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  Aurora86 AZZURRA LIBERTA' - * BLOG MORALMENTE INFERIORE *
 
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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
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ciascuno di noi possa avere
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Silvio Berlusconi  
























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un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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1 maggio 2008

L’ULTIMA PORCATA

Le dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani relativi all’anno 2005 sono finiti oggi sul web, a disposizione di tutti, tanto che il sito dell’Agenzia Delle Entrate è andato in tilt dopo qualche ora.
Così chi ne aveva voglia,tanti si presume, ha potuto sbirciare i redditi e le tasse pagate da personaggi famosi e non, dal salumiere all’angolo, sino ad amici,semplici conoscenti e vicini di casa.
Fortunatamente ci ha pensato il garante della privacy a far sospendere questo obbrobrio richiamando la sussistenza di “ evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia” , non prima di aver seccamente smentito di aver ricevuto qualsiasi informativa a riguardo e di aver dato consenso alla diffusione dei dati da parte dell’Agenzia Delle Entrate come affermato in precedenza dal viceministro Visco.
I dati dei cittadini quindi sono stati messi a disposizione oltre che di curiosi e guardoni anche di criminali e delinquenti che con un solo clic hanno avuto la possibilità di valutare con comodo se visitare un appartamento piuttosto che un altro o predisporre un rapimento a scopo di estorsione.
I dati relativi alle dichiarazioni dei redditi sono sempre pubblici e a disposizione dei cittadini in ogni comune o nelle sedi territoriali dell’Agenzia Delle Entrate,ma questo appunto funge da filtro per le curiosità morbose e per i poco di buono,così invece,come in un perfetto stato di polizia, si mette tutto in piazza al fine di favorire invidie,gelosie e quindi la delazione, magari anonima.
E’ l’ultima “porcata” che ci lasciano Visco e questo malgoverno, l’ultimo colpo di coda di cui sfugge ogni utilità, se non quella forse di vendicarsi del popolo italiano che li ha mandati a casa.

UPDATE 03/05/2008 : LA PROCURA DI ROMA APRE UN INCHIESTA.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale nella vicenda riguardante le pubblicazioni on line dei redditi dei contribuenti italiani. Il procuratore aggiunto, Franco Ionta, procede per il reato di violazione della privacy
Obiettivo dell'indagine è verificare se la pubblicazione dei dati possa aver creato pregiudizio per i contribuenti. Venerdì il Codacons aveva annunciato l'invio di denunce a 104 Procure italiane affinchè si indagasse sulla vicenda. L’inchiesta, al momento contro ignoti, è tesa anche ad accertare chi ha dato la disposizione ad agire in tal senso.
È stata intanto fissata per martedì 6 maggio la riunione del Garante della privacy dedicata alle dichiarazioni dei redditi finite sul web. Francesco Pizzetti, ha chiesto all'Agenzia delle entrate una relazione completa per lunedì 5 maggio sul come e perché sia nata l'iniziativa di pubblicare i 730 degli italiani. Mentre venerdì era stato la stesso Garante ad ammettere che un volta finiti nella Rete i dati erano divenuti ingovernabili.






6 gennaio 2008

SVILUPPO ITALIA? NO SVILUPPO PARENTI…

UN BAMBOCCIONE IN MENO! ! !

Gabriele Visco, figlio del viceministro dell’Economia Vincenzo, è stato
assunto come dirigente da Sviluppo Italia, l’agenzia governativa che si occupa di attrazione degli investimenti ed è controllata al 100% dal ministero dell’economia.
Il giovane manager, già in Telecom Italia, è stato inquadrato dopo un trimestre da collaboratore (1 luglio - 30 settembre 2007), periodo durante il quale ha percepito un compenso lordo di 46.250 euro.
Io non conosco le qualità e attitudini professionali del figlio del vice ministro dell’economia e non posso giudicare in merito, ma sono propensa a credere che siano le migliori possibili sino a prova contraria.
Mi domando e vi domando : “ vi sembra normale che il figlio di un vice ministro dell’economia venga assunto in una società controllata dal ministero suddetto”?
Questo ripeto, senza nulla togliere alle qualità professionali del neo assunto, ma soltanto per una mera opportunità politica e non dare adito a polemiche che inevitabilmente ci saranno.
Mi domando e vi domando ancora : “ ma secondo voi che credibilità hanno questi moralisti senza morale, quando con facce di bronzo degne di miglior causa, fanno finta di indignarsi per esempio quando Berlusconi chiede un provino alla RAI per una attrice,ballerina o cantante”?
E che nessuno si azzardi a parlare di conflitto di interessi, questi al massimo si possono definire “interessi senza conflitto”.
E’ tutto da ridere se non ci fosse da piangere
.




17 dicembre 2007

NON VOGLIO COLLABORARE CON QUESTO GOVERNO.

Il Gen. Speciale che due giorni fa era stato reintegrato dal TAR del Lazio nella sua carica di comandante in capo della Guardia di Finanza si è dimesso dall'incarico, con una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
«Questa mia scelta, con la quale auspico di porre fine, nell'interesse del Paese, ad una inutile e vergognosa polemica , è l'ultimo atto che, da militare, intendo fare a servizio della Guardia di Finanza e dello Stato, non desiderando più collaborare con il governo in carica».
«Per me l'annullamento giurisdizionale della mia rimozione vale più di qualunque somma, perché un riscatto morale non ha prezzo. Attendo, con eguale pazienza, l'ora in cui saranno smentite le calunnie violentemente indirizzatemi contro nel tentativo, indegno, di condizionare la magistratura che doveva giudicarmi», questi alcuni passi della missiva indirizzata al Presidente della Repubblica in qualità di comandante supremo delle forze armate.
E così mentre Prodi e Padoa-Schioppa stavano predisponendo un ricorso al consiglio di stato contro la sentenza del TAR che quasi certamente avrebbe prodotto uguale esito, il Generale ha dato una lezione di stile da vero galantuomo con il senso delle istituzioni.
Cosa che certamente non si può dire per costoro a cui ogni giorno bisogna ricordare che “trafficare non è governare”, ed è del tutto inutile chiedere un “atto di responsabilità”, basti solo ricordare che la vicenda ha avuto inizio perché il viceministro Visco voleva trasferire quattro ufficiali della GDF di stanza a Milano,a disposizione della procura, che stavano indagando sull’affare UNIPOL-BNL,trasferimento poi non effettuato su espressa richiesta della procura e non hanno trovato di meglio che prendersela con il Gen. Speciale destituendolo dal suo incarico dopo avergli proposto in cambio un incarico alla Corte dei Conti.




25 ottobre 2007

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE? UN FALLIMENTO ! ! !

"La strategia di lotta all'evasione del governo ha dato ottimi risultati: tra il 2006 ed il 2007 sono stati recuperati al fisco circa 23 miliardi di euro di maggiori entrate" e "allo stesso tempo le entrate da ruoli e riscossioni coattive sono aumentate di oltre il 20 percento". Lo afferma il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, nella relazione sui risultati della lotta all'evasione fiscale che il ministero dell'Economia e delle Finanze ha trasmesso al Parlamento.
Questi 23 miliardi sono così ripartiti: 16,8 miliardi nel 2006 e 6,2 miliardi nel 2007 fino a questo momento, non si capisce quali siano questi ottimi risultati, considerato che nel 2005 la lotta all’evasione del governo degli evasori(Berlusconi) portò nelle casse dello stato ben 19,4 miliardi,record degli ultimi sette anni,che difficilmente sarà battuto anche quest’anno.
In pratica è un totale fallimento,anche se un 3 volte bugiardo come Visco non lo ammetterà mai, anzi la colpa secondo lui sarebbe da attribuire alla politica dei condoni del governo Berlusconi,ma è tutto il contrario perché il condono ha favorito l’emersione,non a caso il gettito è stato imponente , e una volta dichiarato è impensabile che il contribuente lo possa di nuovo occultare.
La verità è che l’elevata pressione fiscale,record dal dopoguerra,per ammissione dello stesso Visco, incentiva il tentativo di evasione di chi non ce la fa a pagare, o sente come una profonda ingiustizia pagare tanto e ricevere nella maggior parte dei casi servizi da terzo mondo.
Non si capisce poi perché Visco sia così contrario al condono se lui stesso ha tentato di utilizzarlo per la sua villa a Pantelleria,e se i suoi compagni di merende, i DS , attraverso la loro holding, la Beta Immobiliare,hanno aderito al condono tombale per una vertenza con il fisco di 2.234.000 euro, evidentemente per questi “moralisti senza morale” vale l’adagio “fate quello che dico,non fate quello che faccio”, così mentre i “trinariciuti” scendevano in piazza a protestare contro i condoni di Tremonti, al grido di vergogna,vergogna, loro ci sguazzavano dentro a piene mani e volevano impedirlo a noi,poveri contribuenti della strada.
Insomma non solo non riescono a recuperare evasione,ma spendono anche quello che non trovano,si veda la spesa pubblica che,altro record, ha superato il 50% del PIL.
Per dirla con Antonio Martino,allievo del compianto Milton Friedman:
Il peggior Governo che l'Italia abbia mai avuto dai tempi di Nerone. E Nerone, nel confronto, non ne esce male.”
A proposito tu hai fatto il condono ? Non vergognarti,non fare come loro




11 ottobre 2007

TASSE MAI COSI ALTE DAL DOPOGUERRA.

Indovinate un po’ chi ha fatto questa incredibile scoperta? Visco,si proprio lui davanti alla commissione finanze al senato ha candidamente dichiarato: “La pressione fiscale in Italia ha ormai raggiunto il massimo dal dopoguerra. Impensabile fare ricorso a nuove tasse”.
Attenzione però a non prenderlo troppo sul serio, da un “ 3 volte bugiardo” come lo ha definito la procura di Roma, è lecito aspettarsi di tutto e di più.




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permalink | inviato da Aurora86 il 11/10/2007 alle 15:40 | Versione per la stampa


25 settembre 2007

VISCO SE NE DEVE ANDARE.

 Mentre al Senato si avvia la calendarizzazione della mozione presentata da D’Onofrio(UDC) a nome di tutta la CDL, che torna a chiedere a gran voce le dimissioni del viceministro Visco dopo gli sviluppi dell’inchiesta della procura di Roma afferenti alla rimozione del Gen. Speciale comandante generale della Guardia di Finanza, anche Di Pietro con una lettera al Corriere chiede “un passo indietro” all’esponente di governo,anzi secondo l’ex PM,questa sarebbe una buona occasione per incominciare l’operazione di “snellimento “ di ministri e sottosegretari.
A questo punto sono proprio curiosa di vedere chi, e soprattutto con quali argomenti, difenderà l’operato di un “tre volte bugiardo”, così come scrivono a chiare lettere i magistrati della Procura di Roma.



Update 25/09/2007: La mozione sul ritiro delle deleghe a Visco è stata calendarizzata, e sarà discussa e votata in senato mercoledì 3 ottobre prossimo.


22 settembre 2007

UN BUGIARDO CON LA BAVA ALLA BOCCA.

 C’è da rimanere basiti nel leggere le carte della procura di Roma in cui i PM chiedono l’archiviazione del procedimento contro il vice ministro Visco, a cui viene contestato un comportamento illegittimo,ma non illecito perché non si è realizzato il dolo.
E ti credo,l’illiceità si sarebbe manifestata con l’effettiva rimozione degli ufficiali dalla sede di Milano,cosa impedita appunto dal Gen. Speciale,che ha pagato con la sua rimozione il fatto di aver difeso i suoi uomini.
Le conclusioni dell’indagine dei PM romani non lasciano adito ad alcun dubbio:
La condotta tenuta - scrivono - è illegittima, perché in violazione di specifiche norme di legge che non gli conferiscono il potere di disporre o di ordinare il trasferimento di ufficiali del Corpo" (si trattava della catena di comando della Guardia di Finanza di Milano). Visco ne "aveva la consapevolezza" e "volontariamente ha tenuto comportamenti antigiuridici".
Sulle ragioni di tale comportamento Visco "ha reso dichiarazioni non solo poco plausibili, ma completamente smentite dagli accertamenti svolti, dagli stessi testimoni da lui indicati, dalla documentazione acquisita".
Visco è un bugiardo,ha mentito almeno tre volte,scrivono i PM romani: 
“Visco - censurano - non dice il vero sull'origine della storia. Perché non è vero che la decisione di trasferire i quattro ufficiali di Milano maturò dopo un incontro del 13 luglio 2006 con l'allora comandante in seconda Pappa e il capo di Stato maggiore Favaro. E' vero semmai il contrario. "In quell'incontro il viceministro si presentò già con un appunto sugli ufficiali in questione". Come è altrettanto vero che "dalla documentazione prodotta dal generale Speciale è emerso che tentativi di interferenza siano emersi anche in altre occasioni". E' - sostengono - la prima bugia di Visco. Non l'ultima.
La seconda riguarda "l'attività e professionalità dei quattro ufficiali di Milano di cui aveva ordinato il trasferimento". Non è vero che mostrassero lassismo nel contrasto all'evasione fiscale. E' vero se mai il contrario. "I quattro ufficiali godevano di giudizi lusinghieri". La terza ha a che vedere con la circostanza che i quattro "da troppo tempo fossero a Milano". Perché, scrivono i pm, è lo stesso Visco, durante il suo interrogatorio del 28 giugno, ad ammettere di "non avere la più pallida idea di cosa facessero". Di essere a conoscenza soltanto "del loro rapporto molto stretto con i vertici della Guardia di Finanza e, presumibilmente, con la precedente gestione governativa". "Dichiarazione - chiosano i due magistrati - che sicuramente confligge con i principi che nel nostro ordinamento regolano il rapporto tra autorità politica e autorità amministrativa".
Altre chicche sulla statura morale e professionale di Visco emergono dalla lettura dei verbali di interrogatorio
Sono io il vero ministro». Una premessa. Visco sostiene a verbale d’essere vice di Tommaso Padoa-Schioppa solo sulla carta. In realtà è lui il vero ministro: «No non sono neanche viceministro - si legge a verbale - se non formalmente, cioè io sono una persona che avendo fatto il ministro delle Finanze, ministro del Tesoro, si è prestato a fare questa cosa, perchè serviva alla Camera e dato che il ministro dell’Economia è un mio vecchio amico e non è un politico io l’ho fatto per dovere..».
«io ho diretto la Guardia di Finanza per quattro anni».
Visto che gli ufficiali erano stimati, portavano i risultati, qual è il vero motivo della rimozione? «A me serviva avere lì gente - sibila - che riprendesse a controllare l’economia milanese».
Ammette: «Quando telefonai a Speciale con la bava alla bocca... per il resto l’ho trattato a pesci in faccia».
Come tutti facilmente possono evincere,è finalmente chiaro nella vicenda tra Visco e l’ex comandante della Guardia di Finanza chi ha mentito,e la storia non finisce certo qui, il Gen. Speciale ha annunciato di voler andare fino in fondo, e già a Novembre ci sarà la deliberazione del TAR che si pronuncerà sul decreto di rimozione impugnato dall’alto ufficiale.
Io mi domando e vi domando, come si fa a tenere sulla poltrona di ministro un’arrogante bugiardo che non ha avuto nemmeno il buon senso di fare gli interessi suoi e dei suoi “compagni di merende”,con un minimo di tatto,accortezza e diligenza?
Altri si sono dimessi per molto meno, come si può chiedere poi al cittadino di avere fiducia nelle istituzioni e nella politica?
Ai tempi del vecchio PCI uno come Visco, che arrecava tali danni di immagine e credibilità al partito sarebbe stato cacciato a calci in culo dalla mattina alla sera, ma qui è una storia diversa,questi la dignità non sanno nemmeno dove sta di casa.
E’ proprio vero,non ci sono più i compagni di una volta.




8 settembre 2007

ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO.

 E' possibile "riarticolare la tassazione in modo distributivo, con un sostegno soprattutto alle categorie piu' deboli": cosi' Visco. Il vice ministro dell'Economia sottolinea che "aumentare la tasse non puo' piu' accadere, con una economia ancora cosi' debole sarebbe insostenibile una pressione fiscale che cresce". "Il problema in Italia e' che la gente si arrabbia se gli fai pagare le tasse" ha aggiunto Visco ammettendo che una tassazione "al 42-42,5% del pil e' enorme.
Ansa 07/09/2007

La scoperta dell’acqua calda, è normale che la gente si arrabbi soprattutto se in cambio di una imposizione fiscale,a dir poco esorbitante,riceve servizi da terzo mondo e constata che lo stato e gli enti locali non sono altro che degli enormi carrozzoni mangia soldi per lo più improduttivi.
Poi ci si meraviglia che chi può evade o trasferisce la residenza in Inghilterra,dove l’aliquota massima è del 31% e i servizi sono di uno standard decisamente superiore all’Italia.
Ci voleva un genio come Visco per scoprirlo, si occupi di trasferire o rimuovere ufficiali “scomodi” della GDF, gli riesce decisamente meglio.

         


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permalink | inviato da Aurora86 il 8/9/2007 alle 15:31 | Versione per la stampa


15 luglio 2007

LA FAMIGLIA PRIMA DI TUTTO.

Dopo la pubblicazione dell'ultimo rapporto Eurispes,nel quale si segnala in maniera preoccupante che,il 51% delle famiglie italiane "vive con l'incubo della terza settimana" e riesce,quando può, a far quadrare il bilancio con molte difficoltà,per un governo con un minimo di dignità e credibilità,questo dovrebbe essere il primo punto dell'agenda politica quotidiana.
Detto fatto, il governo pare voglia occuparsi in maniera seria e approfondita delle condizioni dei nuclei familiari italiani,è stato messo a punto infatti il "ragno", questo il nome del nuovo sistema informatico che, nei piani del viceministro delle Finanze Vincenzo Visco, servirà a stanare l’evasore indagando non soltanto nella sua dichiarazione dei redditi personale, ma allargando la ricerca alla sua "famiglia fiscale",ad esempio una pattuglia della Guardia di finanza ferma una vettura per controllarla; partendo dalla targa si ottiene il nome del proprietario, la congruità della dichiarazione dei redditi con il possesso, magari, di un’auto di lusso,immobili ecc., sia propri che dei congiunti.
Insomma altro che incentivi,detassazione,quoziente familiare ecc., la famiglia è diventata "terreno di caccia" casomai per spolparla e  impoverirla ulteriormente attraverso il "grande fratello" e l'oppressione fiscale, ci si occupa della famiglia solo a fini di spionaggio,ma il garante della privacy non ha nulla da dire?




 


4 luglio 2007

MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO VISCO.

Una mozione che prevede il ritiro definitivo delle deleghe sulla Guardia di Finanza e l'invito alle dimissioni del viceministro Visco sarà presentata al senato dalla CDL.
Dopo la destituzione del comandante in capo della GDF ,generale Speciale colpevole di aver difeso i suoi uomini dalle pesanti pressioni e interferenze del viceministro, Visco è indagato dalla procura di Roma per "tentato abuso d'ufficio e minacce".
Una vicenda squallida, il gen.Speciale ha annunciato intanto il ricorso al TAR dopo la sua destituzione e la querela contro esponenti del governo per offese e calunnie nei suoi confronti.
Gli attestati di stima e solidarietà dei COCER di tutti i corpi armati nei confronti del generale Speciale dimostrano che si è offeso l'onorabilità dei militari tutti,e i militari sono come gli elefanti non dimenticano.
Cos'altro ci vuole ancora perchè un esponente del governo rassegni spontaneamente le dimissioni dopo che il governo stesso gli ha ritirato le deleghe sulla Guardia di Finanza?
In passato si sono dimessi ministri per molto meno.




8 giugno 2007

DI TUTTO E DI PIU' .

Che schifo,non riesco a trovare le parole più adatte per commentare quello che è successo ieri al senato, come non dar ragione a Berlusconi quando dice che il “ potere è il miglior collante che possa esistere"?
Pur di salvare se stesso il governo non ha esitato a passare sopra a tutti e sopra a tutto, è riuscito persino a “comprarsi” il voto determinate di 3 senatori altoatesini della SVP fortemente critici verso l'esecutivo per come è stata gestita la vicenda Visco-Speciale,tanto che avevano già annunciato il loro voto contrario, promettendo loro “sconti sui carburanti nella loro regione”.
Ma la cosa che più ha colpito è stato il fango gettato addosso al gen.Speciale, accusato per bocca del ministro dell'economia Padoa Schioppa delle cose più incredibili,il comandante generale della Guardia di finanza ha «gestito in chiave personalistica il Corpo»; ha dato promozioni ed encomi solo agli amici, «compreso il suo aiutante di campo, indagato»; ha assunto comportamenti «di dubbia lealtà» nei confronti dell’autorità politica «stringendo rapporti con la magistratura e gli organi di stampa». E ancora: si è dimostrato inadeguato nella scelta dei collaboratori; non ha vigilato sulle indiscrezioni pubblicate dai giornali; ha promosso ufficiali inadeguati all’incarico.
Insomma, Speciale - secondo Padoa-Schioppa - è stato reticente, poco trasparente ed eticamente scorretto,praticamente un golpista,mentre dai banchi dell'opposizione si gridava all'indirizzo del ministro buffone,buffone.
Non si capisce infatti, se fossero vere le accuse del governo, perchè non è stato immediatamente destituito e denunciato agli organi competenti,invece lo hanno tenuto in carica per un anno,ma non solo, gli hanno offerto un prestigioso incarico alla Corte dei Conti, con uno stipendio da 120.000 euro l'anno da cumulare alla pensione e prebende varie,non oso pensare che razza di gente ci sia alla Corte dei Conti se era considerato un posto idoneo per un tale fellone.
La verità è una soltanto: “ il gen. Speciale ha la colpa di non essersi piegato e di aver difeso i suoi uomini contro chi tentava di piegare il corpo della GDF ai propri fini personali e politici”, gli italiani,tutti,lo hanno capito benissimo, tutti i sondaggi di opinione concordano su questo,la gran parte degli italiani ritiene che in questo caso,come minimo vi è stata poca chiarezza e cattiva gestione.
Berlusconi parla di “metodi staliniani” per coprire le malefatte di un governo ormai in coma , che usa con disinvoltura,come al solito, la menzogna e il ribaltamento della realtà, a cura dei sen. Malan e Stracquadanio di Forza Italia, il resoconto con le accuse al gen. Speciale è stato trasmesso alla Procura della Repubblica di Roma ,tutta la CDL chiede con forza una commissione d'inchiesta sulla vicenda.
Le mozioni della CDL al senato sono state respinte con il voto determinante dei 3 senatori della SVP, “comprati” con gli sconti di carburante e di qualche senatore a vita, ma l'importante non era questo,importante era portare a conoscenza dell'opinione pubblica l'ennesima malefatta del governo,ormai detestato e inviso anche dalla maggior parte di coloro che l'hanno votato.
Hanno salvato Visco ma hanno perso completamente e definitivamente la faccia, anche al ridicolo c'è un limite, una parte consistente della maggioranza ha votato soltanto per salvare la poltrona,non certo per convinzione su questa assurda vicenda, c'è una cosa però che ieri non hanno perso, la dignità, quella ormai se la sono giocata da un pezzo.
Con permesso,vado a vomitare.




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permalink | inviato da Aurora86 il 8/6/2007 alle 2:22 | Versione per la stampa


6 giugno 2007

FANNO FINTA DI NIENTE E RACCONTANO BUGIE.

"Le elezioni sono la strada maestra. Se non ci sara’ il voto, ci deve essere un altro governo.Ma non istituzionale, perche’ la gente non lo permetterebbe" . Lo ha affermato Silvio Berlusconi che, a Lucca per un comizio in vista dei ballottaggi per le amministrative, ha parlato del caso Visco:
"Visco afferma contro le prove scritte delle lettere da lui firmate che il generale Speciale ha mentito. Questa cosa e’ inaccettabile da parte di un membro del Governo, cosi’ come inaccettabile e’ che quello stesso generale sia stato poi proposto per un incarico di prestigio alla Corte dei conti". "Si tratta di cose che in una democrazia con pesi e contrappesi farebbero cadere qualsiasi Governo". 
"Quello che sta succedendo e’ qualcosa che ha dell’incredibile. E’ un esempio di arroganza da parte del Governo e di questa maggioranza che usa le istituzioni come qualcosa di cui avvalersi per sviluppare i propri disegni. "Loro fanno finta di niente e raccontano bugie in continuazione"
Il Presidente Berlusconi, precisando il senso delle sue dichiarazioni riguardanti il ricorso allo sciopero fiscale, ha inoltre sottolineato:
"Ho detto ’non fateci arrivare a questo’ (allo sciopero fiscale, ndr), non tirate troppo la corda". "Da molta parte della gente vengono richieste di questo tipo. La gente -ha ricordato il leader di Forza Italia- dice ’non paghiamo piu’ le tasse, non paghiamo il canone della Rai, non fate funzionare il Parlamento, tutti in piazza’. Noi rispondiamo di no perche’ abbiamo senso dello Stato. Pero’ anche dopo vicende come quella del generale della Guardia di finanza c’e’ in giro un malcontento profondo e dilagante".

5/6/2007


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permalink | inviato da il 6/6/2007 alle 16:54 | Versione per la stampa


6 giugno 2007

TRAFFICARE NON E’ GOVERNARE.

Una figuraccia per i “ zucconi”  di  Repubblica e per uno dei suoi giornalisti di punta, Giuseppe D'Avanzo. Nell'articolo di lunedì 4 giugno “La nuova P2 del ricatto è pronta alla spallata” l'unico vero elemento a sostegno della tesi, che punta a screditare gli scoop de Il Giornale sul caso Visco-Gdf, è il fatto che il ministro dell'Interno Giuliano Amato non ha mai incontrato il direttore del Sisde Franco Gabrielli. Peccato che nel solo 2007 ci siano stati ben cinque faccia a faccia tra il numero uno dei servizi segreti civili e il responsabile del Viminale. Come ha dovuto ammettere lo stesso D'Avanzo, con una precisazione però ben nascosta a pagina 20, infilata tra i commenti, e nemmeno firmata ma soltanto siglata (g. d'a). Poche righe che si chiudono così: "Me ne scuso, dunque, con i lettori e con gli interessati". Come se fosse un dettaglio, come se fosse una cosa da nulla. Anzi, è una cosa da nulla. La sua inchiesta priva di qualunque fondamento fattuale.

Nel frattempo viene pubblicato  un presunto dossier sull’operato dell’ex ministro Giulio Tremonti al ministero dell’economia sui rapporti tra quest’ultimo e i vertici della GDF,redatto secondo i “zucconi” di Repubblica da Visco in persona , in cui si accusa Tremonti di aver sostituito tutti i vertici della GDF  senza che nessuno si sia opposto o abbia protestato.

Tremonti ha diffuso una nota informativa dall’eloquente titolo : “ trafficare non è governare” che vi riporto.

Chiamato in causa da un misterioso dossier che sarebbe stato redatto - sostiene La Repubblica - da Vincenzo Visco sulle presunte sostituzioni ai veritici della Gdf decise dalla Cdl quando era al governo, Giulio Tremonti, ex ministro dell'Economia, risponde punto per punto. Con una nota. 1) “La differenza tra governare e trafficare”, articolata per punti. 2) L’autogoal del Governo. "Non avendo argomenti il Governo invece di andare avanti va indietro! Si difende partendo addirittura dal settembre 2001. Come dimostreremo di seguito - scrive Tremonti - , questo è un clamoroso autogol". 3) Settembre 2001. "Il settembre 2001 non è un mese qualsiasi! 11 settembre 2001: un attentato che scuote il mondo. C’è una certa differenza tra 2001 e... 2006/2007!". 3. Flash-back. "Subito dopo l’11 settembre, i Ministri dell’Economia dei Paesi G7 si sentono tutti insieme in un’unica conference-call e concordano – tra l’altro – una comune strategia di contrasto alle basi finanziarie del terrorismo internazionale. In specie, concordano di farlo simmetricamente e congiuntamente: a) tanto sul proprio territorio interno; b) quanto in contesto internazionale. Lo straordinario ruolo strategico della Guardia di Finanza. "In funzione di questa strategia il ruolo della Guardia di Finanza, svolto al servizio tanto dell’Italia quanto della comunità internazionale, è stato straordinario e riconosciuto da tutti, all’estero ed all’interno. Tranne evidentemente che dal Governo, nella sua autodifesa. Nei termini che seguono: a) sul lato internazionale, costituzione, all’interno del ministero dell’Economia e delle Finanze del Comitato di sicurezza finanziaria – CSF (Legge 14 dicembre 2001, n. 431). Comitato composto oltre che dai vertici della Guardia di Finanza, da ufficiali di altre forze, da funzionari, magistrati e finalizzato alla repressione ed al contrasto del finanziamento del terrorismo internazionale; b) sul lato interno, riorganizzazione degli uffici di intelligence della Guardia di Finanza. Riorganizzazione che è stata prima impostata e condivisa – a norma di legge – dai vertici della Guardia di Finanza e tra l’altro illustrata anche in Parlamento”.
5) Nessun trasferimento! "Rispettando la competenza ed autonomia del Comandante generale - si legge ancora nella nota diffusa da Tremonti - , il Governo non è mai intervenuto nei trasferimenti degli Ufficiali. Trasferimenti che sono stati tutti operati nella logica e secondo la tempistica di legge. Il gen. Giovanni Mariella, all’epoca Capo di Stato maggiore ma ormai al termine del suo periodo di comando, è stato sostituito dal generale Nino Di Paolo, scelto da tutti i Generali di Corpo d’Armata, tra l’altro anche per garantire la continuità nel nuovo impegno internazionale. Il gen. Mariella non è 'finito nel magazzino delle scope del Comando'. Questo è sciacallaggio. Il gen. Mariella è stato un ufficiale con il quale ho sempre avuto rapporto di stima cordiale ed ha proseguito negli anni successivi la sua carriera. Ciò fatto per suo assoluto merito e senza nessun ostacolo, fino a raggiungere il massimo grado (Generale di Corpo d’Armata) ed il più alto comando (Comando interregionale per l’Italia meridionale), all’interno della Guardia di Finanza. La ‘catena di comando’ di Milano non è stata ‘sostituita’ con provvedimenti ad personam e/o ex abrupto, come ora pretende di fare il Governo. Ma ha seguito, nella successione del tempo e nella progressione dei gradi, il suo iter ordinario. Se non fosse stato così, prima di tutte l’Autorità giudiziaria avrebbe formulato i suoi doverosi rilievi. Così non risulta. Anzi. In coda si nota che ‘... al Nucleo regionale di polizia tributaria arriva il colonnello Stefano Grassi. L’ufficiale è aiutante di campo del ministro Tremonti’. Al riguardo, si specifica che il colonnello Grassi – ufficiale di assoluta correttezza e trasferito a Milano per meritato avanzamento di carriera – proveniva proprio dal Gabinetto del Ministro Visco!’”. Fin qui Tremonti.


4 giugno 2007

DI PIETRO: PRODI SPIEGHI PERCHE’ E’STATO RIMOSSO SPECIALE.

Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, nel suo blog torna sulla vicenda Visco-Gdf e afferma: nel vertice dell’ Unione di venerdi’ “abbiamo anche parlato della vicenda Visco: all’inizio sembrava che fossi io l’imputato. Io, invece, stavo denunciando l’accaduto. Bisogna dare una spiegazione, non si puo’ insabbiare tutto. Noi abbiamo presentato un ordine del giorno al Parlamento in cui chiedevamo spiegazioni oppure le dimissioni del viceministro Visco. Si e’ cosi’ data delega al presidente del Consiglio di valutare una soluzione e, evidentemente, le argomentazioni che ho portato avanti erano convincenti se e’ vero, com’e’ vero, che ha accettato le dimissioni dalla delega sulla Guardia di Finanza presentate da Visco”.
Di Pietro racconta ancora: “Il Consiglio dei ministri, poi, ha deciso di rimuovere il Comandante della Guardia di Finanza. Ma se fosse una ritorsione? Non si e’ potuto trasferire i subalterni del comandante Speciale quindi si e’ rimosso lui stesso. Staremo a vedere, Italia dei valori vigilera’ su questa vicenda.

Restiamo in attesa delle motivazioni per cui e’ stato rimosso il comandante Speciale: un atto di ritorsione nei suoi confronti non possiamo accettarlo”.

AGI 02/06/2007

 

Prodi e il governo non solo lo devono spiegare a Di Pietro, ma anche ai cittadini tutti, non si capisce infatti perché al gen. Speciale gli sono prima state chieste le dimissioni sdegnosamente rifiutate , e poi rimosso e promosso alla Corte dei Conti, incarico di prestigio che il gen. Speciale ha comunque ribadito di non voler accettare dando mandato ai suoi legali per la propria tutela.

Visco ha un solo modo per dimostrare la sua estraneità in questa vicenda, dichiari che la sua firma, nella corrispondenza intercorsa con il comandante generale della GDF e sul biglietto allegato agli atti della procura(Di Pietro dixit), in cui Visco, a proposito degli spostamenti, scrive: “dispongo di farlo immediatamente e di farlo in via esecutiva”, è stata falsificata, così probabilmente  si sistemerà tutto.


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2 giugno 2007

EMERGENZA DEMOCRATICA ?

"La destituzione del generale Speciale da parte del governo e’ una gravissima prevaricazione e rappresenta un’autentica emergenza democratica che vanifica anche l’appello al dialogo rivolto proprio oggi dal capo dello Stato. E questo alla vigilia della Festa della Repubblica, che e’ la Giornata delle Forze Armate. Di Fronte a questo fatto, che e’ di inaudita gravita’ e senza precedenti nella storia della Repubblica, tutta l’opposizione reagira’ con assoluta fermezza". Lo hanno dichiarato, in una nota congiunta, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Lorenzo Cesa, Umberto Bossi.

Peggio di così non si poteva fare, Visco ha dovuto rimettere le deleghe sulla GDF ma è rimasto al suo posto, questo il prezzo per non far saltare il governo, il Gen. Speciale invece,dopo un burrascoso colloquio con il Ministro Padoa Schioppa in cui gli ha chiesto le dimissioni sdegnosamente rifiutate, è stato trasferito alla Corte dei Conti,al suo posto al comando della GDF il generale Cosimo D’Arrigo.

Attestazioni di stima e di solidarietà nei confronti del gen. Speciale sono state espresse dal COBAR della GDF.

In pratica con il ritiro delle deleghe a Visco il governo ammette la responsabilità del ministro,ma contemporaneamente colpisce un servitore dello stato che non ha voluto piegarsi ai diktat della politica e ha difeso i suoi uomini .

Se fosse successo a noi, se uno del governo avesse sostituito quattro alti ufficiali che indagavano su Fininvest, ci avrebbero cacciato a furor di popolo ha chiosato Berlusconi.

L’odore della spazzatura nelle vie di Napoli e della Campania è un soave profumo, di fronte al tanfo di marcio che emana questo governo.

E poi ci si lamenta che la gente è “nauseata” dalla politica, in ogni caso sono sicura che, i cittadini elettori,tra una settimana,ancora una volta faranno sentire la loro voce,forte e chiara.


1 giugno 2007

C'E' UNA SANTABARBARA AL SENATO .

Il vertice dell’Unione di oggi ha dato mandato direttamente a Romano Prodi per gestire il caso Visco, che sarà discusso al senato il prossimo 6 giugno.

Al senato infatti c’è una santabarbara innescata e pronta a esplodere con conseguenze difficilmente gestibili e prevedibili dalla sinistra .

Sono cinque infatti le mozioni che andranno al voto, una di Cossiga che, in controtendenza chiede al governo di “dimettere il gen.Speciale ed evitare un dibattito farsa” , poi quelle della CDL e Italia dei Valori, quella del sen. Di Gregorio, e una di un gruppo di senatori dissidenti della Margherita capeggiati da Willer Bordon e Manzione a cui potrebbero aggiungersi i voti dei senatori del gruppo sinistra democratica di Mussi, tutte che chiedono le dimissioni o il ritiro delle deleghe a Visco.

Al momento del voto probabilmente la CDL ritirerà la sua mozione e farà convergere i suoi voti sulle altre mozioni.

Infine come ciliegina sulla torta anche un’altra mozione trappola del sen.Calderoli, dove si chiede al senato di confermare la fiducia alla GDF e al generale Speciale, per costringere la maggioranza a votare indirettamente contro Visco.

Una situazione davvero da brividi, non posso credere che il governo sia così masochista da presentarsi in senato con Visco ancora al suo posto,probabilmente volente o nolente sarà costretto a fare un passo indietro.
 
            


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30 maggio 2007

ANCHE DI PIETRO TOGLIE LA FIDUCIA A VISCO.

Il ministro Di Pietro annuncia che oggi sarà depositata una mozione con la quale l’ Italia dei Valori chiede al presidente del Consiglio, Romano Prodi, di ritirare la delega al vice ministro all’Economia, Vincenzo Visco. «Sia Visco che il comandante generale della Guardia di finanza, Roberto Speciale, sono, per il ruolo che ricoprono, di per sé credibili ma le loro versioni dei fatti sono diametralmente opposte. Su questa vicenda - spiega Di Pietro - sono in corso inchieste della magistratura per cui è inopportuno che il viceministro Visco continui a mantenere la delega sulla Finanza, anche per non dare spazio a sospetti di interferenza. E’ questa la ragione che ci porta a chiedere al presidente Prodi la sospensione temporanea delle sue deleghe, in attesa degli esiti delle indagini della magistratura».

A giudizio di Di Pietro  "è un fatto"  che "l'evento non ebbe conseguenze sol per la determinazione del comandante della Gdf a resistere alle pressioni e per l'intervento del procuratore generale di Milano". All'epoca il presidente del Consiglio Romano Prodi parlò in Parlamento di "normale avvicendamento", ma secondo Di Pietro "purtroppo fu indotto in errore". Anche per questo il ministro delle Infrastrutture osserva: "Innanzitutto il viceministro dovrebbe chiarire le vere ragioni che l'hanno indotto a fare quella richiesta". E il premier, da parte sua, "la prossima volta farebbe bene, prima di andare in Parlamento, a parlare direttamente col comandante generale della Guardia di Finanza".

Adnkronos 30/05/2007

 

La mozione sul caso Visco sarà discussa in senato il 6 giugno, sarebbe opportuno che a questo punto oltre Di Pietro, anche Parisi,Rutelli, Mastella e altri, schifati anche loro da questo “verminaio”, si uniscano alla richiesta , sarebbe veramente imbarazzante spiegare all’opinione pubblica perché se Visco  è estraneo alla vicenda, un governo con un minimo di dignità istituzionale continua a mantenere al loro posto da un anno, dei “calunniatori” come il comandante generale della GDF, Speciale, tre generali di corpo d’armata, e altri ufficiali che hanno verbalizzato delle accuse precise davanti a un magistrato.


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25 maggio 2007

CASO VISCO : LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA .

La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo,per il momento contro ignoti, sul caso che vede coinvolti il comandante generale della GDF Roberto Speciale e il vice ministro Visco sulle ingerenze e intromissioni nella catena di comando,verbalizzate davanti all’avvocato generale dello Stato Manuela Romei Pasetti, un’altra indagine parallela è stata aperta dalla Procura militare che nella persona del PM Antonino Intelisano sta ascoltando,sulla vicenda,alcuni ufficiali.

Intanto dopo le accuse del comandante generale Speciale e la conferma sempre a verbale di tre generali di corpo d’armata,Favaro,Pappa e Spaziante,emergono ulteriori particolari e nuovi testimoni,questi non ancora ascoltati,ma indicati da Speciale come testi.

Si tratta del colonnello Carbone e del maggiore Cosentino della GDF i quali si trovavano nell’ufficio di Speciale il 17 luglio 2006 alle ore 9,26 , che ascoltarono la conversazione tra il comandante generale e il vice ministro Visco con il viva voce aperto , e non possono fare a meno di udire la voce rabbiosa di Visco  che si rivolge a Speciale reo di non aver rispettato alcuna regola deontologica , non dando esecuzione automatica ai  suoi ordini, ovvero rimuovere tutti a Milano tranne il comandante interregionale, poi ordina  a Speciale di riunirsi “subito con i generali Pappa e Favaro per dare a quegli ordini esecuzione immediata e di concordare con loro una risposta da dare alla Procura di Milano”, infine la minaccia : “ se non ottempera sono chiare le conseguenze a cui andrà incontro”.

La CDL intanto ha presentato formale mozione di sfiducia a Visco al senato che probabilmente si discuterà la prossima settimana,alla camera intanto il governo prende tempo e si impegna a rispondere al question time del 20 giugno, come al solito Prodi scappa di fronte alle responsabilità sperando che il caso si raffreddi,ma al senato sarà altra musica.

Probabilmente la mozione di sfiducia sarà respinta, anche larghi settori della maggioranza schifati da questo verminaio, Di Pietro, Rutelli, Parisi, Mastella ecc. ,pur di rimanere attaccati alla poltrona e controvoglia voteranno contro la mozione,rimane però l’opinione pubblica alla quale si dovrà spiegare,come sia possibile che il comandante generale della GDF,tre generali di corpo d’armata e altri ufficiali pur essendo dei “calunniatori”(Sic) sono rimasti ai propri posti e non sono stati ne rimossi ne radiati immediatamente.

Non ho alcun dubbio,che,con le facce di bronzo degne di miglior causa che si ritrovano, anche in questo caso, sapranno trovare la “pezza a colore”.


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24 maggio 2007

ALTRI TRE GENERALI ACCUSANO VISCO.

Dopo il comandante generale della GDF Roberto Speciale, altri tre generali   Favaro,Pappa e Spaziante confermano le accuse di pressioni minacce e ingerenze fatte da  Visco ai vertici dell’arma.

Il giornale pubblica oggi alcuni estratti dai verbali di interrogatorio dei tre generali di corpo d’armata che riferiscono di  fatti,iniziative e anomale sollecitazioni fatte dal vice ministro.

A questo punto alcune domande sorgono spontanee,mi chiedo e vi chiedo:

- Se le dichiarazioni del comandante generale della GDF e di altri tre alti  generali del corpo sono false, come può permettersi  un governo,anche un Circo Barnum come questo, con un minimo di dignità e serietà , di tenere al comando generale e ai vertici dell’arma dei calunniatori ?

-Se invece all’opposto le dichiarazioni del comandante in capo e degli altri generali sono vere,come può un governo mantenere Visco al suo posto come nulla fosse successo?

Se ad un anno dalle “presunte calunnie” il comandante in capo Speciale e gli altri generali non sono stati ne rimossi ne radiati , si presume che  le accuse sono fondate.

Il governo non potrà continuare a lungo a tergiversare, anche nella maggioranza si alzano richieste di chiarezza e trasparenza ,ultima in ordine di tempo quella del ministro della difesa Parisi, dopo che la CDL ha già  chiesto ufficialmente  chiarimenti e spiegazioni da effettuarsi nelle aule parlamentari.

Il ministro Di Pietro oggi, in una intervista al quotidiano Libero, cita un “biglietto galeotto”, allegato agli atti, in cui Visco, a proposito degli spostamenti, afferma: “dispongo di farlo immediatamente e di farlo in via esecutiva”.


23 maggio 2007

QUESTO TRASFERIMENTO S’HA DA FARE !

Nel Luglio 2006 il vice ministro Visco esercitò continue e ripetute pressioni sul comandante generale della guardia di finanza Roberto Speciale, affinché alcuni ufficiali impegnati in delicate indagini su BNL, UNIPOL E COOP ROSSE fossero trasferiti ad altra sede, Visco arrivò addirittura a minacciare il comandante Speciale.

E’ quanto si evince dal verbale di interrogatorio che Speciale ha reso avanti all’avvocato generale Manuela Romei Pasetti, verbale che Il Giornale pubblica oggi ,e che ha provocato un vero e proprio vespaio di polemiche e dichiarazioni.

Tutto incominciò il 13 Luglio 2006 quando, durante un drammatico incontro, Visco sventola sotto il naso del comandante generale un foglietto indicante i nomi dei quattro ufficiali da mandare via da Milano. Senza nemmeno preavvisare, come avviene invece di rito chiedendo persino un parere, la procura che coordina le indagini degli ufficiali coinvolti. Non solo. Visco dispose anche «perentoriamente », a detta di Speciale, di concertare ogni decisione d’impiego futura direttamente con due sottoposti, i generali Italo Pappa e l’allora capo dei reparti d’istruzione Sergio Favaro. Che il Vice Ministro aveva appena incontrato. Insomma, una sorta di «commissariamento», pregiudicando le prerogative e l’autonomia del comandante generale. Visco ordina quindi a Speciale di spostare i gradi vertice della Lombardia e di coinvolgere Favaro e Pappa. E così, sempre stando alla ricostruzione dello stesso Speciale, Pappa e Favaro prima si incontrano tra di loro, predisponendo le ipotesi di avvicendamenti. Poi Pappa va dal numero uno con il piano operativo. Ma arriva l’intoppo non previsto. Scende in capo il procuratore capo di Milano, Manlio Minale che, allarmato, chiede ragione delle voci su azzeramenti della GdF in Lombardia. Teme «serie problematiche alla prosecuzione delle delicate indagini in corso». Ovvero, Unipol, Bnl, Antonveneta e Telecom. Speciale dice chiaro e tondo che è stato Visco a ordinare, aprendo così uno scontro tra diversi poteri. Minale è allibito, chiede a Speciale «delucidazioni scritte », coinvolge la Procura generale e l’Avvocato generale. Che apre un fascicolo e lunedì 17 interroga in gran segreto sia Speciale che il capo di Stato Maggiore Emilio Spaziante. Prima però, venerdì, Speciale ricorda di esser stato sottoposto a pressioni di ogni tipo. Visco telefona, manda lettere, cerca il numero uno, fa chiamare dal proprio staff.

Fino a quando Speciale ventila le dimissioni: «Risposi al vice ministro che l’osservanza delle regole è stata da sempre il faro della mia vita. Di non poter pertanto assecondare queste sue ultime richieste e che pertanto ero pronto a rassegnare il mandato».

La vicenda poi si concluse con il blocco dei trasferimenti da parte di Speciale.

Visco smentisce e parla di ricostruzione falsa da parte di Speciale, viene difeso da Prodi e Fassino che accusano di propaganda e linciaggio la CDL che compatta ne chiede le dimissioni e preannuncia iniziative parlamentari.

Durissimo Berlusconi : Il caso-Visco "testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari o coprire proprie operazioni finanziarie". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine di un'iniziativa elettorale a Lucca, riferendosi alle rivelazioni pubblicate oggi da 'Il Giornale', a proposito degli avvicendamenti nella Guardia di finanza richiesti dal viceministro dell'Economia l'estate scorsa.

Berlusconi ha detto di immaginarsi "che cosa sarebbe successo se una cosa del genere fosse stata addebitata a un componente del nostro governo. Invece vedo con preoccupazione che i grandi giornali nazionali, ormai vicini alla sinistra, mettono il silenziatore su una vicenda grave".

"Mi auguro che cambino questa posizione, e diano notizia ai loro lettori di questo fatto molto grave, che non può accadere, e che testimonia l'arroganza di questa sinistra che pensa di utilizzare le istituzioni dello Stato, come la Guardia di finanza, per attaccare gli avversari e coprire le proprie operazioni".

Fin qui la cronaca,qualche domanda però sorge spontanea;

Se sono falsità,come ha detto,Visco quereli Speciale e avrà soddisfazione , ma che interesse avrebbe il comandante in capo della GDF a fare quelle dichiarazioni davanti all’avvocato generale ?

E perché Visco voleva a tutti i costi azzerare il vertice milanese della GDF?
Probabilmente, come al solito, quando si parla della sinistra, si tratta di "interessi senza conflitto".


9 agosto 2006

ECCO DOVE SONO GLI "EVASORI".....

L’Agenzia per le entrate ha bloccato uno dei condoni dei DS,esattamente quello relativo alla Beta Immobiliare la holding immobiliare-finanziaria del partito di Visco, Bersani, Fassino&D’Alema.

Si tratta di un contenzioso di circa 2.350.000 euro,relativi a omessi versamenti di IVA, IRPEF, IRPEG e imposte di registro(ne avevo ampiamente parlato qui), la società aveva aderito al condono di Tremonti definendo il “contenzioso” nella misura del 30% dell’importo dovuto(circa 700.000 euro),rateizzandolo.

L’Agenzia delle entrate ha però proposto ricorso contro l’adesione al condono,ma non solo, ha anche inviato alla società una cartella esattoriale come «avviso di irregolarità sulle somme versate a regolarizzazione degli omessi versamenti», in pratica un accusa esplicita di ulteriori “elusioni”.

Ecco dunque dove sono gli “EVASORI”, si nascondono tra i “LEGALITARI A GIORNI ALTERNI” , tra i “MORALISTI SENZA MORALE”, tra coloro che (a parole) tuonano “CONTRO I CONDONI ” e poi ci “SGUAZZANO DENTRO A PIENE MANI”, tra coloro che affermano che i “CONDONI FAVORISCONO BANDITI E CRIMINALI” poi aderiscono e ne diventano “COMPLICI”,e vogliono vietarli ai poveri contribuenti della strada.

Incredibile vero? Tanta retorica e prosopopea sulla lotta all’evasione mentre gli evasori sono direttamente al governo,praticamente come  cercarli fuori mentre sono in casa propria.

Adesso con Visco al ministero dell’economia,come per la Guardia di Finanza,probabilmente anche per il personale dell’Agenzia delle entrate si prospettano spostamenti e trasferimenti di “routine”,accetto scommesse…..

                                               

Update 24 Agosto: Questo stesso topic postato nel forum de
L'Unità on line,ha avuto oltre 100 commenti e più di 800 visite,non male se si considera la settimana ferragostana.....


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7 agosto 2006

EFFETTI "RETROATTIVI" DEL GOVERNO...

ROMA - Volano le entrate tributarie. Tra gennaio e giugno l' erario ha incassato 19,6 miliardi di euro in più rispetto ai primi sei mesi del 2005 mettendo a segno un incremento del 12,3% che porta il gettito a quota 179.111 milioni di euro.
Secondo i dati ufficiali diffusi dal ministero dell' Economia le imposte dirette sono aumentate del 15,9% e dai dati di dettaglio emerge un aumento deciso degli acconti dell' autotassazione (+5,7% per l' Irpef; +24,1% per l' Ires). Bene anche l' Iva che segna un +9,8%.
Raddoppia l' incasso della lotta all' evasione. Nei primi sei mesi dell' anno il gettito derivante dai ruoli, cioé delle imposte richieste con una cartella esattoriale in gran parte dovute ai controlli, è cresciuto del 101,9%, passando dai 509 milioni del 2005 ai 1.169 milioni del gennaio-giugno 2006.

Ansa 07/08/2006

 

Incredibile vero? Ma la cosa più stupefacente è che il viceministro Visco parla di “ importante risultato del governo nella lotta all’evasione,della fine della politica dei condoni” e altre amenità del genere.

Ora a parte che sentire queste parole da un “fruitore di condoni” come Visco e tutto il suo partito(ne avevo parlato qui), fa semplicemente  scompisciare dalle risate, c’è da dire invece che il maggior gettito tributario si riferisce ai redditi 2005,così come anche l’autotassazione di giugno fa riferimento a quei redditi.

Delle due l’una: “ o da oltre un anno c’erano Visco&C al governo  e nessuno se ne è accorto(forse un governo ombra?),oppure molto più semplicemente è la migliore dimostrazione di come ha funzionato benissimo la ricetta Berlusconi-Tremonti”,non a caso gli allarmismi di questi mesi sui conti pubblici si sono dimostrati totalmente infondati ridicolizzando chi li ha lanciati.

Magari gli elettori di “questa armata brancaleone” si potranno “bere balle di questa portata”,ma con i “coglioni” non ci si può meravigliare più di tanto…..



2 agosto 2006

NO A UNO STATO DI POLIZIA TRIBUTARIA.

Anche  sul decreto Bersani-Visco  in discussione alla camera è stato posto il voto di fiducia, ed è la settima volta in poco più di due mesi di governo,quella che dovrebbe essere una eccezione è diventato regola.

I voti di fiducia insieme alle esternazioni del “pistolino di Stalin e Pol Pot”  alias il PDR Napolitano,rappresentano le flebo che tengono in vita questo governo,sorretto da una maggioranza variabile ogni giorno e ogni ora su qualsiasi argomento.

Persino i più tenaci sostenitori di questo “governicchio” sono consapevoli che così non si potrà andare avanti a lungo,se non ci saranno larghe intese o “campagne acquisti mirate”,  la situazione non potrà reggere a lungo.

Intanto oggi alla camera è intervenuto per dichiarazione di voto Silvio Berlusconi ,che ha denunciato l’esautorazione del parlamento e l’istaurarsi di un pericoloso “regime di polizia tributaria” dove tutti i cittadini sono dei “presunti malfattori” costretti a provare la loro innocenza, e non il contrario come è  normale in un moderno stato di diritto.

 

L’INTERVENTO  ALLA CAMERA DEI DEPUTATI  DI SILVIO BERLUSCONI:

 

"La nostra opposizione a questo decreto non e’ certo nei confronti delle liberalizzazioni, poiche’ noi consideriamo il mercato e la concorrenza elementi fondamentali della crescita della nazione. Blindandosi per la settima volta in 75 giorni con la fiducia, il governo espropria di fatto il Parlamento e le sue prerogative e impone di convertire l’ennesimo decreto, che introduce nuove gabelle e per la prima volta inasprimenti fiscali retroattivi, sostituendo la cultura delle garanzie con quella del sospetto.  C’e’ il rischio di trasformare cosi’ il nostro Stato in uno Stato di polizia tributaria, altro che liberalizzazioni..."

"Sono meravigliato del consenso di tanti ex Dc che stanno nella Margherita a questo provvedimento. Vorrei ricordare loro come un grande ministro delle finanze democristiano del passato, Ezio Vanoni, sosteneva che lo Stato doveva fidarsi dei cittadini e che il cittadino deve essere considerato tale, non un suddito. Visco invece e’ la negazione di Vanoni. Il nucleo della sua filosofia fiscale e’ quello sintetizzato dal binomio di Foucault : ’sorvegliare e punire’. La nostra visione del fisco e’ opposta, e come dimostrano gli ultimi dati del gettito fiscale, il nostro metodo ha funzionato e sta funzionando".

Con questo provvedimento, invece, "il conto corrente diventa lo strumento principe del controllo fiscale. Cosi’ l’imprenditore, l’artigiano, il professionista diventano dei sospettati, potenzialmente malfattori costretti a dar prova della loro innocenza. Con queste misure Visco ha compresso gli spazi di riservatezza, come ha sottolineato anche il garante della privacy. Cosi’ si instaura principio di controllabilita’ preventiva, lo Stato diventa una sorta di Grande Inquisitore, che registra i suoi consumi, le sue vacanze, le malattie, ogni aspetto del suo comportamento economico. Con questo decreto si mette a rischio la liberta’ economica e civile dei cittadini. Si promuove una schedatura invasiva e totale che non esiste in nessuna democrazia liberale. Secondo il principio di controllabilita’ preventiva ogni produttore di ricchezza e’ indicato come un potenziale evasore".

Nel testo Bersani "la parte delle liberalizzazioni ha la peggio rispetto a una riforma fiscale grave per la difesa della liberta’ del singolo cittadino. Un programma di liberalizzazioni serie prevederebbe la rottura del monopolio sindacale, l’eliminazione dei privilegi di cui godono le cooperative e la privatizzazione delle utilities pubbliche. Nel decreto legge c’e’ invece vendetta sociale spacciata come liberalizzazione economica: in realta’ vi sono misure per favorire le vostre cooperative, le grandi aziende a svantaggio dei piccoli operatori. Una politica seria di liberalizzazione deve necessariamente rompere il fronte sindacale, i privilegi delle coop, promuovere l’imprenditorialita’, agire a 360 gradi e non puo’ prescindere dal preventivo confronto con le categorie interessate a meno che voi pensiate che alcune categorie, gli avvocati prima di tutti, non siano degne di essere consultate. Questo modo di operare e’ preoccupante e pericoloso. Il furore ideologico prevale sul senso di responsabilita’. E anche gli effetti pratici saranno devastanti".

Il leader di Forza Italia ha sottolineato infine che "sulle liberalizzazioni vere ci puo’ essere un confronto ampio e approfondito. Ci auguriamo che il filo del dialogo sulle urgenze del paese possa essere ripreso. Anche le parole del Capo dello Stato vanno in questa direzione. Purtroppo non sembrano queste le logiche che prevalgono in questa maggioranza". In ogni caso, ha concluso, "noi faremo un’opposizione ferma ma allo stesso tempo serena e propositiva".
 
2/08/2006

                                   


25 maggio 2006

OCCHIO AI RISPARMI....

Puntualmente dopo  che Berlusconi e Tremonti lo avevano denunciato in campagna elettorale, ed erano stati accusati di “terrorismo fiscale”,il vice-ministro Visco  ha annunciato il ripristino della tassa di successione,la tassazione sulle rendite finanziarie,e la rivalutazione degli estimi catastali,e che non ci saranno più condoni.

Su una cosa posso tranquillamente dare ragione a Visco,i condoni,in effetti a lui,al suo partito ed ai suoi amici non servono più,li hanno condannati a parole,poi invece ci hanno sguazzato a piene mani,non gli è rimasto più niente da condonare.

Questo perchè  Prodi al convegno di Confindustria si è impegnato a ridurre di 5 punti il cuneo fiscale in un anno,operazione che ha un costo stimato di 10 milioni di euro,ribadendo che una parte delle risorse circa 2.5 milioni deriverà dall'aumento dell'imposizione fiscale sulle rendite finanziare,mentre per il resto delle risorse finora è buio assoluto,ma non è difficile prevedere che come al solito sarà reperito mettendo le mani nelle tasche dei cittadini.

A parte che tagliando il cuneo fiscale si risolve poco o nulla per le aziende che sono in competizione con i paesi emergenti,dove il costo del lavoro è 20 volte inferiore,diventa un problema per i lavoratori il taglio degli oneri contributivi che incideranno eccome al momento di andare in pensione.

Le aziende ad alta tecnologia e competitive invece non hanno certo bisogno di questo regalo.

Tornando alla tassazione delle rendite finanziare,in queste sono compresi i titoli di stato(Bot CCT ecc.)con i quali è finanziato il debito pubblico,siccome se ne rinnovano +o- circa 300.000 ogni anno su circa 1.800.000 circolanti si comprende bene che con la nuova tassazione non si puo' reperire in un anno 2.5 milioni,allora molto probabilmente si interverrà per decreto su tutti i titoli in deposito,con effetto retroattivo,violando così il patto fiscale tra lo stato e gli investitori,poichè i risparmiatori e investitori ci penserebbero prima di rinnovarli con la nuova aliquota.

Si è detto che fino a una certa cifra non sarà aumentata la tassazione forse 50 o 100.000 euro,ma questo comunque creerà disagio ai cittadini in quanto sarebbero costretti a dichiarare le cifre investite per evitare la maggiore imposizioni.

L'impatto sui risparmiatori "traditi" dall'aumento della tasse su bot e cct genererà la probabile fuga dai titoli di Stato di futura emissione, con la grave conseguenza di mandare in crisi il complesso del debito pubblico dello Stato.

Resta poi da vedere da dove saranno reperiti i restanti 7.5 mln di euro,non c'è da meravigliarsi se ci saranno altri decreti operanti notte tempo come il "prelievo coatto" dai c/c di Amato o l'eurotassa.

Insomma si rischia di tornare di nuovo ai "carrozzoni statali" della grande industria "mantenuta dai contribuenti",uno studio ha recentemente dimostrato che un azienda come la Fiat è costata ai contribuenti italiani qualcosa come 220.000 miliardi di lire dal 1975 ad oggi,per non parlare della acciaierie di stato l'IRI ecc.ecc.

In Italia non c'è,non c'è mai stata,nè ci sarà la cultura della grande industria,questi pseudo grandi industriali investano di tasca loro in tecnolgia e ricerca,e rischino in proprio,a privatizzare contributi e profitti e socializzare le perdite sono capaci tutti.

Altrimenti delocalizzino o chiudano se non sono capaci di stare sul mercato.

Non è un caso che in questi anni,per la prima volta dal dopoguerra la Fiat per non fallire è stata costretta a mettere le mani sui propri capitali e indebitarsi con le banche,e non a carico dei contribuenti come al solito.

Un moderno stato deve dare all'industria infrastrutture e servizi all'altezza non altro.

BASTA CON L'INDUSTRIA DI STATO!!!!!

VIGILIAMO SUI NOSTRI RISPARMI!!!!!

ALTRIMENTI   PRENDEREMO   ANCHE   NOI   UN   "CUNEO"    IN   QUEL   POSTO.!!!!!

Mio padre ha già  provveduto  a disinvestire dei risparmi faticosamente accumulati e non li lascerà certo in banca alla loro mercè,fatelo anche voi prima che gli avvoltoi di questo governo mettano le loro mani sul vostro denaro.


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20 maggio 2006

E TU HAI FATTO IL CONDONO?

FINANZIARIA, la rivolta degli onesti. Sindacati, commercianti, artigiani, Comuni contro il condono dell'illegalità. L'Ulivo annuncia battaglia in Parlamento (15 dicembre 2002). Sventata la legge salva-criminali. L'intervento di Ciampi costringe il governo a cambiare le norme sul condono fiscale. L'opposizione la spunta, Fassino : stavano preparando un’amnistia e li abbiamo fermati. (20 dicembre 2002). E ancora: Finanziaria, lo scandalo continua. La legge dei condoni facili arriva alla Camera con un ordine: approvatela in 48 ore (22 dicembre 2002). Sono alcuni dei titoli di prima pagina dell'Unità fine 2002, il periodo in cui il Parlamento sta per varare, con la legge Finanziaria, il condono fiscale. Sono alcuni dei titoli violenti e molto duri della campagna condotta dal giornale dei Ds contro l'ipotesi di sanatoria cui ha aderito poi la stessa società che edita il quotidiano Che, per far capire come la pensa, titola ancora più esplicitamente: Evasione fiscale, una legge salva-criminali. Con il condono vengono cancellati i reati e si bloccano le inchieste patrimoniali. Angius accusa: un’amnistia mascherata. La sanatoria premierà anche Previti? (17 dicembre).
Non mancano naturalmente i commenti sdegnati dei dirigenti dei DS,dicevano dei condoni:
-FASSINO:I condoni sono una beffa per gli onesti,chi è onesto dai condoni viene deriso e beffato,con i condoni si sana l'illegalità,che sia condono fiscale,tombale o edilizio.

-VISCO: Il condono è un ritorno al peggior passato.C'é una sola parola:vergogna.

-D'ALEMA: Il messaggio ai cittadini onesti è: siete dei fessi.

-VIOLANTE: E' un'altra legge vergogna.

Successivamente spulciando tra i bilanci pubblici dei contribuenti SORPRESA, tra i banditi e criminali che hanno usufruito dei condoni si trovano anche e soprattutto coloro che (a parole)
combattevano i condoni.

-Alle banche il condono l'avevano già chiesto e ottenuto, tagliando del 50 per cento i propri 85 milioni di euro di debito grazie a una triangolazione con la Tosinvest degli Angelucci chiusa il 30 dicembre scorso con la benedizione di Capitalia. I Ds di Piero Fassino per, è questa la novità, ben lungi dall'avere risolto la propria drammatica situazione finanziaria, il condono l'hanno chiesto anche al governo Berlusconi. È la novità che emerge dall'ultimo bilancio pre-liquidazione della Beta immobiliare spa, la scatola con cui la direzione nazionale Ds e le federazioni locali del partito avevano provato a diluire il peso dei debiti passati (dalle disavventure dell’Unità a quelle più propriamente politiche). Nella relazione l'ultimo consiglio di amministrazione della società, insediatosi nel febbraio 2003 alla vigilia della liquidazione si è avvalso della facoltà di effettuare il condono tombale sia per il settore delle imposte dirette che per il settore dell'Iva ai sensi dell’articolo 9, legge 289/2002. Si è proceduto inoltre a condonare una vertenza con il fisco per imposte di registro, con una pretesa erariale di oltre 2.324.000 euro, definendo tale richiesta nella misura del 30% della pretesa stessa. Si è provveduto altresì a condonare gli omessi versamenti relativi agli anni 2000/2001. Al fine dell’adesione alle tipologie di condono sopra menzionate, si è proceduto al versamento della prima rata pari a euro 6 mila per il tombale, euro 12 mila per omessi versamenti anni 2000/2001 oltre ad euro 58.100 per la vertenza delle imposte di registro. Dunque, dopo avere attaccato in ogni modo in Parlamento il condono di Tremonti, i Ds lo hanno sfruttato per se stessi a fino in fondo, condonando ogni tipologia possibile di marachella fiscale compiuta negli ultimi anni.
-Anche l'Unità si è fatta condonare
Il giornale sceglie il colpo di spugna fiscale seguendo l’esempio dei Ds .
Già pagato dalla società editrice del quotidiano il primo acconto per chiudere i sospesi su Irpeg e Iva.
L'UNITÀ ha deciso di aderire al condono tombale di Giulio Tremonti. La società editrice della testata, organo ufficiale di girotondini, Dipietristi e di buona parte della sinistra moralista, ha scelto il più classico dei colpi di spugna sulle proprie pendenze fiscali.
TUTTO è cominciato il 27 marzo 2003 a Roma, quando il consiglio di amministrazione, sotto la presidenza di Marialina Marcucci, ha deciso di ricorrere alla deroga prevista dallo Statuto della società che permette di rinviare di sei mesi l'approvazione del bilancio di esercizio e ciò per valutare il ricorso al condono fiscale.
DUE MESI dopo la decisione è stata presa avendo verificato quanto fosse utile l'odiato condono di Tremonti. In una noticina dal corpo tipografico ridotto alla metà del normale appare la voce Debiti tributari. Si annota anche l'accantonamento per imposte da condono sia per l'Irpeg sia per l'Iva pari a 38.204 euro.
-In piazza contro il condono. Poi la Cgil lo fa.
Un milione in piazza a Roma. Un milione per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la finanziaria 2003. Nel mirino le pensioni, ma anche il condono fiscale. Slogan: furbi ed evasori premiati a scapito degli onesti contribuenti. Era il 18 ottobre 2002. Da lì in poi, due mesi di comizi del sindacato di Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani. Conclusi il 19 dicembre a Palermo gridando: dopo la legge Cirami, il falso in bilancio, la norma sui capitali all'estero,il condono è l’ultimo di un anno e mezzo di messaggi a favore dell'illegalità lanciati dal Governo. Dichiarazioni perlomeno imprudenti. Perché pochi mesi dopo a chiedere il colpo di spugna sui propri peccatucci fiscali è stata proprio la Cgil. Molte società controllate dal principale sindacato italiano hanno aderito a quel tombale di Giulio Tremonti contro cui avevano portato in piazza i lavoratori, gridando allo scandalo.
Ma fra le tante ce ne è almeno una clamorosa: ha deciso di chiedere il condono anche il Centro autorizzato di assistenza fiscale Lazio e Basilicata della Conferederazione generale italiana del lavoro srl, con sede in via Goito 39 a Roma. Un fatto curioso non solo perché la proprietà di quella società è suddivisa fra la Cgil nazionale, le federazioni sindacali territoriali e alcune camere del Lavoro. Ma anche perché i Caaf hanno come missione, pagata da apposita convenzione proprio dal ministero dell'Economia e delle Finanze, quella di aiutare i cittadini nell'adempimento dei propri obblighi fiscali. Con i loro consigli si dovrebbero evitare inciampi fiscali. Le dichiarazioni dei redditi lì compilate e inviate alla Agenzia delle Entrate dovrebbero essere, sulla carta, a prova di contestazione. E quindi le meno interessate di tutte al provvedimento di condono fiscale.
-Hanno entusiasticamente aderito al condono anche la Margherita di Rutelli con il giornale Il Popolo e le Librerie Rinascita,nonché numerosissimi parlamentari di maggioranza e opposizione.

-Non è andata bene invece con il condono edilizio all’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, definitivamente condannato per abuso edilizio dalla Cassazione a venti milioni di ammenda e a dieci giorni di arresto. Visco, come qualcuno anche a sinistra forse si ricorderà, venne accusato di aver violato le norme edilizie durante la ristrutturazione di un vecchio dammuso sull'isola di Pantelleria al quale erano state affiancate anche tre cisterne.
Cose che capitano o meglio che possono capitare, considerato che, in effetti con una leggerezza forse eccessiva, trasformò un  vecchio ripostiglio in  una villa  a tre piani,   con terrazzi vista
mare, annessi e connessi. Il tutto a 60 metri dalla battigia (ove la normativa regionale prevede il divieto assoluto sino a 150 metri), in un'area di particolare pregio paesaggistico e tutelata.

-E' andata invece meglio con il condono edilizio all’ex ministro Franco Bassanini, che ha ricavato una confortevole piscina nel casale maremmano di Mandano, e a un' altro ex ministro rigoroso e ortodosso come Lamberto Dini, che ha pensato bene di farsi costruire una gigantesca vasca idromassaggio, della quale il parlamentare verde Athos De Luca ebbe a chiedere l'immediata demolizione, in un palazzo blindato da vincoli.

Anche Romano Prodi  lo ha ripetuto in modo martellante decine di volte: "Con il centrosinistra non ci saranno più condoni, quei provvedimenti fanno diventare quasi ovvia l’evasione fiscale". Prodi non ha mai voluto sentire ragioni: niente condoni, chi ha sbagliato non può certo essere perdonato dallo Stato. Un’intransigenza totale.
Peccato però che quando i conti da mettere a posto sono quelli di casa, le cose anche per Prodi e famiglia cambiano e dal bianco e nero. Così se si spulciano i bilanci della Aquitania srl, come ha fatto il quotidiano Il Tempo, si scopre che questa società ha sede a Bologna in via Castiglione 21 nello studio dell’amico e commercialista di fiducia Piero Gnudi. Ma soprattutto si viene a sapere che l’Aquitania ha come soci al 50% la signora Flavia Franzoni, sposata Prodi, e una società di consulenza, la Simbuleia spa, con sede sociale allo stesso indirizzo. Niente di strano, sia chiaro. Salvo un piccolo, ma significativo particolare: nel 2003 la società della signora Prodi ha usufruito proprio di uno di quei diabolici condoni fiscali varati dal governo Berlusconi tutto nero su bianco. Mentre il marito nelle piazze e sui giornali contestava con durezza i provvedimenti del governo in campo fiscale, la moglie li sfruttava. Prodi forse non se sapeva nulla, anche se va detto che la partecipazione nella società di servizi immobiliari, oggi in capo alla Franzoni, fino al 2002 era intestata a una società di consulenza, la Ase srl, di cui era socio lo stesso leader dell’Unione al 50% con la moglie. E anche la Ase srl aveva sede nello studio Gnudi.

 

Insomma saranno divisi sulla politica economica,interna e estera,ma sicuramente si  può affermare  senza tema di essere
smentiti che: L'UNIONE E’ UNITA SU TUTTE LE TIPOLOGIE DI CONDONO,SIA ESSO FISCALE,TOMBALE O EDILIZIO.
Lo volevano vietare a noi, poveri contribuenti della strada. Insinuavano che la soluzione escogitata da Tremonti nella legge finanziaria 2003 fosse l'ennesima legge pensata su misura di Cesare Previti, la stessa Unità si è spinta nel dicembre 2002 a ipotizzare che il condono fiscale fosse rivolto esclusivamente a banditi e criminali.
Poi per tutti si sono specchiati dentro e ne hanno arguito i vantaggi. E ora L'UNIONE E FONDATA SUL CONDONO.


Certo, la sinistra non fa i condoni. Se ne vergogna. . Ma li sfrutta sotto-banco Mentre la prima fila politica gridava contro l’ennesimo scandalo di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e, naturalmente, Cesare Previti, la seconda fila, più pratica riguardava i propri conti con il fisco, scoprendo che sì, il colpo di spugna avrebbe risolto più di un problema. E ALLORA VAI CON I CONDONI A  GO-GO E CHISSENEFREGA.
Ha scelto il colpo di spugna sulle proprie pendenze fiscali la Beta immobiliare, una sorta di Fininvest dei Ds (dove sono raccolti tutti gli immobili sede del partito). Lo ha scelto la Nie, società editrice dell’Unità. e prima di farlo ha messo in scena sei mesi di tormenti, riflessioni, capelli strappati secondo la più classica delle liturgie a sinistra. Dove si pecca, ma con nobiltà d'animo, discussione comunitaria e revisione ideologica già pronta.

Proprio costoro che affermavano:” I CONDONI FAVORISCONO BANDITI E CRIMINALI”,poi evidentemente  ne sono diventati complici visto che ci hanno “sguazzato” a piene mani.

Ormai nulla puo’ più meravigliare di questa sinistra “PAROLAIA E INCONCLUDENTE” di questi professionisti della  “POLITICA POLITICANTE”,  di questi “MORALISTI SENZA MORALE”,di questi “CAMPIONI DELLA MENZOGNA E DEL RIBALTAMENTO DELLA REALTA’”.

SCOMETTIAMO CHE  ADESSO AL GOVERNO TUONERANNO :” MAI  PIU’ CONDONI?



      

       



E TU HAI FATTO IL CONDONO?

NON VERGOGNARTI,NON FARE COME LORO....


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