per paternità e per averci lavorato.

Prodi avrebbe voluto Perricone, che è andato alla Rcs. Ma il premier è stato ampiamente risarcito: è un settimanale rizzoliano Oggi, il cui direttore ha acquistato a peso d’oro le foto di Sircana e le ha tenute sapientemente sottochiave. Favori che non si dimenticano.
Thanks a Potere Sinistro

L'unico commento che si può fare a tutto ciò,è riconoscere fondate e motivate le preoccupazioni di Mastella,quando durante la fase di formazione del governo sbottò : " nemmeno la democrazia cristiana nel 1948 si sognava di occupare tutti gli spazi ,è in atto un arraffa arraffa mai visto",che purtroppo aggiungo io, non si fermerà certo qui.




11 settembre 2007

ALLEANZE DI NUOVO CONIO...

Piero Fassino,a proposito delle alleanze di “nuovo conio” del Partito Democratico, e convinto come tutti del resto,che con una maggioranza risicatissima non si possa più andare avanti a lungo, invita a ristrutturare la squadra di governo e ad aprire a nuove alleanze con UDC e la Lega Nord.
L’UDC non ha i numeri per sostituire la sinistra radicale nella maggioranza,inoltre qualche giorno fa lo stesso Casini citando un sondaggio da lui stesso commissionato,osservava che il 60% degli elettori dell’UDC non voterebbero mai il partito,ove questo si spostasse a sinistra, e ribadiva quindi di essere alternativo all’attuale maggioranza.
Solo qualche giorno fa lo stesso Fassino insieme a Rutelli , chiedeva a Berlusconi di “espellere” la Lega Nord dal centrodestra dopo le dichiarazioni di Bossi, forse perché ci si vogliono alleare loro?
Mi sembra molto difficile che si possa rompere l’asse Bossi-Berlusconi-Tremonti, e in ogni caso nemmeno la Lega Nord ha i numeri per sostituire la sinistra radicale, il tutto senza tener conto del fuoco di sbarramento che arriva dal governo e da molti partiti della maggioranza.
L’ipotesi di alleanza della sinistra con la Lega Nord,ricompare ciclicamente ogni volta che ci sono difficoltà, memorabile l’intervento di D’Alema durante il congresso della Lega al Palatrussardi di Milano il 12 Febbraio 1995 :” LA LEGA NORD E' UN MOVIMENTO DEMOCRATICO POPOLARE,IL MAGGIOR PARTITO OPERAIO DEL NORD, UNA COSTOLA DELLA SINISTRA", e se non ci si allea con le costole…
Della serie, disposti a tutto,pur di salvare le poltrone.

         


9 settembre 2007

DA AFFITTOPOLI A SVENDOPOLI .

 Nel ’95 l’inchiesta del "Giornale" sui canoni irrisori. Oggi i medesimi protagonisti hanno comprato abitazioni a prezzi scontati. Manca solo D’Alema: dopo le rivelazioni dovette lasciare l’appartamento. "Uno scandalo che si ripete ogni cinque anni" denuncia Sforza Fogliani, presidente Confedilizia. 
Casta continua e privilegio perenne. C’è un filo rosso che lega la prima inchiesta condotta dal Giornale dodici anni fa, nell’ormai lontano 1995, allo scandalo denunciato nell’ultimo numero dell’Espresso. Erano i tempi di «Affittopoli», ovvero delle clamorose rivelazioni sugli affitti irrisori, pagati dai potenti dell’epoca per occupare le case di proprietà degli enti, sparse per la capitale. Un ghiotto bottino immobiliare diventato appannaggio di una vasta schiera di potenti, quella che oggi viene identificata come «la casta», e dei loro parenti e amici.
L’indignazione popolare, di fronte a quella sequenza di conclamati privilegi, fu vibrante, tanto che perfino il Parlamento e la magistratura finirono per occuparsi di quella vicenda. Le conseguenze concrete, però, non furono molte. Certo ci fu chi, come Massimo D’Alema, decise di sfilarsi dal gioco e di lasciare la sua casa in affitto a Trastevere (600mila lire per un alloggio di 185 metri quadrati) per comprarsene poi una in Prati, accendendo un mutuo, come un qualsiasi comune mortale. Lo fece dopo un intervento nella trasmissione Samarcanda di Michele Santoro, in cui affermò che aveva bisogno della casa degli enti perché versava metà del suo stipendio di parlamentare al partito. Ma quello fu l’unico passo indietro, l’unico «scrupolo di coscienza». Gli altri inquilini Vip decisero di affidarsi al fisiologico oblio dettato dal trascorrere del tempo. E di rimuovere il proprio nome dal citofono.
Oggi quegli stessi immobili affittati per molti anni a equo canone (ovvero a prezzi stracciati) sono stati svenduti. E alcuni di coloro che furono protagonisti di «Affittopoli» tornano oggi a figurare negli elenchi dell’Espresso. Come dire che il privilegio da temporaneo è stato reso eterno. Tra i nomi che comparivano negli elenchi del ’95 c’è, innanzitutto, quello di Franco Marini, casa Inpdai di 150 metri quadrati ai Parioli allora in affitto prima a 700mila lire mensili e poi, dopo l’applicazione dei patti in deroga, a un milione e settecentomila lire. C’è Lamberto Cardia, oggi presidente della Consob, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che per il suo appartamento Inpdap all’Eur di 194 metri quadrati, pagava nel ’95 un milione e 94mila lire. E c’è quello di Armando Cossutta che a Via della Stazione di San Pietro pagava per 114 metri quadrati un milione e 8mila lire. Una casa acquistata oggi dalla figlia Maura a 165mila euro. Nella stessa via abitava anche Franca Chiaromonte, con un affitto di 534mila lire per 76 metri quadrati, anche lei oggi diventata proprietaria.
Spulciando negli elenchi si trovano altri nomi tra quelli venuti alla ribalta in questi giorni. C’è Walter Veltroni che per la casa Inpdai di Via Velletri da 140 metri quadrati (L’espresso parla, però, di 190 metri quadrati) pagava 800mila lire. C’è Raffaele Bonanni con un canone d’affitto di 492mila lire per la sua casa al Flaminio di 134 metri quadrati.
O, ancora, Nicola Mancino, in affitto a Corso Rinascimento, in una casa da 170 metri quadrati a un milione al mese (prima del passaggio dall’equo canone ai patti in deroga). Come dire che non c’è solo l’acquisto a prezzi spesso stracciati di oggi, ma anche l’affitto super-scontato di ieri. L’unica certezza è che con «Svendopoli» il pluridecennale assalto delle oligarchie italiane al patrimonio immobiliare degli enti pubblici sembra aver vissuto il suo ultimo atto. O forse il penultimo visto che le vie del potere, in Italia, sono infinite.
Thanks a Potere Sinistro




1 agosto 2007

TUTTI AL MARE PER INSABBIARE?

E' ufficiale,dopo il senato anche la camera dei deputati ha rinviato a settembre il giudizio sulle utilizzazioni delle intercettazioni dei politici coinvolti nel caso Unipol-Bnl.
Forse domani la giunta si riunirà di nuovo per lo stralcio della posizione dell'on. Cicu(FI) che ha chiesto fermamente il si all'autorizzazione, e per scindere la sua posizione da quelle di D'Alema e Fassino che hanno ben altro peso.
Se ne riparlerà alla riapertura delle camere a metà settembre,tutti al mare per insabbiare?




30 luglio 2007

NON SONO STATI ELETTI PER TIFARE UNIPOL !

Vi propongo questa interessante intervista a Peppino Caldarola,il quale fa delle considerazioni sul caso UNIPOL-BNL , talmente condivisibili  da qualunque persona dotata di un minimo di buon senso,che ogni ulteriore commento mi sembra superfluo e fuori luogo.

Roma - Politica, questo dovevano fare. Dovevano fare programmi, dare sogni a un popolo, amministrare un Paese. Invece telefonavano a Consorte e chiedevano notizie sulla scalata Bnl. «Ma noi non li abbiamo eletti per fare il tifo per Unipol», si lamenta Giuseppe Caldarola. «Tra politica e finanza non ci possono essere relazioni amichevoli. Loro invece le hanno avute, danneggiando tutta la sinistra italiana». Ex direttore dell’Unità, senatore per due legislature, Caldarola dopo essere uscito dalla Quercia ora si è riavvicinato a Veltroni. D’Alema e Fassino lui li conosce bene: «Hanno sbagliato tutto». Quanto ai Ds, «nessun partito può più vantare superiorità morale».
Quello Ds è un garantismo a corrente alternata?
«Effettivamente sì. È un problema di cui non sono ancora riusciti a liberarsi. Prima, quando si avvantaggiavano con le sventure giudiziarie degli altri, non chiedevano garanzie, non criticavano gli eccessi. Lo fanno adesso che tocca a loro. Due pesi e due misure. Come per il caso della transazione Giuffrida-Fininvest. Tanto clamore quando si parlava di provenienza mafiosa dei capitali del gruppo, zero ora che il perito ha fatto dietrofront».
Violante sostiene che si può dire sì all’uso delle intercettazioni a patto che il Parlamento condanni l’operato della Forleo.
«Noi - sì, dico noi anche se sono un ex - non abbiamo avuto la stessa attenzione che adesso richiediamo. Ricordiamoci il comportamento tenuto nei confronti di Bettino Craxi, accusato in base a un teorema che fa rabbrividire: “Non poteva non sapere”. Violante farebbe meglio a ricordare che nessuno di noi - sì, mi ci metto pure io anche se l’ho difeso pubblicamente -, nessuno di noi ha mai chiesto delle censure nei confronti di quei magistrati che hanno definito Raffaele Fitto pericoloso criminale».
Livia Turco ipotizza una manovra dei poteri forti in coincidenza con la nascita del Pd.
«Che ci sia una relazione tra un progetto politico e la messa in mora di una classe dirigente, mi pare frutto di una fantasia sfrenata. Il tifo, voglio usare proprio questo termine, per il Partito democratico nei grandi giornali italiani è universale. Il Corriere della Sera è addirittura una delle principali levatrici. Parlare perciò di congiure anti-Pd è bizzaro. È una teoria strampalata, non c’è nemmeno uno straccio di editoriale a confortarla. Vogliono sabotare Veltroni? Una fesseria. Comunque gli auguro le migliori fortune».
È diventato veltroniano? Proprio lei che era un dalemiano di ferro?
«No. Ma ho firmato per la candidatura di Walter».
Basta dunque con Fassino e D’Alema...
«È un gruppo dirigente che ha commesso un colossale errore politico. Un vertice che ha mischiato la politica con l’economica. Non sono stati eletti perché si occupassero di Unipol. Noi non li abbiamo eletti per fare il tifo per qualche cordata finanziaria nemmeno per fare tutto quello che emerge dalle intercettazioni».
Invece...
«Invece così hanno provocato un bel guaio a loro, ai Ds e, almeno come immagine, anche a tutta la sinistra italiana».
Qual è il grado di coinvolgimento di Fassino e D’Alema? Le loro posizioni sono differenti? Lei li conosce bene, si sarà fatto un’idea.
«Me la sono fatta come tutti, leggendo gli atti. Il segretario appare come uno che vuole sapere, che vuole informarsi di come vanno le cose, che chiede notizie in gran parte pure già pubblicate. Invece l’intimità, l’amicizia di Latorre e D’Alema sempre secondo quelle carte, sembra assai maggiore».
Come ne possono uscire?
«Io spero, anzi tifo, perché ne escano fuori. La strada non è certo quella di dire no all’uso giudiziario delle intercettazioni. Non devono accettare il gesto di fair-play di Berlusconi, i Ds devono chiedere che quel materiale venga messo a disposizione della magistratura, senza pretendere condizioni. Certo, bisogna battersi contro le tesi pre-costituite, ma per questo basta la normale vigilanza. Bastano i giornali».
Morale?
«Cerchiamo di prendere le due cose buone che escono da questa storia. La prima è che si capisca una volta per tutte che nessuna forza politica può vantare una superiorità morale rispetto alle altre. La seconda è che si comprenda che politica e finanza sono due mondi che devono restare separati. Se si toccano, si forma un corto circuito».

Il Giornale 30/07/2007




28 luglio 2007

BASTA,ABBIATE PIETA' !

 Sembra che siano arrivati finalmente a destinazione i fascicoli del Gip di Milano Forleo, che chiede al parlamento l'utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta Unipol-BNL,intercettazioni che riguardano le conversazioni dei "compagni di merende" di Consorte&C, ovvero D'Alema,La Torre e Fassino, esponenti di primo piano dei Ds.
Tutti gli esperti sostengono che questa è l'estate più calda degli ultimi duecento anni, e con il caldo e l'afa meno ci si muove e meglio è, comprenderete quindi che io,e come me suppongo tantissimi italiani, non possiamo permetterci di passare questi mesi a ridere a crepapelle ascoltando e leggendo le "scomposte reazioni" e gli "indecorosi schiamazzi" con cui si difendono i DS, ne va della nostra salute.
Dopo che ieri Fassino ha dato il peggio, attaccando stampa, presidenza della camera e gip, e contemporaneamente autoassolvendo se stesso e i suoi sodali, credo si sia raggiunto il limite della comicità applicata alla politica,alla fine sono “costretti” a dire si all’utilizzo delle intercettazioni per evitare la gogna.
Bisogna chiedere che si proceda,altrimenti chiunque si potrà alzare in questi giorni e accusarci di tutto,a cominciare dai giornali di sinistra”,così D’Alema dalle colonne del corriere.
Il Gip Forleo è "stata costretta" a difendersi dicendo giustamente "rispondo solo alla legge",dagli attacchi a testa bassa degli esponenti diessini,che parlano di "attacco allo stato di diritto",di "sentenze preventive di colpevolezza",e di "minaccia per la democrazia"(Sic).
Ma chi credono di essere,Berlusconi?
Queste cose le può fare un Berlusconi,che ha combattuto e continua a combattere contro tutto e tutti, che ha il torto di essere il granello di sabbia,anzi il macigno che ha inceppato una macchina politico-mediatica-giudiziaria perfettamente lubrificata,ma non gli esponenti di una forza politica che ha fatto della "questione morale" la propria bandiera.
Sicuramente nel nostro stato di diritto vige la “presunzione di innocenza”, ma non si può pensare di “autoassolversi” dimostrando così che ci sono dei “presunti innocenti”, più innocenti di altri.
Eppure quando nel passato stampa,magistratura, e media hanno sconfinato buttando fango sugli altri, costoro si sono guardati bene dal prendere le distanze,anzi presi da sacro furore “forcaiolo e giustizialista” ci spiegavano che era bene così, il cittadino doveva essere informato sulle malefatte della classe dirigente.
Un ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno, del doppio pesismo,del garantismo a convenienza, dell’indignazione a giorni alterni, di cui sono capaci questi “moralisti senza morale”.
I miei lettori sanno come la penso sulla casta dei magistrati e sull’ordinamento giudiziario, e specificatamente sul Gip Clementina Forleo ,credo che sia un altro di quei magistrati in “crisi di autostima” che fanno di tutto per essere sulle prime pagine dei media ,autoelettasi “rappresentante della società civile” che magari vuole cambiare la società da dentro le istituzioni.
Per questo sostengo da un pezzo,a parte tutto il resto,che ai magistrati tutti, prima di essere ammessi in servizio bisogna effettuare i test psichico - attitudinali come qualsiasi altro impiegato o dirigente pubblico,ma di questo ne ho già parlato e ne parlerò sicuramente in seguito.
Dubito che ci possa essere qualcosa di “penalmente rilevante” in quelle intercettazioni, ma il tifo da stadio,il collateralismo, lo sponsoraggio e la “complicità morale” con furbetti&furboni del quartierino li giudicherà come sempre il popolo sovrano.
Basta con il vittimismo, basta cercare giustificazioni in complotti inesistenti, sono inchiodati dalle loro parole,una commistione impressionante tra politica e affari con i finanziatori delle loro campagne elettorali,se non si vergognano di questo dovrebbero farlo perlomeno per l’ostentazione di moralità con cui negli anni scorsi hanno condannato alla gogna chi era più innocente di loro.
Insomma compagni, non si può attaccare un magistrato dopo che per dei lustri si è predicato su "l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati" , che "gli atti e le sentenze dei magistrati si rispettano" e via dicendo, non è possibile predicare bene e razzolare male,soprattutto non è serio chiedere la pubblicazione integrale di quelle conversazioni dicendo "non abbiamo nulla da nascondere" e poi a pubblicazione avvenute parlare di "teoremi e complotti".
Spero che l’on.Violante spieghi ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" come scriveva sull'Unità nel 1992, in piena tangentopoli,e cioè "un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha dovere di dimettersi", e se ritiene ancora valido questo "convincimento morale", si faccia spiegare perchè sono ancora tutti insieme appassionatamente ai propri posti come nulla fosse.
Non mi dilungo oltre, spero abbiate cura della nostra salute, basta ridere, fa caldo…..e poi anche al ridicolo c’è un limite.

GARANTISTI? CERTO,MA SOLO QUANDO CONVIENE A LORO…..

NICOLA LA TORRE
Sebbene anche il vicecapogruppo dell'Ulivo sia al centro delle attenzioni giudiziarie sul caso Unipol, i suoi pensieri preoccupati sono tutti per «Massimo». E se davvero sui Ds si starebbe abbattendo la nemesi politica di Tangentopoli, Latorre ripete agli amici che colpirebbe la persona sbagliata: «Io c'ero a palazzo Chigi, quando D'Alema era premier e Bettino Craxi stava per morire ad Hammamet. Massimo si prodigò per il suo rientro ma fu fermato. E pur avendo una visione politica diversa, mai, mai gli ho sentito pronunciare giudizi morali contro il leader del Psi. Massimo era e resta un garantista».
(Corriere della Sera 26/07/2007)

MASSIMO D’ALEMA
Durante la conferenza stampa dopo l’incontro in camper, 1990:
“Mia moglie, quando ha saputo che avevo visto Craxi mi ha detto: disinfettati, prima di tornare a casa”.

Alla Repubblica, 10 gennaio 1993
Craxi se ne deve andare. Si può, si deve difendere come cittadino. La pretesa di trasformare il suo processo in un processo alla democrazia è folle, pericoloso, non lo salverà”[…] Questa battaglia sacrosanta per la moralizzazione non deve concedere nulla al qualunquismo anti-democratico, dobbiamo buttare l’acqua sporca, non il bambino

Il Mondo 16 novembre 1996:
“Craxi non è stato condannato perché era dirigente del PSI, ma perché c’è gente che ha raccontato: “Sono stato da lui e gli ho messo sul tavolo un miliardo”. E’ un leader politico con responsabilità penali specifiche. Vogliamo smetterla con questa storia? Ha preso i soldi Enimont e tre tribunali l’hanno condannato. Vittima lui? Ma de che? Se lei va a rubare un orologio d’oro qui davanti è chiaro che sarà messo in galera. Mica può andare da Amnesty International!

24 marzo 1994, all’Unità:
Berlusconi è lo sviluppo del craxismo, non la sua semplice prosecuzione. E’ il craxismo alleggerito del partito di massa. C’è quello stesso intreccio tra affari e politica senza neppure la mediazione democratica che era un elemento di freno. E’ la versione plebiscitaria del craxismo”.

Sull’avviso di garanzia a Berlusconi 1994
"Sfido Berlusconi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"

PIERO FASSINO
E’ inutile che Speroni cerchi dei diversivi per occultare che l’alleanza della Lega con Berlusconi sta riciclando squalificati personaggi cresciuti e affermatisi in pieno craxismo. Quanto al fatto che Craxi sia ancora vicepresidente dell’Internazionale socialista, il Pds ha già sollevato la questione chiedendo al presidente dell’Internazionale, Pierre Mauroy, di trovare rapidamente una soluzione che elimini tale ambiguità”. (Ansa, 8 marzo 1994).

“La comunicazione di Mauroy (sulle dimissioni forzate di Craxi da vicepresidente dell’Internazionale Socialista, ndr) è stata accolta con favore da Piero Fassino, responsabile esteri del Pds: ‘E’ la naturale e logica conclusione di un’evidente incompatibilità che si era determinata tra la condizione personale di Bettino Craxi e l’incarico di vicepresidente dell’Internazionale socialista’”. (Ansa, 18 marzo 1994).

LUCIANO VIOLANTE

Sul primo governo Berlusconi, in un intervista a Panorama:
“Nessun paese moderno può tollerare di essere governato in questo modo, sembra il film degli ultimi anni del craxismo”.

Articolo per l’Unità su Craxi 1992
"un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha il dovere di dimettersi",

Sulla grazie presidenziale per far tornare Craxi da Hammamet, nel novembre 1999:
“Penso che in uno stato di diritto, l’imputato Craxi abbia gli stessi diritti di qualsiasi altro imputato; non di più, ne di meno. E su questo bisogna essere attenti”.

Nel libro “Contributo per l’identità della sinistra”:
Bettino Craxi è stato condannato con sentenze definitive, dalla magistratura della Repubblica attraverso diversi gradi di giudizio e si è potuto avvalere della difesa di eccellenti avvocati. Ha l’abitus mentale dell’esule, ma lo stato giuridico del latitante.

WALTER VELTRONI
8 giugno 1991, all’Unità
“[la contrarietà del Psi al referendum sulla preferenza] appare funzionale alla conservazione di un sistema che ha potato con sé il controllo mafioso del voto, i brogli, il correntismo esasperato. Il PSI dovrebbe interrogarsi sul suo isolamento dalle forze riformatrici

Luglio ’98, all’Espresso
“Difendendo Craxi, i suoi ex compagni difendono la loro memoria, ed è comprensibile dal punto di vista personale. Non è comprensibile, invece, la rimozione di ciò che è stato. Un paese serio non può dimenticare tanto facilmente il suo passato, Tangentopoli per intenderci, se non vuole che certi guasti si ripetano. Se alla fine scoprissimo che sul banco degli accusati ci sono i magistrati, e su quello degli accusatori la politica della prima Repubblica, saremmo di fronte a un capovolgimento dei ruoli inaccettabile”.

Su l’Unità 30 Aprile 1993
Un vergognoso “colpo di spugna” , la camera nega l’autorizzazione a procedere per Craxi,la DC e il PSI difendono i loro indagati.

FRANCESCO RUTELLI

A Repubblica 2 Dicembre 1993

Craxi? Lo vorrei in galera…..

Update 29/07/2007: Come non detto,non solo Violante non ha spiegato ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" ,ovvero "dimettersi solo con l'ombra di un sospetto" come predicava nel 1992,ma addirittura pretende che il parlamento esprima una mozione in cui si condanni la "mancanza di lealtà e l'abuso" da parte dei magistrati di Milano.
Insomma si all'autorizzazione a procedere,a patto che ci sia una mozione di condanna per i magistrati inquirenti.
E' davvero il mondo alla rovescia, "ridicoli buffoni".




27 luglio 2007

INTERCETTAZIONI,BERLUSCONI: VOTEREMO NO.

 Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi, dicendo un no chiaro e forte alle autorizzazioni richieste dal giudice Clementina Forleo.
"Noi diremo no in aula all’autorizzazione per le intercettazioni, e lo faremmo con chiunque fosse il parlamentare interessato. Lo facciamo anche questa volta, quando i parlamentari interessati sono deputati di spicco della sinistra, perché riteniamo che non si debba procedere a questi interventi di uno Stato invasivo nella vita privata. Voglio ricordare che gli italiani, nel nostro paese, sono sottoposti a un sistema di controllo dei telefoni che non ha pari in nessuna democrazia del mondo. I controlli che vengono fatti in Italia sono numericamente dieci volte in più rispetto a quelli degli Stati Uniti, nonostante la popolazione americana sia molto superiore rispetto alla nostra".
Non si può andare avanti con questo Stato di polizia fiscale e burocratica. Basta con questo Stato che interviene troppo là dove dovrebbe essere estraneo, e invece fa troppo poco laddove dovrebbe essere presente per difendere, per esempio, i cittadini dagli attacchi della malavita, della microcriminalità o della criminalità organizzata.
"Qui nessuno è più libero di parlare, anche telefonate che non hanno nulla a che fare con la politica vengono controllate. Questi sono principi fondamentali per uno Stato liberale, noi restiamo su questi principi anche se oggi riguardano dei competitor - appunto D’Alema e Fassino - per noi non cambia nulla".
"Io rispondo ai nostri principi, e i nostri principi ci dicono che questo sistema di intercettazione non può essere accettato. Voteremo no all’uso delle intercettazioni telefoniche, perché è la nostra posizione, nota da sempre. Riteniamo che deve essere fortemente tutelata la libertà dei singoli cittadini e la loro sfera privata: non ha nessuna importanza che in questo momento ci siano D’Alema e Fassino che possono essere favoriti. Noi pensiamo che la magistratura deve poter intervenire con i suoi mezzi, anche con le intercettazioni, ma vorremmo che fossero consentite soltanto quando i magistrati indagano su reati per cui sia prevista una pena minima edittale di 10 o 15 anni. Altrimenti si arriva davvero a uno Stato di polizia dove nessuno è più libero di parlare con nessun altro, comprese le telefonate personali".
26/07/2007

E' proprio quello che mi aspettavo,così parla chi garantista lo è sempre stato,chi è garantista a 360 gradi.
Mi sarei meravigliata del contrario, principi e valori non sono negoziabili e devono valere per tutti D'Alema e Fassino compresi naturalmente.
Valori e principi che non possono soggetti alle circostanze,agli umori del momento e al vento che tira,il "garantismo a convenienza", "l'indignazione a giorni alterni",e il "doppio pesismo" lasciamolo ai D'Alema e ai Fassino di turno.
E poi il politico ha delle garanzie e delle immunità previste dalla costituzione proprio perchè possa esercitare senza nessun tipo di condizionamento il suo mandato,ci mancherebbe che un qualunque magistrato,credendo magari di rappresentare la società civile o che è in crisi di "autostima" perchè il suo nome non compare sulle prime pagine dei media,o che si mette in testa di cambiare la società da dentro le istituzioni,possa condizionare l'attività di qualunque politico e di qualunque partito.
Senza contare che potrebbe trattarsi di un "disturbato mentale", cosa non del tutto improbabile visto che a tutt'oggi i magistrati non sono soggetti ai test "psichico attitudinali" come tutti gli altri impiegati e funzionari pubblici.
Questa deriva è già successa una volta,con i risultati che tutti conosciamo.
Per questo esiste la separazione tra il potere politico e quello giudiziario.





23 luglio 2007

SOLIDARIETA’… MA DE CHE?

Continuo a non capire, leggo che Prodi ha "telefonato" al vicepremier Massimo D'Alema e al segretario dei Ds Piero Fassino. Nel corso della telefonata, Prodi ha espresso solidarietà ai due esponenti dei Ds per le vicende legate alle intercettazioni telefoniche del caso Unipol.
Tutto qui, ora a parte il fatto che suona un tantino strano che Prodi si ricordi soltanto oggi di solidarizzare dopo che la vicenda è da giorni su tutti i media,non sarà per caso che gli avranno ricordato di spendere qualche parola a loro favore vista la immediata,anche qui ,solidarietà, espressa al presidente del consiglio dopo l'avviso di garanzia della procura di Catanzaro?
E poi solidarietà di che? per non essere riusciti nelle "scalate bancarie" o per le intercettazioni delle telefonate apparse sulla stampa?
Solidarietà per l'accusa di "aggiotaggio", "insider trading" e complicità in un "disegno criminoso di ampia portata" o per la "merchant bank" sfumata?
Un pò di chiarezza che diamine,altrimenti il povero cittadino non si raccapezza più.
E poi perchè soltanto a D'Alema e Fassino? e al povero La Torre niente solidarietà?
Solo perchè in quelle telefonate dice che "Fassino non capisce un cazzo" ? ma questa è una cosa che in tanti pensano,io compresa,ed è bello ogni tanto "avere delle conferme".
Niente solidarietà nemmeno per Consorte eppure "faceva sognare". . . . .
E per i Grillo,Cicu e Comincioli? niente nemmeno per loro,forse perche sono di Forza Italia e non sono segretari,vicesegretari e ministri.
Eh ma non ci si comporta così, un po di solidarietà non si nega a nessuno.
Il tutto mentre Di Pietro e Mastella litigano per l'ennesima volta accusandosi a vicenda di "muoversi al di fuori della costituzione",il sen.Salvi DS,che invita a votare si alle richieste del Gip Forleo, e Luciano Violante chiede che: " qualcuno si occupi di vedere cosa accade nel tribunale di Milano"(SIC), chissà perchè quando lo chiedeva Berlusconi parlava di "attentato all'indipendenza della magistratura".
Insomma è una second life,in piena regola,non so voi ma io sto ridendo come una matta.
Telefonate 1 , Telefonate 2 ;




22 luglio 2007

IL MONDO ALLA ROVESCIA.

Non ci capisco più nulla, dopo l'iscrizione di Prodi nel registro degli indagati del tribunale di Catanzaro, e dopo la richiesta del Gip di Milano,Clementina Forleo di utilizzare le intercettazioni telefoniche dei politici coinvolti  nelle "scalate bancarie" ,sono rimasta basita nell'ascoltare e  leggere le reazioni e le dichiarazioni dei soggetti coinvolti a vario titolo nelle inchieste.
Il portavoce di Prodi,Sircana chiede "rispetto" per il "presidente del consiglio" che si autoassolve  e  si dichiara "estraneo ai fatti" contestati, urge una cura di fosforo per questi signori, di rispetto ne hanno avuto quanto ne volevano,nessuno infatti si è sognato di chiedere le "dimissioni perchè lui non è un cittadino qualunque", come è successo a qualche altro presidente del consiglio in passato, e allora di che si lamentano?
I DS invece parlano di "teoremi e complotti", di "ricostruzioni forzate" di "condanne preventive" e udite udite, chiedono "l'intervento del CSM", naturalmente con i vari D'Alema,Fassino,La Torre&C che protestano la loro "estraneità ed innocenza".
Sbaglio o sono gli stessi che fino a ieri, parlavano di "rispetto per il lavoro,le decisioni e l'autonomia dei magistrati" (Sic)?
E per finire Mastella in qualità di ministro della giustizia, minaccia "azioni ed ispezioni" , e ciliegina sulla torta anche Bertinotti oggi ha avuto da ridire sul Gip Forleo criticando la "fuga di notizie".
Davvero non so più che pensare o è il mondo alla rovescia o siamo su second life.
Suvvia,questi atteggiamenti lasciateli a Berlusconi che li ha nel suo DNA, perchè costretto da quando è "sceso in campo" a combattere contro tutto e tutti,perchè gli volete togliere l'esclusiva?
Da chi invece per una vita, ha "campato" sulle disgrazie giudiziarie altrui ci si aspetta bon ton e senso della misura,anche al ridicolo c'è un limite.




21 luglio 2007

L'INTEGRITA' MORALE DI FASSINO.

Il Gip di Milano Clementina Forleo titolare del fascicolo sulle intercettazioni dei politici nei casi Unipol e Antonveneta ha presentato le ordinanze al Parlamento relativamente a 68 telefonate su 73 a disposizione dei magistrati,per valutarne l'utilizzabilità ai fini dell'inchiesta.
 Sei i nomi dei politici che ricorrono nelle due ordinanze depositate dalla Forleo. In quella che riguarda più specificatamente la vicenda Antonveneta, le telefonate intercettate riguardano il senatore Luigi Grillo (Fi). Nella seconda ordinanza, quella relativa a Bnl e alla società editrice Rcs, le conversazioni per cui si chiede il via libera al Parlamento riguardano Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (tutti e tre Diessini), Salvatore Cicu e Romano Comincioli (entrambi di Forza Italia).
Sarà proprio il placet del Parlamento a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti di suoi membri , inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti nè personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata.
Questo scrive la Forleo in uno dei passaggi delle ordinanze.dove si ipotizzano i reati di "aggiotaggio" e "insider trading" per alcuni dei sei parlamentari coinvolti nelle "scalate bancarie".
Naturalmente tutti protestano innocenza e buona fede,ma questo è film già visto, così come non meraviglia il fatto che Mastella si prepari ad acquisire le ordinanze per controllarne la formale correttezza.
Del resto sono convinta anche io che la questione finirà in una bolla di sapone,ma intanto se ne parlerà a iosa e per diverso tempo.
Eh si, perchè il Gip Clementina Forleo fa parte a pieno titolo di quella particolare categoria di magistrati,che avuto come capi scuola i vari Spataro,Bocassini,Davigo,Colombo,Borrelli ecc. ed è proseguita sino ad oggi con i vari De Magistris,Woodcock,e appunto Forleo,giusto per citarne qualcuno.
Si tratta di una particolare "specie" di magistrato,che al posto di occuparsi di  reati sul serio e dimostrare in qualsiasi occasione fuori dalle aule e non,come prevede il codice deontologico equità,imparzialità e professionalità, sono in  crisi di "autostima"  perchè non appaiono sulle prime pagine dei media o non fanno nulla per meritarsi un ispezione ministeriale,e si autoeleggono "rappresentanti della società civile"(Sic), perchè vogliono "cambiare la società da dentro le istituzioni" ecc. ecc.
Tutto il contrario dunque da quello che ci si aspetta da un magistrato, tenuto conto della delicatezza del ruolo che ricopre.
Forse non aveva tutti i torti Umberto Bossi quando affermava che  a taluni magistrati bisognerebbe "raddrizzare la schiena".
Tornando al caso odierno tra le tante dichiarazioni in merito alla vicenda mi ha sorpreso quella di Di Pietro: "Non vi è alcun dubbio sul fatto che noi dell'Italia dei Valori voteremo in Parlamento a favore dell'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche trasmesse dal gip Forleo", aggiungendo che "quello che mi lascia perplesso, però, è l'affermazione perentoria e indicativa di responsabilità nei confronti di specifici soggetti politici prima che essa venga accertata. Mi riferisco in particolare al segretario dei Ds Piero Fassino sulla cui integrità morale mi sentirei, come mi sento, di mettere la mano sul fuoco".
Tutto qui,ma perchè solo Fassino? e perchè no D'Alema?
La prima cosa che mi viene in mente è perchè D'Alema non si è mai degnato di rispondere insieme a Veltroni alle lettere aperte,riprese da tutti i media, che  Di Pietro sottopose ai due in data 10/10/2000 chiedendo tra le altre cose,dopo l'accertamento di finanziamenti illeciti coperti dalla prescrizione: "a quale piano e a quale stanza  bussavano Gardini e Panzavolta quando portavano miliardi a Botteghe Oscure"?
Risposta che non c'è mai stata, altrimenti Di Pietro avrebbe " messo la mano sul fuoco" anche sull'integrità morale di D'Alema, o non è così?




18 luglio 2007

D'ALEHAMAS.

 Non si può regalare ad Al Qaida un movimento rappresentativo del popolo palestinese come Hamas: lo ha affermato ieri sera il ministro degli Esteri Massimo D’Alema intervenendo alla Festa dell’Unità di San Miniato. «È sbagliato regalare ad Al Qaida movimenti come Hamas e Hezbollah - ha spiegato -. Hamas si è reso protagonista di atti terroristici, ma è anche un movimento popolare: per l’Occidente democratico non riconoscere un governo eletto democraticamente, magari mentre andiamo a braccetto con qualche dittatore, non è una straordinaria lezione di democrazia».
Secondo D’Alema, invece, «Hamas è una forza reale che rappresenta tanta parte del popolo palestinese», e per questo motivo «è interesse della comunità internazionale - ha concluso - evitare di spingere questi movimenti nelle braccia di Al Qaida».
Chissà come mai l'Unione Europea,L'ONU e tutti gli altri organismi internazionali non ci hanno ancora pensato, del resto basta essere eletti democraticamente per essere riconosciuti dalla comunità internazionale,che poi insieme a questo si possa essere anche terroristi è un fatto assolutamente secondario,che l'Unione Europea inserisca Hamas tra i gruppi terroristici è un dettaglio,che strano concetto della democrazia.
Nessuna meraviglia comunque,forse anche per questo in Italia i terroristi abbondano nelle istituzioni,nel parlamento e come consulenti nei ministeri(Sic).
Su quali basi poi si possano riconoscere movimenti terroristici come Hamas o Hezbollah è un mistero,visto che non intendono assolutamente abdicare dal terrorismo e non sono per nulla interessati alla pace con Israele ,anzi combattono e non intendono riconoscere l'unica democrazia avanzata del medio oriente.
Comunque se non si giustifica,si può capire D'Alema,non era lui che tempo fa affermava  "terrorista è Israele"?
E non era lui  con i "nazisti rossi" del PCI, suoi compagni di merende
, tutti la con Luciano Lama e la sua feccia a gettare davanti alla sinagoga di Roma una bara nera,  con i loro ghigni coperti dalle kefiah che marciavano col pugno chiuso rivolto contro la sinagoga, guidati da Chiara Ingrao, urlanti "ebrei ai forni" e "morte a Israele"?
E non era sempre lui che insieme ad Achille Occhetto portava in trionfo a Assisi un terrorista come Arafat? e successivamente non aveva fine il pellegrinaggio di  questi infami verso il Mukata dove l'assassino viveva prigioniero?
Nessuna sorpresa dunque, si possono cambiare a volontà nomi e simboli,ma il DNA non si può cambiare.




16 luglio 2007

E LE DIMISSIONI?

Sull'avviso di garanzia a Prodi:
"Sfido Prodi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"
(Massimo D'Alema)
-
"Prodi scelga la via delle dimissioni. Per qualunque cittadino l'avviso di garanzia non è indice di colpevolezza. Ma lui non è un cittadino qualunque"
(Fausto Bertinotti)
-
" Prodi prenda seriamente in considerazione le dimissioni. Ha voluto fare politica per il bene del Paese. Ora per lo stesso motivo si sollevi dalle sue responsabilità"
(Rosy Bindi)
Queste sono più o meno le dichiarazioni,a puro titolo di esempio, che mi sarei aspettata da questi personaggi dopo l'avviso di garanzia al Presidente del Consiglio da parte della Procura di Catanzaro nell'inchiesta sui fondi UE.
Del resto a queste dichiarazioni basta sostituire la parola Prodi con Berlusconi ,sono esattamente quelle nei confronti del leader di Forza Italia,e in quel momento Premier, a seguito dell'ormai famoso "avviso di garanzia"  che fu notificato al G8 di Napoli nel 1994,finito poi a "babbo morto" con l'assoluzione in Cassazione nel 2001.
Onestamente non so se questi signori stanno ancora riflettendo,se hanno cambiato idea, o se molto più semplicemente gli si sarà seccata la lingua, così come è "seccata la penna" sull'argomento alla "libera stampa" acquattata ai piedi del potente di turno,a cominciare dai zucconi di Repubblica per finire agli ex proletari del Corriere della Sera.
Non meravigliano certo le dichiarazioni sull'argomento di Silvio Berlusconi e di Forza Italia intese ad evitare qualsiasi strumentalizzazione,cosa del tutto normale per coloro che "garantisti" lo sono da sempre.
Non so a voi, ma questi garantisti a convenienza,questi liberali a giorni alterni,questi campioni della menzogna, della doppiezza, e del ribaltamento della realtà, a me fanno semplicemente vomitare.









28 giugno 2007

UN VERO FURBO...

"Veltroni è un vero furbo, dopo i falsi furbi come D'Alema che non ne hanno mai azzeccata una". 
Marco Travaglio, Corriere della Sera, 28/6/2007


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24 giugno 2007

UN GIUSTIZIALISTA PERSEGUITATO.

Dopo aver assistito nei giorni scorsi agli isterismi e lamentazioni, del neo perseguitato della giustizia italiana, Massimo D'Alema, senza tralasciare meschinità e piccole vendette nei confronti di giornalisti e stampa non graditi, mi sembra quanto mai interessante questo articolo di Stefania Craxi che vi propongo, ogni altro commento è superfluo .

Di Stefania Craxi
D’Alema ha dichiarato di essere garantista «da sempre». È una bugia. Abbiamo sotto gli occhi una sua dichiarazione pubblicata dalla Repubblica il 10 gennaio del 1993. «Craxi - dice D’Alema - se ne deve andare. Si può, si deve difendere come cittadino. La pretesa di trasformare il suo processo in un processo alla democrazia è folle, pericolosa, non lo salverà. Questa battaglia sacrosanta per la moralizzazione non deve concedere nulla al qualunquismo antidemocratico, dobbiamo buttare l’acqua sporca non il bambino».
D’Alema garantista? Garante del giustizialismo. È invece del ’95 una sua confessione contenuta nel libro intervista di Fasanella e Martini pubblicato da Longanesi. Confessa D’Alema: «Non avevamo alternativa. Eravamo come una grande nazione indiana chiusa tra le montagne con una sola via d’uscita, e là c’era Craxi con la sua proposta di unità socialista. Come uscire da quel canyon? Craxi aveva un indubbio vantaggio su di noi: era il capo dei socialisti in un paese europeo occidentale. Quindi rappresentava lui la sinistra giusta per l’Italia, solo che poi aveva lo svantaggio di essere Craxi. I socialisti erano storicamente dalla parte giusta, ma si erano trasformati in un gruppo affaristico avvinghiato al potere democristiano. L’unità socialista era una grande idea, ma senza Craxi. Allora avevamo una sola scelta: diventare noi il partito socialista in Italia». Garantista? Garante del golpe.
D’Alema ha detto di essere stato indagato per otto anni. Uno si immagina il povero D’Alema che entra e esce dagli uffici giudiziari, con uno stuolo di avvocati, distrutto da interrogatori di terzo grado. Se D’Alema avrà visto una volta in faccia i suoi inquisitori è già molto. La giustificazione sta nel fatto che la lenta giustizia italiana, rapidissima con Craxi (tutti e tre i gradi di giudizio in pochi mesi) è stata lentissima con D’Alema.
I gravi reati del tempo di Tangentopoli - altra affermazione di D’Alema - sono stati compiuti anche da lui e dagli altri dirigenti del Pci come tutti gli altri dirigenti dei partiti. D’Alema, e gli altri, sono stati salvati da due provvidenziali amnistie, nell’89 e nel ’92. Ma nel tempo non coperto delle amnistie, i magistrati, mentre massacravano Craxi, Forlani e gli altri dirigenti democratici, si sono dimenticati di frugare nelle faccende dei comunisti. Il miliardo di Gardini a Botteghe Oscure è passato in archivio perché non è stato scoperto chi l’avesse ricevuto. I Ds hanno rotto i sigilli della polizia giudiziaria e svuotato la stanza dei segreti finanziari del partito: non è stato nemmeno aperto un fascicolo contro ignoti!
D’Alema dice che nelle sue intercettazioni non ci sono reati. Non sembra di questa opinione uno che di affari se ne intende, l’onorevole Tabacci che non vede chiaro nella triangolazione D’Alema-Bonsignore-Consorte. I reati si trovano quando si cercano. Il fatto è che su molte faccende di D’Alema pesa un cono d’ombra. Nessuno ha mai chiesto all’avvocato Guido Rossi a che cosa alludesse quando, con D’Alema presidente del Consiglio, disse: «Palazzo Chigi è l’unica merchant bank dove non si parla inglese». Nell’ombra sono rimasti la resistibile scalata di Colaninno alla Telecom e i 50 miliardi di Consorte e Sacchetti.
D’Alema non si lamenti, lui, garantista dei miei stivali, della giustizia non è una vittima: è un privilegiato.
23/06/2007



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17 giugno 2007

NON C'E' LIMITE AL RIDICOLO...

Uno spettacolo indecente e ridicolo quello che D'Alema e i DS stanno offrendo al paese, chi l'avrebbe mai detto, un attacco senza precedenti alla magistratura e in particolare ai magistrati che stanno indagando sulle scalate bancarie dei loro "compagni di merende" ,Unipol, Consorte&C.
La pubblicazione dei verbali delle intercettazioni telefoniche che vede coinvolti i DS,secondo D'Alema è " uno spettacolo indecente,avvenuto sotto lo sguardo trascurato della magistratura, si tratta di un reato e va perseguito" ; " Non è stato commesso nessun reato,non abbiamo nulla da temere, ma ci sono seri rischi per la democrazia" , così invece Fassino sulla bufera delle intercettazioni che si è abbattuta sui DS.
A questo punto viene spontaneo chiedersi se non aveva ragione Berlusconi quando negli anni scorsi denunciava con le stesse parole questi rischi, e poi se non hanno nulla da temere perchè se la prendono tanto?
E ancora,dov'erano D'Alema&C quando negli scorsi sulla stampa comparivano intercettazioni senza alcuna "rilevanza penale" , di stampo puramente scandalistico che hanno coinvolto nani e ballerine,veline e calciatori ecc. ecc. ?
Non ricordo di aver letto o sentito commenti indignati per quanto stava accadendo, o sbaglio?
Una cosa è certa, non c'è nulla che già non si sapesse in queste intercettazioni, ma l'immagine dei DS e del Partito Democratico,sul piano morale ne esce a pezzi.
Non c'è da meravigliarsi dunque se i magistrati invitano D'Alema a fare denunce,o se la ANM medita uno sciopero.
Incredibile infine che, colpevole di appartenere a un giornale che scrive articoli "non graditi" al ministro degli esteri e al suo partito, un giornalista della Stampa per ben due volte "viene cacciato" dall'aereo di stato, ma la cosa più grave è che tutto ciò viene fatto senza che dai colleghi giornalisti giunga una sola voce di dissenso, tipico della stampa acquattata ai piedi del potente di turno.
Mai mi sarei aspettato questi atteggiamenti da un professionista che fa politica da quando aveva i calzoni corti come D'Alema, certi comportamenti è meglio lasciarli ai Ceausescu o Castro di turno,  probabilmente ha perso la testa per la "barzelletta della presunta superiorità morale", ma anche al ridicolo c'è un limite.



16 giugno 2007

ANCHE TABACCI SI ARRENDE .

Ebbene si, anche Bruno Tabacci ha gettato la spugna, in un' intervista al quotidiano Libero il parlamentare dell'UDC ha annunciato che alla fine della legislatura lascerà definitivamente la politica.
Il motivo scatenante di questa decisione pare sia stata l'intervista al Tg 5 di Massimo D'Alema, dove il ministro degli esteri ha attaccato i magistrati e "blandito" il "moderato" Berlusconi, insomma Tabacci confessa di non raccapezzarsi più in questa politica dove è normale per un esponente  politico parlare con Consorte.
Ha vinto Berlusconi perchè secondo Tabacci " lui interpreta meglio di tutti la pancia del paese" e gli errori di Prodi lo fanno rimpiangere.
Tabacci mi stava pure simpatico, ha combattuto da dentro il centrodestra Berlusconi per il suo modo di fare politica, non capendo che in Italia non c'è più spazio per una nuova balena bianca,  che una delle poche cose buone di questa seconda repubblica è il bipolarismo,e che i cittadini non vogliono più dare mandati in bianco a nessuno.

 


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11 giugno 2007

CONSORTE FACCI SOGNARE...

Che i DS si occupino di alta finanza,affari e merchant bank piuttosto che di politica in senso stretto, è un fatto risaputo e noto, così come è altrettanto noto il “collateralismo” che li lega alle cooprosse, non a caso infatti la principale fonte di finanziamento pubblico al PCI-PDS-DS-PD  proviene da sempre dal mondo delle coop, per rendersene conto basta guardare i bilanci pubblici dei partiti depositati in parlamento,nel 2005 sono stati versati ai DS dal mondo delle coop circa 500.000 euro.

Deve essere per questo che si è creato un “verminaio” indistinguibile , denunciato più volte anche da Berlusconi, nel quale succede di tutto e di più, dove ad esempio nelle amministrazioni rosse capita che consiglieri,assessori, e presidenti di comuni,enti, province e regioni siano contemporaneamente amministratori di cooperative alle quali vengono assegnati appalti e servizi.

Non paghi di tutto ciò, ci si è tuffati nelle scalate bancarie e nell’alta finanza, tutti ricorderete la bollente estate del 2005,quando l’Unipol di Consorte e Sacchetti, appoggiata naturalmente da Fassino, D’Alema e i DS tentò la scalata alla BNL, cosa che fece esclamare Fassino :”siamo padroni di una banca”.

Oggi presso il tribunale di Milano il GIP Clementina Forleo  ha messo a disposizione dei legali tutte le trascrizioni legate alla vicenda per stabilire se e quali dovranno essere utilizzate nel processo contro Consorte&C ,il Giornale ne pubblica un primo stralcio, nulla di nuovo o che non fosse ampiamente noto, ma  tuttavia utile  per capire fino a che punto sia l’intreccio politica e affari.

 

 Milano - «Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini». Sono le parole che in una telefonata del 17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds. Si tratta di un brano di una delle 73 telefonate di cui alcuni dei legali degli 84 indagati dell’inchiesta milanese su Antonveneta e su altre scalate come Bnl stanno prendendo visione al settimo piano del Palazzo di Giustizia dopo il deposito da parte del Gip Clementina Forleo.

Fassino "chiede istruzioni" Il segretario dei Ds, Piero Fassino, con una telefonata del 5 luglio 2005, secondo la trascrizione, «chiede istruzioni» a Consorte perché, spiega, «devo incontrarmi con Luigi Abete». Abete è presidente di Bnl

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" Il 7 luglio del 2005 Massimo D’Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D’Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl. E D’Alema replica: «Facci sognare».

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte. Il 14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola La Torre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e La Torre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di La Torre.

Ricucci a La Torre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola La Torre.
La Torre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».

Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi.
La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:
Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops... Fassino: eh.
Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita.
La conversazione poco più sotto proseguirebbe:
Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
Consorte: sì.
Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così: - Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto...
Fassino: ehm.
Consorte: che però non si può dire oggi.
Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:
Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
Fassino: qual è il problema?
Consorte: fa richieste assurde.

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" «Facci sognare! Vai!». È quel che avrebbe detto l’attuale ministro degli Esteri Massimo D’Alema all’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte in una telefonata intercettata sull’utenza di Consorte il 7 luglio 2005, alle 23:18, la cui trascrizione ha potuto essere oggi letta dalle parti. Il colloquio è tra Consorte e Latorre ma a un certo punto il telefono viene passato a D’Alema che, rivolgendosi a Consorte a proposito della scalata Bnl, secondo quanto è trapelato- gli direbbe:
D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta.
D’Alema: facci sognare. Vai!
Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
D’Alema: va bene, vai!

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte.
Il
14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola Latorre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e Latorre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di Latorre.
Ricucci a Latorre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola Latorre.
Latorre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».
Dice Latorre a Ricucci: «Ormai sei diventato un pericoloso sovversivo. Rosso oltretutto».
Ricucci replica: «Ho preso da Unipol io tutto, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol».


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22 aprile 2007

IL "COMPAGNO BERLUSCONI " (IDEE PER IL PANTHEON) !

Fine settimana di Congressi per il “compagno Berlusconi”, prima dai DS e poi dai DL che si accingono a confluire insieme nel partito democratico.

Con la Margherita e Rutelli , applausi al suo arrivo, reciproco scambio di complimenti , e proposte di collaborazione nell’interesse del paese, più o meno tutto normale ,ma è al congresso dei DS che Berlusconi ha rubato la scena a Fassino&C, tant’è che qualche maligno  sussurrava che “è venuto ad assistere al funerale della quercia.

In compagnia di Bonaiuti e Gianni Letta il Cav. si è presentato al Pala Mandela di Firenze dove era in programma l’ultimo congresso dei DS, oltre alla sua personale scorta è stato preso in “consegna” dal servizio d’ordine dei DS composto dai “comunisti portuali livornesi” e scortato al suo posto tra una ressa di folla,giornalisti e fotografi, che con somma meraviglia hanno constatato la totale assenza di contestazioni, nemmeno un fischio per sbaglio.

Prima dell’inizio dei lavori ha ricevuto il saluto di Fassino che si è intrattenuto con lui qualche minuto e gli ha stretto calorosamente la mano, quasi una legittimazione del nuovo soggetto politico, poi ha ascoltato la relazione del segretario dei DS, ha annuito e applaudito in alcuni passaggi,sulle riforme e sulla non demonizzazione degli avversari politici.

Alla fine prima di andarsene ai cronisti ha detto : “Siamo venuti ad ascoltare la relazione del segretario in un momento di transizione verso, spero, una democrazia più moderna e più avanzata, in cui ci siano dei partiti che si confrontino tra di loro senza volersi eliminare a vicenda, ma magari rispettandosi, l’intervento del segretario è stato un intervento serio, responsabile e sincero sulle difficoltà che il progetto incontrerà, faccio molti auguri alla volontà coraggiosa di Fassino.

Se questo è il Partito democratico al 95 per cento sarei pronto ad iscrivermi anche io”.

Un clima di “distensione totale “ insomma, ma chissà cosa pensa davvero il Cav. , non a caso D’Alema nel suo intervento ha ricordato che “Berlusconi ha una straordinaria percezione di quel che avviene nel paese”.

Dopo le folle amiche ,nel giro di pochi giorni,Berlusconi ha affrontato anche quelle avversarie o presunte tali , prima ha messo in grave imbarazzo Casini al congresso UDC dove è stato salutato da un’autentica ovazione, poi in questo fine settimana accolto benissimo ai congressi DS e DL , pare che lo faccia apposta, quasi a voler dimostrare, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che è lui, il leader più carismatico che c’è in Italia, del resto già nel medioevo l’acclamazione popolare stabiliva le cariche pubbliche.

Tornando al costituendo Partito Democratico, non ho notato , ma non è una novità , nessun riferimento alla classe operaia,ai lavoratori , si autodefiniscono un partito  di popolo , tanto che la parola sinistra è stata cancellata, ormai è già da un pezzo che si occupano soltanto di “alta finanza”,di Merchant Bank e come diventare padroni di banche e assicurazioni.

Può darsi che io sbagli,ma vedo soltanto la continuazione naturale di DS e DL come un solo “partito elitario”  ,si applaudono a vicenda  con l’annuncio di tante buone intenzioni,ovvietà e banalità a iosa, ma nulla di nuovo e concreto, tutto straordinariamente borghese insomma, non a caso la minoranza di sinistra capeggiata da Mussi ha preferito abbandonare il progetto da una parte,così come Bianco e De Mita dall’altra,non vi si ritrovavano più, e non hanno tutti i torti,da oggi in poi sarà difficile trovare nelle sezioni del PD il celebre quadro di Pelizza da Volpedo ,raffigurante i proletari del quarto stato, questi nella migliore delle ipotesi saranno sostituiti da “ ingegneri tangentisti rei confessi “ e da “illustri calzolai”, mi sembrano piene di buon senso le parole di Umberto Bossi quando dice che in politica due più due non fa quattro.

Va dato atto comunque che soprattutto il congresso dei DS è stato sensazionale, ottima musica,luci e palco curatissimi, attori che recitavano benissimo la loro parte, quasi un congresso di Forza Italia, forse addirittura meglio.

Ma a cosa serve cambiare in continuazione nomi e simboli se poi gli uomini e la mentalità sono sempre quelli?

Infine ultimo problema da risolvere,il Pantheon, un nuovo partito o partito nuovo abbisogna di radici profonde e così ci si è esercitati a cominciare da Fassino su chi metterci e chi No.

Che pena però questi ex comunisti,ogni volta che cambiano nomi e simboli, sputano sul loro passato pur di rimanere a galla, per convenienza avendo ormai perso l’identità.

E così archiviati Gramsci,Togliatti e Berlinguer, rimossi del tutto Marx, Stalin,Mao,Pol Pot, Fidel Castro ecc., nel Pantheon del Parito Democratico entrano di diritto De Gasperi, Kennedy, Martin Luther King, Bettino Craxi , Moro, ecc. , e ancora se ne cercano altri.

Io un modesto suggerimento l’avrei, un altro nome da inserire nel Pantheon del nuovo partito: Silvio Berlusconi.

Si avete letto bene,proprio lui, dite che questo poi sarebbe veramente troppo?

Aspettate e vedrete, tra qualche decennio, meglio se post-mortem, con la “bulimia da ripensamenti “ che contraddistingue i post-comunisti, magari in occasione di un nuovo nome e un nuovo simbolo, perché questo sicuramente non sarà l’ultimo, Berlusconi sarà additato da costoro come un grande statista,un sincero democratico, l’uomo che costruì la destra democratica in Italia, accetto scommesse.

Perché aspettare fino ad allora dunque? Si metta subito Berlusconi nel Pantheon del Partito Democratico e non se ne parli più.
Ma si costruiamo pure una nuova storia, tanto che importa se in quelle precedenti si è sbagliato tutto?





20 aprile 2007

IL PIU' AMATO DAGLI ITALIANI .

Il politico più amato dagli italiani? Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Questo quanto emerge dal sondaggio Ekma , che evidenzia come il gradimento per il Cavaliere sia ancora salito rispetto al mese di marzo, passando dal 45 al 47 per cento.
Dietro Berlusconi si posizionano il sindaco di Roma, Walter Veltroni a quota 44 per cento, più uno per cento rispetto al mese precedente, e il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, passato dal 44 al 41 per cento. In quarta posizione il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, stabile al 40 per cento. 
Curioso che tra i cinque politici più amati dagli italiani tre siano dell’opposizione, questo a conferma delle notevoli difficoltà di appeal che l’esecutivo di Romano Prodi sta incontrando. Proprio il Professore continua la sua emorragia di consensi, passando dal 32 per cento al 30 e scivolando in ottava posizione.Gli unici esponenti di governo a guadagnare consensi sono il presidente della Camera, Fausto Bertinotti (dal 32,2 al 34) e il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro (dal 27 al 29), mentre Piero Fassino perde due punti e il vicepremier Francesco Rutelli addirittura tre.


12 aprile 2007

MA ALMENO SI METTANO D'ACCORDO .

Dall’informativa di D’Alema alla camera dei deputati sul sequestro Mastrogiacomo:

 TRATTATIVE E SISMI - Nel corso dell'informativa, D'Alema parla anche del peso avuto dal Sismi, che assicura «è stato coinvolto nelle trattative». «Il 7 marzo emergevano i primi contatti per le trattative», spiega D'Alema confermando che l'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato «un canale utile per il rilascio degli ostaggi. Strada assicurava la sua collaborazione pur esprimendo preoccupazione per l'interferenza di altri attori - racconta il ministro -. Intanto il quotidiano La Repubblica comunicava che con canali giornalistici esisteva la possibilità di un'altra via di contatto con i rapitori. Questo canale è stato operante nel corso di tutta la vicenda. Dunque - chiarisce D'Alema - c'era una pluralità di canali per controllare la fondatezza delle informazioni, un lavoro svolto dall'Unità di crisi della Farnesina ma con la responsabilità e la presenza del Sismi che ha affiancato i canali in loco con proprie strutture e propri funzionari fino al rilascio. I canali sono stati usati in modo costantemente complementare».

Corriere della Sera 12/04/07

 “Quel che avevo da dire a Romano l’ho detto: i nostri servizi erano riusciti a trovare la strada per liberare Mastrogiacomo, ma è stato loro impedito. Ora dovremo fare i conti con le ripercussioni che rischiano di essere pesanti”. E ha aggiunto Parisi: “Le contraddizioni e la confusione nel governo, uniti ai modi sprezzanti del dottor Strada nei confronti dei servizi italiani hanno provocato un grave danno all’immagine dello Stato e la perdita di credibilità agli occhi degli alleati”.

Arturo Parisi –Corriere della Sera  23/03/2007

"... fuori dai coglioni il Sismi, i Ros e tutti quei signori! Se hanno un capo, che li richiami subito. O noi, o loro”.

dott. Gino Strada di Emergency-23/03/2007

E’ troppo chiedere, che se proprio devono raccontare cazzate, almeno lo facciano in modo univoco?        

 


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