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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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11 maggio 2009

NO ALL'ITALIA MULTIETNICA

Silvio Berlusconi a margine di una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi per fare il punto sull’attività in politica estera dopo un anno esatto dall’insediamento del governo, ha pronunciato parole chiarissime sulla questione del respingimento dei clandestini, che vengono bloccati in mare e riportati direttamente al punto di partenza , cioè in Libia.
«Si deve fare chiarezza sulle due visioni , ha affermato il presidente del Consiglio, la sinistra con i suoi precedenti governi aveva aperto le porte ai clandestini provenienti da tutti i Paesi. Quindi l'idea della sinistra era ed è quella di un'Italia multietnica. La nostra idea non è così». Per questo, dice Berlusconi, «non apriremo le porte a tutti come la sinistra». La linea del governo in maniera d'immigrazione è quella dell'«accoglimento solo per chi» ha diritto «all'asilo politico», e cioè «coloro che mettono piede sul nostro suolo, intendendo anche le acque territoriali». Per il resto, prosegue il premier, «vale il nostro diritto di respingere», non si violano «gli accordi internazionali», fermo restando che in mare verranno forniti «tutti i tipi di assistenza».
Parole chiarissime dunque, che vedono soddisfatto anche il ministro Maroni, per il quale, dopo gli accordi con la Libia per il pattugliamento congiunto, la linea del respingimento continuerà finché i tentativi di sbarco sul suolo italiano non cesseranno in conformità alle normative europee e ai trattati internazionali, intanto anche oggi altri 200 clandestini sono stati fermati in mare e riportati a Tripoli, per un totale di oltre 500 in pochi giorni.
Non potevano mancare in questo contesto gli alti lai di un opposizione parolaia, inconcludente e divisa su tutto, che accusa di razzismo il governo per il solo fatto di respingere dei clandestini mentre Fassino ammette che il respingimento dei clandestini non viola nessuna normativa europea e internazionale, chissà cosa pensano allora della civilissima Spagna di Zapatero dove non molto tempo fa, i clandestini appena sbarcati venivano accolti a fucilate, meglio non prenderli sul serio, quello che conta davvero è che la stragrande maggioranza degli italiani approva senza riserve la linea del governo su questa e su molte altre questioni.
Mentre mi sembra degno di nota il fatto che un giornale come L’Economist , da sempre avverso a Berlusconi e ai suoi governi, ha gettato la spugna scrivendo che Berlusconi nonostante la recessione economica in atto rimane il leader più popolare in Europa, è incredibile vedere come il segretario del PD, Franceschini, sia costretto dalla preoccupazione della disfatta, a chiedere “voti utili” e a gridare al pericolo di una schiacciante vittoria, molto probabile, di Berlusconi e del PDL, oggi poi secondo me ha toccato l’apice della comicità involontaria invitando Berlusconi ad andare in mezzo alla gente, dimenticando che è appunto quello che Berlusconi fa ogni giorno, ma cosa ne possono sapere costoro del popolo se hanno passato la loro vita nei loft e nei salotti?
Parlano di popolo e povertà e hanno la cipria sul naso e la parrucca in testa come i nobili francesi al tempo della presa della Bastiglia, è tutto da ridere se non ci fosse da piangere.





5 dicembre 2008

LA GUERRA CIVILE NEL PD

Leader si nasce,non si diventa, l’intervista di ieri rilasciata da Veltroni a Repubblica , dimostra in modo inequivoco,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, la guerra civile in atto nel partito democratico, la ventina di correnti, o se vi piace di più “associazioni culturali” , sono impegnate in un tutti contro tutti senza esclusione di colpi.
Tutti chiedono la testa di Veltroni, ma ufficialmente non lo dice nessuno, tranne Parisi che continua imperterrito a fare il “grillo parlante” in casa del PD, D’Alema nega qualsiasi coinvolgimento in manovre contro il segretario, ma i suoi uomini fanno di tutto per smentirlo, e Walter sbotta: “basta veleni chi vuole un nuovo leader venga allo scoperto”, ma difficilmente otterrà risposte conclusive, molto meglio logorarlo poco alla volta.
E così dopo poco più di un anno dalle primarie che lo incoronarono, Veltroni cammina sul cumulo di macerie in cui si è ridotta la sua leadership, autorevolezza e credibilità nulle, tutto questo frutto di grossolani errori strategici, in primis il fatto di andare da soli alle elezioni, poi un po’ meno soli portandosi dietro i radicali e alleandosi con il trebbiatore di Montenero,Di Pietro, alleanza che è andata tutto a vantaggio di quest’ultimo che,una volta entrato in parlamento ha detto no ad un gruppo parlamentare unico con il PD rinnegando gli accordi presi in precedenza, e ha preso a smarcarsi da una linea comune di opposizione, prediligendo la sua, manettara e giustizialista.
Veltroni si è così ritrovato assediato e preso in mezzo da Berlusconi al governo e da Di Pietro all’opposizione, costretto a inseguire ora l’uno ora l’altro senza una linea politica credibile e lineare.
Poi la gestione dilettantesca di casi come la vicenda Alitalia e la Commissione di Vigilanza Rai con l’elezione di Villari cacciato dal partito, hanno dato il colpo di grazia alla credibilità e autorevolezza di Veltroni.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che il partito in periferia è saldamente in mano ai ras locali, che al nord autorevoli dirigenti come Chiamparino e Cacciari chiedono insistentemente un partito locale perché il PD romano è distante dalle problematiche di quelle realtà, che nelle amministrazioni locali,dopo gli scandali di Genova e l’Abruzzo, a Firenze e Napoli ci sono inchieste della magistratura che si sussurra potrebbero portare alla luce un verminaio di dimensioni inimmaginabili il quadro è completo.
Come ciliegina sulla torta è tutt’altro che risolto, in vista delle elezioni della prossima primavera, la collocazione del partito in ambito europeo, con Fassino che va a firmare il manifesto del PSE e Rutelli che dice non moriremo mai socialisti.
Non ci vuole molto dunque per capire che, il partito democratico, se non imploderà prima, entro un altro anno sarà costretto di nuovo a cambiare nome e simboli.

UPDATE : Oggi si è avuta un altra prova dell’autorevolezza e del carisma di Veltroni, aveva chiesto a Bassolino di farsi da parte, ma il discusso governatore della Campania non solo non lascia, ma addirittura raddoppia : “ valuterò nei prossimi mesi in regione e nel partito il da farsi, per il momento porto avanti assieme alla nuova giunta , il mio impegno per Napoli e la Campania “ , così ha risposto Bassolino.
Intanto il sindaco di Firenze, Dominici, la cui giunta è indagata dalla magistratura per il coinvolgimento nella tangentopoli fiorentina, e lo stesso dopo essere stato intercettato è stato ascoltato dai magistrati come “persona informata sui fatti”, ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica poiché “schifato” (Sic), e si è andato ad incatenare davanti alla sede del gruppo Espresso-Repubblica, per protestare contro il modo in cui i giornali del gruppo hanno trattato la vicenda politica – giudiziaria che ha coinvolto la sua giunta, cosa che ha fatto dire a Berlusconiallora io mi sarei dovuto incatenare tutti i giorni”.
Insomma si è toccato il fondo,ma imperterriti, si continua a scavare.




11 luglio 2008

IL RITORNO DELLO STATISTA

Voi non ci crederete ma ho apprezzato tantissimo l’intervento ieri in aula di Massimo D’Alema, quando è intervenuto nella discussione sul lodo Alfano e tra l’altro ha anche chiesto a Berlusconi di rinunciare al lodo e affrontare i giudizi che lo riguardano a testa alta.
Sono sobbalzata sulla sedia e mi sono detta: “ finalmente è tornato lo statista che noi tutti conosciamo”.
Perché diciamolo francamente , l’estate scorsa avevano stupito un po’ tutti le sue reazioni e quelle dei DS, quando il GIP di Milano Clementina Forleo aveva richiesto al parlamento l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni che riguardavano lui , Fassino e La Torre, motivandole come “inquietanti interlocutori di conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata”.
Immaginatevi quindi lo stupore nel sentire i diessini che parlavano di “teoremi e complotti” , ricostruzioni forzate e condanne preventive,e ancora di più nel sentire D’Alema parlare di “minaccia per la democrazia” ,”attacco allo stato di diritto”, e addirittura : “ chi pensa di usare intercettazioni illegali contro i propri avversari politici è fuori da ogni civiltà democratica”.
Insomma i DS sembravano Forza Italia e si faticava molto nel distinguere tra D’Alema e Berlusconi.
Da ieri finalmente però è tornata la normalità, D’Alema è ritornato lo statista di sempre e Berlusconi colui che deve difendere se stesso e il parlamento dalla “minaccia democratica” di magistrati politicizzati che vogliono sovvertire la volontà popolare.
Adesso è tutto a posto,possiamo tirare tutti un grosso sospiro di sollievo.




19 ottobre 2007

TE LA DO IO LA TRASPARENZA...

Nelle primarie del Partito Democratico, che hanno incoronato,come già ampiamente previsto Veltroni, c’è stata e c’è ancora una lotta “animalesca” ,senza esclusione di colpi, per le segreterie regionali,per l’assemblea nazionale e per i posti di potere.
Mentre domenica scorsa Fassino dichiarava urbi et orbi che i tre milioni e fischia di voti sono certificati uno per uno(Sic), il Giornale e Striscia la Notizia si incaricavano di dimostrare facendo votare più volte in seggi diversi extracomunitari,minorenni e maggiorenni italiani, che erano soltanto buone intenzioni e nulla più.
Tanto che allo stesso Fassino, la trasmissione di Canale 5 ha assegnato l’ambito Tapiro d’oro.
Quella che poteva sembrare una goliardata,con il passare delle ore e dei giorni,si è dimostrata una prassi in molte zone d’Italia.
Così un presidente di seggio piemontese:  "Un problema era che per legge extracomunitari e minorenni potevano votare presentando solo la carta d'identità quindi senza tessera elettorale: ero tenuto a farli votare. Lo stesso è accaduto con persone che mi venivano a dire di aver avuto un problema e pur non essendo della mia circoscrizione, li dovevo accettare. Inoltre -ha aggiunto- non c'era controllo sullo scrutinio: un presidente poteva, d'accordo con gli scrutatori, compilare le schede bianche falsando il voto". 
Con questi brogli nasce il Partito democratico dei mascalzoni, dice dalla Sicilia il candidato Giuseppe Arnone,che ha presentato addirittura una denuncia alla Digos,parlando di macchine cariche di extracomunitari accompagnati da «passeur» con strane promesse: “ non votate per l’altra lista sennò vicacciano dall’Italia”, dalla Sardegna invece tuona il Presidente Soru, dichiarando di essere moralmente e politicamente il vincitore, “la differenza di voti con Cabras vincitore è inferiore al numero delle schede annullate, che erano tutte a mio favore” .
Ma il top si è raggiunto in Campania, dove  a tutt’oggi,dopo cinque giorni, non ci sono i dati definitivi, lo scrutinio è stato sospeso dopo la scomparsa e la successiva ricomparsa di 27 verbali,in un seggio di Fuorigrotta avevano votato 40 persone e sul verbale risultano 200 voti, senza contare le insistenti voci di sindacalisti che offrivano l’euro per andare a votare la loro lista di riferimento.
Questo solo per dire alcuni casi tra i più eclatanti, di certo non aveva tutti i torti Rosy Bindi quando ha chiesto vigilanza “perché il peccato originale esiste”,del resto persino a uno dei candidati come Enrico Letta non è stato consentito di visionare gli elenchi dei votanti di due anni fa.
Qualcuno si meraviglia? Macchè è solo la nuova stagione…..




18 ottobre 2007

TROPPI MINISTRI? COLPA DI FASSINO E RUTELLI.

“Me lo ricordo bene  il giorno che Fassino e Rutelli entrarono nella mia stanza e mi dissero: devi dare nove ministri ai Ds e sei alla Margherita. E il resto è venuto da sé.”
Così Prodi in un intervista rilasciata a l’Espresso e aggiunge : “Quando sarà il momento provvederò io a ripensare la struttura del governo» . Non certamente ora. Perché «Il governo - sottolinea Prodi- adesso funziona. Ho già ridotto molte spese. Io stesso, come tutti sanno, avevo proposto un governo di soli quindici ministri.”
Beh vorrei vedere come si fa in questa situazione a ridurre ministri e ministeri, è come un castello di carta,appena tocchi qualcosa viene giù tutto.
Da notare che Prodi incomincia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe,del resto lui lo ha detto chiaramente: “se devo andare a casa ci andrò,ma prima farò nomi e cognomi”.




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permalink | inviato da Aurora86 il 18/10/2007 alle 14:59 | Versione per la stampa


15 ottobre 2007

PRIMARIE: UNA FARSA?

E’ finita come da copione con Veltroni incoronato leader del Partito Democratico,ma qualcuno forse ne dubitava?
Con ben tre liste collegate,bloccate, con l’indicazione dei candidati locali ordinata per lettera(Sic) , mentre gli altri candidati alla segreteria ne avevano a stento una,e qualcuno neppure quella, era come disputare una partita di calcio in 11 contro 33,per dirla con Parisi.
Il dato finale dei votanti,intorno ai 3.300.000 comunicato dagli organizzatori è più che altro un puro esercizio di fantasia,se è vero come dimostra un’inchiesta del Giornale, che un immigrato rumeno tale Cristian Constantin Zaharia, 31 anni, con la residenza italiana, via del Fontanile Arenato,Roma,  ha votato per cinque volte in cinque seggi diversi,con il suo nome e cognome, come dimostrano le ricevute che gli sono state rilasciate in qualità di «partecipante al processo costituente» del Pd.
Cosi come anche una sedicenne che ha votato per ben tre volte in tre seggi diversi,forse non avevano poi tutti i torti Rosy Bindi ed Enrico Letta a paventare brogli.
Come si vede quindi numeri non credibili e assolutamente poco rappresentativi del corpo elettorale,drogati in primis dal voto dei minorenni e degli immigrati, anche se i baronetti locali si son dati da fare perché erano in gioco i rapporti di forza delle componenti sul territorio.
Il neo segretario e i dirigenti del PD dovrebbero chiedersi piuttosto perché c’è stato questo consistente calo rispetto alle primarie di due anni fa,dove votarono oltre 4.300.000 cittadini, sempre a detta degli organizzatori, chi e perché ha disertato le urne?
In ogni caso tra qualche ora,esaurita la sbornia mediatica, ci si dovrà confrontare con la realtà, finito il tempo degli annunci,sarà il tempo delle scelte,e il neonato partito dopo aver perso pezzi a destra e a sinistra dovrà dire come e con chi intende realizzare tutto e il contrario di tutto, il neo segretario Veltroni,ex dirigente della gioventù comunista,che andava a Berlino Est ad applaudire i burocrati di Breznev e manifestava nel nome di Togliatti, anche se adesso si vergogna a menzionarlo nella sua biografia, dovrà scendere dal pero, non potrà più mantenersi nel vago.
Con le anime interne dedite a una lotta fratricida,e i pezzi persi per strada,il neo partito creerà ulteriori fibrillazioni al traballante governo Prodi,ne potrà avere a lungo un governo che faccia perdere ulteriori consensi ,essendo già letteralmente schifato da due italiani su tre,staremo a vedere.
Veltroni dovrà chiarire se il suo Pd farà, come Prodi, una stretta alleanza con la sinistra estrema, dimostrando quindi che nulla è cambiato o avrà invece lo stesso coraggio di Schroeder di marcare una netta differenza, anche in chiave elettorale, con il Prc, il Pdci e i Verdi.
Sarà il “partito del lavoro” ha detto l’altro giorno Fassino, di quello altrui nessuno ne dubita, dopo che ha arruolato anche l’A.D. della Fiat Marchionne  tra i socialdemocratici(Sic) , sarà bellissimo vedere padroni e operai sfilare tutti insieme appassionatamente.
Io ormai lo dico da un pezzo  che i proletari del quarto stato del celebre dipinto di Pelizza da Volpedo, sono ormai stati sostituiti da industriali,finanzieri,banchieri,illustri calzolai e ingegneri tangentisti rei confessi.





Update: "Sono molto preoccupato, mi arrivano notizie di procedure quantomeno scombinate e denunce di poca trasparenza che spero vengano immediatamente fugate poiche' i seggi si sono chiusi anche in Campania oramai 20 ore fa". Cosi' il vicepremier e leader della Margherita, Francesco Rutelli, risponde a chi gli chiede conto dello spoglio che in Campania sta procedendo molto a rilento. "Credo che gli organismi di garanzia debbano assicurare la massima, serena correttezza anche in questa regione".
Repubblica


10 ottobre 2007

WELFARE E PRIMARIE ALLA PROVA DEI BROGLI…..

I primi dati sul risultato del referendum sul protocollo sul welfare indicano una prevalenza del sì intorno all’82% dei votanti (che sono stati circa il 60% degli aventi diritto). E’ quanto si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil. "Una significativa prevalenza di Sì al referendum sul welfare emerge dai primi dati che stanno affluendo dalle categorie e dalle strutture territoriali di Cgil, Cisl e Uil ai centri confederali.
Il dato parziale riferito a poco meno di centomila schede diffuso da Cgil, Cisl, Uil che fanno segnare un 82% per il sì al protocollo sul welfare "è privo di qualsiasi credibilità ed è stato ottenuto sommando i voti unicamente di aziende dove ha vinto il sì. Mancano tutte le aziende dove già si sa che ha vinto il no". Lo afferma in una nota Giorgio Cremaschi, componente della "Rete 28 aprile" della Cgil. "Inviterei la politica e i commentatori - aggiunge - ad aspettare prima di dare giudizi e di non correre dietro all’eccesso di solerzia di alcuni funzionari".
Se non ci saranno modifiche, Rifondazione comunista si asterrà in consiglio dei Ministri sul welfare. Lo dice il segretario del partito Franco Giordano, conversando con i cronisti alla Camera. Una posizione che, spiega, era già chiara e che esce rafforzata dai primi risultati del referendum tra i lavoratori sul protocollo dello scorso luglio. In particolare, dice, "i dati del comparto metalmeccanico, soprattutto i dati della Fiat di Mirafiori e Cassino, dimostrano che la posizione della Fiom non era strumentale e coglieva invece un malessere reale diffuso tra gli operai". Per Giordano "i sì prevarranno, ma il dato dei metalmeccanici va tenuto in considerazione" e quindi anche il risultato complessivo andrà "interpretato". Questo significa che, dopo la scontata astensione in cdm (a meno che non vengano apportate improbabili modifiche al testo), la partita si giocherà in parlamento.
Questo in attesa dei dati definitivi, che verranno ufficializzati probabilmente venerdì mattina in una conferenza stampa congiunta dei sindacati.
E’ difficile però togliere il sospetto che questa consultazione  sia stata “viziata da brogli” dopo le accuse di Marco Rizzo del PDCI, che  assicura  "in troppi casi è stato possibile votare più volte, senza esibire documento alcuno e senza registrare il proprio nome". E racconta il caso di una lavoratrice che in provincia di Taranto ha votato tre volte, nelle tre sedi di Cgil, Cisl e Uil.
Naturalmente tutto l’establishment politico-sindacale gli si è rivoltato contro tanto che oggi è stato costretto a rispondere a Fassino a muso duro:  ''Se stare per davvero dalla parte dei lavoratori significa essere malati sono ben felice certo piu' di lui che ci racconta di non esser mai stato comunista dopo aver diretto la piu' importante federazione del Pci, quella di Torino. Mentiva allora, mente adesso o mente sempre?''
Anche sulle consultazioni per le primarie del partito democratico di domenica prossima che daranno la segreteria a Veltroni aleggia l’ombra di brogli,Rosi Bindi è stata esplicita al proposito:
C’è un forte ‘rischio-brogli’. Alla chiusura “dovremo vigilare, perchè il peccato originale esiste”, a sinistra c’è una esperienza di sessant’anni di gestione degli spogli col “vizietto”.
Vi meravigliate ? beh anch’io, non vorrei sbagliarmi,ma non sono le stesse cose  che Berlusconi dice ormai da un pezzo?




19 settembre 2007

IL SOLITO CRETINO…

Fassino non capisce un cazzo,così il sen.Nicola La Torre si esprimeva a proposito del segretario dei DS nelle intercettazioni acquisite dalla procura di Milano a proposito della vicenda Unipol-BNL, anche io lo penso da un pezzo, però è bello avere delle conferme.
Un ulteriore dimostrazione si è avuta oggi, Fassino evidentemente preoccupato da vari sondaggi che indicano chiaramente come circa il 60% del popolo del Vaffa-Day siano elettori del futuro partito democratico, tentando di mostrare di condividere i sentimenti dei “grillini”, ha scritto una lettera al presidente della camera Bertinotti chiedendo testualmente di “congelare tutte le forme di incremento automatico dei trattamenti economici dei parlamentari”(Sic), a stretto giro di posta è arrivata la risposta di Bertinotti: “La Camera dei deputati ha già congelato gli aumenti automatici delle indennità dei parlamentari per l’anno in corso, come tu sai, essendo deputato, questi aumenti non sono stati erogati”.
Una meschina figura dunque, una lettera per chiedere qualcosa già in atto e già a conoscenza del “deputato Fassino”, giusto per tentare di rabbonire e dare un contentino alla piazza urlante,semplicemente patetico.
Ma c’è qualcosa di molto più grave,Fassino finge di dimenticare che meno di due mesi fa,esattamente il 27 Luglio, il parlamento ha approvato con il voto favorevole dei DS e di tutta la sinistra, e quello contrario di Forza Italia e di tutta l’opposizione , l’articolo 2 della riforma dell’ordinamento giudiziario che prevede l’aumento degli emolumenti ai magistrati, che è legato automaticamente a quello dei parlamentari, si sono già pentiti?
Qualcuno mi spiega che senso ha negare “ temporaneamente” l’adeguamento degli emolumenti a circa novecento parlamentari e concederlo invece a oltre ottomila magistrati senza battere ciglio?
Sarebbe questo il risparmio?
Nulla da eccepire, un vero “genio”,nonchè re delle facce di bronzo.
Qualcuno spieghi a Fassino che: “QUANDO SI CAVALCA LA TIGRE, E’ LA TIGRE CHE GUIDA”! ! !




11 settembre 2007

ALLEANZE DI NUOVO CONIO...

Piero Fassino,a proposito delle alleanze di “nuovo conio” del Partito Democratico, e convinto come tutti del resto,che con una maggioranza risicatissima non si possa più andare avanti a lungo, invita a ristrutturare la squadra di governo e ad aprire a nuove alleanze con UDC e la Lega Nord.
L’UDC non ha i numeri per sostituire la sinistra radicale nella maggioranza,inoltre qualche giorno fa lo stesso Casini citando un sondaggio da lui stesso commissionato,osservava che il 60% degli elettori dell’UDC non voterebbero mai il partito,ove questo si spostasse a sinistra, e ribadiva quindi di essere alternativo all’attuale maggioranza.
Solo qualche giorno fa lo stesso Fassino insieme a Rutelli , chiedeva a Berlusconi di “espellere” la Lega Nord dal centrodestra dopo le dichiarazioni di Bossi, forse perché ci si vogliono alleare loro?
Mi sembra molto difficile che si possa rompere l’asse Bossi-Berlusconi-Tremonti, e in ogni caso nemmeno la Lega Nord ha i numeri per sostituire la sinistra radicale, il tutto senza tener conto del fuoco di sbarramento che arriva dal governo e da molti partiti della maggioranza.
L’ipotesi di alleanza della sinistra con la Lega Nord,ricompare ciclicamente ogni volta che ci sono difficoltà, memorabile l’intervento di D’Alema durante il congresso della Lega al Palatrussardi di Milano il 12 Febbraio 1995 :” LA LEGA NORD E' UN MOVIMENTO DEMOCRATICO POPOLARE,IL MAGGIOR PARTITO OPERAIO DEL NORD, UNA COSTOLA DELLA SINISTRA", e se non ci si allea con le costole…
Della serie, disposti a tutto,pur di salvare le poltrone.

         


1 agosto 2007

TUTTI AL MARE PER INSABBIARE?

E' ufficiale,dopo il senato anche la camera dei deputati ha rinviato a settembre il giudizio sulle utilizzazioni delle intercettazioni dei politici coinvolti nel caso Unipol-Bnl.
Forse domani la giunta si riunirà di nuovo per lo stralcio della posizione dell'on. Cicu(FI) che ha chiesto fermamente il si all'autorizzazione, e per scindere la sua posizione da quelle di D'Alema e Fassino che hanno ben altro peso.
Se ne riparlerà alla riapertura delle camere a metà settembre,tutti al mare per insabbiare?




30 luglio 2007

NON SONO STATI ELETTI PER TIFARE UNIPOL !

Vi propongo questa interessante intervista a Peppino Caldarola,il quale fa delle considerazioni sul caso UNIPOL-BNL , talmente condivisibili  da qualunque persona dotata di un minimo di buon senso,che ogni ulteriore commento mi sembra superfluo e fuori luogo.

Roma - Politica, questo dovevano fare. Dovevano fare programmi, dare sogni a un popolo, amministrare un Paese. Invece telefonavano a Consorte e chiedevano notizie sulla scalata Bnl. «Ma noi non li abbiamo eletti per fare il tifo per Unipol», si lamenta Giuseppe Caldarola. «Tra politica e finanza non ci possono essere relazioni amichevoli. Loro invece le hanno avute, danneggiando tutta la sinistra italiana». Ex direttore dell’Unità, senatore per due legislature, Caldarola dopo essere uscito dalla Quercia ora si è riavvicinato a Veltroni. D’Alema e Fassino lui li conosce bene: «Hanno sbagliato tutto». Quanto ai Ds, «nessun partito può più vantare superiorità morale».
Quello Ds è un garantismo a corrente alternata?
«Effettivamente sì. È un problema di cui non sono ancora riusciti a liberarsi. Prima, quando si avvantaggiavano con le sventure giudiziarie degli altri, non chiedevano garanzie, non criticavano gli eccessi. Lo fanno adesso che tocca a loro. Due pesi e due misure. Come per il caso della transazione Giuffrida-Fininvest. Tanto clamore quando si parlava di provenienza mafiosa dei capitali del gruppo, zero ora che il perito ha fatto dietrofront».
Violante sostiene che si può dire sì all’uso delle intercettazioni a patto che il Parlamento condanni l’operato della Forleo.
«Noi - sì, dico noi anche se sono un ex - non abbiamo avuto la stessa attenzione che adesso richiediamo. Ricordiamoci il comportamento tenuto nei confronti di Bettino Craxi, accusato in base a un teorema che fa rabbrividire: “Non poteva non sapere”. Violante farebbe meglio a ricordare che nessuno di noi - sì, mi ci metto pure io anche se l’ho difeso pubblicamente -, nessuno di noi ha mai chiesto delle censure nei confronti di quei magistrati che hanno definito Raffaele Fitto pericoloso criminale».
Livia Turco ipotizza una manovra dei poteri forti in coincidenza con la nascita del Pd.
«Che ci sia una relazione tra un progetto politico e la messa in mora di una classe dirigente, mi pare frutto di una fantasia sfrenata. Il tifo, voglio usare proprio questo termine, per il Partito democratico nei grandi giornali italiani è universale. Il Corriere della Sera è addirittura una delle principali levatrici. Parlare perciò di congiure anti-Pd è bizzaro. È una teoria strampalata, non c’è nemmeno uno straccio di editoriale a confortarla. Vogliono sabotare Veltroni? Una fesseria. Comunque gli auguro le migliori fortune».
È diventato veltroniano? Proprio lei che era un dalemiano di ferro?
«No. Ma ho firmato per la candidatura di Walter».
Basta dunque con Fassino e D’Alema...
«È un gruppo dirigente che ha commesso un colossale errore politico. Un vertice che ha mischiato la politica con l’economica. Non sono stati eletti perché si occupassero di Unipol. Noi non li abbiamo eletti per fare il tifo per qualche cordata finanziaria nemmeno per fare tutto quello che emerge dalle intercettazioni».
Invece...
«Invece così hanno provocato un bel guaio a loro, ai Ds e, almeno come immagine, anche a tutta la sinistra italiana».
Qual è il grado di coinvolgimento di Fassino e D’Alema? Le loro posizioni sono differenti? Lei li conosce bene, si sarà fatto un’idea.
«Me la sono fatta come tutti, leggendo gli atti. Il segretario appare come uno che vuole sapere, che vuole informarsi di come vanno le cose, che chiede notizie in gran parte pure già pubblicate. Invece l’intimità, l’amicizia di Latorre e D’Alema sempre secondo quelle carte, sembra assai maggiore».
Come ne possono uscire?
«Io spero, anzi tifo, perché ne escano fuori. La strada non è certo quella di dire no all’uso giudiziario delle intercettazioni. Non devono accettare il gesto di fair-play di Berlusconi, i Ds devono chiedere che quel materiale venga messo a disposizione della magistratura, senza pretendere condizioni. Certo, bisogna battersi contro le tesi pre-costituite, ma per questo basta la normale vigilanza. Bastano i giornali».
Morale?
«Cerchiamo di prendere le due cose buone che escono da questa storia. La prima è che si capisca una volta per tutte che nessuna forza politica può vantare una superiorità morale rispetto alle altre. La seconda è che si comprenda che politica e finanza sono due mondi che devono restare separati. Se si toccano, si forma un corto circuito».

Il Giornale 30/07/2007




28 luglio 2007

BASTA,ABBIATE PIETA' !

 Sembra che siano arrivati finalmente a destinazione i fascicoli del Gip di Milano Forleo, che chiede al parlamento l'utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta Unipol-BNL,intercettazioni che riguardano le conversazioni dei "compagni di merende" di Consorte&C, ovvero D'Alema,La Torre e Fassino, esponenti di primo piano dei Ds.
Tutti gli esperti sostengono che questa è l'estate più calda degli ultimi duecento anni, e con il caldo e l'afa meno ci si muove e meglio è, comprenderete quindi che io,e come me suppongo tantissimi italiani, non possiamo permetterci di passare questi mesi a ridere a crepapelle ascoltando e leggendo le "scomposte reazioni" e gli "indecorosi schiamazzi" con cui si difendono i DS, ne va della nostra salute.
Dopo che ieri Fassino ha dato il peggio, attaccando stampa, presidenza della camera e gip, e contemporaneamente autoassolvendo se stesso e i suoi sodali, credo si sia raggiunto il limite della comicità applicata alla politica,alla fine sono “costretti” a dire si all’utilizzo delle intercettazioni per evitare la gogna.
Bisogna chiedere che si proceda,altrimenti chiunque si potrà alzare in questi giorni e accusarci di tutto,a cominciare dai giornali di sinistra”,così D’Alema dalle colonne del corriere.
Il Gip Forleo è "stata costretta" a difendersi dicendo giustamente "rispondo solo alla legge",dagli attacchi a testa bassa degli esponenti diessini,che parlano di "attacco allo stato di diritto",di "sentenze preventive di colpevolezza",e di "minaccia per la democrazia"(Sic).
Ma chi credono di essere,Berlusconi?
Queste cose le può fare un Berlusconi,che ha combattuto e continua a combattere contro tutto e tutti, che ha il torto di essere il granello di sabbia,anzi il macigno che ha inceppato una macchina politico-mediatica-giudiziaria perfettamente lubrificata,ma non gli esponenti di una forza politica che ha fatto della "questione morale" la propria bandiera.
Sicuramente nel nostro stato di diritto vige la “presunzione di innocenza”, ma non si può pensare di “autoassolversi” dimostrando così che ci sono dei “presunti innocenti”, più innocenti di altri.
Eppure quando nel passato stampa,magistratura, e media hanno sconfinato buttando fango sugli altri, costoro si sono guardati bene dal prendere le distanze,anzi presi da sacro furore “forcaiolo e giustizialista” ci spiegavano che era bene così, il cittadino doveva essere informato sulle malefatte della classe dirigente.
Un ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno, del doppio pesismo,del garantismo a convenienza, dell’indignazione a giorni alterni, di cui sono capaci questi “moralisti senza morale”.
I miei lettori sanno come la penso sulla casta dei magistrati e sull’ordinamento giudiziario, e specificatamente sul Gip Clementina Forleo ,credo che sia un altro di quei magistrati in “crisi di autostima” che fanno di tutto per essere sulle prime pagine dei media ,autoelettasi “rappresentante della società civile” che magari vuole cambiare la società da dentro le istituzioni.
Per questo sostengo da un pezzo,a parte tutto il resto,che ai magistrati tutti, prima di essere ammessi in servizio bisogna effettuare i test psichico - attitudinali come qualsiasi altro impiegato o dirigente pubblico,ma di questo ne ho già parlato e ne parlerò sicuramente in seguito.
Dubito che ci possa essere qualcosa di “penalmente rilevante” in quelle intercettazioni, ma il tifo da stadio,il collateralismo, lo sponsoraggio e la “complicità morale” con furbetti&furboni del quartierino li giudicherà come sempre il popolo sovrano.
Basta con il vittimismo, basta cercare giustificazioni in complotti inesistenti, sono inchiodati dalle loro parole,una commistione impressionante tra politica e affari con i finanziatori delle loro campagne elettorali,se non si vergognano di questo dovrebbero farlo perlomeno per l’ostentazione di moralità con cui negli anni scorsi hanno condannato alla gogna chi era più innocente di loro.
Insomma compagni, non si può attaccare un magistrato dopo che per dei lustri si è predicato su "l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati" , che "gli atti e le sentenze dei magistrati si rispettano" e via dicendo, non è possibile predicare bene e razzolare male,soprattutto non è serio chiedere la pubblicazione integrale di quelle conversazioni dicendo "non abbiamo nulla da nascondere" e poi a pubblicazione avvenute parlare di "teoremi e complotti".
Spero che l’on.Violante spieghi ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" come scriveva sull'Unità nel 1992, in piena tangentopoli,e cioè "un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha dovere di dimettersi", e se ritiene ancora valido questo "convincimento morale", si faccia spiegare perchè sono ancora tutti insieme appassionatamente ai propri posti come nulla fosse.
Non mi dilungo oltre, spero abbiate cura della nostra salute, basta ridere, fa caldo…..e poi anche al ridicolo c’è un limite.

GARANTISTI? CERTO,MA SOLO QUANDO CONVIENE A LORO…..

NICOLA LA TORRE
Sebbene anche il vicecapogruppo dell'Ulivo sia al centro delle attenzioni giudiziarie sul caso Unipol, i suoi pensieri preoccupati sono tutti per «Massimo». E se davvero sui Ds si starebbe abbattendo la nemesi politica di Tangentopoli, Latorre ripete agli amici che colpirebbe la persona sbagliata: «Io c'ero a palazzo Chigi, quando D'Alema era premier e Bettino Craxi stava per morire ad Hammamet. Massimo si prodigò per il suo rientro ma fu fermato. E pur avendo una visione politica diversa, mai, mai gli ho sentito pronunciare giudizi morali contro il leader del Psi. Massimo era e resta un garantista».
(Corriere della Sera 26/07/2007)

MASSIMO D’ALEMA
Durante la conferenza stampa dopo l’incontro in camper, 1990:
“Mia moglie, quando ha saputo che avevo visto Craxi mi ha detto: disinfettati, prima di tornare a casa”.

Alla Repubblica, 10 gennaio 1993
Craxi se ne deve andare. Si può, si deve difendere come cittadino. La pretesa di trasformare il suo processo in un processo alla democrazia è folle, pericoloso, non lo salverà”[…] Questa battaglia sacrosanta per la moralizzazione non deve concedere nulla al qualunquismo anti-democratico, dobbiamo buttare l’acqua sporca, non il bambino

Il Mondo 16 novembre 1996:
“Craxi non è stato condannato perché era dirigente del PSI, ma perché c’è gente che ha raccontato: “Sono stato da lui e gli ho messo sul tavolo un miliardo”. E’ un leader politico con responsabilità penali specifiche. Vogliamo smetterla con questa storia? Ha preso i soldi Enimont e tre tribunali l’hanno condannato. Vittima lui? Ma de che? Se lei va a rubare un orologio d’oro qui davanti è chiaro che sarà messo in galera. Mica può andare da Amnesty International!

24 marzo 1994, all’Unità:
Berlusconi è lo sviluppo del craxismo, non la sua semplice prosecuzione. E’ il craxismo alleggerito del partito di massa. C’è quello stesso intreccio tra affari e politica senza neppure la mediazione democratica che era un elemento di freno. E’ la versione plebiscitaria del craxismo”.

Sull’avviso di garanzia a Berlusconi 1994
"Sfido Berlusconi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"

PIERO FASSINO
E’ inutile che Speroni cerchi dei diversivi per occultare che l’alleanza della Lega con Berlusconi sta riciclando squalificati personaggi cresciuti e affermatisi in pieno craxismo. Quanto al fatto che Craxi sia ancora vicepresidente dell’Internazionale socialista, il Pds ha già sollevato la questione chiedendo al presidente dell’Internazionale, Pierre Mauroy, di trovare rapidamente una soluzione che elimini tale ambiguità”. (Ansa, 8 marzo 1994).

“La comunicazione di Mauroy (sulle dimissioni forzate di Craxi da vicepresidente dell’Internazionale Socialista, ndr) è stata accolta con favore da Piero Fassino, responsabile esteri del Pds: ‘E’ la naturale e logica conclusione di un’evidente incompatibilità che si era determinata tra la condizione personale di Bettino Craxi e l’incarico di vicepresidente dell’Internazionale socialista’”. (Ansa, 18 marzo 1994).

LUCIANO VIOLANTE

Sul primo governo Berlusconi, in un intervista a Panorama:
“Nessun paese moderno può tollerare di essere governato in questo modo, sembra il film degli ultimi anni del craxismo”.

Articolo per l’Unità su Craxi 1992
"un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha il dovere di dimettersi",

Sulla grazie presidenziale per far tornare Craxi da Hammamet, nel novembre 1999:
“Penso che in uno stato di diritto, l’imputato Craxi abbia gli stessi diritti di qualsiasi altro imputato; non di più, ne di meno. E su questo bisogna essere attenti”.

Nel libro “Contributo per l’identità della sinistra”:
Bettino Craxi è stato condannato con sentenze definitive, dalla magistratura della Repubblica attraverso diversi gradi di giudizio e si è potuto avvalere della difesa di eccellenti avvocati. Ha l’abitus mentale dell’esule, ma lo stato giuridico del latitante.

WALTER VELTRONI
8 giugno 1991, all’Unità
“[la contrarietà del Psi al referendum sulla preferenza] appare funzionale alla conservazione di un sistema che ha potato con sé il controllo mafioso del voto, i brogli, il correntismo esasperato. Il PSI dovrebbe interrogarsi sul suo isolamento dalle forze riformatrici

Luglio ’98, all’Espresso
“Difendendo Craxi, i suoi ex compagni difendono la loro memoria, ed è comprensibile dal punto di vista personale. Non è comprensibile, invece, la rimozione di ciò che è stato. Un paese serio non può dimenticare tanto facilmente il suo passato, Tangentopoli per intenderci, se non vuole che certi guasti si ripetano. Se alla fine scoprissimo che sul banco degli accusati ci sono i magistrati, e su quello degli accusatori la politica della prima Repubblica, saremmo di fronte a un capovolgimento dei ruoli inaccettabile”.

Su l’Unità 30 Aprile 1993
Un vergognoso “colpo di spugna” , la camera nega l’autorizzazione a procedere per Craxi,la DC e il PSI difendono i loro indagati.

FRANCESCO RUTELLI

A Repubblica 2 Dicembre 1993

Craxi? Lo vorrei in galera…..

Update 29/07/2007: Come non detto,non solo Violante non ha spiegato ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" ,ovvero "dimettersi solo con l'ombra di un sospetto" come predicava nel 1992,ma addirittura pretende che il parlamento esprima una mozione in cui si condanni la "mancanza di lealtà e l'abuso" da parte dei magistrati di Milano.
Insomma si all'autorizzazione a procedere,a patto che ci sia una mozione di condanna per i magistrati inquirenti.
E' davvero il mondo alla rovescia, "ridicoli buffoni".




27 luglio 2007

INTERCETTAZIONI,BERLUSCONI: VOTEREMO NO.

 Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi, dicendo un no chiaro e forte alle autorizzazioni richieste dal giudice Clementina Forleo.
"Noi diremo no in aula all’autorizzazione per le intercettazioni, e lo faremmo con chiunque fosse il parlamentare interessato. Lo facciamo anche questa volta, quando i parlamentari interessati sono deputati di spicco della sinistra, perché riteniamo che non si debba procedere a questi interventi di uno Stato invasivo nella vita privata. Voglio ricordare che gli italiani, nel nostro paese, sono sottoposti a un sistema di controllo dei telefoni che non ha pari in nessuna democrazia del mondo. I controlli che vengono fatti in Italia sono numericamente dieci volte in più rispetto a quelli degli Stati Uniti, nonostante la popolazione americana sia molto superiore rispetto alla nostra".
Non si può andare avanti con questo Stato di polizia fiscale e burocratica. Basta con questo Stato che interviene troppo là dove dovrebbe essere estraneo, e invece fa troppo poco laddove dovrebbe essere presente per difendere, per esempio, i cittadini dagli attacchi della malavita, della microcriminalità o della criminalità organizzata.
"Qui nessuno è più libero di parlare, anche telefonate che non hanno nulla a che fare con la politica vengono controllate. Questi sono principi fondamentali per uno Stato liberale, noi restiamo su questi principi anche se oggi riguardano dei competitor - appunto D’Alema e Fassino - per noi non cambia nulla".
"Io rispondo ai nostri principi, e i nostri principi ci dicono che questo sistema di intercettazione non può essere accettato. Voteremo no all’uso delle intercettazioni telefoniche, perché è la nostra posizione, nota da sempre. Riteniamo che deve essere fortemente tutelata la libertà dei singoli cittadini e la loro sfera privata: non ha nessuna importanza che in questo momento ci siano D’Alema e Fassino che possono essere favoriti. Noi pensiamo che la magistratura deve poter intervenire con i suoi mezzi, anche con le intercettazioni, ma vorremmo che fossero consentite soltanto quando i magistrati indagano su reati per cui sia prevista una pena minima edittale di 10 o 15 anni. Altrimenti si arriva davvero a uno Stato di polizia dove nessuno è più libero di parlare con nessun altro, comprese le telefonate personali".
26/07/2007

E' proprio quello che mi aspettavo,così parla chi garantista lo è sempre stato,chi è garantista a 360 gradi.
Mi sarei meravigliata del contrario, principi e valori non sono negoziabili e devono valere per tutti D'Alema e Fassino compresi naturalmente.
Valori e principi che non possono soggetti alle circostanze,agli umori del momento e al vento che tira,il "garantismo a convenienza", "l'indignazione a giorni alterni",e il "doppio pesismo" lasciamolo ai D'Alema e ai Fassino di turno.
E poi il politico ha delle garanzie e delle immunità previste dalla costituzione proprio perchè possa esercitare senza nessun tipo di condizionamento il suo mandato,ci mancherebbe che un qualunque magistrato,credendo magari di rappresentare la società civile o che è in crisi di "autostima" perchè il suo nome non compare sulle prime pagine dei media,o che si mette in testa di cambiare la società da dentro le istituzioni,possa condizionare l'attività di qualunque politico e di qualunque partito.
Senza contare che potrebbe trattarsi di un "disturbato mentale", cosa non del tutto improbabile visto che a tutt'oggi i magistrati non sono soggetti ai test "psichico attitudinali" come tutti gli altri impiegati e funzionari pubblici.
Questa deriva è già successa una volta,con i risultati che tutti conosciamo.
Per questo esiste la separazione tra il potere politico e quello giudiziario.





23 luglio 2007

SOLIDARIETA’… MA DE CHE?

Continuo a non capire, leggo che Prodi ha "telefonato" al vicepremier Massimo D'Alema e al segretario dei Ds Piero Fassino. Nel corso della telefonata, Prodi ha espresso solidarietà ai due esponenti dei Ds per le vicende legate alle intercettazioni telefoniche del caso Unipol.
Tutto qui, ora a parte il fatto che suona un tantino strano che Prodi si ricordi soltanto oggi di solidarizzare dopo che la vicenda è da giorni su tutti i media,non sarà per caso che gli avranno ricordato di spendere qualche parola a loro favore vista la immediata,anche qui ,solidarietà, espressa al presidente del consiglio dopo l'avviso di garanzia della procura di Catanzaro?
E poi solidarietà di che? per non essere riusciti nelle "scalate bancarie" o per le intercettazioni delle telefonate apparse sulla stampa?
Solidarietà per l'accusa di "aggiotaggio", "insider trading" e complicità in un "disegno criminoso di ampia portata" o per la "merchant bank" sfumata?
Un pò di chiarezza che diamine,altrimenti il povero cittadino non si raccapezza più.
E poi perchè soltanto a D'Alema e Fassino? e al povero La Torre niente solidarietà?
Solo perchè in quelle telefonate dice che "Fassino non capisce un cazzo" ? ma questa è una cosa che in tanti pensano,io compresa,ed è bello ogni tanto "avere delle conferme".
Niente solidarietà nemmeno per Consorte eppure "faceva sognare". . . . .
E per i Grillo,Cicu e Comincioli? niente nemmeno per loro,forse perche sono di Forza Italia e non sono segretari,vicesegretari e ministri.
Eh ma non ci si comporta così, un po di solidarietà non si nega a nessuno.
Il tutto mentre Di Pietro e Mastella litigano per l'ennesima volta accusandosi a vicenda di "muoversi al di fuori della costituzione",il sen.Salvi DS,che invita a votare si alle richieste del Gip Forleo, e Luciano Violante chiede che: " qualcuno si occupi di vedere cosa accade nel tribunale di Milano"(SIC), chissà perchè quando lo chiedeva Berlusconi parlava di "attentato all'indipendenza della magistratura".
Insomma è una second life,in piena regola,non so voi ma io sto ridendo come una matta.
Telefonate 1 , Telefonate 2 ;




22 luglio 2007

IL MONDO ALLA ROVESCIA.

Non ci capisco più nulla, dopo l'iscrizione di Prodi nel registro degli indagati del tribunale di Catanzaro, e dopo la richiesta del Gip di Milano,Clementina Forleo di utilizzare le intercettazioni telefoniche dei politici coinvolti  nelle "scalate bancarie" ,sono rimasta basita nell'ascoltare e  leggere le reazioni e le dichiarazioni dei soggetti coinvolti a vario titolo nelle inchieste.
Il portavoce di Prodi,Sircana chiede "rispetto" per il "presidente del consiglio" che si autoassolve  e  si dichiara "estraneo ai fatti" contestati, urge una cura di fosforo per questi signori, di rispetto ne hanno avuto quanto ne volevano,nessuno infatti si è sognato di chiedere le "dimissioni perchè lui non è un cittadino qualunque", come è successo a qualche altro presidente del consiglio in passato, e allora di che si lamentano?
I DS invece parlano di "teoremi e complotti", di "ricostruzioni forzate" di "condanne preventive" e udite udite, chiedono "l'intervento del CSM", naturalmente con i vari D'Alema,Fassino,La Torre&C che protestano la loro "estraneità ed innocenza".
Sbaglio o sono gli stessi che fino a ieri, parlavano di "rispetto per il lavoro,le decisioni e l'autonomia dei magistrati" (Sic)?
E per finire Mastella in qualità di ministro della giustizia, minaccia "azioni ed ispezioni" , e ciliegina sulla torta anche Bertinotti oggi ha avuto da ridire sul Gip Forleo criticando la "fuga di notizie".
Davvero non so più che pensare o è il mondo alla rovescia o siamo su second life.
Suvvia,questi atteggiamenti lasciateli a Berlusconi che li ha nel suo DNA, perchè costretto da quando è "sceso in campo" a combattere contro tutto e tutti,perchè gli volete togliere l'esclusiva?
Da chi invece per una vita, ha "campato" sulle disgrazie giudiziarie altrui ci si aspetta bon ton e senso della misura,anche al ridicolo c'è un limite.




21 luglio 2007

L'INTEGRITA' MORALE DI FASSINO.

Il Gip di Milano Clementina Forleo titolare del fascicolo sulle intercettazioni dei politici nei casi Unipol e Antonveneta ha presentato le ordinanze al Parlamento relativamente a 68 telefonate su 73 a disposizione dei magistrati,per valutarne l'utilizzabilità ai fini dell'inchiesta.
 Sei i nomi dei politici che ricorrono nelle due ordinanze depositate dalla Forleo. In quella che riguarda più specificatamente la vicenda Antonveneta, le telefonate intercettate riguardano il senatore Luigi Grillo (Fi). Nella seconda ordinanza, quella relativa a Bnl e alla società editrice Rcs, le conversazioni per cui si chiede il via libera al Parlamento riguardano Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (tutti e tre Diessini), Salvatore Cicu e Romano Comincioli (entrambi di Forza Italia).
Sarà proprio il placet del Parlamento a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti di suoi membri , inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti nè personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata.
Questo scrive la Forleo in uno dei passaggi delle ordinanze.dove si ipotizzano i reati di "aggiotaggio" e "insider trading" per alcuni dei sei parlamentari coinvolti nelle "scalate bancarie".
Naturalmente tutti protestano innocenza e buona fede,ma questo è film già visto, così come non meraviglia il fatto che Mastella si prepari ad acquisire le ordinanze per controllarne la formale correttezza.
Del resto sono convinta anche io che la questione finirà in una bolla di sapone,ma intanto se ne parlerà a iosa e per diverso tempo.
Eh si, perchè il Gip Clementina Forleo fa parte a pieno titolo di quella particolare categoria di magistrati,che avuto come capi scuola i vari Spataro,Bocassini,Davigo,Colombo,Borrelli ecc. ed è proseguita sino ad oggi con i vari De Magistris,Woodcock,e appunto Forleo,giusto per citarne qualcuno.
Si tratta di una particolare "specie" di magistrato,che al posto di occuparsi di  reati sul serio e dimostrare in qualsiasi occasione fuori dalle aule e non,come prevede il codice deontologico equità,imparzialità e professionalità, sono in  crisi di "autostima"  perchè non appaiono sulle prime pagine dei media o non fanno nulla per meritarsi un ispezione ministeriale,e si autoeleggono "rappresentanti della società civile"(Sic), perchè vogliono "cambiare la società da dentro le istituzioni" ecc. ecc.
Tutto il contrario dunque da quello che ci si aspetta da un magistrato, tenuto conto della delicatezza del ruolo che ricopre.
Forse non aveva tutti i torti Umberto Bossi quando affermava che  a taluni magistrati bisognerebbe "raddrizzare la schiena".
Tornando al caso odierno tra le tante dichiarazioni in merito alla vicenda mi ha sorpreso quella di Di Pietro: "Non vi è alcun dubbio sul fatto che noi dell'Italia dei Valori voteremo in Parlamento a favore dell'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche trasmesse dal gip Forleo", aggiungendo che "quello che mi lascia perplesso, però, è l'affermazione perentoria e indicativa di responsabilità nei confronti di specifici soggetti politici prima che essa venga accertata. Mi riferisco in particolare al segretario dei Ds Piero Fassino sulla cui integrità morale mi sentirei, come mi sento, di mettere la mano sul fuoco".
Tutto qui,ma perchè solo Fassino? e perchè no D'Alema?
La prima cosa che mi viene in mente è perchè D'Alema non si è mai degnato di rispondere insieme a Veltroni alle lettere aperte,riprese da tutti i media, che  Di Pietro sottopose ai due in data 10/10/2000 chiedendo tra le altre cose,dopo l'accertamento di finanziamenti illeciti coperti dalla prescrizione: "a quale piano e a quale stanza  bussavano Gardini e Panzavolta quando portavano miliardi a Botteghe Oscure"?
Risposta che non c'è mai stata, altrimenti Di Pietro avrebbe " messo la mano sul fuoco" anche sull'integrità morale di D'Alema, o non è così?




20 luglio 2007

PENSIONI: UN PASTICCIO STUPIDO

 La montagna ha partorito il topolino, così si può sintetizzare l’accordo faticosamente raggiunto la notte scorsa dopo mesi di estenuanti e ridicole trattative tra il governo le varie anime del centrosinistra e i sindacati.
L’ammorbidimento dello scalone e non la sua “eliminazione” ,che prevede un sistema di “scalini” e quote ed un costo secondo il ministro del lavoro Cesare Damiano  pari a 10 miliardi di euro in dieci anni se va bene, non accontenta nessuno,e soprattutto produce iniquità nei confronti delle giovani generazioni che dovranno accollarsi questa nuova voragine del sistema previdenziale italiano.
Una concertazione “fittizia” fatta soltanto con la “trimurti sindacale” e nessun altra categoria sociale , a cui non è parso vero,poter ancora un volta , difendere rendite di posizione e diritti acquisiti,ignorando come sempre coloro che non hanno diritti e forse sarà assegnata loro una pensione quando saranno già al cimitero.
L’Unione Europea,OCSE,FMI e agenzie di rating sono già in allarme e chiedono chiarimenti esaustivi al governo sulle pensioni, i mercati probabilmente non premieranno certo questo pasticcio,siamo l’unico paese in Europa dove l’età pensionabile viene abbassata,anziché il contrario,tenendo conto dell’allungamento della vita media.
Intanto moderati e centristi della maggioranza esprimono “dubbi e riserve” sull’accordo, mentre dalla sinistra radicale rullano già i “tamburi di guerra” ,i comunisti italiani si dicono “profondamente delusi” ,Rifondazione Comunista attraverso il segretario Giordano parla di “giudizio negativo” e di voler lavorare in parlamento per il “superamento effettivo dello scalone”(Sic), e i rappresentanti dell’ala “dura e pura” del partito,i senatori Cannavò e Turigliatto dichiarano di voler contrastare in ogni modo questo accordo che sarà respinto anche se su di esso verrà posta la fiducia.
Semplicemente ridicoli Fassino e Padoa Schioppa,il primo che parla di “riforma equilibrata e moderna” , il secondo addirittura spiega che la “riforma è a costo zero” , soltanto perché le risorse saranno trovate all’interno del “sistema previdenziale”.
Io mi chiedo e vi chiedo, è giusto sperperare dieci miliardi e metterli sul groppone delle nuove generazioni  per permettere a circa 250.000 lavoratori dipendenti di lavorare un anno o due in meno perché di questo si tratta?
Non sarebbe stato molto più equo utilizzare una parte di queste risorse per il welfare  e per dare qualcosa di più che un “cappuccino al giorno  ai pensionati con bassi redditi?
Non sarebbe stato molto più equo far lavorare al massimo due anni in più i lavoratori dipendenti che maturano il diritto alla pensione a 58 anni e utilizzare queste risorse a “copertura” del sistema previdenziale per gli anni futuri?
Insomma si è perso completamente il senso del ridicolo,davvero un bel risultato.




8 luglio 2007

FASSINO E LA "RESPONSABILITA' OGGETTIVA" !

«Un premier è comunque responsabile anche se non sa. E Silvio Berlusconi, quand'anche non sapesse, comunque doveva rispondere dell'attività dei servizi segreti durante il suo governo».
Così Fassino,con una faccia di bronzo degna di miglior causa,polemizza con Berlusconi sui presunti "dossier illeciti" dei servizi segreti su alcuni magistrati e uomini politici.
A prescindere dal fatto che prima di alzare polveroni inutili,forse sarebbe utile attendere almeno le risultanze delle indagini che sta svolgendo la magistratura,a tutt'oggi risulta soltanto che i presunti dossier sono opera di alcuni funzionari a titolo "personale",che il SISMI,il governo e il COPACO erano ignari,e che il tutto si basa su informazioni e articoli di stampa,nessun spionaggio o intercettazioni illecite.
In ogni caso nessun magistrato sino a questo momento ha formulato accuse precise,se si esclude il plenum del CSM, ma questo è un organismo di casta che ha solo poteri politici e non giudiziari,e Fassino dimostra ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno, di avere la memoria corta.
Sulla teoria del "non poteva non sapere",infatti,contro Berlusconi la magistratura ci ha provato per 13 anni e sappiamo tutti come è andata a finire,è un osso troppo duro per i denti di chiunque, e non sarà con sterili polemiche che Fassino&C salveranno la traballante baracca del governo e del partito democratico,ci vuole ben altro, gli italiani ormai sono vaccinati da un pezzo.
Nonostante i "pellegrinaggi a Mosca" per commemorare le vittime di Stalin, spesso riaffiora prepotentemente la cultura tipicamente comunista della menzogna e del ribaltamento della realtà, hai voglia a cambiare, costretti dal "fallimento" e dalla "vergogna" ,più volte nomi e simboli,non si può cambiare la mentalità di chi ha passato buona parte della sua vita stando dalla parte sbagliata.
E a proposito di responsabilità non oggettive ma soggettive,chissà quando Fassino si  assumerà le proprie,come ad esempio nella vicenda Telekom Serbia,quando nonostante che il nostro ambasciatore a Belgrado scriveva decine di lettere,telegrammi e fax,del tenore di quella che segue,avvisando che il denaro sarebbe servito per finanziare e riarmare Milosevic e le sue bande,le ignorò ,permettendo cosi all'orco di Belgrado di scuoiare il popolo bue italiano di centinaia di miliardi di vecchie lire?








29 giugno 2007

FASSINO E LE "VITTIME DEL COMUNISMO".

Il segretario dei DS Piero Fassino si è recato a S.Pietroburgo  per rendere omaggio agli oltre mille comunisti italiani che si recarono in Unione Sovietica negli anni dal 1919 al 1951 credendo di trovare la "Gerusalemme in terra" e invece morirono nei gulag,vittime del terrore Staliniano con la colpevole complicità di Togliatti.
Fassino ha voluto ricordare chi pagò "con la vita la fiducia in una Rivoluzione che avrebbe dovuto cambiare il mondo" e per dimostrare che "non ci può essere giustizia senza la libertà", ed ha sottolineato la"colpevole connivenza di quei dirigenti" del Partito comunista "pur autorevoli come Togliatti che non ebbero il coraggio di sfidare la macchina oppressiva della dittatura".
Un omaggio alquanto tardivo visto che questa storia è conosciuta da decenni e colpevolmente il partito di Fassino,il PCI-PDS-DS, l'ha sempre ignorata.
D'accordo che nel Pantheon del Partito Democratico non c'è posto per Togliatti&C , ma è del tutto inutile da parte di un ex comunista come Fassino affannarsi tanto per condannare il comunismo, a questo ha già provveduto la storia,non a caso il maggior partito comunista dell'europa occidentale, il PCI,complice morale e ideologico dell'impero del male, è stato costretto dal "fallimento" e dalla "vergogna" a cambiare più volte nomi e simboli,e il segretario dei DS lo sa bene.
Piuttosto la prossima volta renda omaggio anche ai tanti soldati italiani prigionieri in Russia,che nonostante le lusinghe degli inviati di Togliatti, rifiutarono migliori condizioni di vita e preferirono morire,ma non aderirono mai all'ideologia criminale comunista.


17 giugno 2007

NON C'E' LIMITE AL RIDICOLO...

Uno spettacolo indecente e ridicolo quello che D'Alema e i DS stanno offrendo al paese, chi l'avrebbe mai detto, un attacco senza precedenti alla magistratura e in particolare ai magistrati che stanno indagando sulle scalate bancarie dei loro "compagni di merende" ,Unipol, Consorte&C.
La pubblicazione dei verbali delle intercettazioni telefoniche che vede coinvolti i DS,secondo D'Alema è " uno spettacolo indecente,avvenuto sotto lo sguardo trascurato della magistratura, si tratta di un reato e va perseguito" ; " Non è stato commesso nessun reato,non abbiamo nulla da temere, ma ci sono seri rischi per la democrazia" , così invece Fassino sulla bufera delle intercettazioni che si è abbattuta sui DS.
A questo punto viene spontaneo chiedersi se non aveva ragione Berlusconi quando negli anni scorsi denunciava con le stesse parole questi rischi, e poi se non hanno nulla da temere perchè se la prendono tanto?
E ancora,dov'erano D'Alema&C quando negli scorsi sulla stampa comparivano intercettazioni senza alcuna "rilevanza penale" , di stampo puramente scandalistico che hanno coinvolto nani e ballerine,veline e calciatori ecc. ecc. ?
Non ricordo di aver letto o sentito commenti indignati per quanto stava accadendo, o sbaglio?
Una cosa è certa, non c'è nulla che già non si sapesse in queste intercettazioni, ma l'immagine dei DS e del Partito Democratico,sul piano morale ne esce a pezzi.
Non c'è da meravigliarsi dunque se i magistrati invitano D'Alema a fare denunce,o se la ANM medita uno sciopero.
Incredibile infine che, colpevole di appartenere a un giornale che scrive articoli "non graditi" al ministro degli esteri e al suo partito, un giornalista della Stampa per ben due volte "viene cacciato" dall'aereo di stato, ma la cosa più grave è che tutto ciò viene fatto senza che dai colleghi giornalisti giunga una sola voce di dissenso, tipico della stampa acquattata ai piedi del potente di turno.
Mai mi sarei aspettato questi atteggiamenti da un professionista che fa politica da quando aveva i calzoni corti come D'Alema, certi comportamenti è meglio lasciarli ai Ceausescu o Castro di turno,  probabilmente ha perso la testa per la "barzelletta della presunta superiorità morale", ma anche al ridicolo c'è un limite.



11 giugno 2007

CONSORTE FACCI SOGNARE...

Che i DS si occupino di alta finanza,affari e merchant bank piuttosto che di politica in senso stretto, è un fatto risaputo e noto, così come è altrettanto noto il “collateralismo” che li lega alle cooprosse, non a caso infatti la principale fonte di finanziamento pubblico al PCI-PDS-DS-PD  proviene da sempre dal mondo delle coop, per rendersene conto basta guardare i bilanci pubblici dei partiti depositati in parlamento,nel 2005 sono stati versati ai DS dal mondo delle coop circa 500.000 euro.

Deve essere per questo che si è creato un “verminaio” indistinguibile , denunciato più volte anche da Berlusconi, nel quale succede di tutto e di più, dove ad esempio nelle amministrazioni rosse capita che consiglieri,assessori, e presidenti di comuni,enti, province e regioni siano contemporaneamente amministratori di cooperative alle quali vengono assegnati appalti e servizi.

Non paghi di tutto ciò, ci si è tuffati nelle scalate bancarie e nell’alta finanza, tutti ricorderete la bollente estate del 2005,quando l’Unipol di Consorte e Sacchetti, appoggiata naturalmente da Fassino, D’Alema e i DS tentò la scalata alla BNL, cosa che fece esclamare Fassino :”siamo padroni di una banca”.

Oggi presso il tribunale di Milano il GIP Clementina Forleo  ha messo a disposizione dei legali tutte le trascrizioni legate alla vicenda per stabilire se e quali dovranno essere utilizzate nel processo contro Consorte&C ,il Giornale ne pubblica un primo stralcio, nulla di nuovo o che non fosse ampiamente noto, ma  tuttavia utile  per capire fino a che punto sia l’intreccio politica e affari.

 

 Milano - «Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini». Sono le parole che in una telefonata del 17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds. Si tratta di un brano di una delle 73 telefonate di cui alcuni dei legali degli 84 indagati dell’inchiesta milanese su Antonveneta e su altre scalate come Bnl stanno prendendo visione al settimo piano del Palazzo di Giustizia dopo il deposito da parte del Gip Clementina Forleo.

Fassino "chiede istruzioni" Il segretario dei Ds, Piero Fassino, con una telefonata del 5 luglio 2005, secondo la trascrizione, «chiede istruzioni» a Consorte perché, spiega, «devo incontrarmi con Luigi Abete». Abete è presidente di Bnl

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" Il 7 luglio del 2005 Massimo D’Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D’Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl. E D’Alema replica: «Facci sognare».

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte. Il 14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola La Torre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e La Torre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di La Torre.

Ricucci a La Torre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola La Torre.
La Torre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».

Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi.
La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:
Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops... Fassino: eh.
Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita.
La conversazione poco più sotto proseguirebbe:
Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
Consorte: sì.
Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così: - Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto...
Fassino: ehm.
Consorte: che però non si può dire oggi.
Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:
Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
Fassino: qual è il problema?
Consorte: fa richieste assurde.

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" «Facci sognare! Vai!». È quel che avrebbe detto l’attuale ministro degli Esteri Massimo D’Alema all’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte in una telefonata intercettata sull’utenza di Consorte il 7 luglio 2005, alle 23:18, la cui trascrizione ha potuto essere oggi letta dalle parti. Il colloquio è tra Consorte e Latorre ma a un certo punto il telefono viene passato a D’Alema che, rivolgendosi a Consorte a proposito della scalata Bnl, secondo quanto è trapelato- gli direbbe:
D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta.
D’Alema: facci sognare. Vai!
Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
D’Alema: va bene, vai!

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte.
Il
14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola Latorre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e Latorre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di Latorre.
Ricucci a Latorre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola Latorre.
Latorre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».
Dice Latorre a Ricucci: «Ormai sei diventato un pericoloso sovversivo. Rosso oltretutto».
Ricucci replica: «Ho preso da Unipol io tutto, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol».


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23 maggio 2007

QUESTO TRASFERIMENTO S’HA DA FARE !

Nel Luglio 2006 il vice ministro Visco esercitò continue e ripetute pressioni sul comandante generale della guardia di finanza Roberto Speciale, affinché alcuni ufficiali impegnati in delicate indagini su BNL, UNIPOL E COOP ROSSE fossero trasferiti ad altra sede, Visco arrivò addirittura a minacciare il comandante Speciale.

E’ quanto si evince dal verbale di interrogatorio che Speciale ha reso avanti all’avvocato generale Manuela Romei Pasetti, verbale che Il Giornale pubblica oggi ,e che ha provocato un vero e proprio vespaio di polemiche e dichiarazioni.

Tutto incominciò il 13 Luglio 2006 quando, durante un drammatico incontro, Visco sventola sotto il naso del comandante generale un foglietto indicante i nomi dei quattro ufficiali da mandare via da Milano. Senza nemmeno preavvisare, come avviene invece di rito chiedendo persino un parere, la procura che coordina le indagini degli ufficiali coinvolti. Non solo. Visco dispose anche «perentoriamente », a detta di Speciale, di concertare ogni decisione d’impiego futura direttamente con due sottoposti, i generali Italo Pappa e l’allora capo dei reparti d’istruzione Sergio Favaro. Che il Vice Ministro aveva appena incontrato. Insomma, una sorta di «commissariamento», pregiudicando le prerogative e l’autonomia del comandante generale. Visco ordina quindi a Speciale di spostare i gradi vertice della Lombardia e di coinvolgere Favaro e Pappa. E così, sempre stando alla ricostruzione dello stesso Speciale, Pappa e Favaro prima si incontrano tra di loro, predisponendo le ipotesi di avvicendamenti. Poi Pappa va dal numero uno con il piano operativo. Ma arriva l’intoppo non previsto. Scende in capo il procuratore capo di Milano, Manlio Minale che, allarmato, chiede ragione delle voci su azzeramenti della GdF in Lombardia. Teme «serie problematiche alla prosecuzione delle delicate indagini in corso». Ovvero, Unipol, Bnl, Antonveneta e Telecom. Speciale dice chiaro e tondo che è stato Visco a ordinare, aprendo così uno scontro tra diversi poteri. Minale è allibito, chiede a Speciale «delucidazioni scritte », coinvolge la Procura generale e l’Avvocato generale. Che apre un fascicolo e lunedì 17 interroga in gran segreto sia Speciale che il capo di Stato Maggiore Emilio Spaziante. Prima però, venerdì, Speciale ricorda di esser stato sottoposto a pressioni di ogni tipo. Visco telefona, manda lettere, cerca il numero uno, fa chiamare dal proprio staff.

Fino a quando Speciale ventila le dimissioni: «Risposi al vice ministro che l’osservanza delle regole è stata da sempre il faro della mia vita. Di non poter pertanto assecondare queste sue ultime richieste e che pertanto ero pronto a rassegnare il mandato».

La vicenda poi si concluse con il blocco dei trasferimenti da parte di Speciale.

Visco smentisce e parla di ricostruzione falsa da parte di Speciale, viene difeso da Prodi e Fassino che accusano di propaganda e linciaggio la CDL che compatta ne chiede le dimissioni e preannuncia iniziative parlamentari.

Durissimo Berlusconi : Il caso-Visco "testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari o coprire proprie operazioni finanziarie". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine di un'iniziativa elettorale a Lucca, riferendosi alle rivelazioni pubblicate oggi da 'Il Giornale', a proposito degli avvicendamenti nella Guardia di finanza richiesti dal viceministro dell'Economia l'estate scorsa.

Berlusconi ha detto di immaginarsi "che cosa sarebbe successo se una cosa del genere fosse stata addebitata a un componente del nostro governo. Invece vedo con preoccupazione che i grandi giornali nazionali, ormai vicini alla sinistra, mettono il silenziatore su una vicenda grave".

"Mi auguro che cambino questa posizione, e diano notizia ai loro lettori di questo fatto molto grave, che non può accadere, e che testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari e coprire le proprie operazioni".

Fin qui la cronaca,qualche domanda però sorge spontanea;

Se sono falsità,come ha detto,Visco quereli Speciale e avrà soddisfazione , ma che interesse avrebbe il comandante in capo della GDF a fare quelle dichiarazioni davanti all’avvocato generale ?

E perché Visco voleva a tutti i costi azzerare il vertice milanese della GDF?
Probabilmente, come al solito, quando si parla della sinistra, si tratta di "interessi senza conflitto".


21 maggio 2007

E VAI : QUOTE ROSA ANCHE PER I FINOCCHI !

“Se proprio volete le quote rosa, allora io propongo le quote anche per i finocchi , basta con le riserve indiane, basta con le donne che vengono elette alla Regione senza rappresentanza “ .

A dirlo non è qualche becero omofobo seguace del vaticano , la frase è stata  pronunciata dal capogruppo del partito DS nel Consiglio regionale d'Abruzzo, Donato Di Matteo, durante una seduta della commissione Statuto.

E' un episodio vergognoso, per il presidente nazionale dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, il quale giudica “inqualificabile” il comportamento di Di Matteo e chiede “pubbliche scuse da parte dei dirigenti nazionali dei Ds e provvedimenti seri nei confronti di un personaggio che ricopre un ruolo di primo piano in Abruzzo”.

Un'altra grana insomma per il povero Fassino , il quale proprio oggi con due lettere aperte a Repubblica e all’Unità ha definitivamente abdicato sui DICO, riconoscendo l’impossibilità della loro approvazione in parlamento, e si dice pronto a trattare con il centrodestra per ottenere dei diritti modificando il codice civile,con tanti saluti alla laicità del partito.

Ma non era  forse proprio ciò che chiedeva Rutelli al tempo della scrittura del libro dei sogni di 280 pagine ?

Quanto tempo sprecato…..


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27 aprile 2007

BULIMIA DA RIPENSAMENTO/2

Quando Craxi nel 1993 pronunciò il suo discorso sul malaffare diffuso e sul finanziamento illecito, io ero in aula. Si votava l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. La nostra reazione fu di dire: “Ora stiamo parlando di te, non di noi”. Invece sarebbe stato più utile riprendere il suo ragionamento».
Fassino ha detto che Craxi potrebbe stare nel pantheon del Pd.
«Fassino ha una famiglia con una lunga tradizione socialista. Ognuno ha il suo pantheon ideale».

Lei ha detto che non ama il giacobinismo che produce vantaggi editoriali. A chi si riferisce?
«A Marco Travaglio, per esempio».
Nel Pd c’è chi ha rispolverato la formula «i meriti e i bisogni». Per primo la usò il socialista Claudio Martelli a Rimini, nel 1982.
«Io non sto simpatico a Martelli e la cosa è reciproca. Però lo considero uno dei migliori ministri della Giustizia che abbiamo avuto. E se dovessi fare un’antologia dei discorsi politici in Italia, quello ci starebbe».

Il miglior ministro del precedente governo?
«Beppe Pisanu. Ha superato le aspettative».
Il ministro meno efficace, oggi?
«Non ho capito bene che cosa stia facendo Di Pietro… A parte occuparsi delle cose altrui».

Luciano Violante 26/04/07

 E’ un’ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno che, con gli esponenti del PCI-PDS-DS-PD e quello che verrà dopo, la “regola dei venti anni” funziona sempre e a pieno regime.

Sono sempre più convinta che tra qualche decennio,Berlusconi sarà nel Pantheon del Partito Democratico.

I prossimi “ripensamenti” di Violante magari riguarderanno le sue telefonate a Di Pietro nel novembre 1994, così come confermate dai marescialli Strazzeri e  Corticchia ,oppure le sue anticipazioni alla stampa ,da Presidente della Commissione  Antimafia ,sull’imminente arresto di Marcello Dell’Utri,cosa per la quale fu costretto a dimettersi,attendiamo fiduciosi.



22 aprile 2007

IL "COMPAGNO BERLUSCONI " (IDEE PER IL PANTHEON) !

Fine settimana di Congressi per il “compagno Berlusconi”, prima dai DS e poi dai DL che si accingono a confluire insieme nel partito democratico.

Con la Margherita e Rutelli , applausi al suo arrivo, reciproco scambio di complimenti , e proposte di collaborazione nell’interesse del paese, più o meno tutto normale ,ma è al congresso dei DS che Berlusconi ha rubato la scena a Fassino&C, tant’è che qualche maligno  sussurrava che “è venuto ad assistere al funerale della quercia.

In compagnia di Bonaiuti e Gianni Letta il Cav. si è presentato al Pala Mandela di Firenze dove era in programma l’ultimo congresso dei DS, oltre alla sua personale scorta è stato preso in “consegna” dal servizio d’ordine dei DS composto dai “comunisti portuali livornesi” e scortato al suo posto tra una ressa di folla,giornalisti e fotografi, che con somma meraviglia hanno constatato la totale assenza di contestazioni, nemmeno un fischio per sbaglio.

Prima dell’inizio dei lavori ha ricevuto il saluto di Fassino che si è intrattenuto con lui qualche minuto e gli ha stretto calorosamente la mano, quasi una legittimazione del nuovo soggetto politico, poi ha ascoltato la relazione del segretario dei DS, ha annuito e applaudito in alcuni passaggi,sulle riforme e sulla non demonizzazione degli avversari politici.

Alla fine prima di andarsene ai cronisti ha detto : “Siamo venuti ad ascoltare la relazione del segretario in un momento di transizione verso, spero, una democrazia più moderna e più avanzata, in cui ci siano dei partiti che si confrontino tra di loro senza volersi eliminare a vicenda, ma magari rispettandosi, l’intervento del segretario è stato un intervento serio, responsabile e sincero sulle difficoltà che il progetto incontrerà, faccio molti auguri alla volontà coraggiosa di Fassino.

Se questo è il Partito democratico al 95 per cento sarei pronto ad iscrivermi anche io”.

Un clima di “distensione totale “ insomma, ma chissà cosa pensa davvero il Cav. , non a caso D’Alema nel suo intervento ha ricordato che “Berlusconi ha una straordinaria percezione di quel che avviene nel paese”.

Dopo le folle amiche ,nel giro di pochi giorni,Berlusconi ha affrontato anche quelle avversarie o presunte tali , prima ha messo in grave imbarazzo Casini al congresso UDC dove è stato salutato da un’autentica ovazione, poi in questo fine settimana accolto benissimo ai congressi DS e DL , pare che lo faccia apposta, quasi a voler dimostrare, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che è lui, il leader più carismatico che c’è in Italia, del resto già nel medioevo l’acclamazione popolare stabiliva le cariche pubbliche.

Tornando al costituendo Partito Democratico, non ho notato , ma non è una novità , nessun riferimento alla classe operaia,ai lavoratori , si autodefiniscono un partito  di popolo , tanto che la parola sinistra è stata cancellata, ormai è già da un pezzo che si occupano soltanto di “alta finanza”,di Merchant Bank e come diventare padroni di banche e assicurazioni.

Può darsi che io sbagli,ma vedo soltanto la continuazione naturale di DS e DL come un solo “partito elitario”  ,si applaudono a vicenda  con l’annuncio di tante buone intenzioni,ovvietà e banalità a iosa, ma nulla di nuovo e concreto, tutto straordinariamente borghese insomma, non a caso la minoranza di sinistra capeggiata da Mussi ha preferito abbandonare il progetto da una parte,così come Bianco e De Mita dall’altra,non vi si ritrovavano più, e non hanno tutti i torti,da oggi in poi sarà difficile trovare nelle sezioni del PD il celebre quadro di Pelizza da Volpedo ,raffigurante i proletari del quarto stato, questi nella migliore delle ipotesi saranno sostituiti da “ ingegneri tangentisti rei confessi “ e da “illustri calzolai”, mi sembrano piene di buon senso le parole di Umberto Bossi quando dice che in politica due più due non fa quattro.

Va dato atto comunque che soprattutto il congresso dei DS è stato sensazionale, ottima musica,luci e palco curatissimi, attori che recitavano benissimo la loro parte, quasi un congresso di Forza Italia, forse addirittura meglio.

Ma a cosa serve cambiare in continuazione nomi e simboli se poi gli uomini e la mentalità sono sempre quelli?

Infine ultimo problema da risolvere,il Pantheon, un nuovo partito o partito nuovo abbisogna di radici profonde e così ci si è esercitati a cominciare da Fassino su chi metterci e chi No.

Che pena però questi ex comunisti,ogni volta che cambiano nomi e simboli, sputano sul loro passato pur di rimanere a galla, per convenienza avendo ormai perso l’identità.

E così archiviati Gramsci,Togliatti e Berlinguer, rimossi del tutto Marx, Stalin,Mao,Pol Pot, Fidel Castro ecc., nel Pantheon del Parito Democratico entrano di diritto De Gasperi, Kennedy, Martin Luther King, Bettino Craxi , Moro, ecc. , e ancora se ne cercano altri.

Io un modesto suggerimento l’avrei, un altro nome da inserire nel Pantheon del nuovo partito: Silvio Berlusconi.

Si avete letto bene,proprio lui, dite che questo poi sarebbe veramente troppo?

Aspettate e vedrete, tra qualche decennio, meglio se post-mortem, con la “bulimia da ripensamenti “ che contraddistingue i post-comunisti, magari in occasione di un nuovo nome e un nuovo simbolo, perché questo sicuramente non sarà l’ultimo, Berlusconi sarà additato da costoro come un grande statista,un sincero democratico, l’uomo che costruì la destra democratica in Italia, accetto scommesse.

Perché aspettare fino ad allora dunque? Si metta subito Berlusconi nel Pantheon del Partito Democratico e non se ne parli più.
Ma si costruiamo pure una nuova storia, tanto che importa se in quelle precedenti si è sbagliato tutto?





5 aprile 2007

SEMPRE IN RITARDO,COME AL SOLITO.

«L'autocompiacimento per la propria diversità che a volte era arrogante pretesa di superiorità intellettuale e morale, la tradizionale disattenzione per i diritti civili in nome di un primato dei diritti sociali, la scarsa laicità nei rapporti con la società e la Chiesa, il lungo ostracismo alle riforme istituzionali sono difetti che noi Ds dobbiamo riconoscere».
«Non basta una semplice parentesi in un discorso congressuale, ma occorre un'esplicita ammissione di errori politici gravi, che hanno pesato sulla storia d'Italia».
«Questo silenzio fece di Craxi una sorta di capro espiatorio sull'altare del codice penale».

Luciano Violante-Corriere della Sera-05/04/2007

 

Come sempre, in colpevole ritardo, gli esponenti del PCI-PDS-DS, fanno mea culpa, non si smentiscono mai, dopo che Fassino due anni fa riconobbe Craxi come  uno dei “ padri della sinistra italiana” e  le sue qualità di politico e di statista , ecco che un altro campione dell’ala giustizialista dei post comunisti riconosce la persecuzione giudiziaria di Bettino Craxi.

Viene spontaneo domandarsi come la classe dirigente di questo partito che tanti errori ha commesso,per  esplicita ammissione della stessa, possa ancora rimanere al proprio posto, ma si sa, le facce di bronzo  passano sopra a tutto e tutti.

Tra qualche decennio rivaluteranno anche Berlusconi,accetto scommesse.

Tornando a Bettino Craxi ho appreso con piacere che, il consiglio comunale di Napoli il 23 marzo scorso, a larghissima maggioranza, ha dato mandato alla giunta di intitolare al defunto leader del PSI  una via o una  piazza ,prima tra le grandi città italiane,come  in tanti altri piccoli-medi centri.




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3 aprile 2007

NON CI SONO PIU' I CAPITANI DI UNA VOLTA.

Qualcuno inneggiò a Tronchetti Provera, quando arrivò al vertice di Telecom, come a un capitano coraggioso. Oggi forse quegli inni ai capitani coraggiosi si dimostrano meno fondati di quanto fossero, parola di Piero Fassino.

Dopo dichiarazioni sconcertanti e patetiche, tra bugie e mezze verità ,di esponenti di governo e maggioranza sull’affare Telecom, i sedicenti riformisti liberalizzatori , i  “buoi del protezionismo e del più becero dirigismo e statalismo” sono usciti finalmente allo scoperto.

Hanno rotto gli indugi : “Telecom deve rimanere pubblica è interesse strategico del paese, il governo ha il diritto e il dovere di preservare questa rete”, così sempre Piero Fassino , che ormai tracima e non si contiene più, il problema è che la rete telefonica è di proprietà Telecom, il piano Rovati non era poi male(Sic),e udite udite,anche Silvio Berlusconi che opera nel settore potrebbe fare un’offerta per l’acquisizione di Telecom,ma come non gli si vuole ridurre il fatturato?

A Fassino e al governo qualcuno dovrebbe spiegare che riformismo fa rima con liberismo: “Il riformismo vero è caratterizzato da un’opera legislativa che rincorre il mondo che cambia, che pensa alla società vista nel suo complesso e la colloca in un contesto di competizione con altri contesti internazionali”, in un’economia globalizzata non conta tanto la nazionalità di chi gestisce le imprese, è sempre il mercato che fa la selezione,quello che conta più di ogni altra cosa è che gli acquirenti portino in dote tecnologia e non debiti.

Vuoi vedere che ci toccherà assistere a cortei e manifestazioni davanti ai cancelli della villa di Arcore , con in testa Sircana a rappresentare il governo, e poi in prima fila esponenti di maggioranza e segretari sindacali seguiti da maestranze e popolo che chiedono a Silvio Berlusconi di intervenire per difendere l’italianità di Telecom?

E’ tutto da ridere se non ci fosse da piangere.   





31 marzo 2007

SONO DISPOSTI A TUTTO .

La sua proposta ha già creato scandalo in entrambi i poli, ma il leader della Quercia Piero Fassino non demorde e torna a proporre l'allargamento della maggioranza con l'Udc e persino con la Lega Nord. "Sappiamo che la maggioranza è esigua - ha spiegato - e quindi è nostro dovere cercare convergenze, anche al di là della maggioranza che ha vinto le elezioni, che rendono più stabili la governabilità del Paese".
"Se Casini, Bossi e Maroni vogliono far parte organica del centrosinistra - ha aggiunto - io non ho nessun pregiudizio".

Reuters

 

Ormai niente può meravigliarmi, già qualche anno fa la Lega Nord fu definita da D’Alema  “la costola della sinistra”, ma a questo punto perché solo UDC e Lega Nord? Perché non invitare a far parte della maggioranza anche AN, Forza Italia e tutto il resto del Centrodestra? La governabilità sarebbe assicurata oltre ogni ragionevole dubbio.

Della serie “siamo disposti a tutto”, questi pur di rimanere attaccati alle loro cento e più poltrone venderebbero anche la madre.    


24 marzo 2007

IL VERO "PELATO".....



         
       


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23 maggio 2006

PER UN COLLEGIO DI LENTICCHIE

Dopo il "congresso farsa" in cui Bobo Craxi ha abbandonato il PSI per riportare come ha detto lui i socialisti a sinistra,nemmeno i parenti prossimi lo hanno seguito,così dopo aver constatato sbattendoci il muso quello che più volte De Michelis&C gli avevano detto,e cioè che un partito socialista riformista è inconciliabile con l'attuale sinistra antiriformista,massimalista e giustizialista, e che i socialisti di Boselli ormai erano preda dell'ultraliberismo e dell' "incenso laicista" di Pannella e dei radicali,tantè che non lo hanno voluto con loro per nessun motivo,il tapino per aver diritto a uno stipendio e una pensione si è rivolto ai Ds per essere candidato in un collegio sicuro,considerato che il tribunale gli ha negato ogni diritto sul simbolo del garofano e l'uso del cognome a fini elettorali.
Nemmeno questa gli è andata bene,non è stato eletto,è stato trombato.
Subito dopo ha mendicato qualche posto almeno nel governo,e ha urlato ai 4 venti che "Fassino mi ha promesso un ministero",oggi scopriamo che gli hanno dato un posto da sottosegretario agli esteri.
Eppure a me quest'uomo non fa ridere,mi fa un immensa pena,vedere quel cognome "svenduto a prezzi di saldo" mi provoca un vuoto nello stomaco.
Uno che in politica non sarebbe riuscito a sfondare nemmeno se avesse vissuto dieci vite,ma quattro gatti tenevano orgogliosamente a quel cognome e lui si è "venduto per un collegio di lenticchie" a
gli ex lanciatori di monetine, agli scippatori del socialismo europeo, coloro cui neppure un suicidio e una latitanza parvero bastare,dopo tanto fango gettato sul padre.
Tutto vorrei,diceva Bettino Craxi,
tranne che essere riabilitato da coloro che mi hanno ucciso.
Questa frase gente della sua famiglia la ha incorniciata e ne ha fatto ragione di vita,ma persone come Stefania Craxi e Chiara Moroni hanno ben altra tempra e orgoglio,non c'è paragone.
Divertiti Bobo a bussare con il cappello in mano ai tuoi nuovi compagni di merende.




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