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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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25 giugno 2009

PERDENTI & CONTENTI/2

Dopo che l’astensionismo ha fatto fallire l’ennesimo referendum, quello sulle modifiche alla legge elettorale, a conferma dell’abuso che si è fatto di questo strumento, i ballottaggi delle amministrative confermano la clamorosa vittoria del PDL e del centrodestra, altre 8 province si aggiungono alle 26 conquistate al primo turno,Milano, Savona ,Venezia, Belluno, Lecce, Crotone, Frosinone, Ascoli Piceno, ai 9 comuni capoluogo conquistati se ne aggiungono altri 6 tra i quali due storiche roccaforti rosse come Prato e Cremona dove la sinistra governava ininterrottamente da oltre 60 anni.
Dunque anche in presenza di un astensionismo che storicamente penalizza il centrodestra nei ballottaggi è evidente a tutti che si tratta di “ UNA CLAMOROSA VITTORIA” per il Popolo della Libertà e del centrodestra, del resto i numeri parlano chiaro , prima delle elezioni il PD e il centrosinistra governavano 50 province, 9 il centrodestra, adesso nelle 62 province in cui si è votato (3 di nuova istituzione), 34 saranno governate dal centrodestra e 28 dal PD e dal centrosinistra, in particolare sono state strappate alla sinistra ben 23 province, stesso andazzo anche nei comuni capoluogo, si partiva con in centrosinistra che ne governava 25, 5 il centrodestra, alla fine 16 saranno amministrati dal centrosinistra e 14 dal centrodestra, in particolare oltre alla conferma dei comuni precedenti altri 9 vengono strappati alla sinistra.
C’è seriamente da essere preoccupati per il vice perdente di successo Franceschini che parla di “inizio di declino per la destra” e sostanziale ripresa per il PD, cercando di minimizzare la sonora sconfitta, delle due l’una : o non sanno nemmeno contare oppure continua l’uso spregiudicato delle tecniche comuniste della scuole delle Frattocchie, dove appunto si insegnava la doppia verità a convenienza , la menzogna e il ribaltamento della realtà contro tutte le evidenze, bene così, come al solito “perdenti & contenti”, tanto contenti che proprio oggi Franceschini ha ufficializzato la sua candidatura a segretario del partito democratico nel prossimo congresso di ottobre, una garanzia di vittorie,appunto.
Lo stesso Berlusconi commentando i risultati elettorali ha detto “ se questa per noi è una sconfitta, vogliamo perdere sempre così” , e ci credo, tra province e comuni capoluogo ben 32 amministrazioni hanno cambiato colore politico, sono passati tutti dalla sinistra al centrodestra, nessuna dal centrodestra a sinistra,la sinistra è stata costretta a spacciare per grandi vittorie quelle di Bologna e Firenze, comuni dove governa da oltre mezzo secolo, dopo essere stati costretta al ballottaggio, il che è tutto dire.
Berlusconi se non esistesse bisognerebbe inventarlo, altrimenti non ci si potrebbe scompisciare dalle risate a leggere la stampa nostrana di questi ultimi tempi, solo lui può provocare travasi di bile come quelli dei “zucconi” di Repubblica, i quali dopo la fatica di una campagna di stampa tesa a delegittimare il premier, che continua e continuerà, sono costretti ad ammettere con la bava alla bocca che c’è, visti i risultati elettorali, “ un amnesia della morale” , la loro morale però, oppure con una fantasia degna delle migliori cause, l’ex fascista e comunista Scalfari, immagina scene da “fine regime” , una società deturpata dalla corruzione (Sic), analogie con il 25 luglio del 1943 , uno scenario da Armaghedon insomma, tutto da ridere appunto, i desideri scambiati e raccontati come realtà, come succede da oltre 30 anni, ci avessero mai azzeccato una volta.
Possibile che questi non abbiano ancora capito che, chi vota PDL e Berlusconi, giornali come Repubblica se li legge, è soltanto per farsi quattro risate?
Ma Repubblica non è la sola a provocare ilarità, è bastato leggere i titoli di alcuni giornali dopo i ballottaggi per avere un ottima cura contro la depressione, L’Unità : “ PD in rimonta dalle urne esce un quasi pareggio”, Il Secolo XIX: “ Tiene il PD”, Il Messaggero : “ Il PD rimonta” , Europa: “Si riparte da qui: Penati combatte, gli altri stravincono, l’onda di destra rifluisce”, La Stampa : “ Il PDL avanza ma il PD resiste”, L’Altro : “ Berlusconi perde provinciali e comunali” e mi fermo qui per carità di patria.
Io mi domando e vi domando: “sono più coglioni questi giornalisti che sparano minchiate a raffica o i loro lettori che continuano a leggerli”?
E questi ultimi di fronte alla cruda evidenza della realtà dei fatti non si sentono come minimo frustrati e presi in giro ?
Cinque anni fa Penati vinceva alla provincia di Milano e Bersani disse : “ E’ la fine del berlusconismo” , oggi lo stesso Penati perde a Milano e Franceschini dice :“ E’ cominciato il declino della destra”, certo perdere oltre il 50% delle province e dei comuni capoluogo deve essere stato un magnifico viatico, una bella consolazione per essere così “perdenti & contenti” , o no?

 

COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI DIRIGENTI E QUESTI GIORNALISTI ZUCCONI NON VINCERETE MAI !!!

 

SOLO CON PAPI SI VINCE !!!

 

I CARE, WE CAN, THEY WIN !!!

PRESIDENTE SIAMO CON TE

MENO MALE CHE SILVIO C’E’.












16 giugno 2009

PERDENTI & CONTENTI

E’ stato utile aspettare il responso definitivo delle urne dopo il voto amministrativo per avere le idee chiare sulla tornata elettorale appena conclusa.
Per una mezza giornata infatti lunedì dopo il voto europeo, per i media italiani sembrava che il PDL e Berlusconi avessero perso le elezioni e ho fatto fatica a credere ai miei occhi, e credo come me tanti, vedendo i dirigenti del partito democratico,Franceschini, in testa, esultare dopo aver perso 7 punti rispetto alle politiche dello scorso anno, magari potevano impegnarsi a perderne qualcuno in più e li avremmo visti sfilare per le strade al suono di trombe e clacson.
Tanto che, per avere le idee più chiare, è bastato dare un occhiata alla stampa estera, pare che in questa occasione non abbiano utilizzato le veline e il sito web di Repubblica e hanno raccontato la pura e semplice realtà.
Il Financial Times dopo le critiche feroci a Berlusconi , ha commentato che l'elettorato italiano ha confermato la preferenza per il centro-destra e Berlusconi "nonostante le recenti polemiche sullo stile di vita del Presidente del Consiglio'' e il caso Mills, e l’editorialista Munchau cita il cavaliere come il leader di maggior successo in Europa che "è riuscito a scrollarsi di dosso o persino forse a trarre beneficio da un susseguirsi di scandali". Un "risultato spettacolare".
Persino El Pais, dopo la pubblicazione delle foto di villa Certosa e nonostante il pregiudizio ideologico è stato costretto ad ammettere che di fronte ad un opposizione frantumata “ Berlusconi ha incassato una sonora vittoria”, vi risparmio tutti gli altri commenti positivi dalla CNN a Liberation , dal Daily Telegraph a The Indipendent, ecc.ecc.
Eppure il risultato delle elezioni europee non si presta a dubbi, il PD, principale partito di opposizione ha raccolto il 26,1% dei voti, 7 in meno rispetto alle politiche dello scorso anno, l’IDV di Di Pietro ha praticamente raddoppiato i voti arrivando all’8% , segno che frustrati,sfigati, forcaioli , giacobini e delusi sono in aumento, la sinistra radicale divisa, ancora una volta non supera lo sbarramento, così come la Destra di Storace e il Movimento per l’Autonomia di Lombardo.
Guadagna qualcosa in termini percentuali l’UDC di Casini, ma facendo bene i conti ha ottenuto 50.000 voti in meno rispetto alle politiche del 2008.
Anche il PDL ha perso 2 punti rispetto alle politiche dello scorso anno, penalizzato dalla bassa affluenza al voto, circa il 66% con punte di astensionismo intorno al 50% al sud e nelle isole, in ogni caso tutto ciò non ha impedito al Popolo della Libertà di confermarsi primo partito e diventarlo anche in regioni come Marche e Umbria dove da sempre la sinistra fa il pieno di consensi, Berlusconi candidato in tutte e cinque le circoscrizioni è risultato largamente il più votato raccogliendo oltre duemilioni e settecentomila preferenze personali, che non è il record, ma con un 6 / 7% di votanti in meno rispetto alla media delle precedenti elezioni è tutto sommato un ottimo risultato, questo nonostante una campagna elettorale fatta solo di gossip e calunnie.
Certo le aspettative sul risultato del PDL erano più rosee, ma considerata la disaffezione e l’astensionismo record per l’Italia sul voto europeo, con una crisi economica globale in atto e dopo un disastroso terremoto, non ci si può davvero lamentare, sbaglia di grosso chi vede “crepe” nella popolarità di Berlusconi, il risultato al di sotto delle aspettative è solo causa dell’astensionismo.
E’ bastato infatti aspettare i risultati delle amministrative dove la media dei votanti è stata superiore di 6-7 punti per capire la proporzione storica della vittoria del PDL, la sinistra e il PD sono stati letteralmente “sfrattati” al primo turno da 17 province che governavano, da Napoli a Bari a Monza, tanto per citarne qualcuna, delle 62 province in cui si è votato, di cui 3 di nuova istituzione si partiva da 50 amministrate dal csx contro 9 del cdx, dopo il primo turno 26 sono andate al PDL e centrodestra,in 22 si andrà ai ballottaggi domenica 21, soltanto 14 sono state confermate dal centrosinistra , anche nel voto nei comuni ci sono stati risultati eclatanti e lusinghieri per il PDL, storiche roccaforti come Firenze e Bologna la sinistra è stata costretta al ballottaggio con esiti che potrebbero essere imprevedibili.
Il gap tra il PDL e il PD è quindi notevolmente aumentato, passando dai 4,2 punti delle politiche dello scorso anno agli oltre 9 punti attuali, così come il distacco tra coalizioni, grazie anche all’ottimo risultato della Lega Nord che arriva al record del 10,4% anche se in termini di voti si tratta di 100.000 voti in più rispetto allo scorso anno, arriva a 10 punti.
In pratica gli italiani non solo non affiderebbero i loro figli a Franceschini per educarli, ma nemmeno per sogno gli affideranno mai il governo del paese.
Nonostante questa tremenda disfatta Franceschini e il PD hanno esultato poiché a loro dire hanno perso meno delle aspettative (Sic) e perché il PDL e Berlusconi non hanno superato la quota del 40%, insomma proprio quello che è tipico della sinistra italiana “PERDENTI & CONTENTI”, ma questo stato di calma apparente durerà poco, già i vari capi e capetti stanno affilando le armi in vista del prossimo congresso di ottobre,dopo i ballottaggi di domenica prossima ci sarà di nuovo il tutti contro tutti,si preannuncia un estate bollente per il PD.
I numeri sono quindi impietosi, in presenza di una sinistra inconsistente, gruppi finanziari editoriali si sono assunti l’onere (Sic) di una campagna di delegittimazione del governo e del Presidente del Consiglio, è un film già visto e rivisto in questi ultimi 15 anni, a cominciare dalla stagione di mani pulite del 92-93 , dove una campagna politica , mediatica e giudiziaria fece fuori i principali partiti della prima repubblica , tranne il PCI , non potendo riuscirci per via democratica, è storia ormai risaputa di quali giornalisti e di quali testate avessero accesso alle informazioni riservate sulle indagini dei PM, delle riunioni telefoniche (Sic) a fine giornata tra i direttori dei quotidiani Repubblica , La Stampa , Corriere della Sera e L’Unità, ovvero Scalfari, Mauro, Mieli e Veltroni, al fine di concordare titoli e articoli del giorno dopo, in quali partiti e in quali schieramenti sono stati candidati alcuni PM , basti pensare a D’Ambrosio o alle telefonate di Di Pietro con l’editore del gruppo Espresso – Repubblica , De Benedetti, agli atti del tribunale di Brescia, il tutto mentre qualche bastardo procuratore capo 3 volte resistente chiedeva in interviste alla stampa “ governi condivisi” (Sic).
Fortunatamente c’è stato chi non si è mai arreso al “golpe”, così mentre gli ex comunisti mandavano Occhetto a legittimarsi alla City di Londra , scendeva in campo colui che ha rappresentato e rappresenta il granello di sabbia,anzi no, il macigno che ha inceppato questa macchina perfettamente lubrificata, Silvio Berlusconi, e da 15 anni puntualmente si tenta con gli stessi sistemi mediatici – giudiziari di eliminarlo dalla scena politica, sono appunto questi i grumi eversivi a cui si riferisce Berlusconi, ma i zucconi del gruppo Espresso – Repubblica, oltre a non aver mai capito nulla dell’evolversi della società italiana, con le loro analisi puntualmente sbagliate e la descrizione della realtà non com’è , ma come la vorrebbero, non hanno capito che questa sinistra non è mai stata maggioranza nel paese , ne mai lo sarà , se prima non passerà almeno un'altra generazione che non sia figlia della scuola delle Frattocchie dove insegnavano la verità a convenienza , la menzogna e il ribaltamento della realtà, e soprattutto non hanno capito che Berlusconi è più forte di tutto e di tutti perché ha un popolo dietro di se, mentre gli altri al massimo hanno solo chiacchiere, avranno tutto il tempo per mangiarsi il fegato e buttare bile.
Infine per chiudere, è stato bellissimo vedere come il glorioso quotidiano comunista L’Unità , che un tempo raccontava della “gioiosa vitanelle zone liberate da Pol Pot e dai khemer rossi (Sic) , abbia dedicato in un solo numero ben otto pagine (dico otto) alla storia di Noemi Letizia e Berlusconi, d’ora in poi lo potranno ribattezzare “Concita 2000” , roba da scompisciarsi dalle risate.






11 giugno 2009

QUELLI CHE HANNO BATTUTO BERLUSCONI

Mentre sto approntando una riflessione sul voto europeo e amministrativo, ho scoperto che in Italia c’è un nuovo leader nel partito democratico, tale Debora Serracchiani , che dopo un intervento alla direzione nazionale del PD è stata candidata alle europee nel collegio Nord – Est , il PD e la stessa Serracchiani esultano poiché in un sottocollegio creato apposta per l’occasione, il Friuli Venezia Giulia , ha battuto Berlusconi nelle preferenze personali, esattamente 73.910 contro 64.286 del Cavaliere , naturalmente poco conta che in tutta la circoscrizione nel suo insieme Berlusconi ha largamente surclassato tutti.
Con questo sistema dei sottocollegi creati per l’occasione , la Serracchiani non è l’unica a potersi vantare di aver battuto Berlusconi, lo può fare di più e meglio l’assessore calabrese Pirillo che nella sua regione ha preso più preferenze di Berlusconi, idem come sopra nell’insieme della circoscrizione, così come nel sottocollegio di Avellino - Nusco De Mita ha avuto più preferenze del Cavaliere e come tacere del sottocollegio di Benevento – Ceppaloni dove persino Mastella può vantarsi di aver surclassato Berlusconi, 5680 contro 5.175 ?  e potrei continuare fino a domani mattina.
Io mi domando e vi domando “ma questi ci sono o ci fanno”?


                  


4 maggio 2009

UNICA OPPOSIZIONE

Veronica Lario annuncia il divorzio da Silvio Berlusconi nel giorno in cui un sondaggio IPSOS pubblicato dal Sole24Ore annuncia che PDL e alleati scoppiano di salute e che la classe operaia ha divorziato dal partito democratico, sarà solo una semplice coincidenza?
A questo punto Franceschini e tutti i notabili del PD dovrebbero andare in processione dalla signora Lario ad offrirle la leadership del partito democratico,considerato che è l’unica opposizione che ha saputo tener testa a cotanto marito, tanto che Veltroni la voleva nel suo staff.
La saggezza popolare suggerisce che “tra moglie e marito non mettere il dito”, ma tuttavia mi consentirò una brevissima considerazione: non credo affatto che la decisione della signora Lario sia maturata nei scorsi a seguito della sua presa di posizione contro la candidatura delle cosiddette “veline” nelle liste del PDL , oppure al fatto che il Premier sia andato a una festa di compleanno a Napoli, se davvero era qualcosa di piccante non sarebbe certo andato li con seguito e a farsi fotografare in mezzo agli invitati, no, secondo me il vero motivo della rottura consiste nel fatto che la signora Lario probabilmente è contraria a che suo marito faccia politica e che addirittura sia capo di partito e di governo, sono rarissime infatti le volte che la signora è comparsa al fianco del Premier in occasioni ufficiali a differenza delle altre consorti dei capi di governo che sono costantemente al fianco dei mariti, non si spiega quindi questa lontananza e riservatezza, se non con il fatto che appunto sia contraria a che il marito faccia politica e che magari ha idee completamente diverse.
Detto questo non rimane che sperare che la vicenda si consumi nel modo meno doloroso possibile per entrambi e per la famiglia,comunque la si pensi una separazione è sempre un trauma per tutti coloro che la subiscono.
Si predica sempre in questo paese un giorno si e l’altro pure il rinnovamento della classe politica, poi quando qualcuno come Berlusconi la fa sul serio apriti cielo, tutto, ma attrici e veline no, eppure basterebbe fare un confronto tra la dirigenza di Forza Italia del 1994 e oggi per vedere che i dirigenti della prima ora sono rimasti in pochissimi, al contrario di quanto è avvenuto a sinistra nello stesso lasso di tempo,sono ancora tutti insieme appassionatamente.
Attrici e veline sono ormai parte della società civile, se qualcuna unisce alla grazia e alla bellezza anche gli studi e l’intelligenza perché non candidarle? Oggi fare politica è soprattutto freschezza preparazione ed immagine, basta citare per tutti l’esempio della Carfagna, anche Franceschini è stato costretto ad ammettere che la neo ministra è competente e preparata.
Definire tutto questo “ciarpame” come invece ha fatto la signora Lario a cui hanno tenuto il bordone i soliti giornalai “zucconi” di sinistra, significa non aver capito nulla ancora una volta della società italiana, e ha fatto bene il quotidiano Libero a pubblicare le foto a seno nudo della consorte del Premier tanti anni fa, ma forse lei essendo attrice di teatro si considera un filino più nobile e con più ritegno di tutte costoro, o no?
Ben vengano dunque le donne in politica,soprattutto se sono belle, intelligenti e laureate, questi soloni che gridano allo scandalo ci vorrebbero vedere ancora a votare per vecchi arnesi come De Mita, Berlinguer, Cirino Pomicino , Cofferati e chi più ne ha più ne metta.
Spero che nessuno a sinistra, soprattutto giornali e giornalisti militanti, vogliano usare questa vicenda a fini politici, sarebbe ancora una volta un boomerang terribile, lo dico per loro, non si sposterà nemmeno un voto, l’italiano medio si identifica con i pregi e i difetti di Berlusconi, quanto all’universo femminile il pensiero dominante è che la signora Lario è una rompiscatole che oltre a non stare vicino al marito per “prevenire” qualsiasi tentazione,non sa stare nemmeno dignitosamente al suo posto, eppure già leggo di alcuni zucconi che come al solito si propongono in improbabili analisi della vicenda, non vedono la realtà per quella che è effettivamente, e raccontano come vorrebbero che fosse, è inutile non imparano mai nemmeno dai propri errori,il masochismo e il tafazzismo della sinistra italiana non conosce limiti, quando pensi che hanno toccato il fondo ecco che incominciano a scavare.










26 febbraio 2009

UN TE’ DAVVERO DEMOCRATICO

Se il partito democratico e Franceschini organizzano un Democratic Tea Party non mancate , utilizzano un tè davvero democratico, PG TIPS, e ne sono così entusiasti che addirittura ne hanno copiato il logo.







23 febbraio 2009

DECRETO ANTISTUPRI: SI AI VOLONTARI

Il decreto antistupri approvato venerdì dal consiglio dei ministri, risponde concretamente e con provvedimenti adeguati alle esigenze, anche legislative, determinate dai casi di cronaca degli ultimi giorni, in particolare sugli arresti domiciliari concessi a stupratori, che hanno sollevato stupore e indignazione nell’opinione pubblica.
Nel 2008 i casi di violenza sessuale sono diminuiti del 10% rispetto agli anni precedenti, ma questo non deve far abbassare la guardia, e le risposte del governo mi sembrano assolutamente condivisibili e condivise dalla maggioranza dell’opinione pubblica.
Queste le principali norme contenute nel decreto :
-Associazioni di cittadini volontari e non armati, coordinati da sindaci e prefetti, potranno collaborare con le forze dell’ordine al controllo del territorio;
-Divieto degli arresti domiciliari per chi è accusato di violenza sessuale;
-Ergastolo per gli stupratori omicidi;
-Pene dai sei mesi ai quattro anni per lo stalking;
-Estensione dai 2 ai 6 mesi della permanenza degli immigrati nei centri di identificazione e di espulsione;
Il decreto anticipa in parte norme già approvate da uno dei rami del parlamento, nel decreto anti-stupri, ha spiegato il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, sono «previste, circa lo stalking, sanzioni per gli episodi di molestie e minacce reiterate prima che possano degenerare in condotte più gravi: le pene vanno da sei mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o marito o ai danni di soggetti particolarmente deboli». Previsto, ha aggiunto, «che la vittima si possa rivolgere al questore che può "ammonire" il colpevole, nonchè il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa».
Lo strumento del decreto è essenziale per governare ha detto in conferenza stampa il Premier Berlusconi, altrimenti le norme giuridiche predisposte per rispondere alle esigenze della collettività si impantano nei tempi biblici del parlamento, ribadendo quindi un concetto già espresso qualche settimana fa sul caso Englaro.
La norma che ha sollevato più discussioni è senz’altro quella dell’ istituzione delle associazioni di cittadini per il controllo del territorio in collaborazione con le forze dell’ordine, volgarmente definite “ronde”, il Quirinale ha fatto sapere che i contenuti del decreto sono di esclusiva competenza e responsabilità del governo, una precisazione inutile, visto che è appunto quanto prevede l’art.77 della costituzione.
Una presa di distanza era venuta da Monsignor Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti, che aveva parlato di “abdicazione dello stato di diritto e clima di criminalizzazione dei migranti”, successivamente l’intervento del portavoce della S.Sede ,padre Federico Lombardi ha precisato che Monsignor Marchetto parla a titolo personale non a nome del Vaticano, un “cane sciolto” dunque, come Famiglia Cristiana.
Intanto mentre la dirigenza romana del partito democratico orfana di Veltroni, parla di imbarbarimento del paese, sindaci e amministratori locali dello stesso partito salutano con favore il provvedimento, tanto che il presidente della provincia di Milano Penati, stanzia immediatamente 250.000 euro per l’anno in corso, a copertura delle spese di organizzazione, è l’ulteriore dimostrazione di come la sinistra salottiera e radical chic ha perso del tutto il contatto con il paese reale, poi non capiscono perché dal Friuli alla Sardegna gli elettori li prendono a ceffoni
.




18 febbraio 2009

GRAZIE DI TUTTO WALTER

Si lo ammetto, un po’ mi dispiace, ormai mi ero abituata ai pacatamente & serenamente, al Yes We Can, alla nuova stagione ecc. ecc. , le dimissioni di Veltroni non mi hanno sorpresa più di tanto, solo un autentico masochista poteva ancora resistere nelle sue condizioni a farsi cuocere a fuoco lento dai tanti capi e capetti e dallo spiffero delle correnti e delle associazioni culturali che tramavano contro di lui.
Dopo la tremenda disfatta in Sardegna, dove è vero che Berlusconi ci ha messo la faccia, ma non era affatto detto che Veltroni doveva rimetterci il sedere, è innanzi tutto il partito democratico che ha perso, non ho mai capito infatti perché ricandidare uno come Soru, che era stato già sfiduciato da un pezzo del partito, ma tant’è è andata così.
Come tanti anche io mi ero illusa che finalmente fosse nata in Italia una nuova sinistra di stampo europeo e socialdemocratica, purtroppo i vecchi uomini e apparati sono rimasti dietro le quinte a tramare, forse ha ragione Berlusconi quando dice che per vedere una sinistra di stampo europeo bisognerà aspettare la prossima generazione, quando scomparirà tutta le vecchia nomenclatura ex PCI.
Veltroni come immagine e rappresentanza è perfetto, essere leader però è altra cosa, per tenere a bada tutti i capi corrente e i capi bastone del PD serve un caimano, e poi la linea ondivaga tenuta con il governo e la maggioranza, passando dalle proposte di collaborazione agli insulti, rimangiandosi tutto,ma proprio tutto di ciò che aveva detto nel discorso di investitura al lingotto e in campagna elettorale ha fatto si che nemmeno i militanti capissero dove si stava andando, infine l’errore più grande è stato l’alleanza con Di Pietro, costretto a inseguirlo sul terreno del populismo giustizialista si è fatto erodere voti e consensi.
Comunque grazie di tutto Walter , vincere non è mai facile e scontato per nessuno, ma con te è stato un piacere.







18 dicembre 2008

E NON SE NE VOGLIONO ANDARE

Lo Tsunami giudiziario che si sta abbattendo sul partito democratico ha conosciuto una nuova puntata,quella della giunta comunale di Napoli dove 4 componenti sono finiti agli arresti domiciliari, e cioè gli ex assessori Enrico Cardillo e Giuseppe Gambale, e gli assessori Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza, il provveditore Mautone e il colonnello della GdF Mazzucco, accusato di essere la talpa che rivelava agli indagati lo stato dell'inchiesta.
Le accuse vanno dall'associazione a delinquere alla turbativa d'asta alla corruzione. Indagati a piede libero anche i parlamentari Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (Pdl), ma per questi ultimi l’implicazione nelle vicende oggetto dell’inchiesta appare del tutto nulla o marginale.
Oggetto dell'inchiesta è l'appalto per la manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico e per la gestione di mense scolastiche, il cosiddetto «Global service», oggetto di una delibera per 400 milioni, a favore del’imprenditore Alfredo Romeo, ufficialmente mai appaltata per mancanza di fondi, ufficiosamente perché si temeva e a ragione, un inchiesta della procura partenopea.
Il sindaco Rosa Russo Iervolino,che per la verità non è coinvolta nell’inchiesta , ma questo non significa che è immune da colpe visto che non sapeva cosa facevano i suoi assessori, ha candidamente dichiarato che non intende farsi da parte come pure gli ha chiesto Veltroni, ma anzi azzererà la giunta e porterà a termine il suo mandato.
Insomma sia lei che Bassolino, governatore della regione Campania, non se ne vogliono andare , e questo dimostra,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, tutta la pochezza e l’incapacità della leadership di Veltroni, e viene spontaneo chiedersi: “ma perché allora non vengono direttamente espulsi dal partito” ?
Quella napoletana è soltanto l’ultima di una serie di inchieste che sta colpendo le amministrazioni locali guidate dalla sinistra dappertutto in Italia, dalla Liguria all’Abruzzo,dalla Toscana alla Calabria, è semplicemente ridicolo scoprire ora la cosiddetta “questione morale” , per il semplice fatto che per la sinistra la questione morale è sempre esistita,basti pensare che leader attuali come Veltroni e D’Alema tanto per citare i primi che mi vengono in mente, ricevevano il loro stipendio da funzionari del PCI con i soldi del KGB, soldi che l'Unione Sovietica destinava, di tutti gli aiuti ai partiti comunisti d'occidente, il 45% al Pci, il tutto mentre Berlinguer faceva sermoni sulla diversità morale dei compagni.
Oppure cosa pensare dei miliardi di Gardini e Panzavolta che, per dirla con Di Pietro, entrarono a Botteghe Oscure, ma non si è mai saputo a quale piano e quale porta hanno bussato?
Del resto il sistema lo ha illustrato non molto tempo fa Giovanni Donigaglia , già leader della Coopcostruttori, in un intervista al Corriere della Sera : “C'era un accordo con le grandi società legate all'Iri per la spartizione delle opere pubbliche del Paese, alle cooperative veniva garantita una quota diversa da zona a zona. Ognuno secondo le proprie amicizie politiche... e io avevo le mie”.
Garantivo il sostegno elettorale con i miei 3000 soci... e poi pagavo la pubblicità, le inserzioni, finanziavo interventi nei modi più diversi.
Guardi, per 43 anni, quando il Partito chiedeva, io eseguivo, perché pensavo avesse degli interessi superiori. E poi c'era il fatto che lavoravo solo per l'ente pubblico, e gli enti pubblici sono amministrati da politici; se andavo in contrasto con la politica, come facevo ad avere lavori per i soci e i miei lavoratori?
Intanto Di Pietro ha annunciato che l’IDV uscirà da tutte le giunte della regione Campania, e se continua così il PDL e Berlusconi presto gli dovranno fare un monumento, sta lavorando davvero bene, sottrae voti e consensi al PD e alla sinistra radicale, in più divide e destruttura l’opposizione, meglio di così non gli si può chiedere.
Si rivelò fatale per la gauche al caviale la questione morale…








16 dicembre 2008

ANCHE L'ABRUZZO VOLTA PAGINA

E’ Gianni Chiodi il nuovo governatore dell’Abruzzo, il candidato del PDL quando ormai sono state scrutinate l’80% delle sezioni, ha un vantaggio incolmabile sull’avversario Carlo Costantini del centrosinistra, 49% a 42,50% .
Il neo governatore Chiodi, Berlusconi che lo ha scelto e appoggiato e il centrodestra non solo i soli vincitori di queste elezioni anticipate,rese necessarie dalle dimissioni della giunta abruzzese dopo l’arresto del presidente Del Turco la scorsa estate, vince infatti alla grande anche Di Pietro,che dopo aver imposto il suo candidato governatore al partito democratico, ha raddoppiato i consensi ottenuti in Abruzzo alle elezioni politiche della primavera scorsa dal 7% al 15% , cannibalizzando di fatto il PD ridotto a meno del 20%, e già parla come nuovo leader di una futura coalizione che si proponga come alternativa al governo(Sic).
Il voto abruzzese è stato caratterizzato innanzi tutto da una massiccia astensione, hanno votato infatti solo il 53% degli aventi diritto, bene il PDL e i partiti del centrodestra,benissimo Di Pietro, perdono posizioni l’UDC e la Destra, crolla ai minimi termini il PD dal 33,5% ottenuto in Abruzzo qualche mese fa, a meno del 20%, un colpo durissimo che non mancherà di avere ripercussioni sulla già traballante leadership del “perdente di successo” Veltroni.
Soddisfatto il premier Silvio Berlusconi : “il risultato è la conseguenza di chi ha regalato le chiavi del partito nelle mani di Di Pietro. Le urne hanno dimostrato che il Partito democratico è ridotto ai minimi termini, guidato ormai dall'Italia dei Valori, mentre la vittoria che si sta prefigurando rappresenta l'affermazione del buon governo”.
Infine come ciliegina sulla torta, a spoglio in corso, si ha notizia dell’arresto del sindaco di Pescara, nonché segretario regionale del PD, D’Alfonso, l'accusa, nei suoi confronti, e' quella di concussione.
D'Alfonso, che si trova agli arresti domiciliari, e' stato arrestato insieme ad altre due persone tra cui l'imprenditore De Cesaris, gestore dei servizi cimiteriali.
Povero Walter, è come Cimabue,fa una cosa ne sbaglia due, in Africa hanno ricominciato seriamente a preoccuparsi.

I CARE,WE CAN,THEY WIN

ANCHE L’ABRUZZO HA VOLTATO PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !








10 dicembre 2008

SONDAGGIO IPR MARKETING : CROLLA IL PD

Il PDL si conferma il primo partito con il 39% dei consensi, il Partito Democratico crolla al 28% perdendo oltre 5 punti rispetto alle elezioni politiche di Aprile, avanza l’IDV di Di Pietro che guadagna il 3,4%.
Questi in sintesi i risultati di un sondaggio effettuato dalla Ipr Marketing per il quotidiano Repubblica, in vista delle elezioni europee della prossima primavera, da segnalare ancora l’arretramento dell’UDC che si ferma al 4% e della Destra di Storace al 1,5%, leggero calo anche della Lega Nord al 7,5% spiegabile con la diffidenza verso l’Europa del partito di Bossi che sfocia nell’astensione, sostanzialmente stabile l’MPA, Radicali al 1%.
La sinistra massimalista, fuori dal parlamento nazionale in seguito al terremoto di Aprile , dopo l'abbandono della coalizione, (si fermò al 3,8%) ciascuno va per conto proprio. Rifondazione comunista si ferma al 2,3% , il Pdci allo 0,6% e i Verdi all'1,3% , Sinistra Democratica, arriva al 1,3%.
Nulla di nuovo dunque, si conferma che l’alleanza e l’inseguimento a Di Pietro è tutta a vantaggio del trebbiatore di Montenero di Bisaccia che usa il PD come bancomat per prelevare voti e consensi, l’incapacità e l’insipienza della leadership di Veltroni, unita all’esplosione della “questione morale” nel partito stanno facendo il resto.
Per il partito democratico si prospetta una lunga,lunghissima traversata del deserto.







5 dicembre 2008

LA GUERRA CIVILE NEL PD

Leader si nasce,non si diventa, l’intervista di ieri rilasciata da Veltroni a Repubblica , dimostra in modo inequivoco,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, la guerra civile in atto nel partito democratico, la ventina di correnti, o se vi piace di più “associazioni culturali” , sono impegnate in un tutti contro tutti senza esclusione di colpi.
Tutti chiedono la testa di Veltroni, ma ufficialmente non lo dice nessuno, tranne Parisi che continua imperterrito a fare il “grillo parlante” in casa del PD, D’Alema nega qualsiasi coinvolgimento in manovre contro il segretario, ma i suoi uomini fanno di tutto per smentirlo, e Walter sbotta: “basta veleni chi vuole un nuovo leader venga allo scoperto”, ma difficilmente otterrà risposte conclusive, molto meglio logorarlo poco alla volta.
E così dopo poco più di un anno dalle primarie che lo incoronarono, Veltroni cammina sul cumulo di macerie in cui si è ridotta la sua leadership, autorevolezza e credibilità nulle, tutto questo frutto di grossolani errori strategici, in primis il fatto di andare da soli alle elezioni, poi un po’ meno soli portandosi dietro i radicali e alleandosi con il trebbiatore di Montenero,Di Pietro, alleanza che è andata tutto a vantaggio di quest’ultimo che,una volta entrato in parlamento ha detto no ad un gruppo parlamentare unico con il PD rinnegando gli accordi presi in precedenza, e ha preso a smarcarsi da una linea comune di opposizione, prediligendo la sua, manettara e giustizialista.
Veltroni si è così ritrovato assediato e preso in mezzo da Berlusconi al governo e da Di Pietro all’opposizione, costretto a inseguire ora l’uno ora l’altro senza una linea politica credibile e lineare.
Poi la gestione dilettantesca di casi come la vicenda Alitalia e la Commissione di Vigilanza Rai con l’elezione di Villari cacciato dal partito, hanno dato il colpo di grazia alla credibilità e autorevolezza di Veltroni.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che il partito in periferia è saldamente in mano ai ras locali, che al nord autorevoli dirigenti come Chiamparino e Cacciari chiedono insistentemente un partito locale perché il PD romano è distante dalle problematiche di quelle realtà, che nelle amministrazioni locali,dopo gli scandali di Genova e l’Abruzzo, a Firenze e Napoli ci sono inchieste della magistratura che si sussurra potrebbero portare alla luce un verminaio di dimensioni inimmaginabili il quadro è completo.
Come ciliegina sulla torta è tutt’altro che risolto, in vista delle elezioni della prossima primavera, la collocazione del partito in ambito europeo, con Fassino che va a firmare il manifesto del PSE e Rutelli che dice non moriremo mai socialisti.
Non ci vuole molto dunque per capire che, il partito democratico, se non imploderà prima, entro un altro anno sarà costretto di nuovo a cambiare nome e simboli.

UPDATE : Oggi si è avuta un altra prova dell’autorevolezza e del carisma di Veltroni, aveva chiesto a Bassolino di farsi da parte, ma il discusso governatore della Campania non solo non lascia, ma addirittura raddoppia : “ valuterò nei prossimi mesi in regione e nel partito il da farsi, per il momento porto avanti assieme alla nuova giunta , il mio impegno per Napoli e la Campania “ , così ha risposto Bassolino.
Intanto il sindaco di Firenze, Dominici, la cui giunta è indagata dalla magistratura per il coinvolgimento nella tangentopoli fiorentina, e lo stesso dopo essere stato intercettato è stato ascoltato dai magistrati come “persona informata sui fatti”, ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica poiché “schifato” (Sic), e si è andato ad incatenare davanti alla sede del gruppo Espresso-Repubblica, per protestare contro il modo in cui i giornali del gruppo hanno trattato la vicenda politica – giudiziaria che ha coinvolto la sua giunta, cosa che ha fatto dire a Berlusconiallora io mi sarei dovuto incatenare tutti i giorni”.
Insomma si è toccato il fondo,ma imperterriti, si continua a scavare.




1 dicembre 2008

I NUOVI PROLETARI

Ci mancava anche questa, adesso nel celebre dipinto di Pelizza da Volpedo che raffigura i proletari del quarto stato bisognerà inserire di diritto gli abbonati di Sky e della Pay Tv .
Il provvedimento del governo che “normalizza” l’IVA delle TV Satellitari , passando dal 10% al 20% , viene aspramente contestato in primis da Sky Tv , che lamenta un temuto calo dei pacchetti di abbonamenti , ma anche Mondadori e Mediaset lamentano danni.
Onestamente non si capisce perché le pay tv devono avere l’IVA agevolata, a che titolo?
Chi acquista per esempio, un pacchetto di abbonamento al calcio, oggi spende 50 euro al mese, 600 all’anno, e sicuramente non ha problemi ad arrivare a fine mese, quindi qualche euro in più al mese,poiché di questo si tratta,non gli cambia certo la vita, il governo in questa delicatissima congiuntura ha il dovere di preoccuparsi di coloro che non possono permettersi l’abbonamento alla Pay Tv, e sono molti di più.
E’ veramente patetico vedere conduttrici come Ilaria D’Amico sponsorizzare la causa dei “nuovi proletari” dagli schermi di Sky, sarebbe stata certamente più credibile se lo avesse fatto quando l’anno scorso il governo del partito democratico abolì l’IVA agevolata per il gas ,danneggiando così davvero la povera gente.
Protestino pure dunque,chissenefrega.
Nessuna meraviglia invece che Veltroni e la sinistra difendano i “ poveri abbonati” (Sic) , del resto loro che hanno cooptato tra i nuovi proletari e sostenitori “ingegneri tangentisti rei confessi” e “illustri calzolai” , banchieri e finanzieri d’assalto ,non potevano fare a meno dei tifosi di calcio abbonati a Sky, poi se qualcuno spiegasse perché un abbonamento alla Pay Tv deve essere tassato come un bene di prima necessità e non come un normale bene voluttuario, magari farebbe cosa gradita.
Ah e naturalmente non poteva mancare il solito riferimento al trito e ritrito “ conflitto di interessi” di Berlusconi, a parte che anche le aziende di cui il presidente del consiglio è un semplice azionista vengono danneggiate da questa norma, l’unico conflitto di interessi di cui è lecito parlare è quello tra i neuroni dei loro cervelli.
I cittadini e gli elettori sanno e sapevano chi era e di quali attività si occupava Berlusconi prima di entrare in politica e hanno accettato legittimandolo ad ogni elezione con milioni e milioni di voti perché vogliono essere governati da lui, ad esempio negli USA con simili ragionamenti miliardari come Roosevelt o Kennedy non sarebbero mai diventati presidenti e un magnate dei media come Steve Forbes non si sarebbe mai potuto candidare.
E’ il modello americano bellezza,così è se vi pare.








29 novembre 2008

VARATO DECRETO ANTICRISI

Il decreto legge varato dal governo è un provvedimento positivo, ricco di misure positive, immediatamente attive.
E’ un segnale di fiducia per l’intero Paese, concentrato su tre linee portanti: sostenere i più deboli; tutelare i lavoratori; motivare le imprese.
Il pacchetto anticrisi si fonda su sette strumenti: detassazione, trasferimenti netti, risparmi, sotto forma di minor costi, finanziamenti, garanzie, investimenti, accelerazione di alcuni tipi di investimenti. ''Un insieme di strumenti – ha sottolineato il ministro Tremonti - che si applicano a un volume pari a 80 miliardi di euro, che non sono 80 miliardi di maggiori spese pubbliche''
Queste in sintesi le principali misure:
-Bonus straordinario per le famiglie a basso reddito, pensionati e persone non autosufficienti,varia da 200 a 1.000 euro e sarà destinato alle famiglie a basso reddito e lavoro dipendente, con reddito annuo di 22 mila euro o di 35 mila in caso di componenti portatori di handicap. Ne beneficeranno poco meno di 8 milioni di persone, per una spesa di 2,4 miliardi;
-Mutui tasso variabile in corso: tetto al 4%,per i mutui prima casa in corso le rate variabili per il 2009 non potranno superare il 4%. Lo stato si farà carico dell'eventuale eccedenza.
Per i nuovi mutui accesi nel 2009 il tasso di base su cui si calcola lo «spread» sarà costituito dal tasso stabilito dalla Banca Centrale Europea;
-Blocco degli automatismi di aumento di tariffe, bollette, pedaggi autostradali;
-Prestito a tasso agevolato per i nuovi nati, ovvero un prestito (a tasso particolarmente agevolato) alle famiglie nel cui ambito avvengano nuove nascite, al fine di supportare le spese connesse alle esigenze dei primi anni di vita;
-Social Card per i meno abbienti;
-Detassazione premi produzione prorogata ed estesa fino a 35.000 euro di reddito e ai lavoratori della sicurezza,il decreto legge proroga la detassazione dei premi di produttività e la amplia ai redditi fino a 35mila euro,la detassazione dei premi di produttività è stata allargata al comparto sicurezza: forze ordine, forze armate, pompieri, soccorso, un comparto composto da 500.000 persone. La parte di reddito sulla quale si applicano gli sconti raddoppia: dagli attuali 3.000 passa a 6.000 euro;
-
Lavoratori statali: indennità vacanza contrattuale 2008 in busta paga a dicembre;
-Fondo per l’occupazione: 1,28 miliardi di euro per il 2009;
-Ammortizzatori sociali estesi a precari e apprendisti, Cassa integrazione estesa a settori scoperti;
-Via libera alle obbligazioni bancarie. Per assicurare un adeguato flusso di finanziamenti all'economia e un adeguato livello di patrimonializzazione delle banche il ministero dell'Economia è autorizzato fino al 31 dicembre del 2009 a sottoscrivere obbligazioni bancarie speciali;
-Aumentano i fondi per la legge Obiettivo: per realizzare le opere strategiche di preminente interesse nazionale il decreto anticrisi stanzia infatti un contributo quindicennale di 120 milioni di euro l'anno a partire dal 2010. Per il 2009 viene istituito un fondo per gli investimenti di 960 milioni di euro. Ci sono anche risorse per 480 milioni di euro, per ciascuno nel triennio 2009-2011 "per assicurare i necessari servizi ferroviari di trasporto pubblico".Entro il 30 giugno sempre del prossimo anno con Dpcm dovrà essere varato un piano organico di azioni presentato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti" entro febbraio 2009 "mirato a creare le condizioni per accelerare i piani di investimento dell'intero comparto autostradale".
-Commissario straordinario per la realizzazione delle infrastrutture:Viene istituita la figura del Commissario Straordinario che vigilerà sul rispetto dei tempi in tutte le fasi di realizzazione dell'opera pubblica. Il Commissario, se necessario, eserciterà i poteri sostitutivi compiendo ogni atto per accelerare la realizzazione dell'intervento.
-Sblocco rimborsi IVA:Il decreto anticrisi prevede lo sblocco dei rimborsi IVA ultradecennali, per un totale di 6 miliardi, e lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione verso i privati.
-Riduzione del 3% degli acconti Ires e Irap;
-Deducibilità del 10% dell’Irap dall’Ires;
-Revisione studi di settore;
-Introduzione IVA di cassa:Per gli anni 2009- 2011, in via sperimentale si applica il nuovo meccanismo secondo cui l'iva non si paga al momento dell'emissione della fattura ma quando avviene l'incasso. Con decreto ministeriale sarà stabilito il volume d'affari dei contribuenti nei cui confronti si applica l'iva di cassa;
-Fisco di favore per i ricercatori che rientrano in Italia: Al fine di incentivare il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero il decreto prevede che i loro redditi siano fiscalmente imponibili solo per il 10%;

Silvio Berlusconi in conferenza stampa ha sottolineato il «traguardo raggiunto»: «Siamo il primo Paese in Europa - ha detto il premier - a emanare un provvedimento a sostegno di famiglie, imprese ed economia». Berlusconi ha anche annunciato che la prossima settimana il CIPE varerà investimenti per 16,6 miliardi di euro,“l'estensione temporale della crisi economica dipende da tutti noi, dalla nostra capacità di fiducia e di guardare al futuro con speranza. Serve buona volontà da parte di tutti. Mi sto sgolando al telefono con i miei colleghi europei affinché rappresentino la realtà, ma invitino anche i cittadini a comportamenti consapevoli”, ha concluso il premier
Nell’insieme mi sembrano provvedimenti tutt’altro che trascurabili se si tiene conto del vincolo del debito pubblico e soprattutto che non si modificano i saldi della finanziaria triennale , con 300 milioni di titoli di stato in scadenza nel 2009 e dunque da ricollocare alle migliori condizioni di mercato non ci si possono permettere sforature di bilancio e del rapporto deficit/PIL .
I provvedimenti sono stati giudicati con qualche distinguo positivamente dalle categorie sociali e dalla maggioranza dei sindacati, tranne naturalmente la CGIL che per bocca di Epifani conferma lo sciopero solitario del 12 dicembre,ma questa non è un novità, Epifani è collaterale al PD come Lama lo era al PCI negli anni ottanta e probabilmente farà la stessa fine.
Così come non meraviglia certo l’atteggiamento della sinistra “parolaia e inconcludente” che parla di mance e di elemosine a proposito della social card, da un pezzo ormai hanno perso completamente il senso della realtà, per un indigente che ha un reddito di 500 euro , 40 euro mensili rappresentano un 10% di aumento ed è molto meglio avere un simil bancomat piuttosto che girare con la situazione reddituale da esibire ogni volta per aver diritto a sconti e servizi sociali o fare la fila alle mense della caritas.
Ma costoro che sono in una faida interna perenne del tutti contro tutti e che si riuniscono intorno ai camini e nei loft,hanno ben altro di cui occuparsi, altrimenti con le loro,quelle si elemosine, elargite dal governo del partito democratico,ovvero 150 euro annui in unica soluzione per i meno abbienti e un aumento delle pensioni pari a 20 euro mensili tanto che per la vergogna si sono inventati una quattordicesima pari a meno della metà di una mensilità di pensione per non corrisponderli mensilmente, parlare di mance e di elemosine significa avere la faccia come il culo.
E’ inutile affannarsi cercando di ribaltare la realtà, gli italiani sono molto più intelligenti di quanto credono loro, e proprio per questo li hanno sonoramente bocciati.







27 novembre 2008

TREMONTI PRESENTA LA SOCIAL CARD

Mentre si lavora al decreto anti crisi che dovrebbe essere approvato venerdì dal consiglio dei ministri, di cui ho ritenuto del tutto superfluo parlare, visto che, quelle circolate in questi giorni sono solo ipotesi allo studio, meglio quindi aspettare e vedere cosa c’è di concreto, il ministro dell’economia Tremonti in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha presentato una delle cose certe , ovvero la social card per i meno abbienti.
A beneficiarne saranno, per il momento, 1,3 milioni di italiani. La carta è "anonima" e servirà anche per accedere alle tariffe sociali,un bancomat azzurro, del valore di 40 euro mensili più gli sconti delle catene commerciali convenzionate, chi lo riceverà entro il 31 dicembre avrà già un credito di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre.
E’ destinata ai cittadini ultrasessantacinquenni e famiglie con figli piccoli (fino a 3 anni) che abbiamo un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 6000 euro, non più di una casa, non più di un'auto. Per chi ha più di 70 anni, la soglia di reddito Isee che dà accesso alla carta acquisti è fino a 8000 euro, nel caso di più figli sotto i 3 anni, gli accrediti si sommano.
Siccome a sinistra hanno delle facce di bronzo degne di miglior causa e già straparlano di “intervento caritatevole” e altre castronerie del genere, cioè fanno quello che gli riesce meglio, la menzogna e il ribaltamento della realtà, è utile ricordare che nell’ultima finanziaria del governo Prodi e del partito democratico l’intervento per i meno abbienti è stato un “una tantumdi 150 euro annui in un'unica soluzione e un intervento per le pensioni minime pari a circa 20 euro mensili, e poiché se ne vergognavano, hanno preferito erogarli tutti in un'unica soluzione e si sono inventati la cd quattordicesima che non corrisponde nemmeno alla metà di una normale mensilità.
Questo giusto per la precisione, poiché i cittadini italiani sanno fare benissimo le loro valutazioni, proprio per questo li hanno mandati a casa senza appello.







7 novembre 2008

UNA LAUREA NON SI NEGA A NESSUNO

Mentre in tutto il mondo l’effetto dell’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Barack Obama sta suscitando un misto di curiosità e speranza,tanto che,anche chi non si riconosce nei democratici americani guarda al neo presidente USA con simpatia, in Italia purtroppo sta avendo effetti deleteri.
I pistolini di Stalin e di Pol Pot, che un tempo in piazza bruciavano le bandiere americane perché simbolo di capitalismo, imperialismo e chi più ne ha più ne metta, dopo essere stati sconfitti dalla storia e costretti dal fallimento e dalla vergogna a cambiare più volte nomi e simboli, adesso sono tutti americani e addirittura, udite udite, rivendicano come propria la vittoria di Barack Obama.
E così gli ex comunisti, adesso mimetizzati nel partito democratico, frustrati dalla cocente sconfitta alle elezioni nazionali di Aprile , e dai ceffoni in serie che prendono in ogni competizione elettorale dal Friuli alla Sicilia passando per Roma, hanno accolto la vittoria di Obama con una sorta di transfert in cui si identificano talmente tanto, che credono di aver vinto anche in Italia, o perlomeno siano sul punto di farlo, tanto da inscenare negli ultimi giorni una specie di campagna elettorale a scoppio ritardato, purtroppo per loro non serve aver vinto in Ohio e in California, servirebbe per cominciare almeno vincere in Abruzzo, ma anche lì hanno buone possibilità che ancora una volta gli elettori li prendano a ceffoni.
Si rilassino e stiano tranquilli e sereni, l’Italia ha già voltato pagina, e ha scelto Silvio Berlusconi per la “nuova stagione”, se continuano così,alla prossima campagna elettorale tra cinque anni,magari per perdere di nuovo,ci arriveranno con il fegato a pezzi.
Hanno perso la testa,solo così si spiega l’attacco al Premier Berlusconi mentre è impegnato in un vertice internazionale a Mosca, dove in una conferenza stampa dai toni assolutamente cordiali spiegava al Premier Russo Medvedev , che si adopererà per far si che i rapporti tra USA e Russia siano più ravvicinati, e che Barack Obama è «bello, giovane e abbronzato» e quindi «ha tutto per andare d'accordo» ,una carineria scherzosa insomma.
Il “perdente di successoVeltroni, si è spinto a chiedere una nota ufficiale di scuse, seguito dal vice Franceschini e via via da un codazzo isterico di frustrati, che non avendo nulla da proporre, non hanno di meglio da fare che cercare un pretesto qualunque per attaccare Berlusconi e creare polemiche prive di qualunque fondamento,roba da manicomio,patetici.
La reazione del Premier non si è fatta attendere : “ Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona.
Pensavamo ci fossero tanti imbecilli in circolazione" ha aggiunto il presidente del Consiglio "quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da auto dichiararsi pubblicamente.
Questo si chiama parlare chiaro e preciso, del resto quelli di sinistra non hanno il senso dell’humour, al mattino si vedono allo specchio e già si sono rovinati la giornata, di questi tempi, visto l’attuale stato del nostro sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di ignoranti e somari, una laurea non si nega a nessuno, io un modello di “attestato di laurea” lo metto a disposizione.
E adesso “ FORZA COGLIONI” , è il momento di tirare fuori dal cassetto e indossare le t-shirt con la scritta “ IO SONO UN COGLIONE” , avanti fateci godere.

I CARE, WE CAN, BERLUSCONI WIN !!!

FORZA COGLIONI

PRESIDENTE SIAMO CON TE

MENO MALE CHE SILVIO C’E’






26 ottobre 2008

UNA PASSERELLA DI SCONFITTI

Guidata dal “perdente di successo”, Veltroni, finalmente si è svolta la manifestazione del partito democratico, è svanita l’ansia di queste ultime settimane: andiamo,non andiamo e che andiamo a fare ecc. ecc. , è stata anche l’occasione per un simpatico rimpatrio,insieme a Veltroni e alle 17 correnti del PD hanno sfilato gli sconfitti di questi ultimi quindici anni, coloro cioè che al paese non hanno potuto e saputo proporre altro che l’ antiberlusconismo fine a se stesso, l’allarme per la democrazia e il fascismo incombente, e altre castronerie che vi risparmio per carità di patria, non sarà mica per caso che Berlusconi,oggi più forte che mai, cammina allegramente su questo cumulo di macerie.
C’erano proprio tutti da Cossutta a Di Pietro, Francescato e i socialisti, Ferrero e Angius, unico assente il povero Mastella, ma prima o poi richiameranno anche lui in servizio permanente effettivo,che tenerezza poi Parisi,con il simbolo dell’Ulivo.
Anche girotondini e autoeletti rappresentanti della società civile non hanno fatto mancare il loro costruttivo apporto, degne di nota,tra le altre, la presenza di Nanni Moretti e della “porca con le ali”, Lidia Ravera,tutti insieme appassionatamente.
Di una cosa però bisogna dare atto a Veltroni e al PD, il luogo della manifestazione è stato scelto accuratamente, nessun posto meglio del Circo Massimo era all’altezza di accogliere questo “Circo Barnum”.
Più che salva l’Italia , la manifestazione doveva chiamarsi “salva Veltroni”, il perdente di successo, inviso e contestato nel partito e dai militanti, non ha risolto alcuno dei suoi problemi di leadership, è stato come dare una tachipirina a un moribondo.
Io mi domando e vi domando: “che senso ha intitolare una manifestazione come questa Salva l’Italia,quando coloro che dovrebbero in teoria essere i salvatori, non sono nemmeno lontanamente percepiti come alternativa a questo governo e ad ogni consultazione elettorale, dal Friuli alla Sicilia, passando per Roma e prossimamente in Abruzzo gli elettori li prendono a ceffoni?
Chi si aspettava un discorso all’altezza di un moderno partito della socialdemocrazia è rimasto deluso, un ora di demagogia , un mix di massimalismo e giustizialismo, e soprattutto nessuna proposta realmente praticabile, un discorso radicale più che riformista,lontano dalla realtà, buono solo per lenire le frustrazioni dei militanti, nemmeno i più sfegatati di quest’ultimi credono a questo PD come una reale alternativa di governo, figuriamoci il resto del paese.
Quando Veltroni cita la democrazia come un totem, questa diventa demagogia, significa che siamo alla canna del gas, e uno come Veltroni che prendeva uno stipendio da funzionario di partito del PCI con i soldi dei servizi segreti di una potenza straniera è l’ultimo che può permettersi di dare lezioni in questo senso,qui non siamo alla frutta,ma al caffè e all’ammazzacaffè.
Un moderno partito riformista non può difendere l’esistente ,un sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di somari e di ignoranti come dimostrano puntualmente tutte le classifiche internazionali,come al solito idee e proposte zero, a questo apprendista stregone qualcuno dovrebbe insegnare che quando si cavalca la tigre è la tigre che guida, ma quando se ne accorgerà sarà troppo tardi.
Veltroni ha ragione quando dice che c’è un Italia migliore, ed è proprio quest’Italia che ha scelto Berlusconi, e gli ha dato ampio e indiscutibile mandato a governare, perché schifata da lui, dal PD e dai suoi “compagni di merende”.
Tralascio la querelle dei numeri della manifestazione, la questura ha ufficializzato che i presenti erano 200.000, il Sole24Ore in un articolo di ieri, ha conteggiato e valutato in modo scientifico che nell’arena del Circo Massimo ci stanno al massimo 300.000 persone, l’ufficio stampa del PD parla entusiasticamente di 2 milioni e mezzo di persone, magari nella foga avranno messo uno zero in più, può succedere, in ogni caso ognuno ha gli elementi per farsi un idea.
Infine dopo le comiche, la barzelletta finale, il prode Franceschini,vice segretario del Pd, si proprio lui, quello che ospite di Ballarò, hanno dovuto spiegargli in diretta cos’è il PIL, quello che in campagna elettorale ripeteva ogni giorno “siamo a un soffio” , “a un incollatura”, ha testualmente dichiarato: “Berlusconi adesso ha paura”, chiudo qui perché mi sto scompisciando dalle risate.
 

I CARE,WE CAN,THEY WIN

NON RIENTREREMO NEL CAOS

L’ITALIA HA VOLTATO PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !



UPDATE : E' STATO UN CLAMOROSO FLOP - Altro che 2.500.000 persone, impietosa l'immagine del Circo Massimo ripreso dall'elicottero alle ore 17,15 del 25/10/2008,dal sito del Corriere della Sera.
E' stato solo il "sogno di una notte di mezza estate", ha detto il capogruppo del PDL alla camera Fabrizio Cicchitto.






4 agosto 2008

ARRIVANO I MILITARI IN CITTA’

Come previsto dal decreto sicurezza recentemente approvato e dall’accordo tra i ministri dell’interno e della difesa,Maroni e La Russa,da oggi 3000 soldati saranno schierati nei grandi centri urbani con il compito di coadiuvare le forze dell’ordine e la sorveglianza di obiettivi sensibili,saranno anche impiegati in pattuglie composte da due militari che affiancheranno uno o due poliziotti e carabinieri.
I soldati hanno ricevuto un addestramento specifico, si muoveranno a piedi, avranno un'arma corta, potranno svolgere compiti di pubblica sicurezza ma non di polizia giudiziaria: in pratica potranno arrestare in flagranza di reato.
L’operazione avrà la durata di sei mesi,rinnovabili, il numero non è certamente elevato,ma la loro presenza è sicuramente importante per i cittadini soprattutto a livello psicologico, oltre che sostanziale, visto che i soldati permetteranno di liberare da compiti di mera sorveglianza personale delle forze dell’ordine da impiegare nei servizi sul territorio.
Il partito democratico è contrario a questa iniziativa e francamente non si capisce perché,visto che da un recente sondaggio risulta che l’ 82% dei cittadini sono favorevoli alla presenza dei militari in appoggio alle forze dell’ordine, o forse si capisce sin troppo bene, il Loft con vista sul Circo Massimo non è mai stato così sicuro.
Eppure anche autorevoli esponenti del PD su territorio come il sindaco di Venezia,Cacciari, e anche il sindaco di Padova, plaudono all’iniziativa, a questo punto resta da capire se sono i cittadini a non capire il PD, oppure è il PD a non capire i cittadini, io propendo per quest’ultima.




26 luglio 2008

GLI ASINI CONTINUANO A RAGLIARE

Dopo l’Unità e Di Pietro,un altro pseudo leader dei frustrati e degli sfigati, ha attaccato il Presidente Napolitano.
L’asino in questione,alias Beppe Grillo, sul suo blog scrive di dubitare della buona salute del capo dello stato,di voler esaminare la sua cartella critica perché “la sua salute non è un fatto privato”, Giorgio Napolitano e' in apparente buona salute, ma ricordando il suo passato, non trovano giustificazioni le sue prese di posizione e le sue azioni, dice il guitto, si e' pronunciato contro la spettacolarizzazione dei processi quando le procure sono sotto l'attacco del governo, ha firmato senza battere ciglio il lodo Alfano,una legge incostituzionale, ha trascorso un sereno compleanno in piazzetta a Capri tra musicanti e inquisiti, tra cui la moglie di Mastella e Bokassa Bassolino, e altre amenità che vi risparmio.
Ogni commento è superfluo, ma come si fa a non ridere a crepapelle a pensare che l’opposizione è affidata a questi “apprendisti stregoni” , e a tutti i fessi che li seguono e ci credono,che fanno a gara tra di loro a chi le “spara più grosse”?
La sinistra riformista risulta non pervenuta, sopraffatta tra il timore di mettersi contro costoro e la magistratura politicizzata, e soprattutto l’incapacità di elaborare e mantenere un progetto di governo alternativo che sia perlomeno condiviso tra le correnti del partito democratico.





15 luglio 2008

SCHIFOSO OPPORTUNISMO

Me li immagino i dirigenti del partito democratico, una giornata intera passata a studiare cosa era conveniente dire, come commentare la notizia diffusa sin dal primo mattino, da tutte le agenzie dell’arresto del governatore dell’Abruzzo,Ottaviano Del Turco e di gran parte della giunta regionale.
Mentre per Del Turco giungevano messaggi di umana solidarietà e comprensione dal centrodestra, da Capezzone a Stefania Craxi, da Brunetta sino a Berlusconi,che chiedevano oltretutto quali gravi ragioni ne giustificavano la detenzione, nel PD passavano le ore ad arrovellarsi e a chiedersi come uscirne senza troppi danni di immagine e soprattutto non scontentare nessuno.
Così solamente alle 18 di sera uno scarno comunicato firmato da Veltroni, esprimeva nell’ordine stupore, fiducia nella magistratura, e l’auspicio che Del Turco sappia dimostrare la totale estraneità alle accuse che gli vengono mosse,tutto qui.
Ora,a parte che da sempre è l’accusa che deve dimostrare la colpevolezza del convenuto e non il contrario, in questa scarna dichiarazione emerge prepotentemente il calcolo,il freddo cinismo e l’opportunismo di un gruppo dirigente che ha ben imparato la lezione comunista,ovvero quella della verità piegata alla convenienza del momento e dei garantisti a corrente alternata.
Non una parola di umana solidarietà, a prescindere dalla fondatezza delle accuse o meno, per uno dei 45 saggi che hanno partecipato e promosso la costituente del partito democratico, nessuna domanda sul perché di misure cautelari così eclatanti, eppure il garantismo dovrebbe essere una bandiera per un partito di sinistra, niente di niente , scaricato come un vecchio rottame pur di compiacere la magistratura e non offendere la suscettibilità di iene e sciacalli manettari alleati, che già banchettano con episodi come questo.
Per comprendere appieno la doppiezza di questi signori consiglio di leggere un opuscolo di Stefania Craxi: “Garantisti dei miei stivali”.
Hai voglia a cambiare nomi e simboli, nei momenti topici emerge sempre lo “schifoso opportunismo” della doppiezza comunista, e non ha nessuna importanza se riguardi avversari o compagni di partito,trattati alla stregua di cani rognosi.
Questi sarebbero capaci di negare persino di conoscerlo uno come Del Turco, con permesso, vado a vomitare…




10 luglio 2008

ROTTURA MA ANCHE NO

Dopo il rifiuto di Di Pietro di dissociarsi e prendere le distanze da Piazza Navona su preciso imput di Veltroni, pare che sia sancita la rottura dell’alleanza tra IDV e Partito Democratico.
Io non penso che sia qualcosa di definitivo, nel PD infatti sta prepotentemente tornando di moda lo “spirito inclusivo dell’Ulivo” (Sic), Veltroni dopo la traumatica sconfitta alle politiche e le debacle amministrative, dal Friuli alla Sicilia passando per Roma, ha definitivamente archiviato la stagione dell’andiamo da soli, e sta cercando di ricucire con Rifondazione Comunista,Socialisti,Sinistra Democratica ecc. , in questo spinto anche dalle 17 correnti(pardon associazioni culturali) del partito che lo contestano un giorno sì e l’altro pure, tanto che si parla persino di candidare Mastella(si avete letto bene) come sindaco di Napoli, insomma manca solo il ritorno di Prodi per essere di nuovo “tutti insieme appassionatamente”.
Magari sarà una separazione momentanea, ma a livello locale l’alleanza continuerà, il prossimo leader del PD, che sicuramente non sarà Veltroni, quando ci saranno le elezioni politiche difficilmente rinuncerà al 4-5% dei voti e forse anche più , che Di Pietro porta in dote.
E’ vero anche che a breve non ci sono test elettorali importanti, tranne le europee dell’anno prossimo dove,con il proporzionale puro, ognuno però va per conto suo, e allora in questo contesto, eliminato l’impedimento al dialogo rappresentato da Di Pietro,un leader lungimirante proverebbe quanto meno a fare insieme alla maggioranza quelle riforme costituzionali e di sistema che necessitano non a Berlusconi e al PDL ma al paese, dubito però che anche in questo caso Veltroni abbia l’autorevolezza e le capacità necessarie.
Veltroni ipotizza che si voterà prima della naturale scadenza della legislatura, tra cinque anni, la speranza come giustamente dice Berlusconi bisogna lasciargliela, ma lui quanto durerà?






30 giugno 2008

PIENA SINTONIA DI BERLUSCONI E DEL PDL CON IL PAESE

"La fiducia nel presidente del Consiglio e nel governo di centrodestra rimane sui massimi, anche a causa della crisi profonda del Partito Democratico". Lo afferma in un'intervista al quotidiano online Affaritaliani.it l'amministratore delegato di Coesis Research, Alessandro Amadori.
"La fiducia rimane stabile intorno al 60 per cento" e "il dato risente anche di fattori relativi, ovvero dipende dallo scenario competitivo". "Il governo - prosegue - è completamente privo di alternative credibili e visibili, perciò l'indicatore di fiducia resta stabile".
Il Paese sa che non c'è un'alternativa. Si tratta di una fase unica della storia del nostro Paese, non è mai accaduto che esistesse una situazione di mono - offerta.
Un certo attivismo berlusconiano su fronti comunque minori, come la storia dei processi, ha forse introdotto elementi di ambivalenza, che però non influenzano né la fiducia né le intenzioni di voto verso il Centrodestra.
L'estrema debolezza del Centrosinistra è il vero problema dell'Italia. Le bocce sono ferme, l'indebolimento della sinistra non sembra avere soluzione; anzi per i cittadini è più probabile che si dissolva il Pd piuttosto che Berlusconi perda fiducia.
Questa dunque l’analisi di Coesis Research pubblicata il 26 scorso, ieri invece il Corriere della Sera, a conferma di questa tendenza ha pubblicato un
sondaggio sulle intenzioni di voto dove si evince il drammatico affondamento del PD e un prodigioso scatto in avanti del Popolo Della Libertà.
Il Pd in pochi mesi ha perso 5 punti (dal 33,1 % del 13 aprile al 28%), e Di Pietro ne ha guadagnati 3 (dal 4,4% al 7,4%). La Sinistra recupera almeno 1 punto, e intanto il PDL schizza di oltre 7 punti: dal 37,4% al 44,6%.
Saranno appunto questi sondaggi che hanno convinto Veltroni a recuperare il pullman rottamato e a rimettersi in giro per l’Italia da settembre, fatica e tempo sprecati secondo me.
Veltroni in soli due mesi è stato costretto a rimangiarsi tutto ciò che aveva detto e programmato all’atto della sua elezione a segretario del PD e ribadito in campagna elettorale, stretto com’è tra l’incudine della contestazioni e delle correnti interne e il martello del giacobinismo dell’alleato Di Pietro, sarà già tanto se arriverà alle elezioni europee dell’anno prossimo, dove non ci saranno voti utili e antiberlusconismo che potranno aiutarlo.
I giacobini e i giustizialisti invece non fanno altro che portare acqua al mulino del Popolo Della Libertà e di Berlusconi, questo dato era già emerso in campagna elettorale e subito dopo il voto, i risultati di questo sondaggio ne sono la lampante conferma.
Avanti così dunque senza indugi, soprattutto sui temi della sicurezza e della giustizia, il popolo è con Silvio.






28 giugno 2008

UN CANE IDROFOBO

 Va bene tutto, lo scontro duro, la massima contrapposizione, anche l’ostruzionismo, perché no, ma che la politica italiana si debba ridurre alle contumelie e alle offese personali con linguaggio da osteria , come nemmeno nei momenti più neri di questo paese, il tutto per avere un po’ di visibilità,proprio no.
Fanno bene Silvio Berlusconi e il governo, a non accettare provocazioni e non scadere nella rissa verbale, ma io mi chiedo e vi chiedo :” Veltroni e il Partito Democratico che a parole rappresentano la nuova sinistra, come fanno ad andare a rimorchio di uno come Di Pietro, UN CANE IDROFOBO CHE ABBAIA ALLA LUNA ?”
Sempre che i cani non si offendano,naturalmente.

UPDATE : Mi è piaciuta la sobrietà del Popolo Della Libertà,che senza trascendere ha risposto con poche e chiarissime parole, cito due dichiarazioni su tutte:

-"Da come parla si capisce che Di Pietro è un analfabeta. Berlusconi disse che la sua laurea era falsa perché regalata dai servizi, ma sbagliava. E' falsa anche la sua licenza elementare".
Maurizio Gasparri

- “Di Pietro vada a quel paese”. Umberto Bossi





25 giugno 2008

PRONTO IL NUOVO LODO SCHIFANI

Sarà varato nel prossimo consiglio dei ministri,probabilmente venerdì, il cd nuovo lodo Schifani, ovvero la legge che blocca i processi per le più alte cariche dello stato durante il loro mandato, lo ha annunciato il ministro della giustizia Angelino Alfano.
Si tratta di una norma che tutela le alte cariche dello stato,Presidente della Repubblica, Premier,presidenti di camera e senato e presidente della corte costituzionale, sospendendo i processi penali in corso per la durata in carica del mandato, restano sospesi naturalmente anche tutti i termini di decorrenza e prescrizione, una norma vigente in molte democrazie occidentali.
In pratica si tratta della riedizione del lodo Schifani già approvato nella legislatura 2001-2006, opportunamente corretto e integrato dai rilievi della corte costituzionale che ne provocarono la bocciatura.
C’è da registrare su questo fronte l’apertura del capogruppo al senato del partito democratico Anna Finocchiaro che, sfidando il manettaro Di Pietro ha dichiarato di non avere pregiudizi al riguardo, così come anche l’UDC guarda con favore a un provvedimento di questo tipo.
Si tratta di un provvedimento di assoluto buon senso, nessuna impunità,ma solo posticipo del giudizio, cosa che consente a chi è stato chiamato dal popolo di espletare il suo mandato al meglio senza nessuna remora, ed è il primo argine a quella parte di magistratura e procure eccellenti politicizzate, che vorrebbero sovvertire il libero e democratico voto,magari con accuse risibili e infondate come ha dimostrato recentemente il caso Mastella.
E non è certamente un caso che solo il 21% degli italiani ha fiducia nell’operato della magistratura, nel 1992-93 erano oltre l’80%.
Naturalmente è solo l’inizio, urge rimettere mano a quella parte della riforma giudiziaria approvata durante l’ultimo governo Berlusconi che non fece in tempo ad entrare a regime, ovvero struttura e burocrazia degli uffici giudiziari, netta separazione delle carriere tra PM e giudici, avanzamento di carriera per merito e concorsi e non per anzianità , test psichico attitudinali obbligatori poiché come in tutte le altre categorie anche tra i magistrati può esserci qualche “disturbato mentale”, ecc. ecc.
E’ utile ricordare infine che la magistratura non è un potere, bensì un organo amministrativo dello stato,seppur indipendente, e che la supremazia della politica che rappresenta il “popolo sovrano” non può essere messa in discussione se non da chi le ha conferito il mandato.
Più chiaramente :” LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO NON ALLE PROCURE”.




20 giugno 2008

VELTRONI E’ UN FALLITO

Ci siamo Walter Veltroni, il segretario del partito democratico, sempre più in balia delle correnti interne e tentato dall’opposizione giacobina e giustizialista di Di Pietro, annuncia la discesa in piazza, ma con calma in autunno, e lo fa dall’assemblea nazionale del partito: “Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani che noi chiameremo a raccolta per un’azione di protesta e di proposta in tutto il Paese e culminerà con una grande manifestazione nazionale”, il segretario del PD parla di "una sequenza di strappi" che Veltroni elenca così: Le intercettazioni, la ricusazione dei giudici, la riproposizione del Lodo Schifani, gli emendamenti ’salva-premier. Ecco, tutto indica che ci risiamo. Lo strappo che è stato consumato dall’onorevole Berlusconi sul decreto sicurezza chiude l’occasione del dialogo forse definitivamente.
Che il partito democratico voglia scendere in piazza , al di la di tutto è comunque un bene, un bagno di sano realismo a contatto con la gente comune è utile per gente come Veltroni&C che vivono su second life ormai da un bel pezzo, sempre distanti dalla gente e dal sentire comune.
Certo si capisce che dopo le scoppole elettorali a ripetizione, ultima quella siciliana, incalzato dall’interno e dall’esterno, Veltroni doveva fare qualcosa, peccato però che abbia fatto la cosa sbagliata, ovvero il ritorno alla vecchia stagione dell’antiberlusconismo militante che anche elettoralmente e nei consensi non ha mai pagato, i fatti sono lì a dimostrarlo.
Veltroni si dimostra dunque in tutta la sua pochezza per quel che è , un leaderino senza attributi, buono solo per chiacchiere e fiction incapace di tenere unito il suo partito ed imprimergli una chiara rotta riformista, piegandosi a seconda di come spira il vento.
A questo punto gente come Bersani, D’Alema o addirittura Fassino avrebbero saputo certamente far di meglio, si può anche non essere d’accordo su intercettazioni, lodo Schifani ecc, ma quello che non capisco è come si può addebitare al cittadino Berlusconi la “colpa” di ricusare un giudice , un cittadino che vede un grave pregiudizio da parte di un magistrato nei suoi confronti sbaglia forse a ricusarlo? Secondo Veltroni sembra proprio di si.
Adesso non rimane che vedere se Veltroni oltre a scendere in piazza , sarà capace di unirsi a Di Pietro, Flores D’Arcais, e tutti gli altri giacobini e mettersi anche lui a fare i girotondi, sarà uno spettacolo da non perdere.
E chissà se quando scenderà in piazza lo farà solo con il suo partito o si uniranno a lui anche le forze della sinistra massimalista e rivedremo così una bella riedizione di quell’Ulivo tanto caro a gente come Parisi e Rosy Bindi?
Solo il tempo ce lo potrà dire, intanto la replica di Berlusconi non si è fatta attendere, direttamente da Bruxelles dove è impegnato nel consiglio europeo : “Veltroni si preoccupi delle notizie terrificante sui conti di Roma che vanno sotto la sua responsabilità. Su questo chiederemo a un istituto internazionale una completa due diligence. Se sono confermate le notizie si tratterà di una bancarotta e gli amministratori di Roma saranno dei falliti che non potranno continuare a governare”.
Questa emergenza mi ha stranito. Non c'è nessuna città d'Europa che ha lasciato un deficit di 16 mila miliardi di vecchie lire.
Walter Veltroni è un amministratore fallito e quindi dovrebbe abbandonare la politica.
Chi ha provocato questa situazione non si può riproporre come leader e il fatto che lo faccia ha dell’incredibile, spero che quel che appare non sia vero. Se invece questi conti saranno confermati non sapremo come ripianarli. È una cosa che lascia tutti sbalorditi. È un fatto allucinante.
"Veramente non c’è mai stata una luna di miele in parlamento con l’opposizione. Ci sono state anzi forme di contrasto dure e direi anche eccessive. Noi siamo aperti nei confronti di tutti, io sono il presidente del Consiglio di tutti gli italiani. Sono stato anche accusato dai miei di prestare più attenzione alle amministrazioni di sinistra piuttosto che a quelle governate dal PDL. E forse questo è anche vero, ma da parte mia c’è sempre la totale apertura nei confronti di chiunque".







20 giugno 2008

GLI ITALIANI SONO CON BERLUSCONI

Dopo i recenti sondaggi che vedono Silvio Berlusconi e il suo governo graditi e apprezzati da due italiani su tre, e tutti i provvedimenti del nuovo governo in materia di tasse,rifiuti,sicurezza ecc. , promossi a larghissima maggioranza, anche il recentissimo provvedimento in materia di giustizia, attinente alla sospensione dei processi non urgenti, per affrontare quelli per i reati più gravi e di forte impatto sociale, viene promosso a pieni voti dai cittadini,preoccupati per l’aumento della criminalità e pessimisti sullo stato della giustizia, come dimostra un sondaggio di IPR Marketing per il quotidiano Repubblica.
Non è servita a molto dunque la canea che in questi giorni vede tutti insieme appassionatamente stampa,magistrati, opposizione forcaiola guidata da Di Pietro a cui si è accodato anche Veltroni, guitti&giacobini da operetta, pseudo intellettuali e benpensanti, e altri autoeletti della società civile.
Il tutto perché tra i processi sospesi ve ne sarebbe uno,il cd processo Mills che vede imputato Berlusconi,che però a parte la sospensione, non cambierebbe di una virgola la posizione processuale del premier,rimangono infatti fermi tutti i termini.
In questo caso il governo decide sulle priorità giudiziarie,dando la precedenza appunto ai reati di forte impatto sociale,insomma si fa una politica della giustizia e si cerca di rispondere al meglio alle domande e ai bisogni dei cittadini.
Cosa peraltro non nuova,ad esempio il Procuratore Capo di Torino,Maddalena, ha proposto le stesse cose al CSM, ricevendone il plauso, oppure Veltroni che soltanto qualche mese fa dichiarava in campagna elettorale : “ bisogna fissare dei criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale”, viene da chiedersi se è possibile che si cambi idea soltanto perché c’è di mezzo Berlusconi.
Ma come abbiamo visto gli italiani non abboccano più e non si fanno incantare da queste campagne e dalla magistratura militante,pertanto fa bene il Presidente Berlusconi che è sempre in sintonia con il comune sentire e con il paese a tirare dritto.
Non stupisce nemmeno più invece l’atteggiamento del partito democratico e di Veltroni, che ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno, si dimostra lontanissimo dalla realtà e incapace di comprendere quello che attraversa il paese, lo stesso Veltroni si sta dimostrando un leader senza attributi,esitante e titubante sulla giusta linea che deve intraprendere una forza riformista all’altezza delle nuove sfide, insomma come un vaso di coccio di manzoniana memoria stretto tra i faticosi equilibri interni al suo partito e quelli esterni dell’opposizione giacobina rappresentata da Di Pietro.
Incredibile poi come Veltroni e il PD abbiano inscenato un assurda polemica sulla presenza dei militari a coadiuvare le forze dell’ordine in determinate zone, quando questo provvedimento è visto con favore da oltre l’80% dei cittadini e lo richiedono gli stessi sindaci del partito democratico come ad esempio quello di Padova e il sindaco di Venezia, Cacciari.
Non ci si può dunque meravigliare se ad ogni tornata elettorale, vengono presi a ceffoni dagli elettori.







17 giugno 2008

CAPPOTTO DEL CENTRODESTRA NELLE AMMINISTRATIVE IN SICILIA

Nelle amministrative siciliane (si è votato per il rinnovo di 8 amministrazioni provinciali e 147 comuni) il Popolo Della Libertà insieme all’MPA e all’UDC ottiene un clamoroso cappotto.
Otto province su otto sono infatti assegnate al centrodestra che se le aggiudica con percentuali bulgare da un minimo del 55% a un massimo del 75%, la sinistra e il partito democratico perdono anche le due ultime roccaforti che le erano rimaste sull’isola, Enna e Caltanissetta, non ci sarà bisogno di nessun ballottaggio.
Molto deludente la performance del partito democratico che raramente riesce a stento a superare il 20%, anche la sinistra radicale ai minimi storici.
Nel voto ha pesato molto l’astensionismo,solo circa la metà degli aventi diritto si è recata alle urne, non è difficile ipotizzare che tra gli astensionisti vi siano molti delusi e sfiduciati del centrosinistra.
Non ci sono ancora dati significativi per il rinnovo dei 147 sindaci e consigli comunali, ma visto il risultato delle provinciali, significative sorprese non sono all’ordine del giorno.
Continua dunque l’onda lunga del Popolo Delle Libertà e del centrodestra,mentre da oggi in poi il partito democratico e la sinistra tirano un sospiro di sollievo,per quest’anno non si vota più, non c’è più niente da perdere.









15 giugno 2008

ITALIA MILITARIZZATA?

Sarà inserito nel decreto sicurezza in votazione da martedì al senato l’emendamento che prevede l’utilizzo di 2500 militari a disposizione dei prefetti per combattere la criminalità, frutto dell’accordo tra i ministri dell’interno Maroni e quello della difesa La Russa.
L’utilizzo dei militari deve essere, intanto, motivato da «specifiche ed eccezionali esigenze». È prevista nelle «province comprendenti aree metropolitane e comunque densamente popolate ». I militari, come accadde nell'operazione Vespri Siciliani del 1992, avranno «le funzioni di agente di pubblica sicurezza »: potranno fermare, identificare e perquisire persone e mezzi, se c'è il sospetto di comportamenti «che possono mettere in pericolo l'incolumità di persone o la sicurezza dei luoghi vigilati». Ma per completare gli accertamenti e per le funzioni di polizia giudiziaria dovranno passare la mano a carabinieri, poliziotti o finanzieri.
Il principale esponente dell’opposizione,Veltroni, e il partito democratico si dichiarano contrari, perché secondo loro non c’è nessuna emergenza, e si da un immagine catastrofica del paese, di rischio militarizzazione parlano Di Pietro e Casini.
Innanzi tutto c’è da osservare che l’eventuale utilizzo dei militari sarà deciso autonomamente dai prefetti, 2500 soldati poi, mi sembrano pochi per militarizzare l’Italia, la presenza dei militari più che altro serve dove sarà prevista, soprattutto per presidi fissi, e comunque a livello psicologico ha l’effetto di restituire un minimo di tranquillità ai cittadini che a stragrande maggioranza sono a favore del provvedimento.
Le pesanti sconfitte subite sembra invece che non abbiano insegnato nulla alla sinistra, continuano a non comprendere le preoccupazioni e le paure dei cittadini, al loft e nei terrazzi non si avvertono questi problemi.






11 giugno 2008

IL PARTITO DEMOCRATICO ALLO SBANDO

Dopo il durissimo attacco del settimanale cattolico Famiglia Cristiana, in cui si invita Veltroni a mettere i radicali alla porta paventando il rischio che i cattolici del PD seguano l’esempio degli elettori e traslochino armi e bagagli da Berlusconi, nonché l’accusa di essere stati traditi da un “partito fantasma” (Sic) con dei valori anarchici, nel PD gli ex della Margherita capeggiati da Rutelli dicono no alla scissione e invocano una svolta profonda, e soprattutto ancora una volta “alleanze di nuovo conio”, nostalgia di Mastella?
Ma soprattutto c’è un secco no all’ingresso del PD nel Partito Socialista Europeo e l’altro giorno appunto, i vertici del PSE hanno ribadito a Veltroni di non essere disposti a cambiare nome e buttare alle ortiche la secolare storia socialista per agevolare l’ingresso del PD .
Pare che la soluzione ipotizzata sia quella di costituire un gruppo autonomo nel parlamento europeo che si allei con i socialisti e liberaldemocratici, chissà perché allora non allearsi con i socialisti italiani, altrimenti e sarebbe il colmo, alle prossime europee i parlamentari del PD eletti andranno chi nel PSE e chi nei liberaldemocratici, tutto da ridere.
Intanto anche fondazioni e correnti fanno sentire il loro malumore all’interno e soprattutto all’esterno del partito, dopo le esternazioni di D’Alema e Rosy Bindi,oggi Parisi attacca Rutelli chiamato in correità insieme a Veltroni in qualità di “corresponsabile della sconfitta”.
Parlare di sbando mi sembra quantomeno riduttivo, è auspicabile che il partito democratico metabolizzi al più presto la sconfitta elettorale e ritrovi un minimo di coesione, non ci può essere un governo forte senza un opposizione altrettanto forte che pungoli la maggioranza, voti contro quando non condivide ma proponga alternative, e naturalmente approvi senza remore quello che condivide, e soprattutto si faccia carico insieme alla maggioranza delle riforme costituzionali.
Altrimenti si rischia di lasciare immense praterie di visibilità all’opposizione giacobina e giustizialista di Di Pietro, e poi tra un anno ci saranno le elezioni europee, e non si potrà più contare sul voto utile o sull’antiberlusconismo.




9 giugno 2008

HILLARY CLINTON GETTA LA SPUGNA YES WE CAN

L’interminabile campagna delle primarie USA del Partito Democratico è finalmente giunta al termine, dopo la chiusura delle urne in South Dakota e Montana che hanno dato a Barack Obama la certezza della nomination , qualche giorno di riflessione e un incontro nemmeno troppo segreto con il candidato democratico alla Casa Bianca, Hillary Clinton ha gettato la spugna ,ha ringraziato i suoi sostenitori e li ha invitati ad appoggiare Obama.
«Il modo per continuare la nostra lotta e raggiungere i nostri scopi ora è convogliare le nostre forze sull'elezione di Barack Obama. A lui miei complimenti, il mio endorsement e il pieno sostegno. A voi chiedo di lavorare sodo per Barak come avete fatto per me. Sono stata con lui al Senato per quattro anni e con lui in questa campagna. Ho visto la sua forza e la sua determinazione. In lui ho visto incarnarsi il sogno americano» .«Ora io,lui e voi siamo uniti nella stessa lotta, perché abbiamo una economia prospera e perché tutti posano avere generi alimentari, pensione e un sistema sanitario accessibile a tutti». «Un giorno vivremo in un'America dove tutti avranno un'assicurazione sanitaria. Per questo dobbiamo lottare perché Obama venga eletto. Sarà un'America più forte in cui tutti avranno più dignità. Per questo dobbiamo aiutare Barack Obama a essere eletto». «Per questo ora dico con lui Yes we can».
Non c’è certezza su chi sarà il candidato vicepresidente che accompagnerà Obama nella corsa alla Casa Bianca, la Clinton ha fatto sapere che non lo ha chiesto,ma accetterebbe se le venisse offerto.
Intanto Obama vorrebbe almeno due mandati ,voglio inaugurare le Olimpiadi di Chicago nel 2016 dice,ma intanto delinea chiaramente le linee della sua politica estera se sarà eletto : “Gerusalemme dovrà restare la capitale d'Israele e non dovrà essere divisa” e farà di tutto per impedire che Teheran entri in possesso di armi nucleari, dichiarazioni che hanno suscitato le vivaci proteste da parte dei Palestinesi.
Il candidato repubblicano McCain intanto da tre mesi ormai con la nomination in tasca,prepara la battaglia d’autunno per la casa Bianca, la potentissima lobby ebraica d’America è senz’altro schierata al suo fianco anche se Obama tenta di suscitare simpatie con le sue dichiarazioni su Gerusalemme e Teheran.
Ma il vero motivo della prossima campagna elettorale sarà se gli USA sono pronti ad eleggere un presidente nero, e a questo proposito sarà interessante vedere se proprio tutti i sostenitori di Hillary Clinton lo voteranno o magari una almeno una parte riverserà i suoi voti su McCain.
In autunno sapremo, si prevede comunque una battaglia all’ultimo voto.













20 maggio 2008

DA SOLI MA ANCHE NO

Dopo che il capolista della monnezza campana Massimo D’Alema ha ufficializzato l’esistenza di “correnti” (Sic) nel partito democratico “basta guardare come si danno gli incarichi”, e che “bipolarismo non significa necessariamente bipartitismo”, Walter Veltroni ha iniziato a lavorare per costruire un nuovo centrosinistra, incontrando al Loft Claudio Fava coordinatore della sinistra democratica.
Al termine dell’incontro quest’ultimo commenta: “ E’ la fine dell’autosufficienza proclamata e declamata” , si guarda alla sinistra che sia disposta ad accettare la sfida del governo fanno sapere dal Loft, si dunque a un “nuovo centrosinistra su base programmatica”.
Finisce dunque l’era del no ai veti, della vocazione maggioritaria e di tutte le novità contrabbandate in campagna elettorale, a cui gli italiani tra l’altro non hanno minimamente creduto, è l’ammissione del fallimento.
D’Altronde la sconfitta alle politiche e alle amministrative è stata pesantissima e la resa dei conti nel partito democratico è stata soltanto rinviata, le uniche possibilità di sopravvivenza di Veltroni alla guida del PD sono legate al dialogo con Berlusconi sulle riforme e alla costruzione di una nuova alleanza programmatica del centrosinistra,anche perché alle europee del prossimo anno il risultato delle politiche già non esaltante, difficilmente sarà ripetuto in assenza di “voti utili” e antiberlusconismo.
Insomma bisogna tornare a parlare e presto anche con Rifondazione e compagni, non mi meraviglierei certo se anche Prodi ritornasse in pista, sarebbe la migliore dimostrazione di come tutto deve cambiare senza che cambi nulla.




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