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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
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Silvio Berlusconi  
























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un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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27 febbraio 2009

E’ LEGGE LA RIFORMA ANTIFANNULLONI DI BRUNETTA

Con l’approvazione definitiva del senato è diventata legge la riforma “antifannulloni” del ministro Brunetta, questi i principali contenuti:
-CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E RIFORMA ARAN Nei decreti legislativi verranno precisati gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati alla contrattazione collettiva e quelli riservati alla legge; saranno riordinate le procedure di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa, in coerenza con il settore privato e nella salvaguardia delle specificità sussistenti nel settore pubblico; sarà riformata l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con particolare riguardo alle competenze, alla struttura ed agli organi; sarà semplificato il procedimento di contrattazione.
Inoltre, al fine di ridurre il ricorso a contratti di lavoro a termine, a consulenze e a collaborazioni, i decreti delegati dovranno contenere disposizioni dirette ad agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, finalizzati a garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche di competenza da parte delle amministrazioni che presentino carenza di organico.
- VALUTAZIONE DELLE STRUTTURE E DEL PERSONALE L’amministrazione predisporrà degli obiettivi per ciascun anno e sarà rilevata, in via consuntiva, quanta parte degli obiettivi è stata effettivamente conseguita; sarà poi istuito, nell’ambito del riordino dell’ARAN un organismo centrale di valutazione
- MERITO, INCENTIVI E PREMI Saranno introdotti nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttività, secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva, e saranno stabilite percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttività.
- RIFORMA DELLA DIRIGENZA PUBBLICA È previsto il divieto di corrispondere il trattamento economico accessorio nell’ipotesi di responsabilità del dirigente che abbia omesso di vigilare sulla effettiva produttività delle risorse umane assegnategli e sull’efficienza della struttura che dirige.
Saranno previsti concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale e saranno ridotti gli incarichi conferiti ai dirigenti non appartenenti ai ruoli e ai soggetti estranei alla pubblica amministrazione. Verrà favorita la mobilità nazionale e internazionale dei dirigenti.
- SANZIONI DISCIPLINARI E RESPONSABILITÀ DEI PUBBLICI DIPENDENTI Saranno razionalizzati i tempi di conclusione dei procedimenti disciplinari e verranno previsti meccanismi rigorosi per l’esercizio dei controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente. Si prevede inoltre la definizione della tipologia delle infrazioni più gravi che comportano il licenziamento. Il dipendente pubblico sarà identificabile tramite un cartellino di riconoscimento.
- ULTERIORI POTERI DI CONTROLLO ATTRIBUITI ALLA CORTE DEI CONTI La Corte dei conti potrà effettuare controlli su gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento. Ove accerti gravi irregolarità, la Corte ne darà comunicazione al Ministro competente, che potrà disporre la sospensione dell’impegno di somme stanziate sui pertinenti capitoli di spesa.
Si dichiara molto soddisfatto il ministro: "inizia una piccola grande rivoluzione, un piccolo grande cambiamento che modificherà la vita di 60 milioni di cittadini italiani nel senso dell'efficienza, della trasparenza, della responsabilizzazione. Ricordiamo che questo tipo di riforma ha propri addentellati fondamentali nella pari riforma che stiamo approvando del federalismo e del federalismo fiscale. Senza una pubblica amministrazione efficiente non si fa federalismo, non si fa federalismo fiscale. Senza una pubblica amministrazione efficiente, non si fa una scuola efficiente, non si fa una giustizia efficiente, non si fa una sicurezza efficiente, non si fa una politica economica efficiente, quindi lo Stato non è efficiente".
Non vorrei esagerare con la retorica, ma credo che questa sia una riforma istituzionale. Avere una pubblica amministrazione efficiente non è interesse della maggioranza o dell'opposizione ma del Paese, e penso che questa sia una riforma istituzionale e come tale va trattata e considerata
I decreti delegati saranno approvati tutti prima dell'estate e presentati al Parlamento, dall'autunno sara' tutto in piena efficienza e implementazione. Poi giudicheranno i cittadini.
I dipendenti -dice Brunetta- saranno chiamati a fare il loro dovere. I bravi non avranno problemi. I fannulloni dovranno invece fare qualche riflessione. I bravi, che sono la maggioranza, troveranno finalmente una Pubblica amministrazione apprezzata da 60 milioni di cittadini italiani e quindi non piu' una palla al piede del Paese ma motore dello sviluppo. Questo risultato vorra' dire piu' remunerazione o meno remunerazione, sara' legato alla produttivita', premi legati alla produttivita'. Per coloro che vorranno percorrere questa rivoluzione ci saranno sacrifici ma anche onori e salari piu' alti. In verita' la rivoluzione in parte e' gia' in atto perche' tutto cio' che ho fatto, anche senza la legge, ha anticipato la legge stessa, basti pensare alle assenze per malattia nella Pa che si sono ridotte fino al 70%, basti pensare ai distacchi sindacali, all'operazione trasparenza sulle consulenze".
Adnkronos

Per apprezzare in pieno gli effetti di questa riforma tsunami dovremo aspettare qualche mese in attesa che il ministro disponga i decreti di attuazione, ma già sin d’ora si può parlare di riforma epocale , una vera rivoluzione che aggredisce alla radice gli atavici problemi della pubblica amministrazione, nulla da spartire con i formalismi delle precedenti riformicchie Bassanini e Cassese, del resto con la lotta all’assenteismo e sulla trasparenza Brunetta ha dimostrato grande capacità e determinazione,non a caso è uno dei ministri con il più alto indice di gradimento del governo Berlusconi, un piccolo grande riformista,più che un rivoluzionario.
Attendo con impazienza l’istallazione delle emoticons di gradimento del servizio negli uffici pubblici, c’è da scommettere che gli addetti saranno molto ma molto più comprensivi ed efficienti verso i cittadini, che giudicheranno.
Il pubblico impiego, scuola, università e magistratura sono i settori dove si annida il cancro della conservazione e del consociativismo, qui bisogna colpire duro, e mi sembra di poter dire in tutta coscienza che questo governo non stà deludendo le attese.




11 settembre 2008

PARTE LA CAMPAGNA D’AUTUNNO DEL GOVERNO

Ieri sera a Palazzo Grazioli,il PDL e gli alleati, in un vertice di maggioranza, hanno formalizzato le prossime tappe della campagna d’autunno del governo.
Si comincia dal federalismo fiscale, il cui testo sarà all’esame del consiglio dei ministri odierno,sarà un via libera preliminare, il si definitivo avverrà dopo il parere della conferenza stato-regioni.
Definita anche la legge elettorale per le elezioni europee della prossima primavera : “ sbarramento al 5% e niente preferenze”.
Ma non è tutto, oggi il consiglio dei ministri darà via libera al DDL sulla prostituzione fortemente voluto dal ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, che contiene novità epocali.
Prostituirsi, comunque, continuerà a non essere un reato, purché lo si faccia in forme e luoghi «privati»; diventerà invece reato esercitare «in luogo pubblico o aperto al pubblico», nonché avvalersi delle prestazioni sessuali. Per i trasgressori, sia le lavoratrici del sesso sia i clienti, sono previste in egual misura sanzioni, che possono arrivare anche all’arresto.
Il ddl Carfagna, già annunciato prima dell’estate nell’ambito del pacchetto sicurezza, introduce dunque due novità: sanzioni per i clienti e divieto di prostituirsi nei luoghi aperti al pubblico. Le sanzioni ipotizzate prevedono l’arresto, da cinque a 15 giorni, oltre che un’ammenda, da 200 euro a 3 mila euro. In arrivo anche un giro di vite contro la prostituzione minorile: per chi sfrutta le baby prostitute , è previsto il carcere da sei a 12 anni e multe da 15 mila a 150 mila euro; si potrà ricorrere anche al rimpatrio assistito, purché sia nell’interesse del minore.
Quasi pronto anche il testo di riforma dell’ordinamento giudiziario, che contiene tra l’altro la separazione delle carriere tra PM e Magistrati Giudicanti e la revisione del processo civile e penale , il relativo DDL sarà sottoposto al  Consiglio dei Ministri probabilmente la prossima settimana e comunque non oltre fine mese.
Si prevede che questi provvedimenti, insieme alle nuove misure sulle intercettazioni, saranno licenziati dal parlamento prima della pausa natalizia.
Avanti così, finalmente un governo che governa,opera e decide, continuate a stupirci.




23 luglio 2008

IL LODO ALFANO E’ LEGGE E LA MAGISTRATURA EVERSIVA

L'aula del Senato ha definitivamente approvato il "lodo Alfano", il disegno di legge che garantisce l'immunità per le alte cariche dello Stato fino alla scadenza del loro mandato. Il provvedimento è stato approvato con 171 sì, 128 no e 6 astenuti. Sì di PDL e LEGA, astenuta l'UDC, no di PD e IDV.

Intervenendo al senato sul lodo, il ministro della giustizia Angelino Alfano ha confermato che in autunno si procederà con la riforma della giustizia e ha invitato l’opposizione ad una proficua collaborazione perché al paese non serve coltivare l’antiberlusconismo e la linea di confine tra riformatori e conservatori è segnata dalla giustizia.

Sul lodo Alfano se ne è già discusso forse più del dovuto, vi propongo perciò l’intervento e la dichiarazione di voto del capogruppo del PDL al senato Gasparri, un intervento memorabile sulla contingenza e l’opportunità di questa legge,che non ha bisogno di ulteriori commenti, bensì di approfondite riflessioni sullo stato comatoso della giustizia italiana e di come sia eversiva una parte consistente di questa magistratura.

 Legislatura 16º - Aula
Resoconto stenogr. seduta n. 045 del 22/07/2008
Gasparri (PdL).
Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (PdL). Signor Presidente, onorevoli colleghi,
oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per 15 volte per non avere rispettato i tempi di un giusto processo.
È una notizia di poco fa.
SilvioBerlusconi ha dovuto aspettare 11 anni per essere assolto dopo l'avviso di garanzia avuto a Napoli nell'autunno del '94. (Applausi dal Gruppo PdL).
E, cari colleghi, ha dovuto aspettare 12 anni per essere assolto con formula piena per le infondate accuse del caso SME: 12 anni.
Noi non riteniamo di violare alcuna norma costituzionale.
Ricordo ai colleghi che nei giorni scorsi 36 costituzionalisti, primo firmatario un presidente emerito autorevolissimo della Corte, come Annibale Marini, hanno divulgato un documento nel quale si afferma, si ritiene che "siano aprioristiche e perciò dannose posizioni oltranziste nei confronti di misure come il (...) lodo Alfano, che si sforzano di bilanciare ragionevolmente i diversi interessi in gioco in quel conflitto tra politica e giustizia che dura da (...) troppi anni. (...)
Nel rispetto delle indicazioni fornite a suo tempo dalla Corte costituzionale", dice questo appello, "come indicato pochi giorni fa dallo stesso Capo dello Stato, il lodo mira a garantire una temporanea immunità ai soggetti investiti delle cariche politico-istituzionali più importanti.
Consente a chi ha responsabilità di Governo di dedicarsi a esse con la necessaria serenità e il dovuto impegno, senza per questo pregiudicare il principio della (...) soggezione di tutti alla legge penale."
Questo appello si conclude facendo anche riferimento all'indipendenza "della magistratura e dell'attività giurisdizionale" che "devono essere bilanciate con la difesa della separazione dei poteri e del principio della sovranità popolare, che affida a chi ha vinto le elezioni il diritto di governare".
Lo stesso presidente emerito Annibale Marini, in una intervista rilasciata in questi giorni ha detto che se per lo scudo alle alte cariche dello Stato fosse stata necessaria una legge costituzionale, la Consulta lo avrebbe affermato nella ben nota sentenza del 2004: così non è, dunque basta una legge ordinaria.
Un altro presidente emerito della Consulta, Alberto Capotosti, in una intervista al «Corriere della Sera» ha affermato:
«Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sul lodo Alfano è stato ineccepibile perché in base a quanto ha affermato la Corte Costituzionale nella sentenza 24 del 2004 non è necessaria, per approvare lo scudo penale per le altre cariche, la forma della legge costituzionale. Basta la legge ordinaria: questo è quello che risulta testualmente stabilito dalla Corte nella sua decisione».
Oggi, nel dibattito in Aula, il nostro Capogruppo nella Commissione giustizia Mugnai ha ricordato (non voglio eludere i problemi, cari colleghi, e non ci nascondiamo dietro ad un dito) che alla data odierna sono stati avviati 101 procedimenti penali relativi al gruppo Fininvest, che hanno coinvolto 104 soggetti, con riferimento a 59 procedimenti sono state celebrate 2.140 udienze, di cui 731 in procedimenti riguardanti Silvio Berlusconi.
Vi risparmio i numeri dei milioni di documenti sequestrati, degli accessi realizzati.
Ebbene, vi sono state, a seguito di tutte queste indagini, 109 posizioni di proscioglimento ed archiviazione e 75 assoluzioni.
Questi sono i numeri.
Questi sono i numeri, e oggi anche il vice presidente vicario, senatore Quagliariello, ha ricordato come i 94 procedimenti penali intentati contro Silvio Berlusconi e il suo gruppo imprenditoriale, tutti avviati dopo l'impegno politico di Silvio Berlusconi (vi fa riflettere questo dato, o no?), si siano conclusi tutti con l'assoluzione ed uno solo per prescrizione.
C'è pregiudizio da parte di alcuni magistrati?

Io penso di sì.
Nella sentenza che ha respinto la ricusazione della dottoressa Gandus, a pagina 12 si afferma che tuttavia, pur respingendo la ricusazione, si evince da tutta la documentazione prodotta dalla difesa che la dottoressa Gandus ha fortemente esternato il proprio pensiero e ha vivacemente criticato scelte politiche legislative
della parte politica a lei estranea.
Non si capisce come, in una sentenza, si dica che vi è una parte politica estranea a un giudice che deve giudicare.!
È molto grave che si debba ammettere questo!
È molto grave che lo si debba scrivere in una sentenza, sia pur di respingimento!
(Applausi dal Gruppo PdL).
Pierluigi Battista, fonte certamente neutra e citata nella sentenza, ha scritto sul «Corriere della Sera» che se un giudice comunica con interviste, manifesti, cortei, petizioni e propri giudizi anche radicali, come può onestamente esigere che altri cittadini di opinioni opposte alle sue non nutrano sospetti sulla mancanza di indipendenza, imparzialità, equanimità di chi costruisce indagini o giudica nei tribunali quel cittadino?
Ha ragione Pierluigi Battisti sul «Corriere della Sera». (Applausi del Gruppo PdL).
Cari colleghi, noi non vogliamo nessuna impunità parlamentare e non vogliamo immunità generalizzate.
Vogliamo evitare un uso politico della giustizia! (Brusio dai banchi dell'opposizione).
Quanta energia è stata sottratta a processi contro i crimini per processi conclusisi con assoluzione, e che non avrebbero dovuto essere mai nemmeno avviati, se non vi fosse stata una ragione politica alla loro origine!
Noi, quindi, non ci nascondiamo dietro un dito: la garanzia riguarda le alte cariche dello Stato e non è una norma per oggi e per un solo caso.
È una norma simile a quella in vigore in Francia e in altri Paesi, dove i procedimenti sono sospesi e celebrati alla fine del mandato.
Questo lodo non cancella le eventuali responsabilità e gli eventuali giudizi.
Variamo, quindi, un provvedimento che ha tenuto conto delle valutazioni della Corte costituzionale e che non sottrae nessuno al dominio della legge.
Colleghi, vorrei poi ricordarvi che dovete placare i vostri giudizi.
Ho letto con gusto giorni fa un articolo di Giampaolo Pansa su «L'espresso» della settimana scorsa.
Egli ha ricordato le parole di Massimo D'Alema quando, nel 1996, vi fu l'inchiesta a La Spezia.
Diceva Massimo D'Alema - cito Giampaolo Pansa - che non si possono destabilizzare le istituzioni politiche andando in televisione a dire che vi sono dei politici coinvolti in un'inchiesta.
Nel 1996, quando vi fu questa inchiesta, tre membri del Consiglio superiore della magistratura dell'allora PDS chiesero al ministro di fare un'ispezione e dissero che alcune esternazioni di magistrati talvolta incidevano sul sereno svolgimento delle funzioni politiche di Governo e sull'andamento dell'economia.

Vi risparmio cosa scrisse Pietro Folena, allora coordinatore del partito di taluni di voi, su «l'Unità» e ciò che disse Cesare Salvi.
Anzi, cito Cesare Salvi che disse che era inaccettabile che le decisioni del Parlamento potessero essere condizionate dalle opinioni dei giudici.
Pensate un po', aveva ragione anche Cesare Salvi: cosa ci tocca dire in questa Aula!
(Applausi dal Gruppo PdL).
Sempre con garbato rispetto, nei giorni scorsi l'onorevole D'Alema ha invitato Silvio Berlusconi ad andare a testa alta a farsi giudicare dai giudici.
Perché, allora, ancora aspettiamo che il Parlamento europeo decida sulla immunità a cui, in sede europea, ha fatto ricorso Massimo D'Alema?

Siamo rispettosi delle posizioni di tutti, di D'Alema come di Fassino: ci mancherebbe altro! Oggi non è giornata che abbiamo utilizzato per speculazioni politiche e prendiamo con le pinze certi giornali e certe fonti.
Oggi ho sentito a sinistra molte critiche a «la Repubblica»: ben vengano! Certi giornali mi piacciono tutti i giorni: oggi mi sono piaciuti un po' meno, ma non abbiamo alimentato polveroni.
Dunque, D'Alema aspetta ancora che il Parlamento europeo valuti le sue carte mentre Berlusconi dovrebbe correre di fronte a giudici così definiti.
Condividiamo gli appelli che in queste ore sono stati rinnovati dal presidente Napolitano, che ieri ha parlato ancora una volta di una tendenza alla spettacolarizzazione dei processi.
Non citerò Ayala, Caponnetto e Falcone su alcuni eccessi di politicizzazione. (Proteste dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).
Ci sarà tempo e modo di farlo in quest'Aula, colleghi.
Vorrei citare solo Di Pietro e Falcone.
Nei giorni scorsi Di Pietro ha affermato: quanto mi piace quando li vedo con il sangue agli occhi. Quasi che godeste nel creare lo scontro e il conflitto! A una persona che vorrebbe il sangue agli occhi dei suoi avversari noi contrapponiamo un giudizio di Giovanni Falcone, il quale dichiarò:
«La magistratura ha sempre rivendicato la propria indipendenza, lasciandosi in realtà troppo spesso irretire surrettiziamente dalle lusinghe del potere politico».

Siamo allora come oggi con Giovanni Falcone, non con il sangue agli occhi (Applausi dai Gruppi PdL e LNP) e voteremo orgogliosi questo provvedimento di legge.
(Applausi dai Gruppi PdL e LNP e del sottosegretario Giovanardi).







21 giugno 2008

ANCHE IL FINANCIAL TIMES DA RAGIONE A BERLUSCONI

Il "Financial Times" si schiera con Silvio Berlusconi nel nuovo, durissimo scontro aperto con i magistrati. In un editoriale intitolato "L'Italia fa bene a tenere a freno i giudici", il quotidiano britannico sottolinea la necessita' di introdurre una legge sull'immunita' -come e' gia', per esempio, nell'ordinamento di Spagna, Francia, Germania e dell'Unione Europea- che "non da' ai funzionari eletti mano libera, ma serve a proteggere il diritto dell'elettorato di essere governato da persone che hanno scelto democraticamente". Tra l'altro, secondo l'editorialista Christopher Caldwell, la domanda da porsi e' se "le accuse contro Berlusconi nascono da una disinteressata richiesta di giustizia o dal desiderio una certa parte dell'elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non le piace". Per il Ft, e' un dato di fatto che in Italia, da oltre 15 anni, "i giudici godono di un livello di potere unico in Occidente". "Nei primi anni Novanta -ricorda il giornale- quando gli italiani avvertirono che non avrebbero piu' avuto bisogno di tollerare la corruzione che rientrava in un patto regolare della politica della guerra fredda, giudici ambiziosi destituirono le leadership dei principali partiti in processi corruzione...C'e' stata, in effetti, una reggenza giudiziaria sui funzionari eletti, con i giudici che hanno passato al setaccio la classe dirigente della generazione successiva".

Adnkronos

Di solito la stampa estera non è mai tenera nei nostri confronti ed è pronta a bacchettarci ad ogni occasione , così è anche in questo caso , dove l’editorialista evidenzia i guasti che ha provocato la deriva giustizialista e forcaiola dei primi anni novanta che non si è mai sopita del tutto, una parte della magistratura e procure eccellenti continuano nel provare ad attuare il disegno di cambiare la società da dentro le istituzioni, come prevede lo statuto associativo di alcune correnti, tentando di sovvertire la sovranità popolare, in pratica la ricerca dei “governi condivisi” (Sic) ,che chiedeva il tre volte resistente Borrelli in una famosa intervista, senza nessun ritegno, al Corriere Della Sera.
Se il disegno con Berlusconi non è riesce,è perché gli italiani sono stati ormai vaccinati proprio da questa parte della magistratura militante con le loro accuse che si sono dimostrate infondate, basta citare per tutti il processo SME, dieci anni di veleni e inquinamento della vita democratica italiana conclusi con l’assoluzione in cassazione di Silvio Berlusconi per “non aver commesso il fatto” e perché “il fatto non sussiste”.
Un ulteriore dimostrazione,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, dell’urgenza di una legge sull’immunità per le alte cariche dello stato, così come è prevista in tutte le grandi democrazie occidentali, come opportunamente evidenziato dall’editoriale del Financial Times.




1 dicembre 2007

SI ALLA LEGGE ELETTORALE MA POI ALLE URNE.

Disponibilità al dialogo solo ed esclusivamente sulla legge elettorale, ma nella prospettiva di ritornare subito al voto. E’ la posizione che Silvio Berlusconi ha comunicato a Walter Veltroni a nome di Forza Italia. "Prolungare l’attuale legislatura servirebbe soltanto ad allargare il solco fra la politica e il Paese".
Entrando nel merito della proposta di modifica del sistema di voto sponsorizzata dal sindaco di Roma (il cosiddetto "Vassallum") Berlusconi ha parlato di molti punti condivisibili in quel testo, ma anche di alcuni aspetti poco convincenti e quindi da approfondire. "In questo senso si tratterà di fissare degli incontri tra gli esperti dei due partiti per definire meglio le questioni controverse". Se dunque il leader azzurro apre alla riforma elettorale (augurandosi il più vasto consenso parlamentare), chiude invece senza esitazioni su quelle istituzionali. "Pur riconoscendone la necessità(e non potrebbe essere altrimenti visto che è praticamente lo stesso pacchetto proposto dal governo Berlusconi) richiedono tempi parlamentari troppo lunghi". Incompatibili quindi con l’esigenza di tornare al voto "il prima possibile".
Berlusconi non ha posto la questione del voto anticipato come condicio sine qua non per dialogare. "Non l’ho fatto perché so che la scelta di sciogliere le Camere spetta solo ed esclusivamente al Presidente della Repubblica. Anche se ribadisco che lo sbocco naturale di una nuova legge elettorale e il ritorno alle urne". Il Presidente ha poi concordato con l’idea di modificare i regolamenti delle Camere per impedire la proliferazione di gruppi parlamentari non collegati ai partiti che si sono presentati alle elezioni. Ma ha anche voluto precisare il suo punto di vista sulla Grosse Koalition alla tedesca. "L’ho citata solo per dire che sarebbe stata la soluzione che avrei offerto all’opposizione se avessi vinto nella maniera risicata in cui l’ha fatto Prodi l’anno scorso".
Particolarmente soddisfatto Veltroni che parla di “punto di equilibrio trovato” e “convergenze rilevanti” sottolineando anche il “ reciproco rispetto” tra i due leader.
"Penso che abbiamo introdotto qualcosa di molto importante: la fine del clima di rissa, di odio e di contrapposizione ideologica. Ora chi lo vuole riproporre se ne assumerà la responsabilità ma si è sperimentato che è possibile il dialogo, come nelle grandi democrazie del mondo".
Insomma se son rose fioriranno, anche se io sono intimamente convinta che sia tutta una manfrina per allungare il brodo e tranquillizzare tutti per un paio di mesi,giusto il tempo di arrivare al referendum che darebbe il premio di maggioranza alla lista vincente,una soluzione ideale sia per il PD che per il PDL che permetterebbe di liberarsi di alleati scomodi e governare senza condizionamenti.
Naturalmente questo era il primoincontro ufficiale” ma si sa che ci sono stati altri contatti nei mesi scorsi.
Che altro? Ah si, lo staff di Veltroni ha lavorato sodo per assicurarsi la diretta radio della conferenza stampa di Berlusconi : “che lusso” ha commentato il Cav. riferendosi alla sala stampa, imparano in fretta non c’è che dire.




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permalink | inviato da Aurora86 il 1/12/2007 alle 2:30 | Versione per la stampa


1 novembre 2007

VERGOGNA SICUREZZA.

Dopo che ieri la montagna ha partorito cinque topolini, a causa delle insanabili divisioni tra i ministri, sotto forma di disegno di legge e tre emendamenti alla finanziaria sulla sicurezza,che suonano come un autentica beffa per i cittadini in quanto saranno operativi se, come e quando usciranno dal parlamento, sull’onda dello sdegno e della rabbia popolare per la barbara aggressione di Roma dove una donna è stata aggredita,seviziata e buttata in un fosso da un Rom e adesso versa in condizioni disperate,il governo è stato costretto a fare marcia indietro e convocare un consiglio dei ministri straordinario per approvare uno dei disegni,esattamente quello che prevede più poteri per i prefetti, sotto forma di decreto legge per renderlo immediatamente operativo, e qui se non ci sarà la collaborazione dell’opposizione il decreto difficilmente avrà l’approvazione definitiva nei termini di legge, viste e considerate le divisioni di cui sopra.
E’ un autentica “vergogna” ,dopo che da anni a Roma si tollerano baraccopoli di abusivi e clandestini,addirittura in pieno centro,soltanto oggi Veltroni si è deciso a chiedere ufficialmente al governo misure straordinarie per la sicurezza dei cittadini e all’ Unione Europea collaborazione per l’immigrazione comunitaria, come mai se ne accorge soltanto adesso?
Prima evidentemente non poteva, forse perché troppo preso tra notti bianche e manifestazioni cinematografiche, forse per la cittadinanza era meglio occuparsi di far sgomberare le favelas romane e trasferire i campi rom fuori dall’abitato.
Soltanto oggi Prodi ha sentito la necessità di contattare il governo Romeno per stabilire una qualche collaborazione allo scopo di frenare il flusso delle centinaia di migliaia di romeni che sono venuti nel nostro paese negli ultimi mesi,in pratica si tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati,quando sarebbe bastato recepire e applicare una norma comunitaria che stabilisce le espulsioni anche per i cittadini comunitari.
"La direttiva europea stabilisce in modo molto chiaro che i cittadini dell'Ue, quindi rumeni, bulgari o altri, possano spostarsi liberamente negli altri Paesi, ma devono dimostrare che hanno mezzi di sostentamento legittimi, quindi non vivere con il profitto di attivita' criminose", e nel caso contrario questi cittadini, anche se comunitari, devono "tornare nel loro Paese d'origine" attraverso misure di riaccompagnamento o rimpatrio.
Lo ha ricordato al governo qualche settimana fa,il vice presidente della Commissione Europea Franco Frattini, ma da questo orecchio evidentemente il governo non ci sente.
E’ tutto inutile fino a che ci sarà questa sinistraPAROLAIA&INCONCLUDENTE”al governo,la sicurezza per i cittadini rimarrà un optional.
Non passa giorno che questo governo non faccia danni e crei problemi ai cittadini, sotto forma di criminalità, immigrazione clandestina, delinquenza cittadina,tasse,rincari,impoverimento, burocrazia, privacy e chi più ne ha più ne metta.
Insomma,parafrasando l’On. Martino: “ il peggior governo della storia dai tempi di Nerone, e nel confronto Nerone non ne esce male”.




7 maggio 2007

ASINI CHE RAGLIANO !

 Quello che non è riuscito per via giudiziaria e per via elettorale,ovvero l'eliminazione di Silvio Berlusconi dalla vita politica, la sinistra italiana lo vorrebbe realizzare tramite un'assurda legge sul conflitto di interessi,la quale prevede l'incompatibilità delle cariche di governo per coloro che sono imprenditori con un patrimonio superiore ai 15 milioni e nel caso l'affidamento a un “ blind trust” cieco o nella peggiore delle ipotesi l'alienazione del patrimonio.Viene difficile capire che differenza fa avere 15 o 1 milione di patrimonio oppure 100, ma tant'è questo già spiega l'assurdità di questa proposta di legge,insomma possono accedere a cariche di governo soltanto coloro che hanno passato l'esistenza nei quadri del partito o del sindacato, che al massimo hanno fatto i boiardi di stato, E IN VITA LORO NON HANNO MAI LAVORATO.
Autorevoli esponenti della sinistra, Prodi, Franceschini, Fassino ,Giordano,Bertinotti e chi più ne ha più ne metta parlano di legge giusta e appropriata sull'esempio americano,ma come al solito sono “asini che ragliano” senza sapere di che parlano.
Con una simile legge personaggi come John F. Kennedy e Franklin Delano Roosevelt che erano titolari di patrimoni immensi non sarebbero mai diventati Presidenti degli Stati Uniti,in america non esistono limitazioni economiche per chi si candida a cariche pubbliche.
Ma non solo il “blind trust” è una tradizione più che un'obbligo di legge che è regolato da stato a stato e da carica a carica,ma in ogni caso esso mai prevede l'alienazione a terzi e addirittura all'insaputa del titolare.
E' superfluo dire che più si è ricchi e meno si può essere condizionati da piccoli e grandi interessi legati alla carica pubblica, come diceva qualche giorno fa Alan Dershowitz, giurista di fama internazionale della Scuola di Legge dell’Università di Harvard, per i cittadini americani avere alla Casa Bianca uno come Bill Gates sarebbe il massimo, ma chi glielo spiega ai nostri “asini nostrani”, che,da buoni nipotini di Stalin e Pol Pot , vedono nella ricchezza il nemico da combattere, l'odio di classe e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo?
Sul conflitto di interessi americano ne avevo già parlato tempo fa qui, mi limito soltanto a un breve sunto: “Negli Stati Uniti, la materia è regolata da un codice di “leggi etiche” di 90 pagine, disponibile presso l’United States Office of Government Ethics. Le norme non si occupano dei conflitti potenziali, piuttosto puntano sulla trasparenza e si limitano a sanzionare penalmente i comportamenti privati che confliggono con gli interessi pubblici. “Va segnalato – si legge nel report del 31 ottobre 2003 del Congresso degli Stati Uniti che fa il punto delle leggi americane sul conflitto di interessi – che non esiste alcuna legge federale che richiede espressamente a un particolare funzionario federale, o a una categoria di funzionari, di mettere i propri assets in un fondo cieco per esercitare un lavoro pubblico all’interno del governo federale”. Ancora: “I funzionari federali e gli impiegati non sono obbligati a dismettere i loro beni per evitare il conflitto di interessi. Piuttosto… i metodi principali di regolamentazione dei conflitti di interessi, a norma delle leggi federali, sono l’esclusione e la trasparenza (disclosure)”. Le leggi americane, dunque, non impediscono a priori a nessuno, neanche a un simil Berlusconi locale, l’elezione o la nomina a cariche politiche o di governo. Non forzano la vendita, non obbligano a mettere in un fondo cieco il proprio patrimonio. La legge americana prescrive esclusivamente “l’esclusione”, cioè la ricusazione, l’astensione dal partecipare a decisioni pubbliche che potrebbero favorire interessi privati, e poi la trasparenza, cioè rendere pubblici i propri interessi finanziari.
Ma, attenzione, l’obbligo di non partecipare alle decisioni pubbliche potenzialmente confliggenti con gli interessi privati vale soltanto per i funzionari di governo e per gli impiegati federali, non si applica né al presidente degli Stati Uniti né al vicepresidente né ai parlamentari di Camera e Senato né ai giudici federali (articolo 202, comma c del codice degli Stati Uniti). Ancora prima che questa esplicita esenzione fosse iscritta nel codice, era consuetudine consolidata escludere presidente e vicepresidente dalle norme sul conflitto d’interesse, per lo stesso motivo per cui non sono mai state applicate ai parlamentari:
“Una ricusazione obbligatoria potrebbe interferire con i doveri di presidente e vicepresidente richiesti dalla Costituzione”, perché in democrazia è più importante l’interesse pubblico che gli eletti sono chiamati a perseguire, piuttosto che il potenziale conflitto con gli interessi privati.
Negli Stati Uniti, dunque, il potenziale conflitto di interessi del capo del governo e dello stato, del suo vicepresidente, dei senatori e dei deputati è così poco regolato da far apparire draconiana la legge Frattini.
Ha ragione dunque Berlusconi quando parla di killeraggio politico , ma sono altresì convinta che questi sistemi rappresenteranno un boomerang per la sinistra italiana,senza contare che, settori della stessa maggioranza da Mastella a Boselli e Capezzone sono in netto disaccordo e dunque la strada per il disegno di legge è tutta in salita.
Ci sarebbe poi da discutere sulla costituzionalità della legge in questione, ma è un'argomento di cui mi occuperò in seguito.


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