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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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16 novembre 2007

RAI: ILLEGITTIMA LA REVOCA DI PETRONI.

È illegittima la revoca di Angelo Maria Petroni da componente del Consiglio di amministrazione della Rai. Lo ha deciso la III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presieduta da Italo Riggio. Accolte quindi le argomentazioni proposte da Petroni per contestare la sua revoca disposta dal ministero dell'Economia.
Il presidente della RAI Petruccioli, già sfiduciato anche lui dalla commissione parlamentare di vigilanza,parla di “fatto rilevante per la vita dell’azienda”.
Le motivazioni: "Lo stato di stallo in cui versava il Cda della Rai costituisce un pretesto addotto dal ministro per capovolgere l’attuale rapporto fra maggioranza e minoranza all’intero dell’organo collegiale": è uno dei passaggi della sentenza con la quale il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Angelo Maria Petroni contro la sua revoca dal Cda della Rai. Secondo i giudici amministrativi, la revoca è servita ad "assicurare - si legge nel provvedimento - la maggioranza alla componente che, pur essendo minoritaria, è rappresentativa delle forze politiche che sostengono l’attuale compagine governativa". Per tali motivi, il Tar ha ritenuto "fondata, perché adeguatamente documentata, la censura di carenza dei presupposti e di sviamento di potere" dedotta da Petroni sul presunto stallo dell’azienda di viale Mazzini.
In pratica è un “solenne ceffone” a Prodi e Padoa Schioppa, che avevano imposto la revoca di Petroni per sostituirlo con Fabiano Fabiani, che appartiene alla schiera dei “svenditori di statoex IRI che Prodi sta piazzando ovunque ci sia una poltrona disponibile.
Un fatto del genere richiederebbe le immediate dimissioni di Prodi e Padoa Schioppa, questo in un paese normale, ma non in Prodilandia, dove tutto si digerisce pur di mantenere le poltrone.

 


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permalink | inviato da Aurora86 il 16/11/2007 alle 15:59 | Versione per la stampa


20 luglio 2007

PENSIONI: UN PASTICCIO STUPIDO

 La montagna ha partorito il topolino, così si può sintetizzare l’accordo faticosamente raggiunto la notte scorsa dopo mesi di estenuanti e ridicole trattative tra il governo le varie anime del centrosinistra e i sindacati.
L’ammorbidimento dello scalone e non la sua “eliminazione” ,che prevede un sistema di “scalini” e quote ed un costo secondo il ministro del lavoro Cesare Damiano  pari a 10 miliardi di euro in dieci anni se va bene, non accontenta nessuno,e soprattutto produce iniquità nei confronti delle giovani generazioni che dovranno accollarsi questa nuova voragine del sistema previdenziale italiano.
Una concertazione “fittizia” fatta soltanto con la “trimurti sindacale” e nessun altra categoria sociale , a cui non è parso vero,poter ancora un volta , difendere rendite di posizione e diritti acquisiti,ignorando come sempre coloro che non hanno diritti e forse sarà assegnata loro una pensione quando saranno già al cimitero.
L’Unione Europea,OCSE,FMI e agenzie di rating sono già in allarme e chiedono chiarimenti esaustivi al governo sulle pensioni, i mercati probabilmente non premieranno certo questo pasticcio,siamo l’unico paese in Europa dove l’età pensionabile viene abbassata,anziché il contrario,tenendo conto dell’allungamento della vita media.
Intanto moderati e centristi della maggioranza esprimono “dubbi e riserve” sull’accordo, mentre dalla sinistra radicale rullano già i “tamburi di guerra” ,i comunisti italiani si dicono “profondamente delusi” ,Rifondazione Comunista attraverso il segretario Giordano parla di “giudizio negativo” e di voler lavorare in parlamento per il “superamento effettivo dello scalone”(Sic), e i rappresentanti dell’ala “dura e pura” del partito,i senatori Cannavò e Turigliatto dichiarano di voler contrastare in ogni modo questo accordo che sarà respinto anche se su di esso verrà posta la fiducia.
Semplicemente ridicoli Fassino e Padoa Schioppa,il primo che parla di “riforma equilibrata e moderna” , il secondo addirittura spiega che la “riforma è a costo zero” , soltanto perché le risorse saranno trovate all’interno del “sistema previdenziale”.
Io mi chiedo e vi chiedo, è giusto sperperare dieci miliardi e metterli sul groppone delle nuove generazioni  per permettere a circa 250.000 lavoratori dipendenti di lavorare un anno o due in meno perché di questo si tratta?
Non sarebbe stato molto più equo utilizzare una parte di queste risorse per il welfare  e per dare qualcosa di più che un “cappuccino al giorno  ai pensionati con bassi redditi?
Non sarebbe stato molto più equo far lavorare al massimo due anni in più i lavoratori dipendenti che maturano il diritto alla pensione a 58 anni e utilizzare queste risorse a “copertura” del sistema previdenziale per gli anni futuri?
Insomma si è perso completamente il senso del ridicolo,davvero un bel risultato.




19 luglio 2007

ALITALIA:MA NON ANDAVA TUTTO PER IL MEGLIO?

 Quanto sono diverse le note dolenti che oggi accompagnano la marcia funebre per Alitalia da quelle che, negli ultimi sei mesi, avevano gonfiato i polmoni dei “tromboni” del governo.
Chissà se Padoa Schioppa, quello che ha dichiarato di viaggiare con la compagnia EasyJet, ricorda di avere definito “perfetta” la gara per la vendita di Alitalia.
Chissà se il ministro Bianchi è ancora d’accordo con il suo sosia, che affermò di avere evitato la svendita a 500 milioni mentre “oggi chi vuole Alitalia dovrà sborsare almeno 1,5 milioni e metterne in conto altrettanti per farla marciare”.
Chissà, infine, se Prodi è lo stesso premier che si era impegnato a “mettere in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. Se lo ha fatto, non gli resta che prendere atto che i “rapporti internazionali” non ci sono e che la “credibilità del governo” è pari a zero. Ma non lo farà: per ora, da quel che sappiamo, sta “riflettendo”.
In questi sei mesi Alitalia ha bruciato oltre 300 milioni di euro e ogni giorno ne butta nella fornace un milione e mezzo. Nel 2006 le sue perdite sono state superiori a quelle complessive di tutte le compagnie aeree del mondo. In questi sei mesi sono tutte tornate all’attivo e solo le vele di Alitalia non sono state gonfiate dal vento della ripresa economica.
Prodi e Padoa Schioppa, per loro stessa ammissione, hanno impegnato in questa partita la loro “credibilità”. I casi sono due: o non c’era, oppure l’hanno definitivamente perduta.
La gara è fallita perché, in realtà, non c’è mai stata. La strombazzata “apertura al mercato” era contraddetta in termini dai vincoli antieconomici che accompagnavano il bando: garanzie occupazionali, contratti di lavoro e di fornitura intoccabili, nessuno scorporo di rami d’azienda, mantenimento di gran parte delle rotte e via dicendo.
E’ finita la gara-farsa”. Lo dicono i sindacati, gli stessi che paventano la perdita di 20mila posti di lavoro nello stesso giorno in cui lasciano a piedi decine di migliaia di passeggeri, regalandoli alle altre compagnie.
E’ finita la gara degli errori”. Lo leggiamo sull’Unità, fino a ieri cassa di risonanza delle avventurose dichiarazioni di Prodi, Padoa Schioppa, Bianchi e compagnia bella sui fulgidi destini della compagnia di bandiera e sullo straordinario successo delle “manifestazioni di interesse” di tanti acquirenti, che uno alla volta si sono dissolti come i “dieci piccoli indiani” di Agatha Christie.
E’ finita la gara che non c’è mai stata. Perché figlia, come tante promesse di questo governo che non c’è, delle contraddizioni politiche dell’Unione. E’ L’Unità a confermarlo: “Diciamo che il governo, per non aprire nuovi fronti di contestazione al suo interno e nella sua maggioranza, ha fatto in modo che il mercato, mandando deserta l’asta, dichiarasse insostenibili le condizioni che si erano volute inserire nel bando di gara”.
L’accusa non viene dal centrodestra, ma dal quotidiano “fondato da Antonio Gramsci”. Il quale ci dice, pari pari, non solo che la gara era finta, ma che il suo obiettivo era proprio il fallimento. Con il lodevole intento, sulla pelle della compagnia di bandiera e di 20mila lavoratori, di far guadagnare tempo al governo e di disinnescare una delle tante bombe che rischiavano di minarne la coesione (che non c’è). Se lo dice L’Unità, chi siamo noi per contraddirla?

Avevano detto: tutto va per il meglio

Prodi:
“L’alleanza di Alitalia” con un partner straniero “deve essere guidata politicamente. Metterò in gioco i rapporti internazionali e la credibilità che ha il governo”. (10/10/2006)
“Avevo promesso che avrei fatto presto. E oggi abbiamo adempiuto alle promesse”. “Io sono veloce”. (5/12/2006)
“Abbiamo fatto una proposta al mercato seria, come Dio comanda e accolta con serietà dagli operatori”. (8/12/2006)
“Sono soddisfatto delle domande presentate, era stato detto che il bando poneva troppe condizioni e che nessuno si sarebbe presentato. Io avevo ribadito che era un bando serio, in cui semplicemente chi si proponeva di acquistare Alitalia doveva avere risorse e programmi di alto livello”. “Il numero di coloro che si sono presentati è elevato. Mi auguro che ci siano anche programmi di alto livello. Intanto la prima fase è stata ben superata”. (30/01/2007)
“Un ottimo esempio di trasparenza e correttezza”. (8/05/2007)
Damiano:
“Prodi sta agendo, lasciamolo agire”. (18/10/2006)
Bianchi:
“Tutto sta andando per il meglio”. (14/02/2007)
“Se avessimo venduto Alitalia l’estate scorsa non avremmo incassato più di 5-600 milioni, oggi chi vuole fare quest’operazione deve sborsare almeno 1,5 miliardi per l’acquisizione e metterne in conto altrettanti per farla camminare per bene”. “Intanto perché siamo partiti da una condizione in cui nuvole di cornacchie dicevano che non si sarebbe presentato nessuno”. (12/04/2007)
“Sono dati incoraggianti per la fase conclusiva. Siamo ormai all’ultimo miglio”. (12/06/2007)
La gara per la privatizzazione di Alitalia, ha rassicurato Bianchi a margine dell’assemblea di Confitarma “sta andando avanti come previsto, abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. “E’ inutile fasciarsi la testa siamo sicuri di non rompercela”. (5/07/2007)
“Non c’è sentore” di un eventuale rischio di fallimento nella gara. “Si sta andando avanti come previsto, noi abbiamo tutte le migliori intenzioni di farla finire bene, quindi non vedo rischi”. (5/07/2007)
L’ipotesi di una liquidazione di Alitalia “penso che sia l’ultima tra le ipotesi sul tavolo”. (18/07/2007)
Padoa Schioppa:
“Volo Easyjet e mi trovo benissimo”. (4/07/2007)


Thanks a potere sinistro




21 giugno 2007

PEGGIORANO I CONTI PUBBLICI.

Intervenendo nella trattiva a Palazzo Chigi con le parti sociali Padoa Schioppa riferisce di un peggioramento dei conti pubblici a causa del rialzo dei tassi di interesse, contratto degli statali , spesa sanitaria ecc.ecc., e quindi non si potrà andare oltre i 2,5 miliardi già destinati a welfare e pensioni.
C'è da rimanere basiti, non ci avevano raccontato sino a qualche giorno fa del risanamento a tempo di record e altre amenità del genere?
Giusto a titolo di esempio si poteva tranquillamente fare a meno di "regalare" aumenti a pioggia agli statali,per ben 101 euro mensili, senza avere in cambio nulla riguardo a mobilità e produttività, la solita logica di voler dare tutto a tutti.
Anche i sindacati sono sconcertati e vogliono vederci chiaro,perchè non  esiste una posizione unitaria del governo, "chi la vuole cruda e chi cotta" ha detto Bonanni della CISL.
E per finire in bellezza, il ministro dell'economia racconta che l'evasione si può totalmente azzerare, e su questo non ci sono dubbi, basterà un'altro anno di questo governo e tutti i lavoratori autonomi saranno falliti.
Infine non poteva mancare la solita razione di fischi quotidiani per Prodi, questa volta all'assemblea della Confcommercio, in contumacia però, non ha avuto il coraggio di presenziare.


9 giugno 2007

ANCORA ANNUNCI .

Il ministro Padoa Schioppa si è accorto (quale sorpresa) , che la pressione fiscale in Italia è molto elevata e che quindi sarà necessario ridurre progressivamente le aliquote di prelievo.
Altro non è dato sapere,se non che,è necessario continuare con il consolidamento delle finanze pubbliche e nel contenimento della spesa,con il Dpef il Tesoro fornirà un «atto di indirizzo» che impegnerà le amministrazione a definire le priorità e gli obiettivi da conseguire.
Ormai siamo abituati,è il governo degli annunci, non passa giorno che qualche esponente dell'esecutivo dica la sua sulle priorità e su come si debbano spendere i soldi dell'extragettito.
Solo chiacchiere, divisi su tutto,ognuno tira l'acqua al proprio mulino, con il risultato che per cercare di accontentare tutti, i cittadini sarà un miracolo se vedranno qualche briciola.
Di certo se quei soldi rimanevano nelle tasche dei contribuenti,sapevano certo,meglio del governo, come utilmente impiegarli.

                


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permalink | inviato da Aurora86 il 9/6/2007 alle 2:29 | Versione per la stampa


4 giugno 2007

INTERVISTA AL GENERALE SPECIALE .

ROMA — «Voglio vederlo questo decreto. Poi deciderò». Il generale Roberto Speciale attende che gli venga comunicato ufficialmente il provvedimento del Consiglio dei ministri con cui viene estromesso dal comando della Guardia di finanza. In attesa, affila le armi. Deciso a reagire. A non farsi stritolare.
Deve lasciare l'incarico subito?
«Da quello che ho capito, mi cacciano con effetto immediato. Ma io ho chiesto di rimanere almeno fino al 21 giugno, giorno in cui si celebra la festa della Finanza».
E gliel'hanno concesso?
«Non ho idea. Aspetto di capire. Vedrò cosa dice esattamente il decreto. Se non me lo concedono, so io cosa fare».
Può spiegarsi meglio?
«Ho già parlato con insigni giuristi, i quali mi hanno detto che se faccio ricorso non c'è partita. Vinco alla grande. Qui siamo proprio fuori da ogni regola giuridica».
In altre parole, lei sta dicendo che il governo ha commesso un abuso?
«Io avrei una parola per definire quello che hanno fatto, ma non la posso dire. Allora mi limito a dire che il provvedimento è immotivato. Non c'è una ragione. È un atto irrazionale, forse preso sull'onda dell'emozione. Io ho fatto il mio dovere e mi sbattono fuori. Eh, no. Io mi devo tutelare. E lo farò».
Chi le ha comunicato che doveva andarsene?
«Mi ha chiamato il ministro Padoa- Schioppa. Mi ha detto: siamo arrivati a un punto in cui bisogna prendere una decisione, allora la cosa migliore sarebbe che lei presentasse una lettera di dimissioni e noi in cambio avremo un occhio di riguardo, le troveremo una buona sistemazione».
E lei cosa ha risposto?
«Ho detto: non se ne parla proprio. Lettera di dimissioni? E perché, che ho fatto, io ho la coscienza a posto e non me ne voglio andare. Allora lui mi fa: in questo caso dobbiamo procedere in altro modo. Benissimo, gli ho detto, procedete pure, io non ho problemi».
E così ci ha pensato il Consiglio dei ministri a toglierle l'incarico d'imperio.
«Sì. Che poi vorrei anche vedere se questo Consiglio dei ministri è regolare. Nel senso che non c'era quasi nessuno. Rutelli non c'era, Di Pietro mancava, Amato non c'era, D'Alema era a Valencia alle regate di Luna Rossa. È valido 'sto Consiglio dei ministri? Mah».
Le hanno comunque garantito un incarico alla Corte dei Conti.
«Un baratto. Di questo si tratta. E allora prima che io accetti un baratto ci penserò mille volte. Ripeto: valuterò le iniziative da prendere dopo aver letto il decreto. Ora posso solo dire che nulla è scontato».
Gira voce che la Guardia di finanza stava per mettere le mani su qualcosa di compromettente. Perciò avrebbero deciso di liberarsi di lei.
«Sono sciocchezze. Io ho sempre agito alla luce del sole. Non sono abituato a fare trabocchetti. No, la vicenda è molto semplice: per salvare un viceministro, devo pagarla io. Ma non è corretto».
Lei si è presentato ai Fori Imperiali alla parata del 2 giugno davanti a tutte le autorità di governo. Come l'hanno accolta?
«Prodi malissimo. Quando mi ha visto ha cambiato strada. Gli altri sono stati gentili. Ma soprattutto mi ha riempito di gioia la reazione della gente. Mi hanno fatto la ola quando passavo. Questo è un chiaro segno di simpatia verso una persona che ha subito un sopruso».
Casini, Cesa e Berlusconi sono venuti a salutarla. Chi altro l'ha accolta bene?
«Il presidente del Senato Marini mi ha commosso. È stato molto affettuoso. Gentilissimo anche il presidente della Camera Bertinotti».

Corriere della sera 03/06/2007

 

Non si preoccupi generale, la gente comune, oltre a manifestarle spontaneamente simpatia nelle pubbliche manifestazioni, schifata da questo “ennesimo verminaio” di un governo che tenta  di piegare anche le istituzioni militari per il  proprio tornaconto e  per la propria sopravvivenza ,non mancherà di far sentire la sua voce, ALTA E FORTE.

Intanto ufficialmente,con una lettera al ministro dell’economia, il gen. Speciale ha comunicato la rinuncia al posto offertogli presso la Corte dei Conti, certe schiene dritte ci vuol ben altro per piegarle.

Non finiscono invece mai di stupire, i “zucconi” di Repubblica,ieri  l’ex fascista Scalfari nel suo solito sermone domenicale, si è prodotto in un tentativo pietoso e goffo nel tentativo di difendere Visco e il governo, non mancando di etichettare l’attuale classe dirigente italiana come “veline e velini  disposti a tutto” (Sic) , lui si che di classi dirigenti se ne intende :” Ancora oggi è la stessa voce del Capo che ci guida e ci addita le mete da attingere. [...] Oggi mentre sembra che Sua Maestà la Massa (come la definì il Duce in un lontano giorno) mascherata da veli più o meno adeguati tenti di riprendere il suo trono, è necessario riporre l'accento sull'elemento disuguaglianza, che il Fascismo ha posto come cardine della sua dottrina”, cose che scriveva nel luglio 1942 sulla rivista Roma Fascista.

Siccome al peggio non c’è mai fine, ecco che oggi i “zucconi” hanno un’altra trovata geniale : “Visco e il governo sarebbero vittime di una nuova loggia P2 “ , si evocano fantasmi e mostri inesistenti, e ci si rifugia nella fantascienza al posto di chiedere conto a un ministro della Repubblica di come e perché si è intromesso nella catena di comando della GDF, e per quali non tanto “oscuri fini”, un ulteriore dimostrazione,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, di come la stampa libera??? è acquattata ai piedi del potente di turno,complimenti davvero.


2 giugno 2007

EMERGENZA DEMOCRATICA ?

"La destituzione del generale Speciale da parte del governo e’ una gravissima prevaricazione e rappresenta un’autentica emergenza democratica che vanifica anche l’appello al dialogo rivolto proprio oggi dal capo dello Stato. E questo alla vigilia della Festa della Repubblica, che e’ la Giornata delle Forze Armate. Di Fronte a questo fatto, che e’ di inaudita gravita’ e senza precedenti nella storia della Repubblica, tutta l’opposizione reagira’ con assoluta fermezza". Lo hanno dichiarato, in una nota congiunta, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Lorenzo Cesa, Umberto Bossi.

Peggio di così non si poteva fare, Visco ha dovuto rimettere le deleghe sulla GDF ma è rimasto al suo posto, questo il prezzo per non far saltare il governo, il Gen. Speciale invece,dopo un burrascoso colloquio con il Ministro Padoa Schioppa in cui gli ha chiesto le dimissioni sdegnosamente rifiutate, è stato trasferito alla Corte dei Conti,al suo posto al comando della GDF il generale Cosimo D’Arrigo.

Attestazioni di stima e di solidarietà nei confronti del gen. Speciale sono state espresse dal COBAR della GDF.

In pratica con il ritiro delle deleghe a Visco il governo ammette la responsabilità del ministro,ma contemporaneamente colpisce un servitore dello stato che non ha voluto piegarsi ai diktat della politica e ha difeso i suoi uomini .

Se fosse successo a noi, se uno del governo avesse sostituito quattro alti ufficiali che indagavano su Fininvest, ci avrebbero cacciato a furor di popolo ha chiosato Berlusconi.

L’odore della spazzatura nelle vie di Napoli e della Campania è un soave profumo, di fronte al tanfo di marcio che emana questo governo.

E poi ci si lamenta che la gente è “nauseata” dalla politica, in ogni caso sono sicura che, i cittadini elettori,tra una settimana,ancora una volta faranno sentire la loro voce,forte e chiara.


1 maggio 2007

LIBERO MERCATO: CHI LO HA VISTO?

L’accordo tra Mediobanca, Intesa, Generali, Benetton e la spagnola Telefonica per l’acquisizione di una quota di controllo di Telecom, sembra chiudere definitivamente la vicenda in atto ormai da diversi mesi.

Le Generali sono  intervenute nella vicenda Telecom a difesa dell’italianità del gruppo di tlc, augurandosi che se fosse necessario, in futuro, il governo intervenga a difesa dell’italianità della stessa Generali.
Lo ha affermato il presidente della compagnia triestina, Antoine Bernheim, durante l’assemblea, svelando di essere stato contattato dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.
“Quando mi ha contattato su Telecom – ha affermato - gli ho detto che non ci occupiamo di telefoni, ma di assicurazioni; però se ci fosse stata un’azione complessiva, di interesse generale, avremmo partecipato. Poi gli ho detto: ‘visto che siete pronto a difendere l’italianità di Telecom, spero che, se accadrà alle Generali, il governo sia pronto a difendere l’italianità di Generali e venga in nostro aiuto’.”

“Sulla cessione di Olimpia a Telefonica-Mediobanca-Generali-Intesa Sanpaolo, pesa l’ombra dell’interventismo di governo e maggioranza e l’esclusione dei piccoli azionisti”.
La pensa così Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia, “ penso che peggio di cosi’ difficilmente potesse andare, in termini di interventismo governativo tanto negato quanto praticato e in termini di immagine disastrosa dell’Italia come luogo in cui investire".

Della Vedova  ha  preannunciato un’ interrogazione parlamentare al ministro Padoa-Schioppa sulla telefonata al presidente di Generali Bernheim".

Durissimo nella maggioranza anche Capezzone che parla di “gravissime interferenze politiche”.

Tronchetti-Provera infine si è tolto diversi sassolini dalle scarpe,ha attaccato il governo e i media compiacenti, e ha affermato  che : “in Italia non c’è spazio per imprenditori autonomi ,questo è un Paese che vede in modo anomalo l'imprenditore. O ne mette in discussione il ruolo. Oppure lo concepisce come valido solo se subalterno”.

Tutto nella normalità dunque, il libero mercato in Italia allo stato attuale è un’utopia, ma la Merchant Bank di Palazzo Chigi funziona alla perfezione, una tribù governativa di banche amiche ha preso il controllo di Telecom.


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