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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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29 ottobre 2008

SI ALLA SCUOLA DELLA SERIETA’

Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il decreto Gelmini sul riordino della scuola, che prevede tra le altre cose il ritorno al maestro prevalente, e il voto in condotta che farà media con le altre materie.
«La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto il ministro Gelmini dopo il sì al decreto, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università.
Naturalmente soddisfatto anche il Premier Berlusconi, che riferendosi alle proteste degli studenti : «Spiace che siano stati presi in giro tutti questi ragazzi che manifestano per Roma perché evidentemente è una truffa che si è combinata alle loro spalle , la sinistra è capace di truffare i suoi stessi sostenitori».
Tesi sostenuta anche dal capogruppo PDL al senato Gasparri: "Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato. Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando, istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni" , per essere dei giovani rivoluzionari temono già i reumatismi. Non si e' mai vista contestazione più ridicola, più bugiarda e più manovrata dai partiti.
Ridicoli e patetici gli esponenti delle opposizioni, Di Pietro ha annunciato la raccolta di firme per un referendum abrogativo a cui subito si è accodato il “perdente di successo” Veltroni, ora a parte che sia il DL Gelmini nella parte che definisce le economie, e la legge finanziaria firmata da Tremonti sui tagli all’università, sono leggi di bilancio che non possono essere soggette a referendum, su cosa lo fanno, sul voto in condotta ,sui grembiulini o sul maestro prevalente ,provvedimenti che incontrano il favore della stragrande maggioranza degli italiani?
E’ proprio vero che anche gli asini fanno proseliti, in pratica fumo negli occhi per i fessi che ci credono, dopo che gli italiani hanno disertato in massa tutti i referendum da 10 anni a questa parte, così dopo lo slogan “sulla vita non si vota” per il refendum sulla fecondazione assistita,toccherà coniare “sulla scuola non si votae vedere l’effetto che fa, tutto da ridere se non ci fosse da piangere a causa di un opposizione “parolaia e inconcludente” , è pericoloso creare false aspettative e illusioni, questi apprendisti stregoni ricordino che “ quando si cavalca la tigre è la tigre che guida”.
E’ bello anche scoprire che, grazie a Brunetta la malattia degli insegnanti nel solo mese di settembre è scesa di oltre il 44% , significa un risparmio di oltre 70 milioni sulle supplenze, presto comunque graduatorie e migliaia di precari in anticamera da decenni non serviranno più, servono appunto meno insegnati,più preparati e meglio pagati.
Dopo aver mandato in soffitta il modulo e adeguato la scuola primaria italiana a quella dei paesi europei, sarà bene concentrarsi sull’università, fra qualche giorno il ministro Gelmini ha annunciato la presentazione del piano specifico, vedremo chi si opporrà alle chiusura di centinaia di facoltà con qualche decina di studenti o addirittura interi atenei con buchi di bilancio enormi per dare le risorse a chi le merita, chi vuole mantenere lo status quo di un sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di somari, con le dovute eccezioni che pure ci sono naturalmente, come dimostrano tutte le classifiche internazionali,continui pure a protestare, ma si rassegni, il PDL e Berlusconi non hanno avuto mandato pieno ed assoluto a governare dal popolo sovrano per galleggiare, bensì per cambiare il Paese, come chiede la maggioranza degli italiani, perché il futuro non aspetta.

ANCHE A SCUOLA SI VOLTA PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !





2 ottobre 2008

GLI ITALIANI NON PERDERANNO NEMMENO UN EURO

«Non consentirò attacchi speculativi sulle nostre banche e non accetterò che i cittadini italiani perdano neanche un euro dei loro depositi».
Questo il messaggio forte che Silvio Berlusconi ha lanciato ieri ai mercati, mentre era in corso l’attacco speculativo su alcuni dei principali istituti di credito italiani, contemporaneamente il ministro dell’Economia,Tremonti diffondeva una nota in cui si affermava che d’intesa con la Banca d’Italia saranno adottate le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario e la difesa dei risparmiatori secondo le indicazioni del governo e del Premier.
Dopo queste dichiarazioni il titolo dell’Unicredit in borsa,uno degli istituti sotto attacco degli speculatori, che perdeva oltre il 7% ha chiuso la seduta in netto rialzo del 11,6%.
D’altra parte, spiega ancora il Premier, «il Paese è attrezzato per dare delle risposte e il nostro sistema bancario è lontano rispetto a quello degli altri Paesi». Un’analisi che parte da lontano: «Il valore di un’impresa è dato dal suo reddito e dalle previsioni di reddito. E le aziende in Italia sono sane. Quando il reddito di un’impresa supera del 3 o 4 per cento il valore delle azioni in Borsa, quella azienda è sottovalutata. Oggi ci sono aziende sottovalutate del 12 o 13».
Gli immobili in Italia non hanno subito flessioni di prezzo, gli istituti di credito operano sul territorio con migliaia di sportelli e il sistema dei mutui italiano concede a chi investe per una casa al massimo il 50%,l’Italia è un paese manifatturiero per eccellenza non è un paese della finanza.
Al di la delle rassicurazioni, comunque non ci si può fare illusioni, l’onda lunga della crisi finanziaria americana in qualche modo si farà ancora sentire da noi, Tremonti stesso che ha avuto il merito di prevedere con largo anticipo ciò che sta succedendo,non sa e non può dire quando terminerà la tempesta,così come non può dirlo nessuno.
Intanto il senato USA ha approvato il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari messo a punto dall’amministrazione Bush, i candidati alla presidenza McCain e Obama hanno votato a favore, oggi torna all’esame della camera che lo aveva bocciato per soli 12 voti.
Tremonti continua a tranquillizzare mercato e risparmiatori : "Le conseguenze della crisi rimangono contenute, la liquidità delle banche rimane adeguata" ,così il ministro dell’economia in audizione alla camera dei deputati.
Speriamo di cavarcela senza danni, e soprattutto che la tempesta passi presto.










23 luglio 2008

IL LODO ALFANO E’ LEGGE E LA MAGISTRATURA EVERSIVA

L'aula del Senato ha definitivamente approvato il "lodo Alfano", il disegno di legge che garantisce l'immunità per le alte cariche dello Stato fino alla scadenza del loro mandato. Il provvedimento è stato approvato con 171 sì, 128 no e 6 astenuti. Sì di PDL e LEGA, astenuta l'UDC, no di PD e IDV.

Intervenendo al senato sul lodo, il ministro della giustizia Angelino Alfano ha confermato che in autunno si procederà con la riforma della giustizia e ha invitato l’opposizione ad una proficua collaborazione perché al paese non serve coltivare l’antiberlusconismo e la linea di confine tra riformatori e conservatori è segnata dalla giustizia.

Sul lodo Alfano se ne è già discusso forse più del dovuto, vi propongo perciò l’intervento e la dichiarazione di voto del capogruppo del PDL al senato Gasparri, un intervento memorabile sulla contingenza e l’opportunità di questa legge,che non ha bisogno di ulteriori commenti, bensì di approfondite riflessioni sullo stato comatoso della giustizia italiana e di come sia eversiva una parte consistente di questa magistratura.

 Legislatura 16º - Aula
Resoconto stenogr. seduta n. 045 del 22/07/2008
Gasparri (PdL).
Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GASPARRI (PdL). Signor Presidente, onorevoli colleghi,
oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per 15 volte per non avere rispettato i tempi di un giusto processo.
È una notizia di poco fa.
SilvioBerlusconi ha dovuto aspettare 11 anni per essere assolto dopo l'avviso di garanzia avuto a Napoli nell'autunno del '94. (Applausi dal Gruppo PdL).
E, cari colleghi, ha dovuto aspettare 12 anni per essere assolto con formula piena per le infondate accuse del caso SME: 12 anni.
Noi non riteniamo di violare alcuna norma costituzionale.
Ricordo ai colleghi che nei giorni scorsi 36 costituzionalisti, primo firmatario un presidente emerito autorevolissimo della Corte, come Annibale Marini, hanno divulgato un documento nel quale si afferma, si ritiene che "siano aprioristiche e perciò dannose posizioni oltranziste nei confronti di misure come il (...) lodo Alfano, che si sforzano di bilanciare ragionevolmente i diversi interessi in gioco in quel conflitto tra politica e giustizia che dura da (...) troppi anni. (...)
Nel rispetto delle indicazioni fornite a suo tempo dalla Corte costituzionale", dice questo appello, "come indicato pochi giorni fa dallo stesso Capo dello Stato, il lodo mira a garantire una temporanea immunità ai soggetti investiti delle cariche politico-istituzionali più importanti.
Consente a chi ha responsabilità di Governo di dedicarsi a esse con la necessaria serenità e il dovuto impegno, senza per questo pregiudicare il principio della (...) soggezione di tutti alla legge penale."
Questo appello si conclude facendo anche riferimento all'indipendenza "della magistratura e dell'attività giurisdizionale" che "devono essere bilanciate con la difesa della separazione dei poteri e del principio della sovranità popolare, che affida a chi ha vinto le elezioni il diritto di governare".
Lo stesso presidente emerito Annibale Marini, in una intervista rilasciata in questi giorni ha detto che se per lo scudo alle alte cariche dello Stato fosse stata necessaria una legge costituzionale, la Consulta lo avrebbe affermato nella ben nota sentenza del 2004: così non è, dunque basta una legge ordinaria.
Un altro presidente emerito della Consulta, Alberto Capotosti, in una intervista al «Corriere della Sera» ha affermato:
«Il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sul lodo Alfano è stato ineccepibile perché in base a quanto ha affermato la Corte Costituzionale nella sentenza 24 del 2004 non è necessaria, per approvare lo scudo penale per le altre cariche, la forma della legge costituzionale. Basta la legge ordinaria: questo è quello che risulta testualmente stabilito dalla Corte nella sua decisione».
Oggi, nel dibattito in Aula, il nostro Capogruppo nella Commissione giustizia Mugnai ha ricordato (non voglio eludere i problemi, cari colleghi, e non ci nascondiamo dietro ad un dito) che alla data odierna sono stati avviati 101 procedimenti penali relativi al gruppo Fininvest, che hanno coinvolto 104 soggetti, con riferimento a 59 procedimenti sono state celebrate 2.140 udienze, di cui 731 in procedimenti riguardanti Silvio Berlusconi.
Vi risparmio i numeri dei milioni di documenti sequestrati, degli accessi realizzati.
Ebbene, vi sono state, a seguito di tutte queste indagini, 109 posizioni di proscioglimento ed archiviazione e 75 assoluzioni.
Questi sono i numeri.
Questi sono i numeri, e oggi anche il vice presidente vicario, senatore Quagliariello, ha ricordato come i 94 procedimenti penali intentati contro Silvio Berlusconi e il suo gruppo imprenditoriale, tutti avviati dopo l'impegno politico di Silvio Berlusconi (vi fa riflettere questo dato, o no?), si siano conclusi tutti con l'assoluzione ed uno solo per prescrizione.
C'è pregiudizio da parte di alcuni magistrati?

Io penso di sì.
Nella sentenza che ha respinto la ricusazione della dottoressa Gandus, a pagina 12 si afferma che tuttavia, pur respingendo la ricusazione, si evince da tutta la documentazione prodotta dalla difesa che la dottoressa Gandus ha fortemente esternato il proprio pensiero e ha vivacemente criticato scelte politiche legislative
della parte politica a lei estranea.
Non si capisce come, in una sentenza, si dica che vi è una parte politica estranea a un giudice che deve giudicare.!
È molto grave che si debba ammettere questo!
È molto grave che lo si debba scrivere in una sentenza, sia pur di respingimento!
(Applausi dal Gruppo PdL).
Pierluigi Battista, fonte certamente neutra e citata nella sentenza, ha scritto sul «Corriere della Sera» che se un giudice comunica con interviste, manifesti, cortei, petizioni e propri giudizi anche radicali, come può onestamente esigere che altri cittadini di opinioni opposte alle sue non nutrano sospetti sulla mancanza di indipendenza, imparzialità, equanimità di chi costruisce indagini o giudica nei tribunali quel cittadino?
Ha ragione Pierluigi Battisti sul «Corriere della Sera». (Applausi del Gruppo PdL).
Cari colleghi, noi non vogliamo nessuna impunità parlamentare e non vogliamo immunità generalizzate.
Vogliamo evitare un uso politico della giustizia! (Brusio dai banchi dell'opposizione).
Quanta energia è stata sottratta a processi contro i crimini per processi conclusisi con assoluzione, e che non avrebbero dovuto essere mai nemmeno avviati, se non vi fosse stata una ragione politica alla loro origine!
Noi, quindi, non ci nascondiamo dietro un dito: la garanzia riguarda le alte cariche dello Stato e non è una norma per oggi e per un solo caso.
È una norma simile a quella in vigore in Francia e in altri Paesi, dove i procedimenti sono sospesi e celebrati alla fine del mandato.
Questo lodo non cancella le eventuali responsabilità e gli eventuali giudizi.
Variamo, quindi, un provvedimento che ha tenuto conto delle valutazioni della Corte costituzionale e che non sottrae nessuno al dominio della legge.
Colleghi, vorrei poi ricordarvi che dovete placare i vostri giudizi.
Ho letto con gusto giorni fa un articolo di Giampaolo Pansa su «L'espresso» della settimana scorsa.
Egli ha ricordato le parole di Massimo D'Alema quando, nel 1996, vi fu l'inchiesta a La Spezia.
Diceva Massimo D'Alema - cito Giampaolo Pansa - che non si possono destabilizzare le istituzioni politiche andando in televisione a dire che vi sono dei politici coinvolti in un'inchiesta.
Nel 1996, quando vi fu questa inchiesta, tre membri del Consiglio superiore della magistratura dell'allora PDS chiesero al ministro di fare un'ispezione e dissero che alcune esternazioni di magistrati talvolta incidevano sul sereno svolgimento delle funzioni politiche di Governo e sull'andamento dell'economia.

Vi risparmio cosa scrisse Pietro Folena, allora coordinatore del partito di taluni di voi, su «l'Unità» e ciò che disse Cesare Salvi.
Anzi, cito Cesare Salvi che disse che era inaccettabile che le decisioni del Parlamento potessero essere condizionate dalle opinioni dei giudici.
Pensate un po', aveva ragione anche Cesare Salvi: cosa ci tocca dire in questa Aula!
(Applausi dal Gruppo PdL).
Sempre con garbato rispetto, nei giorni scorsi l'onorevole D'Alema ha invitato Silvio Berlusconi ad andare a testa alta a farsi giudicare dai giudici.
Perché, allora, ancora aspettiamo che il Parlamento europeo decida sulla immunità a cui, in sede europea, ha fatto ricorso Massimo D'Alema?

Siamo rispettosi delle posizioni di tutti, di D'Alema come di Fassino: ci mancherebbe altro! Oggi non è giornata che abbiamo utilizzato per speculazioni politiche e prendiamo con le pinze certi giornali e certe fonti.
Oggi ho sentito a sinistra molte critiche a «la Repubblica»: ben vengano! Certi giornali mi piacciono tutti i giorni: oggi mi sono piaciuti un po' meno, ma non abbiamo alimentato polveroni.
Dunque, D'Alema aspetta ancora che il Parlamento europeo valuti le sue carte mentre Berlusconi dovrebbe correre di fronte a giudici così definiti.
Condividiamo gli appelli che in queste ore sono stati rinnovati dal presidente Napolitano, che ieri ha parlato ancora una volta di una tendenza alla spettacolarizzazione dei processi.
Non citerò Ayala, Caponnetto e Falcone su alcuni eccessi di politicizzazione. (Proteste dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).
Ci sarà tempo e modo di farlo in quest'Aula, colleghi.
Vorrei citare solo Di Pietro e Falcone.
Nei giorni scorsi Di Pietro ha affermato: quanto mi piace quando li vedo con il sangue agli occhi. Quasi che godeste nel creare lo scontro e il conflitto! A una persona che vorrebbe il sangue agli occhi dei suoi avversari noi contrapponiamo un giudizio di Giovanni Falcone, il quale dichiarò:
«La magistratura ha sempre rivendicato la propria indipendenza, lasciandosi in realtà troppo spesso irretire surrettiziamente dalle lusinghe del potere politico».

Siamo allora come oggi con Giovanni Falcone, non con il sangue agli occhi (Applausi dai Gruppi PdL e LNP) e voteremo orgogliosi questo provvedimento di legge.
(Applausi dai Gruppi PdL e LNP e del sottosegretario Giovanardi).







24 giugno 2008

SI DEL SENATO AL DECRETO SICUREZZA

A larghissima maggioranza,166 si ,123 no e 1 astenuto il senato della repubblica ha dato via libera al decreto sicurezza che contiene tra le altre cose la norma blocca processi, l’utilizzo dei militari nei grandi centri a supporto delle forze dell’ordine e l’aggravante di clandestinità.
Il decreto passa ora alla camera dei deputati che dovrà approvarlo entro il 21 luglio.
E a proposito della norma blocca processi vi segnalo qualche riflessione del procuratore aggiunto di Torino,Bruno Tinti,estratte da questa intervista rilasciata al quotidiano La Stampa.
“Il pregiudizio non è proprio gratuito: leggi ad personam per evitare a Berlusconi condanne penali, più o meno certe in base alla legislazione vigente al momento in cui il processo veniva celebrato, sono state fatte, tante e con successo; e questa pare l'ultima della specie (fino ad ora). Però, forse, in questo caso va superato. La fine del processo contro Berlusconi è segnata, se non in primo grado nel secondo: salvo il caso di una assoluzione nel merito che pare improbabile, la sentenza sarà di estinzione del reato per prescrizione; e dunque Berlusconi non ha bisogno di questo emendamento per raggiungere un risultato che, sostanzialmente, ha già in tasca. Quanto alla riapertura dei termini per il patteggiamento (solo per i processi sospesi), anche in questo caso non credo possa pensarsi a una norma di favore: mi pare improbabile che Berlusconi intenda risolvere i suoi problemi giudiziari con un patteggiamento”.
È anche vero che si potrebbe pensare che il nostro agisca in previsione di guai giudiziari futuri; ma insomma mi pare evidente che l'emendamento in questione non «serva» al premier.
Così, sebbene i «precedenti» di questa maggioranza rendano arduo immaginare che il Governo agisca per rendere efficiente l'amministrazione della giustizia, si può anche immaginare che questo emendamento sia stato costruito effettivamente al fine di far uscire il sistema giudiziario penale dal buco in cui è stato cacciato. In sintesi, la filosofia pare essere questa: svuotiamo il magazzino, composto di merce vecchia e avariata e anche non tanto di pregio, e gestiamo utilmente la merce nuova e comunque quella vecchia, ma di particolare qualità. Il che ha almeno il merito di affrontare il problema giustizia in un'ottica di organizzazione concreta.
Insomma, per una volta, non mi pare che la produzione legislativa della maggioranza sia insensata; forse bisognerebbe solo aggiustarla un po'.




15 maggio 2008

GOVERNO BERLUSCONI NELLA PIENEZZA DEI POTERI

Con la fiducia votata poco fa al senato , 173 si ,137 no, 9 assenti e 2 astenuti , che segue il voto favorevole di ieri alla camera dei deputati,il governo Berlusconi è nella pienezza dei poteri costituzionali.
Hanno votato la fiducia anche i senatori a vita Cossiga e Andreotti.
Durante la replica prima del voto,Berlusconi ha sottolineato che c’è un “clima nuovo” e si è detto favorevole allo statuto dell’opposizione come richiesto dal partito democratico.
Il premier ha inoltre auspicato che dialogo e confronto con l’opposizione possano svolgersi alla luce del sole senza sospetti di intrighi consociativi,mentre la maggioranza rispetterà il suo programma e gli impegni assunti con gli elettori,così come si rispetta un contratto.
Berlusconi ha infine confermato che vedrà “continuativamente” Veltroni.







29 aprile 2008

SCHIFANI NUOVO PRESIDENTE DEL SENATO

Un applauso corale, proveniente da tutti i banchi dell’emiciclo, saluta l’annuncio ufficiale dell'elezione del Sen. Schifani alla presidenza del senato,dato dal presidente della seduta Giulio Andreotti
Tutti in piedi i senatori del centrodestra. Seduti quelli del centrosinistra che, però, si uniscono cavallerescamente nell’applauso, seppur più timido, per l’esponente del PDL che sale sullo scranno più alto di Palazzo Madama.
"Mi impegno ad adempiere il mio compito - ha detto il neopresidente del Senato - con il massimo scrupolo di garante delle regole, dei diritti dell’opposizione, della maggioranza e delle esigenze del governo. Essere il garante sarà missione principale da me più volte sentita in questa funzione".
Schifani ha ottenuto178 voti, 4 in più rispetto ai 174 dei senatori del PDL, della Lega e dell’MPA e 16 in più della maggioranza assoluta richiesta (162 voti).






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permalink | inviato da Aurora86 il 29/4/2008 alle 15:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


1 aprile 2008

LA DEMOCRAZIA CRISTIANA RIAMMESSA ALLE ELEZIONI

La Democrazia Cristiana che era stata esclusa dalle elezioni dal Ministero Degli Interni , illegittimamente a questo punto, a causa del simbolo che rischiava di confondersi con quello dell’UDC e quello della DC di Sandri ,è stata riammessa dal consiglio di Stato alle elezioni.
L’esclusione era stata comunque affrettata e singolare, dato che la Democrazia Cristiana detiene il simbolo originale, certificato da centinaia di cause vinte, ed addirittura dal ministero era stato chiesto di modificarlo per partecipare alle elezioni.
La Democrazia Cristiana si presenta in tutte le circoscrizioni al senato in coalizione con il Popolo Della Libertà - Berlusconi Presidente.
Ci si chiede a questo punto se sarà confermata la data del 13 Aprile per le elezioni o ci sarà uno slittamento poiché la Democrazia Cristiana non ha avuto modo di partecipare alla campagna elettorale.
Questo il comunicato della Democrazia Cristiana:
“ Il Consiglio di Stato ha giudicato illegittima l’esclusione della lista della Democrazia Cristiana dalle prossime elezioni, così come illegalmente deciso dal Ministero degli Interni”.
Questo è quanto ha dichiarato il Segretario Nazionale della Dc, Giuseppe Pizza, commentando la clamorosa notizia arrivata nel pomeriggio, dopo che il supremo organo della giustizia amministrativa si è pronunciato sulla base del ricorso presentato dalla Dc, a seguito delle decisioni assunte da alcuni Tar, dichiaratisi incompetenti in materia.
Domani stesso- ha proseguito Pizza- presenteremo al Ministero degli Interni l’Ordinanza del Consiglio di Stato per essere riammessi sulle schede da cui il glorioso simbolo dello Scudo Crociato- Libertas era stato proditoriamente escluso, sulla base solo di decisioni politiche di parte.
Adesso, spetta al Governo ed al Ministro Amato rimetterci in condizione di svolgere la campagna elettorale, al pari di tutti gli altri partiti.
Restiamo convinti- ha aggiunto Pizza- che molto non funzioni nel sistema politico- istituzionale.
Ci auguriamo che la battaglia da noi condotta, in assoluta solitudine, per la difesa del Diritto e della Democrazia, faccia riflettere anche chi dovrebbe svolgere sempre una funzione di garanzia, onesta e leale. Mi riferisco, soprattutto, agli uomini delle istituzioni ed a quelli della comunicazione, dai quali eravamo già stati dati frettolosamente per usciti di scena.
In questo momento – ha concluso il Segretario DC - il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno creduto in noi e nella legittimità della nostra battaglia”.

Update 02/04/2008 : IL RINVIO DELLE ELEZIONI SAREBBE UN DANNO PER IL PAESE.

"Sarebbe un danno per il Paese perdere ulteriore tempo". Lo ha affermato Silvio Berlusconi a proposito del possibile rinvio della data delle elezioni. Berlusconi, a margine dell’incontro tenutosi all’Associazione nazionale costruttori edili, ha lanciato un "appello" al senso di responsabilità della Dc di Giuseppe Pizza, reintegrata dal Consiglio di Stato nella lista del PDL al Senato, "affinché rinuncino alla richiesta di avere ulteriori giorni per la campagna elettorale". Allo stesso tempo, Berlusconi chiede che la Dc possa "recuperare gli spazi tv" che finora non ha avuto. In ogni caso "il Paese ha bisogno di un governo operativo e sarebbe quindi un danno perdere ulteriore tempo".

2/4/2008






27 marzo 2008

NOI SIAMO I NUOVI

"Questa e’ la versione di Veltroni, cioè esattamente il contrario della verità".
Così Silvio Berlusconi ha commentato il sondaggio realizzato da IPR Marketing per ’Repubblica’, che attribuisce al Senato la parità tra PD e PDL.
Anche oggi Veltroni dice tre bugie ogni due righe: e’ la vecchia ricetta stalinista sempre valida nella sinistra. Per esempio, Veltroni dice che noi siamo preoccupati al Senato. Non e’ vero, perché a Palazzo Madama avremo più di trenta senatori di maggioranza.
"Noi siamo i nuovi, non vecchi comunisti riciclati che ricordano quei negozi che falliscono e poi mettono fuori il cartello 'nuova gestione' la nuova gestione siamo noi".

Silvio Berlusconi 26/03/2008

Quando ci vuole,ci vuole...




23 gennaio 2008

E’ UNA COMPRAVENDITA DI SENATORI?

 Prodi è con l’acqua alla gola, il sen. Fisichella chiamato a Palazzo Chigi ha ribadito al presidente del consiglio che con l’ultima finanziaria votata per senso di responsabilità si è esaurito il rapporto di fiducia con il governo e conseguentemente voterà no al senato una nuova fiducia, anche Dini e Scalera dopo giorni di tentennamenti hanno annunciato il loro no, che uniti a Mastella e al gruppo UDEUR , al sen. dissidente Turigliatto e alla CDL portano i voti contrari al senato a quota 163,i voti della maggioranza allo stato si riducono a 150 a cui si potrebbero aggiungere i 7 voti dei senatori a vita, ma a meno di un clamoroso miracolo,che potrebbe sempre accadere , Prodi non ha alcuna possibilità di riottenere la fiducia.
Leggo sulle agenzie che in questo momento si sta valutando la possibilità che Prodi presenti le dimissioni prima del voto di domani al senato.
Ma la notizia importante è un’altra,secondo quanto dichiarato da Bossi,Prodi avrebbe chiesto la fiducia al gruppo della Lega Nord,promettendo loro il federalismo(Sic), le avances sarebbero state fatte al sen. Calderoli e all’ On. Maroni che naturalmente hanno risposto picche.
Io mi domando e vi domando questo mercato delle vacche è concussione oppure no?
E se non lo è , perché un magistrato di Napoli si sogna di mettere sotto inchiesta Berlusconi che aveva contattato alcuni senatori della maggioranza per portarli dalla sua parte?
Oppure se lo è anche Prodi finirà sotto inchiesta?
A voi le risposte.




7 dicembre 2007

LA CRISI E’ INEVITABILE,MA CHI STACCA LA SPINA?

Con l’ennesimo voto di fiducia al cardiopalmo al senato, dove il governo è stato salvato per l’ennesima volta dal voto favorevole di ben cinque senatori a vita,il tutti contro tutti nella maggioranza??? ha assunto dimensioni tragicomiche:
-Dini: "Mi pare che il governo stia arrivando al capolinea. Le dichiarazioni del presidente della Camera Bertinotti e quelle degli esponenti principali di Rifondazione comunista dicono che il governo ha fallito, ha fallito su pensioni, precariato, salari, sulla redistribuzione delle risorse e chiedono una verifica al governo che sposterebbe ancora di più al sinistra l'asse del governo''
-Ferrero: “ Considererei il fatto di uscire dal governo ma di rimanere in maggioranza come la condizione più fessa che ci possa essere”, questo dopo che il segretario del suo partito e il presidente della camera parlano senza mezzi termini di fallimento del governo.
-Di Pietro: "Piaccia o non piaccia, dopo il voto di fiducia di ieri in Senato, la maggioranza politica non c’è più e di questo va preso atto. Per questo noi dell’IDV chiediamo non solo una verifica politica ma che si avvii un nuovo processo costituente affinché la prossima coalizione sia una coalizione del fare sullo stesso programma e non della logica dello stare insieme solo contro qualcuno. Non se ne può più di litigiosità. Meglio scomporre e ricomporre i poli in modo più omogeneo".
-Mastella: "Ho parlato con il mio capogruppo alla Camera, se Rifondazione comunista o altri partiti della sinistra, nonostante l’impegno preso dal ministro Chiti ieri sera e da me stesso per evitare già ieri la crisi di governo, che ci sarebbe stata senza l’impegno di modificare alcuni elementi che nulla hanno a che fare con la vicenda della sicurezza, come i temi di genere e natura sessuale, se Rifondazione comunista dice che non si toccano e viene lasciato tutto inalterato, per noi, e mi rivolgo al presidente del Consiglio e il capo dello stato, è crisi di governo. Se è così, togliamo la fiducia al governo. Se, viceversa, Rifondazione e gli altri accettano l’idea che su questioni di rilevanza di valori non si può mortificare il parlamento conducendolo, in prigionia politica, attraverso strumenti da cavallo di Troia come quello del voto di fiducia, si discute liberamente".
-Bordon: «La situazione dimostra che da tempo non c’è più la maggioranza politica. Non credo che si possa aspettare gennaio, così non si può andare avanti».
-Sgobio(PDCI) : “Quello che è successo ieri è l’ennesima dimostrazione che i problemi per il Governo provengono dagli ’estremisti di centro, che usano le loro ’mani libere per picconare la coalizione”.
Queste alcune dichiarazioni che dimostrano ancora una volta,casomai ce ne fosse bisogno, che una maggioranza non c’è e non c’è mai stata ne politicamente e meno che mai nei numeri,in pratica fin qui hanno governato i senatori a vita, con il parlamento bloccato,incapace di legiferare perché basta un solo dissenso,non in aula ma in una qualsiasi commissione per bloccare tutto.
Si può pensare di andare avanti ancora così? Il paese ha bisogno di un “governo che governi”,non di un esecutivo impegnato solo a sopravvivere a se stesso a qualunque costo,aggrappati alle poltrone come polipi agli scogli.
Dopo tutte queste parole ci sarà qualcuno che si decide a staccare la spina per il bene dell’Italia?

              


16 novembre 2007

PASSA LA FINANZIARIA MA NON IL GOVERNO.

Il Senato ha approvato la finanziaria 2008 con 161 si e 157 no,contro la manovra ha votato anche il sen. a vita Cossiga in aperto dissenso con il governo per la volontà di istituire una commissione parlamentare di inchiesta sul G8 di Genova nel 2001.
E’ passata dunque la finanziaria, ma non il governo,i dissidenti Dini e Bordon nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato il voto favorevole solo per “etica di responsabilità” chiamandosi apertamente fuori dalla maggioranza,giudicando l’attuale quadro politico non idoneo a risolvere i problemi del paese che avrebbe bisogno di ben altro, a cominciare da un nuovo governo e un’altra maggioranza.
"C'è un Paese allo sfascio ha osservato Dini,e bisogna rimediare. Noi faremo le nostre proposte nelle prossime settimane".
"L'attesa e prevista implosione del centrosinistra si è verificata: le dichiarazioni del presidente Dini e del senatore Bordon hanno sancito la fine di questa maggioranza e di questo governo".
Con questa finanziaria la sinistra ha dispensato denaro pubblico effettuando un gigantesco voto di scambio per cercare di tenere insieme una maggioranza esausta che da tempo non esiste più nè moralmente nè politicamente. Domani, sabato e domenica Forza Italia chiama i cittadini a manifestare in tutte le città d'Italia per esprimere la loro sfiducia e la loro indignazione nei confronti di questo governo".
Così il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi commenta l'approvazione al Senato della Finanziaria, tornando quindi a chiedere il ritorno alle urne.
 


27 ottobre 2007

CHE ALTRO DEVE SUCCEDERE ANCORA?

Dopo il caos delle votazioni al senato di ieri,che hanno visto la pseudo maggioranza andare sotto per ben 7 volte,alcune delle quali su provvedimenti importantissimi come la chiusura della società Ponte sullo Stretto di Messina, non si capisce davvero cos’altro debba succedere ancora per rendersi conto della crisi irreversibile che sta vivendo il governo.
Quando si è costretti ad andare a recuperare in fretta e furia nelle toilette del senato una quasi centenaria senatrice a vita come la Montalcini,che ne aveva pur diritto dopo ore passate in aula,per non rischiare ulteriori cedimenti,significa soltanto che si è su un binario morto, e bisognerà pur scendere dal treno.
Per la prima volta  ieri ho provato un senso di pena per Prodi, dopo che ha chiamato le telecamere per lanciare un appello ai suoi ed esigere(Sic) il rispetto degli impegni,mentre in senato succedeva di tutto, in altre circostanze avrei riso,ieri no, ho visto soltanto un uomo disperato che cercava di salvare il salvabile, che non ha avuto rispetto nemmeno di se stesso e della sua dignità.
Ancora una volta oggi,Dini ha confermato di non avere più vincoli di coalizioni perché il partito con cui è stato eletto(La Margherita) non esiste più,ha ribadito quindi di avere le mani libere e che una finanziaria che non riduce le tasse e aumenta le spese,bocciata da tutti gli organismi nazionali e internazionali va profondamente cambiata in parlamento, e dello stesso avviso sono altri senatori della maggioranza,senza contare le continue liti fuori e dentro le aule parlamentari.
In queste circostanze,l’unico augurio che si può fare,per il bene dell’Italia, è che l’agonia di questo governo  finisca al più presto.




13 ottobre 2007

BORDON E MANZIONE FUORI DALL'UNIONE.

Non si placano le tensioni al Senato tra l'Ulivo e i dissidenti della Margherita Willer Bordon e Roberto Manzione, fondatori de 'l'Unione democratica'. "Ieri - ha spiegato Bordon - abbiamo ricevuto una lettera da un avvocato che per conto dell'Unione ci certifica di fatto che io e Manzione non facciamo più parte dell'Unione. Di conseguenza l'Unione certifica che al Senato non ha più la maggioranza", anche perché a questo punto, "non avendo più obblighi di coalizione, io e Manzione ci sentiamo liberi di presentare nostri emendamenti ad una Finanziaria che riteniamo abbia seri elementi da modificare". Dunque "se non c'è più una maggioranza politica ci sarà una maggioranza aritmetica sui nostri emendamenti".
"Non ne ho parlato con Prodi - aggiunge Bordon - vogliamo però un chiarimento politico", perché "questo non è un gioco. Per quanto mi riguarda sono pronto anche a lasciare la politica, quindi il problema non mi riguarda. Al Senato - ha concluso Bordon - la maggioranza è letteralmente allo sbando, con le varie anime del Partito Democratico alle prese con una lotta animalesca".

Dopo Mussi e Angius,Dini e D’Amico,adesso Bordon e Manzione,a questo punto sono curiosa di sapere che faranno Fisichella e altri ancora.

Insomma il Partito Democratico che nasce per unire e semplificare, fino ad ora ha prodotto divisioni e moltiplicazioni, e siamo solo all’inizio.


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permalink | inviato da Aurora86 il 13/10/2007 alle 16:42 | Versione per la stampa


8 giugno 2007

DI TUTTO E DI PIU' .

Che schifo,non riesco a trovare le parole più adatte per commentare quello che è successo ieri al senato, come non dar ragione a Berlusconi quando dice che il “ potere è il miglior collante che possa esistere"?
Pur di salvare se stesso il governo non ha esitato a passare sopra a tutti e sopra a tutto, è riuscito persino a “comprarsi” il voto determinate di 3 senatori altoatesini della SVP fortemente critici verso l'esecutivo per come è stata gestita la vicenda Visco-Speciale,tanto che avevano già annunciato il loro voto contrario, promettendo loro “sconti sui carburanti nella loro regione”.
Ma la cosa che più ha colpito è stato il fango gettato addosso al gen.Speciale, accusato per bocca del ministro dell'economia Padoa Schioppa delle cose più incredibili,il comandante generale della Guardia di finanza ha «gestito in chiave personalistica il Corpo»; ha dato promozioni ed encomi solo agli amici, «compreso il suo aiutante di campo, indagato»; ha assunto comportamenti «di dubbia lealtà» nei confronti dell’autorità politica «stringendo rapporti con la magistratura e gli organi di stampa». E ancora: si è dimostrato inadeguato nella scelta dei collaboratori; non ha vigilato sulle indiscrezioni pubblicate dai giornali; ha promosso ufficiali inadeguati all’incarico.
Insomma, Speciale - secondo Padoa-Schioppa - è stato reticente, poco trasparente ed eticamente scorretto,praticamente un golpista,mentre dai banchi dell'opposizione si gridava all'indirizzo del ministro buffone,buffone.
Non si capisce infatti, se fossero vere le accuse del governo, perchè non è stato immediatamente destituito e denunciato agli organi competenti,invece lo hanno tenuto in carica per un anno,ma non solo, gli hanno offerto un prestigioso incarico alla Corte dei Conti, con uno stipendio da 120.000 euro l'anno da cumulare alla pensione e prebende varie,non oso pensare che razza di gente ci sia alla Corte dei Conti se era considerato un posto idoneo per un tale fellone.
La verità è una soltanto: “ il gen. Speciale ha la colpa di non essersi piegato e di aver difeso i suoi uomini contro chi tentava di piegare il corpo della GDF ai propri fini personali e politici”, gli italiani,tutti,lo hanno capito benissimo, tutti i sondaggi di opinione concordano su questo,la gran parte degli italiani ritiene che in questo caso,come minimo vi è stata poca chiarezza e cattiva gestione.
Berlusconi parla di “metodi staliniani” per coprire le malefatte di un governo ormai in coma , che usa con disinvoltura,come al solito, la menzogna e il ribaltamento della realtà, a cura dei sen. Malan e Stracquadanio di Forza Italia, il resoconto con le accuse al gen. Speciale è stato trasmesso alla Procura della Repubblica di Roma ,tutta la CDL chiede con forza una commissione d'inchiesta sulla vicenda.
Le mozioni della CDL al senato sono state respinte con il voto determinante dei 3 senatori della SVP, “comprati” con gli sconti di carburante e di qualche senatore a vita, ma l'importante non era questo,importante era portare a conoscenza dell'opinione pubblica l'ennesima malefatta del governo,ormai detestato e inviso anche dalla maggior parte di coloro che l'hanno votato.
Hanno salvato Visco ma hanno perso completamente e definitivamente la faccia, anche al ridicolo c'è un limite, una parte consistente della maggioranza ha votato soltanto per salvare la poltrona,non certo per convinzione su questa assurda vicenda, c'è una cosa però che ieri non hanno perso, la dignità, quella ormai se la sono giocata da un pezzo.
Con permesso,vado a vomitare.




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permalink | inviato da Aurora86 il 8/6/2007 alle 2:22 | Versione per la stampa


1 giugno 2007

C'E' UNA SANTABARBARA AL SENATO .

Il vertice dell’Unione di oggi ha dato mandato direttamente a Romano Prodi per gestire il caso Visco, che sarà discusso al senato il prossimo 6 giugno.

Al senato infatti c’è una santabarbara innescata e pronta a esplodere con conseguenze difficilmente gestibili e prevedibili dalla sinistra .

Sono cinque infatti le mozioni che andranno al voto, una di Cossiga che, in controtendenza chiede al governo di “dimettere il gen.Speciale ed evitare un dibattito farsa” , poi quelle della CDL e Italia dei Valori, quella del sen. Di Gregorio, e una di un gruppo di senatori dissidenti della Margherita capeggiati da Willer Bordon e Manzione a cui potrebbero aggiungersi i voti dei senatori del gruppo sinistra democratica di Mussi, tutte che chiedono le dimissioni o il ritiro delle deleghe a Visco.

Al momento del voto probabilmente la CDL ritirerà la sua mozione e farà convergere i suoi voti sulle altre mozioni.

Infine come ciliegina sulla torta anche un’altra mozione trappola del sen.Calderoli, dove si chiede al senato di confermare la fiducia alla GDF e al generale Speciale, per costringere la maggioranza a votare indirettamente contro Visco.

Una situazione davvero da brividi, non posso credere che il governo sia così masochista da presentarsi in senato con Visco ancora al suo posto,probabilmente volente o nolente sarà costretto a fare un passo indietro.
 
            


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permalink | inviato da il 1/6/2007 alle 16:19 | Versione per la stampa


25 maggio 2007

CASO VISCO : LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA .

La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo,per il momento contro ignoti, sul caso che vede coinvolti il comandante generale della GDF Roberto Speciale e il vice ministro Visco sulle ingerenze e intromissioni nella catena di comando,verbalizzate davanti all’avvocato generale dello Stato Manuela Romei Pasetti, un’altra indagine parallela è stata aperta dalla Procura militare che nella persona del PM Antonino Intelisano sta ascoltando,sulla vicenda,alcuni ufficiali.

Intanto dopo le accuse del comandante generale Speciale e la conferma sempre a verbale di tre generali di corpo d’armata,Favaro,Pappa e Spaziante,emergono ulteriori particolari e nuovi testimoni,questi non ancora ascoltati,ma indicati da Speciale come testi.

Si tratta del colonnello Carbone e del maggiore Cosentino della GDF i quali si trovavano nell’ufficio di Speciale il 17 luglio 2006 alle ore 9,26 , che ascoltarono la conversazione tra il comandante generale e il vice ministro Visco con il viva voce aperto , e non possono fare a meno di udire la voce rabbiosa di Visco  che si rivolge a Speciale reo di non aver rispettato alcuna regola deontologica , non dando esecuzione automatica ai  suoi ordini, ovvero rimuovere tutti a Milano tranne il comandante interregionale, poi ordina  a Speciale di riunirsi “subito con i generali Pappa e Favaro per dare a quegli ordini esecuzione immediata e di concordare con loro una risposta da dare alla Procura di Milano”, infine la minaccia : “ se non ottempera sono chiare le conseguenze a cui andrà incontro”.

La CDL intanto ha presentato formale mozione di sfiducia a Visco al senato che probabilmente si discuterà la prossima settimana,alla camera intanto il governo prende tempo e si impegna a rispondere al question time del 20 giugno, come al solito Prodi scappa di fronte alle responsabilità sperando che il caso si raffreddi,ma al senato sarà altra musica.

Probabilmente la mozione di sfiducia sarà respinta, anche larghi settori della maggioranza schifati da questo verminaio, Di Pietro, Rutelli, Parisi, Mastella ecc. ,pur di rimanere attaccati alla poltrona e controvoglia voteranno contro la mozione,rimane però l’opinione pubblica alla quale si dovrà spiegare,come sia possibile che il comandante generale della GDF,tre generali di corpo d’armata e altri ufficiali pur essendo dei “calunniatori”(Sic) sono rimasti ai propri posti e non sono stati ne rimossi ne radiati immediatamente.

Non ho alcun dubbio,che,con le facce di bronzo degne di miglior causa che si ritrovano, anche in questo caso, sapranno trovare la “pezza a colore”.


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permalink | inviato da il 25/5/2007 alle 17:3 | Versione per la stampa


29 marzo 2007

L'ORDINE DEL GIORNO DI FORZA ITALIA AL SENATO .

Questo l’odg presentato da Forza Italia al senato che impegnava il governo a dare concrete garanzie per i nostri soldati impegnati in Afghanistan.

 

“Il Senato in sede di discussione dell’A.S. 1381 «decreto legge n. 4, recante proroga missioni internazionali;
premesso che:
la missione Isaf della Nato in Afghanistan sta diventando sempre più impegnativa sul piano strettamente militare;
nel settore controllato dal generale Satta, in dicembre un’ autobomba ha ucciso il capo della polizia di frontiera Safi, poi è stato assassinato il capo della polizia di Herat. In gennaio un kamikaze si è fatto esplodere all’aeroporto, il 18 febbraio è stato attaccato un check point sulla Ring road, il 21 febbraio una mina ha investito un convoglio italo-spagnolo, uccidendo una soldatessa, il 3 marzo l’esplosione di una bicicletta bomba ha sfondato un taxi uccidendo tre passeggeri, episodi isolati ma che offrono uno scenario che sta mutando;
lo stesso generale ha richiesto con urgenza l’invio di elicotteri per garantire maggiore sicurezza aerea;
la brigata Sassari è stata attaccata da gruppi di talebani e avrebbe risposto al fuoco, così come negli ultimi giorni vi sono stati attacchi nei confronti dei nostri militari;

avremmo dovuto perlustrare la valle Musaqala, alle porte di Kabul, ma abbiamo rinunciato, su consiglio degli americani, perché non adeguatamente armati per difenderci da possibili attacchi;
vi è il forte rischio che gli scontri si intensifichino in vista dell’ormai preannunciata offensiva talebana di primavera;
lo stesso sottosegretario alla difesa Lorenzo Forcieri ha dichiarato che «anche se non cerchiamo guai, i guai cercheranno noi», tradotto, i nostri soldati rischieranno la vita come qualunque altro soldato dei Paesi coinvolti;
constatato che: non vi è dubbio sul ruolo dell’Italia per quanto riguarda l’aspetto civile della missione: nel 2006 sono stati spesi 5,3 milioni di euro per costruire ospedali, ambulatori, pozzi e scuole,impegna il Governo:a dotare, in tempi brevi, i nostri militari di armi di difesa attiva, come ad esempio veicoli di massima blindatura, elicotteri, postazioni predisposte per il tiro, armamenti e apparecchiature per attivare la reazione immediata in caso di attacco, procedure di intervento e contrasto in caso di violazione delle zone perimetrali, al fine di garantire adeguati strumenti che consentano di fronteggiare eventuali scontri, eliminando così quanto più possibile il rischio della vita dei soldati.”

G5 (testo 3) SCHIFANI, MATTEOLI, CASTELLI, CUTRUFO, GIULIANO, GUZZANTI, BIONDI, MARINI GIULIO, NESSA

 

Nulla di eccezionale dunque,ma soltanto la consapevolezza del peggioramento della situazione sul campo, e l’intenzione di garantire ai nostri militari adeguati strumenti di difesa attiva.

L’odg è stato firmato e votato da tutta la CDL,Udc compresa, ma è stato respinto dalla maggioranza,a  quel punto l’astensione è stata una scelta obbligata.

Coloro che hanno rifiutato per mero calcolo politico l’accoglimento di queste misure minime per mettere i nostri militari in condizione di operare in sicurezza,sono gli ultimi che possono permettersi di parlare di “voltafaccia”.

Coloro che vanno a braccetto con Hezbollah e con Hamas, che fanno liberare capi terroristi dei Talebani e che li propongono come interlocutori,che hanno portato la  politica estera italiana al punto più basso della sua storia repubblicana, non hanno titoli per dare lezioni a nessuno,abbiano almeno il pudore di tacere.


28 marzo 2007

BENE L'ASTENSIONE AL SENATO .

Hanno fatto bene Forza Italia ,An, Lega Nord, DC e gli altri minori ad astenersi ieri al senato sul volto di rifinanziamento delle missioni militari all’estero, era esattamente quello che la base ha chiesto a gran voce, non ci può essere voto favorevole per gli amici di Hamas e dei Talebani.

E’ notizia di ieri che il sottosegretario di stato americano Nicholas Burns, ha espresso il disagio dell’Alleanza atlantica per la gestione delle trattative per il rilascio del giornalista di Repubblica, questo dopo le polemiche con gli alleati,in primis gli USA, dove il ministro degli esteri D’Alema aveva millantato “comprensioni” che non ci sono mai state.

"Il voto di astensione di Forza Italia, An e Lega  deriva dal fatto che non e’ stato recepito l’ordine del giorno presentato da tutti i partiti dell’opposizione che chiedeva, con indicazioni assai precise, una maggior sicurezza per i nostri soldati, ma anche dalla clamorosa involuzione che caratterizza in modo sempre piu’ accentuato la nostra politica estera", l’aggettivo più benevolo degli alleati nei nostri confronti è “inaffidabili”.

Intanto “Su due importanti questioni, l’Unione si è divisa. Prima, sull’ordine del giorno di Calderoli G2 che chiede al Governo di impegnarsi a chiedere l’esclusione dei talibani dall’eventuale conferenza di pace, nonostante il parere favorevole dei relatori e del governo, sette senatori del correntone Ds, tra cui Cesare Salvi, Rifondazione Comunista e Verdi e Comunisti Italiani non hanno partecipato al voto, mentre otto irriducibili hanno addirittura votato No, tra questi Furio Colombo, Oskar Peterlini, Fernando Rossi, Turigliatto, Giannini e Ribaldi.
Poi, su un altro ordine del giorno di Calderoli, il G14, che impegna il governo a ricercare una strategia comune dei paesi Nato nella gestione di rapimenti in zona di operazioni, sul quale il ministro D’Alema ha addirittura ringraziato Calderoli per aver presentato il documento, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi hanno votato No in blocco, insieme ad alcuni colleghi dell’Ulivo, per un totale di 42 senatori, oltre un quarto della coalizione.

Bene così dunque, non possiamo essere confusi con coloro che negano ai nostri militari  gli strumenti per potersi difendere e operare al meglio,con coloro che fanno liberare capi terroristi in cambio di ostaggi mettendo a repentaglio la sicurezza di militari e civili della coalizione, e con coloro che telefonano ai capi terroristi di Hamas promettendo impegno per fare arrivare loro i finanziamenti che la comunità internazionale ha bloccato.

Infine per quanto riguarda l’UDC , che ha voluto differenziarsi dalla CDL votando a favore, c’è da sottolineare che  Casini e Cesa possono abbaiare solo alla luna, non hanno i numeri infatti per sostituire eventualmente la sinistra radicale nel governo, e il partito è già spaccato in questa situazione figuriamoci se appoggiasse il governo anche dall’esterno.

Ma non solo, la gran parte della loro base si riconosce nella CDL, tanto che le alleanze per le amministrative sono state a grandissima maggioranza confermate,tranne qualche sporadico caso,in eventuali elezioni l’UDC se va da sola o passa a sinistra a stento riuscirà a confermare si e no la metà dei voti che attualmente ha, e in ogni caso la CDL vincerebbe ugualmente alla grande.

L’unica possibilità che l’UDC ha per rendersi autonoma e mantenere la maggior parte dei consensi  è una legge elettorale che gli permetta di competere da sola alleandosi magari con qualche altra formazione centrista attualmente schierata a sinistra, tipo UDEUR o altri, ma questo è difficile che si realizzi e  nulla toglierebbe alle potenzialità di vittoria della CDL.

Pertanto non è il caso di inseguire più di tanto Casini&C , che cuociano pure nel loro brodo,ci penseranno i loro stessi elettori a farli rinsavire.


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