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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





Vota Berlusconi

 




...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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26 maggio 2009

PETTEGOLEZZI DEMOCRATICI

Credo che una campagna elettorale così non si sia mai vista, nel senso che non è per nulla una campagna elettorale di quelle solite, non c’è assolutamente un minimo di interesse da parte della stragrande maggioranza dei cittadini, si parte con un partito e il suo leader che hanno già vinto, l’unico motivo che ancora suscita un minimo di curiosità è sapere di quanto sarà il distacco tra il PDL e il PD , figuriamoci.
La paura di essere spazzati via definitivamente è forte ed è fondata, per questo il povero Franceschini, dopo aver scritto persino ai morti, si è ridotto a chiedere i voti non in nome di un programma o di un progetto politico : “ se Berlusconi vince con un margine troppo ampio, se il distacco sarà superiore ai 15 punti, potrà succedere di tutto”, questo insomma è diventato l’unico motivo per votare il PD, davvero non c’è bisogno di ulteriori commenti.
Del resto gli argomenti di grande spessore politico, ovvero veline , caso Mills, Noemi Letizia, di cui quotidianamente si occupano Franceschini e il PD non sembrano suscitare grande interesse nell’elettorato, anzi più di qualcuno comincia a chiedersi se per caso il partito democratico non sia diventato un partito di depravati e voyeur che fanno politica dal buco della serratura, visto che si interessano tanto delle “presunte performance amatorie” del cavaliere, tanto che ormai la sigla PD si può tranquillamente interpretare come “pettegolezzi democratici”.
Credo che ieri Berlusconi ha detto una grande verità quando ha affermato: “chi e' malato di invidia personale e di odio politico vota per la sinistra”.
E così in attesa di vedere il prossimo filmino del battesimo o della comunione di Noemi, anche Di Pietro e Casini dicono no alla proposta di un iniziativa unitaria fatta da Franceschini per unire le opposizioni contro il “ pericolo Berlusconi”, anzi Di Pietro è pronto a chiedere una “mozione di sfiducia” , dando così un magnifico assist a Berlusconi , il quale se fino ad ora esitava a prendere l’iniziativa , così avrà un magnifico pretesto per andare in aula a fare un “attacco istituzionale” alla magistratura politicizzata e alla stampa scandalistica, complimenti, sul risultato della mozione poi non sussiste il minimo dubbio, sarà respinta a larghissima maggioranza , con il risultato di rafforzare ulteriormente, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, Berlusconi.
Chiudo qui perché davvero c’è da scompisciarsi dalle risate.





18 maggio 2009

IL PURO CHE TI EPURA

Aveva ragione Pietro Nenni quando affermava che “a sinistra ci sarà sempre un puro più puro che ti epura”, le parole dello scomparso leader socialista si sono rivelate, nel corso degli anni a partire dal dopoguerra, fonte di verità e saggezza, basti pensare a quante lotte intestine ci sono state nella sinistra italiana, quante ce ne sono e quante ancora ce ne saranno.
Quella a cui abbiamo assistito ieri è stata soltanto l’ultima variazione sul tema, ovvero “ gli estremisti trovano sempre qualcuno più estremista di loro”, capita così che nel bel mezzo di una manifestazione sindacale sulla politica aziendale FIAT, della FIOM , l’ala più estremista e intransigente della CGIL, a Torino durante il comizio, alcune decine di militanti dei COBAS sindacali di base irrompono sul palco e letteralmente portano giù il segretario Rinaldini , seguiva poi un tafferuglio con pugni e calci ad altri dirigenti sindacali.
Un vero e proprio atto di squadrismo insomma, c’è davvero da preoccuparsi se anche organizzazioni come la FIOM CGIL che sono tutt’altro che riformiste, vengono prese di mira da estremisti organizzati, adesso sono in pochi, ma se non si vigila il rischio di una nuova stagione di terrorismo è tutt’altro che infondato.
Il vero problema è che ormai come certificano tutti gli istituti di sondaggio, la maggioranza degli operai e dei lavoratori dipendenti si riconosce e vota per il PDL e la Lega Nord, soprattutto un sindacato come la CGIL isolandosi da tutte altre sigle sindacali nei rinnovi contrattuali e nel nuovo modello di contratto collettivo ha prodotto un vuoto che viene riempito dagli estremisti.
Se non ci sarà a breve almeno una minima svolta riformista, la CGIL sarà sempre costretta a inseguire gli estremisti sul loro terreno, con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti.




4 maggio 2009

UNICA OPPOSIZIONE

Veronica Lario annuncia il divorzio da Silvio Berlusconi nel giorno in cui un sondaggio IPSOS pubblicato dal Sole24Ore annuncia che PDL e alleati scoppiano di salute e che la classe operaia ha divorziato dal partito democratico, sarà solo una semplice coincidenza?
A questo punto Franceschini e tutti i notabili del PD dovrebbero andare in processione dalla signora Lario ad offrirle la leadership del partito democratico,considerato che è l’unica opposizione che ha saputo tener testa a cotanto marito, tanto che Veltroni la voleva nel suo staff.
La saggezza popolare suggerisce che “tra moglie e marito non mettere il dito”, ma tuttavia mi consentirò una brevissima considerazione: non credo affatto che la decisione della signora Lario sia maturata nei scorsi a seguito della sua presa di posizione contro la candidatura delle cosiddette “veline” nelle liste del PDL , oppure al fatto che il Premier sia andato a una festa di compleanno a Napoli, se davvero era qualcosa di piccante non sarebbe certo andato li con seguito e a farsi fotografare in mezzo agli invitati, no, secondo me il vero motivo della rottura consiste nel fatto che la signora Lario probabilmente è contraria a che suo marito faccia politica e che addirittura sia capo di partito e di governo, sono rarissime infatti le volte che la signora è comparsa al fianco del Premier in occasioni ufficiali a differenza delle altre consorti dei capi di governo che sono costantemente al fianco dei mariti, non si spiega quindi questa lontananza e riservatezza, se non con il fatto che appunto sia contraria a che il marito faccia politica e che magari ha idee completamente diverse.
Detto questo non rimane che sperare che la vicenda si consumi nel modo meno doloroso possibile per entrambi e per la famiglia,comunque la si pensi una separazione è sempre un trauma per tutti coloro che la subiscono.
Si predica sempre in questo paese un giorno si e l’altro pure il rinnovamento della classe politica, poi quando qualcuno come Berlusconi la fa sul serio apriti cielo, tutto, ma attrici e veline no, eppure basterebbe fare un confronto tra la dirigenza di Forza Italia del 1994 e oggi per vedere che i dirigenti della prima ora sono rimasti in pochissimi, al contrario di quanto è avvenuto a sinistra nello stesso lasso di tempo,sono ancora tutti insieme appassionatamente.
Attrici e veline sono ormai parte della società civile, se qualcuna unisce alla grazia e alla bellezza anche gli studi e l’intelligenza perché non candidarle? Oggi fare politica è soprattutto freschezza preparazione ed immagine, basta citare per tutti l’esempio della Carfagna, anche Franceschini è stato costretto ad ammettere che la neo ministra è competente e preparata.
Definire tutto questo “ciarpame” come invece ha fatto la signora Lario a cui hanno tenuto il bordone i soliti giornalai “zucconi” di sinistra, significa non aver capito nulla ancora una volta della società italiana, e ha fatto bene il quotidiano Libero a pubblicare le foto a seno nudo della consorte del Premier tanti anni fa, ma forse lei essendo attrice di teatro si considera un filino più nobile e con più ritegno di tutte costoro, o no?
Ben vengano dunque le donne in politica,soprattutto se sono belle, intelligenti e laureate, questi soloni che gridano allo scandalo ci vorrebbero vedere ancora a votare per vecchi arnesi come De Mita, Berlinguer, Cirino Pomicino , Cofferati e chi più ne ha più ne metta.
Spero che nessuno a sinistra, soprattutto giornali e giornalisti militanti, vogliano usare questa vicenda a fini politici, sarebbe ancora una volta un boomerang terribile, lo dico per loro, non si sposterà nemmeno un voto, l’italiano medio si identifica con i pregi e i difetti di Berlusconi, quanto all’universo femminile il pensiero dominante è che la signora Lario è una rompiscatole che oltre a non stare vicino al marito per “prevenire” qualsiasi tentazione,non sa stare nemmeno dignitosamente al suo posto, eppure già leggo di alcuni zucconi che come al solito si propongono in improbabili analisi della vicenda, non vedono la realtà per quella che è effettivamente, e raccontano come vorrebbero che fosse, è inutile non imparano mai nemmeno dai propri errori,il masochismo e il tafazzismo della sinistra italiana non conosce limiti, quando pensi che hanno toccato il fondo ecco che incominciano a scavare.










31 marzo 2009

IL GIACOBINO DI S. BABILA MANTIENE LA PROMESSA

La nascita del Popolo della Libertà, traguardo niente affatto scontato sino a poco più di un anno fa, e la, questa si, scontata elezione per acclamazione alla presidenza della neonata creatura politica al termine del congresso fondativo, consegnano ormai Silvio Berlusconi direttamente alla storia.
Il partito unico del centrodestra da tempo nel cuore dei militanti e degli elettori e chiodo fisso da almeno un decennio di Berlusconi, finalmente c’è, e nasce sotto una buona stella, non solo con un vero leader capace di guidare il suo popolo e il governo del paese, ma come il congresso ha dimostrato, con una classe dirigente fatta di giovani emergenti, donne e perché no,anche di politici ormai navigati, che assicurano il futuro del partito, l’ingresso a pieno titolo nella grande famiglia del PPE e l’adesione ai suoi valori ne fa una forza politica di riferimento per l’Europa tutta.
Se e quando Silvio Berlusconi farà un passo indietro non sarà un salto nel buio, tutt’altro, il PDL sarà la principale forza politica dell’Italia per i prossimi decenni, con la quale avversari e anche alleati dovranno misurarsi, come la democrazia cristiana, dato il potenziale di consensi più o meno intorno al 40%, ma non sarà una nuova DC, l’importanza che questi giorni hanno avuto nella politica italiana, potranno giudicarli soltanto gli storici.
Del partito unico se ne discuteva da un pezzo tra gli elettori e i politici del centrodestra, chi non ricorda i vuoti e noiosi convegni organizzati da Adornato, dove si discuteva per giorni, solo tante chiacchiere senza approdare mai a nulla di concreto, la prima svolta ci fu nella manifestazione di Piazza S. Giovanni del 2 Dicembre 2006, si vide chiaramente un grande popolo unito senza distinzioni di bandiere che chiedeva ai suoi dirigenti di fare altrettanto, la seconda forse ancora più importante fu l’annuncio di Berlusconi a Milano, in Piazza S.Babila nel Novembre 2007, quando al termine di una manifestazione nazionale, in mezzo alla folla, dal predellino dell’auto annunciò la nascita di un nuovo partito che doveva unire se non i dirigenti,almeno una buona parte degli elettori del centrodestra, “ andremo avanti con la forza della gente contro i parrucconi della politica” disse Berlusconi, tanto che il nome “ Popolo della Libertà” fu scelto con un referendum tra gli elettori e i simpatizzanti di tutto il centrodestra, quella promessa oggi è stata mantenuta, gli avvenimenti successivi, la caduta del governo Prodi e le elezioni hanno convinto anche Fini con Alleanza Nazionale,nonché gli altri piccoli movimenti e partiti alleati a formare prima una lista unica e poi a sciogliersi nel nuovo soggetto, una parte determinante l’ha avuta certamente anche il partito democratico che riunendo DS e Margherita e scegliendo di non allearsi con la sinistra massimalista, ha costretto il centrodestra a semplificare,con risultati secondo me, assolutamente migliori.
Sottovalutare Berlusconi è stato l’errore più grande che la sinistra ha commesso, come ha candidamente ammesso in un intervista Luciano Violante, nel 1994 quando annunciò la “discesa in campo” , Berlusconi veniva irriso e deriso dai cosiddetti professionisti della politica : “ nessuno capì nulla, nessuno capì che iniziava una nuova era”, si erano illusi che la distruzione dei vecchi partiti di governo per via giudiziaria li avrebbe automaticamente portati al potere, senza capire che gli elettori di quei partiti non avrebbero votato e non voteranno mai a sinistra, aspettavano soltanto che si materializzasse un nuovo partito e un nuovo leader che potesse interpretare le loro ansie e le loro aspettative e ne condividesse i valori.
Si è perseverato e si persevera tutt’oggi in quel tragico errore, anziché cercare di capire e interpretare l’elettorato di Berlusconi , si è cercato di abbattere il leader in tutti i modi possibili e immaginabili, coinvolgendo la magistratura politicizzata e le procure eccellenti, con referendum sulle sue televisioni ecc.ecc., attacchi micidiali e sleali conditi da un becero antiberlusconismo sviluppato da pseudo intellettuali e cosiddetti poteri forti che ha avuto esisti funesti e ha prodotto soltanto una saldatura ancora maggiore tra il leader e il suo popolo, se dopo 15 anni Berlusconi è ancora una volta al governo più saldo e forte come non mai, sarà interessante, tra qualche decennio, vedere come gli storici giudicheranno oltre che Berlusconi, la miopia e il pressapochismo della sinistra italiana di questi anni.










13 febbraio 2009

CHE PENA QUESTA SINISTRA

Che pena questa sinistra italiana,come si sono ridotti, ieri in quattro gatti vanno ad applaudire un vecchio rincoglionito arteriosclerotico, che li arringa sull’intangibilità della costituzione (Sic) , sul rispetto delle istituzioni, e su fantasiose ipotesi di dittatura, roba da far impallidire al confronto persino i comici più navigati.
E così mentre Veltroni, lo stato maggiore del PD, alcuni colonnelli dipietristi e altri frustrati di diversa estrazione , ma tutti uniti nel nome dell’antiberlusconismo, applaudivano entusiasti Oscar Luigi Scalfaro, costui li deliziava tacciando di ignoranza chi aveva osato affermare che l’attuale costituzione italiana fu scritta anche sotto l’influenza di idee comuniste e sovietiche, ovvero Berlusconi.
Il che invece è la pura e semplice verità, per accorgersene basta leggere l’articolo 1 “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro” , mentre la gran parte delle democrazie occidentali hanno come preambolo, non il riferimento al lavoro,bensì alla “libertà”, oppure l’articolo 42 che regolamenta il diritto alla proprietà privata, e i limiti allo scopo di assicurarne la “funzione sociale” e di renderla accessibile a tutti, in pratica una nemmeno tanto velata minaccia di statalismo e collettivismo, questo giusto per sottolinearne qualche aspetto.
Il rito si è ripetuto anche stamani, dove allo sciopero solitario della CGIL ha partecipato metà partito democratico,mentre l’altra metà è rimasta a casa, e Scalfaro che naturalmente ha fatto dello sciopero anche una manifestazione in difesa della costituzione, il tutto naturalmente con il beneplacito di Epifani, un collateralismo come quello negli anni ottanta di Trentin con il PCI, miseramente sconfitto, e ci sono tutti i presupposti perché finisca così anche stavolta.
Che miseria, che pena , il progressismo e il riformismo enunciati da Veltroni nel discorso al Lingotto e ripetuti fino alla noia in campagna elettorale sono finiti nelle mani di un vecchio arteriosclerotico e di un sindacato massimalista, e sono anche riusciti a "scalfarizzare" Napolitano, complimenti,c’è da scompisciarsi dalle risate.
Di una cosa però bisogna dare atto a Scalfaro, deve avere un fegato ben robusto se è riuscito a sopportare 5 anni di governo Berlusconi e adesso si appresta a sopportarlo per i prossimi anni, auguri.
E non è finita qui, nel fine settimana Veltroni manifesta di nuovo contro il governo, visto che è sempre in piazza almeno ne approfitti per farsi dare una licenza da ambulante, considerato che i consensi precipitano sempre più, perlomeno ci guadagna qualcosa.
Adesso manca soltanto la riedizione dei girotondi e poi saremo al completo, con l’unico effetto che Berlusconi governa più forte che mai, è inutile non imparano mai, nemmeno dai propri errori.
COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI DIRIGENTI NON VINCERETE MAI !!!







12 dicembre 2008

MAESTRO UNICO:NON CAMBIA NULLA

L’arte della disinformazione, della verità che va adattata alle circostanze, da parte dei campioni della menzogna e del ribaltamento della realtà della sinistra italiana, ha toccato in queste ultime ore,ancora una volta, delle punte notevoli di eccellenza,con la complice ignoranza o malafede, fate voi, della gran parte della stampa e dei media.
E’ successo dunque che, dopo l’incontro di ieri tra governo e sindacati per l’attuazione della riforma scolastica, questi ultimi hanno emesso un comunicato in cui si annunciava che, tra le altre cose “ slitta al primo settembre 2010 l'applicazione della riforma della scuole superiori, inizialmente prevista per settembre 2009” cosa esatta poiché il rinvio servirà a «dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi del secondo ciclo” e che “ il maestro unico sarà facoltativo a richiesta delle famiglie” , cosa del tutto falsa, e così stampa e media in queste ore parlano di “ marcia indietro del governo” , “riforma bocciata” e altre castronerie di questo genere, e non solo, uno “zombie politico” come Veltroni afferma che avevamo ragione noi, le nostre critiche erano fondate, e persino Epifani si entusiasma: “ retromarcia della Gelmini”.
E così il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini per fare definitiva chiarezza sulle cazzate che circolano in queste ore ha emesso una nota :
Nessuna retromarcia del governo è tutto confermato, chiunque affermi in queste ore che è cambiato qualcosa - aggiunge il ministro dell'Istruzione - sta semplicemente dicendo una falsità e cerca in maniera strumentale di mettere in discussione la linea del governo che non è mai cambiata e che non cambia”.
Infatti le famiglie hanno la possibilità di scegliere l’orario più idoneo alle loro esigenze, ovvero il tempo parziale a 24,27,30 ore, oppure il tempo pieno a 40 ore, ma in tutti i casi sarà soltanto uno il maestro responsabile della didattica e riferimento educativo del bambino.
E’ chiaro che sia in caso di tempo parziale sia in caso di tempo pieno un solo maestro non basta a coprire tutto l’orario e si alternerà con i docenti di materie specifiche come religione,lingua e informatica, o un secondo maestro nel tempo pieno prolungato, come previsto nel piano e ribadito nella conferenza stampa a Palazzo Chigi del 2 Ottobre scorso che tutti possono andare a riguardarsi.
Parole chiare e definitive dunque,tanto che si confermano tutte le economie previste nel piano triennale nonché la riduzione degli organici di 87.000 unità che si realizzeranno attraverso la non sostituzione del personale in pensione,insomma se ne facciano una ragione, i moduli e le compresenze sono definitivamente morti e sepolti.
Infine credo che gli elettori della sinistra siano molto più intelligenti dei loro pseudo leader , questa considerazione mi è venuta leggendo le dichiarazioni di quel buontempone di Franceschini che ha affermato : “ i tagli rimangono e resta in campo l’arma del referendum” , e capiscono dunque che è una presa per i fondelli,visto che sulle leggi di bilancio i referendum non sono ammessi come recita l’art.87 della costituzione, su Franceschini,Veltroni e il resto di questa sinistra “parolaia e inconcludente”, non rimane che dare ragione a Berlusconi, il quale da profondo conoscitore di uomini non a caso li ha definiti

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10 dicembre 2008

SONDAGGIO IPR MARKETING : CROLLA IL PD

Il PDL si conferma il primo partito con il 39% dei consensi, il Partito Democratico crolla al 28% perdendo oltre 5 punti rispetto alle elezioni politiche di Aprile, avanza l’IDV di Di Pietro che guadagna il 3,4%.
Questi in sintesi i risultati di un sondaggio effettuato dalla Ipr Marketing per il quotidiano Repubblica, in vista delle elezioni europee della prossima primavera, da segnalare ancora l’arretramento dell’UDC che si ferma al 4% e della Destra di Storace al 1,5%, leggero calo anche della Lega Nord al 7,5% spiegabile con la diffidenza verso l’Europa del partito di Bossi che sfocia nell’astensione, sostanzialmente stabile l’MPA, Radicali al 1%.
La sinistra massimalista, fuori dal parlamento nazionale in seguito al terremoto di Aprile , dopo l'abbandono della coalizione, (si fermò al 3,8%) ciascuno va per conto proprio. Rifondazione comunista si ferma al 2,3% , il Pdci allo 0,6% e i Verdi all'1,3% , Sinistra Democratica, arriva al 1,3%.
Nulla di nuovo dunque, si conferma che l’alleanza e l’inseguimento a Di Pietro è tutta a vantaggio del trebbiatore di Montenero di Bisaccia che usa il PD come bancomat per prelevare voti e consensi, l’incapacità e l’insipienza della leadership di Veltroni, unita all’esplosione della “questione morale” nel partito stanno facendo il resto.
Per il partito democratico si prospetta una lunga,lunghissima traversata del deserto.







3 dicembre 2008

MACCHE’ PERDERE LA FACCIA

Dopo le ammissioni Prodi: «Le sollecitazioni dell'Unione europea perché fosse risolta l'asimmetria delle aliquote Iva per le televisioni in Italia ci furono. Una posizione assolutamente condivisibile, tanto che ci impegnammo a provvedere. Ma poi non entrammo mai nel merito», sono arrivate anche le precisazioni della UE : «Se le autorità italiane avessero insistito nel non cambiare le aliquote Iva sulla tv a pagamento - ha fatto sapere Maria Assimakopoulou, portavoce del Commissario Ue alla Fiscalità Laszlo Kovacs - la commissione Ue avrebbe dovuto aprire una procedura di infrazione. Ma nel momento in cui le autorità italiane informano di avervi riposto rimedio con decisioni adeguate, il caso è chiuso, nella direttiva Ue sull'Iva c'è un allegato che dice che si può applicare un'aliquota ridotta per le tv satellitari, ma devono essere applicate le stesse aliquote per gli stessi tipi di servizi. L'aliquota andava perciò resa uguale per tutti. Quindi il governo italiano doveva decidere se tutti al 10% o tutti al 20%: è il Paese che decide».
Dunque il dilemma era se abbassare l’aliquota IVA al 10% a Mediaset e Rai allineandola a quella attuale di Sky oppure portare anche Sky al 20% , non si può riconoscere che quest’ultima è la soluzione migliore, si immagini se arrivava in parlamento un provvedimento che riduceva l’IVA al 10% a Mediaset, le strumentalizzazioni sul conflitto di interessi dove sarebbero arrivate, altro che aumentare le tasse a una tv concorrente.
La battaglia di Sky è comprensibile,difendono i loro interessi come farebbe qualunque altra azienda, quello che non è comprensibile, anzi fa scompisciare dalle risate, è il fatto che Veltroni e la sinistra difendano un “povero miliardariocome Murdoch e i “nuovi proletari” abbonati della tv a pagamento,pensate a cosa sono ridotti.
Quando saranno resi noti i motivi del provvedimento “ la sinistra perderà la faccia dalla vergogna” aveva detto ieri Silvio Berlusconi, prendendosela anche con alcuni giornali che titolavano “Berlusconi contro Sky”, oggi dopo i chiarimenti della UE il Premier ha detto: “hanno fatto una figuraccia enorme e gli italiani potranno trarre un giudizio definitivo su questi signori”.
Non sono d’accordo con Berlusconi, nel senso che non si può perdere ciò che non si ha, se mai ne hanno avuto una, Veltroni e la sinistra “ HANNO LA FACCIA COME IL CULO” , da buoni allievi della vecchia scuola comunista, sono campioni “ della menzogna e del ribaltamento della realtà” e della “verità che bisogna adattare alle circostanze”, pertanto visto che il Presidente ha il dono della comunicazione , della chiarezza e della sintesi , può riassumere tutto in una sola parola

COGLIONI ! ! !










1 dicembre 2008

I NUOVI PROLETARI

Ci mancava anche questa, adesso nel celebre dipinto di Pelizza da Volpedo che raffigura i proletari del quarto stato bisognerà inserire di diritto gli abbonati di Sky e della Pay Tv .
Il provvedimento del governo che “normalizza” l’IVA delle TV Satellitari , passando dal 10% al 20% , viene aspramente contestato in primis da Sky Tv , che lamenta un temuto calo dei pacchetti di abbonamenti , ma anche Mondadori e Mediaset lamentano danni.
Onestamente non si capisce perché le pay tv devono avere l’IVA agevolata, a che titolo?
Chi acquista per esempio, un pacchetto di abbonamento al calcio, oggi spende 50 euro al mese, 600 all’anno, e sicuramente non ha problemi ad arrivare a fine mese, quindi qualche euro in più al mese,poiché di questo si tratta,non gli cambia certo la vita, il governo in questa delicatissima congiuntura ha il dovere di preoccuparsi di coloro che non possono permettersi l’abbonamento alla Pay Tv, e sono molti di più.
E’ veramente patetico vedere conduttrici come Ilaria D’Amico sponsorizzare la causa dei “nuovi proletari” dagli schermi di Sky, sarebbe stata certamente più credibile se lo avesse fatto quando l’anno scorso il governo del partito democratico abolì l’IVA agevolata per il gas ,danneggiando così davvero la povera gente.
Protestino pure dunque,chissenefrega.
Nessuna meraviglia invece che Veltroni e la sinistra difendano i “ poveri abbonati” (Sic) , del resto loro che hanno cooptato tra i nuovi proletari e sostenitori “ingegneri tangentisti rei confessi” e “illustri calzolai” , banchieri e finanzieri d’assalto ,non potevano fare a meno dei tifosi di calcio abbonati a Sky, poi se qualcuno spiegasse perché un abbonamento alla Pay Tv deve essere tassato come un bene di prima necessità e non come un normale bene voluttuario, magari farebbe cosa gradita.
Ah e naturalmente non poteva mancare il solito riferimento al trito e ritrito “ conflitto di interessi” di Berlusconi, a parte che anche le aziende di cui il presidente del consiglio è un semplice azionista vengono danneggiate da questa norma, l’unico conflitto di interessi di cui è lecito parlare è quello tra i neuroni dei loro cervelli.
I cittadini e gli elettori sanno e sapevano chi era e di quali attività si occupava Berlusconi prima di entrare in politica e hanno accettato legittimandolo ad ogni elezione con milioni e milioni di voti perché vogliono essere governati da lui, ad esempio negli USA con simili ragionamenti miliardari come Roosevelt o Kennedy non sarebbero mai diventati presidenti e un magnate dei media come Steve Forbes non si sarebbe mai potuto candidare.
E’ il modello americano bellezza,così è se vi pare.








7 novembre 2008

UNA LAUREA NON SI NEGA A NESSUNO

Mentre in tutto il mondo l’effetto dell’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Barack Obama sta suscitando un misto di curiosità e speranza,tanto che,anche chi non si riconosce nei democratici americani guarda al neo presidente USA con simpatia, in Italia purtroppo sta avendo effetti deleteri.
I pistolini di Stalin e di Pol Pot, che un tempo in piazza bruciavano le bandiere americane perché simbolo di capitalismo, imperialismo e chi più ne ha più ne metta, dopo essere stati sconfitti dalla storia e costretti dal fallimento e dalla vergogna a cambiare più volte nomi e simboli, adesso sono tutti americani e addirittura, udite udite, rivendicano come propria la vittoria di Barack Obama.
E così gli ex comunisti, adesso mimetizzati nel partito democratico, frustrati dalla cocente sconfitta alle elezioni nazionali di Aprile , e dai ceffoni in serie che prendono in ogni competizione elettorale dal Friuli alla Sicilia passando per Roma, hanno accolto la vittoria di Obama con una sorta di transfert in cui si identificano talmente tanto, che credono di aver vinto anche in Italia, o perlomeno siano sul punto di farlo, tanto da inscenare negli ultimi giorni una specie di campagna elettorale a scoppio ritardato, purtroppo per loro non serve aver vinto in Ohio e in California, servirebbe per cominciare almeno vincere in Abruzzo, ma anche lì hanno buone possibilità che ancora una volta gli elettori li prendano a ceffoni.
Si rilassino e stiano tranquilli e sereni, l’Italia ha già voltato pagina, e ha scelto Silvio Berlusconi per la “nuova stagione”, se continuano così,alla prossima campagna elettorale tra cinque anni,magari per perdere di nuovo,ci arriveranno con il fegato a pezzi.
Hanno perso la testa,solo così si spiega l’attacco al Premier Berlusconi mentre è impegnato in un vertice internazionale a Mosca, dove in una conferenza stampa dai toni assolutamente cordiali spiegava al Premier Russo Medvedev , che si adopererà per far si che i rapporti tra USA e Russia siano più ravvicinati, e che Barack Obama è «bello, giovane e abbronzato» e quindi «ha tutto per andare d'accordo» ,una carineria scherzosa insomma.
Il “perdente di successoVeltroni, si è spinto a chiedere una nota ufficiale di scuse, seguito dal vice Franceschini e via via da un codazzo isterico di frustrati, che non avendo nulla da proporre, non hanno di meglio da fare che cercare un pretesto qualunque per attaccare Berlusconi e creare polemiche prive di qualunque fondamento,roba da manicomio,patetici.
La reazione del Premier non si è fatta attendere : “ Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona.
Pensavamo ci fossero tanti imbecilli in circolazione" ha aggiunto il presidente del Consiglio "quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da auto dichiararsi pubblicamente.
Questo si chiama parlare chiaro e preciso, del resto quelli di sinistra non hanno il senso dell’humour, al mattino si vedono allo specchio e già si sono rovinati la giornata, di questi tempi, visto l’attuale stato del nostro sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di ignoranti e somari, una laurea non si nega a nessuno, io un modello di “attestato di laurea” lo metto a disposizione.
E adesso “ FORZA COGLIONI” , è il momento di tirare fuori dal cassetto e indossare le t-shirt con la scritta “ IO SONO UN COGLIONE” , avanti fateci godere.

I CARE, WE CAN, BERLUSCONI WIN !!!

FORZA COGLIONI

PRESIDENTE SIAMO CON TE

MENO MALE CHE SILVIO C’E’






28 ottobre 2008

LA DOPPIA MORALE

Fate quel che dico,non fate quello che faccio, questo vecchio adagio si adatta perfettamente alla sinistra italiana, qualche giorno fa Paolo Bonaiuti portavoce del Premier Berlusconi ha detto che “a sinistra parlano con la lingua biforcuta”, Pier Luigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere della Sera parla di “doppio standard” a proposito di coloro che a sinistra si oppongono a qualsiasi cambiamento del sistema scolastico e universitario, lo preferiscono così, una fabbrica di ignoranti e somari, certificato da tutte le classifiche internazionali, tanto i loro figli studiano in lussuose scuole a pagamento, con profitto e insegnanti di alto livello, tutelati da scioperi e okkupazioni.
“Ma se una frazione cospicua della classe dirigente, pur predicando l’intangibilità della scuola pubblica così com’è, spedisce i propri figli nelle scuole private, è solo un deplorevole pettegolezzo sottolinearne la plateale incoerenza? - si domanda Battista -. Non le viene in mente che se la libera scelta di scuole diverse da quella pubblica è resa possibile solo e soltanto dalle favorevoli possibilità economiche, è legittimo e plausibile definire quella scelta come il frutto di un privilegio, il trionfo di un doppio binario mentale, un divario troppo marcato tra i principi che si proclamano e il modo concreto di prefigurare il futuro dei propri figli?” Ecco quindi il “cinico doppio standard” dei genitori che “rinserrati nelle loro auree nicchie d’eccellenza”, bocciano “ogni parvenza di riforma della scuola pubblica” ma “proteggono i loro figli dalla sorte di frustrazione e di insignificanza cui sono condannati tutti gli altri”.
Io molto più semplicemente li definisco “moralisti senza morale” , la menzogna e il ribaltamento della realtà, la verità adattata alle circostanze, e il fate quello che dico e non quello che faccio, fanno parte del DNA della sinistra italiana, sono le scorie della vecchia scuola comunista, che nonostante abbia cambiato nomi e simboli, costretta dal fallimento e dalla vergogna, purtroppo non ha cambiato gli uomini, e appunto come dice Silvio Berlusconi, bisognerà aspettare almeno un’altra generazione prima che in Italia ci sia una sinistra normale di tipo europeo, anche perché i conti con la storia, i socialdemocratici europei,li hanno fatti da più di mezzo secolo.
E così mentre in parlamento e nelle piazze chiedono al Premier di mescolarsi con il popolo, ignorando che il popolo è l’elemento naturale di Berlusconi, lui ci sta a suo agio come uno squalo nell’oceano indiano, con slogan tipo : Un Paese in cui studiare è il privilegio di un’élite è un Paese ingiusto” , loro, la vera élite , si guarda bene dal mischiarsi con il popolo, i figli dei vari Rutelli, Santoro, Finocchiaro, Moretti,Melandri, Berlinguer e chi più ne ha più ne metta, sino a Veltroni che manda la figlia a studiare cinema negli Stati Uniti, celebrano il trionfo del privilegio e della doppia morale.
Nessuna meraviglia, per i “moralisti senza morale” tutto questo è normale, chi non ricorda per esempio, gli strepiti e le piazze urlanti contro il condono di Tremonti nel 2003 al grido di :” si favoriscono banditi e criminali” e “ la beffa degli onesti” ?
Bene,poi spulciando nei bilanci pubblici, si scoprì che i migliori complici dei banditi e dei criminali erano i Ds che attraverso la consorziata Beta Immobiliare, condonarono imposte per 2.324.000 euro, e ancora la CGIL , Visco, Bassanini, il giornale della Margherita, Europa, l’Unità, Prodi e Signora, ecc.ecc.
Mentre volevano vietarli al povero contribuente della strada, loro nei condoni, ci sguazzavano a piene mani.
E poi si incazzano pure, così Rutelli scrive al Giornale che ha pubblicato alcuni articoli sulle scuole frequentate dai figli degli esponenti politici dell’opposizione : “Non credo che i nostri ragazzi debbano essere mischiati alle polemiche di cui sono oggetto i loro genitori. Considero dunque spregevole che il suo giornale abbia attirato l’attenzione su bambine o ragazzini che hanno diritto di seguire il corso della loro vita formativa secondo le necessità e le opportunità che le loro famiglie e i loro educatori reputino migliori rispetto ai singolari percorsi delle loro esistenze”.
Bravo, che bel ragionamento, i bambini oggetto di polemiche no, a manifestare nelle piazze invece si, giusto?
E’ la doppia morale,come sempre.





23 ottobre 2008

BASTA OCCUPAZIONI

"Voglio dare un avviso ai naviganti: non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché l'occupazione dei posti pubblici non è un fatto di democrazia ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato".
Convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule». Poi una nota di colore: «Sono sempre stato uno studente modello, diligentissimo, non ho mai manifestato e ho avuto sempre degli insegnanti esemplari».
Così ha esordito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa congiunta con il ministro Gelmini a Palazzo Chigi, insieme hanno illustrato il contenuto dei provvedimenti su scuola e università, contro palesi falsità ed inutili allarmismi di opposizioni, stampa e sindacato.
E’ intollerabile che delle minoranze di ignoranti, non si possono definire diversamente infatti coloro che difendono l’attuale sistema scolastico e universitario che è una “fabbrica di somari” puntualmente certificata anno dopo anno da tutte le classifiche internazionali, istigate da corporazioni di docenti che vogliono mantenere privilegi e baronie, partiti e sindacati interessati per motivi contingenti di clientelismo e fabbrica di consenso al mantenimento dello status quo, possa impedire il normale svolgersi delle lezioni danneggiando così coloro che vogliono studiare con profitto e chi intende seriamente svolgere il suo ruolo nell’ambito scolastico e universitario.
Questo è un altro caso in cui bisogna usare tutta la “forza dello stato” ,così come è successo per i rifiuti in Campania, il metodo Chaiano insomma, chi vuole manifestare lo faccia pure ne ha tutto il diritto, ma a nessuno è consentito di interrompere servizi e attività di pubblica utilità e interesse, cosa peraltro ampiamente prevista dalle leggi vigenti e sempre poco applicate, è appunto in questi casi che lo stato deve tornare a fare lo stato, usando la forza quando necessario.
L’attuale sistema scolastico e universitario è di per se indifendibile, nella scuola primaria mentre in tutta l’Europa c’è il maestro prevalente da noi “prevale il modulo” ,così che mentre diminuiscono gli alunni aumentano gli insegnanti, la media OCSE è di 13,3 alunni per insegnante, in Italia è di 9,1, se lo può permettere un paese con il terzo debito pubblico del mondo?
E schiere di precari sono disposte ad aspettare anche decenni tra una supplenza e l’altra pur di entrare in ruolo, il tutto per uno stipendio da fame, mentre la scuola italiana ha bisogno di meno insegnati,più preparati e motivati, e soprattutto pagati meglio, cosa che con l’attuale sistema non sarà mai possibile.
L’università,se possibile sta ancora peggio, un confronto con gli altri paesi industrializzati non si può nemmeno proporre, nei nostri atenei si laurea meno gente che in Cile, nessun ateneo italiano è presente nelle classifica dei 150 migliori del mondo, diverse università sono ormai al collasso con buchi di bilancio enormi, l’inefficienza e la disorganizzazione regnano sovrane, 37 corsi di laurea con un solo studente; 94 università e più di 320 sedi distaccate nei posti più disparati; 327 facoltà che non superano i 15 iscritti; 5.500 corsi di laurea (il doppio della media Ue); 170mila materie insegnate rispetto alle 90mila della media europea, e come se tutto ciò non bastasse,negli ultimi sette anni a fronte di un aumento degli iscritti del 7% i docenti sono aumentati del 22%.
Di fronte a questa catastrofe e a questo fallimento totale,qualcuno è in grado di spiegare cosa c’è da protestare e da difendere? Cosa c’è da salvare?
E’ questo lo sfascio a cui ci ha portati la cultura sessantottina dell’egualitarismo e dell’assistenzialismo che hanno trasformato il sistema scolastico italiano in un “erogatore di stipendi” e utilizzato come “ammortizzatore sociale”, l’ideologia progressista che ha fatto solo progredire l’ignoranza.
I provvedimenti varati dal ministro Gelmini sono soltanto una prima risposta che tenta di introdurre la cultura della responsabilità, merito ,autonomia e valutazione, apprezzati dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ma i campioni della conservazione e dell’assistenzialismo naturalmente non ci stanno, hanno persino accusato il Presidente Napolitano di essersi intromesso a gamba tesa nella questione solo perché qualche giorno fa ha dichiarato che le innovazioni e i risparmi sulla scuola sono necessari e non si può dire sempre no.
Qualsiasi partito della sinistra europea e riformista di fronte a tale sfascio attaccherebbe il governo in carica, magari perché i provvedimenti sono ancora insufficienti e ci vuole ben altro, in Italia invece coloro che si dichiarano riformisti e di sinistra, ovvero il partito democratico, per bocca di Veltroni chiede al governo di ritirare il decreto e il vice Franceschini dichiara candidamente : “noi stiamo con gli studenti” (Sic), nessuna meraviglia comunque,questi il riformismo non sanno nemmeno dove sta di casa, riformisti all’amatriciana, che addirittura protestano contro l’attuazione di provvedimenti fatti dai loro governi come il libro bianco sulla scuola che prevede appunto l’insostenibilità del sistema , o misure firmate dagli ex ministri Berlinguer e Bassanini.
E’ evidente che ci sono due Italie, una che vuole innovare, progredire , studiare , realizzarsi , ed essere,perché no, gratificata economicamente, ed è questa che la forza dello stato deve tutelare, poi ci sono frange minoritarie che preferiscono protestare e mantenere lo status quo, che manifestino e protestino pure, è un diritto previsto dalla legge e dalla costituzione, ma assolutamente no ad occupazioni,interruzione di servizi di pubblica utilità,blocchi stradali o ferroviari ecc. , sono del tutto abusive e illegali, anche se tollerate in passato da un buonismo scellerato con gravi disagi per la cittadinanza, bene ha fatto il Presidente Berlusconi ad avvisare che interverranno le forze dell’ordine.
Sono tre i settori in Italia ,nei quali bisogna operare in profondità per eliminare il cancro dell’immobilismo, spreco, e inefficienza : scuola,pubblico impiego, e magistratura.
Su scuola e pubblico impiego si sta procedendo bene, speriamo non tardi molto la riforma della giustizia e della magistratura.












12 ottobre 2008

FRUSTRATI & SFIGATI/2

Con la depressione incombente a causa della crisi finanziaria mondiale, ci volevano proprio due belle manifestazioni come quelle di ieri, il raduno della sinistra radicale e quello dei frustrati & sfigati di Piazza Navona guidati dal trebbiatore di Montenero di Bisaccia, qualche sana risata , soprattutto in questi momenti non guasta,anzi.
La sinistra radicale(Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica) ha manifestato contro le politiche economiche del governo Berlusconi e di Confindustria,questi che per qualche mese erano scomparsi dalla scena politica, riappaiono all’improvviso, ci si immaginava almeno un restyling, macché, invece gli stessi vecchi slogan triti e ritriti, e soprattutto le stesse facce, da Bertinotti a Ferrero, da Diliberto alla Francescato e poi Ferrando,Fava ecc.ecc. , tanto che, anche coloro che ormai li avevano completamente rimossi dalla memoria, si sono improvvisamente ricordati del perché il popolo italiano li ha cacciati a calci in culo dal governo e dal parlamento.
Ma ancora più divertente è stata la nuova manifestazione di Piazza Navona,dove il neo Masaniello, Di Pietro arringava e titillava qualche migliaio di frustrati & sfigati, ignoranti nell’anima, presi da soli sono delle amebe insignificanti, in gruppo diventano squadristi insultano e godono per chiunque rotoli nella polvere, odiano politici, vip e chiunque spicca, perché nell’altrui compiutezza scaricano la colpa della loro mediocrità.
Io certo non vorrei essere nei panni di costoro, da anni e anni,constatata ormai l’impossibilità di eliminare Berlusconi per via democratica e politica,sono costretti a sperare in qualche tribunale e qualche magistrato compiacente, e gli va sempre male, il loro fegato deve essere a pezzi, tra poco la bile gli uscirà anche dalle orecchie, e altri cinque anni sono lunghi,molto lunghi…
E così tra il solito allarme “dittatura” , lodo Alfano e altre castronerie che vi risparmio per carità di Patria, il neo Masaniello Di Pietro, imitando un bastardo procuratore capo che voleva governi condivisi(Sic), ha lanciato alla folla di forcaioli e giacobini la parola d’ordine : “ resistere, resistere, resistere “ .
Dopo una sonora risata, un dubbio è sorto spontaneo: in che modo Di Pietro farà resistenza?
Si barricherà in qualche immobile acquistato con i rimborsi elettorali del partito ma intestato a lui o a qualcuno di famiglia?
Se ne andrà alla macchia in incognito su qualche Mercedes prestata da compiacenti partigiani e manderà messaggi segreti nelle scatole di scarpe?
Si è perso completamente il senso del ridicolo, in ogni caso di queste manifestazioni ce ne vuole almeno una al giorno, è il modo migliore per aumentare ulteriormente i consensi del governo e di Silvio Berlusconi.

CONTINUATE PURE COSI’

FATECI GODERE












20 aprile 2008

A ROMA LA SINISTRA HA PAURA

Dopo l’aggressione,il ferimento e la violenza alla giovane studentessa africana originaria del Lesotho,da parte di un balordo romeno fortunatamente arrestato dai carabinieri,grazie a due cittadini che hanno prontamente fatto intervenire le forze dell’ordine, il problema della sicurezza a Roma è al centro della campagna elettorale che domenica prossima vedrà al ballottaggio Rutelli e Alemanno.
La dinamica dell’aggressione ricalca in modo preoccupante quella della povera signora Reggiani aggredita e uccisa a Tor di Quinto , sempre da un romeno dopo essere uscita da una stazione ferroviaria lo scorso ottobre, fortunatamente in questo caso la ragazza è fuori pericolo.
Questo però dimostra che a cinque mesi dall’omicidio Reggiani che indignò l’opinione pubblica,nulla è stato fatto, gli accampamenti dove vivono questi balordi sono sempre al loro posto,e il decreto sicurezza emanato dal governo Prodi nel dicembre scorso è decaduto per gli insanabili contrasti nell’ex maggioranza seppur fortemente edulcorato rispetto a quello che sarebbe servito.
La “politica delle porte aperte” del governo Prodi e del partito democratico ha prodotto questi risultati, è stato un gravissimo errore non applicare nei confronti dei nuovi stati aderenti alla UE una moratoria al flusso degli immigrati così come aveva fatto il governo Berlusconi,con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, Roma è diventata come Calcutta, con la favelas nelle periferie e lungo il Tevere ,dove si aggirano centinaia di balordi pronti a tutto, questo il modello di Rutelli e Veltroni,fortunatamente l’Italia non diventerà come Roma.
Il candidato sindaco del PDL Gianni Alemanno ha annunciato che se sarà eletto in occasione della prima riunione di giunta, approveremo una delibera comunale per destinare le risorse necessarie affinché vengano dispiegate tutte le forze dell'ordine e della polizia municipale nelle aree a rischio. Vogliamo un raddoppio di organico della polizia municipale che possa essere una polizia di prossimità", e a seguire lo sgombero di tutti i campi abusivi, questo in attesa che dal nuovo governo arrivi subito un decreto sicurezza che riscriva le regole per le espulsioni.
Rutelli invece ricandidato a sindaco di Roma, nonostante una condanna definitiva per la restituzione di oltre un miliardo di vecchie lire da parte sua e della giunta da lui guidata per “consulenze facili agli amici”, accusa Alemanno di soffiare sul fuoco(Sic) ,ma di proposte concrete nemmeno l’ombra.
A Roma la sinistra ha paura di perdere, probabilmente Rutelli ce la farà, ma se la fanno sotto dalla paura, rispetto a due anni fa,quando Veltroni fu eletto sindaco al primo turno con il 61% dei voti, Rutelli ha preso oltre 15 punti in meno, e se dopo la sconfitta alle politiche nazionali, regionali con la perdita del Friuli e la sconfitta e il distacco di oltre 30 punti in Sicilia, perdessero anche a Roma, il partito democratico e Veltroni imploderebbero con conseguenze inimmaginabili.
Non a caso Veltroni con una lettera si appella ai Romani per sostenere Rutelli che rappresenta la “continuità” (Sic), poi ha chiesto a Casini i voti dell’UDC e infine ha fatto scendere in campo un “vecchio trombone comunistacome Ingrao che fa appello alla sinistra radicale affinché non diserti le urne contro la destra reazionaria di Berlusconi, e meno male che andavano da soli.
I rappresentanti dell’UDC di Roma hanno sconfessato intanto la posizione del partito espressa da Cesa, Casini e Buttiglione che avevano lasciato libertà di voto agli elettori e si sono schierati con Alemanno, staremo a vedere come finirà.









28 gennaio 2008

VENTANNI CON SILVIO.

Vi propongo questo bellissimo articolo del Prof. Luca Ricolfi (che ha dichiarate simpatie di sinistra), sulle responsabilità della crisi di governo,del probabile ritorno di Berlusconi camminando sulle macerie del centrosinistra e della punizione fin troppo lieve di questa sinistra italiana.

Vent'anni con Silvio

Nei prossimi giorni, ne potete star certi, assisteremo a un penoso spettacolo di recriminazioni reciproche: la colpa è di Mastella, la colpa è di Veltroni, la colpa è di Prodi, la colpa è del Vaticano ... Magari capiterà anche a me di ripetere una tesi che ho sostenuto per oltre un anno: il risultato più importante del governo Prodi è stato di rendere più probabile, molto più probabile, il ritorno di Berlusconi. Qualcuno lo considererà un merito, personalmente la considero una grave responsabilità che, con la sua perenne litigiosità, si è assunto l’intero gruppo dirigente della sinistra. C’è però anche un altro modo, più tranquillo e distaccato, di guardare agli eventi di questi giorni. Proviamo, per un attimo, a dimenticare le beghe del Palazzo e chiediamoci semplicemente: come racconteranno le vicende di questi anni gli storici di domani? Che cosa si dirà della seconda Repubblica?
Azzardo una risposta. Gli storici di domani parleranno del periodo 1994-2014 come oggi noi parliamo del fascismo. In che senso? Non certo nel senso che l’Italia di oggi abbia tratti fascisti, ma nel senso che entrambi saranno visti come due periodi storici piuttosto lunghi, piuttosto omogenei, e dominati da una figura politica centrale, Mussolini nel ventennio fascista, Berlusconi in quello - appunto - berlusconiano. Parlo di ventennio berlusconiano perché, in qualsiasi modo evolva la crisi di questi giorni, è estremamente probabile che le prossime elezioni le vinca il centro-destra e che Berlusconi resti al centro della scena fino al 2014 (o al 2020, se nel 2013 riuscirà a coronare il sogno di diventare Presidente della Repubblica).
Lo storico di domani sarà meno accecato dall’amore e dall’odio di quanto lo siamo noi oggi, e quindi riuscirà a vedere le cose freddamente. Naturalmente ci saranno gli storici di sinistra, che giudicheranno negativamente «il ventennio», e ci saranno gli storici di destra, che lo giudicheranno positivamente. Ma quel che entrambi si chiederanno è: perché? Perché la sinistra è uscita sconfitta da Tangentopoli e dalla crisi della prima Repubblica (1994)? Perché è stata sconfitta di nuovo nel 2001 e nel 2008? Perché per vent’anni è stata succube, come ipnotizzata, dalla figura del Cavaliere?
Su questo, sulle cause del ventennio berlusconiano, credo che gli storici di domani saranno meno divisi che sul giudizio politico verso il ventennio. Gli storici di domani spiegheranno che l’Italia entrò a capofitto nel ventennio berlusconiano perché la classe dirigente della sinistra uscita dalla Resistenza, specie nella sua componente egemone (quella comunista) era afflitta da una grave malattia, poi rivelatasi incurabile: la pigrizia mentale.
Nel 1956 i carri armati sovietici avevano invaso l’Ungheria, ma la stragrande maggioranza dei dirigenti del Pci (compreso l'attuale Presidente della Repubblica) non aveva battuto ciglio. Tre anni dopo, a Bad Godesberg, la socialdemocrazia tedesca abbracciava definitivamente il riformismo, e pochi anni dopo andava al governo, nel primo esperimento di Grosse Koalition (1966-1969). Per tutta reazione, qui da noi l’aggettivo «socialdemocratico» acquistava sempre più il sapore di un insulto, condito di disprezzo e supponenza. Nel 1968 i carri armati sovietici invadevano Praga, nel 1981 la medesima minaccia dei carri armati veniva rivolta alla Polonia (provocando il «colpo di stato patriottico» del generale Jaruzelski), nel 1989 cadeva il muro di Berlino.
Nonostante tutto questo, occorrerà attendere altri due anni perché, nel 1991, un dirigente comunista tenti finalmente una timida svolta (la «Bolognina» di Achille Occhetto), con il risultato di spaccare il partito e determinare una dolorosa scissione a sinistra, del resto pienamente comprensibile (come si poteva pretendere che i militanti accettassero la socialdemocratizzazione del partito, se fino al giorno prima l’aggettivo socialdemocratico veniva usato come un insulto?). Poi arriva la sconfitta del 1994, l’idea dell’Ulivo, la rivincita del 1996 (primo governo Prodi), il suicidio del 1998 (Bertinotti che, dopo appena due anni, fa cadere il primo governo di sinistra della storia repubblicana). Ce ne sarebbe abbastanza per far capire anche al più lento bradipo del mondo che è giunto il momento di accelerare il passo.. E invece no, i dirigenti della sinistra impiegano altri dieci anni per costruire il Partito democratico, senza rendersi conto che nel 1998 (quando cade il primo governo Prodi) erano già indietro di quarant’anni..
Naturalmente gli storici si chiederanno anche perché tanta lentezza, o pigrizia mentale come preferisco dire io. Non so quale sia la loro risposta, ma la mia è semplice (e so già che qualcuno dirà che è semplicistica). Per poter restare fedele al mito del socialismo sovietico, la cultura comunista ha dovuto sviluppare una straordinaria capacità di ignorare i fatti, distorcere le informazioni, manipolare le coscienze.
E ci è riuscita così bene che quella capacità è sopravvissuta alle ragioni che l’avevano prodotta. Quando Berlusconi è apparso sulla scena, i dirigenti della sinistra non hanno pensato che era giunto il momento di aggiornare la loro analisi della società italiana e accelerare la costruzione di una forza genuinamente riformista, ma hanno trovato più naturale usare quella loro straordinaria capacità di manipolazione per combattere Berlusconi, senza rendersi conto che così allontanavano - anziché avvicinarlo - il momento di costruire una sinistra moderna, in grado di parlare chiaro e fare scelte coraggiose. E’ così che la meteora Berlusconi, da semplice passaggio della storia italiana, è divenuto il marchio di un’era.
Visto con gli occhi di domani, il limite di Veltroni non è di aver «diviso la sinistra». Il limite di Veltroni, di D’Alema, di Fassino, di Rutelli è di aver aspettato troppo a lungo. Il Pd è nato nel 2007, mezzo secolo dopo Bad Godesberg, ma ancora adesso non ha trovato il coraggio di spiegare agli italiani che cosa vuole esattamente. E a fronte di un ritardo di mezzo secolo, vent’anni di Berlusconi sono una punizione fin troppo lieve.

Luca Ricolfi-La Stampa 27/01/2008








4 dicembre 2007

TONY BLAIR INCONTRA BERLUSCONI

Dopo aver tenuto una lezione alla “ Winter University" di Confindustria a Venezia, dove ha spiegato che "le differenze tra la destra e la sinistra non esistono più. La differenza sta nell'apertura o nella chiusura alla globalizzazione, sta nella risposta che si da alla globalizzazione", l'inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente, Tony Blair ha incontrato oggi, ad Arcore, nella villa San Martino Il leader di Fi, Silvio Berlusconi.
L'incontro, informa una nota dell'ufficio stampa azzurro, e' durato circa due ore ed e' stato ''cordiale e molto amichevole''.




22 novembre 2007

TOH I COMPAGNI SI INDIGNANO .

Sono davvero di una comicità unica, dopo la pubblicazione da parte di Repubblica di presunte intercettazioni uscite dalla procura di Milano,relative al fallimento della HDC del sondaggista Crespi, coperte dal segreto istruttorio, su cui persino il “compagno Napolitano” non ha potuto esimersi dalla formale condanna, le verginelle sinistre gridano allo scandalo e i giornalisti RAI subito riuniti in assemblea chiedono a gran voce che la politica non si occupi dell’azienda, come se la stragrande maggioranza di costoro fossero lì assunti per pubblico concorso.
La prima cosa che stupisce è come d’incanto a sinistra siano spariti tutti quei garantisti che gridavano allo scandalo dopo la pubblicazione delle intercettazioni di D’Alema,Fassino, Consorte&C, ovvero gli strenui difensori dello “stato di diritto” che parlavano di “minaccia per la democrazia” oppure come Violante che chiedeva a gran voce “qualcuno si occupi di vedere cosa accade nel tribunale di milano”(Sic), dove sono? Chi li ha visti?
Come al solito è tornato il “garantismo a giorni alterni”.
Di cosa si tratta poi in effetti? L’accusa sarebbe che RAI e Mediaset durante il governo Berlusconi concordavano tutto, la prova consisterebbe nel fatto che in qualche particolare occasione tipo la morte del Papa o le elezioni amministrative i dirigenti si scambiavano opinioni.
E allora? Dove sta il problema? Forse che i direttori dei quotidiani italiani non si telefonano tra di loro per scambiarsi opinioni e pareri soprattutto in occasione di eventi importanti?
Forse qualcuno immagina che i Mauro,Ferrara ,Mieli, Feltri, tanto per citare qualcuno dei direttori dei maggiori quotidiani italiani non parlano mai tra di loro?
E se c’era questa commistione qualcuno può spiegare come mai da ben 5 anni RAI1 batte sistematicamente negli ascolti canale5?
Ma non è forse più scandaloso l’editto(quello si bulgaro) con cui D’Alema ha chiesto l’anno scorso la sostituzione di Mimun,campione di ascolti al TG1?
Non è forse più scandaloso che si cerchi di sostituire a tutti i costi un componente del consiglio di amministrazione RAI come Petroni nonostante il governo venga preso regolarmente a ceffoni dagli organi di giustizia?
Che poi la Rai sia da sempre filogovernativa non ci piove,lo sanno anche le pietre,come non ricordare la RAI di Zaccaria che con un’abile colpo di effetti sostituì i fischi per D’Alema con applausi,oppure Rutelli che parlava in una sala gremita quando in realtà era semivuota?
La verità e che Silvio Berlusconi,ormai libero da pesi e zavorre che lo frenavano fa paura come e più di prima,non a caso parla di” indegno sciacallaggio”, ma il popolo italiano in generale e il “popolo della libertà” in particolare,che è sceso nelle piazze lo scorso week end e ci ritornerà il prossimo è molto meno stupido di quanto i “parrucconi della politica” possano immaginare.





13 ottobre 2007

MANIFESTAZIONE STUDENTI DI SINISTRA CONTRO IL GOVERNO.

 












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permalink | inviato da Aurora86 il 13/10/2007 alle 14:10 | Versione per la stampa


4 agosto 2007

ANDREOTTI INTERVISTA SILVIO BERLUSCONI.

Un giornalista  d'eccezione ovvero il senatore a vita Giulio Andreotti, in qualità di inviato del settimanale DiPiù oggi in edicola,intervista a Palazzo Grazioli Silvio Berlusconi,questi i passi più salienti.

Roma - "L’ho detto più volte: il Paese avrebbe davvero bisogno di una sinistra moderna, moderata, ineccepibile nelle credenziali democratiche. Una sinistra solidamente ancorata ai valori delle socialdemocrazie europee. Purtroppo in Italia questa sinistra non esiste e non sarà il Partito democratico a crearla". "Siamo di fronte a un’operazione di vertice, che fin qui non ha coinvolto in nessun modo i cittadini - aggiunge - Le primarie non cambieranno la situazione perché saranno una sfida tra apparati, ciascuno dei quali metterà alla prova la propria capacità di mobilitazione. Un po' più, e nello stesso tempo un po' meno di un congresso di partito. Il forzato ritiro della candidatura di Bersani mi pare emblematico del grado di controllo che gli apparati continuano a mantenere". "Al di là di questo, chiunque dovesse guidare il Partito democratico e sostituire Prodi alla guida del governo si troverebbe esattamente nella posizione di Prodi. Dovrebbe accettare tutti gli ordini della sinistra estrema o altrimenti andare a casa".
Il governo non ha fatto leggi significative "Non mi sembra che il nuovo governo sia riuscito a fare cinque leggi davvero significative. Ha solo annunciato confusi progetti, che non passeranno mai in parlamento. E poi non credo, a differenza di ciò che fa questa sinistra, che il nostro primo compito, una volta tornati al governo, sarà quello di cancellare il passato".
Nella Cdl niente primarie. Non servono, perché non ci sono dubbi su cosa vorrebbero gli elettori, dice Silvio Berlusconi, intervistato da Giulio Andreotti per il numero di "Dipiù" in edicola domani. E la questione della nuova leadership che pone Pier Ferdinando Casini "non è attuale". Insomma, il leader di Forza Italia riconosce: "Se mi fastidio che si parli sempre più spesso del dopo Berlusconi? Beh, francamente sì, anche se è doveroso pensare al futuro. La leadership la decidono i cittadini con i loro voti. E non mi pare che ci siano nel centrodestra molti dubbi sul voto degli elettori", risponde il Cavaliere quando Andreotti chiede se la Cdl debba fare come il Pd.
Il rapporto con An e l'Udc Quanto al rapporto con Fini "da ricucire", il leader degli azzurri risponde ricordando i 13 anni di "battaglia comune" con An. "Naturalmente - aggiunge - l’alleanza con An, come con gli altri partiti del centrodestra, rientra nell’articolazione bipolare della politica italiana: un sistema, il bipolarismo, che si è realizzato grazie alla nostra discesa in campo nel 1994, e del quale siamo orgogliosi". E Casini? "Non sono mai riuscito a capire in che cosa si sostanzia la distinzione dell’Udc dalla Cdl - dice Berlusconi -. Forse nell’affermazione di un ruolo autonomo dell’Udc? Questo nessuno lo ha mai messo in discussione. Nella scelta del futuro candidato premier? Non mi sembra un argomento attuale". Berlusconi dà "per scontato" la fedeltà dell’Udc al mandato degli elettori e sottolinea come in parlamento "tranne un singolo episodio", l’opposizione sia sempre stata unita.
Quanto ai rapporti personali, "con Pier Ferdinando sono quelli di sempre: assolutamente affettuosi". Tanto più "sui valori che ci uniscono nel Ppe". A proposito dei dissensi nella coalizione, Berlusconi spiega di essere stato "disturbato o meglio addolorato per il disaccordo su importanti provvedimenti" ai tempi del suo governo: "Privatizzazione dei servizi pubblici locali, abolizione dei privilegi delle cooperative rosse, separazione dell’ordine dei giudici dall’ordine dei pubblici accusatori, riduzione dell’aliquota massima per le imposte al 33%".
Tradito da chi cambia bandiera senza idealità Insomma, da chi e quando si è sentito tradito? chiede Andreotti. "In politica, da tutti coloro che cambiano bandiera senza una motivazione politica o ideale - è la risposta di Berlusconi - Da coloro che usano i voti di centrodestra per appoggiare la sinistra. Da coloro che nei momenti in cui sembravamo perdenti, per esempio nel 1996, ci hanno lasciato. Non hanno tradito solo noi, in verità hanno tradito prima di tutto il patto fiduciario con i cittadini. È uno dei modi attraverso i quali si distrugge la credibilità della politica. Questo fa male, molto male, alla democrazia". 
Rifarei tutto ciò che ho fatto "Il paragone con Napoleone? Mi fa sorridere, in verità, anche perchè chi lo propone vorrebbe probabilmente vedermi a Sant’Elena. Credo invece che la prossima Waterloo della politica italiana riguarderà proprio la sinistra". Il Cavaliere affronta anche argomenti della sua vita privata: la moglie Veronica, i figli, il rapporto con la mamma, signora Rosa. E anche quello con la politica. Lei ha tutto: fama, ricchezza, potere. Molti si domandano: perchè si ostina a fare politica?, chiede Andreotti. "Tutto? Esiste una cosa molto più importante, che si chiama libertà. Voglio difenderla e ampliarla, per me stesso, per i miei figli, per tutti gli italiani". Mai un pentimento? "Mai", anche grazie "all’effetto della gente". "Certo ci sono stati momenti di delusionè, aggiunge facendo riferimento alla «notte di spogli e brogli" dopo le elezioni del 2006. Andreotti chiede a Berlusconi che cosa non rifarebbe della sua vita?; e il leader di Forza Italia risponde: "Rifarei tutto ciò che ho fatto. Non ho rimorsi nè pentimenti. Sono in pace con me stesso. Non ho fatto nulla di cui abbia poi dovuto pentirmi. Non ho recato danno a nessuno. Al contrario mi piace pensare che tutti coloro che in qualche modo sono entrati in contatto con me abbiano tratto vantaggio da questa vicinanza. Mi piacerebbe che di me si dicesse che sono un uomo giusto e generoso".
Accuse false contro di me e Andreotti "Accuse strumentali e folli" e "gogna mediatica". Sono le esperienze negative che il Cavaliere dice di aver subito come Andreotti. "Come me - chiede il senatore a vita - lei ha subito varie vicissitudini giudiziarie. Se fosse stato condannato, quali cambiamenti ci sarebbero stati nella sua vita? Ci ha mai pensato?". "La sua vita e la mia, presidente Andreotti - è la risposta di Berlusconi - sono state comunque profondamente influenzate da vicende giudiziarie dalle quali entrambi siamo usciti prosciolti. Lei e io abbiamo dovuto dedicare tempo, risorse, impegno per difenderci da accuse strumentali, calunniose e folli, ma tuttavia sostenute con pervicacia da chi voleva, per via giudiziaria, avere ragione della storia e della politica del nostro Paese. Entrambi abbiamo subito l’esperienza della gogna mediatica, dell’irrisione, del tentativo di emarginazione". "Per lei e per me - conclude il presidente di Forza Italia - alla fine, è esistito un 'giudice a Berlino' che ha saputo ristabilire la verità, la dignità ferita, l’onore leso. Ma certo la politicizzazione della magistratura è un’anomalia patologica che prima o poi dovrà essere rimossa".




27 giugno 2007

NON PORTA ARIA FRESCA CHI FA POLITICA DA 40 ANNI .

"L'aria fresca è quella dei giovani, non quella di chi fa politica da 40 anni". Cosi' Silvio Berlusconi replica al giudizio che Romano Prodi ha dato sulla candidatura alla guida del Pd di Walter Veltroni. "Si tratta di una giustificazione, per presentare qualcuno che altro non ha fatto che fare politica per tutta la sua vita come l'arrivo del nuovo. Credo che sia una cosa ridicola".
"Hanno constatato che stanno perdendo il proprio consenso, per me Veltroni o altri pari sono. Il problema - continua Berlusconi - e' che questa sinistra non puo' essere di Governo perche' ha in se' una parte rilevante, piu' che un terzo, che e' e ancora antagonista, radicale, massimalista, orgogliosamente comunista e che si rifa' al marxismo ortodosso. Questa sinistra - conclude Berlusconi - segna tutti i provvedimenti di Governo e fara' richieste sempre piu' estreme in ogni campo della politica".



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permalink | inviato da Aurora86 il 27/6/2007 alle 0:35 | Versione per la stampa

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