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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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18 febbraio 2009

GRAZIE DI TUTTO WALTER

Si lo ammetto, un po’ mi dispiace, ormai mi ero abituata ai pacatamente & serenamente, al Yes We Can, alla nuova stagione ecc. ecc. , le dimissioni di Veltroni non mi hanno sorpresa più di tanto, solo un autentico masochista poteva ancora resistere nelle sue condizioni a farsi cuocere a fuoco lento dai tanti capi e capetti e dallo spiffero delle correnti e delle associazioni culturali che tramavano contro di lui.
Dopo la tremenda disfatta in Sardegna, dove è vero che Berlusconi ci ha messo la faccia, ma non era affatto detto che Veltroni doveva rimetterci il sedere, è innanzi tutto il partito democratico che ha perso, non ho mai capito infatti perché ricandidare uno come Soru, che era stato già sfiduciato da un pezzo del partito, ma tant’è è andata così.
Come tanti anche io mi ero illusa che finalmente fosse nata in Italia una nuova sinistra di stampo europeo e socialdemocratica, purtroppo i vecchi uomini e apparati sono rimasti dietro le quinte a tramare, forse ha ragione Berlusconi quando dice che per vedere una sinistra di stampo europeo bisognerà aspettare la prossima generazione, quando scomparirà tutta le vecchia nomenclatura ex PCI.
Veltroni come immagine e rappresentanza è perfetto, essere leader però è altra cosa, per tenere a bada tutti i capi corrente e i capi bastone del PD serve un caimano, e poi la linea ondivaga tenuta con il governo e la maggioranza, passando dalle proposte di collaborazione agli insulti, rimangiandosi tutto,ma proprio tutto di ciò che aveva detto nel discorso di investitura al lingotto e in campagna elettorale ha fatto si che nemmeno i militanti capissero dove si stava andando, infine l’errore più grande è stato l’alleanza con Di Pietro, costretto a inseguirlo sul terreno del populismo giustizialista si è fatto erodere voti e consensi.
Comunque grazie di tutto Walter , vincere non è mai facile e scontato per nessuno, ma con te è stato un piacere.







17 febbraio 2009

LA SARDEGNA TORNA A SORRIDERE

A meno di clamorosi, quanto improbabili colpi di scena, è nettissima la vittoria di Ugo Cappellacci e del centrodestra nelle elezioni regionali della Sardegna, il governatore uscente Renato Soru è stato sconfitto e lo ha ammesso in conferenza stampa, dopo che sono state scrutinate 1658 sezioni su 1812 il vantaggio di Cappellacci su Soru è di circa 9 punti percentuali, 51,9% contro 42,9% , ma ancora più clamoroso è il distacco tra i due schieramenti , + o – 39% centrosinistra, circa 57% al centrodestra, un distacco abissale.
E’ stata anche e soprattutto un'altra vittoria di Silvio Berlusconi,che nei fine settimana che hanno preceduto il voto ha girato l’isola in lungo e in largo, sostenendo la campagna elettorale del neo governatore Cappellacci, da lui scelto e proposto agli elettori.
Divertente il commento del sondaggista Luigi Crespi che, immediatamente dopo la chiusura delle urne aveva diffuso un suo sondaggio in cui attribuiva la vittoria a Renato Soru, poi con l’avanzare dello scrutinio questo sondaggio è stato prontamente rimosso dai siti web dell’Unità e di Repubblica : “ Berlusconi ha vinto nettamente, e se ha vinto in Sardegna con un candidato sconosciuto, ora può vincere ovunque, anche se candida il suo gatto”, bontà sua.
Ma oltre i meriti di Berlusconi la sconfitta di Soru secondo me è maturata innanzi tutto per essersi riproposto dopo che la sua stessa coalizione lo aveva sfiduciato, poi per la venuta in Sardegna del perdente di successo,Veltroni, in suo sostegno, le cui ultime parole famose verranno ricordate a lungo: “ Il Premier verrà in Sardegna solo per le vacanze”, e infine per gli appelli di artisti,intellettuali o pseudo tali, che chiedevano il voto per Soru, si sa che in questi casi il popolo di centrodestra, rozzo e incivile, gode un mondo a prenderli a ceffoni, attraverso il voto.
Infine che nessuno metta in discussione Veltroni, per noi è garanzia di vittoria,con lui anche le imprese impossibili diventano una passeggiata.

ANCHE LA SARDEGNA HA VOLTATO PAGINA
E’ LA NUOVA STAGIONE

I CARE, WE CAN, THEY WIN
PRESIDENTE SIAMO CON TE
MENO MALE CHE SILVIO C’E’






13 febbraio 2009

CHE PENA QUESTA SINISTRA

Che pena questa sinistra italiana,come si sono ridotti, ieri in quattro gatti vanno ad applaudire un vecchio rincoglionito arteriosclerotico, che li arringa sull’intangibilità della costituzione (Sic) , sul rispetto delle istituzioni, e su fantasiose ipotesi di dittatura, roba da far impallidire al confronto persino i comici più navigati.
E così mentre Veltroni, lo stato maggiore del PD, alcuni colonnelli dipietristi e altri frustrati di diversa estrazione , ma tutti uniti nel nome dell’antiberlusconismo, applaudivano entusiasti Oscar Luigi Scalfaro, costui li deliziava tacciando di ignoranza chi aveva osato affermare che l’attuale costituzione italiana fu scritta anche sotto l’influenza di idee comuniste e sovietiche, ovvero Berlusconi.
Il che invece è la pura e semplice verità, per accorgersene basta leggere l’articolo 1 “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro” , mentre la gran parte delle democrazie occidentali hanno come preambolo, non il riferimento al lavoro,bensì alla “libertà”, oppure l’articolo 42 che regolamenta il diritto alla proprietà privata, e i limiti allo scopo di assicurarne la “funzione sociale” e di renderla accessibile a tutti, in pratica una nemmeno tanto velata minaccia di statalismo e collettivismo, questo giusto per sottolinearne qualche aspetto.
Il rito si è ripetuto anche stamani, dove allo sciopero solitario della CGIL ha partecipato metà partito democratico,mentre l’altra metà è rimasta a casa, e Scalfaro che naturalmente ha fatto dello sciopero anche una manifestazione in difesa della costituzione, il tutto naturalmente con il beneplacito di Epifani, un collateralismo come quello negli anni ottanta di Trentin con il PCI, miseramente sconfitto, e ci sono tutti i presupposti perché finisca così anche stavolta.
Che miseria, che pena , il progressismo e il riformismo enunciati da Veltroni nel discorso al Lingotto e ripetuti fino alla noia in campagna elettorale sono finiti nelle mani di un vecchio arteriosclerotico e di un sindacato massimalista, e sono anche riusciti a "scalfarizzare" Napolitano, complimenti,c’è da scompisciarsi dalle risate.
Di una cosa però bisogna dare atto a Scalfaro, deve avere un fegato ben robusto se è riuscito a sopportare 5 anni di governo Berlusconi e adesso si appresta a sopportarlo per i prossimi anni, auguri.
E non è finita qui, nel fine settimana Veltroni manifesta di nuovo contro il governo, visto che è sempre in piazza almeno ne approfitti per farsi dare una licenza da ambulante, considerato che i consensi precipitano sempre più, perlomeno ci guadagna qualcosa.
Adesso manca soltanto la riedizione dei girotondi e poi saremo al completo, con l’unico effetto che Berlusconi governa più forte che mai, è inutile non imparano mai, nemmeno dai propri errori.
COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI DIRIGENTI NON VINCERETE MAI !!!







12 febbraio 2009

PRATICO E CONCRETO

Barack Obama mi sembra un uomo molto pratico e concreto,come piace a me, così Silvio Berlusconi dopo la telefonata del presidente USA al premier italiano.
Il presidente Obama ha ringraziato l’Italia per l’impegno nello scenario del medio oriente e dell’Afghanistan, Berlusconi ha confermato tutti gli impegni assunti.
E’ la terza volta che i due leader si sentono personalmente, la prima telefonata risale allo scorso ottobre, quando a Washington, per salutare l'uscente George W. Bush, il presidente del Consiglio chiamò sia Obama che John McCain, all'epoca impegnati in campagna elettorale, la seconda invece è dello scorso 7 novembre, quando fu il presidente eletto degli Stati Uniti a contattare Berlusconi dopo la vittoria del 4 novembre.
Nella telefonata di oltre mezz’ora sono stati affrontati tutti i maggiori temi di politica internazionale a partire dalla crisi economica mondiale, e i due leader hanno espresso la volontà comune di una forte collaborazione per fronteggiare insieme le sfide globali restando in stretto contatto.
Prima del G8 di luglio in Italia, si incontreranno personalmente al G20 di Londra il 2 Aprile e subito dopo al vertice NATO a Strasburgo.
A proposito di Obama, non vi sarà certo sfuggita l’enfasi con la quale Walter Veltroni,qualche giorno fa ha comunicato alla stampa di aver ricevuto dal presidente USA una lettera di ringraziamento, beh si è scoperto che quella lettera altro non era che una fotocopia, opportunamente modificata nel nominativo, indirizzo e paese di riferimento, che la Casa Bianca ha inviato in risposta alle migliaia e migliaia di persone che si sono congratulate con il neo presidente eletto, insomma lo stesso testo a Veltroni ma anche alla casalinga di Voghera o un Ayatollah islamico, un copia incolla chilometrico.
Non gliene va bene una che sia una , non chiamatelo più Walter Veltroni, è più opportuno Paolino Paperino…..






19 gennaio 2009

ASINI CHE RAGLIANO/2

Chissà se Veltroni e il PD si rendono almeno conto del ridicolo nel quale stanno sprofondando, il povero Walter preoccupato per i consensi del PD ormai in caduta libera, non lascia passare giorno senza dire amenità e castronerie senza costrutto, l’importante è attaccare Berlusconi e il governo sperando, se non di recuperare,almeno di arginare l’emorragia.
E così il “perdente di successoieri ha attaccato il governo, reo a suo dire, di non aver inviato un adeguata rappresentanza alla cerimonia di insediamento del neo presidente degli USA, Barack Obama, il meschino evidentemente ignora che il protocollo della cerimonia prevede per motivi di sicurezza, soltanto la presenza dei capi missione accreditati negli Stati Uniti.
Ma la cosa più strana è che lo staff del neo presidente non si cura di far pervenire una newsletter o una e-mail ai “democratici all’amatriciana nostrani” in modo da tenerli informati ed evitare loro di aprire bocca soltanto per dare aria ai denti, forse Veltroni pensa che riproporre in Italia I Care e We Can sia sufficiente per essere considerato una “costola dei democratici americani”, roba da scompisciarsi dalle risate.
E’ proprio vero, quando pensi che a sinistra si è toccato il fondo, imperterriti continuano a scavare, compagni rassegnatevi,con questi dirigenti non vincerete mai.






18 dicembre 2008

E NON SE NE VOGLIONO ANDARE

Lo Tsunami giudiziario che si sta abbattendo sul partito democratico ha conosciuto una nuova puntata,quella della giunta comunale di Napoli dove 4 componenti sono finiti agli arresti domiciliari, e cioè gli ex assessori Enrico Cardillo e Giuseppe Gambale, e gli assessori Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza, il provveditore Mautone e il colonnello della GdF Mazzucco, accusato di essere la talpa che rivelava agli indagati lo stato dell'inchiesta.
Le accuse vanno dall'associazione a delinquere alla turbativa d'asta alla corruzione. Indagati a piede libero anche i parlamentari Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (Pdl), ma per questi ultimi l’implicazione nelle vicende oggetto dell’inchiesta appare del tutto nulla o marginale.
Oggetto dell'inchiesta è l'appalto per la manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico e per la gestione di mense scolastiche, il cosiddetto «Global service», oggetto di una delibera per 400 milioni, a favore del’imprenditore Alfredo Romeo, ufficialmente mai appaltata per mancanza di fondi, ufficiosamente perché si temeva e a ragione, un inchiesta della procura partenopea.
Il sindaco Rosa Russo Iervolino,che per la verità non è coinvolta nell’inchiesta , ma questo non significa che è immune da colpe visto che non sapeva cosa facevano i suoi assessori, ha candidamente dichiarato che non intende farsi da parte come pure gli ha chiesto Veltroni, ma anzi azzererà la giunta e porterà a termine il suo mandato.
Insomma sia lei che Bassolino, governatore della regione Campania, non se ne vogliono andare , e questo dimostra,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, tutta la pochezza e l’incapacità della leadership di Veltroni, e viene spontaneo chiedersi: “ma perché allora non vengono direttamente espulsi dal partito” ?
Quella napoletana è soltanto l’ultima di una serie di inchieste che sta colpendo le amministrazioni locali guidate dalla sinistra dappertutto in Italia, dalla Liguria all’Abruzzo,dalla Toscana alla Calabria, è semplicemente ridicolo scoprire ora la cosiddetta “questione morale” , per il semplice fatto che per la sinistra la questione morale è sempre esistita,basti pensare che leader attuali come Veltroni e D’Alema tanto per citare i primi che mi vengono in mente, ricevevano il loro stipendio da funzionari del PCI con i soldi del KGB, soldi che l'Unione Sovietica destinava, di tutti gli aiuti ai partiti comunisti d'occidente, il 45% al Pci, il tutto mentre Berlinguer faceva sermoni sulla diversità morale dei compagni.
Oppure cosa pensare dei miliardi di Gardini e Panzavolta che, per dirla con Di Pietro, entrarono a Botteghe Oscure, ma non si è mai saputo a quale piano e quale porta hanno bussato?
Del resto il sistema lo ha illustrato non molto tempo fa Giovanni Donigaglia , già leader della Coopcostruttori, in un intervista al Corriere della Sera : “C'era un accordo con le grandi società legate all'Iri per la spartizione delle opere pubbliche del Paese, alle cooperative veniva garantita una quota diversa da zona a zona. Ognuno secondo le proprie amicizie politiche... e io avevo le mie”.
Garantivo il sostegno elettorale con i miei 3000 soci... e poi pagavo la pubblicità, le inserzioni, finanziavo interventi nei modi più diversi.
Guardi, per 43 anni, quando il Partito chiedeva, io eseguivo, perché pensavo avesse degli interessi superiori. E poi c'era il fatto che lavoravo solo per l'ente pubblico, e gli enti pubblici sono amministrati da politici; se andavo in contrasto con la politica, come facevo ad avere lavori per i soci e i miei lavoratori?
Intanto Di Pietro ha annunciato che l’IDV uscirà da tutte le giunte della regione Campania, e se continua così il PDL e Berlusconi presto gli dovranno fare un monumento, sta lavorando davvero bene, sottrae voti e consensi al PD e alla sinistra radicale, in più divide e destruttura l’opposizione, meglio di così non gli si può chiedere.
Si rivelò fatale per la gauche al caviale la questione morale…








16 dicembre 2008

ANCHE L'ABRUZZO VOLTA PAGINA

E’ Gianni Chiodi il nuovo governatore dell’Abruzzo, il candidato del PDL quando ormai sono state scrutinate l’80% delle sezioni, ha un vantaggio incolmabile sull’avversario Carlo Costantini del centrosinistra, 49% a 42,50% .
Il neo governatore Chiodi, Berlusconi che lo ha scelto e appoggiato e il centrodestra non solo i soli vincitori di queste elezioni anticipate,rese necessarie dalle dimissioni della giunta abruzzese dopo l’arresto del presidente Del Turco la scorsa estate, vince infatti alla grande anche Di Pietro,che dopo aver imposto il suo candidato governatore al partito democratico, ha raddoppiato i consensi ottenuti in Abruzzo alle elezioni politiche della primavera scorsa dal 7% al 15% , cannibalizzando di fatto il PD ridotto a meno del 20%, e già parla come nuovo leader di una futura coalizione che si proponga come alternativa al governo(Sic).
Il voto abruzzese è stato caratterizzato innanzi tutto da una massiccia astensione, hanno votato infatti solo il 53% degli aventi diritto, bene il PDL e i partiti del centrodestra,benissimo Di Pietro, perdono posizioni l’UDC e la Destra, crolla ai minimi termini il PD dal 33,5% ottenuto in Abruzzo qualche mese fa, a meno del 20%, un colpo durissimo che non mancherà di avere ripercussioni sulla già traballante leadership del “perdente di successo” Veltroni.
Soddisfatto il premier Silvio Berlusconi : “il risultato è la conseguenza di chi ha regalato le chiavi del partito nelle mani di Di Pietro. Le urne hanno dimostrato che il Partito democratico è ridotto ai minimi termini, guidato ormai dall'Italia dei Valori, mentre la vittoria che si sta prefigurando rappresenta l'affermazione del buon governo”.
Infine come ciliegina sulla torta, a spoglio in corso, si ha notizia dell’arresto del sindaco di Pescara, nonché segretario regionale del PD, D’Alfonso, l'accusa, nei suoi confronti, e' quella di concussione.
D'Alfonso, che si trova agli arresti domiciliari, e' stato arrestato insieme ad altre due persone tra cui l'imprenditore De Cesaris, gestore dei servizi cimiteriali.
Povero Walter, è come Cimabue,fa una cosa ne sbaglia due, in Africa hanno ricominciato seriamente a preoccuparsi.

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ANCHE L’ABRUZZO HA VOLTATO PAGINA

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12 dicembre 2008

MAESTRO UNICO:NON CAMBIA NULLA

L’arte della disinformazione, della verità che va adattata alle circostanze, da parte dei campioni della menzogna e del ribaltamento della realtà della sinistra italiana, ha toccato in queste ultime ore,ancora una volta, delle punte notevoli di eccellenza,con la complice ignoranza o malafede, fate voi, della gran parte della stampa e dei media.
E’ successo dunque che, dopo l’incontro di ieri tra governo e sindacati per l’attuazione della riforma scolastica, questi ultimi hanno emesso un comunicato in cui si annunciava che, tra le altre cose “ slitta al primo settembre 2010 l'applicazione della riforma della scuole superiori, inizialmente prevista per settembre 2009” cosa esatta poiché il rinvio servirà a «dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi del secondo ciclo” e che “ il maestro unico sarà facoltativo a richiesta delle famiglie” , cosa del tutto falsa, e così stampa e media in queste ore parlano di “ marcia indietro del governo” , “riforma bocciata” e altre castronerie di questo genere, e non solo, uno “zombie politico” come Veltroni afferma che avevamo ragione noi, le nostre critiche erano fondate, e persino Epifani si entusiasma: “ retromarcia della Gelmini”.
E così il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini per fare definitiva chiarezza sulle cazzate che circolano in queste ore ha emesso una nota :
Nessuna retromarcia del governo è tutto confermato, chiunque affermi in queste ore che è cambiato qualcosa - aggiunge il ministro dell'Istruzione - sta semplicemente dicendo una falsità e cerca in maniera strumentale di mettere in discussione la linea del governo che non è mai cambiata e che non cambia”.
Infatti le famiglie hanno la possibilità di scegliere l’orario più idoneo alle loro esigenze, ovvero il tempo parziale a 24,27,30 ore, oppure il tempo pieno a 40 ore, ma in tutti i casi sarà soltanto uno il maestro responsabile della didattica e riferimento educativo del bambino.
E’ chiaro che sia in caso di tempo parziale sia in caso di tempo pieno un solo maestro non basta a coprire tutto l’orario e si alternerà con i docenti di materie specifiche come religione,lingua e informatica, o un secondo maestro nel tempo pieno prolungato, come previsto nel piano e ribadito nella conferenza stampa a Palazzo Chigi del 2 Ottobre scorso che tutti possono andare a riguardarsi.
Parole chiare e definitive dunque,tanto che si confermano tutte le economie previste nel piano triennale nonché la riduzione degli organici di 87.000 unità che si realizzeranno attraverso la non sostituzione del personale in pensione,insomma se ne facciano una ragione, i moduli e le compresenze sono definitivamente morti e sepolti.
Infine credo che gli elettori della sinistra siano molto più intelligenti dei loro pseudo leader , questa considerazione mi è venuta leggendo le dichiarazioni di quel buontempone di Franceschini che ha affermato : “ i tagli rimangono e resta in campo l’arma del referendum” , e capiscono dunque che è una presa per i fondelli,visto che sulle leggi di bilancio i referendum non sono ammessi come recita l’art.87 della costituzione, su Franceschini,Veltroni e il resto di questa sinistra “parolaia e inconcludente”, non rimane che dare ragione a Berlusconi, il quale da profondo conoscitore di uomini non a caso li ha definiti

EMERITI COGLIONI ! ! !









10 dicembre 2008

SONDAGGIO IPR MARKETING : CROLLA IL PD

Il PDL si conferma il primo partito con il 39% dei consensi, il Partito Democratico crolla al 28% perdendo oltre 5 punti rispetto alle elezioni politiche di Aprile, avanza l’IDV di Di Pietro che guadagna il 3,4%.
Questi in sintesi i risultati di un sondaggio effettuato dalla Ipr Marketing per il quotidiano Repubblica, in vista delle elezioni europee della prossima primavera, da segnalare ancora l’arretramento dell’UDC che si ferma al 4% e della Destra di Storace al 1,5%, leggero calo anche della Lega Nord al 7,5% spiegabile con la diffidenza verso l’Europa del partito di Bossi che sfocia nell’astensione, sostanzialmente stabile l’MPA, Radicali al 1%.
La sinistra massimalista, fuori dal parlamento nazionale in seguito al terremoto di Aprile , dopo l'abbandono della coalizione, (si fermò al 3,8%) ciascuno va per conto proprio. Rifondazione comunista si ferma al 2,3% , il Pdci allo 0,6% e i Verdi all'1,3% , Sinistra Democratica, arriva al 1,3%.
Nulla di nuovo dunque, si conferma che l’alleanza e l’inseguimento a Di Pietro è tutta a vantaggio del trebbiatore di Montenero di Bisaccia che usa il PD come bancomat per prelevare voti e consensi, l’incapacità e l’insipienza della leadership di Veltroni, unita all’esplosione della “questione morale” nel partito stanno facendo il resto.
Per il partito democratico si prospetta una lunga,lunghissima traversata del deserto.







5 dicembre 2008

LA GUERRA CIVILE NEL PD

Leader si nasce,non si diventa, l’intervista di ieri rilasciata da Veltroni a Repubblica , dimostra in modo inequivoco,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, la guerra civile in atto nel partito democratico, la ventina di correnti, o se vi piace di più “associazioni culturali” , sono impegnate in un tutti contro tutti senza esclusione di colpi.
Tutti chiedono la testa di Veltroni, ma ufficialmente non lo dice nessuno, tranne Parisi che continua imperterrito a fare il “grillo parlante” in casa del PD, D’Alema nega qualsiasi coinvolgimento in manovre contro il segretario, ma i suoi uomini fanno di tutto per smentirlo, e Walter sbotta: “basta veleni chi vuole un nuovo leader venga allo scoperto”, ma difficilmente otterrà risposte conclusive, molto meglio logorarlo poco alla volta.
E così dopo poco più di un anno dalle primarie che lo incoronarono, Veltroni cammina sul cumulo di macerie in cui si è ridotta la sua leadership, autorevolezza e credibilità nulle, tutto questo frutto di grossolani errori strategici, in primis il fatto di andare da soli alle elezioni, poi un po’ meno soli portandosi dietro i radicali e alleandosi con il trebbiatore di Montenero,Di Pietro, alleanza che è andata tutto a vantaggio di quest’ultimo che,una volta entrato in parlamento ha detto no ad un gruppo parlamentare unico con il PD rinnegando gli accordi presi in precedenza, e ha preso a smarcarsi da una linea comune di opposizione, prediligendo la sua, manettara e giustizialista.
Veltroni si è così ritrovato assediato e preso in mezzo da Berlusconi al governo e da Di Pietro all’opposizione, costretto a inseguire ora l’uno ora l’altro senza una linea politica credibile e lineare.
Poi la gestione dilettantesca di casi come la vicenda Alitalia e la Commissione di Vigilanza Rai con l’elezione di Villari cacciato dal partito, hanno dato il colpo di grazia alla credibilità e autorevolezza di Veltroni.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che il partito in periferia è saldamente in mano ai ras locali, che al nord autorevoli dirigenti come Chiamparino e Cacciari chiedono insistentemente un partito locale perché il PD romano è distante dalle problematiche di quelle realtà, che nelle amministrazioni locali,dopo gli scandali di Genova e l’Abruzzo, a Firenze e Napoli ci sono inchieste della magistratura che si sussurra potrebbero portare alla luce un verminaio di dimensioni inimmaginabili il quadro è completo.
Come ciliegina sulla torta è tutt’altro che risolto, in vista delle elezioni della prossima primavera, la collocazione del partito in ambito europeo, con Fassino che va a firmare il manifesto del PSE e Rutelli che dice non moriremo mai socialisti.
Non ci vuole molto dunque per capire che, il partito democratico, se non imploderà prima, entro un altro anno sarà costretto di nuovo a cambiare nome e simboli.

UPDATE : Oggi si è avuta un altra prova dell’autorevolezza e del carisma di Veltroni, aveva chiesto a Bassolino di farsi da parte, ma il discusso governatore della Campania non solo non lascia, ma addirittura raddoppia : “ valuterò nei prossimi mesi in regione e nel partito il da farsi, per il momento porto avanti assieme alla nuova giunta , il mio impegno per Napoli e la Campania “ , così ha risposto Bassolino.
Intanto il sindaco di Firenze, Dominici, la cui giunta è indagata dalla magistratura per il coinvolgimento nella tangentopoli fiorentina, e lo stesso dopo essere stato intercettato è stato ascoltato dai magistrati come “persona informata sui fatti”, ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica poiché “schifato” (Sic), e si è andato ad incatenare davanti alla sede del gruppo Espresso-Repubblica, per protestare contro il modo in cui i giornali del gruppo hanno trattato la vicenda politica – giudiziaria che ha coinvolto la sua giunta, cosa che ha fatto dire a Berlusconiallora io mi sarei dovuto incatenare tutti i giorni”.
Insomma si è toccato il fondo,ma imperterriti, si continua a scavare.




3 dicembre 2008

MACCHE’ PERDERE LA FACCIA

Dopo le ammissioni Prodi: «Le sollecitazioni dell'Unione europea perché fosse risolta l'asimmetria delle aliquote Iva per le televisioni in Italia ci furono. Una posizione assolutamente condivisibile, tanto che ci impegnammo a provvedere. Ma poi non entrammo mai nel merito», sono arrivate anche le precisazioni della UE : «Se le autorità italiane avessero insistito nel non cambiare le aliquote Iva sulla tv a pagamento - ha fatto sapere Maria Assimakopoulou, portavoce del Commissario Ue alla Fiscalità Laszlo Kovacs - la commissione Ue avrebbe dovuto aprire una procedura di infrazione. Ma nel momento in cui le autorità italiane informano di avervi riposto rimedio con decisioni adeguate, il caso è chiuso, nella direttiva Ue sull'Iva c'è un allegato che dice che si può applicare un'aliquota ridotta per le tv satellitari, ma devono essere applicate le stesse aliquote per gli stessi tipi di servizi. L'aliquota andava perciò resa uguale per tutti. Quindi il governo italiano doveva decidere se tutti al 10% o tutti al 20%: è il Paese che decide».
Dunque il dilemma era se abbassare l’aliquota IVA al 10% a Mediaset e Rai allineandola a quella attuale di Sky oppure portare anche Sky al 20% , non si può riconoscere che quest’ultima è la soluzione migliore, si immagini se arrivava in parlamento un provvedimento che riduceva l’IVA al 10% a Mediaset, le strumentalizzazioni sul conflitto di interessi dove sarebbero arrivate, altro che aumentare le tasse a una tv concorrente.
La battaglia di Sky è comprensibile,difendono i loro interessi come farebbe qualunque altra azienda, quello che non è comprensibile, anzi fa scompisciare dalle risate, è il fatto che Veltroni e la sinistra difendano un “povero miliardariocome Murdoch e i “nuovi proletari” abbonati della tv a pagamento,pensate a cosa sono ridotti.
Quando saranno resi noti i motivi del provvedimento “ la sinistra perderà la faccia dalla vergogna” aveva detto ieri Silvio Berlusconi, prendendosela anche con alcuni giornali che titolavano “Berlusconi contro Sky”, oggi dopo i chiarimenti della UE il Premier ha detto: “hanno fatto una figuraccia enorme e gli italiani potranno trarre un giudizio definitivo su questi signori”.
Non sono d’accordo con Berlusconi, nel senso che non si può perdere ciò che non si ha, se mai ne hanno avuto una, Veltroni e la sinistra “ HANNO LA FACCIA COME IL CULO” , da buoni allievi della vecchia scuola comunista, sono campioni “ della menzogna e del ribaltamento della realtà” e della “verità che bisogna adattare alle circostanze”, pertanto visto che il Presidente ha il dono della comunicazione , della chiarezza e della sintesi , può riassumere tutto in una sola parola

COGLIONI ! ! !










1 dicembre 2008

I NUOVI PROLETARI

Ci mancava anche questa, adesso nel celebre dipinto di Pelizza da Volpedo che raffigura i proletari del quarto stato bisognerà inserire di diritto gli abbonati di Sky e della Pay Tv .
Il provvedimento del governo che “normalizza” l’IVA delle TV Satellitari , passando dal 10% al 20% , viene aspramente contestato in primis da Sky Tv , che lamenta un temuto calo dei pacchetti di abbonamenti , ma anche Mondadori e Mediaset lamentano danni.
Onestamente non si capisce perché le pay tv devono avere l’IVA agevolata, a che titolo?
Chi acquista per esempio, un pacchetto di abbonamento al calcio, oggi spende 50 euro al mese, 600 all’anno, e sicuramente non ha problemi ad arrivare a fine mese, quindi qualche euro in più al mese,poiché di questo si tratta,non gli cambia certo la vita, il governo in questa delicatissima congiuntura ha il dovere di preoccuparsi di coloro che non possono permettersi l’abbonamento alla Pay Tv, e sono molti di più.
E’ veramente patetico vedere conduttrici come Ilaria D’Amico sponsorizzare la causa dei “nuovi proletari” dagli schermi di Sky, sarebbe stata certamente più credibile se lo avesse fatto quando l’anno scorso il governo del partito democratico abolì l’IVA agevolata per il gas ,danneggiando così davvero la povera gente.
Protestino pure dunque,chissenefrega.
Nessuna meraviglia invece che Veltroni e la sinistra difendano i “ poveri abbonati” (Sic) , del resto loro che hanno cooptato tra i nuovi proletari e sostenitori “ingegneri tangentisti rei confessi” e “illustri calzolai” , banchieri e finanzieri d’assalto ,non potevano fare a meno dei tifosi di calcio abbonati a Sky, poi se qualcuno spiegasse perché un abbonamento alla Pay Tv deve essere tassato come un bene di prima necessità e non come un normale bene voluttuario, magari farebbe cosa gradita.
Ah e naturalmente non poteva mancare il solito riferimento al trito e ritrito “ conflitto di interessi” di Berlusconi, a parte che anche le aziende di cui il presidente del consiglio è un semplice azionista vengono danneggiate da questa norma, l’unico conflitto di interessi di cui è lecito parlare è quello tra i neuroni dei loro cervelli.
I cittadini e gli elettori sanno e sapevano chi era e di quali attività si occupava Berlusconi prima di entrare in politica e hanno accettato legittimandolo ad ogni elezione con milioni e milioni di voti perché vogliono essere governati da lui, ad esempio negli USA con simili ragionamenti miliardari come Roosevelt o Kennedy non sarebbero mai diventati presidenti e un magnate dei media come Steve Forbes non si sarebbe mai potuto candidare.
E’ il modello americano bellezza,così è se vi pare.








20 novembre 2008

LA FARSA CONTINUA

Il Sen. Villari dopo aver convocato la commissione di vigilanza RAI, che ha proceduto all’elezione dei vice presidenti, Merlo del PD e Lainati del PDL , ha tolto la seduta e convocato l’ufficio di presidenza, in quella sede ha comunicato ai capigruppo di non volersi dimettere perché si sente un rappresentante delle istituzioni, e inoltre ha aggiunto di non sapere nulla dell’accordo raggiunto tra PD e PDL per l’elezione alla presidenza del sen. Sergio Zavoli.
Insomma la farsa continua, il PD sembra pronto ad espellerlo dal partito e inoltre i suoi rappresentanti non parteciperanno più ai lavori della commissione sino a che Villari non rassegnerà le dimissioni, ma a questo punto l’unico a cui incombe l’obbligo di dimettersi per la palese incapacità e dilettantismo con il quale ha gestito questa vicenda è Walter Veltroni.







17 novembre 2008

VIGILANZA RAI UN CAPOLAVORO

L’elezione del Sen. Villari alla presidenza della commissione di vigilanza Rai, che per prassi consolidata spetta alla minoranza, con i voti dei componenti di maggioranza più due dell’opposizione , rappresenta un vero e proprio capolavoro di dilettantismo ,pressapochismo, e per dirla con Gasparri,arroganza e stupidità.
Solo uno come Veltroni poteva infilare il collo in questo cappio, insistendo a voler mantenere a tutti i costi la candidatura di Leoluca Orlando, che dovrebbe essere un “presidente di garanzia” mentre rilascia interviste in cui definisce l’Italia alla stregua di una dittatura sudamericana, del tutto sgradito quindi alla maggioranza, rinunciando a proporre altri candidati, il tutto per non inimicarsi Di Pietro, insomma si è passati dal lingotto al trattore di Montenero.
Senza contare poi che,l’elezione di un ciarlatano pataccaro come Orlando sarebbe un vero e proprio obbrobrio, costui si arrogava e si arroga ancora il diritto di dare patenti di legalità a destra e manca, Giovanni Falcone da lui denunciato al CSM per presunte violazioni d’ufficio poi risultata del tutto infondata e calunniosa, e il maresciallo Lombardo istigato sempre da costui al suicidio con false accuse durante una trasmissione televisiva, si rivolterebbero nella tomba.
Il sen. Villari a cui è stato chiesto di dimettersi intanto non sembra assolutamente intenzionato a mollare : “ mi farò da parte solo quando ci sarà un nome condiviso, io sono la soluzione non il problema”, concetto ribadito anche nell’incontro avuto oggi con Veltroni, domani e dopodomani vedrà invece i presidenti di camera e senato, Fini e Schifani.
Insomma adesso è Villari a dare le carte e non più Veltroni, aveva ragione Nanni Moretti,con questi dirigenti la sinistra non vincerà mai, anche quando sembra che vince, non credeteci, non è vero.

UPDATE : Leoluca Orlando si è dimesso dalla commissione di vigilanza RAI, seguito da un altro “autoeletto rappresentante della società civile”, Pancho Pardi, il tutto mentre il trebbiatore di Montenero, Di Pietro, accusa Berlusconi di “corruzione politica” (Sic) e da il “permessoa Veltroni di proporre un altro candidato, non dell’IDV alla presidenza della vigilanza RAI, sempre che Villari nel frattempo si dimetta,cosa niente affatto scontata.
E’ un ulteriore dimostrazione, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, che costoro tutto potevano fare tranne che i presidenti di garanzia, addirittura Veltroni deve ringraziare la maggioranza che gli ha eletto un suo rappresentante,sopperendo così al suo drammatico dilettantismo e incapacità di leadership.







13 novembre 2008

IL NUOVO COLLATERALISMO

I sindacati confederali divisi su tutto, è questo il risultato che ha portato il nuovo collateralismo tra la CGIL , Veltroni e il PD.
Epifani fa tutto tranne il sindacalista, questa l’accusa rivolta dagli altri leader confederali, Bonanni, Angeletti e Polverini al segretario della CIGL, infatti più che trattare, il neo cavaliere solitario, come Don Chisciotte contro i mulini a vento, si infuria, pone veti e minaccia scioperi a raffica, così mentre gli altri trattano e firmano il contratto degli statali lui sdegnosamente rifiuta, gli altri leader incontrano il ministro dell’istruzione Gelmini e iniziano a sfilarsi dallo sciopero previsto per domani e lui niente, la CGIL sarà in piazza, si tratta faticosamente con Confindustria per arrivare a un nuovo modello di contratto per i lavoratori che premi chi lavora di più, risponde con un secco no,anzi proclama uno sciopero generale per il 12 dicembre,
insomma tutto tranne che fare gli interessi di chi rappresenta,cioè i lavoratori.
L’unico interesse che persegue Epifani è quello di radicalizzare lo scontro sociale , opponendo un becero massimalismo al riformismo e alla modernizzazione che sono necessari più che mai in una nuova società, dove la lotta di classe è finita da un pezzo.
Come Luciano Lama negli anni 80 era collaterale al PCI, così lo è Cofferati oggi verso il PD, l’antipasto si è avuto nella trattativa su Alitalia, dove prima ha abbandonato le trattative,salvo poi tornare precipitosamente indietro e firmare, solo perché alcune teste “pensanti” del PD, tra le quali Enrico Letta e D’Alema, hanno convinto lui e Veltroni che il mancato accordo a causa della CGIL, sarebbe stato un tremendo boomerang per il partito.
Negli anni 80 Luciano Lama e il PCI furono sconfitti dal riformismo di Craxi, basta ricordare per tutti il disastroso referendum sulla scala mobile, oggi non c’è bisogno di arrivare a tanto, gli iscritti alla CGIL capiscono e sanno che la loro organizzazione fa politica,non sindacato, non si spiega altrimenti tutta questa voglia di sciopero contro il governo Berlusconi, quando nei confronti del governo Prodi, che ai lavoratori ha tolto anche le mutande, non ha mosso un dito, come lamentava il segretario della FIOM,Cremaschi il 31/01/2007 all’Ansa, dopo che i lavoratori dipendenti avevano verificato nelle buste paga gli effetti della finanziaria di Prodi,Visco &C.
Se a Cofferati piace portare i suoi iscritti in piazza per non ricavarne nulla,anzi facendo perdere retribuzione ai lavoratori faccia pure,non sarà certo lui a impedire al paese di modernizzarsi inaugurando un nuovo sistema di relazioni sindacali con Confindustria e governo.

UPDATE : Oggi si registrano nuovi durissimi attacchi da parte dei segretari di CISL e UIL, Bonanni : ''La Cgil si auto isola'' e Guglielmo Epifani ''e' come colui che va contromano in autostrada e dice che ad andare nel senso di marcia sbagliato sono gli altri'' ;
Angeletti: ''la Cgil ha deciso che doveva scioperare già prima dell’estate ma le ragioni di fondo non sono sindacali, ma di politica e di politica interna, perché avrebbe dovuto fare uno sciopero a prescindere, come direbbe Toto', e per questo non hanno sottoscritto accordi già da settembre''.
''Siccome non avrebbero potuto proclamare uno sciopero facendo degli accordi con Confcommercio e Confindustria hanno lavorato scientificamente per costruire una causa per proclamare lo sciopero.
Adnkronos

UPDATE/2 : I biglietti dei treni per permettere agli studenti di manifestare a Roma sembra siano stati pagati dal PRC e dalla CGIL, evidentemente il nuovo collateralismo coinvolge anche la “spontanea protesta” (Sic) degli studenti, altro che sindacato, questi sono solo dei mestatori che fanno l’opposizione politica, lo capiscono anche i bambini .






7 novembre 2008

UNA LAUREA NON SI NEGA A NESSUNO

Mentre in tutto il mondo l’effetto dell’elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Barack Obama sta suscitando un misto di curiosità e speranza,tanto che,anche chi non si riconosce nei democratici americani guarda al neo presidente USA con simpatia, in Italia purtroppo sta avendo effetti deleteri.
I pistolini di Stalin e di Pol Pot, che un tempo in piazza bruciavano le bandiere americane perché simbolo di capitalismo, imperialismo e chi più ne ha più ne metta, dopo essere stati sconfitti dalla storia e costretti dal fallimento e dalla vergogna a cambiare più volte nomi e simboli, adesso sono tutti americani e addirittura, udite udite, rivendicano come propria la vittoria di Barack Obama.
E così gli ex comunisti, adesso mimetizzati nel partito democratico, frustrati dalla cocente sconfitta alle elezioni nazionali di Aprile , e dai ceffoni in serie che prendono in ogni competizione elettorale dal Friuli alla Sicilia passando per Roma, hanno accolto la vittoria di Obama con una sorta di transfert in cui si identificano talmente tanto, che credono di aver vinto anche in Italia, o perlomeno siano sul punto di farlo, tanto da inscenare negli ultimi giorni una specie di campagna elettorale a scoppio ritardato, purtroppo per loro non serve aver vinto in Ohio e in California, servirebbe per cominciare almeno vincere in Abruzzo, ma anche lì hanno buone possibilità che ancora una volta gli elettori li prendano a ceffoni.
Si rilassino e stiano tranquilli e sereni, l’Italia ha già voltato pagina, e ha scelto Silvio Berlusconi per la “nuova stagione”, se continuano così,alla prossima campagna elettorale tra cinque anni,magari per perdere di nuovo,ci arriveranno con il fegato a pezzi.
Hanno perso la testa,solo così si spiega l’attacco al Premier Berlusconi mentre è impegnato in un vertice internazionale a Mosca, dove in una conferenza stampa dai toni assolutamente cordiali spiegava al Premier Russo Medvedev , che si adopererà per far si che i rapporti tra USA e Russia siano più ravvicinati, e che Barack Obama è «bello, giovane e abbronzato» e quindi «ha tutto per andare d'accordo» ,una carineria scherzosa insomma.
Il “perdente di successoVeltroni, si è spinto a chiedere una nota ufficiale di scuse, seguito dal vice Franceschini e via via da un codazzo isterico di frustrati, che non avendo nulla da proporre, non hanno di meglio da fare che cercare un pretesto qualunque per attaccare Berlusconi e creare polemiche prive di qualunque fondamento,roba da manicomio,patetici.
La reazione del Premier non si è fatta attendere : “ Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona.
Pensavamo ci fossero tanti imbecilli in circolazione" ha aggiunto il presidente del Consiglio "quello che non immaginavamo è che fossero così imbecilli da auto dichiararsi pubblicamente.
Questo si chiama parlare chiaro e preciso, del resto quelli di sinistra non hanno il senso dell’humour, al mattino si vedono allo specchio e già si sono rovinati la giornata, di questi tempi, visto l’attuale stato del nostro sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di ignoranti e somari, una laurea non si nega a nessuno, io un modello di “attestato di laurea” lo metto a disposizione.
E adesso “ FORZA COGLIONI” , è il momento di tirare fuori dal cassetto e indossare le t-shirt con la scritta “ IO SONO UN COGLIONE” , avanti fateci godere.

I CARE, WE CAN, BERLUSCONI WIN !!!

FORZA COGLIONI

PRESIDENTE SIAMO CON TE

MENO MALE CHE SILVIO C’E’






5 novembre 2008

ANCHE L’AMERICA VOLTA PAGINA

Barack Obama è il nuovo presidente degli USA, ha vinto in una notte storica con un affluenza record ai seggi del 65% , conquistando una larga maggioranza di grandi elettori (349 -163) negli stati chiave, il rivale McCain comunque non ha avuto un tracollo, questo si evince dal voto popolare che, quando mancano ancora i dati definitivi di North Carolina e Missouri è 52% a 47% per i democratici, McCain a fine agosto dopo la convention repubblicana, era dato in vantaggio sul candidato democratico,poi la crisi economica, con le pesanti ripercussioni sociali, ha fatto girare il vento in favore di Obama.
Obama rappresenta il “sogno americano” al meglio, figlio di un immigrato keniano e di una donna bianca del Kansas è il primo uomo di colore a insediarsi alla Casa Bianca, ed è un simbolo di speranza per tutto il mondo.
E così dopo l’Italia che, nella scorsa primavera con Silvio Berlusconi ha inaugurato la “nuova stagione” , anche gli USA voltano pagina, non so se ci avete fatto caso, dalle immagini che i network americani hanno inviato in tutte le case,McCain effettivamente sembrava il più anziano e Obama il più giovane, proprio come in Italia , dove a parte lo spirito goliardico e giovanile, Berlusconi sembra il più giovane e Veltroni il più anziano, forse perché a quest’ultimo pesano oltre 35 anni di ininterrotta militanza partitica e politica.
Questo il testo del messaggio che il nostro Premier ha inviato a Barack Obama:
Giungano a lei dall’Italia, un fedele, sincero e riconoscente alleato degli Stati Uniti che non dimentica il sacrificio dei tanti giovani americani caduti per ridare all’Italia e all’Europa la dignità e la libertà, le congratulazioni più cordiali per l’affermazione conseguita al termine di una difficile campagna elettorale dove si e’ confrontato con un competitore di alto rango.
"A nome mio, del Governo e del popolo italiano formulo a lei i più fervidi auguri per lo svolgimento dell’alto compito che la attende. Sono assolutamente certo che l’amicizia e la collaborazione tra i nostri due Paesi continuerà a crescere e a rafforzarsi".
Successivamente Berlusconi ha così commentato l’elezione del neo presidente americano :
Potro’ dargli dei consigli perche’ sono piu’ anziano. Aspetto di farlo quando lo potrò abbracciare di persona. Quello che e’ successo e’ la dimostrazione della vitalità della democrazia americana.
Berlusconi ha già sentito telefonicamente Obama durante la sua recente visita negli USA, ma già in occasione del suo celebre discorso al Congresso Americano, a Capitol Hill, Obama insieme ad altri leader democratici tra i quali Hillary Clinton e Nancy Pelosi, fu tra i primi a stringergli la mano e complimentarsi con il nostro Premier.
Anche il pseudo leader dei nostri “democratici all’amatriciana” , Veltroni ,sicuramente sarà prodigo di buoni consigli per Barack Obama, ieri ad esempio a Chicago erano terrorizzati di non saper gestire una piazza di oltre un milione di persone che aspettava l’intervento del neo presidente, lui che ha appena gestito un Circo Massimo con due milioni e mezzo di persone, ogni qualvolta capiteranno questi eventi,forte della sua specifica esperienza,potrà consigliarlo al meglio.








1 novembre 2008

UN MILIONE IN PIAZZA …

Sembra che lo facciano apposta questi ficcanaso del Corriere Della Sera, uno non si può fare la sua bella manifestazione e vantarsi della partecipazione di “folle oceaniche”, che subito arrivano loro a romperti le uova nel paniere.
Così,dopo aver sbugiardato con assoluta precisione la manifestazione di Veltroni e del PD al Circo Massimo di Roma,dove il “perdente di successo” aveva annunciato la presenza di 2.500.000 di persone, ieri la trimurti dei sindacati, non ha nemmeno fatto in tempo ad annunciare la “gioiosa partecipazione” di un milione di persone allo sciopero della scuola, che subito questi birichini del Corriere hanno pubblicato sull’edizione cartacea del giornale una ripresa dall’alto di piazza del Popolo dove si teneva il comizio conclusivo sbugiardando anche questi ultimi.
La piazza infatti è un ellissoide: “lato lungo 120 metri, lato corto 100 metri", pari a 12 mila metri quadrati. Se si aggiungono le aree delle due stradine laterali, fanno in tutto 14 mila metri quadrati. Al netto del grandissimo palco che occupava oltre 1000 metri quadrati, l'area occupata dalla gente, come ben evidenziato dall'immagine scattata dall'alto e pubblicata sul quotidiano di via Solferino, non superava i 13 mila metri quadrati.
Ora applicando la teoria enunciata da Cicchitto sulla “impenetrabilità dei corpi” , che ha fatto tanto infuriare i zucconi di Repubblica, in particolare Sebastiano Messina, al quale io credo sarà venuto un attacco di bile per come ha risposto, e calcolando al massimo 4 persone per metro quadro , alla manifestazione c'erano non più di 50 mila persone.
Occorre quindi che costoro ringrazino adeguatamente il ministro dell’interno Maroni, il quale molto generosamente ha parlato di centomila partecipanti.








31 ottobre 2008

A QUANDO LO SCIOPERO DELLA FAME ?

Dopo aver cooptato i radicali nelle liste del partito democratico, pare che Veltroni ,inseguendo derive populistiche e plebiscitarie, voglia sostituire direttamente anche Pannella in battaglie referendarie che il vecchio leader radicale,forse ormai stanco,non sente più sue.
Non rimane altro,allora, che attendere l’eclatante annuncio di uno sciopero della fame e della sete, che detto tra di noi avrebbe sicuramente un effetto positivo sull’antiestetico ventre del “ perdente di successo”, così la nuova stagione dei pseudo neo riformisti italiani avrà il suo naturale compimento.
Non si capisce che tipo di quesito referendario stanno studiando, visto che, il cuore del decreto Gelmini attiene alla razionalizzazione e riqualificazione della spesa pubblica, legge di bilancio, e pertanto non soggetta a referendum,che lo vogliano fare sui grembiulini e il voto in condotta?
Un referendum che si dovrebbe svolgere nel 2010,solo fumo negli occhi per i fessi che ci credono, poche idee ma confuse.
Non rimane che farsi delle sane risate mentre si assiste all’ennesima involuzione di Veltroni e del PD, che si è rimangiato tutto,ma proprio tutto di ciò che aveva annunciato quando fu eletto segretario, tra l’incudine delle correnti interne e il martello di Di Pietro dall’esterno, e costretto ad inseguire quest’ultimo su tutto, tanto che dopo aver annunciato la fine dell’alleanza solo qualche giorno fa, ha dovuto rimangiarsi tutto e accettare anche un candidato presidente dell’IDV in Abruzzo per limitare i danni di una probabile sconfitta.
Insomma un becero massimalismo, volto a trasformare il PD in partito di lotta e di governo, come nella migliore tradizione comunista, chissà cosa ne pensano le “formiche” di Follini o i “coraggiosi” di Rutelli?
Non imparano mai, nonostante la bulimia dei ripensamenti, che inevitabilmente hanno portato ex e post comunisti con ritardi ventennali a riconoscere i propri errori come il referendum sulla scala mobile o addirittura rivalutare Bettino Craxi ( udite,udite) come alfiere del riformismo e padre della sinistra italiana, adesso si mettono ad inseguire Di Pietro ed Epifani.
Continuano ad ignorare quella maggioranza silenziosa che non scende in piazza,ignorata dai media, ma che ad ogni svolta politica, economica e sociale del nostro paese, puntualmente li prende a ceffoni, a proposito di referendum, oltre al già citato sulla scala mobile, basta ricordare quello sulle televisioni o quello ultimo in ordine di tempo sulla fecondazione assistita, per capire dove si stanno andando a cacciare.
L’istituto del referendum è ormai inflazionato, da strumento eccezionale è diventato regola,tanto che ce ne sono di nuovi ogni anno, e da 10 anni puntualmente gli italiani li disertano, se eleggono un parlamento delegato a decidere non vogliono essere chiamati in causa per qualunque cosa, così il referendum si è trasformato nell’ultima arma dei frustrati che non hanno idee.
Nello sciopero generale della scuola la sinistra ha annunciato siamo " un milione in piazza", dai duemilioni e passa dell’altro giorno, pioggia e umidità fanno male,si sono ristretti.
Ha ragione Luca Ricolfi nel suo editoriale sulla Stampa quando afferma che il sistema dell’istruzione in Italia si fonda tra due patti scellerati : nella scuola, il patto fra insegnanti e famiglie, nell’università il patto fra docenti e studenti. Il cardine del primo patto è: l’importante è che il ragazzo sia sereno, vada avanti senza soffrire troppo, prenda il diploma; che poi impari molto o poco conta di meno. Il cardine del secondo patto è: l’importante è arrivare alla laurea, non importa in quanto tempo e imparando che cosa; noi professori pretendiamo sempre di meno da voi studenti, voi studenti non ci importunate e vi accontentate di quel poco che riusciamo a trasmettervi.
Le manifestazioni di questi giorni si reggono appunto su questi due patti scellerati, anche se io farei un distinguo per gli studenti, non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima che una frangia di essi ,vengono resi inconsapevolmente difensori di interessi ed elite corporative, contro una maggioranza che vuole studiare con profitto,seguire i corsi , dare gli esami e credono nella meritocrazia come sinonimo di democrazia.
E’ normale e prevedibile dunque, che tutti insieme appassionatamente ,sindacati, docenti e non docenti , rettori e baroni vari, studenti massificati ecc. ecc., ovvero coloro che negli ultimi decenni hanno portato il sistema scolastico e universitario allo stato in cui è ridotto,si rivoltino contro chi vuole meritocrazia ed efficienza, e difendono lo status quo con le unghie e con i denti.
I rettori minacciano di dimettersi in massa,magari fosse vero, comunque qualcuno ha iniziato a capire che l’aria è cambiata, e si sta adeguando preventivamente alle misure che il ministro Gelmini ha intenzione di prendere sull’università,come Luigi Frati, neo rettore dell’ Università La Sapienza,che ha intenzione di tagliare da subitocorsi inutili” e “professori fannulloni”, chissà perché i suoi predecessori non ci hanno mai pensato.
Come ho già avuto modo di dire , scuola e università, pubblico impiego e magistratura rappresentano i principali settori in cui si annida l’inefficienza e la conservazione, vanno riformati profondamente e al più presto.
In attesa della riforma della giustizia, speriamo che il ministro Brunetta inizi a mettere i tornelli agli uffici giudiziari, forse inutili dal punto di vista pratico, ma sicuramente utili simbolicamente.









 


29 ottobre 2008

SI ALLA SCUOLA DELLA SERIETA’

Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il decreto Gelmini sul riordino della scuola, che prevede tra le altre cose il ritorno al maestro prevalente, e il voto in condotta che farà media con le altre materie.
«La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto il ministro Gelmini dopo il sì al decreto, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università.
Naturalmente soddisfatto anche il Premier Berlusconi, che riferendosi alle proteste degli studenti : «Spiace che siano stati presi in giro tutti questi ragazzi che manifestano per Roma perché evidentemente è una truffa che si è combinata alle loro spalle , la sinistra è capace di truffare i suoi stessi sostenitori».
Tesi sostenuta anche dal capogruppo PDL al senato Gasparri: "Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato. Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando, istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni" , per essere dei giovani rivoluzionari temono già i reumatismi. Non si e' mai vista contestazione più ridicola, più bugiarda e più manovrata dai partiti.
Ridicoli e patetici gli esponenti delle opposizioni, Di Pietro ha annunciato la raccolta di firme per un referendum abrogativo a cui subito si è accodato il “perdente di successo” Veltroni, ora a parte che sia il DL Gelmini nella parte che definisce le economie, e la legge finanziaria firmata da Tremonti sui tagli all’università, sono leggi di bilancio che non possono essere soggette a referendum, su cosa lo fanno, sul voto in condotta ,sui grembiulini o sul maestro prevalente ,provvedimenti che incontrano il favore della stragrande maggioranza degli italiani?
E’ proprio vero che anche gli asini fanno proseliti, in pratica fumo negli occhi per i fessi che ci credono, dopo che gli italiani hanno disertato in massa tutti i referendum da 10 anni a questa parte, così dopo lo slogan “sulla vita non si vota” per il refendum sulla fecondazione assistita,toccherà coniare “sulla scuola non si votae vedere l’effetto che fa, tutto da ridere se non ci fosse da piangere a causa di un opposizione “parolaia e inconcludente” , è pericoloso creare false aspettative e illusioni, questi apprendisti stregoni ricordino che “ quando si cavalca la tigre è la tigre che guida”.
E’ bello anche scoprire che, grazie a Brunetta la malattia degli insegnanti nel solo mese di settembre è scesa di oltre il 44% , significa un risparmio di oltre 70 milioni sulle supplenze, presto comunque graduatorie e migliaia di precari in anticamera da decenni non serviranno più, servono appunto meno insegnati,più preparati e meglio pagati.
Dopo aver mandato in soffitta il modulo e adeguato la scuola primaria italiana a quella dei paesi europei, sarà bene concentrarsi sull’università, fra qualche giorno il ministro Gelmini ha annunciato la presentazione del piano specifico, vedremo chi si opporrà alle chiusura di centinaia di facoltà con qualche decina di studenti o addirittura interi atenei con buchi di bilancio enormi per dare le risorse a chi le merita, chi vuole mantenere lo status quo di un sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di somari, con le dovute eccezioni che pure ci sono naturalmente, come dimostrano tutte le classifiche internazionali,continui pure a protestare, ma si rassegni, il PDL e Berlusconi non hanno avuto mandato pieno ed assoluto a governare dal popolo sovrano per galleggiare, bensì per cambiare il Paese, come chiede la maggioranza degli italiani, perché il futuro non aspetta.

ANCHE A SCUOLA SI VOLTA PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !





26 ottobre 2008

UNA PASSERELLA DI SCONFITTI

Guidata dal “perdente di successo”, Veltroni, finalmente si è svolta la manifestazione del partito democratico, è svanita l’ansia di queste ultime settimane: andiamo,non andiamo e che andiamo a fare ecc. ecc. , è stata anche l’occasione per un simpatico rimpatrio,insieme a Veltroni e alle 17 correnti del PD hanno sfilato gli sconfitti di questi ultimi quindici anni, coloro cioè che al paese non hanno potuto e saputo proporre altro che l’ antiberlusconismo fine a se stesso, l’allarme per la democrazia e il fascismo incombente, e altre castronerie che vi risparmio per carità di patria, non sarà mica per caso che Berlusconi,oggi più forte che mai, cammina allegramente su questo cumulo di macerie.
C’erano proprio tutti da Cossutta a Di Pietro, Francescato e i socialisti, Ferrero e Angius, unico assente il povero Mastella, ma prima o poi richiameranno anche lui in servizio permanente effettivo,che tenerezza poi Parisi,con il simbolo dell’Ulivo.
Anche girotondini e autoeletti rappresentanti della società civile non hanno fatto mancare il loro costruttivo apporto, degne di nota,tra le altre, la presenza di Nanni Moretti e della “porca con le ali”, Lidia Ravera,tutti insieme appassionatamente.
Di una cosa però bisogna dare atto a Veltroni e al PD, il luogo della manifestazione è stato scelto accuratamente, nessun posto meglio del Circo Massimo era all’altezza di accogliere questo “Circo Barnum”.
Più che salva l’Italia , la manifestazione doveva chiamarsi “salva Veltroni”, il perdente di successo, inviso e contestato nel partito e dai militanti, non ha risolto alcuno dei suoi problemi di leadership, è stato come dare una tachipirina a un moribondo.
Io mi domando e vi domando: “che senso ha intitolare una manifestazione come questa Salva l’Italia,quando coloro che dovrebbero in teoria essere i salvatori, non sono nemmeno lontanamente percepiti come alternativa a questo governo e ad ogni consultazione elettorale, dal Friuli alla Sicilia, passando per Roma e prossimamente in Abruzzo gli elettori li prendono a ceffoni?
Chi si aspettava un discorso all’altezza di un moderno partito della socialdemocrazia è rimasto deluso, un ora di demagogia , un mix di massimalismo e giustizialismo, e soprattutto nessuna proposta realmente praticabile, un discorso radicale più che riformista,lontano dalla realtà, buono solo per lenire le frustrazioni dei militanti, nemmeno i più sfegatati di quest’ultimi credono a questo PD come una reale alternativa di governo, figuriamoci il resto del paese.
Quando Veltroni cita la democrazia come un totem, questa diventa demagogia, significa che siamo alla canna del gas, e uno come Veltroni che prendeva uno stipendio da funzionario di partito del PCI con i soldi dei servizi segreti di una potenza straniera è l’ultimo che può permettersi di dare lezioni in questo senso,qui non siamo alla frutta,ma al caffè e all’ammazzacaffè.
Un moderno partito riformista non può difendere l’esistente ,un sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di somari e di ignoranti come dimostrano puntualmente tutte le classifiche internazionali,come al solito idee e proposte zero, a questo apprendista stregone qualcuno dovrebbe insegnare che quando si cavalca la tigre è la tigre che guida, ma quando se ne accorgerà sarà troppo tardi.
Veltroni ha ragione quando dice che c’è un Italia migliore, ed è proprio quest’Italia che ha scelto Berlusconi, e gli ha dato ampio e indiscutibile mandato a governare, perché schifata da lui, dal PD e dai suoi “compagni di merende”.
Tralascio la querelle dei numeri della manifestazione, la questura ha ufficializzato che i presenti erano 200.000, il Sole24Ore in un articolo di ieri, ha conteggiato e valutato in modo scientifico che nell’arena del Circo Massimo ci stanno al massimo 300.000 persone, l’ufficio stampa del PD parla entusiasticamente di 2 milioni e mezzo di persone, magari nella foga avranno messo uno zero in più, può succedere, in ogni caso ognuno ha gli elementi per farsi un idea.
Infine dopo le comiche, la barzelletta finale, il prode Franceschini,vice segretario del Pd, si proprio lui, quello che ospite di Ballarò, hanno dovuto spiegargli in diretta cos’è il PIL, quello che in campagna elettorale ripeteva ogni giorno “siamo a un soffio” , “a un incollatura”, ha testualmente dichiarato: “Berlusconi adesso ha paura”, chiudo qui perché mi sto scompisciando dalle risate.
 

I CARE,WE CAN,THEY WIN

NON RIENTREREMO NEL CAOS

L’ITALIA HA VOLTATO PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !



UPDATE : E' STATO UN CLAMOROSO FLOP - Altro che 2.500.000 persone, impietosa l'immagine del Circo Massimo ripreso dall'elicottero alle ore 17,15 del 25/10/2008,dal sito del Corriere della Sera.
E' stato solo il "sogno di una notte di mezza estate", ha detto il capogruppo del PDL alla camera Fabrizio Cicchitto.






24 ottobre 2008

I FALSI CLAMOROSI DI ANNO ZERO

Di solito non mi occupo di Anno Zero, Santoro, Travaglio&C , questa come altre trasmissioni RAI pagate con il canone di tutti i contribuenti è talmente giacobina e faziosa, così evidente agli occhi di tutti, che discuterne è tempo perso.
Un servizio pubblico, pagato appunto dai contribuenti tutti con il canone, ha bisogno di conduttori e giornalisti preparati,professionali e soprattutto imparziali, non di “protesi e ciabatte di partito”, ma non sono mai stata d’accordo per esempio con Giuliano Ferrara quando afferma che in un servizio pubblico, giornalisti come Biagi,Santoro e Luttazzi andavano e vanno “cacciati a calci in culo”, per il semplice motivo che così si fornisce loro l’alibi per il “martirio” , invece data appunto l’evidente faziosità, queste trasmissioni non fanno altro che portare l’acqua al mulino del centrodestra, e così mentre una minoranza di “frustrati & sfigati” si esaltano con questo tipo di trasmissioni, sperando che qualche procura riesca a sconfiggere chi non riesce ad essere sconfitto per via politica, così come successo nella scorsa primavera,anche alla fine di questa stagione televisiva Berlusconi e il PDL incasseranno il “dividendo di spettanza”, con tanti ringraziamenti a Santoro&C.
Pertanto anche Gasparri lasci perdere se hanno allontanato gli studenti del PDL per non farli parlare, è tutto normale, lasci correre, tutti i telespettatori hanno potuto farsi un idea, ed è tutto “grasso che cola” per il centrodestra.
Meno male poi che finalmente domani ci sarà la manifestazione del PD, il “perdente di successoVeltroni, presente anche lui, come una trottola impazzita passa da uno studio televisivo all’altro, una vera e propria bulimia da apparizioni, ma se le poteva risparmiare, la Cgil e Achille Passoni hanno lavorato molto e bene, non tema la piazza sarà piena,ma questo non risolverà i problemi ed il vuoto di idee del PD, ne tantomeno la leadership dello stesso, tanto che la testa di Veltroni,senza aspettare le europee del prossimo anno,sarà chiesta già il mese prossimo dopo le elezioni regionali in Abruzzo.
Comunque ogni tanto un eccezione si può anche fare, e quindi di fronte alle palesi falsità propinate nella trasmissione di ieri sera, vi propongo questa nota diffusa oggi dal PDL, che mi sembra non abbia bisogno di ulteriori commenti.
Nella puntata di AnnoZero andata in onda giovedì sera , che aveva tutti gli effetti speciali per definirsi epocale (la scuola, i tagli del governo, i maestri buoni a far lezione in piazza, Veltroni in studio, la Granbassi che ha scovato una “giovane ricercatrice” che però, poi si è scoperto, era solo una studentessa…), segnaliamo tre chicche probabilmente sfuggite alla concitazione – ma diciamo pure alla santoriana gravitàdel momento.

Uno. Gli slogan “Il governo dà alle banche e toglie alla scuola”. Il governo in realtà non ha erogato neppure cento euro alle banche in difficoltà. A differenza di Francia, Germania, Gran Bretagna e Usa, si è limitato (saggiamente) a mettere a disposizione risorse “per quanto necessario” e non certo gratis ma in cambio di garanzie economiche (delle banche) e sul management (sempre delle banche: chi sbaglia paga). I 40 miliardi di euro ai quali ha fatto riferimento uno studente – anche lui “scoperto” da Margherita Granbassi – sono della Banca d’Italia, la quale a sua volta li preleva dalla Banca centrale europea. E si riferiscono ad uno scambio (anche questo a pagamento) tra titoli di Bankitalia e titoli a rischio degli istituti di credito: uno swap. Invece il governo ha esteso la garanzia dello Stato sui conti correnti, sui depositi, sui risparmi dei cittadini. Quindi non aiuti alle banche, ma ai risparmiatori. Compresi, presumibilmente, Santoro, Granbassi, maestri, professori e studenti in piazza, o loro genitori. Una linea assai apprezzata anche dal Pd: peccato che Veltroni, che pare che del Pd sia il segretario, sia stato colto da improvvisa amnesia.

Due. Il “maestro buono” di Bologna, quello che faceva lezione in piazza Maggiore, nonché unico abilitato a parlare ad Anno Zero, ha spiegato come il maestro unico fosse stato abolito negli anni Settanta, dopo un attento studio da parte “dei migliori cervelli e pedagogisti italiani, ispirati da Don Milani”. Ad una domanda di Michele Santoro, che forse qualche dubbio ce l’aveva, ha chiarito che autrice dell’introduzione del maestro plurimo fu Franca Falcucci, ministra della Dc. Chiariamo. La riforma delle elementari – con l’abolizione del maestro unico – è del 1990. Presidente del Consiglio Andreotti, ministro dell’Istruzione Mattarella. Dal 1985 al 1989 i ministri Falcucci e poi Galloni avevano proposto il maestro plurimo. Aspramente contestati dalla sinistra di allora, in prima fila Repubblica. E don Lorenzo Milani? Era purtroppo scomparso nel lontano 1967.

Tre. Ad un certo punto – per contestare la proposta delle classi d’ingresso per i bambini immigrati che non conoscono l’italiano, del leghista Roberto Cota (in studio) - Michele Santoro ha citato un caso personale: “Mia figlia va a una scuola straniera e si integra perfettamente con i compagni”. Spieghiamo, visto che non l’ha fatto nessuno, e nei limiti della tutela della privacy. La figlia di Santoro frequenta lo Chateaubriand, l’esclusivo e privato liceo francese di Roma. Nulla di male, per carità. Anche Nanni Moretti ha iscritto il proprio figlio ad una scuola americana (l’Ambritt). Anche Anna Finocchiaro e Giovanna Melandri hanno scelto per la progenie scuole a pagamento. E così Bianca Berlinguer; e così i nipoti di Fausto Bertinotti e Luciana Castellina. Siamo sicuri, anzi sicurissimi che la stessa cosa avvenga anche nel centrodestra. Però qui il caso è diverso: Santoro e la sinistra non si sono calati in trincea contro gli “iniqui tagli alla scuola pubblica”? Contro lo “smantellamento deciso da Gelmini e Tremonti”? Non è forse per questo che la ditta Santoro & Travaglio ha ieri sera mobilitato mamme part time, maestri consapevoli, studenti, ricercatori e addirittura rettori (!) pronti alla lotta? E allora come la mettiamo con lo Chateaubriand? O forse stiamo parlando del filetto?

24/10/2008





21 ottobre 2008

LA UE APRE IL TAVOLO TECNICO SULL’AMBIENTE

Il commissario UE all'Ambiente, Stavros Dimas, ha accettato la proposta di stabilire un "tavolo tecnico" per verificare insieme a esperti del governo italiano le stime dei costi e dei benefici del pacchetto su clima ed energia. La proposta del "tavolo" era stata annunciata dal ministro Stefania Prestigiacomo ed è arrivata dopo che lo stesso ministro ha chiarito senza mezzi termini che : "Se c'è una soluzione entro dicembre si troverà un accordo, altrimenti si andrà al rinvio. Quello che per noi è certo è che sono necessarie sostanziali modifiche al piano".
Nei prossimi giorni sono previsti incontri tra i funzionari della Commissione e rappresentanti del governo italiano, al fine di arrivare ad un accertamento condiviso dell’analisi costi/benefici.
Sarebbe tra i 18 e i 25 miliardi il conto annuale del pacchetto “clima ed energia” che graverebbe sul sistema Italia da qui al 2020 per ridurre l’emissione di gas e sostanze inquinanti, le cifre sono confermate dal centro studi di Confindustria e da Alberto Clò, l’economista prodiano che per conto del ministro Prestigiacomo ha elaborato lo studio sulla base dei dati forniti proprio dalla Commissione europea e che ha dichiarato: “Le cifre non sono di destra né di sinistra: l’Italia dovrà spendere 185 miliardi vale a dire l’1,14 per cento sul Pil annuale fino al 2020. La Germania è a 120 miliardi, lo 0,58 per cento del Pil".
E’ chiaro a tutti dunque che bisogna coniugare le esigenze di salvaguardia dell’ambiente insieme a quelle dell’economia,soprattutto in presenza di una crisi finanziaria mondiale, date le attuali condizioni sarebbe una follia per le nostre industrie impegnarsi in investimenti così significativi senza la necessaria flessibilità ,visto che oltretutto ogni paese parte da condizioni diverse.
L’Italia non è certamente sola a chiedere sostanziali cambiamenti al piano,almeno altri 9-10 paesi sono dello stesso avviso.
Insomma stando alle cifre sarebbe proprio l’Italia il paese ad avere gli oneri più pesanti del pacchetto clima ed energia, si consideri poi che oltre il 90% delle nostre imprese sono medio piccole, e che i paesi extraeuropei delle economie emergenti,Cina e India su tutti, non avranno almeno per il momento questi oneri ,che tradotto significa più concorrenza, ed il quadro è completo.
Fa bene dunque il governo e Silvio Berlusconi che, con la “diligenza del buon padre di famiglia” , si preoccupa dell’impatto di questo pacchetto e dei relativi costi/benefici sul sistema Italia, e se non si troverà un accordo soddisfacente sull’applicazione dello stesso e sulla flessibilità  che nell’attuale situazione economica è doverosa, non esiterà a mettere sul piatto della bilancia il peso dell’Italia e avvalersi del diritto di veto se sarà necessario, all’Italia serve l’Europa dei Popoli non quella dei “burocrati di Bruxelles”.
Infine è utile stendere un velo pietoso sulle dichiarazioni di Veltroni e altri leaderini di un opposizione “parolaia e inconcludente”, secondo i quali, chiedere come l’Italia ha fatto, flessibilità e rigorosa analisi dei costi/benefici,equivale a “ fare brutte figure” (Sic).
Si conferma ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno che, costoro del paese reale non sanno nulla,sono solo degli avatar che vivono su “second life” , che ogni tanto dicono qualcosa, qualunque cosa, giusto per dimostrare che ancora esistono.






8 ottobre 2008

USA CARTE FALSE CHI E’ COMUNISTA VERO

 Tra una riunione e l’altra e mentre sta monitorando l’evolversi della crisi finanziaria ,il super ministro dell’economia,Giulio Tremonti, trova il tempo di replicare al “perdente di successo”, Veltroni e al ministro ombra Bersani, da lui ribattezzato compagno “Bersanov”, che lo avevano accusato di aver provato ad introdurre in Italia nel 2003, anche da noi i mutui subprime , e di non esserci riuscito solo grazie al fermo niet dell’opposizione.
«Chi usa carte false dimostra di essere un comunista vero , perché nel testo che ho firmato per il DPEF 2003-2007 quella ipotesi non c’è e visto che avevamo una maggioranza bulgara, se avessimo voluto farlo, l’avremmo fatto.
"Ho sempre sostenuto quello che sostengo adesso e non sono mai stato un liberista selvaggio. Ricordo invece le memorabili lezioni di Prodi sulla globalizzazione, sulla casalinga di Voghera col salame ungherese. E mi ricordo chi è andato alla City e si è messo in ginocchio e chi ha detto ’siamo stati legittimati dai mercati finanziari’. Del resto una larga fetta della sinistra, caduto il tempio del comunismo, ha trasferito i suoi denari da Mosca a Londra, tentando, appunto, di legittimarsi. Hanno anche adottato lo stile di vita dei managers. Certo mi rendo conto che è molto dura assistere nella propria vita due volte al crollo di un sistema: prima il comunismo, poi i mercati...".
Giulio Tremonti

Che dire ancora? Una volta i comunisti italiani ricevevano i dollari da Mosca. Poi, caduto il comunismo, hanno scoperto il mercato. E, come tutti i neofiti, invece di fare impresa hanno fatto gli affaristi, e gli è andata pure bene, provate un po’ a pensare se adesso erano i “padroni di una banca” come auspicavano Consorte, Fassino, D’Alema, La Torre & C. .
Certo non c’è da invidiarli, dopo il comunismo crollano i mercati finanziari, questo li costringerà ancora una volta a riposizionarsi, una vera e propria “bulimia da ripensamenti”…..






8 ottobre 2008

NON ME NE FREGA NIENTE

Così Silvio Berlusconi ha risposto alle domande dei cronisti, all’uscita di Montecitorio dove ha incontrato i parlamentari del PDL,che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni del “perdente di successo” Veltroni, che si era detto disponibile a collaborare sulla crisi finanziaria.
Ai parlamentari del PDL il Premier ha consigliato di non perdere tempo in aula a replicare agli esponenti dell’opposizione,ma di votare e basta : “ abbiamo un alto consenso tra gli italiani , lasciateli dire e votate”.
Certo,adesso si alzeranno i lai del “perdente di successo”, in nessun paese democratico il premier risponde così” e altre sciocchezze del genere, ma è giusto così, se Berlusconi è un “anomalia” allora che lo sia sino in fondo,che diamine.
Non possiamo farci carico anche delle “crisi di autostima” di Veltroni che con i suoi bla bla quotidiani cerca di guadagnarsi un po’ di considerazione.
Così come trovo molto saggio il consiglio dato ai parlamentari di non perdere tempo a replicare su ogni cosa, il consenso si guadagna con i fatti,le chiacchiere lasciamole alla sinistra “parolaia e inconcludente”.




6 ottobre 2008

BORSE MONDIALI A PICCO

L’ennesimo giorno nero,dopo il tonfo dei listini asiatici, crollano anche le borse europee, Milano chiude a -8,24% , sullo tenore più o meno tutte le altre piazze del vecchio continente, Wall Strett in questo momento registra perdite intorno al 5%.
E’ evidente che gli investitori non hanno molta fiducia nel piano di salvataggio USA approvato da pochi giorni,di cui Bush chiede qualche tempo per renderlo pienamente operativo, ma è altrettanto evidente la scarsa fiducia nelle rassicurazioni dei leader europei sulla difesa del sistema bancario.
Il G4 di sabato, che ha riunito Francia,Germania,Italia e Inghilterra, insieme presidente della Bce, Jean - Claude Trichet, quello della Commissione europea Josè Manuel Barroso e dell’Eurogruppo Jean - Claude Juncker per discutere sulle misure più consone da adottare per fronteggiare una crisi finanziaria di questa portata, di veramente concreto però non si è deciso nulla, salvo il solenne impegno dei leader di garantire i risparmiatori e la liquidità necessaria per sostenere l’economia.
E’ stata accantonata per il momento la proposta del presidente francese Sarkozy,sostenuta da Berlusconi, di creare un fondo europeo per sostenere il sistema bancario, per le resistenze della Germania e in parte dell’Inghilterra, ed è appunto l’incapacità europea di dare fino a questo momento risposte comuni, che secondo me, crea più del dovuto sfiducia negli investitori.
Insomma l’Europa quando serve,come al solito è divisa, mai una risposta comune e unitaria nemmeno di fronte a una catastrofe finanziaria di questo tipo,poi ci si meraviglia della poca fiducia dei cittadini che vedono soltanto un Europa dei burocrati e finanzieri e non un Europa dei popoli.
Soltanto oggi pomeriggio,dopo il crollo delle borse in tutto il continente, il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari Joaquin Almunia ha richiamato i paesi dell'Ue a coordinare le proprie decisioni per fronteggiare la crisi finanziaria e a non agire in ordine sparso, così come il presidente Barroso ha annunciato che ha deciso di convocare una task-force di esperti per la gravissima crisi finanziaria del momento, speriamo che,come al solito, non si chiudano le stalle dopo che i buoi sono scappati.
Infine dopo tutte queste notizie deprimenti, finalmente una notizia tranquillizzante, il “perdente di successo”,alias Veltroni, oggi tra le altre banalità che va ripetendo ormai quotidianamente, ha dichiarato che la crisi richiede risposte adeguate e non infantile propaganda, mentre Bersani addirittura lamenta il “non coinvolgimento” del PD, insomma coloro,che sino a qualche mese fa, vagheggiavano di “tesoretti inesistenti” , avrebbero le ricette idonee per affrontare una crisi finanziaria mondiale senza precedenti, è tutto da ridere se non ci fosse da piangere.






29 settembre 2008

E’ UNA CRISI DI AUTOSTIMA

Non credevo ai miei occhi quando ho letto qualche passo dell’intervista che Veltroni ha rilasciato al Corriere della Sera, in Italia con Berlusconi si corre il rischio di autoritarismo, modello Putin, svuotamento della democrazia e altre corbellerie che vi risparmio per carità di patria, non solo, mentre sorridevo incredula, mi è toccato leggere che questo governo è solo dedito alla presa del potere, il che detto da uno che ha sostenuto un governo di 100 e più poltrone,che ha lottizzato persino il cancro,vedi il caso del Prof. Cognetti al Regina Elena, è semplicemente ridicolo, per non dir di peggio.
Senza contare poi che in fatto di autoritarismo e “modello Putin” lui è un vero esperto, non a caso andava ai festival della gioventù comunista a Berlino Est, a discutere di “rivoluzione proletaria” e “eurocomunismo” con i tetri e sanguinari burocrati di Breznev.
Io credo che quello di cui soffre Veltroni, è una pesante crisi di autostima, unita alla frustrazione di non contare nulla, anche e soprattutto all’interno del suo partito,dove è contestato quotidianamente da una ventina di correnti sino all’ultimo militante, esemplare la vicenda Alitalia,dopo aver cercato di far fallire la trattativa con l’appoggio di Epifani, è stato costretto a fare marcia indietro da alcuni big “pensanti” del partito, i quali si erano accorti che si rischiava di scottarsi di brutto,visto che l’opinione pubblica, a stragrande maggioranza incolpava del fallimento la CGIL e il Partito Democratico.
Veltroni faccia tesoro dei consigli che gli ha rivolto dal palco della festa del PD di Firenze, l’ex ministro Parisi : “ Prenda esempio da Berlusconi su come fare il leader” , invece di confondere la fantascienza con la realtà, oscillando tra il modello Obama e Di Pietro rimarrà solo con un pugno di mosche in mano, ma forse ormai è troppo tardi, presto sarà rottamato dai suoi stessi compagni.










27 settembre 2008

RIALZATI ALITALIA

Dopo la firma della CGIL, in nottata è stato raggiunto l’accordo anche con i piloti di Alitalia, mancano all’appello soltanto una parte degli assistenti di volo che riprenderanno la trattativa lunedì, ma ormai si può dire che la vicenda è conclusa, e la nuova Alitalia è pronta per decollare.
Come previsto dal piano industriale della CAI, subito dopo la formalizzazione dell’acquisto,sarà scelto come partner di minoranza una compagnia aerea straniera tra quelle che hanno manifestato interesse a partecipare, le più accreditate al momento sembrano essere Air France e Lufthansa.
Anche se tutti adesso cercano di salire sul carro dei vincitori,millantando meriti che non hanno, è tutto molto chiaro, tra i vincitori ci sono sicuramente l’Italia, il governo e Silvio Berlusconi, che come promesso ha messo insieme una cordata di imprenditori e capitali necessari per salvare la compagnia di bandiera dal baratro e assicurarne l’italianità, poi i sindacati confederali CISL, UIL e UGL che responsabilmente hanno trattato e strappato tutto il possibile e hanno assicurato la disponibilità a firmare il protocollo d’intesa senza particolari tatticismi.
Una menzione particolare
però mi sento di spenderla per il sottosegretario Gianni Letta, che si è speso e si sta prodigando al massimo per la buona riuscita dell’operazione, così come fa per ogni incombenza del governo e del Premier.
E’ davvero una persona speciale con capacità non comuni, parla pochissimo in pubblico e opera tantissimo, non a caso è apprezzato da tutti, amici ed avversari, ed è un fidato consigliere di Berlusconi, in questo governo sono tutti utili, ma l’unico davvero indispensabile è Gianni Letta.
Tra i sicuri sconfitti invece,ci sono,oltre gli altri, Epifani e Veltroni.
Il leader della CGIL ha tentato con un doppio salto carpiato di sottrarsi alla firma di un accordo insieme agli altri sindacati confederali, per motivi di bassa lega tutti politici, accordo che poi ha firmato dopo una settimana senza nessun rilevante cambiamento come ha tenuto a precisare in conferenza stampa a Palazzo Chigi,il leader della CISL, Bonanni.
Veltroni ancora una volta è sprofondato nel ridicolo, ma questa non è una novità, con una faccia di bronzo degna di miglior causa, il “profeta immobile” come lo ha definito l’ex parlamentare del PD Peppino Caldarola, si attribuisce il merito della riapertura della trattativa e della firma della CGIL, chissà perché non ci ha pensato prima.
La verità è che ci ha provato insieme ad Epifani a far saltare la trattativa con il governo e la cordata di imprenditori che rileverà Alitalia, ma il gioco era così evidente,anche a detta degli altri sindacati confederali,che Berlusconi lo ha accusato direttamente e senza mezze misure di giocare al tanto peggio,tanto meglio.
Se è tornato sui suoi passi è soltanto perché qualche “testa pensante” del PD gli ha fatto notare che l’opinione pubblica dava la colpa del mancato accordo alla CGIL e di conseguenza al PD, rimanere con il cerino in mano sarebbe stato disastroso e inoltre avrebbe fornito a Berlusconi un eccellente “alibi politico”, basta rileggersi le dichiarazioni dei giorni scorsi di D’Alema, Enrico Letta, Bersani ecc.
Persino Di Pietro lo ha sbeffeggiato : “Merito del Pd? Ma se Veltroni è arrivato all’ultimo momento...”, povero Walter,l’insuccesso gli ha dato alla testa.
Quello che più conta comunque è che questa vicenda si concluda in fretta e che il logo dell’Alitalia torni ad essere un marchio di immagine e successo nel mondo, nelle prossime settimane potremo così occuparci di giustizia,federalismo e legge elettorale europea.






23 settembre 2008

EVVIVA SCENDE IN CAMPO VELTRONI

Il leader del Pd ha inviato una lettera al premier Berlusconi con tre possibili soluzioni per uscire dall’impasse e salvare la compagnia. "Ci sono tre strade possibili - afferma il leader democratico - che la CAI faccia un passo in avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie condizioni di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e richiedono". Oppure, "che ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri, che, da soli o con CAI, potrebbero acquisire, rispondendo al bando tardivamente pubblicato dal commissario, un ruolo rilevante nella salvezza e nello sviluppo di Alitalia". Infine, scrive Veltroni, "che il commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del Governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa con tutti i sindacati consentendo così poi a CAI o a compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia, garantendone la sopravvivenza".
Adnkronos

Oh meno male, adesso che è sceso in campo Veltroni siamo tutti più tranquilli in merito alla difficile vertenza dell’Italia, bene,dopo la scoperta dell’acqua calda, Veltroni chiami i suoi amici della CGIL e gli dica pacatamente e serenamente di tornare sui loro passi come hanno già detto in questi giorni autorevoli esponenti del suo partito per rilanciare Alitalia, o altrimenti ci sarà il fallimento di cui dovranno assumersi piena responsabilità davanti al paese.
Che poi per dire tali ovvietà e banalità una lettera è pure troppo.




18 settembre 2008

L’INESISTENTE VELTRONI

Il “giacobino di S.Babila” non poteva non intervenire ,all'assemblea costituente dei cento, che scriverà lo statuto del Popolo Della Libertà, è il primo atto ufficiale ,la prima pietra che porterà alla nascita del nuovo partito nei primi mesi del nuovo anno, e che avrà il battesimo elettorale alle Europee del 2009, giusto come annunciato in piazza S.Babila a Milano,il 17 Novembre dello scorso anno, la promessa si avvia a diventare realtà.
Nell’intervento Berlusconi ha anche parlato dell’attualità politica e dei rapporti con l’opposizione: «Veltroni? Aveva cominciato bene, ma nei fatti è adesso del tutto inesistente».
Per il premier «la sinistra ha scelto la vecchia linea e i vecchi vizi della sua provenienza storica». «Dimentichiamo ogni speranza di poter collaborare con loro. Dovrà passare ancora un'altra generazione, visto che oggi sono posseduti solo da invidia e odio di classe». «Questa sinistra non è capace né di fare opposizione né di governare. È semplicemente deludente e con loro non si potrà neanche collaborare».
Nessuna meraviglia, Veltroni è ormai “bollito”,i suoi stessi compagni aspettano solo il momento buono per “rottamarlo”, anche volendo cercare il dialogo sarebbe una pura perdita di tempo, a che serve discutere infatti con qualcuno che ogni giorno è messo in discussione nel suo stesso partito e che è stato costretto a rimangiarsi tutte le buone intenzioni con cui si era presentato agli elettori?
Qualche accenno anche alla nuova legge elettorale per le europee, che è in discussione nelle commissioni parlamentari e sarà in aula il mese prossimo,: " circoscrizioni più piccole, niente preferenze e sbarramento al 5% ", queste le linee guida essenziali.
Tornando al PDL, il nuovo partito, Berlusconi ha spiegato all’assemblea che bisognerà lavorare per costruire un partito aperto e in contatto con la gente, attraverso sedi locali, gazebo, circoli e internet,si baserà su uno statuto “i cui principi siano di immediata comprensione a tutti e che avrà nella Carta dei Valori del PPE il suo modello”, con le elezioni europee del 2009 il PDL mira ad essere il gruppo più grande all’interno del Partito Popolare Europeo.
Secondo il Cavaliere il PDL non deve fermarsi all’attuale 42 per cento dei voti, ma “deve andare a recuperare il consenso di tutti i moderati che non si riconoscono in questa sinistra che ha profondamente deluso gli italiani e che non andrà mai al governo perché è legata alla vecchia linea e ai vecchi vizi”.
Il PDL sarà un partito forte e radicato nel territorio, ma leggero allo stesso tempo, sul modello americano pare che non ci saranno tessere per gli iscritti, ma solo la registrazione che consentirà a tantissime persone di lasciare i propri recapiti per essere ricontattate, consultate e regolarmente coinvolte nella vita del nuovo soggetto politico.
Vuoi vedere che il Cav. ci stupirà ancora con un’altra innovazione?






  



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