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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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5 luglio 2009

IL GOVERNO PIU’ STABILE DELL’OCCIDENTE

Il mio governo è il più stabile e sicuro dell’occidente, così Silvio Berlusconi a bordo della nave crociera “Fantasia” , ormeggiata nel porto di Napoli, nel corso di una conferenza stampa indetta  per illustrare i preparativi in vista dell’imminente G8 all’Aquila.
Innanzitutto l’alleanza di governo: stabile e salda grazie al "legame inscindibile, anche di amicizia, tra le forze politiche" che compongono l'esecutivo, ha proseguito il Premier, poi “le due elezioni consecutive che abbiamo vinto”,quindi la popolarità personale: “La piu' alta in tutto l'Occidente, al 62,3%".
''Il governo ha fatto bene, e' fortissimo ed e' ancora piu' forte viste le crescenti debolezze dell'opposizione”, qui Berlusconi ha citato l’articolo di Pansa sul Riformista che ha definito l’opposizione “ un cadavere che cammina”, poi una veloce rassegna sui provvedimenti più incisivi del primo anno di governo e le operazioni di maggior successo in politica estera, infine il plauso al presidente Napolitano, il quale ha chiesto che cessino le polemiche politiche fino al termine del G8,“Speriamo che venga accolto l'invito del Capo dello Stato - ha detto Berlusconi - Penso che sia logico che il Capo dello Stato rivolga questo invito e che sia logico che venga accolto. Non ho altro da aggiungere”.
Anche il presidente della camera , Fini, da Madrid dove si trova in visita, ha risposto in modo chiaro e netto alle domande che gli sono state rivolte sulla tenuta del governo italiano : “ immaginare una crisi di governo in un futuro prossimo è fantasia, il governo gode di un ampia maggioranza nelle camere e di elevato consenso nel paese, il governo viene giudicato dalle cose che fa , tentare di gettare discredito su Berlusconi è un operazione che non scalfisce minimamente il feeling con i suoi elettori.
Personalmente penso che l’ultimo decreto di misure economiche varato dal governo, che contiene importanti misure anticongiunturali quali la detassazione degli utili reinvestiti o il bonus antilicenziamento per le imprese e la riduzione al minimo di oneri bancari vessatori come la commissione sul massimo scoperto, con qualunque nome venga definita o l’abolizione del ticket sanitario sulla specialistica per tutti i cittadini,  dimostra  appunto che il governo si occupa di cose concrete, non chiacchiere e  gossip, tanto che il provvedimento incontra una larga condivisione nei rappresentanti delle parti sociali e dei cittadini.
Le precisazioni sulla stabilità del governo sono state necessarie in quanto diverse testate di stampa straniere hanno ripreso i “desideri e le fantasie spacciate per realtà” dei zucconi del gruppo Repubblica – Espresso e di qualche altro gruppo editoriale sulla tenuta di Berlusconi e del governo, che sono appunto destinate a rimanere pii desideri, il governo è forte e coeso, altrettanto la maggioranza come hanno dimostrato gli ultimi appuntamenti elettorali, i problemi, se verranno, ci saranno quando avremo un opposizione che fa politica e non gossip, cosa di cui  al momento non si  scorge traccia all’orizzonte.






25 giugno 2009

PERDENTI & CONTENTI/2

Dopo che l’astensionismo ha fatto fallire l’ennesimo referendum, quello sulle modifiche alla legge elettorale, a conferma dell’abuso che si è fatto di questo strumento, i ballottaggi delle amministrative confermano la clamorosa vittoria del PDL e del centrodestra, altre 8 province si aggiungono alle 26 conquistate al primo turno,Milano, Savona ,Venezia, Belluno, Lecce, Crotone, Frosinone, Ascoli Piceno, ai 9 comuni capoluogo conquistati se ne aggiungono altri 6 tra i quali due storiche roccaforti rosse come Prato e Cremona dove la sinistra governava ininterrottamente da oltre 60 anni.
Dunque anche in presenza di un astensionismo che storicamente penalizza il centrodestra nei ballottaggi è evidente a tutti che si tratta di “ UNA CLAMOROSA VITTORIA” per il Popolo della Libertà e del centrodestra, del resto i numeri parlano chiaro , prima delle elezioni il PD e il centrosinistra governavano 50 province, 9 il centrodestra, adesso nelle 62 province in cui si è votato (3 di nuova istituzione), 34 saranno governate dal centrodestra e 28 dal PD e dal centrosinistra, in particolare sono state strappate alla sinistra ben 23 province, stesso andazzo anche nei comuni capoluogo, si partiva con in centrosinistra che ne governava 25, 5 il centrodestra, alla fine 16 saranno amministrati dal centrosinistra e 14 dal centrodestra, in particolare oltre alla conferma dei comuni precedenti altri 9 vengono strappati alla sinistra.
C’è seriamente da essere preoccupati per il vice perdente di successo Franceschini che parla di “inizio di declino per la destra” e sostanziale ripresa per il PD, cercando di minimizzare la sonora sconfitta, delle due l’una : o non sanno nemmeno contare oppure continua l’uso spregiudicato delle tecniche comuniste della scuole delle Frattocchie, dove appunto si insegnava la doppia verità a convenienza , la menzogna e il ribaltamento della realtà contro tutte le evidenze, bene così, come al solito “perdenti & contenti”, tanto contenti che proprio oggi Franceschini ha ufficializzato la sua candidatura a segretario del partito democratico nel prossimo congresso di ottobre, una garanzia di vittorie,appunto.
Lo stesso Berlusconi commentando i risultati elettorali ha detto “ se questa per noi è una sconfitta, vogliamo perdere sempre così” , e ci credo, tra province e comuni capoluogo ben 32 amministrazioni hanno cambiato colore politico, sono passati tutti dalla sinistra al centrodestra, nessuna dal centrodestra a sinistra,la sinistra è stata costretta a spacciare per grandi vittorie quelle di Bologna e Firenze, comuni dove governa da oltre mezzo secolo, dopo essere stati costretta al ballottaggio, il che è tutto dire.
Berlusconi se non esistesse bisognerebbe inventarlo, altrimenti non ci si potrebbe scompisciare dalle risate a leggere la stampa nostrana di questi ultimi tempi, solo lui può provocare travasi di bile come quelli dei “zucconi” di Repubblica, i quali dopo la fatica di una campagna di stampa tesa a delegittimare il premier, che continua e continuerà, sono costretti ad ammettere con la bava alla bocca che c’è, visti i risultati elettorali, “ un amnesia della morale” , la loro morale però, oppure con una fantasia degna delle migliori cause, l’ex fascista e comunista Scalfari, immagina scene da “fine regime” , una società deturpata dalla corruzione (Sic), analogie con il 25 luglio del 1943 , uno scenario da Armaghedon insomma, tutto da ridere appunto, i desideri scambiati e raccontati come realtà, come succede da oltre 30 anni, ci avessero mai azzeccato una volta.
Possibile che questi non abbiano ancora capito che, chi vota PDL e Berlusconi, giornali come Repubblica se li legge, è soltanto per farsi quattro risate?
Ma Repubblica non è la sola a provocare ilarità, è bastato leggere i titoli di alcuni giornali dopo i ballottaggi per avere un ottima cura contro la depressione, L’Unità : “ PD in rimonta dalle urne esce un quasi pareggio”, Il Secolo XIX: “ Tiene il PD”, Il Messaggero : “ Il PD rimonta” , Europa: “Si riparte da qui: Penati combatte, gli altri stravincono, l’onda di destra rifluisce”, La Stampa : “ Il PDL avanza ma il PD resiste”, L’Altro : “ Berlusconi perde provinciali e comunali” e mi fermo qui per carità di patria.
Io mi domando e vi domando: “sono più coglioni questi giornalisti che sparano minchiate a raffica o i loro lettori che continuano a leggerli”?
E questi ultimi di fronte alla cruda evidenza della realtà dei fatti non si sentono come minimo frustrati e presi in giro ?
Cinque anni fa Penati vinceva alla provincia di Milano e Bersani disse : “ E’ la fine del berlusconismo” , oggi lo stesso Penati perde a Milano e Franceschini dice :“ E’ cominciato il declino della destra”, certo perdere oltre il 50% delle province e dei comuni capoluogo deve essere stato un magnifico viatico, una bella consolazione per essere così “perdenti & contenti” , o no?

 

COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI DIRIGENTI E QUESTI GIORNALISTI ZUCCONI NON VINCERETE MAI !!!

 

SOLO CON PAPI SI VINCE !!!

 

I CARE, WE CAN, THEY WIN !!!

PRESIDENTE SIAMO CON TE

MENO MALE CHE SILVIO C’E’.












16 giugno 2009

PERDENTI & CONTENTI

E’ stato utile aspettare il responso definitivo delle urne dopo il voto amministrativo per avere le idee chiare sulla tornata elettorale appena conclusa.
Per una mezza giornata infatti lunedì dopo il voto europeo, per i media italiani sembrava che il PDL e Berlusconi avessero perso le elezioni e ho fatto fatica a credere ai miei occhi, e credo come me tanti, vedendo i dirigenti del partito democratico,Franceschini, in testa, esultare dopo aver perso 7 punti rispetto alle politiche dello scorso anno, magari potevano impegnarsi a perderne qualcuno in più e li avremmo visti sfilare per le strade al suono di trombe e clacson.
Tanto che, per avere le idee più chiare, è bastato dare un occhiata alla stampa estera, pare che in questa occasione non abbiano utilizzato le veline e il sito web di Repubblica e hanno raccontato la pura e semplice realtà.
Il Financial Times dopo le critiche feroci a Berlusconi , ha commentato che l'elettorato italiano ha confermato la preferenza per il centro-destra e Berlusconi "nonostante le recenti polemiche sullo stile di vita del Presidente del Consiglio'' e il caso Mills, e l’editorialista Munchau cita il cavaliere come il leader di maggior successo in Europa che "è riuscito a scrollarsi di dosso o persino forse a trarre beneficio da un susseguirsi di scandali". Un "risultato spettacolare".
Persino El Pais, dopo la pubblicazione delle foto di villa Certosa e nonostante il pregiudizio ideologico è stato costretto ad ammettere che di fronte ad un opposizione frantumata “ Berlusconi ha incassato una sonora vittoria”, vi risparmio tutti gli altri commenti positivi dalla CNN a Liberation , dal Daily Telegraph a The Indipendent, ecc.ecc.
Eppure il risultato delle elezioni europee non si presta a dubbi, il PD, principale partito di opposizione ha raccolto il 26,1% dei voti, 7 in meno rispetto alle politiche dello scorso anno, l’IDV di Di Pietro ha praticamente raddoppiato i voti arrivando all’8% , segno che frustrati,sfigati, forcaioli , giacobini e delusi sono in aumento, la sinistra radicale divisa, ancora una volta non supera lo sbarramento, così come la Destra di Storace e il Movimento per l’Autonomia di Lombardo.
Guadagna qualcosa in termini percentuali l’UDC di Casini, ma facendo bene i conti ha ottenuto 50.000 voti in meno rispetto alle politiche del 2008.
Anche il PDL ha perso 2 punti rispetto alle politiche dello scorso anno, penalizzato dalla bassa affluenza al voto, circa il 66% con punte di astensionismo intorno al 50% al sud e nelle isole, in ogni caso tutto ciò non ha impedito al Popolo della Libertà di confermarsi primo partito e diventarlo anche in regioni come Marche e Umbria dove da sempre la sinistra fa il pieno di consensi, Berlusconi candidato in tutte e cinque le circoscrizioni è risultato largamente il più votato raccogliendo oltre duemilioni e settecentomila preferenze personali, che non è il record, ma con un 6 / 7% di votanti in meno rispetto alla media delle precedenti elezioni è tutto sommato un ottimo risultato, questo nonostante una campagna elettorale fatta solo di gossip e calunnie.
Certo le aspettative sul risultato del PDL erano più rosee, ma considerata la disaffezione e l’astensionismo record per l’Italia sul voto europeo, con una crisi economica globale in atto e dopo un disastroso terremoto, non ci si può davvero lamentare, sbaglia di grosso chi vede “crepe” nella popolarità di Berlusconi, il risultato al di sotto delle aspettative è solo causa dell’astensionismo.
E’ bastato infatti aspettare i risultati delle amministrative dove la media dei votanti è stata superiore di 6-7 punti per capire la proporzione storica della vittoria del PDL, la sinistra e il PD sono stati letteralmente “sfrattati” al primo turno da 17 province che governavano, da Napoli a Bari a Monza, tanto per citarne qualcuna, delle 62 province in cui si è votato, di cui 3 di nuova istituzione si partiva da 50 amministrate dal csx contro 9 del cdx, dopo il primo turno 26 sono andate al PDL e centrodestra,in 22 si andrà ai ballottaggi domenica 21, soltanto 14 sono state confermate dal centrosinistra , anche nel voto nei comuni ci sono stati risultati eclatanti e lusinghieri per il PDL, storiche roccaforti come Firenze e Bologna la sinistra è stata costretta al ballottaggio con esiti che potrebbero essere imprevedibili.
Il gap tra il PDL e il PD è quindi notevolmente aumentato, passando dai 4,2 punti delle politiche dello scorso anno agli oltre 9 punti attuali, così come il distacco tra coalizioni, grazie anche all’ottimo risultato della Lega Nord che arriva al record del 10,4% anche se in termini di voti si tratta di 100.000 voti in più rispetto allo scorso anno, arriva a 10 punti.
In pratica gli italiani non solo non affiderebbero i loro figli a Franceschini per educarli, ma nemmeno per sogno gli affideranno mai il governo del paese.
Nonostante questa tremenda disfatta Franceschini e il PD hanno esultato poiché a loro dire hanno perso meno delle aspettative (Sic) e perché il PDL e Berlusconi non hanno superato la quota del 40%, insomma proprio quello che è tipico della sinistra italiana “PERDENTI & CONTENTI”, ma questo stato di calma apparente durerà poco, già i vari capi e capetti stanno affilando le armi in vista del prossimo congresso di ottobre,dopo i ballottaggi di domenica prossima ci sarà di nuovo il tutti contro tutti,si preannuncia un estate bollente per il PD.
I numeri sono quindi impietosi, in presenza di una sinistra inconsistente, gruppi finanziari editoriali si sono assunti l’onere (Sic) di una campagna di delegittimazione del governo e del Presidente del Consiglio, è un film già visto e rivisto in questi ultimi 15 anni, a cominciare dalla stagione di mani pulite del 92-93 , dove una campagna politica , mediatica e giudiziaria fece fuori i principali partiti della prima repubblica , tranne il PCI , non potendo riuscirci per via democratica, è storia ormai risaputa di quali giornalisti e di quali testate avessero accesso alle informazioni riservate sulle indagini dei PM, delle riunioni telefoniche (Sic) a fine giornata tra i direttori dei quotidiani Repubblica , La Stampa , Corriere della Sera e L’Unità, ovvero Scalfari, Mauro, Mieli e Veltroni, al fine di concordare titoli e articoli del giorno dopo, in quali partiti e in quali schieramenti sono stati candidati alcuni PM , basti pensare a D’Ambrosio o alle telefonate di Di Pietro con l’editore del gruppo Espresso – Repubblica , De Benedetti, agli atti del tribunale di Brescia, il tutto mentre qualche bastardo procuratore capo 3 volte resistente chiedeva in interviste alla stampa “ governi condivisi” (Sic).
Fortunatamente c’è stato chi non si è mai arreso al “golpe”, così mentre gli ex comunisti mandavano Occhetto a legittimarsi alla City di Londra , scendeva in campo colui che ha rappresentato e rappresenta il granello di sabbia,anzi no, il macigno che ha inceppato questa macchina perfettamente lubrificata, Silvio Berlusconi, e da 15 anni puntualmente si tenta con gli stessi sistemi mediatici – giudiziari di eliminarlo dalla scena politica, sono appunto questi i grumi eversivi a cui si riferisce Berlusconi, ma i zucconi del gruppo Espresso – Repubblica, oltre a non aver mai capito nulla dell’evolversi della società italiana, con le loro analisi puntualmente sbagliate e la descrizione della realtà non com’è , ma come la vorrebbero, non hanno capito che questa sinistra non è mai stata maggioranza nel paese , ne mai lo sarà , se prima non passerà almeno un'altra generazione che non sia figlia della scuola delle Frattocchie dove insegnavano la verità a convenienza , la menzogna e il ribaltamento della realtà, e soprattutto non hanno capito che Berlusconi è più forte di tutto e di tutti perché ha un popolo dietro di se, mentre gli altri al massimo hanno solo chiacchiere, avranno tutto il tempo per mangiarsi il fegato e buttare bile.
Infine per chiudere, è stato bellissimo vedere come il glorioso quotidiano comunista L’Unità , che un tempo raccontava della “gioiosa vitanelle zone liberate da Pol Pot e dai khemer rossi (Sic) , abbia dedicato in un solo numero ben otto pagine (dico otto) alla storia di Noemi Letizia e Berlusconi, d’ora in poi lo potranno ribattezzare “Concita 2000” , roba da scompisciarsi dalle risate.






22 maggio 2009

CHE DELUSIONE

I “zucconi” di Repubblica sono amareggiati e delusi, niente, questo paese proprio non riesce a indignarsi: “L'Atlante Politico di Demos registra e conferma tendenze già osservate negli ultimi mesi tra gli elettori. Poco allegre per il centrosinistra e, soprattutto, per il Pd”.
“Al di là delle specifiche stime di voto, il clima d'opinione sembra premiare tutte le principali scelte del governo e tutte le azioni del premier. Anche le più discusse e discutibili. Dai respingimenti delle imbarcazioni cariche di immigrati, approvate da oltre 2 italiani su 3 (da 4 su 10 fra gli elettori del Pd e dell'Idv), alle vicende personali e familiari di Berlusconi. Quasi 8 italiani su 10 pensano che il divorzio annunciato e le amicizie femminili del premier siano fatti suoi e di sua moglie”.
Inizia con questo incipit il commento di Ilvo Diamanti sul sondaggio Demos di Repubblica sulle elezioni europee, la delusione è palpabile, non mi piace darmi ragione da sola, ma è esattamente quello che scrivo da giorni “ tanta fatica per nulla, le campagne mediatiche e giudiziarie di aggressione a Berlusconi non hanno mai pagato e non pagheranno nemmeno questa volta, anzi si trasformerà in un boomerang “, forse sarebbe certamente più saggio e utile se Repubblica si occupasse del divorzio degli elettori dal PD piuttosto che del presunto divorzio Berlusconi – Lario.
Ma non bisogna mollare proprio adesso, ripeschino magari le conversazioni tra Berlusconi e Saccà, hai visto mai che stavolta funzionano?
In queste due settimane in cui per legge non ci saranno sondaggi pubblici fino al voto del 7 giugno, provino a raccontare dell’incredibile rimonta del PD, che si vota per cambiare il paese , magari alla vigilia del voto un editoriale dell’ex fascista, ex comunista ,ex socialista e non so più cos’altro, Scalfari, ci dirà che il pareggio e magari anche la vittoria sono possibili, secondo i “sommovimenti” che lui sente nella società civile (Sic).
Poi dopo il 7 giugno , non si parlerà più di Noemi Letizia e Mills, si parlerà del berlusconismo di massa e dei cronici ritardi della sinistra, un vecchio film visto e rivisto tantissime volte, amen.









20 maggio 2009

CASO MILLS E SOLITE ILLUSIONI

Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del tribunale di Milano che ha condannato in primo grado l’avvocato inglese David Mills a quattro anni e sei mesi per corruzione giudiziaria, puntuali riesplodono le polemiche.
E come al solito da parte della stampa e da un opposizione in caduta libera nei consensi si alimentano improbabili aspettative e false illusioni, mentre bisognerebbe praticare le virtù di cautela e prudenza su questi argomenti.
I processi in generale e quelli che riguardano Silvio Berlusconi in particolare non sono il secondo tempo o una rivincita rispetto al risultato di democratiche e libere elezioni, anzi fare polemica su questi argomenti non fa altro che rafforzare la convinzione già largamente diffusa di un opposizione allo sbando, confusa, divisa e senza idee che disperatamente tenta di attaccarsi a qualsiasi cosa.
Gli italiani ormai non ci credono più, dopo aver visto un avviso di garanzia al G7 di Napoli nel 1994 concludersi dopo 7 anni con l’assoluzione in Cassazione e dieci anni di veleni e inquinamento della democrazia italiana con il processo SME concluso con l’assoluzione di Berlusconi in Cassazione per “non aver commesso il fatto” e perché “il fatto non sussiste” chi ci crede più alle accuse di certe procure e certi magistrati?
Sono proprio queste procure e questi magistrati ad aver “vaccinatol’opinione pubblica.
Possono crederci soltanto i masochisti e i tafazzisti della sinistra italiana, garantisti a convenienza e a giorni alterni, i quali ancora una volta non si rendono conto che tutto questo per loro sarà soltanto il solito boomerang.
E possono crederci pure soltanto sfigati e frustrati , titillati da guitti e giacobini da operetta che poi gli vendono libri,spettacoli, dvd e altri prodotti editoriali.
In secondo luogo tentare di far passare Berlusconi come colpevole di qualcosa per cui non è nemmeno stato giudicato, è aberrante non solo dal punta di vista civile , ma anche e soprattutto giuridico, questo per l’equazione secondo la quale David Mills ha ricevuto somme di denaro da società off-shore riconducibili a Finivest per testimoniare il falso e quindi automaticamente il corruttore sarebbe Berlusconi, insomma si condanna per teoria l’imputato che non c’era.
Terzo, David Mills è un “presunto innocente” sino a sentenza definitiva inappellabile così come prevede la costituzione e lo stato di diritto, figuriamoci allora Berlusconi che non è neppure stato giudicato.
Quarto, la sentenza di condanna dell’avvocato inglese si basa su teoremi e castelli accusatori, non esiste uno straccio di prova , ne tracce di dazioni riconducibili a Berlusconi, tanto che nell’accusa si cita soltanto il defunto (Sic) Carlo Bernasconi.
Siccome per condannare qualcuno occorrono prove e fatti certioltre ogni ragionevole dubbio” e non teorie strampalate, condanna e motivazioni non possono reggere ai successivi gradi di giudizio e questo lo sanno anche gli studenti del primo anno di giurisprudenza, è superfluo dire che la magistratura inglese non ha nemmeno preso in considerazione l’idea di rinviare a giudizio David Mills , poiché ha ritenuto infondato qualsiasi presupposto al riguardo , anzi il fisco britannico ha sottoposto a tassazione la somma di 600.000 dollari, frutto della presunta corruzione, come “proventi di investimenti”, basterebbe solo questo per catalogare il caso per quello che è effettivamente:”una bufala”, ma ciò ripugnerebbe alla “coscienza civile” di un giudice come Nicoletta Gandus che firma manifesti e petizioni contro il governo Berlusconi e partecipa allegramente ai social forum , quando si dice la terzietà del giudice, una sentenza scandalosa insomma come giustamente l’ha definita Berlusconi.
Quinto, Berlusconi non rinuncerà al lodo Alfano , è stato fatto proprio in previsione di questo, per evitare cioè che magistrati autoeletti “rappresentanti della società civile” tentino di ribaltare per via giudiziaria quello che ha deciso il “popolo sovrano” in libere e democratiche elezioni, come già è stato fatto in passato, Berlusconi d’altronde non ha scelta o pensa a onorare l’impegno che gli italiani gli hanno conferito o pensa a difendersi da assurde accuse.
Questo naturalmente non significa sfuggire al giudizio del tribunale , che ci sarà a fine mandato , peccato però che sarà tempo perso visto che non potrà essere giudicato dalla pasionaria Gandus , il processo dovrà iniziare daccapo e non si arriverà mai a sentenza definitiva.
Berlusconi non sfuggirà dunque al processo, non certamente come Di Pietro che si è fatto scudo dell’immunità dell’europarlamento per sottrarsi al processo contro di lui intentato dal giudice Filippo Verde.
Infine merita un plauso l’iniziativa del vicebrigadiere D’Avanzo e di Repubblica, sull’inchiesta e le domande a Berlusconi sul caso Noemi Letizia, i “zucconi” di Repubblica portino ancora un po’ di pazienza, citando Oscar Wilde «
Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta.» la discussione sarebbe già chiusa, invece le risposte ci saranno, più o meno tra 20 giorni, una maggioranza becera, rozza ed egoista, civis marginalis, alla quale io mi onoro di appartenere , ancora una volta con il loro libero e convinto voto li prenderà a ceffoni.
E su questi argomenti mi sembra non ci sia più nulla da dire.




7 maggio 2009

ADESSO PARLO IO – TANTA FATICA PER NULLA

La performance di Silvio Berlusconi ospite di Bruno Vespa nel programma “Porta a porta” , che vi propongo in versione integrale, dove il leader del PDL , fatto oggetto di una campagna mediatica senza precedenti sul caso del divorzio dalla moglie Veronica Lario , ha affrontato le telecamere da una scomodissima posizione di partenza in un momento emotivamente delicato, scegliendo la strada della verità e della franchezza, si è trasformata in un trionfo personale del Premier e della trasmissione che ha polverizzato ogni record di ascolto.
Evidentemente gli italiani hanno capito e apprezzato se persino coloro che sono i “confidenti privilegiati” della signora Lario, ovvero i zucconi di Repubblica ci informano che,da un sondaggio di IPR Marketing la fiducia degli italiani nei confronti di Berlusconi è rimasta sostanzialmente invariata, ovvero al 66%.
Che pena poi, vedere Franceschini e alcuni altri esponenti del PD, tentare di speculare su una vicenda come questa, dando vita a una campagna di aggressione personale non senza prima aver paragonato l’Italia di Berlusconi a due repubbliche asiatiche ex sovietiche, Turk­menistan all’Uzbekistan, atteggiamenti che nemmeno la “frustrazione” di Franceschini di non riuscire a scalfire minimamente il consenso altissimo del Premier, può far comprendere e giustificare.
Tanta fatica per nulla insomma, come ho già avuto modo di dire questa vicenda non sposterà nulla, anzi rischia di trasformarsi ancora una volta in un boomerang per la sinistra, sarebbe certamente molto più utile e proficuo per loro se, anziché di occuparsi del divorzio di Berlusconi, si occupassero del divorzio degli elettori dal PD.

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26 gennaio 2009

INTERCETTAZIONI: L’ARCHIVISTA MINACCIA

Dopo l’allarme lanciato dal Presidente Berlusconi dalla Sardegna dove è impegnato in una serie di comizi a sostegno del candidato del PDL Cappellacci ( a proposito questa sinistra salottiera,autoreferenziale e radical chic deve essere proprio allo sbando per ricandidare uno come Renato Soru alla guida di quella stessa ex maggioranza che lo ha sfiduciato qualche mese fa) , che non ha nascosto la sua preoccupazione “Sta per uscire uno scandalo che forse sarà il più grande della storia della Repubblica, un signore ha messo sotto controllo 350 mila persone tra cui parlamentari, esponenti delle forze armate e servizi segreti” , riferendosi al cosiddetto archivio Genchi, che fa capo all’ex consulente dell’ ex PM De Magistris titolare a suo tempo dell’inchiesta Why Not, e le dichiarazioni del presidente del Copasir, Rutelli “Temo che nelle prossime settimane ci si renderà conto che si tratta di una questione molto rilevante per la nostra libertà e la nostra stessa democrazia “ , nel mentre ci si chiede attoniti come è possibile che ci sia una tale enormità di intercettazioni e come sia possibile che questo materiale venga custodito da un privato cittadino, seppur con l’incarico di consulente invece che negli uffici giudiziari preposti, ci tocca anche leggere che l’archivista in questione si permette di lanciare minacce,neppure tanto velate al Presidente del Consiglio : “ So molte cose anche del Cavaliere” .
Io davvero non so se tutto ciò è normale in paese democratico, quello che so è che urge mettere un freno a questa bulimia di ascolti, a questo “grande fratello” che tiene in piedi l’industria del ricatto politico che ferisce la vita istituzionale e civile del paese, è da mesi che il disegno di legge che regola le intercettazioni è stato licenziato dal consiglio dei ministri, e come al solito quando invece di decidere e fare di testa sua, magari chiedendo anche la fiducia su un provvedimento di tale importanza che deve garantire la correttezza di eventuali indagini e la privacy di tutti i cittadini, Berlusconi si mette a discutere con gli alleati e a cercare sponde nell’opposizione finisce per rimanere impigliato nei lacci e laccioli del palazzo, un film già visto altre volte, speriamo che adesso sia finalmente la volta buona.
Intanto da coloro che “campano” e “ sguazzanonel letame, sia chi per vendere a “frustrati e sfigati” libri, spettacoli,dvd e altri prodotti editoriali, e sia chi invece per “opportunismo politico” si propone come campione di moralità agli sfigati e frustrati di cui sopra, si levano già alti lai contro la stretta sulle intercettazioni annunciata dal governo.
Un tangibile esempio ci viene offerto oggi su Repubblica dal vicebrigadiere D’Avanzo, che a parte varie castronerie come ad esempio sulla pericolosità(Sic) di una polizia libera dal controllo della magistratura e dei PM , che potrebbe avere mano libera per spionaggi illegali, ma non spiega perché dovrebbe avvenire tutto ciò quando fino al 1989 era appunto questo il sistema vigente, si meraviglia della preoccupazione di Berlusconi che definisce “strumentale” in quanto non avrebbe aperto bocca quando nell’inchiesta Why Not, comparvero tra gli intercettati i nomi di Mastella e Prodi, il che dimostra l’assoluta malafede del vicebrigadiere,in quanto bastava dare semplicemente una scorsa agli archivi del suo giornale per accorgersi che ,Silvio Berlusconi non solo augurò a Prodi di uscirne al più presto e con onore, ma in un comunicato del 26/07/2007 dichiarò chiaro e forte: “Voglio ricordare che gli italiani, nel nostro paese, sono sottoposti a un sistema di controllo dei telefoni che non ha pari in nessuna democrazia del mondo. I controlli che vengono fatti in Italia sono numericamente dieci volte in più rispetto a quelli degli Stati Uniti, nonostante la popolazione americana sia molto superiore rispetto alla nostra".
Qui nessuno è più libero di parlare, anche telefonate che non hanno nulla a che fare con la politica vengono controllate. Questi sono principi fondamentali per uno Stato liberale, noi restiamo su questi principi.
Io rispondo ai nostri principi, e i nostri principi ci dicono che questo sistema di intercettazione non può essere accettato”.
Altro che “non battere ciglio” , ma si sa, i zucconi di Repubblica, più che giornalisti sono giornalai a tesi preconfezionate.
Non poteva mancare all’appello,naturalmente, anche il “ trebbiatore di Montenero di Bisaccia” , il coniglio Di Pietro, mentre continua a sfuggire dal confronto in tv, sfidato da Gasparri, sulle malefatte sue,del figlio Cristiano e dell’Italia dei favori e dei valori immobiliari, difende a spada tratta l’attività di chi ha spiato persino i vertici delle forze di polizia e dei servizi segreti.
E poi Di Pietro in tv ci può andare soltanto in trasmissioni dove può arrivare a dire che il figlio: “ non è indagato su niente” senza essere smentito, mentre anche le pietre sanno che il pargolo è indagato per ipotesi di reato che vanno dalla corruzione,all’abuso di ufficio e alla turbativa di asta nell’inchiesta sulla Global Service dell’ imprenditore Alfredo Romeo e su ex assessori del Comune di Napoli.
E’ tutto da ridere,se non ci fosse da piangere.









5 dicembre 2008

LA GUERRA CIVILE NEL PD

Leader si nasce,non si diventa, l’intervista di ieri rilasciata da Veltroni a Repubblica , dimostra in modo inequivoco,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, la guerra civile in atto nel partito democratico, la ventina di correnti, o se vi piace di più “associazioni culturali” , sono impegnate in un tutti contro tutti senza esclusione di colpi.
Tutti chiedono la testa di Veltroni, ma ufficialmente non lo dice nessuno, tranne Parisi che continua imperterrito a fare il “grillo parlante” in casa del PD, D’Alema nega qualsiasi coinvolgimento in manovre contro il segretario, ma i suoi uomini fanno di tutto per smentirlo, e Walter sbotta: “basta veleni chi vuole un nuovo leader venga allo scoperto”, ma difficilmente otterrà risposte conclusive, molto meglio logorarlo poco alla volta.
E così dopo poco più di un anno dalle primarie che lo incoronarono, Veltroni cammina sul cumulo di macerie in cui si è ridotta la sua leadership, autorevolezza e credibilità nulle, tutto questo frutto di grossolani errori strategici, in primis il fatto di andare da soli alle elezioni, poi un po’ meno soli portandosi dietro i radicali e alleandosi con il trebbiatore di Montenero,Di Pietro, alleanza che è andata tutto a vantaggio di quest’ultimo che,una volta entrato in parlamento ha detto no ad un gruppo parlamentare unico con il PD rinnegando gli accordi presi in precedenza, e ha preso a smarcarsi da una linea comune di opposizione, prediligendo la sua, manettara e giustizialista.
Veltroni si è così ritrovato assediato e preso in mezzo da Berlusconi al governo e da Di Pietro all’opposizione, costretto a inseguire ora l’uno ora l’altro senza una linea politica credibile e lineare.
Poi la gestione dilettantesca di casi come la vicenda Alitalia e la Commissione di Vigilanza Rai con l’elezione di Villari cacciato dal partito, hanno dato il colpo di grazia alla credibilità e autorevolezza di Veltroni.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che il partito in periferia è saldamente in mano ai ras locali, che al nord autorevoli dirigenti come Chiamparino e Cacciari chiedono insistentemente un partito locale perché il PD romano è distante dalle problematiche di quelle realtà, che nelle amministrazioni locali,dopo gli scandali di Genova e l’Abruzzo, a Firenze e Napoli ci sono inchieste della magistratura che si sussurra potrebbero portare alla luce un verminaio di dimensioni inimmaginabili il quadro è completo.
Come ciliegina sulla torta è tutt’altro che risolto, in vista delle elezioni della prossima primavera, la collocazione del partito in ambito europeo, con Fassino che va a firmare il manifesto del PSE e Rutelli che dice non moriremo mai socialisti.
Non ci vuole molto dunque per capire che, il partito democratico, se non imploderà prima, entro un altro anno sarà costretto di nuovo a cambiare nome e simboli.

UPDATE : Oggi si è avuta un altra prova dell’autorevolezza e del carisma di Veltroni, aveva chiesto a Bassolino di farsi da parte, ma il discusso governatore della Campania non solo non lascia, ma addirittura raddoppia : “ valuterò nei prossimi mesi in regione e nel partito il da farsi, per il momento porto avanti assieme alla nuova giunta , il mio impegno per Napoli e la Campania “ , così ha risposto Bassolino.
Intanto il sindaco di Firenze, Dominici, la cui giunta è indagata dalla magistratura per il coinvolgimento nella tangentopoli fiorentina, e lo stesso dopo essere stato intercettato è stato ascoltato dai magistrati come “persona informata sui fatti”, ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica poiché “schifato” (Sic), e si è andato ad incatenare davanti alla sede del gruppo Espresso-Repubblica, per protestare contro il modo in cui i giornali del gruppo hanno trattato la vicenda politica – giudiziaria che ha coinvolto la sua giunta, cosa che ha fatto dire a Berlusconiallora io mi sarei dovuto incatenare tutti i giorni”.
Insomma si è toccato il fondo,ma imperterriti, si continua a scavare.




15 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI STRINGONO INTORNO AL PREMIER

In questi giorni due diversi sondaggi confermano,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, il livello record di fiducia e di consenso che gli italiani hanno nei confronti di Silvio Berlusconi e del governo.
Secondo un sondaggio di Euromedia Research , la fiducia degli italiani nel Premier si attesta intorno al 70% , il consenso record viene confermato anche da un altro sondaggio di IPR Marketing commissionato da Repubblica,seppure con percentuali leggermente inferiori.
Non è un caso che tale livello di fiducia e di consenso sia raggiunto nel bel mezzo di una crisi finanziaria globale senza precedenti, avere un leader forte,carismatico e autorevole come Berlusconi, con alle spalle una storia di uomo e imprenditore di successo, rassicura e tranquillizza i cittadini, solo lui può avere la credibilità di mantenere per quanto possibile l’Italia al riparo dalla tempesta globale e uscirne fuori al meglio.
Per quanto riguarda il governo è Giulio Tremonti il ministro più stimato, il “guru” dell’economia che si permette di smentire analisi e previsioni di autorevoli economisti di mezzo mondo con : “tacete voi che non avevate capito nulla” , da lui, uno dei pochi al mondo, che aveva previsto in tempi non sospetti la tempesta finanziaria che stiamo vivendo, e che per questo ha blindato i conti pubblici prima dell’estate con una manovra triennale, gli italiani si aspettano risposte alle loro ansie e misure adeguate a fronteggiare l’emergenza che si sono incominciate a materializzare con i due decreti del governo sulla garanzia dei risparmi e sulla prevenzione di eventuali fallimenti bancari.
A seguire il ministro Brunetta, l’incubo dei fannulloni,che è riuscito a mettere i tornelli persino a palazzo Chigi, poi il ministro dell’interno Maroni, il ministro delle attività produttive Scaiola e il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini le cui misure su una nuova scuola e università fondate su serietà, rigore e merito sono condivise da larga parte dei cittadini.
Le intenzioni di voto vedono PDL (42.7%) Lega Nord(9,3%) e MPA(0,6%) insieme al 51,6% , IDV al 5,4%, UDC intorno al 4% , Il Partito Democratico al 28.8%, Rifondazione Comunista al 3%, Verdi e PDCI 1%, La Destra 1,4% , altri sotto l’ 1% .
Come si evince chiaramente,ululare alla luna, parlare di democrazia in pericolo, anomalia e tutto il repertorio dell’antiberlusconismo militante, non paga, come succede esattamente da 15 anni, gli italiani non ci cascano , anzi tutto ciò accresce la fiducia e il consenso in Berlusconi e il suo governo,come al solito non imparano mai.
Per le opposizioni in generale e per il partito democratico in particolare portatori della peggiore “politica politicante” e di un opposizione “parolaia e inconcludente” si prospetta una lunga, lunghissima traversata del deserto.




10 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI SENTONO PROTETTI

Dopo il decreto anticrisi,salva banche e risparmi, approvato l’altro giorno dal governo e le rassicurazioni del Premier Silvio Berlusconi sulla solidità dei nostri istituti di credito e i consigli dati dallo stesso sull’opportunità di non vendere le azioni che hanno subito vistosi ribassi,poiché destinate a recuperare il loro effettivo valore nel medio periodo, gli italiani si sentono “protetti e al sicuro” dalla crisi finanziaria che sta imperversando in tutto il mondo.
E’ quanto si evince da un sondaggio IPR Marketing commissionato da Repubblica, il quale rileva che il 71% dei cittadini italiani,dopo le misure e le rassicurazioni del governo, non teme l’effetto negativo del crollo delle borse mondiali sui loro risparmi.
Nessuna crisi di panico dunque, tutto tranquillo o quasi, è davvero una fortuna per il nostro paese,in questo delicato momento, avere a capo del governo un leader forte, carismatico e autorevole, che infonde fiducia e ottimismo alla nazione soprattutto per la sua storia di imprenditore prima che politico, o pensate forse che ci sia qualche altro ometto contemporaneo, politico di professione, che magari ha passato l’esistenza nei quadri del partito e nel sindacato, e in vita sua non ha mai lavorato, che possa avere tale credibilità e autorevolezza?
Certo preoccupano gli effetti che questo tsunami può avere sull’economia reale e sulle piccole -medie imprese, ma al momento la situazione è sotto controllo, la stessa bankitalia di concerto con il tesoro,ha predisposto un piano per agevolare la liquidità e il credito alle aziende.
Non tutti i mali comunque vengono per nuocere, i risparmiatori che fuggono dalle borse si riversano massicciamente sui titoli di stato,tanto che i tassi di interesse scendono giorno per giorno, e questo rappresenta una bella boccata di ossigeno per il nostro debito pubblico.
Inoltre con il decreto salva banche, in caso di intervento, è vero che il tesoro non entrerebbe direttamente nella proprietà degli istituti da ricapitalizzare, ma è altrettanto vero che dirigenti e manager saranno di gradimento del governo, e non sarebbe niente male mandare a casa un po’ di quei banchieri che andavano a votare per le primarie dell’Ulivo e del Partito Democratico.






20 giugno 2008

GLI ITALIANI SONO CON BERLUSCONI

Dopo i recenti sondaggi che vedono Silvio Berlusconi e il suo governo graditi e apprezzati da due italiani su tre, e tutti i provvedimenti del nuovo governo in materia di tasse,rifiuti,sicurezza ecc. , promossi a larghissima maggioranza, anche il recentissimo provvedimento in materia di giustizia, attinente alla sospensione dei processi non urgenti, per affrontare quelli per i reati più gravi e di forte impatto sociale, viene promosso a pieni voti dai cittadini,preoccupati per l’aumento della criminalità e pessimisti sullo stato della giustizia, come dimostra un sondaggio di IPR Marketing per il quotidiano Repubblica.
Non è servita a molto dunque la canea che in questi giorni vede tutti insieme appassionatamente stampa,magistrati, opposizione forcaiola guidata da Di Pietro a cui si è accodato anche Veltroni, guitti&giacobini da operetta, pseudo intellettuali e benpensanti, e altri autoeletti della società civile.
Il tutto perché tra i processi sospesi ve ne sarebbe uno,il cd processo Mills che vede imputato Berlusconi,che però a parte la sospensione, non cambierebbe di una virgola la posizione processuale del premier,rimangono infatti fermi tutti i termini.
In questo caso il governo decide sulle priorità giudiziarie,dando la precedenza appunto ai reati di forte impatto sociale,insomma si fa una politica della giustizia e si cerca di rispondere al meglio alle domande e ai bisogni dei cittadini.
Cosa peraltro non nuova,ad esempio il Procuratore Capo di Torino,Maddalena, ha proposto le stesse cose al CSM, ricevendone il plauso, oppure Veltroni che soltanto qualche mese fa dichiarava in campagna elettorale : “ bisogna fissare dei criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale”, viene da chiedersi se è possibile che si cambi idea soltanto perché c’è di mezzo Berlusconi.
Ma come abbiamo visto gli italiani non abboccano più e non si fanno incantare da queste campagne e dalla magistratura militante,pertanto fa bene il Presidente Berlusconi che è sempre in sintonia con il comune sentire e con il paese a tirare dritto.
Non stupisce nemmeno più invece l’atteggiamento del partito democratico e di Veltroni, che ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno, si dimostra lontanissimo dalla realtà e incapace di comprendere quello che attraversa il paese, lo stesso Veltroni si sta dimostrando un leader senza attributi,esitante e titubante sulla giusta linea che deve intraprendere una forza riformista all’altezza delle nuove sfide, insomma come un vaso di coccio di manzoniana memoria stretto tra i faticosi equilibri interni al suo partito e quelli esterni dell’opposizione giacobina rappresentata da Di Pietro.
Incredibile poi come Veltroni e il PD abbiano inscenato un assurda polemica sulla presenza dei militari a coadiuvare le forze dell’ordine in determinate zone, quando questo provvedimento è visto con favore da oltre l’80% dei cittadini e lo richiedono gli stessi sindaci del partito democratico come ad esempio quello di Padova e il sindaco di Venezia, Cacciari.
Non ci si può dunque meravigliare se ad ogni tornata elettorale, vengono presi a ceffoni dagli elettori.







17 giugno 2008

PERCHE’ VANNO REGOLATE LE INTERCETTAZIONI

Se qualcuno ha ancora dei dubbi sul perché la spinosa materia delle intercettazioni deve essere regolamentata al più presto, per dissiparli del tutto basta leggere l’incipit di questo articolo su Repubblica.
Non sapremo mai quello che si sono detti al telefono Silvio Berlusconi e Nicolò Querci, vicepresidente di Rti, la controllata di Mediaset che raggruppa le tre televisioni del Biscione. Ma nemmeno quello che il premier ha detto a Deborah Bergamini, la sua ex segretaria, diventata poi una delle responsabile della programmazione Rai e, da due mesi, parlamentare di Forza Italia.
Le intercettazioni con i politici registrate nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento di Hdc, quella che vede coinvolto Luigi Crespi, l'ex sondaggista famoso per l'invenzione del contratto con gli italiani, sono state distrutte”.
Il giudice per l'udienza preliminare Marina Zelante ha deciso di mandare al macero tutte le telefonate ritenute non rilevanti, comprese quelle con i parlamentari, nel processo Hdc, applicando la legge Boato. Eppure, alcune di quelle telefonate avrebbero potuto svelare qualcosa in merito a come veniva gestita la comunicazione in Rai ai tempi del terzo governo Berlusconi”.
Insomma costoro non si accontentano neppure se un giudice ha stabilito che alcune intercettazioni sono irrilevanti,vogliono essere loro a sostituirsi al magistrato e giudicare e perché no, ricamarci sopra, infilando nel tritacarne mediatico di tutto e di più, magari anche persone che non c’entrano nulla.
Se sussistevano ancora dubbi, ecco, questo è un altro buon motivo perché bisogna procedere al più presto con regole chiare e restrittive sulle intercettazioni.




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3 giugno 2008

FESTA DELLA REPUBBLICA E FESTA PER SILVIO

Quest’anno il 2 Giugno sarà ricordato non solo per la festa della Repubblica, ma anche e soprattutto per la grande festa che la gente ha tributato al premier Silvio Berlusconi.
Come tutti sanno Berlusconi, dal giorno della sua discesa in campo, ha sempre avuto un feeling particolare con il popolo,la gente comune, riuscendo sempre a capire e interpretare prima di chiunque altro, quello che attraversa il paese, una perfetta sintonia che gli ha consentito di essere un leader amato dalle folle e lui naturalmente in mezzo alla gente ci sta benissimo è il suo elemento, come uno squalo nell’oceano indiano.
Ma in questo periodo, l’entusiasmo della gente per Silvio, ha toccato livelli incredibili, non a caso i sondaggi più recenti lo danno gradito a circa 2 italiani su 3, se ne è avuta la prova,quando terminata la manifestazione ai Fori Imperiali, sotto una pioggia scrosciante, una folla festosa ha inseguito l’auto del premier , che è sceso e si è concesso alla gente.
Per la cronaca vi propongo questo articolo di Repubblica, che non necessita di ulteriori commenti.

ROMA - "Presidente, presidente, una foto...". La ragazza con i riccioli, accento delle valli bergamasche, si lancia sulla Thema grigia come un kamikaze, un buco nel servizio di sicurezza, voluto, casuale, chissà, arriva alla portiera, la tocca con le mani. "Presidente, una foto con me, Presidente...". Berlusconi è seduto sul sedile posteriore, aveva già salutato la folla dei Fori Imperiali un attimo prima salendo sul predellino, si era rifugiato all'interno dell'auto per via della pioggia. La ragazza insiste. Dietro di lei, intorno a lei, giovani, bambini, signore. "Silvio, Silvio ...". E come si fa a dire di no. Infatti, non si può.
Il premier scende, sotto l'acqua, appoggia i piedi sui sampietrini e decide che è giusto concedersi a tanto affetto. Sono le 11 e 57 minuti. E la Festa della Repubblica, le festa del Presidente della Repubblica, la parata militare, passa tutto in secondo piano.
Giorgio Napolitano si è appena allontanato sulla Flaminia decappottabile sfidando la pioggia armato di un impermeabile nero, qualche applauso, la mano allungata in segno di saluto. Anche le autorità stanno lasciando la tribuna d'onore rilasciando dichiarazioni distratte. Ma le migliaia arrivati ai Fori vogliono solo lui, Berlusconi. Lo cercano, lo chiamano, alzando telefonini e telecamere e neonati. E la Festa della Repubblica diventa la Festa di Berlusconi.
Sarà perché la parata è stata un po' sottotono rispetto agli anni passati, più breve, meno tecnologica, una decina di mezzi pesanti in tutto e neppure un aereo o un elicottero, esclusi i caccia della pattuglia acrobatica delle Frecce tricolori. Sarà perché i tagli alla spesa pubblica si sono fatti sentire vistosamente, e perché nella Tribuna autorità sono rimaste vuote almeno una decina di seggiole segno di assenze importanti, da Veltroni a Di Pietro passando per la Lega che non ha schierato neppure uno dei suoi ministri.
Ha provveduto il premier ha ridare colore e vivacità ad una mattinata altrimenti grigia e uggiosa, a cominciare dal meteo. Qualche assaggio di entusiasmo lo aveva già dato durante la parata: Berlusconi si è spellato le mani, ha sorriso, marciato e incitato al passaggio dei reparti più significativi, dai medaglieri alle compagnie delle missioni internazionali. Quasi più partecipe lui di un poco marziale ministro della Difesa Ignazio La Russa in abito blu un poco stazzonato e di un Presidente della Camera Gianfranco Fini finalmente partecipe delle celebrazioni del 2 giugno (era assente il giorno prima al ricevimento al Quirinale).
Insomma, quasi che non potesse finire così, in modo fugace e frettoloso, quando la ragazza arriva al finestrino della macchina del premier, il Cavaliere scende dall'auto e fa segno alla scorta - a dir la verità disperata - di voler procedere a piedi tra quel muro umano che solo lui era in grado di fendere al suo passaggio. Letteralmente un muro di persone che con ombrelli e carrozzine era disposto a tutto pur di vederlo e toccarlo. Il premier impiega quaranta minuti per fare quattrocento metri. Quello che va in scena è il puro trionfo della persona, senza se e senza ma, senza pretese e senza dubbi.
Più che parlare Berlusconi si fa toccare e fotografare, sorride una volta verso il lato destro e una volta verso quello sinistro. "Presidente, mi raccomando, ci pensi lei" dice una signora. "Io voglio solo una casa" dice una bella ragazza con i capelli raccolti nella coda. "Presidente, la sicurezza, è importante" incalza un signore con abito gessato. "Silvio, Silvio..." urla un ragazzino armato di videocamera issato sulle spalle del babbo. E Berlusconi lo prende in braccio. "Presidente, un lavoro per mio figlio..." e regala una stretta di mano. "Ci proverò, ci proverò a risolvere tutti i problemi..." promette.
E' il Presidente del Consiglio, non un calciatore né un divo di Hollywood. "Silvio santo subito" scandisce un gruppo di giovani. "Un presidente, solo un presidente" ritma un altro gruppo a mo' di curva da stadio. La folla si muove a gruppi per inseguire il passaggio del suo eroe. E si placa solo quando lo ha toccato, ha ricevuto un sorriso, una promessa, un sogno. E se Berlusconi non ce la facesse a risolvere i problemi? "No, ce la farà, lui ce la farà" replica convinto un signore. "Una foto, una foto" chiedono due ragazze giovani e in assoluto delirio. "Hai visto? Ti ha sorriso, domani lo puoi anche raccontare alla maestra a scuola" spiega la mamma al figlioletto che avrà 7-8 anni. "Presidente, i rifiuti, Napoli..." supplica una donna con accento napoletano. "Questo è sicuro, verrò a Napoli tutte le settimane" rassicura.
Arrivato in piazza Venezia il premier risale sul predellino dell'auto, saluta a 360 gradi e entra in macchina. Destinazione palazzo Grazioli, trecento metri più in là. In via del Plebiscito, sotto casa, la scena si ripete, cori, grida, delirio, pioggia, ombrelli, spinte, non importa. "Sono emozionato, questa folla mi spinge se possibile, a lavorare ancora di più" dice il premier. Di lune di miele Berlusconi ne ha avute tante. Ai bagni di folla ci è abituato, sono il suo alimento. Quella di oggi ha impressionato anche chi lo segue ormai da quattordici anni.

(2 giugno 2008)
















9 aprile 2008

VELTRONI NON E’ LA CONSULTA SERVE LA LAUREA

Veltroni scrive una lettera al candidato premier del PDL per chiedergli un impegno a garantire, chiunque vinca le elezioni, lealtà alla Repubblica.
«Ho scritto una lettera al principale esponente dello schieramento a noi avverso in cui gli chiedo, quale che sia il ruolo che ciascuno avrà, di dare una garanzia ai cittadini, che io mi impegno a dare, una garanzia di lealtà repubblicana basata su quattro punti: la tutela dell’unità della Nazione, il rifiuto di ogni forma di violenza praticata o dichiarata; la fedeltà alla Costituzione repubblicana; la fedeltà alla bandiera Tricolore e all’Inno di Mameli». L'annuncio di Veltroni arriva all'indomani delle polemiche sulle frasi di Umberto Bossi.
LA RISPOSTA - «La lettera di Veltroni è un altro effetto speciale che non possiamo accettare da lui perché non ha alcun titolo». È quanto Berlusconi replica in conferenza stampa a Vicenza sostenendo che «Non può dare patenti di lealtà repubblicana l'erede del partito comunista». Il leader del PDL ricorda di «aver già giurato ben tre volte fedeltà alla Costituzione al Quirinale».
«Solo chi ha scarsa dimestichezza con le procedure e le regole costituzionali democratiche - è la risposta che Berlusconi manda a Veltroni - dimentica che il presidente del Consiglio della Repubblica Italiana giura fedeltà alla Costituzione nelle mani del capo dello Stato». «E io - ricorda Berlusconi a Veltroni - ho giurato per ben tre volte davanti a due presidenti della Repubblica. E sarò onorato di giurare per la quarta davanti all'attuale presidente». «Quando si sono aperti gli archivi del Kgb - prosegue Berlusconi - è venuto fuori che l'Unione Sovietica dava, di tutti gli aiuti ai partiti comunisti d'occidente, il 45% al Pci». «Veltroni non è la Consulta - conclude il Cavaliere - dove per entrare serve la laurea. E dei suoi fuochi di artificio ed effetti speciali gli italiani ne hanno abbastanza».

Veltroni ormai deve essere alla più cupa disperazione se non gli è rimasto altro che questi squallidi tentativi per fare notizia, sa benissimo di aver perso la partita, non a caso gli scommettitori inglesi danno Berlusconi vincente e pagato a 1,30 contro 6,00 di Veltroni.
Io mi domando e vi domando: “ un funzionario di partito che inneggiava a Pol Pot e ai khmer rossi, che si recava a Berlino Est al festival della gioventù comunista ad applaudire i tetri e sanguinari burocrati di Breznev e a cianciare di eurocomunismo(Sic), che riceveva uno stipendio con i contributi di una nazione nemica che teneva puntati sull’Italia e sull’Europa missili con testate nucleari,che titoli ha per dare patenti di lealtà alla repubblica?
Questo dimostra una palese ignoranza delle più elementari nozioni di educazione civica, si è perso completamente il senso del ridicolo,un clamoroso autogol...




5 febbraio 2008

LE BARZELLETTE DI REPUBBLICA.

…una pacificazione mai raggiunta finora tra il fisco e alcuni milioni di piccoli e medi contribuenti con nuovi studi di settore e nuove semplificazioni burocratiche; infine una riduzione cospicua dell’evasione fiscale. Le tasse? Il gettito è aumentato senza una sola nuova imposta né modifica e rialzo di aliquote, anzi con sei miliardi di euro in favore delle imprese con l’abbattimento dell’Irap e dell’Ires.
Eugenio Scalfari - Repubblica 03/02/2008

Incredibile, non riesco a capacitarmi di come si possono scrivere simili corbellerie e sperare di essere pure creduti,evidentemente l’ex fascista Scalfari con l’età che avanza si deve essere rincoglionito del tutto, e adesso racconta barzellette.
Per smentire queste tesi da “second lifeagli italiani basta mettersi le mani in tasca per scoprire che sono ogni giorno desolatamente più vuote a causa di tasse,addizionali, aumenti di tariffe e balzelli vari, e chi più ne ha più ne metta.
Nemmeno l’Unità è arrivata a tanto quando scriveva della “meravigliosa vita nelle zone liberate” da Pol Pot e i khmer rossi.
Poi ci si lamenta che in Italia si leggono pochi quotidiani e giornali, ma come si fa…




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4 dicembre 2007

IL CENTROSINISTRA AL GOVERNO HA FALLITO.

"Dobbiamo prenderne atto: questo centrosinistra ha fallito. La grande ambizione con la quale avevamo costruito l'Unione non si è realizzata...".
"Come vedo Prodi, mi chiede? Con tutto il rispetto, di lui mi viene da dire quello che Flaiano disse di Cardarelli: è il più grande poeta morente...".
Con queste testuali parole
il presidente della camera dei deputati Fausto Bertinotti apre e chiude una lunga intervista al quotidiano Repubblica in cui prende atto del fallimento del governo,”un governo che sopravvive ma che ha alimentato le tensioni e accresciuto le distanze dal popolo e dalla sinistra”.
Insomma comunque vada,per Bertinotti una stagione si è chiusa,altri significativi passaggi dell’intervista riguardano Berlusconi: "Senta, qui bisognerà prima o poi che un certo centrosinistra decida se il Cavaliere è un protagonista della politica italiana, oppure no. Io, che al contrario di Blair considero quanto mai attuale il cleavage destra/sinistra, penso che lo sia. Penso che sia un animale politico, che muove da processi reali di una parte della società, che incorpora l'antipolitica ma dentro una soggettività politica, chiaramente di destra. E penso che Berlusconi abbia preso atto della crisi del sistema e della crisi del centrodestra. Dunque, se rileggo le sue mosse, considero attendibile che anche lui, stavolta, cerchi un accordo per rinnovare il quadro politico-istituzionale",la legge elettorale: "Il sistema proporzionale, con clausola di sbarramento e senza premio di maggioranza, è una soluzione ragionevole", la cosa rossa: "Alla fine del percorso io voglio riconoscere al Pd il diritto a trovarsi gli alleati che vuole, ma voglio garantire a noi il diritto di tornare all'opposizione", un nuovo governo: "Un governo nuovo, riformatore, capace di rappresentare una drastica alternativa a Berlusconi, e di stabilire un rapporto profondo con la società e con i movimenti, a partire dai grandi temi della disuguaglianza, del lavoro, dei diritti delle persone: ecco, questo progetto non si è realizzato”.
A questo punto logicità vorrebbe che Bertinotti e la sinistra massimalista facessero seguire i fatti alle parole uscendo dal governo, ma dubito che molleranno le poltrone senza un profondo travaglio interiore.
Viene inoltre da chiedersi come mai solo ora ci si accorge dell’enorme distanza che questo governo ha dai cittadini e dai problemi della gente,probabilmente in questo anno e mezzo gli esponenti di governo e delle istituzioni hanno vissuto una realtà virtuale, quasi una “second life “.
Eppure i fischi e le pernacchie che stabilmente accompagnano le uscite dei ministri e del presidente del consiglio sono molto di più che semplici segnali di disagio e insofferenza, non a caso un allievo prediletto di Milton Friedman,Antonio Martino ha definito questo governo “il peggiore della storia italiana dai tempi di Nerone, e Nerone nel confronto non ne esce male”.




23 novembre 2007

SENTI CHI PARLA...

QUANDO LE TELEFONATE LE FACEVANO LORO.

Non ricordo più se il film giusto era Delta Force ma la lettura dell’articolo di Ezio Mauro mi ha fatto l’effetto che le madeleinettes facevano al vecchio Proust il quale si commuoveva e senza porre tempo in mezzo meditava sul tempo perduto, ma anche quello ritrovato. L’articolo di Mauro mi ha portato indietro nel tempo e di questo gli sono grato, già a partire dal titolo: «Struttura delta». Il bis della Spectre. Il bis della P2. Si impone un modesto esercizio di ritorno alla decenza.
L’articolo mi ha riportato con la sua velata magia alla stagione in cui spesso mi trovavo la sera nella stanza di Ezio Mauro, allora direttore della Stampa di Torino (di cui ero editorialista) e dove assistevo alla teleconferenza fra Mauro e il direttore dell’Unità di Roma (Uolter Veltroni), uno dei vicedirettori a caso di Repubblica, e il direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli: tutti insieme, in unico afflato e per una sola causa comune (ma quale? Certamente non la libera informazione in concorrenza) facevano tutti insieme «il giornale».
Cioè: non è che ognuno si faceva il suo, di giornale, come in tutti i Paesi in cui le testate sono orgogliosamente concorrenti. Macché. Questa compagnia di cui Ezio Mauro era il capatàz, fabbricava il giornale comune che l’indomani tutti gli italiani si sarebbero sciroppati prima sulla carta e poi in proiezione sui telegiornali sotto le varie testate. Non lo sapevano, ma leggevano tutti lo stesso giornale. Che giornalismo, che concorrenza, che scuola.
Il pretesto diciamo così umanitario dell’operazione, era quello di aiutare il giovane Uolter che non sapeva fare la prima pagina, non sapeva fare i titoli e si scombinava tutto. Ma il gruppo di comando del giornalismo italiano – capitanato da un Ezio Mauro che sembrava guidare un commando Delta Force (ecco il titolo giusto, altro che Struttura delta) - faceva un unico menabò (lo schema della pagina), tutti i titoli e la scelta delle notizie e dei contenuti, uguali per tutti.
Il giornale che veniva fuori era omologato, identico, figlio di un unico Minculpop, o cupola, o mini-p2 che dir si voglia e che lasciava alla fantasia del singolo direttore soltanto il cosiddetto «boxino»: un titolotto basso a due colonne in cui ognuno registrava la curiosità innocua del giorno, del genere bambino morde cane: «Walter, nel boxino mettici quella storia del bambino che ha sbranato un pitbull». E Uolter pubblicava.
Naturalmente non si trattava soltanto di fare la prima pagina. Venivano decise le notizie da dare e quelle da ridurre, da esaltare e da minimizzare. Che concorrenza: affinché nessuno restasse scoperto, tutti davano (o tacevano, o sminuivano, o ingigantivano) la stessa notizia nello stesso modo. Ogni santo giorno. E tutti bevevano la stessa acqua.
Io assistevo a quella grottesca anomalia e osservavo gli sghignazzi furbastri, specialmente quelli di via Marenco dove comandava imperiosamente il proprio, e anche un po’ gli altrui vascelli Ezio Mauro in sfolgorante camicia bianca. Paolo Mieli, sia detto ad onore del vero, non si lasciava troppo comandare, ma tutti e due insieme comandavano sull’Unità e la Repubblica seguiva.
Così, negli anni Novanta erano serviti non soltanto i lettori della carta stampata ma anche gli spettatori televisivi. La gente forse non lo sa, ma i telegiornali dosano e misurano i loro titoli, gli spazi, la scaletta dell’importanza di ciò che poi ammanniranno al popolo catodico, sulla base delle decisioni dei tre cavalieri dell’apocalisse, Corriere, Repubblica e Stampa, che poi sarebbe, per così dire, la casta.
Ma la prima pagina si confezionava tra via Marenco, Torino, e via Solferino a Milano, per essere rimpannucciata in piazza Indipendenza e infine rimpallata a via del Taurini dove diventava il vangelo dell’Unità, ovvero la verità, pravda in russo, truth in americano che piace di più a Uolter. Ovviamente anche gli altri giornali e giornaletti e giornalini per non dire dei piccoli telegiornali locali, si adeguavano con ansia e con la lingua di fuori per non restare esclusi dal gruppo di comando.
Quando ero a Repubblica (di cui sono stato un fondatore, redattore capo e inviato per 14 anni) assistevo ammirato alla formazione del quadridente formato dal formidabile quotidiano di Scalfari, l’Espresso, Raitre e il Tg3. Messi insieme formavano una seconda divisione corazzata che esercitava un potere assoluto, di comando e di dominio sulla scelta, confezione e pubblicazione della notizia.
Insomma, figuratevi il salto dalla sedia che ho fatto ieri mattina quando mi imbatto in una delle più comiche composizioni a sopracciglio levato del mio vecchio amico Ezio Mauro, ora direttore di Repubblica, il quale si è esibito in un articolo che potrebbe intitolarsi a scelta «Senza vergogna» o «Oggi le comiche». Basti l’incipit: «Una versione italiana e vergognosa del Grande Fratello è dunque calata in questi anni sul sistema televisivo, trascinando Rai e Mediaset fuori da ogni logica di concorrenza per farne la centrale unificata di una informazione omologata, addomesticata, al servizio cieco e totale del berlusconismo al potere». Lui la chiama «Struttura delta». Noi la chiameremmo «Senti chi parla».
Thanks al sen. Paolo Guzzanti.




22 novembre 2007

TOH I COMPAGNI SI INDIGNANO .

Sono davvero di una comicità unica, dopo la pubblicazione da parte di Repubblica di presunte intercettazioni uscite dalla procura di Milano,relative al fallimento della HDC del sondaggista Crespi, coperte dal segreto istruttorio, su cui persino il “compagno Napolitano” non ha potuto esimersi dalla formale condanna, le verginelle sinistre gridano allo scandalo e i giornalisti RAI subito riuniti in assemblea chiedono a gran voce che la politica non si occupi dell’azienda, come se la stragrande maggioranza di costoro fossero lì assunti per pubblico concorso.
La prima cosa che stupisce è come d’incanto a sinistra siano spariti tutti quei garantisti che gridavano allo scandalo dopo la pubblicazione delle intercettazioni di D’Alema,Fassino, Consorte&C, ovvero gli strenui difensori dello “stato di diritto” che parlavano di “minaccia per la democrazia” oppure come Violante che chiedeva a gran voce “qualcuno si occupi di vedere cosa accade nel tribunale di milano”(Sic), dove sono? Chi li ha visti?
Come al solito è tornato il “garantismo a giorni alterni”.
Di cosa si tratta poi in effetti? L’accusa sarebbe che RAI e Mediaset durante il governo Berlusconi concordavano tutto, la prova consisterebbe nel fatto che in qualche particolare occasione tipo la morte del Papa o le elezioni amministrative i dirigenti si scambiavano opinioni.
E allora? Dove sta il problema? Forse che i direttori dei quotidiani italiani non si telefonano tra di loro per scambiarsi opinioni e pareri soprattutto in occasione di eventi importanti?
Forse qualcuno immagina che i Mauro,Ferrara ,Mieli, Feltri, tanto per citare qualcuno dei direttori dei maggiori quotidiani italiani non parlano mai tra di loro?
E se c’era questa commistione qualcuno può spiegare come mai da ben 5 anni RAI1 batte sistematicamente negli ascolti canale5?
Ma non è forse più scandaloso l’editto(quello si bulgaro) con cui D’Alema ha chiesto l’anno scorso la sostituzione di Mimun,campione di ascolti al TG1?
Non è forse più scandaloso che si cerchi di sostituire a tutti i costi un componente del consiglio di amministrazione RAI come Petroni nonostante il governo venga preso regolarmente a ceffoni dagli organi di giustizia?
Che poi la Rai sia da sempre filogovernativa non ci piove,lo sanno anche le pietre,come non ricordare la RAI di Zaccaria che con un’abile colpo di effetti sostituì i fischi per D’Alema con applausi,oppure Rutelli che parlava in una sala gremita quando in realtà era semivuota?
La verità e che Silvio Berlusconi,ormai libero da pesi e zavorre che lo frenavano fa paura come e più di prima,non a caso parla di” indegno sciacallaggio”, ma il popolo italiano in generale e il “popolo della libertà” in particolare,che è sceso nelle piazze lo scorso week end e ci ritornerà il prossimo è molto meno stupido di quanto i “parrucconi della politica” possano immaginare.





19 luglio 2007

ECCESSO DI RIBASSO.

Nessuna buona nuova dall'ultimo sondaggio sulla fiducia al governo pubblicato da Repubblica,continua il crollo del sostegno a Prodi e all'esecutivo, solo il 35% dei cittadini nutre ancora qualche fiducia nel governo,mentre viene sonoramente bocciato dal 65%, in pratica da 2 italiani su 3.
I numeri parlano chiaro,la perdita di fiducia è inarrestabile, e non si intravede nulla che possa fare presagire neppure un parziale recupero.
Si può tranquillamente affermare senza tema di essere smentiti che,se l'attuale governo fosse quotato in borsa,il titolo sarebbe sospeso per "ECCESSO DI RIBASSO".




13 luglio 2007

I DOSSIER ILLEGALI DEL SISMI? UNA BARZELLETTA.

A proposito delle presunte "schedature illegali" del SISMI di politici e magistrati,attività svolta da Pio Pompa a titolo personale, Carlo Bonini,oggi su Repubblica, ci informa che,a seguito delle audizioni dei Procuratori della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara e Pietro Saviotti da parte del COPACO: " nelle carte che sin qui sono state estratte ed esaminate dall´archivio di via Nazionale non sono state trovate notizie idonee in sé a ricattare o intimidire gli obiettivi del lavoro di dossieraggio".
E allora di cosa si sta discutendo? Ancora una volta la "casta" del CSM e i "zucconi" di Repubblica hanno alzato il solito polverone per nulla.





11 luglio 2007

BROGLI ELETTORALI? NESSUNA MERAVIGLIA.

Il sito on line di Repubblica ha pubblicato un video girato in Australia dal candidato dell'Udeur Paolo Rajo per le elezioni politiche degli italiani all'estero dello scorso anno,dove si vede chiaramente che un centinaio di schede elettorali vengono compilate in blocco, poi richiuse e sistemate nelle buste originali del Consolato e sigillate.
Il candidato aveva informato il suo partito dell'irregolarità prima via e-mail e poi via posta ordinaria,non ricevendo nessuna risposta.
Che ci siano stati brogli e irregolarità sul voto degli italiani all'estero e sul voto nazionale delle scorse politiche è cosa risaputa e più volte denunciata,tanto che qualche giorno fa Luca Ricolfi sulla Stampa,che sicuramente non è un simpatizzante del centrodestra, ha scritto che a tutt'oggi non è dato sapere con certezza chi ha vinto le elezioni politiche del 2006,la giunta per le elezioni alla camera e al senato,a maggioranza di centrosinistra, sta procedendo al riconteggio a campione delle schede elettorali con estrema lentezza,tanto che si calcola per avere il risultato definitivo di arrivare al 2015,una maggioranza certa della vittoria non adopera simili "espedienti" per ritardare il più a lungo possibile la verifica completa,dopo le elezioni del 2001 la maggioranza di cdx dispose una verifica approfondita post voto immediata dove la Margherita si vide attribuire 36.000 voti in più,altre migliaia di voti furono recuperati dalla Lega Nord e da Di Pietro,e Forza Italia addirittura 100.000 giusto per fare qualche esempio.
Inoltre ancora non è dato ancora sapere sul risultato certificato dalla Cassazione,dove siano finite oltre 150.000 schede elettorali che rappresentano la differenza tra i 39.402.384 votanti e le 39.249.190 schede scrutinate comprensive di 1.095.847 bianche e nulle.
Update 12/07/07 : Nicodemo Filippelli dell'UDEUR ha confermato che il
partito era a conoscenza dall'anno scorso del video,ma si preferì non sollevare il caso.
Il Presidente della Camera Bertinotti parla di "
video sconcertante",  chiede che indaghi la magistratura e che il governo riferisca in aula.
Infine Rajo si dice pronto a
conferire con i magistrati.
A questo punto in molti dovrebbero riconoscere che Berlusconi aveva visto giusto quando parlava di "palesi brogli e irregolarità".




6 giugno 2007

TRAFFICARE NON E’ GOVERNARE.

Una figuraccia per i “ zucconi”  di  Repubblica e per uno dei suoi giornalisti di punta, Giuseppe D'Avanzo. Nell'articolo di lunedì 4 giugno “La nuova P2 del ricatto è pronta alla spallata” l'unico vero elemento a sostegno della tesi, che punta a screditare gli scoop de Il Giornale sul caso Visco-Gdf, è il fatto che il ministro dell'Interno Giuliano Amato non ha mai incontrato il direttore del Sisde Franco Gabrielli. Peccato che nel solo 2007 ci siano stati ben cinque faccia a faccia tra il numero uno dei servizi segreti civili e il responsabile del Viminale. Come ha dovuto ammettere lo stesso D'Avanzo, con una precisazione però ben nascosta a pagina 20, infilata tra i commenti, e nemmeno firmata ma soltanto siglata (g. d'a). Poche righe che si chiudono così: "Me ne scuso, dunque, con i lettori e con gli interessati". Come se fosse un dettaglio, come se fosse una cosa da nulla. Anzi, è una cosa da nulla. La sua inchiesta priva di qualunque fondamento fattuale.

Nel frattempo viene pubblicato  un presunto dossier sull’operato dell’ex ministro Giulio Tremonti al ministero dell’economia sui rapporti tra quest’ultimo e i vertici della GDF,redatto secondo i “zucconi” di Repubblica da Visco in persona , in cui si accusa Tremonti di aver sostituito tutti i vertici della GDF  senza che nessuno si sia opposto o abbia protestato.

Tremonti ha diffuso una nota informativa dall’eloquente titolo : “ trafficare non è governare” che vi riporto.

Chiamato in causa da un misterioso dossier che sarebbe stato redatto - sostiene La Repubblica - da Vincenzo Visco sulle presunte sostituzioni ai veritici della Gdf decise dalla Cdl quando era al governo, Giulio Tremonti, ex ministro dell'Economia, risponde punto per punto. Con una nota. 1) “La differenza tra governare e trafficare”, articolata per punti. 2) L’autogoal del Governo. "Non avendo argomenti il Governo invece di andare avanti va indietro! Si difende partendo addirittura dal settembre 2001. Come dimostreremo di seguito - scrive Tremonti - , questo è un clamoroso autogol". 3) Settembre 2001. "Il settembre 2001 non è un mese qualsiasi! 11 settembre 2001: un attentato che scuote il mondo. C’è una certa differenza tra 2001 e... 2006/2007!". 3. Flash-back. "Subito dopo l’11 settembre, i Ministri dell’Economia dei Paesi G7 si sentono tutti insieme in un’unica conference-call e concordano – tra l’altro – una comune strategia di contrasto alle basi finanziarie del terrorismo internazionale. In specie, concordano di farlo simmetricamente e congiuntamente: a) tanto sul proprio territorio interno; b) quanto in contesto internazionale. Lo straordinario ruolo strategico della Guardia di Finanza. "In funzione di questa strategia il ruolo della Guardia di Finanza, svolto al servizio tanto dell’Italia quanto della comunità internazionale, è stato straordinario e riconosciuto da tutti, all’estero ed all’interno. Tranne evidentemente che dal Governo, nella sua autodifesa. Nei termini che seguono: a) sul lato internazionale, costituzione, all’interno del ministero dell’Economia e delle Finanze del Comitato di sicurezza finanziaria – CSF (Legge 14 dicembre 2001, n. 431). Comitato composto oltre che dai vertici della Guardia di Finanza, da ufficiali di altre forze, da funzionari, magistrati e finalizzato alla repressione ed al contrasto del finanziamento del terrorismo internazionale; b) sul lato interno, riorganizzazione degli uffici di intelligence della Guardia di Finanza. Riorganizzazione che è stata prima impostata e condivisa – a norma di legge – dai vertici della Guardia di Finanza e tra l’altro illustrata anche in Parlamento”.
5) Nessun trasferimento! "Rispettando la competenza ed autonomia del Comandante generale - si legge ancora nella nota diffusa da Tremonti - , il Governo non è mai intervenuto nei trasferimenti degli Ufficiali. Trasferimenti che sono stati tutti operati nella logica e secondo la tempistica di legge. Il gen. Giovanni Mariella, all’epoca Capo di Stato maggiore ma ormai al termine del suo periodo di comando, è stato sostituito dal generale Nino Di Paolo, scelto da tutti i Generali di Corpo d’Armata, tra l’altro anche per garantire la continuità nel nuovo impegno internazionale. Il gen. Mariella non è 'finito nel magazzino delle scope del Comando'. Questo è sciacallaggio. Il gen. Mariella è stato un ufficiale con il quale ho sempre avuto rapporto di stima cordiale ed ha proseguito negli anni successivi la sua carriera. Ciò fatto per suo assoluto merito e senza nessun ostacolo, fino a raggiungere il massimo grado (Generale di Corpo d’Armata) ed il più alto comando (Comando interregionale per l’Italia meridionale), all’interno della Guardia di Finanza. La ‘catena di comando’ di Milano non è stata ‘sostituita’ con provvedimenti ad personam e/o ex abrupto, come ora pretende di fare il Governo. Ma ha seguito, nella successione del tempo e nella progressione dei gradi, il suo iter ordinario. Se non fosse stato così, prima di tutte l’Autorità giudiziaria avrebbe formulato i suoi doverosi rilievi. Così non risulta. Anzi. In coda si nota che ‘... al Nucleo regionale di polizia tributaria arriva il colonnello Stefano Grassi. L’ufficiale è aiutante di campo del ministro Tremonti’. Al riguardo, si specifica che il colonnello Grassi – ufficiale di assoluta correttezza e trasferito a Milano per meritato avanzamento di carriera – proveniva proprio dal Gabinetto del Ministro Visco!’”. Fin qui Tremonti.


4 giugno 2007

INTERVISTA AL GENERALE SPECIALE .

ROMA — «Voglio vederlo questo decreto. Poi deciderò». Il generale Roberto Speciale attende che gli venga comunicato ufficialmente il provvedimento del Consiglio dei ministri con cui viene estromesso dal comando della Guardia di finanza. In attesa, affila le armi. Deciso a reagire. A non farsi stritolare.
Deve lasciare l'incarico subito?
«Da quello che ho capito, mi cacciano con effetto immediato. Ma io ho chiesto di rimanere almeno fino al 21 giugno, giorno in cui si celebra la festa della Finanza».
E gliel'hanno concesso?
«Non ho idea. Aspetto di capire. Vedrò cosa dice esattamente il decreto. Se non me lo concedono, so io cosa fare».
Può spiegarsi meglio?
«Ho già parlato con insigni giuristi, i quali mi hanno detto che se faccio ricorso non c'è partita. Vinco alla grande. Qui siamo proprio fuori da ogni regola giuridica».
In altre parole, lei sta dicendo che il governo ha commesso un abuso?
«Io avrei una parola per definire quello che hanno fatto, ma non la posso dire. Allora mi limito a dire che il provvedimento è immotivato. Non c'è una ragione. È un atto irrazionale, forse preso sull'onda dell'emozione. Io ho fatto il mio dovere e mi sbattono fuori. Eh, no. Io mi devo tutelare. E lo farò».
Chi le ha comunicato che doveva andarsene?
«Mi ha chiamato il ministro Padoa- Schioppa. Mi ha detto: siamo arrivati a un punto in cui bisogna prendere una decisione, allora la cosa migliore sarebbe che lei presentasse una lettera di dimissioni e noi in cambio avremo un occhio di riguardo, le troveremo una buona sistemazione».
E lei cosa ha risposto?
«Ho detto: non se ne parla proprio. Lettera di dimissioni? E perché, che ho fatto, io ho la coscienza a posto e non me ne voglio andare. Allora lui mi fa: in questo caso dobbiamo procedere in altro modo. Benissimo, gli ho detto, procedete pure, io non ho problemi».
E così ci ha pensato il Consiglio dei ministri a toglierle l'incarico d'imperio.
«Sì. Che poi vorrei anche vedere se questo Consiglio dei ministri è regolare. Nel senso che non c'era quasi nessuno. Rutelli non c'era, Di Pietro mancava, Amato non c'era, D'Alema era a Valencia alle regate di Luna Rossa. È valido 'sto Consiglio dei ministri? Mah».
Le hanno comunque garantito un incarico alla Corte dei Conti.
«Un baratto. Di questo si tratta. E allora prima che io accetti un baratto ci penserò mille volte. Ripeto: valuterò le iniziative da prendere dopo aver letto il decreto. Ora posso solo dire che nulla è scontato».
Gira voce che la Guardia di finanza stava per mettere le mani su qualcosa di compromettente. Perciò avrebbero deciso di liberarsi di lei.
«Sono sciocchezze. Io ho sempre agito alla luce del sole. Non sono abituato a fare trabocchetti. No, la vicenda è molto semplice: per salvare un viceministro, devo pagarla io. Ma non è corretto».
Lei si è presentato ai Fori Imperiali alla parata del 2 giugno davanti a tutte le autorità di governo. Come l'hanno accolta?
«Prodi malissimo. Quando mi ha visto ha cambiato strada. Gli altri sono stati gentili. Ma soprattutto mi ha riempito di gioia la reazione della gente. Mi hanno fatto la ola quando passavo. Questo è un chiaro segno di simpatia verso una persona che ha subito un sopruso».
Casini, Cesa e Berlusconi sono venuti a salutarla. Chi altro l'ha accolta bene?
«Il presidente del Senato Marini mi ha commosso. È stato molto affettuoso. Gentilissimo anche il presidente della Camera Bertinotti».

Corriere della sera 03/06/2007

 

Non si preoccupi generale, la gente comune, oltre a manifestarle spontaneamente simpatia nelle pubbliche manifestazioni, schifata da questo “ennesimo verminaio” di un governo che tenta  di piegare anche le istituzioni militari per il  proprio tornaconto e  per la propria sopravvivenza ,non mancherà di far sentire la sua voce, ALTA E FORTE.

Intanto ufficialmente,con una lettera al ministro dell’economia, il gen. Speciale ha comunicato la rinuncia al posto offertogli presso la Corte dei Conti, certe schiene dritte ci vuol ben altro per piegarle.

Non finiscono invece mai di stupire, i “zucconi” di Repubblica,ieri  l’ex fascista Scalfari nel suo solito sermone domenicale, si è prodotto in un tentativo pietoso e goffo nel tentativo di difendere Visco e il governo, non mancando di etichettare l’attuale classe dirigente italiana come “veline e velini  disposti a tutto” (Sic) , lui si che di classi dirigenti se ne intende :” Ancora oggi è la stessa voce del Capo che ci guida e ci addita le mete da attingere. [...] Oggi mentre sembra che Sua Maestà la Massa (come la definì il Duce in un lontano giorno) mascherata da veli più o meno adeguati tenti di riprendere il suo trono, è necessario riporre l'accento sull'elemento disuguaglianza, che il Fascismo ha posto come cardine della sua dottrina”, cose che scriveva nel luglio 1942 sulla rivista Roma Fascista.

Siccome al peggio non c’è mai fine, ecco che oggi i “zucconi” hanno un’altra trovata geniale : “Visco e il governo sarebbero vittime di una nuova loggia P2 “ , si evocano fantasmi e mostri inesistenti, e ci si rifugia nella fantascienza al posto di chiedere conto a un ministro della Repubblica di come e perché si è intromesso nella catena di comando della GDF, e per quali non tanto “oscuri fini”, un ulteriore dimostrazione,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, di come la stampa libera??? è acquattata ai piedi del potente di turno,complimenti davvero.


30 maggio 2007

NON ERA L’ONDA AZZURRA…..

E’ STATO UNO TSUNAMI ! ! !

 A bocce ferme e con i risultati definitivi si può fare un’analisi  più attenta del risultato di queste elezioni amministrative.

Nei comuni capoluoghi la sinistra conquista L’Aquila,Taranto e al ballottaggio Agrigento,ma quest’ultima è una situazione particolarissima, il sindaco eletto è infatti il segretario provinciale dell’UDC in rotta con il governatore Totò Cuffaro,ma non solo, qui il centrodestra ha comunque un risultato in termini di voti superiore al 60%, tanto che in consiglio comunale risultano eletti 22 consiglieri del centrodestra e 8 per la sinistra,ci vorranno i salti mortali per governare se non si andrà alla ripetizione del voto.

Per la sinistra tutto qui, il centrodestra invece conquista Monza, Alessandria, Asti, Gorizia e Verona, ma il dato eclatante è ancora un altro ,infatti dove la sinistra mantiene le posizioni,riesce a stento e perdendo molti voti,un esempio per tutti Genova ,dove al comune ha vinto con il 51% e nella provincia,cosa mai accaduta,si andrà al ballottaggio, cinque anni fa c’era una differenza di venti punti,la CDL  invece dove vince lo fa quasi dappertutto con percentuali bulgare, ovvero con i voti di due cittadini su tre a titolo di esempio Reggio Calabria ( 70% a 28,8%), Verona (60,7% a 33,9%), Como (67,8% a 28,5%) , Vercelli (66,7% a 28,4%), Varese (67,1% a 25,3%) ,Alessandria (66,1% a 33,6%) ecc.ecc.

Nelle province la sinistra ne conferma 2( La Spezia e Ancona) su 3 perdendo consensi,a Genova come detto,si andrà al ballottaggio,la CDL invece conferma pienamente le 4 che già governava.

Nell’Italia settentrionale non si è trattato di una semplice sconfitta per la sinistra , ma di  una caporetto, infatti in tutte le province del nord nelle quali si e’ votato la sinistra e’ sotto il 30%,nei comuni capoluogo, tranne Cuneo, raggiungono a stento il 40%", al sud, in sette capoluoghi su nove, sono sotto il 35%, nelle regioni rosse, Emilia e Toscana, tutti i capoluoghi sono andati al ballottaggio, persino la rossa Pistoia.

Da parte del governo e della maggioranza si cerca di minimizzare , ma il dato non può passare inosservato e non mancherà di produrre ulteriori tensioni in una compagine governativa nata già debole e raffazzonata.

Da parte della CDL invece,un’ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno,che l’unità della coalizione e il grande appeal di Berlusconi  nella cittadinanza e nell’elettorato ( ancora una volta ha dato il meglio di se, in un’esaltante campagna elettorale), produce un solo risultato:la vittoria.

Segnalo una divertentissima chicca, ancora una volta, da parte dei “zucconi” di Repubblica ,leggo testualmente: “ L'Ulivo si conferma primo partito del centro Italia ,Emilia Romagna, Liguria e Basilicata comprese ” ???, insomma pur di non ammettere la bruciante sconfitta sono disposti a stravolgere anche le più elementari nozioni geografiche,che gente,che gente…

Update 30/05/07  : Meglio una spallata o uno sradicamento ?

''Non parlerei come fa Prodi di delusione, siamo di fronte a un vero passaggio storico: il Nord non è un luogo qualsiasi, ma è una parte importante della riorganizzazione che stiamo vivendo, è un asse di una grande costruzione, la spina dorsale dell'Europa e della sua crisi. E' una cartina di tornasole. Per me è decisivo constatare che per la prima volta nella storia della Repubblica le sinistre vengono sostanzialmente sradicate dal Nord, vengono ridotte a fenomeno marginale''.

Fausto Bertinotti 30/05/07 (Adnkronos)


                    


18 maggio 2007

CIVIS MARGINALIS .

Ebbene si, cari amici, mi sono dovuta ricredere, credevo di aver raggiunto l’apice della sublimazione  becera ,qualunquista e opportunista ,reazionaria e borghese, tanto che mi sono sempre dichiarata orgogliosa di appartenere ad una “ umanità moralmente inferiore” ,così come anni fa il buon Achille Occhetto definì i sostenitori e gli elettori di Forza Italia  in un dibattito televisivo contro Giulianone  Ferrara.

Evidentemente il meglio non si raggiunge mai, se è vero infatti  che la teoria di  Akel  è stata confermata più volte da pseudo intellettuali con la puzza sotto il naso,magari ex fascisti come Scalfari, nei deliranti appelli di Umberto Eco, o da un autoeletto “rappresentante della società civile” come il direttore della rivista Micromega, Paolo Flores D’Arcais  che cito testualmente : “ In una democrazia liberale la moralità è patrimonio di tutti. In Italia, invece, è patrimonio diffuso solo nell’elettorato di centrosinistra. L’elettorato di centrosinistra, dico purtroppo, è moralmente di gran lunga superiore a quello di centrodestra”, e chi più ne ha più ne metta, da oggi ho scoperto che esiste un’altra sottospecie , che naturalmente fa sempre capo agli antropologicamente inferiori, e cioè la “Civis Marginalis” .

Che cos’è il  Civis Marginalis? Innanzi tutto è l’opposto del Civilis Nobilis ,ovvero il cittadino modello descritto nei libri di educazione civica, che ha veramente a cuore la cosa pubblica, che  è incarnato in Italia da non più di due cittadini su dieci(e naturalmente votano a sinistra), il Civis Marginalis appartiene alla cittadinanza rozza,incolta e rurale, quella che poco sa e meno vuole sapere, oltre al suo immediato tornaconto,cioè individui gretti, meschini ed egoisti, che badano solo al loro mero interesse( e naturalmente votano a destra), così infatti tale Alberto Statera dalle pagine di Repubblica, nel prendere atto che,dopo il voto di domenica scorsa, la primavera di Palermo è diventata un lungo e gelido inverno, definisce gli elettori di centrodestra che hanno votato il sindaco uscente Cammarata con  la conseguente  sconfitta di  LeoLuca Orlando.

Ma non è tutto,l’elettore di centrodestra sarebbe : “l’oggetto passivo di una campagna elettorale “laurina”, comprato con pacchi di pasta o banconote dimezzate da ricongiungere a voto avvenuto; quello che neanche si accontenta più del pacco di spaghetti; l’antropologicamente inferiore, molto inferiore, cammellato sui pullman dei Musotto, dei Micciché, dei Berlusconi, dei Cammarata e dei Totò Cuffaro; l’imbrancato che grida a comando “Silvio, Silvio!” grazie all’elargizione generosa dei “buoni pizza”; il mercenario dotato di telefonino e normografo per documentare il proprio voto in vista dei benefici futuri; il prezzolato che si vende il voto per 70 euro e oltre; la preda inevitabile di una cultura da sottoscala; la sentina di ogni sporco traffico, contrapposta a una borghesia orlandista “in buona parte partecipante per convinzione”.

Roba da non credere ai propri occhi, naturalmente lo scrivente non si chiede nemmeno lontanamente perché a distanza di 13 anni,il corpo elettorale che eleggeva a Palermo LeoLuca Orlando sindaco di Palermo con percentuali bulgare di oltre il 70% e quindi appartenente ai Civis Nobilis si sia talmente imbarbarito da passare armi e bagagli ai Civis Marginalis, questa storia  fa il paio con quella del voto mafioso, se è vero che in Sicilia si vota centrodestra a causo del voto mafioso, è anche vero che il voto mafioso si sposta, anche questo voto infatti si sarà trasferito nel centrodestra considerato che gli elettori sono più o meno gli stessi e prima votavano LeoLuca Orlando e Padre Pintacuda.

Lascio a voi ogni ulteriore considerazione, io naturalmente mi dichiaro da subito “orgogliosa di appartenere ai Civis Marginalis”, questi deliri non meritano risposte, ne potremmo darne considerata la nostra ignoranza, UNA SONORA PERNACCHIA  mi sembra più che sufficiente.

Ma tu guarda cosa tocca leggere, e cosa sono costretti a scrivere, per non parlare di politica ,ogni volta che gli elettori li prendono a ceffoni, una risata li seppellirà.


9 marzo 2007

SEMPRE PIU' ZUCCONI .

Chi mi conosce sa bene che, la sottoscritta ha sempre considerato Repubblica un quotidiano buono soltanto per farsi due risate nei momenti di stress e di depressione.

Non mi soffermerò per carità di patria su i reportage dagli USA di uno “zuccone” come Vittorio Zucconi sui neocon americani ,del tutto incapace di distinguere tra Paleocon, Teocon, Realcon, e Neocon oppure su un tale Michele Serra che definisce “idiota” il Presidente Bush ,e se lo dice uno che in vita sua al massimo ha potuto fare il direttore dell’allegato a fumetti del quotidiano del partito comunista c’è da credergli,o ancora la “fantastica” ,in tutti i sensi,inchiesta sull’uranio del Niger smentita persino dai rappresentanti di Rifondazione Comunista in seno al comitato di controllo sui servizi segreti,il che è tutto dire,ma queste sono solo alcune delle centinaia di bufale pubblicate dal quotidiano di proprietà del “tangentista reo confesso” De Benedetti che provocano in me ilarità e buonumore.

Siccome Repubblica rappresenta un caso dove al ridicolo non c’è mai limite, ieri mi sono imbattuta in un articolo dove si parlava del rifinanziamento della missione militare in Afghanistan a firma Claudia Fusani : “Alla fine le idee più chiare sembrano averle i cittadini interpellati ieri sera (a sequestro Mastrogiacomo già in corso) per Repubblica.it da IPR Marketing. Il campione si schiera in maggioranza per restare ancora in Afghanistan. Il 50% è per rimanere finché la Nato non deciderà altrimenti, il 20% pensa sia giusto restarci ancora un anno e il 27% è per il ritiro immediato.
Se si guarda la questione avendo un occhio allo "schieramento" politico del campione, il risultato non si sposta di molto. Tra gli elettori del centrosinistra il 42% è per rimanere rimettendosi alle decisioni della Nato, il 29% per andarsene fra un anno: totale 71% a favore, comunque, di un prolungarsi della missione. Nel centrodestra la percentuale sale all'81% (69% per restare con la Nato e il 12% per ritirarsi fra un anno).”

Così scrive la nuova Pravda, a quel punto incuriosita da tanto improvviso favore verso la missione in Afghanistan sono andata a guardare i precedenti sondaggi dello stesso istituto e con mia somma sorpresa scopro che poco più di un mese fa,esattamente il 24 gennaio veniva rilevato che, a favore del ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan era il 56% degli intervistati e il 37%  contro il ritiro, sondaggio visionabile  a www.sondaggipoliticoelettorali.it .

Delle due l’una: “ o nell’ultimo mese è successo qualcosa di clamoroso che ha convinto ben il 33% del campione a cambiare idea sulla missione italiana che io ignoro, o si tratta ancora un volta di una bufala”,  propendo per la seconda ipotesi.

Del resto questo istituto di sondaggi ??? è lo stesso che dava per certa la vittoria di Kerry su Bush alle ultime presidenziali americane e che dava l’anno scorso alle elezioni politiche il centrosinistra in vantaggio sul centrodestra di ben 8-10 punti,dal che se ne può dedurre l’affidabilità,sondaggi a convenienza insomma.

Qui si raggiunge il massimo : “Dati molto diversi da quelli rilevati in modo analogo, in passato, sulla missione in Iraq. Una maggioranza rilevante del campione era sempre per il ritiro più o meno immediato. Qui, evidentemente, i cittadini colgono una situazione qualitativamente diversa”, scrive sempre l’articolista della nuova Pravda.

E il loro stesso sondaggio del 24 gennaio dove ben il 56% degli intervistati era a favore del ritiro immediato? Niente non se ne parla ,il paragone va bene soltanto con l’Iraq,da scompisciarsi dalle risate.

Io mi chiedo e vi chiedo : ma questi pensano davvero che la gente ha ancora l’anello al naso e si può bere impunemente tutte le stupidaggini che gli propinano?

E poi ci si lamenta che in Italia si leggono pochi giornali, per forza,chi può aver voglia di leggere simili assurdità?

A questo punto mi sorge un dubbio: vuoi vedere che l’inviato di Repubblica,Mastrogiacomo, è stato rapito dai Talebani in Afghanistan perché anche loro stufi di leggere simili cazzate?    

    


5 marzo 2007

A QUANDO I GOVERNI VARIABILI?

Non sanno più cosa inventarsi per rimanere incollati alle poltrone, dopo il “mercato delle vacche” dei parlamentari,arrivano le “maggioranze variabili”.

In un editoriale della nuova Pravda (Repubblica) di ieri, l’ex fascista Eugenio Scalfari suggerisce al governo di non arroccarsi e di governare con l’intero parlamento e di trovare su singoli temi “maggioranze variabili” (Sic), si tratta di un repentino cambio di strategia visto e considerato che soltanto qualche settimana fa lo stesso Scalfari suggeriva a Prodi di esercitare una dittatura nei confronti di governo e coalizione.

Visto che non c’è di meglio in giro  l’idea è stata ripresa immediatamente da alcuni esponenti governativi,ha incominciato il ministro Amato commentando favorevolmente l’ipotesi e chiosando sul fatto che dovrebbe essere il capo dello stato a vigilare sulla “qualità e quantità” (Sic) dei provvedimenti così varati,Bertinotti dal canto suo si dice anche lui favorevole a patto però che :

“si possono fare geometrie variabili solo nel caso in cui tutta la maggioranza ritenga che ciò possa essere fatto senza mettere in discussione la maggioranza stessa”. Non solo: è necessario che “la geometria variabile non diventi una clava”: se infatti “dà luogo per dieci volte a una apertura al centro diventa una maggioranza reale”. Insomma sì alle maggioranze variabili, ma a precise posizioni.

Favorevole infine anche Mastella,il quale osserva che i numeri sono quelli che sono,e più si coinvolge l’opposizione e meglio è.

A questo punto viene spontaneo chiedersi :” rispetto alla maggioranza che di volta in volta li sostiene quando ci saranno i governi variabili”?

E’ tutto da ridire se non ci fosse da piangere,si tratta soltanto dell’ennesimo escamotage per cercare di rimanere in sella ad ogni costo,e questo soltanto a qualche giorno di distanza del voto di fiducia alle camere.

La maggioranza deve essere autosufficiente soprattutto su temi quali politica estera, infrastrutture, previdenza,politica economica ecc.ecc., i voti dell’opposizione possono essere aggiuntivi ma non sostitutivi, questo non perché così vuole  il Presidente della Repubblica,ma è una questione di credibilità internazionale, quale credibilità può avere infatti votare con una maggioranza del momento provvedimenti quali finanziamento delle missioni militari all’estero,Tav, Previdenza ecc.ecc.  nei confronti di alleati internazionali e Unione Europea sapendo che la maggioranza che li ha votati,non essendo organica al governo,oggi lo fa e domani potrebbe non farlo?

Purtroppo NATO,ONU,UE e tanti altri stati e organismi internazionale hanno capito da un pezzo che il Presidente del Consiglio,il ministro degli esteri e il ministero della difesa quando prendono impegni lo fanno a nome proprio e non a nome del governo e della maggioranza che li sostiene, essendo temi soggetti a continue trattative e verifiche,ed ecco che poi gli ambasciatori sono costretti a scrivere lettere aperte al popolo italiano.

Solo un paio di settimane fa il ministro degli esteri si presenta in parlamento chiedendo la fiducia sulla politica estera affermando testualmente “su questi temi o c’è una maggioranza o andiamo tutti a casa”,dopo essere stati sfiduciati con delle facce di bronzo degne di miglior causa sono rimasti tutti ai propri posti e addirittura vanno bene anche le maggioranze variabili,d’accordo che la dignità non si può comprare al supermercato,ma anche al ridicolo c’è un limite.

Questo per significare come ormai sia tutto ridotto a un cercare di galleggiare a tutti i costi,aggrappandosi a qualsiasi zattera.

Basta con l’accanimento terapeutico,staccate la spina, la baracca ormai non regge più.


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12 maggio 2006

FIDEL CASTRO UN PATRIMONIO DA 900 MILIONI

Con un patrimonio di 900 milioni di dollari, il presidente cubano Fidel Castro è uno dei dieci capi di stato più ricchi del mondo. Per la precisione, si piazza al settimo posto della classifica di "Re, regine e dittatori" più facoltosi stilata ogni anno dalla rivista finanziaria Forbes. Eppure il leader comunista, che compare in un elenco di principi arabi, petrolieri e teste coronate, continua a dichiarare con insistenza che il suo reddito è pari a zero.
Secondo quanto riportato da Forbes, però, le cose non stanno proprio così. Anzi: il patrimonio di Fidel è quasi raddoppiato, se si considera che l'anno scorso la stessa rivista gli aveva attribuito una fortuna personale di circa 550 milioni di dollari. Lui, naturalmente, aveva negato, ed era andato su tutte le furie: "Pensano che sia come Mobutu (ex presidente dello Zaire) o uno di quei miliardari, quei ladri e saccheggiatori che l'impero ha protetto?", aveva detto commentando la classifica 2005. E aveva persino minacciato di portare in tribunale il periodico americano.
A chi obietta che è difficile, almeno in teoria, separare il patrimonio dello stato da quello personale, risponde la pratica, quella dei numeri e dei conti in banca. Secondo la rivista, Castro avrebbe il controllo economico di una rete di compagnie statale: tra le più redditizie, El Palacio de Convenciones, un centro che ospita convention, nei pressi di L'Avana, e Medicuba, azienda farmaceutica che vende vaccini e altri medicinali prodotti a Cuba. Alcuni ex ufficiali cubani affermano che Fidel Castro, che viaggia solo su Mercedes nera, abbia fatto scivolare una parte dei profitti sui suoi conti, che in molti sostengono si trovino al sicuro in Svizzera.
Fidel non è però l'unico dittatore nell'elenco dei più ricchi: con 700 milioni di dollari in tasca è seguito dal presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang. "Possono anche dire che sono soldi del Paese", sostiene uno dei direttori dell'associazione Human Right Watch, che da anni studia come l'amministrazione Obiang usa i guadagni derivati dal petrolio."Sotto il governo Obiang, la ricchezza del Paese è diventata sostanzialmente il bancomat del presidente".
Il petrolio resta, comunque, la principale fonte di reddito per i 'paperoni' del mondo: a conquistare le prime cinque posizioni della classifica sono re e sceicchi degli Stati del Golfo persico. Primo, il re saudita Abdullah, con una fortuna pari a 21 miliardi di dollari, seguito dal sultano del Brunei (20 miliardi) e dal presidente degli Emirati Arabi Uniti (19 miliardi). Tra gli europei, il principe del Liechtenstein, con 'solo' 4 miliardi di dollari e Alberto di Monaco (1 milardo). Solo in fondo alla classifica troviamo la regina Elisabetta d'Inghilterra e Beatrice d'Olanda: pur essendo titolari di fortune secolari, i loro patrimoni personali ammontano rispettivamente a 500 e 270 milioni di dollari.
Da "La Repubblica" (5 maggio 2006)



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8 maggio 2006

QUIRINALE E MERCATO DELLE VACCHE

L’elezione del prossimo Presidente della Repubblica è diventata un mercato delle vacche.

Piazzare qualche ex comunista nelle poltrone che “contano” è un problema di Prodi e della sinistra,non può diventare il “problema” degli italiani.

Dopo la candidatura D’Alema al Quirinale bocciata seccamente dalla CDL,nonostante i buffi tentativi di Prodi e Fassino  di addolcire la pillola con improbabili “punti programmatici” presidenziali condivisi da tutti,adesso ci riprovano con Napolitano.

Non si è ancora capito che non è questione di nomi più o meno condivisibili,il problema è che gli italiani o almeno il 50% che ha votato per la CDL  non accetterà mai come custode e garante della costituzione e dell’unità nazionale un ex o post comunista.

E’ legittimo che il Presidente della Repubblica sia eletto anche a maggioranza semplice,ma è altrettanto legittimo,in caso di elezione non condivisa,considerarlo rappresentante di se stesso e della sua parte politica da parte di chi non ha votato per la sinistra,cioè il 50% degli italiani.

Così come sarà legittimo sospettare di “partigianeria” un presidente eletto in tale modo,durante l’adempimento delle sue funzioni istituzionali,e nemmeno ci si potrà meravigliare se sarà subissato di fischi ad ogni sua uscita o se la gente scenderà in piazza “spontaneamente” a protestare.

Tanto per far capire di chi stiamo parlando,vale la pena ricordare che l'11 Aprile 1975  il comitato centrale del PCI  di cui facevano parte D’Alema,Nilde Iotti,Napolitano,Bassolino,Cossutta e Petruccioli  approvò e controfirmò un documento ufficiale in cui si esprimeva solidarietà al popolo cambogiano e vietnamita,magnificava “l’eroica resistenza” di Pol Pot e dei khmer rossi e invitava a sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti, ogni democratico, ogni comunista,sia,come sempre e più di sempre al loro fianco. (G.Sangiuliano-Quaderni radicali).

Insomma alla massima carica dello stato ci mandiamo un complice morale e ideologico di Pol Pot e dei khmer rossi?

Intanto per le votazioni che iniziano oggi Berlusconi fa sapere che la CDL voterà compatta per Gianni Letta,almeno fino alla terza votazione,poi si vedrà.

                                                       


7 maggio 2006

PAOLO GUZZANTI A D'ALEMA

Guzzanti a D'Alema: Ecco perché non puoi.

Caro D'Alema, le scrivo per spiegarle in modo ragionato e ragionevole perché lei non può essere il Presidente di questa Repubblica. Partirò da un ricordo comune. Quando Letizia Moratti era presidente della Rai volle propormi come direttore del Tg3. Ero allora un editorialista della Stampa e fui lusingato dall'offerta. Ma mi telefonò subito l'assistente della Moratti, Agostino Saccà, che mi prescrisse di chiedere a lei, onorevole D'Alema, il suoconsenso dal momento che Rai Tre apparteneva e appartiene al suo partito.
Lei mi rispose: No, non posso darle il mio consenso perché una sua direzione del Tg3 sarebbe vissuta da quella redazione come un atto di maccartismo. Poi con pazienza mi spiegò: Non importa quel che lei è, ma come sarebbe vissuta la sua direzione, e cioè come maccartismo. Lei aveva ragione: quando si tratta di attività pubbliche non importa quel che si è, ma come si è vissuti dagli altri.
E' per questo che sono sicuro che lei comprende perfettamente se le dico che lei sarebbe vissuto oggi da metà degli italiani come il vero leader della parte politica più detestata. Nel mio caso fu tirato in ballo il maccartismo, nel suo il comunismo. Clichè polverosi e archiviati? Sembra di no: checché ne dica Giuliano Ferrara, la questione comunista è per più della metà degli italiani viva e attuale. E lei lo sa benissimo perché altrimenti lei stesso, o Fassino, o Veltroni, vi sareste candidati per Palazzo Chigi anziché nascondervi dietro un prestanome. Smettiamo di far finta.
C'è poi un altro punto fondamentale: gli ultimi quattro Presidenti della Repubblica (Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi) sono stati tutti eletti con una vastissima maggioranza (nel caso di Cossiga all'unanimità) che ha permesso a tutti gli italiani di sentirsi garantiti anche se poi non tutti i presidenti hanno fatto un'ottima riuscita.
Dunque: quattro volte sette fa ventotto. Da ventotto anni gli italiani vedono insediato al Quirinale un presidente non di parte. Anzi durante il quinquennio berlusconiano, gli anti-berlusconiani si sono sentiti più che garantiti, quasi blindati da un uomo come Ciampi: un presidente di cultura azionista che non ha fatto sconti a Berlusconi, severo e impeccabile. Adesso noi vogliamo il nostro nuovo Ciampi, visto che quello originale non è disponibile.
Le chiedo: secondo lei, la metà degli italiani che detesta la sinistra tanto quanto l'altra metà detestava il nostro governo, da quale arbitro imparziale dovrebbe sentirsi garantita? Da lei? Suvvia.
Lei sa benissimo che la questione non è personale ma politica: lei, come arbitro, indosserebbe la stessa maglia della squadra di governo che gioca contro di noi. Arbitro e giocatore come ufficiale e gentiluomo? Suvvia un'altra volta.
Chi sta facendo lobby per lei in questi giorni pretenderebbe che noi aderissimo a una sorta di superomismo di seconda mano: vorrebbero spacciarla per un superuomo che tutto può contenere e tutto può rivitalizzare, come un'energica lozione.
Sono sicuro che lei sia il primo a sorridere sotto i baffi di una tale puerile follia. Lei ha pregi e difetti come tutti, anche se i suoi pregi e i suoi difetti sono di alto livello.
Inoltre è giovane quanto basta per poter attendere serenamente il suo turno e dedicarsi a completare l'opera di cui ha davvero bisogno la nostra democrazia: una sinistra democratica il cui leader possa mostrarsi alla luce del sole come aspirante primo ministro, come nei famosi Paesi normali, senza doversi nascondere dietro un esperto in spiritismo. Una volta era di moda dire che l'Italia mancava di un centro destra maturo e affidabile. Le elezioni e i fatti hanno risposto. Il problema adesso è la sinistra. Posso permettermi un consiglio? Caro D'Alema, finisca il suo lavoro in casa e lasci perdere i colli.

                        



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permalink | inviato da il 7/5/2006 alle 17:52 | Versione per la stampa

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