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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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7 maggio 2009

ADESSO PARLO IO – TANTA FATICA PER NULLA

La performance di Silvio Berlusconi ospite di Bruno Vespa nel programma “Porta a porta” , che vi propongo in versione integrale, dove il leader del PDL , fatto oggetto di una campagna mediatica senza precedenti sul caso del divorzio dalla moglie Veronica Lario , ha affrontato le telecamere da una scomodissima posizione di partenza in un momento emotivamente delicato, scegliendo la strada della verità e della franchezza, si è trasformata in un trionfo personale del Premier e della trasmissione che ha polverizzato ogni record di ascolto.
Evidentemente gli italiani hanno capito e apprezzato se persino coloro che sono i “confidenti privilegiati” della signora Lario, ovvero i zucconi di Repubblica ci informano che,da un sondaggio di IPR Marketing la fiducia degli italiani nei confronti di Berlusconi è rimasta sostanzialmente invariata, ovvero al 66%.
Che pena poi, vedere Franceschini e alcuni altri esponenti del PD, tentare di speculare su una vicenda come questa, dando vita a una campagna di aggressione personale non senza prima aver paragonato l’Italia di Berlusconi a due repubbliche asiatiche ex sovietiche, Turk­menistan all’Uzbekistan, atteggiamenti che nemmeno la “frustrazione” di Franceschini di non riuscire a scalfire minimamente il consenso altissimo del Premier, può far comprendere e giustificare.
Tanta fatica per nulla insomma, come ho già avuto modo di dire questa vicenda non sposterà nulla, anzi rischia di trasformarsi ancora una volta in un boomerang per la sinistra, sarebbe certamente molto più utile e proficuo per loro se, anziché di occuparsi del divorzio di Berlusconi, si occupassero del divorzio degli elettori dal PD.

COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI ZUCCONI E QUESTI DIRIGENTI NON VINCERETE MAI !!!















15 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI STRINGONO INTORNO AL PREMIER

In questi giorni due diversi sondaggi confermano,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, il livello record di fiducia e di consenso che gli italiani hanno nei confronti di Silvio Berlusconi e del governo.
Secondo un sondaggio di Euromedia Research , la fiducia degli italiani nel Premier si attesta intorno al 70% , il consenso record viene confermato anche da un altro sondaggio di IPR Marketing commissionato da Repubblica,seppure con percentuali leggermente inferiori.
Non è un caso che tale livello di fiducia e di consenso sia raggiunto nel bel mezzo di una crisi finanziaria globale senza precedenti, avere un leader forte,carismatico e autorevole come Berlusconi, con alle spalle una storia di uomo e imprenditore di successo, rassicura e tranquillizza i cittadini, solo lui può avere la credibilità di mantenere per quanto possibile l’Italia al riparo dalla tempesta globale e uscirne fuori al meglio.
Per quanto riguarda il governo è Giulio Tremonti il ministro più stimato, il “guru” dell’economia che si permette di smentire analisi e previsioni di autorevoli economisti di mezzo mondo con : “tacete voi che non avevate capito nulla” , da lui, uno dei pochi al mondo, che aveva previsto in tempi non sospetti la tempesta finanziaria che stiamo vivendo, e che per questo ha blindato i conti pubblici prima dell’estate con una manovra triennale, gli italiani si aspettano risposte alle loro ansie e misure adeguate a fronteggiare l’emergenza che si sono incominciate a materializzare con i due decreti del governo sulla garanzia dei risparmi e sulla prevenzione di eventuali fallimenti bancari.
A seguire il ministro Brunetta, l’incubo dei fannulloni,che è riuscito a mettere i tornelli persino a palazzo Chigi, poi il ministro dell’interno Maroni, il ministro delle attività produttive Scaiola e il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini le cui misure su una nuova scuola e università fondate su serietà, rigore e merito sono condivise da larga parte dei cittadini.
Le intenzioni di voto vedono PDL (42.7%) Lega Nord(9,3%) e MPA(0,6%) insieme al 51,6% , IDV al 5,4%, UDC intorno al 4% , Il Partito Democratico al 28.8%, Rifondazione Comunista al 3%, Verdi e PDCI 1%, La Destra 1,4% , altri sotto l’ 1% .
Come si evince chiaramente,ululare alla luna, parlare di democrazia in pericolo, anomalia e tutto il repertorio dell’antiberlusconismo militante, non paga, come succede esattamente da 15 anni, gli italiani non ci cascano , anzi tutto ciò accresce la fiducia e il consenso in Berlusconi e il suo governo,come al solito non imparano mai.
Per le opposizioni in generale e per il partito democratico in particolare portatori della peggiore “politica politicante” e di un opposizione “parolaia e inconcludente” si prospetta una lunga, lunghissima traversata del deserto.




15 settembre 2008

MARIA STELLA GELMINI SUPERSTAR

Una valanga di consensi per il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, come certifica l’ultimo sondaggio specifico effettuato dall’istituto Piepoli per il settimanale Panorama, i recenti provvedimenti del ministro in campo scolastico,che tendono al superamento della cultura del 68 che ha fatto della scuola italiana un “erogatore di stipendi” e un “ammortizzatore sociale”, introducendo la cultura della responsabilità , merito ,autonomia e valutazione, ricevono un larghissimo e vasto consenso dai cittadini italiani,superando le più rosee aspettative.
Maria Stella Gelmini si conferma così uno dei ministri di punta,capace di interpretare al meglio il decisionismo del governo, ha superato in popolarità persino Brunetta e a questo punto incalza direttamente il Premier.
Non a caso lei e Angelino Alfano da qualche tempo erano diventati i giovani pupilli di Berlusconi,che da profondo conoscitore e valutatore di uomini e qualità umane se li coccolava gelosamente,adesso lo stanno ripagando.
Questo in sintesi il giudizio dei cittadini sui principali provvedimenti del ministro:

-RITORNO DEL VOTO NUMERICO  FAVOREVOLI 79%

-VOTO DI CONDOTTA                  FAVOREVOLI 85%

-MAESTRO UNICO                        FAVOREVOLI 61%

-MINISTRO GELMINI                     FIDUCIA       66%

Come si vede sono risultati che, pur con tutte le cautele dei sondaggi,parlano da soli e dimostrano chiaramente la tendenza favorevole della stragrande maggioranza dei cittadini italiani.
Annesso al sondaggio sui provvedimenti del ministro Gelmini viene pubblicato anche il sondaggio sulle intenzioni di voto,che riporto sotto, il quale non ha bisogno di ulteriori commenti.
Qualcuno avvisi Veltroni, che ieri blaterava di paese rovinato,scuola distrutta e altre castronerie che non riporto per carità di patria, che la realtà è ben diversa, che lui e il PD non sono minimamente considerati come alternativa dagli italiani ,che d’altronde li hanno sonoramente bocciati, scenda da “second life” e cerchi di capire e interpretare il “paese reale” , faccia l’opposizione contro il governo non contro il paese e l’evidenza della realtà, ma probabilmente si dovrà aspettare qualcun altro,lui è già bollito.

UPDATE : Che vergogna, una minoranza di operatori della scuola, ovvero i soliti che mirano alla conservazione dello status quo, e hanno ridotto la scuola italiana allo sfascio, non esitano a strumentalizzare i bambini, vestendosi a lutto, per protestare contro i sacrosanti provvedimenti del ministro Gelmini.
Il primo giorno di scuola dovrebbe essere una festa gioiosa per i bambini, e invece costoro per bassi scopi politici non esitano a terrorizzarli e a creare un clima di paura e allarmismo.

VERGOGNA, VERGOGNA E ANCORA VERGOGNA!!!

Tiri dritto ministro, contro i campioni dell’egualitarismo sessantottino e l’assistenzialismo che si oppongono al merito e alla responsabilità, il popolo è con Lei e con il governo.








7 luglio 2008

AVANTI COSI’, FATECI GODERE

Dopo Renato Mannheimer sul Corriere della Sera, altri due sondaggi, di Euromedia Research e Crespi Ricerche, confermano ancora una volta,casomai ce ne fosse bisogno che l’indice di fiducia dei cittadini italiani in Silvio Berlusconi e il governo si mantiene stabilmente sopra il 60% ,la fiducia nei magistrati e nella giustizia in genere invece è addirittura al 18% , segno evidente dello sconcerto e della sfiducia dei cittadini in una istituzione che ormai ha perso del tutto credibilità e autorevolezza.
Sorprese emergono anche nelle intenzioni di voto, il PDL e La Lega Nord avanzano rispetto al voto di Aprile, mentre il PD perde oltre tre punti, recuperati in parte, ma non tutti, dall’IDV di Di Pietro.
Il distacco tra le coalizioni resta abissale,circa 15 punti.
Gli altri partiti: UDC al 4,5%, Sinistra Arcobaleno 3,8%, Destra 1,8%, Partito Socialista 0,7%.
Ma il motivo per cui si può finalmente tirare un sospiro di sollievo è un altro, è infatti ufficialmente confermata l’adesione alla manifestazione di domani dei girotondi contro il governo Berlusconi della “porca con le ali” , ovvero Lidia Ravera che sarà della partita insieme ai vari Flores D’Arcais,Di Pietro, Pancho Pardi, Travaglio, Camilleri,Grillo, Eco e altri pseudo artisti,letterati, e pennivendoli che qui non nomino,autoelettisi rappresentanti della “società civile” per grazia di Dio e volontà della nazione.
L’unica defezione importante pare che sarà quella di Nanni Moretti, che in un barlume di lucidità ha affermato che è del tutto inutile,visto che “Berlusconi ha già stravinto nel paese”, o più probabilmente si sarà del tutto convinto che “con questi dirigenti la sinistra non vincerà mai”.
E così domani assisteremo all’ennesima parata di costoro che, nonostante ormai da 14 anni i loro patetici appelli contro il pericolo di Berlusconi, una maggioranza rozza,incolta, rurale ed egoista prende regolarmente a ceffoni, non demordono dal titillare il peggio di questo paese, anche per motivi meramente economici ed editoriali, chi acquisterebbe altrimenti i loro deliranti libri e frequenterebbe i loro altrettanto deliranti siti web ?
E il bello è che, nonostante molti di loro,abbiano minacciato più volte(Sic) , di cambiare paese, di andarsene dall’Italia in caso di vittoria di Berlusconi,sono sempre qui, NON SE NE VANNO MAI !!!
Comunque se sono questi i risultati sul consenso a Berlusconi e al governo, CHE DIO LI BENEDICA, ne facciano una al giorno di manifestazioni.
AVANTI COSI’ FATECI GODERE !!!








30 giugno 2008

PIENA SINTONIA DI BERLUSCONI E DEL PDL CON IL PAESE

"La fiducia nel presidente del Consiglio e nel governo di centrodestra rimane sui massimi, anche a causa della crisi profonda del Partito Democratico". Lo afferma in un'intervista al quotidiano online Affaritaliani.it l'amministratore delegato di Coesis Research, Alessandro Amadori.
"La fiducia rimane stabile intorno al 60 per cento" e "il dato risente anche di fattori relativi, ovvero dipende dallo scenario competitivo". "Il governo - prosegue - è completamente privo di alternative credibili e visibili, perciò l'indicatore di fiducia resta stabile".
Il Paese sa che non c'è un'alternativa. Si tratta di una fase unica della storia del nostro Paese, non è mai accaduto che esistesse una situazione di mono - offerta.
Un certo attivismo berlusconiano su fronti comunque minori, come la storia dei processi, ha forse introdotto elementi di ambivalenza, che però non influenzano né la fiducia né le intenzioni di voto verso il Centrodestra.
L'estrema debolezza del Centrosinistra è il vero problema dell'Italia. Le bocce sono ferme, l'indebolimento della sinistra non sembra avere soluzione; anzi per i cittadini è più probabile che si dissolva il Pd piuttosto che Berlusconi perda fiducia.
Questa dunque l’analisi di Coesis Research pubblicata il 26 scorso, ieri invece il Corriere della Sera, a conferma di questa tendenza ha pubblicato un
sondaggio sulle intenzioni di voto dove si evince il drammatico affondamento del PD e un prodigioso scatto in avanti del Popolo Della Libertà.
Il Pd in pochi mesi ha perso 5 punti (dal 33,1 % del 13 aprile al 28%), e Di Pietro ne ha guadagnati 3 (dal 4,4% al 7,4%). La Sinistra recupera almeno 1 punto, e intanto il PDL schizza di oltre 7 punti: dal 37,4% al 44,6%.
Saranno appunto questi sondaggi che hanno convinto Veltroni a recuperare il pullman rottamato e a rimettersi in giro per l’Italia da settembre, fatica e tempo sprecati secondo me.
Veltroni in soli due mesi è stato costretto a rimangiarsi tutto ciò che aveva detto e programmato all’atto della sua elezione a segretario del PD e ribadito in campagna elettorale, stretto com’è tra l’incudine della contestazioni e delle correnti interne e il martello del giacobinismo dell’alleato Di Pietro, sarà già tanto se arriverà alle elezioni europee dell’anno prossimo, dove non ci saranno voti utili e antiberlusconismo che potranno aiutarlo.
I giacobini e i giustizialisti invece non fanno altro che portare acqua al mulino del Popolo Della Libertà e di Berlusconi, questo dato era già emerso in campagna elettorale e subito dopo il voto, i risultati di questo sondaggio ne sono la lampante conferma.
Avanti così dunque senza indugi, soprattutto sui temi della sicurezza e della giustizia, il popolo è con Silvio.






15 maggio 2008

GOVERNO BERLUSCONI NELLA PIENEZZA DEI POTERI

Con la fiducia votata poco fa al senato , 173 si ,137 no, 9 assenti e 2 astenuti , che segue il voto favorevole di ieri alla camera dei deputati,il governo Berlusconi è nella pienezza dei poteri costituzionali.
Hanno votato la fiducia anche i senatori a vita Cossiga e Andreotti.
Durante la replica prima del voto,Berlusconi ha sottolineato che c’è un “clima nuovo” e si è detto favorevole allo statuto dell’opposizione come richiesto dal partito democratico.
Il premier ha inoltre auspicato che dialogo e confronto con l’opposizione possano svolgersi alla luce del sole senza sospetti di intrighi consociativi,mentre la maggioranza rispetterà il suo programma e gli impegni assunti con gli elettori,così come si rispetta un contratto.
Berlusconi ha infine confermato che vedrà “continuativamente” Veltroni.







14 maggio 2008

SE PO' FA' / 2

Lo so e noi tutti sappiamo che non sarà facile, ma siccome per natura sono un ottimista e ho sempre avuto la passione dell’ottimismo credo che se lo vorremo davvero e tutti insieme, come direbbe pacatamente e serenamente il principale esponente dello schieramento a me avverso, ’se po’ fa’, ce la possiamo fare. È con questo auspicio, anzi con questa certezza che chiedo la vostra fiducia.
Cosi Silvio Berlusconi ha chiuso l’intervento di replica alla camera dei deputati dove il governo ha ottenuto la fiducia con 335 si,275 no e un astenuto.
Stretta di mano tra Veltroni e Berlusconi alla camera, voci non confermate indicano come venerdì il giorno in cui i due leader si incontreranno per discutere delle principali riforme in agenda.
Insomma questa legislatura nasce nel segno di una “dolce dittatura” di Berlusconi, che, visti i numeri di maggioranza di cui dispone non ha problemi a ricercare convergenze per le riforme indispensabili al paese, si può permettere di usare bastone o carota a seconda delle esigenze, e comunque non va affatto trascurata la disponibilità al dialogo con l’opposizione, cosa che oltretutto conviene anche a Veltroni per dare un senso alla legislatura facendo un’opposizione dialogante e costruttiva,visto che l’antiberlusconismo e lo scontro frontale non pagano come dimostrato in tutti questi anni,dove quando, anche per fortuite combinazioni la sinistra riesce a vincere, poi non riesce a governare.
Se il dialogo va in porto,ed è auspicabile, a beneficiarne sarà comunque l’Italia.






13 maggio 2008

INVOCHIAMO L’AIUTO DI DIO

Le sfide, signor Presidente, cari colleghi, sono sempre anche delle scommesse, degli azzardi. E ad aiutare tutti noi, invochiamo l’aiuto di Dio. Speriamo anche di avere fortuna. Ma la fortuna, lo sappiamo bene, non viene incontro a chi fa vita pubblica se non è incoraggiata, invitata con pazienza, forse anche sedotta e ammaliata da una buona dose di coraggio e di virtù.
Con forte responsabilità ma anche con grande gioia per il compito che gli italiani ci hanno affidato, auguro sinceramente buon lavoro a noi del governo e della maggioranza e a voi tutti colleghi dell’opposizione.
E auguro a chi ci ascolta fuori da quest’aula di ritrovare l’orgoglio di sentirsi italiani, la fiducia in questa Nazione e l’amore per le nostre cento città. Auguro a tutti gli italiani di riprovare e condividere l’ammirazione che un’Italia in robusta ripresa e in corsa per i suoi primati saprà suscitare in futuro intorno a sé.
Vi ringrazio, viva il Parlamento, viva l’Italia!
Questo il finale del discorso del Presidente Silvio Berlusconi pronunciato oggi alla camera dei deputati con il quale ha chiesto la fiducia al governo.
Un discorso di grande apertura al dialogo con l’opposizione, in cui ha detto “basta con i teatrini,lavoriamo”, e allora anche il governo ombra del partito democratico può aiutare nel confronto di idee che guardi all’esclusivo interesse del paese.
Non miracoli, ma la realizzazione di piccole e grandi cose, dall’emergenza rifiuti all’Alitalia,dal taglio dell’ICI sulla prima casa al rafforzamento del potere d’acquisto dei salari, dalla sicurezza alla crescita rivolta a tutti gli aspetti del vivere comune rilanciando il paese e suoi talenti.
Il discorso è stato interrotto 27 volte anche con applausi bipartisan.








21 gennaio 2008

IL PAESE PEGGIO GOVERNATO D’EUROPA.

Un'Italia in ginocchio, con una classe politica 'iper-pagata' preda dell' 'immobilismo' che rende il Paese 'il peggio governato d'Europa'. E' quanto emerge da un commento pubblicato oggi sul Financial Times a firma di Martin Rhodes. Partendo dall''eruzione' dell'emergenza rifiuti a Napoli e dalle dimissioni dell'ex ministro Mastella, l'articolo denuncia il 'trasformismo' che sta inesorabilmente perdendo 'legittimità'' tra i cittadini stanchi e disillusi.
Ansa 21/01/2008

Non c’è che dire,stiamo collezionando figuracce su figuracce all’estero, il commento odierno del Financial Time è solo l’ultimo in ordine di tempo dopo “L’ITALIA? UN PAESE ALLA FRUTTA” del New York Times, “L’ITALIA E’ POVERA E DEPRESSA” del Times e “L’ITALIA E’ UBRIACA DI POVERTA’” dell’Economist.
E giusto oggi un sondaggio dell’Eurispes dice che crolla la fiducia nelle istituzioni, in particolare sul governo al 25% ,dal 30% dello scorso anno, in pratica solo un italiano su quattro ha fiducia nell’attuale esecutivo.
Ogni ulteriore commento mi sembra inutile e inopportuno.




7 dicembre 2007

LA CRISI E’ INEVITABILE,MA CHI STACCA LA SPINA?

Con l’ennesimo voto di fiducia al cardiopalmo al senato, dove il governo è stato salvato per l’ennesima volta dal voto favorevole di ben cinque senatori a vita,il tutti contro tutti nella maggioranza??? ha assunto dimensioni tragicomiche:
-Dini: "Mi pare che il governo stia arrivando al capolinea. Le dichiarazioni del presidente della Camera Bertinotti e quelle degli esponenti principali di Rifondazione comunista dicono che il governo ha fallito, ha fallito su pensioni, precariato, salari, sulla redistribuzione delle risorse e chiedono una verifica al governo che sposterebbe ancora di più al sinistra l'asse del governo''
-Ferrero: “ Considererei il fatto di uscire dal governo ma di rimanere in maggioranza come la condizione più fessa che ci possa essere”, questo dopo che il segretario del suo partito e il presidente della camera parlano senza mezzi termini di fallimento del governo.
-Di Pietro: "Piaccia o non piaccia, dopo il voto di fiducia di ieri in Senato, la maggioranza politica non c’è più e di questo va preso atto. Per questo noi dell’IDV chiediamo non solo una verifica politica ma che si avvii un nuovo processo costituente affinché la prossima coalizione sia una coalizione del fare sullo stesso programma e non della logica dello stare insieme solo contro qualcuno. Non se ne può più di litigiosità. Meglio scomporre e ricomporre i poli in modo più omogeneo".
-Mastella: "Ho parlato con il mio capogruppo alla Camera, se Rifondazione comunista o altri partiti della sinistra, nonostante l’impegno preso dal ministro Chiti ieri sera e da me stesso per evitare già ieri la crisi di governo, che ci sarebbe stata senza l’impegno di modificare alcuni elementi che nulla hanno a che fare con la vicenda della sicurezza, come i temi di genere e natura sessuale, se Rifondazione comunista dice che non si toccano e viene lasciato tutto inalterato, per noi, e mi rivolgo al presidente del Consiglio e il capo dello stato, è crisi di governo. Se è così, togliamo la fiducia al governo. Se, viceversa, Rifondazione e gli altri accettano l’idea che su questioni di rilevanza di valori non si può mortificare il parlamento conducendolo, in prigionia politica, attraverso strumenti da cavallo di Troia come quello del voto di fiducia, si discute liberamente".
-Bordon: «La situazione dimostra che da tempo non c’è più la maggioranza politica. Non credo che si possa aspettare gennaio, così non si può andare avanti».
-Sgobio(PDCI) : “Quello che è successo ieri è l’ennesima dimostrazione che i problemi per il Governo provengono dagli ’estremisti di centro, che usano le loro ’mani libere per picconare la coalizione”.
Queste alcune dichiarazioni che dimostrano ancora una volta,casomai ce ne fosse bisogno, che una maggioranza non c’è e non c’è mai stata ne politicamente e meno che mai nei numeri,in pratica fin qui hanno governato i senatori a vita, con il parlamento bloccato,incapace di legiferare perché basta un solo dissenso,non in aula ma in una qualsiasi commissione per bloccare tutto.
Si può pensare di andare avanti ancora così? Il paese ha bisogno di un “governo che governi”,non di un esecutivo impegnato solo a sopravvivere a se stesso a qualunque costo,aggrappati alle poltrone come polipi agli scogli.
Dopo tutte queste parole ci sarà qualcuno che si decide a staccare la spina per il bene dell’Italia?

              


28 novembre 2007

I PRECARI? MEGLIO LE POLTRONE…

Questa sera alla Camera dei Deputati sarà votata la fiducia chiesta dal governo sul protocollo del welfare che ha predisposto un testo simile all’accordo firmato il 23 Luglio con le parti sociali, cancellando così le modifiche approvate dalla commissione di Montecitorio sul lavoro precario e i contratti a termine volute fortemente dalla sinistra massimalista.
Dini ha ottenuto quello che chiedeva per votare il protocollo sul welfare al Senato,Rifondazione Comunista dopo una burrascosa riunione della segreteria ha dichiarato che voterà per “senso di responsabilità” la fiducia,ma nel contempo chiede una verifica politica sul programma già a gennaio,mentre Diliberto dei Comunisti Italiani parla di “ricatto” e Cento dei Verdi di “fine dell’Unione”, per il momento però nonostante i numerosissimi malpancisti interni, costoro voteranno ancora una volta la fiducia a Prodi.
Anche i socialisti di Boselli insoddisfatti, dichiarano di considerarsi con le mani libere.
Mentre parla di “governo appeso a un filo” e inadeguato al paese per la politica del “tassa e spendi”, Lamberto Dini si gode la vittoria e ironizza sulla “storica sconfitta della sinistra comunista”.
Non ha certo tutti i torti, se fossi un elettrice di Rifondazione,Comunisti o Verdi mi chiederei seriamente cosa ci fanno al governo visto che su tutti i punti qualificanti della campagna elettorale dai Pacs al superamento della legge Biagi, dalle pensioni al welfare e alla politica estera non c’è stato nessun cambiamento degno di rilievo,anzi alcune cose sono addirittura peggiorate o nemmeno discusse, a dimostrazione,caso mai ce ne fosse ancora bisogno,che il programma era una presa in giro.
E così si può tranquillamente affermare,senza tema di essere smentiti che : “ i precari sono importanti,ma le poltrone lo sono ancora di più”.





19 luglio 2007

ECCESSO DI RIBASSO.

Nessuna buona nuova dall'ultimo sondaggio sulla fiducia al governo pubblicato da Repubblica,continua il crollo del sostegno a Prodi e all'esecutivo, solo il 35% dei cittadini nutre ancora qualche fiducia nel governo,mentre viene sonoramente bocciato dal 65%, in pratica da 2 italiani su 3.
I numeri parlano chiaro,la perdita di fiducia è inarrestabile, e non si intravede nulla che possa fare presagire neppure un parziale recupero.
Si può tranquillamente affermare senza tema di essere smentiti che,se l'attuale governo fosse quotato in borsa,il titolo sarebbe sospeso per "ECCESSO DI RIBASSO".




30 maggio 2007

ANCHE DI PIETRO TOGLIE LA FIDUCIA A VISCO.

Il ministro Di Pietro annuncia che oggi sarà depositata una mozione con la quale l’ Italia dei Valori chiede al presidente del Consiglio, Romano Prodi, di ritirare la delega al vice ministro all’Economia, Vincenzo Visco. «Sia Visco che il comandante generale della Guardia di finanza, Roberto Speciale, sono, per il ruolo che ricoprono, di per sé credibili ma le loro versioni dei fatti sono diametralmente opposte. Su questa vicenda - spiega Di Pietro - sono in corso inchieste della magistratura per cui è inopportuno che il viceministro Visco continui a mantenere la delega sulla Finanza, anche per non dare spazio a sospetti di interferenza. E’ questa la ragione che ci porta a chiedere al presidente Prodi la sospensione temporanea delle sue deleghe, in attesa degli esiti delle indagini della magistratura».

A giudizio di Di Pietro  "è un fatto"  che "l'evento non ebbe conseguenze sol per la determinazione del comandante della Gdf a resistere alle pressioni e per l'intervento del procuratore generale di Milano". All'epoca il presidente del Consiglio Romano Prodi parlò in Parlamento di "normale avvicendamento", ma secondo Di Pietro "purtroppo fu indotto in errore". Anche per questo il ministro delle Infrastrutture osserva: "Innanzitutto il viceministro dovrebbe chiarire le vere ragioni che l'hanno indotto a fare quella richiesta". E il premier, da parte sua, "la prossima volta farebbe bene, prima di andare in Parlamento, a parlare direttamente col comandante generale della Guardia di Finanza".

Adnkronos 30/05/2007

 

La mozione sul caso Visco sarà discussa in senato il 6 giugno, sarebbe opportuno che a questo punto oltre Di Pietro, anche Parisi,Rutelli, Mastella e altri, schifati anche loro da questo “verminaio”, si uniscano alla richiesta , sarebbe veramente imbarazzante spiegare all’opinione pubblica perché se Visco  è estraneo alla vicenda, un governo con un minimo di dignità istituzionale continua a mantenere al loro posto da un anno, dei “calunniatori” come il comandante generale della GDF, Speciale, tre generali di corpo d’armata, e altri ufficiali che hanno verbalizzato delle accuse precise davanti a un magistrato.


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permalink | inviato da il 30/5/2007 alle 21:39 | Versione per la stampa


3 marzo 2007

UN CONDOMINIO DISORDINATO E RISSOSO.

Questo il testo integrale dell’intervento di Silvio Berlusconi alla camera dei deputati in occasione del dibattito sulla fiducia al governo Prodi:

“Signor Presidente, signore e signori deputati, le dimissioni di un Governo che ha perso la maggioranza due volte in dieci giorni - prima sulla politica di difesa e, poi, sulla politica estera - sono state una ferita umiliante per la credibilità internazionale del nostro paese. Voi della maggioranza avete deciso di tamponare questa ferita impegnandovi nella caccia al singolo, piccolo voto invece di cercare una soluzione seria, e scaricate adesso sulla stabilità e sull’autorevolezza delle istituzioni la vostra debolezza e le vostre divisioni.

Per paura del giudizio e del voto degli italiani - che rigettano a larga maggioranza la vostra politica fiscale, illiberale e punitiva, e la vostra idea di uno Stato onnipotente ed invasivo, che mette al suo servizio il cittadino, il lavoratore e l’imprenditore -, state trasformando il Governo della Repubblica in un’assemblea di condominio disordinata e rissosa, e non bastano certo a nasconderlo gli artifici verbali in cui si è esercitato questa mattina il Presidente del Consiglio. Avete agitato la bandiera, per voi simbolica, di una legislazione che metteva in pericolo il valore della famiglia ed ora l’avete riposta, in fretta e furia, senza nemmeno il pudore di ammettere che avevate commesso un errore, scavalcando il Parlamento e promuovendo un disegno di legge del Governo. Per far dimenticare quell’errore, ora ci volete far credere che pensate a nuovi provvedimenti per la famiglia, del tutto vaghi ed approssimativi. Non si è neppure certi che tra due settimane voi abbiate i voti per rifinanziare la missione dell’ONU e della NATO in Afghanistan, ma vi inorgoglite, in modo spregiudicato e francamente ridicolo, per una presunta autosufficienza della maggioranza.
Le grandi opere infrastrutturali - che in cinque anni di Governo stabile erano diventate il volano di un nuovo slancio nazionale, con 106 cantieri aperti, 1500 chilometri di strade iniziati e conclusi, dieci volte gli investimenti effettuati dalla sinistra nei precedenti cinque anni di Governo - sono ormai oggetto di un negoziato grottesco .

Signor Presidente, credevo che questo fosse dovuto al fatto che dalle parti della sinistra si sente dire che i treni ad alta velocità sono inutili per attraversare le Alpi: qualcuno ha osservato che sono stati riscoperti gli elefanti di Annibale
Oscillate tra liberalizzazioni finte o minori e giuochi di potere finanziario basati sulle vostre consuete logiche dello statalismo, dell’aggressione con piani e leggi speciali alle libere imprese, del tentativo di mettere su nuovi ‘baracconi’ di Stato. Certo, per l’opposizione un Governo fragile e confuso è una benedizione, ma il prezzo finale lo pagano i cittadini, ed è un costo troppo alto per la comunità la superbia di una coalizione che non vuole riconoscere la realtà elettorale di un paese legale diviso a metà dal voto di aprile e di un paese reale in cui oggi il Governo è in condizioni di indiscutibile minoranza.
Servivano spirito di verità e di sincerità, verso le istituzioni e verso il paese; e invece vi siete già immersi, anche per quanto riguarda la legge elettorale, in una logica di ammiccamenti trasversali!
Noi, che siamo il maggior partito dell’opposizione - un partito che non si è mai sottratto alle sue responsabilità di fronte al paese -, già da tempo, accogliendo l’invito formulato dal Presidente della Repubblica, abbiamo assicurato al ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali la disponibilità di Forza Italia a discutere, come di altri problemi importanti ed urgenti, anche di un eventuale miglioramento della legge elettorale. Questa disponibilità oggi confermiamo, purché si tratti di un tentativo serio, e non di un semplice espediente dilatorio, come ha voluto chiarire poc’anzi anche il presidente Fini. Un confronto franco e leale tra i partiti, in Parlamento, in tempi rapidi e definiti, sulle diverse soluzioni possibili e non uno stratagemma per tenere in vita artificiosamente un Governo. Ma, al di là della legge elettorale, come sarà, da domani, la navigazione di questo Governo? Già si annunciano, tra i partiti della maggioranza, altri «bracci di ferro», come ad esempio sulle pensioni, secondo i vecchi schemi tristemente sperimentati nei mesi scorsi.
La realtà è che vi abbiamo lasciato una riforma delle pensioni che, dall’anno prossimo, determinerà sulla spesa previdenziale un risparmio strutturale di 8 miliardi di euro, garantendo una tendenza che non intacca i diritti acquisiti dei pensionati di oggi e che garantisce i giovani per il domani; e voi, invece, ricomincerete a discuterne, condizionati dal voto delle componenti più corporative e classiste del movimento sindacale.
Noi, a otto mesi dal varo del nostro Governo, le pensioni minime le avevamo già aumentate per milioni di famiglie, nonostante il «buco» di bilancio che le vostre politiche di spesa incontrollata ci avevano lasciato, 38 mila miliardi di euro certificati dall’Unione europea.

E questo lo abbiamo fatto senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini e senza penalizzare le imprese, come invece avete fatto voi.
Noi vi abbiamo lasciato in eredità i conti pubblici in ordine, con un deficit, nel 2006, al 2,4 per cento del PIL; un deficit che ci colloca tra i paesi più virtuosi in Europa. Questa è la realtà! Il resto sono le solite vostre menzogne Voi avete ricevuto in eredità la ripresa economica e finanziaria; voi avete ricevuto in eredità, dalle nostre finanziarie ‘antifiscali’ e dal ciclo economico mondiale, un cumulo di risorse che smentisce la vostra quinquennale campagna antinazionale sul cosiddetto declino

In questa situazione, con prospettive incoraggianti per la crescita, il massimo che invece ci si può attendere da voi è un lungo ed incerto negoziato con l’Europa, che ha ‘bocciato’ l’unico, l’unico provvedimento sensato del vostro Governo, la riduzione del cuneo fiscale per le imprese e per il lavoro, perché è stato concepito malamente ed ancor peggio strutturato.
Signor Presidente, signore e signori deputati, sono stati presentati al Parlamento due diversi Governi. Il primo, era quello del programma di 281 pagine; il secondo, quello dei dodici punti. Il primo Governo, dunque, prima della sfiducia del Senato, rispondeva alle domande dei radicali sulla famiglia e dei pacifisti sulla politica estera e militare; il secondo, invece, stralcia i provvedimenti sulle convivenze e tenta di ristabilire una qualche continuità con la politica estera e militare italiana.
Qual è il vero Governo Prodi? Quello che media con i pacifisti ed i laicisti e si presenta come la sintesi compiuta dei cosiddetti riformisti e dei cosiddetti antagonisti o quello che espunge violentemente gli impegni presi con le «estreme» senza che queste protestino? Il Governo ha riformato nettamente la sua politica o, meglio, l’ha adattata di volta in volta alle circostanze, agli umori ed alle convenienze del momento?
Che cosa è avvenuto tra il primo e il secondo Governo Prodi? Io credo davvero che non sia mai accaduto, nella storia parlamentare, che il medesimo Governo sostituisse la sua linea politica tra il primo ed il secondo voto di fiducia.
Signor Presidente, signori deputati, noi daremo corpo e voce al sentimento diffuso e alla protesta del paese, che si è già fatta sentire nella pacifica e splendida festa del 2 dicembre a Roma. So che uno degli obiettivi di questo Governo è quello di cercare di dividere la nostra coalizione con le prospettive contraddittorie o di un grande centro o del federalismo fiscale.
Sono convinto che non ci riuscirete, perché dietro ai nostri partiti, a tutti i partiti del centrodestra, c’è un solo grande popolo della libertà. E io credo che anche chi tra noi vuole legittimamente distinguere la sua posizione, intende rimanere fedele a questo grande popolo. Io credo nel popolo della libertà, signori del Governo, e so che la coalizione che è nata attorno a Forza Italia è un dato permanente della politica italiana, una realtà che il vostro stare al Governo non ha interrotto, ma, anzi, ha consolidato ed esteso.
Per tutte queste ragioni, noi oggi neghiamo la fiducia a questo Governo e lo facciamo in nome di questo popolo e nell’interesse di tutti gli italiani! Vi ringrazio.”
02 Marzo 2007


2 agosto 2006

NO A UNO STATO DI POLIZIA TRIBUTARIA.

Anche  sul decreto Bersani-Visco  in discussione alla camera è stato posto il voto di fiducia, ed è la settima volta in poco più di due mesi di governo,quella che dovrebbe essere una eccezione è diventato regola.

I voti di fiducia insieme alle esternazioni del “pistolino di Stalin e Pol Pot”  alias il PDR Napolitano,rappresentano le flebo che tengono in vita questo governo,sorretto da una maggioranza variabile ogni giorno e ogni ora su qualsiasi argomento.

Persino i più tenaci sostenitori di questo “governicchio” sono consapevoli che così non si potrà andare avanti a lungo,se non ci saranno larghe intese o “campagne acquisti mirate”,  la situazione non potrà reggere a lungo.

Intanto oggi alla camera è intervenuto per dichiarazione di voto Silvio Berlusconi ,che ha denunciato l’esautorazione del parlamento e l’istaurarsi di un pericoloso “regime di polizia tributaria” dove tutti i cittadini sono dei “presunti malfattori” costretti a provare la loro innocenza, e non il contrario come è  normale in un moderno stato di diritto.

 

L’INTERVENTO  ALLA CAMERA DEI DEPUTATI  DI SILVIO BERLUSCONI:

 

"La nostra opposizione a questo decreto non e’ certo nei confronti delle liberalizzazioni, poiche’ noi consideriamo il mercato e la concorrenza elementi fondamentali della crescita della nazione. Blindandosi per la settima volta in 75 giorni con la fiducia, il governo espropria di fatto il Parlamento e le sue prerogative e impone di convertire l’ennesimo decreto, che introduce nuove gabelle e per la prima volta inasprimenti fiscali retroattivi, sostituendo la cultura delle garanzie con quella del sospetto.  C’e’ il rischio di trasformare cosi’ il nostro Stato in uno Stato di polizia tributaria, altro che liberalizzazioni..."

"Sono meravigliato del consenso di tanti ex Dc che stanno nella Margherita a questo provvedimento. Vorrei ricordare loro come un grande ministro delle finanze democristiano del passato, Ezio Vanoni, sosteneva che lo Stato doveva fidarsi dei cittadini e che il cittadino deve essere considerato tale, non un suddito. Visco invece e’ la negazione di Vanoni. Il nucleo della sua filosofia fiscale e’ quello sintetizzato dal binomio di Foucault : ’sorvegliare e punire’. La nostra visione del fisco e’ opposta, e come dimostrano gli ultimi dati del gettito fiscale, il nostro metodo ha funzionato e sta funzionando".

Con questo provvedimento, invece, "il conto corrente diventa lo strumento principe del controllo fiscale. Cosi’ l’imprenditore, l’artigiano, il professionista diventano dei sospettati, potenzialmente malfattori costretti a dar prova della loro innocenza. Con queste misure Visco ha compresso gli spazi di riservatezza, come ha sottolineato anche il garante della privacy. Cosi’ si instaura principio di controllabilita’ preventiva, lo Stato diventa una sorta di Grande Inquisitore, che registra i suoi consumi, le sue vacanze, le malattie, ogni aspetto del suo comportamento economico. Con questo decreto si mette a rischio la liberta’ economica e civile dei cittadini. Si promuove una schedatura invasiva e totale che non esiste in nessuna democrazia liberale. Secondo il principio di controllabilita’ preventiva ogni produttore di ricchezza e’ indicato come un potenziale evasore".

Nel testo Bersani "la parte delle liberalizzazioni ha la peggio rispetto a una riforma fiscale grave per la difesa della liberta’ del singolo cittadino. Un programma di liberalizzazioni serie prevederebbe la rottura del monopolio sindacale, l’eliminazione dei privilegi di cui godono le cooperative e la privatizzazione delle utilities pubbliche. Nel decreto legge c’e’ invece vendetta sociale spacciata come liberalizzazione economica: in realta’ vi sono misure per favorire le vostre cooperative, le grandi aziende a svantaggio dei piccoli operatori. Una politica seria di liberalizzazione deve necessariamente rompere il fronte sindacale, i privilegi delle coop, promuovere l’imprenditorialita’, agire a 360 gradi e non puo’ prescindere dal preventivo confronto con le categorie interessate a meno che voi pensiate che alcune categorie, gli avvocati prima di tutti, non siano degne di essere consultate. Questo modo di operare e’ preoccupante e pericoloso. Il furore ideologico prevale sul senso di responsabilita’. E anche gli effetti pratici saranno devastanti".

Il leader di Forza Italia ha sottolineato infine che "sulle liberalizzazioni vere ci puo’ essere un confronto ampio e approfondito. Ci auguriamo che il filo del dialogo sulle urgenze del paese possa essere ripreso. Anche le parole del Capo dello Stato vanno in questa direzione. Purtroppo non sembrano queste le logiche che prevalgono in questa maggioranza". In ogni caso, ha concluso, "noi faremo un’opposizione ferma ma allo stesso tempo serena e propositiva".
 
2/08/2006

                                   


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