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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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23 gennaio 2009

RIFORMA EPOCALE

E’ stato firmato ieri a palazzo Chigi l’accordo quadro sul nuovo modello contrattuale, che manda definitivamente in pensione il modello Ciampi del 1993.
Il nuovo modello contrattuale comune nel settore pubblico e privato ha una durata triennale e conferma l'assetto della contrattazione collettiva su due livelli: quello nazionale e quello di secondo livello. Scompare l'inflazione programmata e arriva un nuovo indice previsionale basato sugli standard europei e depurato dalla componente energetica.
L’obiettivo è quello di favorire la contrattazione locale o aziendale adeguando i salari alla produttività, soddisfazione è stata espressa dal ministro del welfare Sacconi, dal ministro della funzione pubblica Brunetta, dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, leader sindacali e rappresentanti del commercio e artigianato.
Sono 35 le sigle che hanno firmato o si apprestano a firmare l’intesa, insomma cambia tutto tranne il no della CGIL che ancora una volta si è chiamata fuori dallo storico accordo, credo non ci voglia molto per capire dove sta la ragione e dove sta il torto, stia pure sull’Aventino Epifani, ma finalmente una cosa è certa: “ nessuno ha diritto di veto e l’unità sindacale non è più un dogma”, chi vuole il mantenimento dello status quo faccia pure battaglie demagogiche e di retroguardia mentre gli altri faticosamente avanzano verso la modernizzazione.









12 dicembre 2008

MAESTRO UNICO:NON CAMBIA NULLA

L’arte della disinformazione, della verità che va adattata alle circostanze, da parte dei campioni della menzogna e del ribaltamento della realtà della sinistra italiana, ha toccato in queste ultime ore,ancora una volta, delle punte notevoli di eccellenza,con la complice ignoranza o malafede, fate voi, della gran parte della stampa e dei media.
E’ successo dunque che, dopo l’incontro di ieri tra governo e sindacati per l’attuazione della riforma scolastica, questi ultimi hanno emesso un comunicato in cui si annunciava che, tra le altre cose “ slitta al primo settembre 2010 l'applicazione della riforma della scuole superiori, inizialmente prevista per settembre 2009” cosa esatta poiché il rinvio servirà a «dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi del secondo ciclo” e che “ il maestro unico sarà facoltativo a richiesta delle famiglie” , cosa del tutto falsa, e così stampa e media in queste ore parlano di “ marcia indietro del governo” , “riforma bocciata” e altre castronerie di questo genere, e non solo, uno “zombie politico” come Veltroni afferma che avevamo ragione noi, le nostre critiche erano fondate, e persino Epifani si entusiasma: “ retromarcia della Gelmini”.
E così il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini per fare definitiva chiarezza sulle cazzate che circolano in queste ore ha emesso una nota :
Nessuna retromarcia del governo è tutto confermato, chiunque affermi in queste ore che è cambiato qualcosa - aggiunge il ministro dell'Istruzione - sta semplicemente dicendo una falsità e cerca in maniera strumentale di mettere in discussione la linea del governo che non è mai cambiata e che non cambia”.
Infatti le famiglie hanno la possibilità di scegliere l’orario più idoneo alle loro esigenze, ovvero il tempo parziale a 24,27,30 ore, oppure il tempo pieno a 40 ore, ma in tutti i casi sarà soltanto uno il maestro responsabile della didattica e riferimento educativo del bambino.
E’ chiaro che sia in caso di tempo parziale sia in caso di tempo pieno un solo maestro non basta a coprire tutto l’orario e si alternerà con i docenti di materie specifiche come religione,lingua e informatica, o un secondo maestro nel tempo pieno prolungato, come previsto nel piano e ribadito nella conferenza stampa a Palazzo Chigi del 2 Ottobre scorso che tutti possono andare a riguardarsi.
Parole chiare e definitive dunque,tanto che si confermano tutte le economie previste nel piano triennale nonché la riduzione degli organici di 87.000 unità che si realizzeranno attraverso la non sostituzione del personale in pensione,insomma se ne facciano una ragione, i moduli e le compresenze sono definitivamente morti e sepolti.
Infine credo che gli elettori della sinistra siano molto più intelligenti dei loro pseudo leader , questa considerazione mi è venuta leggendo le dichiarazioni di quel buontempone di Franceschini che ha affermato : “ i tagli rimangono e resta in campo l’arma del referendum” , e capiscono dunque che è una presa per i fondelli,visto che sulle leggi di bilancio i referendum non sono ammessi come recita l’art.87 della costituzione, su Franceschini,Veltroni e il resto di questa sinistra “parolaia e inconcludente”, non rimane che dare ragione a Berlusconi, il quale da profondo conoscitore di uomini non a caso li ha definiti

EMERITI COGLIONI ! ! !









13 novembre 2008

IL NUOVO COLLATERALISMO

I sindacati confederali divisi su tutto, è questo il risultato che ha portato il nuovo collateralismo tra la CGIL , Veltroni e il PD.
Epifani fa tutto tranne il sindacalista, questa l’accusa rivolta dagli altri leader confederali, Bonanni, Angeletti e Polverini al segretario della CIGL, infatti più che trattare, il neo cavaliere solitario, come Don Chisciotte contro i mulini a vento, si infuria, pone veti e minaccia scioperi a raffica, così mentre gli altri trattano e firmano il contratto degli statali lui sdegnosamente rifiuta, gli altri leader incontrano il ministro dell’istruzione Gelmini e iniziano a sfilarsi dallo sciopero previsto per domani e lui niente, la CGIL sarà in piazza, si tratta faticosamente con Confindustria per arrivare a un nuovo modello di contratto per i lavoratori che premi chi lavora di più, risponde con un secco no,anzi proclama uno sciopero generale per il 12 dicembre,
insomma tutto tranne che fare gli interessi di chi rappresenta,cioè i lavoratori.
L’unico interesse che persegue Epifani è quello di radicalizzare lo scontro sociale , opponendo un becero massimalismo al riformismo e alla modernizzazione che sono necessari più che mai in una nuova società, dove la lotta di classe è finita da un pezzo.
Come Luciano Lama negli anni 80 era collaterale al PCI, così lo è Cofferati oggi verso il PD, l’antipasto si è avuto nella trattativa su Alitalia, dove prima ha abbandonato le trattative,salvo poi tornare precipitosamente indietro e firmare, solo perché alcune teste “pensanti” del PD, tra le quali Enrico Letta e D’Alema, hanno convinto lui e Veltroni che il mancato accordo a causa della CGIL, sarebbe stato un tremendo boomerang per il partito.
Negli anni 80 Luciano Lama e il PCI furono sconfitti dal riformismo di Craxi, basta ricordare per tutti il disastroso referendum sulla scala mobile, oggi non c’è bisogno di arrivare a tanto, gli iscritti alla CGIL capiscono e sanno che la loro organizzazione fa politica,non sindacato, non si spiega altrimenti tutta questa voglia di sciopero contro il governo Berlusconi, quando nei confronti del governo Prodi, che ai lavoratori ha tolto anche le mutande, non ha mosso un dito, come lamentava il segretario della FIOM,Cremaschi il 31/01/2007 all’Ansa, dopo che i lavoratori dipendenti avevano verificato nelle buste paga gli effetti della finanziaria di Prodi,Visco &C.
Se a Cofferati piace portare i suoi iscritti in piazza per non ricavarne nulla,anzi facendo perdere retribuzione ai lavoratori faccia pure,non sarà certo lui a impedire al paese di modernizzarsi inaugurando un nuovo sistema di relazioni sindacali con Confindustria e governo.

UPDATE : Oggi si registrano nuovi durissimi attacchi da parte dei segretari di CISL e UIL, Bonanni : ''La Cgil si auto isola'' e Guglielmo Epifani ''e' come colui che va contromano in autostrada e dice che ad andare nel senso di marcia sbagliato sono gli altri'' ;
Angeletti: ''la Cgil ha deciso che doveva scioperare già prima dell’estate ma le ragioni di fondo non sono sindacali, ma di politica e di politica interna, perché avrebbe dovuto fare uno sciopero a prescindere, come direbbe Toto', e per questo non hanno sottoscritto accordi già da settembre''.
''Siccome non avrebbero potuto proclamare uno sciopero facendo degli accordi con Confcommercio e Confindustria hanno lavorato scientificamente per costruire una causa per proclamare lo sciopero.
Adnkronos

UPDATE/2 : I biglietti dei treni per permettere agli studenti di manifestare a Roma sembra siano stati pagati dal PRC e dalla CGIL, evidentemente il nuovo collateralismo coinvolge anche la “spontanea protesta” (Sic) degli studenti, altro che sindacato, questi sono solo dei mestatori che fanno l’opposizione politica, lo capiscono anche i bambini .






1 novembre 2008

UN MILIONE IN PIAZZA …

Sembra che lo facciano apposta questi ficcanaso del Corriere Della Sera, uno non si può fare la sua bella manifestazione e vantarsi della partecipazione di “folle oceaniche”, che subito arrivano loro a romperti le uova nel paniere.
Così,dopo aver sbugiardato con assoluta precisione la manifestazione di Veltroni e del PD al Circo Massimo di Roma,dove il “perdente di successo” aveva annunciato la presenza di 2.500.000 di persone, ieri la trimurti dei sindacati, non ha nemmeno fatto in tempo ad annunciare la “gioiosa partecipazione” di un milione di persone allo sciopero della scuola, che subito questi birichini del Corriere hanno pubblicato sull’edizione cartacea del giornale una ripresa dall’alto di piazza del Popolo dove si teneva il comizio conclusivo sbugiardando anche questi ultimi.
La piazza infatti è un ellissoide: “lato lungo 120 metri, lato corto 100 metri", pari a 12 mila metri quadrati. Se si aggiungono le aree delle due stradine laterali, fanno in tutto 14 mila metri quadrati. Al netto del grandissimo palco che occupava oltre 1000 metri quadrati, l'area occupata dalla gente, come ben evidenziato dall'immagine scattata dall'alto e pubblicata sul quotidiano di via Solferino, non superava i 13 mila metri quadrati.
Ora applicando la teoria enunciata da Cicchitto sulla “impenetrabilità dei corpi” , che ha fatto tanto infuriare i zucconi di Repubblica, in particolare Sebastiano Messina, al quale io credo sarà venuto un attacco di bile per come ha risposto, e calcolando al massimo 4 persone per metro quadro , alla manifestazione c'erano non più di 50 mila persone.
Occorre quindi che costoro ringrazino adeguatamente il ministro dell’interno Maroni, il quale molto generosamente ha parlato di centomila partecipanti.








19 settembre 2008

ADESSO STACCARE LA SPINA

Dopo giorni e giorni di estenuanti trattative, oggi la cordata italiana (CAI) che era disposta a rilevare Alitalia ,considerata l’impossibilità di raggiungere un accordo con tutte le organizzazioni sindacali ha ritirato l’offerta.
In questi giorni frenetici abbiamo visto di tutto e di più, corporazioni che tentavano di difendere assurdi privilegi, organizzazioni sindacali confederali che responsabilmente hanno capito che la situazione precipitava e si sono dichiarate ,dopo lunghe trattative in cui hanno ottenuto il possibile,pronte a firmare un accordo, sindacati autonomi alleati con un'altra sigla confederale,la CGIL, cosa impensabile solo fino a poco tempo fa.
Ma non solo, gli aquilotti volanti (piloti) pretendevano addirittura di stabilire rotte, numero di addetti e strategie aziendali,si è quindi dovuti arrivare all’assurdo che il presidente della CAI, Colannino ,per fare chiarezza,ha dovuto precisare che “nella nostra compagnia i piloti sono dei dipendenti”(Sic).
Berlusconi che si era prodigato per il salvataggio della nostra compagnia di bandiera, impegnandosi personalmente per mettere insieme una cordata di imprenditori capace di risollevare l’azienda, si è detto amareggiato e ha parlato di pesantissime responsabilità dell’associazione piloti e della CGIL,probabilmente seguirà una conferenza stampa dopo le opportune valutazioni, ma gli italiani hanno ben capito che il mancato accordo è causa “della casta dei piloti” e degli assistenti di volo, e di una parte di sindacato politicizzato, il quale ha pensato più come ridare ossigeno ad un opposizione moribonda e inesistente che agli interessi dei lavoratori e del paese, ma come al solito, e non imparano mai, quello che può funzionare con chiunque altro, con Berlusconi diventa un boomerang,il cerino è rimasto in mano a loro, segnatevi bene questa :” se ad oggi tutti i più autorevoli istituti di sondaggio univocamente affermano che il Premier gode la fiducia di circa 2 italiani su 3 , da domani per quanto possibile la fiducia crescerà ancora di più” ,accetto scommesse.
Per i sindacati confederali intanto è un'altra Torino, il leader della UIL Angeletti, parla di catastrofe sociale e catastrofe sindacale: “l’azienda era morta e qualche mio collega si accinge a fare il becchino”, mentre il leader della CISL Bonanni, si dice deluso e preoccupato: “ si è giocato alla roulette russa e questo prevede che in alcuni casi parta qualche colpo, per colpa di pochi pagheranno in tanti”, Polverini leader dell’UGL rincara la dose: “adesso è chiaro chi ha operato nell’interesse dei lavoratori e chi ha preferito sottostare ad altre logiche”.
In Italia per troppo tempo siamo stati tutti abituati a difendere il nostro orticello,tanto la catastrofe annunciata non arrivava mai, all’ultimo momento c’era sempre qualcuno, quasi sempre lo stato che salvava capra e cavoli, ma la musica adesso è cambiata, a meno di un miracolo in extremis non arriveranno i nostri, in questa vicenda probabilmente avrà pesato anche una errata valutazione di questo tipo, non si spiegano altrimenti certe scene di giubilo, di piloti e assistenti di volo, all’annuncio del ritiro dell’offerta da parte della CAI, come i musicisti del Titanic che suonavano mentre stavano affondando.
Si stacchi la spina dunque e si metta termine all’agonia che è già durata troppo, si portino i libri in tribunale e si dichiari fallimento, magari poi dalle ceneri rinascerà una nuova compagnia aerea.
Certo dispiace lasciare a casa 15.000 persone, per colpa di pochi,una casta privilegiata,ed è impossibile garantire a tutta questa gente le condizioni previste per gli esuberi del piano CAI, ma 36 – 48 mesi di CIG a seconda dell’anzianità,come per legge, li otterranno comunque,poi qualcuno di questi in una nuova azienda o in una compagnia low coast sarà riassunto, alle condizioni dell’azienda però.
L’opinione pubblica,tutto sommato è favorevole a questa soluzione, anche perché difficilmente si dimenticano gli scioperi improvvisi di “aquila selvaggia”, o cosa ancora più grave, benché precettati, tutti in malattia lo stesso giorno, pur di continuare a strappare concessioni e privilegi in una azienda disastrata, e conseguenti disagi gravissimi per i cittadini.
Non è il caso di preoccuparsi eccessivamente dunque, anche perché soprattutto piloti e assistenti di volo,come tutti i lavoratori in cassa integrazione e mobilità potranno integrare il loro stipendio con i “lavori socialmente utili” e mi pare di aver letto da qualche parte delle interessanti idee in proposito del ministro Brunetta, e non sarebbe niente male per i “furbetti dell’hangarino”.

UPDATE 19/09/2008: SONDAGGIO CRESPI, LE RESPONSABILTA’ DEL DISASTRO SONO DEI PILOTI E DALLA CGIL.

Crespi Ricerche, secondo il 63,5% degli italiani la responsabilità del "disastro" è del sindacato piloti e della CGIL che hanno determinato il fallimento della trattativa per il salvataggio della nostra compagnia aerea, mentre il 21,4% ritiene che la responsabilità vada ricercata nella CAI, e il 10,8% ritiene sia colpa del Governo Berlusconi. Su questo tema il 4,3% non esprime un'opinione.
Il 40,3% degli italiani si augura che Alitalia fallisca, mentre il 31,2% che possa riprendere il dialogo tra CAI e sindacati, mentre il 19,8% auspica l'arrivo di un altro interlocutore. Non esprimono opinione l'8,7% degli italiani. La vicenda Alitalia è seguita dall'83,5% dell'opinione pubblica.
Luigi Crespi
Il sondaggio telefonico C.A.T.I. è stato condotto il 18 Settembre 2008 su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per sesso, età ed aree geografiche.
Come volevasi dimostrare....





25 giugno 2008

LA FABBRICA DEGLI STIPENDI

La scuola italiana nel suo complesso è ormai diventata e percepita come una “fabbrica di stipendi” e posti sicuri, non si spiega altrimenti come mai ci siano tanti uomini e donne, i cosiddetti precari, il cui numero è attualmente di circa trecentomila, che sono disposti a fare supplenze nelle sedi più disparate, che aspettano con ansia la nomina per qualche mese o un incarico annuale, il tutto mentre passano anni e anni,addirittura decenni con la speranza di essere immessi in ruolo definitivo, questo nonostante il calo accentuato negli ultimi decenni di alunni per mancanza di nascite che non vengono riassorbiti dai figli degli immigrati nel nostro paese.
Si è arrivati all’assurdo che nel nostro paese si ha un rapporto di 9,1 alunni per ogni insegnante,contro una media OCSE di 13,3,naturalmente anche il personale ausiliario, tecnici, amministrativi, dirigenti ecc. sono in funzione di tale rapporto, con il risultato che il nostro personale insegnante è il peggio retribuito in ambito europeo, con una carriera piatta,uguale per tutti e senza meritocrazia o quasi, questo comporta che la stragrande maggioranza delle risorse vengono impiegate per retribuire tutta questa pletora di personale con benefici nulli per il miglioramento dell’istruzione degli alunni e del livello qualitativo della scuola stessa, è difficile infatti credere che un insegnante bravo che viene retribuito allo stesso livello di un mediocre possa avere voglia di continuare a impegnarsi a far bene all’infinito il suo lavoro.
E così non appena il neo ministro dell’istruzione e università,Gelmini, ha reso nota la bozza del suo piano che prevede di alzare il rapporto insegnanti/alunni di un punto al 10,1 entro il 2012 e comunque sempre molto sotto la media OCSE, il che significherebbe all’incirca un centomila cattedre in meno con un risparmio di otto miliardi, si sono subito levati gli alti lai della trimurti sindacale, che parlano di attacco alla scuola pubblica(Sic) e smantellamento della stessa, come se avere più insegnanti significa più qualità,tutt’altro.
E’ incredibile invece lo scempio a cui si deve assistere a ogni inizio di anno scolastico, dove per formare le classi anche solo di 10 alunni si chiedono deroghe continue,il tutto per mantenere quanta più gente in servizio,non certo per migliorare la qualità e il livello dell’istruzione.
Sono disposta ad avere un po’ di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati” dice il ministro Gelmini, la scuola va considerata "un servizio di cui dobbiamo abituarci a misurare i costi, i benefici, la qualità, il grado di soddisfazione degli utenti e di coloro che vi lavorano".
Sante parole, le risorse che si risparmieranno nella razionalizzazione, almeno una parte va certamente impiegata per migliorare l’aspetto economico degli insegnati più bravi e capaci e per dotare gli istituti di strumenti tecnici e didattici all’avanguardia,solo così potremo sperare di avere una scuola che formi allievi preparati ad affrontare la vita e il mondo del lavoro.
Naturalmente questi sindacati obsoleti,con la vecchia logica di dare “tutto a tutti” non saranno d’accordo, ma bisogna farlo a tutti i costi, lo richiede il paese e le attuali contingenze formative, non si può andare avanti con le vecchie logiche, sono curiosa di vedere il ministro alla prova.
Intanto bisogna far presente alle centinaia di migliaia di precari che non ci sarà spazio per tutti, e con il calo delle nascite sarà sempre peggio, pertanto pensino anche a professioni alternative, ce ne sono di meglio e meglio retribuite, non c’è solo la professione di docente e la scuola, piuttosto che aspettare una immissione in ruolo anni e decenni,se mai arriverà.




5 giugno 2008

LA RIVOLUZIONE DI BRUNETTA

Parte la rivoluzione decisa dal ministro Brunetta, che ha come obiettivo primario combattere l’inefficienza della pubblica amministrazione ,ottimizzando personale e risorse, combattere e licenziare fannulloni e imboscati che non fanno il loro dovere, premiare e incentivare i più meritevoli, fare in modo che la P.A. diventi una risorsa per il paese e non una palla al piede.
Ieri dunque il ministro ha consegnato la sua bozza di riforma , o meglio piano industriale come invece ama definirlo,ai rappresentanti sindacali dove sono previste novità formali e sostanziali di assoluto rilievo per la pubblica amministrazione e i suoi dipendenti.
Se un dipendente pubblico si da' malato e invece sta benissimo, si macchia di reato di truffa aggravata, non solo, ma rischia il posto anche chi, in esubero, non accetta di essere trasferito. Per quanto riguarda i falsi malati, le sanzioni coinvolgono anche i medici di famiglia: il Governo ne prevede il licenziamento, se pubblici dipendenti, qualora attestino il falso.
Premi di produttività in base a qualità di prodotto e servizi, sanzioni più efficaci, con la definizione delle violazioni da licenziamento, compreso scarso rendimento e falsa attestazione di malattia. Poteri manageriali ai dirigenti e riforma della contrattazione con revisione della durata dei contratti e II livello legato alla situazione dell'ente.
Quattro, dunque i punti su cui si concentra la riforma proposta da Brunetta: la cultura della valutazione, modifica della disciplina delle sanzioni, riorganizzazione della dirigenza pubblica e riforma della contrattazione collettiva. Le norme in questione confluiranno in un DDL che introdurrà i principi di riforma del lavoro e della contrattazione pubblica a cui si ispireranno i decreti attuativi che saranno adottati dal Governo entro sei mesi dall'approvazione della legge delega.
Meritocrazia, premialità e trasparenza costituiranno il filo conduttore della riforma al fine di migliorare la qualità dei servizi e dei prodotti offerti dalla Pa. Per quanto riguarda la cultura della valutazione, la produttività sarà direttamente commisurata ai risultati ottenuti. La valutazione su produttività e standard qualitativi dei servizi sarà affidata a un organismo centrale istituito presso il ministero al fine di garantire omogeneità ed efficacia delle valutazioni.
La disciplina delle sanzioni prevederà la definizione delle violazioni che danno luogo al licenziamento, comprese quelle per scarso rendimento e falsa attestazione di malattia, che diventa reato di truffa aggravata. Saranno inoltre semplificati e accelerati i procedimenti disciplinari e saranno rafforzati i sistemi dei controlli medici durante le assenze per malattia dei dipendenti. Al riguardo la bozza di riforma prevede la possibilità di licenziare il medico, se pubblico dipendente, nel caso di false attestazioni. Quanto ai poteri manageriali dei dirigenti, è prevista una loro maggiore responsabilità in caso di scarso rendimento individuale o della struttura diretta. La progressione della carriera si baserà inoltre su procedure di selezione di tipo concorsuale e a valutazioni più stringenti. La riforma della contrattazione collettiva contempla una riduzione dei comparti e delle aree di contrattazione delle amministrazioni centrali, la revisione della durata dei contratti collettivi e l'allineamento tra regolamentazione giuridica e regolamentazione economica dei contratti. È infine previsto il riordino dell'Aran, l'agenzia per la contrattazione nel settore pubblico.
Che dire? Se si riuscirà ad approdare a una riforma simile sarà davvero una rivoluzione nella mentalità e nelle abitudini della pubblica amministrazione, e allora forza ministro Brunetta, probabilmente proveranno a mettere i bastoni tra le ruote i soliti noti,coloro che difendono i privilegi acquisiti, a cominciare dalla trimurti sindacale, ma se il buongiorno si vede dal mattino non si farà certo condizionare,anche perché sa che, la stragrande maggioranza degli italiani,compresi coloro che nel pubblico impiego vorrebbero far di più ed essere pagati meglio sono tutti con lei.






5 giugno 2008

LA ROBIN HOOD TAX DI TREMONTI

Il ministro dell’economia Giulio Tremonti tira dritto, la Robin Hood Tax sui ricavi delle compagnie petrolifere sarà inserita forse già nel DPEF di Luglio.
"L’idea è di ragionare sui profitti e non di applicazione dell’Iva alla pompa, anche perché tra il prezzo alla pompa e quello che c’è dietro in mezzo c’è il barile con sopra una bottiglia di champagne, che è la speculazione. Ha pertanto senso parlare di Iva alla pompa, ma ha anche senso parlare di corporate tax. Non c’è nulla di definitivo, ma a noi sembra che dato il drammatico bisogno degli strati più deboli, questo tipo di prelievo Robin Hood ha senso. La nostra proposta e’ quella di tassare un po’ di più i petrolieri per dare un po’ di più a chi ha bisogno, appunto burro, pane e pasta che sono le vere emergenze del momento. L’Italia può e deve farlo da sola; sono temi che vedono vicino la destra e la sinistra, è necessario che ci sia un’informativa in Europa, ma queste sono iniziative assolutamente nazionali", questo il Tremonti pensiero.
Tassare i lauti guadagni dei petrolieri,soprattutto in questo periodo, per ridistribuire una parte dei super profitti ai più deboli, insomma se non è proprio “anche i ricchi piangano” almeno non “ridano troppo”, è una misura giusta o sbagliata? E soprattutto la UE è d’accordo?
Gli interrogativi su questa misura,peraltro già annunciata dallo stesso Tremonti in campagna elettorale, non sono pochi, e il dibattito è già incandescente tra le forze politiche , sindacali , industriali, liberali e pseudo tali, radical chic e semplici cittadini.
L’Europa innanzi tutto, Tremonti ha comunicato a grandi linee il suo progetto a margine dell’Ecofin e ha ottenuto un sostanziale via libera dal presidente dell’eurogruppo Junker ribadito successivamente dal commissario Ue al Mercato interno Charlie McCreevy.
I sindacati sono grosso modo d’accordo, anche se la CGIL per bocca di Epifani vuole sapere a chi saranno destinati i proventi, gli industriali che naturalmente non sono d’accordo aspettano di conoscere il provvedimento per esprimere valutazioni in merito.
Il ministro ombra dell’economia Bersani parla di “demagogia populistica” di Tremonti e boccia il provvedimento spiegando che i petrolieri potrebbero far pagare ai consumatori la nuova tassa.
Alcuni liberali o pseudo tali storcono il naso, un esempio su tutti IBL (Istituto Bruno Leoni) che giudica la Robin Hood Tax populista e dannosa, a costoro è doveroso ricordare un principio di Einaudi che cita lo stesso Tremonti : “ in tempi straordinari, a profitti straordinari si applicano forme di tassazione corrispondenti” , in pratica si tassano i “profitti di congiunture eccezionali ” ,se poi Einaudi non era un liberale beh allora non serve nemmeno discutere.
Questo giusto per fare qualche esempio, la proposta in se come principio mi sembra se non altro ragionevole , bisogna vedere come sarà applicata , e quali precauzioni ci saranno per i consumatori in caso di tentate speculazioni sui prezzi, ne riparleremo comunque a breve.






10 dicembre 2007

FISCHI AI SINDACATI,UOVA A CONFINDUSTRIA.

Si è svolta a Torino la manifestazione di protesta contro le stragi sul lavoro e in ricordo degli operai morti delle acciaierie Thyssen Krupp,almeno ventimila persone secondo gli organizzatori.
Il dolore e la rabbia non hanno risparmiato nessuno, uova e arance contro la sede della Confindustria di Torino, fischi e contestazioni ai sindacati e ai politici come Bertinotti e Ferrero che hanno partecipato al corteo.
Assassini,assassini questo era lo slogan più frequente della manifestazione,intanto ancora restano ignote le cause dell’incendio che ha provocato la morte di quatto operai e altri due in fin di vita,l’azienda in un comunicato precisa che “non è confermata nessuna violazione delle misure di sicurezza”.












1 dicembre 2007

ALTRO CHE CENONE ,SIAMO ALLA FAME.

L’Istat comunica che l'inflazione a novembre è salita al 2,4% contro il 2,1% di ottobre, ai massimi dal giugno 2004.
Crescono sempre di più i prezzi degli alimentari(pane,pasta,latte,carne ecc.) , ormai diventati un lusso, dei carburanti e delle tariffe di energia e trasporti.
Per i sindacati e’ necessario che il governo “intervenga immediatamente” per fronteggiare eventuali operazioni speculative sui prezzi.
I consumatori lanciano l’allarme: la Federconsumatori fa i conti e prevede una stangata di 400 euro a famiglia a causa del rialzo di pane, pasta e latte e di tutti gli altri prodotti alimentari. Adiconsum ritiene che l’inflazione per le famiglie sale al 3,5% e chiede un intervento del Governo.
A tutto questo va aggiunto l’aumento dei carburanti,trasporti ed energia quantificato in un aumento mensile di 36 euro a famiglia.
Dopo che la
Confesercenti ha diffuso i dati di un indagine che prevedono un “natale povero” di consumi e regali visto che le tredicesime saranno impiegate per la maggior parte a pagare bollette arretrate, tasse, rate dei mutui aumentate a dismisura ecc. si sperava di consolarsi almeno con il cenone,invece anche su questo bisognerà stringere la cinghia, considerato che anche i prezzi dei generi di prima necessità sono alle stelle e aumentano di giorno in giorno.
La “felicità” promessa in campagna elettorale è arrivata anche prima del previsto…..



Update 02/12/2007 : "Ricordiamo al professor Prodi che quando durante il governo Berlusconi aumentavano i prezzi esisteva un plotone d’esecuzione, capeggiato da lui stesso, che accusava l’allora presidente del Consiglio e il ministro Tremonti perche’ non facevano una politica di controllo dei prezzi".
"Oggi l’economista Prodi scopre che si tratta di fattori internazionali. Ricordiamo al professor Prodi il titolo di un bel libro di Balzac: ’La pelle di zigrino"’.
Lo ha affermato in una nota Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore nazionale di Forza Italia, rispondendo al presidente del consiglio che attribuisce i rincari alla situazione dei mercati internazionali.



16 ottobre 2007

WELFARE: SI CAMBIA DI NUOVO.

Dopo il referendum dei lavoratori che ha approvato a larghissima maggioranza il protocollo sul welfare del 23 luglio , le modifiche allo stesso, introdotte nel consiglio dei ministri di venerdì scorso per cercare di accontentare i partiti della sinistra radicale hanno ricevuto lo stop di Confindustria nei giorni scorsi e quello dei sindacati oggi.
Dopo gli avvertimenti la “trimurti sindacale” è passata alle minacce esplicite, al termine di un’incontro definito informale a Palazzo Chigi con Prodi ,
Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti hanno comunicato le decisoni del Presidente del Consiglio  : “Prodi ha detto che è intenzionato a mantenere integralmente l’accordo del 23 luglio, il governo ha dichiarato la disponibilità a rivedere le parti del provvedimento che non corrispondono al protocollo sul welfare «entro 48 ore», ovvero entro giovedì, noi attendiamo fiduciosi giovedì ci sono i nostri esecutivi unitari che verificheranno il rispetto dell'impegno, se il governo non rispetterà i patti il sindacato reagirà” . 
Intanto arrivano bacchettate anche dal Fondo Monetario Internazionale : In Italia con il pacchetto sul Welfare «si è andati indietro rispetto alle riforme precedenti». Lo ha detto il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Rodrigo De Rato, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della presentazione dei lavori della prossima Assemblea annuale dell'Fmi. Nel pacchetto «vediamo rischi» per la tenuta dei conti.
Ma si può definire serio un governo che rimette continuamente in discussione quello che ha approvato e firmato con le parti sociali?



Update 16/10/2007 : La sinistra radicale dice no a nuove modifiche in consiglio dei ministri che annullino quelle decise venerdì scorso,e in ogni caso il parlamento è sovrano,come finira?
Ogni giorno che passa,Prodi somiglia sempre di più al vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro di manzoniana memoria.



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permalink | inviato da Aurora86 il 16/10/2007 alle 2:13 | Versione per la stampa


20 luglio 2007

PENSIONI: UN PASTICCIO STUPIDO

 La montagna ha partorito il topolino, così si può sintetizzare l’accordo faticosamente raggiunto la notte scorsa dopo mesi di estenuanti e ridicole trattative tra il governo le varie anime del centrosinistra e i sindacati.
L’ammorbidimento dello scalone e non la sua “eliminazione” ,che prevede un sistema di “scalini” e quote ed un costo secondo il ministro del lavoro Cesare Damiano  pari a 10 miliardi di euro in dieci anni se va bene, non accontenta nessuno,e soprattutto produce iniquità nei confronti delle giovani generazioni che dovranno accollarsi questa nuova voragine del sistema previdenziale italiano.
Una concertazione “fittizia” fatta soltanto con la “trimurti sindacale” e nessun altra categoria sociale , a cui non è parso vero,poter ancora un volta , difendere rendite di posizione e diritti acquisiti,ignorando come sempre coloro che non hanno diritti e forse sarà assegnata loro una pensione quando saranno già al cimitero.
L’Unione Europea,OCSE,FMI e agenzie di rating sono già in allarme e chiedono chiarimenti esaustivi al governo sulle pensioni, i mercati probabilmente non premieranno certo questo pasticcio,siamo l’unico paese in Europa dove l’età pensionabile viene abbassata,anziché il contrario,tenendo conto dell’allungamento della vita media.
Intanto moderati e centristi della maggioranza esprimono “dubbi e riserve” sull’accordo, mentre dalla sinistra radicale rullano già i “tamburi di guerra” ,i comunisti italiani si dicono “profondamente delusi” ,Rifondazione Comunista attraverso il segretario Giordano parla di “giudizio negativo” e di voler lavorare in parlamento per il “superamento effettivo dello scalone”(Sic), e i rappresentanti dell’ala “dura e pura” del partito,i senatori Cannavò e Turigliatto dichiarano di voler contrastare in ogni modo questo accordo che sarà respinto anche se su di esso verrà posta la fiducia.
Semplicemente ridicoli Fassino e Padoa Schioppa,il primo che parla di “riforma equilibrata e moderna” , il secondo addirittura spiega che la “riforma è a costo zero” , soltanto perché le risorse saranno trovate all’interno del “sistema previdenziale”.
Io mi chiedo e vi chiedo, è giusto sperperare dieci miliardi e metterli sul groppone delle nuove generazioni  per permettere a circa 250.000 lavoratori dipendenti di lavorare un anno o due in meno perché di questo si tratta?
Non sarebbe stato molto più equo utilizzare una parte di queste risorse per il welfare  e per dare qualcosa di più che un “cappuccino al giorno  ai pensionati con bassi redditi?
Non sarebbe stato molto più equo far lavorare al massimo due anni in più i lavoratori dipendenti che maturano il diritto alla pensione a 58 anni e utilizzare queste risorse a “copertura” del sistema previdenziale per gli anni futuri?
Insomma si è perso completamente il senso del ridicolo,davvero un bel risultato.




18 luglio 2007

PORTATE I LIBRI IN TRIBUNALE.

Anche Air One, la compagnia aerea italiana che fa capo a Carlo Toto, annuncia il suo ritiro dalla gara per la privatizzazione di Alitalia.
E così l'ultimo concorrente rimasto nella gara per la privatizzazione ha gettato la spugna, costretto a suo dire dagli eccessivi vincoli del contratto,penalizzanti per l'acquirente.
Mentre il titolo crolla in borsa,e l'Unione Europea ribadisce un no deciso agli "aiuti di stato", dal governo fanno  sapere che stanno valutando tutte le ipotesi.
Se cambiano le condizioni Air One potrebbe anche rientrare all'ultimo momento,ma questa sembra un'ipotesi piuttosto remota,anche se tecnicamente ancora realizzabile da qui al 23 luglio,data di scadenza del bando.
Altrimenti non rimane altro che convocare l'assemblea straordinaria dei soci per la messa in liquidazione della società, e portare i libri in tribunale,il che sarebbe sicuramente meglio sia per i fornitori che per i lavoratori,che sarebbero tutelati più che da "una svendita" di favore a qualche "amico del governo".
Anche i sindacati parlano di "risultato scandaloso",qualcuno dovrà spiegare,a cominciare dal ministro dell'economia,perchè si sono persi tanti mesi senza alcun risultato.
Si prevede un'estate caldissima nel settore del trasporto aereo.




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permalink | inviato da Aurora86 il 18/7/2007 alle 17:11 | Versione per la stampa


27 giugno 2007

UN CAPPUCCINO AI PENSIONATI E LO SCASSO DELLA PREVIDENZA .

E' di oggi l'allarme della Corte dei Conti per il controllo dei conti pubblici,dove si evidenzia,tra le altre cose,l'impennata delle spese fuori controllo, l'incremento delle entrate è tale solo grazie alla congiuntura favorevole e all'imposizione fiscale ormai a livelli intollerabili.
Il supremo organo contabile continua a denunciare sperperi,sprechi  e appropriazioni illecite ai danni dell’Erario.
In questo quadro allarmante si inserisce la trattativa per il superamento del cd "scalone Maroni" che fissa dal prossimo gennaio, in 60 anni l'età minima per andare in pensione,trattativa interrotta nella notte per l'irrigidimento della trimurti sindacale sulle proposte del governo che già aveva fatto ampie concessioni portando a 58 anni la soglia minima a partire dal prossimo anno.
La trattativa forse riprenderà oggi e ci sono poche speranze che il governo riesca ad ottenere risultati apprezzabili senza calare ancora di più le braghe.
Praticamente saremmo l'unico paese in Europa dove l'età pensionabile viene abbassata anzichè innalzata,con costi elevatissimi per le casse previdenziali che saranno pagati interamente dalle nuove generazioni.
Purtroppo con un governo alla canna del gas, non ci si può aspettare altro che azioni disperate pur di restare a galla,ma i costi per la collettività saranno elevatissimi.
Ai pensionati al minimo intanto è stato promesso un cappuccino al giorno, a tanto più o meno corrispondono i 40 euro mensili di aumento, anche qui pare che,come al solito quando c'è di mezzo la trimurti sindacale,si continua a dare tutto a tutti come nel recente contratto per il pubblico impiego, pare infatti che non saranno fatte distinzioni di reddito o tra  percettori di più trattamenti pensionistici, cosa quanto mai utile per individuare e dare a chi ha realmente bisogno qualcosa di più dell'elemosina offerta.
L'Unione Europea intanto vigila e chiede responsabilità al governo che in pochi giorni ha raddoppiato la cifra dell'extragettito destinata alle nuove spese.


21 giugno 2007

PEGGIORANO I CONTI PUBBLICI.

Intervenendo nella trattiva a Palazzo Chigi con le parti sociali Padoa Schioppa riferisce di un peggioramento dei conti pubblici a causa del rialzo dei tassi di interesse, contratto degli statali , spesa sanitaria ecc.ecc., e quindi non si potrà andare oltre i 2,5 miliardi già destinati a welfare e pensioni.
C'è da rimanere basiti, non ci avevano raccontato sino a qualche giorno fa del risanamento a tempo di record e altre amenità del genere?
Giusto a titolo di esempio si poteva tranquillamente fare a meno di "regalare" aumenti a pioggia agli statali,per ben 101 euro mensili, senza avere in cambio nulla riguardo a mobilità e produttività, la solita logica di voler dare tutto a tutti.
Anche i sindacati sono sconcertati e vogliono vederci chiaro,perchè non  esiste una posizione unitaria del governo, "chi la vuole cruda e chi cotta" ha detto Bonanni della CISL.
E per finire in bellezza, il ministro dell'economia racconta che l'evasione si può totalmente azzerare, e su questo non ci sono dubbi, basterà un'altro anno di questo governo e tutti i lavoratori autonomi saranno falliti.
Infine non poteva mancare la solita razione di fischi quotidiani per Prodi, questa volta all'assemblea della Confcommercio, in contumacia però, non ha avuto il coraggio di presenziare.


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