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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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12 dicembre 2008

MAESTRO UNICO:NON CAMBIA NULLA

L’arte della disinformazione, della verità che va adattata alle circostanze, da parte dei campioni della menzogna e del ribaltamento della realtà della sinistra italiana, ha toccato in queste ultime ore,ancora una volta, delle punte notevoli di eccellenza,con la complice ignoranza o malafede, fate voi, della gran parte della stampa e dei media.
E’ successo dunque che, dopo l’incontro di ieri tra governo e sindacati per l’attuazione della riforma scolastica, questi ultimi hanno emesso un comunicato in cui si annunciava che, tra le altre cose “ slitta al primo settembre 2010 l'applicazione della riforma della scuole superiori, inizialmente prevista per settembre 2009” cosa esatta poiché il rinvio servirà a «dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi del secondo ciclo” e che “ il maestro unico sarà facoltativo a richiesta delle famiglie” , cosa del tutto falsa, e così stampa e media in queste ore parlano di “ marcia indietro del governo” , “riforma bocciata” e altre castronerie di questo genere, e non solo, uno “zombie politico” come Veltroni afferma che avevamo ragione noi, le nostre critiche erano fondate, e persino Epifani si entusiasma: “ retromarcia della Gelmini”.
E così il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini per fare definitiva chiarezza sulle cazzate che circolano in queste ore ha emesso una nota :
Nessuna retromarcia del governo è tutto confermato, chiunque affermi in queste ore che è cambiato qualcosa - aggiunge il ministro dell'Istruzione - sta semplicemente dicendo una falsità e cerca in maniera strumentale di mettere in discussione la linea del governo che non è mai cambiata e che non cambia”.
Infatti le famiglie hanno la possibilità di scegliere l’orario più idoneo alle loro esigenze, ovvero il tempo parziale a 24,27,30 ore, oppure il tempo pieno a 40 ore, ma in tutti i casi sarà soltanto uno il maestro responsabile della didattica e riferimento educativo del bambino.
E’ chiaro che sia in caso di tempo parziale sia in caso di tempo pieno un solo maestro non basta a coprire tutto l’orario e si alternerà con i docenti di materie specifiche come religione,lingua e informatica, o un secondo maestro nel tempo pieno prolungato, come previsto nel piano e ribadito nella conferenza stampa a Palazzo Chigi del 2 Ottobre scorso che tutti possono andare a riguardarsi.
Parole chiare e definitive dunque,tanto che si confermano tutte le economie previste nel piano triennale nonché la riduzione degli organici di 87.000 unità che si realizzeranno attraverso la non sostituzione del personale in pensione,insomma se ne facciano una ragione, i moduli e le compresenze sono definitivamente morti e sepolti.
Infine credo che gli elettori della sinistra siano molto più intelligenti dei loro pseudo leader , questa considerazione mi è venuta leggendo le dichiarazioni di quel buontempone di Franceschini che ha affermato : “ i tagli rimangono e resta in campo l’arma del referendum” , e capiscono dunque che è una presa per i fondelli,visto che sulle leggi di bilancio i referendum non sono ammessi come recita l’art.87 della costituzione, su Franceschini,Veltroni e il resto di questa sinistra “parolaia e inconcludente”, non rimane che dare ragione a Berlusconi, il quale da profondo conoscitore di uomini non a caso li ha definiti

EMERITI COGLIONI ! ! !









15 novembre 2008

TAGLIARE SI PUO' ANZI SI DEVE

Più che un onda è stato un gavettone, si può sintetizzare così il flop della manifestazione contro la riforma della scuola svoltasi a Roma dove hanno partecipato poche decine di migliaia di persone, 200.000 secondo gli organizzatori, numeri che,come abbiamo visto nelle settimane scorse sono puro esercizio di fantasia, per la questura infatti non erano più di 30.000 , addirittura a molti studenti il biglietto di viaggio è stato pagato dalla CGIL e dal PRC ,ogni altro commento mi sembra del tutto inutile e inopportuno.
Si è manifestato dunque per la difesa dello status quo dell’università italiana, che come ho spiegato più volte,salvo lodevoli eccezioni che pure ci sono, è una fabbrica di somari e ignoranti, 5500 corsi di laurea tra i più disparati, il doppio della media europea, 90 atenei e 320 sedi distaccate, nessuno di questi presenti tra i primi 150 del mondo, che sfornano un numero di laureati inferiore a quello del Cile, e sulla cui preparazione media è meglio stendere un velo pietoso, insomma una catastrofe e il bello è che si manifesta per conservare tutto ciò.
Ha ragione il ministro Gelmini quando definisce il sistema scolastico e universitario italiano una macchina con il motore rotto a cui è inutile aggiungere benzina cioè soldi se il motore è guasto, oggi come oggi l’università italiana rappresenta un enorme costo per i contribuenti senza nessun risultato apprezzabile,anzi ogni anno si spendono più soldi e va sempre peggio, senza cambiamento non c’è futuro, non ci possiamo più permettere certi lussi, i costi si devono tagliare e la spesa va riqualificata, tagliare si può,anzi si deve, è molto meglio spendere i soldi per togliere l’ICI dalla prima casa piuttosto che spenderli per alimentare baronie e clientele varie nelle università, dove i concorsi vengono vinti dai soliti noti e si danno incarichi a precari che vengono rinnovati in continuazione senza avere un progetto preciso, altrimenti quelli che servono si assumano in ruolo, si sprecano preziose risorse per favoritismi a destra e a manca, per creare corsi di laurea e cattedre inutili, ma cosa c’è da difendere di questo sistema? Persino l’Economist , settimanale britannico che non è mai stato tenero con il governo Berlusconi, sostiene il ministro Gelmini e scrive che
l’università italiana ha disperatamente bisogno di una riforma,essendo il settore peggio gestito, peggio performante e più corrotto d’Italia, e tuttavia resiste al cambiamento.
Il decreto Gelmini sull’università pubblicato qualche giorno fa in gazzetta ufficiale, cui seguirà un articolato disegno di legge di riforma del sistema universitario è una prima risposta nel segno della meritocrazia, qualità, razionalizzazione ed efficienza, apprezzato anche dal Presidente Napolitano.
Solo gli atenei con i bilanci in regola potranno procedere a nuove assunzioni, le commissioni esaminatrici dei concorsi saranno composte da esterni selezionati con sorteggio, si incrementa il fondo per il diritto allo studio e per gli alloggi degli studenti di 200 milioni.
Forza allora ministro Gelmini, affondi il bisturi per eliminare il cancro e le metastasi della conservazione e dello status quo, è un servizio che va reso all’Italia e soprattutto alle nuove generazioni.

UPDATE: «Vogliamo cancellare dalla scuola e dall’università l’ideologia dell’egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti, e lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone».
"Sono orgogliosa del decreto che abbiamo approvato nel penultimo consiglio dei ministri. E' un decreto molto scarno, consta di solo tre articoli, ma vuole essere un primo passo verso il cambiamento", lo dice il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini intervendo all’assemblea dei Circoli del Buon Governo a Montecatini Terme.
"In quel decreto - sottolinea - abbiamo voluto mettere al centro del sistema universitario lo studente e le loro famiglie". E, aggiunge il ministro, pur in presenza "di una finanziaria in cui il nostro obiettivo non è quello di mettere le mani nelle tasche degli italiani, quindi di non aumentare la tassazione, ma di spendere al meglio il denaro pubblico, abbiamo trovato risorse per le borse di studio". Questo governo, sottolinea "per la prima volta è in grado di concedere 180 mila borse di studio a tutti i ragazzi capaci e meritevoli". Inoltre, continua il ministro, "è giusto sostenere le residenze universitarie".
Il diritto allo studio non si attua con l'università sotto casa oppure moltiplicando gli insegnamenti ha proseguito il ministro Mariastella Gelmini, acclamatissima dai giovani presenti, ha sottolineato che l'offerta formativa deve tener conto delle esigenze del mondo del lavoro.
Per dare nuovi finanziamenti all'università tenteremo nuovi percorsi - ha precisato il ministro -. Spero in un grande coinvolgimento delle imprese, ma deve essere chiaro che questo non significa privatizzazione. Stiamo faticando a trovare risorse nel pubblico come nel privato. Ma non possiamo arrenderci a restare tra gli ultimi posti nel mondo come qualità». Gelmini ha quindi ricordato che la nostra prima università si colloca al 192esimo posto nella classifica mondiale: Vogliamo che presto almeno una si classifichi fra le prime cento.
Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, mettendo da parte la paura. Chi sta con i giovani non può che percorrere strade nuove. Le porte del ministero sono aperte a tutti coloro che vogliono dare un contributo alla nostra sfida. Le critiche vanno accettate, ma non accetterò mai di difendere situazioni indifendibili.
Adnkronos














11 novembre 2008

ESSERE UMANO ?

Chissà come soffre, quanta bile deve essersi riversata nel suo corpo dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi, che in aggiunta all’arteriosclerosi e al rincoglionimento proprio di quell’età, alla frustrazione di aver tenuto per tutta una vita orgogliosamente in tasca la tessera di “comunista” e poi aver visto i suoi sogni svanire nel nulla, è quasi giustificato quindi uno come Andrea Camilleri, quando si unisce ad allegri girotondi insieme a “porche con le ali” , pseudo intellettuali e guitti&giacobini da operetta, oppure va arringando liceali nelle loro assemblee.
Non credo che il ministro Maria Stella Gelmini si sia offesa perché uno come Camilleri durante un arringa agli studenti di un liceo ha detto che “non è un essere umano”, non credo proprio, casomai gli avrà suscitato sentimenti di umana pietà, comprensione e compatimento, non può offendere infatti chi, a proposito di esseri umani, a voler essere buoni, è “poco più di un vecchio verme munito di gambe e braccia” , sempre che i vermi non si offendano naturalmente.






31 ottobre 2008

A QUANDO LO SCIOPERO DELLA FAME ?

Dopo aver cooptato i radicali nelle liste del partito democratico, pare che Veltroni ,inseguendo derive populistiche e plebiscitarie, voglia sostituire direttamente anche Pannella in battaglie referendarie che il vecchio leader radicale,forse ormai stanco,non sente più sue.
Non rimane altro,allora, che attendere l’eclatante annuncio di uno sciopero della fame e della sete, che detto tra di noi avrebbe sicuramente un effetto positivo sull’antiestetico ventre del “ perdente di successo”, così la nuova stagione dei pseudo neo riformisti italiani avrà il suo naturale compimento.
Non si capisce che tipo di quesito referendario stanno studiando, visto che, il cuore del decreto Gelmini attiene alla razionalizzazione e riqualificazione della spesa pubblica, legge di bilancio, e pertanto non soggetta a referendum,che lo vogliano fare sui grembiulini e il voto in condotta?
Un referendum che si dovrebbe svolgere nel 2010,solo fumo negli occhi per i fessi che ci credono, poche idee ma confuse.
Non rimane che farsi delle sane risate mentre si assiste all’ennesima involuzione di Veltroni e del PD, che si è rimangiato tutto,ma proprio tutto di ciò che aveva annunciato quando fu eletto segretario, tra l’incudine delle correnti interne e il martello di Di Pietro dall’esterno, e costretto ad inseguire quest’ultimo su tutto, tanto che dopo aver annunciato la fine dell’alleanza solo qualche giorno fa, ha dovuto rimangiarsi tutto e accettare anche un candidato presidente dell’IDV in Abruzzo per limitare i danni di una probabile sconfitta.
Insomma un becero massimalismo, volto a trasformare il PD in partito di lotta e di governo, come nella migliore tradizione comunista, chissà cosa ne pensano le “formiche” di Follini o i “coraggiosi” di Rutelli?
Non imparano mai, nonostante la bulimia dei ripensamenti, che inevitabilmente hanno portato ex e post comunisti con ritardi ventennali a riconoscere i propri errori come il referendum sulla scala mobile o addirittura rivalutare Bettino Craxi ( udite,udite) come alfiere del riformismo e padre della sinistra italiana, adesso si mettono ad inseguire Di Pietro ed Epifani.
Continuano ad ignorare quella maggioranza silenziosa che non scende in piazza,ignorata dai media, ma che ad ogni svolta politica, economica e sociale del nostro paese, puntualmente li prende a ceffoni, a proposito di referendum, oltre al già citato sulla scala mobile, basta ricordare quello sulle televisioni o quello ultimo in ordine di tempo sulla fecondazione assistita, per capire dove si stanno andando a cacciare.
L’istituto del referendum è ormai inflazionato, da strumento eccezionale è diventato regola,tanto che ce ne sono di nuovi ogni anno, e da 10 anni puntualmente gli italiani li disertano, se eleggono un parlamento delegato a decidere non vogliono essere chiamati in causa per qualunque cosa, così il referendum si è trasformato nell’ultima arma dei frustrati che non hanno idee.
Nello sciopero generale della scuola la sinistra ha annunciato siamo " un milione in piazza", dai duemilioni e passa dell’altro giorno, pioggia e umidità fanno male,si sono ristretti.
Ha ragione Luca Ricolfi nel suo editoriale sulla Stampa quando afferma che il sistema dell’istruzione in Italia si fonda tra due patti scellerati : nella scuola, il patto fra insegnanti e famiglie, nell’università il patto fra docenti e studenti. Il cardine del primo patto è: l’importante è che il ragazzo sia sereno, vada avanti senza soffrire troppo, prenda il diploma; che poi impari molto o poco conta di meno. Il cardine del secondo patto è: l’importante è arrivare alla laurea, non importa in quanto tempo e imparando che cosa; noi professori pretendiamo sempre di meno da voi studenti, voi studenti non ci importunate e vi accontentate di quel poco che riusciamo a trasmettervi.
Le manifestazioni di questi giorni si reggono appunto su questi due patti scellerati, anche se io farei un distinguo per gli studenti, non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima che una frangia di essi ,vengono resi inconsapevolmente difensori di interessi ed elite corporative, contro una maggioranza che vuole studiare con profitto,seguire i corsi , dare gli esami e credono nella meritocrazia come sinonimo di democrazia.
E’ normale e prevedibile dunque, che tutti insieme appassionatamente ,sindacati, docenti e non docenti , rettori e baroni vari, studenti massificati ecc. ecc., ovvero coloro che negli ultimi decenni hanno portato il sistema scolastico e universitario allo stato in cui è ridotto,si rivoltino contro chi vuole meritocrazia ed efficienza, e difendono lo status quo con le unghie e con i denti.
I rettori minacciano di dimettersi in massa,magari fosse vero, comunque qualcuno ha iniziato a capire che l’aria è cambiata, e si sta adeguando preventivamente alle misure che il ministro Gelmini ha intenzione di prendere sull’università,come Luigi Frati, neo rettore dell’ Università La Sapienza,che ha intenzione di tagliare da subitocorsi inutili” e “professori fannulloni”, chissà perché i suoi predecessori non ci hanno mai pensato.
Come ho già avuto modo di dire , scuola e università, pubblico impiego e magistratura rappresentano i principali settori in cui si annida l’inefficienza e la conservazione, vanno riformati profondamente e al più presto.
In attesa della riforma della giustizia, speriamo che il ministro Brunetta inizi a mettere i tornelli agli uffici giudiziari, forse inutili dal punto di vista pratico, ma sicuramente utili simbolicamente.









 


29 ottobre 2008

SI ALLA SCUOLA DELLA SERIETA’

Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il decreto Gelmini sul riordino della scuola, che prevede tra le altre cose il ritorno al maestro prevalente, e il voto in condotta che farà media con le altre materie.
«La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto il ministro Gelmini dopo il sì al decreto, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università.
Naturalmente soddisfatto anche il Premier Berlusconi, che riferendosi alle proteste degli studenti : «Spiace che siano stati presi in giro tutti questi ragazzi che manifestano per Roma perché evidentemente è una truffa che si è combinata alle loro spalle , la sinistra è capace di truffare i suoi stessi sostenitori».
Tesi sostenuta anche dal capogruppo PDL al senato Gasparri: "Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato. Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando, istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni" , per essere dei giovani rivoluzionari temono già i reumatismi. Non si e' mai vista contestazione più ridicola, più bugiarda e più manovrata dai partiti.
Ridicoli e patetici gli esponenti delle opposizioni, Di Pietro ha annunciato la raccolta di firme per un referendum abrogativo a cui subito si è accodato il “perdente di successo” Veltroni, ora a parte che sia il DL Gelmini nella parte che definisce le economie, e la legge finanziaria firmata da Tremonti sui tagli all’università, sono leggi di bilancio che non possono essere soggette a referendum, su cosa lo fanno, sul voto in condotta ,sui grembiulini o sul maestro prevalente ,provvedimenti che incontrano il favore della stragrande maggioranza degli italiani?
E’ proprio vero che anche gli asini fanno proseliti, in pratica fumo negli occhi per i fessi che ci credono, dopo che gli italiani hanno disertato in massa tutti i referendum da 10 anni a questa parte, così dopo lo slogan “sulla vita non si vota” per il refendum sulla fecondazione assistita,toccherà coniare “sulla scuola non si votae vedere l’effetto che fa, tutto da ridere se non ci fosse da piangere a causa di un opposizione “parolaia e inconcludente” , è pericoloso creare false aspettative e illusioni, questi apprendisti stregoni ricordino che “ quando si cavalca la tigre è la tigre che guida”.
E’ bello anche scoprire che, grazie a Brunetta la malattia degli insegnanti nel solo mese di settembre è scesa di oltre il 44% , significa un risparmio di oltre 70 milioni sulle supplenze, presto comunque graduatorie e migliaia di precari in anticamera da decenni non serviranno più, servono appunto meno insegnati,più preparati e meglio pagati.
Dopo aver mandato in soffitta il modulo e adeguato la scuola primaria italiana a quella dei paesi europei, sarà bene concentrarsi sull’università, fra qualche giorno il ministro Gelmini ha annunciato la presentazione del piano specifico, vedremo chi si opporrà alle chiusura di centinaia di facoltà con qualche decina di studenti o addirittura interi atenei con buchi di bilancio enormi per dare le risorse a chi le merita, chi vuole mantenere lo status quo di un sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di somari, con le dovute eccezioni che pure ci sono naturalmente, come dimostrano tutte le classifiche internazionali,continui pure a protestare, ma si rassegni, il PDL e Berlusconi non hanno avuto mandato pieno ed assoluto a governare dal popolo sovrano per galleggiare, bensì per cambiare il Paese, come chiede la maggioranza degli italiani, perché il futuro non aspetta.

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29 ottobre 2008

I GENITORI APPROVANO IL DECRETO GELMINI

Un incontro positivo e costruttivo al quale però dovrà seguire una nuova fase di consultazione permanente tra le parti, in particolare in fase di scrittura dei regolamenti del decreto. Le associazioni dei genitori del mondo della scuola (Moige, Agesc, Age, Cgd) hanno incontrato oggi a viale Trastevere il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini per discutere del contestatissimo decreto che porta la sua firma.
"L'incontro con il ministro Gelmini si è svolto in un clima sereno e si è concluso positivamente: la riforma rappresenta un punto di partenza ottimo per ricostruire tutto il comparto scuola e abbiamo ricevuto dal ministro delle rassicurazioni anche in merito alla questione del tempo pieno", spiega Maria Rita Munizzi (presidente Moige): "Possiamo, infatti, affermare che con questa riforma finirà la lotteria e la lotta di migliaia di genitori per poter accedere al tempo pieno nella scuola".
"Il ministro - spiega ancora Munizzi - ha rassicurato noi genitori su questo punto, poiché attraverso la riforma il tempo pieno sarà aumentato al 50%, consentendo così ad una classe su due di poterne usufruire".
Anche per Maria Grazia Colombo (presidente nazionale Agesc) la riunione è andata "molto bene: è stato un momento costruttivo e importante, ora il problema sarà l'attuazione e il regolamento del decreto su cui il ministro ha chiesto che come genitori facciamo da ponte di informazione verso le famiglie. Abbiamo esposto alcuni punti critici sulla confusione generata sul tempo pieno e anche su questo Gelmini ha assicurato che in fase di scrittura dei regolamenti ci sarà meno confusione".
Quanto agli scioperi e ai cortei, per l'Agesc è "legittimo contestare, ma bisogna rimettere al centro la questione scuola, che va affrontata nelle istituzioni: c'è stata una mancanza di voler capire fino in fondo quello che dice il decreto, un po' di pregiudizi che hanno creato allarmismi".
Secondo Davide Guarneri (presidente Age) "è positivo che si sia ripreso un dialogo, che è stato molto sereno: il ministro ha riconfermato che non verrà ritirato il decreto, il resto lo vedremo negli aspetti attuativi e su questo c'è impegno di tutti ad aprire una consultazione permanente. Abbiamo posto anche numerose domande e preoccupazioni, soprattutto per capire quale sia la scelta educativa e pedagogica di fondo del decreto e se non ci sia solo una lettura economica, perchè tutto ci sembra derivare solo dai tagli previsti dalla legge 133. Oltre ai risparmi - prosegue Guarneri - vogliamo ragionare sulla valorizzazione degli istituti. Soddisfazione anche per il tempo pieno: la scuola svolge anche una funzione sociale e abbiamo chiesto maggiore chiarezza. Gelmini ci ha assicurato che le ore saranno molteplici".
Infine per Angela Nava (presidente Cgd) l'incontro ha avuto gli "esiti prevedibili: come Coordinamento abbiamo chiesto di ritirare il decreto, che ovviamente va avanti. Il ministro ha aperto però la strada al dialogo e abbiamo così reiterato la nostra disponibilità ad esserci quando verranno scritti i regolamenti attuativi. Sapendo bene che la politica va avanti per altri canali".

28/10/2008 APCOM       

Bene, è la migliore dimostrazione che le bugie e la disinformazione hanno le gambe corte, adesso chi vuole difendere l’attuale sistema scolastico e universitario che, salvo le dovute eccezioni e punte di eccellenza,è una fabbrica di somari, come dimostrano tutte le classifiche internazionali, faccia pure , tanto non gli cambierà nulla, non preoccupiamoci delle piccole frange che preferiscono protestare e mantenere lo status quo, c’è un'altra Italia che lavora,progetta,vuole migliorarsi e per far questo ha bisogno di scuole ed università efficienti, ed è la maggioranza del paese.
Scuola,pubblico impiego e magistratura sono i settori in cui bisogna incidere con il bisturi in profondità, per estirpare il cancro della conservazione e dell’inefficienza.






24 ottobre 2008

I FALSI CLAMOROSI DI ANNO ZERO

Di solito non mi occupo di Anno Zero, Santoro, Travaglio&C , questa come altre trasmissioni RAI pagate con il canone di tutti i contribuenti è talmente giacobina e faziosa, così evidente agli occhi di tutti, che discuterne è tempo perso.
Un servizio pubblico, pagato appunto dai contribuenti tutti con il canone, ha bisogno di conduttori e giornalisti preparati,professionali e soprattutto imparziali, non di “protesi e ciabatte di partito”, ma non sono mai stata d’accordo per esempio con Giuliano Ferrara quando afferma che in un servizio pubblico, giornalisti come Biagi,Santoro e Luttazzi andavano e vanno “cacciati a calci in culo”, per il semplice motivo che così si fornisce loro l’alibi per il “martirio” , invece data appunto l’evidente faziosità, queste trasmissioni non fanno altro che portare l’acqua al mulino del centrodestra, e così mentre una minoranza di “frustrati & sfigati” si esaltano con questo tipo di trasmissioni, sperando che qualche procura riesca a sconfiggere chi non riesce ad essere sconfitto per via politica, così come successo nella scorsa primavera,anche alla fine di questa stagione televisiva Berlusconi e il PDL incasseranno il “dividendo di spettanza”, con tanti ringraziamenti a Santoro&C.
Pertanto anche Gasparri lasci perdere se hanno allontanato gli studenti del PDL per non farli parlare, è tutto normale, lasci correre, tutti i telespettatori hanno potuto farsi un idea, ed è tutto “grasso che cola” per il centrodestra.
Meno male poi che finalmente domani ci sarà la manifestazione del PD, il “perdente di successoVeltroni, presente anche lui, come una trottola impazzita passa da uno studio televisivo all’altro, una vera e propria bulimia da apparizioni, ma se le poteva risparmiare, la Cgil e Achille Passoni hanno lavorato molto e bene, non tema la piazza sarà piena,ma questo non risolverà i problemi ed il vuoto di idee del PD, ne tantomeno la leadership dello stesso, tanto che la testa di Veltroni,senza aspettare le europee del prossimo anno,sarà chiesta già il mese prossimo dopo le elezioni regionali in Abruzzo.
Comunque ogni tanto un eccezione si può anche fare, e quindi di fronte alle palesi falsità propinate nella trasmissione di ieri sera, vi propongo questa nota diffusa oggi dal PDL, che mi sembra non abbia bisogno di ulteriori commenti.
Nella puntata di AnnoZero andata in onda giovedì sera , che aveva tutti gli effetti speciali per definirsi epocale (la scuola, i tagli del governo, i maestri buoni a far lezione in piazza, Veltroni in studio, la Granbassi che ha scovato una “giovane ricercatrice” che però, poi si è scoperto, era solo una studentessa…), segnaliamo tre chicche probabilmente sfuggite alla concitazione – ma diciamo pure alla santoriana gravitàdel momento.

Uno. Gli slogan “Il governo dà alle banche e toglie alla scuola”. Il governo in realtà non ha erogato neppure cento euro alle banche in difficoltà. A differenza di Francia, Germania, Gran Bretagna e Usa, si è limitato (saggiamente) a mettere a disposizione risorse “per quanto necessario” e non certo gratis ma in cambio di garanzie economiche (delle banche) e sul management (sempre delle banche: chi sbaglia paga). I 40 miliardi di euro ai quali ha fatto riferimento uno studente – anche lui “scoperto” da Margherita Granbassi – sono della Banca d’Italia, la quale a sua volta li preleva dalla Banca centrale europea. E si riferiscono ad uno scambio (anche questo a pagamento) tra titoli di Bankitalia e titoli a rischio degli istituti di credito: uno swap. Invece il governo ha esteso la garanzia dello Stato sui conti correnti, sui depositi, sui risparmi dei cittadini. Quindi non aiuti alle banche, ma ai risparmiatori. Compresi, presumibilmente, Santoro, Granbassi, maestri, professori e studenti in piazza, o loro genitori. Una linea assai apprezzata anche dal Pd: peccato che Veltroni, che pare che del Pd sia il segretario, sia stato colto da improvvisa amnesia.

Due. Il “maestro buono” di Bologna, quello che faceva lezione in piazza Maggiore, nonché unico abilitato a parlare ad Anno Zero, ha spiegato come il maestro unico fosse stato abolito negli anni Settanta, dopo un attento studio da parte “dei migliori cervelli e pedagogisti italiani, ispirati da Don Milani”. Ad una domanda di Michele Santoro, che forse qualche dubbio ce l’aveva, ha chiarito che autrice dell’introduzione del maestro plurimo fu Franca Falcucci, ministra della Dc. Chiariamo. La riforma delle elementari – con l’abolizione del maestro unico – è del 1990. Presidente del Consiglio Andreotti, ministro dell’Istruzione Mattarella. Dal 1985 al 1989 i ministri Falcucci e poi Galloni avevano proposto il maestro plurimo. Aspramente contestati dalla sinistra di allora, in prima fila Repubblica. E don Lorenzo Milani? Era purtroppo scomparso nel lontano 1967.

Tre. Ad un certo punto – per contestare la proposta delle classi d’ingresso per i bambini immigrati che non conoscono l’italiano, del leghista Roberto Cota (in studio) - Michele Santoro ha citato un caso personale: “Mia figlia va a una scuola straniera e si integra perfettamente con i compagni”. Spieghiamo, visto che non l’ha fatto nessuno, e nei limiti della tutela della privacy. La figlia di Santoro frequenta lo Chateaubriand, l’esclusivo e privato liceo francese di Roma. Nulla di male, per carità. Anche Nanni Moretti ha iscritto il proprio figlio ad una scuola americana (l’Ambritt). Anche Anna Finocchiaro e Giovanna Melandri hanno scelto per la progenie scuole a pagamento. E così Bianca Berlinguer; e così i nipoti di Fausto Bertinotti e Luciana Castellina. Siamo sicuri, anzi sicurissimi che la stessa cosa avvenga anche nel centrodestra. Però qui il caso è diverso: Santoro e la sinistra non si sono calati in trincea contro gli “iniqui tagli alla scuola pubblica”? Contro lo “smantellamento deciso da Gelmini e Tremonti”? Non è forse per questo che la ditta Santoro & Travaglio ha ieri sera mobilitato mamme part time, maestri consapevoli, studenti, ricercatori e addirittura rettori (!) pronti alla lotta? E allora come la mettiamo con lo Chateaubriand? O forse stiamo parlando del filetto?

24/10/2008





23 ottobre 2008

BASTA OCCUPAZIONI

"Voglio dare un avviso ai naviganti: non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché l'occupazione dei posti pubblici non è un fatto di democrazia ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato".
Convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule». Poi una nota di colore: «Sono sempre stato uno studente modello, diligentissimo, non ho mai manifestato e ho avuto sempre degli insegnanti esemplari».
Così ha esordito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa congiunta con il ministro Gelmini a Palazzo Chigi, insieme hanno illustrato il contenuto dei provvedimenti su scuola e università, contro palesi falsità ed inutili allarmismi di opposizioni, stampa e sindacato.
E’ intollerabile che delle minoranze di ignoranti, non si possono definire diversamente infatti coloro che difendono l’attuale sistema scolastico e universitario che è una “fabbrica di somari” puntualmente certificata anno dopo anno da tutte le classifiche internazionali, istigate da corporazioni di docenti che vogliono mantenere privilegi e baronie, partiti e sindacati interessati per motivi contingenti di clientelismo e fabbrica di consenso al mantenimento dello status quo, possa impedire il normale svolgersi delle lezioni danneggiando così coloro che vogliono studiare con profitto e chi intende seriamente svolgere il suo ruolo nell’ambito scolastico e universitario.
Questo è un altro caso in cui bisogna usare tutta la “forza dello stato” ,così come è successo per i rifiuti in Campania, il metodo Chaiano insomma, chi vuole manifestare lo faccia pure ne ha tutto il diritto, ma a nessuno è consentito di interrompere servizi e attività di pubblica utilità e interesse, cosa peraltro ampiamente prevista dalle leggi vigenti e sempre poco applicate, è appunto in questi casi che lo stato deve tornare a fare lo stato, usando la forza quando necessario.
L’attuale sistema scolastico e universitario è di per se indifendibile, nella scuola primaria mentre in tutta l’Europa c’è il maestro prevalente da noi “prevale il modulo” ,così che mentre diminuiscono gli alunni aumentano gli insegnanti, la media OCSE è di 13,3 alunni per insegnante, in Italia è di 9,1, se lo può permettere un paese con il terzo debito pubblico del mondo?
E schiere di precari sono disposte ad aspettare anche decenni tra una supplenza e l’altra pur di entrare in ruolo, il tutto per uno stipendio da fame, mentre la scuola italiana ha bisogno di meno insegnati,più preparati e motivati, e soprattutto pagati meglio, cosa che con l’attuale sistema non sarà mai possibile.
L’università,se possibile sta ancora peggio, un confronto con gli altri paesi industrializzati non si può nemmeno proporre, nei nostri atenei si laurea meno gente che in Cile, nessun ateneo italiano è presente nelle classifica dei 150 migliori del mondo, diverse università sono ormai al collasso con buchi di bilancio enormi, l’inefficienza e la disorganizzazione regnano sovrane, 37 corsi di laurea con un solo studente; 94 università e più di 320 sedi distaccate nei posti più disparati; 327 facoltà che non superano i 15 iscritti; 5.500 corsi di laurea (il doppio della media Ue); 170mila materie insegnate rispetto alle 90mila della media europea, e come se tutto ciò non bastasse,negli ultimi sette anni a fronte di un aumento degli iscritti del 7% i docenti sono aumentati del 22%.
Di fronte a questa catastrofe e a questo fallimento totale,qualcuno è in grado di spiegare cosa c’è da protestare e da difendere? Cosa c’è da salvare?
E’ questo lo sfascio a cui ci ha portati la cultura sessantottina dell’egualitarismo e dell’assistenzialismo che hanno trasformato il sistema scolastico italiano in un “erogatore di stipendi” e utilizzato come “ammortizzatore sociale”, l’ideologia progressista che ha fatto solo progredire l’ignoranza.
I provvedimenti varati dal ministro Gelmini sono soltanto una prima risposta che tenta di introdurre la cultura della responsabilità, merito ,autonomia e valutazione, apprezzati dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ma i campioni della conservazione e dell’assistenzialismo naturalmente non ci stanno, hanno persino accusato il Presidente Napolitano di essersi intromesso a gamba tesa nella questione solo perché qualche giorno fa ha dichiarato che le innovazioni e i risparmi sulla scuola sono necessari e non si può dire sempre no.
Qualsiasi partito della sinistra europea e riformista di fronte a tale sfascio attaccherebbe il governo in carica, magari perché i provvedimenti sono ancora insufficienti e ci vuole ben altro, in Italia invece coloro che si dichiarano riformisti e di sinistra, ovvero il partito democratico, per bocca di Veltroni chiede al governo di ritirare il decreto e il vice Franceschini dichiara candidamente : “noi stiamo con gli studenti” (Sic), nessuna meraviglia comunque,questi il riformismo non sanno nemmeno dove sta di casa, riformisti all’amatriciana, che addirittura protestano contro l’attuazione di provvedimenti fatti dai loro governi come il libro bianco sulla scuola che prevede appunto l’insostenibilità del sistema , o misure firmate dagli ex ministri Berlinguer e Bassanini.
E’ evidente che ci sono due Italie, una che vuole innovare, progredire , studiare , realizzarsi , ed essere,perché no, gratificata economicamente, ed è questa che la forza dello stato deve tutelare, poi ci sono frange minoritarie che preferiscono protestare e mantenere lo status quo, che manifestino e protestino pure, è un diritto previsto dalla legge e dalla costituzione, ma assolutamente no ad occupazioni,interruzione di servizi di pubblica utilità,blocchi stradali o ferroviari ecc. , sono del tutto abusive e illegali, anche se tollerate in passato da un buonismo scellerato con gravi disagi per la cittadinanza, bene ha fatto il Presidente Berlusconi ad avvisare che interverranno le forze dell’ordine.
Sono tre i settori in Italia ,nei quali bisogna operare in profondità per eliminare il cancro dell’immobilismo, spreco, e inefficienza : scuola,pubblico impiego, e magistratura.
Su scuola e pubblico impiego si sta procedendo bene, speriamo non tardi molto la riforma della giustizia e della magistratura.












15 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI STRINGONO INTORNO AL PREMIER

In questi giorni due diversi sondaggi confermano,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, il livello record di fiducia e di consenso che gli italiani hanno nei confronti di Silvio Berlusconi e del governo.
Secondo un sondaggio di Euromedia Research , la fiducia degli italiani nel Premier si attesta intorno al 70% , il consenso record viene confermato anche da un altro sondaggio di IPR Marketing commissionato da Repubblica,seppure con percentuali leggermente inferiori.
Non è un caso che tale livello di fiducia e di consenso sia raggiunto nel bel mezzo di una crisi finanziaria globale senza precedenti, avere un leader forte,carismatico e autorevole come Berlusconi, con alle spalle una storia di uomo e imprenditore di successo, rassicura e tranquillizza i cittadini, solo lui può avere la credibilità di mantenere per quanto possibile l’Italia al riparo dalla tempesta globale e uscirne fuori al meglio.
Per quanto riguarda il governo è Giulio Tremonti il ministro più stimato, il “guru” dell’economia che si permette di smentire analisi e previsioni di autorevoli economisti di mezzo mondo con : “tacete voi che non avevate capito nulla” , da lui, uno dei pochi al mondo, che aveva previsto in tempi non sospetti la tempesta finanziaria che stiamo vivendo, e che per questo ha blindato i conti pubblici prima dell’estate con una manovra triennale, gli italiani si aspettano risposte alle loro ansie e misure adeguate a fronteggiare l’emergenza che si sono incominciate a materializzare con i due decreti del governo sulla garanzia dei risparmi e sulla prevenzione di eventuali fallimenti bancari.
A seguire il ministro Brunetta, l’incubo dei fannulloni,che è riuscito a mettere i tornelli persino a palazzo Chigi, poi il ministro dell’interno Maroni, il ministro delle attività produttive Scaiola e il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini le cui misure su una nuova scuola e università fondate su serietà, rigore e merito sono condivise da larga parte dei cittadini.
Le intenzioni di voto vedono PDL (42.7%) Lega Nord(9,3%) e MPA(0,6%) insieme al 51,6% , IDV al 5,4%, UDC intorno al 4% , Il Partito Democratico al 28.8%, Rifondazione Comunista al 3%, Verdi e PDCI 1%, La Destra 1,4% , altri sotto l’ 1% .
Come si evince chiaramente,ululare alla luna, parlare di democrazia in pericolo, anomalia e tutto il repertorio dell’antiberlusconismo militante, non paga, come succede esattamente da 15 anni, gli italiani non ci cascano , anzi tutto ciò accresce la fiducia e il consenso in Berlusconi e il suo governo,come al solito non imparano mai.
Per le opposizioni in generale e per il partito democratico in particolare portatori della peggiore “politica politicante” e di un opposizione “parolaia e inconcludente” si prospetta una lunga, lunghissima traversata del deserto.




3 ottobre 2008

LA SCUOLA DIGITALE

"Ci sono due Italie : quella che lavora, progetta e vuole essere pagata meglio. Poi ci sono piccole frange che preferiscono protestare e mantenere lo status quo: lasciamoli stare".
Così il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini ha commentato il sit-in di protesta davanti al ministero di un gruppo di precari e genitori, contro i recenti provvedimenti nel settore dell’istruzione, graditi peraltro alla stragrande maggioranza dei cittadini.
Il ministro Gelmini insieme al Premier Berlusconi in una conferenza stampa ha presentato la “riforma digitale” della scuola italiana, Berlusconi e la Gelmini hanno spiegato che dai primi giorni del prossimo mese verranno consegnate 10 mila lavagne interattive multimediali (Lim) in 11mila classi delle scuole secondarie di primo grado. Una prima tranche che portera’ entro il 2009 ad una copertura del 40% degli istituti italiani. Per questo primo ’lotto’ di 10mila lavagne c’e’ stato un investimento di 20mila euro. Mentre dal prossimo anno saranno a disposizione altri 10mila euro, per mettere a disposizione di altre scuole questa nuova modalita’ di apprendimento. Le lavagne, e’ stato spiegato saranno fornite alle scuole complete di videoproiettore e casse acustiche, insieme e ad un pc portatile. I contenuti proiettati sulla lavagna interattiva, che deve essere collegata a un videoproiettore e a un pc, funzionano esattamente come un computer. Le icone possono essere cliccate, i file selezionati, trascinati, aperti, modificati, collegati, salvati e cancellati. Sulla Lim i gesti familiari della scrittura e del disegno vengono codificati in forma di "inchiostro digitale".
Il ministro Gelmini ha inoltre annunciato che, contemporaneamente alla distribuzione di queste prime 10mila lavagne, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica organizzerà un percorso di formazione rivolto a 24mila docenti di tutte le discipline per la progettazione di attività didattiche che sperimentino l’uso della Lim. "Il processo di innovazione aperto dalla lavagna interattiva multimediale - ha sottolineato Gelmini- consentirà di sperimentare un nuovo rapporto tra libri di testo e contenuti digitali e i docenti avranno la possibilità di sviluppare nuove soluzioni e metodologie didattiche che prevedano una forte integrazione tra testo a stampa e contenuti digitali".
"Oggi ha detto Berlusconi diamo il via alla scuola digitale in Italia. Questo è davvero l’inizio di un cambiamento che dovrà marciare a tappe forzate per colmare il grave ritardo con cui abbiamo trovato l’istruzione in Italia". Berlusconi ha ricordato il progetto della scuola delle tre ’I’, che "rimane valido, anche se purtroppo negli ultimi due anni ha segnato il passo a causa della politica della sinistra. La scuola, per troppo tempo è stata usata non con l’obiettivo della formazione ma come ammortizzatore sociale. Gli insegnanti sono tanti, costano tanto anche se hanno una retribuzione modesta, e l’obiettivo della formazione è inadeguato per la nostra società ma anche per le imprese". Il presidente ha poi fatto riferimento alle polemiche innescate dalla sinistra sul maestro unico: "Grazie all’introduzione del maestro unico il tempo pieno, cosi’ utile per le famiglie, sara’ aumentato del 50%. I bambini non avranno a che fare con un solo maestro. Avranno quello di educazione fisica e quello d’inglese. Poi ci sara’ uno che diventera’ il punto di riferimento fondamentale. Noi avremo meno insegnanti e seguiremo l’esempio dell’Europa. La nostra intenzione e’ di pagarli meglio. La scuola che abbiamo in mente guarda ai giovani e al futuro, con insegnanti che fanno con sobrieta’ e passione il loro lavoro".
"Dico in modo chiaro e deciso che non ci sara’ nessuna cacciata. Gli 87 mila insegnanti di meno da qui a tre anni li raggiungeremo per effetto dei prepensionamenti e del blocco del turn over".
Al termine della conferenza il presidente del Consiglio e il ministro Gelmini hanno consegnato un attestato e un assegno di mille euro a 20 dei 4mila studenti che hanno preso 100 e lode all’esame di Stato. A questo proposito Gelmini ha annunciato un aumento degli incentivi all’eccellenza che passeranno dagli attuali 5 mln di euro a 8 mln di euro.
Adnkronos

Bene così, un paese come il nostro,con il terzo debito pubblico del mondo non può permettersi un rapporto alunni-studenti di 9,1 contro i 13,3 della media OCSE.
Servono meno insegnanti,più pagati,preparati e motivati, non conta il numero degli insegnanti ma la qualità dell’istruzione, con i risparmi così ottenuti si possono dotare gli istituti di strumenti tecnici e didattici all’avanguardia come appunto le “lavagne interattive multimediali”,invece di spendere il 97% delle risorse per gli stipendi degli operatori della scuola,con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
E’ proprio questo che deve fare un governo che governa, razionalizzare la spesa e migliorare la qualità del servizio, le chiacchiere sulla rovina della scuola e altre castronerie di questo genere lasciamoli pure ai sindacati obsoleti e alla sinistra “parolaia e inconcludente” che difendono lo “status quo” senza avere uno straccio di idea in proposito.

ANCHE LA SCUOLA HA VOLTATO PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE !!!




20 settembre 2008

LA NUOVA SCUOLA DI S.GIULIANO

Accompagnato dal Capo della Protezione Civile, Bertolaso,e dal ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini,Silvio Berlusconi, accolto dal personale e dai bimbi che hanno intonato una canzone in suo onore, ha fatto visita alla nuova scuola di S. Giuliano di Puglia, dove nel terremoto del 2002 perirono 27 alunni e una maestra.
Prima di giungere alla scuola il Premier si è fermato al cimitero dove ha deposto una corona di fiori bianchi in omaggio alle piccole vittime del sisma.
Il premier ha regalato ai piccoli studenti una copia della Costituzione,ha cantato insieme a loro, e ha annunciato un piano del governo per la ristrutturazione e la messa in sicurezza "da subito, di cento scuole".
Anche se, come lui stesso ha aggiunto, "in tutta Italia sono molti di più gli istituti che hanno bisogno di essere revisionati: 2700 nei paesi ad alto rischio sismico e 12 mila in quelli a medio rischio". "Mi impegno personalmente - ha proseguito - perché il sacrificio dei ventisette bimbi non sia vano. Mi impegno a sostenere l'opera del sindaco".
"E' importante, fondamentale studiare e imparare l'educazione civica": questo ha detto il capo del governo agli alunni delle elementari, mentre consegnava loro una copia della Costituzione italiana. Una bambina della prima classe - Maria Pia Barbieri, la prima nata a San Giuliano dopo il sisma, precisamente sette giorni più tardi - gli ha regalato dei fiori.
Berlusconi poi ha visitato l'istituto, ha donato libri alla biblioteca, ha visto il tetto dove è stato installato un sistema fotovoltaico, e gli isolanti sismici posti sotto l'edificio. Si è intrattenuto anche in una classe interamente arredata, dedicata alla memoria dei bambini morti durante il terremoto del 2002, che rimarrà vuota e senza alcuna targa commemorativa.
Adnkronos

Tutto bene dunque, tranne un piccolo dubbio che mi è rimasto: “come mai pur in presenza di ventisette piccole vittime non c’era neppure uno straccio di maestra con il lutto al braccio” ?






15 settembre 2008

MARIA STELLA GELMINI SUPERSTAR

Una valanga di consensi per il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, come certifica l’ultimo sondaggio specifico effettuato dall’istituto Piepoli per il settimanale Panorama, i recenti provvedimenti del ministro in campo scolastico,che tendono al superamento della cultura del 68 che ha fatto della scuola italiana un “erogatore di stipendi” e un “ammortizzatore sociale”, introducendo la cultura della responsabilità , merito ,autonomia e valutazione, ricevono un larghissimo e vasto consenso dai cittadini italiani,superando le più rosee aspettative.
Maria Stella Gelmini si conferma così uno dei ministri di punta,capace di interpretare al meglio il decisionismo del governo, ha superato in popolarità persino Brunetta e a questo punto incalza direttamente il Premier.
Non a caso lei e Angelino Alfano da qualche tempo erano diventati i giovani pupilli di Berlusconi,che da profondo conoscitore e valutatore di uomini e qualità umane se li coccolava gelosamente,adesso lo stanno ripagando.
Questo in sintesi il giudizio dei cittadini sui principali provvedimenti del ministro:

-RITORNO DEL VOTO NUMERICO  FAVOREVOLI 79%

-VOTO DI CONDOTTA                  FAVOREVOLI 85%

-MAESTRO UNICO                        FAVOREVOLI 61%

-MINISTRO GELMINI                     FIDUCIA       66%

Come si vede sono risultati che, pur con tutte le cautele dei sondaggi,parlano da soli e dimostrano chiaramente la tendenza favorevole della stragrande maggioranza dei cittadini italiani.
Annesso al sondaggio sui provvedimenti del ministro Gelmini viene pubblicato anche il sondaggio sulle intenzioni di voto,che riporto sotto, il quale non ha bisogno di ulteriori commenti.
Qualcuno avvisi Veltroni, che ieri blaterava di paese rovinato,scuola distrutta e altre castronerie che non riporto per carità di patria, che la realtà è ben diversa, che lui e il PD non sono minimamente considerati come alternativa dagli italiani ,che d’altronde li hanno sonoramente bocciati, scenda da “second life” e cerchi di capire e interpretare il “paese reale” , faccia l’opposizione contro il governo non contro il paese e l’evidenza della realtà, ma probabilmente si dovrà aspettare qualcun altro,lui è già bollito.

UPDATE : Che vergogna, una minoranza di operatori della scuola, ovvero i soliti che mirano alla conservazione dello status quo, e hanno ridotto la scuola italiana allo sfascio, non esitano a strumentalizzare i bambini, vestendosi a lutto, per protestare contro i sacrosanti provvedimenti del ministro Gelmini.
Il primo giorno di scuola dovrebbe essere una festa gioiosa per i bambini, e invece costoro per bassi scopi politici non esitano a terrorizzarli e a creare un clima di paura e allarmismo.

VERGOGNA, VERGOGNA E ANCORA VERGOGNA!!!

Tiri dritto ministro, contro i campioni dell’egualitarismo sessantottino e l’assistenzialismo che si oppongono al merito e alla responsabilità, il popolo è con Lei e con il governo.








1 agosto 2008

INDISCIPLINATI DIETRO LA LAVAGNA

Come annunciato dal ministro Maria Stella Gelmini torna il 7 in condotta, il grembiule e i recuperi a settembre, è questo il contenuto del DDL approvato oggi in consiglio dei ministri, tra le altre novità, la Carta dello studente "Io studio", che fornisce agevolazioni utili per i giovani, dall’accesso gratuito alle aree archeologiche agli sconti per i trasporti pubblici, dai biglietti ridotti per cinema e teatro agli sconti sui libri. Dal prossimo anno scolastico saranno distribuite due milioni e mezzo di carte a tutti gli studenti delle scuole secondarie superiori.
Ai miei tempi si andava dietro la lavagna”, ha chiosato Silvio Berlusconi in conferenza stampa dopo l'approvazione del ddl. “È una risposta importante agli atteggiamenti di bullismo che ci vengono illustrati dalla stampa quasi quotidianamente”, ha aggiunto il premier. Il provvedimento riguarda tutti gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Naturalmente il voto in condotta influirà sulla valutazione globale degli studenti e sull’ammissione agli esami di stato, cosa ci si potrebbe aspettare infatti, da uno studente magari preparato, ma che sia un bullo o un maleducato? E di solito i due aspetti difficilmente coincidono.
Bene, torna la serietà a scuola con il voto in condotta,e anche il ritorno della divisa è un fatto importantissimo,così i ragazzi piuttosto che con le griffe,potranno distinguersi tra di loro con l’applicazione ed il profitto,anche la scuola ha bisogno di un “drizzone”,ma ne ha bisogno l’Italia tutta come ha detto ieri Berlusconi in un intervista a Canale5.

ANCHE LA SCUOLA VOLTA PAGINA
E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !





 



25 giugno 2008

LA FABBRICA DEGLI STIPENDI

La scuola italiana nel suo complesso è ormai diventata e percepita come una “fabbrica di stipendi” e posti sicuri, non si spiega altrimenti come mai ci siano tanti uomini e donne, i cosiddetti precari, il cui numero è attualmente di circa trecentomila, che sono disposti a fare supplenze nelle sedi più disparate, che aspettano con ansia la nomina per qualche mese o un incarico annuale, il tutto mentre passano anni e anni,addirittura decenni con la speranza di essere immessi in ruolo definitivo, questo nonostante il calo accentuato negli ultimi decenni di alunni per mancanza di nascite che non vengono riassorbiti dai figli degli immigrati nel nostro paese.
Si è arrivati all’assurdo che nel nostro paese si ha un rapporto di 9,1 alunni per ogni insegnante,contro una media OCSE di 13,3,naturalmente anche il personale ausiliario, tecnici, amministrativi, dirigenti ecc. sono in funzione di tale rapporto, con il risultato che il nostro personale insegnante è il peggio retribuito in ambito europeo, con una carriera piatta,uguale per tutti e senza meritocrazia o quasi, questo comporta che la stragrande maggioranza delle risorse vengono impiegate per retribuire tutta questa pletora di personale con benefici nulli per il miglioramento dell’istruzione degli alunni e del livello qualitativo della scuola stessa, è difficile infatti credere che un insegnante bravo che viene retribuito allo stesso livello di un mediocre possa avere voglia di continuare a impegnarsi a far bene all’infinito il suo lavoro.
E così non appena il neo ministro dell’istruzione e università,Gelmini, ha reso nota la bozza del suo piano che prevede di alzare il rapporto insegnanti/alunni di un punto al 10,1 entro il 2012 e comunque sempre molto sotto la media OCSE, il che significherebbe all’incirca un centomila cattedre in meno con un risparmio di otto miliardi, si sono subito levati gli alti lai della trimurti sindacale, che parlano di attacco alla scuola pubblica(Sic) e smantellamento della stessa, come se avere più insegnanti significa più qualità,tutt’altro.
E’ incredibile invece lo scempio a cui si deve assistere a ogni inizio di anno scolastico, dove per formare le classi anche solo di 10 alunni si chiedono deroghe continue,il tutto per mantenere quanta più gente in servizio,non certo per migliorare la qualità e il livello dell’istruzione.
Sono disposta ad avere un po’ di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati” dice il ministro Gelmini, la scuola va considerata "un servizio di cui dobbiamo abituarci a misurare i costi, i benefici, la qualità, il grado di soddisfazione degli utenti e di coloro che vi lavorano".
Sante parole, le risorse che si risparmieranno nella razionalizzazione, almeno una parte va certamente impiegata per migliorare l’aspetto economico degli insegnati più bravi e capaci e per dotare gli istituti di strumenti tecnici e didattici all’avanguardia,solo così potremo sperare di avere una scuola che formi allievi preparati ad affrontare la vita e il mondo del lavoro.
Naturalmente questi sindacati obsoleti,con la vecchia logica di dare “tutto a tutti” non saranno d’accordo, ma bisogna farlo a tutti i costi, lo richiede il paese e le attuali contingenze formative, non si può andare avanti con le vecchie logiche, sono curiosa di vedere il ministro alla prova.
Intanto bisogna far presente alle centinaia di migliaia di precari che non ci sarà spazio per tutti, e con il calo delle nascite sarà sempre peggio, pertanto pensino anche a professioni alternative, ce ne sono di meglio e meglio retribuite, non c’è solo la professione di docente e la scuola, piuttosto che aspettare una immissione in ruolo anni e decenni,se mai arriverà.




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