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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
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ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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che  non  ha  nessun    
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credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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25 aprile 2009

UNA DECISIONE GENIALE

La decisione di spostare il prossimo summit del G8 di luglio dall’isola sarda della Maddalena all’Aquila, nelle terre ferite dal terremoto d’Abruzzo, approvata dal consiglio dei ministri che si è svolto in via eccezionale nel capoluogo abruzzese, sta ricevendo plauso e consenso in tutto il mondo.
Il grande Silvio una ne fa e cento ne pensa, lo spostamento del G8 in Abruzzo avrà un impatto mediatico eccezionale in tutto il pianeta, il contesto lussuoso in cui si sarebbe svolto il summit della Maddalena non era certo consono al periodo di crisi che il mondo sta vivendo, e allora piuttosto che trasportare i grandi della terra a bordo di lussuosi panfili, molto meglio portarli tra il popolo che soffre e far vedere personalmente i monumenti e beni culturali ai rappresentanti delle nazioni che intendono sponsorizzare la loro ricostruzione, e presentare così la lista nozze,un premier in perfetto stile no global insomma.
L’annuncio clamoroso ha sorpreso inizialmente tutti, ed è rimbalzato nelle cancellerie e nella stampa estera, trovando consensi unanimi, è arrivato subito il si di Obama dopo una telefonata con Berlusconi, poi Gordon Brown e Angela Merkel e via via tutti gli altri leader che saranno impegnati nei lavori del G8, anche la UE attraverso il portavoce Amadeu Altafaj Tardiu, approva e definisce la decisione “ un gesto simbolico molto forte”, diavolo di un Berlusconi ancora una volta spariglia e sorprende tutti, tirando fuori dal cilindro l’ennesimo coniglio bianco, mettendo l’Abruzzo al centro della scena politica mondiale.
L'utilizzo del complesso monumentale della Maddalena avrebbe comportato un costo di 220 milioni di euro, ha detto il premier: soldi che potranno essere risparmiati utilizzando per il vertice la scuola della Guardia di finanza di Coppito.
Quanto alla sicurezza dei leader, il presidente del Consiglio ha spiegato che ci sono tutte le condizioni per garantirla e che probabilmente «non credo che i no global avranno la faccia di venire in questi luoghi a organizzare manifestazioni dure come quelle a cui siamo stati abituati in passato».
Le opere già iniziate sull’isola della Maddalena saranno portate a compimento e come richiesto da Barack Obama sull’isola si terrà probabilmente in autunno il summit sull’ambiente.
Sul fronte interno plaudono le organizzazioni sindacali, persino Epifani si è detto d’accordo, le opposizioni frastornate, seppur con toni diversi tra Franceschini,Casini, e Di Pietro balbettano la loro approvazione, Berlusconi non ha una, ma dieci marce in più rispetto a costoro.
Favorevolissimi i commenti delle autorità locali, a partire dal presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sino al sindaco dell’Aquila Cialente , che plaude al provvedimento e parla di un gesto di generosità per la città martoriata.
La notizia ha fatto quasi passare in secondo piano gli altri importanti provvedimenti presi dal consiglio dei ministri all’Aquila, un decreto legge per stanziare le risorse in favore delle zone terremotate. Il provvedimento mette a disposizione un totale di otto miliardi di euro, di cui 1,5 per fronteggiare l'emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione.
Sono state individuate 15 aree dove intervenire con piastre di cemento armato capaci di sopportare scosse sismiche: su queste piastre saranno edificate case sicure, con verde e alberi, ha detto Berlusconi.
Gli studenti universitari saranno esonerati dal pagamento delle tasse per il periodo 2009-2010. Per la prima volta si affronta un evento del genere senza aumentare la pressione fiscale ha detto il premier.
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha poi spiegato che il decreto prevede lo stanziamento di 150mila euro per chi vorrà ricostruirsi da sé la casa distrutta e 80mila euro per chi invece ha la casa danneggiata. «Prevediamo - ha detto - 500 milioni di euro, e la domanda è per 700, per interventi per le abitazioni private. Ci sarà un conto corrente gratuito per 150mila euro disponibili per ciascuno per la ricostruzione della casa».
«Puoi farti la casa come vuoi e può essere la ricostruzione della casa colpita o una casa nuova da un'altra parte» ha aggiunto Berlusconi.
Tremonti ha annunciato che è stata avanzata a Bruxelles la richiesta di fare dell'area terremotata una «zona franca urbana» esente da tributi.






13 marzo 2009

FRANKLIN DELANO BERLUSCONI

Il Financial Times Deutschland (Ftd) ha dedicato un articolo in prima pagina, dal titolo ‘Franklin D. Berlusconi’, al piano sulla casa previsto dal governo per rilanciare l’edilizia. “Il capo del governo viene considerato da coloro che lo appoggiano come un nuovo Franklin D. Roosevelt”, scrive il quotidiano del presidente del Consiglio, riferendosi all’ex presidente Usa, autore del programma di riforme socio-economiche del 1933-1937 conosciuto con il nome di New Deal. Grazie al New Deal, gli Stati Uniti riuscirono a superare la grande depressione dei primi anni Trenta e il quotidiano spiega il cosiddetto ’piano casa’, sottolineando che tra i progetti previsti dal governo c’è anche la costruzione del Ponte sullo Stretto.
“Come l’ex presidente americano, anche Berlusconi vuole che i cittadini possano mantenere il loro stile di vita durante la crisi”, osserva l’Ftd, aggiungendo che questo è anche l’obiettivo del ministro dell’economia Giulio Tremonti. Ma c’è anche un altro punto in comune tra Berlusconi e Roosevelt: “Anche Roosevelt costruiva per il suo New Deal migliaia di ponti - conclude il giornale - Berlusconi si limita ad un ponte, che però sarà molto più lungo di tutti quelli che Roosevelt ha mai costruito”.







11 marzo 2009

LA UE APPROVA I CONTI PUBBLICI ITALIANI

La Commissione europea approva i conti pubblici italiani , il programma di stabilità è stato infatti valutato positivamente da Bruxelles, il piano anticrisi messo a punto da Roma è "coerente" col piano europeo di rilancio dell'economia, visto che non si è andati oltre i margini di manovra a disposizione e si invita l'Italia a fare il massimo sforzo per raggiungere il risanamento dei conti.
Nessuna apertura di procedura di infrazione per l'Italia dunque , al contrario di altri stati europei come Francia e Spagna che hanno abbondantemente superato il tetto del 3% nel rapporto deficit –Pil , nei confronti dei quali è scattata l’apertura della procedura per deficit eccessivo.
Altro motivo di soddisfazione per il ministro dell’economia Tremonti è la decisione dell’Ecofin di rendere permanente il regime agevolato IVA al 10% per l’edilizia che è stato esteso anche alla ristorazione, pelletteria,cura della persona e piccole riparazioni .
Un buon viatico per il “piano casa” del governo, che sarà approvato venerdì nel consiglio dei ministri.




8 marzo 2009

SI AL PONTE SULLO STRETTO

Il CIPE ha dato via libera all’investimento per le infrastrutture per un totale di circa 18 miliardi, alla somma di 16,6 mld prevista inizialmente sono state aggiunte ulteriori risorse per 1,2 mld destinati all’edilizia scolastica e carceraria.
Tra le infrastrutture finanziate c’è il ponte sullo stretto con 1,2 mld su 6 di spesa complessiva previsti, 2 mld per il completamento della SA-RC, e poi ancora infrastrutture per l’EXPO 2015,Metropolitana di Roma, Metropolitana Campana,la pedemontana Lecco – Bergamo, Mose di Venezia ecc.
Le opere sono tutte cantierabili nel giro di 6 – 8 mesi , viva soddisfazione, riguardo al ponte sullo stretto è stata espressa dal governatore della Sicilia,Lombardo, e dal presidente del senato Schifani, speriamo sia la volta buona, l’inizio dei lavori è previsto nella primavera del prossimo anno, l’opera sarà completata nel 2016.
Soddisfatto anche il presidente dell’ANAS,Ciucci, poiché con lo stanziamento di 2 miliardi sarà interamente completato il rifacimento della Salerno – Reggio Calabria.
Nella conferenza stampa che è seguita a Palazzo Chigi, il Premier Berlusconi ha rivendicato con orgoglio le misure messe in campo per fronteggiare la crisi, 9 miliardi complessivi per gli ammortizzatori sociali, altri 9 miliardi di fondi ministeriali accentrati a Palazzo Chigi destinate alle imprese, il pacchetto infrastrutture e altri provvedimenti per un totale di oltre 55 miliardi : “ nessuno in Europa ha fatto di più dell’Italia per fronteggiare la crisi economica, gli stati che hanno speso di più , sono stati costretti a farlo per il salvataggio degli istituti di credito e non come supporto all’economia”.
La crisi è pesante ma non tragica, è dannoso per l'interesse di tutti noi se i media rappresentano questa crisi come tragica”.
Presente anche il ministro dell’economia Giulio Tremonti,che si è detto contrariato per come i media stanno seguendo la crisi e ha spiegato di non aver mai definito «orribile» l'anno che verrà: la situazione è «grave» ma «sotto controllo». E quanto alle misure adottate, il ministro non ha dubbi: «Abbiamo seguito la stessa strada intrapresa da Roosevelt durante la crisi americana, e per questo pensiamo che l'investimento più importante sia continuare a mantenere il proprio stile di vita. Sommando le cifre, quelle messe a disposizione dal governo italiano sono maggiori rispetto a quelle degli altri Paesi europei». E ancora, citando il presidente americano del New Deal, Tremonti ha detto: «Uscite a mangiare un hamburger e verniciate i vostri garage». È così, secondo Tremonti, «che l'economia potrà ripartire e per questo noi proseguiamo sulla nostra linea». Poi Tremonti ha concluso dicendo: «I nostri interventi hanno evitato al Paese di andare a fondo come invece aveva pianificato la sinistra». Anche, ad esempio, su Alitalia: «Senza l'intervento del governo, sarebbe costata tre volte».
Infine Berlusconi ha liquidato con tre parole la “boutade” dell’assegno di disoccupazione per tutti proposta da Franceschini e il PD : “ sarebbe un incentivo al licenziamento, soprattutto per piccoli imprenditori e artigiani”.
Quasi a conferma dell’ottimismo di Berlusconi arrivano le considerazioni della maggiore agenzia di rating mondiale Moody’s , secondo la quale il nostro paese sta meglio che in passato, e il rapporto del CENSIS che evidenzia come il paese di fronte alla crisi è tutt’altro che nel panico e allo sbando.
E a proposito di Partito Democratico mi tocca leggere anche che, secondo Marina Sereni, capogruppo PD alla camera, le famiglie italiane non sanno che farsene delle infrastrutture, forse secondo lei i 150.000 posti di lavoro che verranno creati non sono paragonabili a un generico “assegno di disoccupazione per tutti”, senza contare naturalmente l’importanza per lo sviluppo delle grandi opere, davvero si commenta da sola.
Così come appaiono del tutto ridicole le accuse a Berlusconi di vivere in un “Bunker dorato”, Berlusconi è l’unico che in mezzo al popolo ci sta bene come uno squalo nell’oceano indiano, ed è l’unico in grado di capire in anticipo e meglio di tutti quello che attraversa il paese, ne ha dato ampie dimostrazioni, sono coloro che si riuniscono nei loft e davanti ai caminetti che non sanno nulla del paese reale, ed è del tutto inutile giocare al tanto peggio tanto meglio nella disperata ricerca di recuperare il consenso perduto, in questi frangenti il paese ha il governo e Berlusconi come sicuri punti di riferimento, non ci sono alternative credibili, drammatizzando lo scenario chi rischia di essere travolto sono i “ professionisti della politica”, non certo Berlusconi che è l’antipolitico per eccellenza, nessuno infatti può pensare che Berlusconi sia lì per lo stipendio e i privilegi di parlamentare o primo ministro, lui non ne ha certo bisogno.












16 febbraio 2009

NO AL PROTEZIONISMO?

Il “no al protezionismo” solennemente enunciato al G7 dei ministri dell’economia e delle finanze, che si è tenuto nel fine settimana a Roma, per ora sembra più una dichiarazione di buone intenzioni che un effettivo comportamento concludente, visti i provvedimenti più o meno protezionistici presi dai paesi industrializzati alle prese con la crisi economico finanziaria mondiale, a cominciare dagli USA e da Francia e Inghilterra in Europa.
L’unico dato certo che è emerso chiaramente dal vertice, è che nessuno sa e può prevedere le dimensioni effettive della crisi e quanto durerà, sul fatto che la crisi è severa e che bisogna sostenere crescita,occupazione e stabilizzazione dei mercati si sono trovati tutti d’accordo.
Il ministro Tremonti, nella veste di padrone di casa, ha detto che il deficit di fiducia è innanzi tutto determinato da un deficit di regole, e quindi la ripresa non può che fondarsi su un nuovo ordine economico mondiale,i ministri finanziari hanno convenuto quindi, di redigere entro i prossimi quattro mesi un "legal standard", vale a dire un rapporto su un insieme di regole universalmente condivise su proprietà, integrità e trasparenza nell’attività economica e finanziaria internazionale.
Il G7 ha rilevato anche che,comunque misure di risposta vigorose alla crisi sono già state messe in atto e che operando congiuntamente, le misure dei singoli stati ne usciranno rafforzate.
Intanto se il PIL italiano nel 2008 è diminuito del 0,9% e nel 2009 si prevede una diminuzione intorno al 2% , la Germania che è la locomotiva d’Europa, nel 4° trimestre del 2008 ha registrato una diminuzione del PIL pari al 2,1% , il peggior risultato dal 1987, decisamente ancora non si vede l’uscita dal tunnel.





29 novembre 2008

VARATO DECRETO ANTICRISI

Il decreto legge varato dal governo è un provvedimento positivo, ricco di misure positive, immediatamente attive.
E’ un segnale di fiducia per l’intero Paese, concentrato su tre linee portanti: sostenere i più deboli; tutelare i lavoratori; motivare le imprese.
Il pacchetto anticrisi si fonda su sette strumenti: detassazione, trasferimenti netti, risparmi, sotto forma di minor costi, finanziamenti, garanzie, investimenti, accelerazione di alcuni tipi di investimenti. ''Un insieme di strumenti – ha sottolineato il ministro Tremonti - che si applicano a un volume pari a 80 miliardi di euro, che non sono 80 miliardi di maggiori spese pubbliche''
Queste in sintesi le principali misure:
-Bonus straordinario per le famiglie a basso reddito, pensionati e persone non autosufficienti,varia da 200 a 1.000 euro e sarà destinato alle famiglie a basso reddito e lavoro dipendente, con reddito annuo di 22 mila euro o di 35 mila in caso di componenti portatori di handicap. Ne beneficeranno poco meno di 8 milioni di persone, per una spesa di 2,4 miliardi;
-Mutui tasso variabile in corso: tetto al 4%,per i mutui prima casa in corso le rate variabili per il 2009 non potranno superare il 4%. Lo stato si farà carico dell'eventuale eccedenza.
Per i nuovi mutui accesi nel 2009 il tasso di base su cui si calcola lo «spread» sarà costituito dal tasso stabilito dalla Banca Centrale Europea;
-Blocco degli automatismi di aumento di tariffe, bollette, pedaggi autostradali;
-Prestito a tasso agevolato per i nuovi nati, ovvero un prestito (a tasso particolarmente agevolato) alle famiglie nel cui ambito avvengano nuove nascite, al fine di supportare le spese connesse alle esigenze dei primi anni di vita;
-Social Card per i meno abbienti;
-Detassazione premi produzione prorogata ed estesa fino a 35.000 euro di reddito e ai lavoratori della sicurezza,il decreto legge proroga la detassazione dei premi di produttività e la amplia ai redditi fino a 35mila euro,la detassazione dei premi di produttività è stata allargata al comparto sicurezza: forze ordine, forze armate, pompieri, soccorso, un comparto composto da 500.000 persone. La parte di reddito sulla quale si applicano gli sconti raddoppia: dagli attuali 3.000 passa a 6.000 euro;
-
Lavoratori statali: indennità vacanza contrattuale 2008 in busta paga a dicembre;
-Fondo per l’occupazione: 1,28 miliardi di euro per il 2009;
-Ammortizzatori sociali estesi a precari e apprendisti, Cassa integrazione estesa a settori scoperti;
-Via libera alle obbligazioni bancarie. Per assicurare un adeguato flusso di finanziamenti all'economia e un adeguato livello di patrimonializzazione delle banche il ministero dell'Economia è autorizzato fino al 31 dicembre del 2009 a sottoscrivere obbligazioni bancarie speciali;
-Aumentano i fondi per la legge Obiettivo: per realizzare le opere strategiche di preminente interesse nazionale il decreto anticrisi stanzia infatti un contributo quindicennale di 120 milioni di euro l'anno a partire dal 2010. Per il 2009 viene istituito un fondo per gli investimenti di 960 milioni di euro. Ci sono anche risorse per 480 milioni di euro, per ciascuno nel triennio 2009-2011 "per assicurare i necessari servizi ferroviari di trasporto pubblico".Entro il 30 giugno sempre del prossimo anno con Dpcm dovrà essere varato un piano organico di azioni presentato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti" entro febbraio 2009 "mirato a creare le condizioni per accelerare i piani di investimento dell'intero comparto autostradale".
-Commissario straordinario per la realizzazione delle infrastrutture:Viene istituita la figura del Commissario Straordinario che vigilerà sul rispetto dei tempi in tutte le fasi di realizzazione dell'opera pubblica. Il Commissario, se necessario, eserciterà i poteri sostitutivi compiendo ogni atto per accelerare la realizzazione dell'intervento.
-Sblocco rimborsi IVA:Il decreto anticrisi prevede lo sblocco dei rimborsi IVA ultradecennali, per un totale di 6 miliardi, e lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione verso i privati.
-Riduzione del 3% degli acconti Ires e Irap;
-Deducibilità del 10% dell’Irap dall’Ires;
-Revisione studi di settore;
-Introduzione IVA di cassa:Per gli anni 2009- 2011, in via sperimentale si applica il nuovo meccanismo secondo cui l'iva non si paga al momento dell'emissione della fattura ma quando avviene l'incasso. Con decreto ministeriale sarà stabilito il volume d'affari dei contribuenti nei cui confronti si applica l'iva di cassa;
-Fisco di favore per i ricercatori che rientrano in Italia: Al fine di incentivare il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero il decreto prevede che i loro redditi siano fiscalmente imponibili solo per il 10%;

Silvio Berlusconi in conferenza stampa ha sottolineato il «traguardo raggiunto»: «Siamo il primo Paese in Europa - ha detto il premier - a emanare un provvedimento a sostegno di famiglie, imprese ed economia». Berlusconi ha anche annunciato che la prossima settimana il CIPE varerà investimenti per 16,6 miliardi di euro,“l'estensione temporale della crisi economica dipende da tutti noi, dalla nostra capacità di fiducia e di guardare al futuro con speranza. Serve buona volontà da parte di tutti. Mi sto sgolando al telefono con i miei colleghi europei affinché rappresentino la realtà, ma invitino anche i cittadini a comportamenti consapevoli”, ha concluso il premier
Nell’insieme mi sembrano provvedimenti tutt’altro che trascurabili se si tiene conto del vincolo del debito pubblico e soprattutto che non si modificano i saldi della finanziaria triennale , con 300 milioni di titoli di stato in scadenza nel 2009 e dunque da ricollocare alle migliori condizioni di mercato non ci si possono permettere sforature di bilancio e del rapporto deficit/PIL .
I provvedimenti sono stati giudicati con qualche distinguo positivamente dalle categorie sociali e dalla maggioranza dei sindacati, tranne naturalmente la CGIL che per bocca di Epifani conferma lo sciopero solitario del 12 dicembre,ma questa non è un novità, Epifani è collaterale al PD come Lama lo era al PCI negli anni ottanta e probabilmente farà la stessa fine.
Così come non meraviglia certo l’atteggiamento della sinistra “parolaia e inconcludente” che parla di mance e di elemosine a proposito della social card, da un pezzo ormai hanno perso completamente il senso della realtà, per un indigente che ha un reddito di 500 euro , 40 euro mensili rappresentano un 10% di aumento ed è molto meglio avere un simil bancomat piuttosto che girare con la situazione reddituale da esibire ogni volta per aver diritto a sconti e servizi sociali o fare la fila alle mense della caritas.
Ma costoro che sono in una faida interna perenne del tutti contro tutti e che si riuniscono intorno ai camini e nei loft,hanno ben altro di cui occuparsi, altrimenti con le loro,quelle si elemosine, elargite dal governo del partito democratico,ovvero 150 euro annui in unica soluzione per i meno abbienti e un aumento delle pensioni pari a 20 euro mensili tanto che per la vergogna si sono inventati una quattordicesima pari a meno della metà di una mensilità di pensione per non corrisponderli mensilmente, parlare di mance e di elemosine significa avere la faccia come il culo.
E’ inutile affannarsi cercando di ribaltare la realtà, gli italiani sono molto più intelligenti di quanto credono loro, e proprio per questo li hanno sonoramente bocciati.







27 novembre 2008

TREMONTI PRESENTA LA SOCIAL CARD

Mentre si lavora al decreto anti crisi che dovrebbe essere approvato venerdì dal consiglio dei ministri, di cui ho ritenuto del tutto superfluo parlare, visto che, quelle circolate in questi giorni sono solo ipotesi allo studio, meglio quindi aspettare e vedere cosa c’è di concreto, il ministro dell’economia Tremonti in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha presentato una delle cose certe , ovvero la social card per i meno abbienti.
A beneficiarne saranno, per il momento, 1,3 milioni di italiani. La carta è "anonima" e servirà anche per accedere alle tariffe sociali,un bancomat azzurro, del valore di 40 euro mensili più gli sconti delle catene commerciali convenzionate, chi lo riceverà entro il 31 dicembre avrà già un credito di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre.
E’ destinata ai cittadini ultrasessantacinquenni e famiglie con figli piccoli (fino a 3 anni) che abbiamo un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 6000 euro, non più di una casa, non più di un'auto. Per chi ha più di 70 anni, la soglia di reddito Isee che dà accesso alla carta acquisti è fino a 8000 euro, nel caso di più figli sotto i 3 anni, gli accrediti si sommano.
Siccome a sinistra hanno delle facce di bronzo degne di miglior causa e già straparlano di “intervento caritatevole” e altre castronerie del genere, cioè fanno quello che gli riesce meglio, la menzogna e il ribaltamento della realtà, è utile ricordare che nell’ultima finanziaria del governo Prodi e del partito democratico l’intervento per i meno abbienti è stato un “una tantumdi 150 euro annui in un'unica soluzione e un intervento per le pensioni minime pari a circa 20 euro mensili, e poiché se ne vergognavano, hanno preferito erogarli tutti in un'unica soluzione e si sono inventati la cd quattordicesima che non corrisponde nemmeno alla metà di una normale mensilità.
Questo giusto per la precisione, poiché i cittadini italiani sanno fare benissimo le loro valutazioni, proprio per questo li hanno mandati a casa senza appello.







24 ottobre 2008

I FALSI CLAMOROSI DI ANNO ZERO

Di solito non mi occupo di Anno Zero, Santoro, Travaglio&C , questa come altre trasmissioni RAI pagate con il canone di tutti i contribuenti è talmente giacobina e faziosa, così evidente agli occhi di tutti, che discuterne è tempo perso.
Un servizio pubblico, pagato appunto dai contribuenti tutti con il canone, ha bisogno di conduttori e giornalisti preparati,professionali e soprattutto imparziali, non di “protesi e ciabatte di partito”, ma non sono mai stata d’accordo per esempio con Giuliano Ferrara quando afferma che in un servizio pubblico, giornalisti come Biagi,Santoro e Luttazzi andavano e vanno “cacciati a calci in culo”, per il semplice motivo che così si fornisce loro l’alibi per il “martirio” , invece data appunto l’evidente faziosità, queste trasmissioni non fanno altro che portare l’acqua al mulino del centrodestra, e così mentre una minoranza di “frustrati & sfigati” si esaltano con questo tipo di trasmissioni, sperando che qualche procura riesca a sconfiggere chi non riesce ad essere sconfitto per via politica, così come successo nella scorsa primavera,anche alla fine di questa stagione televisiva Berlusconi e il PDL incasseranno il “dividendo di spettanza”, con tanti ringraziamenti a Santoro&C.
Pertanto anche Gasparri lasci perdere se hanno allontanato gli studenti del PDL per non farli parlare, è tutto normale, lasci correre, tutti i telespettatori hanno potuto farsi un idea, ed è tutto “grasso che cola” per il centrodestra.
Meno male poi che finalmente domani ci sarà la manifestazione del PD, il “perdente di successoVeltroni, presente anche lui, come una trottola impazzita passa da uno studio televisivo all’altro, una vera e propria bulimia da apparizioni, ma se le poteva risparmiare, la Cgil e Achille Passoni hanno lavorato molto e bene, non tema la piazza sarà piena,ma questo non risolverà i problemi ed il vuoto di idee del PD, ne tantomeno la leadership dello stesso, tanto che la testa di Veltroni,senza aspettare le europee del prossimo anno,sarà chiesta già il mese prossimo dopo le elezioni regionali in Abruzzo.
Comunque ogni tanto un eccezione si può anche fare, e quindi di fronte alle palesi falsità propinate nella trasmissione di ieri sera, vi propongo questa nota diffusa oggi dal PDL, che mi sembra non abbia bisogno di ulteriori commenti.
Nella puntata di AnnoZero andata in onda giovedì sera , che aveva tutti gli effetti speciali per definirsi epocale (la scuola, i tagli del governo, i maestri buoni a far lezione in piazza, Veltroni in studio, la Granbassi che ha scovato una “giovane ricercatrice” che però, poi si è scoperto, era solo una studentessa…), segnaliamo tre chicche probabilmente sfuggite alla concitazione – ma diciamo pure alla santoriana gravitàdel momento.

Uno. Gli slogan “Il governo dà alle banche e toglie alla scuola”. Il governo in realtà non ha erogato neppure cento euro alle banche in difficoltà. A differenza di Francia, Germania, Gran Bretagna e Usa, si è limitato (saggiamente) a mettere a disposizione risorse “per quanto necessario” e non certo gratis ma in cambio di garanzie economiche (delle banche) e sul management (sempre delle banche: chi sbaglia paga). I 40 miliardi di euro ai quali ha fatto riferimento uno studente – anche lui “scoperto” da Margherita Granbassi – sono della Banca d’Italia, la quale a sua volta li preleva dalla Banca centrale europea. E si riferiscono ad uno scambio (anche questo a pagamento) tra titoli di Bankitalia e titoli a rischio degli istituti di credito: uno swap. Invece il governo ha esteso la garanzia dello Stato sui conti correnti, sui depositi, sui risparmi dei cittadini. Quindi non aiuti alle banche, ma ai risparmiatori. Compresi, presumibilmente, Santoro, Granbassi, maestri, professori e studenti in piazza, o loro genitori. Una linea assai apprezzata anche dal Pd: peccato che Veltroni, che pare che del Pd sia il segretario, sia stato colto da improvvisa amnesia.

Due. Il “maestro buono” di Bologna, quello che faceva lezione in piazza Maggiore, nonché unico abilitato a parlare ad Anno Zero, ha spiegato come il maestro unico fosse stato abolito negli anni Settanta, dopo un attento studio da parte “dei migliori cervelli e pedagogisti italiani, ispirati da Don Milani”. Ad una domanda di Michele Santoro, che forse qualche dubbio ce l’aveva, ha chiarito che autrice dell’introduzione del maestro plurimo fu Franca Falcucci, ministra della Dc. Chiariamo. La riforma delle elementari – con l’abolizione del maestro unico – è del 1990. Presidente del Consiglio Andreotti, ministro dell’Istruzione Mattarella. Dal 1985 al 1989 i ministri Falcucci e poi Galloni avevano proposto il maestro plurimo. Aspramente contestati dalla sinistra di allora, in prima fila Repubblica. E don Lorenzo Milani? Era purtroppo scomparso nel lontano 1967.

Tre. Ad un certo punto – per contestare la proposta delle classi d’ingresso per i bambini immigrati che non conoscono l’italiano, del leghista Roberto Cota (in studio) - Michele Santoro ha citato un caso personale: “Mia figlia va a una scuola straniera e si integra perfettamente con i compagni”. Spieghiamo, visto che non l’ha fatto nessuno, e nei limiti della tutela della privacy. La figlia di Santoro frequenta lo Chateaubriand, l’esclusivo e privato liceo francese di Roma. Nulla di male, per carità. Anche Nanni Moretti ha iscritto il proprio figlio ad una scuola americana (l’Ambritt). Anche Anna Finocchiaro e Giovanna Melandri hanno scelto per la progenie scuole a pagamento. E così Bianca Berlinguer; e così i nipoti di Fausto Bertinotti e Luciana Castellina. Siamo sicuri, anzi sicurissimi che la stessa cosa avvenga anche nel centrodestra. Però qui il caso è diverso: Santoro e la sinistra non si sono calati in trincea contro gli “iniqui tagli alla scuola pubblica”? Contro lo “smantellamento deciso da Gelmini e Tremonti”? Non è forse per questo che la ditta Santoro & Travaglio ha ieri sera mobilitato mamme part time, maestri consapevoli, studenti, ricercatori e addirittura rettori (!) pronti alla lotta? E allora come la mettiamo con lo Chateaubriand? O forse stiamo parlando del filetto?

24/10/2008





15 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI STRINGONO INTORNO AL PREMIER

In questi giorni due diversi sondaggi confermano,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, il livello record di fiducia e di consenso che gli italiani hanno nei confronti di Silvio Berlusconi e del governo.
Secondo un sondaggio di Euromedia Research , la fiducia degli italiani nel Premier si attesta intorno al 70% , il consenso record viene confermato anche da un altro sondaggio di IPR Marketing commissionato da Repubblica,seppure con percentuali leggermente inferiori.
Non è un caso che tale livello di fiducia e di consenso sia raggiunto nel bel mezzo di una crisi finanziaria globale senza precedenti, avere un leader forte,carismatico e autorevole come Berlusconi, con alle spalle una storia di uomo e imprenditore di successo, rassicura e tranquillizza i cittadini, solo lui può avere la credibilità di mantenere per quanto possibile l’Italia al riparo dalla tempesta globale e uscirne fuori al meglio.
Per quanto riguarda il governo è Giulio Tremonti il ministro più stimato, il “guru” dell’economia che si permette di smentire analisi e previsioni di autorevoli economisti di mezzo mondo con : “tacete voi che non avevate capito nulla” , da lui, uno dei pochi al mondo, che aveva previsto in tempi non sospetti la tempesta finanziaria che stiamo vivendo, e che per questo ha blindato i conti pubblici prima dell’estate con una manovra triennale, gli italiani si aspettano risposte alle loro ansie e misure adeguate a fronteggiare l’emergenza che si sono incominciate a materializzare con i due decreti del governo sulla garanzia dei risparmi e sulla prevenzione di eventuali fallimenti bancari.
A seguire il ministro Brunetta, l’incubo dei fannulloni,che è riuscito a mettere i tornelli persino a palazzo Chigi, poi il ministro dell’interno Maroni, il ministro delle attività produttive Scaiola e il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini le cui misure su una nuova scuola e università fondate su serietà, rigore e merito sono condivise da larga parte dei cittadini.
Le intenzioni di voto vedono PDL (42.7%) Lega Nord(9,3%) e MPA(0,6%) insieme al 51,6% , IDV al 5,4%, UDC intorno al 4% , Il Partito Democratico al 28.8%, Rifondazione Comunista al 3%, Verdi e PDCI 1%, La Destra 1,4% , altri sotto l’ 1% .
Come si evince chiaramente,ululare alla luna, parlare di democrazia in pericolo, anomalia e tutto il repertorio dell’antiberlusconismo militante, non paga, come succede esattamente da 15 anni, gli italiani non ci cascano , anzi tutto ciò accresce la fiducia e il consenso in Berlusconi e il suo governo,come al solito non imparano mai.
Per le opposizioni in generale e per il partito democratico in particolare portatori della peggiore “politica politicante” e di un opposizione “parolaia e inconcludente” si prospetta una lunga, lunghissima traversata del deserto.




13 ottobre 2008

L’ITALIA IN POSIZIONE OTTIMALE

"Per quanto riguarda l’Italia credo che noi siamo in una posizione francamente ottimale e molto migliore rispetto agli altri paesi". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del vertice di Parigi. In una dichiarazione al termine dell’incontro ha spiegato: "I quindici Paesi hanno trovato l’accordo per contrastare questa crisi che non è solo europea, ma globale. Hanno deciso di agire ciascuno nel proprio Paese in un modo tuttavia coordinato con gli altri. La novità più importante, che qualcuno ha definito storica, è che mentre fino a ieri gli aiuti di Stato all’economia, in questo caso alle banche, erano vietati, da oggi gli aiuti di Stato sono ritenuti indispensabili affinché la crisi della finanza non diventi una crisi di tutta l’economia e per far sì che nessuna banca possa andare verso un fallimento e nessun risparmiatore possa spendere dei soldi".Lo ha ripetuto più volte in questi ultimi tempi,il ministro dell’economia Tremonti: “ quando la tempesta passerà, l’Italia starà meglio di tanti altri paesi” .
In pratica al vertice G15 di Parigi si è deciso la garanzia dei governi sui prestiti interbancari fino al 31 dicembre 2009,ciascun governo agirà in stretto coordinamento con gli altri e con la UE, è prevista anche la possibilità per i governi di fornire alle istituzioni finanziarie i capitali necessari per assicurare il buon funzionamento dell'economia e di impegnarsi per le ricapitalizzazioni degli istituti di credito in difficoltà.
Il vertice di Parigi ha fatto proprie le indicazioni del G7 dei ministri dell’economia, che si è svolto sabato a Washington , dove è stato approvato un piano in cinque punti.
Al primo punto del piano approvato, i Paesi del G7 si dicono d'accordo sul dover "prendere azioni decisive e usare tutti gli strumenti disponibili per sostenere sistematicamente istituzioni finanziarie importanti e prevenirne il fallimento". Secondo punto, "compiere tutti i passi necessari per scongelare il credito e i mercati monetari e assicurare che le banche e le altre istituzioni finanziarie abbiano ampio accesso alla liquidità e alla raccolta".
Terzo passo: "Assicurare che le nostre banche e altri importanti intermediari finanziari, se necessario, possano raccogliere capitale da fonti sia pubbliche che private, in ammontare sufficienti per ristabilire la fiducia e permettere loro di continuare a finanziare privati e aziende". Quarto punto, "assicurare che i nostri programmi di garanzia sui depositi siano robusti e adeguati cosicché i risparmiatori continuino ad avere fiducia nella sicurezza dei loro depositi".
Infine, quinto punto, bisogna "compiere azioni, dove serve, per far ripartire i mercati secondari dei mutui e delle altre attività cartolarizzate".
Al termine del vertice, il ministro italiano dell'Economia, Giulio Tremonti, si è detto soddisfatto ("Sono state accolte molte nostre richieste"), così come il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Il piano licenziato dal G7 ha ricevuto il via libera anche dal Fondo monetario internazionale.
Il piano anticrisi finanziaria è stato accolto bene dai mercati , dopo la chiusura positiva dei mercati asiatici,le borse europee volano , Milano al momento è la migliore in Europa con gli indici a + 8% in attesa dell’apertura di Wall Street.
Oggi consiglio dei ministri straordinario per ratificare con decreto le decisioni del vertice di Parigi, assente il Premier Berlusconi, in visita ufficiale negli USA.









9 ottobre 2008

VARATO DECRETO ANTICRISI

Con un consiglio dei ministri straordinario, il governo ha varato il decreto anticrisi per la tutela dei risparmiatori e degli istituti bancari, sottoposti in questi giorni alla tempesta finanziaria che colpisce le borse di tutto il mondo.
Il decreto consta di due pilastri essenziali :
-Alla garanzia dei depositi sino a 103.000 euro, garantita sino ad oggi dal fondo di tutela interbancario, si aggiunge la garanzia pubblica del tesoro,inoltre la cifra di 103.000 euro diventa relativa,in quanto nessun istituto bancario fallirà e quindi saranno coperti tutti i depositi di qualsiasi importo.
-Viene istituito un fondo per la ricapitalizzazione degli istituti di credito da parte del tesoro.
Il provvedimento non costituisce un vero e proprio fondo delineato nelle dimensioni e nelle quantità, ma una procedura che consenta di intervenire caso per caso". Banche eventualmente sottocapitalizzate potranno chiedere l'intervento del Tesoro oppure sarà Bankitalia a prendere l'iniziativa. Solo in questi casi si attiverà la procedura di sostegno con una ricapitalizzazione da parte di via XX Settembre che sarà temporanea e neutrale (senza diritto di voto).
Alla conferenza stampa a Palazzo Chigi,dopo il consiglio dei ministri che ha varato il decreto, ha presenziato insieme al Premier Berlusconi e al ministro dell’economia Tremonti, il governatore di BankItalia Draghi,un fatto storico.
"Sono qui a confermare agli italiani ciò che già avevo detto a Napoli: il sistema bancario italiano é patrimonializzato a sufficienza, liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione, ha anzi liquidità abbastanza". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri straordinario sulla crisi finanziaria, parlando del decreto legge appena approvato. "Nessuna banca italiana fallirà - ha proseguito Berlusconi - nessun risparmiatore italiano quindi rischia".
"Nessun risparmiatore italiano perderà un euro" "Questo è un timbro notarile su una cosa che era già certa".
"Vorrei dire a tutti gli italiani di stare sereni, il sistema italiano è assistito dalle più forti garanzie che sono mutualistiche da parte delle banche, ma a questa garanzia si aggiunge anche la garanzia del Tesoro, la garanzia dello Stato. Quindi non c'é nessuna preoccupazione da avere".
Il decreto - spiega il governatore di BankItalia, Mario Draghi - serve a mettere da parte le armi che speriamo di non dover usare. E' per prudenza che si fa, non per doverlo usare per forza". Draghi poi spiega che "il sistema bancario italiano è solido, ma gli effetti della crisi stanno arrivando anche da noi", per questo è opportuno indicare strumenti da usare in caso di necessità.

Il nostro sistema bancario italiano é "sufficientemente patrimonializzato" e "sufficientemente liquido", ha spiegato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il sistema bancario italiano "garantisce sui depositi i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa". Tremonti ha ricordato l'intervento europeo per alzare le soglie di garanzia ma - ha aggiunto - "sono state alzate le soglie che comunque sono ancora sotto la soglia italiana".
Il governo "non ha interesse a entrare nel capitale delle banche, ma se la Banca d'Italia o le banche stesse registreranno una capitalizzazione insufficiente, quel capitale lo metterà lo Stato". L'ingresso dello stato - ha detto ancora - sarà "sterile ai fini del potere", senza diritto di voto. L'apporto di capitale - ha detto ancora Tremonti - sarà "tempestivo e neutrale".






8 ottobre 2008

USA CARTE FALSE CHI E’ COMUNISTA VERO

 Tra una riunione e l’altra e mentre sta monitorando l’evolversi della crisi finanziaria ,il super ministro dell’economia,Giulio Tremonti, trova il tempo di replicare al “perdente di successo”, Veltroni e al ministro ombra Bersani, da lui ribattezzato compagno “Bersanov”, che lo avevano accusato di aver provato ad introdurre in Italia nel 2003, anche da noi i mutui subprime , e di non esserci riuscito solo grazie al fermo niet dell’opposizione.
«Chi usa carte false dimostra di essere un comunista vero , perché nel testo che ho firmato per il DPEF 2003-2007 quella ipotesi non c’è e visto che avevamo una maggioranza bulgara, se avessimo voluto farlo, l’avremmo fatto.
"Ho sempre sostenuto quello che sostengo adesso e non sono mai stato un liberista selvaggio. Ricordo invece le memorabili lezioni di Prodi sulla globalizzazione, sulla casalinga di Voghera col salame ungherese. E mi ricordo chi è andato alla City e si è messo in ginocchio e chi ha detto ’siamo stati legittimati dai mercati finanziari’. Del resto una larga fetta della sinistra, caduto il tempio del comunismo, ha trasferito i suoi denari da Mosca a Londra, tentando, appunto, di legittimarsi. Hanno anche adottato lo stile di vita dei managers. Certo mi rendo conto che è molto dura assistere nella propria vita due volte al crollo di un sistema: prima il comunismo, poi i mercati...".
Giulio Tremonti

Che dire ancora? Una volta i comunisti italiani ricevevano i dollari da Mosca. Poi, caduto il comunismo, hanno scoperto il mercato. E, come tutti i neofiti, invece di fare impresa hanno fatto gli affaristi, e gli è andata pure bene, provate un po’ a pensare se adesso erano i “padroni di una banca” come auspicavano Consorte, Fassino, D’Alema, La Torre & C. .
Certo non c’è da invidiarli, dopo il comunismo crollano i mercati finanziari, questo li costringerà ancora una volta a riposizionarsi, una vera e propria “bulimia da ripensamenti”…..






5 ottobre 2008

FEDERALISMO FISCALE UNA RIFORMA STORICA

E’ una riforma storica, già dal 1994 il governo Berlusconi aveva presentato una proposta in tal senso,adesso c’è un consenso quasi unanime, così il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha commentato l’approvazione in consiglio dei ministri del disegno di legge delega sul federalismo fiscale, che sarà poi successivamente integrato da decreti del governo.
La riforma è stata discussa a lungo infatti,anche con i rappresentanti degli enti locali, ecco perché si parla di ampio consenso, l'obiettivo principale che si vuole raggiungere con il federalismo fiscale, secondo il Governo Berlusconi, è quello di permettere una migliore amministrazione del denaro pubblico a favore di tutte le regioni italiane.
Il Governo, come spiega in conferenza stampa Giulio Tremonti, inizierà a lavorare da subito, cercando di elaborare una banca dati che raccoglierà tutti i dati provenienti dall'economia delle finanze, dalla Corte dei Conti e dall'istituto di statistica, Istat.
Sulla base di questi dati poi saranno effettuate delle scelte politiche.
Il federalismo fiscale, precisa Tremonti, "data la Costituzione vigente in Italia, è un obbligo", perché il provvedimento accolto dal Governo "non è una legge costituzionale, ma ordinaria, presupposta dalla Costituzione e da anni mancata."
Seguendo la linea del federalismo fiscale il Governo proclama di voler permettere ai cittadini italiani di diventare realmente consapevoli di come venga amministrato il loro denaro, di voler riconoscere autonomia agli enti locali, ossia regioni, province e comuni, senza danneggiare le aree geografiche più povere, per cui verrà istituito un fondo monetario comune.
Il lavoro sarà molto complesso e Tremonti presuppone che la riforma sarà operativa entro due anni.
Adnkronos

Bene,è l’inizio di un altro provvedimento epocale che senza dubbio sarà portato a termine entro la legislatura, oltre che permettere ai cittadini di sapere come viene amministrato il loro denaro a livello locale, il federalismo fiscale, responsabilizza gli amministratori locali,nel progetto infatti è previsto che sindaci o governatori, che portano i bilanci in rosso,non potranno più essere ricandidati.
E’ utile ricordare infine che non si tratta di legge costituzionale,ma di una legge delega ordinaria, ed essendo una legge afferente materie tributarie,di spesa e bilancio, non è soggetta ad eventuale referendum.






2 ottobre 2008

GLI ITALIANI NON PERDERANNO NEMMENO UN EURO

«Non consentirò attacchi speculativi sulle nostre banche e non accetterò che i cittadini italiani perdano neanche un euro dei loro depositi».
Questo il messaggio forte che Silvio Berlusconi ha lanciato ieri ai mercati, mentre era in corso l’attacco speculativo su alcuni dei principali istituti di credito italiani, contemporaneamente il ministro dell’Economia,Tremonti diffondeva una nota in cui si affermava che d’intesa con la Banca d’Italia saranno adottate le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario e la difesa dei risparmiatori secondo le indicazioni del governo e del Premier.
Dopo queste dichiarazioni il titolo dell’Unicredit in borsa,uno degli istituti sotto attacco degli speculatori, che perdeva oltre il 7% ha chiuso la seduta in netto rialzo del 11,6%.
D’altra parte, spiega ancora il Premier, «il Paese è attrezzato per dare delle risposte e il nostro sistema bancario è lontano rispetto a quello degli altri Paesi». Un’analisi che parte da lontano: «Il valore di un’impresa è dato dal suo reddito e dalle previsioni di reddito. E le aziende in Italia sono sane. Quando il reddito di un’impresa supera del 3 o 4 per cento il valore delle azioni in Borsa, quella azienda è sottovalutata. Oggi ci sono aziende sottovalutate del 12 o 13».
Gli immobili in Italia non hanno subito flessioni di prezzo, gli istituti di credito operano sul territorio con migliaia di sportelli e il sistema dei mutui italiano concede a chi investe per una casa al massimo il 50%,l’Italia è un paese manifatturiero per eccellenza non è un paese della finanza.
Al di la delle rassicurazioni, comunque non ci si può fare illusioni, l’onda lunga della crisi finanziaria americana in qualche modo si farà ancora sentire da noi, Tremonti stesso che ha avuto il merito di prevedere con largo anticipo ciò che sta succedendo,non sa e non può dire quando terminerà la tempesta,così come non può dirlo nessuno.
Intanto il senato USA ha approvato il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari messo a punto dall’amministrazione Bush, i candidati alla presidenza McCain e Obama hanno votato a favore, oggi torna all’esame della camera che lo aveva bocciato per soli 12 voti.
Tremonti continua a tranquillizzare mercato e risparmiatori : "Le conseguenze della crisi rimangono contenute, la liquidità delle banche rimane adeguata" ,così il ministro dell’economia in audizione alla camera dei deputati.
Speriamo di cavarcela senza danni, e soprattutto che la tempesta passi presto.










17 luglio 2008

NUMERI NEGATIVI E NESSUN TESORETTO

"Non ci sono tesoretti ereditati, non c'è alcuna giacenza. I numeri che abbiamo trovato sono tutti negativi ma non ci saranno nuove tasse"
"Da tutte le parti troviamo numeri tutti con il segno meno. Esiste una mitologia del 'tesoretto' che indica una tesoromachia che sarebbe in atto".
C’è una variante nella quale ci riconosciamo profondamente, quella di una perequazione tributaria effettuata incrementando elementi di base imponibile e di aliquota sui soggetti operanti nel settore bancario, assicurativo e petrolifero.
A questo proposito, vi è una vasta storia. È stata elaborata, da ultimo, una dottrina scientifica di un certo rilievo - mi sembra anche politico - secondo la quale tutte le imposte applicate a banche, assicurazioni e petrolieri non hanno senso perché vengono traslate.
È una dottrina scientifica secondo cui non si dovrebbero più tassare le banche, ma direttamente i correntisti, e non si dovrebbero più tassare i petrolieri, ma direttamente gli automobilisti. È una dottrina che rifiutiamo. Noi riteniamo che l’imposta sulle società abbia un valore costituzionale e civile profondo e non crediamo che, in base a questo opportunistico e cinico ragionamento, l’imposta ottima e scientifica sia, a questo punto, solo quella sugli operai, perché loro non possono traslare l’imposta .
Quando nella scorsa legge finanziaria è stata raddoppiata l’IVA sul riscaldamento, quella era l’imposta ottima, perché le famiglie non possono traslare. Noi abbiamo preferito tassare l’industria petrolifera, ed escludiamo che avvengano fenomeni di traslazione, anzi, assumiamo che ci saranno fenomeni di ulteriore contribuzione.
Questi alcuni passaggi significativi dell’intervento del ministro Tremonti alla camera dei deputati durante la discussione del decreto legge sulla manovra triennale.
Tremonti ha confermato inoltre lo sviluppo del nucleare, l’avvio delle grandi infrastrutture strategiche con il concorso e il finanziamento anche di altri soggetti, niente tagli alla sanità per il prossimo biennio e anzi abolizione dei ticket sanitari previsti dal governo Prodi, solo dal 2011 ci saranno misure di riduzione della spesa, risorse aggiuntive di 400 milioni per le forze dell’ordine e un ulteriore stanziamento di un miliardo e ½ proveniente dai beni confiscati alla criminalità organizzata, la crisi dell’economia mondiale può aggravarsi ed è un punto d’onore blindare i conti pubblici per tre anni prima della tempesta.
Sarebbe semplicistico ridurre la relazione di Tremonti alla camera come una mera esposizione della situazione dei conti pubblici e della manovra finanziaria triennale, io lo considero un documento politico-culturale di grande spessore nei suoi contenuti programmatici, consiglio a tutti di leggerla, trovate il documento integrale qui.
E’ significativa anche per le risposte chiare alle polemiche di questi giorni sui presunti tagli alle forze dell’ordine, e soprattutto sulla Robin Hood Tax che, secondo la filosofia dei detrattori,scaricherebbe il maggiore gettito su correntisti delle banche,automobilisti ecc.
Ma se così fosse non si dovrebbe tassare nessun comparto produttivo,poiché tutti hanno la possibilità ipotetica di traslare le maggiori imposte sui consumatori, alimentari,auto,tessile e chi più ne ha più ne metta,il controllo spetta al mercato,quindi ai consumatori e alle authority preposte.
Del resto Tremonti si è confermato uno dei pochi analisti lucidi nell’anticipare già da molto tempo quello che succede oggi, ovvero la crisi dell’economia mondiale con le conseguenti code per ritirare i risparmi delle banche americane che stanno fallendo, sicuramente anche le risposte per arginarne gli effetti nel nostro paese saranno adeguate.




19 giugno 2008

LA FINANZIARIA DELLA SVOLTA

La finanziaria della svolta,anzi no le finanziarie, visto che il decreto legge e il disegno di legge approvati ieri dal consiglio di ministri dopo soli nove minuti di discussione riguardano i conti pubblici per il triennio 2009-2011,uno strumento innovativo che guarda allo sviluppo e alla tutela delle fasce più deboli della popolazione e al rigore dei conti pubblici.
Soddisfatto il ministro dell’economia Tremonti: “ Abbiamo fatto una manovra che dura tre anni per trasmettere un messaggio di serietà e di un governo che decide"; "in questo modo evitiamo la solita confusione annuale e le solite discussioni infinite sulla Finanziaria che occupavano nove mesi su dodici"; infine "liberiamo il campo per lavorare sul federalismo fiscale, la vera riforma di cui l'Italia ha bisogno".
Anche il Premier Berlusconi non nasconde la soddisfazione: "Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato una Finanziaria che ha qualcosa di straordinario".
"E' straordinaria - spiega il premier - perche' dovrebbe farci uscire dalle finanziarie che occupavano il Parlamento per tutto l'autunno e che uscivano dal Parlamento cariche di tutte le richieste dei singoli parlamentari e delle singole lobbies".
Questa e' una Finanziaria che durerà per un periodo di tre anni e che sarà approvata dal Parlamento in tempi molto brevi e credo che sia ciò che era necessario fare per non accumulare deficit su deficit per arrivare al 2011 in pareggio come ci ha richiesto l'Europa ma anche i mercati".
"Siamo consapevoli delle difficoltà perche' il nostro Stato costa il 50% in più rispetto a ciò che costano gli altri Stati. Avevamo davanti a noi due scelte: potevamo aumentare le imposte mettendo le mani nelle tasche dei cittadini o andare nella direzione di tagliare i costi. Abbiamo scelto la seconda strada e credo che la Finanziaria sia il meglio che un Governo liberale potesse fare tenendo presenti i bisogni di quelle classi meno fortunate".
Questi in sintesi i capisaldi della manovra triennale:

- I NUMERI INNANZI TUTTO: valore 34,8 miliardi di euro. Strumenti: un decreto e un disegno di legge per un totale di circa cento articoli. Obiettivi: 2,4 il rapporto deficit-pil e 0,5 la crescita del prodotto interno lordo. E nel 2011 il pareggio del deficit. Il tutto guardando rigorosamente ai parametri europei. Per il 2009 l’intervento previsto sarà di 13 miliardi, mentre nel 2010 si prevede una manovra di 7,1 miliardi e nel 2011 l’intervento correttivo dei conti pubblici salirà a 14,6 miliardi.

- TAGLI: ammontano a circa 10 mld e si spalmeranno tra ministeri ed enti locali. Per questi ultimi si tratta di 3,4 mld a regime. I costi intermedi dei ministeri dovranno scendere del 22%. Il risparmio annuale stimato è attorno a 3-4 miliardi di euro.

- PROVINCE E COMUNITÀ MONTANE: Salta, almeno per ora, l’abolizione delle Comunità montane e di nove Province delle aree metropolitane. Si sarebbe invece deciso di rimandare la discussione di queste questioni a settembre. Dopo l’estate verrebbe quindi ripreso il confronto ripartendo dal Codice delle autonomie per una riforma complessiva dei diversi livelli istituzionali.

- ROBIN TAX: si tratta di una tassa ’una tantum’ che colpisce la valorizzazione delle scorte stoccate dalle compagnie. Si tratta di tutti quei prodotti, cioè, che sono stati, acquistati quando il prezzo del petrolio era inferiore all’attuale. Già da quest’anno si impone di valorizzare le scorte in base ai prezzi attuali del greggio, agendo con una tassazione calcolata sul ’delta dell’Ires. L’intervento dovrebbe far incassare 800-900 milioni di euro.

- BANCHE E ASSICURAZIONI: Si allarga la base imponibile Ires e Irap, il Governo conta di incassare 1,5 miliardi. Salta l’obbligo di ricorrere ad assegni non trasferibili o sistemi di pagamento elettronico, per gli importi superiori a 100 euro. Torna alla ribalta la Banca del Mezzogiorno voluta dal ministro Tremonti: si tratta di una nuova spa, con un capitale iniziale di 5 milioni (da restituire entro 5 anni). Previsto il ritorno della soglia massima dei 12.500 euro per i trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili.

- CARO-PETROLIO: Il meccanismo di sterilizzazione dell’effetto degli aumenti del petrolio sul prezzo dei carburanti, previsto dalla scorsa Finanziaria, sarà automatico e non più discrezionale. La diminuzione delle accise sarà sempre adottata quando il prezzo internazionale del greggio aumenterà in misura pari o superiore, nella media trimestrale, a due punti percentuali rispetto al valore indicato del DPEF, che sarà in via esclusiva quello di riferimento.

- LAVORO E PENSIONE: Sarà interamente cumulabile il reddito da pensione (di vecchiaia, anzianità, invalidità) con quello da lavoro dipendente ed autonomo. La misura sarà applicata anche nei confronti dei trattamenti pensionistici liquidati in precedenza. Il costo previsto è pari a 350 milioni di euro. Rispunta il cosiddetto ’job on call’ (o lavoro intermittente) previsto dalla legge Biagi era stato abolito con la legge che aveva recepito il protocollo sul welfare. In arrivo anche ritocchi alla legge di attuazione del Protocollo sul welfare per quanto riguarda i contratti a tempo determinato.

- PIANO CASA: Famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani, studenti fuori sede e immigrati regolari. Questa la platea che potrà beneficiare di aiuti consistenti per l’acquisto della prima casa. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento verrà varato un Piano Nazionale per la realizzazione «di misure di recupero del patrimonio abitativo esistente o di costruzione di nuovi alloggi».

-CREDIT CARD ANZIANI: Nella busta con la pensione dei singoli cittadini che non possono arrivare alla fine del mese sarà consegnata una specie di carta di credito prepagata con cui avranno agevolazioni per cibo, alimentari e bollette. La carta sarà assolutamente riservata e personale


- SERVIZI PUBBLICI LOCALI: Si avvia la loro liberalizzazione, attraverso l’affidamento della gestione a società di capitali individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio privato detenga una quota non inferiore al 30% .È comunque possibile il ricorso in house nei casi di fallimento di mercato ma i paletti aumentano: in questo caso, infatti, i titolari della gestione di servizi pubblici locali non possono esercitare ulteriori servizi nè partecipare a gare in altri ambiti territoriali.

- NUCLEARE: Entro il 2008, verranno individuati i criteri per localizzare le nuove centrali. Sarà una delibera Cipe, su proposta del ministro dello Sviluppo economico a definire le «tipologie degli impianti di produzione elettrica nucleare che possono essere realizzati nel territorio nazionale». Identica strada sarà utilizzata per «stabilire le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione e di esercizio degli impianti».

- SANITÀ: Scende da 1 miliardo a 250 milioni di euro il taglio per il 2009 alla sanità delle Regioni. Non solo. Ricette mediche e specialistiche dei medici del servizio sanitario nazionale viaggeranno solo on line. Il progetto avrebbe durata quadriennale partendo dal 2009 e arrivando a regime nel 2012.

- MANAGER: La scure di Tremonti si abbatte sui manager pubblici. Il loro stipendio sarà tagliato del 25%. In arrivo anche un taglio al numero dei consiglieri di amministrazione delle società non quotate e direttamente o indirettamente controllate dallo Stato: dovranno essere ora minimo cinque e massimo sette.

- MULTE PER CHI "SPIA" I CONTRIBUENTI: Arrivano multe salate per chi verrà scoperto a spiare i dati sui contribuenti. Le sanzioni vanno dai 5.000 fino ai 30.000 euro. Ma può essere aumentata «sino al triplo», proporzionalmente alle condizioni economiche di chi contravviene.

- PIANO "ANTI FANNULLONI": Taglio della busta paga per i dipendenti che presentano finti certificati medici o anche per i travet che dopo aver timbrato il cartellino lasciano gli uffici. Insomma, si prospettano tempi duri per i ’furbetti della p.a., che oltre alla decurtazione dello stipendio, si macchieranno del reato di truffa aggravata e potranno essere licenziati alla fine del procedimento disciplinare.

- IMPRESA IN UN GIORNO: Basta con le lungaggini burocratiche, presto si potrà aprire un’impresa in un giorno soltanto. In pratica si potrà avviare un’impresa presentando una semplice autocertificazione e prevede controlli successivi, senza che l’azienda debba interrompere l’attività.

- MISTER PREZZI: Più poteri e maggiore autonomia per Mister Prezzi. Ora potrà avviare indagine conoscitive «finalizzate a verificare l’andamento dei prezzi di determinati e servizi» con il supporto operativo della Guardia di Finanza. Sono ufficialmente a sua disposizione, poi, i dati Istat, Ismea, Uniocamere e camere di commercio. Il Garante può convocare, in autonomia, le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo.

- EDITORIA: Arriva la semplificazione anche per il settore dell’editoria. Ferme restando «le somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato» per il comparto, verranno snelliti i procedimenti: verranno semplificate, quindi, sia «la documentazione necessaria per accedere al contributo», sia «le fasi del procedimento di erogazione che potrà essere garantito anche attraverso il ricorso a procedure informatizzate». Non solo. Il contributo dovrà essere erogato «entro e non oltre l’anno successivo a quello di riferimento».






10 giugno 2008

BARACK OBAMA COPIA TREMONTI

Il candidato democratico alla Casa Bianca,Barack Obama ha proposto, se sarà eletto, udite udite , la sua Robin Hood Tax, che si propone di “tassare i guadagni inattesi delle compagnie petrolifere per venire incontro agli americani che soffrono le conseguenze del caro-petrolio, farò pagare a società come la Exxon una tassa sugli extraprofitti e useremo i fondi per aiutare le famiglie a pagare i costi astronomici per l'energia”.
A questo punto forse è il caso di avvertire il “Tremonti Americano” che sul suo programma potrebbe abbattersi la scomunica dei sostenitori,anche italiani, della “concorrenza e del mercato globalizzato e deregolarizzato” , non solo, potrebbero tacciarlo di facile demagogia e populismo, da qualche parte negli USA ci sarà pure un Bersani Americano.
Ma,forse più semplicemente occorre considerare che l’alternativa,data l’attuale congiuntura, non è tra colbertismo e liberalismo,bensì tra astrattismo e realismo, ovvero evitare gli errori e gli orrori di chi non è nato liberale e non conosce il mercato, il mercato non è assenza di regole, non è solo spiriti animali ottimali, è basato sulle regole, sulla parità delle condizioni, sulla proporzionalità delle situazioni. Il mercato non esclude, ma spesso anzi presuppone anche le ragioni generali dell’interesse pubblico.






5 giugno 2008

LA ROBIN HOOD TAX DI TREMONTI

Il ministro dell’economia Giulio Tremonti tira dritto, la Robin Hood Tax sui ricavi delle compagnie petrolifere sarà inserita forse già nel DPEF di Luglio.
"L’idea è di ragionare sui profitti e non di applicazione dell’Iva alla pompa, anche perché tra il prezzo alla pompa e quello che c’è dietro in mezzo c’è il barile con sopra una bottiglia di champagne, che è la speculazione. Ha pertanto senso parlare di Iva alla pompa, ma ha anche senso parlare di corporate tax. Non c’è nulla di definitivo, ma a noi sembra che dato il drammatico bisogno degli strati più deboli, questo tipo di prelievo Robin Hood ha senso. La nostra proposta e’ quella di tassare un po’ di più i petrolieri per dare un po’ di più a chi ha bisogno, appunto burro, pane e pasta che sono le vere emergenze del momento. L’Italia può e deve farlo da sola; sono temi che vedono vicino la destra e la sinistra, è necessario che ci sia un’informativa in Europa, ma queste sono iniziative assolutamente nazionali", questo il Tremonti pensiero.
Tassare i lauti guadagni dei petrolieri,soprattutto in questo periodo, per ridistribuire una parte dei super profitti ai più deboli, insomma se non è proprio “anche i ricchi piangano” almeno non “ridano troppo”, è una misura giusta o sbagliata? E soprattutto la UE è d’accordo?
Gli interrogativi su questa misura,peraltro già annunciata dallo stesso Tremonti in campagna elettorale, non sono pochi, e il dibattito è già incandescente tra le forze politiche , sindacali , industriali, liberali e pseudo tali, radical chic e semplici cittadini.
L’Europa innanzi tutto, Tremonti ha comunicato a grandi linee il suo progetto a margine dell’Ecofin e ha ottenuto un sostanziale via libera dal presidente dell’eurogruppo Junker ribadito successivamente dal commissario Ue al Mercato interno Charlie McCreevy.
I sindacati sono grosso modo d’accordo, anche se la CGIL per bocca di Epifani vuole sapere a chi saranno destinati i proventi, gli industriali che naturalmente non sono d’accordo aspettano di conoscere il provvedimento per esprimere valutazioni in merito.
Il ministro ombra dell’economia Bersani parla di “demagogia populistica” di Tremonti e boccia il provvedimento spiegando che i petrolieri potrebbero far pagare ai consumatori la nuova tassa.
Alcuni liberali o pseudo tali storcono il naso, un esempio su tutti IBL (Istituto Bruno Leoni) che giudica la Robin Hood Tax populista e dannosa, a costoro è doveroso ricordare un principio di Einaudi che cita lo stesso Tremonti : “ in tempi straordinari, a profitti straordinari si applicano forme di tassazione corrispondenti” , in pratica si tassano i “profitti di congiunture eccezionali ” ,se poi Einaudi non era un liberale beh allora non serve nemmeno discutere.
Questo giusto per fare qualche esempio, la proposta in se come principio mi sembra se non altro ragionevole , bisogna vedere come sarà applicata , e quali precauzioni ci saranno per i consumatori in caso di tentate speculazioni sui prezzi, ne riparleremo comunque a breve.






28 maggio 2008

PORTABILITA' E RINEGOZIAZIONE DEI MUTUI GRATUITA

Il Governo è a favore della portabilità dei mutui (la possibilità di stipulare presso un’altra banca un nuovo contratto di mutuo ad estinzione del mutuo originario, senza nuova iscrizione ipotecaria, ma trasferendo la garanzia reale originaria) e farà in modo che i costi dell’operazione siano azzerati. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’accordo sui mutui. "Noi siamo a favore della portabilità dei mutui e sarà cura del Governo fare in modo che i costi siano azzerati, ossia che la portabilità sia gratuita".
Tremonti ha osservato che la possibilità concessa alle famiglie di rinegoziare il mutuo da tasso variabile a tasso fisso, "non e’ un miracolo, e’ un sollievo. E’ una opportunità in più che si aggiunge alla portabilità del mutuo già prevista.” Nell’attuazione delle nuove disposizioni sulla rinegoziazione dei mutui, ha chiarito il nostro ministro dell’Economia "saranno coinvolte le associazioni dei consumatori che saranno ’convitati’ non di pietra". L’operazione sui mutui, gia’ annunciata dall’esecutivo al Consiglio dei Ministri di Napoli "e’ nello spirito che questo tempo richiede ad un governo. Quella sui mutui non è solo una partita economica, credo sia una partita civile perché il provvedimento incrocia il risparmio e la casa. La materia e’ complessa, e’ stata disposta con l’Abi e oggi e’ giunta una indicazione positiva dell’Antitrust". In sostanza, le famiglie che sono strette nella "trappola" da stipendio fisso e mutuo variabile, potranno rinegoziare con la banca il mutuo trasformandolo da tasso variabile e tasso fisso con la rata fissata a quella mediamente pagata nel 2006. Al termine della durata del contratto, se i tassi saranno cresciuti, il cittadino dovrà continuare a pagare la rata fissa per un periodo più lungo. Ma se nel corso degli anni i tassi si saranno ridotti, e’ previsto il rimborso”.
La convenzione firmata da governo e Abi per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile potrà essere applicata anche alle famiglie morose. "Attiveremo - ha sottolineato Tremonti - anche il fondo previsto dalla scorsa finanziaria per sostenere la casistica di pignoramenti e procedure esecutive. Lo stabiliremo con i consumatori".








12 maggio 2008

I SACRIFICI LI FARANNO BANCHE E PETROLIERI

La situazione economica del paese non è buona,non c’è nessun tesoretto da ridistribuire perché l’andamento delle entrate non è positivo.
Lo ha affermato il ministro dell’economia Tremonti intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione in mezz’ora .
Ma questo lo sapevamo già visto che era già stato detto dal ministro uscente Padoa-Schioppa a gennaio, in ogni caso Tremonti ha confermato gli impegni presi in campagna elettorale e quindi nel primo consiglio dei ministri operativo che si svolgerà a Napoli si procederà con l’abrogazione totale dell’ICI sulle prime case da cui saranno escluse le residenze di lusso, la detassazione di straordinari e premi di produzione, e il decreto sulla sicurezza su cui si sta lavorando.
Su Alitalia il ministro dell’economia ribadisce che “si cerca una soluzione fondamentalmente italiana,se non funziona vedremo”.
Per quanto riguarda i sacrifici annunciati da Berlusconi in campagna elettorale,Tremonti ha spiegato che non saranno certo la povera gente a farli, bensì le banche se non metteranno in atto sistemi per la rinegoziazione dei mutui che stanno strangolando le famiglie , e i petrolieri che hanno guadagnato dal forte aumento dei prezzi petroliferi.
Giusto così, soprattutto le banche sono state maggiormente beneficiate dal governo Prodi che gli ha anche concesso,non si capisce a che titolo visto che non sono industrie, la riduzione di cinque punti di cuneo fiscale, ne avevano proprio bisogno.
Certo però che a sentire queste idee di “giustizia sociale” , viene il dubbio che al governo ci siano dei sinceri comunisti,o no?








10 aprile 2008

GRAZIE BASSOLINO

Io voglio ringraziare Antonio Bassolino per tutto quello che ha fatto per questa città e per questa regione. Fin dal primo giorno come sindaco ha lavorato nell'interesse della città.
Walter Veltroni 09/04/2008

Ogni ulteriore commento penso sia superfluo e inopportuno,basti pensare che mentre Veltroni pronunciava queste parole dal palco di Piazza Plebiscito a Napoli , il governatore della Campania, Don Antonio O’ Cacaglio , così affettuosamente lo chiamano i suoi concittadini, era sotto ad applaudire come normale spettatore di un comizio, per la troppa vergogna ne lui ne il sindaco di Napoli, Iervolino sono stati fatti salire sul palco, tanto che impietosito da questo discrimine,Giulio Tremonti che teneva un comizio a Benevento , ha fatto issare due gigantografie di Bassolino e Iervolino sul suo palco, “noi abbiamo rispetto istituzionale per loro ecco perché li facciamo salire sul palco”.
Chissà se dopo Veltroni e il PD anche gli operatori turistici ed economici della Campania vorranno ringraziarlo, io penso di si, anche perché onestamente una tale classe dirigente solo un popolo come quello campano se la può permettere,in qualsiasi altro posto, a prescindere dal colore politico,
simili amministratori sarebbero stati cacciati a calci da un pezzo a furor di popolo.
Ah dimenticavo Bassolino ha preannunciato le sue dimissioni(meglio tardi che mai),ma le ha posticipate al prossimo anno,giusto in tempo per avere una poltrona da parlamentare europeo.









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permalink | inviato da Aurora86 il 10/4/2008 alle 17:45 | Versione per la stampa


8 aprile 2008

TRA PENSIONATI SI CAPISCONO

“Parlano di dimezzare i costi della politica , Veltroni prende la pensione dal Parlamento e gli emolumenti da sindaco. Per questo si e’ messo con Di Pietro, che prende la pensione da magistrato e gli emolumenti da parlamentare. Tra pensionati si capiscono. Per loro dire che vogliono tagliare i costi della politica è come dire che i tacchini vogliono raddoppiare Pasqua e Natale”.
Così Silvio Berlusconi a Savona dove per la prima volta in assoluto ha tenuto un comizio, giunto con molto ritardo sull’orario previsto si è scusato con la folla che lo ha pazientemente atteso sotto la pioggia : “Questa vostra accoglienza mi commuove ancora di più perché mi avete aspettato fino ad ora. Dovete essere bene entusiasti se avete attesto qualcuno che doveva arrivare qualche ora fa”, ha detto Berlusconi in apertura. Il leader del PDL ha spiegato di essere dovuto andare a fare un’intervista televisiva alle 9,30, che gli è stata comunicata solo ieri e che sarebbe stata cancellata se non fosse andato. “Ho pensato - ha aggiunto - che se stavate qui eravate già convinti e sono andato a raccontare a qualche ‘infedele’ le ragioni per cui si deve voltare pagina. Credo di aver fatto anche il vostro interesse”.
Quindi ha spaziato su diversi argomenti politico-elettorali, con particolare riferimento al tema della giustizia, usando particolare verve e ironia.
“Dicono che io faccio troppe battute. Forse è vero, ma almeno non sono come quelli della sinistra che si incazzano su tutto. Quelli di sinistra si deprimono soltanto a guardarsi allo specchio. Sono antropologicamente diversi da noi”.
In tema di politica estera, Berlusconi ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’Unione Europea. Sulla delicata questione del medio oriente, ha espresso solidarietà allo Stato ebraico. “farò il mio primo viaggio da presidente del consiglio in Israele per festeggiare i suoi 60 anni di storia” ha detto.
Berlusconi ha ricordato alla folla di essere stato indagato 93 volte, di aver subito 2545 udienze e di aver speso 168 milioni di euro in parcelle di avvocati. “Meno male che ci rido ancora sopra. Si vede che mi potevo permettere le spese legali” ha commentato.
Separazione delle carriere in magistratura, un argomento che torna ad essere cavallo di battaglia del PDL, in un momento del discorso. “Il pubblico accusatore - ha anche affermato Berlusconi - dovrebbe essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale”.
“Cinque anni di condanna per chi ordina le intercettazioni indebitamente, cinque anni per chi le esegue e una penale che se la ricordano per tutta la vita a chi le pubblica”‘. E’ uno dei primi atti che verrà deciso in uno dei primi consigli dei ministri, secondo quanto detto dal Cavaliere. Rivolgendosi alla folla Berlusconi ha chiesto: “Chi di voi è sicuro di essere escluso delle intercettazioni?”, invitando ad alzare la mano. Ma dal pubblico nessuno la ha alzata e il leader del PDL ha affermato: “Se su questo palco ci fosse qualcuno di sinistra direbbe che avete tutti i panni sporchi”.
Berlusconi ha poi proseguito: “Tra i primi atti del consiglio dei ministri adegueremo le pensioni sotto i 1.000 euro al costo della vita. E’ un atto di giustizia assolutamente dovuto”.
Patria, famiglia, lavoro: questi i concetti cardine del programma proposto dal Cavaliere, che alla fine ha rivolto alcune domande alla folla. Fra le domande, “Volete che Veltroni realizzi il sogno della sua vita, cioè vada in Africa e ci rimanga?”. Il Popolo della Libertà radunato in piazza Sisto ha risposto “sì”. A conclusione del comizio-fiume, durato circa due ore, lo slogan “Rialzati Italia! ”.
Un altro bagno di folla dunque dopo quelli della Sicilia e della Sardegna.
In mattinata Berlusconi ha rilasciato un intervista a SkyTg24-Pomeriggio dove ha spiegato che il dialogo - quasi sicuramente - non ci sarà. "Credo che sarà molto difficile collaborare sulle riforme con il Pd dopo il voto, metto la firma sul fatto che saranno i comunisti di sempre e che in Parlamento si batteranno contro le nostre riforme". "Da Veltroni sono affranto e tutto ciò che ha promesso si è poi rivelato un effetto speciale, ha messo in campo una fiction in cui è diplomato”, che non esiste alcun contrasto con Bossi, è una invenzione dei giornali di sinistra e che l’uso dei fucili paventato da Bossi è solo una “metafora bossiana” ovvero fare una battaglia decisa, e la conferma che Stefania Prestigiacomo sarà sicuramente ministro se il PDL vincerà le elezioni,non esistono al momento altri candidati a ministro decisi tranne Tremonti.
Berlusconi torna, poi, a spiegare perché considera le donne di destra "più belle" di quelle di sinistra e accusa i suoi competitori: "Non hanno gusto neppure su questo": "Ho detto che le donne di destra sono più belle perché basta dare un’occhiata in Parlamento. Le nostre sono anche iperlaureate".





12 luglio 2007

O ELIMINANO LO SCALONE O SARANNO ELIMINATI.

Questo il lapidario commento di Giulio Tremonti sul dibattito interno alla sinistra sull'abolizione o meno del cd "scalone" Maroni che fissa a 60 anni l'età pensionabile a partire dal 1 Gennaio prossimo.
La trattativa sulle pensioni? "Fa schifo", ha affermato Giulio Tremonti. "Sono stati eletti con l’impegno di eliminare lo scalone, lo devono fare. O devono andare a casa", aggiunge il vice presidente di Forza Italia parlando dell’Unione. "Prodi ha fatto un patto con il demonio, ma la morale politica dice che se si e’ fatta una promessa agli elettori, o la si mantiene o si va a casa. Lo scalone lo devono eliminare, altrimenti saranno loro a essere eliminati", ha osservato Tremonti.
Infine, un commento sul “patto generazionale” proposto da Walter Veltroni. Tremonti sottolinea che il sindaco di Roma “non è stato eletto". Dica chiaramente che Prodi ha detto il falso, che ha affermato una cosa non giusta, amorale. Se Veltroni dice che il programma di governo della sinistra è amorale, che formula una proposta impossibile, e se dice che Prodi è amorale perché è stato eletto promettendo una cosa e non la mantiene, allora ne parliamo. Altrimenti - conclude il vicepresidente della Camera - il silenzio sarebbe la cosa migliore”.





6 giugno 2007

TRAFFICARE NON E’ GOVERNARE.

Una figuraccia per i “ zucconi”  di  Repubblica e per uno dei suoi giornalisti di punta, Giuseppe D'Avanzo. Nell'articolo di lunedì 4 giugno “La nuova P2 del ricatto è pronta alla spallata” l'unico vero elemento a sostegno della tesi, che punta a screditare gli scoop de Il Giornale sul caso Visco-Gdf, è il fatto che il ministro dell'Interno Giuliano Amato non ha mai incontrato il direttore del Sisde Franco Gabrielli. Peccato che nel solo 2007 ci siano stati ben cinque faccia a faccia tra il numero uno dei servizi segreti civili e il responsabile del Viminale. Come ha dovuto ammettere lo stesso D'Avanzo, con una precisazione però ben nascosta a pagina 20, infilata tra i commenti, e nemmeno firmata ma soltanto siglata (g. d'a). Poche righe che si chiudono così: "Me ne scuso, dunque, con i lettori e con gli interessati". Come se fosse un dettaglio, come se fosse una cosa da nulla. Anzi, è una cosa da nulla. La sua inchiesta priva di qualunque fondamento fattuale.

Nel frattempo viene pubblicato  un presunto dossier sull’operato dell’ex ministro Giulio Tremonti al ministero dell’economia sui rapporti tra quest’ultimo e i vertici della GDF,redatto secondo i “zucconi” di Repubblica da Visco in persona , in cui si accusa Tremonti di aver sostituito tutti i vertici della GDF  senza che nessuno si sia opposto o abbia protestato.

Tremonti ha diffuso una nota informativa dall’eloquente titolo : “ trafficare non è governare” che vi riporto.

Chiamato in causa da un misterioso dossier che sarebbe stato redatto - sostiene La Repubblica - da Vincenzo Visco sulle presunte sostituzioni ai veritici della Gdf decise dalla Cdl quando era al governo, Giulio Tremonti, ex ministro dell'Economia, risponde punto per punto. Con una nota. 1) “La differenza tra governare e trafficare”, articolata per punti. 2) L’autogoal del Governo. "Non avendo argomenti il Governo invece di andare avanti va indietro! Si difende partendo addirittura dal settembre 2001. Come dimostreremo di seguito - scrive Tremonti - , questo è un clamoroso autogol". 3) Settembre 2001. "Il settembre 2001 non è un mese qualsiasi! 11 settembre 2001: un attentato che scuote il mondo. C’è una certa differenza tra 2001 e... 2006/2007!". 3. Flash-back. "Subito dopo l’11 settembre, i Ministri dell’Economia dei Paesi G7 si sentono tutti insieme in un’unica conference-call e concordano – tra l’altro – una comune strategia di contrasto alle basi finanziarie del terrorismo internazionale. In specie, concordano di farlo simmetricamente e congiuntamente: a) tanto sul proprio territorio interno; b) quanto in contesto internazionale. Lo straordinario ruolo strategico della Guardia di Finanza. "In funzione di questa strategia il ruolo della Guardia di Finanza, svolto al servizio tanto dell’Italia quanto della comunità internazionale, è stato straordinario e riconosciuto da tutti, all’estero ed all’interno. Tranne evidentemente che dal Governo, nella sua autodifesa. Nei termini che seguono: a) sul lato internazionale, costituzione, all’interno del ministero dell’Economia e delle Finanze del Comitato di sicurezza finanziaria – CSF (Legge 14 dicembre 2001, n. 431). Comitato composto oltre che dai vertici della Guardia di Finanza, da ufficiali di altre forze, da funzionari, magistrati e finalizzato alla repressione ed al contrasto del finanziamento del terrorismo internazionale; b) sul lato interno, riorganizzazione degli uffici di intelligence della Guardia di Finanza. Riorganizzazione che è stata prima impostata e condivisa – a norma di legge – dai vertici della Guardia di Finanza e tra l’altro illustrata anche in Parlamento”.
5) Nessun trasferimento! "Rispettando la competenza ed autonomia del Comandante generale - si legge ancora nella nota diffusa da Tremonti - , il Governo non è mai intervenuto nei trasferimenti degli Ufficiali. Trasferimenti che sono stati tutti operati nella logica e secondo la tempistica di legge. Il gen. Giovanni Mariella, all’epoca Capo di Stato maggiore ma ormai al termine del suo periodo di comando, è stato sostituito dal generale Nino Di Paolo, scelto da tutti i Generali di Corpo d’Armata, tra l’altro anche per garantire la continuità nel nuovo impegno internazionale. Il gen. Mariella non è 'finito nel magazzino delle scope del Comando'. Questo è sciacallaggio. Il gen. Mariella è stato un ufficiale con il quale ho sempre avuto rapporto di stima cordiale ed ha proseguito negli anni successivi la sua carriera. Ciò fatto per suo assoluto merito e senza nessun ostacolo, fino a raggiungere il massimo grado (Generale di Corpo d’Armata) ed il più alto comando (Comando interregionale per l’Italia meridionale), all’interno della Guardia di Finanza. La ‘catena di comando’ di Milano non è stata ‘sostituita’ con provvedimenti ad personam e/o ex abrupto, come ora pretende di fare il Governo. Ma ha seguito, nella successione del tempo e nella progressione dei gradi, il suo iter ordinario. Se non fosse stato così, prima di tutte l’Autorità giudiziaria avrebbe formulato i suoi doverosi rilievi. Così non risulta. Anzi. In coda si nota che ‘... al Nucleo regionale di polizia tributaria arriva il colonnello Stefano Grassi. L’ufficiale è aiutante di campo del ministro Tremonti’. Al riguardo, si specifica che il colonnello Grassi – ufficiale di assoluta correttezza e trasferito a Milano per meritato avanzamento di carriera – proveniva proprio dal Gabinetto del Ministro Visco!’”. Fin qui Tremonti.


7 agosto 2006

EFFETTI "RETROATTIVI" DEL GOVERNO...

ROMA - Volano le entrate tributarie. Tra gennaio e giugno l' erario ha incassato 19,6 miliardi di euro in più rispetto ai primi sei mesi del 2005 mettendo a segno un incremento del 12,3% che porta il gettito a quota 179.111 milioni di euro.
Secondo i dati ufficiali diffusi dal ministero dell' Economia le imposte dirette sono aumentate del 15,9% e dai dati di dettaglio emerge un aumento deciso degli acconti dell' autotassazione (+5,7% per l' Irpef; +24,1% per l' Ires). Bene anche l' Iva che segna un +9,8%.
Raddoppia l' incasso della lotta all' evasione. Nei primi sei mesi dell' anno il gettito derivante dai ruoli, cioé delle imposte richieste con una cartella esattoriale in gran parte dovute ai controlli, è cresciuto del 101,9%, passando dai 509 milioni del 2005 ai 1.169 milioni del gennaio-giugno 2006.

Ansa 07/08/2006

 

Incredibile vero? Ma la cosa più stupefacente è che il viceministro Visco parla di “ importante risultato del governo nella lotta all’evasione,della fine della politica dei condoni” e altre amenità del genere.

Ora a parte che sentire queste parole da un “fruitore di condoni” come Visco e tutto il suo partito(ne avevo parlato qui), fa semplicemente  scompisciare dalle risate, c’è da dire invece che il maggior gettito tributario si riferisce ai redditi 2005,così come anche l’autotassazione di giugno fa riferimento a quei redditi.

Delle due l’una: “ o da oltre un anno c’erano Visco&C al governo  e nessuno se ne è accorto(forse un governo ombra?),oppure molto più semplicemente è la migliore dimostrazione di come ha funzionato benissimo la ricetta Berlusconi-Tremonti”,non a caso gli allarmismi di questi mesi sui conti pubblici si sono dimostrati totalmente infondati ridicolizzando chi li ha lanciati.

Magari gli elettori di “questa armata brancaleone” si potranno “bere balle di questa portata”,ma con i “coglioni” non ci si può meravigliare più di tanto…..



25 maggio 2006

OCCHIO AI RISPARMI....

Puntualmente dopo  che Berlusconi e Tremonti lo avevano denunciato in campagna elettorale, ed erano stati accusati di “terrorismo fiscale”,il vice-ministro Visco  ha annunciato il ripristino della tassa di successione,la tassazione sulle rendite finanziarie,e la rivalutazione degli estimi catastali,e che non ci saranno più condoni.

Su una cosa posso tranquillamente dare ragione a Visco,i condoni,in effetti a lui,al suo partito ed ai suoi amici non servono più,li hanno condannati a parole,poi invece ci hanno sguazzato a piene mani,non gli è rimasto più niente da condonare.

Questo perchè  Prodi al convegno di Confindustria si è impegnato a ridurre di 5 punti il cuneo fiscale in un anno,operazione che ha un costo stimato di 10 milioni di euro,ribadendo che una parte delle risorse circa 2.5 milioni deriverà dall'aumento dell'imposizione fiscale sulle rendite finanziare,mentre per il resto delle risorse finora è buio assoluto,ma non è difficile prevedere che come al solito sarà reperito mettendo le mani nelle tasche dei cittadini.

A parte che tagliando il cuneo fiscale si risolve poco o nulla per le aziende che sono in competizione con i paesi emergenti,dove il costo del lavoro è 20 volte inferiore,diventa un problema per i lavoratori il taglio degli oneri contributivi che incideranno eccome al momento di andare in pensione.

Le aziende ad alta tecnologia e competitive invece non hanno certo bisogno di questo regalo.

Tornando alla tassazione delle rendite finanziare,in queste sono compresi i titoli di stato(Bot CCT ecc.)con i quali è finanziato il debito pubblico,siccome se ne rinnovano +o- circa 300.000 ogni anno su circa 1.800.000 circolanti si comprende bene che con la nuova tassazione non si puo' reperire in un anno 2.5 milioni,allora molto probabilmente si interverrà per decreto su tutti i titoli in deposito,con effetto retroattivo,violando così il patto fiscale tra lo stato e gli investitori,poichè i risparmiatori e investitori ci penserebbero prima di rinnovarli con la nuova aliquota.

Si è detto che fino a una certa cifra non sarà aumentata la tassazione forse 50 o 100.000 euro,ma questo comunque creerà disagio ai cittadini in quanto sarebbero costretti a dichiarare le cifre investite per evitare la maggiore imposizioni.

L'impatto sui risparmiatori "traditi" dall'aumento della tasse su bot e cct genererà la probabile fuga dai titoli di Stato di futura emissione, con la grave conseguenza di mandare in crisi il complesso del debito pubblico dello Stato.

Resta poi da vedere da dove saranno reperiti i restanti 7.5 mln di euro,non c'è da meravigliarsi se ci saranno altri decreti operanti notte tempo come il "prelievo coatto" dai c/c di Amato o l'eurotassa.

Insomma si rischia di tornare di nuovo ai "carrozzoni statali" della grande industria "mantenuta dai contribuenti",uno studio ha recentemente dimostrato che un azienda come la Fiat è costata ai contribuenti italiani qualcosa come 220.000 miliardi di lire dal 1975 ad oggi,per non parlare della acciaierie di stato l'IRI ecc.ecc.

In Italia non c'è,non c'è mai stata,nè ci sarà la cultura della grande industria,questi pseudo grandi industriali investano di tasca loro in tecnolgia e ricerca,e rischino in proprio,a privatizzare contributi e profitti e socializzare le perdite sono capaci tutti.

Altrimenti delocalizzino o chiudano se non sono capaci di stare sul mercato.

Non è un caso che in questi anni,per la prima volta dal dopoguerra la Fiat per non fallire è stata costretta a mettere le mani sui propri capitali e indebitarsi con le banche,e non a carico dei contribuenti come al solito.

Un moderno stato deve dare all'industria infrastrutture e servizi all'altezza non altro.

BASTA CON L'INDUSTRIA DI STATO!!!!!

VIGILIAMO SUI NOSTRI RISPARMI!!!!!

ALTRIMENTI   PRENDEREMO   ANCHE   NOI   UN   "CUNEO"    IN   QUEL   POSTO.!!!!!

Mio padre ha già  provveduto  a disinvestire dei risparmi faticosamente accumulati e non li lascerà certo in banca alla loro mercè,fatelo anche voi prima che gli avvoltoi di questo governo mettano le loro mani sul vostro denaro.


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20 maggio 2006

E TU HAI FATTO IL CONDONO?

FINANZIARIA, la rivolta degli onesti. Sindacati, commercianti, artigiani, Comuni contro il condono dell'illegalità. L'Ulivo annuncia battaglia in Parlamento (15 dicembre 2002). Sventata la legge salva-criminali. L'intervento di Ciampi costringe il governo a cambiare le norme sul condono fiscale. L'opposizione la spunta, Fassino : stavano preparando un’amnistia e li abbiamo fermati. (20 dicembre 2002). E ancora: Finanziaria, lo scandalo continua. La legge dei condoni facili arriva alla Camera con un ordine: approvatela in 48 ore (22 dicembre 2002). Sono alcuni dei titoli di prima pagina dell'Unità fine 2002, il periodo in cui il Parlamento sta per varare, con la legge Finanziaria, il condono fiscale. Sono alcuni dei titoli violenti e molto duri della campagna condotta dal giornale dei Ds contro l'ipotesi di sanatoria cui ha aderito poi la stessa società che edita il quotidiano Che, per far capire come la pensa, titola ancora più esplicitamente: Evasione fiscale, una legge salva-criminali. Con il condono vengono cancellati i reati e si bloccano le inchieste patrimoniali. Angius accusa: un’amnistia mascherata. La sanatoria premierà anche Previti? (17 dicembre).
Non mancano naturalmente i commenti sdegnati dei dirigenti dei DS,dicevano dei condoni:
-FASSINO:I condoni sono una beffa per gli onesti,chi è onesto dai condoni viene deriso e beffato,con i condoni si sana l'illegalità,che sia condono fiscale,tombale o edilizio.

-VISCO: Il condono è un ritorno al peggior passato.C'é una sola parola:vergogna.

-D'ALEMA: Il messaggio ai cittadini onesti è: siete dei fessi.

-VIOLANTE: E' un'altra legge vergogna.

Successivamente spulciando tra i bilanci pubblici dei contribuenti SORPRESA, tra i banditi e criminali che hanno usufruito dei condoni si trovano anche e soprattutto coloro che (a parole)
combattevano i condoni.

-Alle banche il condono l'avevano già chiesto e ottenuto, tagliando del 50 per cento i propri 85 milioni di euro di debito grazie a una triangolazione con la Tosinvest degli Angelucci chiusa il 30 dicembre scorso con la benedizione di Capitalia. I Ds di Piero Fassino per, è questa la novità, ben lungi dall'avere risolto la propria drammatica situazione finanziaria, il condono l'hanno chiesto anche al governo Berlusconi. È la novità che emerge dall'ultimo bilancio pre-liquidazione della Beta immobiliare spa, la scatola con cui la direzione nazionale Ds e le federazioni locali del partito avevano provato a diluire il peso dei debiti passati (dalle disavventure dell’Unità a quelle più propriamente politiche). Nella relazione l'ultimo consiglio di amministrazione della società, insediatosi nel febbraio 2003 alla vigilia della liquidazione si è avvalso della facoltà di effettuare il condono tombale sia per il settore delle imposte dirette che per il settore dell'Iva ai sensi dell’articolo 9, legge 289/2002. Si è proceduto inoltre a condonare una vertenza con il fisco per imposte di registro, con una pretesa erariale di oltre 2.324.000 euro, definendo tale richiesta nella misura del 30% della pretesa stessa. Si è provveduto altresì a condonare gli omessi versamenti relativi agli anni 2000/2001. Al fine dell’adesione alle tipologie di condono sopra menzionate, si è proceduto al versamento della prima rata pari a euro 6 mila per il tombale, euro 12 mila per omessi versamenti anni 2000/2001 oltre ad euro 58.100 per la vertenza delle imposte di registro. Dunque, dopo avere attaccato in ogni modo in Parlamento il condono di Tremonti, i Ds lo hanno sfruttato per se stessi a fino in fondo, condonando ogni tipologia possibile di marachella fiscale compiuta negli ultimi anni.
-Anche l'Unità si è fatta condonare
Il giornale sceglie il colpo di spugna fiscale seguendo l’esempio dei Ds .
Già pagato dalla società editrice del quotidiano il primo acconto per chiudere i sospesi su Irpeg e Iva.
L'UNITÀ ha deciso di aderire al condono tombale di Giulio Tremonti. La società editrice della testata, organo ufficiale di girotondini, Dipietristi e di buona parte della sinistra moralista, ha scelto il più classico dei colpi di spugna sulle proprie pendenze fiscali.
TUTTO è cominciato il 27 marzo 2003 a Roma, quando il consiglio di amministrazione, sotto la presidenza di Marialina Marcucci, ha deciso di ricorrere alla deroga prevista dallo Statuto della società che permette di rinviare di sei mesi l'approvazione del bilancio di esercizio e ciò per valutare il ricorso al condono fiscale.
DUE MESI dopo la decisione è stata presa avendo verificato quanto fosse utile l'odiato condono di Tremonti. In una noticina dal corpo tipografico ridotto alla metà del normale appare la voce Debiti tributari. Si annota anche l'accantonamento per imposte da condono sia per l'Irpeg sia per l'Iva pari a 38.204 euro.
-In piazza contro il condono. Poi la Cgil lo fa.
Un milione in piazza a Roma. Un milione per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la finanziaria 2003. Nel mirino le pensioni, ma anche il condono fiscale. Slogan: furbi ed evasori premiati a scapito degli onesti contribuenti. Era il 18 ottobre 2002. Da lì in poi, due mesi di comizi del sindacato di Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani. Conclusi il 19 dicembre a Palermo gridando: dopo la legge Cirami, il falso in bilancio, la norma sui capitali all'estero,il condono è l’ultimo di un anno e mezzo di messaggi a favore dell'illegalità lanciati dal Governo. Dichiarazioni perlomeno imprudenti. Perché pochi mesi dopo a chiedere il colpo di spugna sui propri peccatucci fiscali è stata proprio la Cgil. Molte società controllate dal principale sindacato italiano hanno aderito a quel tombale di Giulio Tremonti contro cui avevano portato in piazza i lavoratori, gridando allo scandalo.
Ma fra le tante ce ne è almeno una clamorosa: ha deciso di chiedere il condono anche il Centro autorizzato di assistenza fiscale Lazio e Basilicata della Conferederazione generale italiana del lavoro srl, con sede in via Goito 39 a Roma. Un fatto curioso non solo perché la proprietà di quella società è suddivisa fra la Cgil nazionale, le federazioni sindacali territoriali e alcune camere del Lavoro. Ma anche perché i Caaf hanno come missione, pagata da apposita convenzione proprio dal ministero dell'Economia e delle Finanze, quella di aiutare i cittadini nell'adempimento dei propri obblighi fiscali. Con i loro consigli si dovrebbero evitare inciampi fiscali. Le dichiarazioni dei redditi lì compilate e inviate alla Agenzia delle Entrate dovrebbero essere, sulla carta, a prova di contestazione. E quindi le meno interessate di tutte al provvedimento di condono fiscale.
-Hanno entusiasticamente aderito al condono anche la Margherita di Rutelli con il giornale Il Popolo e le Librerie Rinascita,nonché numerosissimi parlamentari di maggioranza e opposizione.

-Non è andata bene invece con il condono edilizio all’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, definitivamente condannato per abuso edilizio dalla Cassazione a venti milioni di ammenda e a dieci giorni di arresto. Visco, come qualcuno anche a sinistra forse si ricorderà, venne accusato di aver violato le norme edilizie durante la ristrutturazione di un vecchio dammuso sull'isola di Pantelleria al quale erano state affiancate anche tre cisterne.
Cose che capitano o meglio che possono capitare, considerato che, in effetti con una leggerezza forse eccessiva, trasformò un  vecchio ripostiglio in  una villa  a tre piani,   con terrazzi vista
mare, annessi e connessi. Il tutto a 60 metri dalla battigia (ove la normativa regionale prevede il divieto assoluto sino a 150 metri), in un'area di particolare pregio paesaggistico e tutelata.

-E' andata invece meglio con il condono edilizio all’ex ministro Franco Bassanini, che ha ricavato una confortevole piscina nel casale maremmano di Mandano, e a un' altro ex ministro rigoroso e ortodosso come Lamberto Dini, che ha pensato bene di farsi costruire una gigantesca vasca idromassaggio, della quale il parlamentare verde Athos De Luca ebbe a chiedere l'immediata demolizione, in un palazzo blindato da vincoli.

Anche Romano Prodi  lo ha ripetuto in modo martellante decine di volte: "Con il centrosinistra non ci saranno più condoni, quei provvedimenti fanno diventare quasi ovvia l’evasione fiscale". Prodi non ha mai voluto sentire ragioni: niente condoni, chi ha sbagliato non può certo essere perdonato dallo Stato. Un’intransigenza totale.
Peccato però che quando i conti da mettere a posto sono quelli di casa, le cose anche per Prodi e famiglia cambiano e dal bianco e nero. Così se si spulciano i bilanci della Aquitania srl, come ha fatto il quotidiano Il Tempo, si scopre che questa società ha sede a Bologna in via Castiglione 21 nello studio dell’amico e commercialista di fiducia Piero Gnudi. Ma soprattutto si viene a sapere che l’Aquitania ha come soci al 50% la signora Flavia Franzoni, sposata Prodi, e una società di consulenza, la Simbuleia spa, con sede sociale allo stesso indirizzo. Niente di strano, sia chiaro. Salvo un piccolo, ma significativo particolare: nel 2003 la società della signora Prodi ha usufruito proprio di uno di quei diabolici condoni fiscali varati dal governo Berlusconi tutto nero su bianco. Mentre il marito nelle piazze e sui giornali contestava con durezza i provvedimenti del governo in campo fiscale, la moglie li sfruttava. Prodi forse non se sapeva nulla, anche se va detto che la partecipazione nella società di servizi immobiliari, oggi in capo alla Franzoni, fino al 2002 era intestata a una società di consulenza, la Ase srl, di cui era socio lo stesso leader dell’Unione al 50% con la moglie. E anche la Ase srl aveva sede nello studio Gnudi.

 

Insomma saranno divisi sulla politica economica,interna e estera,ma sicuramente si  può affermare  senza tema di essere
smentiti che: L'UNIONE E’ UNITA SU TUTTE LE TIPOLOGIE DI CONDONO,SIA ESSO FISCALE,TOMBALE O EDILIZIO.
Lo volevano vietare a noi, poveri contribuenti della strada. Insinuavano che la soluzione escogitata da Tremonti nella legge finanziaria 2003 fosse l'ennesima legge pensata su misura di Cesare Previti, la stessa Unità si è spinta nel dicembre 2002 a ipotizzare che il condono fiscale fosse rivolto esclusivamente a banditi e criminali.
Poi per tutti si sono specchiati dentro e ne hanno arguito i vantaggi. E ora L'UNIONE E FONDATA SUL CONDONO.


Certo, la sinistra non fa i condoni. Se ne vergogna. . Ma li sfrutta sotto-banco Mentre la prima fila politica gridava contro l’ennesimo scandalo di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e, naturalmente, Cesare Previti, la seconda fila, più pratica riguardava i propri conti con il fisco, scoprendo che sì, il colpo di spugna avrebbe risolto più di un problema. E ALLORA VAI CON I CONDONI A  GO-GO E CHISSENEFREGA.
Ha scelto il colpo di spugna sulle proprie pendenze fiscali la Beta immobiliare, una sorta di Fininvest dei Ds (dove sono raccolti tutti gli immobili sede del partito). Lo ha scelto la Nie, società editrice dell’Unità. e prima di farlo ha messo in scena sei mesi di tormenti, riflessioni, capelli strappati secondo la più classica delle liturgie a sinistra. Dove si pecca, ma con nobiltà d'animo, discussione comunitaria e revisione ideologica già pronta.

Proprio costoro che affermavano:” I CONDONI FAVORISCONO BANDITI E CRIMINALI”,poi evidentemente  ne sono diventati complici visto che ci hanno “sguazzato” a piene mani.

Ormai nulla puo’ più meravigliare di questa sinistra “PAROLAIA E INCONCLUDENTE” di questi professionisti della  “POLITICA POLITICANTE”,  di questi “MORALISTI SENZA MORALE”,di questi “CAMPIONI DELLA MENZOGNA E DEL RIBALTAMENTO DELLA REALTA’”.

SCOMETTIAMO CHE  ADESSO AL GOVERNO TUONERANNO :” MAI  PIU’ CONDONI?



      

       



E TU HAI FATTO IL CONDONO?

NON VERGOGNARTI,NON FARE COME LORO....


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