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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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5 luglio 2009

IL GOVERNO PIU’ STABILE DELL’OCCIDENTE

Il mio governo è il più stabile e sicuro dell’occidente, così Silvio Berlusconi a bordo della nave crociera “Fantasia” , ormeggiata nel porto di Napoli, nel corso di una conferenza stampa indetta  per illustrare i preparativi in vista dell’imminente G8 all’Aquila.
Innanzitutto l’alleanza di governo: stabile e salda grazie al "legame inscindibile, anche di amicizia, tra le forze politiche" che compongono l'esecutivo, ha proseguito il Premier, poi “le due elezioni consecutive che abbiamo vinto”,quindi la popolarità personale: “La piu' alta in tutto l'Occidente, al 62,3%".
''Il governo ha fatto bene, e' fortissimo ed e' ancora piu' forte viste le crescenti debolezze dell'opposizione”, qui Berlusconi ha citato l’articolo di Pansa sul Riformista che ha definito l’opposizione “ un cadavere che cammina”, poi una veloce rassegna sui provvedimenti più incisivi del primo anno di governo e le operazioni di maggior successo in politica estera, infine il plauso al presidente Napolitano, il quale ha chiesto che cessino le polemiche politiche fino al termine del G8,“Speriamo che venga accolto l'invito del Capo dello Stato - ha detto Berlusconi - Penso che sia logico che il Capo dello Stato rivolga questo invito e che sia logico che venga accolto. Non ho altro da aggiungere”.
Anche il presidente della camera , Fini, da Madrid dove si trova in visita, ha risposto in modo chiaro e netto alle domande che gli sono state rivolte sulla tenuta del governo italiano : “ immaginare una crisi di governo in un futuro prossimo è fantasia, il governo gode di un ampia maggioranza nelle camere e di elevato consenso nel paese, il governo viene giudicato dalle cose che fa , tentare di gettare discredito su Berlusconi è un operazione che non scalfisce minimamente il feeling con i suoi elettori.
Personalmente penso che l’ultimo decreto di misure economiche varato dal governo, che contiene importanti misure anticongiunturali quali la detassazione degli utili reinvestiti o il bonus antilicenziamento per le imprese e la riduzione al minimo di oneri bancari vessatori come la commissione sul massimo scoperto, con qualunque nome venga definita o l’abolizione del ticket sanitario sulla specialistica per tutti i cittadini,  dimostra  appunto che il governo si occupa di cose concrete, non chiacchiere e  gossip, tanto che il provvedimento incontra una larga condivisione nei rappresentanti delle parti sociali e dei cittadini.
Le precisazioni sulla stabilità del governo sono state necessarie in quanto diverse testate di stampa straniere hanno ripreso i “desideri e le fantasie spacciate per realtà” dei zucconi del gruppo Repubblica – Espresso e di qualche altro gruppo editoriale sulla tenuta di Berlusconi e del governo, che sono appunto destinate a rimanere pii desideri, il governo è forte e coeso, altrettanto la maggioranza come hanno dimostrato gli ultimi appuntamenti elettorali, i problemi, se verranno, ci saranno quando avremo un opposizione che fa politica e non gossip, cosa di cui  al momento non si  scorge traccia all’orizzonte.






25 aprile 2009

UNA DECISIONE GENIALE

La decisione di spostare il prossimo summit del G8 di luglio dall’isola sarda della Maddalena all’Aquila, nelle terre ferite dal terremoto d’Abruzzo, approvata dal consiglio dei ministri che si è svolto in via eccezionale nel capoluogo abruzzese, sta ricevendo plauso e consenso in tutto il mondo.
Il grande Silvio una ne fa e cento ne pensa, lo spostamento del G8 in Abruzzo avrà un impatto mediatico eccezionale in tutto il pianeta, il contesto lussuoso in cui si sarebbe svolto il summit della Maddalena non era certo consono al periodo di crisi che il mondo sta vivendo, e allora piuttosto che trasportare i grandi della terra a bordo di lussuosi panfili, molto meglio portarli tra il popolo che soffre e far vedere personalmente i monumenti e beni culturali ai rappresentanti delle nazioni che intendono sponsorizzare la loro ricostruzione, e presentare così la lista nozze,un premier in perfetto stile no global insomma.
L’annuncio clamoroso ha sorpreso inizialmente tutti, ed è rimbalzato nelle cancellerie e nella stampa estera, trovando consensi unanimi, è arrivato subito il si di Obama dopo una telefonata con Berlusconi, poi Gordon Brown e Angela Merkel e via via tutti gli altri leader che saranno impegnati nei lavori del G8, anche la UE attraverso il portavoce Amadeu Altafaj Tardiu, approva e definisce la decisione “ un gesto simbolico molto forte”, diavolo di un Berlusconi ancora una volta spariglia e sorprende tutti, tirando fuori dal cilindro l’ennesimo coniglio bianco, mettendo l’Abruzzo al centro della scena politica mondiale.
L'utilizzo del complesso monumentale della Maddalena avrebbe comportato un costo di 220 milioni di euro, ha detto il premier: soldi che potranno essere risparmiati utilizzando per il vertice la scuola della Guardia di finanza di Coppito.
Quanto alla sicurezza dei leader, il presidente del Consiglio ha spiegato che ci sono tutte le condizioni per garantirla e che probabilmente «non credo che i no global avranno la faccia di venire in questi luoghi a organizzare manifestazioni dure come quelle a cui siamo stati abituati in passato».
Le opere già iniziate sull’isola della Maddalena saranno portate a compimento e come richiesto da Barack Obama sull’isola si terrà probabilmente in autunno il summit sull’ambiente.
Sul fronte interno plaudono le organizzazioni sindacali, persino Epifani si è detto d’accordo, le opposizioni frastornate, seppur con toni diversi tra Franceschini,Casini, e Di Pietro balbettano la loro approvazione, Berlusconi non ha una, ma dieci marce in più rispetto a costoro.
Favorevolissimi i commenti delle autorità locali, a partire dal presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sino al sindaco dell’Aquila Cialente , che plaude al provvedimento e parla di un gesto di generosità per la città martoriata.
La notizia ha fatto quasi passare in secondo piano gli altri importanti provvedimenti presi dal consiglio dei ministri all’Aquila, un decreto legge per stanziare le risorse in favore delle zone terremotate. Il provvedimento mette a disposizione un totale di otto miliardi di euro, di cui 1,5 per fronteggiare l'emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione.
Sono state individuate 15 aree dove intervenire con piastre di cemento armato capaci di sopportare scosse sismiche: su queste piastre saranno edificate case sicure, con verde e alberi, ha detto Berlusconi.
Gli studenti universitari saranno esonerati dal pagamento delle tasse per il periodo 2009-2010. Per la prima volta si affronta un evento del genere senza aumentare la pressione fiscale ha detto il premier.
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha poi spiegato che il decreto prevede lo stanziamento di 150mila euro per chi vorrà ricostruirsi da sé la casa distrutta e 80mila euro per chi invece ha la casa danneggiata. «Prevediamo - ha detto - 500 milioni di euro, e la domanda è per 700, per interventi per le abitazioni private. Ci sarà un conto corrente gratuito per 150mila euro disponibili per ciascuno per la ricostruzione della casa».
«Puoi farti la casa come vuoi e può essere la ricostruzione della casa colpita o una casa nuova da un'altra parte» ha aggiunto Berlusconi.
Tremonti ha annunciato che è stata avanzata a Bruxelles la richiesta di fare dell'area terremotata una «zona franca urbana» esente da tributi.






23 febbraio 2009

DECRETO ANTISTUPRI: SI AI VOLONTARI

Il decreto antistupri approvato venerdì dal consiglio dei ministri, risponde concretamente e con provvedimenti adeguati alle esigenze, anche legislative, determinate dai casi di cronaca degli ultimi giorni, in particolare sugli arresti domiciliari concessi a stupratori, che hanno sollevato stupore e indignazione nell’opinione pubblica.
Nel 2008 i casi di violenza sessuale sono diminuiti del 10% rispetto agli anni precedenti, ma questo non deve far abbassare la guardia, e le risposte del governo mi sembrano assolutamente condivisibili e condivise dalla maggioranza dell’opinione pubblica.
Queste le principali norme contenute nel decreto :
-Associazioni di cittadini volontari e non armati, coordinati da sindaci e prefetti, potranno collaborare con le forze dell’ordine al controllo del territorio;
-Divieto degli arresti domiciliari per chi è accusato di violenza sessuale;
-Ergastolo per gli stupratori omicidi;
-Pene dai sei mesi ai quattro anni per lo stalking;
-Estensione dai 2 ai 6 mesi della permanenza degli immigrati nei centri di identificazione e di espulsione;
Il decreto anticipa in parte norme già approvate da uno dei rami del parlamento, nel decreto anti-stupri, ha spiegato il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, sono «previste, circa lo stalking, sanzioni per gli episodi di molestie e minacce reiterate prima che possano degenerare in condotte più gravi: le pene vanno da sei mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o marito o ai danni di soggetti particolarmente deboli». Previsto, ha aggiunto, «che la vittima si possa rivolgere al questore che può "ammonire" il colpevole, nonchè il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa».
Lo strumento del decreto è essenziale per governare ha detto in conferenza stampa il Premier Berlusconi, altrimenti le norme giuridiche predisposte per rispondere alle esigenze della collettività si impantano nei tempi biblici del parlamento, ribadendo quindi un concetto già espresso qualche settimana fa sul caso Englaro.
La norma che ha sollevato più discussioni è senz’altro quella dell’ istituzione delle associazioni di cittadini per il controllo del territorio in collaborazione con le forze dell’ordine, volgarmente definite “ronde”, il Quirinale ha fatto sapere che i contenuti del decreto sono di esclusiva competenza e responsabilità del governo, una precisazione inutile, visto che è appunto quanto prevede l’art.77 della costituzione.
Una presa di distanza era venuta da Monsignor Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti, che aveva parlato di “abdicazione dello stato di diritto e clima di criminalizzazione dei migranti”, successivamente l’intervento del portavoce della S.Sede ,padre Federico Lombardi ha precisato che Monsignor Marchetto parla a titolo personale non a nome del Vaticano, un “cane sciolto” dunque, come Famiglia Cristiana.
Intanto mentre la dirigenza romana del partito democratico orfana di Veltroni, parla di imbarbarimento del paese, sindaci e amministratori locali dello stesso partito salutano con favore il provvedimento, tanto che il presidente della provincia di Milano Penati, stanzia immediatamente 250.000 euro per l’anno in corso, a copertura delle spese di organizzazione, è l’ulteriore dimostrazione di come la sinistra salottiera e radical chic ha perso del tutto il contatto con il paese reale, poi non capiscono perché dal Friuli alla Sardegna gli elettori li prendono a ceffoni
.




7 febbraio 2009

GRAZIE SILVIO

Forse tutto questo sarà inutile, forse non si arriverà in tempo, ma l’atteggiamento di Silvio Berlusconi sulla vicenda di Eluana Englaro non mi ha sorpresa, anzi da qualche tempo ero intimamente convinta che avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere per evitare una eutanasia non regolamentata e non prevista dalla legge.
Quando ascolta se stesso e la sua coscienza, ed è intimamente convinto di ciò che fa, Berlusconi va fino in fondo, senza mediazioni,compromessi e imbalsamature istituzionali che troppe volte lo frenano, ed è questo il Berlusconi che preferisco e che vogliono i suoi elettori.
Non si è fermato neppure di fronte alla possibilità di uno scontro istituzionale con il Presidente Napolitano, che poi in effetti è avvenuto, quando il Quirinale ha comunicato che il decreto legge in discussione nel consiglio dei ministri,che impediva qualsiasi mancanza di somministrazione di acqua e nutrienti a soggetti non autosufficienti, non sarebbe stato firmato, Berlusconi ha messo lo stesso ai voti il decreto legge che è stato poi approvato dal consiglio dei ministri all’unanimità, questo per avocare a se e al governo la responsabilità di stabilire e decidere in materia di decretazione d’urgenza così come è previsto dall’art.77 della costituzione, se poi il Presidente della repubblica non lo controfirma, magari per pretesa incostituzionalità tutta da dimostrare,diviene chiaro a tutti di chi è la responsabilità.
Preso atto della posizione di Napolitano, dopo poche ore Berlusconi ha convocato una nuova seduta del consiglio dei ministri che ha approvato ,sotto forma di disegno di legge , lo stesso decreto e ha chiesto ai presidenti delle camere una corsia preferenziale e urgente per discutere ed eventualmente approvare in pochi giorni la legge.
Bisogna riconoscere che forse nessuno, al posto di Berlusconi , in questi delicati frangenti umani ed istituzionali , avrebbe avuto il coraggio di assumersi responsabilità così chiare e nette, lui lo ha fatto e di questo credo che siano orgogliosi tutti coloro che lo hanno votato, e gran parte dell’opinione pubblica, così come lo sono io, a prescindere da come la si pensi su argomenti tanto delicati che scuotono le coscienze.
Non intervenire,dice Berlusconi in conferenza stampa, sarebbe omissione di soccorso nei confronti di una persona viva, con cellule celebrali vive,che in ipotesi potrebbe generare anche un figlio.
Ritornando sull’argomento il Premier questa mattina dalla Sardegna ha detto : “Immaginavo francamente si potesse superare da parte del Colle una posizione legata a fatti giuridici, anche non condivisibili, e che noi non condividiamo”.
“E ciò anche in considerazione del fatto che il decreto del governo è stato fatto per salvare una vita umana” senza il quale – ha aggiunto – Eluana sarebbe stata l’unica cittadina a morire”.
“Non capisco come non si possa sospendere la procedura per Eluana: francamente mi lascia stupito che dei professionisti, dei medici che sono votati a salvare la vita umana, possano invece impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte, anche attraverso delle crudeltà come quella di privare ad un organismo umano l'alimentazione e la nutrizione”.
Ci sono “due culture che si confrontano: da un lato la cultura della libertà e della vita e dall'altro quella dello statalismo e, in questo caso, della morte; noi siamo per la vita e per la libertà”.
Probabilmente anche approvare una legge in pochi giorni non servirà a nulla, poiché le procedure che interrompono la nutrizione e l’idratazione a Eluana Englaro sono già iniziate, ma da tutti coloro che si oppongono,non alla laicità, bensì all’ “incenso laicista” di questo paese , non può che venire un “ grazie a Silvio Berlusconi”.
Esponenti del Vaticano hanno lodato il coraggio di Berlusconi e del governo e si sono detti “molto delusi” da Napolitano per la mancata firma del decreto.
Sarò forse ripetitiva,ma trovo che far morire così una persona, togliendole acqua e nutrimento,sia una crudeltà assoluta, chi secondo una “presunta volontà”, ha deciso che non deve più vivere si assuma in pieno le sue responsabilità, e le dia perlomeno una morte rapida ed indolore, i sistemi non mancano di certo, e non questa straziante agonia che si protrarrà forse per settimane.
Infine una considerazione sui parenti della ragazza,in particolare del padre Beppino mi viene spontanea, si lamenta dell’invadenza dei media e dell’opinione pubblica , ma allora perché ha dato in pasto la vicenda di Eluana all’attenzione generale? Quale disegno persegue?
Se proprio ha deciso che la figlia deve morire,poteva farlo con l’assistenza di medici compiacenti nel dolore e nel silenzio, non strombazzandolo in lungo e largo e lamentarsi poi con una faccia di bronzo degna di miglior causa.
Senza contare poi, che le suore dell’istituto dove Eluana è stata accudita fino all’altro giorno, hanno ribadito a più riprese che avrebbero continuato ad accudirla ed assisterla vita natural durante senza nessuna pretesa.
Addio Eluana, che la tua agonia sia brevissima.







29 novembre 2008

VARATO DECRETO ANTICRISI

Il decreto legge varato dal governo è un provvedimento positivo, ricco di misure positive, immediatamente attive.
E’ un segnale di fiducia per l’intero Paese, concentrato su tre linee portanti: sostenere i più deboli; tutelare i lavoratori; motivare le imprese.
Il pacchetto anticrisi si fonda su sette strumenti: detassazione, trasferimenti netti, risparmi, sotto forma di minor costi, finanziamenti, garanzie, investimenti, accelerazione di alcuni tipi di investimenti. ''Un insieme di strumenti – ha sottolineato il ministro Tremonti - che si applicano a un volume pari a 80 miliardi di euro, che non sono 80 miliardi di maggiori spese pubbliche''
Queste in sintesi le principali misure:
-Bonus straordinario per le famiglie a basso reddito, pensionati e persone non autosufficienti,varia da 200 a 1.000 euro e sarà destinato alle famiglie a basso reddito e lavoro dipendente, con reddito annuo di 22 mila euro o di 35 mila in caso di componenti portatori di handicap. Ne beneficeranno poco meno di 8 milioni di persone, per una spesa di 2,4 miliardi;
-Mutui tasso variabile in corso: tetto al 4%,per i mutui prima casa in corso le rate variabili per il 2009 non potranno superare il 4%. Lo stato si farà carico dell'eventuale eccedenza.
Per i nuovi mutui accesi nel 2009 il tasso di base su cui si calcola lo «spread» sarà costituito dal tasso stabilito dalla Banca Centrale Europea;
-Blocco degli automatismi di aumento di tariffe, bollette, pedaggi autostradali;
-Prestito a tasso agevolato per i nuovi nati, ovvero un prestito (a tasso particolarmente agevolato) alle famiglie nel cui ambito avvengano nuove nascite, al fine di supportare le spese connesse alle esigenze dei primi anni di vita;
-Social Card per i meno abbienti;
-Detassazione premi produzione prorogata ed estesa fino a 35.000 euro di reddito e ai lavoratori della sicurezza,il decreto legge proroga la detassazione dei premi di produttività e la amplia ai redditi fino a 35mila euro,la detassazione dei premi di produttività è stata allargata al comparto sicurezza: forze ordine, forze armate, pompieri, soccorso, un comparto composto da 500.000 persone. La parte di reddito sulla quale si applicano gli sconti raddoppia: dagli attuali 3.000 passa a 6.000 euro;
-
Lavoratori statali: indennità vacanza contrattuale 2008 in busta paga a dicembre;
-Fondo per l’occupazione: 1,28 miliardi di euro per il 2009;
-Ammortizzatori sociali estesi a precari e apprendisti, Cassa integrazione estesa a settori scoperti;
-Via libera alle obbligazioni bancarie. Per assicurare un adeguato flusso di finanziamenti all'economia e un adeguato livello di patrimonializzazione delle banche il ministero dell'Economia è autorizzato fino al 31 dicembre del 2009 a sottoscrivere obbligazioni bancarie speciali;
-Aumentano i fondi per la legge Obiettivo: per realizzare le opere strategiche di preminente interesse nazionale il decreto anticrisi stanzia infatti un contributo quindicennale di 120 milioni di euro l'anno a partire dal 2010. Per il 2009 viene istituito un fondo per gli investimenti di 960 milioni di euro. Ci sono anche risorse per 480 milioni di euro, per ciascuno nel triennio 2009-2011 "per assicurare i necessari servizi ferroviari di trasporto pubblico".Entro il 30 giugno sempre del prossimo anno con Dpcm dovrà essere varato un piano organico di azioni presentato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti" entro febbraio 2009 "mirato a creare le condizioni per accelerare i piani di investimento dell'intero comparto autostradale".
-Commissario straordinario per la realizzazione delle infrastrutture:Viene istituita la figura del Commissario Straordinario che vigilerà sul rispetto dei tempi in tutte le fasi di realizzazione dell'opera pubblica. Il Commissario, se necessario, eserciterà i poteri sostitutivi compiendo ogni atto per accelerare la realizzazione dell'intervento.
-Sblocco rimborsi IVA:Il decreto anticrisi prevede lo sblocco dei rimborsi IVA ultradecennali, per un totale di 6 miliardi, e lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione verso i privati.
-Riduzione del 3% degli acconti Ires e Irap;
-Deducibilità del 10% dell’Irap dall’Ires;
-Revisione studi di settore;
-Introduzione IVA di cassa:Per gli anni 2009- 2011, in via sperimentale si applica il nuovo meccanismo secondo cui l'iva non si paga al momento dell'emissione della fattura ma quando avviene l'incasso. Con decreto ministeriale sarà stabilito il volume d'affari dei contribuenti nei cui confronti si applica l'iva di cassa;
-Fisco di favore per i ricercatori che rientrano in Italia: Al fine di incentivare il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero il decreto prevede che i loro redditi siano fiscalmente imponibili solo per il 10%;

Silvio Berlusconi in conferenza stampa ha sottolineato il «traguardo raggiunto»: «Siamo il primo Paese in Europa - ha detto il premier - a emanare un provvedimento a sostegno di famiglie, imprese ed economia». Berlusconi ha anche annunciato che la prossima settimana il CIPE varerà investimenti per 16,6 miliardi di euro,“l'estensione temporale della crisi economica dipende da tutti noi, dalla nostra capacità di fiducia e di guardare al futuro con speranza. Serve buona volontà da parte di tutti. Mi sto sgolando al telefono con i miei colleghi europei affinché rappresentino la realtà, ma invitino anche i cittadini a comportamenti consapevoli”, ha concluso il premier
Nell’insieme mi sembrano provvedimenti tutt’altro che trascurabili se si tiene conto del vincolo del debito pubblico e soprattutto che non si modificano i saldi della finanziaria triennale , con 300 milioni di titoli di stato in scadenza nel 2009 e dunque da ricollocare alle migliori condizioni di mercato non ci si possono permettere sforature di bilancio e del rapporto deficit/PIL .
I provvedimenti sono stati giudicati con qualche distinguo positivamente dalle categorie sociali e dalla maggioranza dei sindacati, tranne naturalmente la CGIL che per bocca di Epifani conferma lo sciopero solitario del 12 dicembre,ma questa non è un novità, Epifani è collaterale al PD come Lama lo era al PCI negli anni ottanta e probabilmente farà la stessa fine.
Così come non meraviglia certo l’atteggiamento della sinistra “parolaia e inconcludente” che parla di mance e di elemosine a proposito della social card, da un pezzo ormai hanno perso completamente il senso della realtà, per un indigente che ha un reddito di 500 euro , 40 euro mensili rappresentano un 10% di aumento ed è molto meglio avere un simil bancomat piuttosto che girare con la situazione reddituale da esibire ogni volta per aver diritto a sconti e servizi sociali o fare la fila alle mense della caritas.
Ma costoro che sono in una faida interna perenne del tutti contro tutti e che si riuniscono intorno ai camini e nei loft,hanno ben altro di cui occuparsi, altrimenti con le loro,quelle si elemosine, elargite dal governo del partito democratico,ovvero 150 euro annui in unica soluzione per i meno abbienti e un aumento delle pensioni pari a 20 euro mensili tanto che per la vergogna si sono inventati una quattordicesima pari a meno della metà di una mensilità di pensione per non corrisponderli mensilmente, parlare di mance e di elemosine significa avere la faccia come il culo.
E’ inutile affannarsi cercando di ribaltare la realtà, gli italiani sono molto più intelligenti di quanto credono loro, e proprio per questo li hanno sonoramente bocciati.







27 novembre 2008

TREMONTI PRESENTA LA SOCIAL CARD

Mentre si lavora al decreto anti crisi che dovrebbe essere approvato venerdì dal consiglio dei ministri, di cui ho ritenuto del tutto superfluo parlare, visto che, quelle circolate in questi giorni sono solo ipotesi allo studio, meglio quindi aspettare e vedere cosa c’è di concreto, il ministro dell’economia Tremonti in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha presentato una delle cose certe , ovvero la social card per i meno abbienti.
A beneficiarne saranno, per il momento, 1,3 milioni di italiani. La carta è "anonima" e servirà anche per accedere alle tariffe sociali,un bancomat azzurro, del valore di 40 euro mensili più gli sconti delle catene commerciali convenzionate, chi lo riceverà entro il 31 dicembre avrà già un credito di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre.
E’ destinata ai cittadini ultrasessantacinquenni e famiglie con figli piccoli (fino a 3 anni) che abbiamo un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 6000 euro, non più di una casa, non più di un'auto. Per chi ha più di 70 anni, la soglia di reddito Isee che dà accesso alla carta acquisti è fino a 8000 euro, nel caso di più figli sotto i 3 anni, gli accrediti si sommano.
Siccome a sinistra hanno delle facce di bronzo degne di miglior causa e già straparlano di “intervento caritatevole” e altre castronerie del genere, cioè fanno quello che gli riesce meglio, la menzogna e il ribaltamento della realtà, è utile ricordare che nell’ultima finanziaria del governo Prodi e del partito democratico l’intervento per i meno abbienti è stato un “una tantumdi 150 euro annui in un'unica soluzione e un intervento per le pensioni minime pari a circa 20 euro mensili, e poiché se ne vergognavano, hanno preferito erogarli tutti in un'unica soluzione e si sono inventati la cd quattordicesima che non corrisponde nemmeno alla metà di una normale mensilità.
Questo giusto per la precisione, poiché i cittadini italiani sanno fare benissimo le loro valutazioni, proprio per questo li hanno mandati a casa senza appello.







15 novembre 2008

TAGLIARE SI PUO' ANZI SI DEVE

Più che un onda è stato un gavettone, si può sintetizzare così il flop della manifestazione contro la riforma della scuola svoltasi a Roma dove hanno partecipato poche decine di migliaia di persone, 200.000 secondo gli organizzatori, numeri che,come abbiamo visto nelle settimane scorse sono puro esercizio di fantasia, per la questura infatti non erano più di 30.000 , addirittura a molti studenti il biglietto di viaggio è stato pagato dalla CGIL e dal PRC ,ogni altro commento mi sembra del tutto inutile e inopportuno.
Si è manifestato dunque per la difesa dello status quo dell’università italiana, che come ho spiegato più volte,salvo lodevoli eccezioni che pure ci sono, è una fabbrica di somari e ignoranti, 5500 corsi di laurea tra i più disparati, il doppio della media europea, 90 atenei e 320 sedi distaccate, nessuno di questi presenti tra i primi 150 del mondo, che sfornano un numero di laureati inferiore a quello del Cile, e sulla cui preparazione media è meglio stendere un velo pietoso, insomma una catastrofe e il bello è che si manifesta per conservare tutto ciò.
Ha ragione il ministro Gelmini quando definisce il sistema scolastico e universitario italiano una macchina con il motore rotto a cui è inutile aggiungere benzina cioè soldi se il motore è guasto, oggi come oggi l’università italiana rappresenta un enorme costo per i contribuenti senza nessun risultato apprezzabile,anzi ogni anno si spendono più soldi e va sempre peggio, senza cambiamento non c’è futuro, non ci possiamo più permettere certi lussi, i costi si devono tagliare e la spesa va riqualificata, tagliare si può,anzi si deve, è molto meglio spendere i soldi per togliere l’ICI dalla prima casa piuttosto che spenderli per alimentare baronie e clientele varie nelle università, dove i concorsi vengono vinti dai soliti noti e si danno incarichi a precari che vengono rinnovati in continuazione senza avere un progetto preciso, altrimenti quelli che servono si assumano in ruolo, si sprecano preziose risorse per favoritismi a destra e a manca, per creare corsi di laurea e cattedre inutili, ma cosa c’è da difendere di questo sistema? Persino l’Economist , settimanale britannico che non è mai stato tenero con il governo Berlusconi, sostiene il ministro Gelmini e scrive che
l’università italiana ha disperatamente bisogno di una riforma,essendo il settore peggio gestito, peggio performante e più corrotto d’Italia, e tuttavia resiste al cambiamento.
Il decreto Gelmini sull’università pubblicato qualche giorno fa in gazzetta ufficiale, cui seguirà un articolato disegno di legge di riforma del sistema universitario è una prima risposta nel segno della meritocrazia, qualità, razionalizzazione ed efficienza, apprezzato anche dal Presidente Napolitano.
Solo gli atenei con i bilanci in regola potranno procedere a nuove assunzioni, le commissioni esaminatrici dei concorsi saranno composte da esterni selezionati con sorteggio, si incrementa il fondo per il diritto allo studio e per gli alloggi degli studenti di 200 milioni.
Forza allora ministro Gelmini, affondi il bisturi per eliminare il cancro e le metastasi della conservazione e dello status quo, è un servizio che va reso all’Italia e soprattutto alle nuove generazioni.

UPDATE: «Vogliamo cancellare dalla scuola e dall’università l’ideologia dell’egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti, e lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone».
"Sono orgogliosa del decreto che abbiamo approvato nel penultimo consiglio dei ministri. E' un decreto molto scarno, consta di solo tre articoli, ma vuole essere un primo passo verso il cambiamento", lo dice il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini intervendo all’assemblea dei Circoli del Buon Governo a Montecatini Terme.
"In quel decreto - sottolinea - abbiamo voluto mettere al centro del sistema universitario lo studente e le loro famiglie". E, aggiunge il ministro, pur in presenza "di una finanziaria in cui il nostro obiettivo non è quello di mettere le mani nelle tasche degli italiani, quindi di non aumentare la tassazione, ma di spendere al meglio il denaro pubblico, abbiamo trovato risorse per le borse di studio". Questo governo, sottolinea "per la prima volta è in grado di concedere 180 mila borse di studio a tutti i ragazzi capaci e meritevoli". Inoltre, continua il ministro, "è giusto sostenere le residenze universitarie".
Il diritto allo studio non si attua con l'università sotto casa oppure moltiplicando gli insegnamenti ha proseguito il ministro Mariastella Gelmini, acclamatissima dai giovani presenti, ha sottolineato che l'offerta formativa deve tener conto delle esigenze del mondo del lavoro.
Per dare nuovi finanziamenti all'università tenteremo nuovi percorsi - ha precisato il ministro -. Spero in un grande coinvolgimento delle imprese, ma deve essere chiaro che questo non significa privatizzazione. Stiamo faticando a trovare risorse nel pubblico come nel privato. Ma non possiamo arrenderci a restare tra gli ultimi posti nel mondo come qualità». Gelmini ha quindi ricordato che la nostra prima università si colloca al 192esimo posto nella classifica mondiale: Vogliamo che presto almeno una si classifichi fra le prime cento.
Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, mettendo da parte la paura. Chi sta con i giovani non può che percorrere strade nuove. Le porte del ministero sono aperte a tutti coloro che vogliono dare un contributo alla nostra sfida. Le critiche vanno accettate, ma non accetterò mai di difendere situazioni indifendibili.
Adnkronos














31 ottobre 2008

A QUANDO LO SCIOPERO DELLA FAME ?

Dopo aver cooptato i radicali nelle liste del partito democratico, pare che Veltroni ,inseguendo derive populistiche e plebiscitarie, voglia sostituire direttamente anche Pannella in battaglie referendarie che il vecchio leader radicale,forse ormai stanco,non sente più sue.
Non rimane altro,allora, che attendere l’eclatante annuncio di uno sciopero della fame e della sete, che detto tra di noi avrebbe sicuramente un effetto positivo sull’antiestetico ventre del “ perdente di successo”, così la nuova stagione dei pseudo neo riformisti italiani avrà il suo naturale compimento.
Non si capisce che tipo di quesito referendario stanno studiando, visto che, il cuore del decreto Gelmini attiene alla razionalizzazione e riqualificazione della spesa pubblica, legge di bilancio, e pertanto non soggetta a referendum,che lo vogliano fare sui grembiulini e il voto in condotta?
Un referendum che si dovrebbe svolgere nel 2010,solo fumo negli occhi per i fessi che ci credono, poche idee ma confuse.
Non rimane che farsi delle sane risate mentre si assiste all’ennesima involuzione di Veltroni e del PD, che si è rimangiato tutto,ma proprio tutto di ciò che aveva annunciato quando fu eletto segretario, tra l’incudine delle correnti interne e il martello di Di Pietro dall’esterno, e costretto ad inseguire quest’ultimo su tutto, tanto che dopo aver annunciato la fine dell’alleanza solo qualche giorno fa, ha dovuto rimangiarsi tutto e accettare anche un candidato presidente dell’IDV in Abruzzo per limitare i danni di una probabile sconfitta.
Insomma un becero massimalismo, volto a trasformare il PD in partito di lotta e di governo, come nella migliore tradizione comunista, chissà cosa ne pensano le “formiche” di Follini o i “coraggiosi” di Rutelli?
Non imparano mai, nonostante la bulimia dei ripensamenti, che inevitabilmente hanno portato ex e post comunisti con ritardi ventennali a riconoscere i propri errori come il referendum sulla scala mobile o addirittura rivalutare Bettino Craxi ( udite,udite) come alfiere del riformismo e padre della sinistra italiana, adesso si mettono ad inseguire Di Pietro ed Epifani.
Continuano ad ignorare quella maggioranza silenziosa che non scende in piazza,ignorata dai media, ma che ad ogni svolta politica, economica e sociale del nostro paese, puntualmente li prende a ceffoni, a proposito di referendum, oltre al già citato sulla scala mobile, basta ricordare quello sulle televisioni o quello ultimo in ordine di tempo sulla fecondazione assistita, per capire dove si stanno andando a cacciare.
L’istituto del referendum è ormai inflazionato, da strumento eccezionale è diventato regola,tanto che ce ne sono di nuovi ogni anno, e da 10 anni puntualmente gli italiani li disertano, se eleggono un parlamento delegato a decidere non vogliono essere chiamati in causa per qualunque cosa, così il referendum si è trasformato nell’ultima arma dei frustrati che non hanno idee.
Nello sciopero generale della scuola la sinistra ha annunciato siamo " un milione in piazza", dai duemilioni e passa dell’altro giorno, pioggia e umidità fanno male,si sono ristretti.
Ha ragione Luca Ricolfi nel suo editoriale sulla Stampa quando afferma che il sistema dell’istruzione in Italia si fonda tra due patti scellerati : nella scuola, il patto fra insegnanti e famiglie, nell’università il patto fra docenti e studenti. Il cardine del primo patto è: l’importante è che il ragazzo sia sereno, vada avanti senza soffrire troppo, prenda il diploma; che poi impari molto o poco conta di meno. Il cardine del secondo patto è: l’importante è arrivare alla laurea, non importa in quanto tempo e imparando che cosa; noi professori pretendiamo sempre di meno da voi studenti, voi studenti non ci importunate e vi accontentate di quel poco che riusciamo a trasmettervi.
Le manifestazioni di questi giorni si reggono appunto su questi due patti scellerati, anche se io farei un distinguo per gli studenti, non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima che una frangia di essi ,vengono resi inconsapevolmente difensori di interessi ed elite corporative, contro una maggioranza che vuole studiare con profitto,seguire i corsi , dare gli esami e credono nella meritocrazia come sinonimo di democrazia.
E’ normale e prevedibile dunque, che tutti insieme appassionatamente ,sindacati, docenti e non docenti , rettori e baroni vari, studenti massificati ecc. ecc., ovvero coloro che negli ultimi decenni hanno portato il sistema scolastico e universitario allo stato in cui è ridotto,si rivoltino contro chi vuole meritocrazia ed efficienza, e difendono lo status quo con le unghie e con i denti.
I rettori minacciano di dimettersi in massa,magari fosse vero, comunque qualcuno ha iniziato a capire che l’aria è cambiata, e si sta adeguando preventivamente alle misure che il ministro Gelmini ha intenzione di prendere sull’università,come Luigi Frati, neo rettore dell’ Università La Sapienza,che ha intenzione di tagliare da subitocorsi inutili” e “professori fannulloni”, chissà perché i suoi predecessori non ci hanno mai pensato.
Come ho già avuto modo di dire , scuola e università, pubblico impiego e magistratura rappresentano i principali settori in cui si annida l’inefficienza e la conservazione, vanno riformati profondamente e al più presto.
In attesa della riforma della giustizia, speriamo che il ministro Brunetta inizi a mettere i tornelli agli uffici giudiziari, forse inutili dal punto di vista pratico, ma sicuramente utili simbolicamente.









 


29 ottobre 2008

SI ALLA SCUOLA DELLA SERIETA’

Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il decreto Gelmini sul riordino della scuola, che prevede tra le altre cose il ritorno al maestro prevalente, e il voto in condotta che farà media con le altre materie.
«La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto il ministro Gelmini dopo il sì al decreto, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università.
Naturalmente soddisfatto anche il Premier Berlusconi, che riferendosi alle proteste degli studenti : «Spiace che siano stati presi in giro tutti questi ragazzi che manifestano per Roma perché evidentemente è una truffa che si è combinata alle loro spalle , la sinistra è capace di truffare i suoi stessi sostenitori».
Tesi sostenuta anche dal capogruppo PDL al senato Gasparri: "Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato. Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando, istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni" , per essere dei giovani rivoluzionari temono già i reumatismi. Non si e' mai vista contestazione più ridicola, più bugiarda e più manovrata dai partiti.
Ridicoli e patetici gli esponenti delle opposizioni, Di Pietro ha annunciato la raccolta di firme per un referendum abrogativo a cui subito si è accodato il “perdente di successo” Veltroni, ora a parte che sia il DL Gelmini nella parte che definisce le economie, e la legge finanziaria firmata da Tremonti sui tagli all’università, sono leggi di bilancio che non possono essere soggette a referendum, su cosa lo fanno, sul voto in condotta ,sui grembiulini o sul maestro prevalente ,provvedimenti che incontrano il favore della stragrande maggioranza degli italiani?
E’ proprio vero che anche gli asini fanno proseliti, in pratica fumo negli occhi per i fessi che ci credono, dopo che gli italiani hanno disertato in massa tutti i referendum da 10 anni a questa parte, così dopo lo slogan “sulla vita non si vota” per il refendum sulla fecondazione assistita,toccherà coniare “sulla scuola non si votae vedere l’effetto che fa, tutto da ridere se non ci fosse da piangere a causa di un opposizione “parolaia e inconcludente” , è pericoloso creare false aspettative e illusioni, questi apprendisti stregoni ricordino che “ quando si cavalca la tigre è la tigre che guida”.
E’ bello anche scoprire che, grazie a Brunetta la malattia degli insegnanti nel solo mese di settembre è scesa di oltre il 44% , significa un risparmio di oltre 70 milioni sulle supplenze, presto comunque graduatorie e migliaia di precari in anticamera da decenni non serviranno più, servono appunto meno insegnati,più preparati e meglio pagati.
Dopo aver mandato in soffitta il modulo e adeguato la scuola primaria italiana a quella dei paesi europei, sarà bene concentrarsi sull’università, fra qualche giorno il ministro Gelmini ha annunciato la presentazione del piano specifico, vedremo chi si opporrà alle chiusura di centinaia di facoltà con qualche decina di studenti o addirittura interi atenei con buchi di bilancio enormi per dare le risorse a chi le merita, chi vuole mantenere lo status quo di un sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di somari, con le dovute eccezioni che pure ci sono naturalmente, come dimostrano tutte le classifiche internazionali,continui pure a protestare, ma si rassegni, il PDL e Berlusconi non hanno avuto mandato pieno ed assoluto a governare dal popolo sovrano per galleggiare, bensì per cambiare il Paese, come chiede la maggioranza degli italiani, perché il futuro non aspetta.

ANCHE A SCUOLA SI VOLTA PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !





29 ottobre 2008

I GENITORI APPROVANO IL DECRETO GELMINI

Un incontro positivo e costruttivo al quale però dovrà seguire una nuova fase di consultazione permanente tra le parti, in particolare in fase di scrittura dei regolamenti del decreto. Le associazioni dei genitori del mondo della scuola (Moige, Agesc, Age, Cgd) hanno incontrato oggi a viale Trastevere il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini per discutere del contestatissimo decreto che porta la sua firma.
"L'incontro con il ministro Gelmini si è svolto in un clima sereno e si è concluso positivamente: la riforma rappresenta un punto di partenza ottimo per ricostruire tutto il comparto scuola e abbiamo ricevuto dal ministro delle rassicurazioni anche in merito alla questione del tempo pieno", spiega Maria Rita Munizzi (presidente Moige): "Possiamo, infatti, affermare che con questa riforma finirà la lotteria e la lotta di migliaia di genitori per poter accedere al tempo pieno nella scuola".
"Il ministro - spiega ancora Munizzi - ha rassicurato noi genitori su questo punto, poiché attraverso la riforma il tempo pieno sarà aumentato al 50%, consentendo così ad una classe su due di poterne usufruire".
Anche per Maria Grazia Colombo (presidente nazionale Agesc) la riunione è andata "molto bene: è stato un momento costruttivo e importante, ora il problema sarà l'attuazione e il regolamento del decreto su cui il ministro ha chiesto che come genitori facciamo da ponte di informazione verso le famiglie. Abbiamo esposto alcuni punti critici sulla confusione generata sul tempo pieno e anche su questo Gelmini ha assicurato che in fase di scrittura dei regolamenti ci sarà meno confusione".
Quanto agli scioperi e ai cortei, per l'Agesc è "legittimo contestare, ma bisogna rimettere al centro la questione scuola, che va affrontata nelle istituzioni: c'è stata una mancanza di voler capire fino in fondo quello che dice il decreto, un po' di pregiudizi che hanno creato allarmismi".
Secondo Davide Guarneri (presidente Age) "è positivo che si sia ripreso un dialogo, che è stato molto sereno: il ministro ha riconfermato che non verrà ritirato il decreto, il resto lo vedremo negli aspetti attuativi e su questo c'è impegno di tutti ad aprire una consultazione permanente. Abbiamo posto anche numerose domande e preoccupazioni, soprattutto per capire quale sia la scelta educativa e pedagogica di fondo del decreto e se non ci sia solo una lettura economica, perchè tutto ci sembra derivare solo dai tagli previsti dalla legge 133. Oltre ai risparmi - prosegue Guarneri - vogliamo ragionare sulla valorizzazione degli istituti. Soddisfazione anche per il tempo pieno: la scuola svolge anche una funzione sociale e abbiamo chiesto maggiore chiarezza. Gelmini ci ha assicurato che le ore saranno molteplici".
Infine per Angela Nava (presidente Cgd) l'incontro ha avuto gli "esiti prevedibili: come Coordinamento abbiamo chiesto di ritirare il decreto, che ovviamente va avanti. Il ministro ha aperto però la strada al dialogo e abbiamo così reiterato la nostra disponibilità ad esserci quando verranno scritti i regolamenti attuativi. Sapendo bene che la politica va avanti per altri canali".

28/10/2008 APCOM       

Bene, è la migliore dimostrazione che le bugie e la disinformazione hanno le gambe corte, adesso chi vuole difendere l’attuale sistema scolastico e universitario che, salvo le dovute eccezioni e punte di eccellenza,è una fabbrica di somari, come dimostrano tutte le classifiche internazionali, faccia pure , tanto non gli cambierà nulla, non preoccupiamoci delle piccole frange che preferiscono protestare e mantenere lo status quo, c’è un'altra Italia che lavora,progetta,vuole migliorarsi e per far questo ha bisogno di scuole ed università efficienti, ed è la maggioranza del paese.
Scuola,pubblico impiego e magistratura sono i settori in cui bisogna incidere con il bisturi in profondità, per estirpare il cancro della conservazione e dell’inefficienza.






23 ottobre 2008

BASTA OCCUPAZIONI

"Voglio dare un avviso ai naviganti: non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché l'occupazione dei posti pubblici non è un fatto di democrazia ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato".
Convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule». Poi una nota di colore: «Sono sempre stato uno studente modello, diligentissimo, non ho mai manifestato e ho avuto sempre degli insegnanti esemplari».
Così ha esordito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa congiunta con il ministro Gelmini a Palazzo Chigi, insieme hanno illustrato il contenuto dei provvedimenti su scuola e università, contro palesi falsità ed inutili allarmismi di opposizioni, stampa e sindacato.
E’ intollerabile che delle minoranze di ignoranti, non si possono definire diversamente infatti coloro che difendono l’attuale sistema scolastico e universitario che è una “fabbrica di somari” puntualmente certificata anno dopo anno da tutte le classifiche internazionali, istigate da corporazioni di docenti che vogliono mantenere privilegi e baronie, partiti e sindacati interessati per motivi contingenti di clientelismo e fabbrica di consenso al mantenimento dello status quo, possa impedire il normale svolgersi delle lezioni danneggiando così coloro che vogliono studiare con profitto e chi intende seriamente svolgere il suo ruolo nell’ambito scolastico e universitario.
Questo è un altro caso in cui bisogna usare tutta la “forza dello stato” ,così come è successo per i rifiuti in Campania, il metodo Chaiano insomma, chi vuole manifestare lo faccia pure ne ha tutto il diritto, ma a nessuno è consentito di interrompere servizi e attività di pubblica utilità e interesse, cosa peraltro ampiamente prevista dalle leggi vigenti e sempre poco applicate, è appunto in questi casi che lo stato deve tornare a fare lo stato, usando la forza quando necessario.
L’attuale sistema scolastico e universitario è di per se indifendibile, nella scuola primaria mentre in tutta l’Europa c’è il maestro prevalente da noi “prevale il modulo” ,così che mentre diminuiscono gli alunni aumentano gli insegnanti, la media OCSE è di 13,3 alunni per insegnante, in Italia è di 9,1, se lo può permettere un paese con il terzo debito pubblico del mondo?
E schiere di precari sono disposte ad aspettare anche decenni tra una supplenza e l’altra pur di entrare in ruolo, il tutto per uno stipendio da fame, mentre la scuola italiana ha bisogno di meno insegnati,più preparati e motivati, e soprattutto pagati meglio, cosa che con l’attuale sistema non sarà mai possibile.
L’università,se possibile sta ancora peggio, un confronto con gli altri paesi industrializzati non si può nemmeno proporre, nei nostri atenei si laurea meno gente che in Cile, nessun ateneo italiano è presente nelle classifica dei 150 migliori del mondo, diverse università sono ormai al collasso con buchi di bilancio enormi, l’inefficienza e la disorganizzazione regnano sovrane, 37 corsi di laurea con un solo studente; 94 università e più di 320 sedi distaccate nei posti più disparati; 327 facoltà che non superano i 15 iscritti; 5.500 corsi di laurea (il doppio della media Ue); 170mila materie insegnate rispetto alle 90mila della media europea, e come se tutto ciò non bastasse,negli ultimi sette anni a fronte di un aumento degli iscritti del 7% i docenti sono aumentati del 22%.
Di fronte a questa catastrofe e a questo fallimento totale,qualcuno è in grado di spiegare cosa c’è da protestare e da difendere? Cosa c’è da salvare?
E’ questo lo sfascio a cui ci ha portati la cultura sessantottina dell’egualitarismo e dell’assistenzialismo che hanno trasformato il sistema scolastico italiano in un “erogatore di stipendi” e utilizzato come “ammortizzatore sociale”, l’ideologia progressista che ha fatto solo progredire l’ignoranza.
I provvedimenti varati dal ministro Gelmini sono soltanto una prima risposta che tenta di introdurre la cultura della responsabilità, merito ,autonomia e valutazione, apprezzati dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ma i campioni della conservazione e dell’assistenzialismo naturalmente non ci stanno, hanno persino accusato il Presidente Napolitano di essersi intromesso a gamba tesa nella questione solo perché qualche giorno fa ha dichiarato che le innovazioni e i risparmi sulla scuola sono necessari e non si può dire sempre no.
Qualsiasi partito della sinistra europea e riformista di fronte a tale sfascio attaccherebbe il governo in carica, magari perché i provvedimenti sono ancora insufficienti e ci vuole ben altro, in Italia invece coloro che si dichiarano riformisti e di sinistra, ovvero il partito democratico, per bocca di Veltroni chiede al governo di ritirare il decreto e il vice Franceschini dichiara candidamente : “noi stiamo con gli studenti” (Sic), nessuna meraviglia comunque,questi il riformismo non sanno nemmeno dove sta di casa, riformisti all’amatriciana, che addirittura protestano contro l’attuazione di provvedimenti fatti dai loro governi come il libro bianco sulla scuola che prevede appunto l’insostenibilità del sistema , o misure firmate dagli ex ministri Berlinguer e Bassanini.
E’ evidente che ci sono due Italie, una che vuole innovare, progredire , studiare , realizzarsi , ed essere,perché no, gratificata economicamente, ed è questa che la forza dello stato deve tutelare, poi ci sono frange minoritarie che preferiscono protestare e mantenere lo status quo, che manifestino e protestino pure, è un diritto previsto dalla legge e dalla costituzione, ma assolutamente no ad occupazioni,interruzione di servizi di pubblica utilità,blocchi stradali o ferroviari ecc. , sono del tutto abusive e illegali, anche se tollerate in passato da un buonismo scellerato con gravi disagi per la cittadinanza, bene ha fatto il Presidente Berlusconi ad avvisare che interverranno le forze dell’ordine.
Sono tre i settori in Italia ,nei quali bisogna operare in profondità per eliminare il cancro dell’immobilismo, spreco, e inefficienza : scuola,pubblico impiego, e magistratura.
Su scuola e pubblico impiego si sta procedendo bene, speriamo non tardi molto la riforma della giustizia e della magistratura.












10 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI SENTONO PROTETTI

Dopo il decreto anticrisi,salva banche e risparmi, approvato l’altro giorno dal governo e le rassicurazioni del Premier Silvio Berlusconi sulla solidità dei nostri istituti di credito e i consigli dati dallo stesso sull’opportunità di non vendere le azioni che hanno subito vistosi ribassi,poiché destinate a recuperare il loro effettivo valore nel medio periodo, gli italiani si sentono “protetti e al sicuro” dalla crisi finanziaria che sta imperversando in tutto il mondo.
E’ quanto si evince da un sondaggio IPR Marketing commissionato da Repubblica, il quale rileva che il 71% dei cittadini italiani,dopo le misure e le rassicurazioni del governo, non teme l’effetto negativo del crollo delle borse mondiali sui loro risparmi.
Nessuna crisi di panico dunque, tutto tranquillo o quasi, è davvero una fortuna per il nostro paese,in questo delicato momento, avere a capo del governo un leader forte, carismatico e autorevole, che infonde fiducia e ottimismo alla nazione soprattutto per la sua storia di imprenditore prima che politico, o pensate forse che ci sia qualche altro ometto contemporaneo, politico di professione, che magari ha passato l’esistenza nei quadri del partito e nel sindacato, e in vita sua non ha mai lavorato, che possa avere tale credibilità e autorevolezza?
Certo preoccupano gli effetti che questo tsunami può avere sull’economia reale e sulle piccole -medie imprese, ma al momento la situazione è sotto controllo, la stessa bankitalia di concerto con il tesoro,ha predisposto un piano per agevolare la liquidità e il credito alle aziende.
Non tutti i mali comunque vengono per nuocere, i risparmiatori che fuggono dalle borse si riversano massicciamente sui titoli di stato,tanto che i tassi di interesse scendono giorno per giorno, e questo rappresenta una bella boccata di ossigeno per il nostro debito pubblico.
Inoltre con il decreto salva banche, in caso di intervento, è vero che il tesoro non entrerebbe direttamente nella proprietà degli istituti da ricapitalizzare, ma è altrettanto vero che dirigenti e manager saranno di gradimento del governo, e non sarebbe niente male mandare a casa un po’ di quei banchieri che andavano a votare per le primarie dell’Ulivo e del Partito Democratico.






9 ottobre 2008

VARATO DECRETO ANTICRISI

Con un consiglio dei ministri straordinario, il governo ha varato il decreto anticrisi per la tutela dei risparmiatori e degli istituti bancari, sottoposti in questi giorni alla tempesta finanziaria che colpisce le borse di tutto il mondo.
Il decreto consta di due pilastri essenziali :
-Alla garanzia dei depositi sino a 103.000 euro, garantita sino ad oggi dal fondo di tutela interbancario, si aggiunge la garanzia pubblica del tesoro,inoltre la cifra di 103.000 euro diventa relativa,in quanto nessun istituto bancario fallirà e quindi saranno coperti tutti i depositi di qualsiasi importo.
-Viene istituito un fondo per la ricapitalizzazione degli istituti di credito da parte del tesoro.
Il provvedimento non costituisce un vero e proprio fondo delineato nelle dimensioni e nelle quantità, ma una procedura che consenta di intervenire caso per caso". Banche eventualmente sottocapitalizzate potranno chiedere l'intervento del Tesoro oppure sarà Bankitalia a prendere l'iniziativa. Solo in questi casi si attiverà la procedura di sostegno con una ricapitalizzazione da parte di via XX Settembre che sarà temporanea e neutrale (senza diritto di voto).
Alla conferenza stampa a Palazzo Chigi,dopo il consiglio dei ministri che ha varato il decreto, ha presenziato insieme al Premier Berlusconi e al ministro dell’economia Tremonti, il governatore di BankItalia Draghi,un fatto storico.
"Sono qui a confermare agli italiani ciò che già avevo detto a Napoli: il sistema bancario italiano é patrimonializzato a sufficienza, liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione, ha anzi liquidità abbastanza". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri straordinario sulla crisi finanziaria, parlando del decreto legge appena approvato. "Nessuna banca italiana fallirà - ha proseguito Berlusconi - nessun risparmiatore italiano quindi rischia".
"Nessun risparmiatore italiano perderà un euro" "Questo è un timbro notarile su una cosa che era già certa".
"Vorrei dire a tutti gli italiani di stare sereni, il sistema italiano è assistito dalle più forti garanzie che sono mutualistiche da parte delle banche, ma a questa garanzia si aggiunge anche la garanzia del Tesoro, la garanzia dello Stato. Quindi non c'é nessuna preoccupazione da avere".
Il decreto - spiega il governatore di BankItalia, Mario Draghi - serve a mettere da parte le armi che speriamo di non dover usare. E' per prudenza che si fa, non per doverlo usare per forza". Draghi poi spiega che "il sistema bancario italiano è solido, ma gli effetti della crisi stanno arrivando anche da noi", per questo è opportuno indicare strumenti da usare in caso di necessità.

Il nostro sistema bancario italiano é "sufficientemente patrimonializzato" e "sufficientemente liquido", ha spiegato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il sistema bancario italiano "garantisce sui depositi i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa". Tremonti ha ricordato l'intervento europeo per alzare le soglie di garanzia ma - ha aggiunto - "sono state alzate le soglie che comunque sono ancora sotto la soglia italiana".
Il governo "non ha interesse a entrare nel capitale delle banche, ma se la Banca d'Italia o le banche stesse registreranno una capitalizzazione insufficiente, quel capitale lo metterà lo Stato". L'ingresso dello stato - ha detto ancora - sarà "sterile ai fini del potere", senza diritto di voto. L'apporto di capitale - ha detto ancora Tremonti - sarà "tempestivo e neutrale".






19 dicembre 2007

ALTRO CHE SICUREZZA.

Non passa giorno che questa banda di incapaci e dilettanti allo sbaraglio al governo non producano qualche pasticcio, oggi è arrivata la conferma ufficiale che,il decreto legge sulla sicurezza varato dal governo, fortemente voluto da Walter Veltroni all’indomani dell’omicidio da parte di un romeno della signora Reggiani a Roma, sarà fatto decadere .
Il decreto che già durante l’iter parlamentare era stato fortemente svuotato di contenuti e norme più stringenti sulla sicurezza,si era invece arricchito di una norma anti omofobia che nulla aveva a che fare con l’oggetto del decreto contenente un errore giuridico “insanabile”,tanto che il Presidente della Repubblica aveva già fatto sapere che difficilmente lo avrebbe promulgato se non fosse stato corretto, e così per evitare di ritornare al senato dove il governo sicuramente sarebbe stato sfiduciato visto che la cancellazione della norma anti omofobia non avrebbe avuto i voti della sinistra massimalista si preferisce la “decadenza” del decreto.
Il governo fa sapere che sta “lavorando”(Sic) ad un nuovo decreto per evitare vuoti legislativi che sarà approvato il 28 Dicembre, insomma si gioca con la pelle dei cittadini, la decadenza del decreto potrebbe provocare il ricorso dei cittadini comunitari espulsi con tutte le falle conseguenti che si aprirebbero nel sistema giuridico.
C’è una sola parola per commentare tutto questo : VERGOGNA!
Chissà cosa ne pensa Veltroni
che si era tanto speso per questo decreto sicurezza, nonostante si sia toccato il fondo si continua a scavare.





5 novembre 2007

DECRETO SICUREZZA : CDL,NO A QUESTO TESTO.

Si è tenuto  nella residenza romana di Silvio Berlusconi il vertice della CDL, uscito dal vertice dei capi dell'opposizione, in corso a Palazzo Grazioli, Gianfranco Fini ha dichiarato che «al momento non ci sono le condizioni per esprimere un voto favorevole al decreto, nonostante le parole di Padoa-Schioppa e di Amato. Se il testo è quello presentato alle Camere non lo voteremo». Fini ha spiegato inoltre che «nel testo non c'è la norma che abbiamo tutti invocato per l'espulsione dei cittadini comunitari, anche per coloro che sono nell'impossibilità di dimostrare un reddito e anche per la parte relativa alle espulsioni attraverso un intervento coatto. Nel testo - ha concluso Fini - non c'è nulla di esplicito. Di conseguenza - ha sottolineato Fini - presenteremo degli emendamenti unitari che recepiscono questi principi».
Per Pierferdinando Casini (Udc) «la sicurezza dei cittadini italiani merita che l'opposizione si presenti unita. L'esasperazione e la frustrazione davanti alla delinquenza è qualcosa che riguarda tutti i cittadini».
«Abbiamo presentato emendamenti - ha commentato Roberto Maroni, della Lega Nord - Se vengono accolti votiamo sì. Faremo un'azione in fasi: la prima è emendare questo decreto che si limita ai cittadini comunitari» mentre, ha proseguito il capogruppo del Carroccio alla Camera, «il problema è ben più ampio dei cittadini comunitari». E poi «la definizione di una proposta condivisa della Cdl sulla sicurezza, sulla legge Bossi-Fini, sui cittadini extracomunitari e sui clandestini che verrá studiata nei prossimi giorni».
Una posizione critica è stata ribadita anche da Francesco Nucara, segretario del Pri: «Abbiamo deciso di presentare pochissimi emendamenti unitari, cinque o sei. Ma se questi non verranno ammessi voteremo contro». Nucara ha aggiunto ancora che «verrà presentato dalla CDL anche un pacchetto con proposte sulla sicurezza in generale, che riguardano anche gli extracomunitari».
05/11/2007

Bene così, il decreto del governo è un “pannicello caldo” che non serve assolutamente per estirpare un cancro come quello dell’invasione e della delinquenza di comunitari ed extracomunitari.
Non serve a nulla un decreto di espulsione se non è seguito dal rimpatrio coatto,così come non serve a nulla espellere soltanto coloro che vengono colti in flagranza di reato,ignorando tutti coloro che senza un reddito certo e dimostrabile per vivere delinquono o si aggregano a bande di criminali.
E quand’anche si faccia tutto questo non serve a nulla se non si procede a una moratoria dei flussi nel rispetto del trattato europeo,contro i paesi nuovi entrati nell’unione,almeno per qualche anno per arrivare a una stabilizzazione.
Se accolgono le giuste richieste della CDL, il decreto diventa una cosa seria e si può senz’altro votare,altrimenti se lo votino loro,non è un certo un problema.
Il problema purtroppo è dei cittadini,costretti da un governo inetto,indeciso e inefficiente , a vivere con il terrore anche di scendere sotto casa per depositare il sacchetto della spazzatura.




5 novembre 2007

LA POLITICA DELLE PORTE APERTE !

“L'Italia non cambierà la politica delle porte aperte in materia di immigrazione” ha dichiarato il Presidente del Consiglio Romano Prodi in un incontro con i giornalisti stranieri organizzato ieri presso la sala stampa estera.
L’immigrazione è stato uno dei temi al centro del dibattito - insieme alla finanziaria, alla compattezza della coalizione di governo, alla legge elettorale - ed al quale il premier è stato spesso sollecitato dalle domande dei giornalisti, soprattutto sugli aspetti della sicurezza e della legalità.
“Quella dell’apertura è una politica che ho scelto, che ritengo responsabile e che non cambio” ha proseguito Prodi aggiungendo che, per i nuovi paesi membri dell’Unione, Bulgaria e Romania, “il flusso di ingressi avrà una tendenza all'assestamento e alla diminuzione molto rapida perché sta cambiando la struttura economica di questi paesi”.
“In questa materia i problemi sono reali”, ha detto successivamente il premier, che ha espresso una certa preoccupazione per le reazioni dell'opinione pubblica italiana invitando a non criminalizzare certe situazioni e ad “esigere rispetto integrale della legge”.
04/10/2007 

Gli effetti di questa politica sciagurata ed incosciente i cittadini italiani la stanno vivendo sulla propria pelle,la morte della signora Reggiani a Roma,barbaramente trucidata da un delinquente rumeno che viveva in una baraccopoli, è solo una modesta dimostrazione di quello che ci aspetta, se non si tornerà a una politica di accoglienza e rigore con criteri certi e specifici.

Ma come si potuto arrivare a un invasione senza precedenti di cittadini comunitari ed extracomunitari?

E’ presto detto, fino al maggio 2006 con il governo Berlusconi per gli extracomunitari si applicava la legge Bossi-Fini, per quanto riguarda i comunitari invece dopo l’ingresso di dieci nuovi stati nell’unione europea tra i quali Polonia,Ucraina,Repubblica Ceca,Ungheria ecc. , il governo si avvalse della moratoria prevista dalle norme Europee per un primo periodo di due anni,e poi per altri tre con provvedimento del 3 Maggio 2006.

La moratoria prevedeva flussi predeterminati di lavoratori subordinati e naturalmente il visto solo per motivi di studio e turismo.

Lo stesso provvedimento fu adottato da altri paesi europei quali Francia,Spagna,Inghilterra ecc.

E’ vero anche che con il governo Berlusconi c’è stata una grande sanatoria di clandestini,circa 700.000, ma sono stati regolarizzate tutte le persone che avevano un regolare contratto di lavoro e quindi un reddito per potersi mantenere,non certo delinquenti,criminali et similia.

Con l’avvento del governo Prodi il primo provvedimento sull’immigrazione fu quello di togliere la moratoria ai dieci nuovi paesi membri della UE,questo in data 31 Luglio 2006.
Mentre poi nel Gennaio 2007 si preparava l’ingresso di Romania e Bulgaria quali nuovi paesi membri UE,il governo non solo non ha adottato alcuna moratoria nei confronti di questi paesi,ma nel consiglio dei ministri del 28 dicembre 2006 stabiliva libera circolazione per la maggior parte delle categorie dei lavoratori bulgari e romeni,e per il poco rimanente procedure semplificate nel giro di un anno.
Infine con la legge 68 del 28 Maggio 2007 si stabilisce che per soggiorni non superiori a tre mesi i cittadini comunitari ed extracomunitari(anche quelli che sbarcano in Sicilia e Calabria),per studio, turismo o affari non è più previsto il permesso di soggiorno, solo una dichiarazione e il visto al momento dell’ingresso,senza eccessive formalità su come si mantengono e dove vanno, in pratica “tutti dentro” .
Dopo i tragici eventi di questi giorni, Prodi,Amato&C somigliano a quei tali che avevano perduto i buoi e andavano cercando le corna.
Con un originario disegno di legge,trasformato poi in decreto in fretta e furia incuranti della vergogna davanti al paese attonito,si cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati.
Cercano il voto e il consenso della CDL su un provvedimento che da ai prefetti il potere di espulsione anche perché la sinistra comunista è già sul piede di guerra.
Per essere condiviso e votato il decreto ha bisogno di misure rigorose e irrinunciabili ovvero:
-Immediata moratoria con flussi programmati nei confronti di Romania e Bulgaria almeno per tre anni e poi successiva verifica ;
-Espulsione di tutti i delinquenti e persone con reddito non dimostrabile,l’espulsione deve essere coatta,ovvero vanno riaccompagnati nei loro paesi di origine,in pratica devono tornare al lavoro i C130 dell’aeronautica militare;
-Attuazione e/o recepimento della direttiva europea che stabilisce l’espulsione e il rimpatrio coatto anche per i cittadini comunitari che non hanno mezzi certi di sostentamento;
-Adeguati stanziamenti per le forze dell’ordine;
Senza questi requisiti irrinunciabili se lo votino loro e lo facciano votare a Giordano,Diliberto,
Russo Spena ecc. , la situazione è gravissima e non servono “pannicelli caldi” quando c’è un cancro da estirpare.
E’ una magra consolazione, ma se i cittadini sono assediati da spacciatori,prostitute,rapinatori, stupratori , delinquenti e criminali di tutte le nazionalità e etnie, adesso sanno chi devono ringraziare.




2 novembre 2007

VELTRONI CHIEDA SCUSA !

 IL DECRETO? UNA PECETTA IMPROVVISATA.

Silvio Berlusconi definisce 'una pecetta' il decreto legge sulle espulsioni varato dal governo dopo l
'omicidio di Giovanna Reggiani, aggiungendo che si tratta di "un qualche cosa di improvvisato".
"Questo decreto -afferma - è una 'pecetta', perché tutti i provvedimenti sono stati presi con disegni di legge, quindi si impiegherà molto tempo. Il decreto sulle espulsioni degli stranieri è un qualche cosa di improvvisato, che spero avrà qualche seguito, ma che non basta certamente a sanare la situazione della percezione di insicurezza dei cittadini". Quanto all'atteggiamento che il centrodestra assumerà in Parlamento, "non so dirlo -aggiunge il Cavaliere- perché ancora non lo conosco nel dettaglio. Faremo delle riunioni e valuteremo sempre guardando al bene di tutti non alla provenienza del decreto".
A chi gli chiede se il governo sia intervenuto immediatamente con il decreto legge sulle espulsioni perché l'omicidio di Giovanna Reggiani è accaduto a Roma, Berlusconi risponde: "Certamente ha avuto influenza questo fattore". "Hanno da salvaguardare l'immagine di chi è stato sovrapposto alla pessima immagine di Prodi - sottolinea il Cavaliere - e quindi c'è stata una reazione per far vedere che il nuovo leader del Partito Democratico interviene, quasi che ha poteri direttivi nei confronti del governo e della sinistra".
Nessuna volontà però di accusare il precedente sindaco di Roma e quello attuale. "Non voglio arrivare a questo - sottolinea - ma almeno stiano zitti, che si voglia far passare questa situazione come responsabilità di altri quando bisognerebbe sapersi guardare addosso e capire quello che non si è fatto. Non voglio andare oltre ma almeno stiano zitti. Non si può attribuire ad altri governi una situazione che è responsabilità diretta loro. Ci sono certe ipocrisie che non possono passare sotto silenzio".
02/11/07(Adnkronos)

A QUANDO LE SCUSE?
A Roma è aumentato l’esercito dei disperati, che vive addirittura in baracche di bottiglie di vetro. Ci sono più di 2000 persone che vivono per strada, e mi dicono 9000 in grotte e favelas lungo il corso del fiume Tevere. Si verificano 61 scippi al giorno e c’è una drammatica emergenza per gli alloggi con gli affitti che arrivano ad oltre il 50 per cento degli stipendi, e il nuovo piano regolatore non prevede nulla“. Inoltre ”sono aumentate di molto le tasse, ed è in arrivo l’aumento sulla tassa sui rifiuti, e voglio stendere un velo pietoso sull’Ici, sul traffico e sulla manutenzione delle strade…“,
Silvio Berlusconi 23 Febbraio 2007-Repubblica

Berlusconi è quello che crede che Roma sia stata fondata da Romolo e Remolo.
Avete mai sentito un leader europeo parlare in questi termini della propria capitale? E' l'assenza di amore per il proprio Paese e lo spirito di parte che fa esprimersi così,facciano tutti gli attacchi che vogliono al sindaco, ma lascino in pace la città, soprattutto se non sanno di cosa parlano.
W. Veltroni 25 Febbraio 2007-La Stampa

Sindaco Veltroni adesso che,purtroppo tragicamente, si è capito “chi è che sa di cosa parla” ,sono sicura che non farà mancare a stretto giro le sue scuse a Silvio Berlusconi, non credo che vorrà passare per un bugiardo,inattendibile,inaffidabile,e irresponsabile.
E se proprio non vuole scusarsi con Berlusconi,lo faccia almeno con i suoi concittadini,costretti a vivere in una città degradata e insicura a causa della incapacità, inerzia e permissivismo di un Sindaco che vive perennemente su Second Life.




2 novembre 2007

VELTRONI,RUTELLI E IL GOVERNO RESPONSABILI MORALI DELLA TRAGEDIA.

Giovanna Reggiani,la donna barbaramente aggredita a Roma è deceduta qualche ora fa, purtroppo le speranze erano ridotte al lumicino,quando è stata ritrovata e portata al policlinico S. Andrea era già in coma.
In queste ore in cui divampa la polemica, è bene fare chiarezza sulle responsabilità se non materiali almeno morali della tragedia, i responsabili sono il sindaco di Roma Veltroni,il suo predecessore Rutelli e un governo inetto,indeciso e latitante su un problema essenziale come la sicurezza dei cittadini.
Negli stati membri della comunità europea come tutti sappiamo è prevista la libertà di circolazione delle persone e dei lavoratori , è previsto però un periodo transitorio della durata di sette anni durante il quale i singoli stati possono imporre delle restrizioni nei confronti dei nuovi stati membri aderenti alla Unione Europea.
L’attuale governo ha pensato bene di togliere qualsiasi restrizione nei confronti dei dieci nuovi paesi che sono entrati nell’Unione Europea nel 2004,tra i quali Polonia,Ungheria,Repubblica Ceca, Estonia,Lituania ecc. ,restrizioni che erano state decise dal governo Berlusconi nel 2004,questo con provvedimento del 23 Luglio 2006, ma addirittura con provvedimento del 27 Dicembre 2006,ovvero tre giorni prima del loro ingresso nell’Unione Europea sono state tolte le restrizioni già decise dal precedente governo a Romania e Bulgaria.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che a tutt’oggi non è stata recepita la direttiva europea che prevede il riaccompagna mento e il rimpatrio coatto per i cittadini dell’Unione Europea che non hanno mezzi di sostentamento legittimi, e la mancata espulsione e rimpatrio coatto dei clandestini extracomunitari che sbarcano nel nostro paese,anzi si vuole dare a tutti un permesso di soggiorno minimo di 3 mesi,non importa poi come vivono e si mantengono, si capisce bene perché la criminalità è dilagante.
Infine si commenta da solo il fatto che a 24 ore da un intervista a un telegiornale dove il ministro dell’interno Amato affermava che non c’era bisogno di alcun decreto legge,venga convocato d’urgenza un consiglio dei ministri straordinario proprio per approvare un decreto legge urgente sulla sicurezza, dilettantismo e pressapochismo allo stato puro, mentre da mesi ormai Forza Italia e AN chiedono misure urgenti e severe per contrastare la criminalità.
Ai cittadini in generale e ai romani in particolare non servono le lacrime di coccodrillo di Veltroni e la sua “ipocrita indignazione”, servono piuttosto misure urgenti per la demolizione delle baraccopoli e delle favelas che in questi ultimi anni a Roma si sono moltiplicate come funghi dappertutto, con quale faccia di bronzo si indigna dopo che ha consentito questo scempio senza aver mai preso in considerazione le tantissime denunce dei cittadini e degli esponenti dell’opposizione comunale per riportare il livello di vivibilità a limiti accettabili?
Ci voleva una tragedia per accorgersi che Roma è invivibile?
Come è possibile che a 500 metri da dove si svolge l’inutile e costosa Festa del Cinema con nani e ballerine si può massacrare una donna mentre il sindaco si preoccupa di condividere insieme alle attrici flash e telecamere?
Prenda esempio dal sindaco di Bologna,Cofferati,che contro tutti e contro tutto ha demolito le baraccopoli e sta tentando di riportare la legalità in città, il permissivismo,l’inerzia e il buonismo di Veltroni sono responsabili della tragedia,ci risparmi parole ipocrite , cominci a demolire le baraccopoli e faccia espellere i clandestini, imiti Rutelli che responsabile come e quanto lui del degrado di Roma ha perlomeno avuto il buon gusto di tacere.
E’ ora che ognuno si assuma le sue responsabilità,fatti e non vuote chiacchiere.


Update:
"Vorrei invitare tutti a non fare la cosa più semplice, a non diventare razzisti, perché quando c’è una rapina si dice: "Un rumeno fa una rapina". Una polizza sulla sicurezza della città è diffondere a Roma la cultura dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti degli immigrati".
Walter Veltroni, giugno 2006

IL PREMIO NOBEL - "Abbiamo visto dove abitano? Cosa mangiano? Come sopravvivono, senza acqua, senza luce elettrica? Questa gente è abbrutita e lo sarà sempre di più contro noi benestanti occidentali, che li mortifichiamo fino al livello di farli vivere così senza tentare loro di offrire un' alternativa" (Dario Fo).
E naturalmente nemmeno una parola per la povera vittima,con permesso vado a vomitare.....



1 novembre 2007

VERGOGNA SICUREZZA.

Dopo che ieri la montagna ha partorito cinque topolini, a causa delle insanabili divisioni tra i ministri, sotto forma di disegno di legge e tre emendamenti alla finanziaria sulla sicurezza,che suonano come un autentica beffa per i cittadini in quanto saranno operativi se, come e quando usciranno dal parlamento, sull’onda dello sdegno e della rabbia popolare per la barbara aggressione di Roma dove una donna è stata aggredita,seviziata e buttata in un fosso da un Rom e adesso versa in condizioni disperate,il governo è stato costretto a fare marcia indietro e convocare un consiglio dei ministri straordinario per approvare uno dei disegni,esattamente quello che prevede più poteri per i prefetti, sotto forma di decreto legge per renderlo immediatamente operativo, e qui se non ci sarà la collaborazione dell’opposizione il decreto difficilmente avrà l’approvazione definitiva nei termini di legge, viste e considerate le divisioni di cui sopra.
E’ un autentica “vergogna” ,dopo che da anni a Roma si tollerano baraccopoli di abusivi e clandestini,addirittura in pieno centro,soltanto oggi Veltroni si è deciso a chiedere ufficialmente al governo misure straordinarie per la sicurezza dei cittadini e all’ Unione Europea collaborazione per l’immigrazione comunitaria, come mai se ne accorge soltanto adesso?
Prima evidentemente non poteva, forse perché troppo preso tra notti bianche e manifestazioni cinematografiche, forse per la cittadinanza era meglio occuparsi di far sgomberare le favelas romane e trasferire i campi rom fuori dall’abitato.
Soltanto oggi Prodi ha sentito la necessità di contattare il governo Romeno per stabilire una qualche collaborazione allo scopo di frenare il flusso delle centinaia di migliaia di romeni che sono venuti nel nostro paese negli ultimi mesi,in pratica si tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati,quando sarebbe bastato recepire e applicare una norma comunitaria che stabilisce le espulsioni anche per i cittadini comunitari.
"La direttiva europea stabilisce in modo molto chiaro che i cittadini dell'Ue, quindi rumeni, bulgari o altri, possano spostarsi liberamente negli altri Paesi, ma devono dimostrare che hanno mezzi di sostentamento legittimi, quindi non vivere con il profitto di attivita' criminose", e nel caso contrario questi cittadini, anche se comunitari, devono "tornare nel loro Paese d'origine" attraverso misure di riaccompagnamento o rimpatrio.
Lo ha ricordato al governo qualche settimana fa,il vice presidente della Commissione Europea Franco Frattini, ma da questo orecchio evidentemente il governo non ci sente.
E’ tutto inutile fino a che ci sarà questa sinistraPAROLAIA&INCONCLUDENTE”al governo,la sicurezza per i cittadini rimarrà un optional.
Non passa giorno che questo governo non faccia danni e crei problemi ai cittadini, sotto forma di criminalità, immigrazione clandestina, delinquenza cittadina,tasse,rincari,impoverimento, burocrazia, privacy e chi più ne ha più ne metta.
Insomma,parafrasando l’On. Martino: “ il peggior governo della storia dai tempi di Nerone, e nel confronto Nerone non ne esce male”.




10 maggio 2007

DDL GENTILONI SBUGIARDATO DALLA UE.

Mentre il ministro Gentiloni rilascia interviste in cui chiede di accelerare l’iter del disegno di legge sul riordino,ancora una volta,del sistema televisivo italiano,  giustificando la richiesta con il timore di un’imminente tsunami  elettorale visto l’impegno preso con gli elettori di modificare la legge Gasparri,il direttore della concorrenza  Ue Philip Lowe  scrive al ministro chiedendo chiarimenti e precisando la posizione comunitaria su alcuni aspetti fondamentali del ddl.

Tra le altra cose Lowe ribadisce che,nella UE  il tetto del 45% della raccolta pubblicitaria non si applica come limite di  “posizione dominante” ,ma viene deciso caso per caso, e che non si può spacciare  come applicabile al mercato pubblicitario tv una norma che invece fa riferimento solo «ai mercati della comunicazione elettronica».

Il capo di gabinetto del commissario alla concorrenza Viviane Reding suggerisce a questo punto, in modo esplicito, di «modificare la formulazione della disposizione in questione, onde evitare di utilizzare termini fuorvianti ed eliminare il riferimento improprio al quadro normativo comunitario». E ancora gli si rivolgono osservazioni e richieste di modifica su altre questioni strettamente tecniche.

Tutto il contrario di quanto sostiene Gentiloni e cioè che le soglie antitrust si giustificano in tutti i Paesi occidentali dove c’è una minaccia al pluralismo e alla libertà di espressione per un eccesso di concentrazione.

Un vero e proprio ceffone dunque,al quale il ministro dovrà a breve termine rispondere fornendo i necessari chiarimenti richiesti,che fa il paio con quello ricevuto nell’ottobre scorso quando a Strasburgo tentò di far approvare dall’europarlamento un emendamento che parificava le telepromozioni agli spot bocciato dal voto congiunto di socialisti,PPE e liberali.

Insomma si collezionano figuracce in serie al solo scopo di danneggiare le aziende di Berlusconi, infischiandosene se con questo si danneggia anche la RAI azienda pubblica, forse sarebbe meglio che Gentiloni e il governo da oggi in poi si occupino di questioni serie invece che rendersi ridicoli nelle istituzioni internazionali.


16 marzo 2007

CI MANCAVANO SOLO I TRANS.

Dei gusti sessuali di Sircana  non me ne può fregare di meno, il portavoce del governo ha tutto il diritto di andare con chi crede,omo,etero o trans, quello che stupisce di questa vicenda è la velocità con cui il garante ha emesso un provvedimento bavaglio,pubblicato già  sulla gazzetta ufficiale in cui da oggi è proibito dare notizie «che si riferiscano a fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico, oppure eccedenti rispetto all’essenzialità dell’informazione o che attengano a particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale».

E questo,solo per l’inchiesta di Potenza ,non altre, condotta da Henry John Woodcock ,  ad esempio non potranno essere impaginate le foto scattate dalla banda di ricattatori che ritraevano Sircana fermo, al volante della sua auto, in una strada di Roma battuta da transessuali.

Ma il garante dov’era quando venivano sbattuti in prima pagina Sottile e la Gregoracci (inchiesta finita poi in una bolla di sapone) ,oppure le figlie dell’ex direttore della Banca D’Italia Fazio, o ancora il calciatore Adriano e gli SMS di Anna Falchi a Ricucci, e tanti altri tra  vallette, calciatori, imprenditori e gente comune con generale divertimento e senza il minimo scrupolo?

Questo provvedimento che si può tranquillamente chiamare “ decreto Sircana” ha il solo scopo di impedire la pubblicazione delle foto, di cui la Procura di Potenza nonostante smentite interessate  ha confermato l’esistenza come corpo del reato.

Io mi chiedo e vi chiedo ma l’interesse pubblico chi lo deve valutare il garante della privacy o qualche usciere di Palazzo Chigi?

Sono pienamente d’accordo a che si approvi la normativa che è in parlamento a tutela della privacy e della dignità di tutti i soggetti coinvolti anche solo per caso in una qualunque indagine, quello che spiace è constatare che si è arrivati a provvedimenti di questo tipo soltanto quando è risultato essere coinvolto l’on.Sircana,portavoce del governo.

Ma è tutto inutile, si cerca di chiudere la stalla quando ormai i buoi sono scappati,mai come in questo caso si può affermare senza tema di essere smentiti che la serietà al governo è andata a puttane,o meglio a transessuali.
   




Update:    Milano - Le foto ci sono. Per ora, però, restano in redazione. Ordine del Garante della privacy, diventato più veloce di Schumacher nel momento in cui è esploso il caso Sircana: chi le pubblica verrà denunciato alla magistratura e rischia una condanna da tre mesi fino a due anni. Le foto sono cinque e sono state scattate da qualcuno che ha pedinato il neoportavoce del governo Silvio Sircana.

Il paparazzo ha immortalato Sircana a Roma, ai tavoli del ristorante «Dal Bolognese», ha colto diversi momenti della serata, infine l’ha seguito e ha catturato quell’ultima immagine oggetto dell’intercettazione pubblicata mercoledì dal Giornale: l’auto ferma in una strada della capitale, un transessuale sul ciglio della via. Max Scarfone, il presunto autore, ora nega. Ha dato una collezione di interviste per dire che lui scherzava al telefono con Fabrizio Corona. Dunque, quelle istantanee le ha scattate qualcun altro? Oppure sono un parto collettivo, opera di due o più fotografi? Domande. Quesiti che dev’essersi posto anche il pm di Potenza Henry John Woodcock che parla dell’episodio nella richiesta di arresto di Corona. Le foto ci sono. Eccome. Anche se qualche giornale ha seminato dubbi, punti di domanda e pure qualche insinuazione.
Un riquadro vuoto con all'interno scritto "qui avremmo voluto pubblicare le foto del tentativo di ricatto a Sircana" campeggia oggi al centro della prima pagina del nostro giornale. E' simbolo, forte, di ciò che i lettori non possono vedere: quelle foto "vietate" dal garante, quei cinque scatti che per la procura di Potenza servivano a ricattare Silvio Sircana, portavoce del premier Romano Prodi. Un riquadro vuoto compare anche sulla prima pagina di "Libero" diretto da Vittorio Feltri. «In questo spazio - si legge sul quotidiano - avremmo dovuto pubblicare la fotografia del portavoce del governo in una situazione sconveniente, ma ripetutamente negata. Il decreto fatto approvare a tempo di record e pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale ci impedisce di farlo. Ce ne scusiamo con i lettori».

Il Giornale 17/03/2007


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permalink | inviato da il 16/3/2007 alle 16:36 | Versione per la stampa


2 agosto 2006

NO A UNO STATO DI POLIZIA TRIBUTARIA.

Anche  sul decreto Bersani-Visco  in discussione alla camera è stato posto il voto di fiducia, ed è la settima volta in poco più di due mesi di governo,quella che dovrebbe essere una eccezione è diventato regola.

I voti di fiducia insieme alle esternazioni del “pistolino di Stalin e Pol Pot”  alias il PDR Napolitano,rappresentano le flebo che tengono in vita questo governo,sorretto da una maggioranza variabile ogni giorno e ogni ora su qualsiasi argomento.

Persino i più tenaci sostenitori di questo “governicchio” sono consapevoli che così non si potrà andare avanti a lungo,se non ci saranno larghe intese o “campagne acquisti mirate”,  la situazione non potrà reggere a lungo.

Intanto oggi alla camera è intervenuto per dichiarazione di voto Silvio Berlusconi ,che ha denunciato l’esautorazione del parlamento e l’istaurarsi di un pericoloso “regime di polizia tributaria” dove tutti i cittadini sono dei “presunti malfattori” costretti a provare la loro innocenza, e non il contrario come è  normale in un moderno stato di diritto.

 

L’INTERVENTO  ALLA CAMERA DEI DEPUTATI  DI SILVIO BERLUSCONI:

 

"La nostra opposizione a questo decreto non e’ certo nei confronti delle liberalizzazioni, poiche’ noi consideriamo il mercato e la concorrenza elementi fondamentali della crescita della nazione. Blindandosi per la settima volta in 75 giorni con la fiducia, il governo espropria di fatto il Parlamento e le sue prerogative e impone di convertire l’ennesimo decreto, che introduce nuove gabelle e per la prima volta inasprimenti fiscali retroattivi, sostituendo la cultura delle garanzie con quella del sospetto.  C’e’ il rischio di trasformare cosi’ il nostro Stato in uno Stato di polizia tributaria, altro che liberalizzazioni..."

"Sono meravigliato del consenso di tanti ex Dc che stanno nella Margherita a questo provvedimento. Vorrei ricordare loro come un grande ministro delle finanze democristiano del passato, Ezio Vanoni, sosteneva che lo Stato doveva fidarsi dei cittadini e che il cittadino deve essere considerato tale, non un suddito. Visco invece e’ la negazione di Vanoni. Il nucleo della sua filosofia fiscale e’ quello sintetizzato dal binomio di Foucault : ’sorvegliare e punire’. La nostra visione del fisco e’ opposta, e come dimostrano gli ultimi dati del gettito fiscale, il nostro metodo ha funzionato e sta funzionando".

Con questo provvedimento, invece, "il conto corrente diventa lo strumento principe del controllo fiscale. Cosi’ l’imprenditore, l’artigiano, il professionista diventano dei sospettati, potenzialmente malfattori costretti a dar prova della loro innocenza. Con queste misure Visco ha compresso gli spazi di riservatezza, come ha sottolineato anche il garante della privacy. Cosi’ si instaura principio di controllabilita’ preventiva, lo Stato diventa una sorta di Grande Inquisitore, che registra i suoi consumi, le sue vacanze, le malattie, ogni aspetto del suo comportamento economico. Con questo decreto si mette a rischio la liberta’ economica e civile dei cittadini. Si promuove una schedatura invasiva e totale che non esiste in nessuna democrazia liberale. Secondo il principio di controllabilita’ preventiva ogni produttore di ricchezza e’ indicato come un potenziale evasore".

Nel testo Bersani "la parte delle liberalizzazioni ha la peggio rispetto a una riforma fiscale grave per la difesa della liberta’ del singolo cittadino. Un programma di liberalizzazioni serie prevederebbe la rottura del monopolio sindacale, l’eliminazione dei privilegi di cui godono le cooperative e la privatizzazione delle utilities pubbliche. Nel decreto legge c’e’ invece vendetta sociale spacciata come liberalizzazione economica: in realta’ vi sono misure per favorire le vostre cooperative, le grandi aziende a svantaggio dei piccoli operatori. Una politica seria di liberalizzazione deve necessariamente rompere il fronte sindacale, i privilegi delle coop, promuovere l’imprenditorialita’, agire a 360 gradi e non puo’ prescindere dal preventivo confronto con le categorie interessate a meno che voi pensiate che alcune categorie, gli avvocati prima di tutti, non siano degne di essere consultate. Questo modo di operare e’ preoccupante e pericoloso. Il furore ideologico prevale sul senso di responsabilita’. E anche gli effetti pratici saranno devastanti".

Il leader di Forza Italia ha sottolineato infine che "sulle liberalizzazioni vere ci puo’ essere un confronto ampio e approfondito. Ci auguriamo che il filo del dialogo sulle urgenze del paese possa essere ripreso. Anche le parole del Capo dello Stato vanno in questa direzione. Purtroppo non sembrano queste le logiche che prevalgono in questa maggioranza". In ogni caso, ha concluso, "noi faremo un’opposizione ferma ma allo stesso tempo serena e propositiva".
 
2/08/2006

                                   


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