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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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27 febbraio 2009

E’ LEGGE LA RIFORMA ANTIFANNULLONI DI BRUNETTA

Con l’approvazione definitiva del senato è diventata legge la riforma “antifannulloni” del ministro Brunetta, questi i principali contenuti:
-CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E RIFORMA ARAN Nei decreti legislativi verranno precisati gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati alla contrattazione collettiva e quelli riservati alla legge; saranno riordinate le procedure di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa, in coerenza con il settore privato e nella salvaguardia delle specificità sussistenti nel settore pubblico; sarà riformata l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con particolare riguardo alle competenze, alla struttura ed agli organi; sarà semplificato il procedimento di contrattazione.
Inoltre, al fine di ridurre il ricorso a contratti di lavoro a termine, a consulenze e a collaborazioni, i decreti delegati dovranno contenere disposizioni dirette ad agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, finalizzati a garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche di competenza da parte delle amministrazioni che presentino carenza di organico.
- VALUTAZIONE DELLE STRUTTURE E DEL PERSONALE L’amministrazione predisporrà degli obiettivi per ciascun anno e sarà rilevata, in via consuntiva, quanta parte degli obiettivi è stata effettivamente conseguita; sarà poi istuito, nell’ambito del riordino dell’ARAN un organismo centrale di valutazione
- MERITO, INCENTIVI E PREMI Saranno introdotti nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttività, secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva, e saranno stabilite percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttività.
- RIFORMA DELLA DIRIGENZA PUBBLICA È previsto il divieto di corrispondere il trattamento economico accessorio nell’ipotesi di responsabilità del dirigente che abbia omesso di vigilare sulla effettiva produttività delle risorse umane assegnategli e sull’efficienza della struttura che dirige.
Saranno previsti concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale e saranno ridotti gli incarichi conferiti ai dirigenti non appartenenti ai ruoli e ai soggetti estranei alla pubblica amministrazione. Verrà favorita la mobilità nazionale e internazionale dei dirigenti.
- SANZIONI DISCIPLINARI E RESPONSABILITÀ DEI PUBBLICI DIPENDENTI Saranno razionalizzati i tempi di conclusione dei procedimenti disciplinari e verranno previsti meccanismi rigorosi per l’esercizio dei controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente. Si prevede inoltre la definizione della tipologia delle infrazioni più gravi che comportano il licenziamento. Il dipendente pubblico sarà identificabile tramite un cartellino di riconoscimento.
- ULTERIORI POTERI DI CONTROLLO ATTRIBUITI ALLA CORTE DEI CONTI La Corte dei conti potrà effettuare controlli su gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento. Ove accerti gravi irregolarità, la Corte ne darà comunicazione al Ministro competente, che potrà disporre la sospensione dell’impegno di somme stanziate sui pertinenti capitoli di spesa.
Si dichiara molto soddisfatto il ministro: "inizia una piccola grande rivoluzione, un piccolo grande cambiamento che modificherà la vita di 60 milioni di cittadini italiani nel senso dell'efficienza, della trasparenza, della responsabilizzazione. Ricordiamo che questo tipo di riforma ha propri addentellati fondamentali nella pari riforma che stiamo approvando del federalismo e del federalismo fiscale. Senza una pubblica amministrazione efficiente non si fa federalismo, non si fa federalismo fiscale. Senza una pubblica amministrazione efficiente, non si fa una scuola efficiente, non si fa una giustizia efficiente, non si fa una sicurezza efficiente, non si fa una politica economica efficiente, quindi lo Stato non è efficiente".
Non vorrei esagerare con la retorica, ma credo che questa sia una riforma istituzionale. Avere una pubblica amministrazione efficiente non è interesse della maggioranza o dell'opposizione ma del Paese, e penso che questa sia una riforma istituzionale e come tale va trattata e considerata
I decreti delegati saranno approvati tutti prima dell'estate e presentati al Parlamento, dall'autunno sara' tutto in piena efficienza e implementazione. Poi giudicheranno i cittadini.
I dipendenti -dice Brunetta- saranno chiamati a fare il loro dovere. I bravi non avranno problemi. I fannulloni dovranno invece fare qualche riflessione. I bravi, che sono la maggioranza, troveranno finalmente una Pubblica amministrazione apprezzata da 60 milioni di cittadini italiani e quindi non piu' una palla al piede del Paese ma motore dello sviluppo. Questo risultato vorra' dire piu' remunerazione o meno remunerazione, sara' legato alla produttivita', premi legati alla produttivita'. Per coloro che vorranno percorrere questa rivoluzione ci saranno sacrifici ma anche onori e salari piu' alti. In verita' la rivoluzione in parte e' gia' in atto perche' tutto cio' che ho fatto, anche senza la legge, ha anticipato la legge stessa, basti pensare alle assenze per malattia nella Pa che si sono ridotte fino al 70%, basti pensare ai distacchi sindacali, all'operazione trasparenza sulle consulenze".
Adnkronos

Per apprezzare in pieno gli effetti di questa riforma tsunami dovremo aspettare qualche mese in attesa che il ministro disponga i decreti di attuazione, ma già sin d’ora si può parlare di riforma epocale , una vera rivoluzione che aggredisce alla radice gli atavici problemi della pubblica amministrazione, nulla da spartire con i formalismi delle precedenti riformicchie Bassanini e Cassese, del resto con la lotta all’assenteismo e sulla trasparenza Brunetta ha dimostrato grande capacità e determinazione,non a caso è uno dei ministri con il più alto indice di gradimento del governo Berlusconi, un piccolo grande riformista,più che un rivoluzionario.
Attendo con impazienza l’istallazione delle emoticons di gradimento del servizio negli uffici pubblici, c’è da scommettere che gli addetti saranno molto ma molto più comprensivi ed efficienti verso i cittadini, che giudicheranno.
Il pubblico impiego, scuola, università e magistratura sono i settori dove si annida il cancro della conservazione e del consociativismo, qui bisogna colpire duro, e mi sembra di poter dire in tutta coscienza che questo governo non stà deludendo le attese.




3 febbraio 2009

MEGLIO TARDI CHE MAI

Intervenendo telefonicamente alla manifestazione Governincontra, Silvio Berlusconi ha confermato l’accordo nella maggioranza sul testo relativo alle intercettazioni, saranno limitate ai reati più gravi per un periodo massimo di 30 giorni più un eventuale proroga di 15, inoltre dovranno essere autorizzate da un collegio di tre giudici in presenza di gravi indizi di colpevolezza.
La bulimia e l’eccesso di questo strumento negli ultimi anni, ha schifato un po’ tutti, siccome anche tra i magistrati ci sono persone di buon senso, non ha sorpreso più di tanto la posizione del Primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, che dice nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario, tra le altre cose : “Il principale problema della questione intercettazioni è nella loro abnorme e poco giustificata reiterazione nel tempo. Dovrebbero essere vietate le proroghe se nel periodo inizialmente stabilito non si sono raggiunti risultati apprezzabili, tranne casi eccezionali rigorosamente motivati “ , per Carbone bisognerebbe anche impedire la trascrizione nei provvedimenti giudiziari di tutte le intercettazioni, con gravi rischi di violazione della privacy. Dovrebbero essere escluse, dice, le parti non penalmente rilevanti e trascritte con una motivazione solo quelle utili al processo. Inoltre, ci vorrebbe un «archivio riservato delle intercettazioni», accessibile a pm e avvocato, con il risultato di far scoppiare di bile il presidente dell’ANM, Palamara, e il segretario Cascini.
Forcaioli,guitti e giacobini da operetta, non si rassegnano, con in testa il trebbiatore di Montenero, Di Pietro, urlano allo scandalo e promettono battaglia,del resto bisogna comprenderli, i vari Grillo, Travaglio, Flores D’Arcais ecc. come faranno poi a titillare i frustrati e gli sfigati a cui vendono spettacoli, libri,dvd e altri prodotti editoriali?
Potrebbero lavorare di fantasia,che certo quella non gli manca,visti i taglia e cuci con omissioni dolose a cui ci hanno abituato .
Quello che ha invece destato sorpresa, e non poco, è la presa di posizione sulle intercettazioni, del 3volte resistente,ex procuratore capo di Milano e del pool di Mani pulite ,Francesco Saverio Borrelli che spiega: “ non è possibile fare a meno delle intercettazioni, e non bisogna privare magistrati e forze dell’ordine di questo strumento, era necessario autolimitarsi e adesso una riforma è inevitabile”.
Se dopo un ragionevole periodo di controllo non emergono fatti rilevanti, bisogna chiudere, anche perché se fatte a macchia d’olio sono pericolose, io non ho mai ritenuto che i pm abbiano delegato all’uso delle intercettazioni le loro capacità di indagine, tuttavia è possibile che con la speranza di riuscire a trovare elementi che possono rafforzare l’accusa queste si siano protratte a tempo indeterminato.
Davvero sorprendente,dopo che costui non è riuscito ad averegoverni condivisi” (Sic) , come chiedeva in un delirio di onnipotenza in un intervista al Corriere della Sera negli anni di Mani Pulite, adesso si accontenta di avere “intercettazioni condivise”, probabilmente sarà in crisi di autostima visto che non occupa più le prime pagine dei media, meglio tardi che mai comunque.
Per nostra fortuna c’è stato chi non si è mai arreso alla dittatura delle toghe, Silvio Berlusconi, che ha rappresentato e rappresenta il granello di sabbia,anzi no il macigno che ha inceppato una macchina politica,mediatica,giudiziaria, perfettamente lubrificata, e di questo gli italiani moderati e di buon senso gliene saranno eternamente grati.







23 gennaio 2009

RIFORMA EPOCALE

E’ stato firmato ieri a palazzo Chigi l’accordo quadro sul nuovo modello contrattuale, che manda definitivamente in pensione il modello Ciampi del 1993.
Il nuovo modello contrattuale comune nel settore pubblico e privato ha una durata triennale e conferma l'assetto della contrattazione collettiva su due livelli: quello nazionale e quello di secondo livello. Scompare l'inflazione programmata e arriva un nuovo indice previsionale basato sugli standard europei e depurato dalla componente energetica.
L’obiettivo è quello di favorire la contrattazione locale o aziendale adeguando i salari alla produttività, soddisfazione è stata espressa dal ministro del welfare Sacconi, dal ministro della funzione pubblica Brunetta, dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, leader sindacali e rappresentanti del commercio e artigianato.
Sono 35 le sigle che hanno firmato o si apprestano a firmare l’intesa, insomma cambia tutto tranne il no della CGIL che ancora una volta si è chiamata fuori dallo storico accordo, credo non ci voglia molto per capire dove sta la ragione e dove sta il torto, stia pure sull’Aventino Epifani, ma finalmente una cosa è certa: “ nessuno ha diritto di veto e l’unità sindacale non è più un dogma”, chi vuole il mantenimento dello status quo faccia pure battaglie demagogiche e di retroguardia mentre gli altri faticosamente avanzano verso la modernizzazione.









8 dicembre 2008

INCOMPATIBILITA’ AMBIENTALE E FUNZIONALE

Il CSM riunito d’urgenza ha avviato le procedure per il trasferimento a carico dei procuratori di Salerno e Catanzaro, Apicella e Iannelli, per “incompatibilità ambientale e funzionale” ritenuti responsabili dell’incredibile guerra tra procure e bande di magistrati, che ha portato a perquisizioni di uffici e PM di Catanzaro e sequestro dei fascicoli relativi all’inchiesta Why Not da parte della procura di Salerno e contro sequestro e avvisi di garanzia da parte della procura di Catanzaro.
Dell’incredibile vicenda si è dovuto occupare anche il presidente Napolitano che ha chiesto informazioni e delucidazioni ai due uffici,mentre il ministro della giustizia Alfano ha subito inviato gli ispettori del ministero nelle due procure.
L’inchiesta Why not al centro di questa inedita guerra, di cui era titolare l’ex PM De Magistris , a cui fu tolta per “ gravi motivi disciplinari” e “ inosservanza dei doveri d’ufficio” , aveva visto iscritti nel registro degli indagati tra gli altri ,l’ex presidente del consiglio Prodi e l’ex guardasigilli Mastella.
Intanto un altro PM, sottoposto a procedura disciplinare e trasferito, Clementina Forleo , che si era occupato dell’inchiesta sulle scalate UNIPOL – BNL , ha improvvisamente scoperto l’acqua calda.
Durante la presentazione di un suo libro ha testualmente dichiarato: «Indagare sulla destra va bene, ma se cambi colore di caimano ti fai male», la scoperta dell’acqua calda,appunto.
La Forleo per non essere impreparata agli eventi, magari poteva leggersi qualche intervista rilasciata dall’ex PM del pool di mani pulite,Tiziana Parenti, quando spiegava di come chi indagava sul PCI-PDS-DS veniva sistematicamente isolato, di come si operava per far rimanere “con il cerino in mano” (Sic) chi osava indagare in certe direzioni, oppure di come non servisse a nulla essere stati iscritti al PCI-PDS-DS , perché a sinistra si sa, c’è sempre qualcuno più puro che ti epura.
Si è toccato il fondo, la credibilità della magistratura è ai minimi storici ormai da un pezzo, questo perché si è consentito anni fa, di far passare nella normalità i deliri di qualche procuratore capo 3 volte resistente che chiedeva “governi condivisi” (Sic) o le manie di onnipotenza di qualche PM come Colombo che abbaiava contro la commissione bicamerale per le riforme.
Fortunatamente c’è chi non si è mai arreso al “golpe togato” , Silvio Berlusconi ha rappresentato e rappresenta il granello di sabbia,anzi no, il macigno che ha inceppato una macchina politica, mediatica e giudiziaria perfettamente lubrificata.
La riforma non tanto della giustizia, ma soprattutto della magistratura è ineludibile, a cominciare dalla separazione delle carriere tra PM e Giudici e dai poteri dei capiufficio delle procure, bisogna estirpare questo cancro e le relative metastasi al più presto, speriamo che dopo le leggi di bilancio, con l’inizio del nuovo anno, si metta subito mano alla riforma complessiva del sistema,altrimenti non se ne esce più.





 


15 novembre 2008

TAGLIARE SI PUO' ANZI SI DEVE

Più che un onda è stato un gavettone, si può sintetizzare così il flop della manifestazione contro la riforma della scuola svoltasi a Roma dove hanno partecipato poche decine di migliaia di persone, 200.000 secondo gli organizzatori, numeri che,come abbiamo visto nelle settimane scorse sono puro esercizio di fantasia, per la questura infatti non erano più di 30.000 , addirittura a molti studenti il biglietto di viaggio è stato pagato dalla CGIL e dal PRC ,ogni altro commento mi sembra del tutto inutile e inopportuno.
Si è manifestato dunque per la difesa dello status quo dell’università italiana, che come ho spiegato più volte,salvo lodevoli eccezioni che pure ci sono, è una fabbrica di somari e ignoranti, 5500 corsi di laurea tra i più disparati, il doppio della media europea, 90 atenei e 320 sedi distaccate, nessuno di questi presenti tra i primi 150 del mondo, che sfornano un numero di laureati inferiore a quello del Cile, e sulla cui preparazione media è meglio stendere un velo pietoso, insomma una catastrofe e il bello è che si manifesta per conservare tutto ciò.
Ha ragione il ministro Gelmini quando definisce il sistema scolastico e universitario italiano una macchina con il motore rotto a cui è inutile aggiungere benzina cioè soldi se il motore è guasto, oggi come oggi l’università italiana rappresenta un enorme costo per i contribuenti senza nessun risultato apprezzabile,anzi ogni anno si spendono più soldi e va sempre peggio, senza cambiamento non c’è futuro, non ci possiamo più permettere certi lussi, i costi si devono tagliare e la spesa va riqualificata, tagliare si può,anzi si deve, è molto meglio spendere i soldi per togliere l’ICI dalla prima casa piuttosto che spenderli per alimentare baronie e clientele varie nelle università, dove i concorsi vengono vinti dai soliti noti e si danno incarichi a precari che vengono rinnovati in continuazione senza avere un progetto preciso, altrimenti quelli che servono si assumano in ruolo, si sprecano preziose risorse per favoritismi a destra e a manca, per creare corsi di laurea e cattedre inutili, ma cosa c’è da difendere di questo sistema? Persino l’Economist , settimanale britannico che non è mai stato tenero con il governo Berlusconi, sostiene il ministro Gelmini e scrive che
l’università italiana ha disperatamente bisogno di una riforma,essendo il settore peggio gestito, peggio performante e più corrotto d’Italia, e tuttavia resiste al cambiamento.
Il decreto Gelmini sull’università pubblicato qualche giorno fa in gazzetta ufficiale, cui seguirà un articolato disegno di legge di riforma del sistema universitario è una prima risposta nel segno della meritocrazia, qualità, razionalizzazione ed efficienza, apprezzato anche dal Presidente Napolitano.
Solo gli atenei con i bilanci in regola potranno procedere a nuove assunzioni, le commissioni esaminatrici dei concorsi saranno composte da esterni selezionati con sorteggio, si incrementa il fondo per il diritto allo studio e per gli alloggi degli studenti di 200 milioni.
Forza allora ministro Gelmini, affondi il bisturi per eliminare il cancro e le metastasi della conservazione e dello status quo, è un servizio che va reso all’Italia e soprattutto alle nuove generazioni.

UPDATE: «Vogliamo cancellare dalla scuola e dall’università l’ideologia dell’egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti, e lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone».
"Sono orgogliosa del decreto che abbiamo approvato nel penultimo consiglio dei ministri. E' un decreto molto scarno, consta di solo tre articoli, ma vuole essere un primo passo verso il cambiamento", lo dice il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini intervendo all’assemblea dei Circoli del Buon Governo a Montecatini Terme.
"In quel decreto - sottolinea - abbiamo voluto mettere al centro del sistema universitario lo studente e le loro famiglie". E, aggiunge il ministro, pur in presenza "di una finanziaria in cui il nostro obiettivo non è quello di mettere le mani nelle tasche degli italiani, quindi di non aumentare la tassazione, ma di spendere al meglio il denaro pubblico, abbiamo trovato risorse per le borse di studio". Questo governo, sottolinea "per la prima volta è in grado di concedere 180 mila borse di studio a tutti i ragazzi capaci e meritevoli". Inoltre, continua il ministro, "è giusto sostenere le residenze universitarie".
Il diritto allo studio non si attua con l'università sotto casa oppure moltiplicando gli insegnamenti ha proseguito il ministro Mariastella Gelmini, acclamatissima dai giovani presenti, ha sottolineato che l'offerta formativa deve tener conto delle esigenze del mondo del lavoro.
Per dare nuovi finanziamenti all'università tenteremo nuovi percorsi - ha precisato il ministro -. Spero in un grande coinvolgimento delle imprese, ma deve essere chiaro che questo non significa privatizzazione. Stiamo faticando a trovare risorse nel pubblico come nel privato. Ma non possiamo arrenderci a restare tra gli ultimi posti nel mondo come qualità». Gelmini ha quindi ricordato che la nostra prima università si colloca al 192esimo posto nella classifica mondiale: Vogliamo che presto almeno una si classifichi fra le prime cento.
Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, mettendo da parte la paura. Chi sta con i giovani non può che percorrere strade nuove. Le porte del ministero sono aperte a tutti coloro che vogliono dare un contributo alla nostra sfida. Le critiche vanno accettate, ma non accetterò mai di difendere situazioni indifendibili.
Adnkronos














5 ottobre 2008

FEDERALISMO FISCALE UNA RIFORMA STORICA

E’ una riforma storica, già dal 1994 il governo Berlusconi aveva presentato una proposta in tal senso,adesso c’è un consenso quasi unanime, così il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha commentato l’approvazione in consiglio dei ministri del disegno di legge delega sul federalismo fiscale, che sarà poi successivamente integrato da decreti del governo.
La riforma è stata discussa a lungo infatti,anche con i rappresentanti degli enti locali, ecco perché si parla di ampio consenso, l'obiettivo principale che si vuole raggiungere con il federalismo fiscale, secondo il Governo Berlusconi, è quello di permettere una migliore amministrazione del denaro pubblico a favore di tutte le regioni italiane.
Il Governo, come spiega in conferenza stampa Giulio Tremonti, inizierà a lavorare da subito, cercando di elaborare una banca dati che raccoglierà tutti i dati provenienti dall'economia delle finanze, dalla Corte dei Conti e dall'istituto di statistica, Istat.
Sulla base di questi dati poi saranno effettuate delle scelte politiche.
Il federalismo fiscale, precisa Tremonti, "data la Costituzione vigente in Italia, è un obbligo", perché il provvedimento accolto dal Governo "non è una legge costituzionale, ma ordinaria, presupposta dalla Costituzione e da anni mancata."
Seguendo la linea del federalismo fiscale il Governo proclama di voler permettere ai cittadini italiani di diventare realmente consapevoli di come venga amministrato il loro denaro, di voler riconoscere autonomia agli enti locali, ossia regioni, province e comuni, senza danneggiare le aree geografiche più povere, per cui verrà istituito un fondo monetario comune.
Il lavoro sarà molto complesso e Tremonti presuppone che la riforma sarà operativa entro due anni.
Adnkronos

Bene,è l’inizio di un altro provvedimento epocale che senza dubbio sarà portato a termine entro la legislatura, oltre che permettere ai cittadini di sapere come viene amministrato il loro denaro a livello locale, il federalismo fiscale, responsabilizza gli amministratori locali,nel progetto infatti è previsto che sindaci o governatori, che portano i bilanci in rosso,non potranno più essere ricandidati.
E’ utile ricordare infine che non si tratta di legge costituzionale,ma di una legge delega ordinaria, ed essendo una legge afferente materie tributarie,di spesa e bilancio, non è soggetta ad eventuale referendum.






14 settembre 2008

LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA E IL FEDERALISMO SONO URGENTI

Il federalismo e la riforma della giustizia sono indispensabili, non sono un pallino della Lega Nord e del Premier”, così sì è espresso Silvio Berlusconi intervenendo all’inaugurazione della Fiera del Levante a Bari.
Il federalismo è indispensabile per una crescita duratura, federalismo vuol dire anche coniugare "l’onere delle tasse con l’onore di una spesa responsabile in modo tale che si possa chiaramente definire chi fa cosa e chi è responsabile. Non solo deve ridurre i costi dello Stato e degli enti locali, ma deve consentire ai cittadini di conoscere chiaramente cosa si fa con le proprie tasse".
Berlusconi ha invitato tutti ad affrontare con animo sereno la riforma che non penalizza nessuno grazie alle compensazioni,e soprattutto non vi sarà nessuna riedizione di tasse già abolite.
La riforma della giustizia serve per rimediare alla debolezza dell’assenza di diritto "e nessuno deve temerla perché sarà un servizio dello Stato a favore dei cittadini" , Berlusconi ha ricordato a tutti che, uno dei segni di debolezza, anche internazionale, del nostro Paese è l’assenza della certezza del diritto.
Invece la giustizia deve tornare a essere un servizio che lo Stato rende ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Deve tornare ad essere lo strumento che rende effettivi i diritti e i doveri sanciti dalle leggi. Una giustizia che non sanziona, ha concluso Berlusconi, è una giustizia che nega i diritti, che non sostiene lo sviluppo dell’economia, che rende aleatori i rapporti civili e che non dà sicurezza ai cittadini".
Infine il Premier si è detto “imbarazzato” per l’alto livello di consenso tra i cittadini del Presidente del Consiglio e del governo.
Adnkronos

Prima ancora che il federalismo, la riforma più importante è quella della giustizia, in Italia abbiamo i magistrati più pagati d’Europa, il rapporto cittadini/magistrati più alto d’Europa, investimenti assolutamente in linea con la media europea e di contro una giustizia da terzo mondo, e una assoluta incapacità di amministrare le risorse da parte degli uffici giudiziari,tanto che in alcuni si spendono centinaia di migliaia di euro per “notifiche a mezzo stampa” sui principali quotidiani e in altri manca addirittura la carta per le fotocopiatrici.
Chi mi legge assiduamente sa bene come la penso sulla separazione delle carriere, sull’obbligatorietà dell’azione penale, sul CSM ecc. , e quindi non voglio ripetermi.
Vorrei chiedere piuttosto al vicepresidente del CSM, Mancino, che ha dichiarato recentemente: “non tutti i magistrati fanno politica” (Sic) , se bisogna essere contenti perché c’è rimasto ancora qualche magistrato che fa il proprio dovere senza soffrire crisi di autostima in mancanza dei media, o perché nella magistratura ci sono militanti che si “auto eleggono rappresentanti della società civile” e magari “vogliono cambiare la società da dentro le istituzioni”?
E se si,chi rappresentano e cosa vogliono costoro? Perché non si occupano di reati, processi e di applicare le leggi,senza magari discuterle,compito che spetta al parlamento?
Deve essere anche per questo che la magistratura non ha mai avuto un indice di gradimento ai minimi storici come in questo momento, praticamente “schifata” da due italiani su tre.
Presidente Berlusconi,Lei che è l’unica speranza di salvezza per questo maltrattato paese, dopo aver avviato a soluzione il problema della spazzatura a Napoli, ripulisca anche la “cloaca” del CSM e il “verminaio” dell’ANM , il paese e la storia glie ne renderanno merito, anche per questo il “popolo sovrano” le ha conferito un mandato pieno ed assoluto .
E che le carriere dei magistrati, tanto requirenti che giudicanti, siano affidate a merito,titoli ed esami, non all’anzianità, è uno sconcio sapere che il magistrato responsabile dell’ingiusta accusa e detenzione di Enzo Tortora, prosegue la sua carriera senza intoppi sino a che diventerà magari presidente di sezione in Cassazione.
Ad ogni scatto di anzianità di questo squallido personaggio, per non dire di peggio,il povero Tortora si rivolta nella tomba, e a me vengono i conati di vomito, sentimento credo largamente condiviso.




7 settembre 2008

LE IDEE DI FALCONE CAMMINANO CON BERLUSCONI

«…Se vogliamo realisticamente affrontare i problemi, evitando di rifugiarsi nel comodo ossequio formale dei principi, dobbiamo riconoscere che il vero problema è quello del controllo e della responsabilità del PM per l’esercizio delle funzioni. Con ciò non si intende mettere in discussione il principio dell’indipendenza del giudice, principio tenuto ben presente dal nuovo codice di procedura penale, che ha avuto cura di distinguere accuratamente il ruolo del giudice da quello del PM, onde sottolineare l’autonomia dell’organismo giudicante effettivamente indipendente… Ed allora ci si domanda come è possibile che in un regime liberal-democratico qual è indubbiamente quello del nostro paese, non vi sia ancora una politica giudiziaria, e tutto sia riservato alle decisioni, assolutamente irresponsabili, dei vari uffici di Procura e spesso dei singoli sostituti…Ma sono fermamente convinto che questa risposta istituzionale ai pericoli di deviazione della repressione penale non è coerente coi principi vigenti in regimi liberaldemocratici maturi e, soprattutto, determina concreti pericoli di incoerenza e disorganicità nella repressione penale…Mi sembra quindi giunto il momento di razionalizzare e coordinare l’attività del PM finora reso praticamente irresponsabile da una visione feticista della obbligatorietà dell’azione penale e dalla mancanza di efficaci controlli della sua attività…»
Giovanni Falcone - Senigallia, 15 marzo 1990
«…Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungersi nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa. Gli occorrono, quindi, esperienza, capacità, preparazione anche tecnica per perseguire l’obbiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di giudice. Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti. Contraddice tutto ciò il fatto che, avendo formazione e carattere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e PM siano, in realtà, indistinguibili gli uni dagli altri. Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell’indipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalità dell’azione penale, desideroso di porre il PM sotto il controllo dell’Esecutivo. E’ veramente singolare che si voglia confondere la differenziazione dei ruoli e la specializzazione del PM con questioni istituzionali totalmente distinte…»
Giovanni Falcone - Repubblica, 3 ottobre 1991, intervista di Mario Pirani

Le idee di Giovanni Falcone camminano con Berlusconi, la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, la revisione dell’obbligatorietà dell’azione penale e il ruolo del PM, nonché il processo civile e penale, sono appunto tra i cardini della riforma della giustizia annunciata da Silvio Berlusconi e dal ministro della giustizia Angelino Alfano.
Al di là dei mestatori di professione che cercano di reinterpretare e contestualizzare a modo loro i pensieri e le idee di Giovanni Falcone, come si vede chiarissime sull’argomento, al solo scopo di continuare a difendere interessi corporativi e di casta, per pura rendita di posizioni politiche ,o per continuare a vendere spettacoli,libri, cd e altri prodotti editoriali ai “frustati & sfigati” che nell’altrui compiutezza e appariscenza scaricano le colpe della loro mediocrità, vedi Piazza Navona, una seria riforma della giustizia è ineludibile, che si farà,dopo aver ascoltato naturalmente tutte le parti in causa.Tutti costoro,pertanto se ne facciano una ragione, legiferare in materia spetta al parlamento, e in particolare spetta al Popolo Della Libertà e a Silvio Berlusconi, al quale il “popolo sovrano” ha dato una ampia maggioranza parlamentare e un chiarissimo mandato.






31 luglio 2008

IL SINDACATO DEI FANNULLONI

Incredibile,ma vero, è nato il “sindacato dei fannulloni operosi” ( COFO) ,contro le norme anti assenteismo e la riforma della Pubblica Amministrazione voluta dal ministro Brunetta.
Il primo atto del neonato comitato è un mega ricorso , lo afferma la stessa associazione, spiegando che migliaia di dipendenti pubblici in tutta Italia si stanno organizzando per ricorrere al Tar del Lazio contro "l'illegittimità delle nuove norme messe a punto dal governo", il ricorso tra l’altro sarà appoggiato anche dal Codacons.
Sarà che il ministro Brunetta sta toccando “nervi sensibili e privilegi considerati acquisiti e intoccabili, ma qualcuno mi può spiegare come fanno dei fannulloni a definirsi operosi?
Certe cose possono succedere solo in Italia,è tutto da ridere,se non ci fosse da piangere.




18 luglio 2008

DEL TURCO: GIUSTIZIA O SOMMA INGIUSTIZIA?

“Le indagini non hanno sin qui evidenziato situazioni atte a riscontrare incassi diretti di denaro contante in conseguenza delle dazioni effettuate da Angelini. Ma tale circostanza non è assolutamente idonea a inficiare l’ipotesi accusatoria. Apparendo evidente come la prova della destinazione delle somme di persone operanti nel settore istituzionale non è agevole, potendo esse contare su rapporti personali che certamente consentono la gestione del denaro anche per interposta persona”.
( Estratto dall’ordinanza sul caso sanità abruzzese firmato dal GIP Di Fine, pag.317)

Ditemi che non è vero, ditemi che sto sognando, non può,non deve essere vero.
Insomma al momento non ci sono prove, anche perché è difficile trovarle, vedremo più avanti se e quando le troveremo, intanto ti sbattiamo in galera alla stregua di un mafioso, in isolamento, e poi si vedrà.
Sono assolutamente sconvolta e basita, a prescindere dalla colpevolezza o meno, e dalla notorietà delle persone coinvolte in questo caso, mi domando e vi domando:
-Come si può privare un cittadino della libertà con un arresto preventivo e tenerlo in isolamento senza uno straccio di prova basandosi su un teorema o un castello accusatorio e su dichiarazioni di un “presunto pentito del sistema” che può avere mille motivi per risentirsi contro Del Turco e la giunta regionale abruzzese,magari per qualche favore negato?
-Come può un magistrato di garanzia che in teoria dovrebbe terzo rispetto all’accusa avallare tutto questo, senza nessun riscontro oggettivo?
-Se per caso non si troveranno prove ed adeguati riscontri, e ogni giorno che passa è sempre più probabile, chi mai potrà risarcirlo del suo onore,della immonda gogna subita e della carriera politica distrutta,visto che oggi Del Turco ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Regione Abruzzo?
E figuriamoci quanta considerazione può esserci per il comune cittadino della strada.
-La riforma ab imis dell’ordinamento giudiziario è una priorità di Berlusconi o è una priorità dei cittadini italiani la cui stragrande maggioranza è schifata e disgustata da questa magistratura?
Lasciamo perdere Berlusconi e consideriamolo pure il Bin Laden italiano, e se il caso Del Turco si rivelasse la fotocopia del caso Mastella,indagato e accusato dalla procura di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta Why Not e poi completamente scagionato?
Tanto che il PM De Magistris che lo ha indagato con gravi abusi e violazioni sarà trasferito in altra sede e con altre mansioni, ed io spero che lo trasferiscano in qualche sperduta procura dell’interno della Sardegna,così potrà occuparsi dei furti di pecore a danno degli onesti allevatori.
I togati dell’ANM e del CSM con in testa i vari Pepino, Roia e Fresa che si dilettano di fare politica attiva e firmano appelli contro Berlusconi insieme alla “pasionaria” Gandus e Armando Spataro non hanno nulla da eccepire naturalmente.
Insomma sono seriamente preoccupata da questi arbitrii e da questa deriva assolutamente contraria alle più elementari norme del diritto e indegna di un paese civile, e dovremmo esserlo tutti a prescindere dal colore politico, si lo dico anche a te manettaro forcaiolo, che titillato da guitti&giacobini da operetta, insieme alla canaglia urlante ti esalti e insulti se qualche vip o politico finisce nella polvere, perché nell’altrui compiutezza vedi la tua mediocrità e il fallimento.
Questa barbarie non succede solo ai noti o ai politici, succede anche al comune cittadino molto più spesso di quanto non si creda, potrebbe succedere anche a te o a qualcuno dei tuoi cari,anche se stai pensando che non hai nulla da temere, non vuol dire nulla, succede lo stesso.
Non ci rimane che Berlusconi,unica speranza di salvezza di questo maltrattato paese, sperando che tiri dritto e non si faccia impantanare dai giochi di palazzo, ascolti il grido di dolore che si leva da ogni angolo del paese e riesca a dare un “drizzone” all’ordinamento giudiziario, ora o mai più.

UPDATE 20/07/2008: In data odierna il GIP di Pescara ha respinto la richiesta dei legali di Del Turco per la revoca della custodia cautelare.
Intanto in una breve intervista che Del Turco ha fatto pervenire al Giornale attraverso i figli, ribadisce la sua innocenza ,parla di vendetta da parte dell’imprenditore Angelini perché gli ha spulciato i conti e attività delle sue cliniche e sfida i magistrati a spulciare i suoi conti correnti negli ultimi quindici anni per vedere se trovano un euro in più del dovuto.
Del Turco ribadisce anche di non aver mai attaccato il Presidente Berlusconi,che anzi ringrazia per avergli mandato i saluti attraverso un parlamentare.
Dell’ignavia e dello zerbinaggio del PD verso questa magistratura ho già detto e mi sembra inutile ritornarci, piuttosto non avete notato il “fragoroso silenzio dei radicali”?
I campioni del garantismo anche verso i terroristi,nel caso in questione,ovvero di un cittadino che viene privato della libertà e trattato come un mafioso, sulla base di accuse da parte di un pseudo pentito del sistema senza che al momento vi sia alcuna prova certa o riscontro oggettivo non hanno nulla da dire?
Che schifo,bastano 8 o 9 poltrone sicure in parlamento e un congruo rimborso elettorale per ripulirsi la coscienza e dimenticare i propri ideali.






16 luglio 2008

RIFORMA GIUDIZIARIA, FINALMENTE SI FA SUL SERIO

Dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi,ieri da Parigi, che ha sottolineato la necessità di una profonda riforma della giustizia “ab imis" che vada ben oltre la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, confermate in serata in un incontro tra il Premier e i parlamentari del PDL a Montecitorio, il ministro della giustizia Alfano intervenendo in un convegno delle camere penali, ha annunciato che a settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, si partirà con la riforma giudiziaria.
Si comincerà con la giurisdizione disciplinare dei magistrati, riforma del CSM, codice penale e di procedura, il ministro ha assicurato che coinvolgerà avvocati e ANM.
Forse finalmente si fa sul serio, sono i cittadini a chiederlo, disgustati,sfiduciati e schifati dall’inefficienza del sistema giudiziario e dalla politicizzazione di una rilevante parte della magistratura, come dimostrano inequivocabilmente tutti i sondaggi sulla materia,che rilevano come la fiducia degli italiani, in questo “corpo amministrativo dello stato” ,è ai minimi storici ormai da un pezzo.
Oltre che ai cittadini,lo dobbiamo a quei tanti magistrati che ogni giorno fanno il dovere in silenzio, magari a rischio della vita, e che non hanno “crisi di autostima” che li spingono ad occupare le prime pagine dei media.
E’ questo il cancro da estirpare, è questa la metastasi della nostra democrazia, è una riforma ineludibile,che va fatta presto e bene, sulla scia di quella fatta nella legislatura 2001-2006 che non fece in tempo ad andare in vigore,poi depotenziata dal governo Prodi con i magistrati che dettavano persino il calendario dei lavori parlamentari.
Intanto alla camera è stato approvato con la fiducia il decreto sicurezza, a causa dei troppi emendamenti presentati dalle opposizioni, il decreto adesso passa al senato che lo approverà definitivamente il 24 luglio.
Oltre al voto contrario,scontato, delle opposizioni, c’è da registrare l’astensione dei deputati radicali, che fanno parte del gruppo del PD alla camera, sul decreto sicurezza.
Ma forse non è del tutto una sorpresa,se nello stesso PD ci sono 17 correnti(pardon, associazioni culturali), anche loro vorranno distinguersi e rimarcare le loro diverse posizioni , o no?

UPDATE: Dopo che il ministro Calderoli aveva espresso dei dubbi sui tempi della riforma giudiziaria visto che l’agenda politica autunnale è pressoché piena, a cominciare dal “federalismo fiscale”, Berlusconi ha ribadito,dopo aver consultato anche Bossi in proposito, che federalismo fiscale e riforma della giustizia a settembre procederanno di pari passo in camere diverse.







3 luglio 2008

NON TUTTI I MAGISTRATI SONO IMPEGNATI CONTRO IL GOVERNO

"Non tutti i magistrati sono di sinistra, e non tutti sono attentatori delle maggioranze politiche al governo, come si vorrebbe far credere”, dopo questa dichiarazione del vicepresidente del CSM, Nicola Mancino, gli italiani possono finalmente tirare un sospiro di sollievo, no,non tutti sono impegnati contro la maggioranza e il governo, c’è ancora qualcuno che evidentemente svolge la sua professione dignitosamente e in silenzio, occupandosi solo di reati e processi, magari malvisto e isolato dai colleghi,che probabilmente si ripromettono di fargliela pagare alla prima occasione, è paradossale,quella che dovrebbe essere la normalità,diventa un puro atto di eroismo, da premiare e lodare.
A questo punto sarebbe interessante sapere che consistenza numerica ha quest’altra opposizione extra parlamentare con cui governo e maggioranza devono fare i conti ormai quotidianamente, quanti sono,la metà,due terzi, magari di più, e soprattutto cosa rappresentano e chi li ha eletti per fare questo?
Il verminaio del CSM e della magistratura militante non è certo una novità, di magistrati che fanno politica attiva autoeleggendosi rappresentanti della società civile(Sic), che vogliono “cambiare la società da dentro le istituzioni”, che vanno ad assemblee di partito dichiarando senza alcuna remora di “lavorare contro il governo”, che firmano appelli politici, che tentano di imporre non solo le leggi ma addirittura il calendario parlamentare ecc. ecc. , in questi anni ne abbiamo visto a iosa,tanto che si è perso il conto, siccome costoro non sono eletti da nessuno, possono anche fregarsene se la stragrande maggioranza degli italiani è “schifata e delusa” da questo andazzo come dimostrano concordemente e inequivocabilmente tutti i sondaggi sull’amministrazione della giustizia in Italia.
C’è un solo uomo che può mettere fine a questo andazzo, ed è lo stesso uomo che quattordici anni fa rappresentò, il granello di sabbia,anzi no, il macigno che inceppò una macchina politica,giudiziaria e mediatica, perfettamente lubrificata.
Presidente Berlusconi non deluda me e i tantissimi italiani che se lo aspettano, non ha mai avuto tanto consenso nel paese come in questo momento, consenso che va ben oltre coloro che hanno votato PDL e alleati il 13 e 14 Aprile, forte di questo, consapevole Lei meglio di chiunque altro che l’istituzione giudiziaria di questo paese ha bisogno di un “drizzone” , con il suo tipico decisionismo prenda “il toro per le corna” travolgendo tutti,alleati,avversari e istituzioni ostili, faccia approvare il decreto legge sulle intercettazioni e riproponga subito la riforma giudiziaria approvata e mai andata a regime nel 2001-2006, nonché la riforma organica del CSM.
Vedrà che da ogni remoto angolo di questo maltrattato paese, si leverà un urlo di liberazione.




29 giugno 2008

SE ANCHE IL MAGISTRATO SI INDIGNA

Mentre il PM di Palermo,Antonino Ingroia , in assoluta aderenza al codice deontologico dei magistrati,il quale prevede che “a causa del delicato ufficio che ricopre,il magistrato non solo deve essere equo, imparziale e professionale, ma deve sembrarlo in ogni occasione”, se ne va allegro e giulivo all’assemblea nazionale di sinistra democratica per prendere la parola e attaccare il governo e Berlusconi, togliendo così ogni ombra sulla sua indipendenza,imparzialità e serenità di giudizio(Sic), può succedere che, oltre alla stragrande maggioranza dei cittadini,schifati e in assoluta crisi di rigetto nei confronti della magistratura e dell’amministrazione della giustizia, anche qualche magistrato può indignarsi.
Non parlo naturalmente di qualcuno dei tantissimi magistrati che ogni giorno fanno in silenzio il proprio dovere,che non hanno crisi di autostima se non compaiono sulle prime pagine dei media, se non partecipano ad assemblee di partito o ai social forum, o non si auto eleggono “rappresentanti della società civile” , ma di un magistrato piuttosto noto alle cronache giudiziarie e non, ora parlamentare nelle fila del partito democratico, il giudice Felice Casson, che sembra aver compreso appieno gli effetti della deriva politica di una parte della magistratura in questa intervista al Corriere Della Sera.
Definisce la magistratura «un mondo ormai autoreferenziale». Addita il Csm di «comportamenti poco chiari, ai limiti della correttezza e della legittimità istituzionale». Eppure non è il Cavaliere e nemmeno un suo famiglio. Anzi, in passato era considerato una «toga rossa». Ora Felice Casson è senatore del Partito democratico. E se una voce di sinistra decide di criticare quelli che un tempo erano suoi colleghi, non è per sostenere l'offensiva di Silvio Berlusconi semmai per scongiurarla, per impedire che faccia definitivamente breccia nell'opinione pubblica, «dove i giudici riflettono un'immagine negativa». Perché sarà pur vero che è riapparso il «Caimano», ma è altrettanto vero che sono state anche le toghe ad evocarlo, e con i loro «gravi errori» si sono resi corresponsabili del clima di scontro istituzionale: «E comprendo il tormento del capo dello Stato, immagino la sua difficoltà a gestire una situazione in cui c'è chi aggredisce e chi — sentendosi aggredito — aggredisce a sua volta».
«Il Csm è lo specchio dei magistrati. Basta vedere cosa riflette. C'è un eccesso di esternazioni. C'è un'evidente volontà di fare attivismo politico. Per esempio, che senso aveva far trapelare la bozza del parere sulla norma blocca- processi? E quale logica celava? O è stato fatto senza pensarci, o c'erano fini politici. In entrambi i casi è ovvio che venga criticato questo protagonismo deteriore». Il dato grave è che l'organo di autogoverno dei magistrati gli appare senza controllo, perché «il vice presidente Nicola Mancino non ha alcun potere sui membri togati, che nella loro testa si sentono totalmente autonomi». E c'è un solo modo per restituire ordine alle cose, «riacquisire un senso di responsabilità personale e istituzionale. Altrimenti, se il Csm non sarà capace di intervenire per sanare le sue storture, sarà la politica ad intervenire sul Csm».
Noi proponiamo un organismo autonomo per la parte disciplinare. Così come siamo in procinto di presentare un pacchetto sulle intercettazioni con norme più restrittive che ne impediscano la divulgazione».
Parte ricordando «le mie indagini sul terrorismo. Allora non usai le intercettazioni. In altre inchieste sì. Dipende comunque dalla professionalità dei singoli magistrati...
Nei riguardi del premier non c'è accanimento giudiziario, c'è forse una concentrazione eccessiva. Diciamo che c'è molta attenzione (toh chi l'avrebbe mai detto).
Capisco Milano. Siccome si sono concentrati sul filone economico-finanziario, vanno avanti seguendo quel filo. E magari il filo conduce verso situazioni da accertare. Ma Napoli... Rispetto a Milano è un'altra storia... Insomma, non si può passare la vita ad intercettare veline».
«È giusto che il premier assolva il mandato degli elettori, e mentre sono contrario alla norma blocca - processi, non mi scandalizza l'idea di uno "scudo" per le alte cariche istituzionali, sebbene pensi che debba essere varato con una legge costituzionale.
«Io mi preoccupo della politica. Perchè non voglio aspettare Berlusconi davanti al tribunale di Milano, voglio aspettarlo e batterlo nell'Aula del Parlamento».
Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo, ma in conclusione c’è una notizia che vale la pena di segnalare, mentre la procura di Napoli intercetta veline&affini trascrivendo circa novemila telefonate( si novemila,avete letto bene) per scoprire l’acqua calda, in provincia di Foggia, per decorrenza dei termini,a causa (udite udite) della mancata trascrizione delle intercettazioni ambientali, alcuni pericolosi criminali appartenenti alla mafia garganica, sono stati rimessi in libertà.
Nessuna meraviglia dunque che i cittadini siano schifati da questa magistratura che rappresenta ormai una casta autoreferenziale, inefficiente e in buona parte politicizzata,quello che meraviglia è che ci sia un 20% che ancora le da credito.
Urge un “drizzone”, bisogna rimettere mano alla riforma dell’ordinamento giudiziario, ora,subito, per dare efficienza e razionalità agli uffici con una burocrazia che prevede capiufficio e responsabili, carriere per merito ed esami non per anzianità, separazione totale e definitiva delle carriere tra PM e magistrati giudicanti , riforma dei regolamenti di assegnazione e di trasferimento, e in caso di conclamata incapacità nomina di manager per l’amministrazione degli uffici giudiziari, non è possibile infatti che a fronte di una spesa assolutamente in media con tutti i maggiori paesi dell’Unione Europea, ci siano risultati così deludenti e tanta inefficienza, poi riforma del CSM ecc. ecc.
Solo così si potranno restituire i magistrati al loro compito che è quello di occuparsi dei processi e forse tra qualche lustro riusciremo ad avere dei giudici veramente terzi, probabilmente la casta strepiterà e magari farà anche qualche serrata in vista della riduzione di privilegi considerati ormai intoccabili,che facciano pure, tanto peggio di così non potrà andare.
E’ QUESTO IL VERO CANCRO DA ESTIRPARE” , forza Presidente Berlusconi ora o mai più.




5 giugno 2008

LA RIVOLUZIONE DI BRUNETTA

Parte la rivoluzione decisa dal ministro Brunetta, che ha come obiettivo primario combattere l’inefficienza della pubblica amministrazione ,ottimizzando personale e risorse, combattere e licenziare fannulloni e imboscati che non fanno il loro dovere, premiare e incentivare i più meritevoli, fare in modo che la P.A. diventi una risorsa per il paese e non una palla al piede.
Ieri dunque il ministro ha consegnato la sua bozza di riforma , o meglio piano industriale come invece ama definirlo,ai rappresentanti sindacali dove sono previste novità formali e sostanziali di assoluto rilievo per la pubblica amministrazione e i suoi dipendenti.
Se un dipendente pubblico si da' malato e invece sta benissimo, si macchia di reato di truffa aggravata, non solo, ma rischia il posto anche chi, in esubero, non accetta di essere trasferito. Per quanto riguarda i falsi malati, le sanzioni coinvolgono anche i medici di famiglia: il Governo ne prevede il licenziamento, se pubblici dipendenti, qualora attestino il falso.
Premi di produttività in base a qualità di prodotto e servizi, sanzioni più efficaci, con la definizione delle violazioni da licenziamento, compreso scarso rendimento e falsa attestazione di malattia. Poteri manageriali ai dirigenti e riforma della contrattazione con revisione della durata dei contratti e II livello legato alla situazione dell'ente.
Quattro, dunque i punti su cui si concentra la riforma proposta da Brunetta: la cultura della valutazione, modifica della disciplina delle sanzioni, riorganizzazione della dirigenza pubblica e riforma della contrattazione collettiva. Le norme in questione confluiranno in un DDL che introdurrà i principi di riforma del lavoro e della contrattazione pubblica a cui si ispireranno i decreti attuativi che saranno adottati dal Governo entro sei mesi dall'approvazione della legge delega.
Meritocrazia, premialità e trasparenza costituiranno il filo conduttore della riforma al fine di migliorare la qualità dei servizi e dei prodotti offerti dalla Pa. Per quanto riguarda la cultura della valutazione, la produttività sarà direttamente commisurata ai risultati ottenuti. La valutazione su produttività e standard qualitativi dei servizi sarà affidata a un organismo centrale istituito presso il ministero al fine di garantire omogeneità ed efficacia delle valutazioni.
La disciplina delle sanzioni prevederà la definizione delle violazioni che danno luogo al licenziamento, comprese quelle per scarso rendimento e falsa attestazione di malattia, che diventa reato di truffa aggravata. Saranno inoltre semplificati e accelerati i procedimenti disciplinari e saranno rafforzati i sistemi dei controlli medici durante le assenze per malattia dei dipendenti. Al riguardo la bozza di riforma prevede la possibilità di licenziare il medico, se pubblico dipendente, nel caso di false attestazioni. Quanto ai poteri manageriali dei dirigenti, è prevista una loro maggiore responsabilità in caso di scarso rendimento individuale o della struttura diretta. La progressione della carriera si baserà inoltre su procedure di selezione di tipo concorsuale e a valutazioni più stringenti. La riforma della contrattazione collettiva contempla una riduzione dei comparti e delle aree di contrattazione delle amministrazioni centrali, la revisione della durata dei contratti collettivi e l'allineamento tra regolamentazione giuridica e regolamentazione economica dei contratti. È infine previsto il riordino dell'Aran, l'agenzia per la contrattazione nel settore pubblico.
Che dire? Se si riuscirà ad approdare a una riforma simile sarà davvero una rivoluzione nella mentalità e nelle abitudini della pubblica amministrazione, e allora forza ministro Brunetta, probabilmente proveranno a mettere i bastoni tra le ruote i soliti noti,coloro che difendono i privilegi acquisiti, a cominciare dalla trimurti sindacale, ma se il buongiorno si vede dal mattino non si farà certo condizionare,anche perché sa che, la stragrande maggioranza degli italiani,compresi coloro che nel pubblico impiego vorrebbero far di più ed essere pagati meglio sono tutti con lei.






29 maggio 2008

ECCO CHI STA CON I FANNULLONI

La CGIL ha abbandonato il tavolo convocato dal ministro Brunetta per sottoporre il piano di riforma della pubblica amministrazione, piano annunciato nei giorni scorsi dal ministro che si propone di combattere l’inefficienza della pubblica amministrazione ,ottimizzando personale e risorse, combattere e licenziare fannulloni e imboscati che non fanno il loro dovere, premiare e incentivare i più meritevoli, fare in modo che la P.A. diventi una risorsa per il paese e non una palla al piede.
Adducendo “motivi formali” , ovvero la partecipazione di un solo rappresentante per ogni componente sindacale e una risposta entro 48 ore ,il rappresentante della CGIL dopo solo dieci minuti di preliminari di discussione si è alzato e ha lasciato i lavori, il ministro Brunetta non è apparso particolarmente preoccupato: “ il 95% degli italiani sono con me”.
Ma non è finita qui, Epifani dopo la rottura non manca di minacciare governo e confindustria: “«Si abbia la volontà e capacità di ascolto, in caso contrario il dialogo non può funzionare e prima o poi finirà», viene spontaneo chiedersi come si fa ad ascoltarli se abbandonano i tavoli di discussione.
Fatto stigmatizzato anche dai leader di CISL e UIL ,Bonanni e Angeletti : “ si fa male da solo”.
Epifani,dopo aver fatto campagna elettorale , non ha mancato di dichiarare la sua “contrarietà” ai primi provvedimenti del nuovo governo, ovvero no all’energia nucleare, no alle nuove norme sull’immigrazione clandestina, no all’abolizione dell’ICI, alla detassazione degli straordinari, ecc. ecc. , insomma un no su tutto,e fa niente se questi provvedimenti sono ampiamente condivisi dalla stragrande maggioranza degli italiani,compresi coloro che hanno votato a sinistra, e se una gran parte degli iscritti alla GCIL ha votato PDL e Lega Nord perché non si sentono più rappresentati da questo sindacato obsoleto e antimoderno.
I sindacati, ha detto Epifani, chiedono al governo «un intervento fiscale redistributivo su tutti i redditi da lavoro dipendente e da pensione pari a circa 400 euro a testa per sostenere la domanda in una fase di difficoltà crescente del potere d'acquisto di lavoratori e pensionati».
Una proposta che si commenta da sola, che si tradurrebbe nel dare un euro al giorno a tutti, senza risolvere alcun problema, e che non affronta i problemi legati alla produttività alla quale devono essere legati salari,stipendi e premi.
Dopo aver rottamato la sinistra massimalista, se vogliamo modernizzare l’Italia, è ora di isolare e rottamare questo sindacato ideologico che difende privilegi e rendite di posizione, fa politica attiva, non certo in linea con i nuovi problemi del paese, distante dal “sentire comune” , altrimenti non se ne esce più.






11 dicembre 2007

MASTELLA SI AGITA DI NUOVO.

Insomma non c’è pace per il ministro della giustizia, non passa giorno ormai da un anno e mezzo che non sia costretto a minacciare il governo di crisi e di “alleanze di nuovo conio” .
Oggi ha solennemente promesso che “non parteciperà più al consiglio dei ministri” perché la bozza di riforma elettorale,il Vassallum : “ uccide i piccoli partiti come il nostro,faremo una dura battaglia in parlamento, se non va come deve andare, non saremo più alleati di questi alleati, leggo che Veltroni è intenzionato a non scontentare Berlusconi o il Prc,non capisco perché non deve scontentare loro e deve scontentare noi…”.
Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.




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permalink | inviato da Aurora86 il 11/12/2007 alle 15:47 | Versione per la stampa


20 luglio 2007

PENSIONI: UN PASTICCIO STUPIDO

 La montagna ha partorito il topolino, così si può sintetizzare l’accordo faticosamente raggiunto la notte scorsa dopo mesi di estenuanti e ridicole trattative tra il governo le varie anime del centrosinistra e i sindacati.
L’ammorbidimento dello scalone e non la sua “eliminazione” ,che prevede un sistema di “scalini” e quote ed un costo secondo il ministro del lavoro Cesare Damiano  pari a 10 miliardi di euro in dieci anni se va bene, non accontenta nessuno,e soprattutto produce iniquità nei confronti delle giovani generazioni che dovranno accollarsi questa nuova voragine del sistema previdenziale italiano.
Una concertazione “fittizia” fatta soltanto con la “trimurti sindacale” e nessun altra categoria sociale , a cui non è parso vero,poter ancora un volta , difendere rendite di posizione e diritti acquisiti,ignorando come sempre coloro che non hanno diritti e forse sarà assegnata loro una pensione quando saranno già al cimitero.
L’Unione Europea,OCSE,FMI e agenzie di rating sono già in allarme e chiedono chiarimenti esaustivi al governo sulle pensioni, i mercati probabilmente non premieranno certo questo pasticcio,siamo l’unico paese in Europa dove l’età pensionabile viene abbassata,anziché il contrario,tenendo conto dell’allungamento della vita media.
Intanto moderati e centristi della maggioranza esprimono “dubbi e riserve” sull’accordo, mentre dalla sinistra radicale rullano già i “tamburi di guerra” ,i comunisti italiani si dicono “profondamente delusi” ,Rifondazione Comunista attraverso il segretario Giordano parla di “giudizio negativo” e di voler lavorare in parlamento per il “superamento effettivo dello scalone”(Sic), e i rappresentanti dell’ala “dura e pura” del partito,i senatori Cannavò e Turigliatto dichiarano di voler contrastare in ogni modo questo accordo che sarà respinto anche se su di esso verrà posta la fiducia.
Semplicemente ridicoli Fassino e Padoa Schioppa,il primo che parla di “riforma equilibrata e moderna” , il secondo addirittura spiega che la “riforma è a costo zero” , soltanto perché le risorse saranno trovate all’interno del “sistema previdenziale”.
Io mi chiedo e vi chiedo, è giusto sperperare dieci miliardi e metterli sul groppone delle nuove generazioni  per permettere a circa 250.000 lavoratori dipendenti di lavorare un anno o due in meno perché di questo si tratta?
Non sarebbe stato molto più equo utilizzare una parte di queste risorse per il welfare  e per dare qualcosa di più che un “cappuccino al giorno  ai pensionati con bassi redditi?
Non sarebbe stato molto più equo far lavorare al massimo due anni in più i lavoratori dipendenti che maturano il diritto alla pensione a 58 anni e utilizzare queste risorse a “copertura” del sistema previdenziale per gli anni futuri?
Insomma si è perso completamente il senso del ridicolo,davvero un bel risultato.




17 luglio 2007

SPESA PUBBLICA SENZA FRENI.

 Nel giorno del "tax freedom day" ,ovvero il giorno dell'anno in cui il cittadino cessa di lavorare per lo stato e lavora finalmente per se stesso,l'anno scorso era il 24 giugno,quest'anno secondo stime attendibili è stato spostato di venti giorni più avanti,il governatore della Banca D'Italia,Mario Draghi ha tenuto la consueta relazione al senato sul DPEF.
Il governatore non ha avuto mezze misure nel sottolineare come la spesa pubblica sia fuori controllo,che la riforma delle pensioni va fatta aumentando l'età pensionabile nell'interesse delle giovani generazioni, e la pressione fiscale,ormai a livelli record,va abbassata per favorire la ripresa e lo sviluppo.
Un'altro allarme viene anche dalla Corte dei Conti, che conferma l'incontrollabilità della spesa pubblica,attraverso il Presidente Tullio Lazzaro,in audizione parlamentare al senato,il magistrato contabile nel suo intervento ha rilevato che il miglioramento dei conti pubblici è ascrivibile solo all'aumento della pressione fiscale e delle entrate,ma non c'è nessun rilevante taglio alla spesa pubblica,anzi la prossima manovra finanziaria dovrà prevedere risorse per circa 21 miliardi, non ci sono dubbi che continuando di questo passo,la maggior parte di queste risorse sarà reperita con nuove tasse.
Si conferma insomma il governo del "tassa e spendi".
Il tutto mentre il governo incurante dei moniti della UE e del FMI si appresta a ridurre l'età minima pensionabile con disastrosi effetti sui conti pubblici e sul sistema previdenziale,effetti che saranno pagati per intero dalle giovani generazioni,alle quali si sottraggono risorse preziose per il futuro.
Un accordo che mira a placare la sinistra radicale e la trimurti sindacale,ma che rischia di innescare uno scontro generazionale senza precedenti.


Update:17/07/07- A conferma di quanto sopra, oggi il Presidente dell'ISTAT, Biggeri, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato,ha dichiarato che dopo dieci anni la spesa pubblica italiana ha superato il 50% del PIL, ogni altro commento mi sembra inutile e superfluo.


5 luglio 2007

ANCHE I MAGISTRATI HANNO FIRMATO IL PROGRAMMA DI GOVERNO.

«L'impegno di scardinare la legge Castelli era nel programma di governo, abbiamo il dovere di pretendere che quegli impegni siano mantenuti».
«Dobbiamo fermare la separazione delle carriere,il tema della giustizia merita almeno lo stesso trattamento di quelli su cui l'Unione fa quadrato».
Così il PM di Milano Armando Spataro, nonchè esponente di spicco del CSM e dell'Associazione Nazionale Magistrati, spiega in un'intervista al Corriere la protesta contro il DDL di riforma dell'ordinamento giudiziario.
Mi sembra giusta e doverosa questa protesta,del resto se associazioni di magistrati hanno condiviso e almeno "virtualmente firmato" il programma di governo, questi "elettori" vanno tenuti in debita considerazione.
Così come è giusto e doveroso che ex magistrati adesso in parlamento,come Di Pietro, polemizzino minacciando di non votare con il ministro della giustizia,Mastella,che ha faticosamente trovato un punto di equilibrio parlamentare sul DDL che si vota prossimamente in senato,comunque all'acqua di rose rispetto a ciò che occorre al sistema giustizia italiano.
Nessuna meraviglia da parte mia e nemmeno credo da una grande parte di cittadini, all'equità e all'indipendenza di una buona parte della magistratura non ci crede più nessuno da un pezzo,Spataro è uno dei rappresentanti tipici di quei magistrati che si sono "autoeletti rappresentanti della società civile" e che "vogliono cambiare la società da dentro le istituzioni"(Sic).
E' dunque perfettamente normale per costoro che non ci sia nessuna separazione tra le funzioni di PM e di giudice , fare la stessa carriera,frequentare gli stessi uffici ecc.ecc., così magari,come è già spesso accaduto, si possono consigliare a vicenda sulle decisioni da prendere sui singoli casi, il tutto a danno dell'imputato di turno,altro che terzietà.
Quello che  non è normale,è che la "casta", invece di applicare le leggi, le voglia discutere e addirittura imporre il calendario dei lavori parlamentari,non succede in nessun paese civile,in Italia si,quando finirà questo verminaio?
Forse non aveva tutti i torti Umberto Bossi quando anni fa affermava che "a qualche magistrato ogni tanto bisognerebbe raddrizzare la schiena".




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