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  Aurora86 AZZURRA LIBERTA' - * BLOG MORALMENTE INFERIORE *
 
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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





Vota Berlusconi

 




...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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3 dicembre 2008

MACCHE’ PERDERE LA FACCIA

Dopo le ammissioni Prodi: «Le sollecitazioni dell'Unione europea perché fosse risolta l'asimmetria delle aliquote Iva per le televisioni in Italia ci furono. Una posizione assolutamente condivisibile, tanto che ci impegnammo a provvedere. Ma poi non entrammo mai nel merito», sono arrivate anche le precisazioni della UE : «Se le autorità italiane avessero insistito nel non cambiare le aliquote Iva sulla tv a pagamento - ha fatto sapere Maria Assimakopoulou, portavoce del Commissario Ue alla Fiscalità Laszlo Kovacs - la commissione Ue avrebbe dovuto aprire una procedura di infrazione. Ma nel momento in cui le autorità italiane informano di avervi riposto rimedio con decisioni adeguate, il caso è chiuso, nella direttiva Ue sull'Iva c'è un allegato che dice che si può applicare un'aliquota ridotta per le tv satellitari, ma devono essere applicate le stesse aliquote per gli stessi tipi di servizi. L'aliquota andava perciò resa uguale per tutti. Quindi il governo italiano doveva decidere se tutti al 10% o tutti al 20%: è il Paese che decide».
Dunque il dilemma era se abbassare l’aliquota IVA al 10% a Mediaset e Rai allineandola a quella attuale di Sky oppure portare anche Sky al 20% , non si può riconoscere che quest’ultima è la soluzione migliore, si immagini se arrivava in parlamento un provvedimento che riduceva l’IVA al 10% a Mediaset, le strumentalizzazioni sul conflitto di interessi dove sarebbero arrivate, altro che aumentare le tasse a una tv concorrente.
La battaglia di Sky è comprensibile,difendono i loro interessi come farebbe qualunque altra azienda, quello che non è comprensibile, anzi fa scompisciare dalle risate, è il fatto che Veltroni e la sinistra difendano un “povero miliardariocome Murdoch e i “nuovi proletari” abbonati della tv a pagamento,pensate a cosa sono ridotti.
Quando saranno resi noti i motivi del provvedimento “ la sinistra perderà la faccia dalla vergogna” aveva detto ieri Silvio Berlusconi, prendendosela anche con alcuni giornali che titolavano “Berlusconi contro Sky”, oggi dopo i chiarimenti della UE il Premier ha detto: “hanno fatto una figuraccia enorme e gli italiani potranno trarre un giudizio definitivo su questi signori”.
Non sono d’accordo con Berlusconi, nel senso che non si può perdere ciò che non si ha, se mai ne hanno avuto una, Veltroni e la sinistra “ HANNO LA FACCIA COME IL CULO” , da buoni allievi della vecchia scuola comunista, sono campioni “ della menzogna e del ribaltamento della realtà” e della “verità che bisogna adattare alle circostanze”, pertanto visto che il Presidente ha il dono della comunicazione , della chiarezza e della sintesi , può riassumere tutto in una sola parola

COGLIONI ! ! !










23 giugno 2008

GIA' APPROVATA LA NORMA BLOCCA PROCESSI

La norma blocca processi è stata già approvata, ed è perfettamente costituzionale, soltanto che non è stata licenziata da questo parlamento e da questo governo, bensì dal governo Prodi e controfirmata dall’allora ministro della giustizia Flick e dallo smemorato di Collegno, Oscar Luigi Scalfaro.
Lo precisa l’ex Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, Antonio Albano in una lettera al Corriere Della Sera.
Caro Direttore, con riferimento all'articolo apparso in prima pagina sul suo giornale, dal titolo «Passa la norma blocca processi», forse è opportuno segnalarle che una disposizione analoga è da tempo vigente nel nostro ordinamento giuridico.
Con il decreto legislativo del 19 febbraio 1998 n. 51 è stato introdotto uno smilzo articoletto (art. 227) il quale testualmente dispone: «Al fine di assicurare la rapida definizione dei processi pendenti alla data di efficacia del presente decreto, nella trattazione dei procedimenti e nella formazione dei ruoli di udienza, anche indipendentemente dalla data del commesso reato o da quella delle iscrizioni del procedimento, si tiene conto della gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l'accertamento dei fatti, nonché dell'interesse della persona offesa.
Gli uffici comunicano tempestivamente al consiglio superiore della magistratura i criteri di priorità ai quali si atterranno per la trattazione del procedimento e per la fissazione delle udienze».
Con tale disposizione è stata consentita la trattazione di quei procedimenti che il magistrato, a suo discrezionale apprezzamento, ritiene «gravi o dotati di concreta offensività». Per gli altri il destino è assicurato: saranno stipati in un oscuro sottoscala all'interno di un ufficio giudiziario, in attesa dell'arrivo liberatorio della prescrizione. È stata cosi introdotta una illegittima archiviazione, mascherata con buona pace del declamato principio della obbligatorietà dell'azione penale.
Il predetto decreto legislativo porta le firme di Prodi, presidente del Consiglio dei Ministri, Flick, ministro di Giustizia, Scalfaro, presidente della Repubblica. È singolare, perciò, che nell'intervista rilasciata al suo giornale, il presidente Scalfaro non abbia fatto alcun riferimento alla disposizione suddetta. Preme sottolineare che in un Paese di democrazia liberale spetta al Parlamento individuare quali fatti assumono rilevanza penale e, quindi, quali reati debbano essere perseguiti. Appare, perciò, quantomeno eccentrico che i criteri di priorità imposti dalla disposizione summenzionata debbano essere portati all'attenzione del Csm e non del Parlamento.
Antonio Albano
ex Procuratore Generale Onorario presso la Corte di Cassazione.

Thanks al Legno Storto 

Ora però mi raccomando, non fatelo sapere in giro,altrimenti ci perdiamo lo spettacolo dei giacobini e dei travagliati in difesa della legalità, del CSM e ANM che abbaiano sull’inaudito attacco all’indipendenza della magistratura e sullo scempio della costituzione, magari prima della chiusura estiva del parlamento faremo anche in tempo ad assistere a qualche girotondo, con il caldo che fa sarà uno spettacolo da non perdere.




21 maggio 2008

ROM TENTANO DI RAPIRE BIMBA

Un altro tentativo di rapimento dopo quello successo a Napoli una decina di giorni fa, dove una donna sorprese in casa una giovanissima nomade che tentava di fuggire con in braccio la figlia di sei mesi poi arrestata, è successo nel centro commerciale Auchan di San Giuseppe La Rena a Catania.
La piccola era in compagnia della mamma intenta a fare la spesa quando una nomade si è avvicinata per chiedere l'elemosina. La signora garbatamente ha risposto di non avere spiccioli.
Pochi istanti dopo, mentre la mamma stava caricando la spesa in auto, la rom ha tentato di sollevare la bambina dal carrello della spesa con l'aiuto di un uomo, anche lui romeno.
La donna è moglie di un ispettore di polizia che, avvertito con il cellulare, ha fatto intervenire una volante del commissariato San Cristoforo.
I due romeni, di 24 e 19 anni, sono accusati di violenza privata, sottrazione di minore e tentato sequestro di persona, appartenevano al campo nomadi che si era installato da tempo nel piazzale vicino al centro commerciale dove è avvenuto il fatto, stamane, il piazzale è stato liberato dalle roulotte e i nomadi si sono trasferiti altrove.
Ogni commento mi sembra superfluo, non è un caso che oltre l’80% degli italiani sono favorevoli alle misure annunciate nel “pacchetto sicurezza” che verrà emanato oggi dal governo, ossia tolleranza zero contro i clandestini e coloro che delinquono, non lavorano e sono socialmente pericolosi e accoglienza per coloro che vengono per lavorare e integrarsi.
E meno male che ha vinto Berlusconi,questo probabilmente pensano anche coloro che alle ultime elezioni hanno votato a sinistra, poiché anche loro sono favorevoli alla misure annunciate dal governo con punte sino al 70%, così come nella stessa percentuale sono gli italiani favorevoli alle ronde civili e addirittura 1 su 5 ne vorrebbe far parte, questi i risultati di un recente sondaggio IPSOS.
Non è superfluo invece ricordare che, gran parte dei problemi con i cittadini comunitari, specialmente con Rom e delinquenti romeni lo dobbiamo al governo Prodi e alla “politica delle porte aperte”, che al momento dell’ingresso nell’Unione Europea di paesi come Romania e Bulgaria sì è guardato bene dall’applicare una moratoria alla libera circolazione dei cittadini provenienti da quegli stati in Italia ,cosa peraltro prevista dalle leggi della UE e applicata da tutti gli altri stati dell’unione, così come aveva fatto il governo Berlusconi nel 2004 al momento dell’ingresso di dieci nuovi stati tra i quali Polonia,Ungheria ecc.
L'Italia non cambierà la politica delle porte aperte in materia di immigrazione
Quella dell’apertura è una politica che ho scelto, che ritengo responsabile e che non cambio”, per i nuovi paesi membri dell’Unione, Bulgaria e Romania, “il flusso di ingressi avrà una tendenza all'assestamento e alla diminuzione molto rapida perché sta cambiando la struttura economica di questi paesi”.
In questa materia i problemi sono reali”, ha detto successivamente il premier, che ha espresso una certa preoccupazione per le reazioni dell'opinione pubblica italiana invitando a non criminalizzare certe situazioni e ad “esigere rispetto integrale della legge”.
Romano Prodi 04 Ottobre 2007
Di questo regalo di Prodi e del governo del partito democratico gli italiani non avevano proprio bisogno.




8 maggio 2008

L’ITALIA HA VOLTATO PAGINA, E’ LA NUOVA STAGIONE

Il nuovo governo Berlusconi è entrato ufficialmente in carica oggi dopo il giuramento di rito di tutti i ministri e del Presidente del Consiglio nelle mani del Presidente della Repubblica al Quirinale.
Subito dopo la cerimonia c’è stato il passaggio di consegne tra il premier dimissionario Romano Prodi e il nuovo premier Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi dove si è svolto anche il primo consiglio dei ministri che ha ufficialmente nominato Gianni Letta come sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri e assegnato le deleghe ai ministri senza portafoglio.
Inoltre è stato nominato Antonio Tajani commissario UE in sostituzione del dimissionario Franco Frattini nominato ministro degli esteri del nuovo governo.
Successivamente il premier si affacciato al balcone e ha salutato la folla mandando baci con le mani alla folla raccolta davanti Palazzo Chigi, che ha lasciato a piedi,concedendosi alla gente che lo ha accolto con “Meno male che Silvio c’è” , ha salutato tutti ripetendo “c’è tanto da lavorare”, ricevendo anche dei fiori rossi da una fan.
L’Italia ha voltato pagina,inizia la nuova stagione.













7 maggio 2008

NASCE IL NUOVO GOVERNO BERLUSCONI

Il nuovo governo Berlusconi nasce già con un record positivo, per la prima volta infatti nella storia della Repubblica, il presidente del consiglio incaricato,all’atto del conferimento dell’incarico ha sciolto immediatamente la riserva e presentato al capo dello stato la lista dei ministri.
Il giuramento dei ministri avverrà al Quirinale domani alle 17, il dibattito sulla fiducia ci sarà la prossima settimana e poi il governo entrerà nella pienezza dei poteri.
Sono 21 i ministri del nuovo governo Berlusconi: 12 ministri con portafoglio e 9 senza portafoglio. Successivamente verranno nominati i vice ministri che avranno deleghe importanti, 9 o 10,e una trentina di sottosegretari, per un totale di sessanta in tutto, molti meno dell’ultimo governo Prodi composto da ben 102 elementi in totale.
Al presidente Berlusconi i migliori auguri di un proficuo lavoro, nell’interesse innanzi tutto dell’Italia e degli italiani, che in modo plebiscitario lo hanno riportato per la terza volta a Palazzo Chigi.
Questa la lista dei ministri:

Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Gianni Letta.

Ministri con Portafoglio
 
Esteri: Franco Frattini
Economia: Giulio Tremonti
Interno: Roberto Maroni
Giustizia: Angelino Alfano
Difesa: Ignazio La Russa
Attivita’ produttive: Claudio Scajola
Welfare: Maurizio Sacconi
Politiche Agricole: Luca Zaia
Ambiente: Stefania Prestigiacomo
Infrastrutture e Trasporti: Altero Matteoli
Istruzione- Università - Ricerca: Maria Stella Gelmini
Beni Culturali: Sandro Bondi

Ministri senza Portafoglio

Riforme Federalistiche: Umberto Bossi
Funzione Pubblica e innovazione: Renato Brunetta
Rapporti con il Parlamento: Elio Vito
Semplificazione: Roberto Calderoli
Affari Regionali: Raffaele Fitto
Politiche Comunitarie: Andrea Ronchi
Pari Opportunita’: Mara Carfagna
Attuazione del Programma: Gianfranco Rotondi
Politiche Giovanili: Giorgia Meloni









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permalink | inviato da Aurora86 il 7/5/2008 alle 22:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


23 aprile 2008

ALITALIA: APPROVATO PRESTITO PONTE DI 300 MILIONI

Il consiglio dei ministri,presieduto da Prodi, su precisa richiesta di Berlusconi ha approvato un prestito ponte di 300 milioni a fronte dei 100 previsti inizialmente per far fronte alle immediate necessità di liquidità di Alitalia all’indomani del ritiro di Air France dalla trattativa per l’acquisto della compagnia aerea.
Sul fallimento della trattativa si era espresso Berlusconi attraverso il portavoce Paolo Bonaiuti: "L'abbandono della trattativa su Alitalia da parte di Air France è la logica conclusione di una vicenda nata male e condotta ancora peggio. Auspichiamo che il governo assicuri risorse idonee e congrue che consentano la realizzazione di ipotesi alternative".
Intanto il superconsulente di Silvio Berlusconi,Bruno Ermolli presidente di Sinergetica , continua a sondare gli imprenditori italiani interessati al salvataggio e rilancio della compagnia.
E un ulteriore segnale di apertura è venuto da Banca Intesa  : “ si potrebbe riaprire il dossier Alitalia: lo ha annunciato il presidente del consiglio di gestione, Enrico Salza, l'interesse dell'istituto, ha spiegato il banchiere, potrebbe esprimersi "sotto varie forme", ma solo alla presenza di un "progetto non provinciale ma di respiro internazionale. Noi", ha aggiunto, "non abbiamo esaminato nessun dossier ma siamo pronti a farlo se ci verrà richiesto con un piano industriale. Al momento", ha concluso Salza, "siamo fuori. Aspettiamo che le bocce si fermino. Poi vedremo".
La compagnia russa Aeroflot,dopo il recente incontro in Sardegna tra Putin e Berlusconi, fa sapere che attende un invito formale per avviare discussioni, la compagnia aerea tedesca Lufthansa ribadisce che seguiranno gli sviluppi della vicenda Alitalia.
Chiusa la partita con Air France ora, spiega Silvio Berlusconi, “gli imprenditori potranno venire avanti”. “adesso esistono le condizioni affinché chi vuole partecipare ad Alitalia si faccia avanti e chieda di poter verificare i conti in modo da poter presentare nel più breve tempo possibile una offerta impegnativa, il tutto coadiuvato da banche e istituzioni a latere e sicuramente con la partecipazione di aziende del settore, Air France ha presentato delle proposte che avrebbero significato la svendita di Alitalia e l’assorbimento da parte di Air France. Non credo che questo possa essere consentito in un paese che vuole continuare ad avere una compagnia di bandiera ed essere una potenza economica”.






18 aprile 2008

SENZA POLTRONE NON RESISTONO

Due anni fa,con 24.000 voti in più alla camera e 250.000 voti in meno al senato hanno arraffato secondo i loro desiderata le prime tre cariche istituzionali della Repubblica, ora che hanno subito una “sonora sconfitta” con oltre tre milioni di voti di scarto sia alla camera che al senato, Veltroni&C pretendono la presidenza di una delle due camere , ma è assolutamente contro ogni logica che gli sconfitti siano rappresentati in due cariche su tre, e pertanto bene ha fatto Berlusconi a ribadire un secco no.
Ma adesso c’è un nuovo caso, con la candidatura e l’elezione al parlamento italiano del vice presidente UE con delega alla giustizia,Franco Frattini,nominato a suo tempo dal governo Berlusconi, che ricoprirà l’incarico di ministro degli esteri del nuovo governo, si dovrà procedere alla sua sostituzione in seno alla commissione UE.
Con la fame di poltrone che si ritrovano il presidente del consiglio dimissionario,Prodi, ha fatto sapere che la nomina spetta al suo governo, anzi ha precisato di aver inviato a Berlusconi un elenco di 5 nomi condivisi(Sic) ,ma ancora non ha ricevuto risposte, questo mentre Veltroni dice che il nuovo commissario non potrà essere del PDL e Amato addirittura si spinge a fare il nome di Emma Bonino.
Questi non hanno capito nulla, intanto non si procede a nessuna nomina perché Frattini non essendo stato ancora convalidato come eletto nel nuovo parlamento, naturalmente non si è dimesso ed esercita le sue funzioni a Bruxelles, quando si riuniranno le nuove camere opterà ancora per l’incarico UE per dimettersi quando sarà nominato ministro, e il nuovo commissario sarà nominato dal nuovo governo,anche perché è utile che, commissario con una delega così importante come la giustizia, sia qualcuno di assoluta fiducia di Berlusconi.
Veltroni e il partito democratico pensino a fare opposizione costruttiva e proposte nell’interesse del paese, anche perché in due anni di governo Prodi non basta un intero “poltronificio” per tutte le nomine fatte e rifatte, basti pensare per esempio a Rovati fatto dimettere da consulente di Palazzo Chigi per il caso Telecom e successivamente nominato commissario per il Kazakistan.




15 aprile 2008

FIVE MORE YEARS

Il trionfo di Silvio Berlusconi e del Popolo Della Libertà tra i cittadini italiani è innanzi tutto testimoniato dai numeri,quando ormai mancano poche sezioni allo scrutinio definitivo, la coalizione PDL+LEGA NORD+MPA ha un vantaggio di 9,2% al senato e 9% alla camera sulla coalizione Partito Democratico + Italia Dei Valori guidata da Walter Veltroni.
Anche il numero di seggi conquistati nelle due camere non lascia spazio a dubbi e interpretazioni: + o – 170 su 315 al senato, 340 su 630 alla camera, un mandato pieno ed assoluto a governare da parte del popolo italiano a Silvio Berlusconi che, si è confermato ancora una volta, l’unico vero leader capace di capire e interpretare quello che attraversa il paese.
E’ stato anche il giorno della scomparsa dalla rappresentanza parlamentare di formazioni storiche come i Verdi,Rifondazione Comunista,Comunisti Italiani, Sinistra Democratica e Socialisti che non sono riuscite a raggiungere il quorum sia alla camera che al senato, un piccolo drappello socialista guidato da Stefano Caldoro è comunque presente nelle liste del PDL,l’UDC guidata da Casini riesce a superare il quorum alla camera e avrà 34 deputati,irrilevante invece al senato dove saranno presenti al massimo 2-3 senatori,davvero poco per chi sino a qualche giorno fa sperava di fare l’ago della bilancia ed avere addirittura l’incarico di Premier in caso di stallo tra le due maggiori coalizioni, ma erano soltanto fantasie preelettorali.
Cinque anni ancora dunque,per quest’uomo che non finisce mai di stupire,ogni volta che lo danno per finito rinasce più forte di prima, e non viene mai meno la fiducia di gran parte degli italiani.
Sono convinta che governerà al meglio delle sue possibilità,pur se ci aspetta un periodo difficilissimo con la recessione mondiale alle porte e la pesantissima eredità del governo Prodi, crescita prossima allo zero,inflazione record al 3,3% e debito pubblico in risalita, è l’unica speranza di salvezza per questo maltrattato paese.
Alla fine della prossima legislatura si compirà il ventennio berlusconiano,ma forse solo tra qualche decennio si potrà capire l’importanza storica che quest’uomo prestato alla politica ha avuto per l’Italia, come unico protagonista contemporaneo della politica è già nella top ten dei dieci grandi che hanno fatto la storia d’Italia insieme a Garibaldi,Cavour, Pertini, De Gasperi,Leonardo Da Vinci ecc. come risulta da un recente sondaggio effettuato a cura dell’associazione sondaggisti italiani(ASSIRM), e si avvia a diventare un “Padre della Patria”, forse un giorno ai nostri nipotini potremo dire io c’ero .

BENTORNATO MIO PRESIDENTE NEL POSTO CHE LE COMPETE ,ALLA GUIDA DI QUESTO PAESE,AUGURI DI BUON LAVORO.

I CARE,WE CAN,THEY WIN

MENO MALE CHE SILVIO C’E’.


 



SOMEWHERE OVER THE RAINBOW (DA QUALCHE PARTE SOPRA L'ARCOBALENO), IL CIELO E' AZZURRO COME IL POPOLO DELLA LIBERTA', UNA CANZONE CHE ESPRIME AL MEGLIO LE MIE SENSAZIONI.
WHAT A WONDERFUL WORLD ! ! !










21 marzo 2008

ALITALIA COME SME ?

Sicuramente lo avranno pensato in tanti, questa trattativa in esclusiva con Air France ricorda molto il tentativo di svendita del colosso alimentare SME da parte di Romano Prodi allora presidente dell’IRI , svendita poi sventata grazie a una cordata di imprenditori ,tra i quali Silvio Berlusconi a cui il presidente del consiglio dell’epoca Bettino Craxi aveva chiesto di intervenire e fare un offerta.
E’ molto strano infatti che si accetti una trattativa in esclusiva con Air France che ha fatto un offerta inferiore a quella di un'altra azienda interessata come Air One , ma non solo, ai francesi è stato consentito di fare una seria ricognizione sui conti dell’ Alitalia mentre a Air One questo non è stato consentito.
A queste conclusioni è giunto anche Silvio Berlusconi che ha bollato come “arrogante e irricevibilel’offerta di Air France per rilevare Alitalia, e ha promosso una cordata di imprenditori italiani.
"Ho già avuto contatti non posso dire chi sono, devo mantenere il riserbo, ma ho fiducia e conto che si possa fare. Credo che per salvare l’Alitalia si dovrà presentare una cordata di imprenditori italiani e che, ne ho parlato stamattina con Prodi al telefono, il governo debba prestarsi a un prestito ponte che dovrebbe consentire a questa cordata di mettere assieme un piano industriale e di fare una, due, diligence come non era stato consentito nella prima gara".
Così il leader del PDL Silvio Berlusconi che ha così proseguito,"non penso che un Paese che abbia voglia di essere protagonista nel mondo possa rinunciare ad avere una compagnia di bandiera. Le condizioni presentate da Air France sono davvero irricevibili: tutti gli accordi che Alitalia dovesse fare con gli altri Paesi in tema di trasporto aereo dovranno avere il benestare di Air France, e’ inaccettabile.
Basta col trasporto merci in Italia, tutto passa sotto la Francia, dal 2011 non si possono avere più cargo nostri. E poi la rinuncia ad una causa fatta da SEA nei confronti di Alitalia che ha mancato a certi impegni e la legge italiana e quella europea ci vietano di poterlo fare. Quindi hanno fatto una proposta arrogante ma soprattutto da parte nostra irricevibile. La compagnia di bandiera e’ il primo richiamo dei turisti stranieri per un Paese. Tutti gli uffici e le agenzie di Alitalia nel mondo sono il primo contatto degli stranieri che devono venire a visitare il nostro Paese. Se non avessimo la compagnia di bandiera, gli stranieri, i 100 milioni di ricchi indiani, i 100 milioni di ricchi cinesi che ci sono che dovrebbero aumentare nei prossimi anni del 50% il turismo internazionale, i tedeschi e i francesi li portano prima in Italia? Prima di tutto li porteranno a visitare la Francia, i castelli della Loira, e noi saremo la Cenerentola dell’Europa con uno status da Paese a cui mi ribello e di cui tutti dovremo vergognarci. Per cui, io che ero stato zitto perché non volevo intervenire nelle trattative con il governo, ieri sono sbottato e ho detto che non e’ possibile accettare questa cosa e ho fatto un appello agli imprenditori italiani, se hanno un briciolo di orgoglio e un briciolo di capacità di vedere il futuro. Un imprenditore del Nord per andare in giro nel mondo deve andare a Parigi? Ci sono aziende che hanno 20-30 sedi in tutto il mondo e devono passare attraverso un hub che non e’ situato in Italia?".
Questo ieri,oggi se possibile, Berlusconi è apparso ancora più determinato: "comincio ad operare perché l’operazione Alitalia possa riuscire e in previsione di avere la responsabilità di Governo sono sicuro che arriveremo ad un risultato positivo: adesso che sono in campo io, questa cosa si fa".
"Le condizioni poste da Air France sono irricevibili e quindi non ci resta che dar vita a una offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme a banche italiane.
Sono stato in disparte fino a oggi. Ho lasciato fare a questo governo che ha fatto il peggio possibile: ha escluso dalla possibilità di conoscere i dati su Alitalia tutti coloro che potevano avere un interesse. A questo punto dobbiamo avere il tempo e il modo di concretizzare il tutto, ma credo che le condizioni poste da Air France sono condizioni che il paese non può accettare".
"La risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del Consiglio, è un chiaro e secco 'no'". "Una risposta contraria- puntualizza il Cavaliere- non contro la Francia ma contro le condizioni ricevute".
"Poco fa con una battuta avevo detto 'O si fa Alitalia o si muore'. Mentre ero in macchina mi è venuto in mente un nuovo slogan: 'Rialzati Alitalia!'".
Bene,dunque Berlusconi fa sul serio, è di estrema importanza avere in Italia una compagnia di bandiera sana ed efficiente,speriamo che ci riesca,anche perché i sindacati e molti esponenti del governo dimissionario sono d’accordo a verificare l’ipotesi di un offerta alternativa , all’italiana AirOne non è stato consentito di presentare un “offerta vincolante" , e il commissariamento e il fallimento sono dietro l'angolo.
C’è da augurarsi davvero che anche questa volta Silvio Berlusconi riesca ad evitare una seconda SME.






14 marzo 2008

IL GATTO E LA VOLPE...








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permalink | inviato da Aurora86 il 14/3/2008 alle 22:19 | Versione per la stampa


12 marzo 2008

ANCHE LA TASSA SUGLI ASSEGNI

L’Agenzia delle Entrate, con circolare n. 18 del 7 marzo 2008, ha fornito informazioni in merito al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, che ha introdotto alcune misure per prevenire l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo.
L’articolo 49, comma 10, in particolare, stabilisce che, a decorrere dal 30 aprile 2008, “per ciascun modulo di assegno bancario o postale richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera è dovuta dal richiedente, a titolo di imposta di bollo, la somma di 1,50 euro. Ciascuna girata deve recare, a pena di nullità, il codice fiscale del girante.”
L’imposta di bollo, inoltre, continua ad essere dovuta sugli estratti conto (comprese le comunicazioni relative ai depositi di titoli) inviati dalle banche ai clienti ed agli estratti di conto corrente postale.
Moduli di assegni bancari o postali in forma libera
In merito agli assegni in forma libera, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che si tratta di quelli richiesti alle banche o a Poste italiane S.p.A. e che i soggetti già titolari dell’autorizzazione a pagare l’imposta in modo virtuale devono presentare entro il 30 giugno 2008 una dichiarazione contenente:
- i dati del dichiarante;
- gli estremi dell’autorizzazione ad assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale;
- il numero di moduli di assegni bancari o postali che presumibilmente saranno richiesti in forma libera dal 30 aprile fino al 31 dicembre 2008;
- la liquidazione provvisoria delle somme dovute per il periodo compreso tra il 30 aprile ed il 31 dicembre 2008;
- la ripartizione in tante rate uguali quanti sono i bimestri, con scadenza successiva al 30 aprile, compresi nel predetto periodo.
Inoltre, tutti i soggetti autorizzati al pagamento dell’imposta di bollo in modo virtuale devono presentare, entro il mese di gennaio 2009, una dichiarazione definitiva contenente la “indicazione del numero degli atti e documenti emessi nell’anno precedente distinti per voce di tariffa”, indicando anche il numero di assegni in forma libera emessi nel corso dell’anno trascorso con l’indicazione della corrispondente somma dovuta a titolo di imposta di bollo.
Assegni circolari
L’imposta di bollo (che equivale al “6 per mille per ogni anno”) deve essere liquidata trimestralmente, in base a denuncia presentata entro trenta giorni dalla scadenza di ciascun trimestre, e deve essere versata entro i successivi dieci giorni.
In aggiunta a tale imposta, il contribuente deve corrispondere un importo di 1,50 euro per ogni assegno circolare rilasciato in forma libera ed esso deve essere corrisposto con le stesse modalità previste per il 6 per mille.
Vaglia cambiario
Su essi è dovuta l’imposta di bollo pari al 4 per mille per ogni anno, che deve essere versata con cadenza trimestrale entro il secondo mese successivo a quello di ciascun trimestre solare (febbraio, maggio, agosto e novembre).
In aggiunta a tale imposta e con le stesse modalità, deve essere corrisposta la somma di euro 1,50.
Vaglia postale
L’Agenzia ha ricordato che i vaglia postali rilasciati in forma libera a decorrere dal 30 aprile 2008 non godono dell’esenzione dall’imposta di bollo e su essi è dovuta la somma di euro 1,50.


http://media.newsfood.com/Archivi/Lavoro/2008-03/20080311-CAg_Entr_18_070308.pdf

Questo è uno,speriamo,degli ultimi regali del governo Prodi agli italiani, l’oppressione burocratica e fiscale è spaventosa,non sanno più cosa inventarsi per controllare e tartassare la gente,trattata come sudditi e non come cittadini.
In pratica un normale carnet di assegni liberi verrà a costare 15 euro in più,ma non solo,nel caso di girata bisognerà ricordarsi di apporre anche il codice fiscale, per compilare un assegno tra un po’ ci vorrà l’aiuto di un consulente,senza contare che questo finirà per frenare e ingessare ancora di più la nostra economia.
Tutto questo viene spacciato come antiriciclaggio e lotta al finanziamento di attività criminose e terrorismo, ma già esistono severe norme al riguardo, come ad esempio il massimo deposito sui libretti di deposito o gli assegni superiori ai 5000 euro che devono essere non trasferibili, ma al di sotto di questa cifra quale attività criminosa si può finanziare? Sono solo altre incombenze per la gente comune,la povera gente,che dovrà preoccuparsi di come emettere un assegno anche di 100 o 200 euro,e questo ripeto avrà gravi conseguenze anche sull’economia.
Pare che,come dimostrano tutti i sondaggi, i coglioni disposti a votare contro i loro interessi sono in forte diminuzione, sarebbe da manicomio il verificarsi del contrario.
Quello che gli italiani non vogliono, e lo hanno dimostrato più volte, sono i rimasugli di un malgoverno che ha prodotto sfiducia,insicurezza,paura del futuro,stremato e impoverito il paese, che con facce di bronzo degne di miglior causa vengono riproposti tra le fila del partito democratico.
Forza Presidente Berlusconi,unica speranza di salvezza di questo maltrattato paese.






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10 marzo 2008

UN MONDO DA SALVARE

«Il futuro è sempre bello. Io ho chiuso con la politica italiana, forse ho chiuso con la politica...». «Ma il mondo è pieno di occasioni e di doveri, c’è tanta gente che aspetta una parola di pace e di aiuto, e quindi c’è più spazio adesso di prima».

Romano Prodi 09/03/2008

Pare che i festeggiamenti in corso in Africa, per il mancato arrivo di Veltroni, siano stati bruscamente interrotti da questa ferale notizia.
Adesso non c’è più solo il continente africano in pericolo, c’è un mondo intero da salvare.
Chissà se Prodi si accontenterebbe di un dignitoso posto al museo delle cere?
Altrimenti dopo aver tentato di "organizzare la felicità" agli italiani con i risultati che tutti abbiamo visto, povero mondo…

              


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10 marzo 2008

E ADESSO CHI RIPAGHERA' MASTELLA?

Chiesta l'archiviazione della posizione di Clemente Mastella nell'ambito dell'inchiesta Why Not sulle presunte frodi milionarie ai danni dell'Unione Europea. La procura generale di Catanzaro ha confermato oggi la notizia.
Al momento, invece, sempre secondo quanto riferito dalla Procura generale, non c'è alcuna richiesta di archiviazione per il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, iscritto anch'egli nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Luigi De Magistris, che ipotizzava l'accusa di abuso di ufficio.
Secondo il procuratore generale Vincenzo Iannelli, che ha presentato la richiesta di archiviazione insieme ai sostituti procuratori Domenico De Lorenzo e Alfredo Garbati, non ci sono elementi di responsabilità a carico dell'ex Guardasigilli.
"Dopo questa richiesta di archiviazione, mi chiedo chi mi ripagherà del male che mi è stato fatto. Un male costruito senza alcun riguardo per fatti che non c'erano. Nonostante tutto, voglio dichiarare che la giustizia comunque c'è e che in essa bisogna avere fiducia, e che ci sono in Italia tantissimi magistrati onesti e seri che svolgono le loro funzioni tra indicibili difficoltà": lo afferma in una nota Clemente Mastella, che aggiunge di essere stato "umiliato, lapidato, cacciato dalla scena politica e istituzionale".
Clemente Mastella era stato indagato nell'inchiesta Why Not in relazione ai suoi presunti rapporti con l'imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria ed anch'egli coinvolto nell'inchiesta. Era stato iscritto nel registro degli indagati dal pm Luigi De Magistris, ex titolare dell'inchiesta Why Not.

Mi dispiace sinceramente per Mastella, “ un martire della mala giustizia”,vittima in primis di un tipico magistrato in "crisi di autostima" perché il suo nome non compariva sulle prime pagine dei media o che voleva "cambiare la società da dentro le istituzioni" , ma più ancora vittima di "giacobini&forcaioli con vantaggi editoriali" che hanno titillato il peggio del paese tipo “i bruti e gli informi di Nietzche” e purtroppo Mastella non disponeva e non dispone di una simile potenza di fuoco mediatica.
Adesso che comunque il CSM ha accertato le responsabilità di De Magistris mi auguro che,insieme magari all'altra eroina Forleo,venga messo in condizione di non nuocere, lo si trasferisca in qualche sperduta procura interna della Sardegna,dove potrà occuparsi dei "furti di pecore a danno degli onesti allevatori".




2 marzo 2008

CHIUSO OGNI CONTATTO CON MASTELLA.

Il Popolo della libertà ha chiuso "qualunque contatto" con l’Udeur perché "non c’e’ sincronia tra l’immagine rappresentata da un certo modo di fare politica e quello che e’ il sentimento del popolo delle libertà". Lo ha affermato Silvio Berlusconi durante il suo intervento a Bari nel quale ha chiuso definitivamente ogni ipotesi di dialogo con Clemente Mastella.
"Veltroni - ha commentato il presidente Berlusconi - sta mettendo in campo uno spettacolo alla Houdini facendo dimenticare i disastri di Prodi. Parla di novità ma la novità e’ che vogliono farci tornare a un passato che non vogliamo più. Credo che la gente abbia capito che non ci siano persone di buonsenso che pensano che la sinistra può continuare a governare visti i danni che ci ha fatto".
Il leader del Popolo della libertà ha ribadito di essere "fiducioso" per la vittoria del centrodestra alle prossime elezioni politiche. "Anche se questo vorrà dire doversi assumere la responsabilità di una situazione molto, molto difficile. Ma credo che saremo all’altezza di questo compito. Sarà difficilissimo governare in queste condizioni, dopo che riceviamo questa terribile eredità che Prodi e il Pd di Prodi e di Veltroni ci hanno lasciato: una inflazione alta quanto mai prima, il prezzo del pane cresciuto del 12% e la pasta del 14% e una pressione fiscale che e’ massima.
Siamo pieni di immigrati extracomunitari e la sicurezza e’ ormai a rischio. Insomma c’e’ da tirarsi su le maniche e da chiedere a tutti gli italiani di stare insieme per fare cose, magari impopolari, ma che sono necessarie per tornare ad essere un Paese libero, occidentale e democratico. Siamo qui perché abbiamo deciso di assumerci questa responsabilità"’.

1/3/2008

Bene così,confesso che ero un po’ preoccupata per le notizie che davano le “truppe Mastellate” in procinto di accasarsi nel PDL, è un enorme sollievo non avere tra i piedi ne Casini ne Mastella.
In quanto a Veltroni, che tenta di propinare come novità se stesso e i rimasugli di un malgoverno che ha “stremato e impoverito l’Italia” ,procurando sfiducia e insicurezza, ci vuole ben altro, gli italiani fanno la spesa tutti i giorni quando se lo possono permettere, e i coglioni disposti a votare contro i loro interessi sono nettamente diminuiti.






21 febbraio 2008

LA UE BACCHETTA L’ITALIA MAGLIA NERA D’EUROPA.

La Comissione europea, nel rapporto in cui sono contenute le nuove stime sull'andamento del Pil dei principali paesi dell'Ue, rileva che la crescita dell'economia italiana sarà "quasi piatta" nei primi tre mesi del 2008 (+0,1 per cento) per poi riprendersi in maniera "graduale ma modesta" nei trimestri successivi (+0,2 per cento, +0,3 per cento, +0,3 per cento), chiudendo l'anno con un +0,7 per cento. E nello stesso studio viene aumentata al 2,7 per cento la stima dell'inflazione quest'anno nel nostro paese. Il tasso di crescita dell'Italia è il più basso tra i sette paesi per i quali sono state pubblicate le previsioni oggi a Bruxelles. E Almunia non ha mancato di farlo notare quando, nel corso della conferenza stampa, ha passato in rassegna uno per uno i paesi. Subito dopo l'Italia viene la Germania con un 1,6 per cento. All'estremo opposto la Polonia (5,3 per cento), seguita dall'Olanda (2,9). "L'attività economica in Italia - spiegano i servizi del commissario agli Affari Economici e Monetari, Joaquin Almunia - ha rallentato più che nel resto della zona euro nell'ultima parte del 2007, chiudendo l'anno all'1,8 per cento, uno 0,1 per cento in meno del previsto".
(Il Velino)

Dopo il danno anche la beffa, la miriade di tasse e balzelli che il governo di Prodi e Veltroni hanno scaricato sul groppone degli italiani,non sono servite a nulla, nonostante i “corposi aiuti di stato “ alle grandi aziende, e solo a loro, continuiamo ad essere,in quanto a crescita economica, la “maglia nera d’Europa”.
E il bello che l’ultima finanziaria tutta mance e mancette che non hanno risolto nulla, è stata fatta con una previsione di crescita almeno doppia di quella effettiva,sarà per questo che il tesoretto è sparito?
Che ci aspetti un anno nero sotto tutti i punti di vista ci vuole poco a prevederlo, basta pensare che gli ultimi aumenti di elettricità,gas, carburante,servizi ,alimentari ecc. incideranno sul bilancio delle famiglie per almeno 1700 euro all’anno.

L’ITALIA E’ SEMPRE PIU’ POVERA E DEPRESSA!!!




12 febbraio 2008

LA BEFFA FINALE : IL TESORETTO E’ SCOMPARSO.

"Il tesoretto non c'è. L'ho detto a dicembre e nel frattempo la situazione è solo peggiorata".
Così il ministro dell’economia Padoa-Schioppa mette la parola fine alle speranze di coloro che si aspettavano un miglioramento seppur minimo del proprio reddito, soprattutto quelli più bassi.
Non è possibile intervenire tecnicamente prima di luglio quando si conosceranno i dati sull'autotassazione, sempre che ci sia un extra gettito da ridistribuire.
La Trimestrale di cassa di metà marzo, infatti, sarà solo un primo passo per comprendere l'andamento delle entrate e l'efficacia del controllo sulla spesa, e un generale monitoraggio dei conti pubblici.
Queste affermazioni hanno scatenato un vespaio di polemiche,soprattutto con i sindacati, visto che il governo si era impegnato in tal senso con loro,ma anche con la sinistra massimalista.
Insomma è la “beffa finaledi Prodi e questo governo di cialtroni parolai&inconcludenti, che aveva promesso mari,monti e felicità e invece lascia solo macerie e cenere.
Non a caso qualcuno lo ha definito il peggior governo della storia d’Italia dai tempi di Nerone, e Nerone nel confronto non ne esce male.
Toccherà a Silvio Berlusconi e al Popolo Della Libertà ridare dignità, benessere e sviluppo a questo maltrattato paese stremato e impoverito da una sinistra che lo ha messo in ginocchio.

RIALZATI ITALIA ! ! !




  


28 gennaio 2008

VENTANNI CON SILVIO.

Vi propongo questo bellissimo articolo del Prof. Luca Ricolfi (che ha dichiarate simpatie di sinistra), sulle responsabilità della crisi di governo,del probabile ritorno di Berlusconi camminando sulle macerie del centrosinistra e della punizione fin troppo lieve di questa sinistra italiana.

Vent'anni con Silvio

Nei prossimi giorni, ne potete star certi, assisteremo a un penoso spettacolo di recriminazioni reciproche: la colpa è di Mastella, la colpa è di Veltroni, la colpa è di Prodi, la colpa è del Vaticano ... Magari capiterà anche a me di ripetere una tesi che ho sostenuto per oltre un anno: il risultato più importante del governo Prodi è stato di rendere più probabile, molto più probabile, il ritorno di Berlusconi. Qualcuno lo considererà un merito, personalmente la considero una grave responsabilità che, con la sua perenne litigiosità, si è assunto l’intero gruppo dirigente della sinistra. C’è però anche un altro modo, più tranquillo e distaccato, di guardare agli eventi di questi giorni. Proviamo, per un attimo, a dimenticare le beghe del Palazzo e chiediamoci semplicemente: come racconteranno le vicende di questi anni gli storici di domani? Che cosa si dirà della seconda Repubblica?
Azzardo una risposta. Gli storici di domani parleranno del periodo 1994-2014 come oggi noi parliamo del fascismo. In che senso? Non certo nel senso che l’Italia di oggi abbia tratti fascisti, ma nel senso che entrambi saranno visti come due periodi storici piuttosto lunghi, piuttosto omogenei, e dominati da una figura politica centrale, Mussolini nel ventennio fascista, Berlusconi in quello - appunto - berlusconiano. Parlo di ventennio berlusconiano perché, in qualsiasi modo evolva la crisi di questi giorni, è estremamente probabile che le prossime elezioni le vinca il centro-destra e che Berlusconi resti al centro della scena fino al 2014 (o al 2020, se nel 2013 riuscirà a coronare il sogno di diventare Presidente della Repubblica).
Lo storico di domani sarà meno accecato dall’amore e dall’odio di quanto lo siamo noi oggi, e quindi riuscirà a vedere le cose freddamente. Naturalmente ci saranno gli storici di sinistra, che giudicheranno negativamente «il ventennio», e ci saranno gli storici di destra, che lo giudicheranno positivamente. Ma quel che entrambi si chiederanno è: perché? Perché la sinistra è uscita sconfitta da Tangentopoli e dalla crisi della prima Repubblica (1994)? Perché è stata sconfitta di nuovo nel 2001 e nel 2008? Perché per vent’anni è stata succube, come ipnotizzata, dalla figura del Cavaliere?
Su questo, sulle cause del ventennio berlusconiano, credo che gli storici di domani saranno meno divisi che sul giudizio politico verso il ventennio. Gli storici di domani spiegheranno che l’Italia entrò a capofitto nel ventennio berlusconiano perché la classe dirigente della sinistra uscita dalla Resistenza, specie nella sua componente egemone (quella comunista) era afflitta da una grave malattia, poi rivelatasi incurabile: la pigrizia mentale.
Nel 1956 i carri armati sovietici avevano invaso l’Ungheria, ma la stragrande maggioranza dei dirigenti del Pci (compreso l'attuale Presidente della Repubblica) non aveva battuto ciglio. Tre anni dopo, a Bad Godesberg, la socialdemocrazia tedesca abbracciava definitivamente il riformismo, e pochi anni dopo andava al governo, nel primo esperimento di Grosse Koalition (1966-1969). Per tutta reazione, qui da noi l’aggettivo «socialdemocratico» acquistava sempre più il sapore di un insulto, condito di disprezzo e supponenza. Nel 1968 i carri armati sovietici invadevano Praga, nel 1981 la medesima minaccia dei carri armati veniva rivolta alla Polonia (provocando il «colpo di stato patriottico» del generale Jaruzelski), nel 1989 cadeva il muro di Berlino.
Nonostante tutto questo, occorrerà attendere altri due anni perché, nel 1991, un dirigente comunista tenti finalmente una timida svolta (la «Bolognina» di Achille Occhetto), con il risultato di spaccare il partito e determinare una dolorosa scissione a sinistra, del resto pienamente comprensibile (come si poteva pretendere che i militanti accettassero la socialdemocratizzazione del partito, se fino al giorno prima l’aggettivo socialdemocratico veniva usato come un insulto?). Poi arriva la sconfitta del 1994, l’idea dell’Ulivo, la rivincita del 1996 (primo governo Prodi), il suicidio del 1998 (Bertinotti che, dopo appena due anni, fa cadere il primo governo di sinistra della storia repubblicana). Ce ne sarebbe abbastanza per far capire anche al più lento bradipo del mondo che è giunto il momento di accelerare il passo.. E invece no, i dirigenti della sinistra impiegano altri dieci anni per costruire il Partito democratico, senza rendersi conto che nel 1998 (quando cade il primo governo Prodi) erano già indietro di quarant’anni..
Naturalmente gli storici si chiederanno anche perché tanta lentezza, o pigrizia mentale come preferisco dire io. Non so quale sia la loro risposta, ma la mia è semplice (e so già che qualcuno dirà che è semplicistica). Per poter restare fedele al mito del socialismo sovietico, la cultura comunista ha dovuto sviluppare una straordinaria capacità di ignorare i fatti, distorcere le informazioni, manipolare le coscienze.
E ci è riuscita così bene che quella capacità è sopravvissuta alle ragioni che l’avevano prodotta. Quando Berlusconi è apparso sulla scena, i dirigenti della sinistra non hanno pensato che era giunto il momento di aggiornare la loro analisi della società italiana e accelerare la costruzione di una forza genuinamente riformista, ma hanno trovato più naturale usare quella loro straordinaria capacità di manipolazione per combattere Berlusconi, senza rendersi conto che così allontanavano - anziché avvicinarlo - il momento di costruire una sinistra moderna, in grado di parlare chiaro e fare scelte coraggiose. E’ così che la meteora Berlusconi, da semplice passaggio della storia italiana, è divenuto il marchio di un’era.
Visto con gli occhi di domani, il limite di Veltroni non è di aver «diviso la sinistra». Il limite di Veltroni, di D’Alema, di Fassino, di Rutelli è di aver aspettato troppo a lungo. Il Pd è nato nel 2007, mezzo secolo dopo Bad Godesberg, ma ancora adesso non ha trovato il coraggio di spiegare agli italiani che cosa vuole esattamente. E a fronte di un ritardo di mezzo secolo, vent’anni di Berlusconi sono una punizione fin troppo lieve.

Luca Ricolfi-La Stampa 27/01/2008








27 gennaio 2008

SUBITO AL VOTO O MILIONI DI ITALIANI IN MARCIA SU ROMA!

Il leader di Forza Italia è intervenuto in collegamento telefonico con la platea di Rete Italia (il movimento di «amici» che sostiene l'azione politica di Roberto Formigoni), riunita a Riva del Garda ribadendo che la via maestra da perseguire è quella del voto subito, anche perché se non fossero convocate in tempi stretti nuove elezioni «milioni di italiani si riverserebbero a Roma per chiederle».
«Se all'interno di questa sinistra c'è qualcuno che vuole dividere con noi certe responsabilità, non saremo certo noi a dire di no».
Forza Italia, ha annunciato Silvio Berlusconi, si presenterà con il suo nome e il suo simbolo, anche se verrà inserito nel logo «un richiamo al Pdl». Il progetto del nuovo soggetto politico non si ferma, ha poi precisato, «si va assolutamente avanti, non è cambiato nulla», anche se le operazioni per il varo di un nuovo partito sono complesse e «in questo momento credo interferiscano con le elezioni che riteniamo urgenti».
Del resto già l’altro giorno al Palapartenope di Napoli Berlusconi ha dato il via alla campagna elettorale per la libertà anticipando i provvedimenti dei primi cento giorni di governo tra i quali l’esenzione totale dell’ICI sulla prima casa e un provvedimento sulle intercettazioni telefoniche che saranno possibili solo per reati di mafia,terrorismo e camorra,prevedendo pesantissime sanzioni ovvero"cinque anni di prigione per chi le ordina, cinque per chi le esegue e due milioni di multa a chi le pubblica".
Intanto il Presidente Napolitano prosegue nello stantio rito delle consultazioni ed ha dovuto già ammettere che senza il concorso di Forza Italia non ci potrà essere alcun governo tecnico o istituzionale, cosa condivisa anche da Casini e l’UDC che senza il concorso di Berlusconi non si presterebbe a fare la ruota di scorta della sinistra.
E’ strano dunque che adesso il Partito Democratico e Veltroni facciano appello al “senso di responsabilità” di Berlusconi per un governo istituzionale che cambi la legge elettorale e faccia alcune riforme costituzionali, quello stesso senso di responsabilità che non hanno avuto loro dopo che le elezioni si erano chiuse con un sostanziale pareggio,hanno insediato il governo e occupato tutte le cariche istituzionali e pensavano di poter governare con un voto o due di differenza.
In questo momento il paese ha bisogno di un governo che governi,nel pieno dei suoi poteri e legittimato dal voto popolare, anche con questa legge elettorale dalle urne dovrebbe uscire un ampia maggioranza in tutti e due i rami del parlamento,visto che Mastella è determinante per vincere in 2-3 regioni e sia che vada in un poletto di centro o con la CDL toglierà comunque voti alla sinistra, e poi difficilmente il centrosinistra si presenterà con la stessa formazione, sarebbe spernacchiata anche da i suoi elettori,non a caso Veltroni ha detto che il PD andrà da solo con qualunque legge.
In ogni caso Berlusconi ha chiarito che se dopo il voto non ci sarà una solida maggioranza aprirà alla “condivisione delle responsabilità” e che comunque aprirà alla sinistra per le riforme in ogni caso,mi sembra un discorso pieno di buon senso.
Sembra davvero strano che,dopo aver sentito in questi ultimi mesi in tutte le salse, ripetere dagli esponenti della sinistra “dopo Prodi c’è solo il voto” ,adesso si voglia dar luogo a un “governo di parrucconi” con scarsi e limitati poteri per fare la legge elettorale,dopo che non si è trovato l’accordo in mesi di discussione sarebbe un inutile melina che produrrebbe solo ulteriori danni al paese,la verità è che la sinistra ha paura delle elezioni perché sa che il popolo italiano,stremato e impoverito dal governo Prodi non perdonerà.

ELEZIONI SUBITO, per avere UN FORTE GOVERNO CHE GOVERNI;

per mettere riparo ai guasti e alla povertà diffusa che la sinistra ha inflitto al paese;

SILVIO BERLUSCONI e Il Popolo Della Libertà si fanno carico di ridare all'Italia

DIGNITA',BENESSERE E SVILUPPO

ELEZIONI SUBITO - RICOSTRUIAMO L'ITALIA

C'E' UN LAVORO DA COMPLETARE,il MOTORE AZZURRO per la campagna elettorale della LIBERTA' è già acceso.










25 gennaio 2008

SUBITO ELEZIONI,NO A MANOVRE DI PALAZZO.

"E’ necessario che non si facciano manovre di Palazzo per la legge elettorale, cosa che non sarebbe di alcuna utilità, ma che si vada subito al voto". Lo ha affermato Silvio Berlusconi intervenendo con una telefonata al Tg 4 poco dopo il voto al Senato che ha negato la fiducia al governo Prodi e aperto la crisi. Il presidente ribadisce la sua contrarietà ad ipotesi di esecutivi tecnici o istituzionali perché "quello che è accaduto al Senato rispecchia il voto degli italiani, la maggioranza che sostiene il governo Prodi è implosa e bisogna restituire subito la parola agli elettori".
E per quanto riguarda le prospettive future, ha commentato:"Ora ci sarà una campagna elettorale nella quale diremo agli italiani cosa faremo nei primi cento giorni di governo. Il paese ha bisogno di un governo immediatamente all’opera che rimedi ai guasti fatti dal centrosinistra. Se il governo Prodi fosse proseguito i problemi sarebbero aumentati, io sono convinto che ci sono tante possibilità di rimediare, noi abbiamo in mente che cosa fare".
Il prossimo passo nella prassi istituzionale, prevede le consultazioni del Capo di Stato: "Diremo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dobbiamo apprestarci per ridare il prima possibile la parola agli elettori. C’e’ bisogno al più presto di un governo che operi, mettendo riparo a tutti i guasti che sono venuti da questi 20 mesi di governo della sinistra e che finalmente possa operare in direzione dello sviluppo e del benessere per il Paese."
Berlusconi ha ribadito che l’attuale legge elettorale non ha bisogno di cambiamenti: "Subito alle elezioni con questa legge elettorale, anche perché la sinistra non e’ riuscita a trovare un accordo su un sistema elettorale diverso. Anche con questa legge elettorale avremo una maggioranza vasta, anche al Senato, almeno di 30 senatori".
Quando agli equilibri interni alla Cdl, Silvio Berlusconi ha assicurato: "Il blocco liberale di tutti coloro che non si riconoscono nella sinistra e’ sempre esistito: ci sono stati personalismi vari ma oggi c’e’ armonia e tutti ci riconosciamo uniti nella necessità di dare vita a una maggioranza coesa basata sugli stessi valori e con un programma ben preciso che abbiamo già in mente. Non ci sono sorprese che gli italiani si possano attendere da parte nostra".
24/1/2008




24 gennaio 2008

SFRATTATO ! ! !




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23 gennaio 2008

E’ UNA COMPRAVENDITA DI SENATORI?

 Prodi è con l’acqua alla gola, il sen. Fisichella chiamato a Palazzo Chigi ha ribadito al presidente del consiglio che con l’ultima finanziaria votata per senso di responsabilità si è esaurito il rapporto di fiducia con il governo e conseguentemente voterà no al senato una nuova fiducia, anche Dini e Scalera dopo giorni di tentennamenti hanno annunciato il loro no, che uniti a Mastella e al gruppo UDEUR , al sen. dissidente Turigliatto e alla CDL portano i voti contrari al senato a quota 163,i voti della maggioranza allo stato si riducono a 150 a cui si potrebbero aggiungere i 7 voti dei senatori a vita, ma a meno di un clamoroso miracolo,che potrebbe sempre accadere , Prodi non ha alcuna possibilità di riottenere la fiducia.
Leggo sulle agenzie che in questo momento si sta valutando la possibilità che Prodi presenti le dimissioni prima del voto di domani al senato.
Ma la notizia importante è un’altra,secondo quanto dichiarato da Bossi,Prodi avrebbe chiesto la fiducia al gruppo della Lega Nord,promettendo loro il federalismo(Sic), le avances sarebbero state fatte al sen. Calderoli e all’ On. Maroni che naturalmente hanno risposto picche.
Io mi domando e vi domando questo mercato delle vacche è concussione oppure no?
E se non lo è , perché un magistrato di Napoli si sogna di mettere sotto inchiesta Berlusconi che aveva contattato alcuni senatori della maggioranza per portarli dalla sua parte?
Oppure se lo è anche Prodi finirà sotto inchiesta?
A voi le risposte.




23 gennaio 2008

ALI’ IL COMICO A PALAZZO CHIGI.

Dite quello che volete, l’On. Paolo Bonaiuti ,portavoce di Silvio Berlusconi, mi fa impazzire,possiede un senso dell’humour non indifferente, tempo fa definì Follini che era appena passato al centrosinistra “ Il Vispo Tereso della politica italiana “, poi Prodi un “Babbo Natale fuori stagione” e ancora “ un governo il cui ministro più importante,quello dell’economia viene contestato da altri quattro ministri tutti insieme, significa che quel governo, più che alla frutta, è ormai al caffè e all’ammazzacaffè”.
Oggi secondo me ha superato se stesso, quando Palazzo Chigi ha diffuso una nota in cui si affermava :”un eccezionale movimento spontaneo dei cittadini dal quale siamo stati travolti” , definendo così il fiume ininterrotto di E-Mail di solidarietà che sono arrivate alla presidenza del consiglio, che ha superato il tetto dei 25.000 messaggi, l’On. Bonaiuti ha così commentato:
''Abbiamo il sospetto che il famigerato ministro della propaganda irachena Al Sahaf, ribattezzato Ali' il Comico, quello per intenderci che diceva 'la caduta del presidente Bush e' vicina' mentre i carri armati americani invadevano Baghdad, sia riapparso a Palazzo Chigi. Dicono anzi i maligni che sia stato lui a suggerire la storia delle oltre 25mila e-mail a sostegno del fu governo Prodi''.
Adnkronos
Io mi sto ancora rotolando dalle risate.




22 gennaio 2008

ALLE URNE SUBITO,TEMO ESCAMOTAGE.

Questo in sintesi il pensiero di Silvio Berlusconi, sulla crisi aperta dall’annuncio di Clemente Mastella di uscire dalla maggioranza e votare no ad una nuova fiducia al governo Prodi.
"Il fatto di voler portare alle Camere la crisi ritengo sia un formalismo inutile a meno che non nasconda qualche trappola o che si voglia certificare la crisi per via parlamentare per cercare di guadagnare tempo e tentare di raccogliere altri voti".
Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con Panorama del giorno su Canale 5, dopo aver sottolineato: "Credo che Prodi sia arrivato al capolinea e credo che non ci siano strade diverse se non prendere atto di questa crisi. Credo che il governo istituzionale non sia una soluzione, bisogna tornare alle urne in primavera. Ma Prodi - aggiunge - è pervicacemente attaccato al potere, ho saputo che anche stanotte nella riunione della sua parte politica si è proposto candidato. Secondo lui il leader non deve essere Walter Veltroni ma egli stesso".
Ci presenteremo alle elezioni con la lista del Popolo della Libertà insieme agli alleati che non vorranno confluire"., ha annunciato il leader azzurro, segnale importante che la CDL si sta ricompattando attorno al suo leader. "Il centrodestra sarà unito perché non ci sono mai state divisioni sul programma, né sui valori che sono quelli della libertà e dell’Occidente". Se si andrà ad elezioni anticipate a primavera "ci presenteremo con il Partito del popolo della libertà che negli ultimi sondaggi, prima di Natale, viene dato al 40%".
Insomma Berlusconi, nonostante sia ormai chiaro che Mastella non ritornerà sulle sue decisioni e che al senato non c’è più una maggioranza numerica dopo che quella politica è finita ormai da un pezzo,non si fida del tutto,e secondo me ha ragione, le poltrone sono un collante formidabile a cui Prodi & C sono aggrappati come polipi agli scogli, non sarei certo meravigliata se qualche senatore della CDL lanciasse una scialuppa di salvataggio,anche se è oggettivamente difficile salire su una barca che fa acqua da tutte le parti.






19 gennaio 2008

I GIORNI DELLE PROCURE.

La settimana che si sta chiudendo è stata influenzata dalle decisioni di procure e tribunali.
Dopo l’arresto ai domiciliari della moglie di Mastella, lo stesso ministro indagato e numerosi amministratori locali arrestati, è stata la volta del CSM , la cui sezione disciplinare ha condannato con la censura ,il trasferimento e la decadenza dalla funzione di PM , le numerose violazioni procedurali del Dott. De Magistris che ha indagato tra gli altri Prodi e Mastella.
Sempre ieri è giunta notizia che il governatore del Molise,Iorio, è indagato per concussione e abuso d’ufficio, ma la notizia più importante della giornata è stata sicuramentela sentenza del tribunale di Palermo nei confronti del governatore Cuffaro che è stato condannato a 5 anni di reclusione in primo grado,ma cosa importante è decaduta l’aggravante del favoreggiamento alla mafia: "Voglio ringraziare e abbracciare mia moglie, i miei figli, i miei genitori e i siciliani che mi hanno sostenuto in questi momenti difficili. Vorrei ringraziare anche i miei avvocati. È stata una giornata drammatica, difficile, ma mi conforta che ora tutti sanno che non ho favorito la mafia. So che devo da domani mattina di buon’ora ora come sempre incontrerò la gente e alle 8 devo sedermi al mio travolo di lavoro perché la Sicilia ha bisogno di un presidente che la faccia crescere. Sapevo di non aver fatto nulla per favorire la mafia". Poi il governatore annuncia il ricorso: "Assieme ai miei avvocati, lette le motivazioni della sentenza, ricorreremo in appello perché anche questi residui capi d’accusa possano cadere".
Infine,ciliegina sulla torta,non poteva mancare Berlusconi, la procura di Napoli ne ha chiesto il rinvio a giudizio, con l’accusa di corruzione, nell’ambito dell’inchiesta sulle segnalazioni a favore di cinque attrici fatte dal leader di Forza Italia al presidente di Rai Fiction Agostino Saccà.
Roba che non solo non sta in piedi,ma tecnicamente e giuridicamente difetta di un requisito importantissimo,anzi decisivo, ovvero l’autorizzazione della camera di appartenenza all’utilizzazione delle intercettazioni su cui si fonda l’ipotesi di reato.
Un ulteriore dimostrazione,caso mai ce ne fosse ancora bisogno,della politicizzazione di alcuni PM e Procure,dei “pacchetti di mischia” e “attacchi etero diretti” di cui solo l’altro giorno parlava Mastella,con la differenza che Berlusconi queste cose le dice da ormai 14 anni.
"Spero che si vada presto al voto e gli italiani ci diano una maggioranza sufficiente a poter fare una riforma in profondità della giustizia e della magistratura",questo il commento di Berlusconi.
Insomma è sembrato di rivivere una ordinaria giornata del periodo di “tangentopoli”, viene da pensare che schegge e pezzi consistenti della magistratura non abbiano del tutto rinunciato all’originale disegno di avere “governi condivisi”(Sic), speriamo non sia così.




17 gennaio 2008

MASTELLA : APPOGGIO ESTERNO AL GOVERNO.

Clemente Mastella ha confermato le dimissioni da ministro della giustizia (l’interim del dicastero è stato assunto da Prodi), «L'ho fatto per la mia onorabilità, perché non voglio sentirmi uno della casta. Voglio essere un cittadino comune nel giudizio rispetto alla magistratura».
Ha ribadito la sua fiducia nei giudici, ma non in “alcuni gip particolari”, ha difeso la moralità della sua famiglia e del partito parlando di “crisi di sistema”, perché di questo si tratta quando si è in presenza di «un gruppo di magistrati che se vuole mandare a casa un governo lo può fare».
A proposito del governo Mastella ha spiegato che darà l’appoggio esterno: “Noi non daremo l'apporto come prima, dove il compromesso era la condizione per tenere insieme la coalizione - ha precisato -, ma ci staremo nelle condizioni date. Rispettosi della logica del programma, della discussione sulla legge elettorale ma con i nostri valori sulla Chiesa, sui Dico, sulla politica estera».
Insomma da oggi in poi, altre “mani libere” in parlamento.




13 gennaio 2008

LA BUFALA DEL RISANAMENTO DEI CONTI PUBBLICI.

Quello di cui parla il governo è solo un risanamento fantomatico ottenuto truccando i conti e ingannando gli italiani”. Lo ha affermato Mario Baldassarri, capogruppo di An in commissione Bilancio del Senato, intervenendo alla trasmissione, Radio City Rai, in relazione ai dati Istat che danno il deficit italiano all’1,3 per cento nei primi nove mesi del 2007. “Il governo spesso e forse volutamente – ha precisato Baldassarri – confonde i dati del deficit di competenza con quelli del fabbisogno di cassa e in tutti e due i casi commette banali errori contabili. Sul deficit di cassa, infatti, ha calcolato il trasferimento all’Inps di sei miliardi di Tfr che non hanno niente a che vedere con la riduzione del deficit dato che si tratta solo di uno spostamento di debito, dall’Inps allo Stato, verso i lavoratori”.
“Sul deficit di competenza, che è poi quello che vale per l’Ue – ha continuato Baldassarri – siamo proprio in questi giorni di fronte a una operazione di ‘falsa comunicazione sociale’. Lo sbandierato risanamento è infatti totalmente ‘fantomatico’. Se nei primi tre trimestri del 2007 siamo all’1,3 per cento del Pil vuol dire che a fine anno, stando agli stessi dati Istat ed Eurostat, saremo intorno al 2,1-2,2 per cento. Poiché tutti dovrebbero sapere, e soprattutto Istat e governo, che il dato del 4 per cento del 2006 è un dato ‘falso’ visto che comprendeva arbitrariamente, rispetto a sane regole contabili, due poste di debiti pregressi che risalivano a 20 anni prima (e cioè la sentenza dell’Unione europea sull’iva delle auto aziendali e lo spostamento del debito per l’Alta velocità da Ispa allo Stato). Al netto di queste due poste pregresse, che non c’entravano nulla con i conti del 2006 e che comunque non ci sono più state nel 2007, nello stesso 2006 il rapporto deficit di competenza rispetto al Pil, nei dati ufficiali Istat-Eurostat e dello stesso governo, che lo ha precisato nei suoi documenti, è stato del 2,3 per cento. Quindi se nel 2007 si chiuderà l’anno con 2,1-2,2 per cento si dovrà spiegare agli italiani perché per passare dal 2,3 per cento al 2,2 per cento si è fatto ‘un grande risanamento finanziario e una grande lotta all’evasione’”.
“Piuttosto il governo dovrà spiegare come mai, avendo aumentato le tasse di 70 miliardi di euro, il deficit non si sia ridotto veramente. Con questo aumento di tasse sarebbe infatti dovuto andare clamorosamente a ‘zero’! La risposta è semplice: perché lo stesso governo ha aumentato la spesa pubblica di altrettanti miliardi, prosciugando i portafogli di cittadini e famiglie nonché i bilanci delle imprese, soprattutto piccole e medie, e rimpinguando i portafogli dei ministeri, aumentando il potere decisionale e discrezionale di spesa dei ministri. Ma poiché le tasse si pagano subito e la spesa pubblica impiega più tempo per essere effettivamente erogata, ne consegue un automatico pesante effetto di freno sull’economia. Se alla manovra di freno sulla crescita fatta dal governo si aggiunge il nuovo quadro economico europeo e internazionale (pesante frenata americana, petrolio a 100 dollari e supereuro a quasi 1,50 sul dollaro) è facile capire che quest’anno l’economia italiana avrà un tasso di sviluppo ben inferiore all’1 per cento, contrariamente alla previsione del governo di una crescita all’1,5 per cento. Ecco perché – ha concluso Baldassarri – il deficit pubblico rischia nel 2008 di avvicinarsi pericolosamente al tre per cento e allora, mentre il governo discute di minutaglie e di sgravi fiscali selettivi sui redditi bassi, qualcuno chiederà all’Italia a metà anno una manovra-bis di correzione del deficit”.
Il Velino

“Il signor Cullinan, come prontamente riferito da Televideo Rai, si è prodigato in lodi sperticate circa le performance di finanza pubblica del governo Prodi. Sarebbe importante sapere se il signor Cullinan parla a nome personale o a nome della nota società di rating Standard and Poor’s”. È questo il commento di Mario Baldassarri, capogruppo di An in commissione Bilancio del Senato, alle dichiarazioni dell’analista di S&P, Cullinan, riguardo i dati sul defici-pil italiano dei primi nove mesi del 2007. “Nel primo caso – continua l’ex viceministro dell’Economia – nulla questio, perché ogni singola persona può avere le opinioni più libere, anche se palesemente strampalate e magari viziate da eccessi di amicizia e piaggeria. Sarebbe invece sorprendente scoprire che tale giudizio venga espresso da una società prestigiosa come S&P, che normalmente si basa su analisi attente e riferite a numeri veri. La società S&P infatti, venendo a conoscenza di un deficit pubblico italiano che nei primi tre trimestri del 2007 si è attestato all’1,3 per cento del pil, è perfettamente in grado di valutare che il dato di fine anno sarà pari a 2,1-2,2 per cento del pil”. “In secondo luogo, la società S&P sa perfettamente che il deficit del 2006, arbitrariamente calcolato dal governo Prodi al 4,3 per cento, è stato in realtà pari al 2,3 per cento in quanto le due poste di debiti pregressi (sentenza dell’Unione europea sull’iva delle auto aziendali e debito per l’Alta velocità) non avevano e non hanno nulla a che fare con il deficit del 2006. E in ogni caso queste due voci non si sono evidentemente ripetute nel 2007. In terzo luogo, la società S&P non avrebbe mai parlato di ‘una performance impressionante in termini di bilancio generale e di lodevoli sforzi compiuti dal governo nella lotta all’evasione fiscale’ in riferimento a una riduzione dello 0,1-0,2 per cento di deficit. E in quarto luogo, la società S&P si sarebbe chiesta come mai, a fronte di un incremento di gettito di circa 70 miliardi di euro, il deficit pubblico si riduce solo dello ‘zero virgola qualcosa’, e avrebbe sicuramente scoperto e capito che ciò avviene perché a fronte dell’aumento del gettito, il governo Prodi-TPS ha deciso un impressionante aumento di spesa pubblica. Forse – conclude ironico Baldassarri – il mistero sta nel fatto che il signor Cullinan questi apprezzamenti li esprime in italiano per ‘prodestare’ i suoi amici italiani (cui prodest?) mentre S&P esprime le sue valutazioni normalmente in inglese perché, professionalmente, debbono essere diffuse e capite in giro per il mondo.”
Il Velino 

Insomma il governo tenta di vendere fumo mentre l’Italia è “stremata e impoverita” come non mai, cosa di cui si sono accorti alcune tra le più prestigiose testate internazionali come The Economist, Times, New York Times, Financial Times ecc. ecc.
D’altronde per avere una precisa e puntuale conferma delle valutazioni di Baldassarri basta andare a rileggere la
relazione del governatore della Banca D’Italia,Draghi al parlamento nel luglio scorso:
"Il percorso di riduzione dell’indebitamento netto nel biennio 2007-08 appare lento.
L’indebitamento netto previsto per il 2007 (2,4 per cento del PIL) è appena inferiore al valore dell’anno precedente (2,5 per cento al netto degli oneri straordinari per la TAV e per la sentenza sull’IVA). "
Un mirabile esempio di "finanza creativa",come al solito,tanto rumore per nulla.



Update: Come volevasi dimostrare il signor Cullinan di S&P parlava a titolo personale;
Italia: S&P, progressi solo marginali su spesa
Standard & Poor's conferma il rating A+/A-1+ sull'Italia con outlook stabile, nonostante i risultati sul deficit/Pil dei primi nove mesi 2007 abbiano mostrato una significativa flessione all'1,3%.
E' quanto afferma l'agenzia in un report, in cui sottolinea che la performance dell'Italia e' "parzialmente dovuta" a fattori ciclici e straordinari che secondo S&P nel 2008 non si ripresenteranno anche per il rallentamento della crescita economica.
Inoltre S&P sottolinea che la pressione sulla finanza pubblica resta invariata perche' sono "marginali i progressi" nel taglio di voci di spesa pubblica come pensioni, sanita', pubblica amministrazione e federalismo fiscale.

L' " IMPRESSIONANTE RISANAMENTO" CHE FINE HA FATTO?



11 gennaio 2008

RIDUZIONE TASSE: UNA BARZELLETTA…

In quello che si era annunciato,da parte della maggioranza e di Prodi, come il vertice decisivo sui salari e sulle tasse,si è rivelato come al solito una barzelletta.
Ormai tutti gli italiani hanno imparato a loro spese e sulle loro tasche che questo è il “governo degli annunci”, chiacchiere a volontà ma fatti zero.
In pratica Prodi e una cinquantina di persone sedute attorno a un tavolo hanno continuato a promettere una genericariduzione di tasse per i lavoratori” , ma soltanto dopo la trimestrale di cassa di Marzo per valutare l’entità delle risorse, subito dopo il vertice il ministro dell’economia Padoa-Schioppa dichiarava che non prima di giugno-luglio ci sarà la possibilità di un intervento,risorse permettendo, e che gli interventi più significativi ci saranno con la finanziaria del 2009.
Insomma per il momento non se ne fa nulla, ma c’è da dire che la somma prevista per gli interventi 6-8 miliardi è poca cosa,divisa tra i lavoratori dipendenti produrrebbe un aumento di reddito pari a 20-30 euro al mese, praticamente 70-80 cent. al giorno,senza contare che globalmente non si abbassa la pressione fiscale per la tassazione delle rendite finanziarie, e poi ancora bisognerà vedere se si tratta di un intervento strutturale o un bonus "una tantum",ma in ogni caso si tratta di un "ELEMOSINA" che non risolve nulla, basta solo considerare che quest'anno le famiglie pagheranno per rincari ed aumenti di alimentari,energia,gas, trasporti ecc. circa 1700 euro.
Un consistente taglio di tasse si può fare soltanto con un taglio di scure sulla spesa pubblica che ha raggiunto il record del 50,5% del PIL, ma chiedere questo a un governo del “ tassa e spendi” è come chiedere a un tacchino di anticipare il Natale.
L’ITALIA E’ POVERA E DEPRESSA
Prodi e il governo escano da Second Life e provino a fare la spesa,pagare le bollette, carburante,trasporti,rata del mutuo ecc. con un normale stipendio da impiegato,poi vediamo se raccontano ancora barzellette come “l’Italia è ripartita dopo una sosta ai box” (Sic).
E’ tutto da ridere se non ci fosse da piangere.




5 gennaio 2008

ITALIA POVERA E DEPRESSA/2

Gli italiani sono ubriachi di povertà e se ne sono accorti all’inizio dell’anno, dopo il Times e il New York Times anche l’Economist si accorge di un paese stremato e impoverito .
La spiegazione per l’Economist è semplice: è tutta colpa della stretta fiscale del governo, secondo il commentatore britannico «Visco ha cambiato le leggi per consentire controlli incrociati (la cosiddetta anagrafe tributaria) compresi i conti correnti bancari», ha aumentato le ispezioni in negozi, bar e ristoranti e ha obbligato i professionisti a pagare con denaro elettronico e assegni. Peccato che «più della metà dei 40 milioni di contribuenti italiani siano lavoratori dipendenti e pensionati» e che siano stati loro a soffrire di più.
E sempre i freddi numeri confermano che anche il Pil 2008 segnerà un passo indietro rispetto all’1,8% segnato nel 2007, «peraltro merito in gran parte - ammette il periodico economico - delle scelte del governo Berlusconi».
«L’anno scorso le imprese hanno ottenuto una riduzione fiscale - riconosce l’Economist - ma per le persone fisiche c’è stato un peggioramento», tanto che «perfino i sindacati chiedono tagli selettivi delle aliquote».
E qui il settimanale cita il «raro liberale Nicola Rossi», da tempo in aperta polemica con il Partito democratico nel quale milita, che afferma come i contribuenti italiani siano «gravati in maniera irragionevole da un carico fiscale senza precedenti» e che «quel tesoretto» spetti «ai lavoratori». Ma il perché questo non avvenga, secondo il periodico economico, è presto detto. Si chiama spesa pubblica, che secondo uno studio degli economisti di lavoce. info,Tito Boeri and Pietro Garibaldi, si è mangiata «più dei due terzi dell’extragettito », di cui larga parte è stato dirottato dal governo per «fini clientelari (patronage) e per «ammansire» (appease) consorterie dagli «interessi consolidati». «Non saranno in grado di ridurre le tasse finché non tagliano la spesa pubblica», dice Boeri all’Economist, una spesa pubblica «cresciuta come un treno di circa il 2% in termini reali». «Per il bene dell’economia - conclude Boeri - e per quello del centrosinistra è bene che qualcuno decida di tirare il freno a mano».
Mi sembra un analisi impeccabile,confermata anche da un recente sondaggio sul 2008 che evidenzia come 7 italiani su dieci vedono un orizzonte nero.
Insomma un ulteriore conferma,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, che il governo e Prodi vivono su second life,raccontano favole e vedono un paese che esiste solo nella loro fantasia.




2 gennaio 2008

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE.

Nel primo giorno del nuovo anno, mentre scattano aumenti e rincari su tutto o quasi, dal gas all’energia elettrica,dai trasporti ai generi alimentari per un importo annuo che le associazioni dei consumatori stimano intorno ai 1700 euro, il presidente del consiglio Romano Prodi, direttamente da “second life” dove ormai vive stabilmente con buona parte dei componenti del governo ci fa sapere che non è vero il sorpasso della Spagna sull’Italia come PIL procapite,ma anzi la macchina Italia dopo un cambio gomme ed un rifornimento di fiducia sta uscendo dai box (Sic) .
Come Alice nel paese delle meraviglie costui insiste a rappresentare una realtà che non esiste, e poi i numeri sono numeri, l’annuncio di Zapatero quando è stato fatto non è stato contraddetto da nessun organismo europeo e internazionale,così come serve a poco ricordare che nell’area UE in termini di PIL solo la Grecia riesce a fare peggio di noi, del tutto inutile aggiungere che gli spagnoli non hanno la “sindrome della terza settimana” come il 50% delle famiglie italiane.
Il problema è che a causa di questo governo,gli italiani sono talmente a secco che nemmeno ai box riescono ad arrivare, tutti i lavoratori dipendenti soprattutto i ceti bassi e medio bassi , con le tredicesime e il conguaglio di fine anno si sono accorti di quanto è cresciuta la pressione fiscale, un italiano su due non riesce più a risparmiare nemmeno un euro,l’ADUSBEF stima che l’indebitamento delle famiglie si è raddoppiato rispetto agli scorsi anni, senza contare lo strozzinaggio dei mutui e con i rincari che scattano ora la sfiducia di aziende e cittadini è ai massimi livelli.
Continuano a raccontare favole mentre l’Italia è “povera e depressa” come certificano ormai anche autorevoli testate internazionali, i generi di prima necessità come pasta,pane,latte ecc. sono ormai diventati beni di lusso e i cittadini con le tasche desolatamente sempre più vuote in misura ormai plebiscitaria sono “schifati da questo governo”.
Prodi e il suo governo sono la malattia non la medicina dell’Italia, dopo soli diciotto mesi di “tassa e spendi” il paese è stremato e impoverito, l’unica cosa che non gli difetta è la fantasia,ma con quella purtroppo non si mette il piatto a tavola.




20 dicembre 2007

L’ARGENTINA E’ VICINA.

Calo record dei consumi di pane e di pasta, scesi rispettivamente del 7 e del 3,9 per cento in termini di volumi, dopo il rialzo dei prezzi. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti riferita ai dati Istat sul commercio al dettaglio ad ottobre. Su base annua la quantità di pane consumato per uso domestico dagli italiani e' scesa nel 2007 per la prima volta sotto il milione di tonnellate.
Ansa 20 Dicembre.
Tempo fa avevo scritto che i generi di prima necessità quali pane,pasta,latte ecc. erano ormai diventati “beni di lusso” ,oggi se ne ha la conferma e mi secca tantissimo scoprire che avevo ragione su un argomento come questo.
Che questo sarebbe stato un Natale povero si sapeva da un pezzo, ma nessuno credo potesse immaginare che la gran parte degli italiani si riscoprissero improvvisamente più poveri dopo l’arrivo delle gratifiche natalizie e il conguaglio fiscale di fine anno, tutti i lavoratori dipendenti di ceto medio e medio basso si sono accorti di quanto è cresciuta la pressione fiscale, un micidiale mix tra effetto delle aliquote più alte e del mutato sistema di detrazioni e l’aumento delle addizionali comunali e regionali(che il precedente governo aveva bloccato), un fenomeno di tosatura denunciato dai sindacati di tutte le categorie, dai poliziotti agli insegnanti, ai ferrovieri, agli statali, ecc. ecc.
Ormai da un pezzo siamo alla sindrome della “terza settimana”, oltre al calo dei consumi dei generi di prima necessità, si scopre che un italiano su due non riesce a mettere da parte nemmeno un euro durante l’anno e oltre gli alimentari,con i rincari previsti già dal prossimo gennaio su trasporti,energia e riscaldamento che le associazioni dei consumatori stimano incidere oltre mille euro a famiglia per anno la situazione non potrà che peggiorare senza contare lo strozzinaggio dei mutui, l’ADUSBEF stima che l’indebitamento delle famiglie si è raddoppiato rispetto agli scorsi anni, in questo contesto il clima di sfiducia nelle aziende e nelle famiglie è ai massimi livelli.
Dopo solo diciotto mesi il governo Prodi del “tassa e spendi” ha stremato e impoverito il paese, se continua così davvero non è utopico immaginare l’assalto ai supermercati come nell’Argentina di qualche anno fa, speriamo se ne vada prima che succeda.





Update 22/12/2007 : NATALE SENZA CENONE PER UN ITALIANO SU TRE.
L’ADOC stima che non tutte le famiglie avranno un Natale pieno di esagerazioni culinarie. Anzi, una famiglia su tre rinuncerà del tutto al tradizionale cenone. E sarà costretto a un «cenino».
La colpa, secondo l'associazione dei consumatori, è tutta di altre esagerazioni: quelle dei prezzi, in folle rialzo. Con un risultato immediato: sulle tavole degli italiani ci sarà meno pesce, meno lenticchie e meno frutta secca, piatti tipici del Natale. L'impennata dei prezzi alimentari, che ha determinato il notevole calo dei consumi in questi ultimi tempi, si farà sentire anche nelle feste. Nel solo mese dicembre i prodotti alimentari «natalizi» sono rincarati mediamente del 10%. L'indagine, condotta per Adnkronos da 200 volontari dell'Adoc, ha evidenziato che i gamberoni sono rincarati addirittura del 61,6% e le lenticchie di oltre il 20%. Preoccupanti anche i prezzi massimi registrati per i datteri, acquistabili anche a 3,70 euro (+67% rispetto al prezzo medio), il baccalà a 15 euro (+30,3%) e le noci a 8 euro (+56%). In rialzo anche prodotti tipici regionali come il pesce spada (+21,9%), il capitone (+9,1%), la cassata (+5,6%) e le olive all'ascolana (+3%).
Corriere Della Sera


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