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  Aurora86 AZZURRA LIBERTA' - * BLOG MORALMENTE INFERIORE *
 
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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





Vota Berlusconi

 




...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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5 luglio 2009

IL GOVERNO PIU’ STABILE DELL’OCCIDENTE

Il mio governo è il più stabile e sicuro dell’occidente, così Silvio Berlusconi a bordo della nave crociera “Fantasia” , ormeggiata nel porto di Napoli, nel corso di una conferenza stampa indetta  per illustrare i preparativi in vista dell’imminente G8 all’Aquila.
Innanzitutto l’alleanza di governo: stabile e salda grazie al "legame inscindibile, anche di amicizia, tra le forze politiche" che compongono l'esecutivo, ha proseguito il Premier, poi “le due elezioni consecutive che abbiamo vinto”,quindi la popolarità personale: “La piu' alta in tutto l'Occidente, al 62,3%".
''Il governo ha fatto bene, e' fortissimo ed e' ancora piu' forte viste le crescenti debolezze dell'opposizione”, qui Berlusconi ha citato l’articolo di Pansa sul Riformista che ha definito l’opposizione “ un cadavere che cammina”, poi una veloce rassegna sui provvedimenti più incisivi del primo anno di governo e le operazioni di maggior successo in politica estera, infine il plauso al presidente Napolitano, il quale ha chiesto che cessino le polemiche politiche fino al termine del G8,“Speriamo che venga accolto l'invito del Capo dello Stato - ha detto Berlusconi - Penso che sia logico che il Capo dello Stato rivolga questo invito e che sia logico che venga accolto. Non ho altro da aggiungere”.
Anche il presidente della camera , Fini, da Madrid dove si trova in visita, ha risposto in modo chiaro e netto alle domande che gli sono state rivolte sulla tenuta del governo italiano : “ immaginare una crisi di governo in un futuro prossimo è fantasia, il governo gode di un ampia maggioranza nelle camere e di elevato consenso nel paese, il governo viene giudicato dalle cose che fa , tentare di gettare discredito su Berlusconi è un operazione che non scalfisce minimamente il feeling con i suoi elettori.
Personalmente penso che l’ultimo decreto di misure economiche varato dal governo, che contiene importanti misure anticongiunturali quali la detassazione degli utili reinvestiti o il bonus antilicenziamento per le imprese e la riduzione al minimo di oneri bancari vessatori come la commissione sul massimo scoperto, con qualunque nome venga definita o l’abolizione del ticket sanitario sulla specialistica per tutti i cittadini,  dimostra  appunto che il governo si occupa di cose concrete, non chiacchiere e  gossip, tanto che il provvedimento incontra una larga condivisione nei rappresentanti delle parti sociali e dei cittadini.
Le precisazioni sulla stabilità del governo sono state necessarie in quanto diverse testate di stampa straniere hanno ripreso i “desideri e le fantasie spacciate per realtà” dei zucconi del gruppo Repubblica – Espresso e di qualche altro gruppo editoriale sulla tenuta di Berlusconi e del governo, che sono appunto destinate a rimanere pii desideri, il governo è forte e coeso, altrettanto la maggioranza come hanno dimostrato gli ultimi appuntamenti elettorali, i problemi, se verranno, ci saranno quando avremo un opposizione che fa politica e non gossip, cosa di cui  al momento non si  scorge traccia all’orizzonte.






23 marzo 2009

ALLEANZA NAZIONALE NEL PDL







30 aprile 2008

IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CAMERA

E’ Gianfranco Fini il nuovo presidente della camera dei deputati , il leader di An e cofondatore del Popolo Della Libertà è stato eletto dopo le tre fumate nere di ieri, quando il quorum era alto (due terzi dei deputati e poi dei votanti), oggi il candidato del PDL ha centrato l'elezione ottenendo 335 voti (ne servivano 306) su 611 votanti.
Quando, al termine dello scrutinio, il presidente della seduta Pierluigi Castagnetti ha proclamato il presidente di An, l’aula è esplosa in un lungo applauso: tanto i deputati di maggioranza quanto quelli di opposizione si sono alzati in piedi tributando al neo eletto un lungo applauso.







6 aprile 2008

IL PARTITO DEMOCRATICO SI DEVE VERGOGNARE

Nemmeno la pioggia ha fatto desistere migliaia e migliaia di persone (oltre cinquantamila secondo gli organizzatori) dalla manifestazione del Popolo della Libertà con Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini in piazza Plebiscito a Napoli.
Dopo Fini, che ha iniziato il comizio parlando di sicurezza e della necessità di mandare all’opposizione la sinistra per farla “riposare e riflettere sui propri errori”, ha preso la parola Berlusconi che ha immediatamente attaccato Veltroni e il PD: “Il Partito democratico ci accusa di non parlare di mafia e camorra , devono vergognarsi, la metà dei consiglieri della Regione Campania sono indagati e purtroppo la Campania ha il più alto numero di consigli comunali che sono stati sciolti per infiltrazioni camorristiche, ma restano attaccati al loro potere”, con l’amara constatazione di aver “umiliato l’Italia con la vergogna delle cataste di rifiuti riprese dalle tv di tutto il mondo”, Berlusconi ha quindi promesso che il primo consiglio dei ministri da lui presieduto si svolgerà a Napoli “avrò qui una sede operativa e mi interesserò direttamente, fisicamente, personalmente della situazione fino a quando si troverà una soluzione al problema”.
Dai rifiuti alle mozzarelle è lungo l’elenco dei disastri del centrosinistra, non manca un’altra stoccata a Veltroni definito “Walterino sette doppiezze”, che “ha disatteso tutti gli impegni presi” ed a cui consiglia di cambiare slogan in “si può bluffare”.
Avevano promesso che sarebbero andati da soli e si sono alleati con i Radicali e con Di Pietro, il peggio del peggio del peggio del giustizialismo.
“Avevano detto che sarebbero presentati alle elezioni distinti dalla sinistra ed invece sono presenti nelle amministrative con candidati unici”,ricorda anche che “avevano promesso di dare vita ad una nuova classe dirigente ed invece hanno candidato nelle liste tutti i ministri ed i sottosegretari del governo Prodi”.
Berlusconi ha poi ribadito che il primo provvedimento che prenderà in Consiglio dei ministri sarà l'abolizione dell'Ici, il leader del Pdl ha spiegato che oltre ad abolire l'imposta sulla prima casa, «detasseremo tutti i premi e gli incentivi di produzione, compresi gli straordinari. In questo modo i capifamiglia, lavorando di più, potranno avere al cento per cento ciò che l'impresa gli dà, in modo da avere più soldi da destinare ai consumi della famiglia».
Se la piazze rappresentano il termometro della situazione,non c’erano e non ci sono dubbi su chi governerà l’Italia dopo il 14 Aprile, la vittoria è nell’aria ma non bisogna abbassare la guardia,soprattutto vigilando ai seggi,la beffa del 2006 brucia ancora.






20 marzo 2008

LA BUGIA DI ROSY BINDI








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permalink | inviato da Aurora86 il 20/3/2008 alle 15:24 | Versione per la stampa


20 marzo 2008

IL NUOVO E' GIA' PENSIONATO.

«Ancora una volta Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato come l'uomo nuovo della politica italiana, ma in realtà è un pensionato della politica, che ha ricevuto la pensione da parlamentare dal 2001».
Così Silvio Berlusconi in una tripla intervista serale al TG1,TG2,TG5 è intervenuto sulla polemica che ieri ha visto contrapposti Veltroni che proponeva di ridurre l’indennità ai parlamentari, e Fini che gli dato dell’ipocrita ricordando che riceve un vitalizio di 5.216 euro mensili.
Veltroni da parte sua ha ribadito che lui quei soldi “ proprio non li voleva” (Sic),ma non è stato possibile rifiutare, controreplica di Fini: «L'ho preso con il sorcio in bocca. Doveva dire: premesso che percepisco 5.200 euro di pensione e li uso per fare del bene, bisogna ridurre il vitalizio ai parlamentari. Se così avesse fatto non starei qui a polemizzare».
Chiude Veltroni che precisa:” in questi anni ho finanziato con 25.000 euro la Caritas, con 25.000 Sant'Egidio, con 25.000 l'Amref per una scuola in Africa e con 25.000 un progetto di sostegno a ragazzi autistici”.
E secondo me a questo punto la toppa è stata peggio del buco,il buon Walter evidentemente ha ignorato, e mi meraviglio, una massima di Gesù riportata dal vangelo : “Quando dunque fai l'elemosina, non fare suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini”.
Ogni ulteriore commento mi sembra inutile e di troppo, si è perso completamente il senso del ridicolo, e meno male che ogni tanto arriva qualche polemichetta a farci sorridere,questa campagna elettorale che barba,che noia…

                   

 


9 marzo 2008

VELTRONI? UN DIPLOMATO IN FICTION…

Il Palalido di Milano è gremito in ogni ordine di posti, con tanta gente che rimane fuori e mugugna,giunta per vedere Berlusconi e Fini inaugurare ufficialmente la campagna elettorale del Popolo Della Libertà.
Berlusconi ha preso la parola per primo per dire che non è «al cento per cento» perché stanotte ha dovuto lavorare alle liste, ma ha ringraziato tutti i presenti «in questa primavera bellissima, una primavera di libertà».
Il Cav. ha detto che il 30% delle liste «sarà fatta da quella parte dell'Italia che oggi festeggia l'8 marzo, l'altra metà del cielo. Per arrivare al 50% di candidatura di donne l'Italia forse non è ancora pronta, ma noi siamo sulla buona strada».
Poi una battuta: «Si scatena subito la corsa a guardare nel passato: le fidanzate di Gianfranco, le fidanzate mie... Siamo un po' superman, diciamolo chiaro, da quel punto di vista, ma certi numeri non ce li possiamo permettere».
Poi l'intervento di Gianfranco Fini. «Abbiamo deciso di mettere da parte il simbolo di un partito, ma certamente non la nostra storia. Abbiamo deciso di guardare al futuro - ha esordito il leader di An davanti a una platea in cui spuntano bandiere del suo partito -. Ci sono momenti in cui c'è bisogno di coraggio, momenti in cui una classe dirigente è tale se accende una speranza e non si limita a difendere ciò che è stato acquisito». Poi, rivolto al Cavaliere: «Il merito di Silvio Berlusconi è quello di avere rinnovato la politica. L'ha portata a un sincero bipolarismo». Le elezioni di aprile saranno per Fini «una festa della liberazione dagli inganni e dai danni della sinistra». Poi il leader di An ha lasciato la parola al Cavaliere: «Uniti si governa, uniti si cambia l'Italia. Caro Silvio, caro presidente del Consiglio».
«I sondaggi ci dicono che ci toccherà davvero pensare al governo del Paese .- ha detto Berlusconi -. Siamo un po' matti ad andare al governo in Italia dopo il disastro della sinistra e la difficile situazione internazionale, ma non ci sono alternative e troveremo il dovere e il coraggio di farlo». Ma, ha aggiunto, «sono molto preoccupato per il modo in cui ci accolgono in giro per l'Italia. C'è un'aspettativa tale che certe volte penso che tutti pensino che abbiamo la bacchetta magica. Purtroppo la bacchetta magica non ce l'ha nessuno».
Aumenteremo i poliziotti e i carabinieri di quartiere per averli in tutte le città italiane dai 15 mila abitanti in su». E tra i provvedimenti da approvare nel primo CDM, oltre all'abolizione dell'Ici, alla detassazione degli straordinari, all'introduzione di un bonus bebè, ci saranno interventi grazie ai quali «chiuderemo la porta agli immigrati clandestini, accogliendo in Italia solo chi viene per lavorare».
«Dobbiamo dare il via alla modernizzazione dello Stato - ha proseguito Berlusconi -. Ci sono due tipi di obiettivi che ci siamo dati. Alcuni, come le grandi opere, ci impegniamo a realizzarli comunque. Altri, come l'aumento delle pensioni e la graduale riduzione della pressione fiscale, per realizzarli abbiamo bisogno del sostegno dei conti dello Stato e dell'economia». «Dobbiamo far costare di meno lo Stato a ciascuno di noi - ha concluso -. Dobbiamo far sì che l'Italia costi tanto quanto la Spagna costa agli spagnoli, la Germania ai tedeschi, la Francia ai francesi».
«Tutti vi siete accorti che la campagna elettorale della sinistra è quasi finita, sono terminati i fuochi di artificio di Veltroni. Ha detto vado solo io, senza alleanze. È stata una finta perché hanno aggregato radicali e giustizialisti. Si troveranno insieme cattolici e mangiapreti, e ciò è inconciliabile».
Berlusconi ha detto che Veltroni, «l'innovatore, il giovane praticante della politica, il sindaco moderno invece di laurearsi si è diplomato in fiction e in politica ci sta da 40 anni». L'attacco è pesante: «D'Alema, primo in lista a Napoli per coprire le malefatte di Bassolino e in politica da 45 anni. Certo, hanno anche dei giovani: sono Rutelli e Franceschini che in politica ci stanno da 35 anni».
In generale il programma del Pd - conclude il Cavaliere - è «carta straccia».
I sondaggi ci dicono che il Pd è in regresso e ci dicono che noi non siamo mai scesi sotto un vantaggio di almeno 10 punti. Alla sinistra non resta che l'arma della disinformazione, con sondaggi falsi e falsi malori. Io però sto benissimo. La loro azione comprende anche le notizie false sulle candidature.
La conclusione dell'intervento di Berlusconi è stata un vero e proprio show .
Il Cavaliere ha arringato la folla con domande: «Volete essere ancora governati dai signori della sinistra? Avete ancora voglia di credere alle loro bugie? Credete che siano capaci di fare qualcosa di diverso dai disastri fatti all'Italia? Volete che mettano ancora le mani nelle vostre tasche? Volete che tengano ancora aperte le frontiere ai clandestini? Ne avete abbastanza dell'oppressione fiscale e burocratica? Ne avete abbastanza dei tesoretti immaginari, di pagare l'Iva prima ancora di incassare la fattura, dei privilegi delle cooperative rosse, di Bassolino che non si dimette, delle liste attesa nella sanità?». Poi ha gridato il motto del PDL, «Rialzati Italia» e sono partite le note dell'inno «Azzurra libertà».
Corriere 08/03/2008

Beh se il buongiorno si vede dal mattino non si può che essere ottimisti, c’è grande attesa per il ritorno di Silvio Berlusconi al governo dell’Italia, fa bene il Cav. da leader saggio e accorto a predicare prudenza e a non promettere miracoli che,con la situazione interna e internazionale sarebbero pura utopia, eppure forse è solo una mia impressione, ma la gente comune ,quella per intenderci che tira la cinghia ogni giorno a causa di un malgoverno che ha “stremato e impoverito il paese” , è contenta lo stesso, perché con Silvio si apre a tutti la “porta della speranza”.




24 febbraio 2008

RAGGIUNTO L’ACCORDO TRA PDL E MOVIMENTO PER L’AUTONOMIA.

"A seguito dei colloqui tra il presidente Silvio Berlusconi e l'on. Raffaele Lombardo, cui si è aggiunto telefonicamente il presidente Gianfranco Fini, si è convenuto che il Popolo della Libertà e il Movimento per l'Autonomia si apparentino in occasione delle prossime elezioni politiche nazionali per le regioni del Centro-Sud e per le Isole. Anche per quanto riguarda le elezioni regionali siciliane si è raggiunto l'accordo di un'alleanza tra il Popolo della Libertà e il Movimento per l'Autonomia con l'indicazione dell'on. Lombardo quale candidato alla presidenza della Giunta regionale".
Ansa

Finalmente la telenovela è finita, il tira e molla delle ultime settimane francamente aveva stufato un po’ tutti, con questo accordo si raggiungono due obiettivi importanti, la quasi sicura conferma della regione Sicilia al centrodestra e la certezza della maggioranza dei voti siciliani alle elezioni politiche per il PDL, utilissimi per avere un ampia maggioranza anche al senato.
L’ultimo nodo che resta da sciogliere è la posizione del forzista siciliano Miccichè che sino all’ultimo si era opposto a questo accordo per la presenza dell’ex governatore siciliano Cuffaro tra gli alleati di Lombardo, correrà con una propria lista alla regione?
Sarebbe un vero peccato, le battaglie si combattono dall’interno, Miccichè è uno degli uomini di punta di Forza Italia in Sicilia,anche se ultimamente sta ricevendo molti apprezzamenti il giovane coordinatore regionale del partito Angelino Alfano, diventato in poco tempo insieme alla lombarda Maria Stella Gelmini uno dei pupilli di Berlusconi.




16 febbraio 2008

NIENTE CASINI.

Forse ce l’abbiamo fatta, dopo Mastella che correrà da solo, oggi è arrivato anche l’annuncio di Casini,ma era ormai chiaro da giorni ,mancava solo l’ufficialità, lo ritengo un bel colpo abbiamo preso due piccioni con una fava.
L’indecente balletto di questi giorni fatto dall’UDC dentro o fuori, non era altro che l’anteprima di quanto sarebbe successo una volta al governo, veti,infinite mediazioni, distinguo, tatticismi , un film già visto che per fortuna non si ripeterà .
Intanto già da qualche giorno molte federazioni provinciali dell’UDC stanno correndo armi e bagagli nel PDL, a cominciare da quelle siciliane, in prima fila i parlamentari Drago e Mancuso, questo dopo già gli addii di Giovanardi,Baccini e Tabacci.
Secondo me Casini,Cesa e Buttiglione faranno la fine del centrista Bayrou in Francia ridotto ai minimi termini da Sarkozy e la Royal.
Sul piano del risultato delle prossime elezioni , cambia poco o nulla, in pratica da una vittoria comodissima a una vittoria comoda, i più recenti sondaggi danno il PDL+LEGA NORD senza l’UDC al 47-48% anche al senato non c’è partita sarebbero 157 gli eletti per il PDL + 14 della LEGA NORD, considerando gli sbarramenti regionali del senato l’UDC avrà non più di 3-4 senatori di cui 2 eletti in Sicilia.
L’altra notizia del giorno è l’annuncio di Gianfranco Fini che ha dichiarato alla direzione nazionale di AN lo scioglimento in autunno del partito per fondersi nel PDL, questo a me sembra anche l’investitura ufficiale di Fini per il dopo Berlusconi.







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permalink | inviato da Aurora86 il 16/2/2008 alle 16:31 | Versione per la stampa


9 febbraio 2008

RIALZATI ITALIA.

Parte proprio da S.Babila a Milano la campagna elettorale del Popolo della Libertà , questa volta però il “giacobino” Silvio Berlusconi non è sul predellino della Mercedes bensì al Teatro Nuovo ospite dei Circoli della Libertà di Michela Vittoria Brambilla.
Il Cav. ha sottolineato il fallimento del governo Prodi, e del partito democratico,costretto ad andare da solo per liberarsi dall’abbraccio della sinistra comunista, ha ironizzato anche sul “nuovo Veltroni” :come si può definire nuovo chi fa politica da 33 anni? Comunque ha fatto gli auguri al partito di Veltroni,un nuovo partito democratico moderno e europeo,sperando che sia una svolta storica e non solo elettorale.
«Bisogna spiegare agli elettori – ha aggiunto Berlusconi - che il voto al di fuori del bipolarismo rappresentato dalle due grandi colonne è pericoloso, sprecato e inutile perchè i piccoli partiti hanno la forza di ostacolare i progetti».
A questo proposito non è mancata una punzecchiatura al leader della neonata rosa bianca, Tabacci fuoriuscito dall’UDC : «Il signor Berlusconi quando si è presentato a Milano ha preso 57.000 voti. Lui credo 700, in pratica l'ha votato la sua famiglia».
Berlusconi ha parlato di famiglia, intercettazioni, riforma della giustizia, tasse, criminalità e immigrazione che saranno al centro del programma di governo.
Io e Gianfranco Fini ci accingiamo a vivere un grande sogno, quello del grande Popolo delle Libertà. Dopo aver ricordato mamma Rosa, scomparsa il 3 febbraio scorso, ed aver rinnovato le sue condoglianze all'alleato Fini, colpito alla stessa perdita («a voi giovani dico di avvicinarvi ancora di più alla vostra mamma che è la persona che vi vuole in assoluto più bene al mondo»), Berlusconi ha ricordato nel suo intervento la scelta di «scendere in campo» nel 1994, sottolineando che i valori del Popolo delle Libertà sono gli stessi che ispirarono quella scelta.
Il Cavaliere ha espresso parole di elogio alla «lealtà» dimostrata dalla Lega: «Ieri sera con grande senso di responsabilità Bossi mi ha detto che presenterà il suo simbolo solo dove il carroccio ha numeri alti, quindi solo al Nord» ha annunciato il leader del Pdl.
Infine al termine del suo intervento ha utilizzato lo slogan coniato per questa campagna elettorale: “La Sinistra ha messo in ginocchio il Paese e noi ora diciamo RIALZATI ITALIA”.




9 dicembre 2007

DRAMMATICA ED EVIDENTE DEBOLEZZA POLITICA.

''Le dichiarazioni roboanti e i toni sopra le righe adoperati da Fini nei confronti del presidente Berlusconi e di Forza Italia sono solo il segnale di una evidente, e drammatica, debolezza politica'',così il coordinatore nazionale di Forza Italia,Sandro Bondi ha commentato l’attacco di Gianfranco Fini a Silvio Berlusconi,colpevole secondo lui di appoggiare la “proposta Vassallo” di riforma della legge elettorale, che non consente il bipolarismo e lascia le mani libere,annunciando addirittura l’ostruzionismo in parlamento.
E’ evidente che Fini non digerisce l’archiviazione del bipolarismo, e sente la terra mancargli sotto i piedi, ma si dovrà rassegnare volente o nolente, non si può governare con il “bipolarismo coatto” , con matrimoni contro natura soltanto per vincere, quello che succede con un simile sistema è sotto gli occhi di tutti con l’attuale governo condannato all’immobilismo e in agonia prolungata, ne può fare testo l’esperienza della scorsa legislatura, certo con il governo più lungo della storia della repubblica,ma al prezzo di mediazioni continue e risse che ne hanno frenato la capacità innovativa.
Come non ricordare i freni proprio da parte di AN sulle aliquote fiscali, sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici, Tremonti prima no poi si, un rimpasto di governo fatto solo per piazzare “trombati” nei ministeri, una campagna elettorale fatta per “non vincere” con intenti neppure troppo velati, mentre Berlusconi strappava i voti uno a uno piazza per piazza, le tre punte e chi più ne ha più ne metta.
Fini è sicuro che gli italiani e gli elettori del centrodestra vogliono la replica di un simile spettacolo?
Fini si metta d’accordo con se stesso prima di dare aria alla bocca, voleva il partito unico,adesso non gli va bene,voleva che Berlusconi trattasse con Veltroni,lo ha fatto e non gli va bene neanche questo,insomma si decida a crescere non si può rimanere bamboccioni in eterno.
Se pensa di mantenere uniti così i suoi “pezzi di partitoin fuga ha sbagliato completamente, casomai fa un favore a Berlusconi.
Scenda dal pero,partecipi all’assemblea costituente del Popolo Della Libertà,che è la naturale evoluzione della CDL, contribuisca a scrivere la carta dei valori e si metta in gioco anche per la leadership che sarà decisa democraticamente dal voto degli aderenti,come ha fatto Berlusconi se ha coraggio e non “palle di velluto”.
Altrimenti continui pure ad “abbaiare alla luna” , il processo che va verso un bipartitismo che garantisca l’alternanza andrà avanti anche senza Alleanza Nazionale.
Prima o poi verrà il tempo del giudizio del popolo, si vedrà chi avrà avuto ragione, io personalmente non dubito che ancora una volta,come è sempre successo negli ultimi tredici anni, Il Popolo Della Libertà e Silvio Berlusconi,che ha il grande dono di capire prima di tutti e meglio ciò che attraversa il paese, saranno premiati da un larghissimo consenso.
E’ preferibile andare da soli , e magari “perdere bene”, piuttosto che andare al governo ed avere “zavorre e parassiti” come Alleanza Nazionale e UDC.




24 novembre 2007

IL VERTICE DEI BAMBOCCIONI.

Fini e Casini si sono riuniti e hanno emesso un comunicato in cui affermano: "La gravità della situazione italiana,impone di elaborare progetti che nulla hanno a che fare con l'improvvisazione propagandistica né con estemporanee sortite populistiche".
"Se continuano così a noi va benissimo: noi ci teniamo gli elettori loro si tengono il progetto...", così sarcasticamente Silvio Berlusconi ha commentato il comunicato in serata uscendo da Palazzo Grazioli.
Chi l’avrebbe mai detto, probabilmente avranno visto gli ultimi sondaggi,finalmente forse questa volta in occasione di future competizioni elettorali vedremo un attacco a due punte, certo che ormai fanno solo sbadigliare.
Fortunatamente ci ha pensato Padoa Schioppa ad invogliare, anche se con pochi euro al mese, i bamboccioni ad andare fuori di casa, così Berlusconi gli ha detto: “ora basta siete grandi, andate a lavorare e a guadagnarvi da vivere come ho sempre fatto iotogliendogli le chiavi della casa(delle libertà), e non c’è niente di strano,succede nelle migliori famiglie o no?
Fino ad ora costoro hanno vissuto di rendita e luce riflessa,dimostrino adesso cosa valgono, smentiscano la Santanchè facendo vedere che non hanno le "palle di velluto".
Al popolo della libertà non servono “zavorre” e “parassiti” che ne frenano l’azione.



 


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permalink | inviato da Aurora86 il 24/11/2007 alle 1:52 | Versione per la stampa


20 novembre 2007

FINI E CASINI : GUARDARE AVANTI…

Vi propongo questa spassosa analisi de Il Foglio sulla capacità di guardare avanti di due politici di razza come Fini e Casini;
Andrea’s version
E’ giusto dar loro atto, hanno sempre guardato avanti. Non sempre saranno stati simpatici, non sempre saranno stati alleati affidabili, nella Casa delle libertà, ma occorre riconoscere che Fini e Casini hanno sempre saputo guardare in avanti. Sempre. Lo hanno fatto in momenti cruciali e lo hanno sempre, e più che giustamente, rivendicato con orgoglio. Guardare in avanti è d’altronde il grande pregio del politico di razza. Non è che siano uguali, Fini e Casini, ma la capacità di saper guardare al di là del proprio naso non è mai venuta meno, né all’uno né all’altro. Ancora di recente. Avvisando l’Amor nostro che non bastava la propaganda, ci voleva la politica, essi hanno di nuovo mostrato di saper vedere la prospettiva, di poter scorgere con vista acuta ciò che stava loro dirimpetto. Non si può dire, come Gianfranco ieri: “Quella del dialogo è la strada che a Berlusconi avevo già indicato io”, se non si è stati abituati a guardare l’orizzonte. Non si può dire, come Casini: “Io l’avevo previsto”, se non si sa guardare avanti, avanti, costantemente ancora avanti. Anche molto avanti, talora. Peccato, solo, che nel culo lo si prenda per lo più da dietro.
Il Foglio (20/11/2007)




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19 novembre 2007

FISSARE LA DATA DELLE URNE.

Occorre innanzitutto invertire l'ordine temporale dei fattori rispetto alle proposte che sino ad oggi la maggioranza ha fatto all'opposizione. Se non si parte dalla data entro la quale si considera conclusa, accordo o non accordo, questa legislatura, è evidente che sarà impossibile coinvolgere l'opposizione, ed in particolare Berlusconi. Occorre dunque fissare questa data assieme, e solo dopo delineare le due o tre cose da fare, sapendo sin da oggi che, se non si trovasse un accordo decente, comunque si andrebbe alle urne, e a decidere sarebbero i cittadini. Solo così sarà possibile configurare una legge elettorale che renda semplice quello che tutti i cittadini vogliono: una sana democrazia dell'alternanza in cui ci siano due schieramenti ,meglio due partiti, che si confrontano, l'uno vince e governa cinque anni, l'altro svolge l'altra funzione fondamentale di opposizione. Attenzione: ho detto governa, non fa finta di governare, o sopravvive a se stesso! Altrimenti per fortuna c'è il referendum.
Questo uno dei passaggi più significativi della lettera che il senatore dissidente Willer Bordon ha inviato al Corriere Della Sera, dove tra le altre cose si meraviglia di come non si prenda atto che non c’è più una maggioranza.
Sono perfettamente d’accordo con Bordon,se a Berlusconi gli si offre una data certa di conclusione della legislatura non avrà problemi a stringere un’intesa sulla legge elettorale e sulle 2-3 cose urgenti da fare prima delle urne.
In quanto alla meraviglia di una maggioranza che non c’è più, di questo bisogna ringraziare Fini e Casini,che di fronte al fatto di un governo sfiduciato in aula e votato solo per senso di responsabilità, sono riusciti a fare passare una chiara vittoria come una sconfitta di Berlusconi, ragionamento tipico dei bambini, ai quali se si dice in questi giorni ti faccio un regalo,ti rispondono o me lo dai oggi o non lo voglio più.
Costoro che sono dove sono,soltanto perché un giorno siamo passati noi e come la dea bendata gli abbiamo dato un bacio,adesso con il nuovo partito, potranno tranquillamente tornare dove erano prima,cioè ai margini della vita politica italiana.




18 novembre 2007

NASCE IL PARTITO DEL POPOLO ITALIANO DELLA LIBERTA’

 "Forza Italia si scioglierà dentro una nuova formazione politica" che si chiamerà "Partito del popolo italiano della libertà". Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi, lasciando piazza San Babila dove ha annunciato la nascita di una nuova formazione politica:
"Una nuova creatura protagonista della libertà e democrazia dei prossimi decenni". Alla domanda su quale sarà il destino di Forza Italia, Berlusconi ha replicato: "E’ un nome che ha contato e che contribuirà a rendere più grande la nuova formazione".
Il nuovo partito, ha spiegato Berlusconi ai microfoni dei cronisti, "lo vogliono tutti i cittadini; in più di 7 milioni, una cosa mai successa nella storia della Repubblica, si sono recati ai chioschi per dire basta alla situazione attuale, uniti contro la frammentazione, per fronteggiare la sinistra che è sotto i diktat della sinistra estrema. Metà di coloro che sono venuti da noi ai gazebo non erano di Forza Italia". Berlusconi ha ripetuto: "Diamo via qui oggi stesso a questo nuovo futuro della politica italiana. Spero che aderiscano tutti, nessuno escluso". "Il partito lo rappresenteranno coloro che avranno avuto un’investitura democratica dalla gente".
"Domani presenteremo ufficialmente questa nuova iniziativa". Ci sarà una conferenza stampa? è stato chiesto dai cronisti. "Più conferenza stampa di questa, in mezzo alla gente..." ha sorriso Berlusconi. Il numero uno di Forza Italia, poi, ha spiegato che i gazebo - che in questi giorni hanno raccolto le firme per un ritorno al voto - resteranno aperti tutta la settimana e che cercheranno di essere presenti in tutte le regioni italiane.
Adnkronos 18/11/2007

Non impareranno mai, se qualcuno, avversari o alleati ,avevano immaginato Berlusconi nell’angolo con le spalle al muro è meglio che si rassegnino.
E’ proprio nei momenti difficili che Berlusconi da il meglio di se,il suo eccezionale tempismo e decisionismo, unito alla straordinaria dote di capire prima e meglio di tutti gli umori del paese, nonché il feeling con la gente, lo mettono in grado di non temere nulla e nessuno.
L’annuncio del nuovo soggetto politico che già nel prossimo week-end raccoglierà le adesioni dei cittadini,ottiene prima ancora della nascita, tre o quattro notevolissimi risultati:
-Si conferma l’indubbia leadership nel popolo di centrodestra e l’avversario con il quale la sinistra deve cercare di trattare per arrivare a una nuova legge elettorale e un piano minimo di riforme.
-Si libera in un solo colpo di Fini e Casini, perché presto i loro partiti saranno prosciugati,Casini potrebbe emigrare anche a sinistra, ma i suoi elettori li lascerà a Berlusconi, per Fini è ancora più dura, dopo che è stato eroso a destra da Storace e Santanchè rischia un profondo salasso dal nuovo soggetto politico,e lui non può nemmeno andare a sinistra, a meno che non si presenti da Berlusconi con il capo cosparso di cenere.
-Si libera di tutto l’apparato e i colonnelli di Forza Italia,che dalle prossime settimane se non mostreranno di valere,si ritroveranno a spasso.
-Tutti i piccoli partiti che sono nella CDL , tipo Nuova DC,Nuovo PSI,PRI, ecc .ecc. non hanno più scelta o si fondono nel nuovo soggetto o scompaiono.
Insomma è già una vittoria su tutti i fronti, quest’uomo non finirà mai di stupirmi, da domani e per i prossimi mesi non si parlerà che di questo.




17 novembre 2007

LE RIFORME? SOLO DOPO IL VOTO.

Vi propongo l’intervista di Silvio Berlusconi al quotidiano La Stampa.

«Se ho paura di essere accerchiato, di avere tutti contro? Guardi, io sono contento di essere accerchiato. Mai come ora ho tanto consenso nel Paese. Lascio a tutti gli altri, alleati compresi, i giochi di Palazzo e il teatrino della politica».
Niente da fare. Tutti gli chiedono di ripensarci, di sedersi al tavolo delle riforme, ma Silvio Berlusconi non ci pensa proprio. Nell’atrio della sede di Forza Italia, a via dell’Umiltà, il Cavaliere ripete che ha solo due obiettivi in testa: la caduta del governo Prodi e le elezioni. Se gli altri accettano di fissare la data del voto nel 2008 si può parlare di tutto, altrimenti no. Né è impressionato dal cambio di rotta degli alleati. O meglio, le aperture della Lega e dell’Udc al confronto sulla legge elettorale non le condivide, ma le comprende. I toni usati da Gianfranco Fini no. In privato si è anche arrabbiato: «Ha il vizio di litigare con tutti». In pubblico tenta, invece, di ricucire sul piano politico e non. Da quella sera in cui Fini dopo aver visto su «Striscia la notizia» la storia della sua relazione con Elisabetta Tulliani chiamò al telefono Ignazio La Russa ospite di «Matrix» per ordinargli: «Vieni via, sulle reti Mediaset non andiamo più».
Berlusconi, non pensa di aver sbagliato in qualcosa con i suoi alleati?
«Io non ho nulla da rimproverarmi. Nei confronti di nessuno. Certo se poi qualcuno mi tira in ballo per “Striscia la notizia”, che debbo dire? Come si può pensare che io possa essere, chessò, il mandante di una trasmissione di satira che tutti i giorni mi prende in giro. A parte questo, Fini ha ragione. Sono addolorato. Me la sarei presa anch’io. Del resto, sono io che gli ho telefonato per esprimergli la solidarietà. Né tantomeno - per parlare di un’altra accusa che mi fanno - ho spinto Daniela Santanchè a lasciare An»».
Non ha sbagliato neppure a puntare sulla caduta del governo sulla Finanziaria?
«Io non ho mai fissato una data. Ho parlato solo con esponenti del centrosinistra che dicevano peste e corna del governo. Poi è chiaro che se qualcuno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare. Senza contare che i senatori hanno subìto intimidazioni. Il governo ha fatto una pioggia di regali. Gli italiani all’estero hanno ricevuto un forfait di 36 milioni. Alla fine, la sopravvivenza del governo è costata un miliardo di euro».
Alla fine, però Prodi è ancora là...
«Vede, io comprendo l’etica della responsabilità di cui parla Dini. Non credo però che questo governo possa andare avanti. Le dichiarazioni di Dini sono state chiare. Addirittura, non mi aspettavo che Bordon e Manzione facessero un’uscita simile. Né che fossero seguiti a ruota da Pallaro. Ora stanno mettendo in piedi un gruppo parlamentare. Questo gruppo sarà padrone della legislazione. Deciderà ciò che va approvato e cosa no. E c’è ancora la Finanziaria, il welfare e tante altre cose. Il governo cadrà. Neanche le polemiche dentro il centrodestra bloccheranno questo processo. E se ci sarà la crisi, si andrà al voto. E, subito dopo, saremo noi ad aprire immediatamente una stagione per le riforme».
E se, invece, Prodi durasse?
«Loro continueranno a perdere consenso...».
E lei se ne starà fermo. Non aprirà neppure sulla legge elettorale?
«Ci sono troppe posizioni nella maggioranza. Neppure la proposta di Veltroni è chiara. Non ci sono le condizioni per sedersi ad un tavolo per un dialogo serio. E, a ben vedere, neppure dentro il centrodestra c’è una posizione univoca. Ad esempio, se An accettasse un sistema come quello proposto da Veltroni, non conterebbe più niente. Verrebbe marginalizzata».
D’accordo, ma intanto Fini, Casini e Bossi hanno accettato di dialogare con la maggioranza.
«Gli interessi dei partiti del centrodestra sono comuni. Nessuno è uscito dalla coalizione e tutti vogliono mandare a casa Prodi. E comunque, senta bene, qualsiasi dialogo non può prescindere da Forza Italia che è il primo partito del Paese».
Ma i suoi alleati ce l’hanno con lei...
«Io ho dovuto sempre ragionare con tutti, mediare. Mi creda, non è una cosa facile. A volte è estremamente faticosa. E’ proprio il mio ruolo che mi fa dire che non sono fungibile, perché nessuno potrebbe avere la pazienza che ho io».
E se la legge elettorale fosse accompagnata dall’impegno di votare nel 2008?
«Sono a disposizione. Parliamone. E’ quello che vogliono gli italiani. Per ora, non ci sono proposte che giudichiamo valide».
Eppure il suo consigliere preferito, Gianni Letta, ha ipotizzato in un libro-intervista una vasta coalizione per le riforme.
«Intanto si tratta di un’intervista rilasciata mesi fa. Comunque io e Letta siamo le persone più ragionevoli che si possano trovare. Ma lo siamo sulle cose, appunto, ragionevoli, non su quelle impossibili. Chi ha fatto a suo tempo, subito dopo il voto, l’offerta di una grande coalizione? Io. Ma adesso dovremmo condividere la responsabilità del disastro provocato da Prodi. Ora le grandi intese o il governo istituzionale non sarebbero una mossa giusta».




5 novembre 2007

DECRETO SICUREZZA : CDL,NO A QUESTO TESTO.

Si è tenuto  nella residenza romana di Silvio Berlusconi il vertice della CDL, uscito dal vertice dei capi dell'opposizione, in corso a Palazzo Grazioli, Gianfranco Fini ha dichiarato che «al momento non ci sono le condizioni per esprimere un voto favorevole al decreto, nonostante le parole di Padoa-Schioppa e di Amato. Se il testo è quello presentato alle Camere non lo voteremo». Fini ha spiegato inoltre che «nel testo non c'è la norma che abbiamo tutti invocato per l'espulsione dei cittadini comunitari, anche per coloro che sono nell'impossibilità di dimostrare un reddito e anche per la parte relativa alle espulsioni attraverso un intervento coatto. Nel testo - ha concluso Fini - non c'è nulla di esplicito. Di conseguenza - ha sottolineato Fini - presenteremo degli emendamenti unitari che recepiscono questi principi».
Per Pierferdinando Casini (Udc) «la sicurezza dei cittadini italiani merita che l'opposizione si presenti unita. L'esasperazione e la frustrazione davanti alla delinquenza è qualcosa che riguarda tutti i cittadini».
«Abbiamo presentato emendamenti - ha commentato Roberto Maroni, della Lega Nord - Se vengono accolti votiamo sì. Faremo un'azione in fasi: la prima è emendare questo decreto che si limita ai cittadini comunitari» mentre, ha proseguito il capogruppo del Carroccio alla Camera, «il problema è ben più ampio dei cittadini comunitari». E poi «la definizione di una proposta condivisa della Cdl sulla sicurezza, sulla legge Bossi-Fini, sui cittadini extracomunitari e sui clandestini che verrá studiata nei prossimi giorni».
Una posizione critica è stata ribadita anche da Francesco Nucara, segretario del Pri: «Abbiamo deciso di presentare pochissimi emendamenti unitari, cinque o sei. Ma se questi non verranno ammessi voteremo contro». Nucara ha aggiunto ancora che «verrà presentato dalla CDL anche un pacchetto con proposte sulla sicurezza in generale, che riguardano anche gli extracomunitari».
05/11/2007

Bene così, il decreto del governo è un “pannicello caldo” che non serve assolutamente per estirpare un cancro come quello dell’invasione e della delinquenza di comunitari ed extracomunitari.
Non serve a nulla un decreto di espulsione se non è seguito dal rimpatrio coatto,così come non serve a nulla espellere soltanto coloro che vengono colti in flagranza di reato,ignorando tutti coloro che senza un reddito certo e dimostrabile per vivere delinquono o si aggregano a bande di criminali.
E quand’anche si faccia tutto questo non serve a nulla se non si procede a una moratoria dei flussi nel rispetto del trattato europeo,contro i paesi nuovi entrati nell’unione,almeno per qualche anno per arrivare a una stabilizzazione.
Se accolgono le giuste richieste della CDL, il decreto diventa una cosa seria e si può senz’altro votare,altrimenti se lo votino loro,non è un certo un problema.
Il problema purtroppo è dei cittadini,costretti da un governo inetto,indeciso e inefficiente , a vivere con il terrore anche di scendere sotto casa per depositare il sacchetto della spazzatura.




14 settembre 2007

RITORNA IL POPOLO DELLA LIBERTA’.

«Coltivo l'idea di una grandissima manifestazione che sia due-tre volte quella del 2 dicembre: ho visto che il 2 dicembre quest'anno è una domenica e spero di riunire quel giorno tutte le donne e gli uomini delle libertà».
Così si è espresso Silvio Berlusconi alla festa di Azione Giovani di Alleanza Nazionale.
L’intervento del leader della CDL,che ha dialogato a lungo con i giovani di AN ha toccato diversi temi, dalla federazione delle forze del centrodestra che deve portare al Partito delle Libertà, all’occupazione della RAI e delle Istituzioni, e al dialogo sulle riforme.
Su quest’ultimo punto Berlusconi è stato perentorio :”con questa sinistra non si può discutere”,confermando così la chiusura ad ogni dialogo.
"E' come negli ultimi giorni di Pompei...". Silvio Berlusconi per spiegare l'"assalto" alla Rai ha usato questa metafora: come gli abitanti della citta campana cercarono di scappare portando con se' tutto quello che potevano, cosi' il centrosinistra prima di cadere "sta occupando ogni spazio possibile. E' una vera e propria caccia al potere".
"Hanno finito per mettere le mani sulla Rai, così hanno tutte le istituzioni del Paese. Adesso hanno anche lo strumento per poter fare la comunicazione che vogliono al Paese, che peraltro non reagisce come loro desidererebbero a ciò che viene dal governo".
E pretendono anche di mantenere la Presidenza,ma non solo, pretendono anche di nominare un loro esponente alla Corte Costituzionale in sostituzione di Romano Vaccarella che era stato nominato dal centrodestra.
«Sarebbe per me ha detto Berlusconi, una grande soddisfazione se il mio passaggio in politica lasciasse in eredità una grande e compatta forza liberale». Insomma, ha concluso, bisogna andare «dalla federazione verso il partito unico» del centrodestra.
E subito dopo il leader di An Gianfranco Fini si è detto visibilmente compiaciuto e soddisfatto dalla risposta positiva di Berlusconi sul progetto di aggregazione nel centrodestra. Al termine della festa del movimento giovanile di An, Fini spiega che se «il problema politico è quello di arrivare a una federazione delle libertà, a un comitato delle libertà, chiamatelo come volete, nell'ambito del centrodestra», allora «mi sembra che Silvio Berlusconi abbia dato una risposta positiva».





4 agosto 2007

ANDREOTTI INTERVISTA SILVIO BERLUSCONI.

Un giornalista  d'eccezione ovvero il senatore a vita Giulio Andreotti, in qualità di inviato del settimanale DiPiù oggi in edicola,intervista a Palazzo Grazioli Silvio Berlusconi,questi i passi più salienti.

Roma - "L’ho detto più volte: il Paese avrebbe davvero bisogno di una sinistra moderna, moderata, ineccepibile nelle credenziali democratiche. Una sinistra solidamente ancorata ai valori delle socialdemocrazie europee. Purtroppo in Italia questa sinistra non esiste e non sarà il Partito democratico a crearla". "Siamo di fronte a un’operazione di vertice, che fin qui non ha coinvolto in nessun modo i cittadini - aggiunge - Le primarie non cambieranno la situazione perché saranno una sfida tra apparati, ciascuno dei quali metterà alla prova la propria capacità di mobilitazione. Un po' più, e nello stesso tempo un po' meno di un congresso di partito. Il forzato ritiro della candidatura di Bersani mi pare emblematico del grado di controllo che gli apparati continuano a mantenere". "Al di là di questo, chiunque dovesse guidare il Partito democratico e sostituire Prodi alla guida del governo si troverebbe esattamente nella posizione di Prodi. Dovrebbe accettare tutti gli ordini della sinistra estrema o altrimenti andare a casa".
Il governo non ha fatto leggi significative "Non mi sembra che il nuovo governo sia riuscito a fare cinque leggi davvero significative. Ha solo annunciato confusi progetti, che non passeranno mai in parlamento. E poi non credo, a differenza di ciò che fa questa sinistra, che il nostro primo compito, una volta tornati al governo, sarà quello di cancellare il passato".
Nella Cdl niente primarie. Non servono, perché non ci sono dubbi su cosa vorrebbero gli elettori, dice Silvio Berlusconi, intervistato da Giulio Andreotti per il numero di "Dipiù" in edicola domani. E la questione della nuova leadership che pone Pier Ferdinando Casini "non è attuale". Insomma, il leader di Forza Italia riconosce: "Se mi fastidio che si parli sempre più spesso del dopo Berlusconi? Beh, francamente sì, anche se è doveroso pensare al futuro. La leadership la decidono i cittadini con i loro voti. E non mi pare che ci siano nel centrodestra molti dubbi sul voto degli elettori", risponde il Cavaliere quando Andreotti chiede se la Cdl debba fare come il Pd.
Il rapporto con An e l'Udc Quanto al rapporto con Fini "da ricucire", il leader degli azzurri risponde ricordando i 13 anni di "battaglia comune" con An. "Naturalmente - aggiunge - l’alleanza con An, come con gli altri partiti del centrodestra, rientra nell’articolazione bipolare della politica italiana: un sistema, il bipolarismo, che si è realizzato grazie alla nostra discesa in campo nel 1994, e del quale siamo orgogliosi". E Casini? "Non sono mai riuscito a capire in che cosa si sostanzia la distinzione dell’Udc dalla Cdl - dice Berlusconi -. Forse nell’affermazione di un ruolo autonomo dell’Udc? Questo nessuno lo ha mai messo in discussione. Nella scelta del futuro candidato premier? Non mi sembra un argomento attuale". Berlusconi dà "per scontato" la fedeltà dell’Udc al mandato degli elettori e sottolinea come in parlamento "tranne un singolo episodio", l’opposizione sia sempre stata unita.
Quanto ai rapporti personali, "con Pier Ferdinando sono quelli di sempre: assolutamente affettuosi". Tanto più "sui valori che ci uniscono nel Ppe". A proposito dei dissensi nella coalizione, Berlusconi spiega di essere stato "disturbato o meglio addolorato per il disaccordo su importanti provvedimenti" ai tempi del suo governo: "Privatizzazione dei servizi pubblici locali, abolizione dei privilegi delle cooperative rosse, separazione dell’ordine dei giudici dall’ordine dei pubblici accusatori, riduzione dell’aliquota massima per le imposte al 33%".
Tradito da chi cambia bandiera senza idealità Insomma, da chi e quando si è sentito tradito? chiede Andreotti. "In politica, da tutti coloro che cambiano bandiera senza una motivazione politica o ideale - è la risposta di Berlusconi - Da coloro che usano i voti di centrodestra per appoggiare la sinistra. Da coloro che nei momenti in cui sembravamo perdenti, per esempio nel 1996, ci hanno lasciato. Non hanno tradito solo noi, in verità hanno tradito prima di tutto il patto fiduciario con i cittadini. È uno dei modi attraverso i quali si distrugge la credibilità della politica. Questo fa male, molto male, alla democrazia". 
Rifarei tutto ciò che ho fatto "Il paragone con Napoleone? Mi fa sorridere, in verità, anche perchè chi lo propone vorrebbe probabilmente vedermi a Sant’Elena. Credo invece che la prossima Waterloo della politica italiana riguarderà proprio la sinistra". Il Cavaliere affronta anche argomenti della sua vita privata: la moglie Veronica, i figli, il rapporto con la mamma, signora Rosa. E anche quello con la politica. Lei ha tutto: fama, ricchezza, potere. Molti si domandano: perchè si ostina a fare politica?, chiede Andreotti. "Tutto? Esiste una cosa molto più importante, che si chiama libertà. Voglio difenderla e ampliarla, per me stesso, per i miei figli, per tutti gli italiani". Mai un pentimento? "Mai", anche grazie "all’effetto della gente". "Certo ci sono stati momenti di delusionè, aggiunge facendo riferimento alla «notte di spogli e brogli" dopo le elezioni del 2006. Andreotti chiede a Berlusconi che cosa non rifarebbe della sua vita?; e il leader di Forza Italia risponde: "Rifarei tutto ciò che ho fatto. Non ho rimorsi nè pentimenti. Sono in pace con me stesso. Non ho fatto nulla di cui abbia poi dovuto pentirmi. Non ho recato danno a nessuno. Al contrario mi piace pensare che tutti coloro che in qualche modo sono entrati in contatto con me abbiano tratto vantaggio da questa vicinanza. Mi piacerebbe che di me si dicesse che sono un uomo giusto e generoso".
Accuse false contro di me e Andreotti "Accuse strumentali e folli" e "gogna mediatica". Sono le esperienze negative che il Cavaliere dice di aver subito come Andreotti. "Come me - chiede il senatore a vita - lei ha subito varie vicissitudini giudiziarie. Se fosse stato condannato, quali cambiamenti ci sarebbero stati nella sua vita? Ci ha mai pensato?". "La sua vita e la mia, presidente Andreotti - è la risposta di Berlusconi - sono state comunque profondamente influenzate da vicende giudiziarie dalle quali entrambi siamo usciti prosciolti. Lei e io abbiamo dovuto dedicare tempo, risorse, impegno per difenderci da accuse strumentali, calunniose e folli, ma tuttavia sostenute con pervicacia da chi voleva, per via giudiziaria, avere ragione della storia e della politica del nostro Paese. Entrambi abbiamo subito l’esperienza della gogna mediatica, dell’irrisione, del tentativo di emarginazione". "Per lei e per me - conclude il presidente di Forza Italia - alla fine, è esistito un 'giudice a Berlino' che ha saputo ristabilire la verità, la dignità ferita, l’onore leso. Ma certo la politicizzazione della magistratura è un’anomalia patologica che prima o poi dovrà essere rimossa".




25 luglio 2007

RIFORMISTI ALL'AMATRICIANA

Il candidato alla guida del Partito Democratico,Walter Veltroni ci avvisa che la democrazia italiana è malata(Sic),per fornire al paese "istituzioni nazionali forti, e un "sistema politico adeguato" propone dieci "riforme costituzionali" e istituzionali per risolvere la "crisi del sistema".
La ricetta di Veltroni parte dal Parlamento: superare il bicameralismo perfetto (la Camera resta assemblea politica, il Senato rappresenta le autonomie locali) e ridurre il numero dei parlamentari.
Quanto alla forma di governo, Veltroni sceglie il "premierato sul modello europeo". Dunque "rafforzamento dei poteri del primo ministro" (con potere sostanziale di nomina e revoca dei ministri) compensato da nuove e più incisive garanzie per la minoranza.
E ancora "legge elettorale per ridurre la frammentazione e consentire al governo di attuare il suo programma" e "corsia preferenziale in Parlamento per i disegni di legge del governo".
Ciliegina sulla torta il federalismo: Veltroni chiede di attuarne "gli aspetti più innovativi", di accelerare sul fronte fiscale e di consentire "forme particolari di autonomia che possono avvicinare le Regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali".
C'è da rimanere basiti, si ricalca più o meno pari pari la riforma del centrodestra bocciata dal referendum un anno fa,che lo stesso Veltroni avversava.
Possibile che quella che veniva etichettata come "anticamera di un regime autoritario","esautorazione del parlamento"e "onnipotenza del premier" adesso diventa la panacea di tutti i mali?
E' vero che da sempre i "trinaricuti" come nella migliore tradizione comunista,hanno la rara capacità di cambiare posizione a seconda delle proprie convenienze,ma questo mi sembra francamente troppo,non è che dovremo vedere nelle piazze Fini,Bossi,Berlusconi e Casini al grido di "salviamo la costituzione"?
E' inutile,se non si complicano la vita non sono contenti, che bisogno c'è di tentare di far passare come "il nuovo che avanza", uno come Veltroni che andava a Berlino Est ai festival della gioventù comunista ad applaudire i tetri e sanguinari burocrati di Breznev o che il 24 febbraio 1974 organizzava una formidabile manifestazione intitolata: Togliatti con noi. Nel nome di Togliatti le lotte dei giovani per la pace, la libertà, il socialismo,quando per un programma come questo basta e avanza un Calderoli qualsiasi?




21 giugno 2007

ESPRESSA PREOCCUPAZIONE AL PRESIDENTE NAPOLITANO.

 Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Umberto Bossi e Gianfranco Rotondi ieri si sono intrattenuti un'ora e mezza al Quirinale, a colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
"E' una situazione molto preoccupante e questo è quello che abbiamo portato al Capo dello Stato". E' quanto afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa organizzata dalla Cdl dopo l'incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Cavaliere ribadisce che la richiesta dell'incontro è stata sentita come "un dovere in seguito alla campagna elettorale per le amministrative nel corso della quale abbiamo visto da vicino ciò che pensano gli italiani", vale a dire "una profonda e diffusa crisi di legittimità di questo governo".
I lavori parlamentari sono infatti del tutto bloccati,si legifera solo attraverso decreti legge e voti di fiducia.
Il Presidente della Repubblica "è il responsabile del buon funzionamento delle istituzioni" e quindi al Colle "abbiamo fatto presente l'impopolarità di questo governo". 
Il leader della Cdl  ha sottolineato che Napolitano e' stato un interlocutore attento e sensibile e ha mostrato anch'egli preoccupazione "per la mancata capacita' del parlamento di produrre leggi". 
L'incontro del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con i leader della Cdl, secondo fonti accreditate del Quirinale, si è svolto in un clima di reciproco rispetto nel quadro delle rispettive prerogative e responsabilità per il funzionamento delle istituzioni.


20 aprile 2007

IL PIU' AMATO DAGLI ITALIANI .

Il politico più amato dagli italiani? Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Questo quanto emerge dal sondaggio Ekma , che evidenzia come il gradimento per il Cavaliere sia ancora salito rispetto al mese di marzo, passando dal 45 al 47 per cento.
Dietro Berlusconi si posizionano il sindaco di Roma, Walter Veltroni a quota 44 per cento, più uno per cento rispetto al mese precedente, e il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, passato dal 44 al 41 per cento. In quarta posizione il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, stabile al 40 per cento. 
Curioso che tra i cinque politici più amati dagli italiani tre siano dell’opposizione, questo a conferma delle notevoli difficoltà di appeal che l’esecutivo di Romano Prodi sta incontrando. Proprio il Professore continua la sua emorragia di consensi, passando dal 32 per cento al 30 e scivolando in ottava posizione.Gli unici esponenti di governo a guadagnare consensi sono il presidente della Camera, Fausto Bertinotti (dal 32,2 al 34) e il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro (dal 27 al 29), mentre Piero Fassino perde due punti e il vicepremier Francesco Rutelli addirittura tre.


16 aprile 2007

CUFFARO: I NOSTRI VALORI SONO QUELLI DELLA CDL.

Si è chiuso a Roma il congresso dell’UDC  con la riconferma di Lorenzo Cesa a segretario con l’86% dei voti, a Carlo Giovanardi circa il 14% dei consensi, ben oltre le previsioni che lo accreditavano intorno al 10%.

Casini nella relazione finale ha ribadito che l’UDC è alternativa a una sinistra italiana senza valori,per questo vuole costruire un centro dei moderati.

Dopo la standig ovation riservata l’altro ieri a Silvio Berlusconi,calorosi applausi dei delegati per il leader di AN Gianfranco Fini che ha abbracciato Casini, e per Totò Cuffaro.

Il Presidente della regione Sicilia ha sottolineato che “i valori dell’UDC sono quelli della CDL”, ha ribadito la sua stima e amicizia per Silvio Berlusconi e ha pronosticato  la vittoria del centrodestra alle amministrative siciliane,che si svolgeranno 15 giorni prima che nel resto d’Italia, fungendo così da stimolo per tutto il resto del paese.

Cuffaro ha detto di affrontare con serenità il processo che lo riguarda,di essere pronto alle dimissioni in caso di condanna,e di aver rispetto per la magistratura,  non come tanti che la trasformano in uno strumento buono per ghigliottinare la gente.


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