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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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17 marzo 2009

GENCHI ANCORA A PIEDE LIBERO

Mentre l’ex PM di Catanzaro già titolare dell’inchiesta Why Not, De Magistris , trasferito d’ufficio dal CSM e destinato ad altro ruolo per gravi violazioni d’ufficio, non perde il”vizietto” di rilasciare interviste in cui racconta le sue “verità” ai media annunciando un probabile ingresso in politica ( come dubitarne visto che appartiene a quella categoria di magistrati che in crisi di autostima perché non compaiono sulle prime pagine dei media, si auto eleggono “rappresentanti della società civile” e si pongono l’obiettivo di cambiare la società da dentro le istituzioni (Sic), e lui bisogna riconoscere che almeno ad avere l’obiettivo dei media c’è riuscito), il suo super consulente Gioacchino Genchi, invece è ancora a piede libero, al centro di due inchieste, una della procura di Roma e l’altra di Marsala.
Pochi giorni fa il presidente del COPASIR Rutelli e il ministro della giustizia Alfano hanno lanciato l’allarme sui rischi per la sicurezza nazionale , visto che il super spione per due anni ha acquisito dati estremamente sensibili riguardanti l’ex direttore del SISMI, generale Nicolò Pollari, nonché i tabulati di traffico telefonico di altre 17 utenze mobili e 11 utenze fisse utilizzate da appartenenti ai servizi di sicurezza, questo oltre l’attività sviluppata dal consulente cui l’ex pm di Catanzaro ha delegato lo svolgimento degli accertamenti che ha portato ad acquisire un numero impressionante di dati, una cifra oscillante tra i 14 e i 18 milioni di righe di traffico telefonico, dati a disposizione di tre diverse procure, Catanzaro, Salerno e Roma e dello stesso consulente che non ha distrutto i dati in suo possesso.
I carabinieri dei Ros su mandato della procura di Roma hanno perquisito l’ufficio e l’abitazione del consulente sequestrando l’archivio per due presunte violazioni di legge, La prima: abuso d'ufficio «perché in più azioni esecutive nell'ambito di un medesimo disegno criminoso », Genchi «acquisiva, elaborava e trattava illecitamente i tabulati telefonici in uso a parlamentari, intenzionalmente arrecando agli stessi un danno ingiusto consistente nella conoscibilità di dati interni di traffico relativi alle loro comunicazioni, in assenza di vaglio ed autorizzazione preventiva delle Camere di appartenenza »; violando in questo modo, le garanzie sancite dalla Costituzione per deputati e senatori. Secondo ipotetico reato: abuso d'ufficio perché, sempre nell'ambito del «medesimo disegno criminoso», l'ex consulente di De Magistris «acquisiva i tabulati telefonici relativi ad utenze in uso ad appartenenti ai Servizi segreti, senza il rispetto delle relative procedure, con danno per la sicurezza dello Stato».
E non è tutto, Genchi è anche indagato per violazioni dell’anagrafe tributaria, circostanza denunciata dall’Agenzia delle Entrate, dove ha visionato, grazie a una password fornita dalla procura di Marsala, posizioni relative a persone che non risultano indagate.
Il ministro della giustizia Angelino Alfano, nell’ambito della nuova legge sulle intercettazioni , ha predisposto un intervento normativo a tutela dei servizi di sicurezza, in pratica viene affidata solo al procuratore della Repubblica la richiesta di disporre intercettazioni o acquisire dati dei tabulati telefonici di persone appartenenti ai servizi di sicurezza, ma tale documentazione sarà soggetta a secretazione e dovrà essere trasmessa al Premier che dovrà pronunciarsi entro 30 giorni per l’acquisizione del materiale nel fascicolo processuale, che, in caso di non pronuncia, avverrà automaticamente.
Intanto dopo circa 20 anni di aspettativa, Gioacchino Genchi è rientrato in servizio nella Polizia di Stato, e subito è stato sottoposto a “procedimento disciplinare” per interviste non autorizzate, il che è francamente ridicolo, costui dopo lo scempio fatto della sicurezza dello stato e della privacy di parlamentari e cittadini, dovrebbe stare in galera, perlomeno come misura cautelare, invece è ancora a piede libero.
Proprio perché in Italia c’è un sistema anomalo, dove casi come questo rischiano di essere la normalità, è indispensabile approvare al più presto la nuova legge sulle intercettazioni che limiterà drasticamente abusi e anomalie.







26 gennaio 2009

INTERCETTAZIONI: L’ARCHIVISTA MINACCIA

Dopo l’allarme lanciato dal Presidente Berlusconi dalla Sardegna dove è impegnato in una serie di comizi a sostegno del candidato del PDL Cappellacci ( a proposito questa sinistra salottiera,autoreferenziale e radical chic deve essere proprio allo sbando per ricandidare uno come Renato Soru alla guida di quella stessa ex maggioranza che lo ha sfiduciato qualche mese fa) , che non ha nascosto la sua preoccupazione “Sta per uscire uno scandalo che forse sarà il più grande della storia della Repubblica, un signore ha messo sotto controllo 350 mila persone tra cui parlamentari, esponenti delle forze armate e servizi segreti” , riferendosi al cosiddetto archivio Genchi, che fa capo all’ex consulente dell’ ex PM De Magistris titolare a suo tempo dell’inchiesta Why Not, e le dichiarazioni del presidente del Copasir, Rutelli “Temo che nelle prossime settimane ci si renderà conto che si tratta di una questione molto rilevante per la nostra libertà e la nostra stessa democrazia “ , nel mentre ci si chiede attoniti come è possibile che ci sia una tale enormità di intercettazioni e come sia possibile che questo materiale venga custodito da un privato cittadino, seppur con l’incarico di consulente invece che negli uffici giudiziari preposti, ci tocca anche leggere che l’archivista in questione si permette di lanciare minacce,neppure tanto velate al Presidente del Consiglio : “ So molte cose anche del Cavaliere” .
Io davvero non so se tutto ciò è normale in paese democratico, quello che so è che urge mettere un freno a questa bulimia di ascolti, a questo “grande fratello” che tiene in piedi l’industria del ricatto politico che ferisce la vita istituzionale e civile del paese, è da mesi che il disegno di legge che regola le intercettazioni è stato licenziato dal consiglio dei ministri, e come al solito quando invece di decidere e fare di testa sua, magari chiedendo anche la fiducia su un provvedimento di tale importanza che deve garantire la correttezza di eventuali indagini e la privacy di tutti i cittadini, Berlusconi si mette a discutere con gli alleati e a cercare sponde nell’opposizione finisce per rimanere impigliato nei lacci e laccioli del palazzo, un film già visto altre volte, speriamo che adesso sia finalmente la volta buona.
Intanto da coloro che “campano” e “ sguazzanonel letame, sia chi per vendere a “frustrati e sfigati” libri, spettacoli,dvd e altri prodotti editoriali, e sia chi invece per “opportunismo politico” si propone come campione di moralità agli sfigati e frustrati di cui sopra, si levano già alti lai contro la stretta sulle intercettazioni annunciata dal governo.
Un tangibile esempio ci viene offerto oggi su Repubblica dal vicebrigadiere D’Avanzo, che a parte varie castronerie come ad esempio sulla pericolosità(Sic) di una polizia libera dal controllo della magistratura e dei PM , che potrebbe avere mano libera per spionaggi illegali, ma non spiega perché dovrebbe avvenire tutto ciò quando fino al 1989 era appunto questo il sistema vigente, si meraviglia della preoccupazione di Berlusconi che definisce “strumentale” in quanto non avrebbe aperto bocca quando nell’inchiesta Why Not, comparvero tra gli intercettati i nomi di Mastella e Prodi, il che dimostra l’assoluta malafede del vicebrigadiere,in quanto bastava dare semplicemente una scorsa agli archivi del suo giornale per accorgersi che ,Silvio Berlusconi non solo augurò a Prodi di uscirne al più presto e con onore, ma in un comunicato del 26/07/2007 dichiarò chiaro e forte: “Voglio ricordare che gli italiani, nel nostro paese, sono sottoposti a un sistema di controllo dei telefoni che non ha pari in nessuna democrazia del mondo. I controlli che vengono fatti in Italia sono numericamente dieci volte in più rispetto a quelli degli Stati Uniti, nonostante la popolazione americana sia molto superiore rispetto alla nostra".
Qui nessuno è più libero di parlare, anche telefonate che non hanno nulla a che fare con la politica vengono controllate. Questi sono principi fondamentali per uno Stato liberale, noi restiamo su questi principi.
Io rispondo ai nostri principi, e i nostri principi ci dicono che questo sistema di intercettazione non può essere accettato”.
Altro che “non battere ciglio” , ma si sa, i zucconi di Repubblica, più che giornalisti sono giornalai a tesi preconfezionate.
Non poteva mancare all’appello,naturalmente, anche il “ trebbiatore di Montenero di Bisaccia” , il coniglio Di Pietro, mentre continua a sfuggire dal confronto in tv, sfidato da Gasparri, sulle malefatte sue,del figlio Cristiano e dell’Italia dei favori e dei valori immobiliari, difende a spada tratta l’attività di chi ha spiato persino i vertici delle forze di polizia e dei servizi segreti.
E poi Di Pietro in tv ci può andare soltanto in trasmissioni dove può arrivare a dire che il figlio: “ non è indagato su niente” senza essere smentito, mentre anche le pietre sanno che il pargolo è indagato per ipotesi di reato che vanno dalla corruzione,all’abuso di ufficio e alla turbativa di asta nell’inchiesta sulla Global Service dell’ imprenditore Alfredo Romeo e su ex assessori del Comune di Napoli.
E’ tutto da ridere,se non ci fosse da piangere.









5 dicembre 2008

LA GUERRA CIVILE NEL PD

Leader si nasce,non si diventa, l’intervista di ieri rilasciata da Veltroni a Repubblica , dimostra in modo inequivoco,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, la guerra civile in atto nel partito democratico, la ventina di correnti, o se vi piace di più “associazioni culturali” , sono impegnate in un tutti contro tutti senza esclusione di colpi.
Tutti chiedono la testa di Veltroni, ma ufficialmente non lo dice nessuno, tranne Parisi che continua imperterrito a fare il “grillo parlante” in casa del PD, D’Alema nega qualsiasi coinvolgimento in manovre contro il segretario, ma i suoi uomini fanno di tutto per smentirlo, e Walter sbotta: “basta veleni chi vuole un nuovo leader venga allo scoperto”, ma difficilmente otterrà risposte conclusive, molto meglio logorarlo poco alla volta.
E così dopo poco più di un anno dalle primarie che lo incoronarono, Veltroni cammina sul cumulo di macerie in cui si è ridotta la sua leadership, autorevolezza e credibilità nulle, tutto questo frutto di grossolani errori strategici, in primis il fatto di andare da soli alle elezioni, poi un po’ meno soli portandosi dietro i radicali e alleandosi con il trebbiatore di Montenero,Di Pietro, alleanza che è andata tutto a vantaggio di quest’ultimo che,una volta entrato in parlamento ha detto no ad un gruppo parlamentare unico con il PD rinnegando gli accordi presi in precedenza, e ha preso a smarcarsi da una linea comune di opposizione, prediligendo la sua, manettara e giustizialista.
Veltroni si è così ritrovato assediato e preso in mezzo da Berlusconi al governo e da Di Pietro all’opposizione, costretto a inseguire ora l’uno ora l’altro senza una linea politica credibile e lineare.
Poi la gestione dilettantesca di casi come la vicenda Alitalia e la Commissione di Vigilanza Rai con l’elezione di Villari cacciato dal partito, hanno dato il colpo di grazia alla credibilità e autorevolezza di Veltroni.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che il partito in periferia è saldamente in mano ai ras locali, che al nord autorevoli dirigenti come Chiamparino e Cacciari chiedono insistentemente un partito locale perché il PD romano è distante dalle problematiche di quelle realtà, che nelle amministrazioni locali,dopo gli scandali di Genova e l’Abruzzo, a Firenze e Napoli ci sono inchieste della magistratura che si sussurra potrebbero portare alla luce un verminaio di dimensioni inimmaginabili il quadro è completo.
Come ciliegina sulla torta è tutt’altro che risolto, in vista delle elezioni della prossima primavera, la collocazione del partito in ambito europeo, con Fassino che va a firmare il manifesto del PSE e Rutelli che dice non moriremo mai socialisti.
Non ci vuole molto dunque per capire che, il partito democratico, se non imploderà prima, entro un altro anno sarà costretto di nuovo a cambiare nome e simboli.

UPDATE : Oggi si è avuta un altra prova dell’autorevolezza e del carisma di Veltroni, aveva chiesto a Bassolino di farsi da parte, ma il discusso governatore della Campania non solo non lascia, ma addirittura raddoppia : “ valuterò nei prossimi mesi in regione e nel partito il da farsi, per il momento porto avanti assieme alla nuova giunta , il mio impegno per Napoli e la Campania “ , così ha risposto Bassolino.
Intanto il sindaco di Firenze, Dominici, la cui giunta è indagata dalla magistratura per il coinvolgimento nella tangentopoli fiorentina, e lo stesso dopo essere stato intercettato è stato ascoltato dai magistrati come “persona informata sui fatti”, ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica poiché “schifato” (Sic), e si è andato ad incatenare davanti alla sede del gruppo Espresso-Repubblica, per protestare contro il modo in cui i giornali del gruppo hanno trattato la vicenda politica – giudiziaria che ha coinvolto la sua giunta, cosa che ha fatto dire a Berlusconiallora io mi sarei dovuto incatenare tutti i giorni”.
Insomma si è toccato il fondo,ma imperterriti, si continua a scavare.




11 giugno 2008

IL PARTITO DEMOCRATICO ALLO SBANDO

Dopo il durissimo attacco del settimanale cattolico Famiglia Cristiana, in cui si invita Veltroni a mettere i radicali alla porta paventando il rischio che i cattolici del PD seguano l’esempio degli elettori e traslochino armi e bagagli da Berlusconi, nonché l’accusa di essere stati traditi da un “partito fantasma” (Sic) con dei valori anarchici, nel PD gli ex della Margherita capeggiati da Rutelli dicono no alla scissione e invocano una svolta profonda, e soprattutto ancora una volta “alleanze di nuovo conio”, nostalgia di Mastella?
Ma soprattutto c’è un secco no all’ingresso del PD nel Partito Socialista Europeo e l’altro giorno appunto, i vertici del PSE hanno ribadito a Veltroni di non essere disposti a cambiare nome e buttare alle ortiche la secolare storia socialista per agevolare l’ingresso del PD .
Pare che la soluzione ipotizzata sia quella di costituire un gruppo autonomo nel parlamento europeo che si allei con i socialisti e liberaldemocratici, chissà perché allora non allearsi con i socialisti italiani, altrimenti e sarebbe il colmo, alle prossime europee i parlamentari del PD eletti andranno chi nel PSE e chi nei liberaldemocratici, tutto da ridere.
Intanto anche fondazioni e correnti fanno sentire il loro malumore all’interno e soprattutto all’esterno del partito, dopo le esternazioni di D’Alema e Rosy Bindi,oggi Parisi attacca Rutelli chiamato in correità insieme a Veltroni in qualità di “corresponsabile della sconfitta”.
Parlare di sbando mi sembra quantomeno riduttivo, è auspicabile che il partito democratico metabolizzi al più presto la sconfitta elettorale e ritrovi un minimo di coesione, non ci può essere un governo forte senza un opposizione altrettanto forte che pungoli la maggioranza, voti contro quando non condivide ma proponga alternative, e naturalmente approvi senza remore quello che condivide, e soprattutto si faccia carico insieme alla maggioranza delle riforme costituzionali.
Altrimenti si rischia di lasciare immense praterie di visibilità all’opposizione giacobina e giustizialista di Di Pietro, e poi tra un anno ci saranno le elezioni europee, e non si potrà più contare sul voto utile o sull’antiberlusconismo.




28 aprile 2008

ANCHE ROMA VOLTA PAGINA,STORICA VITTORIA DI ALEMANNO

Anche Roma volta pagina, dopo 15 anni di governo ininterrotto del centrosinistra storica vittoria del candidato sindaco del PDL Gianni Alemanno, che al ballottaggio ha battuto Francesco Rutelli con oltre centomila voti di differenza.
Entusiasta Silvio Berlusconi: "Sono l'uomo più felice d'Italia. Nessun Paese democratico in Europa ha nove punti di vantaggio. Ed ora Roma... E' una vittoria bellissima, per noi tutti e' una grande rivincita".
Se po’ fa’ ,se deve fa’, questo lo slogan di Silvio Berlusconi nel comizio di chiusura a sostegno di Alemanno sindaco a Roma, è stato accontentato, e così dopo l’Italia il Popolo delle Libertà si prende anche Roma, che a livello simbolico, rappresenta una sconfitta umiliante per il centrosinistra e il partito democratico.
Sicuramente quest’ultima bruciante sconfitta non rimarrà senza conseguenze per il partito democratico e per Veltroni, in Africa si ricominciano a preoccupare di nuovo…..
Intanto Rutelli dopo l’auto blu, ricomincerà a usare il motorino, è un bel segnale di discontinuità, non basta certamente per il cambiamento, ma basta per cominciare.











23 aprile 2008

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEI COGLIONI

Il capolista della “monnezza” campana, Massimo D’Alema a Roma per sostenere il candidato sindaco Rutelli, spiega ai cittadini perché votare un sindaco di centrosinistra, non perché sia più capace o offra maggiori garanzie del suo rivale Alemanno ma semplicemente perché : ''Dal punto di vista della democrazia e' conveniente, visto che ci dobbiamo sciroppare 5 anni di Berlusconi, che questo governo abbia di fronte dei sindaci di centrosinistra in grado di garantire la dialettica. Se invece governerà tutto il centrodestra, ci saranno meno garanzie per il Paese''.
In pratica ai cittadini non deve fregare nulla di programmi e progetti, l’importante è eleggere un sindaco di centrosinistra per contrastare lo strapotere di Berlusconi, ovvero quando la politica vola alta, la migliore dimostrazione che anche a Roma se la fanno sotto e hanno paura di perdere , paura confermata dallo stesso D’Alema.” Siamo preoccupati che questa ondata di destra travolga anche la città di Roma e vogliamo fare in modo che invece, con Rutelli continui l'esperienza dell'amministrazione del centrosinistra della città”.
Ma non è tutto, il capolista della ” monezza” ha anche fatto un “arguta analisi politica” sul recente risultato elettorale: “ Una parte dell'elettorato si e' fatta ingannare dalle promesse di Berlusconi, ha pensato che se era ricco lui, allora lo sarebbero diventati tutti “, e meno male che costui è considerato uno dei migliori politici del proprio campo,figuriamoci gli altri…..
Le stesse argomentazioni e considerazioni, sempre uguali
dopo ogni tornata elettorale dal 1994 ad oggi, non è cambiato nulla, una sana autocritica mai.
Eppure mai come nell’ultima campagna elettorale Berlusconi ha ripetuto fino alla noia e messo nero su bianco che “non facciamo e non promettiamo miracoli”, e ci saranno “ sacrifici e momenti difficili” , nonostante ciò è stato premiato da una valanga di voti e riportato a Palazzo Chigi a “furor di popolo”, mi sembra del tutto inutile ribadire che costoro vivono su “second life” e sono lontani e distanti dalla gente.
Altrimenti forse qualcuno avrebbe considerato il fatto che, dopo i programmi le promesse fatte nella campagna elettorale del 2006 :” noi non aumenteremo le tasse,le abbasseremo” ,puntualmente disattese come i cittadini hanno potuto verificare guardandosi in tasca, dunque carta straccia, non ci sarebbero stati più tanti “coglioni disposti a votare contro i propri interessi” .
E che non bastava candidare a capolista shampiste, pseudo precarie, raccomandate, operai, imprenditori, figli di “capitani coraggiosi” ecc. ecc. per tentare una ardita operazione di maquillage e sbianchettamento atta a nascondere i “ rimasugli” di un malgoverno che ha “stremato e impoverito” il paese, e neppure le dichiarazioni di voto di centinaia di pseudo artisti,nani e ballerine perché sono gli spettatori ed il popolo che vota .
Ed è questa appunto “ l’insostenibile leggerezza dei coglioni”.




20 aprile 2008

A ROMA LA SINISTRA HA PAURA

Dopo l’aggressione,il ferimento e la violenza alla giovane studentessa africana originaria del Lesotho,da parte di un balordo romeno fortunatamente arrestato dai carabinieri,grazie a due cittadini che hanno prontamente fatto intervenire le forze dell’ordine, il problema della sicurezza a Roma è al centro della campagna elettorale che domenica prossima vedrà al ballottaggio Rutelli e Alemanno.
La dinamica dell’aggressione ricalca in modo preoccupante quella della povera signora Reggiani aggredita e uccisa a Tor di Quinto , sempre da un romeno dopo essere uscita da una stazione ferroviaria lo scorso ottobre, fortunatamente in questo caso la ragazza è fuori pericolo.
Questo però dimostra che a cinque mesi dall’omicidio Reggiani che indignò l’opinione pubblica,nulla è stato fatto, gli accampamenti dove vivono questi balordi sono sempre al loro posto,e il decreto sicurezza emanato dal governo Prodi nel dicembre scorso è decaduto per gli insanabili contrasti nell’ex maggioranza seppur fortemente edulcorato rispetto a quello che sarebbe servito.
La “politica delle porte aperte” del governo Prodi e del partito democratico ha prodotto questi risultati, è stato un gravissimo errore non applicare nei confronti dei nuovi stati aderenti alla UE una moratoria al flusso degli immigrati così come aveva fatto il governo Berlusconi,con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, Roma è diventata come Calcutta, con la favelas nelle periferie e lungo il Tevere ,dove si aggirano centinaia di balordi pronti a tutto, questo il modello di Rutelli e Veltroni,fortunatamente l’Italia non diventerà come Roma.
Il candidato sindaco del PDL Gianni Alemanno ha annunciato che se sarà eletto in occasione della prima riunione di giunta, approveremo una delibera comunale per destinare le risorse necessarie affinché vengano dispiegate tutte le forze dell'ordine e della polizia municipale nelle aree a rischio. Vogliamo un raddoppio di organico della polizia municipale che possa essere una polizia di prossimità", e a seguire lo sgombero di tutti i campi abusivi, questo in attesa che dal nuovo governo arrivi subito un decreto sicurezza che riscriva le regole per le espulsioni.
Rutelli invece ricandidato a sindaco di Roma, nonostante una condanna definitiva per la restituzione di oltre un miliardo di vecchie lire da parte sua e della giunta da lui guidata per “consulenze facili agli amici”, accusa Alemanno di soffiare sul fuoco(Sic) ,ma di proposte concrete nemmeno l’ombra.
A Roma la sinistra ha paura di perdere, probabilmente Rutelli ce la farà, ma se la fanno sotto dalla paura, rispetto a due anni fa,quando Veltroni fu eletto sindaco al primo turno con il 61% dei voti, Rutelli ha preso oltre 15 punti in meno, e se dopo la sconfitta alle politiche nazionali, regionali con la perdita del Friuli e la sconfitta e il distacco di oltre 30 punti in Sicilia, perdessero anche a Roma, il partito democratico e Veltroni imploderebbero con conseguenze inimmaginabili.
Non a caso Veltroni con una lettera si appella ai Romani per sostenere Rutelli che rappresenta la “continuità” (Sic), poi ha chiesto a Casini i voti dell’UDC e infine ha fatto scendere in campo un “vecchio trombone comunistacome Ingrao che fa appello alla sinistra radicale affinché non diserti le urne contro la destra reazionaria di Berlusconi, e meno male che andavano da soli.
I rappresentanti dell’UDC di Roma hanno sconfessato intanto la posizione del partito espressa da Cesa, Casini e Buttiglione che avevano lasciato libertà di voto agli elettori e si sono schierati con Alemanno, staremo a vedere come finirà.









2 aprile 2008

COSI VELTRONI E RUTELLI HANNO DISTRUTTO ROMA

Cara amica, caro amico
l’Italia è un grande Paese e Roma è la Capitale, una città patrimonio del mondo. Noi lo sappiamo e ne siamo orgogliosi. È la sinistra ad averlo dimenticato. Il nostro impegno sarà quello di restituire dignità all’Italia e alla sua Capitale. L’eredità che ci lascia l’ex sindaco Veltroni è pesante. La sinistra, nonostante quel che pretende di far credere, ha costruito una città egoista. Siamo noi che vogliamo una città solidale. Del resto la sinistra ha premiato i poteri forti, anzi i più forti.
Noi invece vogliamo una città realmente vicina ai più deboli, meno diseguale, una città di qualità. I numeri del fallimento della sinistra parlano non di un "modello Roma", ma di un "disastro Roma": 37mila famiglie senza casa; oltre 50mila bambini su un totale di 75mila, nella fascia d’età tra 0 e 3 anni, senza asilo nido; solo 30mila anziani su un totale di 565mila over 65 che riescono a beneficiare di un servizio di assistenza offerto dal Comune di Roma; 9mila disperati costretti ancora a vivere in condizioni di assoluto degrado in baraccopoli lungo le sponde del Tevere. Qui sono stati spesi addirittura 3,7 milioni di euro per i campi nomadi, contro i soltanto 5 milioni di euro che nel 2006 la Regione ha destinato all’emergenza abitativa a Roma. Veltroni è per Roma ciò che Prodi è per l’Italia. Veltroni e Prodi pari sono. Altro che il "modello Roma", anche qui è stato applicato solo il «modello Visco», quello del "tassa e spendi". E anche qui ha fatto danni: Roma è fra le città più tartassate d’Italia.
La pressione fiscale per abitante è passata da 412 a 655 euro. Questo non ha però evitato che il sindaco di Roma ci lasciasse in eredità un debito che il prossimo anno raggiungerà 9 miliardi di euro. La tassa sui rifiuti ha colpito i bilanci delle famiglie romane con incremento fino al 30%, che per i negozi, i ristoranti e gli alberghi è stato addirittura del 48%. Ma la città è sempre più sporca e degradata. La raccolta differenziata è bloccata a poco più del 15% contro il doppio di Milano. Nel Lazio ci sono solo 3 termovalorizzatori contro i 13 della Lombardia. Roma ha la più grande discarica d’Europa, a Malagrotta: doveva chiudere due anni fa, ma continua ad accumulare immondizia perché la sinistra parolaia non vuole costruire i nuovi impianti di smaltimento.
Tremano le vene ai polsi al solo pensiero che un sindaco che lascia questa eredità abbia la velleità di guidare l’Italia.
Cari amici, perché anche Roma si rialzi dal degrado economico, sociale e morale servono proposte e soluzioni forti, come quelle del Popolo della Libertà. Realizzeremo le infrastrutture per rendere scorrevole il traffico: l’anello ferroviario, nuovi parcheggi di scambio, le metropolitane (A, B, B1, C, D). Costruiremo 25mila nuove case per chi ha redditi più bassi e realizzeremo nuovi asili per 10mila bambini. Ridurremo le tasse comunali. Daremo sicurezza alla città chiudendo tutti i campi nomadi abusivi e controllando con severità quelli regolari; combatteremo la criminalità in tutte le sue forme con poliziotti, carabinieri e vigili di quartiere.
Svilupperemo la raccolta differenziata e gli impianti di smaltimento dei rifiuti per scongiurare l’incubo Napoli e chiuderemo la discarica di Malagrotta.
Care amiche, cari amici, dopo i suoi venti anni di governo, la sinistra ci lascia una Capitale da rifare. Oggi è possibile cambiare. Per questo il 13 e il 14 aprile vi chiedo di fare la scelta giusta, di votare e far votare il Popolo della Libertà, alla Camera e al Senato; Gianni Alemanno al Comune, Alfredo Antoniozzi alla Provincia e i candidati del Popolo della Libertà nei municipi. Sarà un atto di profondo amore per Roma.
Un forte, cordiale abbraccio

Silvio Berlusconi

Questa la lettera che Silvio Berlusconi ha inviato ai cittadini di Roma a sostegno dei candidati del Popolo della Libertà alle elezioni politiche e amministrative del 13-14 aprile 2006.





2 novembre 2007

VELTRONI,RUTELLI E IL GOVERNO RESPONSABILI MORALI DELLA TRAGEDIA.

Giovanna Reggiani,la donna barbaramente aggredita a Roma è deceduta qualche ora fa, purtroppo le speranze erano ridotte al lumicino,quando è stata ritrovata e portata al policlinico S. Andrea era già in coma.
In queste ore in cui divampa la polemica, è bene fare chiarezza sulle responsabilità se non materiali almeno morali della tragedia, i responsabili sono il sindaco di Roma Veltroni,il suo predecessore Rutelli e un governo inetto,indeciso e latitante su un problema essenziale come la sicurezza dei cittadini.
Negli stati membri della comunità europea come tutti sappiamo è prevista la libertà di circolazione delle persone e dei lavoratori , è previsto però un periodo transitorio della durata di sette anni durante il quale i singoli stati possono imporre delle restrizioni nei confronti dei nuovi stati membri aderenti alla Unione Europea.
L’attuale governo ha pensato bene di togliere qualsiasi restrizione nei confronti dei dieci nuovi paesi che sono entrati nell’Unione Europea nel 2004,tra i quali Polonia,Ungheria,Repubblica Ceca, Estonia,Lituania ecc. ,restrizioni che erano state decise dal governo Berlusconi nel 2004,questo con provvedimento del 23 Luglio 2006, ma addirittura con provvedimento del 27 Dicembre 2006,ovvero tre giorni prima del loro ingresso nell’Unione Europea sono state tolte le restrizioni già decise dal precedente governo a Romania e Bulgaria.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che a tutt’oggi non è stata recepita la direttiva europea che prevede il riaccompagna mento e il rimpatrio coatto per i cittadini dell’Unione Europea che non hanno mezzi di sostentamento legittimi, e la mancata espulsione e rimpatrio coatto dei clandestini extracomunitari che sbarcano nel nostro paese,anzi si vuole dare a tutti un permesso di soggiorno minimo di 3 mesi,non importa poi come vivono e si mantengono, si capisce bene perché la criminalità è dilagante.
Infine si commenta da solo il fatto che a 24 ore da un intervista a un telegiornale dove il ministro dell’interno Amato affermava che non c’era bisogno di alcun decreto legge,venga convocato d’urgenza un consiglio dei ministri straordinario proprio per approvare un decreto legge urgente sulla sicurezza, dilettantismo e pressapochismo allo stato puro, mentre da mesi ormai Forza Italia e AN chiedono misure urgenti e severe per contrastare la criminalità.
Ai cittadini in generale e ai romani in particolare non servono le lacrime di coccodrillo di Veltroni e la sua “ipocrita indignazione”, servono piuttosto misure urgenti per la demolizione delle baraccopoli e delle favelas che in questi ultimi anni a Roma si sono moltiplicate come funghi dappertutto, con quale faccia di bronzo si indigna dopo che ha consentito questo scempio senza aver mai preso in considerazione le tantissime denunce dei cittadini e degli esponenti dell’opposizione comunale per riportare il livello di vivibilità a limiti accettabili?
Ci voleva una tragedia per accorgersi che Roma è invivibile?
Come è possibile che a 500 metri da dove si svolge l’inutile e costosa Festa del Cinema con nani e ballerine si può massacrare una donna mentre il sindaco si preoccupa di condividere insieme alle attrici flash e telecamere?
Prenda esempio dal sindaco di Bologna,Cofferati,che contro tutti e contro tutto ha demolito le baraccopoli e sta tentando di riportare la legalità in città, il permissivismo,l’inerzia e il buonismo di Veltroni sono responsabili della tragedia,ci risparmi parole ipocrite , cominci a demolire le baraccopoli e faccia espellere i clandestini, imiti Rutelli che responsabile come e quanto lui del degrado di Roma ha perlomeno avuto il buon gusto di tacere.
E’ ora che ognuno si assuma le sue responsabilità,fatti e non vuote chiacchiere.


Update:
"Vorrei invitare tutti a non fare la cosa più semplice, a non diventare razzisti, perché quando c’è una rapina si dice: "Un rumeno fa una rapina". Una polizza sulla sicurezza della città è diffondere a Roma la cultura dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti degli immigrati".
Walter Veltroni, giugno 2006

IL PREMIO NOBEL - "Abbiamo visto dove abitano? Cosa mangiano? Come sopravvivono, senza acqua, senza luce elettrica? Questa gente è abbrutita e lo sarà sempre di più contro noi benestanti occidentali, che li mortifichiamo fino al livello di farli vivere così senza tentare loro di offrire un' alternativa" (Dario Fo).
E naturalmente nemmeno una parola per la povera vittima,con permesso vado a vomitare.....



18 ottobre 2007

TROPPI MINISTRI? COLPA DI FASSINO E RUTELLI.

“Me lo ricordo bene  il giorno che Fassino e Rutelli entrarono nella mia stanza e mi dissero: devi dare nove ministri ai Ds e sei alla Margherita. E il resto è venuto da sé.”
Così Prodi in un intervista rilasciata a l’Espresso e aggiunge : “Quando sarà il momento provvederò io a ripensare la struttura del governo» . Non certamente ora. Perché «Il governo - sottolinea Prodi- adesso funziona. Ho già ridotto molte spese. Io stesso, come tutti sanno, avevo proposto un governo di soli quindici ministri.”
Beh vorrei vedere come si fa in questa situazione a ridurre ministri e ministeri, è come un castello di carta,appena tocchi qualcosa viene giù tutto.
Da notare che Prodi incomincia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe,del resto lui lo ha detto chiaramente: “se devo andare a casa ci andrò,ma prima farò nomi e cognomi”.




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permalink | inviato da Aurora86 il 18/10/2007 alle 14:59 | Versione per la stampa


11 settembre 2007

ALLEANZE DI NUOVO CONIO...

Piero Fassino,a proposito delle alleanze di “nuovo conio” del Partito Democratico, e convinto come tutti del resto,che con una maggioranza risicatissima non si possa più andare avanti a lungo, invita a ristrutturare la squadra di governo e ad aprire a nuove alleanze con UDC e la Lega Nord.
L’UDC non ha i numeri per sostituire la sinistra radicale nella maggioranza,inoltre qualche giorno fa lo stesso Casini citando un sondaggio da lui stesso commissionato,osservava che il 60% degli elettori dell’UDC non voterebbero mai il partito,ove questo si spostasse a sinistra, e ribadiva quindi di essere alternativo all’attuale maggioranza.
Solo qualche giorno fa lo stesso Fassino insieme a Rutelli , chiedeva a Berlusconi di “espellere” la Lega Nord dal centrodestra dopo le dichiarazioni di Bossi, forse perché ci si vogliono alleare loro?
Mi sembra molto difficile che si possa rompere l’asse Bossi-Berlusconi-Tremonti, e in ogni caso nemmeno la Lega Nord ha i numeri per sostituire la sinistra radicale, il tutto senza tener conto del fuoco di sbarramento che arriva dal governo e da molti partiti della maggioranza.
L’ipotesi di alleanza della sinistra con la Lega Nord,ricompare ciclicamente ogni volta che ci sono difficoltà, memorabile l’intervento di D’Alema durante il congresso della Lega al Palatrussardi di Milano il 12 Febbraio 1995 :” LA LEGA NORD E' UN MOVIMENTO DEMOCRATICO POPOLARE,IL MAGGIOR PARTITO OPERAIO DEL NORD, UNA COSTOLA DELLA SINISTRA", e se non ci si allea con le costole…
Della serie, disposti a tutto,pur di salvare le poltrone.

         


28 luglio 2007

BASTA,ABBIATE PIETA' !

 Sembra che siano arrivati finalmente a destinazione i fascicoli del Gip di Milano Forleo, che chiede al parlamento l'utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta Unipol-BNL,intercettazioni che riguardano le conversazioni dei "compagni di merende" di Consorte&C, ovvero D'Alema,La Torre e Fassino, esponenti di primo piano dei Ds.
Tutti gli esperti sostengono che questa è l'estate più calda degli ultimi duecento anni, e con il caldo e l'afa meno ci si muove e meglio è, comprenderete quindi che io,e come me suppongo tantissimi italiani, non possiamo permetterci di passare questi mesi a ridere a crepapelle ascoltando e leggendo le "scomposte reazioni" e gli "indecorosi schiamazzi" con cui si difendono i DS, ne va della nostra salute.
Dopo che ieri Fassino ha dato il peggio, attaccando stampa, presidenza della camera e gip, e contemporaneamente autoassolvendo se stesso e i suoi sodali, credo si sia raggiunto il limite della comicità applicata alla politica,alla fine sono “costretti” a dire si all’utilizzo delle intercettazioni per evitare la gogna.
Bisogna chiedere che si proceda,altrimenti chiunque si potrà alzare in questi giorni e accusarci di tutto,a cominciare dai giornali di sinistra”,così D’Alema dalle colonne del corriere.
Il Gip Forleo è "stata costretta" a difendersi dicendo giustamente "rispondo solo alla legge",dagli attacchi a testa bassa degli esponenti diessini,che parlano di "attacco allo stato di diritto",di "sentenze preventive di colpevolezza",e di "minaccia per la democrazia"(Sic).
Ma chi credono di essere,Berlusconi?
Queste cose le può fare un Berlusconi,che ha combattuto e continua a combattere contro tutto e tutti, che ha il torto di essere il granello di sabbia,anzi il macigno che ha inceppato una macchina politico-mediatica-giudiziaria perfettamente lubrificata,ma non gli esponenti di una forza politica che ha fatto della "questione morale" la propria bandiera.
Sicuramente nel nostro stato di diritto vige la “presunzione di innocenza”, ma non si può pensare di “autoassolversi” dimostrando così che ci sono dei “presunti innocenti”, più innocenti di altri.
Eppure quando nel passato stampa,magistratura, e media hanno sconfinato buttando fango sugli altri, costoro si sono guardati bene dal prendere le distanze,anzi presi da sacro furore “forcaiolo e giustizialista” ci spiegavano che era bene così, il cittadino doveva essere informato sulle malefatte della classe dirigente.
Un ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno, del doppio pesismo,del garantismo a convenienza, dell’indignazione a giorni alterni, di cui sono capaci questi “moralisti senza morale”.
I miei lettori sanno come la penso sulla casta dei magistrati e sull’ordinamento giudiziario, e specificatamente sul Gip Clementina Forleo ,credo che sia un altro di quei magistrati in “crisi di autostima” che fanno di tutto per essere sulle prime pagine dei media ,autoelettasi “rappresentante della società civile” che magari vuole cambiare la società da dentro le istituzioni.
Per questo sostengo da un pezzo,a parte tutto il resto,che ai magistrati tutti, prima di essere ammessi in servizio bisogna effettuare i test psichico - attitudinali come qualsiasi altro impiegato o dirigente pubblico,ma di questo ne ho già parlato e ne parlerò sicuramente in seguito.
Dubito che ci possa essere qualcosa di “penalmente rilevante” in quelle intercettazioni, ma il tifo da stadio,il collateralismo, lo sponsoraggio e la “complicità morale” con furbetti&furboni del quartierino li giudicherà come sempre il popolo sovrano.
Basta con il vittimismo, basta cercare giustificazioni in complotti inesistenti, sono inchiodati dalle loro parole,una commistione impressionante tra politica e affari con i finanziatori delle loro campagne elettorali,se non si vergognano di questo dovrebbero farlo perlomeno per l’ostentazione di moralità con cui negli anni scorsi hanno condannato alla gogna chi era più innocente di loro.
Insomma compagni, non si può attaccare un magistrato dopo che per dei lustri si è predicato su "l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati" , che "gli atti e le sentenze dei magistrati si rispettano" e via dicendo, non è possibile predicare bene e razzolare male,soprattutto non è serio chiedere la pubblicazione integrale di quelle conversazioni dicendo "non abbiamo nulla da nascondere" e poi a pubblicazione avvenute parlare di "teoremi e complotti".
Spero che l’on.Violante spieghi ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" come scriveva sull'Unità nel 1992, in piena tangentopoli,e cioè "un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha dovere di dimettersi", e se ritiene ancora valido questo "convincimento morale", si faccia spiegare perchè sono ancora tutti insieme appassionatamente ai propri posti come nulla fosse.
Non mi dilungo oltre, spero abbiate cura della nostra salute, basta ridere, fa caldo…..e poi anche al ridicolo c’è un limite.

GARANTISTI? CERTO,MA SOLO QUANDO CONVIENE A LORO…..

NICOLA LA TORRE
Sebbene anche il vicecapogruppo dell'Ulivo sia al centro delle attenzioni giudiziarie sul caso Unipol, i suoi pensieri preoccupati sono tutti per «Massimo». E se davvero sui Ds si starebbe abbattendo la nemesi politica di Tangentopoli, Latorre ripete agli amici che colpirebbe la persona sbagliata: «Io c'ero a palazzo Chigi, quando D'Alema era premier e Bettino Craxi stava per morire ad Hammamet. Massimo si prodigò per il suo rientro ma fu fermato. E pur avendo una visione politica diversa, mai, mai gli ho sentito pronunciare giudizi morali contro il leader del Psi. Massimo era e resta un garantista».
(Corriere della Sera 26/07/2007)

MASSIMO D’ALEMA
Durante la conferenza stampa dopo l’incontro in camper, 1990:
“Mia moglie, quando ha saputo che avevo visto Craxi mi ha detto: disinfettati, prima di tornare a casa”.

Alla Repubblica, 10 gennaio 1993
Craxi se ne deve andare. Si può, si deve difendere come cittadino. La pretesa di trasformare il suo processo in un processo alla democrazia è folle, pericoloso, non lo salverà”[…] Questa battaglia sacrosanta per la moralizzazione non deve concedere nulla al qualunquismo anti-democratico, dobbiamo buttare l’acqua sporca, non il bambino

Il Mondo 16 novembre 1996:
“Craxi non è stato condannato perché era dirigente del PSI, ma perché c’è gente che ha raccontato: “Sono stato da lui e gli ho messo sul tavolo un miliardo”. E’ un leader politico con responsabilità penali specifiche. Vogliamo smetterla con questa storia? Ha preso i soldi Enimont e tre tribunali l’hanno condannato. Vittima lui? Ma de che? Se lei va a rubare un orologio d’oro qui davanti è chiaro che sarà messo in galera. Mica può andare da Amnesty International!

24 marzo 1994, all’Unità:
Berlusconi è lo sviluppo del craxismo, non la sua semplice prosecuzione. E’ il craxismo alleggerito del partito di massa. C’è quello stesso intreccio tra affari e politica senza neppure la mediazione democratica che era un elemento di freno. E’ la versione plebiscitaria del craxismo”.

Sull’avviso di garanzia a Berlusconi 1994
"Sfido Berlusconi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"

PIERO FASSINO
E’ inutile che Speroni cerchi dei diversivi per occultare che l’alleanza della Lega con Berlusconi sta riciclando squalificati personaggi cresciuti e affermatisi in pieno craxismo. Quanto al fatto che Craxi sia ancora vicepresidente dell’Internazionale socialista, il Pds ha già sollevato la questione chiedendo al presidente dell’Internazionale, Pierre Mauroy, di trovare rapidamente una soluzione che elimini tale ambiguità”. (Ansa, 8 marzo 1994).

“La comunicazione di Mauroy (sulle dimissioni forzate di Craxi da vicepresidente dell’Internazionale Socialista, ndr) è stata accolta con favore da Piero Fassino, responsabile esteri del Pds: ‘E’ la naturale e logica conclusione di un’evidente incompatibilità che si era determinata tra la condizione personale di Bettino Craxi e l’incarico di vicepresidente dell’Internazionale socialista’”. (Ansa, 18 marzo 1994).

LUCIANO VIOLANTE

Sul primo governo Berlusconi, in un intervista a Panorama:
“Nessun paese moderno può tollerare di essere governato in questo modo, sembra il film degli ultimi anni del craxismo”.

Articolo per l’Unità su Craxi 1992
"un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha il dovere di dimettersi",

Sulla grazie presidenziale per far tornare Craxi da Hammamet, nel novembre 1999:
“Penso che in uno stato di diritto, l’imputato Craxi abbia gli stessi diritti di qualsiasi altro imputato; non di più, ne di meno. E su questo bisogna essere attenti”.

Nel libro “Contributo per l’identità della sinistra”:
Bettino Craxi è stato condannato con sentenze definitive, dalla magistratura della Repubblica attraverso diversi gradi di giudizio e si è potuto avvalere della difesa di eccellenti avvocati. Ha l’abitus mentale dell’esule, ma lo stato giuridico del latitante.

WALTER VELTRONI
8 giugno 1991, all’Unità
“[la contrarietà del Psi al referendum sulla preferenza] appare funzionale alla conservazione di un sistema che ha potato con sé il controllo mafioso del voto, i brogli, il correntismo esasperato. Il PSI dovrebbe interrogarsi sul suo isolamento dalle forze riformatrici

Luglio ’98, all’Espresso
“Difendendo Craxi, i suoi ex compagni difendono la loro memoria, ed è comprensibile dal punto di vista personale. Non è comprensibile, invece, la rimozione di ciò che è stato. Un paese serio non può dimenticare tanto facilmente il suo passato, Tangentopoli per intenderci, se non vuole che certi guasti si ripetano. Se alla fine scoprissimo che sul banco degli accusati ci sono i magistrati, e su quello degli accusatori la politica della prima Repubblica, saremmo di fronte a un capovolgimento dei ruoli inaccettabile”.

Su l’Unità 30 Aprile 1993
Un vergognoso “colpo di spugna” , la camera nega l’autorizzazione a procedere per Craxi,la DC e il PSI difendono i loro indagati.

FRANCESCO RUTELLI

A Repubblica 2 Dicembre 1993

Craxi? Lo vorrei in galera…..

Update 29/07/2007: Come non detto,non solo Violante non ha spiegato ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" ,ovvero "dimettersi solo con l'ombra di un sospetto" come predicava nel 1992,ma addirittura pretende che il parlamento esprima una mozione in cui si condanni la "mancanza di lealtà e l'abuso" da parte dei magistrati di Milano.
Insomma si all'autorizzazione a procedere,a patto che ci sia una mozione di condanna per i magistrati inquirenti.
E' davvero il mondo alla rovescia, "ridicoli buffoni".




21 maggio 2007

E VAI : QUOTE ROSA ANCHE PER I FINOCCHI !

“Se proprio volete le quote rosa, allora io propongo le quote anche per i finocchi , basta con le riserve indiane, basta con le donne che vengono elette alla Regione senza rappresentanza “ .

A dirlo non è qualche becero omofobo seguace del vaticano , la frase è stata  pronunciata dal capogruppo del partito DS nel Consiglio regionale d'Abruzzo, Donato Di Matteo, durante una seduta della commissione Statuto.

E' un episodio vergognoso, per il presidente nazionale dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, il quale giudica “inqualificabile” il comportamento di Di Matteo e chiede “pubbliche scuse da parte dei dirigenti nazionali dei Ds e provvedimenti seri nei confronti di un personaggio che ricopre un ruolo di primo piano in Abruzzo”.

Un'altra grana insomma per il povero Fassino , il quale proprio oggi con due lettere aperte a Repubblica e all’Unità ha definitivamente abdicato sui DICO, riconoscendo l’impossibilità della loro approvazione in parlamento, e si dice pronto a trattare con il centrodestra per ottenere dei diritti modificando il codice civile,con tanti saluti alla laicità del partito.

Ma non era  forse proprio ciò che chiedeva Rutelli al tempo della scrittura del libro dei sogni di 280 pagine ?

Quanto tempo sprecato…..


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22 aprile 2007

IL "COMPAGNO BERLUSCONI " (IDEE PER IL PANTHEON) !

Fine settimana di Congressi per il “compagno Berlusconi”, prima dai DS e poi dai DL che si accingono a confluire insieme nel partito democratico.

Con la Margherita e Rutelli , applausi al suo arrivo, reciproco scambio di complimenti , e proposte di collaborazione nell’interesse del paese, più o meno tutto normale ,ma è al congresso dei DS che Berlusconi ha rubato la scena a Fassino&C, tant’è che qualche maligno  sussurrava che “è venuto ad assistere al funerale della quercia.

In compagnia di Bonaiuti e Gianni Letta il Cav. si è presentato al Pala Mandela di Firenze dove era in programma l’ultimo congresso dei DS, oltre alla sua personale scorta è stato preso in “consegna” dal servizio d’ordine dei DS composto dai “comunisti portuali livornesi” e scortato al suo posto tra una ressa di folla,giornalisti e fotografi, che con somma meraviglia hanno constatato la totale assenza di contestazioni, nemmeno un fischio per sbaglio.

Prima dell’inizio dei lavori ha ricevuto il saluto di Fassino che si è intrattenuto con lui qualche minuto e gli ha stretto calorosamente la mano, quasi una legittimazione del nuovo soggetto politico, poi ha ascoltato la relazione del segretario dei DS, ha annuito e applaudito in alcuni passaggi,sulle riforme e sulla non demonizzazione degli avversari politici.

Alla fine prima di andarsene ai cronisti ha detto : “Siamo venuti ad ascoltare la relazione del segretario in un momento di transizione verso, spero, una democrazia più moderna e più avanzata, in cui ci siano dei partiti che si confrontino tra di loro senza volersi eliminare a vicenda, ma magari rispettandosi, l’intervento del segretario è stato un intervento serio, responsabile e sincero sulle difficoltà che il progetto incontrerà, faccio molti auguri alla volontà coraggiosa di Fassino.

Se questo è il Partito democratico al 95 per cento sarei pronto ad iscrivermi anche io”.

Un clima di “distensione totale “ insomma, ma chissà cosa pensa davvero il Cav. , non a caso D’Alema nel suo intervento ha ricordato che “Berlusconi ha una straordinaria percezione di quel che avviene nel paese”.

Dopo le folle amiche ,nel giro di pochi giorni,Berlusconi ha affrontato anche quelle avversarie o presunte tali , prima ha messo in grave imbarazzo Casini al congresso UDC dove è stato salutato da un’autentica ovazione, poi in questo fine settimana accolto benissimo ai congressi DS e DL , pare che lo faccia apposta, quasi a voler dimostrare, casomai ce ne fosse ancora bisogno, che è lui, il leader più carismatico che c’è in Italia, del resto già nel medioevo l’acclamazione popolare stabiliva le cariche pubbliche.

Tornando al costituendo Partito Democratico, non ho notato , ma non è una novità , nessun riferimento alla classe operaia,ai lavoratori , si autodefiniscono un partito  di popolo , tanto che la parola sinistra è stata cancellata, ormai è già da un pezzo che si occupano soltanto di “alta finanza”,di Merchant Bank e come diventare padroni di banche e assicurazioni.

Può darsi che io sbagli,ma vedo soltanto la continuazione naturale di DS e DL come un solo “partito elitario”  ,si applaudono a vicenda  con l’annuncio di tante buone intenzioni,ovvietà e banalità a iosa, ma nulla di nuovo e concreto, tutto straordinariamente borghese insomma, non a caso la minoranza di sinistra capeggiata da Mussi ha preferito abbandonare il progetto da una parte,così come Bianco e De Mita dall’altra,non vi si ritrovavano più, e non hanno tutti i torti,da oggi in poi sarà difficile trovare nelle sezioni del PD il celebre quadro di Pelizza da Volpedo ,raffigurante i proletari del quarto stato, questi nella migliore delle ipotesi saranno sostituiti da “ ingegneri tangentisti rei confessi “ e da “illustri calzolai”, mi sembrano piene di buon senso le parole di Umberto Bossi quando dice che in politica due più due non fa quattro.

Va dato atto comunque che soprattutto il congresso dei DS è stato sensazionale, ottima musica,luci e palco curatissimi, attori che recitavano benissimo la loro parte, quasi un congresso di Forza Italia, forse addirittura meglio.

Ma a cosa serve cambiare in continuazione nomi e simboli se poi gli uomini e la mentalità sono sempre quelli?

Infine ultimo problema da risolvere,il Pantheon, un nuovo partito o partito nuovo abbisogna di radici profonde e così ci si è esercitati a cominciare da Fassino su chi metterci e chi No.

Che pena però questi ex comunisti,ogni volta che cambiano nomi e simboli, sputano sul loro passato pur di rimanere a galla, per convenienza avendo ormai perso l’identità.

E così archiviati Gramsci,Togliatti e Berlinguer, rimossi del tutto Marx, Stalin,Mao,Pol Pot, Fidel Castro ecc., nel Pantheon del Parito Democratico entrano di diritto De Gasperi, Kennedy, Martin Luther King, Bettino Craxi , Moro, ecc. , e ancora se ne cercano altri.

Io un modesto suggerimento l’avrei, un altro nome da inserire nel Pantheon del nuovo partito: Silvio Berlusconi.

Si avete letto bene,proprio lui, dite che questo poi sarebbe veramente troppo?

Aspettate e vedrete, tra qualche decennio, meglio se post-mortem, con la “bulimia da ripensamenti “ che contraddistingue i post-comunisti, magari in occasione di un nuovo nome e un nuovo simbolo, perché questo sicuramente non sarà l’ultimo, Berlusconi sarà additato da costoro come un grande statista,un sincero democratico, l’uomo che costruì la destra democratica in Italia, accetto scommesse.

Perché aspettare fino ad allora dunque? Si metta subito Berlusconi nel Pantheon del Partito Democratico e non se ne parli più.
Ma si costruiamo pure una nuova storia, tanto che importa se in quelle precedenti si è sbagliato tutto?





1 marzo 2007

VISITATE L'ITALIA .

Dopo lo schifo e l’indignazione generale ,provocati dal logo ITALIA.IT  e dalla realizzazione del portale del turismo  www.italia.it ,giudicato unanimemente un’aborto di qualità, progetto costato ai contribuenti qualcosa come 45 milioni di euro, tanto che l’Adiconsum ha pensato bene di chiedere pubbliche scuse per lo sperpero di denaro pubblico,è arrivata la ciliegina sulla torta,ovvero il ministro del turismo Rutelli che in lingua inglese invita a visitare l’Italia:

 http://www.youtube.com/watch?v=Lp2uDyzxP6g

 Adesso c’è da scommettere che finalmente  il turismo in Italia raggiungerà vette mai toccate in precedenza, da scompisciarsi dalle risate,vedere per credere.

Questo progetto era stato predisposto dal governo Berlusconi e dall’allora ministro dell’innovazione tecnologica Lucio Stanca,la commessa era stata affidata alla IBM, ma ci si chiede come e perché l’attuale governo ha potuto far passare per buono un simile aborto?

Chicca finale, sulle note legali del sito è scritto che “Innovazione Italia non sottopone i contenuti pubblicati a verifiche di qualità, veridicità, completezza, aggiornamento, curandone esclusivamente l’eventuale rielaborazione grafica e/o tecnica a fini di uniformità dell’aspetto “.
Quando si dice lasciare il segno.....

 


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