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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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26 maggio 2009

PETTEGOLEZZI DEMOCRATICI

Credo che una campagna elettorale così non si sia mai vista, nel senso che non è per nulla una campagna elettorale di quelle solite, non c’è assolutamente un minimo di interesse da parte della stragrande maggioranza dei cittadini, si parte con un partito e il suo leader che hanno già vinto, l’unico motivo che ancora suscita un minimo di curiosità è sapere di quanto sarà il distacco tra il PDL e il PD , figuriamoci.
La paura di essere spazzati via definitivamente è forte ed è fondata, per questo il povero Franceschini, dopo aver scritto persino ai morti, si è ridotto a chiedere i voti non in nome di un programma o di un progetto politico : “ se Berlusconi vince con un margine troppo ampio, se il distacco sarà superiore ai 15 punti, potrà succedere di tutto”, questo insomma è diventato l’unico motivo per votare il PD, davvero non c’è bisogno di ulteriori commenti.
Del resto gli argomenti di grande spessore politico, ovvero veline , caso Mills, Noemi Letizia, di cui quotidianamente si occupano Franceschini e il PD non sembrano suscitare grande interesse nell’elettorato, anzi più di qualcuno comincia a chiedersi se per caso il partito democratico non sia diventato un partito di depravati e voyeur che fanno politica dal buco della serratura, visto che si interessano tanto delle “presunte performance amatorie” del cavaliere, tanto che ormai la sigla PD si può tranquillamente interpretare come “pettegolezzi democratici”.
Credo che ieri Berlusconi ha detto una grande verità quando ha affermato: “chi e' malato di invidia personale e di odio politico vota per la sinistra”.
E così in attesa di vedere il prossimo filmino del battesimo o della comunione di Noemi, anche Di Pietro e Casini dicono no alla proposta di un iniziativa unitaria fatta da Franceschini per unire le opposizioni contro il “ pericolo Berlusconi”, anzi Di Pietro è pronto a chiedere una “mozione di sfiducia” , dando così un magnifico assist a Berlusconi , il quale se fino ad ora esitava a prendere l’iniziativa , così avrà un magnifico pretesto per andare in aula a fare un “attacco istituzionale” alla magistratura politicizzata e alla stampa scandalistica, complimenti, sul risultato della mozione poi non sussiste il minimo dubbio, sarà respinta a larghissima maggioranza , con il risultato di rafforzare ulteriormente, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, Berlusconi.
Chiudo qui perché davvero c’è da scompisciarsi dalle risate.





17 febbraio 2009

LA SARDEGNA TORNA A SORRIDERE

A meno di clamorosi, quanto improbabili colpi di scena, è nettissima la vittoria di Ugo Cappellacci e del centrodestra nelle elezioni regionali della Sardegna, il governatore uscente Renato Soru è stato sconfitto e lo ha ammesso in conferenza stampa, dopo che sono state scrutinate 1658 sezioni su 1812 il vantaggio di Cappellacci su Soru è di circa 9 punti percentuali, 51,9% contro 42,9% , ma ancora più clamoroso è il distacco tra i due schieramenti , + o – 39% centrosinistra, circa 57% al centrodestra, un distacco abissale.
E’ stata anche e soprattutto un'altra vittoria di Silvio Berlusconi,che nei fine settimana che hanno preceduto il voto ha girato l’isola in lungo e in largo, sostenendo la campagna elettorale del neo governatore Cappellacci, da lui scelto e proposto agli elettori.
Divertente il commento del sondaggista Luigi Crespi che, immediatamente dopo la chiusura delle urne aveva diffuso un suo sondaggio in cui attribuiva la vittoria a Renato Soru, poi con l’avanzare dello scrutinio questo sondaggio è stato prontamente rimosso dai siti web dell’Unità e di Repubblica : “ Berlusconi ha vinto nettamente, e se ha vinto in Sardegna con un candidato sconosciuto, ora può vincere ovunque, anche se candida il suo gatto”, bontà sua.
Ma oltre i meriti di Berlusconi la sconfitta di Soru secondo me è maturata innanzi tutto per essersi riproposto dopo che la sua stessa coalizione lo aveva sfiduciato, poi per la venuta in Sardegna del perdente di successo,Veltroni, in suo sostegno, le cui ultime parole famose verranno ricordate a lungo: “ Il Premier verrà in Sardegna solo per le vacanze”, e infine per gli appelli di artisti,intellettuali o pseudo tali, che chiedevano il voto per Soru, si sa che in questi casi il popolo di centrodestra, rozzo e incivile, gode un mondo a prenderli a ceffoni, attraverso il voto.
Infine che nessuno metta in discussione Veltroni, per noi è garanzia di vittoria,con lui anche le imprese impossibili diventano una passeggiata.

ANCHE LA SARDEGNA HA VOLTATO PAGINA
E’ LA NUOVA STAGIONE

I CARE, WE CAN, THEY WIN
PRESIDENTE SIAMO CON TE
MENO MALE CHE SILVIO C’E’






16 dicembre 2008

ANCHE L'ABRUZZO VOLTA PAGINA

E’ Gianni Chiodi il nuovo governatore dell’Abruzzo, il candidato del PDL quando ormai sono state scrutinate l’80% delle sezioni, ha un vantaggio incolmabile sull’avversario Carlo Costantini del centrosinistra, 49% a 42,50% .
Il neo governatore Chiodi, Berlusconi che lo ha scelto e appoggiato e il centrodestra non solo i soli vincitori di queste elezioni anticipate,rese necessarie dalle dimissioni della giunta abruzzese dopo l’arresto del presidente Del Turco la scorsa estate, vince infatti alla grande anche Di Pietro,che dopo aver imposto il suo candidato governatore al partito democratico, ha raddoppiato i consensi ottenuti in Abruzzo alle elezioni politiche della primavera scorsa dal 7% al 15% , cannibalizzando di fatto il PD ridotto a meno del 20%, e già parla come nuovo leader di una futura coalizione che si proponga come alternativa al governo(Sic).
Il voto abruzzese è stato caratterizzato innanzi tutto da una massiccia astensione, hanno votato infatti solo il 53% degli aventi diritto, bene il PDL e i partiti del centrodestra,benissimo Di Pietro, perdono posizioni l’UDC e la Destra, crolla ai minimi termini il PD dal 33,5% ottenuto in Abruzzo qualche mese fa, a meno del 20%, un colpo durissimo che non mancherà di avere ripercussioni sulla già traballante leadership del “perdente di successo” Veltroni.
Soddisfatto il premier Silvio Berlusconi : “il risultato è la conseguenza di chi ha regalato le chiavi del partito nelle mani di Di Pietro. Le urne hanno dimostrato che il Partito democratico è ridotto ai minimi termini, guidato ormai dall'Italia dei Valori, mentre la vittoria che si sta prefigurando rappresenta l'affermazione del buon governo”.
Infine come ciliegina sulla torta, a spoglio in corso, si ha notizia dell’arresto del sindaco di Pescara, nonché segretario regionale del PD, D’Alfonso, l'accusa, nei suoi confronti, e' quella di concussione.
D'Alfonso, che si trova agli arresti domiciliari, e' stato arrestato insieme ad altre due persone tra cui l'imprenditore De Cesaris, gestore dei servizi cimiteriali.
Povero Walter, è come Cimabue,fa una cosa ne sbaglia due, in Africa hanno ricominciato seriamente a preoccuparsi.

I CARE,WE CAN,THEY WIN

ANCHE L’ABRUZZO HA VOLTATO PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !








23 aprile 2008

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEI COGLIONI

Il capolista della “monnezza” campana, Massimo D’Alema a Roma per sostenere il candidato sindaco Rutelli, spiega ai cittadini perché votare un sindaco di centrosinistra, non perché sia più capace o offra maggiori garanzie del suo rivale Alemanno ma semplicemente perché : ''Dal punto di vista della democrazia e' conveniente, visto che ci dobbiamo sciroppare 5 anni di Berlusconi, che questo governo abbia di fronte dei sindaci di centrosinistra in grado di garantire la dialettica. Se invece governerà tutto il centrodestra, ci saranno meno garanzie per il Paese''.
In pratica ai cittadini non deve fregare nulla di programmi e progetti, l’importante è eleggere un sindaco di centrosinistra per contrastare lo strapotere di Berlusconi, ovvero quando la politica vola alta, la migliore dimostrazione che anche a Roma se la fanno sotto e hanno paura di perdere , paura confermata dallo stesso D’Alema.” Siamo preoccupati che questa ondata di destra travolga anche la città di Roma e vogliamo fare in modo che invece, con Rutelli continui l'esperienza dell'amministrazione del centrosinistra della città”.
Ma non è tutto, il capolista della ” monezza” ha anche fatto un “arguta analisi politica” sul recente risultato elettorale: “ Una parte dell'elettorato si e' fatta ingannare dalle promesse di Berlusconi, ha pensato che se era ricco lui, allora lo sarebbero diventati tutti “, e meno male che costui è considerato uno dei migliori politici del proprio campo,figuriamoci gli altri…..
Le stesse argomentazioni e considerazioni, sempre uguali
dopo ogni tornata elettorale dal 1994 ad oggi, non è cambiato nulla, una sana autocritica mai.
Eppure mai come nell’ultima campagna elettorale Berlusconi ha ripetuto fino alla noia e messo nero su bianco che “non facciamo e non promettiamo miracoli”, e ci saranno “ sacrifici e momenti difficili” , nonostante ciò è stato premiato da una valanga di voti e riportato a Palazzo Chigi a “furor di popolo”, mi sembra del tutto inutile ribadire che costoro vivono su “second life” e sono lontani e distanti dalla gente.
Altrimenti forse qualcuno avrebbe considerato il fatto che, dopo i programmi le promesse fatte nella campagna elettorale del 2006 :” noi non aumenteremo le tasse,le abbasseremo” ,puntualmente disattese come i cittadini hanno potuto verificare guardandosi in tasca, dunque carta straccia, non ci sarebbero stati più tanti “coglioni disposti a votare contro i propri interessi” .
E che non bastava candidare a capolista shampiste, pseudo precarie, raccomandate, operai, imprenditori, figli di “capitani coraggiosi” ecc. ecc. per tentare una ardita operazione di maquillage e sbianchettamento atta a nascondere i “ rimasugli” di un malgoverno che ha “stremato e impoverito” il paese, e neppure le dichiarazioni di voto di centinaia di pseudo artisti,nani e ballerine perché sono gli spettatori ed il popolo che vota .
Ed è questa appunto “ l’insostenibile leggerezza dei coglioni”.




16 aprile 2008

CONTINUA L’ONDA LUNGA DEL PDL

Dopo la grande vittoria alle elezioni politiche nazionali,non si ferma l’onda lunga del Popolo Della Libertà,che anche nelle elezioni regionali e amministrative ottiene lusinghieri successi.
Nelle regionali in Sicilia il candidato del PDL,Lombardo ottiene una vittoria che non ammette repliche e riesce addirittura a migliorare il risultato precedente dell’uscente Cuffaro (53,08%) ,con il risultato di 65,5% contro il 30,3% della candidata del PD Anna Finocchiaro, la candidata della Sinistra Arcobaleno Rita Borsellino non riesce neppure a raggiungere il quorum per essere eletta nell’assemblea regionale.
Il Friuli Venezia Giulia cambia invece colore politico,il presidente uscente del PD Riccardo Illy (46,2%) viene sconfitto dal candidato del PDL Renzo Tondo(53,8%), non era difficile prevederlo comunque, visto che nelle politiche di ieri il PDL in regione ha ottenuto un ampia maggioranza.
Tra le province e i comuni più importanti chiamati al voto c’è sicuramente Roma dove dal risultato parziale si andrà quasi sicuramente al ballottaggio tra quindici giorni tra Zingaretti del PD e Antoniozzi del PDL alla provincia e Rutelli del PD e Alemanno del PDL al comune di Roma, il dato è significativo poiché nelle elezioni precedenti , Gasbarra del PD alla provincia era stato eletto al primo turno con il 53,4% e Veltroni al comune con il 61,4%.
Avanti così…..




14 aprile 2008

ELEZIONI 2008 - SI APRONO LE URNE -LIVE

POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

LO SCRUTINIO UFFICIALE DAI DATI DEL MINISTERO DELL'INTERNO CONFERMA LA VITTORIA DEL POPOLO DELLA LIBERTA'.

SENATO 53.811 SEZIONI SCRUTINATE SU 60.084

PDL+LEGA NORD+MPA            47,1%
PD+IDV                                     38,2%
UNIONE DI CENTRO                    5,7%
SINISTRA ARCOBALENO             3,2%
LA DESTRA                                  2,1%
PARTITO SOCIALISTA                0,9%
ALTRI                                          0,3%

CAMERA 43.228 SEZIONI SCRUTINATE SU 61.062

PDL+LEGA NORD+MPA             46,3%
PD+IDV                                      38,1%
UNIONE DI CENTRO                     5,4%
SINISTRA ARCOBALENO              3,1%
LA DESTRA                                   2,4%
PARTITO SOCIALISTA                 0,9%
ALTRI                                           0,3%

AFFLUENZA DEFINITIVA AL 80,51% IN LEGGERO CALO RISPETTO AL 2006 DI CIRCA 3 PUNTI(83,56%)

PROIEZIONE CONSORTIUM SENATO-COPERTURA 90%

PDL+LEGA NORD+MPA      47,1%

PD+IDV                               37,9%

UDC                                       6,0%

SINISTRA ARCOBALENO      3,6%

LA DESTRA                            2,3%

PARTITO SOCIALISTA           0,8%

Man mano che il campione delle sezioni viene scrutinato(siamo al 90%) rispetto agli exit poll iniziali si allarga notevolmente la forbice tra le due principali coalizioni,circa nove punti di differenza.
Se gli scrutini confermeranno queste proiezioni,sarà una vittoria oltre ogni aspettativa per il Popolo Della Libertà e Silvio Berlusconi.


PROIEZIONE IPSOS-COPERTURA 33%

PDL+LEGA+MPA     47,2%

PD+IDV                    38,1%

PRIMA PROIEZIONE CONSORTIUM-COPERTURA 33%

PDL+LEGA NORD+IDV    43,7%

PD+IDV                            39,1%

ELEZIONI REGIONALI SICILIANE:

EXIT POLL CONSORTIUM

RAFFAELE LOMBARDO 49%-53%

ANNA FINOCCHIARO    36%-40%



PRIMI EXIT POOL :
- Due/tre punti di vantaggio per la coalizione guidata da Silvio Berlusconi. Sono i primi exit poll resi noti alle 15 da Consortium. Alla Camera il Pdl, con Lega e Mpa, ottiene il 42% dei voti. Il Pd, con l'Idv di Di Pietro, si ferma al 40%. Più nel dettaglio, il Partito democratico sarebbe il primo partito con il 35% dei voti, poco più indietro il Pdl al 34%. L’Italia dei valori ottiene il 5%, la Lega Nord il 7%, l’Mpa l’1%. Per quanto riguarda gli altri partiti, la Sinistra Arcobaleno si ferma al 4,5%, l’Udc al 5,5%, il Partito socialista all’1%, la Destra al 3%, gli altri partiti (sommati tra loro) al 4%. 
Naturalmente sono dati da prendere con le molle visto che non si tratta nemmeno di proiezioni su schede scrutinate,bensì di campioni di elettori che hanno ripetuto il voto.










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permalink | inviato da Aurora86 il 14/4/2008 alle 15:50 | Versione per la stampa


1 aprile 2008

LA DEMOCRAZIA CRISTIANA RIAMMESSA ALLE ELEZIONI

La Democrazia Cristiana che era stata esclusa dalle elezioni dal Ministero Degli Interni , illegittimamente a questo punto, a causa del simbolo che rischiava di confondersi con quello dell’UDC e quello della DC di Sandri ,è stata riammessa dal consiglio di Stato alle elezioni.
L’esclusione era stata comunque affrettata e singolare, dato che la Democrazia Cristiana detiene il simbolo originale, certificato da centinaia di cause vinte, ed addirittura dal ministero era stato chiesto di modificarlo per partecipare alle elezioni.
La Democrazia Cristiana si presenta in tutte le circoscrizioni al senato in coalizione con il Popolo Della Libertà - Berlusconi Presidente.
Ci si chiede a questo punto se sarà confermata la data del 13 Aprile per le elezioni o ci sarà uno slittamento poiché la Democrazia Cristiana non ha avuto modo di partecipare alla campagna elettorale.
Questo il comunicato della Democrazia Cristiana:
“ Il Consiglio di Stato ha giudicato illegittima l’esclusione della lista della Democrazia Cristiana dalle prossime elezioni, così come illegalmente deciso dal Ministero degli Interni”.
Questo è quanto ha dichiarato il Segretario Nazionale della Dc, Giuseppe Pizza, commentando la clamorosa notizia arrivata nel pomeriggio, dopo che il supremo organo della giustizia amministrativa si è pronunciato sulla base del ricorso presentato dalla Dc, a seguito delle decisioni assunte da alcuni Tar, dichiaratisi incompetenti in materia.
Domani stesso- ha proseguito Pizza- presenteremo al Ministero degli Interni l’Ordinanza del Consiglio di Stato per essere riammessi sulle schede da cui il glorioso simbolo dello Scudo Crociato- Libertas era stato proditoriamente escluso, sulla base solo di decisioni politiche di parte.
Adesso, spetta al Governo ed al Ministro Amato rimetterci in condizione di svolgere la campagna elettorale, al pari di tutti gli altri partiti.
Restiamo convinti- ha aggiunto Pizza- che molto non funzioni nel sistema politico- istituzionale.
Ci auguriamo che la battaglia da noi condotta, in assoluta solitudine, per la difesa del Diritto e della Democrazia, faccia riflettere anche chi dovrebbe svolgere sempre una funzione di garanzia, onesta e leale. Mi riferisco, soprattutto, agli uomini delle istituzioni ed a quelli della comunicazione, dai quali eravamo già stati dati frettolosamente per usciti di scena.
In questo momento – ha concluso il Segretario DC - il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno creduto in noi e nella legittimità della nostra battaglia”.

Update 02/04/2008 : IL RINVIO DELLE ELEZIONI SAREBBE UN DANNO PER IL PAESE.

"Sarebbe un danno per il Paese perdere ulteriore tempo". Lo ha affermato Silvio Berlusconi a proposito del possibile rinvio della data delle elezioni. Berlusconi, a margine dell’incontro tenutosi all’Associazione nazionale costruttori edili, ha lanciato un "appello" al senso di responsabilità della Dc di Giuseppe Pizza, reintegrata dal Consiglio di Stato nella lista del PDL al Senato, "affinché rinuncino alla richiesta di avere ulteriori giorni per la campagna elettorale". Allo stesso tempo, Berlusconi chiede che la Dc possa "recuperare gli spazi tv" che finora non ha avuto. In ogni caso "il Paese ha bisogno di un governo operativo e sarebbe quindi un danno perdere ulteriore tempo".

2/4/2008






24 febbraio 2008

RAGGIUNTO L’ACCORDO TRA PDL E MOVIMENTO PER L’AUTONOMIA.

"A seguito dei colloqui tra il presidente Silvio Berlusconi e l'on. Raffaele Lombardo, cui si è aggiunto telefonicamente il presidente Gianfranco Fini, si è convenuto che il Popolo della Libertà e il Movimento per l'Autonomia si apparentino in occasione delle prossime elezioni politiche nazionali per le regioni del Centro-Sud e per le Isole. Anche per quanto riguarda le elezioni regionali siciliane si è raggiunto l'accordo di un'alleanza tra il Popolo della Libertà e il Movimento per l'Autonomia con l'indicazione dell'on. Lombardo quale candidato alla presidenza della Giunta regionale".
Ansa

Finalmente la telenovela è finita, il tira e molla delle ultime settimane francamente aveva stufato un po’ tutti, con questo accordo si raggiungono due obiettivi importanti, la quasi sicura conferma della regione Sicilia al centrodestra e la certezza della maggioranza dei voti siciliani alle elezioni politiche per il PDL, utilissimi per avere un ampia maggioranza anche al senato.
L’ultimo nodo che resta da sciogliere è la posizione del forzista siciliano Miccichè che sino all’ultimo si era opposto a questo accordo per la presenza dell’ex governatore siciliano Cuffaro tra gli alleati di Lombardo, correrà con una propria lista alla regione?
Sarebbe un vero peccato, le battaglie si combattono dall’interno, Miccichè è uno degli uomini di punta di Forza Italia in Sicilia,anche se ultimamente sta ricevendo molti apprezzamenti il giovane coordinatore regionale del partito Angelino Alfano, diventato in poco tempo insieme alla lombarda Maria Stella Gelmini uno dei pupilli di Berlusconi.




8 febbraio 2008

SCENDE IN CAMPO IL POPOLO DELLA LIBERTA’!

La decisione è presa, dieci milioni di cittadini che avevano firmato ai gazebo nello scorso novembre, alla fine di un week end storico della politica italiana in cui Silvio Berlusconi da Piazza S. Babila a Milano annunciava il nuovo soggetto unico dei moderati italiani, non potevano essere delusi, e così questa mattina il leader di Forza Italia ha annunciato che alle prossime elezioni tutti i partiti della ex CDL correranno sotto le insegne del “Popolo Della Libertà” ,tranne la Lega Nord che è un movimento strettamente territoriale e avrà il suo simbolo nelle liste,comunque alleato e federato con il PDL, insomma si riduce il tutto a 2-3 simboli massimo sulla scheda.
Le titubanze iniziali erano dovute soprattutto all’improvvisa accelerazione degli eventi politici che hanno portato alle caduta del governo Prodi e alle elezioni di Aprile, senza che il neonato soggetto si fosse già strutturato, ma di fronte alla prospettiva di presentarsi all’appuntamento elettorale con un ventina di liste diverse sotto le insegne della CDL, con il decisionismo che gli è tipico, Silvio Berlusconi ha rotto ogni indugio e ha dato il via all’operazione,in queste ore il “ giacobino di S.Babila” sta incontrando Fini a Palazzo Grazioli e successivamente vedrà tutti gli alleati per definire le modalità attuative dell’operazione.
Ieri sera Berlusconi ha avuto una lunghissima conversazione telefonica con il presidente del PPE Wilfried Martens che ha approvato l’operazione e invitato tutti i partiti della CDL a presentarsi uniti in quello che sarà la sezione italiana del PPE.




6 febbraio 2008

CAMERE SCIOLTE ELEZIONI IL 13-14 APRILE.

E' ufficiale,il presidente Napolitano questa mattina ha firmato il decreto di scioglimento delle camere, gli italiani saranno chiamati alle urne il 13 e 14 Aprile.
Adesso via alla campagna elettorale,serenamente,pacatamente, ma anche…no!
Per mettere riparo ai guasti e alla povertà diffusa che la sinistra ha inflitto al paese
;

SILVIO BERLUSCONI e Il Popolo Della Libertà si fanno carico di ridare all'Italia
DIGNITA',BENESSERE E SVILUPPO;
C'E' UN LAVORO DA COMPLETARE,il MOTORE AZZURRO
per la campagna elettorale della LIBERTA' è già acceso.






4 febbraio 2008

LA PAROLA AL PAESE !

"La cosa migliore per affrontare i gravi problemi dell’Italia e’ quella di dare il più presto possibile al paese un governo legittimato dal voto popolare, nel pieno del suo potere. Ci auguriamo, ma crediamo che sarà così, che terminate questa consultazioni, il capo dello Stato possa indire subito le elezioni. È un’esigenza del paese avere un governo operativo che possa risolvere problemi veramente gravi". Lo ha affermato, al termine del suo colloquio con il presidente del Senato, Franco Marini, il presidente Silvio Berlusconi. "Abbiamo confermato la nostra disponibilità a un dialogo con l’altra parte, con le persone di buonsenso e di buona volontà: e’ una cosa che sta nel nostro sentimento e che anche dopo le elezioni potrà trovare conferma da ciò che noi faremo. La persona con cui e’ più facile andare d’accordo e’ il presidente Berlusconi. Sono una persona concava e convessa, a secondo dell’interlocutore che ho davanti. Con noi e’ sempre possibile trovare soluzioni di buonsenso".
Uscendo da Palazzo Giustiniani, Berlusconi ha definito "plausibile" l’ipotesi che in caso di vittoria elettorale, la presidenza di un ramo del Parlamento vada all’opposizione. Quanto alla legge elettorale, rispondendo alle domande dei cronisti, Berlusconi ha spiegato: "Quella attuale ha consentito la governabilità alla Camera, dove il centrosinistra ha vinto per 24 mila voti. Al Senato ha avuto la maggioranza la coalizione che ha preso addirittura 250 mila voti in meno. Nessuna legge elettorale avrebbe assicurato, in quel caso, la governabilità. Soltanto la decisione che aveva preso il centrodestra di divisione nella campagna elettorale all’estero, ha consentito al centrosinistra di avere una maggioranza di due senatori. Quindi questa legge può dare ottimi risultati, e lascia anche libertà agli schieramenti nell’attuale situazione, che vede una distanza importante tra il centrodestra e la sinistra, una distanza che alcuni sondaggisti stimano in 10 punti, e altri addirittura in 16. Questo da’ libertà ai partiti più importanti delle coalizioni, di decidere con chi vogliono presentarsi alleati, e immagino che se ciò che viene detto dal leader del Pd sarà nei fatti, di chi sottoscrive un preciso e concreto programma".
Quanto alla possibilità di un accordo in extremis col Pd, rilanciata stamani da ’il Giornale’, Berlusconi ha ribadito: "E’ un’ipotesi che non esiste. Per quanto ci riguarda potrebbe essere un’utopia ma significherebbe che il Pd cambia veramente pelle, tutto, i contenuti, rinuncia al suo passato, fa autocritica, dicendo che vuole essere un partito socialdemocratico europeo e occidentale".
4/2/2008
Bene,dopo aver chiuso lo spiraglio di Marini, la crisi di governo può avere un solo sbocco: “la parola al popolo sovrano” , l’unica cosa che rimane da fare al capo dello stato è il decreto di scioglimento delle camere, le date più probabili per le prossime elezioni sono il 6 o il 13 Aprile.




2 febbraio 2008

STANNO DANDO IL PEGGIO…

Pur di evitare le elezioni, scalerebbero a piedi anche i ghiacciai,cosi ironizza Casini che sottolinea la “confusione che viene dal Pd, che un giorno evoca la legge tedesca e il giorno dopo evoca il referendum sono due cose antitetiche”.
La crisi di governo che il presidente incaricato Marini sta cercando di risolvere con poche probabilità di successo,provoca ogni giorno nuovi e incredibili scenari, dopo aver rinnegato quello che hanno sostenuto sino a qualche giorno fa e cioè “se cade prodi si va a votare con questa legge”,la sinistra sta dando il peggio,terrorizzati dalle urne si attaccano a qualunque cosa pur di rimandarle.
E così dopo le parti sociali che vogliono una nuova legge elettorale, si scopre,incredibile dopo due anni che,la legge vigente sarebbe addirittura anticostituzionale, Veltroni propone subito una “grande coalizione", ma la ciliegina sulla torta è rappresentata dagli antireferendari che tutto d’un botto vogliono il referendum prima delle elezioni.
Solo dieci giorni fa
D’Alema dichiarava al Corriere :” Il referendum non risolverebbe, non è il giudizio di Dio. Il sistema elettorale che ne verrebbe fuori rischia di creare ulteriore confusione”. 
Ieri invece con una lettera aperta sempre al Corriere si propone di
scavalcare il parlamento e invoca il referendum “Ritengo che prima di andare alle elezioni si debba correggere la legge elettorale. Penso che se il Parlamento non è in grado di farlo,cosa che invece ritengo possibile e auspicabile , si debba consentire ai cittadini di decidere attraverso il referendum legittimamente richiesto e ammesso. Penso che fare altrimenti sarebbe lesivo di un diritto democratico e finirebbe per approfondire il varco tra i cittadini e le istituzioni”. Roba da ricovero
Il Paese ha bisogno di un governo forte e autorevole che sia in grado di governare e decidere, legge elettorale e riforme costituzionali benché necessarie non sono una priorità in questo momento, e non sono avvertite come tali dalla stragrande maggioranza dei cittadini,comunque si faranno dopo il voto, si è impegnato in questo senso Berlusconi, l’ultima cosa di cui ha bisogno l’Italia in questo momento è di un qualsiasi governicchio che tiri a campare.
Le elezioni ancorché anticipate ,sono il momento più alto di una democrazia, non bisogna aver paura ,come dice giustamente Mastellasono un bagno purificatrice” ,rimandarle non può che peggiorare la situazione.



Update: I presidenti del Comitato "Elezioni Subito", Renato Brunetta, e Fabrizio Cicchitto, si chiedono perchè il presidente del Consiglio incaricato Franco Marini ha ricevuto questa mattina i rappresentanti del comitato per la riforma della legge elettorale.
"Ci chiediamo - dicono - a che titolo siano state convocate. Se per essere convocati basta formare un comitato qualsivoglia, perchè non convocare il comitato da noi presieduto e costituito da circa un'ora per andare alle "Elezioni subito"?
E’ incredibile lo spettacolo a cui si sta assistendo, dopo sindacati,commercianti,artigiani e Confindustria anche il comitato per il referendum e un non meglio identificato “comitato per le riforme” sono stati ricevuti dal presidente incaricato Marini, insomma mancano solo le giovani marmotte e poi siamo al completo, in pratica tutti costoro decidono al posto del parlamento e del popolo sovrano se si deve andare alle urne o no,e poco importa che 2 italiani su 3 vogliono andare a votare senza se e senza ma.
Quando saranno sentiti i cittadini?
E’ inutile prendersela con l’attuale legge elettorale,nessun sistema può garantire l’omogeneità e i voti che non si hanno, basti solo ricordare che nel 1998 vigeva un altro sistema eppure la sinistra fece la stessa fine, ora come allora il governo Prodi cadde dopo circa due anni,la storia non si ripete mai a caso, si tratta di “incapacità endemica” o anche quella legge era sbagliata?
Ai detrattori dell’attuale legge che ,secondo loro non garantirebbe stabilità,è opportuno ricordare che con la precedente si sono avuti ben 6 governi in 7 anni dal 1994 al 2001 (Berlusconi,Dini, Prodi1, D’Alema1,D’Alema2,Amato).
Basta tirarla per le lunghe,al voto,subito!


29 gennaio 2008

ELEZIONI PER DARE AL PAESE SUBITO UN GOVERNO.

"Riteniamo che non ci sia altra strada se non quella di ritornare al voto, per dare al Paese un governo immediatamente operativo". Lo ha affermato Silvio Berlusconi uscendo dal colloquio con il Capo dello Stato nel quadro delle consultazioni per il dopo Prodi.
"Con il capo dello Stato abbiamo anche parlato della legge elettorale attuale. E secondo noi ha consentito una piena governabilità alla Camera pur ad una coalizione che aveva vinto per soli 24 mila voti. Non l’ha consentita invece al Senato, per il semplice fatto che la sinistra aveva avuto lì 250 mila voti in meno del centrodestra".
Berlusconi ha poi sottolineato che l’attuale situazione di divaricazione delle due coalizioni con un forte vantaggio del blocco liberale rispetto alla sinistra, offra la possibilità per le due coalizioni di decidere "chi possa restare nella coalizione sottoscrivendo una piattaforma programmatica molto rigida, pena l’esclusione dalla coalizione stessa. Quindi riteniamo che l’attuale legge elettorale sia in grado oggi di garantire nell’immediato una maggioranza che possa esprimere un governo capace di durare per i cinque anni di una legislatura".
Rispondendo alle domande dei giornalisti dopo aver spiegato la posizione che aveva appena illustrato al capo dello Stato a nome di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha poi commentato certe frasi attribuitegli dalla stampa su eventuali proteste di piazza per ottenere il voto anticipato.
"C’e’ stata una disinformazione piena, totale e direi vergognosa. Perché il senso delle mie affermazioni era il contrario di quello indicato da alcuni mezzi di informazione. Noi abbiamo avuto molte richieste per manifestazioni dalla nostra base ma abbiamo rinunciato a questo".
Riguardo all’ipotesi di un mandato esplorativo per cercare di risolvere al crisi di governo, il nostro presidente ha osservato:
"Il mandato esplorativo penso che sia un qualcosa davvero inutile: c’e’ già Napolitano che sta svolgendo benissimo questo tipo di attività, quindi non ne vedo la ragione".
E quanto all’idea di realizzare in fretta le riforme attraverso un esecutivo a tempo, Berlusconi ha risposto: "Rapidamente le riforme non si possono fare perché si dovrebbe intervenire sulla struttura costituzionale. E per fare questo ci vuole troppo tempo. E l’Italia, in questo momento, non si può permettere di avere un governo sospeso finché non si chiude il capitolo delle riforme".
Irrealistico anche pensare ad un accordo bipartisan ampio su una nuova legge elettorale. "Noi eravamo aperti ad un dialogo, che peraltro vogliamo continuare, ma avevamo accettato quello che era il Vassallum. Poi c’e’ stata una prima versione che ha cambiato le cose perché le circoscrizioni venivano ridotte da 60 a 32. Infine c’e’ stata una seconda versione, senza peraltro sentire i nostri tecnici, e questa seconda bozza e’ andata in una direzione inaccettabile".

29/1/2008




27 gennaio 2008

SUBITO AL VOTO O MILIONI DI ITALIANI IN MARCIA SU ROMA!

Il leader di Forza Italia è intervenuto in collegamento telefonico con la platea di Rete Italia (il movimento di «amici» che sostiene l'azione politica di Roberto Formigoni), riunita a Riva del Garda ribadendo che la via maestra da perseguire è quella del voto subito, anche perché se non fossero convocate in tempi stretti nuove elezioni «milioni di italiani si riverserebbero a Roma per chiederle».
«Se all'interno di questa sinistra c'è qualcuno che vuole dividere con noi certe responsabilità, non saremo certo noi a dire di no».
Forza Italia, ha annunciato Silvio Berlusconi, si presenterà con il suo nome e il suo simbolo, anche se verrà inserito nel logo «un richiamo al Pdl». Il progetto del nuovo soggetto politico non si ferma, ha poi precisato, «si va assolutamente avanti, non è cambiato nulla», anche se le operazioni per il varo di un nuovo partito sono complesse e «in questo momento credo interferiscano con le elezioni che riteniamo urgenti».
Del resto già l’altro giorno al Palapartenope di Napoli Berlusconi ha dato il via alla campagna elettorale per la libertà anticipando i provvedimenti dei primi cento giorni di governo tra i quali l’esenzione totale dell’ICI sulla prima casa e un provvedimento sulle intercettazioni telefoniche che saranno possibili solo per reati di mafia,terrorismo e camorra,prevedendo pesantissime sanzioni ovvero"cinque anni di prigione per chi le ordina, cinque per chi le esegue e due milioni di multa a chi le pubblica".
Intanto il Presidente Napolitano prosegue nello stantio rito delle consultazioni ed ha dovuto già ammettere che senza il concorso di Forza Italia non ci potrà essere alcun governo tecnico o istituzionale, cosa condivisa anche da Casini e l’UDC che senza il concorso di Berlusconi non si presterebbe a fare la ruota di scorta della sinistra.
E’ strano dunque che adesso il Partito Democratico e Veltroni facciano appello al “senso di responsabilità” di Berlusconi per un governo istituzionale che cambi la legge elettorale e faccia alcune riforme costituzionali, quello stesso senso di responsabilità che non hanno avuto loro dopo che le elezioni si erano chiuse con un sostanziale pareggio,hanno insediato il governo e occupato tutte le cariche istituzionali e pensavano di poter governare con un voto o due di differenza.
In questo momento il paese ha bisogno di un governo che governi,nel pieno dei suoi poteri e legittimato dal voto popolare, anche con questa legge elettorale dalle urne dovrebbe uscire un ampia maggioranza in tutti e due i rami del parlamento,visto che Mastella è determinante per vincere in 2-3 regioni e sia che vada in un poletto di centro o con la CDL toglierà comunque voti alla sinistra, e poi difficilmente il centrosinistra si presenterà con la stessa formazione, sarebbe spernacchiata anche da i suoi elettori,non a caso Veltroni ha detto che il PD andrà da solo con qualunque legge.
In ogni caso Berlusconi ha chiarito che se dopo il voto non ci sarà una solida maggioranza aprirà alla “condivisione delle responsabilità” e che comunque aprirà alla sinistra per le riforme in ogni caso,mi sembra un discorso pieno di buon senso.
Sembra davvero strano che,dopo aver sentito in questi ultimi mesi in tutte le salse, ripetere dagli esponenti della sinistra “dopo Prodi c’è solo il voto” ,adesso si voglia dar luogo a un “governo di parrucconi” con scarsi e limitati poteri per fare la legge elettorale,dopo che non si è trovato l’accordo in mesi di discussione sarebbe un inutile melina che produrrebbe solo ulteriori danni al paese,la verità è che la sinistra ha paura delle elezioni perché sa che il popolo italiano,stremato e impoverito dal governo Prodi non perdonerà.

ELEZIONI SUBITO, per avere UN FORTE GOVERNO CHE GOVERNI;

per mettere riparo ai guasti e alla povertà diffusa che la sinistra ha inflitto al paese;

SILVIO BERLUSCONI e Il Popolo Della Libertà si fanno carico di ridare all'Italia

DIGNITA',BENESSERE E SVILUPPO

ELEZIONI SUBITO - RICOSTRUIAMO L'ITALIA

C'E' UN LAVORO DA COMPLETARE,il MOTORE AZZURRO per la campagna elettorale della LIBERTA' è già acceso.










25 gennaio 2008

SUBITO ELEZIONI,NO A MANOVRE DI PALAZZO.

"E’ necessario che non si facciano manovre di Palazzo per la legge elettorale, cosa che non sarebbe di alcuna utilità, ma che si vada subito al voto". Lo ha affermato Silvio Berlusconi intervenendo con una telefonata al Tg 4 poco dopo il voto al Senato che ha negato la fiducia al governo Prodi e aperto la crisi. Il presidente ribadisce la sua contrarietà ad ipotesi di esecutivi tecnici o istituzionali perché "quello che è accaduto al Senato rispecchia il voto degli italiani, la maggioranza che sostiene il governo Prodi è implosa e bisogna restituire subito la parola agli elettori".
E per quanto riguarda le prospettive future, ha commentato:"Ora ci sarà una campagna elettorale nella quale diremo agli italiani cosa faremo nei primi cento giorni di governo. Il paese ha bisogno di un governo immediatamente all’opera che rimedi ai guasti fatti dal centrosinistra. Se il governo Prodi fosse proseguito i problemi sarebbero aumentati, io sono convinto che ci sono tante possibilità di rimediare, noi abbiamo in mente che cosa fare".
Il prossimo passo nella prassi istituzionale, prevede le consultazioni del Capo di Stato: "Diremo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dobbiamo apprestarci per ridare il prima possibile la parola agli elettori. C’e’ bisogno al più presto di un governo che operi, mettendo riparo a tutti i guasti che sono venuti da questi 20 mesi di governo della sinistra e che finalmente possa operare in direzione dello sviluppo e del benessere per il Paese."
Berlusconi ha ribadito che l’attuale legge elettorale non ha bisogno di cambiamenti: "Subito alle elezioni con questa legge elettorale, anche perché la sinistra non e’ riuscita a trovare un accordo su un sistema elettorale diverso. Anche con questa legge elettorale avremo una maggioranza vasta, anche al Senato, almeno di 30 senatori".
Quando agli equilibri interni alla Cdl, Silvio Berlusconi ha assicurato: "Il blocco liberale di tutti coloro che non si riconoscono nella sinistra e’ sempre esistito: ci sono stati personalismi vari ma oggi c’e’ armonia e tutti ci riconosciamo uniti nella necessità di dare vita a una maggioranza coesa basata sugli stessi valori e con un programma ben preciso che abbiamo già in mente. Non ci sono sorprese che gli italiani si possano attendere da parte nostra".
24/1/2008




5 gennaio 2008

A QUANDO IL SISTEMA AMERICANO?

Dopo il Vassallum e la bozza Bianco attualmente allo studio in parlamento che prevede un sistema elettorale proporzionale con sbarramento, il vice segretario del PD Franceschini cambia le carte in tavola e a nome del partito si dichiara favorevole al sistema maggioritario francese a doppio turno con elezione diretta del Presidente.
A questo punto viene spontaneo chiedersi : “ a quando il sistema americano”?
Secondo me si ignora volutamente che il tempo per ridiscutere altri sistemi e trovare un accordo ampio per varare una nuova legge elettorale,è ormai scaduto, se decade la bozza Bianco si va dritti al referendum o più probabilmente a nuove elezioni.
Vuoi vedere che è proprio questa la strategia del Partito Democratico ?




17 novembre 2007

LE RIFORME? SOLO DOPO IL VOTO.

Vi propongo l’intervista di Silvio Berlusconi al quotidiano La Stampa.

«Se ho paura di essere accerchiato, di avere tutti contro? Guardi, io sono contento di essere accerchiato. Mai come ora ho tanto consenso nel Paese. Lascio a tutti gli altri, alleati compresi, i giochi di Palazzo e il teatrino della politica».
Niente da fare. Tutti gli chiedono di ripensarci, di sedersi al tavolo delle riforme, ma Silvio Berlusconi non ci pensa proprio. Nell’atrio della sede di Forza Italia, a via dell’Umiltà, il Cavaliere ripete che ha solo due obiettivi in testa: la caduta del governo Prodi e le elezioni. Se gli altri accettano di fissare la data del voto nel 2008 si può parlare di tutto, altrimenti no. Né è impressionato dal cambio di rotta degli alleati. O meglio, le aperture della Lega e dell’Udc al confronto sulla legge elettorale non le condivide, ma le comprende. I toni usati da Gianfranco Fini no. In privato si è anche arrabbiato: «Ha il vizio di litigare con tutti». In pubblico tenta, invece, di ricucire sul piano politico e non. Da quella sera in cui Fini dopo aver visto su «Striscia la notizia» la storia della sua relazione con Elisabetta Tulliani chiamò al telefono Ignazio La Russa ospite di «Matrix» per ordinargli: «Vieni via, sulle reti Mediaset non andiamo più».
Berlusconi, non pensa di aver sbagliato in qualcosa con i suoi alleati?
«Io non ho nulla da rimproverarmi. Nei confronti di nessuno. Certo se poi qualcuno mi tira in ballo per “Striscia la notizia”, che debbo dire? Come si può pensare che io possa essere, chessò, il mandante di una trasmissione di satira che tutti i giorni mi prende in giro. A parte questo, Fini ha ragione. Sono addolorato. Me la sarei presa anch’io. Del resto, sono io che gli ho telefonato per esprimergli la solidarietà. Né tantomeno - per parlare di un’altra accusa che mi fanno - ho spinto Daniela Santanchè a lasciare An»».
Non ha sbagliato neppure a puntare sulla caduta del governo sulla Finanziaria?
«Io non ho mai fissato una data. Ho parlato solo con esponenti del centrosinistra che dicevano peste e corna del governo. Poi è chiaro che se qualcuno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare. Senza contare che i senatori hanno subìto intimidazioni. Il governo ha fatto una pioggia di regali. Gli italiani all’estero hanno ricevuto un forfait di 36 milioni. Alla fine, la sopravvivenza del governo è costata un miliardo di euro».
Alla fine, però Prodi è ancora là...
«Vede, io comprendo l’etica della responsabilità di cui parla Dini. Non credo però che questo governo possa andare avanti. Le dichiarazioni di Dini sono state chiare. Addirittura, non mi aspettavo che Bordon e Manzione facessero un’uscita simile. Né che fossero seguiti a ruota da Pallaro. Ora stanno mettendo in piedi un gruppo parlamentare. Questo gruppo sarà padrone della legislazione. Deciderà ciò che va approvato e cosa no. E c’è ancora la Finanziaria, il welfare e tante altre cose. Il governo cadrà. Neanche le polemiche dentro il centrodestra bloccheranno questo processo. E se ci sarà la crisi, si andrà al voto. E, subito dopo, saremo noi ad aprire immediatamente una stagione per le riforme».
E se, invece, Prodi durasse?
«Loro continueranno a perdere consenso...».
E lei se ne starà fermo. Non aprirà neppure sulla legge elettorale?
«Ci sono troppe posizioni nella maggioranza. Neppure la proposta di Veltroni è chiara. Non ci sono le condizioni per sedersi ad un tavolo per un dialogo serio. E, a ben vedere, neppure dentro il centrodestra c’è una posizione univoca. Ad esempio, se An accettasse un sistema come quello proposto da Veltroni, non conterebbe più niente. Verrebbe marginalizzata».
D’accordo, ma intanto Fini, Casini e Bossi hanno accettato di dialogare con la maggioranza.
«Gli interessi dei partiti del centrodestra sono comuni. Nessuno è uscito dalla coalizione e tutti vogliono mandare a casa Prodi. E comunque, senta bene, qualsiasi dialogo non può prescindere da Forza Italia che è il primo partito del Paese».
Ma i suoi alleati ce l’hanno con lei...
«Io ho dovuto sempre ragionare con tutti, mediare. Mi creda, non è una cosa facile. A volte è estremamente faticosa. E’ proprio il mio ruolo che mi fa dire che non sono fungibile, perché nessuno potrebbe avere la pazienza che ho io».
E se la legge elettorale fosse accompagnata dall’impegno di votare nel 2008?
«Sono a disposizione. Parliamone. E’ quello che vogliono gli italiani. Per ora, non ci sono proposte che giudichiamo valide».
Eppure il suo consigliere preferito, Gianni Letta, ha ipotizzato in un libro-intervista una vasta coalizione per le riforme.
«Intanto si tratta di un’intervista rilasciata mesi fa. Comunque io e Letta siamo le persone più ragionevoli che si possano trovare. Ma lo siamo sulle cose, appunto, ragionevoli, non su quelle impossibili. Chi ha fatto a suo tempo, subito dopo il voto, l’offerta di una grande coalizione? Io. Ma adesso dovremmo condividere la responsabilità del disastro provocato da Prodi. Ora le grandi intese o il governo istituzionale non sarebbero una mossa giusta».




9 ottobre 2007

MEGLIO LE ELEZIONI ANTICIPATE

«Per qualche minuto parlerò non da direttore ma da semplice commentatore. Voglio parlare ai dirigenti del centrosinistra. Voi siete quelli della riforma Bassanini sulla riorganizzazione e sull’abbattimento del numero dei ministeri. E cosa avete fatto? Un governo con il record dei ministri nella storia della Repubblica italiana».
«Dopo il voto il capo dell' opposizione vi ha teso la mano e voi avete rifiutato la sua offerta. Guardate la Merkel, non è andata in giro a dire ho vinto ma ha fatto una grande coalizione. Quella era la strada». E ora è tempo di voltare pagina: «Fatelo subito, fatelo domani mattina, altrimenti è meglio che non facciate tutte quelle chiacchiere sui tagli dei parlamentari e dei ministri.
"Fate subito e non rinviate. Se non vi muovete vi conviene portarci alle urne al più presto".
Questo è il momento di dare una risposta e non certo a me che non penso a entrare in politica e non ho ambizioni di alcun tipo. È ora di dare una risposta per potere andare al ristorante e non essere disturbati da persone che ti apostrofano con male parole. E parla, come voi sapete, una persona che per questo governo ha speso nel suo piccolo una parola decisiva».

Paolo Mieli 06/10/2007

Mentre il direttore del Corriere della Sera,al convegno dei giovani industriali a Capri rivolgeva queste parole a ministri e dirigenti del centrosinistra, Prodi si lamentava con i suoi : «Io faccio, mi sforzo, ho aperto i cordoni della borsa ma l’indice di gradimento del governo continua ad andare giù».

E così il direttore ex sessantottino di Potere Operaio,dopo aver trasformato il Corriere della Sera in un giornale di partito,alla stregua dell’Unità, avendo dato esplicita indicazione di voto per il centrosinistra e Romano Prodi con l’ormai famoso editoriale del marzo 2006 e aver perso per questo  centinaia di migliaia di copie vendute e di lettori, si è accorto di aver puntato sul cavallo sbagliato, o meglio credeva di puntare su un purosangue ed invece era un brocco, e di fatto lo ha già mollato.

Che Prodi e il suo fallimentare governicchio se ne debbano andare non ci piove, ma sarebbe altrettanto utile che anche un radical chic della peggior specie come Mieli,togliesse il disturbo,ha fallito anche lui,la sua presenza non gioverà al giornale.

E’ proprio vero,quando uno cade in bassa fortuna,pure i cani gli pisciano addosso.




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permalink | inviato da Aurora86 il 9/10/2007 alle 10:41 | Versione per la stampa


6 settembre 2007

DOPO LEGGE ELETTORALE SI VADA A VOTARE.

 "Onestamente non credo che arriveremo a fine legislatura.... credo che un governo che si regge sulla maggioranza di un solo voto è un governo che tira la monetina tutte le mattine quando va all'aula del Parlamento per chiedere che sia approvata una legge e questa situazione che ci è stata consegnata dal voto degli elettori determina in vari gruppi politici la necessità di riorganizzarsi pensando al futuro”.
Il governo Prodi si regge anche su come si sveglia e come decide di essere comprato o di vendersi un singolo parlamentare, è un governo che dice "io speriamo che me la cavo",nell'Unione esiste una dicotomia tra chi vuole spendere e chi vuole risparmiare. Due esigenze ugualmente giuste, ma per compierle occorrerebbe una maggioranza coesa e numericamente sufficiente.
"Va fatta una nuova legge elettorale e poi è opportuno andare alle elezioni".

Antonio Di Pietro-04/09/2007 Sky TG24

Quando anche i ministri non hanno fiducia nella tenuta dell’esecutivo,ogni altro commento è superfluo e inopportuno.




10 giugno 2007

ANCORA UN TRIONFO PER SARKOZY.

 Sembra proprio che sarà un nuovo trionfo per il Presidente francese Nicolas Sarkozy,secondo le prime proiezioni dopo la chiusura dei seggi , nel primo turno per il rinnovo dell'assemblea legislativa , il partito del presidente,UNP è dato al 43%, la destra complessivamente raggiungerebbe il 46-47%  eleggendo tra i 440 e i 470 deputati , i socialisti di Segolene Royale vengono dati intorno al 28% e la sinistra nel complesso al 39% ,i centristi di Bayrou al 7%  con 4-5 deputati eletti, secca sconfitta per l'estrema destra del Fronte Nazionale con il 4,5% dei voti e forse nessun seggio in parlamento.
Sarkozy otterebbe dunque una maggioranza schiacciante in parlamento per varare le riforme promesse,delusione invece nella sinistra e nei centristi che si attendevano molto di più da questa tornata elettorale,Segolene Royal,  ha chiesto  di andare a votare domenica ai ballottaggi del secondo turno delle elezioni legislative perchè c'è bisogno di una sinistra che prepari l'alternanza, e che vigili e controlli.


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permalink | inviato da Aurora86 il 10/6/2007 alle 22:3 | Versione per la stampa


26 maggio 2006

INSEDIATA LA GIUNTA PER LE ELEZIONI.

Si è insediata alla Camera la giunta per elezioni, il presidente designato è l’On. Donato Bruno di FI.

La giunta per le elezioni ha il compito di verificare la regolarità della elezione di ciascun deputato e proporre all’Assemblea la convalida oppure l’annullamento dell’elezione (art. 17 e 17-bis reg.). In base alla Costituzione, tale potere spetta esclusivamente alla Camera e ad essa compete giudicare anche su eventuali ricorsi da parte di candidati non eletti. A questo fine la Giunta esamina i verbali di tutti i seggi elettorali e, se necessario, anche le singole schede votate dai cittadini. La Giunta valuta anche i “titoli” del deputato, se cioè vi siano motivi di ineleggibilità o incompatibilità con il mandato parlamentare, e riferisce in proposito all’Assemblea, che decide.

 "Abbiamo fissato per martedì un ufficio di presidenza con l’obbligo da parte di tutti i partiti di nominare un capogruppo, in modo tale che poi possiamo decidere cio’ che dobbiamo fare. In quel momento valuteremo che tipo di ricorsi ci sono e quanti. Quindi, di conseguenza, organizzare il lavoro", questa la prima dichiarazione dell’On. Bruno.

Sarà dunque questo organismo che verificherà l’esito delle elezioni politiche del 9 e 10 Aprile,il risultato definitivo sarà reso noto a settembre secondo l’On.Bruno.

 

Secondo me,prima si fa,meglio è,il paese infatti ha bisogno di certezze,non è utile per nessuno questa incertezza sull’esito del voto,se il risultato sarà confermato,se ne prenderà atto e l’attuale maggioranza sarà legittimata oltre che formalmente,come adesso,anche politicamente e giuridicamente a governare,se invece risulterà il contrario l’unica strada percorribile è l’immediato ritorno alle urne.

Sono convinta in ogni caso che i numeri anche se non di molto comunque cambieranno, di solito dopo il controllo degli uffici circoscrizionali,ad ogni elezione si spostano dai 30 ai 50mila voti,giusto per fare qualche esempio nelle elezioni del 2001 la Margherita ha recuperato circa 36.000 voti in tutte le circoscrizioni e la Lega Nord circa 9000 nella sola Lombardia,rispetto ai dati del Viminale.

Questa volta invece,stranamente,a parte qualche migliaio di voti contestati,gli uffici circoscrizionali hanno confermato in toto i numeri del Viminale,ratificati poi dalla Cassazione,eppure irregolarità sono state puntualmente denunciate agli uffici giudiziari competenti,basti pensare al caso dell’Emilia Romagna dove sui verbali di 200 sezioni su un totale di oltre 4.000,i rappresentanti della CDL  hanno rilevato oltre 1500 voti non assegnati,nonostante tutto ciò,e la stessa ammissione dell’ufficio circoscrizionale sulla non congruenza dei dati,il risultato è stato alla fine confermato,altre denunce ci sono state da parte dei rappresentanti della CDL in Piemonte,Campania,Lazio e Toscana e un pò su tutto il territorio nazionale.

Un altro "giallo" che deve essere chiarito:secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno e confermati dalla Cassazione, hanno votato 39.402.384 elettori, ma le schede effettivamente scrutinate sono state 39.249.190, delle quali 1.095.847 nulle o bianche e 38.153.343 contrassegnate da voti ritenuti validi. E dunque, se dai 39.402.384 votanti si tolgono i 39.249.190 elettori effettivi, c’è una differenza di 153.194 schede, che non si sa dove siano finite, anche per il quotidiano tedesco “Frankfurter Algemeine”, i conti sulle elezioni politiche in Italia non tornano.

Per il momento dunque non resta che fare gli auguri di un proficuo lavoro alla giunta per le elezioni e al suo Presidente.

  


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permalink | inviato da il 26/5/2006 alle 15:46 | Versione per la stampa


5 maggio 2006

IL GIALLO DELLE ELEZIONI

 Per il quotidiano tedesco “Frankfurter Algemeine”, i conti sulle elezioni politiche in Italia non tornano: mancano più 150 mila schede. E non si tratta di una cifra di poco conto, se si considera che la coalizione delle sinistre del prof. Prodi, battuta al Senato dal centrodestra di Berlusconi per circa 200 mila voti, ha prevalso alla Camera (almeno per adesso) per 24.775 mila voti su quasi 39 milioni e mezzo di votanti.
 
Strano davvero che non se ne siano accorti i giornali italiani, di questo incredibile “giallo”. Anche perché il conto è straordinariamente facile, alla portata (possiamo dire tranquillamente) dei bambini della seconda o terza elementare. Alle elezioni del 9 e 10 aprile, secondo i dati forniti dal ministero dell’Interno e confermati dalla Cassazione, hanno votato 39.402.384 elettori, ma le schede effettivamente scrutinate sono state 39.249.190, delle quali 1.095.847 nulle o bianche e 38.153.343 contrassegnate da voti ritenuti validi. E dunque, se dai 39.402.384 votanti si tolgono i 39.249.190 elettori effettivi, c’è una differenza di 153.194 schede, che non si sa dove siano finite. 
 
La domanda che gli italiani si pongono è questa: se non sarà la magistratura (subito) a dare una risposta concreta o almeno una spiegazione logica e convincente su questa incredibile discrepanza, dovremo aspettare due o tre anni che si riunisca la Giunta per le elezioni della Camera, o addirittura l’intera legislatura, per sapere se ci sono stati errori, brogli o addirittura frodi nel conteggio dei voti che hanno dato la vittoria alle sinistre? Ed una risposta seria l’attendono, almeno quanto noi italiani, i giornalisti dell’autorevole giornale di Francoforte che ha tirato fuori il caso. Non possiamo consentire che i sospetti di brogli restino anche all’estero, dove le elezioni sono state sempre e continuano ad essere una cosa seria. 
 
                               Gaetano Saglimbeni  
 
www.gaetanosaglimbenitaormina.it 

                                                                   


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