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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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12 febbraio 2009

PRATICO E CONCRETO

Barack Obama mi sembra un uomo molto pratico e concreto,come piace a me, così Silvio Berlusconi dopo la telefonata del presidente USA al premier italiano.
Il presidente Obama ha ringraziato l’Italia per l’impegno nello scenario del medio oriente e dell’Afghanistan, Berlusconi ha confermato tutti gli impegni assunti.
E’ la terza volta che i due leader si sentono personalmente, la prima telefonata risale allo scorso ottobre, quando a Washington, per salutare l'uscente George W. Bush, il presidente del Consiglio chiamò sia Obama che John McCain, all'epoca impegnati in campagna elettorale, la seconda invece è dello scorso 7 novembre, quando fu il presidente eletto degli Stati Uniti a contattare Berlusconi dopo la vittoria del 4 novembre.
Nella telefonata di oltre mezz’ora sono stati affrontati tutti i maggiori temi di politica internazionale a partire dalla crisi economica mondiale, e i due leader hanno espresso la volontà comune di una forte collaborazione per fronteggiare insieme le sfide globali restando in stretto contatto.
Prima del G8 di luglio in Italia, si incontreranno personalmente al G20 di Londra il 2 Aprile e subito dopo al vertice NATO a Strasburgo.
A proposito di Obama, non vi sarà certo sfuggita l’enfasi con la quale Walter Veltroni,qualche giorno fa ha comunicato alla stampa di aver ricevuto dal presidente USA una lettera di ringraziamento, beh si è scoperto che quella lettera altro non era che una fotocopia, opportunamente modificata nel nominativo, indirizzo e paese di riferimento, che la Casa Bianca ha inviato in risposta alle migliaia e migliaia di persone che si sono congratulate con il neo presidente eletto, insomma lo stesso testo a Veltroni ma anche alla casalinga di Voghera o un Ayatollah islamico, un copia incolla chilometrico.
Non gliene va bene una che sia una , non chiamatelo più Walter Veltroni, è più opportuno Paolino Paperino…..






23 settembre 2008

EVVIVA SCENDE IN CAMPO VELTRONI

Il leader del Pd ha inviato una lettera al premier Berlusconi con tre possibili soluzioni per uscire dall’impasse e salvare la compagnia. "Ci sono tre strade possibili - afferma il leader democratico - che la CAI faccia un passo in avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie condizioni di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e richiedono". Oppure, "che ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri, che, da soli o con CAI, potrebbero acquisire, rispondendo al bando tardivamente pubblicato dal commissario, un ruolo rilevante nella salvezza e nello sviluppo di Alitalia". Infine, scrive Veltroni, "che il commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del Governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa con tutti i sindacati consentendo così poi a CAI o a compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia, garantendone la sopravvivenza".
Adnkronos

Oh meno male, adesso che è sceso in campo Veltroni siamo tutti più tranquilli in merito alla difficile vertenza dell’Italia, bene,dopo la scoperta dell’acqua calda, Veltroni chiami i suoi amici della CGIL e gli dica pacatamente e serenamente di tornare sui loro passi come hanno già detto in questi giorni autorevoli esponenti del suo partito per rilanciare Alitalia, o altrimenti ci sarà il fallimento di cui dovranno assumersi piena responsabilità davanti al paese.
Che poi per dire tali ovvietà e banalità una lettera è pure troppo.




1 luglio 2008

SONO RIUSCITI NELL’IMPOSSIBILE

Persino il Capo dello Stato, e uomo di sinistra, si schiera in difesa del parlamento,contro l’organo supremo della magistratura,il CSM, che lui stesso presiede.
Il messaggio giunge forte e chiaro : “ Non e' il Consiglio superiore della Magistratura a dovere esprimere un giudizio di costituzionalità, giudizio che nel nostro ordinamento spetta ad altre istituzioni, il parlamento è sovrano”.
Questo in estrema sintesi il senso della lettera inviata dal capo dello stato al vicepresidente del CSM, Nicola Mancino, che oggi si riunisce per esaminare il DL sulla sicurezza che contiene tra l’altro la norma blocca - processi,oggetto di polemiche nei giorni scorsi.
Complimenti davvero,sono riusciti nell’impossibile,ovvero anche il Presidente Napolitano,nonché presidente dell’organo di autogoverno della magistratura, nel sentire un “tanfo” così forte provenire dal “verminaio del CSM” e di riflesso dall’intera magistratura, non ha potuto esimersi dall’intervenire ed adeguarsi al “sentire comune” della stragrande maggioranza dei cittadini.







23 giugno 2008

GIA' APPROVATA LA NORMA BLOCCA PROCESSI

La norma blocca processi è stata già approvata, ed è perfettamente costituzionale, soltanto che non è stata licenziata da questo parlamento e da questo governo, bensì dal governo Prodi e controfirmata dall’allora ministro della giustizia Flick e dallo smemorato di Collegno, Oscar Luigi Scalfaro.
Lo precisa l’ex Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, Antonio Albano in una lettera al Corriere Della Sera.
Caro Direttore, con riferimento all'articolo apparso in prima pagina sul suo giornale, dal titolo «Passa la norma blocca processi», forse è opportuno segnalarle che una disposizione analoga è da tempo vigente nel nostro ordinamento giuridico.
Con il decreto legislativo del 19 febbraio 1998 n. 51 è stato introdotto uno smilzo articoletto (art. 227) il quale testualmente dispone: «Al fine di assicurare la rapida definizione dei processi pendenti alla data di efficacia del presente decreto, nella trattazione dei procedimenti e nella formazione dei ruoli di udienza, anche indipendentemente dalla data del commesso reato o da quella delle iscrizioni del procedimento, si tiene conto della gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l'accertamento dei fatti, nonché dell'interesse della persona offesa.
Gli uffici comunicano tempestivamente al consiglio superiore della magistratura i criteri di priorità ai quali si atterranno per la trattazione del procedimento e per la fissazione delle udienze».
Con tale disposizione è stata consentita la trattazione di quei procedimenti che il magistrato, a suo discrezionale apprezzamento, ritiene «gravi o dotati di concreta offensività». Per gli altri il destino è assicurato: saranno stipati in un oscuro sottoscala all'interno di un ufficio giudiziario, in attesa dell'arrivo liberatorio della prescrizione. È stata cosi introdotta una illegittima archiviazione, mascherata con buona pace del declamato principio della obbligatorietà dell'azione penale.
Il predetto decreto legislativo porta le firme di Prodi, presidente del Consiglio dei Ministri, Flick, ministro di Giustizia, Scalfaro, presidente della Repubblica. È singolare, perciò, che nell'intervista rilasciata al suo giornale, il presidente Scalfaro non abbia fatto alcun riferimento alla disposizione suddetta. Preme sottolineare che in un Paese di democrazia liberale spetta al Parlamento individuare quali fatti assumono rilevanza penale e, quindi, quali reati debbano essere perseguiti. Appare, perciò, quantomeno eccentrico che i criteri di priorità imposti dalla disposizione summenzionata debbano essere portati all'attenzione del Csm e non del Parlamento.
Antonio Albano
ex Procuratore Generale Onorario presso la Corte di Cassazione.

Thanks al Legno Storto 

Ora però mi raccomando, non fatelo sapere in giro,altrimenti ci perdiamo lo spettacolo dei giacobini e dei travagliati in difesa della legalità, del CSM e ANM che abbaiano sull’inaudito attacco all’indipendenza della magistratura e sullo scempio della costituzione, magari prima della chiusura estiva del parlamento faremo anche in tempo ad assistere a qualche girotondo, con il caldo che fa sarà uno spettacolo da non perdere.




9 aprile 2008

VELTRONI NON E’ LA CONSULTA SERVE LA LAUREA

Veltroni scrive una lettera al candidato premier del PDL per chiedergli un impegno a garantire, chiunque vinca le elezioni, lealtà alla Repubblica.
«Ho scritto una lettera al principale esponente dello schieramento a noi avverso in cui gli chiedo, quale che sia il ruolo che ciascuno avrà, di dare una garanzia ai cittadini, che io mi impegno a dare, una garanzia di lealtà repubblicana basata su quattro punti: la tutela dell’unità della Nazione, il rifiuto di ogni forma di violenza praticata o dichiarata; la fedeltà alla Costituzione repubblicana; la fedeltà alla bandiera Tricolore e all’Inno di Mameli». L'annuncio di Veltroni arriva all'indomani delle polemiche sulle frasi di Umberto Bossi.
LA RISPOSTA - «La lettera di Veltroni è un altro effetto speciale che non possiamo accettare da lui perché non ha alcun titolo». È quanto Berlusconi replica in conferenza stampa a Vicenza sostenendo che «Non può dare patenti di lealtà repubblicana l'erede del partito comunista». Il leader del PDL ricorda di «aver già giurato ben tre volte fedeltà alla Costituzione al Quirinale».
«Solo chi ha scarsa dimestichezza con le procedure e le regole costituzionali democratiche - è la risposta che Berlusconi manda a Veltroni - dimentica che il presidente del Consiglio della Repubblica Italiana giura fedeltà alla Costituzione nelle mani del capo dello Stato». «E io - ricorda Berlusconi a Veltroni - ho giurato per ben tre volte davanti a due presidenti della Repubblica. E sarò onorato di giurare per la quarta davanti all'attuale presidente». «Quando si sono aperti gli archivi del Kgb - prosegue Berlusconi - è venuto fuori che l'Unione Sovietica dava, di tutti gli aiuti ai partiti comunisti d'occidente, il 45% al Pci». «Veltroni non è la Consulta - conclude il Cavaliere - dove per entrare serve la laurea. E dei suoi fuochi di artificio ed effetti speciali gli italiani ne hanno abbastanza».

Veltroni ormai deve essere alla più cupa disperazione se non gli è rimasto altro che questi squallidi tentativi per fare notizia, sa benissimo di aver perso la partita, non a caso gli scommettitori inglesi danno Berlusconi vincente e pagato a 1,30 contro 6,00 di Veltroni.
Io mi domando e vi domando: “ un funzionario di partito che inneggiava a Pol Pot e ai khmer rossi, che si recava a Berlino Est al festival della gioventù comunista ad applaudire i tetri e sanguinari burocrati di Breznev e a cianciare di eurocomunismo(Sic), che riceveva uno stipendio con i contributi di una nazione nemica che teneva puntati sull’Italia e sull’Europa missili con testate nucleari,che titoli ha per dare patenti di lealtà alla repubblica?
Questo dimostra una palese ignoranza delle più elementari nozioni di educazione civica, si è perso completamente il senso del ridicolo,un clamoroso autogol...




2 aprile 2008

COSI VELTRONI E RUTELLI HANNO DISTRUTTO ROMA

Cara amica, caro amico
l’Italia è un grande Paese e Roma è la Capitale, una città patrimonio del mondo. Noi lo sappiamo e ne siamo orgogliosi. È la sinistra ad averlo dimenticato. Il nostro impegno sarà quello di restituire dignità all’Italia e alla sua Capitale. L’eredità che ci lascia l’ex sindaco Veltroni è pesante. La sinistra, nonostante quel che pretende di far credere, ha costruito una città egoista. Siamo noi che vogliamo una città solidale. Del resto la sinistra ha premiato i poteri forti, anzi i più forti.
Noi invece vogliamo una città realmente vicina ai più deboli, meno diseguale, una città di qualità. I numeri del fallimento della sinistra parlano non di un "modello Roma", ma di un "disastro Roma": 37mila famiglie senza casa; oltre 50mila bambini su un totale di 75mila, nella fascia d’età tra 0 e 3 anni, senza asilo nido; solo 30mila anziani su un totale di 565mila over 65 che riescono a beneficiare di un servizio di assistenza offerto dal Comune di Roma; 9mila disperati costretti ancora a vivere in condizioni di assoluto degrado in baraccopoli lungo le sponde del Tevere. Qui sono stati spesi addirittura 3,7 milioni di euro per i campi nomadi, contro i soltanto 5 milioni di euro che nel 2006 la Regione ha destinato all’emergenza abitativa a Roma. Veltroni è per Roma ciò che Prodi è per l’Italia. Veltroni e Prodi pari sono. Altro che il "modello Roma", anche qui è stato applicato solo il «modello Visco», quello del "tassa e spendi". E anche qui ha fatto danni: Roma è fra le città più tartassate d’Italia.
La pressione fiscale per abitante è passata da 412 a 655 euro. Questo non ha però evitato che il sindaco di Roma ci lasciasse in eredità un debito che il prossimo anno raggiungerà 9 miliardi di euro. La tassa sui rifiuti ha colpito i bilanci delle famiglie romane con incremento fino al 30%, che per i negozi, i ristoranti e gli alberghi è stato addirittura del 48%. Ma la città è sempre più sporca e degradata. La raccolta differenziata è bloccata a poco più del 15% contro il doppio di Milano. Nel Lazio ci sono solo 3 termovalorizzatori contro i 13 della Lombardia. Roma ha la più grande discarica d’Europa, a Malagrotta: doveva chiudere due anni fa, ma continua ad accumulare immondizia perché la sinistra parolaia non vuole costruire i nuovi impianti di smaltimento.
Tremano le vene ai polsi al solo pensiero che un sindaco che lascia questa eredità abbia la velleità di guidare l’Italia.
Cari amici, perché anche Roma si rialzi dal degrado economico, sociale e morale servono proposte e soluzioni forti, come quelle del Popolo della Libertà. Realizzeremo le infrastrutture per rendere scorrevole il traffico: l’anello ferroviario, nuovi parcheggi di scambio, le metropolitane (A, B, B1, C, D). Costruiremo 25mila nuove case per chi ha redditi più bassi e realizzeremo nuovi asili per 10mila bambini. Ridurremo le tasse comunali. Daremo sicurezza alla città chiudendo tutti i campi nomadi abusivi e controllando con severità quelli regolari; combatteremo la criminalità in tutte le sue forme con poliziotti, carabinieri e vigili di quartiere.
Svilupperemo la raccolta differenziata e gli impianti di smaltimento dei rifiuti per scongiurare l’incubo Napoli e chiuderemo la discarica di Malagrotta.
Care amiche, cari amici, dopo i suoi venti anni di governo, la sinistra ci lascia una Capitale da rifare. Oggi è possibile cambiare. Per questo il 13 e il 14 aprile vi chiedo di fare la scelta giusta, di votare e far votare il Popolo della Libertà, alla Camera e al Senato; Gianni Alemanno al Comune, Alfredo Antoniozzi alla Provincia e i candidati del Popolo della Libertà nei municipi. Sarà un atto di profondo amore per Roma.
Un forte, cordiale abbraccio

Silvio Berlusconi

Questa la lettera che Silvio Berlusconi ha inviato ai cittadini di Roma a sostegno dei candidati del Popolo della Libertà alle elezioni politiche e amministrative del 13-14 aprile 2006.





18 dicembre 2007

LETTERA AL POPOLO DEI GAZEBO.

Cara amica, caro amico,
desidero ringraziarti personalmente per aver partecipato con tanto entusiasmo alla nostra mobilitazione per mandare a casa il governo Prodi, alla raccolta di preadesioni per il nuovo movimento e alla scelta del nome e del simbolo. Due iniziative che, nel breve arco di quindici giorni, hanno rappresentato l’avvio di una rivoluzione pacifica e hanno dato inizio, grazie a una straordinaria partecipazione popolare, a una nuova stagione della politica italiana. Nulla, infatti, potrà mai più essere come prima: mentre la sinistra si e’ arroccata nei palazzi per difendere un potere sempre più logoro e usurpato, noi ci siamo invece messi all’ascolto del cuore del paese, e abbiamo dato voce alla preoccupazione di tanti cittadini vessati da un governo tanto protervo quanto impopolare.
Non abbiamo imboccato una scorciatoia populista, come sostengono i nostri avversari: abbiamo semplicemente riscoperto le basi più autentiche della democrazia, che trova nella volontà popolare - e non nelle oligarchie e nelle corporazioni - la sua linfa e il suo fondamento. Non si erano mai visti otto milioni di cittadini partecipare a una consultazione popolare, fare la coda per chiedere con forza la crisi di governo e nuove elezioni. E non si era mai visto lo spettacolo di tre milioni di cittadini che attendono pazientemente il proprio turno per scegliere il nome del nuovo movimento, vivendo così in prima persona l’atto costitutivo. È stata un’esperienza esaltante, una limpida lezione di democrazia a chi, tradendo il suo stesso popolo, ha di fatto commissariato le istituzioni e posto un pesante macigno sullo sviluppo del paese. Mai la politica era stata così abissalmente distante dalla volontà popolare, mai, neanche nei momenti peggiori della Prima Repubblica, si era visto lo spettacolo di un governo agonizzante ma così pervicacemente aggrappato alle sue cento poltrone.
Il nostro dovere di democratici, di moderati e di liberali e’ quello di restituire una bussola certa e una speranza concreta di cambiamento alla grande maggioranza degli italiani che aspettano solo di voltare pagina. Ancora una volta, come nel ’94, siamo stati noi a scendere in campo, ponendoci tutti e di nuovo in discussione, per mettere l’Italia al riparo da pericolose avventure e da salti nel buio. E tutto questo non sarebbe stato possibile se non avessimo potuto contare su militanti generosi, appassionati e disinteressati, che si sono sacrificati e si sacrificano per un ideale e per una fede politica. Per questi motivi ho voluto ringraziarti personalmente e chiederti di proseguire il tuo impegno, che e’ indispensabile per la nostra causa. Anche nelle prossime settimane, infatti, il popolo dei gazebo sarà chiamato ancora una volta a pronunciarsi sulle scelte fondamentali del nuovo movimento. A partire dal Manifesto del partito popolare europeo e dalla Carta dei valori, per passare poi alle priorità del programma di governo, alle adesioni formali ed alla elezione dei rappresentanti in quella che sarà una vera e propria assemblea costituente del Popolo della libertà. Grazie ancora per la tua dedizione e il tuo lavoro prezioso, affettuosi auguri di Buon Natale e un forte abbraccio.

Silvio Berlusconi

17/12/2007






4 agosto 2007

MENO MALE CHE C'E' LA PAUSA ESTIVA...

 Il caldo e lo stress fanno particolarmente male a Romano Prodi,dopo aver tentato di dettare l’omelia domenicale alla chiesa cattolica, chiedendo di parlare di tasse ed evasione fiscale,attirandosi contro l’ira e la derisione dei cattolici e non,ha tentato di sostenere la sua tesi commettendo un’altra colossale gaffe: “il premier ha attribuito il richiamo all’obbedienza nei confronti dei padroni, «quoque discolis» (anche a quelli severi) alla Lettera di San Paolo ai Romani. Il Professore però è caduto in un’imbarazzante gaffe, visto che la frase non è di San Paolo ma è riportata nella Prima Lettera di San Pietro ai Romani, nella quale peraltro vi è scritto etiam, non quoque.
Cosa fatta notare per primo dall’on. Angelino Alfano coordinatore di Forza Italia in Sicilia.
Se anche in Chiesa si parla di tasse,va a finire che credenti e praticanti diserteranno le funzioni del tutto.
Non pagare le tasse non è peccato, e la Chiesa non può trasformarsi in una succursale dell’agenzia delle entrate, e perseguire la via spirituale del controllo fiscale, così ha replicato Don Gianni Baget Bozzo, consigliere spirituale di Silvio Berlusconi e Forza Italia.
Evidentemente Prodi non sa più a che santo votarsi
.
A dimostrazione di ciò, ha dell’incredibile quello che racconta Piero Sansonetti direttore di Liberazione,quotidiano di Rifondazione Comunista, Prodi ha spedito una sua lettera con “obbligo di pubblicazione immediata” sia a lui che a Gabriele Polo direttore del Manifesto,nella quale si criticano alcune scelte della sinistra radicale - e l'eccesso di polemica verso il governo che viene dai suoi giornali - si difendono le scelte essenziali dell'esecutivo sui temi sociali, sindacali, dell'economia, dell'ambiente, e alla fine si rivolge un appello a scendere in piazza, in autunno, non per criticare il governo ma per difendere le sue scelte e sostenere la sua azione.
Ho risposto a Sircana che noi eravamo molto contenti di pubblicare una lettera del presidente del Consiglio, ma che proprio per oggi avevamo programmato - noi e il manifesto , insieme , con una scelta non usuale nella storia delle nostre testate - di farci promotori di una manifestazione della sinistra contro le scelte moderate e centriste del governo, che non condividiamo, e per chiedere una svolta politica a sinistra.Più tardi abbiamo parlato Polo ed io, ed eravamo perfettamente d'accordo. I giornali - si dice tante volte - non sono una buca delle lettere, e quindi Prodi avrebbe dovuto aspettare 24 ore, come spesso capita a tanti nostri collaboratori o amici o giornalisti. Ho comunicato a Sircana questa decisione. Lui mi ha detto invece che insisteva, chiedeva la pubblicazione subito. Gli ho detto di no.
Un paio d'ore dopo, la lettera è stata resa pubblica da Sircana attraverso internet, e invece di essere indirizzata a il manifesto e a Liberazione era indirizzata ad amiche e amici.
E' grave l'idea che un presidente del Consiglio possa dare ordini ai giornali e dirgli cosa pubblicare e quando, e non debba essere contraddetto,conclude Sansonetti.
Vi risparmio per carità di patria, la conferenza stampa odierna di Prodi, ha  blaterato di "maggioranza coesa", ha spacciato l'elemosina di un euro al giorno ai pensionati per "un'ingente intervento in contrasto all'indigenza e alla povertà"(Sic), e altre amenità di questo tipo, roba che naturalmente vede solo lui che vive su "Second Life".
Insomma aspettando un autunno caldo,i colpi di calore hanno già colpito Prodi,mai come in questo momento,arriva provvidenziale la pausa estiva, e meno male.






12 maggio 2006

LA QUESTIONE MORALE VIENE DA LONTANO

Dalla lettera aperta di Antonio
Di Pietro a Walter Veltroni

Walter tu dov'eri?
La morale te la risparmio. Ma mi piacerebbe tanto sapere cosa successe dalle tue parti in quel periodo e soprattutto che fine ha fatto quel miliardo portato da Raoul Gardini a Botteghe Oscure. Come sai, noi magistrati non potemmo più andare avanti a causa della sentenza di prescrizione nel frattempo intervenuta, e perché nessuno a Botteghe Oscure ricorda a quale piano salì e a quale porta busso', quel giorno. Gardini.

Antonio Di Pietro
Comunicato n 61-10/10/2000

Dalla lettera aperta di Antonio
Di Pietro a Massimo D'Alema

Caro Massimo,
non ti nascondere dietro la "Porta (a porta)" offertati dal Bruno Vespa (che come al solito - quando si tratta di me - si dimentica sempre di sentire la mia versione dei fatti) per ricercare un salvacondotto dall'opinione pubblica senza dare spiegazioni.
Spiega tu agli italiani perchè - da capogruppo dei DS alla Camera - all'epoca ti davi da fare per aiutare gli sbardegliani di "Comunione e Liberazione" e perchè hai convinto Marchini ad aiutarli finanziariamente. Spiega poi perchè Marchini voleva a capo di quel giornale niente meno che Rocco Buttiglione.
Che politica trasversale è mai questa? Ancora più a monte, la Magistratura non ha accertato (ne poteva all'epoca, stante la prescrizione e l'amnistia dei reati), ma tu puoi aiutarci a capire (come nemmeno ieri da Vespa hai fatto): Gardini è venuto o no a Botteghe Oscure a portare quel famoso miliardo? E se si, a chi lo ha consegnato?
Ed ancora: il 9 marzo 1993 - nel mentre si intrecciavano le trattative tra Marchini e quelli di "Comunione e Liberazione" il noto e vostro Greganti, nel mentre si trovava rinchiuso a San Vittore per una mazzetta da 621 milioni di lire elargitogli da Lorenzo Panzavolta della Ferruzzi, riferì in un interrogatorio di un episodio accaduto nell'89 (e quindi purtroppo anch'esso all'epoca delle indagini prescritte ed amnistiate). Riguardava un blocco di polizia a cui era stato sottoposto dalle parti di Firenze allorchè venne perquisito perchè trovato in possesso di una valigetta contenente quasi un miliardo di lire in contanti o giù di lì.
Greganti spiego' che si trattava di denaro destinato al partito ed una volta in caserma fece telefonare ad una "persona" di Botteghe Oscure per chiarire tutto.
Di chi e di che episodio si tratta? E perchè Botteghe Oscure mandava in giro Greganti con una valigetta con 1 miliardo in contanti in mano?
Suvvia Massimo, smettila di fare l'arrogante e non comportarti anche tu come quelli dell'Asinello che se la prendono con me per avere fatto aprire gli occhi ai loro elettori sulla stupidaggine di essersi affidati qualche mese fa ad una squadra di post craxiani per il rilancio dell'Ulivo.

Antonio Di Pietro
comunicato n62 10/10/2000
============

Essendo due lettere aperte e quindi pubbliche a cui tutti i quotidiani hanno dato ampio spazio e risalto,ci doveva essere una risposta altrettanto pubblica con lo stesso risalto di secca smentita,conferma e/o precisazioni in merito,che a tutt'oggi risulta mai esserci stata.
Ci sarà ancora molto da aspettare?
Anche perchè poi,qualche anima non troppo candida potrebbe essere idotta a pensare secondo un vecchio adagio che recita:"chi tace acconsente".
Se nel frattempo invece qualcuno è a conoscenza di comunicati ufficiali in merito alle domande pubbliche di Di Pietro,le posti pure, ne prenderemo tutti atto con grande sollievo.



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