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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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9 novembre 2008

AUTODICHIARSI IMBECILLI? YES WE CAN

Conoscere per governare, è questa la stella polare di ogni buon capo di governo, che per decidere ha bisogno di avere a disposizione quante più informazioni su uno specifico argomento, con la minore approssimazione possibile.
L’altro giorno il nostro Premier Berlusconi ha infatti dichiarato testualmente: “Dio ci salvi dagli imbecilli,pensavamo ci fossero tanti imbecilli in circolazione,quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da auto dichiararsi pubblicamente ” , il che,tradotto in parole povere, vuol dire che il Premier e i suoi collaboratori sono a conoscenza del problema, ma ne hanno ancora una cognizione approssimativa e soprattutto sono giustamente preoccupati per le reazioni incontrollate e incontrollabili da parte di questi soggetti.
Come fare allora per conoscere la reale consistenza di questa massa di disadattati e approntare le adeguate contromisure?
Nessun problema,ci ha pensato l’Unità, il glorioso quotidiano comunista,fondato da Antonio Gramsci, famoso tra le altre cose per aver raccontato “la gioiosa vita nelle zone liberate da Pol Pot e dai khmer rossi”, ha predisposto nell’edizione cartacea del giornale una cartolina di autodichiarazione di “imbecillità” con indirizzo già stampato,pronta per essere inviata a Palazzo Chigi, inoltre è anche disponibile e scaricabile in formato PDF dal sito web dell’Unità, il cui modello è riprodotto sotto.
Questa cartolina naturalmente è completa ma non esaustiva,nel senso che , ad esempio può essere usata anche da coloro che oltre a dichiararsi imbecilli sono anche orgogliosamente coglioni, quest’ultima cosa tra l’altro è molto importante ,poiché il nostro amato Premier a quest’ultimi intende conferire una “ laurea ad hoc”.
C’è però un problema, l’Unità è ormai alla stregua di un giornalino di provincia, ha una tiratura intorno alle 45.000 copie ed è del tutto insufficiente a raggiungere i tanti imbecilli e tanti coglioni che ci sono in ogni angolo del nostro bel paese, è auspicabile quindi che anche i grandi quotidiani tipo Repubblica, Corriere , La Stampa ecc. , mettano a disposizione dei loro lettori questa preziosa risorsa,anzi mi meraviglia che non l’abbiano già fatto, nell’attesa conto su voi tutti per il passaparola e il tam tam in rete, sono sicura che l’iniziativa avrà un grosso successo.
Mi sembra di aver detto tutto sull’argomento per il momento, vi terrò aggiornati.

FORZA IMBECILLI

FORZA COGLIONI

I CARE,WE CAN, THEY WIN ! ! !

PRESIDENTE SIAMO CON TE

MENO MALE CHE SILVIO C’E’





 


25 luglio 2008

COME SOFFRONO

Nel giorno in cui la Corte di Cassazione spagnola conferma definitivamente l’assoluzione di Silvio Berlusconi e di tutto il management Fininvest,perchè il fatto non sussiste, per il caso Telecinco, e un altro processo spazzatura va in archivio, L’Unità, esprimendo forte disagio, attacca il “compagno” Presidente Napolitano, reo di aver promulgato a tempo di record il “Lodo Alfano” che sancisce la sospensione dei processi che riguardano le alte cariche dello stato, e pensare che lo stesso giornale nei confronti di Pol Pot e dei khmer rossi non ne ha avuto nemmeno un po’, di disagio, descriveva anzi “la gioiosa vita nelle zone liberate”(Sic).
Sentimenti condivisi naturalmente da tutti i guitti & giacobini da operetta e da coloro che per “campare” titillano frustrati,sfigati e tutti i fessi che ci credono, il peggio del paese insomma, vendendo loro libri, spettacoli ,DVD e quant’altro, mi sembra significativa in questo senso un espressione sfuggita a Di Pietro : “ quanto ci piace vederli con il sangue agli occhi”.
Poveretti,come soffrono, io dico che tutti costoro non arriveranno a fine legislatura con il “fegato integro”, cinque anni sono lunghi da passare, accetto scommesse.
Si rilassino, dopo l’ampio ed esclusivo mandato ricevuto dal “popolo sovrano” cinque anni di Berlusconi non ce li toglierà nessuno,perlomeno ci guadagneranno in salute.
Solo nel pomeriggio, con un comunicato “tardivo e imbarazzato”,Veltroni non ha preso le distanze dal quotidiano del suo partito,ne da Di Pietro, ha lodato l’equilibrio del capo dello stato per un atto dovuto,ricordando che al Presidente della Repubblica compete solo la valutazione di “manifesta incostituzionalità” del provvedimento,cosa già esclusa dal Quirinale all’atto della presentazione in parlamento, insomma come al solito ne carne ne pesce.
E’ paradossale tutto ciò visto che non si parla certo di cancellare responsabilità o giudizi, ed è ancora più avvilente pensare come si è ridotto questo paese, in balia del primo PM che una mattina si sveglia pensando di fare qualcosa per arrivare sulle prime pagine dei media o per sovvertire il voto popolare a fini ideologici,tanto se sbaglia poi non paga mai, basta citare per tutti il caso Mastella.
Ed è del tutto inutile anche continuare a fare paragoni con le altre democrazie occidentali, basti pensare alle tutele dei parlamentari europei, dopo un anno l’europarlamento non ha ancora nemmeno risposto in merito all’utilizzo delle intercettazioni che riguardano D’Alema, figuriamoci sottoporre un parlamentare a giudizio da parte della magistratura.
Comunque la determinazione di Silvio Berlusconi e Angelino Alfano,dopo la pausa estiva, di voler riformare dalle fondamenta il sistema giudiziario fa ben sperare, in un tempo ragionevolmente breve forse si riuscirà ad “estirpare questo cancro” e a ripulire la cloaca del CSM.






19 luglio 2007

ALITALIA:MA NON ANDAVA TUTTO PER IL MEGLIO?

 Quanto sono diverse le note dolenti che oggi accompagnano la marcia funebre per Alitalia da quelle che, negli ultimi sei mesi, avevano gonfiato i polmoni dei “tromboni” del governo.
Chissà se Padoa Schioppa, quello che ha dichiarato di viaggiare con la compagnia EasyJet, ricorda di avere definito “perfetta” la gara per la vendita di Alitalia.
Chissà se il ministro Bianchi è ancora d’accordo con il suo sosia, che affermò di avere evitato la svendita a 500 milioni mentre “oggi chi vuole Alitalia dovrà sborsare almeno 1,5 milioni e metterne in conto altrettanti per farla marciare”.
Chissà, infine, se Prodi è lo stesso premier che si era impegnato a “mettere in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. Se lo ha fatto, non gli resta che prendere atto che i “rapporti internazionali” non ci sono e che la “credibilità del governo” è pari a zero. Ma non lo farà: per ora, da quel che sappiamo, sta “riflettendo”.
In questi sei mesi Alitalia ha bruciato oltre 300 milioni di euro e ogni giorno ne butta nella fornace un milione e mezzo. Nel 2006 le sue perdite sono state superiori a quelle complessive di tutte le compagnie aeree del mondo. In questi sei mesi sono tutte tornate all’attivo e solo le vele di Alitalia non sono state gonfiate dal vento della ripresa economica.
Prodi e Padoa Schioppa, per loro stessa ammissione, hanno impegnato in questa partita la loro “credibilità”. I casi sono due: o non c’era, oppure l’hanno definitivamente perduta.
La gara è fallita perché, in realtà, non c’è mai stata. La strombazzata “apertura al mercato” era contraddetta in termini dai vincoli antieconomici che accompagnavano il bando: garanzie occupazionali, contratti di lavoro e di fornitura intoccabili, nessuno scorporo di rami d’azienda, mantenimento di gran parte delle rotte e via dicendo.
E’ finita la gara-farsa”. Lo dicono i sindacati, gli stessi che paventano la perdita di 20mila posti di lavoro nello stesso giorno in cui lasciano a piedi decine di migliaia di passeggeri, regalandoli alle altre compagnie.
E’ finita la gara degli errori”. Lo leggiamo sull’Unità, fino a ieri cassa di risonanza delle avventurose dichiarazioni di Prodi, Padoa Schioppa, Bianchi e compagnia bella sui fulgidi destini della compagnia di bandiera e sullo straordinario successo delle “manifestazioni di interesse” di tanti acquirenti, che uno alla volta si sono dissolti come i “dieci piccoli indiani” di Agatha Christie.
E’ finita la gara che non c’è mai stata. Perché figlia, come tante promesse di questo governo che non c’è, delle contraddizioni politiche dell’Unione. E’ L’Unità a confermarlo: “Diciamo che il governo, per non aprire nuovi fronti di contestazione al suo interno e nella sua maggioranza, ha fatto in modo che il mercato, mandando deserta l’asta, dichiarasse insostenibili le condizioni che si erano volute inserire nel bando di gara”.
L’accusa non viene dal centrodestra, ma dal quotidiano “fondato da Antonio Gramsci”. Il quale ci dice, pari pari, non solo che la gara era finta, ma che il suo obiettivo era proprio il fallimento. Con il lodevole intento, sulla pelle della compagnia di bandiera e di 20mila lavoratori, di far guadagnare tempo al governo e di disinnescare una delle tante bombe che rischiavano di minarne la coesione (che non c’è). Se lo dice L’Unità, chi siamo noi per contraddirla?

Avevano detto: tutto va per il meglio

Prodi:
“L’alleanza di Alitalia” con un partner straniero “deve essere guidata politicamente. Metterò in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. (10/10/2006)
“Avevo promesso che avrei fatto presto. E oggi abbiamo adempiuto alle promesse”. “Io sono veloce”. (5/12/2006)
“Abbiamo fatto una proposta al mercato seria, come Dio comanda e accolta con serietà dagli operatori”. (8/12/2006)
“Sono soddisfatto delle domande presentate, era stato detto che il bando poneva troppe condizioni e che nessuno si sarebbe presentato. Io avevo ribadito che era un bando serio, in cui semplicemente chi si proponeva di acquistare Alitalia doveva avere risorse e programmi di alto livello”. “Il numero di coloro che si sono presentati è elevato. Mi auguro che ci siano anche programmi di alto livello. Intanto la prima fase è stata ben superata”. (30/01/2007)
“Un ottimo esempio di trasparenza e correttezza”. (8/05/2007)
Damiano:
“Prodi sta agendo, lasciamolo agire”. (18/10/2006)
Bianchi:
“Tutto sta andando per il meglio”. (14/02/2007)
“Se avessimo venduto Alitalia l’estate scorsa non avremmo incassato più di 5-600 milioni, oggi chi vuole fare quest’operazione deve sborsare almeno 1,5 miliardi per l’acquisizione e metterne in conto altrettanti per farla camminare per bene”. “Intanto perché siamo partiti da una condizione in cui nuvole di cornacchie dicevano che non si sarebbe presentato nessuno”. (12/04/2007)
“Sono dati incoraggianti per la fase conclusiva. Siamo ormai all’ultimo miglio”. (12/06/2007)
La gara per la privatizzazione di Alitalia, ha rassicurato Bianchi a margine dell’assemblea di Confitarma “sta andando avanti come previsto, abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. “E’ inutile fasciarsi la testa siamo sicuri di non rompercela”. (5/07/2007)
“Non c’è sentore” di un eventuale rischio di fallimento nella gara. “Si sta andando avanti come previsto, noi abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. (5/07/2007)
L’ipotesi di una liquidazione di Alitalia “penso che sia l’ultima tra le ipotesi sul tavolo”. (18/07/2007)
Padoa Schioppa:
“Volo Easyjet e mi trovo benissimo”. (4/07/2007)


Thanks a potere sinistro




20 maggio 2006

E TU HAI FATTO IL CONDONO?

FINANZIARIA, la rivolta degli onesti. Sindacati, commercianti, artigiani, Comuni contro il condono dell'illegalità. L'Ulivo annuncia battaglia in Parlamento (15 dicembre 2002). Sventata la legge salva-criminali. L'intervento di Ciampi costringe il governo a cambiare le norme sul condono fiscale. L'opposizione la spunta, Fassino : stavano preparando un’amnistia e li abbiamo fermati. (20 dicembre 2002). E ancora: Finanziaria, lo scandalo continua. La legge dei condoni facili arriva alla Camera con un ordine: approvatela in 48 ore (22 dicembre 2002). Sono alcuni dei titoli di prima pagina dell'Unità fine 2002, il periodo in cui il Parlamento sta per varare, con la legge Finanziaria, il condono fiscale. Sono alcuni dei titoli violenti e molto duri della campagna condotta dal giornale dei Ds contro l'ipotesi di sanatoria cui ha aderito poi la stessa società che edita il quotidiano Che, per far capire come la pensa, titola ancora più esplicitamente: Evasione fiscale, una legge salva-criminali. Con il condono vengono cancellati i reati e si bloccano le inchieste patrimoniali. Angius accusa: un’amnistia mascherata. La sanatoria premierà anche Previti? (17 dicembre).
Non mancano naturalmente i commenti sdegnati dei dirigenti dei DS,dicevano dei condoni:
-FASSINO:I condoni sono una beffa per gli onesti,chi è onesto dai condoni viene deriso e beffato,con i condoni si sana l'illegalità,che sia condono fiscale,tombale o edilizio.

-VISCO: Il condono è un ritorno al peggior passato.C'é una sola parola:vergogna.

-D'ALEMA: Il messaggio ai cittadini onesti è: siete dei fessi.

-VIOLANTE: E' un'altra legge vergogna.

Successivamente spulciando tra i bilanci pubblici dei contribuenti SORPRESA, tra i banditi e criminali che hanno usufruito dei condoni si trovano anche e soprattutto coloro che (a parole)
combattevano i condoni.

-Alle banche il condono l'avevano già chiesto e ottenuto, tagliando del 50 per cento i propri 85 milioni di euro di debito grazie a una triangolazione con la Tosinvest degli Angelucci chiusa il 30 dicembre scorso con la benedizione di Capitalia. I Ds di Piero Fassino per, è questa la novità, ben lungi dall'avere risolto la propria drammatica situazione finanziaria, il condono l'hanno chiesto anche al governo Berlusconi. È la novità che emerge dall'ultimo bilancio pre-liquidazione della Beta immobiliare spa, la scatola con cui la direzione nazionale Ds e le federazioni locali del partito avevano provato a diluire il peso dei debiti passati (dalle disavventure dell’Unità a quelle più propriamente politiche). Nella relazione l'ultimo consiglio di amministrazione della società, insediatosi nel febbraio 2003 alla vigilia della liquidazione si è avvalso della facoltà di effettuare il condono tombale sia per il settore delle imposte dirette che per il settore dell'Iva ai sensi dell’articolo 9, legge 289/2002. Si è proceduto inoltre a condonare una vertenza con il fisco per imposte di registro, con una pretesa erariale di oltre 2.324.000 euro, definendo tale richiesta nella misura del 30% della pretesa stessa. Si è provveduto altresì a condonare gli omessi versamenti relativi agli anni 2000/2001. Al fine dell’adesione alle tipologie di condono sopra menzionate, si è proceduto al versamento della prima rata pari a euro 6 mila per il tombale, euro 12 mila per omessi versamenti anni 2000/2001 oltre ad euro 58.100 per la vertenza delle imposte di registro. Dunque, dopo avere attaccato in ogni modo in Parlamento il condono di Tremonti, i Ds lo hanno sfruttato per se stessi a fino in fondo, condonando ogni tipologia possibile di marachella fiscale compiuta negli ultimi anni.
-Anche l'Unità si è fatta condonare
Il giornale sceglie il colpo di spugna fiscale seguendo l’esempio dei Ds .
Già pagato dalla società editrice del quotidiano il primo acconto per chiudere i sospesi su Irpeg e Iva.
L'UNITÀ ha deciso di aderire al condono tombale di Giulio Tremonti. La società editrice della testata, organo ufficiale di girotondini, Dipietristi e di buona parte della sinistra moralista, ha scelto il più classico dei colpi di spugna sulle proprie pendenze fiscali.
TUTTO è cominciato il 27 marzo 2003 a Roma, quando il consiglio di amministrazione, sotto la presidenza di Marialina Marcucci, ha deciso di ricorrere alla deroga prevista dallo Statuto della società che permette di rinviare di sei mesi l'approvazione del bilancio di esercizio e ciò per valutare il ricorso al condono fiscale.
DUE MESI dopo la decisione è stata presa avendo verificato quanto fosse utile l'odiato condono di Tremonti. In una noticina dal corpo tipografico ridotto alla metà del normale appare la voce Debiti tributari. Si annota anche l'accantonamento per imposte da condono sia per l'Irpeg sia per l'Iva pari a 38.204 euro.
-In piazza contro il condono. Poi la Cgil lo fa.
Un milione in piazza a Roma. Un milione per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la finanziaria 2003. Nel mirino le pensioni, ma anche il condono fiscale. Slogan: furbi ed evasori premiati a scapito degli onesti contribuenti. Era il 18 ottobre 2002. Da lì in poi, due mesi di comizi del sindacato di Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani. Conclusi il 19 dicembre a Palermo gridando: dopo la legge Cirami, il falso in bilancio, la norma sui capitali all'estero,il condono è l’ultimo di un anno e mezzo di messaggi a favore dell'illegalità lanciati dal Governo. Dichiarazioni perlomeno imprudenti. Perché pochi mesi dopo a chiedere il colpo di spugna sui propri peccatucci fiscali è stata proprio la Cgil. Molte società controllate dal principale sindacato italiano hanno aderito a quel tombale di Giulio Tremonti contro cui avevano portato in piazza i lavoratori, gridando allo scandalo.
Ma fra le tante ce ne è almeno una clamorosa: ha deciso di chiedere il condono anche il Centro autorizzato di assistenza fiscale Lazio e Basilicata della Conferederazione generale italiana del lavoro srl, con sede in via Goito 39 a Roma. Un fatto curioso non solo perché la proprietà di quella società è suddivisa fra la Cgil nazionale, le federazioni sindacali territoriali e alcune camere del Lavoro. Ma anche perché i Caaf hanno come missione, pagata da apposita convenzione proprio dal ministero dell'Economia e delle Finanze, quella di aiutare i cittadini nell'adempimento dei propri obblighi fiscali. Con i loro consigli si dovrebbero evitare inciampi fiscali. Le dichiarazioni dei redditi lì compilate e inviate alla Agenzia delle Entrate dovrebbero essere, sulla carta, a prova di contestazione. E quindi le meno interessate di tutte al provvedimento di condono fiscale.
-Hanno entusiasticamente aderito al condono anche la Margherita di Rutelli con il giornale Il Popolo e le Librerie Rinascita,nonché numerosissimi parlamentari di maggioranza e opposizione.

-Non è andata bene invece con il condono edilizio all’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, definitivamente condannato per abuso edilizio dalla Cassazione a venti milioni di ammenda e a dieci giorni di arresto. Visco, come qualcuno anche a sinistra forse si ricorderà, venne accusato di aver violato le norme edilizie durante la ristrutturazione di un vecchio dammuso sull'isola di Pantelleria al quale erano state affiancate anche tre cisterne.
Cose che capitano o meglio che possono capitare, considerato che, in effetti con una leggerezza forse eccessiva, trasformò un  vecchio ripostiglio in  una villa  a tre piani,   con terrazzi vista
mare, annessi e connessi. Il tutto a 60 metri dalla battigia (ove la normativa regionale prevede il divieto assoluto sino a 150 metri), in un'area di particolare pregio paesaggistico e tutelata.

-E' andata invece meglio con il condono edilizio all’ex ministro Franco Bassanini, che ha ricavato una confortevole piscina nel casale maremmano di Mandano, e a un' altro ex ministro rigoroso e ortodosso come Lamberto Dini, che ha pensato bene di farsi costruire una gigantesca vasca idromassaggio, della quale il parlamentare verde Athos De Luca ebbe a chiedere l'immediata demolizione, in un palazzo blindato da vincoli.

Anche Romano Prodi  lo ha ripetuto in modo martellante decine di volte: "Con il centrosinistra non ci saranno più condoni, quei provvedimenti fanno diventare quasi ovvia l’evasione fiscale". Prodi non ha mai voluto sentire ragioni: niente condoni, chi ha sbagliato non può certo essere perdonato dallo Stato. Un’intransigenza totale.
Peccato però che quando i conti da mettere a posto sono quelli di casa, le cose anche per Prodi e famiglia cambiano e dal bianco e nero. Così se si spulciano i bilanci della Aquitania srl, come ha fatto il quotidiano Il Tempo, si scopre che questa società ha sede a Bologna in via Castiglione 21 nello studio dell’amico e commercialista di fiducia Piero Gnudi. Ma soprattutto si viene a sapere che l’Aquitania ha come soci al 50% la signora Flavia Franzoni, sposata Prodi, e una società di consulenza, la Simbuleia spa, con sede sociale allo stesso indirizzo. Niente di strano, sia chiaro. Salvo un piccolo, ma significativo particolare: nel 2003 la società della signora Prodi ha usufruito proprio di uno di quei diabolici condoni fiscali varati dal governo Berlusconi tutto nero su bianco. Mentre il marito nelle piazze e sui giornali contestava con durezza i provvedimenti del governo in campo fiscale, la moglie li sfruttava. Prodi forse non se sapeva nulla, anche se va detto che la partecipazione nella società di servizi immobiliari, oggi in capo alla Franzoni, fino al 2002 era intestata a una società di consulenza, la Ase srl, di cui era socio lo stesso leader dell’Unione al 50% con la moglie. E anche la Ase srl aveva sede nello studio Gnudi.

 

Insomma saranno divisi sulla politica economica,interna e estera,ma sicuramente si  può affermare  senza tema di essere
smentiti che: L'UNIONE E’ UNITA SU TUTTE LE TIPOLOGIE DI CONDONO,SIA ESSO FISCALE,TOMBALE O EDILIZIO.
Lo volevano vietare a noi, poveri contribuenti della strada. Insinuavano che la soluzione escogitata da Tremonti nella legge finanziaria 2003 fosse l'ennesima legge pensata su misura di Cesare Previti, la stessa Unità si è spinta nel dicembre 2002 a ipotizzare che il condono fiscale fosse rivolto esclusivamente a banditi e criminali.
Poi per tutti si sono specchiati dentro e ne hanno arguito i vantaggi. E ora L'UNIONE E FONDATA SUL CONDONO.


Certo, la sinistra non fa i condoni. Se ne vergogna. . Ma li sfrutta sotto-banco Mentre la prima fila politica gridava contro l’ennesimo scandalo di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e, naturalmente, Cesare Previti, la seconda fila, più pratica riguardava i propri conti con il fisco, scoprendo che sì, il colpo di spugna avrebbe risolto più di un problema. E ALLORA VAI CON I CONDONI A  GO-GO E CHISSENEFREGA.
Ha scelto il colpo di spugna sulle proprie pendenze fiscali la Beta immobiliare, una sorta di Fininvest dei Ds (dove sono raccolti tutti gli immobili sede del partito). Lo ha scelto la Nie, società editrice dell’Unità. e prima di farlo ha messo in scena sei mesi di tormenti, riflessioni, capelli strappati secondo la più classica delle liturgie a sinistra. Dove si pecca, ma con nobiltà d'animo, discussione comunitaria e revisione ideologica già pronta.

Proprio costoro che affermavano:” I CONDONI FAVORISCONO BANDITI E CRIMINALI”,poi evidentemente  ne sono diventati complici visto che ci hanno “sguazzato” a piene mani.

Ormai nulla puo’ più meravigliare di questa sinistra “PAROLAIA E INCONCLUDENTE” di questi professionisti della  “POLITICA POLITICANTE”,  di questi “MORALISTI SENZA MORALE”,di questi “CAMPIONI DELLA MENZOGNA E DEL RIBALTAMENTO DELLA REALTA’”.

SCOMETTIAMO CHE  ADESSO AL GOVERNO TUONERANNO :” MAI  PIU’ CONDONI?



      

       



E TU HAI FATTO IL CONDONO?

NON VERGOGNARTI,NON FARE COME LORO....


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