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  Aurora86 AZZURRA LIBERTA' - * BLOG MORALMENTE INFERIORE *
 
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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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5 luglio 2009

IL GOVERNO PIU’ STABILE DELL’OCCIDENTE

Il mio governo è il più stabile e sicuro dell’occidente, così Silvio Berlusconi a bordo della nave crociera “Fantasia” , ormeggiata nel porto di Napoli, nel corso di una conferenza stampa indetta  per illustrare i preparativi in vista dell’imminente G8 all’Aquila.
Innanzitutto l’alleanza di governo: stabile e salda grazie al "legame inscindibile, anche di amicizia, tra le forze politiche" che compongono l'esecutivo, ha proseguito il Premier, poi “le due elezioni consecutive che abbiamo vinto”,quindi la popolarità personale: “La piu' alta in tutto l'Occidente, al 62,3%".
''Il governo ha fatto bene, e' fortissimo ed e' ancora piu' forte viste le crescenti debolezze dell'opposizione”, qui Berlusconi ha citato l’articolo di Pansa sul Riformista che ha definito l’opposizione “ un cadavere che cammina”, poi una veloce rassegna sui provvedimenti più incisivi del primo anno di governo e le operazioni di maggior successo in politica estera, infine il plauso al presidente Napolitano, il quale ha chiesto che cessino le polemiche politiche fino al termine del G8,“Speriamo che venga accolto l'invito del Capo dello Stato - ha detto Berlusconi - Penso che sia logico che il Capo dello Stato rivolga questo invito e che sia logico che venga accolto. Non ho altro da aggiungere”.
Anche il presidente della camera , Fini, da Madrid dove si trova in visita, ha risposto in modo chiaro e netto alle domande che gli sono state rivolte sulla tenuta del governo italiano : “ immaginare una crisi di governo in un futuro prossimo è fantasia, il governo gode di un ampia maggioranza nelle camere e di elevato consenso nel paese, il governo viene giudicato dalle cose che fa , tentare di gettare discredito su Berlusconi è un operazione che non scalfisce minimamente il feeling con i suoi elettori.
Personalmente penso che l’ultimo decreto di misure economiche varato dal governo, che contiene importanti misure anticongiunturali quali la detassazione degli utili reinvestiti o il bonus antilicenziamento per le imprese e la riduzione al minimo di oneri bancari vessatori come la commissione sul massimo scoperto, con qualunque nome venga definita o l’abolizione del ticket sanitario sulla specialistica per tutti i cittadini,  dimostra  appunto che il governo si occupa di cose concrete, non chiacchiere e  gossip, tanto che il provvedimento incontra una larga condivisione nei rappresentanti delle parti sociali e dei cittadini.
Le precisazioni sulla stabilità del governo sono state necessarie in quanto diverse testate di stampa straniere hanno ripreso i “desideri e le fantasie spacciate per realtà” dei zucconi del gruppo Repubblica – Espresso e di qualche altro gruppo editoriale sulla tenuta di Berlusconi e del governo, che sono appunto destinate a rimanere pii desideri, il governo è forte e coeso, altrettanto la maggioranza come hanno dimostrato gli ultimi appuntamenti elettorali, i problemi, se verranno, ci saranno quando avremo un opposizione che fa politica e non gossip, cosa di cui  al momento non si  scorge traccia all’orizzonte.






13 febbraio 2009

CHE PENA QUESTA SINISTRA

Che pena questa sinistra italiana,come si sono ridotti, ieri in quattro gatti vanno ad applaudire un vecchio rincoglionito arteriosclerotico, che li arringa sull’intangibilità della costituzione (Sic) , sul rispetto delle istituzioni, e su fantasiose ipotesi di dittatura, roba da far impallidire al confronto persino i comici più navigati.
E così mentre Veltroni, lo stato maggiore del PD, alcuni colonnelli dipietristi e altri frustrati di diversa estrazione , ma tutti uniti nel nome dell’antiberlusconismo, applaudivano entusiasti Oscar Luigi Scalfaro, costui li deliziava tacciando di ignoranza chi aveva osato affermare che l’attuale costituzione italiana fu scritta anche sotto l’influenza di idee comuniste e sovietiche, ovvero Berlusconi.
Il che invece è la pura e semplice verità, per accorgersene basta leggere l’articolo 1 “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro” , mentre la gran parte delle democrazie occidentali hanno come preambolo, non il riferimento al lavoro,bensì alla “libertà”, oppure l’articolo 42 che regolamenta il diritto alla proprietà privata, e i limiti allo scopo di assicurarne la “funzione sociale” e di renderla accessibile a tutti, in pratica una nemmeno tanto velata minaccia di statalismo e collettivismo, questo giusto per sottolinearne qualche aspetto.
Il rito si è ripetuto anche stamani, dove allo sciopero solitario della CGIL ha partecipato metà partito democratico,mentre l’altra metà è rimasta a casa, e Scalfaro che naturalmente ha fatto dello sciopero anche una manifestazione in difesa della costituzione, il tutto naturalmente con il beneplacito di Epifani, un collateralismo come quello negli anni ottanta di Trentin con il PCI, miseramente sconfitto, e ci sono tutti i presupposti perché finisca così anche stavolta.
Che miseria, che pena , il progressismo e il riformismo enunciati da Veltroni nel discorso al Lingotto e ripetuti fino alla noia in campagna elettorale sono finiti nelle mani di un vecchio arteriosclerotico e di un sindacato massimalista, e sono anche riusciti a "scalfarizzare" Napolitano, complimenti,c’è da scompisciarsi dalle risate.
Di una cosa però bisogna dare atto a Scalfaro, deve avere un fegato ben robusto se è riuscito a sopportare 5 anni di governo Berlusconi e adesso si appresta a sopportarlo per i prossimi anni, auguri.
E non è finita qui, nel fine settimana Veltroni manifesta di nuovo contro il governo, visto che è sempre in piazza almeno ne approfitti per farsi dare una licenza da ambulante, considerato che i consensi precipitano sempre più, perlomeno ci guadagna qualcosa.
Adesso manca soltanto la riedizione dei girotondi e poi saremo al completo, con l’unico effetto che Berlusconi governa più forte che mai, è inutile non imparano mai, nemmeno dai propri errori.
COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI DIRIGENTI NON VINCERETE MAI !!!







7 febbraio 2009

GRAZIE SILVIO

Forse tutto questo sarà inutile, forse non si arriverà in tempo, ma l’atteggiamento di Silvio Berlusconi sulla vicenda di Eluana Englaro non mi ha sorpresa, anzi da qualche tempo ero intimamente convinta che avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere per evitare una eutanasia non regolamentata e non prevista dalla legge.
Quando ascolta se stesso e la sua coscienza, ed è intimamente convinto di ciò che fa, Berlusconi va fino in fondo, senza mediazioni,compromessi e imbalsamature istituzionali che troppe volte lo frenano, ed è questo il Berlusconi che preferisco e che vogliono i suoi elettori.
Non si è fermato neppure di fronte alla possibilità di uno scontro istituzionale con il Presidente Napolitano, che poi in effetti è avvenuto, quando il Quirinale ha comunicato che il decreto legge in discussione nel consiglio dei ministri,che impediva qualsiasi mancanza di somministrazione di acqua e nutrienti a soggetti non autosufficienti, non sarebbe stato firmato, Berlusconi ha messo lo stesso ai voti il decreto legge che è stato poi approvato dal consiglio dei ministri all’unanimità, questo per avocare a se e al governo la responsabilità di stabilire e decidere in materia di decretazione d’urgenza così come è previsto dall’art.77 della costituzione, se poi il Presidente della repubblica non lo controfirma, magari per pretesa incostituzionalità tutta da dimostrare,diviene chiaro a tutti di chi è la responsabilità.
Preso atto della posizione di Napolitano, dopo poche ore Berlusconi ha convocato una nuova seduta del consiglio dei ministri che ha approvato ,sotto forma di disegno di legge , lo stesso decreto e ha chiesto ai presidenti delle camere una corsia preferenziale e urgente per discutere ed eventualmente approvare in pochi giorni la legge.
Bisogna riconoscere che forse nessuno, al posto di Berlusconi , in questi delicati frangenti umani ed istituzionali , avrebbe avuto il coraggio di assumersi responsabilità così chiare e nette, lui lo ha fatto e di questo credo che siano orgogliosi tutti coloro che lo hanno votato, e gran parte dell’opinione pubblica, così come lo sono io, a prescindere da come la si pensi su argomenti tanto delicati che scuotono le coscienze.
Non intervenire,dice Berlusconi in conferenza stampa, sarebbe omissione di soccorso nei confronti di una persona viva, con cellule celebrali vive,che in ipotesi potrebbe generare anche un figlio.
Ritornando sull’argomento il Premier questa mattina dalla Sardegna ha detto : “Immaginavo francamente si potesse superare da parte del Colle una posizione legata a fatti giuridici, anche non condivisibili, e che noi non condividiamo”.
“E ciò anche in considerazione del fatto che il decreto del governo è stato fatto per salvare una vita umana” senza il quale – ha aggiunto – Eluana sarebbe stata l’unica cittadina a morire”.
“Non capisco come non si possa sospendere la procedura per Eluana: francamente mi lascia stupito che dei professionisti, dei medici che sono votati a salvare la vita umana, possano invece impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte, anche attraverso delle crudeltà come quella di privare ad un organismo umano l'alimentazione e la nutrizione”.
Ci sono “due culture che si confrontano: da un lato la cultura della libertà e della vita e dall'altro quella dello statalismo e, in questo caso, della morte; noi siamo per la vita e per la libertà”.
Probabilmente anche approvare una legge in pochi giorni non servirà a nulla, poiché le procedure che interrompono la nutrizione e l’idratazione a Eluana Englaro sono già iniziate, ma da tutti coloro che si oppongono,non alla laicità, bensì all’ “incenso laicista” di questo paese , non può che venire un “ grazie a Silvio Berlusconi”.
Esponenti del Vaticano hanno lodato il coraggio di Berlusconi e del governo e si sono detti “molto delusi” da Napolitano per la mancata firma del decreto.
Sarò forse ripetitiva,ma trovo che far morire così una persona, togliendole acqua e nutrimento,sia una crudeltà assoluta, chi secondo una “presunta volontà”, ha deciso che non deve più vivere si assuma in pieno le sue responsabilità, e le dia perlomeno una morte rapida ed indolore, i sistemi non mancano di certo, e non questa straziante agonia che si protrarrà forse per settimane.
Infine una considerazione sui parenti della ragazza,in particolare del padre Beppino mi viene spontanea, si lamenta dell’invadenza dei media e dell’opinione pubblica , ma allora perché ha dato in pasto la vicenda di Eluana all’attenzione generale? Quale disegno persegue?
Se proprio ha deciso che la figlia deve morire,poteva farlo con l’assistenza di medici compiacenti nel dolore e nel silenzio, non strombazzandolo in lungo e largo e lamentarsi poi con una faccia di bronzo degna di miglior causa.
Senza contare poi, che le suore dell’istituto dove Eluana è stata accudita fino all’altro giorno, hanno ribadito a più riprese che avrebbero continuato ad accudirla ed assisterla vita natural durante senza nessuna pretesa.
Addio Eluana, che la tua agonia sia brevissima.







5 febbraio 2009

UNO SCOLAPASTA PER DI PIETRO

Il trebbiatore di Montenero di Bisaccia, Di Pietro, se prima faceva ridere , adesso fa dubitare del pieno possesso delle sue facoltà mentali e francamente comincia ad annoiare.
E’ assolutamente condivisibile infatti, quando detto dal senatore Gasparri, a proposito delle ultime farneticazioni del leader dell’Italia dei favori e dei valori immobiliari : “Ho acquistato uno scolapasta che manderò a Di Pietro, che potrà agevolmente utilizzarlo come cappello alla sera quando rientra nella clinica psichiatrica dove certamente risiede”.
Dopo gli improperi di Piazza Farnese, l’ex PM ha ulteriormente alzato il tiro contro il Quirinale, e in una lettera aperta al presidente Napolitano, consiglia di non firmare la nuova legge in arrivo sulle intercettazioni e di intervenire in difesa della costituzione, vomitando poi ulteriori sciocchezze sui provvedimenti messi in cantiere dal governo, sulle prerogative del parlamento e arrivando addirittura a paragonare il governo al nazismo tedesco.
Ora che un personaggio del calibro del trebbiatore di Montenero, possa giudicare cos’è costituzionale oppure no, e sindacare i provvedimenti (che possono piacere o no) votati da un parlamento eletto democraticamente dal popolo sovrano come “scempio della democrazia” , fa solo sbellicare dalle risate.
Io invece mi preoccupo molto di più per i frustrati,sfigati, forcaioli e giacobini, che titillati da questo mediocre tribuno e dai suoi compagni di merende credono di essere la “parte sana della nazione” nel nome della giustizia e della legalità (Sic), che è tale però solo quando va bene a loro.
Questi rischiano davvero di arrivare con il fegato a pezzi sino alle prossime elezioni politiche tra 4 anni, ecco è della loro salute che io mi preoccuperei, probabilmente tra costoro che, presi uno ad uno sono delle amebe informi e tutti insieme sono una “canaglia urlante” di tipo squadrista che insultano e odiano scaricando così le colpe del loro fallimento e della loro mediocrità, ci saranno senz’altro tanti che, se non materialmente almeno idealmente, parteciparono alle invettive e al lancio di monetine contro Bettino Craxi , chissà quando capiranno che sudditi erano, tali sono rimasti e sempre lo saranno, a prescindere da chi governa, “ coltivino pure l’indignazione” se ciò gli aggrada,che intanto Berlusconi governa e così chi verrà dopo di lui.








28 gennaio 2009

NAPOLITANO MAFIOSO?

Il trebbiatore di Montenero,alias il coniglio Di Pietro, che imperturbabile continua a sfuggire al confronto tv con Gasparri che l’ha sfidato a spiegare agli italiani le malefatte sue,del figlio Cristiano, e dell’Italia dei favori e dei valori immobiliari, questa mattina, arringando un migliaio di “frustrati e sfigati” a Roma,in piazza Farnese, dove era esposto uno striscione poi sequestrato : “ Napolitano dorme, l’Italia insorge” , ha accusato il Presidente della Repubblica, Napolitano, di parzialità e di silenzio mafioso (Sic), rispetto a presunte leggi incostituzionali e alla vicenda dello scontro tra le procure di Catanzaro e Salerno, che, come richiesto del ministro della giustizia, Alfano, e approvato dal CSM, ha determinato pesanti sanzioni disciplinari e trasferimenti per i magistrati coinvolti, nonché la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio per il procuratore capo di Salerno,Apicella.
Il Quirinale in un comunicato ha giudicato le parole di Di Pietro e i fischi a Napolitano rivolti dai manifestanti, ingiuriose e offensive,in quanto il capo dello stato si attiene, nelle sue funzioni, scrupolosamente alle prerogative della costituzione.
Ogni ulteriore commento è inutile e superfluo, in piazza oltre a Di Pietro c’era Beppe Grillo, il campione del taglia e cuci, copia incolla e “omissioni dolose” , Travaglio, e altri vari radical chic che vi risparmio per carità di patria.
E’ incredibile come costoro, in nome appunto della legalità e dalla giustizia, pretendano, loro, di stabilire cos’è costituzionale oppure no, e sindacare l’operato del CSM e del Presidente della Repubblica, sostituendosi di fatto agli organismi preposti, roba da scompisciarsi dalle risate.
E così come i sudditi del medioevo che acclamavano e si esaltavano quando cadeva nel paniere qualche testa importante, ma sempre sudditi rimanevano, i “frustrati e sfigati” odierni, ignoranti nell’anima e invidiosi sociali, che odiano il politico e chiunque spicca , poiché nell’altrui compiutezza e appariscenza scaricano le colpe della loro mediocrità, mentre da soli sono della amebe, in gruppo diventano squadristi, insultano e fanno mucchio, godono per chiunque rotoli nella polvere, ma anche loro sempre frustrati,sfigati e sudditi rimarranno, a prescindere da chi governa.
Sono proprio costoro, il peggio del paese,che, opportunamente titillati, garantiscono lauti guadagni ai vari Grillo,Travaglio ecc. , che gli rifilano libri, serate,dvd e altri prodotti editoriali, nonché portano voti al trebbiatore di Montenero.
In fondo bisogna anche ringraziarli, sono i migliori alleati del Popolo della Libertà, poiché come è stato ampiamente dimostrato questi portano via soltanto voti alla sinistra, neppure uno al centrodestra o aumentano l’astensionismo, e alle prossime elezioni Berlusconi passerà ad incassare il dividendo di spettanza, avanti così,fateci godere.







8 dicembre 2008

INCOMPATIBILITA’ AMBIENTALE E FUNZIONALE

Il CSM riunito d’urgenza ha avviato le procedure per il trasferimento a carico dei procuratori di Salerno e Catanzaro, Apicella e Iannelli, per “incompatibilità ambientale e funzionale” ritenuti responsabili dell’incredibile guerra tra procure e bande di magistrati, che ha portato a perquisizioni di uffici e PM di Catanzaro e sequestro dei fascicoli relativi all’inchiesta Why Not da parte della procura di Salerno e contro sequestro e avvisi di garanzia da parte della procura di Catanzaro.
Dell’incredibile vicenda si è dovuto occupare anche il presidente Napolitano che ha chiesto informazioni e delucidazioni ai due uffici,mentre il ministro della giustizia Alfano ha subito inviato gli ispettori del ministero nelle due procure.
L’inchiesta Why not al centro di questa inedita guerra, di cui era titolare l’ex PM De Magistris , a cui fu tolta per “ gravi motivi disciplinari” e “ inosservanza dei doveri d’ufficio” , aveva visto iscritti nel registro degli indagati tra gli altri ,l’ex presidente del consiglio Prodi e l’ex guardasigilli Mastella.
Intanto un altro PM, sottoposto a procedura disciplinare e trasferito, Clementina Forleo , che si era occupato dell’inchiesta sulle scalate UNIPOL – BNL , ha improvvisamente scoperto l’acqua calda.
Durante la presentazione di un suo libro ha testualmente dichiarato: «Indagare sulla destra va bene, ma se cambi colore di caimano ti fai male», la scoperta dell’acqua calda,appunto.
La Forleo per non essere impreparata agli eventi, magari poteva leggersi qualche intervista rilasciata dall’ex PM del pool di mani pulite,Tiziana Parenti, quando spiegava di come chi indagava sul PCI-PDS-DS veniva sistematicamente isolato, di come si operava per far rimanere “con il cerino in mano” (Sic) chi osava indagare in certe direzioni, oppure di come non servisse a nulla essere stati iscritti al PCI-PDS-DS , perché a sinistra si sa, c’è sempre qualcuno più puro che ti epura.
Si è toccato il fondo, la credibilità della magistratura è ai minimi storici ormai da un pezzo, questo perché si è consentito anni fa, di far passare nella normalità i deliri di qualche procuratore capo 3 volte resistente che chiedeva “governi condivisi” (Sic) o le manie di onnipotenza di qualche PM come Colombo che abbaiava contro la commissione bicamerale per le riforme.
Fortunatamente c’è chi non si è mai arreso al “golpe togato” , Silvio Berlusconi ha rappresentato e rappresenta il granello di sabbia,anzi no, il macigno che ha inceppato una macchina politica, mediatica e giudiziaria perfettamente lubrificata.
La riforma non tanto della giustizia, ma soprattutto della magistratura è ineludibile, a cominciare dalla separazione delle carriere tra PM e Giudici e dai poteri dei capiufficio delle procure, bisogna estirpare questo cancro e le relative metastasi al più presto, speriamo che dopo le leggi di bilancio, con l’inizio del nuovo anno, si metta subito mano alla riforma complessiva del sistema,altrimenti non se ne esce più.





 


15 novembre 2008

TAGLIARE SI PUO' ANZI SI DEVE

Più che un onda è stato un gavettone, si può sintetizzare così il flop della manifestazione contro la riforma della scuola svoltasi a Roma dove hanno partecipato poche decine di migliaia di persone, 200.000 secondo gli organizzatori, numeri che,come abbiamo visto nelle settimane scorse sono puro esercizio di fantasia, per la questura infatti non erano più di 30.000 , addirittura a molti studenti il biglietto di viaggio è stato pagato dalla CGIL e dal PRC ,ogni altro commento mi sembra del tutto inutile e inopportuno.
Si è manifestato dunque per la difesa dello status quo dell’università italiana, che come ho spiegato più volte,salvo lodevoli eccezioni che pure ci sono, è una fabbrica di somari e ignoranti, 5500 corsi di laurea tra i più disparati, il doppio della media europea, 90 atenei e 320 sedi distaccate, nessuno di questi presenti tra i primi 150 del mondo, che sfornano un numero di laureati inferiore a quello del Cile, e sulla cui preparazione media è meglio stendere un velo pietoso, insomma una catastrofe e il bello è che si manifesta per conservare tutto ciò.
Ha ragione il ministro Gelmini quando definisce il sistema scolastico e universitario italiano una macchina con il motore rotto a cui è inutile aggiungere benzina cioè soldi se il motore è guasto, oggi come oggi l’università italiana rappresenta un enorme costo per i contribuenti senza nessun risultato apprezzabile,anzi ogni anno si spendono più soldi e va sempre peggio, senza cambiamento non c’è futuro, non ci possiamo più permettere certi lussi, i costi si devono tagliare e la spesa va riqualificata, tagliare si può,anzi si deve, è molto meglio spendere i soldi per togliere l’ICI dalla prima casa piuttosto che spenderli per alimentare baronie e clientele varie nelle università, dove i concorsi vengono vinti dai soliti noti e si danno incarichi a precari che vengono rinnovati in continuazione senza avere un progetto preciso, altrimenti quelli che servono si assumano in ruolo, si sprecano preziose risorse per favoritismi a destra e a manca, per creare corsi di laurea e cattedre inutili, ma cosa c’è da difendere di questo sistema? Persino l’Economist , settimanale britannico che non è mai stato tenero con il governo Berlusconi, sostiene il ministro Gelmini e scrive che
l’università italiana ha disperatamente bisogno di una riforma,essendo il settore peggio gestito, peggio performante e più corrotto d’Italia, e tuttavia resiste al cambiamento.
Il decreto Gelmini sull’università pubblicato qualche giorno fa in gazzetta ufficiale, cui seguirà un articolato disegno di legge di riforma del sistema universitario è una prima risposta nel segno della meritocrazia, qualità, razionalizzazione ed efficienza, apprezzato anche dal Presidente Napolitano.
Solo gli atenei con i bilanci in regola potranno procedere a nuove assunzioni, le commissioni esaminatrici dei concorsi saranno composte da esterni selezionati con sorteggio, si incrementa il fondo per il diritto allo studio e per gli alloggi degli studenti di 200 milioni.
Forza allora ministro Gelmini, affondi il bisturi per eliminare il cancro e le metastasi della conservazione e dello status quo, è un servizio che va reso all’Italia e soprattutto alle nuove generazioni.

UPDATE: «Vogliamo cancellare dalla scuola e dall’università l’ideologia dell’egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti, e lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone».
"Sono orgogliosa del decreto che abbiamo approvato nel penultimo consiglio dei ministri. E' un decreto molto scarno, consta di solo tre articoli, ma vuole essere un primo passo verso il cambiamento", lo dice il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini intervendo all’assemblea dei Circoli del Buon Governo a Montecatini Terme.
"In quel decreto - sottolinea - abbiamo voluto mettere al centro del sistema universitario lo studente e le loro famiglie". E, aggiunge il ministro, pur in presenza "di una finanziaria in cui il nostro obiettivo non è quello di mettere le mani nelle tasche degli italiani, quindi di non aumentare la tassazione, ma di spendere al meglio il denaro pubblico, abbiamo trovato risorse per le borse di studio". Questo governo, sottolinea "per la prima volta è in grado di concedere 180 mila borse di studio a tutti i ragazzi capaci e meritevoli". Inoltre, continua il ministro, "è giusto sostenere le residenze universitarie".
Il diritto allo studio non si attua con l'università sotto casa oppure moltiplicando gli insegnamenti ha proseguito il ministro Mariastella Gelmini, acclamatissima dai giovani presenti, ha sottolineato che l'offerta formativa deve tener conto delle esigenze del mondo del lavoro.
Per dare nuovi finanziamenti all'università tenteremo nuovi percorsi - ha precisato il ministro -. Spero in un grande coinvolgimento delle imprese, ma deve essere chiaro che questo non significa privatizzazione. Stiamo faticando a trovare risorse nel pubblico come nel privato. Ma non possiamo arrenderci a restare tra gli ultimi posti nel mondo come qualità». Gelmini ha quindi ricordato che la nostra prima università si colloca al 192esimo posto nella classifica mondiale: Vogliamo che presto almeno una si classifichi fra le prime cento.
Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, mettendo da parte la paura. Chi sta con i giovani non può che percorrere strade nuove. Le porte del ministero sono aperte a tutti coloro che vogliono dare un contributo alla nostra sfida. Le critiche vanno accettate, ma non accetterò mai di difendere situazioni indifendibili.
Adnkronos














9 settembre 2008

ANCORA SUL FASCISMO E I RAGAZZI DI SALO’

Non mi sembra davvero il caso di discutere di nuovo sul fascismo e i ragazzi di Salò, nella pretestuosa polemica che ha visto opposti in questi giorni Alemanno,Veltroni, La Russa e Napolitano ,vi è qualcosa di vecchio,stantio,trito e ritrito che si pensava ormai superato da un pezzo.
Il martire Veltroni rinuncia alla sua poltrona nel comitato del museo della Shoah poiché a suo dire non può sedersi allo stesso tavolo con Alemanno che propone una doppia lettura del fascismo, chissà perché mai invece gli altri dovrebbero sedersi allo stesso tavolo con lui che se ne andava ai festival della gioventù comunista a Berlino Est ad applaudire i tetri e sanguinari burocrati di Breznev in nome dell'eurocomunismo, e che indicava nei suoi scritti a quale modello di società dovevano tendere i giovani :“Fare politica significa edificare mattone su mattone una società nuova e partecipare al progetto ambizioso di una grande vittoria della rivoluzione proletaria in Occidente, di quella rivoluzione che noi portiamo avanti e che tutti i giovani devono vivere”.
E a proposito di Shoah sarei una facile indovina se scommettessi sulla partecipazione del “giovane Veltroni” alle manifestazioni dei “nazisti rossi” guidati da Luciano Lama e Chiara Ingrao contro le sinagoghe e l’ambasciata israeliana, con i loro ghigni coperti dalle kefiah che marciavano col pugno chiuso trasportando bare nere,bruciando bandiere al grido di “A Morte Israele” , e non erano quattro deficienti, ma dirigenti del partito seguiti da mandrie intere di deficienti, era semplicemente il PCI e la sinistra intera razzista e antisemita.
Che adesso si vergogni o neghi addirittura di essere “mai stato comunista” è un problema suo, ma sicuramente non ha nessun titolo per impedire una serena lettura e valutazione della recente storia italiana senza pregiudizi di nessun tipo.
Che pena questa sinistra italiana che cerca di coprire il vuoto di idee,programmi e leadership, evocando fantasmi del passato, gridando al pericolo del regime , al razzismo e chi più ne ha più ne metta, spiacente signori,ma il popolo italiano è molto meno sprovveduto di quanto possa sembrare,si agitano questi fantasmi da 14 anni, sono vaccinati,non ci credono più, tanto che puntualmente ad ogni appuntamento elettorale vi prendono a ceffoni, così come non credono più da un pezzo a una magistratura imparziale.
Il Popolo Della Libertà è contro tutti i totalitarismi, senza se e senza ma, figuriamoci se potrebbe avallare od approvare un regime fascista, la sinistra italiana non solo è in minoranza in parlamento e nel paese, ma è anche una “minoranza culturale” , nella società che cambia e si evolve sono rimasti ai vecchi schemi e alle vecchie parole d’ordine, ormai vivono in una realtà virtuale e residuale.
Sono come i gamberi,fanno un passo avanti e due indietro, Alemanno e La Russa hanno fatto dei ragionamenti sul fascismo e sui ragazzi di Salò, molto meno impegnativi di altri autorevoli esponenti di sinistra, giubilati e applauditi, ne cito solo due a caso, ogni altro commento è francamente superfluo e inopportuno.

Abbiamo sempre presente, nel nostro operare quotidiano, l'importanza del valore dell'unità dell'Italia. Questa unità che sentiamo essenziale per noi, quell'unità che, in fondo oggi, a mezzo secolo di distanza, dobbiamo pur dirlo, era il sentimento che animò molti dei giovani che allora fecero scelte diverse; che le fecero credendo di servire ugualmente l'onore della propria Patria.
Questa unità preserviamola e in ogni nostra azione essa sia il punto e il riferimento insieme con la difesa dei valori di democrazia, di libertà e di pace.
Carlo Azeglio Ciampi 14/10/2001

Mi chiedo se l’Italia di oggi - e quindi noi tutti - non debba cominciare a riflettere sui vinti di ieri; non perché avessero ragione o perché bisogna sposare, per convenienze non ben decifrabili, una sorta di inaccettabile parificazione tra le parti, bensì perché occorre sforzarsi di capire, senza revisionismi falsificanti, i motivi per i quali migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto, si schierarono dalla parte di Salò e non dalla parte dei diritti e delle libertà.
Luciano Violante 10/05/1996









26 luglio 2008

GLI ASINI CONTINUANO A RAGLIARE

Dopo l’Unità e Di Pietro,un altro pseudo leader dei frustrati e degli sfigati, ha attaccato il Presidente Napolitano.
L’asino in questione,alias Beppe Grillo, sul suo blog scrive di dubitare della buona salute del capo dello stato,di voler esaminare la sua cartella critica perché “la sua salute non è un fatto privato”, Giorgio Napolitano e' in apparente buona salute, ma ricordando il suo passato, non trovano giustificazioni le sue prese di posizione e le sue azioni, dice il guitto, si e' pronunciato contro la spettacolarizzazione dei processi quando le procure sono sotto l'attacco del governo, ha firmato senza battere ciglio il lodo Alfano,una legge incostituzionale, ha trascorso un sereno compleanno in piazzetta a Capri tra musicanti e inquisiti, tra cui la moglie di Mastella e Bokassa Bassolino, e altre amenità che vi risparmio.
Ogni commento è superfluo, ma come si fa a non ridere a crepapelle a pensare che l’opposizione è affidata a questi “apprendisti stregoni” , e a tutti i fessi che li seguono e ci credono,che fanno a gara tra di loro a chi le “spara più grosse”?
La sinistra riformista risulta non pervenuta, sopraffatta tra il timore di mettersi contro costoro e la magistratura politicizzata, e soprattutto l’incapacità di elaborare e mantenere un progetto di governo alternativo che sia perlomeno condiviso tra le correnti del partito democratico.





25 luglio 2008

COME SOFFRONO

Nel giorno in cui la Corte di Cassazione spagnola conferma definitivamente l’assoluzione di Silvio Berlusconi e di tutto il management Fininvest,perchè il fatto non sussiste, per il caso Telecinco, e un altro processo spazzatura va in archivio, L’Unità, esprimendo forte disagio, attacca il “compagno” Presidente Napolitano, reo di aver promulgato a tempo di record il “Lodo Alfano” che sancisce la sospensione dei processi che riguardano le alte cariche dello stato, e pensare che lo stesso giornale nei confronti di Pol Pot e dei khmer rossi non ne ha avuto nemmeno un po’, di disagio, descriveva anzi “la gioiosa vita nelle zone liberate”(Sic).
Sentimenti condivisi naturalmente da tutti i guitti & giacobini da operetta e da coloro che per “campare” titillano frustrati,sfigati e tutti i fessi che ci credono, il peggio del paese insomma, vendendo loro libri, spettacoli ,DVD e quant’altro, mi sembra significativa in questo senso un espressione sfuggita a Di Pietro : “ quanto ci piace vederli con il sangue agli occhi”.
Poveretti,come soffrono, io dico che tutti costoro non arriveranno a fine legislatura con il “fegato integro”, cinque anni sono lunghi da passare, accetto scommesse.
Si rilassino, dopo l’ampio ed esclusivo mandato ricevuto dal “popolo sovrano” cinque anni di Berlusconi non ce li toglierà nessuno,perlomeno ci guadagneranno in salute.
Solo nel pomeriggio, con un comunicato “tardivo e imbarazzato”,Veltroni non ha preso le distanze dal quotidiano del suo partito,ne da Di Pietro, ha lodato l’equilibrio del capo dello stato per un atto dovuto,ricordando che al Presidente della Repubblica compete solo la valutazione di “manifesta incostituzionalità” del provvedimento,cosa già esclusa dal Quirinale all’atto della presentazione in parlamento, insomma come al solito ne carne ne pesce.
E’ paradossale tutto ciò visto che non si parla certo di cancellare responsabilità o giudizi, ed è ancora più avvilente pensare come si è ridotto questo paese, in balia del primo PM che una mattina si sveglia pensando di fare qualcosa per arrivare sulle prime pagine dei media o per sovvertire il voto popolare a fini ideologici,tanto se sbaglia poi non paga mai, basta citare per tutti il caso Mastella.
Ed è del tutto inutile anche continuare a fare paragoni con le altre democrazie occidentali, basti pensare alle tutele dei parlamentari europei, dopo un anno l’europarlamento non ha ancora nemmeno risposto in merito all’utilizzo delle intercettazioni che riguardano D’Alema, figuriamoci sottoporre un parlamentare a giudizio da parte della magistratura.
Comunque la determinazione di Silvio Berlusconi e Angelino Alfano,dopo la pausa estiva, di voler riformare dalle fondamenta il sistema giudiziario fa ben sperare, in un tempo ragionevolmente breve forse si riuscirà ad “estirpare questo cancro” e a ripulire la cloaca del CSM.






9 luglio 2008

FRUSTRATI & SFIGATI

Che magnifica serata, non mi capita spesso di ridere così di gusto come stasera, mentre guardavo in diretta sfilare nella manifestazione dei girotondi una variegata umanità di frustrati e sfigati che hanno dato il peggio.
Guidati dal trebbiatore di Montenero, i 4 gatti presenti a Piazza Navona,15.000 secondo la questura,50.000 secondo gli organizzatori (un flop pauroso se si considera la pubblicità dell’evento mediatico), hanno visto sfilare sul palco una variopinta umanità fatta di professori,pseudo artisti e scrittori, giacobini a tutto tondo, vedove allegre ma non troppo ecc. , frustrati poiché nonostante i loro deliranti appelli contro il pericolo Berlusconi, regolarmente da 14 anni vengono presi a ceffoni dagli elettori, e tanto sfigati da dover sperare in qualche PM compiacente che riesca a fare il miracolo che la politica non riesce a fare, ovvero togliere di mezzo Berlusconi per via giudiziaria, si comprende quindi in che stato di overdose di stress si ritrovano.
E così quella che doveva essere una manifestazione solo contro il premier è diventata una manifestazione contro tutti, contro Napolitano,contro Veltroni, contro il governo e il parlamento,e addirittura contro il Papa,in un crescendo di insulti,un vero “turpiloquio day”.
Ma questo è ancora niente, i vari D’Arcais,Di Pietro,Pardi, Travaglio,Colombo,Grillo ecc. in un autentico “delirio di onnipotenza” , si sono arrogati il diritto di decidere quali leggi siano costituzionali e quali no, cosa deve o non deve firmare il Presidente della Repubblica, e udite udite sostituirsi al mandato popolare, stabilendo quali siano i voti buoni e quali no, perché bisogna dire  “basta alla democrazia populista” (Sic), roba da sbellicarsi dalle risate.
E’ incredibile vedere come quest’accozzaglia forcaiola si trasforma ,presi uno a uno sono delle amebe insignificanti, quando sono in gruppo invece insultano e diventano i peggiori squadristi, e come soffrono, ho visto uno con un cartello: “ Berlusconi abusivo vattene”, ce ne vuole di fantasia per chiamare abusivo un Primo Ministro che ha ricevuto dagli elettori un tale mandato e una tale schiacciante maggioranza, io comunque non vorrei essere nei loro panni, se solo dopo due mesi di governo sono ridotti così, a fine legislatura ci arriveranno con il fegato a pezzi.
Ce ne vogliono molte di più di queste manifestazioni, come dimostrano tutti i sondaggi, sono un “favoloso spot” a favore di Berlusconi, speriamo che non si fermino proprio adesso che siamo sul più bello.

UPDATE: Della spazzatura mi occupo a Napoli, Nessun altro commento, vorrei rimanere sul G8. Qui rispondo di cose internazionali, dichiara duro il Cavaliere. Tagliando corto con i giornalisti che gli chiedevano un commento sulle invettive al Presidente Napolitano e al S.Padre: "Lasciamo stare, lasciamo stare... un 'de minimis'... si illustrano da soli".
Ho visto con molta gioia che nonostante tutti gli attacchi volgari di cui sono stato oggetto, c'è una crescita importante dei sondaggi di Euromedia verso il governo. La fiducia verso di me è salita al 61,9.
Bene così Presidente, non è certamente il caso di dare importanza a un gruppo di frustrati, rappresentanti di un Italia minoritaria, che per esistere hanno bisogno di insultare.










2 luglio 2008

VIA LIBERA DA NAPOLITANO AL LODO ALFANO

"Il Presidente Napolitano ha autorizzato la presentazione alle camere del cd “Lodo Alfano” , il DDL che prevede la sospensione dei processi penali per le alte cariche dello stato.
Il punto di riferimento per la decisione del Capo dello Stato è stata la sentenza n. 24 del 2004 con cui la Corte costituzionale dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge n. 140 del 20 giugno 2003 che prevedeva la sospensione dei processi che investissero le alte cariche dello Stato. A un primo esame - quale compete al Capo dello Stato in questa fase - il disegno di legge approvato il 27 giugno dal Consiglio dei ministri è risultato corrispondere ai rilievi formulati in quella sentenza. La Corte, infatti, non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale. Giudicò inoltre "un interesse apprezzabile" la tutela del bene costituito dalla "assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche", rilevando che tale interesse "può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale", e stabilendo a tal fine alcune essenziali condizioni.
Silvio Berlusconi intanto ha annunciato che Giovedì sarà in televisione a Matrix su Canale5 per “spiegare agli italiani cosa sta succedendo sulla giustizia” e ha ricevuto a Palazzo Grazioli il ministro della giustizia Angelino Alfano insieme a Gianni Letta e Ghedini, parlamentare e avvocato del premier, secondo me si sta preparando il decreto sulle intercettazioni, che potrebbe essere approvato e diventare immediatamente operativo già nel prossimo consiglio dei ministri.
Insomma se ancora non si fosse capito, Silvio è un osso troppo duro per il “presidio militante” dei magistrati e della stampa gossipara, ancora una volta ci sbatteranno il muso,dopo che sta vincendo alla grande nell’opinione pubblica si prepara a stravincere anche nel palazzo.
Oltre alla ormai incontestabile leadership sta mettendo in mostra tutta la sua genialità da vero “animale politico”, nonché combattente di razza che non arretra di fronte a nulla.
In questo contesto oltretutto è emersa in modo lampante la nullità politica e come leader di Veltroni, che non ha colto l’occasione per prendere posizioni nette e chiare, in sintonia con il sentire comune del paese,contro i giacobinismi e il partito delle toghe, solo un assordante silenzio,rotto ogni tanto da qualche infelice balbettamento.
Veltroni politicamente è già morto, lui forse ancora non lo sa, ma presto se ne renderà conto.




1 luglio 2008

SONO RIUSCITI NELL’IMPOSSIBILE

Persino il Capo dello Stato, e uomo di sinistra, si schiera in difesa del parlamento,contro l’organo supremo della magistratura,il CSM, che lui stesso presiede.
Il messaggio giunge forte e chiaro : “ Non e' il Consiglio superiore della Magistratura a dovere esprimere un giudizio di costituzionalità, giudizio che nel nostro ordinamento spetta ad altre istituzioni, il parlamento è sovrano”.
Questo in estrema sintesi il senso della lettera inviata dal capo dello stato al vicepresidente del CSM, Nicola Mancino, che oggi si riunisce per esaminare il DL sulla sicurezza che contiene tra l’altro la norma blocca - processi,oggetto di polemiche nei giorni scorsi.
Complimenti davvero,sono riusciti nell’impossibile,ovvero anche il Presidente Napolitano,nonché presidente dell’organo di autogoverno della magistratura, nel sentire un “tanfo” così forte provenire dal “verminaio del CSM” e di riflesso dall’intera magistratura, non ha potuto esimersi dall’intervenire ed adeguarsi al “sentire comune” della stragrande maggioranza dei cittadini.







21 giugno 2008

NESSUNA NORMA SALVA PREMIER

"Non c’è nessuno stop, con le norme approvate si mettono da parte solo alcuni processi per consentire di far viaggiare più speditamente altri e non far uscire di galera stupratori e ladri. Mi indigna solo il fatto che si pensi che io voglio approfittare di queste norme. Ma non è così. Dico solo che il voto popolare non deve essere sovvertito da una magistratura che procede con accuse false e risibili".
A proposito della cosiddetta salva premier, Berlusconi ha dichiarato che appena vedrà i suoi legali «dirò che io non voglio approfittare di questa norma, perché voglio allontanare qualunque sospetto. È una norma salva tutti» e non una norma "salva-premier", come scritto su molti giornali.
Per questo motivo « sono indignato» ha aggiunto il presidente del Consiglio, annunciando che la settimana prossima terrà «una conferenza stampa per denunciare la situazione della magistratura italiana e tutta la mia indignazione e la mia volontà di non vedere sovvertita la democrazia».
Così nella conferenza stampa al termine del consiglio europeo Silvio Berlusconi rispondendo alle domande di alcuni giornalisti italiani.
"Nel 1994 - aggiunge il premier - ho visto sovvertire il voto popolare da una minoranza di giudici che stanno nella nostra magistratura. Ho patito 15 anni di persecuzioni per far sì che questo non possa più accadere".
Al riguardo, il presidente del Consiglio ricorda che fece, quando era a palazzo Chigi due legislature fa, una conferenza stampa per spiegare la risibilità di alcune accuse che lo riguardavano, portate avanti da "pm e giudici che utilizzano il potere giudiziario per sovvertire la democrazia in Italia. Un fatto che non posso permettere perché, oltretutto, mi si accusa di qualcosa che non esiste. Ve lo giuro sui miei 5 figli".
Che noia non se ne può più, sono 15 anni che cercano di far fuori Berlusconi per via giudiziaria, e nonostante abbiano fatto solo buchi nell’acqua continuano imperterriti non avendo niente di meglio di politico da proporre.
Che noia l’ANM che è andata a piagnucolare da Napolitano.
Che noia Veltroni e il partito democratico che da forza che si candida a guidare il paese ricade ancora una volta nell’errore di criminalizzare Berlusconi rivelandosi per quel che è ,una forza di pura agitazione altro che forza riformista.
Un opposizione responsabile che si candida a governare , ha scritto sul Corriere qualche giorno fa Piero Ostellino,
inviti, piuttosto, Berlusconi ad assumersi la personale responsabilità delle misure in questione; a spiegare agli italiani ciò che egli intende per distinzione fra «responsabilità politica » — di fronte al mandato che gli è stato conferito dalla sovranità popolare di realizzare il suo programma — e «responsabilità giuridica», cui dovrebbe impegnarsi a non sottrarsi una volta assolto il mandato. Dimostrerebbe, finalmente, e una volta per tutte, di non voler sconfiggere il centrodestra «per via giudiziaria», ma con gli argomenti della politica.
Io mi domando e vi domando ma dopo un processo come quello SME, che ha avvelenato la politica e la democrazia italiana per oltre un decennio, finito con l’assoluzione di Berlusconi per “non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste” , e dopo il processo per le tangenti alla GDF(quello del famoso avviso di garanzia al G8 di Napoli), terminato dopo sette anni con l’assoluzione in cassazione,ancora si spera di darla a bere agli italiani prefabbricando accuse, teoremi, e i “non poteva non sapere” insistendo con questo “fumus persecutionis” ?
Gli italiani ormai non ci credono più,come dimostrano tutti i sondaggi di opinione sull’argomento, e paradossalmente sono state alcune procure eccellenti e quella parte di magistratura militante a vaccinarli con le loro accuse rivelatosi poi del tutto prive di fondamento.
Presidente non mi deluda, approfitti del larghissimo consenso che gode tra gli italiani e metta subito in agenda quella riforma giudiziaria che due legislature fa venne approvata e non si riuscì a far entrare a regime,venendo poi depotenziata da Prodi e Mastella.
Lo chiedono gli italiani che vogliono essere giudicati da un giudice effettivamente terzo, e lo chiedono soprattutto i tanti magistrati che ogni giorno fanno il loro dovere in silenzio, che non hanno crisi di autostima se non compaiono sulle prime pagine dei media.







13 giugno 2008

BERLUSCONI RICEVE BUSH : SINTONIA TOTALE

"How are you?" così il Presidente degli Stati Uniti George W Bush ha salutato il suo vecchio amico Silvio Berlusconi che lo attendeva a Villa Madama, e poi grandi manifestazioni di affetto tra i due leader prima di accomodarsi nella sala dei colloqui.
E’ l’ultimo viaggio in Europa di Bush che a fine anno lascerà la presidenza degli USA,dopo le elezioni autunnali che eleggeranno o il repubblicano John MacCain o il democratico Barack Obama.
Nella tappa di Roma Bush oltre a Berlusconi, ha incontrato in mattinata il presidente Napolitano e domani sarà ricevuto in Vaticano da Papa Benedetto XVI.
"Grazie" al presidente Usa George Bush che per la sesta volta "ci onora della sua presenza". Così il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi apre la conferenza stampa congiunta a villa madama. "In lui- scandisce il premier- noi abbiamo sempre trovato un alleato che ha consentito di stringere rapporti per il nostro paese mai avuti prima con gli Stati Uniti d'America".
"Abbiamo parlato della nostra disponibilità a togliere i caveat sull'Afghanistan",della nostra intenzione di mantenere le truppe sugli altri fronti, in Kosovo, in Libano e ovunque siano impiegati i soldati italiani".
Anche sulla strategia nei confronti dell’Iran c’è una sintonia totale ha spiegato Berlusconi, Il presidente Bush, spiega che con Silvio Berlusconi "abbiamo parlato di come potremo collaborare" per risolvere la crisi iraniana. "Tutte le opzioni sono sul tavolo, ma la prima scelta - dice il presidente degli Stati Uniti- è convincere gli iraniani che devono abbandonare le ambizioni nucleari". Sull'Italia, Bush ha detto che sta "valutando" l'ingresso dell'Italia nel gruppo 5+1 incaricato di trattare sul nucleare iraniano.
George W. Bush è per Silvio Berlusconi "persona rara, che non mente mai, il cui 'si' è un 'si' e il cui 'no' è un 'no'". Citando il Vangelo, il premier italiano ha elogiato così "l'amico" Bush davanti ai giornalisti americani ed italiani in conferenza stampa, "ringrazio il presidente Bush e garantisco che la riconoscenza che ho avuto l'onore di ricordare due anni fa nel corso della mia visita negli USA è un sentimento che io e quelli della mia generazione non dimenticheremo mai, nei confronti di un paese che ha sacrificato molte giovani vite per salvarci dal nazismo e dal comunismo".
Sul dopo Bush Berlusconi dice di preferire il repubblicano John MacCain ma solo per un motivo egoistico: “ MacCain è più anziano di me e non sarei io il più vecchio ai vertici G8”.
"Grazie per il ruolo che responsabilmente e coraggiosamente hai assunto e hai saputo mantenere come leader del paese più importante del mondo", questo l’affettuoso saluto di Berlusconi a Bush al termine della conferenza stampa.
A seguire la cena offerta dal premier italiano a base di insalata caprese, pennette tricolore, tagliata di filetto di chianina e formaggi. Il tutto innaffiato con vini nazionali e gelato come dessert, sulle note di Mariano Apicella che suona e canta per i due leader.
Non potevano esserci sorprese naturalmente, Bush e Berlusconi sono amici di vecchia data, fatto che rinsalda ancora di più i rapporti tra USA e Italia, chiunque sarà poi il nuovo presidente americano,a prescindere dal colore politico, non avrà certo problemi con Berlusconi, basti ricordare come tutti i maggiori leader del partito democratico, da Hillary Clinton a Nancy Pelosi e lo stesso Barack Obama si complimentarono e lo ringraziarono al termine dello storico intervento nel tempio della democrazia mondiale, a Capitol Hill.
Dimenticavo lo scambio di doni, Bush ha regalato a Berlusconi il 'Segway' con due bandierine, italiana ed americana, per la sua villa in Sardegna, il premier italiano ha ricambiato con una statua di bronzo raffigurante una donna con una ghirlanda di alloro in testa e due confezioni di cravatte Marinella.












6 febbraio 2008

CAMERE SCIOLTE ELEZIONI IL 13-14 APRILE.

E' ufficiale,il presidente Napolitano questa mattina ha firmato il decreto di scioglimento delle camere, gli italiani saranno chiamati alle urne il 13 e 14 Aprile.
Adesso via alla campagna elettorale,serenamente,pacatamente, ma anche…no!
Per mettere riparo ai guasti e alla povertà diffusa che la sinistra ha inflitto al paese
;

SILVIO BERLUSCONI e Il Popolo Della Libertà si fanno carico di ridare all'Italia
DIGNITA',BENESSERE E SVILUPPO;
C'E' UN LAVORO DA COMPLETARE,il MOTORE AZZURRO
per la campagna elettorale della LIBERTA' è già acceso.






30 gennaio 2008

INUTILE MANDATO ESPLORATIVO.

"Io spero che non ci sia un mandato esplorativo. Leggevo un libro di Mark Twain che si chiedeva: cosa sono gli esploratori? Twain aveva la massima sfiducia negli esploratori, perche’ non fanno altro che rivedere le stesse coste di un fiume, gli stessi posti che tanti hanno gia’ visto e poi dopo pretendono di legare il loro nome a quella che chiamano una loro scoperta. L’esploratore, in realta’, e’ del tutto inutile, dal momento che si e’ gia visto quanto sia difficile formare un governo".
Così l’On .Paolo Bonaiuti ha commentato l’ipotesi che il Presidente della Repubblica Napolitano affidi un mandato per risolvere la crisi politica al presidente del senato Franco Marini.








29 gennaio 2008

ELEZIONI PER DARE AL PAESE SUBITO UN GOVERNO.

"Riteniamo che non ci sia altra strada se non quella di ritornare al voto, per dare al Paese un governo immediatamente operativo". Lo ha affermato Silvio Berlusconi uscendo dal colloquio con il Capo dello Stato nel quadro delle consultazioni per il dopo Prodi.
"Con il capo dello Stato abbiamo anche parlato della legge elettorale attuale. E secondo noi ha consentito una piena governabilità alla Camera pur ad una coalizione che aveva vinto per soli 24 mila voti. Non l’ha consentita invece al Senato, per il semplice fatto che la sinistra aveva avuto lì 250 mila voti in meno del centrodestra".
Berlusconi ha poi sottolineato che l’attuale situazione di divaricazione delle due coalizioni con un forte vantaggio del blocco liberale rispetto alla sinistra, offra la possibilità per le due coalizioni di decidere "chi possa restare nella coalizione sottoscrivendo una piattaforma programmatica molto rigida, pena l’esclusione dalla coalizione stessa. Quindi riteniamo che l’attuale legge elettorale sia in grado oggi di garantire nell’immediato una maggioranza che possa esprimere un governo capace di durare per i cinque anni di una legislatura".
Rispondendo alle domande dei giornalisti dopo aver spiegato la posizione che aveva appena illustrato al capo dello Stato a nome di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha poi commentato certe frasi attribuitegli dalla stampa su eventuali proteste di piazza per ottenere il voto anticipato.
"C’e’ stata una disinformazione piena, totale e direi vergognosa. Perché il senso delle mie affermazioni era il contrario di quello indicato da alcuni mezzi di informazione. Noi abbiamo avuto molte richieste per manifestazioni dalla nostra base ma abbiamo rinunciato a questo".
Riguardo all’ipotesi di un mandato esplorativo per cercare di risolvere al crisi di governo, il nostro presidente ha osservato:
"Il mandato esplorativo penso che sia un qualcosa davvero inutile: c’e’ già Napolitano che sta svolgendo benissimo questo tipo di attività, quindi non ne vedo la ragione".
E quanto all’idea di realizzare in fretta le riforme attraverso un esecutivo a tempo, Berlusconi ha risposto: "Rapidamente le riforme non si possono fare perché si dovrebbe intervenire sulla struttura costituzionale. E per fare questo ci vuole troppo tempo. E l’Italia, in questo momento, non si può permettere di avere un governo sospeso finché non si chiude il capitolo delle riforme".
Irrealistico anche pensare ad un accordo bipartisan ampio su una nuova legge elettorale. "Noi eravamo aperti ad un dialogo, che peraltro vogliamo continuare, ma avevamo accettato quello che era il Vassallum. Poi c’e’ stata una prima versione che ha cambiato le cose perché le circoscrizioni venivano ridotte da 60 a 32. Infine c’e’ stata una seconda versione, senza peraltro sentire i nostri tecnici, e questa seconda bozza e’ andata in una direzione inaccettabile".

29/1/2008




27 gennaio 2008

SUBITO AL VOTO O MILIONI DI ITALIANI IN MARCIA SU ROMA!

Il leader di Forza Italia è intervenuto in collegamento telefonico con la platea di Rete Italia (il movimento di «amici» che sostiene l'azione politica di Roberto Formigoni), riunita a Riva del Garda ribadendo che la via maestra da perseguire è quella del voto subito, anche perché se non fossero convocate in tempi stretti nuove elezioni «milioni di italiani si riverserebbero a Roma per chiederle».
«Se all'interno di questa sinistra c'è qualcuno che vuole dividere con noi certe responsabilità, non saremo certo noi a dire di no».
Forza Italia, ha annunciato Silvio Berlusconi, si presenterà con il suo nome e il suo simbolo, anche se verrà inserito nel logo «un richiamo al Pdl». Il progetto del nuovo soggetto politico non si ferma, ha poi precisato, «si va assolutamente avanti, non è cambiato nulla», anche se le operazioni per il varo di un nuovo partito sono complesse e «in questo momento credo interferiscano con le elezioni che riteniamo urgenti».
Del resto già l’altro giorno al Palapartenope di Napoli Berlusconi ha dato il via alla campagna elettorale per la libertà anticipando i provvedimenti dei primi cento giorni di governo tra i quali l’esenzione totale dell’ICI sulla prima casa e un provvedimento sulle intercettazioni telefoniche che saranno possibili solo per reati di mafia,terrorismo e camorra,prevedendo pesantissime sanzioni ovvero"cinque anni di prigione per chi le ordina, cinque per chi le esegue e due milioni di multa a chi le pubblica".
Intanto il Presidente Napolitano prosegue nello stantio rito delle consultazioni ed ha dovuto già ammettere che senza il concorso di Forza Italia non ci potrà essere alcun governo tecnico o istituzionale, cosa condivisa anche da Casini e l’UDC che senza il concorso di Berlusconi non si presterebbe a fare la ruota di scorta della sinistra.
E’ strano dunque che adesso il Partito Democratico e Veltroni facciano appello al “senso di responsabilità” di Berlusconi per un governo istituzionale che cambi la legge elettorale e faccia alcune riforme costituzionali, quello stesso senso di responsabilità che non hanno avuto loro dopo che le elezioni si erano chiuse con un sostanziale pareggio,hanno insediato il governo e occupato tutte le cariche istituzionali e pensavano di poter governare con un voto o due di differenza.
In questo momento il paese ha bisogno di un governo che governi,nel pieno dei suoi poteri e legittimato dal voto popolare, anche con questa legge elettorale dalle urne dovrebbe uscire un ampia maggioranza in tutti e due i rami del parlamento,visto che Mastella è determinante per vincere in 2-3 regioni e sia che vada in un poletto di centro o con la CDL toglierà comunque voti alla sinistra, e poi difficilmente il centrosinistra si presenterà con la stessa formazione, sarebbe spernacchiata anche da i suoi elettori,non a caso Veltroni ha detto che il PD andrà da solo con qualunque legge.
In ogni caso Berlusconi ha chiarito che se dopo il voto non ci sarà una solida maggioranza aprirà alla “condivisione delle responsabilità” e che comunque aprirà alla sinistra per le riforme in ogni caso,mi sembra un discorso pieno di buon senso.
Sembra davvero strano che,dopo aver sentito in questi ultimi mesi in tutte le salse, ripetere dagli esponenti della sinistra “dopo Prodi c’è solo il voto” ,adesso si voglia dar luogo a un “governo di parrucconi” con scarsi e limitati poteri per fare la legge elettorale,dopo che non si è trovato l’accordo in mesi di discussione sarebbe un inutile melina che produrrebbe solo ulteriori danni al paese,la verità è che la sinistra ha paura delle elezioni perché sa che il popolo italiano,stremato e impoverito dal governo Prodi non perdonerà.

ELEZIONI SUBITO, per avere UN FORTE GOVERNO CHE GOVERNI;

per mettere riparo ai guasti e alla povertà diffusa che la sinistra ha inflitto al paese;

SILVIO BERLUSCONI e Il Popolo Della Libertà si fanno carico di ridare all'Italia

DIGNITA',BENESSERE E SVILUPPO

ELEZIONI SUBITO - RICOSTRUIAMO L'ITALIA

C'E' UN LAVORO DA COMPLETARE,il MOTORE AZZURRO per la campagna elettorale della LIBERTA' è già acceso.










17 ottobre 2007

NESSUN TRIBUNALE PUO’ CAMBIARE LA STORIA.

Sono rimasta allibita nell’apprendere che Mastella in qualità di ministro della giustizia ha autorizzato la procura di Roma ad indagare nei confronti del senatore Francesco Storace per il reato di cui all’art. 278 c.p., ovvero offese all’onore e al prestigio del capo dello stato.
Incredibile, ai tempi di Cossiga la sinistra dopo inenarrabili contumelie minacciò addirittura di incriminarlo per alto tradimento, eppure non si mosse nessuna procura a tutelarne “l’onore e il prestigio”.
In pratica si cerca di soffocare il dissenso e le libere opinioni in pieno stile sovietico,Storace sarebbe colpevole di aver esplicitato quello che pensa perlomeno la metà degli italiani: “Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale”.
Durissima la reazione del senatore della Destra: “Non avevo dubbi che il regime autorizzasse un processo a un parlamentare dell'opposizione. Mastella tutela solo il Presidente del Consiglio cacciando De Magistris”.
Ma nessun tribunale potrà mai cancellare la verità storica: “ chi è stato complice “ideologico e morale” dell’impero del male, ha avallato la sanguinosa repressione degli operai di Danzica, di Nagy e dei martiri d’Ungheria, predicava l’eurocomunismo mentre De Gasperi, Adenauer , Martino ,Schumann ecc. costruivano l’Europa,firmava un manifesto l’11 Aprile 1975 in cui si invitavano tutti i comunisti e sinceri democratici(Sic) ad appoggiare con ogni mezzo Pol Pot e i Khmer Rossi, considerava fino a due anni fa la questione delle foiberevisionismo fuori tempo massimo” e che i profughi italiani di Fiume,Istria e Dalmazia se ne erano andati di loro spontanea volontà ecc.ecc.ecc.”,sembra quantomeno inopportuno che dia patenti di etica a destra e a manca.
E’ pur vero che i “pistolini di Stalin e Pol Pot”, costretti dalla “Vergogna” e dal “Fallimento” a cambiare più volte nomi e simboli , sono ormai biodegrabili,ecocompatibili,biologici ed arroganti, addirittura domenica scorsa si sono “centrifugati” oltre ogni cortina ideologica, ma le facce sono sempre le stesse. La distribuzione del potere e dei ruoli, sempre le stesse. Si sono dati da fare eccome! Altro che nuovo modo di concepire la politica.
E’ tutto da ridere,se non ci fosse da piangere…



Update: questa sera il sen.Storace interverrà a Matrix,canale 5 ore 23,15.


14 ottobre 2007

QUI SI STA CON STORACE.

"Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale". E' l'attacco del senatore della Destra Francesco Storace al presidente della Repubblica, dopo che quest'ultimo ieri lo aveva censurato per l'invio delle stampelle alla senatrice a vita Levi Montalcini. "E' indegno di una carica usurpata a maggioranza - ha proseguito Storace - e la smetta di soccorrere un governo moribondo a difesa di una signora talmente importante che anche quest'anno costerà tre milioni di euro agli italiani". (Agr)

Rita Levi Montalcini,sa difendersi da sola, e lo ha fatto,non si capisce quindi  a che titolo il “carrista” del  Colle abbia sentito il bisogno di prenderla sotto la sua ala protettiva,debordare dai suoi compiti istituzionali, e definire “indegna aggressioneun’iniziativa ironica che sottolinea un problema sentito nel paese: ovvero il “governo dei pannoloni”.
Sicuramente Storace è andato sopra le righe,ma come non riconoscere che Napolitano se l’è andata a cercare?
Ma c’è una cosa in particolare su cui non si può non essere d’accordo con Storace:
“ chi è stato complice “ideologico e morale” dell’impero del male, ha avallato la sanguinosa repressione degli operai di Danzica, di Nagy e dei martiri d’Ungheria, predicava l’eurocomunismo mentre De Gasperi, Adenauer , Martino ,Schumann ecc. costruivano l’Europa,firmava un manifesto l’11 Aprile 1975  in cui si invitavano tutti i comunisti e sinceri democratici(Sic) ad appoggiare con ogni mezzo Pol Pot e i Khmer Rossi, considerava fino a due anni fa la questione delle foibe “revisionismo fuori tempo massimo e che i profughi italiani di Fiume,Istria e Dalmazia se ne andarono di loro spontanea volontà  ecc.ecc.ecc.”
NON HA TITOLI PER DARE LEZIONI DI DIGNITA’ A NESSUNO !!!
Se non a se stesso,le reazioni stizzite della casta non fanno sbadigliare,fanno ridere, se non ci fosse da piangere…




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20 settembre 2007

CATTURATO IL BRACCIO DESTRO DI POL POT.

Nuon Chea, soprannominato "Fratello Numero Due", ossia il Khmer rosso storicamente considerato il braccio destro del capo degli Khmer, Pol Pot, è stato arrestato oggi dalla polizia e dalle guardie del tribunale Onu dopo trent’anni di libertà indisturbata.Sul capo dell’ottantenne Nuon Chea pende l’accusato di essere stato il boia responsabile delle torture perpetrate nei famigerati "Killing Fields", campi di sterminio dove si ritiene che siano stati barbaramente trucidati un milione e 700mila veri o presunti oppositori del regime comunista cambogiano, regime abbattuto dalle truppe vietnamite nel 1979. Lo scorso luglio il tribunale delle Nazioni Unite aveva ufficializzato l’accusa di ‘crimini contro l'umanità’ all'ex magistrato degli Khmer rossi, Duch. Quell’atto ha segnato la prima vera azione giudiziaria contro un leader del regime di Pol Pot, dittatore che morì indisturbato nel 1998, in quella che rappresentava l'ultima ‘roccaforte’ Khmer, Anlong Veng. Insieme a Duch, i magistrati dell’Onu hanno incriminato altri quattro ex gerarchi del regime.I nomi di costoro sono però coperti da segreto, anche se si presume che siano l'ex presidente Khieu Samphan, l'ex ministro degli Esteri Ieng Sary, il funzionario Meas Muth, oltre al già citato Nuon Chea, catturato in una casupola di legno, vicino al confine con la Thailandia e trasferito nella capitale per gli interrogatori, anche se il figlio dell’ottuagenario leader comunista ha riferito a Reuters come già almeno tre occidentali abbiano interrogato l'anziano Nuon Chea.
Agenzia Radicale 19/07/2007
 

Quando i criminali vengono assicurati alla giustizia,anche se con notevole ritardo, è sempre un bel giorno per l’umanità intera.
Mi chiedo se il nostro Presidente della Repubblica,dopo Nagy e i martiri D’Ungheria,le Foibe ecc. ,farà l’ennesimo atto di “pubblica contrizione” , rendendo omaggio alle centinaia di migliaia di vittime di Pol Pot e dei macellai rossi, chiedendo scusa alle famiglie e ai superstiti per la “complicità morale” con questi assassini.
L’ 11 Aprile 1975, il comitato centrale del PCI approvò e controfirmò un documento ufficiale in cui si esprimeva solidarietà al popolo cambogiano, e si magnificava “l’eroica resistenza” di Pol Pot e dei khmer rossi, invitando a sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti,“ogni democratico, ogni comunista, sia, come sempre e più di sempre, al loro fianco”.
Quel documento veniva firmato tra gli altri,oltre che da Napolitano,anche da Nilde Iotti, Cossutta, Petruccioli,Bassolino,D’Alema ecc. ecc.
Il tutto mentre dalle colonne dell’Unità,l’inviato Massimo Loche,raccontava “la gioiosa vita nelle zone liberate” (Sic).
Chissà forse dovremo aspettare fino a quando ci sarà una visita ufficiale nel sud-est asiatico, per prendere atto della dissociazione di Napolitano dai suoi ex “compagni di merende”.

              


10 luglio 2007

A CHE TITOLO PARLA NAPOLITANO ?

Il Presidente della Repubblica,Napolitano,durante la sua visita in Ghana si è detto fiducioso nell'approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario entro il 31 Luglio,questo dopo che qualche settimana fa ha inviato una lettera ai presidenti delle Camere per chiedere che organizzino i lavori parlamentari in modo da giungere entro luglio all'approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario, in tempo per la scadenza della sospensiva vigente sulla riforma Castelli.
Sinceramente non ho capito a che titolo parla Napolitano,se come capo del CSM e quindi portavoce della "casta dei magistrati" che vogliono la riforma come gli fa più comodo e quindi imporre iter e calendarizzazione dei lavori parlamentari oppure come un  Presidente della Repubblica a cui va bene un tipo di riforma piuttosto che un'altra?
Se come capo del CSM qualcuno gli ricordi che l'iter e la formazione delle leggi sono prerogativa del parlamento, ai magistrati spetta applicarle sia che gli piacciano oppure no,se come Capo dello Stato non si capisce perchè voler mettere fretta alle camere affichè si  legiferi in un senso piuttosto che in un'altro, al Presidente della Repubblica spetta l'obbligo della promulgazione delle leggi a meno che non presentino palesi aspetti di incostituzionalità, anche in questo caso che gli piacciano oppure no.
Napolitano si occupi di "rappresentanza" e lasci che sia il parlamento che rappresenta il "popolo sovrano" a decidere cosa sia meglio per il paese,dopo l'Africa magari si faccia un giro nel sud-est asiatico, così dopo le foibe e i martiri di Budapest, avrà modo di scusarsi con le vittime di Pol Pot e dei khmer rossi,visto che l'11 Aprile del 1975 insieme a Cossutta,Nilde Iotti e a tutto il comitato centrale del PCI,firmò una risoluzione a favore di quella che era definita
 l’eroica Resistenza del popolo cambogiano e vietnamita”,esprimendo piena soliderietà a Pol Pot e alla sua cricca di assassini,invitava a “...sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti. Ogni democratico, ogni comunista, sia, come sempre e più di sempre, al loro fianco”.
Il tutto mentre il giornale del partito,l'Unità,attraverso l'inviato Massimo Loche raccontava "la gioiosa vita nelle zone liberate" (Sic).




21 giugno 2007

ESPRESSA PREOCCUPAZIONE AL PRESIDENTE NAPOLITANO.

 Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Umberto Bossi e Gianfranco Rotondi ieri si sono intrattenuti un'ora e mezza al Quirinale, a colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
"E' una situazione molto preoccupante e questo è quello che abbiamo portato al Capo dello Stato". E' quanto afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa organizzata dalla Cdl dopo l'incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Cavaliere ribadisce che la richiesta dell'incontro è stata sentita come "un dovere in seguito alla campagna elettorale per le amministrative nel corso della quale abbiamo visto da vicino ciò che pensano gli italiani", vale a dire "una profonda e diffusa crisi di legittimità di questo governo".
I lavori parlamentari sono infatti del tutto bloccati,si legifera solo attraverso decreti legge e voti di fiducia.
Il Presidente della Repubblica "è il responsabile del buon funzionamento delle istituzioni" e quindi al Colle "abbiamo fatto presente l'impopolarità di questo governo". 
Il leader della Cdl  ha sottolineato che Napolitano e' stato un interlocutore attento e sensibile e ha mostrato anch'egli preoccupazione "per la mancata capacita' del parlamento di produrre leggi". 
L'incontro del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con i leader della Cdl, secondo fonti accreditate del Quirinale, si è svolto in un clima di reciproco rispetto nel quadro delle rispettive prerogative e responsabilità per il funzionamento delle istituzioni.


10 giugno 2007

BUSH A ROMA: INCONTRI E GUERRIGLIA.

Tutto come da programma la visita del Presidente Americano George Bush Roma, che ha incontrato Napolitano, Benedetto XVI , Prodi, la comunità di S.Egidio, e il “fraterno amico” Silvio Berlusconi.
"E' stato un incontro molto cordiale, direi affettuoso e per il dovuto riserbo non posso dire nulla". Cosi' esordisce Silvio Berlusconi incontrando i cronisti in via del Plebiscito dopo il faccia a faccia con George W. Bush: "Il colloquio e' stato assolutamente affettuoso, naturalmente in cinque anni di governo ho avuto modo di stringere con Bush un'amicizia forte e radicata nei comuni convincimenti". Ricambiera' la visita a Bush? "Credo - spiega l'ex premier - che avro' modo di avere ospite il presidente Bush, magari - scherza Berlusconi - in qualche localita' che il presidente conosce e potra' fare qualche fotografia dove sa che io mi diverto nel costruire dei musei botanici...". L'ex presidente del Consiglio non ha poi voluto aggiungere altro sui temi trattati. "L'unica cosa che posso dirvi e' che ho chiesto a Bush di fare il professore dell'universita' della liberta'. Anche lui crede nella liberta' e nella democrazia e vuole fare un'analoga iniziativa in Texas e per questo con lui ci saranno degli scambi in questo senso.
Democrazia e liberta' - spiega Berlusconi - sono argomenti su cui Bush si batte e sono fondamentali per la sua strategia politica e lui si e' complimentato con me proprio su questo".
Largamente previste anche le manifestazioni di protesta di no-global , nullafacenti, pacifinti, e fanatici che hanno preteso e ottenuto dalle FS di viaggiare gratis o quasi da ogni parte d'Italia alla volta di Roma con tanto di disgusto degli onesti cittadini,lavoratori e pendolari che pagano regolarmente il biglietto ogni giorno , una volta giunti a destinazione,con corteo da via Cavour a Piazza Navona, guidati da sindacalisti e parlamentari tra i quali Cremaschi, Caruso, Turigliatto e Franca Rame, alcuni gruppi si sono scontrati con le forze dell'ordine e sono seguiti lanci di bottiglie e petardi nonché atti di vandalismo gratuito, alla fine il bilancio della temuta giornata del corteo anti-Bush a Roma è di sei arresti (uno sloveno, un ungherese e quattro italiani) una decina di feriti, nove ricoverati in ospedale (sei agenti e tre manifestanti), la vetrina di una banca rotta ed alcune fioriere sfasciate,poteva andare peggio.
A piazza del Popolo invece la sinistra di lotta e di governo,in una piazza semivuota, rappresentata da Giordano,Diliberto,Russo Spena ,Bonelli ecc. protestava contro Bush alleato del governo italiano che sostengono, alcuni giovani del PRC hanno contestato il sen. a vita Cossiga da quelle parti di passaggio, che ha risposto per le rime: "Voi siete coerenti, chi è buffone è il presidente del Consiglio che dovrebbe essere qui con voi, che approva una manifestazione giusta mentre contemporaneamente riceve Bush. Le buffonate di Prodi mi rivoltano lo stomaco".
Come dargli torto?










25 aprile 2007

THANK YOU USA !

Ogni anno,nella ricorrenza del 25 Aprile mi trovo costretta per un motivo  o l’altro a ribadire la realtà storica di quello che è stata la “resistenza italiana” ,quest’anno in particolare nel leggere ed ascoltare esternazioni di ex carristi assurti a ricoprire cariche istituzionali.

Innanzi tutto non si può falsificare la realtà storica affermando che coloro i quali combatterono nella resistenza non erano una minoranza, erano invece proprio una minoranza, poche decine di migliaia di uomini,male armati che combattevano in clandestinità,diverso invece è il discorso sul popolo italiano, per la maggioranza avverso al regime nazi-fascista ,ma questo solo dopo gli immani lutti e distruzioni che aveva portato l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania.

Nessuno può dunque ragionevolmente credere che poche migliaia di uomini ,per giunta clandestini e male armati potessero aver ragione dell’esercito nazista in Italia senza l’intervento anglo-americano , a quest’ora probabilmente stavano ancora qui,questo per la verità storica e senza nulla togliere a coloro che hanno combattuto e fatto la loro parte.

Vi è poi da dire che molte azioni dei partigiani sono state spunto per rappresaglie contro la popolazione civile senza nessuna utilità sulla guerra in corso,basti ricordare ad esempio l’attentato di via Rasella a Roma a cui seguì l’eccidio delle fosse Ardeatine, gli americani sarebbero giunti a liberare Roma comunque nello stesso arco temporale.

In Italia coloro che hanno combattuto per la resistenza si possono dividere essenzialmente in due categorie, da una parte vi erano coloro che combattevano per la libertà d’Italia tra questi semplici cittadini senza nessuna connotazione politica, i cattolici,popolari,repubblicani ecc, dall’altra invece vi erano coloro che combattevano non per liberare l’Italia ma per la “rivoluzione proletaria” per i quali la patria non era l’Italia bensì il mondo intero liberato dal capitalismo e dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, costoro erano appunto i “porci comunisti” che ci avevano già venduto all’Unione Sovietica di Stalin.

Per capire come costoro combattessero per  la nostra patria citerò a titolo di esempio cosa pensava Togliatti dell’Italia e degli Italiani tratto dal suo intervento al XVI congresso del PCUS : «E’ per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano».

Nemmeno si può ignorare il piano  cosiddetto a tenaglia ,che prevedeva l’invasione dell’Italia  ed era sui tavoli dell’armata rossa, e Togliatti che andava a riferire giornalmente all’ambasciata sovietica personalmente o a mezzo di persona di fiducia , quello di cui si trattava nel governo provvisorio italiano.

Così come è realtà storica che nell’immediato dopoguerra bande di comunisti trucidarono migliaia di persone che con il fascismo e il nazismo non avevano nulla a che fare ,le loro uniche colpe erano di essere possidenti o piccoli imprenditori, e anche sacerdoti.

Fu a causa della presenza dell’esercito americano in Italia e degli accordi di Yalta che Stalin non si sentì di  appoggiare la rivoluzione proletaria  italiana che dovette essere rimandata a tempi migliori e i comunisti furono “costretti al gioco democratico”, tanto che lo stesso Togliatti prese un impegno solenne nei confronti dei comunisti italiani: «L'ideologia che ci ha guidati e che ci guida nel determinare le nostre posizioni è l'ideologia marxista... Sarebbe strano che si chiedesse agli uomini che dirigono il nostro partito che non si rivolgessero più, come a guida sicura, a Marx, a Engels, a Lenin, a Stalin... Due sono le direttive del partito: prima, seguire la linea ideologica di Marx, Engels, Lenin e Stalin; seconda, attuare in Italia un regime sul modello di quello russo».

L’Unità 5 Gennaio 1948

Fortunatamente nelle elezioni del 1948 il popolo italiano “scelse la libertà” ,poi grazie alla Democrazia Cristiana ,agli USA e al piano Marshall ci siamo garantiti 50 anni di pace ,prosperità e progresso.

 Non ci potrà essere “memoria storica condivisa” sino a quando non si ammetterà che una gran parte della resistenza italiana ,quella che si richiamava al comunismo, combatteva la dittatura nazifascista per instaurarne un’altra quella del proletariato e per questo ci avevano gia venduto,pertanto è quanto mai ridicolo che oggi  il presidente della repubblica Napolitano, parli  di come la liberazione fu in effetti anche "premessa e condizione per un'Italia nuova, per la Costituzione, per la faticosa ed entusiasmante edificazione di una democrazia vitale per la rinascita economica e sociale, per lo sbocciare della realtà istituzionale dell'Europa e delle organizzazioni internazionali".

Napolitano ricordi prima di tutto a stesso lui dove stava e chi erano i suoi “compagni di merende”,lui e il partito dove ha militato non hanno nulla a che vedere con la rinascita economica dopo che volevano imporre a De Gasperi  di non accettare il piano Marshall, e meno che mai con la realtà istituzionale europea, all’epoca Napolitano&C.  giravano  per l’Italia predicando “l’eurocomunismo” (Sic), famoso in questo contesto un suo discorso a Siena che non riporto per carità di patria.

L’Europa è stata fatta e voluta dai De Gasperi e Adenauer ,dai Martino e Schumann,dai Spaak e dai Monnet , da Einaudi  ecc.ecc., non dai “pistolini di Stalin e Pol Pot”  che all’epoca predicavano l’eurocomunismo, evidentemente si è perso del tutto il senso del ridicolo.

Pertanto il nostro grazie va prima di tutto agli USA senza il cui decisivo apporto non saremmo nemmeno qui a parlarne, prima perché ci hanno liberato dal nazifascismo e poi perché ci hanno preservato dal comunismo,poi a tutti i cittadini e partigiani che hanno lottato nella resistenza per la Patria, e anche ai partigiani comunisti in buona fede poiché sicuramente ce ne sono stati, ma sicuramente non si possono ringraziare coloro che volevano liberaci da una dittatura per imporne un’altra a loro convenienza.

Del resto anche Stalin e l’armata rossa poterono combattere e vincere solo grazie agli USA, dal settembre del ’41 Washington, oltre a concederle un primo prestito di un milione di dollari, fornì all’Unione Sovietica centinaia e centinaia di migliaia di tonnellate di armamenti e materie prime che nei primi due anni ammontarono a 171 navi, 2mila 800 carri armati, 1960 aerei, 527mila 692 tonnellate di munizioni e 44mila 583 tonnellate di carburante. Approvvigionamenti vitali, come confermò lo stesso Stalin. Quando, all’inizio del 1943, gli Stati Uniti gli fecero sapere che gli Uboot tedeschi stavano infliggendo gravissime perdite ai convogli e che il flusso dei rifornimenti avrebbe subito un momentanea contrazione, replicò immediatamente: ”Voi comprendete senza dubbio che ciò non potrà non influire sfavorevolmente sulla situazione delle truppe sovietiche”.

Voglio chiudere questa riflessione sul 25 Aprile riportando un ringraziamento agli USA che è stato fatto in un’occasione speciale giusto un anno fa.

 

Per la generazione di italiani alla quale appartengo gli Stati Uniti rappresentano il faro della libertà e del progresso civile ed economico.
Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver salvato il mio Paese dal fascismo e dal nazismo a costo del sacrificio di tante giovani vite americane. Sarò sempre grato agli Stati Uniti perchè nei lunghi decenni della guerra fredda hanno difeso l’Europa dalla minaccia dell’Unione Sovietica. Impegnando ingenti quantità di uomini e di mezzi finanziari in questa battaglia vittoriosa contro il comunismo gli Stati Uniti permisero a noi europei di destinare risorse preziose alla ripresa e allo sviluppo della nostra economia.
Sarò sempre grato agli Stati Uniti per aver aiutato il mio Paese a vincere la povertà ed a conseguire crescita e prosperità dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie alla generosità del Piano Marshall.
Ed oggi sono ancora grato agli Stati Uniti che continuano a pagare un alto prezzo in termini di vite umane nella lotta contro il terrorismo, per la sicurezza comune e per la difesa dei diritti umani in tutto il mondo.
Quando guardo la vostra bandiera, non mi stancherò mai di ripeterlo, non vedo soltanto la bandiera di una grande democrazia e di un grande Paese, ma vedo soprattutto un simbolo, un messaggio universale di democrazia e libertà.

Allow me to conclude:

Vorrei concludere ricordando una breve storia.
La storia di un ragazzo che alla fine dei suoi studi liceali fu portato dal padre a visitare il cimitero in cui riposano molti giovani valorosi soldati, giovani che avevano attraversato l’Oceano per ridare dignità e libertà ad un popolo oppresso. Nel mostrargli quelle croci, quel padre fece giurare a quel ragazzo che non avrebbe mai dimenticato il supremo sacrificio con cui quei soldati americani avevano difeso la sua libertà. Gli fece giurare che avrebbe serbato per il loro Paese eterna gratitudine.
Quel padre era mio padre, quel ragazzo ero io.
Quel sacrificio e quel giuramento non li ho mai dimenticati e non li dimenticherò mai. Vi ringrazio."

 

Dal discorso al Congresso degli Stati Uniti- Silvio Berlusconi- Washington, 1 marzo 2006


10 febbraio 2007

FOIBE : UNA TRAGEDIA ITALIANA ( II PARTE)

Gli alleati arrivano in città il giorno dopo,trovandola occupata si sistemano alla meglio in periferia.

Gli Slavi assumono i pieni poteri. Affidano il comando al Gen. Josip Cemi, sostituito, dopo pochi giorni, dal Gen. Dusan Kveder. Nominano un Commissario Politico, Franc Stoka, comunista filo slavo. Emanano ordinanze sconcertanti per la illiberalità. Impongono, a guerra finita!, un lungo coprifuoco (dalle 15 alle 10!). Limitano la circolazione dei veicoli. Dispongono il passaggio all'ora legale per uniformare la Città al "resto della Jugoslavia"! Fanno uno smaccato uso dello slogan "Smrt Fazismu - Svoboda Narodu", "Morte al Fascismo - Libertà ai popoli", per giustificare la licenza di uccidere chi si suppone possa opporsi alle mire annessionistiche di Tito. Danno carta bianca alla polizia politica, l'OZNA, le cui modalità d'azione superano quelle della Gestapo.
Prelevano dalle case i cittadini, in media cento al giorno!, pochi fascisti o collaborazionisti, ma molti Combattenti della Guerra di Liberazione: ciò perché agli occupatori sta a cuore dimostrare di essere solo loro i liberatori del capoluogo giuliano!

L'otto maggio proclamano Trieste "città autonoma" nella "Settima Repubblica Federativa di Jugoslavia", con le altre sei: Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, e Macedonia. Sugli edifici pubblici fanno sventolare la bandiera Jugoslava affiancata dal Tricolore profanato dalla stella rossa. L'unico quotidiano è "Il nostro Avvenire", schierato in funzione anti italiana. La "Guardia del Popolo", detta pure "Difesa Popolare", è uno strumento per incidere nel tessuto cittadino e rimuovere i non marxisti, gli Alleati si limitano a osservare e riferire ai loro comandi.

In città vige il terrore, si scopre presto dove vanno a finire i prelevati Nelle foibe! O nei campi di concentramento, come quello di Borovnica, anticamera della morte. Arresti indiscriminati, confische, requisizioni, violenze d'ogni genere, ruberie, terrorizzano ed esasperano i Triestini che invano richiedono l'aiuto del Comando Alleato.

Per quaranta giorni è un massacro continuo in città e in tutta la regione,i comunisti italiani che hanno fatto loro la pregiudiziale dell’annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia collaborano attivamente in qualità di delatori e coesecutori con i Titini,si passa dunque alla guerra di classe,benestanti e possidenti sono le vittime preferite di quei giorni,è l’anteprima dell’agognata rivoluzione proletaria.

Il 5 maggio una .manifestazione spontanea di migliaia di Triestini che si erano radunati in corteo dietro una bandiera italiana fu sciolta a raffiche di mitra sparate ad altezza d'uomo con la conseguente uccisione di 5 persone tra cui un'anziana donna di 69 anni ed un giovane ragazzo, che nel corso della sua breve vita aveva già avuto modo di sperimentare la "liberazione" titina essendo un esule di Fiume.

I comunisti italiani hanno responsabilità pesantissime in questa tragedia,per chiarire ulteriormente la posizione e le responsabilità politiche avute dal PCI italiano nell'evolversi della situazione dei Giuliano-Dalmati basta rifarsi alla lettera che Togliatti inviò nel '45 all'allora Presidente del Consiglio, Ivanoe Bonomi.
In questa missiva, consultabile nell'Archivio Centrale dello Stato a Roma, Togliatti arrivò a minacciare una guerra civile se il CLNAI avesse ordinato ai partigiani italiani di prendere sotto il proprio controllo la Venezia-Giulia, evitando in tal modo l'occupazione e l'annessione de facto alla Jugoslavia.

Il 19 ottobre 1944 lo stesso Togliatti, impartiva le direttive alle federazioni di Trieste ed Udine, e raccomandava di fare in modo, per quanto possibile, che la regione venisse occupata dai partigiani di Tito, piuttosto che dalle truppe anglo-americane. In questa prospettiva il capo del P.C.I. consigliava che le strutture locali del partito collaborassero con gli slavi nell'organizzare un potere popolare nelle zone liberate ed un contropotere in quelle ancora sotto occupazione tedesca.

In questa azione i comunisti italiani non avrebbero dovuto avere remore nell'opporsi a quei loro connazionali che, ispirandosi ad una concezione imperialistica e nazionalistica, alimentassero la discordia con i vicini slavi.

Sulla questione di fondo, la definizione della futura frontiera Italo-Slava, Togliatti non indicava una soluzione, ma solamente il metodo attraverso cui ricercarla e cioè quello di un confronto fra 'democratici' italiani e 'democratici' jugoslavi, ovverossia fra i due PC.

Di fronte alla ferma opposizione che queste proposte incontravano da parte dei rappresentanti degli altri partiti, i comunisti giuliani uscivano definitivamente dal C.L.N. formando un comitato di coordinamento italo-jugoslavo dichiarato esteso a tutte le forze antifasciste giuliane.

Il 17 ottobre dello stesso anno, il P.C.I. giuliano emanava un proclama in cui si annunciava che in breve tempo sarebbero incominciate le operazioni dell'esercito di liberazione jugoslavo per l'espulsione dei tedeschi dall'Italia Nord-Orientale e s'invitava la popolazione ad accogliere i partigiani di Titini non solo come liberatori, bensì "come fratelli maggiori che ci hanno indicato la via della rivolta e della vittoria contro l'occupazione nazista e dei traditori fascisti". Sollecitava altresì tutte quelle unità che si sarebbero venute a trovare ad operare all'interno del campo operativo dei partigiani jugoslavi a porsi disciplinatamente ai loro ordini e per la necessaria unità di comando e per il fatto che quelli erano meglio inquadrati, più esperti e meglio diretti. Concludeva infine impegnando tutti i comunisti ed invitando tutti gli antifascisti a combattere come i peggiori nemici della liberazione dell'Italia tutti coloro che, con il pretesto del 'pericolo slavo' e del 'pericolo comunista', lavoravano per sabotare gli sforzi militari e politici dei seguaci di Tito, impegnati nella lotta di liberazione del loro paese e della stessa Italia, e per opporre gli italiani agli slavi, i comunisti ai non comunisti.

Il 6 aprile ’45 la Federazione Comunista di Udine affigge un volantino in cui è scritto: “Friulani! Dovete comprendere che il diritto dei nostri fratelli sloveni a raggiungere il sacro confine del Tagliamento è pienamente giustificato da ragioni storiche, geografiche ed etniche”. Il 30 aprile 1945, quando ormai la rivolta contro i tedeschi è iniziata e i comunisti titini sono in arrivo a Trieste viene affisso un manifesto firmato da Palmiro Togliatti : “Lavoratori di Trieste, il vostro dovere è accogliere le truppe di Tito come liberatrici e di collaborare con loro nel modo più assoluto”.

In questo modo si creavano le condizioni affinchè l'operato degli occupanti slavi diventasse totalmente insindacabile, data la facilità di far passare ogni azione difforme alla logica annessionistica slava come imperialista e nazionalista, ponendo così gli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia in completa balia degli slavi.

Finalmente gli Angloamericani bisognosi di dispone del porto di Trieste per le linee di comunicazione verso l'Europa centrale, constatato che Tito si rivelava ogni giorno di più inaffidabile e simile ad Hitler, intimano alle truppe slave di ritirarsi aldilà della "Linea Morgan" (dal nome del Capo di Stato Maggiore del Gen. Harold Alexander che per primo l'aveva indicata).

Fanno affluire due Divisioni, ed alcune unità navali da combattimento. Il 9 giugno a Belgrado, il Leader iugoslavo, verificato che Stalin non era disposto a sostenerlo, fa arretrare le sue truppe, sottoscrivendo, con il suo Capo di Stato Maggiore, Gen. Arso Jovanovich, l'accordo proposto dagli Angloamericani.

"Finalmente se ne vanno", è il gioioso commento urlato dalla cittadinanza! Ma quell'accordo costituirà anche lo sciagurato prodromo al bagno di sangue di Fiume,Istria e Dalmazia,massacri,infoibamenti,fucilazioni e deportazioni si susseguirono sino a che gli italiani superstiti non abbandonarono le loro case e i loro averi per trovare rifugio in Italia.

Il numero di vittime di questa feroce follia tra le foibe e i campi di concentramento viene stimato tra Quindicimila(15.000) e Ventimila(20.000).

Dopo sessanta anni di oblio nel 2004 il parlamento italiano ha istituito nel 10 febbraio il giorno del ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo degli istriani,fiumani e dalmati , fortemente voluto dal governo Berlusconi.

Mentre il parlamento approvava e istituiva il “giorno del ricordo” si manifestava l’esempio lampante di come e perché su questa tragedia ci sono stati silenzi e omissioni, in quegli stessi giorni infatti, Giorgio Napolitano futuro Presidente della Repubblica, in una lettera aperta ai quotidiani il Manifesto e Liberazione sulla questione parlò di “revisionismo fuori tempo massimo” e che i profughi italiani di Fiume,Istria e Dalmazia se ne andarono di “loro spontanea volontà”(Sic).

E come nella migliore tradizione comunista della menzogna e del ribaltamento della realtà,con una faccia di bronzo degna di miglior causa,oggi in occasione della ricorrenza del “giorno del ricordo” lo stesso Napolitano parla di :”opportunismo e cecità politica e ideologica,nell’ignorare il dramma delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati”.

Insomma il “giorno del ricordo” rischia di trasformarsi nel “giorno del ridicolo”,dire che Napolitano rappresenta l’Italia e l’unità del paese è un puro esercizio di fantasia.

E’ proprio vero, i lupi possono anche cambiare pelo,ma non diventeranno mai agnelli, d’altronde da un “pistolino di Stalin e Pol Pot” non ci si poteva aspettare di più.

"Ora non sarà più consentito alla Storia di smarrire l’altra metà della Memoria. I nostri deportati, infoibati, fucilati, annegati o lasciati morire di stenti e malattie nei campi di concentramento jugoslavi, non sono più morti di serie B." (Annamaria Muiesan)




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31 agosto 2006

ERA ORA.....

«La mia riflessione autocritica sulle posizioni prese dal Pci, e da me condivise, nel 1956 e il suo pubblico riconoscimento da parte mia ad Antonio Giolitti "di aver avuto ragione" valgono anche come pieno e doloroso riconoscimento della validità dei giudizi e delle scelte di Pietro Nenni e di gran parte del Psi in quel cruciale momento». Firmato: Giorgio Napolitano.
Cinque righe secche. Parole come pietre in un messaggio che il capo dello Stato ha inviato a Giuseppe Tamburrano, presidente della Fondazione Nenni. Verranno pubblicate, insieme al capitolo sul ‘56 del libro «Dal Pci al socialismo europeo. Un´autobiografia politica» di Napolitano (edito lo scorso anno da Laterza) in un libro riflessione che la Fondazione farà uscire a fine ottobre.

L’Unità 29 Agosto 2006

 
Su questo argomento ne avevo già scrittoqui,e ancora qui.

Bene,adesso si faccia in modo di farlo sapere ai superstiti dei martiri D'Ungheria,sappiano che il Presidente della Repubblica Italiana prova "RIMORSO E VERGOGNA" per aver avallato la repressione nel sangue della rivolta del 1956 e così potrà partecipare alla commemorazione dell'anniversario a testa alta,anche se c'è il concreto rischio che venga scambiato per un "revisionismo fuori tempo massimo".
E visto che sta "aggiornando" la sua biografia potrebbe approfittarne per fare "revisionismo e autocritica" anche sul suo incondizionato appoggio a Pol Pot e ai Khmer rossi poichè l'11 Aprile del 1975 , in un documento della direzione nazionale del PCI,controfirmato tra gli altri da D'Alema, Cossutta, Petruccioli,Nilde Iotti,Bassolino ecc., esortava i comunisti italiani e tutti i "sinceri democratici" ad sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti,"ogni democratico,ogni comunista,sia,come sempre e più di sempre al loro fianco(Sic),non si sa mai,in previsione di qualche visita ufficiale in Asia,zona Cambogia,Vietnam ecc.
Chissà poi se prova "RIMORSO E VERGOGNA" per aver detto a proposito delle Foibe,che 10.000 sterminati e 350.000 esuli se ne andarono dall'Istria di "loro spontanea volontà",questo in due lettere aperte inviate ai quotidiani il Manifesto e Liberazione nel 2004, quella povera gente non solo ha dovuto subire il comunismo e la pulizia etnica sulla propria pelle,ma per soprammercato ha dovuto subire anche l'odio e l'ostilità dei comunisti nostrani,poichè rei di aver abbandonato "il paradiso terreno" di Tito&C.
Infine proverà "RIMORSO E VERGOGNA" per aver insabbiato per giorni,da presidente della camera nel 1992,una lettera di un deputato,poi suicida,che chiedeva all'assemblea una discussione serena e giusta,da democrazia matura su tangentopoli?
Insomma dica che ha sbagliato tutto,dica che è stato sempre dalla parte sbagliata, e probabilmente conquisterà quel consenso e quella simpatia che non riscuote nel popolo italiano.
Del resto uno come Napolitano è stato sempre indietro di almeno vent’anni rispetto ai veri riformisti, e se hanno definito lui come “riformista” è perché i suoi compagni erano ancora più indietro!!!

Basta essere vecchi, non avere avuto nella propria biografia momenti significativi, di altezza, di rottura, aver seguito la corrente, non rappresentare, nel presente, né un pericolo né un’opportunità, che l’accademia degli inutili ti chiama alla presidenza.

                       


22 maggio 2006

IL PRESIDENTE NAPOLITANO A VENTOTENE.

Prima uscita pubblica del nuovo presidente della Repubblica. Da Ventotene, dove si rende omaggio alla memoria di uno dei padri dell'Europa, Altiero Spinelli, morto 20 anni fa dopo essere stato confinato in questa isola pontina per sei anni per attività antifascista, Giorgio Napolitano ha lanciato un appello a tutte le forze politiche a contribuire «all'identificazione dei molteplici nodi da sciogliere per fare uscire l'Unione Europea dalla crisi che l'ha colpita. All'Italia - ha sottolineato - tocca in questo senso una parte non secondaria. Il mio augurio è che ne siano egualmente consapevoli, le forze di governo e di maggioranza e le forze di opposizione».

Una lodevole iniziativa dunque.

Siamo sicuri che il neopresidente non ci deluderà e molto presto andrà a rendere omaggio alla memoria di Imre Nagy e di tutti i martiri della rivoluzione ungherese del 1956,la cui morte fu dallo stesso definita come "contributo necessario" per il mantenimento della pace nel mondo(Sic),così come non avrà difficoltà a rendere omaggio alle centinaia di migliaia di vittime di Pol Pot e dei Khmer rossi che Napolitano nel comitato centrale del PCI,insieme tra gli altri a D'Alema,Bassolino,Nilde Iotti,Cossutta,Petruccioli ecc., l' 11 aprile del 1975
approvò e controfirmò un documento ufficiale in cui si esprimeva solidarietà al popolo cambogiano e vietnamita,magnificava “l’eroica resistenza” di Pol Pot e dei khmer rossi e invitava a sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti, ogni democratico, ogni comunista,sia,come sempre e più di sempre al loro fianco.

Ci sarà molto da attendere?

         


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18 maggio 2006

UN GOVERNO "ETICO"

Italian justice minister linked to mafia inquiry
John Hooper in Rome
Thursday May 18, 2006
The Guardian
Italy's new leader, Romano Prodi, named as his justice minister yesterday a controversial politician linked to a confessed associate of the mafia. Clemente Mastella, a former Christian Democrat from near Naples, is also known for criticising judges.
The tiny party he leads holds the balance of power in the new parliament and if Mr Prodi had failed to give him a senior job in cabinet the future of his centre-left government would have been in danger. [...]

Il Governino  
El Pais
Italia tendrá finalmente un Gobierno de centro-izquierda; en realidad, un Governino, como se puede definir en la jerga política italiana a los Ejecutivos débiles y de incierta singladura que presagian no llegar hasta el final de la legislatura. Romano Prodi, que ganó por estrechísimo margen a Silvio Berlusconi en las elecciones de abril, entregó ayer su lista al recién elegido presidente de la República, Giorgio Napolitano: 25 ministros, de los cuales sólo seis son mujeres. [...]
Todo ha recordado tristemente a los tiempos del manual Cencelli, una minuciosa guía de equilibrios inventada por un funcionario de igual nombre, a la que la Democracia Cristiana siempre recurría cuando estaba en el poder y había crisis para el reparto de carteras ministeriales entre las corrientes internas de la DC y los partidos laicos.




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