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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
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ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





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CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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18 novembre 2008

SI ALL’IMMUNITA PER D’ALEMA

Nell'esame del caso Unipol non potranno essere utilizzate le intercettazioni delle conversazioni telefoniche nelle quali compare la voce di Massimo D'Alema. Il Parlamento Europeo ha infatti negato oggi la revoca dell'immunità parlamentare necessaria visto che all'epoca dei fatti l'ex ministro degli Esteri aveva un seggio a Strasburgo.
La decisione dell'Europarlamento è stata presa in sessione plenaria a stragrande maggioranza: 543 voti a favore, 43 contro e 90 astensioni.
Adnkronos

Bene così , chi mi legge sa che io non sono certo una “garantista” a corrente alternata, e che l’uso eccessivo di intercettazioni da parte della magistratura , magari per uso politico , rappresenta un grave problema di libertà e tutto ciò mi indigna, chiunque ne sia vittima.
Pertanto prendo atto con soddisfazione di questa decisione che convalida l’orientamento emerso in commissione giustizia dell’europarlamento, presieduta tra l’altro dall’Avv. Gargani di Forza Italia.
Però secondo me, per uno come D’Alema che ha chiesto e si avvale dell’immunità dell’europarlamento, dire in occasione dell’approvazione del “ Lodo Alfano” alla camera dei deputati : “ Presidente Berlusconi si faccia processare serenamente” rappresenta una contraddizione in termini e una rovinosa caduta di stile,non convenite?




6 dicembre 2007

IL GIP CLEMENTINA FORLEO E’ INCOMPATIBILE.

Il magistrato che si occupava dell’inchiesta Bnl-Unipol, Clementina Forleo, è incompatibile con gli uffici giudiziari di Milano e con la sua funzione di gip,lo ha deciso all’unanimità la prima commissione del Csm.
Le denunce pubbliche del gip, da quelle televisive ad AnnoZero a quelle sulla stampa, per «interferenze ed intimidazioni istituzionali subite, non hanno trovato alcun riscontro», per il Csm. Ma hanno creato «un clima di allarme e sospetto» nell’opinione pubblica e una «situazione di grave disagio» nell’ambiente di lavoro della Forleo. Che, in questo modo, «ha compromesso la sua possibilità di svolgere le sue funzioni con piena indipendenza e autonomia». Per questo dovrebbe lasciare Milano e l’incarico di giudice monocratico, per entrare in organi collegiali.
Accuse pesantissime dunque, da cui sarà chiamata a difendersi il 18 dicembre prossimo, ma a questo punto la sanzione sembra inevitabile,così come sembra anticiparsi per il PM di Catanzaro De Magistris anche lui sotto inchiesta disciplinare dopo l’avocazione dell’inchiesta che ha tra gli indagati Romano Prodi e Clemente Mastella, ma prima potrebbe arrivare il trasferimento per incompatibilità.
Sia la Forleo che De Magistris erano i classici magistrati in "crisi di autostima" perché non comparivano sulle prime pagine dei media, e si sentivano in colpa perché non avevano fatto nulla per meritarsi le ispezioni ministeriali.
Fanno parte a pieno titolo di quella categoria di magistrati che si auto eleggono “rappresentanti della società civile” e che vogliono ” cambiare la società da dentro le istituzioni”(Sic).
E' difficile far carriera nell' ANM o in politica se si indaga sul delinquente o sui reati più comuni,dal punto di vista mediatico il politico rende molto di più,soprattutto se si è magari appoggiati da "guitti&giacobini da operetta"che titillano il peggio del paese,ovvero quelli che scaricano sui noti in generale e sui politici in particolare la loro mediocrità e le loro frustrazioni.
Non a caso ci tengono tanto alle loro inchieste e guai a chi gliele toglie,come se gli unici capaci di indagare fossero loro e non le altre centinaia di magistrati che ogni giorno fanno il loro dovere in silenzio.
Adesso che hanno raggiunto il loro scopo di visibilità speriamo che il CSM li trasferisca in qualche sperduta procura della Sardegna dove potranno dimostrare la loro abilità indagando sui furti di pecore a danno degli onesti allevatori.
Una domanda sorge però spontanea : “ chissà perché il CSM negli anni passati non ha preso gli stessi provvedimenti per altri magistrati che,per come e più della Forleo e De Magistris , il codice deontologico, riservatezza e professionalità erano un optional?
Chissà perché gli stessi provvedimenti non sono stati adottati nei confronti di magistrati che volevano “governi condivisi”,o si dichiaravano “3volte resistenti” giusto per fare qualche esempio?




21 luglio 2007

L'INTEGRITA' MORALE DI FASSINO.

Il Gip di Milano Clementina Forleo titolare del fascicolo sulle intercettazioni dei politici nei casi Unipol e Antonveneta ha presentato le ordinanze al Parlamento relativamente a 68 telefonate su 73 a disposizione dei magistrati,per valutarne l'utilizzabilità ai fini dell'inchiesta.
 Sei i nomi dei politici che ricorrono nelle due ordinanze depositate dalla Forleo. In quella che riguarda più specificatamente la vicenda Antonveneta, le telefonate intercettate riguardano il senatore Luigi Grillo (Fi). Nella seconda ordinanza, quella relativa a Bnl e alla società editrice Rcs, le conversazioni per cui si chiede il via libera al Parlamento riguardano Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre (tutti e tre Diessini), Salvatore Cicu e Romano Comincioli (entrambi di Forza Italia).
Sarà proprio il placet del Parlamento a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti di suoi membri , inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti nè personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata.
Questo scrive la Forleo in uno dei passaggi delle ordinanze.dove si ipotizzano i reati di "aggiotaggio" e "insider trading" per alcuni dei sei parlamentari coinvolti nelle "scalate bancarie".
Naturalmente tutti protestano innocenza e buona fede,ma questo è film già visto, così come non meraviglia il fatto che Mastella si prepari ad acquisire le ordinanze per controllarne la formale correttezza.
Del resto sono convinta anche io che la questione finirà in una bolla di sapone,ma intanto se ne parlerà a iosa e per diverso tempo.
Eh si, perchè il Gip Clementina Forleo fa parte a pieno titolo di quella particolare categoria di magistrati,che avuto come capi scuola i vari Spataro,Bocassini,Davigo,Colombo,Borrelli ecc. ed è proseguita sino ad oggi con i vari De Magistris,Woodcock,e appunto Forleo,giusto per citarne qualcuno.
Si tratta di una particolare "specie" di magistrato,che al posto di occuparsi di  reati sul serio e dimostrare in qualsiasi occasione fuori dalle aule e non,come prevede il codice deontologico equità,imparzialità e professionalità, sono in  crisi di "autostima"  perchè non appaiono sulle prime pagine dei media o non fanno nulla per meritarsi un ispezione ministeriale,e si autoeleggono "rappresentanti della società civile"(Sic), perchè vogliono "cambiare la società da dentro le istituzioni" ecc. ecc.
Tutto il contrario dunque da quello che ci si aspetta da un magistrato, tenuto conto della delicatezza del ruolo che ricopre.
Forse non aveva tutti i torti Umberto Bossi quando affermava che  a taluni magistrati bisognerebbe "raddrizzare la schiena".
Tornando al caso odierno tra le tante dichiarazioni in merito alla vicenda mi ha sorpreso quella di Di Pietro: "Non vi è alcun dubbio sul fatto che noi dell'Italia dei Valori voteremo in Parlamento a favore dell'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche trasmesse dal gip Forleo", aggiungendo che "quello che mi lascia perplesso, però, è l'affermazione perentoria e indicativa di responsabilità nei confronti di specifici soggetti politici prima che essa venga accertata. Mi riferisco in particolare al segretario dei Ds Piero Fassino sulla cui integrità morale mi sentirei, come mi sento, di mettere la mano sul fuoco".
Tutto qui,ma perchè solo Fassino? e perchè no D'Alema?
La prima cosa che mi viene in mente è perchè D'Alema non si è mai degnato di rispondere insieme a Veltroni alle lettere aperte,riprese da tutti i media, che  Di Pietro sottopose ai due in data 10/10/2000 chiedendo tra le altre cose,dopo l'accertamento di finanziamenti illeciti coperti dalla prescrizione: "a quale piano e a quale stanza  bussavano Gardini e Panzavolta quando portavano miliardi a Botteghe Oscure"?
Risposta che non c'è mai stata, altrimenti Di Pietro avrebbe " messo la mano sul fuoco" anche sull'integrità morale di D'Alema, o non è così?




17 giugno 2007

NON C'E' LIMITE AL RIDICOLO...

Uno spettacolo indecente e ridicolo quello che D'Alema e i DS stanno offrendo al paese, chi l'avrebbe mai detto, un attacco senza precedenti alla magistratura e in particolare ai magistrati che stanno indagando sulle scalate bancarie dei loro "compagni di merende" ,Unipol, Consorte&C.
La pubblicazione dei verbali delle intercettazioni telefoniche che vede coinvolti i DS,secondo D'Alema è " uno spettacolo indecente,avvenuto sotto lo sguardo trascurato della magistratura, si tratta di un reato e va perseguito" ; " Non è stato commesso nessun reato,non abbiamo nulla da temere, ma ci sono seri rischi per la democrazia" , così invece Fassino sulla bufera delle intercettazioni che si è abbattuta sui DS.
A questo punto viene spontaneo chiedersi se non aveva ragione Berlusconi quando negli anni scorsi denunciava con le stesse parole questi rischi, e poi se non hanno nulla da temere perchè se la prendono tanto?
E ancora,dov'erano D'Alema&C quando negli scorsi sulla stampa comparivano intercettazioni senza alcuna "rilevanza penale" , di stampo puramente scandalistico che hanno coinvolto nani e ballerine,veline e calciatori ecc. ecc. ?
Non ricordo di aver letto o sentito commenti indignati per quanto stava accadendo, o sbaglio?
Una cosa è certa, non c'è nulla che già non si sapesse in queste intercettazioni, ma l'immagine dei DS e del Partito Democratico,sul piano morale ne esce a pezzi.
Non c'è da meravigliarsi dunque se i magistrati invitano D'Alema a fare denunce,o se la ANM medita uno sciopero.
Incredibile infine che, colpevole di appartenere a un giornale che scrive articoli "non graditi" al ministro degli esteri e al suo partito, un giornalista della Stampa per ben due volte "viene cacciato" dall'aereo di stato, ma la cosa più grave è che tutto ciò viene fatto senza che dai colleghi giornalisti giunga una sola voce di dissenso, tipico della stampa acquattata ai piedi del potente di turno.
Mai mi sarei aspettato questi atteggiamenti da un professionista che fa politica da quando aveva i calzoni corti come D'Alema, certi comportamenti è meglio lasciarli ai Ceausescu o Castro di turno,  probabilmente ha perso la testa per la "barzelletta della presunta superiorità morale", ma anche al ridicolo c'è un limite.



11 giugno 2007

CONSORTE FACCI SOGNARE...

Che i DS si occupino di alta finanza,affari e merchant bank piuttosto che di politica in senso stretto, è un fatto risaputo e noto, così come è altrettanto noto il “collateralismo” che li lega alle cooprosse, non a caso infatti la principale fonte di finanziamento pubblico al PCI-PDS-DS-PD  proviene da sempre dal mondo delle coop, per rendersene conto basta guardare i bilanci pubblici dei partiti depositati in parlamento,nel 2005 sono stati versati ai DS dal mondo delle coop circa 500.000 euro.

Deve essere per questo che si è creato un “verminaio” indistinguibile , denunciato più volte anche da Berlusconi, nel quale succede di tutto e di più, dove ad esempio nelle amministrazioni rosse capita che consiglieri,assessori, e presidenti di comuni,enti, province e regioni siano contemporaneamente amministratori di cooperative alle quali vengono assegnati appalti e servizi.

Non paghi di tutto ciò, ci si è tuffati nelle scalate bancarie e nell’alta finanza, tutti ricorderete la bollente estate del 2005,quando l’Unipol di Consorte e Sacchetti, appoggiata naturalmente da Fassino, D’Alema e i DS tentò la scalata alla BNL, cosa che fece esclamare Fassino :”siamo padroni di una banca”.

Oggi presso il tribunale di Milano il GIP Clementina Forleo  ha messo a disposizione dei legali tutte le trascrizioni legate alla vicenda per stabilire se e quali dovranno essere utilizzate nel processo contro Consorte&C ,il Giornale ne pubblica un primo stralcio, nulla di nuovo o che non fosse ampiamente noto, ma  tuttavia utile  per capire fino a che punto sia l’intreccio politica e affari.

 

 Milano - «Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini». Sono le parole che in una telefonata del 17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds. Si tratta di un brano di una delle 73 telefonate di cui alcuni dei legali degli 84 indagati dell’inchiesta milanese su Antonveneta e su altre scalate come Bnl stanno prendendo visione al settimo piano del Palazzo di Giustizia dopo il deposito da parte del Gip Clementina Forleo.

Fassino "chiede istruzioni" Il segretario dei Ds, Piero Fassino, con una telefonata del 5 luglio 2005, secondo la trascrizione, «chiede istruzioni» a Consorte perché, spiega, «devo incontrarmi con Luigi Abete». Abete è presidente di Bnl

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" Il 7 luglio del 2005 Massimo D’Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D’Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl. E D’Alema replica: «Facci sognare».

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte. Il 14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola La Torre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e La Torre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di La Torre.

Ricucci a La Torre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola La Torre.
La Torre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».

Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi.
La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:
Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops... Fassino: eh.
Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita.
La conversazione poco più sotto proseguirebbe:
Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
Consorte: sì.
Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così: - Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto...
Fassino: ehm.
Consorte: che però non si può dire oggi.
Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:
Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
Fassino: qual è il problema?
Consorte: fa richieste assurde.

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" «Facci sognare! Vai!». È quel che avrebbe detto l’attuale ministro degli Esteri Massimo D’Alema all’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte in una telefonata intercettata sull’utenza di Consorte il 7 luglio 2005, alle 23:18, la cui trascrizione ha potuto essere oggi letta dalle parti. Il colloquio è tra Consorte e Latorre ma a un certo punto il telefono viene passato a D’Alema che, rivolgendosi a Consorte a proposito della scalata Bnl, secondo quanto è trapelato- gli direbbe:
D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta.
D’Alema: facci sognare. Vai!
Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
D’Alema: va bene, vai!

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte.
Il
14 luglio del 2005 D’Alema è a un convegno su Amendola in compagnia di Stefanini della Lega delle cooperative e appunto avverte Consorte della necessità di vedersi di persona. D’Alema dice a Consorte di mettersi d’accordo con Nicola Latorre. Nella telefonata successiva viene raggiunto l’accordo tra Consorte e Latorre di vedersi a cena la domenica seguente a casa di Latorre.
Ricucci a Latorre: datemi un tessera «Ormai, stamattina a Consorte gliel’ho detto, datemi una tessera perché io non ce la faccio più», dice ridendo il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parlando al telefono con Nicola Latorre.
Latorre: «Stefano».
Ricucci: «Eccolo il compagno Ricucci all’appello».
Dice Latorre a Ricucci: «Ormai sei diventato un pericoloso sovversivo. Rosso oltretutto».
Ricucci replica: «Ho preso da Unipol io tutto, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol».


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permalink | inviato da Aurora86 il 11/6/2007 alle 16:25 | Versione per la stampa


23 maggio 2007

QUESTO TRASFERIMENTO S’HA DA FARE !

Nel Luglio 2006 il vice ministro Visco esercitò continue e ripetute pressioni sul comandante generale della guardia di finanza Roberto Speciale, affinché alcuni ufficiali impegnati in delicate indagini su BNL, UNIPOL E COOP ROSSE fossero trasferiti ad altra sede, Visco arrivò addirittura a minacciare il comandante Speciale.

E’ quanto si evince dal verbale di interrogatorio che Speciale ha reso avanti all’avvocato generale Manuela Romei Pasetti, verbale che Il Giornale pubblica oggi ,e che ha provocato un vero e proprio vespaio di polemiche e dichiarazioni.

Tutto incominciò il 13 Luglio 2006 quando, durante un drammatico incontro, Visco sventola sotto il naso del comandante generale un foglietto indicante i nomi dei quattro ufficiali da mandare via da Milano. Senza nemmeno preavvisare, come avviene invece di rito chiedendo persino un parere, la procura che coordina le indagini degli ufficiali coinvolti. Non solo. Visco dispose anche «perentoriamente », a detta di Speciale, di concertare ogni decisione d’impiego futura direttamente con due sottoposti, i generali Italo Pappa e l’allora capo dei reparti d’istruzione Sergio Favaro. Che il Vice Ministro aveva appena incontrato. Insomma, una sorta di «commissariamento», pregiudicando le prerogative e l’autonomia del comandante generale. Visco ordina quindi a Speciale di spostare i gradi vertice della Lombardia e di coinvolgere Favaro e Pappa. E così, sempre stando alla ricostruzione dello stesso Speciale, Pappa e Favaro prima si incontrano tra di loro, predisponendo le ipotesi di avvicendamenti. Poi Pappa va dal numero uno con il piano operativo. Ma arriva l’intoppo non previsto. Scende in capo il procuratore capo di Milano, Manlio Minale che, allarmato, chiede ragione delle voci su azzeramenti della GdF in Lombardia. Teme «serie problematiche alla prosecuzione delle delicate indagini in corso». Ovvero, Unipol, Bnl, Antonveneta e Telecom. Speciale dice chiaro e tondo che è stato Visco a ordinare, aprendo così uno scontro tra diversi poteri. Minale è allibito, chiede a Speciale «delucidazioni scritte », coinvolge la Procura generale e l’Avvocato generale. Che apre un fascicolo e lunedì 17 interroga in gran segreto sia Speciale che il capo di Stato Maggiore Emilio Spaziante. Prima però, venerdì, Speciale ricorda di esser stato sottoposto a pressioni di ogni tipo. Visco telefona, manda lettere, cerca il numero uno, fa chiamare dal proprio staff.

Fino a quando Speciale ventila le dimissioni: «Risposi al vice ministro che l’osservanza delle regole è stata da sempre il faro della mia vita. Di non poter pertanto assecondare queste sue ultime richieste e che pertanto ero pronto a rassegnare il mandato».

La vicenda poi si concluse con il blocco dei trasferimenti da parte di Speciale.

Visco smentisce e parla di ricostruzione falsa da parte di Speciale, viene difeso da Prodi e Fassino che accusano di propaganda e linciaggio la CDL che compatta ne chiede le dimissioni e preannuncia iniziative parlamentari.

Durissimo Berlusconi : Il caso-Visco "testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari o coprire proprie operazioni finanziarie". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine di un'iniziativa elettorale a Lucca, riferendosi alle rivelazioni pubblicate oggi da 'Il Giornale', a proposito degli avvicendamenti nella Guardia di finanza richiesti dal viceministro dell'Economia l'estate scorsa.

Berlusconi ha detto di immaginarsi "che cosa sarebbe successo se una cosa del genere fosse stata addebitata a un componente del nostro governo. Invece vedo con preoccupazione che i grandi giornali nazionali, ormai vicini alla sinistra, mettono il silenziatore su una vicenda grave".

"Mi auguro che cambino questa posizione, e diano notizia ai loro lettori di questo fatto molto grave, che non può accadere, e che testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari e coprire le proprie operazioni".

Fin qui la cronaca,qualche domanda però sorge spontanea;

Se sono falsità,come ha detto,Visco quereli Speciale e avrà soddisfazione , ma che interesse avrebbe il comandante in capo della GDF a fare quelle dichiarazioni davanti all’avvocato generale ?

E perché Visco voleva a tutti i costi azzerare il vertice milanese della GDF?
Probabilmente, come al solito, quando si parla della sinistra, si tratta di "interessi senza conflitto".


24 maggio 2006

PAROLE&POLTRONE...

-Ieri il “3 volte resistente” Francesco Saverio Borrelli ,ex Procuratore di Milano, è stato nominato “capo ufficio indagini della FIGC”,nessuna meraviglia,ha commentato Berlusconi,tutto procede come previsto,si sono scelti anche l’arbitro!

 

-Sempre ieri alla camera dei deputati l’on. Dario Franceschini ha annunciato che sarà rivista la legge sul conflitto di interessi,da Berlusconi e dai banchi dell’opposizione si è levato un solo grido:UNIPOL,UNIPOL!

-Ancora ieri il sottosegretario Stefano Passigli ha dichiarato che:" la legge Frattini sul conflitto di interesse è troppo rigida",si mettano d'accordo almeno.

L'altro ieri:" nei Ds e nella Margherita,leader e cordate si preoccupano di posti , poltrone e incarichi,più che della coesione della squadra di governo",lo ha dichiarato l'ex ministro Franco Bassanini, e questa sarebbe una novità...

Qualche giorno fa:

-Romano Prodi durante i giuramento dei sottosegretari."il numero dei membri del governo per alcuni è eccessivo,ma commisurato alla mole di lavoro che ci aspetta è scarsissimo", giusto, serve qualcuno in più..

-Romano Prodi :"abbiamo pianto i caduti nelle nostre missioni",qualcuno lo informi che Pecoraro Scanio si sbellicava dalle risate...

Romano Prodi:"L'Europa ha bisogno di una nuova costituzione",e magari di nuove bocciature!

Romano Prodi al senato: "voglio un Italia che torni a vincere",anche qui dai banchi dell'opposizione: "allora chiama Moggi"!

Romano Prodi: "la ripresa economica sta evidenziando la mancanza di tecnici e operai specializzati in molti settori industriali", ma di che parla ,siamo o non siamo in una crisi nerissima?

Paolo Cento neo sottosegretario all'economia:" la nostra scommessa è di dare un contributo all'economia pubblica in maniera diversa,la decrescita per esempio,cominciamo a ragionare senza tabù che la crescita economica non è di per sè un bene";
e alla domanda è vero che ha una macchina SUV:"si ma è in vendita e comunque resto contrario al suo uso in città", da non credere....

Niente male vero? e mi fermo qui per carità di patria...



20 maggio 2006

E TU HAI FATTO IL CONDONO?

FINANZIARIA, la rivolta degli onesti. Sindacati, commercianti, artigiani, Comuni contro il condono dell'illegalità. L'Ulivo annuncia battaglia in Parlamento (15 dicembre 2002). Sventata la legge salva-criminali. L'intervento di Ciampi costringe il governo a cambiare le norme sul condono fiscale. L'opposizione la spunta, Fassino : stavano preparando un’amnistia e li abbiamo fermati. (20 dicembre 2002). E ancora: Finanziaria, lo scandalo continua. La legge dei condoni facili arriva alla Camera con un ordine: approvatela in 48 ore (22 dicembre 2002). Sono alcuni dei titoli di prima pagina dell'Unità fine 2002, il periodo in cui il Parlamento sta per varare, con la legge Finanziaria, il condono fiscale. Sono alcuni dei titoli violenti e molto duri della campagna condotta dal giornale dei Ds contro l'ipotesi di sanatoria cui ha aderito poi la stessa società che edita il quotidiano Che, per far capire come la pensa, titola ancora più esplicitamente: Evasione fiscale, una legge salva-criminali. Con il condono vengono cancellati i reati e si bloccano le inchieste patrimoniali. Angius accusa: un’amnistia mascherata. La sanatoria premierà anche Previti? (17 dicembre).
Non mancano naturalmente i commenti sdegnati dei dirigenti dei DS,dicevano dei condoni:
-FASSINO:I condoni sono una beffa per gli onesti,chi è onesto dai condoni viene deriso e beffato,con i condoni si sana l'illegalità,che sia condono fiscale,tombale o edilizio.

-VISCO: Il condono è un ritorno al peggior passato.C'é una sola parola:vergogna.

-D'ALEMA: Il messaggio ai cittadini onesti è: siete dei fessi.

-VIOLANTE: E' un'altra legge vergogna.

Successivamente spulciando tra i bilanci pubblici dei contribuenti SORPRESA, tra i banditi e criminali che hanno usufruito dei condoni si trovano anche e soprattutto coloro che (a parole)
combattevano i condoni.

-Alle banche il condono l'avevano già chiesto e ottenuto, tagliando del 50 per cento i propri 85 milioni di euro di debito grazie a una triangolazione con la Tosinvest degli Angelucci chiusa il 30 dicembre scorso con la benedizione di Capitalia. I Ds di Piero Fassino per, è questa la novità, ben lungi dall'avere risolto la propria drammatica situazione finanziaria, il condono l'hanno chiesto anche al governo Berlusconi. È la novità che emerge dall'ultimo bilancio pre-liquidazione della Beta immobiliare spa, la scatola con cui la direzione nazionale Ds e le federazioni locali del partito avevano provato a diluire il peso dei debiti passati (dalle disavventure dell’Unità a quelle più propriamente politiche). Nella relazione l'ultimo consiglio di amministrazione della società, insediatosi nel febbraio 2003 alla vigilia della liquidazione si è avvalso della facoltà di effettuare il condono tombale sia per il settore delle imposte dirette che per il settore dell'Iva ai sensi dell’articolo 9, legge 289/2002. Si è proceduto inoltre a condonare una vertenza con il fisco per imposte di registro, con una pretesa erariale di oltre 2.324.000 euro, definendo tale richiesta nella misura del 30% della pretesa stessa. Si è provveduto altresì a condonare gli omessi versamenti relativi agli anni 2000/2001. Al fine dell’adesione alle tipologie di condono sopra menzionate, si è proceduto al versamento della prima rata pari a euro 6 mila per il tombale, euro 12 mila per omessi versamenti anni 2000/2001 oltre ad euro 58.100 per la vertenza delle imposte di registro. Dunque, dopo avere attaccato in ogni modo in Parlamento il condono di Tremonti, i Ds lo hanno sfruttato per se stessi a fino in fondo, condonando ogni tipologia possibile di marachella fiscale compiuta negli ultimi anni.
-Anche l'Unità si è fatta condonare
Il giornale sceglie il colpo di spugna fiscale seguendo l’esempio dei Ds .
Già pagato dalla società editrice del quotidiano il primo acconto per chiudere i sospesi su Irpeg e Iva.
L'UNITÀ ha deciso di aderire al condono tombale di Giulio Tremonti. La società editrice della testata, organo ufficiale di girotondini, Dipietristi e di buona parte della sinistra moralista, ha scelto il più classico dei colpi di spugna sulle proprie pendenze fiscali.
TUTTO è cominciato il 27 marzo 2003 a Roma, quando il consiglio di amministrazione, sotto la presidenza di Marialina Marcucci, ha deciso di ricorrere alla deroga prevista dallo Statuto della società che permette di rinviare di sei mesi l'approvazione del bilancio di esercizio e ciò per valutare il ricorso al condono fiscale.
DUE MESI dopo la decisione è stata presa avendo verificato quanto fosse utile l'odiato condono di Tremonti. In una noticina dal corpo tipografico ridotto alla metà del normale appare la voce Debiti tributari. Si annota anche l'accantonamento per imposte da condono sia per l'Irpeg sia per l'Iva pari a 38.204 euro.
-In piazza contro il condono. Poi la Cgil lo fa.
Un milione in piazza a Roma. Un milione per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la finanziaria 2003. Nel mirino le pensioni, ma anche il condono fiscale. Slogan: furbi ed evasori premiati a scapito degli onesti contribuenti. Era il 18 ottobre 2002. Da lì in poi, due mesi di comizi del sindacato di Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani. Conclusi il 19 dicembre a Palermo gridando: dopo la legge Cirami, il falso in bilancio, la norma sui capitali all'estero,il condono è l’ultimo di un anno e mezzo di messaggi a favore dell'illegalità lanciati dal Governo. Dichiarazioni perlomeno imprudenti. Perché pochi mesi dopo a chiedere il colpo di spugna sui propri peccatucci fiscali è stata proprio la Cgil. Molte società controllate dal principale sindacato italiano hanno aderito a quel tombale di Giulio Tremonti contro cui avevano portato in piazza i lavoratori, gridando allo scandalo.
Ma fra le tante ce ne è almeno una clamorosa: ha deciso di chiedere il condono anche il Centro autorizzato di assistenza fiscale Lazio e Basilicata della Conferederazione generale italiana del lavoro srl, con sede in via Goito 39 a Roma. Un fatto curioso non solo perché la proprietà di quella società è suddivisa fra la Cgil nazionale, le federazioni sindacali territoriali e alcune camere del Lavoro. Ma anche perché i Caaf hanno come missione, pagata da apposita convenzione proprio dal ministero dell'Economia e delle Finanze, quella di aiutare i cittadini nell'adempimento dei propri obblighi fiscali. Con i loro consigli si dovrebbero evitare inciampi fiscali. Le dichiarazioni dei redditi lì compilate e inviate alla Agenzia delle Entrate dovrebbero essere, sulla carta, a prova di contestazione. E quindi le meno interessate di tutte al provvedimento di condono fiscale.
-Hanno entusiasticamente aderito al condono anche la Margherita di Rutelli con il giornale Il Popolo e le Librerie Rinascita,nonché numerosissimi parlamentari di maggioranza e opposizione.

-Non è andata bene invece con il condono edilizio all’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, definitivamente condannato per abuso edilizio dalla Cassazione a venti milioni di ammenda e a dieci giorni di arresto. Visco, come qualcuno anche a sinistra forse si ricorderà, venne accusato di aver violato le norme edilizie durante la ristrutturazione di un vecchio dammuso sull'isola di Pantelleria al quale erano state affiancate anche tre cisterne.
Cose che capitano o meglio che possono capitare, considerato che, in effetti con una leggerezza forse eccessiva, trasformò un  vecchio ripostiglio in  una villa  a tre piani,   con terrazzi vista
mare, annessi e connessi. Il tutto a 60 metri dalla battigia (ove la normativa regionale prevede il divieto assoluto sino a 150 metri), in un'area di particolare pregio paesaggistico e tutelata.

-E' andata invece meglio con il condono edilizio all’ex ministro Franco Bassanini, che ha ricavato una confortevole piscina nel casale maremmano di Mandano, e a un' altro ex ministro rigoroso e ortodosso come Lamberto Dini, che ha pensato bene di farsi costruire una gigantesca vasca idromassaggio, della quale il parlamentare verde Athos De Luca ebbe a chiedere l'immediata demolizione, in un palazzo blindato da vincoli.

Anche Romano Prodi  lo ha ripetuto in modo martellante decine di volte: "Con il centrosinistra non ci saranno più condoni, quei provvedimenti fanno diventare quasi ovvia l’evasione fiscale". Prodi non ha mai voluto sentire ragioni: niente condoni, chi ha sbagliato non può certo essere perdonato dallo Stato. Un’intransigenza totale.
Peccato però che quando i conti da mettere a posto sono quelli di casa, le cose anche per Prodi e famiglia cambiano e dal bianco e nero. Così se si spulciano i bilanci della Aquitania srl, come ha fatto il quotidiano Il Tempo, si scopre che questa società ha sede a Bologna in via Castiglione 21 nello studio dell’amico e commercialista di fiducia Piero Gnudi. Ma soprattutto si viene a sapere che l’Aquitania ha come soci al 50% la signora Flavia Franzoni, sposata Prodi, e una società di consulenza, la Simbuleia spa, con sede sociale allo stesso indirizzo. Niente di strano, sia chiaro. Salvo un piccolo, ma significativo particolare: nel 2003 la società della signora Prodi ha usufruito proprio di uno di quei diabolici condoni fiscali varati dal governo Berlusconi tutto nero su bianco. Mentre il marito nelle piazze e sui giornali contestava con durezza i provvedimenti del governo in campo fiscale, la moglie li sfruttava. Prodi forse non se sapeva nulla, anche se va detto che la partecipazione nella società di servizi immobiliari, oggi in capo alla Franzoni, fino al 2002 era intestata a una società di consulenza, la Ase srl, di cui era socio lo stesso leader dell’Unione al 50% con la moglie. E anche la Ase srl aveva sede nello studio Gnudi.

 

Insomma saranno divisi sulla politica economica,interna e estera,ma sicuramente si  può affermare  senza tema di essere
smentiti che: L'UNIONE E’ UNITA SU TUTTE LE TIPOLOGIE DI CONDONO,SIA ESSO FISCALE,TOMBALE O EDILIZIO.
Lo volevano vietare a noi, poveri contribuenti della strada. Insinuavano che la soluzione escogitata da Tremonti nella legge finanziaria 2003 fosse l'ennesima legge pensata su misura di Cesare Previti, la stessa Unità si è spinta nel dicembre 2002 a ipotizzare che il condono fiscale fosse rivolto esclusivamente a banditi e criminali.
Poi per tutti si sono specchiati dentro e ne hanno arguito i vantaggi. E ora L'UNIONE E FONDATA SUL CONDONO.


Certo, la sinistra non fa i condoni. Se ne vergogna. . Ma li sfrutta sotto-banco Mentre la prima fila politica gridava contro l’ennesimo scandalo di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e, naturalmente, Cesare Previti, la seconda fila, più pratica riguardava i propri conti con il fisco, scoprendo che sì, il colpo di spugna avrebbe risolto più di un problema. E ALLORA VAI CON I CONDONI A  GO-GO E CHISSENEFREGA.
Ha scelto il colpo di spugna sulle proprie pendenze fiscali la Beta immobiliare, una sorta di Fininvest dei Ds (dove sono raccolti tutti gli immobili sede del partito). Lo ha scelto la Nie, società editrice dell’Unità. e prima di farlo ha messo in scena sei mesi di tormenti, riflessioni, capelli strappati secondo la più classica delle liturgie a sinistra. Dove si pecca, ma con nobiltà d'animo, discussione comunitaria e revisione ideologica già pronta.

Proprio costoro che affermavano:” I CONDONI FAVORISCONO BANDITI E CRIMINALI”,poi evidentemente  ne sono diventati complici visto che ci hanno “sguazzato” a piene mani.

Ormai nulla puo’ più meravigliare di questa sinistra “PAROLAIA E INCONCLUDENTE” di questi professionisti della  “POLITICA POLITICANTE”,  di questi “MORALISTI SENZA MORALE”,di questi “CAMPIONI DELLA MENZOGNA E DEL RIBALTAMENTO DELLA REALTA’”.

SCOMETTIAMO CHE  ADESSO AL GOVERNO TUONERANNO :” MAI  PIU’ CONDONI?



      

       



E TU HAI FATTO IL CONDONO?

NON VERGOGNARTI,NON FARE COME LORO....


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