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12 aprile 2007

MA ALMENO SI METTANO D'ACCORDO .

Dall’informativa di D’Alema alla camera dei deputati sul sequestro Mastrogiacomo:

 TRATTATIVE E SISMI - Nel corso dell'informativa, D'Alema parla anche del peso avuto dal Sismi, che assicura «è stato coinvolto nelle trattative». «Il 7 marzo emergevano i primi contatti per le trattative», spiega D'Alema confermando che l'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato «un canale utile per il rilascio degli ostaggi. Strada assicurava la sua collaborazione pur esprimendo preoccupazione per l'interferenza di altri attori - racconta il ministro -. Intanto il quotidiano La Repubblica comunicava che con canali giornalistici esisteva la possibilità di un'altra via di contatto con i rapitori. Questo canale è stato operante nel corso di tutta la vicenda. Dunque - chiarisce D'Alema - c'era una pluralità di canali per controllare la fondatezza delle informazioni, un lavoro svolto dall'Unità di crisi della Farnesina ma con la responsabilità e la presenza del Sismi che ha affiancato i canali in loco con proprie strutture e propri funzionari fino al rilascio. I canali sono stati usati in modo costantemente complementare».

Corriere della Sera 12/04/07

 “Quel che avevo da dire a Romano l’ho detto: i nostri servizi erano riusciti a trovare la strada per liberare Mastrogiacomo, ma è stato loro impedito. Ora dovremo fare i conti con le ripercussioni che rischiano di essere pesanti”. E ha aggiunto Parisi: “Le contraddizioni e la confusione nel governo, uniti ai modi sprezzanti del dottor Strada nei confronti dei servizi italiani hanno provocato un grave danno all’immagine dello Stato e la perdita di credibilità agli occhi degli alleati”.

Arturo Parisi –Corriere della Sera  23/03/2007

"... fuori dai coglioni il Sismi, i Ros e tutti quei signori! Se hanno un capo, che li richiami subito. O noi, o loro”.

dott. Gino Strada di Emergency-23/03/2007

E’ troppo chiedere, che se proprio devono raccontare cazzate, almeno lo facciano in modo univoco?        

 


10 aprile 2007

L'AGNELLO PASQUALE .

Nel giorno di Pasqua i Talebani hanno provveduto ad immolare l’agnello , in questo caso il povero Adjmal Naskhbandi , l’accompagnatore del giornalista  di Repubblica Mastrogiacomo che era stato liberato insieme a lui e poi non si sa bene come , rimasto ancora prigioniero dei terroristi.

Purtroppo era facilmente prevedibile che finisse così , dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del Presidente Afghano Karzai,che aveva escluso ogni altro scambio di prigionieri ,così come richiedevano i Talebani, magari a sgozzare il povero Adjmal sarà stato qualcuno dei terroristi liberati in cambio di Mastrogiacomo,forse lo stesso fratello del Mullah Dadullah.

Intanto Gino Strada se la prende con Karzai e con Prodi poiché non fanno nulla per liberare il suo braccio destro Rahmatullah Hanefi trattenuto dai servizi segreti afgani con l’accusa di complicità nel rapimento Mastrogiacomo, ma non solo li ritiene responsabili della morte di Adjmal Naskhbandi.

Questa è la pratica dimostrazione di quello che può succedere quando ci si affida a uno come Strada, e non ai nostri servizi segreti che hanno sempre dato dimostrazione di affidabilità e competenza in queste situazioni,fino a rimetterci la vita come Calipari, che hanno anche trattato col diavolo, ma di sicuro non hanno mai fatto liberare capi terroristi pluricondannati.

I nostri servizi già avevano individuato l’area dove Mastrogiacomo era tenuto prigioniero e insieme agli alleati stavano studiando un bliz per liberarlo insieme al suo autista e all’interprete,ma Gino Strada ha imposto la sua linea :”o noi o loro” con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Una vicenda gestita malissimo,pressappochismo e dilettantismo a iosa, si sono fatte pressioni e ricatti sul  governo afghano ,mettendo Karzai in una difficile posizione, non ci si è curati  del rilascio  di tutti i prigionieri, distinguendo tra ostaggi e ostaggi, senza contare la riprovazione del mondo intero, ormai la nostra credibilità internazionale è uguale a zero.

Tutta la CDL chiede che governo riferisca al parlamento,questa volta dicendo la verità, ma non solo,lo chiedono anche Emma Bonino e Capezzone,nonché altri parlamentari di maggioranza, questa vicenda evidentemente ha schifato un po’ tutti.

In serata è arrivata una dichiarazione di Berlusconi che , con senso di responsabilità,invita ad abbassare i toni: “La tragica vicenda di Adjmal non ci puo' lasciare indifferenti e impone a tutti i Paesi impegnati nelle operazioni di pace di intensificare gli sforzi per la salvaguardia di coloro che operano in situazioni di cosi' elevato rischio. Ma le giuste sollecitazioni al massimo impegno non dovrebbero mai trasmodare nella esasperazione della polemica sterile e senza costrutto tra maggioranza e opposizione". Berlusconi conclude: "Vorrei ricordare a tutti che le ragioni umanitarie, il prestigio e il buon nome dell'Italia vengono prima di ogni polemica politica e che percio' vicende come questa vanno trattate con senso di responsabilita' e massima coesione. Confrontiamoci anche duramente ma in modo da non recare nocumento all'immagine internazionale dell'Italia”.

Parole totalmente condivisibili, inutile tentare di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati,ci si preoccupi piuttosto da oggi in poi di tentare di recuperare credibilità internazionale con comportamenti consoni innanzi tutto verso i nostri alleati , ed evitando di millantare “comprensioni” dove non ce ne sono.


7 aprile 2007

UN GOVERNO DI SERVI,VIGLIACCHI E BUGIARDI.

Qualche giorno fa Gino Strada, aveva definito il governo italiano “un governo di vigliacchi e servo degli USA” dopo che aveva ripetutamente chiesto a Prodi di adoperarsi con il presidente Afgano Karzai per la liberazione del suo braccio destro Rahmatullah, fermato dai servizi segreti afghani e in carcere a Kabul.

In quella occasione il fondatore di emergency  aveva ribadito che per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo,il giornalista di Repubblica rapito dai Talebani e liberato dopo uno scambio con capi terroristi, aveva condotto la mediazione con i rapitori dopo averlo concordato direttamente con il presidente del Consiglio, con il ministro degli Esteri, con l’Unità di crisi della Farnesina e con l’ambasciatore italiano a Kabul.

In parlamento e ai cittadini per bocca del ministro degli esteri D’Alema ,il governo aveva raccontato che : ''Noi non abbiamo trattato con nessuno ma attraverso un'associazione umanitaria abbiamo ricevuto una lista di persone, né abbiamo liberato nessuno, perché non erano nostri prigionieri, ma abbiamo trasmesso la lista al governo afgano, che ha ritenuto queste persone non così pericolose da non essere liberate”.

A questo punto i dubbi erano già diventati certezze,ma in ogni caso  da oggi Gino Strada può anche aggiungere l’epiteto di bugiardi alla sua lista di aggettivi, e le certezze sono state ampiamente confermate dal presidente afgano  Karzai.

Sul ruolo giocato dal governo italiano nella vicenda Mastrogiacomo il presidente Karzai fa le prime ammissioni: «il governo di Kabul si è trovato di fronte ad un obbligo particolare» per la liberazione dei cinque talebani in cambio del giornalista italiano. «Il governo di Roma aveva «il diritto» di chiedere la collaborazione delle autorità afghane nel quadro di «una situazione molto difficile», nella quale l'esecutivo di Romano Prodi «poteva cadere in qualsiasi momento». Ma «questo tipo di scambio non si ripeterà», ha assicurato Karzai.

Una storia insomma di provincialismo, menzogne e spregiudicatezza che come si è già accertato ha gettato ampio discredito sull’immagine dell’Italia nel mondo,mentre qualcuno andava millantando “comprensioni” che non c’erano, così come è del tutto inutile chiedere a rappresentati del governo conseguenti atti di “dignità morale e politica”,le facce di bronzo non conoscono vergogna.

L’unica cosa certa a questo punto,stanti le dichiarazioni di Karzai, è che la vita dell’interprete di Mastrogiacomo rimasto nelle mani dei Talebani è sempre più a rischio,lunedì infatti scade l’ultimatum dei terroristi, che per la vita dell’ostaggio chiedono la liberazione al governo afgano di tre loro complici , con queste premesse sono in pochi a farsi delle illusioni.


29 marzo 2007

D'ALEMA E IL GOVERNO COSA FANNO ?

Se il governo di Hamid Karzai non trattera' con i talebani e rilascera' due detenuti l'interprete di Daniele Mastrogiacomo, Adjamal Nashkbandi, sara' ucciso. La minaccia e' arrivata oggi dal mullah Dadullah. "Cosi' come il governo italiano ha agito nell'interesse del suo popolo e ha avuto a cuore il destino di un connazionale, e si e' adoperato per liberarlo, cosi' dovrebbe agire Karzai", ha detto Dadullah a SKY TG24 nel corso di un'intervista.

"Allo stesso modo degli italiani, Karzai deve parlare con noi per Adjmal", ha aggiunto, "cosi' come e' avvenuto per la liberazione di Daniele, ottenuta con il rilascio di alcuni nostri combattenti, chiediamo al governo Karzai di liberare due nostri uomini in prigione in cambio della liberta' di Adjmal". "Karzai finora ha ottenuto la liberazione di stranieri, ma non quella di un cittadino afgano", ha insistito, "ma in realta', noi pensiamo che Karzai non sia il vero presidente, ma solo un burattino al comando dell'ambasciata italiana".

Lo zio di Adjmal, ha raccontato, "e' responsabile governativo del distretto di Bagram. E lui personalmente ha lavorato, in passato, nella base aerea americana che c'e' a Bagram". Dunque, se Karzai non interverra' "Inshallah, lo uccideremo", ha minacciato.

Il mullah Dadullah e' convinto che Daniele Mastrogiacomo non fosse un vero giornalista. "Se un giornalista facesse davvero il suo lavoro, allora riservargli questo trattamento non sarebbe giusto", ha detto Dadullah ai microfoni di SKY TG24. "Ma se si tratta di qualcuno che porta un fucile o che collabora con l'altra parte, che lavora per i nostri avversari, pubblicando solo le loro opinioni, coprendo solo le loro attivita', facendo dunque un lavoro non imparziale, allora merita questo trattamento", ha aggiunto.
  "Se un giornalista non e' obiettivo, se non scrive anche cio' che riguarda la parte dei talebani, merita di essere catturato, scambiato o persino ucciso", ha insistito, e "questo giornalista non era un vero giornalista, era uno di loro (n.d.r. le forze Nato) ed era anche una figura importante".

(AGI)

 

D’Alema e il governo che stanno facendo per risolvere questa situazione? Stanno facendo pressioni su Karzai affinchè liberi i due terroristi come chiede Dadullah?

In fondo anche questa è una vita umana coinvolta da Mastrogiacomo, e due terroristi in più o meno liberati non cambieranno certo la nostra reputazione e il nostro onore nei confronti degli alleati, ne questo ulteriore scambio pregiudicherà più di quanto non sia stato già fatto la sicurezza dei militari e civili dell’alleanza in Afghanistan,  ci siamo già abbondantemente coperti di riprovazione e ridicolo, o no ?


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permalink | inviato da il 29/3/2007 alle 23:44 | Versione per la stampa


23 marzo 2007

TOCCATO IL FONDO, SI CONTINUA A SCAVARE.

Le modalità relative alla liberazione del giornalista di Repubblica Mastrogiacomo, sequestrato dai terroristi in Afghanistan, hanno portato l’Italia al ridicolo e alla disapprovazione internazionale.

Se in un primo momento tutti abbiamo esultato per la liberazione, le sue prime dichiarazioni “sono stato trattato come a Guantanamo” ,hanno fatto venire dubbi e ripensamenti sull’opportunità di trattare con i “tagliatori di teste” per salvare un simile coglione.

Forse sarebbe opportuno prenotare per lui un soggiorno a Guantanamo , ma non nella parte americana,bensì in quella cubana, gli servirebbe per schiarirsi definitivamente le idee.

Il nostro ministro degli esteri ha abdicato per qualche giorno dal suo ruolo e insieme al governo e ha delegato Gino Strada per trattare direttamente con i terroristi,il quale ha ottenuto la liberazione di 5 ,ma sembra siano di più, capi terroristi detenuti nelle carceri afgane, in cambio dell’ostaggio italiano, per ottenere questo il governo ha fatto pressione direttamente sul presidente afgano Karzai.

"Noi non abbiamo trattato con nessuno ma attraverso un'associazione umanitaria abbiamo ricevuto una lista di persone, ne abbiamo liberato nessuno, perchè non erano nostri prigionieri, ma abbiamo trasmesso la lista al governo afgano, che ha ritenuto queste persone non così pericolose da non essere liberate".

Queste le dichiarazioni di D’Alema al riguardo, viene da chiedesi ma se queste persone non erano pericolose che ci facevano in carcere,ma d’altronde lui non può rispondere a queste domande,bisogna chiederlo al sostituto del ministro Gino Strada, il quale ha chiesto e ottenuto che fossero messi da parte i servizi segreti che in collaborazione con gli alleati pare avessero già scoperto la zona in cui era detenuto Mastrogiacomo.

Insomma si sono liberati dei pericolosi terroristi,tra cui il fratello del mullah che teneva prigioniero l’ostaggio italiano,pronti immediatamente a riprendere le azioni contro i civili e i militari della comunità internazionale, le prossime vittime in quel paese chi le avrà sulla coscienza?

Il governo riferendo in parlamento ha affermato di aver avuto l’avallo di tutti gli alleati per l’operazione,D’Alema negli USA ha parlato di “comprensione” degli alleati dopo un incontro con Condoleeza Rice,evidentemente il suo inglese non è stato “compreso” se subito dopo il dipartimento di stato americano ha emesso una dura nota di biasimo in cui negava di essere a conoscenza dell’operazione e di averla avallata,subito dopo anche gli altri paesi dell’alleanza atlantica tra cui Inghilterra, Germania ,Olanda ecc. hanno dichiarato la loro preoccupazione per l’iniziativa italiana che mette a rischio la vita di civili e militari in Afghanistan,se passa l’idea che basta rapire qualcuno per far rilasciare dei terroristi immaginarsi quello che può succedere, ed è stato ribadito che con i terroristi non si tratta.

Insomma uno strappo in piena regola che ha portato ai minimi termini la considerazione internazionale dell’Italia, i commenti più benevoli ci definiscono “inaffidabili”.

«L’Onu non tratta con i terroristi» dice il portavoce delle Nazioni Unite in Afghanistan. Soprattutto se questi terroristi sgozzano l’autista del giornalista italiano, Sayeh Agha, un giovane di 24 anni, padre di quattro figli, la cui moglie incinta, appena appresa la tragica notizia, ha perso il bambino per il dolore.

«Molto preoccupati», per il modo in cui si è giunti alla liberazione del reporter e per le implicazioni che ciò avrà su tutti i giornalisti in Afghanistan, dicono anche a Reporters sans frontières. L’organizzazione dei giornalisti afgani si è unita alla popolazione che ha manifestato per protestare contro il governo di Kabul per la liberazione dei terroristi: «Temiamo che i giornalisti diventeranno sempre più obiettivo per i talebani e per Al Qaeda» afferma il portavoce dell’associazione dei giornalisti afgani.

Anche durante il governo Berlusconi ci sono stati dei rapimenti di civili italiani in Iraq, ma non si è mai derogato dai canali istituzionali(servizi segreti), così come organizzazioni umanitarie come la Croce Rossa agivano in piena collaborazione con i servizi, e soprattutto non c’è mai stato scambio tra ostaggi e terroristi.

E per finire,ciliegina sulla torta,la proposta italiana  di una conferenza di pace sull’Afghanistan, aperta anche ai terroristi talebani, è stata accolta con derisione negli ambienti diplomatici,si dovrebbero sedere a un eventuale tavolo della pace i “tagliatori di teste”, coloro che il diritto internazionale definisce “banditi”, gli accordi si possono fare con stati ed eserciti riconosciuti dalla comunità internazionale non con i terroristi che  l’ONU e la Nato sono andati a combattere.

Insomma come non dar ragione all’ex direttore dell’Unità e dalemiano Peppino Caldarola quando afferma: “Sono d’accordo - spiega - che bisogna salvare la vita ad un ostaggio a qualunque costo, ma quando c’è uno scambio di prigionieri invece del pagamento di un riscatto la situazione cambia, eccome. E se poi i nostri Servizi vengono tagliati fuori perché lo vuole sempre Gino Strada, si fa più complicata. Se gli alleati si arrabbiano si ingarbuglia. E se alla fine si lancia la proposta di una conferenza di pace con la partecipazione dei talebani, beh allora non si capisce più niente. Ora sono io a chiedere da destra il ritiro dei nostri soldati. Non ha senso mantenere a Kabul un’armata Bertolaso (il capo della protezione civile) che si limita a costruire ospedali quando lì si spara. Dichiariamoci neutrali come la Svizzera e smettiamola con questa politica della piccola potenza della minchia.

Praticamente si è toccato il fondo,ma incuranti di tutto si continua a scavare.



Update: Dopo Daniele Mastrogiacomo i talebani rapiranno altri giornalisti stranieri da utilizzare quale merce di scambio come e' accaduto con l'inviato di Repubblica. A prometterlo e' stato il mullah Dadullah in un'intervista telefonica con un giornalista pakistano, Rahimullah Yusufzai, sentito dal 'Guardian'. Dopo aver ottenuto la liberazione di cinque suoi uomini, Dadullah "ha detto che si sente cosi' contento che si prendera' una vacanza lasciando il comando" al fratello, (uno dei detenuti rilasciati), ha spiegato Yusufzai. Secondo quanto riferito al quotidiano inglese, "ogni giornalista occidentale che non chiedera' l'autorizzazione di Dadullah per entrare nella provincia di Helmand, sara' arrestato", proprio come avvenuto per Mastrogiacomo.

Beh poi ci si lamenta se i nostri alleati ci prendono a pesci in faccia e sono costretti ad acquistare pagine di quotidiani , alla Farnesina  ormai tutto è catalogato come “irrituale”.

Io mi chiedo e vi chiedo : “saranno irrituali quelli o dilettanti questi” ?


13 marzo 2007

C'E', NON C'E', CI SARA'.

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto oggi che il governo non ha idea di chi detenga il giornalista Daniele Mastrogiacomo, rapito lunedì scorso in Afghanistan, e si è rifiutato di fare speculazioni sulle richieste avanzate da sedicenti portavoce dei rapitori riportate da vari media.
"E' inutile fare ipotesi senza fondamento", ha detto Prodi in un intervento fatto durante la registrazione del programma televisivo Matrix . "Non sapendo chi lo detiene e non avendo ricevuto nessun messaggio su quel che chiedono in contropartita, sarei un disonesto a dare una risposta".

 

ROMA (Reuters) - Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha ribadito oggi che il governo è convinto che Daniele Mastrogiacomo sia ancora vivo e di sapere chi sono gli autori del suo rapimento.

"Abbiamo degli elementi per pensare che sia ancora vivo", ha detto D'Alema durante una conferenza stampa con il suo omologo portoghese a Lisbona riferendosi al giornalista di Repubblica rapito una settimana fa in Afghanistan da un presunto gruppo di talebani. "Sappiamo chi lo ha preso in ostaggio", ha aggiunto il capo della diplomazia italiana.

D'Alema ha anche specificato che la Farnesina sta continuando ad impegnarsi per liberare l'ostaggio.

"Siamo in contatto con i rapitori per cercare di arrivare presto alla sua liberazione", ha detto D'Alema, spiegando, però, che la materia è troppo delicata per poter rivelare ulteriori particolari sulle trattative.

12/03/2007

 

Uno dei due sta mentendo clamorosamente,chi secondo voi ?

C’è da rimanere basiti, forse non si parlano più,altrimenti non si spiega.
   


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permalink | inviato da il 13/3/2007 alle 16:40 | Versione per la stampa

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