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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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25 giugno 2009

PERDENTI & CONTENTI/2

Dopo che l’astensionismo ha fatto fallire l’ennesimo referendum, quello sulle modifiche alla legge elettorale, a conferma dell’abuso che si è fatto di questo strumento, i ballottaggi delle amministrative confermano la clamorosa vittoria del PDL e del centrodestra, altre 8 province si aggiungono alle 26 conquistate al primo turno,Milano, Savona ,Venezia, Belluno, Lecce, Crotone, Frosinone, Ascoli Piceno, ai 9 comuni capoluogo conquistati se ne aggiungono altri 6 tra i quali due storiche roccaforti rosse come Prato e Cremona dove la sinistra governava ininterrottamente da oltre 60 anni.
Dunque anche in presenza di un astensionismo che storicamente penalizza il centrodestra nei ballottaggi è evidente a tutti che si tratta di “ UNA CLAMOROSA VITTORIA” per il Popolo della Libertà e del centrodestra, del resto i numeri parlano chiaro , prima delle elezioni il PD e il centrosinistra governavano 50 province, 9 il centrodestra, adesso nelle 62 province in cui si è votato (3 di nuova istituzione), 34 saranno governate dal centrodestra e 28 dal PD e dal centrosinistra, in particolare sono state strappate alla sinistra ben 23 province, stesso andazzo anche nei comuni capoluogo, si partiva con in centrosinistra che ne governava 25, 5 il centrodestra, alla fine 16 saranno amministrati dal centrosinistra e 14 dal centrodestra, in particolare oltre alla conferma dei comuni precedenti altri 9 vengono strappati alla sinistra.
C’è seriamente da essere preoccupati per il vice perdente di successo Franceschini che parla di “inizio di declino per la destra” e sostanziale ripresa per il PD, cercando di minimizzare la sonora sconfitta, delle due l’una : o non sanno nemmeno contare oppure continua l’uso spregiudicato delle tecniche comuniste della scuole delle Frattocchie, dove appunto si insegnava la doppia verità a convenienza , la menzogna e il ribaltamento della realtà contro tutte le evidenze, bene così, come al solito “perdenti & contenti”, tanto contenti che proprio oggi Franceschini ha ufficializzato la sua candidatura a segretario del partito democratico nel prossimo congresso di ottobre, una garanzia di vittorie,appunto.
Lo stesso Berlusconi commentando i risultati elettorali ha detto “ se questa per noi è una sconfitta, vogliamo perdere sempre così” , e ci credo, tra province e comuni capoluogo ben 32 amministrazioni hanno cambiato colore politico, sono passati tutti dalla sinistra al centrodestra, nessuna dal centrodestra a sinistra,la sinistra è stata costretta a spacciare per grandi vittorie quelle di Bologna e Firenze, comuni dove governa da oltre mezzo secolo, dopo essere stati costretta al ballottaggio, il che è tutto dire.
Berlusconi se non esistesse bisognerebbe inventarlo, altrimenti non ci si potrebbe scompisciare dalle risate a leggere la stampa nostrana di questi ultimi tempi, solo lui può provocare travasi di bile come quelli dei “zucconi” di Repubblica, i quali dopo la fatica di una campagna di stampa tesa a delegittimare il premier, che continua e continuerà, sono costretti ad ammettere con la bava alla bocca che c’è, visti i risultati elettorali, “ un amnesia della morale” , la loro morale però, oppure con una fantasia degna delle migliori cause, l’ex fascista e comunista Scalfari, immagina scene da “fine regime” , una società deturpata dalla corruzione (Sic), analogie con il 25 luglio del 1943 , uno scenario da Armaghedon insomma, tutto da ridere appunto, i desideri scambiati e raccontati come realtà, come succede da oltre 30 anni, ci avessero mai azzeccato una volta.
Possibile che questi non abbiano ancora capito che, chi vota PDL e Berlusconi, giornali come Repubblica se li legge, è soltanto per farsi quattro risate?
Ma Repubblica non è la sola a provocare ilarità, è bastato leggere i titoli di alcuni giornali dopo i ballottaggi per avere un ottima cura contro la depressione, L’Unità : “ PD in rimonta dalle urne esce un quasi pareggio”, Il Secolo XIX: “ Tiene il PD”, Il Messaggero : “ Il PD rimonta” , Europa: “Si riparte da qui: Penati combatte, gli altri stravincono, l’onda di destra rifluisce”, La Stampa : “ Il PDL avanza ma il PD resiste”, L’Altro : “ Berlusconi perde provinciali e comunali” e mi fermo qui per carità di patria.
Io mi domando e vi domando: “sono più coglioni questi giornalisti che sparano minchiate a raffica o i loro lettori che continuano a leggerli”?
E questi ultimi di fronte alla cruda evidenza della realtà dei fatti non si sentono come minimo frustrati e presi in giro ?
Cinque anni fa Penati vinceva alla provincia di Milano e Bersani disse : “ E’ la fine del berlusconismo” , oggi lo stesso Penati perde a Milano e Franceschini dice :“ E’ cominciato il declino della destra”, certo perdere oltre il 50% delle province e dei comuni capoluogo deve essere stato un magnifico viatico, una bella consolazione per essere così “perdenti & contenti” , o no?

 

COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI DIRIGENTI E QUESTI GIORNALISTI ZUCCONI NON VINCERETE MAI !!!

 

SOLO CON PAPI SI VINCE !!!

 

I CARE, WE CAN, THEY WIN !!!

PRESIDENTE SIAMO CON TE

MENO MALE CHE SILVIO C’E’.












17 aprile 2009

LA VERA TASSA SUL REFERENDUM

Premesso che, innanzi tutto bisognerebbe prendere atto e lodare il senso di responsabilità del PDL e di Silvio Berlusconi, poiché con la nuova legge elettorale che uscirebbe dal referendum Berlusconi e il Popolo Della Libertà prenderebbero da soli senza bisogno di allearsi con qualcun altro il 55% dei seggi parlamentari, è stato anteposto quindi il bene del paese, che in questo momento di tutto ha bisogno tranne che una crisi di governo, all’immediato tornaconto politico, il vero risparmio sui costi del referendum non si ha accorpandolo in un election day con le elezioni europee ne tantomeno accorpandolo al turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, bisognerebbe prevedere un turno elettorale dedicato esclusivamente al referendum, così come ipotizzato in un primo momento, poiché per la natura stessa della consultazione è prevista anche l’astensione e il mancato raggiungimento del quorum, non è certo un caso che tutti i referendum che si sono celebrati nella storia della repubblica non sono mai stati accorpati ad altre elezioni.
E’ vero che un turno elettorale supplementare costa ai contribuenti qualche centinaio di milioni, ma costerebbe molto di più se questo referendum, diventato ormai inutile vista la semplificazione naturale avvenuta nella politica italiana, fosse aiutato a raggiungere il fatidico quorum abbinandolo con altre consultazioni, al comitato referendario sarebbe riconosciuto infatti un rimborso elettorale pari a circa un miliardo, poi magari glielo spiega Franceschini alle forze dell’ordine, ai disoccupati e infine ai terremotati dell’Abruzzo, che al posto di qualche centinaio di milioni da investire ci ritroveremmo un costo di un miliardo in più sul groppone.
E’ questa infatti la vera tassa che si rischia di pagare sul referendum, tutto il resto è fuffa e parole in libertà.




31 ottobre 2008

A QUANDO LO SCIOPERO DELLA FAME ?

Dopo aver cooptato i radicali nelle liste del partito democratico, pare che Veltroni ,inseguendo derive populistiche e plebiscitarie, voglia sostituire direttamente anche Pannella in battaglie referendarie che il vecchio leader radicale,forse ormai stanco,non sente più sue.
Non rimane altro,allora, che attendere l’eclatante annuncio di uno sciopero della fame e della sete, che detto tra di noi avrebbe sicuramente un effetto positivo sull’antiestetico ventre del “ perdente di successo”, così la nuova stagione dei pseudo neo riformisti italiani avrà il suo naturale compimento.
Non si capisce che tipo di quesito referendario stanno studiando, visto che, il cuore del decreto Gelmini attiene alla razionalizzazione e riqualificazione della spesa pubblica, legge di bilancio, e pertanto non soggetta a referendum,che lo vogliano fare sui grembiulini e il voto in condotta?
Un referendum che si dovrebbe svolgere nel 2010,solo fumo negli occhi per i fessi che ci credono, poche idee ma confuse.
Non rimane che farsi delle sane risate mentre si assiste all’ennesima involuzione di Veltroni e del PD, che si è rimangiato tutto,ma proprio tutto di ciò che aveva annunciato quando fu eletto segretario, tra l’incudine delle correnti interne e il martello di Di Pietro dall’esterno, e costretto ad inseguire quest’ultimo su tutto, tanto che dopo aver annunciato la fine dell’alleanza solo qualche giorno fa, ha dovuto rimangiarsi tutto e accettare anche un candidato presidente dell’IDV in Abruzzo per limitare i danni di una probabile sconfitta.
Insomma un becero massimalismo, volto a trasformare il PD in partito di lotta e di governo, come nella migliore tradizione comunista, chissà cosa ne pensano le “formiche” di Follini o i “coraggiosi” di Rutelli?
Non imparano mai, nonostante la bulimia dei ripensamenti, che inevitabilmente hanno portato ex e post comunisti con ritardi ventennali a riconoscere i propri errori come il referendum sulla scala mobile o addirittura rivalutare Bettino Craxi ( udite,udite) come alfiere del riformismo e padre della sinistra italiana, adesso si mettono ad inseguire Di Pietro ed Epifani.
Continuano ad ignorare quella maggioranza silenziosa che non scende in piazza,ignorata dai media, ma che ad ogni svolta politica, economica e sociale del nostro paese, puntualmente li prende a ceffoni, a proposito di referendum, oltre al già citato sulla scala mobile, basta ricordare quello sulle televisioni o quello ultimo in ordine di tempo sulla fecondazione assistita, per capire dove si stanno andando a cacciare.
L’istituto del referendum è ormai inflazionato, da strumento eccezionale è diventato regola,tanto che ce ne sono di nuovi ogni anno, e da 10 anni puntualmente gli italiani li disertano, se eleggono un parlamento delegato a decidere non vogliono essere chiamati in causa per qualunque cosa, così il referendum si è trasformato nell’ultima arma dei frustrati che non hanno idee.
Nello sciopero generale della scuola la sinistra ha annunciato siamo " un milione in piazza", dai duemilioni e passa dell’altro giorno, pioggia e umidità fanno male,si sono ristretti.
Ha ragione Luca Ricolfi nel suo editoriale sulla Stampa quando afferma che il sistema dell’istruzione in Italia si fonda tra due patti scellerati : nella scuola, il patto fra insegnanti e famiglie, nell’università il patto fra docenti e studenti. Il cardine del primo patto è: l’importante è che il ragazzo sia sereno, vada avanti senza soffrire troppo, prenda il diploma; che poi impari molto o poco conta di meno. Il cardine del secondo patto è: l’importante è arrivare alla laurea, non importa in quanto tempo e imparando che cosa; noi professori pretendiamo sempre di meno da voi studenti, voi studenti non ci importunate e vi accontentate di quel poco che riusciamo a trasmettervi.
Le manifestazioni di questi giorni si reggono appunto su questi due patti scellerati, anche se io farei un distinguo per gli studenti, non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima che una frangia di essi ,vengono resi inconsapevolmente difensori di interessi ed elite corporative, contro una maggioranza che vuole studiare con profitto,seguire i corsi , dare gli esami e credono nella meritocrazia come sinonimo di democrazia.
E’ normale e prevedibile dunque, che tutti insieme appassionatamente ,sindacati, docenti e non docenti , rettori e baroni vari, studenti massificati ecc. ecc., ovvero coloro che negli ultimi decenni hanno portato il sistema scolastico e universitario allo stato in cui è ridotto,si rivoltino contro chi vuole meritocrazia ed efficienza, e difendono lo status quo con le unghie e con i denti.
I rettori minacciano di dimettersi in massa,magari fosse vero, comunque qualcuno ha iniziato a capire che l’aria è cambiata, e si sta adeguando preventivamente alle misure che il ministro Gelmini ha intenzione di prendere sull’università,come Luigi Frati, neo rettore dell’ Università La Sapienza,che ha intenzione di tagliare da subitocorsi inutili” e “professori fannulloni”, chissà perché i suoi predecessori non ci hanno mai pensato.
Come ho già avuto modo di dire , scuola e università, pubblico impiego e magistratura rappresentano i principali settori in cui si annida l’inefficienza e la conservazione, vanno riformati profondamente e al più presto.
In attesa della riforma della giustizia, speriamo che il ministro Brunetta inizi a mettere i tornelli agli uffici giudiziari, forse inutili dal punto di vista pratico, ma sicuramente utili simbolicamente.









 


29 ottobre 2008

SI ALLA SCUOLA DELLA SERIETA’

Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il decreto Gelmini sul riordino della scuola, che prevede tra le altre cose il ritorno al maestro prevalente, e il voto in condotta che farà media con le altre materie.
«La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto il ministro Gelmini dopo il sì al decreto, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università.
Naturalmente soddisfatto anche il Premier Berlusconi, che riferendosi alle proteste degli studenti : «Spiace che siano stati presi in giro tutti questi ragazzi che manifestano per Roma perché evidentemente è una truffa che si è combinata alle loro spalle , la sinistra è capace di truffare i suoi stessi sostenitori».
Tesi sostenuta anche dal capogruppo PDL al senato Gasparri: "Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato. Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando, istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni" , per essere dei giovani rivoluzionari temono già i reumatismi. Non si e' mai vista contestazione più ridicola, più bugiarda e più manovrata dai partiti.
Ridicoli e patetici gli esponenti delle opposizioni, Di Pietro ha annunciato la raccolta di firme per un referendum abrogativo a cui subito si è accodato il “perdente di successo” Veltroni, ora a parte che sia il DL Gelmini nella parte che definisce le economie, e la legge finanziaria firmata da Tremonti sui tagli all’università, sono leggi di bilancio che non possono essere soggette a referendum, su cosa lo fanno, sul voto in condotta ,sui grembiulini o sul maestro prevalente ,provvedimenti che incontrano il favore della stragrande maggioranza degli italiani?
E’ proprio vero che anche gli asini fanno proseliti, in pratica fumo negli occhi per i fessi che ci credono, dopo che gli italiani hanno disertato in massa tutti i referendum da 10 anni a questa parte, così dopo lo slogan “sulla vita non si vota” per il refendum sulla fecondazione assistita,toccherà coniare “sulla scuola non si votae vedere l’effetto che fa, tutto da ridere se non ci fosse da piangere a causa di un opposizione “parolaia e inconcludente” , è pericoloso creare false aspettative e illusioni, questi apprendisti stregoni ricordino che “ quando si cavalca la tigre è la tigre che guida”.
E’ bello anche scoprire che, grazie a Brunetta la malattia degli insegnanti nel solo mese di settembre è scesa di oltre il 44% , significa un risparmio di oltre 70 milioni sulle supplenze, presto comunque graduatorie e migliaia di precari in anticamera da decenni non serviranno più, servono appunto meno insegnati,più preparati e meglio pagati.
Dopo aver mandato in soffitta il modulo e adeguato la scuola primaria italiana a quella dei paesi europei, sarà bene concentrarsi sull’università, fra qualche giorno il ministro Gelmini ha annunciato la presentazione del piano specifico, vedremo chi si opporrà alle chiusura di centinaia di facoltà con qualche decina di studenti o addirittura interi atenei con buchi di bilancio enormi per dare le risorse a chi le merita, chi vuole mantenere lo status quo di un sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di somari, con le dovute eccezioni che pure ci sono naturalmente, come dimostrano tutte le classifiche internazionali,continui pure a protestare, ma si rassegni, il PDL e Berlusconi non hanno avuto mandato pieno ed assoluto a governare dal popolo sovrano per galleggiare, bensì per cambiare il Paese, come chiede la maggioranza degli italiani, perché il futuro non aspetta.

ANCHE A SCUOLA SI VOLTA PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !





2 febbraio 2008

STANNO DANDO IL PEGGIO…

Pur di evitare le elezioni, scalerebbero a piedi anche i ghiacciai,cosi ironizza Casini che sottolinea la “confusione che viene dal Pd, che un giorno evoca la legge tedesca e il giorno dopo evoca il referendum sono due cose antitetiche”.
La crisi di governo che il presidente incaricato Marini sta cercando di risolvere con poche probabilità di successo,provoca ogni giorno nuovi e incredibili scenari, dopo aver rinnegato quello che hanno sostenuto sino a qualche giorno fa e cioè “se cade prodi si va a votare con questa legge”,la sinistra sta dando il peggio,terrorizzati dalle urne si attaccano a qualunque cosa pur di rimandarle.
E così dopo le parti sociali che vogliono una nuova legge elettorale, si scopre,incredibile dopo due anni che,la legge vigente sarebbe addirittura anticostituzionale, Veltroni propone subito una “grande coalizione", ma la ciliegina sulla torta è rappresentata dagli antireferendari che tutto d’un botto vogliono il referendum prima delle elezioni.
Solo dieci giorni fa
D’Alema dichiarava al Corriere :” Il referendum non risolverebbe, non è il giudizio di Dio. Il sistema elettorale che ne verrebbe fuori rischia di creare ulteriore confusione”. 
Ieri invece con una lettera aperta sempre al Corriere si propone di
scavalcare il parlamento e invoca il referendum “Ritengo che prima di andare alle elezioni si debba correggere la legge elettorale. Penso che se il Parlamento non è in grado di farlo,cosa che invece ritengo possibile e auspicabile , si debba consentire ai cittadini di decidere attraverso il referendum legittimamente richiesto e ammesso. Penso che fare altrimenti sarebbe lesivo di un diritto democratico e finirebbe per approfondire il varco tra i cittadini e le istituzioni”. Roba da ricovero
Il Paese ha bisogno di un governo forte e autorevole che sia in grado di governare e decidere, legge elettorale e riforme costituzionali benché necessarie non sono una priorità in questo momento, e non sono avvertite come tali dalla stragrande maggioranza dei cittadini,comunque si faranno dopo il voto, si è impegnato in questo senso Berlusconi, l’ultima cosa di cui ha bisogno l’Italia in questo momento è di un qualsiasi governicchio che tiri a campare.
Le elezioni ancorché anticipate ,sono il momento più alto di una democrazia, non bisogna aver paura ,come dice giustamente Mastellasono un bagno purificatrice” ,rimandarle non può che peggiorare la situazione.



Update: I presidenti del Comitato "Elezioni Subito", Renato Brunetta, e Fabrizio Cicchitto, si chiedono perchè il presidente del Consiglio incaricato Franco Marini ha ricevuto questa mattina i rappresentanti del comitato per la riforma della legge elettorale.
"Ci chiediamo - dicono - a che titolo siano state convocate. Se per essere convocati basta formare un comitato qualsivoglia, perchè non convocare il comitato da noi presieduto e costituito da circa un'ora per andare alle "Elezioni subito"?
E’ incredibile lo spettacolo a cui si sta assistendo, dopo sindacati,commercianti,artigiani e Confindustria anche il comitato per il referendum e un non meglio identificato “comitato per le riforme” sono stati ricevuti dal presidente incaricato Marini, insomma mancano solo le giovani marmotte e poi siamo al completo, in pratica tutti costoro decidono al posto del parlamento e del popolo sovrano se si deve andare alle urne o no,e poco importa che 2 italiani su 3 vogliono andare a votare senza se e senza ma.
Quando saranno sentiti i cittadini?
E’ inutile prendersela con l’attuale legge elettorale,nessun sistema può garantire l’omogeneità e i voti che non si hanno, basti solo ricordare che nel 1998 vigeva un altro sistema eppure la sinistra fece la stessa fine, ora come allora il governo Prodi cadde dopo circa due anni,la storia non si ripete mai a caso, si tratta di “incapacità endemica” o anche quella legge era sbagliata?
Ai detrattori dell’attuale legge che ,secondo loro non garantirebbe stabilità,è opportuno ricordare che con la precedente si sono avuti ben 6 governi in 7 anni dal 1994 al 2001 (Berlusconi,Dini, Prodi1, D’Alema1,D’Alema2,Amato).
Basta tirarla per le lunghe,al voto,subito!


18 gennaio 2008

MEGLIO IL REFERENDUM DELLA BOZZA BIANCO.

"La bozza Bianco è stata ribaltata, non credo che il Partito democratico possa essere d'accordo è esattamente il contrario di quello che volevano in partenza. A questo punto credo che si vada al referendum, che porta comunque un miglioramento".
Così si è espresso Silvio Berlusconi parlando con i giornalisti nel transatlantico di Montecitorio.
Con il referendum "almeno c’è una lista e lì non credo si possa accettare da parte del partito più importante l’ingresso di certe personalità che si sa sono dei bastian in contrario di natura e possono portare difficoltà all’operare del governo".
"Questa bozza è ancora più proporzionale del tedesco non dà agli elettori la possibilità di scegliere presidente del Consiglio e governo ma rimette la decisione a dopo, cioè prima si vota e poi i partiti decidono chi governa. Faccio un appello a Veltroni - dichiara il Cavaliere - che intervenga e che possa tornare ai principi che avevamo enunciato e sui quali siamo ancora d’accordo e abbiamo la volontà di proseguire il dialogo.
"Un turno, una scheda, un voto" Berlusconi sintetizza così i paletti essenziali dell’accordo e mette in evidenza "la possibilità che due grandi partiti non subiscano i condizionamenti delle estreme e che il governo e la politica nazionale siano messi nelle mani di un partito del 6 per cento. Invece la bozza che ci troviamo adesso - puntualizza - è proprio il contrario di ciò che voleva Veltroni per il suo partito e io per noi".




16 gennaio 2008

VIA LIBERA AI REFERENDUM DALLA CONSULTA.

La Corte costituzionale ha sciolto la riserva: via libera ai referendum elettorali.
La Corte ha dichiarato ammissibili i tre quesiti proposti dal comitato referendario.
I primi due riguardano l’abrogazione dell’assegnazione del premio di maggioranza alle coalizioni, sia alla Camera che al Senato, che verrebbe così attribuito alla lista singola che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Il terzo, invece, prevede il divieto di candidarsi, e dunque essere eletto, in più circoscrizioni.
La chiamata alle urne per i cittadini dovrà avvenire, come prevede la legge, tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi, salvo che non si approvi una nuova legge elettorale o si interrompe la legislatura e in questo caso la consultazione viene posticipata di un anno.




10 ottobre 2007

WELFARE E PRIMARIE ALLA PROVA DEI BROGLI…..

I primi dati sul risultato del referendum sul protocollo sul welfare indicano una prevalenza del sì intorno all’82% dei votanti (che sono stati circa il 60% degli aventi diritto). E’ quanto si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil. "Una significativa prevalenza di Sì al referendum sul welfare emerge dai primi dati che stanno affluendo dalle categorie e dalle strutture territoriali di Cgil, Cisl e Uil ai centri confederali.
Il dato parziale riferito a poco meno di centomila schede diffuso da Cgil, Cisl, Uil che fanno segnare un 82% per il sì al protocollo sul welfare "è privo di qualsiasi credibilità ed è stato ottenuto sommando i voti unicamente di aziende dove ha vinto il sì. Mancano tutte le aziende dove già si sa che ha vinto il no". Lo afferma in una nota Giorgio Cremaschi, componente della "Rete 28 aprile" della Cgil. "Inviterei la politica e i commentatori - aggiunge - ad aspettare prima di dare giudizi e di non correre dietro all’eccesso di solerzia di alcuni funzionari".
Se non ci saranno modifiche, Rifondazione comunista si asterrà in consiglio dei Ministri sul welfare. Lo dice il segretario del partito Franco Giordano, conversando con i cronisti alla Camera. Una posizione che, spiega, era già chiara e che esce rafforzata dai primi risultati del referendum tra i lavoratori sul protocollo dello scorso luglio. In particolare, dice, "i dati del comparto metalmeccanico, soprattutto i dati della Fiat di Mirafiori e Cassino, dimostrano che la posizione della Fiom non era strumentale e coglieva invece un malessere reale diffuso tra gli operai". Per Giordano "i sì prevarranno, ma il dato dei metalmeccanici va tenuto in considerazione" e quindi anche il risultato complessivo andrà "interpretato". Questo significa che, dopo la scontata astensione in cdm (a meno che non vengano apportate improbabili modifiche al testo), la partita si giocherà in parlamento.
Questo in attesa dei dati definitivi, che verranno ufficializzati probabilmente venerdì mattina in una conferenza stampa congiunta dei sindacati.
E’ difficile però togliere il sospetto che questa consultazione  sia stata “viziata da brogli” dopo le accuse di Marco Rizzo del PDCI, che  assicura  "in troppi casi è stato possibile votare più volte, senza esibire documento alcuno e senza registrare il proprio nome". E racconta il caso di una lavoratrice che in provincia di Taranto ha votato tre volte, nelle tre sedi di Cgil, Cisl e Uil.
Naturalmente tutto l’establishment politico-sindacale gli si è rivoltato contro tanto che oggi è stato costretto a rispondere a Fassino a muso duro:  ''Se stare per davvero dalla parte dei lavoratori significa essere malati sono ben felice certo piu' di lui che ci racconta di non esser mai stato comunista dopo aver diretto la piu' importante federazione del Pci, quella di Torino. Mentiva allora, mente adesso o mente sempre?''
Anche sulle consultazioni per le primarie del partito democratico di domenica prossima che daranno la segreteria a Veltroni aleggia l’ombra di brogli,Rosi Bindi è stata esplicita al proposito:
C’è un forte ‘rischio-brogli’. Alla chiusura “dovremo vigilare, perchè il peccato originale esiste”, a sinistra c’è una esperienza di sessant’anni di gestione degli spogli col “vizietto”.
Vi meravigliate ? beh anch’io, non vorrei sbagliarmi,ma non sono le stesse cose  che Berlusconi dice ormai da un pezzo?




1 ottobre 2007

IL SINDACATO COME LA BULGARIA COMUNISTA.

Nelle mani dei lavoratori e dei pensionati c'è una grande responsabilità: con il loro sì al referendum si approverà il protocollo sul welfare e eviterà anche che salti il "banco".
Così si è espresso il segretario della CGIL,Guglielmo Epifani sul referendum dei lavoratori chiamati ad approvare il protocollo sul welfare nei prossimi giorni in un’intervista a Repubblica.
Queste dichiarazioni hanno scatenato l’ira del segretario della FIOM Cremaschi che accusa: “mi sento personalmente umiliato per come si sono ridotti Cgil, Cisl e Uil: il loro ruolo è quello di essere i 3-4 senatori mancanti per la maggioranza. Sono supplenti umilianti del governo. Ci sono gravi responsabilità da parte dei gruppi dirigenti per aver portato il sindacato ad avere un ruolo così marginale".
Un affondo durissimo quello di Cremaschi: Epifani ci dà ragione. Da tempo diciamo che questo accordo è un disastro, perché peggiora le condizioni di tanta gente. Non ci sarebbe nessuna ragione di firmarlo, se non quella di sostenere il governo. Purtroppo Epifani dice la verità - non che il voto dei lavoratori faccia cadere il governo, una sciocchezza - ma nel senso che questo accordo è stato fatto avendo in mente solo gli equilibri politici e non gli interessi reali del Paese.
"Questo apre un problema evidente nel sindacato, che non ha il compito di far cadere i governi ma nemmeno quello di sostenerli. Questa intervista dimostra che c'è un problema grande come una casa di autonomia del sindacato e che Epifani dà ragione a tutti coloro che nelle fabbriche dicono che il sindacato, a seconda di chi è al governo, cambia la propria politica. Basti pensare appunto allo scalone Maroni e alla legge 30, contro cui siamo scesi in piazza e che adesso sono rafforzati nell'intesa. L'intervista di Epifani è la più chiara affermazione delle ragioni del no". 
"Quella sul welfare è una consultazione dove nelle fabbriche può parlare solo il sì e il controllo del referendum è fatto dalle strutture per il sì. Quindi, la gestione è in mano solo al sì. I lavoratori non potrebbero neanche conoscere ufficialmente le ragioni del no. Poi, per fortuna, siccome viviamo nell'Occidente riusciamo a comunicare attraverso i volantini e internet. Ci sono infatti diversi spot su 'youtube' per il no. Questo modo di organizzare il referendum da parte del sindacato è un ultimo pezzo di socialismo reale, del tipo Bulgaria comunista. Se non ci fossero internet e i volantini, teoricamente potrebbe parlare solo una parte".
Cremaschi ha scoperto l’acqua calda, da tempo immemorabile ormai si dice e si ripete che la “trimurti sindacale” è una costola politica,arretrata e antistorica, capace soltanto di difendere rendite di posizione e  diritti acquisiti,ma che si guarda bene di occuparsi di coloro che quei diritti non li hanno e non li avranno mai.
Costoro sono i maggiori responsabili del “furto legalizzato” che stanno compiendo i padri nei confronti dei figli, basta citare per tutti la modifica dello scalone pensionistico che verrà finanziato con l’aumento dei contributi a carico dei lavoratori precari.
Questo sindacato è la vera palla al piede del nostro paese,sono riusciti a far ingoiare ai lavoratori lo scippo del TFR, l’aumento delle tasse in busta paga, e adesso ci provano,e sicuramente ci riusciranno,a far passare persino l’aumento dell’età pensionabile,cosa buona e giusta per carità, ma che dimostra, caso mai ce ne fosse ancora bisogno,l’assoluta inadeguatezza e politicizzazione di un sindacato che si muove o si immobilizza a seconda di chi governa.
Del resto basta ascoltare i lavoratori di Mirafiori che a fine turno escono dall’assemblea dove i rappresentanti sindacali sono stati accolti  a fischi e pernacchie : “Con Berlusconi saremmo scesi in piazza”.




10 luglio 2007

VORREI MA NON POSSO.

Il sindaco di Roma e candidato alla guida del partito democratico,Walter Veltroni,ha incontrato in Campidoglio Giovanni Guzzetta,presidente del comitato promotore del referendum per la revisione della legge elettorale.
E' importante il sostegno alla raccolta delle firme perchè ci sia rapidamente una nuova legge elettorale,ha detto Veltroni,che però non ha firmato per il referendum.
"Il problema non è tanto se firmo io: io sono candidato alla guida di un partito collocato in una maggioranza in cui ci sono opinioni diverse e di queste opinioni non posso non tenere conto. Niente però mi impedisce di esprimere un sostegno che voglio dare e che è cosa più importante che la firma individuale".
E così il novello Ponzio Pilato se ne è lavato le mani, decidendo di non decidere, costretto dai veti incrociati  e dalle contraddizioni di una coalizione lacerata,il che dimostra,casomai ce ne fosse ancora bisogno,assoluta incapacità decisionale e di leadership,attitudine all'equilibrismo e al tirare a campare,e cosa più importante, che tutti gli aspetti programmatici sin qui enunciati e quelli futuri,rimarranno ciò che effettivamente sono,un elenco di buone intenzioni e nulla più.
Non serve a nulla tentare di cambiare il direttore d'orchestra se non si cambiano i musicisti.



3 maggio 2007

IMMIGRAZIONE: PRONTI AL REFERENDUM .

Il vice coordinatore di Forza Italia on. Fabrizio Cicchitto ha annunciato che Forza Italia è pronta al referendum contro il nuovo disegno di legge sull’immigrazione “ che elimina  praticamente ogni regola all’ingresso degli immigrati nel nostro Paese e rischiando cosi’ di provocare un’invasione di massa senza alcun tipo di controllo di chi arriva in Italia, con inevitabili ricadute sotto il profilo della criminalita’". 

"Questo provvedimento fa il paio con il progetto di dare la cittadinanza italiana agli immigrati che vivano nel nostro Paese da almeno cinque anni, con conseguente diritto di voto amministrativo.

Per quanto ci riguarda, se tali modifiche alla Bossi-Fini dovessero diventare legge siamo pronti al referendum e contiamo sul sostegno della maggioranza degli italiani, che in queste ore stanno dimostrando a quali pericolose tensioni andremmo incontro nell’eventualita’ di un’invasione di massa e senza controllo alcuno di immigrati”.

03/05/2007

 

Riguardo a questo argomento che,credo stia a cuore a tutti gli italiani, segnalo il comunicato di Michela Vittoria Brambilla , Presidente Nazionale dei  “Circoli della Libertà” che hanno iniziato una raccolta di firme contro il DDL delega sull’immigrazione, chiunque senza alcun obbligo politico può recarsi a firmare presso uno dei tanti Circoli della Libertà presenti nella stragrande maggioranza dei comuni italiani, è cosa buona raccogliere quante più firme è possibile,pertanto non esitate,nessuno lo farà per vostro conto.

 

DAL 28 APRILE RACCOLTA FIRME CONTRO IL NUOVO DDL DELEGA DI FERRERO E AMATO.

A partire da sabato, nelle principali piazze d'Italia, i Circoli della Libertà organizzano una raccolta firme contro il ddl delega sull'immigrazione approvato dal consiglio dei ministri.

Prima di tutto i dati, quelli veri. Primo, non è affatto vero che oggi, in Italia, su 3,7 milioni di immigrati, solo 760 mila siano gli irregolari e/o i clandestini. Questi ultimi sono almeno tre volte di più e crescono al ritmo di almeno 50 mila al mese, forse anche più. Secondo, tutti i tentativi fatti fino ad oggi per arginare questo sempre crescente flusso di sans papiers sono, in gran parte, falliti. I motivi sono tanti. Il primo è che vi sono troppe frontiere da controllare, al nord come al sud, il che fa sì che, mentre si accentuano i controlli su una determinata frontiera, ad esempio le coste siciliane e calabre, i clandestini, assai spesso gestiti o manovrati da organizzazioni ad hoc, cambiano itinerari cercando sempre nuovi e più accessibili varchi. Il secondo è che, alle spalle di questa immigrazione irregolare, manovrano spesso organizzazioni criminali che, avendo ormai sponde e riferimenti molto attivi e strutturati anche in Italia, favoriscono, in ogni modo e ovviamente per un loro tornaconto, questi flussi. A conti fatti - da qui l'allarme da tempo lanciato dal nostro ministero dell'interno - queste organizzazioni di matrice straniera ma operanti anche in Italia, sono addirittura 18 e delle più diverse etnie. Si va, infatti, dalla Triade cinese che controlla gran parte dell'importazione in Italia di prodotti contraffatti provenienti dalla Cina e da altri paesi del Sud est asiatico, alla mafia albanese oggi leader nel settore della prostituzione, a quella rumena che, in combine con quella turca, opera soprattutto nel campo della droga a quelle, infine, magrebina e senegalese, orientate a gestire oggi ogni genere di traffico e di attività illeciti. C'è di più: con alcune di esse, sulle varie sponde europee, opera in combine l'ndrangheta, diventata ormai l'organizzazione criminale principe, per volume di affari e per raggio di azione, nel mercato della droga, dell'usura, del riciclaggio del denaro sporco, del toto nero ed anche del racket. La conclusione è una sola: queste organizzazioni, per rafforzare il loro radicamento in Italia e aumentare, nello stesso tempo, l'area dei loro traffici, hanno assoluto bisogno di mano d'opera che, da un lato, sia la più anonima possibile e, dall'altro, possa essere tenuta stretta grazie ad ogni forma di ricatto. E chi, se non l'immigrato clandestino, può servire a questo scopo? E veniamo quindi al dunque. La bozza di legge delega (non se ne conosce ancora il vero articolato) varata dal consiglio dei ministri la scorsa settimana e che tenta di disciplinare, in diverso modo, i flussi di immigrazione, risulta aberrante per almeno tre motivi. Il primo è che, facendo una scelta di campo tutta diversa da quella adottata dagli altri paesi del Nord Europa ma anche dalla Spagna, privilegia i diritti dell'immigrati rispetto a quelli che, invece, dovrebbero essere i suoi doveri nei confronti del paese che lo accoglie. C'è chi sostiene che questa scelta di campo del governo Prodi sia dovuta al fatto che si intenda favorire in ogni modo la crescente domanda di immigrati da parte delle nostre imprese. Il che può anche essere giusto, ma aprire questi nuovi e assai più flessibili varchi all'immigrazione, senza parallelamente affrontare anche il problema dei controlli da esercitare su questo crescente flusso è, proprio per le ragioni che abbiamo prima illustrato, pura follia. Un conto, infatti, è legittimare l'ingresso, in Italia, di immigrati che abbiano già in tasca un contratto con queste imprese, un altro, ben diverso, è dare all'immigrato il diritto di entrare e soggiornare in Italia quanto e come vuole per il solo fatto di poter esibire - e in che modo non si sa - un reddito che comunque ne garantisca la sua sopravvivenza. Questo per dire che è proprio aberrante, nel contesto in cui si muove oggi l'immigrazione in Italia, legalizzare il concetto della "autosponsorizzazione" con il quale ogni immigrato può d'ora in poi arrogarsi il diritto di restare quanto vuole e come vuole in Italia se ha un po' di spiccioli in tasca o se ha alle spalle un'associazione o un ente in grado di garantirglieli. Per arrivare al succo: può darsi che, in alcuni casi, il rapporto tra questo immigrato e lo Stato italiano possa essere legittimo e trasparente, ma è altrettanto certo che, in molti altri casi, si legittimerà la presenza in Italia di immigrati che, per assicurarsi questo reddito da esporre, sono già finiti o stanno per finire sotto il cono d'ombra delle organizzazioni criminali, della cui invasiva presenza nel nostro paese abbiamo già accennato. La verità - ed è questo il motivo per cui proprio gli indirizzi e le finalità di questa legge delega vanno respinti in toto - è che questa normativa farà di questo paese una specie di grande gruviera che darà ulteriore spazio di manovra ad ogni tipo di attività illecita o addirittura criminale. Tutto il contrario delle normative in atto negli altri paesi, tutto il contrario delle normative europee fissate, a suo tempo, con il trattato di Shengen.
Difatti, a tirare un sospiro di sollievo sono i nostri alleati europei a cui questa normativa italiana fa fin troppo comodo perché, pressando loro, invece, sui controlli a stretto raggio su ogni tipo di presenza straniera nel loro territorio, non vedono l'ora che questo flusso crescente di immigrazione indistinta si incanali in paesi, come appunto l'Italia, che, da questo punto di vista, non vanno tanto per il sottile accettando tutti e non controllando, in pratica, più nessuno.
E la povera Italietta sarà così sommersa da sempre maggiori e più aggrovigliati problemi.

Michela Vittoria Brambilla


2 maggio 2007

SQUADRISTI ROSSI .

Che c'entrate con il Primo maggio? Sei un democristiano, non hai diritto su questa piazza, te ne devi annà». Le urla e gli insulti esplodono davanti al tavolo dei volontari che raccolgono le firme per il referendum sulla legge elettorale, sotto la statua di San Francesco a piazza San Giovanni, dove si svolge il tradizionale concertone del primo maggio.
L'atmosfera fino a quel momento è serena: Mario Segni si ferma a parlare con i giovani che firmano: «'81, '85, guardi qua, addirittura uno nato nell' '88... Beati loro». Poi, all'improvviso, quelle urla, l'intimazione a non firmare: «È una legge truffa - grida un 40enne davanti al tavolo - il maggioritario lo vuole la P2, questo è un massone, che c'entri tu con il Primo maggio, che diritti hai su questa piazza», urla rivolgendosi a Segni.
Poi gli insulti si fanno più pesanti, l'uomo spinge i tavoli e butta via i volantini. Alcuni giovani provano a fermarlo, altri strappano i manifesti. Qualche minuto di tensione, poi torna la calma mentre arriva la polizia. Segni, sempre rimasto seduto al tavolo, commenta sereno: «Hanno tutto il diritto di esprimere la loro opinione. D'altronde - dice Segni indicando un volantino attaccato allo stand del Prc, situato accanto al tavolo dei referendari - Rifondazione comunista invita a non firmare. Noi siamo qui per un diritto democratico, loro hanno il diritto di non essere d'accordo», conclude Segni.
«Erano ragazzi di Prc - ricostruisce Enzo Curzio, coordinatore di Roma per il referendum - che invitavano a non firmare per il referendum. A Segni non è successo nulla solo perché noi dello staff lo abbiamo protetto e perché è giunta la polizia municipale». Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato promotore del referendum, esprimendo il suo sconcerto per l'aggressione verbale a Segni, se la prende con Bertinotti. «Mi preoccupa, e molto, che questi atti possano, seppur in una prospettiva delirante, trovare un'oggettiva sponda nelle parole di chi non più di una settimana fa ha dichiarato che il referendum rende un cattivo servizio alla democrazia».

Corriere della Sera 01/05/07

 

Pare che i “fascisti rossi” abbiano portato via la documentazione relativa a circa 200 firme, hanno uno strano concetto della democrazia  queste teste d’uovo, nonostante questo a più riprese tentano di impartire lezioni agli altri.

E’ inutile, non c’è niente da fare, quando una minoranza tenta con la forza di impedire al popolo di esprimersi,è l’anticamera del regime, e costoro che sono stati e sono  “complici morali ed ideologici” di tutte le peggiori dittature del mondo, non temono concorrenza in materia, l’unica cosa che temono è la democrazia.


26 aprile 2007

MASTELLA SI AGITA .

"Il sistema migliore che funziona in Italia e' l'ipotesi di presidenzialismo come esiste a livello regionale, da applicare sia alla Camera sia al Senato". Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella, intervenendo dai microfoni del programma 'Radio anch'io'.
"Questa mi sembra la cosa piu' confortante - aggiunge - per il paese, ha dato buona prova di se, non ha eliminato i piccoli partiti, e li ha fatti contare per quello che sono, per quello che rappresentano". Ma anche "non ha mosso conflittualita' all'interno delle coalizioni, mi pare evidente che laddove avessi saputo che Parisi e Santagata avrebbero determinato un referendum contro di me, ci avrei pensato meglio ad allearmi con loro... questo mi pare evidente".

Se parte la macchina e viene dato l'annuncio che si va al refendum sulla legge elettorale, esco dal governo".

Adnkronos

 

Mastella così come altre piccole forze sia a sinistra come a destra sembra essere terrorizzato dall’ipotesi referendum che rischia di far pulizia dei piccoli partiti.

Io personalmente sono contraria all’ipotesi referendaria,anche perché si rischia di coalizzarsi in liste uniche,salvo poi ridividersi in parlamento all’indomani delle consultazioni elettorali ,molto meglio allora correggere l’attuale legge nei punti che riguardano il premio di maggioranza al senato e la soglia di sbarramento, si potrebbe pensare anche a un diritto di tribuna per quelle forze che non superano lo sbarramento che avrebbero almeno 1 o 2 rappresentanti nelle camere, mi pare che questa sia la migliore legge possibile.

Quasi a dare più consistenza alle minacce di Mastella, l’on.Fabris capogruppo alla camera  per l’UDEUR dichiara che il partito si riserva di votare la legge sul conflitto di interessi.


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