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che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

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...andremo avanti con la forza
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della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
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Silvio Berlusconi  
























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un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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Silvio Berlusconi





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CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
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LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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25 settembre 2007

VISCO SE NE DEVE ANDARE.

 Mentre al Senato si avvia la calendarizzazione della mozione presentata da D’Onofrio(UDC) a nome di tutta la CDL, che torna a chiedere a gran voce le dimissioni del viceministro Visco dopo gli sviluppi dell’inchiesta della procura di Roma afferenti alla rimozione del Gen. Speciale comandante generale della Guardia di Finanza, anche Di Pietro con una lettera al Corriere chiede “un passo indietro” all’esponente di governo,anzi secondo l’ex PM,questa sarebbe una buona occasione per incominciare l’operazione di “snellimento “ di ministri e sottosegretari.
A questo punto sono proprio curiosa di vedere chi, e soprattutto con quali argomenti, difenderà l’operato di un “tre volte bugiardo”, così come scrivono a chiare lettere i magistrati della Procura di Roma.



Update 25/09/2007: La mozione sul ritiro delle deleghe a Visco è stata calendarizzata, e sarà discussa e votata in senato mercoledì 3 ottobre prossimo.


22 settembre 2007

UN BUGIARDO CON LA BAVA ALLA BOCCA.

 C’è da rimanere basiti nel leggere le carte della procura di Roma in cui i PM chiedono l’archiviazione del procedimento contro il vice ministro Visco, a cui viene contestato un comportamento illegittimo,ma non illecito perché non si è realizzato il dolo.
E ti credo,l’illiceità si sarebbe manifestata con l’effettiva rimozione degli ufficiali dalla sede di Milano,cosa impedita appunto dal Gen. Speciale,che ha pagato con la sua rimozione il fatto di aver difeso i suoi uomini.
Le conclusioni dell’indagine dei PM romani non lasciano adito ad alcun dubbio:
La condotta tenuta - scrivono - è illegittima, perché in violazione di specifiche norme di legge che non gli conferiscono il potere di disporre o di ordinare il trasferimento di ufficiali del Corpo" (si trattava della catena di comando della Guardia di Finanza di Milano). Visco ne "aveva la consapevolezza" e "volontariamente ha tenuto comportamenti antigiuridici".
Sulle ragioni di tale comportamento Visco "ha reso dichiarazioni non solo poco plausibili, ma completamente smentite dagli accertamenti svolti, dagli stessi testimoni da lui indicati, dalla documentazione acquisita".
Visco è un bugiardo,ha mentito almeno tre volte,scrivono i PM romani: 
“Visco - censurano - non dice il vero sull'origine della storia. Perché non è vero che la decisione di trasferire i quattro ufficiali di Milano maturò dopo un incontro del 13 luglio 2006 con l'allora comandante in seconda Pappa e il capo di Stato maggiore Favaro. E' vero semmai il contrario. "In quell'incontro il viceministro si presentò già con un appunto sugli ufficiali in questione". Come è altrettanto vero che "dalla documentazione prodotta dal generale Speciale è emerso che tentativi di interferenza siano emersi anche in altre occasioni". E' - sostengono - la prima bugia di Visco. Non l'ultima.
La seconda riguarda "l'attività e professionalità dei quattro ufficiali di Milano di cui aveva ordinato il trasferimento". Non è vero che mostrassero lassismo nel contrasto all'evasione fiscale. E' vero se mai il contrario. "I quattro ufficiali godevano di giudizi lusinghieri". La terza ha a che vedere con la circostanza che i quattro "da troppo tempo fossero a Milano". Perché, scrivono i pm, è lo stesso Visco, durante il suo interrogatorio del 28 giugno, ad ammettere di "non avere la più pallida idea di cosa facessero". Di essere a conoscenza soltanto "del loro rapporto molto stretto con i vertici della Guardia di Finanza e, presumibilmente, con la precedente gestione governativa". "Dichiarazione - chiosano i due magistrati - che sicuramente confligge con i principi che nel nostro ordinamento regolano il rapporto tra autorità politica e autorità amministrativa".
Altre chicche sulla statura morale e professionale di Visco emergono dalla lettura dei verbali di interrogatorio
Sono io il vero ministro». Una premessa. Visco sostiene a verbale d’essere vice di Tommaso Padoa-Schioppa solo sulla carta. In realtà è lui il vero ministro: «No non sono neanche viceministro - si legge a verbale - se non formalmente, cioè io sono una persona che avendo fatto il ministro delle Finanze, ministro del Tesoro, si è prestato a fare questa cosa, perchè serviva alla Camera e dato che il ministro dell’Economia è un mio vecchio amico e non è un politico io l’ho fatto per dovere..».
«io ho diretto la Guardia di Finanza per quattro anni».
Visto che gli ufficiali erano stimati, portavano i risultati, qual è il vero motivo della rimozione? «A me serviva avere lì gente - sibila - che riprendesse a controllare l’economia milanese».
Ammette: «Quando telefonai a Speciale con la bava alla bocca... per il resto l’ho trattato a pesci in faccia».
Come tutti facilmente possono evincere,è finalmente chiaro nella vicenda tra Visco e l’ex comandante della Guardia di Finanza chi ha mentito,e la storia non finisce certo qui, il Gen. Speciale ha annunciato di voler andare fino in fondo, e già a Novembre ci sarà la deliberazione del TAR che si pronuncerà sul decreto di rimozione impugnato dall’alto ufficiale.
Io mi domando e vi domando, come si fa a tenere sulla poltrona di ministro un’arrogante bugiardo che non ha avuto nemmeno il buon senso di fare gli interessi suoi e dei suoi “compagni di merende”,con un minimo di tatto,accortezza e diligenza?
Altri si sono dimessi per molto meno, come si può chiedere poi al cittadino di avere fiducia nelle istituzioni e nella politica?
Ai tempi del vecchio PCI uno come Visco, che arrecava tali danni di immagine e credibilità al partito sarebbe stato cacciato a calci in culo dalla mattina alla sera, ma qui è una storia diversa,questi la dignità non sanno nemmeno dove sta di casa.
E’ proprio vero,non ci sono più i compagni di una volta.




4 luglio 2007

MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO VISCO.

Una mozione che prevede il ritiro definitivo delle deleghe sulla Guardia di Finanza e l'invito alle dimissioni del viceministro Visco sarà presentata al senato dalla CDL.
Dopo la destituzione del comandante in capo della GDF ,generale Speciale colpevole di aver difeso i suoi uomini dalle pesanti pressioni e interferenze del viceministro, Visco è indagato dalla procura di Roma per "tentato abuso d'ufficio e minacce".
Una vicenda squallida, il gen.Speciale ha annunciato intanto il ricorso al TAR dopo la sua destituzione e la querela contro esponenti del governo per offese e calunnie nei suoi confronti.
Gli attestati di stima e solidarietà dei COCER di tutti i corpi armati nei confronti del generale Speciale dimostrano che si è offeso l'onorabilità dei militari tutti,e i militari sono come gli elefanti non dimenticano.
Cos'altro ci vuole ancora perchè un esponente del governo rassegni spontaneamente le dimissioni dopo che il governo stesso gli ha ritirato le deleghe sulla Guardia di Finanza?
In passato si sono dimessi ministri per molto meno.




6 giugno 2007

TRAFFICARE NON E’ GOVERNARE.

Una figuraccia per i “ zucconi”  di  Repubblica e per uno dei suoi giornalisti di punta, Giuseppe D'Avanzo. Nell'articolo di lunedì 4 giugno “La nuova P2 del ricatto è pronta alla spallata” l'unico vero elemento a sostegno della tesi, che punta a screditare gli scoop de Il Giornale sul caso Visco-Gdf, è il fatto che il ministro dell'Interno Giuliano Amato non ha mai incontrato il direttore del Sisde Franco Gabrielli. Peccato che nel solo 2007 ci siano stati ben cinque faccia a faccia tra il numero uno dei servizi segreti civili e il responsabile del Viminale. Come ha dovuto ammettere lo stesso D'Avanzo, con una precisazione però ben nascosta a pagina 20, infilata tra i commenti, e nemmeno firmata ma soltanto siglata (g. d'a). Poche righe che si chiudono così: "Me ne scuso, dunque, con i lettori e con gli interessati". Come se fosse un dettaglio, come se fosse una cosa da nulla. Anzi, è una cosa da nulla. La sua inchiesta priva di qualunque fondamento fattuale.

Nel frattempo viene pubblicato  un presunto dossier sull’operato dell’ex ministro Giulio Tremonti al ministero dell’economia sui rapporti tra quest’ultimo e i vertici della GDF,redatto secondo i “zucconi” di Repubblica da Visco in persona , in cui si accusa Tremonti di aver sostituito tutti i vertici della GDF  senza che nessuno si sia opposto o abbia protestato.

Tremonti ha diffuso una nota informativa dall’eloquente titolo : “ trafficare non è governare” che vi riporto.

Chiamato in causa da un misterioso dossier che sarebbe stato redatto - sostiene La Repubblica - da Vincenzo Visco sulle presunte sostituzioni ai veritici della Gdf decise dalla Cdl quando era al governo, Giulio Tremonti, ex ministro dell'Economia, risponde punto per punto. Con una nota. 1) “La differenza tra governare e trafficare”, articolata per punti. 2) L’autogoal del Governo. "Non avendo argomenti il Governo invece di andare avanti va indietro! Si difende partendo addirittura dal settembre 2001. Come dimostreremo di seguito - scrive Tremonti - , questo è un clamoroso autogol". 3) Settembre 2001. "Il settembre 2001 non è un mese qualsiasi! 11 settembre 2001: un attentato che scuote il mondo. C’è una certa differenza tra 2001 e... 2006/2007!". 3. Flash-back. "Subito dopo l’11 settembre, i Ministri dell’Economia dei Paesi G7 si sentono tutti insieme in un’unica conference-call e concordano – tra l’altro – una comune strategia di contrasto alle basi finanziarie del terrorismo internazionale. In specie, concordano di farlo simmetricamente e congiuntamente: a) tanto sul proprio territorio interno; b) quanto in contesto internazionale. Lo straordinario ruolo strategico della Guardia di Finanza. "In funzione di questa strategia il ruolo della Guardia di Finanza, svolto al servizio tanto dell’Italia quanto della comunità internazionale, è stato straordinario e riconosciuto da tutti, all’estero ed all’interno. Tranne evidentemente che dal Governo, nella sua autodifesa. Nei termini che seguono: a) sul lato internazionale, costituzione, all’interno del ministero dell’Economia e delle Finanze del Comitato di sicurezza finanziaria – CSF (Legge 14 dicembre 2001, n. 431). Comitato composto oltre che dai vertici della Guardia di Finanza, da ufficiali di altre forze, da funzionari, magistrati e finalizzato alla repressione ed al contrasto del finanziamento del terrorismo internazionale; b) sul lato interno, riorganizzazione degli uffici di intelligence della Guardia di Finanza. Riorganizzazione che è stata prima impostata e condivisa – a norma di legge – dai vertici della Guardia di Finanza e tra l’altro illustrata anche in Parlamento”.
5) Nessun trasferimento! "Rispettando la competenza ed autonomia del Comandante generale - si legge ancora nella nota diffusa da Tremonti - , il Governo non è mai intervenuto nei trasferimenti degli Ufficiali. Trasferimenti che sono stati tutti operati nella logica e secondo la tempistica di legge. Il gen. Giovanni Mariella, all’epoca Capo di Stato maggiore ma ormai al termine del suo periodo di comando, è stato sostituito dal generale Nino Di Paolo, scelto da tutti i Generali di Corpo d’Armata, tra l’altro anche per garantire la continuità nel nuovo impegno internazionale. Il gen. Mariella non è 'finito nel magazzino delle scope del Comando'. Questo è sciacallaggio. Il gen. Mariella è stato un ufficiale con il quale ho sempre avuto rapporto di stima cordiale ed ha proseguito negli anni successivi la sua carriera. Ciò fatto per suo assoluto merito e senza nessun ostacolo, fino a raggiungere il massimo grado (Generale di Corpo d’Armata) ed il più alto comando (Comando interregionale per l’Italia meridionale), all’interno della Guardia di Finanza. La ‘catena di comando’ di Milano non è stata ‘sostituita’ con provvedimenti ad personam e/o ex abrupto, come ora pretende di fare il Governo. Ma ha seguito, nella successione del tempo e nella progressione dei gradi, il suo iter ordinario. Se non fosse stato così, prima di tutte l’Autorità giudiziaria avrebbe formulato i suoi doverosi rilievi. Così non risulta. Anzi. In coda si nota che ‘... al Nucleo regionale di polizia tributaria arriva il colonnello Stefano Grassi. L’ufficiale è aiutante di campo del ministro Tremonti’. Al riguardo, si specifica che il colonnello Grassi – ufficiale di assoluta correttezza e trasferito a Milano per meritato avanzamento di carriera – proveniva proprio dal Gabinetto del Ministro Visco!’”. Fin qui Tremonti.


4 giugno 2007

DI PIETRO: PRODI SPIEGHI PERCHE’ E’STATO RIMOSSO SPECIALE.

Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, nel suo blog torna sulla vicenda Visco-Gdf e afferma: nel vertice dell’ Unione di venerdi’ “abbiamo anche parlato della vicenda Visco: all’inizio sembrava che fossi io l’imputato. Io, invece, stavo denunciando l’accaduto. Bisogna dare una spiegazione, non si puo’ insabbiare tutto. Noi abbiamo presentato un ordine del giorno al Parlamento in cui chiedevamo spiegazioni oppure le dimissioni del viceministro Visco. Si e’ cosi’ data delega al presidente del Consiglio di valutare una soluzione e, evidentemente, le argomentazioni che ho portato avanti erano convincenti se e’ vero, com’e’ vero, che ha accettato le dimissioni dalla delega sulla Guardia di Finanza presentate da Visco”.
Di Pietro racconta ancora: “Il Consiglio dei ministri, poi, ha deciso di rimuovere il Comandante della Guardia di Finanza. Ma se fosse una ritorsione? Non si e’ potuto trasferire i subalterni del comandante Speciale quindi si e’ rimosso lui stesso. Staremo a vedere, Italia dei valori vigilera’ su questa vicenda.

Restiamo in attesa delle motivazioni per cui e’ stato rimosso il comandante Speciale: un atto di ritorsione nei suoi confronti non possiamo accettarlo”.

AGI 02/06/2007

 

Prodi e il governo non solo lo devono spiegare a Di Pietro, ma anche ai cittadini tutti, non si capisce infatti perché al gen. Speciale gli sono prima state chieste le dimissioni sdegnosamente rifiutate , e poi rimosso e promosso alla Corte dei Conti, incarico di prestigio che il gen. Speciale ha comunque ribadito di non voler accettare dando mandato ai suoi legali per la propria tutela.

Visco ha un solo modo per dimostrare la sua estraneità in questa vicenda, dichiari che la sua firma, nella corrispondenza intercorsa con il comandante generale della GDF e sul biglietto allegato agli atti della procura(Di Pietro dixit), in cui Visco, a proposito degli spostamenti, scrive: “dispongo di farlo immediatamente e di farlo in via esecutiva”, è stata falsificata, così probabilmente  si sistemerà tutto.


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30 maggio 2007

ANCHE DI PIETRO TOGLIE LA FIDUCIA A VISCO.

Il ministro Di Pietro annuncia che oggi sarà depositata una mozione con la quale l’ Italia dei Valori chiede al presidente del Consiglio, Romano Prodi, di ritirare la delega al vice ministro all’Economia, Vincenzo Visco. «Sia Visco che il comandante generale della Guardia di finanza, Roberto Speciale, sono, per il ruolo che ricoprono, di per sé credibili ma le loro versioni dei fatti sono diametralmente opposte. Su questa vicenda - spiega Di Pietro - sono in corso inchieste della magistratura per cui è inopportuno che il viceministro Visco continui a mantenere la delega sulla Finanza, anche per non dare spazio a sospetti di interferenza. E’ questa la ragione che ci porta a chiedere al presidente Prodi la sospensione temporanea delle sue deleghe, in attesa degli esiti delle indagini della magistratura».

A giudizio di Di Pietro  "è un fatto"  che "l'evento non ebbe conseguenze sol per la determinazione del comandante della Gdf a resistere alle pressioni e per l'intervento del procuratore generale di Milano". All'epoca il presidente del Consiglio Romano Prodi parlò in Parlamento di "normale avvicendamento", ma secondo Di Pietro "purtroppo fu indotto in errore". Anche per questo il ministro delle Infrastrutture osserva: "Innanzitutto il viceministro dovrebbe chiarire le vere ragioni che l'hanno indotto a fare quella richiesta". E il premier, da parte sua, "la prossima volta farebbe bene, prima di andare in Parlamento, a parlare direttamente col comandante generale della Guardia di Finanza".

Adnkronos 30/05/2007

 

La mozione sul caso Visco sarà discussa in senato il 6 giugno, sarebbe opportuno che a questo punto oltre Di Pietro, anche Parisi,Rutelli, Mastella e altri, schifati anche loro da questo “verminaio”, si uniscano alla richiesta , sarebbe veramente imbarazzante spiegare all’opinione pubblica perché se Visco  è estraneo alla vicenda, un governo con un minimo di dignità istituzionale continua a mantenere al loro posto da un anno, dei “calunniatori” come il comandante generale della GDF, Speciale, tre generali di corpo d’armata, e altri ufficiali che hanno verbalizzato delle accuse precise davanti a un magistrato.


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permalink | inviato da il 30/5/2007 alle 21:39 | Versione per la stampa


23 maggio 2007

QUESTO TRASFERIMENTO S’HA DA FARE !

Nel Luglio 2006 il vice ministro Visco esercitò continue e ripetute pressioni sul comandante generale della guardia di finanza Roberto Speciale, affinché alcuni ufficiali impegnati in delicate indagini su BNL, UNIPOL E COOP ROSSE fossero trasferiti ad altra sede, Visco arrivò addirittura a minacciare il comandante Speciale.

E’ quanto si evince dal verbale di interrogatorio che Speciale ha reso avanti all’avvocato generale Manuela Romei Pasetti, verbale che Il Giornale pubblica oggi ,e che ha provocato un vero e proprio vespaio di polemiche e dichiarazioni.

Tutto incominciò il 13 Luglio 2006 quando, durante un drammatico incontro, Visco sventola sotto il naso del comandante generale un foglietto indicante i nomi dei quattro ufficiali da mandare via da Milano. Senza nemmeno preavvisare, come avviene invece di rito chiedendo persino un parere, la procura che coordina le indagini degli ufficiali coinvolti. Non solo. Visco dispose anche «perentoriamente », a detta di Speciale, di concertare ogni decisione d’impiego futura direttamente con due sottoposti, i generali Italo Pappa e l’allora capo dei reparti d’istruzione Sergio Favaro. Che il Vice Ministro aveva appena incontrato. Insomma, una sorta di «commissariamento», pregiudicando le prerogative e l’autonomia del comandante generale. Visco ordina quindi a Speciale di spostare i gradi vertice della Lombardia e di coinvolgere Favaro e Pappa. E così, sempre stando alla ricostruzione dello stesso Speciale, Pappa e Favaro prima si incontrano tra di loro, predisponendo le ipotesi di avvicendamenti. Poi Pappa va dal numero uno con il piano operativo. Ma arriva l’intoppo non previsto. Scende in capo il procuratore capo di Milano, Manlio Minale che, allarmato, chiede ragione delle voci su azzeramenti della GdF in Lombardia. Teme «serie problematiche alla prosecuzione delle delicate indagini in corso». Ovvero, Unipol, Bnl, Antonveneta e Telecom. Speciale dice chiaro e tondo che è stato Visco a ordinare, aprendo così uno scontro tra diversi poteri. Minale è allibito, chiede a Speciale «delucidazioni scritte », coinvolge la Procura generale e l’Avvocato generale. Che apre un fascicolo e lunedì 17 interroga in gran segreto sia Speciale che il capo di Stato Maggiore Emilio Spaziante. Prima però, venerdì, Speciale ricorda di esser stato sottoposto a pressioni di ogni tipo. Visco telefona, manda lettere, cerca il numero uno, fa chiamare dal proprio staff.

Fino a quando Speciale ventila le dimissioni: «Risposi al vice ministro che l’osservanza delle regole è stata da sempre il faro della mia vita. Di non poter pertanto assecondare queste sue ultime richieste e che pertanto ero pronto a rassegnare il mandato».

La vicenda poi si concluse con il blocco dei trasferimenti da parte di Speciale.

Visco smentisce e parla di ricostruzione falsa da parte di Speciale, viene difeso da Prodi e Fassino che accusano di propaganda e linciaggio la CDL che compatta ne chiede le dimissioni e preannuncia iniziative parlamentari.

Durissimo Berlusconi : Il caso-Visco "testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari o coprire proprie operazioni finanziarie". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine di un'iniziativa elettorale a Lucca, riferendosi alle rivelazioni pubblicate oggi da 'Il Giornale', a proposito degli avvicendamenti nella Guardia di finanza richiesti dal viceministro dell'Economia l'estate scorsa.

Berlusconi ha detto di immaginarsi "che cosa sarebbe successo se una cosa del genere fosse stata addebitata a un componente del nostro governo. Invece vedo con preoccupazione che i grandi giornali nazionali, ormai vicini alla sinistra, mettono il silenziatore su una vicenda grave".

"Mi auguro che cambino questa posizione, e diano notizia ai loro lettori di questo fatto molto grave, che non può accadere, e che testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari e coprire le proprie operazioni".

Fin qui la cronaca,qualche domanda però sorge spontanea;

Se sono falsità,come ha detto,Visco quereli Speciale e avrà soddisfazione , ma che interesse avrebbe il comandante in capo della GDF a fare quelle dichiarazioni davanti all’avvocato generale ?

E perché Visco voleva a tutti i costi azzerare il vertice milanese della GDF?
Probabilmente, come al solito, quando si parla della sinistra, si tratta di "interessi senza conflitto".


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