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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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22 maggio 2009

CHE DELUSIONE

I “zucconi” di Repubblica sono amareggiati e delusi, niente, questo paese proprio non riesce a indignarsi: “L'Atlante Politico di Demos registra e conferma tendenze già osservate negli ultimi mesi tra gli elettori. Poco allegre per il centrosinistra e, soprattutto, per il Pd”.
“Al di là delle specifiche stime di voto, il clima d'opinione sembra premiare tutte le principali scelte del governo e tutte le azioni del premier. Anche le più discusse e discutibili. Dai respingimenti delle imbarcazioni cariche di immigrati, approvate da oltre 2 italiani su 3 (da 4 su 10 fra gli elettori del Pd e dell'Idv), alle vicende personali e familiari di Berlusconi. Quasi 8 italiani su 10 pensano che il divorzio annunciato e le amicizie femminili del premier siano fatti suoi e di sua moglie”.
Inizia con questo incipit il commento di Ilvo Diamanti sul sondaggio Demos di Repubblica sulle elezioni europee, la delusione è palpabile, non mi piace darmi ragione da sola, ma è esattamente quello che scrivo da giorni “ tanta fatica per nulla, le campagne mediatiche e giudiziarie di aggressione a Berlusconi non hanno mai pagato e non pagheranno nemmeno questa volta, anzi si trasformerà in un boomerang “, forse sarebbe certamente più saggio e utile se Repubblica si occupasse del divorzio degli elettori dal PD piuttosto che del presunto divorzio Berlusconi – Lario.
Ma non bisogna mollare proprio adesso, ripeschino magari le conversazioni tra Berlusconi e Saccà, hai visto mai che stavolta funzionano?
In queste due settimane in cui per legge non ci saranno sondaggi pubblici fino al voto del 7 giugno, provino a raccontare dell’incredibile rimonta del PD, che si vota per cambiare il paese , magari alla vigilia del voto un editoriale dell’ex fascista, ex comunista ,ex socialista e non so più cos’altro, Scalfari, ci dirà che il pareggio e magari anche la vittoria sono possibili, secondo i “sommovimenti” che lui sente nella società civile (Sic).
Poi dopo il 7 giugno , non si parlerà più di Noemi Letizia e Mills, si parlerà del berlusconismo di massa e dei cronici ritardi della sinistra, un vecchio film visto e rivisto tantissime volte, amen.









7 maggio 2009

ADESSO PARLO IO – TANTA FATICA PER NULLA

La performance di Silvio Berlusconi ospite di Bruno Vespa nel programma “Porta a porta” , che vi propongo in versione integrale, dove il leader del PDL , fatto oggetto di una campagna mediatica senza precedenti sul caso del divorzio dalla moglie Veronica Lario , ha affrontato le telecamere da una scomodissima posizione di partenza in un momento emotivamente delicato, scegliendo la strada della verità e della franchezza, si è trasformata in un trionfo personale del Premier e della trasmissione che ha polverizzato ogni record di ascolto.
Evidentemente gli italiani hanno capito e apprezzato se persino coloro che sono i “confidenti privilegiati” della signora Lario, ovvero i zucconi di Repubblica ci informano che,da un sondaggio di IPR Marketing la fiducia degli italiani nei confronti di Berlusconi è rimasta sostanzialmente invariata, ovvero al 66%.
Che pena poi, vedere Franceschini e alcuni altri esponenti del PD, tentare di speculare su una vicenda come questa, dando vita a una campagna di aggressione personale non senza prima aver paragonato l’Italia di Berlusconi a due repubbliche asiatiche ex sovietiche, Turk­menistan all’Uzbekistan, atteggiamenti che nemmeno la “frustrazione” di Franceschini di non riuscire a scalfire minimamente il consenso altissimo del Premier, può far comprendere e giustificare.
Tanta fatica per nulla insomma, come ho già avuto modo di dire questa vicenda non sposterà nulla, anzi rischia di trasformarsi ancora una volta in un boomerang per la sinistra, sarebbe certamente molto più utile e proficuo per loro se, anziché di occuparsi del divorzio di Berlusconi, si occupassero del divorzio degli elettori dal PD.

COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI ZUCCONI E QUESTI DIRIGENTI NON VINCERETE MAI !!!















4 maggio 2009

UNICA OPPOSIZIONE

Veronica Lario annuncia il divorzio da Silvio Berlusconi nel giorno in cui un sondaggio IPSOS pubblicato dal Sole24Ore annuncia che PDL e alleati scoppiano di salute e che la classe operaia ha divorziato dal partito democratico, sarà solo una semplice coincidenza?
A questo punto Franceschini e tutti i notabili del PD dovrebbero andare in processione dalla signora Lario ad offrirle la leadership del partito democratico,considerato che è l’unica opposizione che ha saputo tener testa a cotanto marito, tanto che Veltroni la voleva nel suo staff.
La saggezza popolare suggerisce che “tra moglie e marito non mettere il dito”, ma tuttavia mi consentirò una brevissima considerazione: non credo affatto che la decisione della signora Lario sia maturata nei scorsi a seguito della sua presa di posizione contro la candidatura delle cosiddette “veline” nelle liste del PDL , oppure al fatto che il Premier sia andato a una festa di compleanno a Napoli, se davvero era qualcosa di piccante non sarebbe certo andato li con seguito e a farsi fotografare in mezzo agli invitati, no, secondo me il vero motivo della rottura consiste nel fatto che la signora Lario probabilmente è contraria a che suo marito faccia politica e che addirittura sia capo di partito e di governo, sono rarissime infatti le volte che la signora è comparsa al fianco del Premier in occasioni ufficiali a differenza delle altre consorti dei capi di governo che sono costantemente al fianco dei mariti, non si spiega quindi questa lontananza e riservatezza, se non con il fatto che appunto sia contraria a che il marito faccia politica e che magari ha idee completamente diverse.
Detto questo non rimane che sperare che la vicenda si consumi nel modo meno doloroso possibile per entrambi e per la famiglia,comunque la si pensi una separazione è sempre un trauma per tutti coloro che la subiscono.
Si predica sempre in questo paese un giorno si e l’altro pure il rinnovamento della classe politica, poi quando qualcuno come Berlusconi la fa sul serio apriti cielo, tutto, ma attrici e veline no, eppure basterebbe fare un confronto tra la dirigenza di Forza Italia del 1994 e oggi per vedere che i dirigenti della prima ora sono rimasti in pochissimi, al contrario di quanto è avvenuto a sinistra nello stesso lasso di tempo,sono ancora tutti insieme appassionatamente.
Attrici e veline sono ormai parte della società civile, se qualcuna unisce alla grazia e alla bellezza anche gli studi e l’intelligenza perché non candidarle? Oggi fare politica è soprattutto freschezza preparazione ed immagine, basta citare per tutti l’esempio della Carfagna, anche Franceschini è stato costretto ad ammettere che la neo ministra è competente e preparata.
Definire tutto questo “ciarpame” come invece ha fatto la signora Lario a cui hanno tenuto il bordone i soliti giornalai “zucconi” di sinistra, significa non aver capito nulla ancora una volta della società italiana, e ha fatto bene il quotidiano Libero a pubblicare le foto a seno nudo della consorte del Premier tanti anni fa, ma forse lei essendo attrice di teatro si considera un filino più nobile e con più ritegno di tutte costoro, o no?
Ben vengano dunque le donne in politica,soprattutto se sono belle, intelligenti e laureate, questi soloni che gridano allo scandalo ci vorrebbero vedere ancora a votare per vecchi arnesi come De Mita, Berlinguer, Cirino Pomicino , Cofferati e chi più ne ha più ne metta.
Spero che nessuno a sinistra, soprattutto giornali e giornalisti militanti, vogliano usare questa vicenda a fini politici, sarebbe ancora una volta un boomerang terribile, lo dico per loro, non si sposterà nemmeno un voto, l’italiano medio si identifica con i pregi e i difetti di Berlusconi, quanto all’universo femminile il pensiero dominante è che la signora Lario è una rompiscatole che oltre a non stare vicino al marito per “prevenire” qualsiasi tentazione,non sa stare nemmeno dignitosamente al suo posto, eppure già leggo di alcuni zucconi che come al solito si propongono in improbabili analisi della vicenda, non vedono la realtà per quella che è effettivamente, e raccontano come vorrebbero che fosse, è inutile non imparano mai nemmeno dai propri errori,il masochismo e il tafazzismo della sinistra italiana non conosce limiti, quando pensi che hanno toccato il fondo ecco che incominciano a scavare.










10 dicembre 2008

SONDAGGIO IPR MARKETING : CROLLA IL PD

Il PDL si conferma il primo partito con il 39% dei consensi, il Partito Democratico crolla al 28% perdendo oltre 5 punti rispetto alle elezioni politiche di Aprile, avanza l’IDV di Di Pietro che guadagna il 3,4%.
Questi in sintesi i risultati di un sondaggio effettuato dalla Ipr Marketing per il quotidiano Repubblica, in vista delle elezioni europee della prossima primavera, da segnalare ancora l’arretramento dell’UDC che si ferma al 4% e della Destra di Storace al 1,5%, leggero calo anche della Lega Nord al 7,5% spiegabile con la diffidenza verso l’Europa del partito di Bossi che sfocia nell’astensione, sostanzialmente stabile l’MPA, Radicali al 1%.
La sinistra massimalista, fuori dal parlamento nazionale in seguito al terremoto di Aprile , dopo l'abbandono della coalizione, (si fermò al 3,8%) ciascuno va per conto proprio. Rifondazione comunista si ferma al 2,3% , il Pdci allo 0,6% e i Verdi all'1,3% , Sinistra Democratica, arriva al 1,3%.
Nulla di nuovo dunque, si conferma che l’alleanza e l’inseguimento a Di Pietro è tutta a vantaggio del trebbiatore di Montenero di Bisaccia che usa il PD come bancomat per prelevare voti e consensi, l’incapacità e l’insipienza della leadership di Veltroni, unita all’esplosione della “questione morale” nel partito stanno facendo il resto.
Per il partito democratico si prospetta una lunga,lunghissima traversata del deserto.







10 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI SENTONO PROTETTI

Dopo il decreto anticrisi,salva banche e risparmi, approvato l’altro giorno dal governo e le rassicurazioni del Premier Silvio Berlusconi sulla solidità dei nostri istituti di credito e i consigli dati dallo stesso sull’opportunità di non vendere le azioni che hanno subito vistosi ribassi,poiché destinate a recuperare il loro effettivo valore nel medio periodo, gli italiani si sentono “protetti e al sicuro” dalla crisi finanziaria che sta imperversando in tutto il mondo.
E’ quanto si evince da un sondaggio IPR Marketing commissionato da Repubblica, il quale rileva che il 71% dei cittadini italiani,dopo le misure e le rassicurazioni del governo, non teme l’effetto negativo del crollo delle borse mondiali sui loro risparmi.
Nessuna crisi di panico dunque, tutto tranquillo o quasi, è davvero una fortuna per il nostro paese,in questo delicato momento, avere a capo del governo un leader forte, carismatico e autorevole, che infonde fiducia e ottimismo alla nazione soprattutto per la sua storia di imprenditore prima che politico, o pensate forse che ci sia qualche altro ometto contemporaneo, politico di professione, che magari ha passato l’esistenza nei quadri del partito e nel sindacato, e in vita sua non ha mai lavorato, che possa avere tale credibilità e autorevolezza?
Certo preoccupano gli effetti che questo tsunami può avere sull’economia reale e sulle piccole -medie imprese, ma al momento la situazione è sotto controllo, la stessa bankitalia di concerto con il tesoro,ha predisposto un piano per agevolare la liquidità e il credito alle aziende.
Non tutti i mali comunque vengono per nuocere, i risparmiatori che fuggono dalle borse si riversano massicciamente sui titoli di stato,tanto che i tassi di interesse scendono giorno per giorno, e questo rappresenta una bella boccata di ossigeno per il nostro debito pubblico.
Inoltre con il decreto salva banche, in caso di intervento, è vero che il tesoro non entrerebbe direttamente nella proprietà degli istituti da ricapitalizzare, ma è altrettanto vero che dirigenti e manager saranno di gradimento del governo, e non sarebbe niente male mandare a casa un po’ di quei banchieri che andavano a votare per le primarie dell’Ulivo e del Partito Democratico.






15 settembre 2008

MARIA STELLA GELMINI SUPERSTAR

Una valanga di consensi per il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, come certifica l’ultimo sondaggio specifico effettuato dall’istituto Piepoli per il settimanale Panorama, i recenti provvedimenti del ministro in campo scolastico,che tendono al superamento della cultura del 68 che ha fatto della scuola italiana un “erogatore di stipendi” e un “ammortizzatore sociale”, introducendo la cultura della responsabilità , merito ,autonomia e valutazione, ricevono un larghissimo e vasto consenso dai cittadini italiani,superando le più rosee aspettative.
Maria Stella Gelmini si conferma così uno dei ministri di punta,capace di interpretare al meglio il decisionismo del governo, ha superato in popolarità persino Brunetta e a questo punto incalza direttamente il Premier.
Non a caso lei e Angelino Alfano da qualche tempo erano diventati i giovani pupilli di Berlusconi,che da profondo conoscitore e valutatore di uomini e qualità umane se li coccolava gelosamente,adesso lo stanno ripagando.
Questo in sintesi il giudizio dei cittadini sui principali provvedimenti del ministro:

-RITORNO DEL VOTO NUMERICO  FAVOREVOLI 79%

-VOTO DI CONDOTTA                  FAVOREVOLI 85%

-MAESTRO UNICO                        FAVOREVOLI 61%

-MINISTRO GELMINI                     FIDUCIA       66%

Come si vede sono risultati che, pur con tutte le cautele dei sondaggi,parlano da soli e dimostrano chiaramente la tendenza favorevole della stragrande maggioranza dei cittadini italiani.
Annesso al sondaggio sui provvedimenti del ministro Gelmini viene pubblicato anche il sondaggio sulle intenzioni di voto,che riporto sotto, il quale non ha bisogno di ulteriori commenti.
Qualcuno avvisi Veltroni, che ieri blaterava di paese rovinato,scuola distrutta e altre castronerie che non riporto per carità di patria, che la realtà è ben diversa, che lui e il PD non sono minimamente considerati come alternativa dagli italiani ,che d’altronde li hanno sonoramente bocciati, scenda da “second life” e cerchi di capire e interpretare il “paese reale” , faccia l’opposizione contro il governo non contro il paese e l’evidenza della realtà, ma probabilmente si dovrà aspettare qualcun altro,lui è già bollito.

UPDATE : Che vergogna, una minoranza di operatori della scuola, ovvero i soliti che mirano alla conservazione dello status quo, e hanno ridotto la scuola italiana allo sfascio, non esitano a strumentalizzare i bambini, vestendosi a lutto, per protestare contro i sacrosanti provvedimenti del ministro Gelmini.
Il primo giorno di scuola dovrebbe essere una festa gioiosa per i bambini, e invece costoro per bassi scopi politici non esitano a terrorizzarli e a creare un clima di paura e allarmismo.

VERGOGNA, VERGOGNA E ANCORA VERGOGNA!!!

Tiri dritto ministro, contro i campioni dell’egualitarismo sessantottino e l’assistenzialismo che si oppongono al merito e alla responsabilità, il popolo è con Lei e con il governo.








6 luglio 2008

TOH CHE NOVITA’ LA CASTA DELLE TOGHE IN AGITAZIONE

I magistrati italiani hanno deciso di entrare in stato di agitazione e si riservano l'adozione di altre misure per protestare contro gli interventi del Governo nel settore della giustizia. Tra queste la sospensione dei processi, le disposizioni sulle intercettazioni, il taglio delle risorse al settore giustizia e il taglio degli stipendi introdotto dall'art.69 del dl 112 (cosiddetto decreto manovra). L'Anm ha, inoltre, convocato in seduta permanente il comitato direttivo centrale.
Giusto qualche giorno fa mi chiedevo come mai non avessero ancora dichiarato lo stato di agitazione, già che ci sono potrebbero fare come i commercianti, facciano direttamente una serrata.
L’agitazione della casta delle toghe non è certo una novità, è una minestra riscaldata, già vista durante il precedente governo Berlusconi, certo però che il ridursi come volgari bottegai,significa che credibilità e autorevolezza dell’istituzione sono ormai andate a ramengo.
Dopo “il verminaio del CSM” su cui ha dovuto prendere posizione persino il Presidente della Repubblica per evitare “derive creative” , e dopo che il vice presidente Mancino ci ha spiegato che non proprio tutti i magistrati sono di sinistra e lavorano contro il governo,adesso lo stato di agitazione che ha un tanfo di carogna insopportabile.
Strano però che dei magistrati vincitori di concorso, non si rendano conto che le leggi le devono applicare, che gli piacciano o no, non spetta a loro l’approvazione che è appannaggio del parlamento liberamente e democraticamente eletto, espressione del “popolo sovrano”.
Probabilmente non hanno compreso o non vogliono comprendere il “primato della politica”.
Certo mi rendo conto che una diminuzione di retribuzione da 1200 a 2200 euro forse brucia un po’ per gente che, come dice l’ex ministro Castelli, sono attaccati ai soldi,tanto che quando scioperano ci sono dei casi in cui firmano lo stesso la presenza, ma in un periodo in cui tutti fanno sacrifici, dai parlamentari ai ministri,sino al Presidente della Repubblica, non si vergognano a protestare?
Un po’ di decenza che diamine.
Mi rendo anche conto che, purtroppo per loro, questo non è un “governo condiviso” come chiedeva qualche anno fa un procuratore capo tre volte resistente, senza ombra di vergogna in una famosa intervista rilasciata al Corriere, e la “supposta” Berlusconi dovranno tenersela a lungo, considerato anche che la stragrande maggioranza dei cittadini è disgustata e schifata da questi magistrati che si occupano di far politica,invece che di processi e reati.
Proprio oggi un sondaggio di Renato Mannheimer sul Corriere della Sera conferma infatti che le recenti polemiche sulla giustizia hanno ulteriormente contribuito alla diminuzione del consenso popolare per la magistratura(toccato il fondo si continua a scavare), mentre il premier ed il governo godono del sostegno della maggioranza assoluta degli italiani(61%) , e di questo Berlusconi è certamente consapevole.
Poi se proprio vogliono scaricare la loro frustrazione possono sempre fare politica attiva nelle manifestazioni e nei convegni di partito o firmare deliranti appelli contro il governo, come fanno di solito del resto.
Non si illudano, e nessuno si illuda, fino a che il parlamento e il capo del governo saranno scelti dal voto del “popolo sovrano” nessuna procura e nessun PM riuscirà a sovvertirlo.
Non è più il tempo della “canaglia urlante” ,dei cappi e del lancio di monetine, appoggiato e titillato dai media forcaioli e giacobini, quel tempo è finito per sempre e non ritornerà più, grazie soprattutto a Silvio Berlusconi, gli ultimi “resistenti” prima ne prendono atto, e meglio sarà per tutti.






30 giugno 2008

PIENA SINTONIA DI BERLUSCONI E DEL PDL CON IL PAESE

"La fiducia nel presidente del Consiglio e nel governo di centrodestra rimane sui massimi, anche a causa della crisi profonda del Partito Democratico". Lo afferma in un'intervista al quotidiano online Affaritaliani.it l'amministratore delegato di Coesis Research, Alessandro Amadori.
"La fiducia rimane stabile intorno al 60 per cento" e "il dato risente anche di fattori relativi, ovvero dipende dallo scenario competitivo". "Il governo - prosegue - è completamente privo di alternative credibili e visibili, perciò l'indicatore di fiducia resta stabile".
Il Paese sa che non c'è un'alternativa. Si tratta di una fase unica della storia del nostro Paese, non è mai accaduto che esistesse una situazione di mono - offerta.
Un certo attivismo berlusconiano su fronti comunque minori, come la storia dei processi, ha forse introdotto elementi di ambivalenza, che però non influenzano né la fiducia né le intenzioni di voto verso il Centrodestra.
L'estrema debolezza del Centrosinistra è il vero problema dell'Italia. Le bocce sono ferme, l'indebolimento della sinistra non sembra avere soluzione; anzi per i cittadini è più probabile che si dissolva il Pd piuttosto che Berlusconi perda fiducia.
Questa dunque l’analisi di Coesis Research pubblicata il 26 scorso, ieri invece il Corriere della Sera, a conferma di questa tendenza ha pubblicato un
sondaggio sulle intenzioni di voto dove si evince il drammatico affondamento del PD e un prodigioso scatto in avanti del Popolo Della Libertà.
Il Pd in pochi mesi ha perso 5 punti (dal 33,1 % del 13 aprile al 28%), e Di Pietro ne ha guadagnati 3 (dal 4,4% al 7,4%). La Sinistra recupera almeno 1 punto, e intanto il PDL schizza di oltre 7 punti: dal 37,4% al 44,6%.
Saranno appunto questi sondaggi che hanno convinto Veltroni a recuperare il pullman rottamato e a rimettersi in giro per l’Italia da settembre, fatica e tempo sprecati secondo me.
Veltroni in soli due mesi è stato costretto a rimangiarsi tutto ciò che aveva detto e programmato all’atto della sua elezione a segretario del PD e ribadito in campagna elettorale, stretto com’è tra l’incudine della contestazioni e delle correnti interne e il martello del giacobinismo dell’alleato Di Pietro, sarà già tanto se arriverà alle elezioni europee dell’anno prossimo, dove non ci saranno voti utili e antiberlusconismo che potranno aiutarlo.
I giacobini e i giustizialisti invece non fanno altro che portare acqua al mulino del Popolo Della Libertà e di Berlusconi, questo dato era già emerso in campagna elettorale e subito dopo il voto, i risultati di questo sondaggio ne sono la lampante conferma.
Avanti così dunque senza indugi, soprattutto sui temi della sicurezza e della giustizia, il popolo è con Silvio.






20 giugno 2008

GLI ITALIANI SONO CON BERLUSCONI

Dopo i recenti sondaggi che vedono Silvio Berlusconi e il suo governo graditi e apprezzati da due italiani su tre, e tutti i provvedimenti del nuovo governo in materia di tasse,rifiuti,sicurezza ecc. , promossi a larghissima maggioranza, anche il recentissimo provvedimento in materia di giustizia, attinente alla sospensione dei processi non urgenti, per affrontare quelli per i reati più gravi e di forte impatto sociale, viene promosso a pieni voti dai cittadini,preoccupati per l’aumento della criminalità e pessimisti sullo stato della giustizia, come dimostra un sondaggio di IPR Marketing per il quotidiano Repubblica.
Non è servita a molto dunque la canea che in questi giorni vede tutti insieme appassionatamente stampa,magistrati, opposizione forcaiola guidata da Di Pietro a cui si è accodato anche Veltroni, guitti&giacobini da operetta, pseudo intellettuali e benpensanti, e altri autoeletti della società civile.
Il tutto perché tra i processi sospesi ve ne sarebbe uno,il cd processo Mills che vede imputato Berlusconi,che però a parte la sospensione, non cambierebbe di una virgola la posizione processuale del premier,rimangono infatti fermi tutti i termini.
In questo caso il governo decide sulle priorità giudiziarie,dando la precedenza appunto ai reati di forte impatto sociale,insomma si fa una politica della giustizia e si cerca di rispondere al meglio alle domande e ai bisogni dei cittadini.
Cosa peraltro non nuova,ad esempio il Procuratore Capo di Torino,Maddalena, ha proposto le stesse cose al CSM, ricevendone il plauso, oppure Veltroni che soltanto qualche mese fa dichiarava in campagna elettorale : “ bisogna fissare dei criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale”, viene da chiedersi se è possibile che si cambi idea soltanto perché c’è di mezzo Berlusconi.
Ma come abbiamo visto gli italiani non abboccano più e non si fanno incantare da queste campagne e dalla magistratura militante,pertanto fa bene il Presidente Berlusconi che è sempre in sintonia con il comune sentire e con il paese a tirare dritto.
Non stupisce nemmeno più invece l’atteggiamento del partito democratico e di Veltroni, che ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno, si dimostra lontanissimo dalla realtà e incapace di comprendere quello che attraversa il paese, lo stesso Veltroni si sta dimostrando un leader senza attributi,esitante e titubante sulla giusta linea che deve intraprendere una forza riformista all’altezza delle nuove sfide, insomma come un vaso di coccio di manzoniana memoria stretto tra i faticosi equilibri interni al suo partito e quelli esterni dell’opposizione giacobina rappresentata da Di Pietro.
Incredibile poi come Veltroni e il PD abbiano inscenato un assurda polemica sulla presenza dei militari a coadiuvare le forze dell’ordine in determinate zone, quando questo provvedimento è visto con favore da oltre l’80% dei cittadini e lo richiedono gli stessi sindaci del partito democratico come ad esempio quello di Padova e il sindaco di Venezia, Cacciari.
Non ci si può dunque meravigliare se ad ogni tornata elettorale, vengono presi a ceffoni dagli elettori.







27 marzo 2008

NOI SIAMO I NUOVI

"Questa e’ la versione di Veltroni, cioè esattamente il contrario della verità".
Così Silvio Berlusconi ha commentato il sondaggio realizzato da IPR Marketing per ’Repubblica’, che attribuisce al Senato la parità tra PD e PDL.
Anche oggi Veltroni dice tre bugie ogni due righe: e’ la vecchia ricetta stalinista sempre valida nella sinistra. Per esempio, Veltroni dice che noi siamo preoccupati al Senato. Non e’ vero, perché a Palazzo Madama avremo più di trenta senatori di maggioranza.
"Noi siamo i nuovi, non vecchi comunisti riciclati che ricordano quei negozi che falliscono e poi mettono fuori il cartello 'nuova gestione' la nuova gestione siamo noi".

Silvio Berlusconi 26/03/2008

Quando ci vuole,ci vuole...




26 febbraio 2008

SONDAGGIO EUROMEDIA RESEARCH: DIECI PUNTI IL DISTACCO!

E’ stato pubblicato sul sito ufficiale dei sondaggi politico elettorali il nuovo sondaggio di Euromedia Research , i cui risultati erano stati anticipati da Silvio Berlusconi intervistato dal TG4.
Si confermano dunque dieci punti di distacco tra il PDL e il PD+IDV, a dimostrazione caso mai ce ne fosse ancora bisogno che, il recupero di cui parla Veltroni e gli organi di stampa organici al partito democratico,esiste solo nella loro fantasia.
Sull’ affidabilità di questo istituto basti dire che fu l’unico a prevedere esattamente il risultato delle politiche del 2006 , insieme agli americani Penn, Schoen e Berland Associati.

Sondaggio Politico-Elettorale

INTENZIONI DI VOTO

Pubblicato il 26/2/2008.

Autore:

Euromedia Research (Ghial Media Srl)

Committente/ Acquirente:

Osservatorio Politico Euromedia Research. Diffuso dal TG4

Criteri seguiti per la formazione del campione:

Le interviste sono state effettuate su di un campione stratificato per sesso, età e ampiezza comuni

Metodo di raccolta delle informazioni:

Interviste telefoniche – metodologia C.A.T.I.

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:

1.000 casi a campione, popolazione residente in Italia, di 18 anni e oltre di entrambi i sessi appartenenti a qualsiasi condizione sociale, residenti in famiglie con il telefono (Fonte ISTAT – 2007)

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:

Tra il 22/02/2008 ed il 23/02/2008

QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : CAMERA – Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche, Lei a quale partito avrebbe dato la Sua preferenza?.

Risposta: Popolo delle Libertà: 40.6% Lega Nord: 5.6% MPA: 0.2% Partito Democratico: 32.9% Di Pietro-Italia dei Valori: 3.5% Sinistra L'Arcobaleno: 7.9% Partito Socialista – PSE: 0.8% UDC: 3.8% La Rosa Bianca: 1.2% Popolari-UdeuR: 0.7% La Destra: 1.2% Partito Comunista dei lavoratori: 0.3% Altri: 1.3%






30 ottobre 2007

LE FAMIGLIE ITALIANE SEMPRE PIU' IN DIFFICOLTA'.

E’ un analisi impietosa quella che emerge dal consueto sondaggio annuale dell’ACRI(Associazione Casse di Risparmio Italiane) in collaborazione con IPSOS, aleggia un pessimismo quasi rassegnato, alimentato anche da timori per l'andamento dell'economia internazionale.
Sono in aumento le famiglie che si dichiarano in difficoltà: in un anno diverse persone che conducevano tranquillamente la propria vita si sono trovate a fronteggiare una situazione che, se non è proprio crisi, le preoccupa.
Dal sondaggio, realizzato su un campione di mille cittadini, emerge che, rispetto al 2006, scende il numero di coloro che riescono a risparmiare, dal 37% al 33%, mentre cresce chi non riesce a mettere un euro da parte (sono il 39% del totale).
Aumentano le famiglie che faticano a mantenere il tenore di vita attuale, dal 42% al 46%, mentre si riducono quelle che riescono a mantenerlo invariato senza problemi, sono il 25% rispetto al 28 per cento del 2006.
Sempre più spesso è necessario ricorrere a prestiti o ai risparmi accumulati per arrivare alla fine del mese.
Nell’autunno del 2006 si coglievano segnali , seppur deboli, che parevano indicare, almeno in una parte del Paese, la percezione di una piccola svolta: un ottimismo in crescita. La debole svolta ottimista del 2006 è svanita, e non se ne trovano tracce.
Analizzando nel dettaglio i vari parametri presi in esame, risulta che in merito al miglioramento della propria situazione personale gli ottimisti prevalgono ancora sui pessimisti (il 29% pensa che migliorerà, il 22% che peggiorerà, il 46% che rimarrà stabile, il 4% non sa), ma il saldo (delta) a favore degli ottimisti rispetto ai pessimisti decresce: era di 14 punti percentuali nel 2006, oggi è di soli 7 punti.
Per quanto riguarda l'Europa un'ampia maggioranza continua a sentirsi europeista, anche se la crescita del pessimismo influenza la storica propensione degli Italiani verso la Ue (gli europeisti oggi sono il 60% contro il 67% del 2006). Coloro che dichiarano una minore fiducia nell'Unione Europea sono il 29% nel 2007 contro il 26% del 2006.
Uno degli elementi di maggiore disagio è l'Euro: oltre 3 Italiani su 4 se ne dichiarano insoddisfatti, dato in crescita rispetto al già elevato 71% del 2004, ed estremamente lontano dalle indicazioni pre-introduzione, quando circa 2/3 degli Italiani si dichiaravano favorevoli. In particolare si registra la percezione che l'avvento dell'Euro abbia più favorito l'uscita di capitali verso investimenti esteri che non il flusso contrario.
Nulla di nuovo dunque,dati che confermano in pieno l’ultimo rapporto Eurispes nel quale si segnala che il 51% delle famiglie vive ormai con l’incubo della “terza settimana”.
Ma il pessimismo presto non avrà più ragion d’essere, il nostro governo ha preso seri provvedimenti, per dare una mano concreta alle famiglie in difficoltà, infatti dopo un bonus ai pensionati di circa 300 euro annui/ 82 cent. al giorno, e 25 euro al mese per fare uscire i bamboccioni fuori di casa,è in arrivo anche un bonus di 150 euro annui/41 cent. al giorno per le famiglie cd incapienti,che grazie ad un emendamento approvato al senato potrebbe addirittura raddoppiare ed arrivare a ben 82 cent. al giorno, una vera manna.
Prodi&C. infatti nell’ultima campagna elettorale avevano promesso la felicità, anche se, sembra che quest’ultima,si debba realizzare soltanto pagando le tasse(Sic) così come ha recentemente affermato il ministro dell’economia.




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permalink | inviato da Aurora86 il 30/10/2007 alle 15:51 | Versione per la stampa


10 settembre 2007

DUE ITALIANI SU TRE “SCHIFATI” DAL GOVERNO.

Questa comunque non è certo una novità, urne,sondaggi,fischi e pernacchie che accompagnano esponenti del governo e presidente del  consiglio non appena mettono il naso fuori dai ministeri o Palazzo Chigi, ne sono la testimonianza più eclatante da un anno a questa parte, un ulteriore conferma,caso mai ce ne fosse ancora bisogno,arriva da un sondaggio di Mannheimer sul Corriere di oggi, il quale ci informa che gli italiani che dicono no a questo governo sono ormai al 68%.
Cattive notizie arrivano anche dal fronte economico-finanziario, con il PIL in frenata,l'Italia si conferma vagone di coda nella crescita in Europa, e la stagnazione dei consumi, addirittura,udite udite “contrazione della spesa nei consumi alimentari”.
Era forse questa la felicità promessa da Prodi e dalla sinistra? E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

               


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permalink | inviato da Aurora86 il 10/9/2007 alle 17:40 | Versione per la stampa


23 luglio 2007

OPERAI E DIPENDENTI PRIVATI VOTANO CDL.

Un sondaggio effettuato dall' Ipsos per il Sole24ore rivela che tra i lavoratori dipendenti di aziende private e quelli di aziende pubbliche di secondo livello,solo tre su dieci voterebbero per l'attuale esecutivo.
Ma il dato più eclatante riguarda il cambio di opinione e intenzione di voto che è di proporzioni eccezionali,poco più di un anno fa,esattamente a marzo 2006,il 29% dichiarava di aver fiducia nella CDL,adesso la percentuale è salita al 48%,coloro che dichiaravano di aver fiducia nell'Unione erano il 42% scesi adesso al 32%.
La cosa non mi meraviglia più di tanto, la sinistra radicale è troppo occupata a difendere le sue poltrone,i DS invece si occupano da un pezzo di merchant bank,alta finanza e scalate bancarie.
Non sarei affatto sorpresa se nel nascente Partito Democratico, i "proletari del quarto stato" raffigurati nel celebre dipinto di Pelizza da Volpedo,venissero sostituiti da "ingegneri tangentisti rei confessi" e da "illustri calzolai".
Non solo dunque i lavoratori autonomi  e le partite Iva, anche i dipendenti, manifestano la loro ostilità e la loro delusione per il governo della sinistra,senza contare che 7 imprenditori su 10 bocciano senza appello la politica economica e fiscale di questo governo.
Insomma non ci sono pregiudizi di classe o località,questo governo non piace a nessuno.




19 luglio 2007

ECCESSO DI RIBASSO.

Nessuna buona nuova dall'ultimo sondaggio sulla fiducia al governo pubblicato da Repubblica,continua il crollo del sostegno a Prodi e all'esecutivo, solo il 35% dei cittadini nutre ancora qualche fiducia nel governo,mentre viene sonoramente bocciato dal 65%, in pratica da 2 italiani su 3.
I numeri parlano chiaro,la perdita di fiducia è inarrestabile, e non si intravede nulla che possa fare presagire neppure un parziale recupero.
Si può tranquillamente affermare senza tema di essere smentiti che,se l'attuale governo fosse quotato in borsa,il titolo sarebbe sospeso per "ECCESSO DI RIBASSO".




20 aprile 2007

IL PIU' AMATO DAGLI ITALIANI .

Il politico più amato dagli italiani? Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Questo quanto emerge dal sondaggio Ekma , che evidenzia come il gradimento per il Cavaliere sia ancora salito rispetto al mese di marzo, passando dal 45 al 47 per cento.
Dietro Berlusconi si posizionano il sindaco di Roma, Walter Veltroni a quota 44 per cento, più uno per cento rispetto al mese precedente, e il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, passato dal 44 al 41 per cento. In quarta posizione il leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, stabile al 40 per cento. 
Curioso che tra i cinque politici più amati dagli italiani tre siano dell’opposizione, questo a conferma delle notevoli difficoltà di appeal che l’esecutivo di Romano Prodi sta incontrando. Proprio il Professore continua la sua emorragia di consensi, passando dal 32 per cento al 30 e scivolando in ottava posizione.Gli unici esponenti di governo a guadagnare consensi sono il presidente della Camera, Fausto Bertinotti (dal 32,2 al 34) e il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro (dal 27 al 29), mentre Piero Fassino perde due punti e il vicepremier Francesco Rutelli addirittura tre.


2 aprile 2007

GIOVANARDI NON CI STA .

La spaccatura dell'Udc, culminata con le diverse posizioni sul rifinanziamento delle missioni all'estero, è adesso ufficiale.

L'ex ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi ha radunato il fronte anti-Casini del partito nella sua Modena, e ha lanciato la propria candidatura alla guida del partito. Con poche e chiare parole d'ordine: fedeltà ai valori cattolici, lealtà agli alleati, netta alternativa al centrosinistra.

L'obiettivo di Giovanardi, che ha riunito i delegati del centro-nord contrari alla linea di Casini nella sede della Confcommercio a Modena, è quella di ribadire la collocazione dell'Udc nello schema bipolare e saldamente all'interno della Casa delle libertà.

Martedì è previsto un incontro con i delegati del centro-sud, in vista del congresso al quale, ha precisato Giovanardi, "non faremo altro che presentare il manifesto fondativo dell'Udc del 2002, dove si parlava di centrodestra e di bipolarismo".

Con Giovanardi, e con il suo luogotenente, il deputato emiliano Emerenzio Barbieri, non c'era nessun big del partito. "Ma la base - ripetono i partecipanti al vertice anti-Casini di Modena - è tutta con noi". "Dobbiamo chiarire - ha detto Giovanardi - di essere alternativi al centrosinistra e a Prodi. Negli ultimi giorni si sono viste cose surreali, con Fassino che ha invitato la Lega e l'Udc nel centrosinistra: c'é qualcosa di impazzito. Qualsiasi ipotesi di costruire una terza forza non ci interessa, tanto meno vogliamo tornare al passato. Mi candido alla segreteria del partito perché è necessario discutere e portare chiarezza. Al precedente congresso Follini è stato eletto quasi all'unanimità: visto come è andata a finire credo che sia un'esperienza da non ripetere".

Ansa 01/04/2007

 

Mi sembrava strano in effetti che nessun parlamentare dell’UDC si facesse carico del fortissimo malumore della base, che non capisce e non ha gradito la differenziazione del partito dalla CDL.

Dopo che il segretario Cesa in una trasmissione radiofonica è stato “mollato” in diretta da 3 o 4 segretari regionali , Casini contestato, e persino Cuffaro ha dichiarato il suo “disappunto”, sono arrivati i dati dell’ultimo sondaggio UNICAB che parlano estremamente chiaro,ad oggi solo il 35,6 %  degli elettori UDC riconfermerebbero il loro voto, voterebbero un altro partito di CDX il 22,7%,voterebbero un partito di CSX l’1,3%, si asterrebbe il 21,2%, indecisi 19,2%.

In pratica a livello nazionale oggi l’UDC può contare sul 2,5% circa contro il 6,7 % delle ultime elezioni, un dato che sicuramente a Giovanardi non è sfuggito e fa riflettere.

C’è da augurarsi che Giovanardi riesca a fare chiarezza anche se sarà difficile la sua elezione poiché candidatosi a due settimane dal congresso, ma in ogni sarà un autorevole interprete del malumore della base.

Come ho già scritto qualche giorno fa, non serve correre dietro Casini e Cesa, anche senza di loro,  secondo tutti i sondaggi la CDL  resta di gran lunga in vantaggio, la maggior parte dei loro elettori non ha intenzione di seguirli , che cuociano pure nel loro brodo, ci penserà la loro base.

Leader si nasce,non ci si inventa,” in una democrazia è il popolo che sceglie i leader, non sono i leader che scelgono il popolo” concetto sintetizzato così da Rotondi della Nuova DC “ Il Leader e prossimo Premier sarà ancora Berlusconi, il suo successore attualmente sta frequentando il terzo liceo,lui ha i voti e il popolo dietro di se,gli altri hanno solo  chiacchiere”.



9 marzo 2007

SEMPRE PIU' ZUCCONI .

Chi mi conosce sa bene che, la sottoscritta ha sempre considerato Repubblica un quotidiano buono soltanto per farsi due risate nei momenti di stress e di depressione.

Non mi soffermerò per carità di patria su i reportage dagli USA di uno “zuccone” come Vittorio Zucconi sui neocon americani ,del tutto incapace di distinguere tra Paleocon, Teocon, Realcon, e Neocon oppure su un tale Michele Serra che definisce “idiota” il Presidente Bush ,e se lo dice uno che in vita sua al massimo ha potuto fare il direttore dell’allegato a fumetti del quotidiano del partito comunista c’è da credergli,o ancora la “fantastica” ,in tutti i sensi,inchiesta sull’uranio del Niger smentita persino dai rappresentanti di Rifondazione Comunista in seno al comitato di controllo sui servizi segreti,il che è tutto dire,ma queste sono solo alcune delle centinaia di bufale pubblicate dal quotidiano di proprietà del “tangentista reo confesso” De Benedetti che provocano in me ilarità e buonumore.

Siccome Repubblica rappresenta un caso dove al ridicolo non c’è mai limite, ieri mi sono imbattuta in un articolo dove si parlava del rifinanziamento della missione militare in Afghanistan a firma Claudia Fusani : “Alla fine le idee più chiare sembrano averle i cittadini interpellati ieri sera (a sequestro Mastrogiacomo già in corso) per Repubblica.it da IPR Marketing. Il campione si schiera in maggioranza per restare ancora in Afghanistan. Il 50% è per rimanere finché la Nato non deciderà altrimenti, il 20% pensa sia giusto restarci ancora un anno e il 27% è per il ritiro immediato.
Se si guarda la questione avendo un occhio allo "schieramento" politico del campione, il risultato non si sposta di molto. Tra gli elettori del centrosinistra il 42% è per rimanere rimettendosi alle decisioni della Nato, il 29% per andarsene fra un anno: totale 71% a favore, comunque, di un prolungarsi della missione. Nel centrodestra la percentuale sale all'81% (69% per restare con la Nato e il 12% per ritirarsi fra un anno).”

Così scrive la nuova Pravda, a quel punto incuriosita da tanto improvviso favore verso la missione in Afghanistan sono andata a guardare i precedenti sondaggi dello stesso istituto e con mia somma sorpresa scopro che poco più di un mese fa,esattamente il 24 gennaio veniva rilevato che, a favore del ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan era il 56% degli intervistati e il 37%  contro il ritiro, sondaggio visionabile  a www.sondaggipoliticoelettorali.it .

Delle due l’una: “ o nell’ultimo mese è successo qualcosa di clamoroso che ha convinto ben il 33% del campione a cambiare idea sulla missione italiana che io ignoro, o si tratta ancora un volta di una bufala”,  propendo per la seconda ipotesi.

Del resto questo istituto di sondaggi ??? è lo stesso che dava per certa la vittoria di Kerry su Bush alle ultime presidenziali americane e che dava l’anno scorso alle elezioni politiche il centrosinistra in vantaggio sul centrodestra di ben 8-10 punti,dal che se ne può dedurre l’affidabilità,sondaggi a convenienza insomma.

Qui si raggiunge il massimo : “Dati molto diversi da quelli rilevati in modo analogo, in passato, sulla missione in Iraq. Una maggioranza rilevante del campione era sempre per il ritiro più o meno immediato. Qui, evidentemente, i cittadini colgono una situazione qualitativamente diversa”, scrive sempre l’articolista della nuova Pravda.

E il loro stesso sondaggio del 24 gennaio dove ben il 56% degli intervistati era a favore del ritiro immediato? Niente non se ne parla ,il paragone va bene soltanto con l’Iraq,da scompisciarsi dalle risate.

Io mi chiedo e vi chiedo : ma questi pensano davvero che la gente ha ancora l’anello al naso e si può bere impunemente tutte le stupidaggini che gli propinano?

E poi ci si lamenta che in Italia si leggono pochi giornali, per forza,chi può aver voglia di leggere simili assurdità?

A questo punto mi sorge un dubbio: vuoi vedere che l’inviato di Repubblica,Mastrogiacomo, è stato rapito dai Talebani in Afghanistan perché anche loro stufi di leggere simili cazzate?    

    


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