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  Aurora86 AZZURRA LIBERTA' - * BLOG MORALMENTE INFERIORE *
 
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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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12 aprile 2009

BUONA PASQUA HAPPY EASTER

AUGURO A TUTTI UNA FELICE E SERENA PASQUA !!!




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permalink | inviato da Aurora86 il 12/4/2009 alle 8:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


10 agosto 2008

BUONE FERIE-GOOD HOLIDAYS

AUGURO AI MIEI GENTILI LETTORI E A TUTTI COLORO CHE PASSANO DA QUI,SERENE E FELICI VACANZE.
CI RILEGGIAMO A FINE MESE.



       


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permalink | inviato da Aurora86 il 10/8/2008 alle 0:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


22 marzo 2008

BUONA PASQUA

A TUTTI I MIEI AFFEZIONATI LETTORI
E A TUTTI I NAVIGATORI
CHE
PASSANO DA QUI
AUGURO UNA FELICE E SERENA PASQUA
HAPPY EASTER




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permalink | inviato da Aurora86 il 22/3/2008 alle 16:54 | Versione per la stampa


24 dicembre 2007

AUGURI

                          

A TUTTI I MIEI GENTILI LETTORI E VISITATORI, E A TUTTI I NAVIGANTI CHE PASSANO DA QUI, AUGURO UN SERENO NATALE E UN FELICE E PROSPERO NUOVO ANNO.
IL SANTO NATALE PORTI A VOI TUTTI PACE E FELICITA’ INFINITA E CHE POSSA ESSERE ESAUDITO TUTTO CIO’ CHE DESIDERATE.
MERRY CHRISTMAS – HAPPY NEW YEAR

     

   

   

     

 

 





29 settembre 2007

CIAO ZANZARA, CI MANCHERAI.

Oggi passando su  Tocqueville , giusto il tempo di notare con effimero piacere  che un mio post risultava tra i più votati, quando alzando lo sguardo, ho visto la testata listata a lutto: Zanzara ci ha lasciato.
Una persona stupenda, piena di humor e gioia di vivere,che io non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente,l’ho conosciuta e apprezzata soltanto attraverso il suo blog.
Era già da un po’ che non scriveva più,una malattia fulminea l’ha tolta troppo presto da questo mondo, ci aveva illusi qualche mese fa lasciando 2 o 3 commenti.
Ciao Luisa,io continuerò a passare dal tuo blog,soprattutto quando sarò malinconica e avrò pensieri tristi,sarà il miglior modo per sentirti ancora tra noi.
Ciao Zanzarina,kiss



         


Perché la vita è un velo,
fatto di stelle in cielo
fino a confondersi le mani.


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permalink | inviato da Aurora86 il 29/9/2007 alle 0:32 | Versione per la stampa


6 settembre 2007

ADDIO BIG LUCIANO.



Questa mattina dopo una lunga malattia,ha cessato di vivere Luciano Pavarotti, il più grande tenore degli ultimi decenni,senza di lui la musica,qualsiasi tipo di musica,non sarà più la stessa.

Addio big Luciano, tutto il mondo ti piange.



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permalink | inviato da Aurora86 il 6/9/2007 alle 15:17 | Versione per la stampa


5 agosto 2007

GOOD VACATIONS - BUONE VACANZE !

 

A TUTTI I MIEI GENTILI LETTORI E VISITATORI, E A TUTTI I NAVIGANTI CHE PASSANO DA QUI, AUGURO FELICI,SERENE E SPENSIERATE VACANZE ! ! !
CI RILEGGIAMO VERSO FINE MESE.

       



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permalink | inviato da Aurora86 il 5/8/2007 alle 3:52 | Versione per la stampa


13 giugno 2007

AVVISO AI NAVIGANTI...

Chiedo scusa ai miei gentili lettori e a tutti coloro che che passano da qui.
A seguito del passaggio sulla nuova piattaforma del cannocchiale si sono verificati alcuni piccoli problemi nella gestione del sito che man mano sto risolvendo.
Pertanto se non vedete i vostri commenti , in tutto o in parte, o notate difetti di grafica o impaginazione e altro non preoccupatevi,nel giro di qualche giorno tutto tornerà normale e perfettamente agibile.
Vi ringrazio per la vostra comprensione, e vi saluto tutti.

                                


8 aprile 2007

AUGURI DI BUONA PASQUA !

A TUTTI I MIEI AFFEZIONATI LETTORI E A TUTTI I NAVIGATORI CHE PASSANO DA QUI,  AUGURO, INSIEME AI LORO CARI UNA 
FELICE E SERENA PASQUA

     
                   


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permalink | inviato da il 8/4/2007 alle 3:35 | Versione per la stampa


26 marzo 2007

LE RAGAZZE DI BENIN CITY .

E’ uscito un nuovo libro di Laura Maragnani,LE RAGAZZE DI BENIN CITY, in questo nuovo lavoro la giornalista di Panorama affronta senza troppi giri di parole la tratta delle ragazze nere, le nuove schiave del sesso.
Per la recensione di questa nuova opera,l'opinione del giornalista Enzo Bonifazi.
"...e ora ti spiego che la tratta non è solo un problema di sesso, di puttane e di clienti...".
(Enzo Bonifazi) Hanno anche 12 e 13 anni e sono alte, nere, statuarie: sberle di ragazze avviate a quel “mondo del lavoro” che noi italiani chiamiamo “fare le puttane”. E le fanno “le puttane”, proprio qui in Italia, sotto i nostri occhi strabici e incapaci di vedere “dentro” le cose.
La loro storia e la loro vita nell’Italia di oggi, già culla della civiltà, ce la racconta per la prima volta Laura Maragnani, giornalista di Panorama e già scrittrice di altri libri di successo fra cui “Nero Padano” pubblicato da Rizzoli dieci anni fa. Ce la racconta con un libro 'LE RAGAZZE DI BENIN CITY' pubblicato da Melampo, presentato ufficialmente il 5 marzo in Val D’Aosta dove vive la vera protagonista e finalmente da oggi 14 marzo nelle librerie italiane.
Belle, bellissime... e per questo schiave e incatenate ai meccanismi d’una organizzazione fatta di persone solo in apparenza umane; meccanismi che oltre Laura Maragnani oggi, solo il giornalista e scrittore Scerbanenco osò portare sulle indimenticabili pagine dei suoi romanzi degli anni ‘60 e ‘70.
Sapete cos’è un “papagiro”? Isoke Aikpitanyi, vera protagonista del libro nata a Benin City e sbattuta sulle strade di Torino giovanissima nel 2000 e che oggi finalmente libera ha aperto una casa rifugio per le giovani schiave; Isoke dunque l’ha raccontato a Laura Maragnani e questa a noi che possiamo da oggi leggere questo libro.
Un libro duro, che ci rimanda alle violenze umane degli zingari sui bambini raccontate due secoli fa da Victor Hugo ne “L’uomo che ride” o nelle pagine di “Boujargal” dove la schiavitù nera del tempo non ebbe paragoni nemmeno nei ricordi del “Villaggio di Stepancikovo” scritto da Dostoevskij.
Cosa spinge questa folla umana di splendide ragazze a lanciarsi nel buio della vita? Laura Maragnani ci racconta anche questo. A fare il resto è la cultura delle “ragazze di Benin”, fatta di legami che non si spezzano nemmeno a migliaia di chilometri di distanza, non si spezzano nella solitudine, non si spezzano di fronte a niente...e che invece dovrebbero essere tagliati di netto: come un nodo gordiano.
Ma in origine è la “fame”, quella “FAME” in maiuscolo che non è solo quella che comunemente intendiamo noi, ma è quel “non-vivere” che meglio di qualsiasi scrittore ha descritto un gigante della letteratura di fine ‘800, Knut Hamsun, la cui potenza espressiva fulminò gente come Tolstoy e Zola, Bjornson e Ezra Pound. Ebbene Hamsun, proprio come il mistero mai risolto della sua nascita e crescita letteraria (studiò fino a 14 anni in una povera frazione della Norvegia), raccontò tutti i misteri della fame (autobiografica) in quella monumentale opera che ebbe e ha per titolo proprio “Fame”.
Si sopravvive alla fame, in ogni senso? Si e Laura Maragnani nel suo nuovo libro traccia benissimo, anche se da scoprire, le linee guida e le misteriose strade che dalla miseria umana organizzata da belve umane, possono condurre alla “luce”.
Come è nato questo libro che racconta per la prima volta la storia di un’ex-schiava in Italia?
Lo dice la stessa giornalista Maragnani : ''Abbiamo coinvolto nel progetto del libro una cinquantina di ragazze di Benin City e dintorni, tutte vittime ed ex vittime della tratta. Molte sono ancora sui marciapiedi italiani a lavorare, alcune si sono sposate con dei clienti, altre sono sfuggite al racket ma sono costrette a vivere nascoste per paura di essere uccise'' spiega la Maragnani. ''Altre, invece, dopo aver pagato il debito con l'organizzazione che le ha fatte venire in Italia, comprano delle ragazze in Nigeria e diventano, a loro volta, delle maman''.
E chi è Isoke? Sognava un lavoro come commessa in Italia. Per averlo, aveva giurato di pagare 30mila euro. Ma quando Isoke Aikpitanyi, nigeriana di Benin City, e' arrivata a Torino, nel dicembre del 2000, ha scoperto che il 'posto di lavoro' che le avevano promesso non era affatto in un negozio: ''Era in mezzo a una strada, anzi un marciapiede. Intorno a me camminavano ragazze seminude, nonostante il freddo e la neve, con delle scarpe dal tacco altissimo: prostitute. Peggio: vere e proprie schiave del marciapiede'' racconta oggi Isoke. ''In Italia ne arrivano a migliaia, e tra queste ci sono anche ragazzine di 12-13 anni, cedute dai genitori alle 'maman'. Per pagare i 30-60 mila euro del viaggio sono costrette a prostituirsi. E quelle che provano a ribellarsi vengono picchiate, violentate, uccise in modo terribile per dare l'esempio alle altre''.
Isoke aveva 20 anni quando arrivò in Italia....e ricorda:
La prima volta che vai sulla strada per lavorare vai nel panico.
Io ricordo la strada.
Ricordo il marciapiede.
Ricordo la mia vergogna di stare lì, con dei vestiti assurdi.
E l'attesa.
Ricordo l'attesa che qualcuno arrivasse e mi facesse un segno dal finestrino abbassato, che dicesse vieni, che dicesse quanto.
Ricordo ancora la voce dei primi che mi hanno chiamato, e la mia voce che rispondeva no, no, no...
Ma è impossibile ribellarsi, perchè il prezzo è la morte.
Oggi la voce di Isoke, finalmente libera, si intreccia alle mille storie delle sue compagne di sventura in una testimonianza durissima e commovente: le terribili maman e i loro riti voodoo, i clienti che stuprano e quelli che si innamorano, i bambini nati in casa e quelli cresciuti di nascosto. E il dolore, la rabbia, le fughe, l'umiliazione di chi «sbatte» sul marciapiede sette giorni la settimana.Per cinquantadue settimane.Per dodici mesi.Per tre o quattro anni.
Come Isoke sia infine tornata libera ritrovando mille e mille ragioni in più per vivere proprio nell’Italia che l’aveva buttata nella disperazione, lo racconta Laura Maragnani nel suo nuovo libro. Il primo appuntamento in libreria è fissato a Roma per lunedi 26 marzo alle ore 18, presso la libreria L'Argonauta - Libri per viaggiare ,Via Reggio Emilia n°89 00198 Roma tel. 06 8543443 (info@argonautasrl.it www.argonautasrl. Saranno presenti oltre alla Maragnani e Isoke Aikpitanyi, Stefania Caracci e Sandra Petrignani.
             

'LE RAGAZZE DI BENIN CITY'
DI LAURA MARAGNANI
(MELAMPO, 112 pp. - 12 euro)


I diritti di questo libro contribuiranno a sostenere le campagne e le iniziative del progetto "La ragazza di Benin City".


5 marzo 2007

L'ALBERO DELLE FATE.

“Qui il senso della vita è come l’albero delle fate, che cresce forte come un mantello in cui riavvolgo, in me, questo e quello”;

Dove abitano le canzoni? Dove sono quando ancora nessuno ha avuto l’ispirazione di scriverle?
Forse stanno appese a un albero, sono lì con le sembianze di giocose fate, attendono la luce buona per riflettere il magico pensiero della creatività.
E in quell’albero scorre la linfa delle emozioni, dei suoni, dei respiri, della vita che richiede complicità per essere vissuta profondamente,
la linfa dell’amore gioioso e di quello malinconico, l’amore come totalità delle sensazioni umane.

Dopo la bella performance di S.Remo dove ha presentato il singolo “Chissà se nevica”, è uscito “L’Albero delle Fate”  il nuovo disco di Mango.

Sicuramente S.Remo non ha reso pieno merito alla bellezza di Chissà se nevica,brano ricchissimo di suoni mediterranei e rock perfettamente integrati tra di loro,con un meraviglioso testo e un’ottima partitura,ma con giurie di cui facevano parte,ancora non ho capito a quale titolo, gente come la Parietti o Lunetta Savino non si poteva chiedere di più e un 5° posto va più che bene, queste classifiche non contano nulla,e infatti il brano è già richiestissimo in tutti i network radiofonici e il disco sta andando letteralmente a ruba,in molti negozi è già esaurito.

Del resto le canzoni di Mango non sono mai state “facili”,è un cantautore che fa da sempre introspezione e ricerca musicale, e hanno bisogno di più ascolti per essere assimilate,ma poi il riscontro del grande pubblico c’è sempre,sarà così anche stavolta.

Nell’ Albero delle Fate Mango continua il suo viaggio nella ricerca musicale e sperimentazione riuscendo a mescolare ritmi latini e pop con sonorità rock tipicamente anglosassoni ,il tutto impreziosito da archi e violini,il risultato è  riduttivo definirlo “stupefacente”, scelte armoniche e sonore ardite senza perdere di vista la propria identità musicale e culturale.

La voce di Mango poi è protagonista assoluta, racconta di un artista nel pieno della maturità, è ancor più ricca di sfumature e armoniche, l’estensione è aumentata, la coloritura nelle frequenze basse è straordinaria e il semi-falsetto è di un’intonazione perfetta e si muove su una tessitura altissima.
Ciò che colpisce maggiormente è comunque la qualità eccellente dell’ispirazione, sia nella composizione che nella scelta degli arrangiamenti, frutto della sensibilità raffinata di Rocco Petruzzi, sostenuto in un paio di episodi dall’esperto Geoff Westley.
Infine una menzione per i musicisti, l’organico base della band, composto dall’inossidabile coppia ritmica Giancarlo Ippolito alla batteria e Nello Giudice al basso, dalle chitarre di Carlo de Bei e ovviamente dalle tastiere di Rocco Petruzzi. A dar lustro all’album la collaborazione del bassista John Giblin, del chitarrista Luca Colombo, del saxofonista Pasquale Laino e della violinista Demy Laino.
Inoltre la presenza di alcuni ospiti come il bassista Roberto Gallinelli, il chitarrista Fabrizio Leo, il batterista Lele Anastasi.

Il disco è stato registrato e mixato tra Lagonegro,Roma,Londra,New York.

Questa la title-trak : 1) Chissà se nevica; 2) La saggezza e il pane; 3) L’albero delle fate; 4) Dentro me ti scrivo; 5) Passo flamenco; 6) Seme di mandarino; 7) E ti amo più di me; 8) Ai tuoi sogni; 9) La fine delle poesie; 10) Sensazionale; 11) Che difficile canzone sei; 12) Sorprenderò l’immenso;

In contemporanea al disco esce anche il nuovo libro di poesie di Pino Mango : “Di quanto stupore”.

Per chi ancora sa e vuole emozionarsi,una bella opportunità.
Per saperne di più :
http://www.mango.it



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permalink | inviato da il 5/3/2007 alle 9:7 | Versione per la stampa


18 febbraio 2007

IO&LUI : COME CAMBIA LA VITA.

“Io” è Susy, “Lui” è un tremendo nemico, un tumore, mieloma, che l’ha colpita pesantemente. Susy potrebbe essere una persona qualunque, Susy è la seconda di tre figlie, madre francese, padre italiano. Per tutta la vita si è arrabattata nel campo delle pubbliche relazioni, aveva un'agenzia a Milano, non grandi soldi, ma una vita decorosa.

Susy ora si sta sbattendo come una pazza per la pensione di invalidità. Pratica lunghissima, per una manciata di euro. Umiliante. Deprimente.Il mieloma gliel'hanno scoperto un anno fa. Soffriva da qualche settimana di terribili mal di schiena.  Chemio. Ri-chemio. Tri-chemio. Un'intervento per "cementificare" le vertebre che si stavano spappolando, abbastanza riuscito. Prelievo del midollo. Le  sorelle non sono compatibili, da qui l'autotrapianto.

Susy ha voluto creare un diario on line, si sente molto sola davanti a quest'enormità che le è capitata è una persona molto positiva e sensibile, grande amante dell'Africa, adora il ballo, Susy dice che il Niguarda è  molto efficiente ma molto freddo, assistenza psicologica zero.

E’ entrata in camera sterile,non ha avuto il PC ma il telefonino con cui ha trasmesso i suoi pensieri e le sue sensazioni,e ha ricevuto messaggi e commenti,la situazione come tutti comprenderete è delicatissima,il mieloma  è un male molto molto difficile da combattere,finalmente qualche giorno fa  è tornata a casa ,ma ancora l’aspettano mesi difficili.

Susy ha un compagno, Enrico, con cui  vive da  molti anni, è molto presente e affidabile; per mesi l'ha vestita e svestita e portata in bagno e lavata e tutto. Lei era bloccata dal busto di ferro (oggi ne ha un modello più leggero, costosissimo, che pare la Usl non le rimborsi , fortunatamente, sulla presenza di Enrico non hanno fatto storie, anche se non sono sposati.

Non ci vuole molto per capire che Susy ha bisogno soprattutto di “sentirsi ancora viva”, perciò vi invito a visitare il suo diario on line e lasciare un messaggio di affetto e solidarietà umana, più saremo meglio sarà,deve sentirsi circondata dall’amicizia  e dal calore di tante persone.

Questo il link   http://ioelui.ilcannocchiale.it

Thanks a tutti,e fate girare il più possibile.





permalink | inviato da il 18/2/2007 alle 22:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


4 ottobre 2006

UN NUOVO GRANDE BLOG ! ! !

Un evento eccezionale,assolutamente da non perdere,sulla piattaforma del Cannocchiale è appena nato un “nuovo grande blog”, Vocirpine a cura del mio amico giornalista Enzo Bonifazi.

Raccomando caldamente a tutti di metterlo tra i siti preferiti e seguirlo con costanza e assiduità, ne vedremo, anzi leggeremo delle belle.

Questo il link: http://vocirpine.ilcannocchiale.it/

 Nel formulare i migliori auguri di benvenuto a questo grande giornalista,auguro a tutti buona lettura.





permalink | inviato da il 4/10/2006 alle 21:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa


28 settembre 2006

UN GESTO D'AMORE URGENTE !!!

Un appello per un bimbo bellissimo e sfortunato,ha tre anni e una malattia che lo ucciderà a breve se non riusciamo a fare qualcosa,chi può faccia girare il più possibile.

Tutte le informazioni a questo link:

www.proroberto.it










permalink | inviato da il 28/9/2006 alle 15:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 luglio 2006

FINALMENTE DI NUOVO ONLINE

Dopo qualche giorno di assenza, a causa di un problema tecnico, finalmente di nuovo online.

Colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente lo staff tecnico del "CANNOCCHIALE" per aver risolto brillantemente il problema.

ANCORA GRAZIE.




permalink | inviato da il 12/7/2006 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


13 giugno 2006

ITALIA - GHANA 2-0

FORZA AZZURRI



E PER BEPPE GRILLO.....












permalink | inviato da il 13/6/2006 alle 15:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


18 maggio 2006

I CRIMINI DEL COMUNISMO: LE RADICI IDEOLOGICHE

LE RADICI IDEOLOGICHE: MARX E LENIN TEORICI DEL TERRORE


Marx.
Nei suoi scritti giovanili già critica la democrazia.
La questione ebraica (1844): i diritti dell'uomo affermati dalla Rivoluzione francese "non sono altro che i diritti del membro della società civile, cioè dell'uomo egoista, dell'uomo separato dall'uomo e dalla comunità"; la libertà è solo "la libertà dell'uomo in quanto monade isolata e ripiegata su se stessa"; "il diritto dell'uomo alla proprietà privata è il diritto di godere arbitrariamente senza riguardo agli altri uomini, indipendentemente dalla società, della propria sostanza e di disporre di essa, il diritto all'egoismo"; l'uguaglianza "non è altro che l'uguaglianza della libertà sopra descritta, e cioè che ogni uomo viene considerato come una siffatta monade che riposa su se stessa"; "la sicurezza è l'assicurazione del suo egoismo". Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione (1844): "l'arma da critica non può certamente sostituire la critica delle armi, la forza materiale deve essere abbattuta dalla forza materiale".
Nel Manifesto del Partito comunista (1848) Marx elabora l'idea che la società comunista può essere raggiunta solo attraverso la "lotta di classe" rivoluzionaria del proletariato e teorizza l'abolizione dei diritti individuali di libertà: "il proletariato si servirà del dominio politico per strappare alla borghesia tutto il capitale, per accentrare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello stato"; deve "distruggere tutte le sicurezze private e tutte le guarentigie private finora esistite". Negli stessi mesi si richiama esplicitamente alla pratica del terrore esercitata dai giacobini cinquant'anni prima. Vittoria della controrivoluzione a Vienna (1848): "C'è un solo mezzo per abbreviare, semplificare, concentrare l'agonia assassina della vecchia società e le doglie sanguinose della nuova società, un solo mezzo: il terrorismo rivoluzionario". Anche l'amico e collaboratore Engels in quegli anni teorizza il terrore. In La lotta delle nazioni, risposta all'Appello agli slavi di Bakunin (1848), Engels dichiara che "la prossima guerra mondiale farà sparire dalla faccia della terra non soltanto classi e dinastie reazionarie, ma interi popoli reazionari", come, appunto, diverse etnie slave che hanno contrastato la rivoluzione tedesca. Di nuovo, ne Il panslavismo democratico sulla "Neue Rheinische Zeitung" rifiuta le "frasi sentimentali sulla fratellanza" offerte dalle "nazioni più controrivoluzionarie d'Europa" e afferma che "l'odio per i russi è stato ed è ancora la prima passione rivoluzionaria dei tedeschi" e che la rivoluzione richiede "il terrorismo più risoluto" e una "lotta di annientamento contro lo slavismo traditore". E Marx, fallita la rivoluzione, in La soppressione della "Neue Rheinische Zeitung" (1949): "Noi non abbiamo riguardi; noi non ne attendiamo da voi. Quando sarà il nostro tempo, non abbelliremo il terrore". L'anno dopo, Marx e Engels insieme, nell'Indirizzo al Comitato centrale del marzo 1850, invocano una "decisissima centralizzazione del potere nelle mani dello stato" e "misure di terrore". Teorizzano l'impiego di qualsiasi mezzo, anche immorale, necessario per fare trionfare la rivoluzione. Scrivono a G.A.Koettgen: "Agite gesuiticamente, buttate alle ortiche la germanica probità, onestà, integrità [...] I mezzi per noi aumenteranno, l'antagonismo fra il proletariato e la borghesia si inasprisce. In un partito si deve appoggiare tutto ciò che aiuta ad avanzare, senza farsi noiosi scrupoli morali".
Vent'anni dopo, Marx ed Engels accusano la Comune di Parigi di non avere saputo usare fino in fondo la violenza rivoluzionaria. Marx, La guerra civile in Francia (1871): la Comune ha il merito di avere sostituito l'"autogoverno dei produttori" al "vecchio governo centralizzato", mostrando la forma politica che deve assumere la lotta di classe proletaria. Engels, in Dell'autorità (1873), precisa: "Una rivoluzione è certamente la cosa piú autoritaria che vi sia; è l'atto per il quale una parte della popolazione impone la sua volontà all'altra parte per mezzo di fucili, baionette e cannoni, mezzi autoritari, se ce ne sono; e il partito vittorioso, se non vuole aver combattuto invano, deve continuare questo dominio col terrore che le sue armi ispirano ai reazionari. La Comune di Parigi sarebbe durata un sol giorno, se non si fosse servita di questa autorità di popolo armato, in faccia ai borghesi? Non si può al contrario rimproverarle di non essersene servita abbastanza largamente?". Nella Critica al programma di Gotha (1875), Marx parla della "dittatura del proletariato" necessaria nella transizione alla società comunista e specifica che essa non sarà di breve durata.

Lenin.

In gioventù manifesta simpatia per la formazione terrorista Volontà del Popolo. La conversione al marxismo non dissolve il culto per la violenza rivoluzionaria che lo ha ispirato da giovane. Già in Da dove cominciare (1901) ricorda: "In linea di principio noi non abbiamo mai rinunciato e non possiamo rinunciare al terrorismo". Con Che fare? (1902) si pronuncia per la trasformazione del partito marxista russo in un partito di "rivoluzionari professionali" ideologicamente compatto, retto da una ferrea disciplina e pronto a guidare l'insurrezione armata. In Due tattiche della socialdemocrazia (1905) dichiara esplicitamente obiettivi e forme del terrore di massa: "regolare i conti con lo zarismo e l'aristocrazia alla plebea, sterminando implacabilmente i nemici della libertà". Convocato nel 1907 davanti al Consiglio del partito per l'asprezza delle critiche ai menscevichi, ammette di avere perseguito consapevolmente una tattica indirizzata a diffamare l'avversario politico e a creare odio nei suoi confronti: egli pensa che il rivoluzionario non debba essere trattenuto da alcuno scrupolo morale. Lezioni della Comune (1908): la rivoluzione proletaria della Comune è fallita per l'eccessiva generosità del proletariato; "avrebbe dovuto sterminare i suoi nemici", invece che "esercitare un'influenza morale su di loro". In Stato e rivoluzione (1917) sviluppa le idee di Marx ed Engels sulla Comune, insistendo sul fatto che la dittatura del proletariato è incompatibile col parlamentarismo e che il proletariato rivoluzionario deve "spezzare" la macchina dello stato borghese. In I bolscevichi conserveranno il potere? (1917): "La rivoluzione è la lotta di classe e la guerra civile più acuta, più selvaggia e più esasperata", richiede un "uso implacabilmente duro, rapido e deciso della violenza". L'anno dopo, già al potere, ne La dittatura del proletariato e il rinnegato Kautsky (1918) attacca duramente il leader socialista tedesco, che difende il metodo democratico e critica l'autoritarismo dei bolscevichi. Nel luglio 1918 attacca decisamente Zinovev che ha trattenuto i bolscevichi di Pietrogrado dallo scatenare il "terrore di massa": "Bisogna stimolare forme energiche e massicce del terrore contro i controrivoluzionari". Ma lo stesso Zinovev in una assemblea di partito a Pietrogrado il 17 settembre 1918: "Dobbiamo conquistare per noi novanta dei cento milioni di abitanti della Russia che vivono sotto i soviet. Al resto non abbiamo nulla da dire: devono essere sterminati". Il discorso viene accolto da scroscianti applausi. E' stato pubblicato recentemente un documento del 1918 nel quale Lenin scrive di suo pugno che le rivolte contadine "devono essere represse senza pietà". Ordina ai comunisti di un villaggio: "impiccate senza esitare, così la gente vedrà, almeno cento noti kulaki, ricchi, sanguisughe". Nel 1919: "Noi non riconosciamo né libertà né uguaglianza né democrazia del lavoro, se queste cose si oppongono agli interessi dell'emancipazione del lavoro dall'oppressione del capitale". Immemore del proclamato diritto dei popoli all'autodeterminazione, nell'estate del 1920, ordina ai comandanti dell'Armata rossa: "noi dobbiamo prima sovietizzare la Lituania e renderla dopo ai lituani". In L'estremismo, malattia infantile del comunismo (1920): "Bisogna affrontare tutti i sacrifici e - in caso di necessità - ricorrere a tutte le astuzie, a tutte le furberie, ai metodi illegali, alle reticenze, all'occultamento della verità, pur di introdursi nei sindacati, pur di rimanere in essi, pur di svolgervi a qualsiasi costo un lavoro comunista". Teorizza la "violenza sistematica contro la borghesia e i suoi complici", parla di "ripulire il suolo della Russia di qualsiasi insetto nocivo; delle pulci: i furfanti; delle cimici: i ricchi, etc.". Parla di "lotta finale", di "guerra implacabile", di "annientamento implacabile" e di "sterminio sanguinoso dei ricchi". Definisce i borghesi "parassiti" e "vampiri". Nel 1922, al momento di lanciare la prima grande offensiva contro la Chiesa ortodossa: "E' precisamente ora e solo ora, quando nelle regioni affamate la gente mangia carne umana, e centinaia se non migliaia di cadaveri riempiono le strade, che noi possiamo (e perciò dobbiamo) effettuare la confisca dei beni ecclesiastici con la più feroce e spietata energia, senza fermarci prima di avere schiacciato ogni resistenza"; "applicate ai preti la più estrema forma di punizione".
Angelica Balabanoff, dirigente dell'Internazionale comunista, ricorda il cinismo con cui Lenin consigliava di diffamare i riformisti e i comunisti non fedeli alla Russia bolscevica, per distruggerne la reputazione presso gli operai, o di corrompere con denaro gli avversari del comunismo. Nel 1924 lo scrittore socialista Maksim Gorkij ritrae il Lenin da lui incontrato come una persona per cui gli esseri umani non hanno "quasi alcun interesse" e la classe operaia è solo "materia prima" per l'azione politica. La sua doppiezza è sistematica e teorizzata. Nel 1905 è scettico sui soviet, in quanto organizzazioni non di partito; nel 1917 teorizza il potere assoluto dei soviet; dalla presa del potere in poi svuota i soviet di qualsiasi significato politico. Fino al 1905, da marxista ortodosso, sostiene che i contadini sono piccolo-borghesi e quindi nemici della lotta socialista proletaria; dopo il 1905 adotta, contro i menscevichi, l'idea che i contadini siano alleati della lotta socialista proletaria; tra il 1917 e l'inizio del 1918, per ingraziarsi i contadini, accetta la parola d'ordine della spartizione delle grandi proprietà, fino ad allora sostenuta dai socialisti rivoluzionari e rifiutata dai bolscevichi come reazionaria; nel 1918 la sconfessa a favore di una accelerata collettivizzazione delle terre. Sostiene il diritto di secessione delle nazionalità, ma sotto il vincolo della priorità degli interessi del proletariato. La libertà non ha per lui alcun interesse: si interessa agli esperimenti di Pavlov, ed esprime rammarico che il condizionamento non sia applicabile su scala di massa, rendendo inutile la polizia. Scrive a Stalin nel 1922 "noi purificheremo la Russia per molto tempo"; e, sempre nel 1922, a Kurskij, a proposito della sostituzione della Cheka con la Gpu e i metodi legali: "Il tribunale non deve eliminare il terrore; prometterlo significherebbe ingannare se stessi o ingannare gli altri; bisogna giustificarlo e legittimarlo sul piano dei principi, chiaramente, senza falsità e senza abbellimenti. La formulazione deve essere quanto più larga possibile, poiché soltanto la giustizia rivoluzionaria e la coscienza rivoluzionaria decideranno delle condizioni di applicazione più o meno lunga".

Trotskij.
Nel 1924 esplicita nel modo più chiaro il disprezzo per la verità che segna la mentalità dei bolscevichi: "Nessuno di noi desidera o può contestare la volontà del Partito. Chiaramente, il Partito ha sempre ragione. [...] Noi possiamo avere ragione solo con e attraverso il Partito, perché la storia non ha dato altro modo di avere ragione. [...] E se il Partito adotta una decisione che l'uno o l'altro di noi ritiene ingiusta, egli dirà: giusto o ingiusto, è il mio partito, e io sosterrò le conseguenze della decisione fino alla fine".


Appendice sul nichilismo russo.
Nei bolscevichi, e in Lenin soprattutto, le teorizzazioni marxiane del terrore vengono a rafforzare atteggiamenti politici che provengono anche da tradizioni autoctone, in particolare da quella tradizione nichilista, che si è intrecciata in profondità con la storia dell'anarchismo russo e del populismo. Sergei Nechaev (1847-1882) è il rappresentante più caratteristico di tale tradizione. Il suo Catechismo rivoluzionario, elaborato all'inizio degli anni '70 verosimilmente con la collaborazione di Bakunin, tratteggia con precisione la figura del rivoluzionario completamente dedito alla causa e indifferente a ogni considerazione morale e a ogni sentimento umano. Dice del rivoluzionario: "Non ha né interessi personali, né affari, né sentimenti, né inclinizioni, né proprietà, nemmeno un nome. In lui tutto è assorbito da un interesse esclusivo, un solo pensiero, una sola passione: la rivoluzione" (art.1). "Nel profondo del suo essere, non solo a parole, ma con i fatti, egli ha spezzato ogni legame con l'ordine civile e con mondo civilizzato, con le leggi, le convenienze, con la moralità e le convenzioni generalmente riconosciute in questo mondo. Egli ne è il nemico implacabile e, se continua a vivere in questo mondo, non è che per distruggerlo piú sicuramente" (art.2). "Egli disprezza l'opinione pubblica. Disprezza e odia la morale sociale attuale in tutti i suoi atti istintivi e in tutte le sue manifestazioni. Per lui morale è tutto ciò che favorisce il trionfo della rivoluzione, immorale e criminale tutto ciò che la impedisce" (art.4). "Nell'assolvimento di questo compito, avvicinandoci al popolo, noi dobbiamo, in primo luogo, allearci con gli elementi della vita popolare che non hanno mai cessato, dalla fondazione dello Stato moscovita, di protestare, non solo a parole ma con i fatti, contro tutto ciò che è direttamente o indirettamente legato allo Stato, contro la nobiltà, contro la burocrazia, contro i preti, contro il mondo commerciale e contro i piccoli trafficanti sfruttatori del popolo. Noi dobbiamo perciò unirci al mondo avventuroso dei briganti, i veri e gli unici rivoluzionari russi" (art.25). Il radicalismo visionario resta una caratteristica saliente del movimento rivoluzionario russo: Piëtr Tkatchev, intorno al 1870, propone di sterminare tutti i russi di più di 25 anni, considerati incapaci di realizzare l'idea rivoluzionaria (proposta che, peraltro, suscita l'indignazione di Bakunin).



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16 maggio 2006

IL NOSTRO NO ALLA MAFIA.

"I miei sono atti contro la mafia e non lenzuoli". Lo ha affermato il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, che ha annunciato per venerdi’ prossimo la presentazione di un libro in cui saranno pubblicati "tutti gli atti che io e il mio governo abbiamo fatto di lotta alla mafia". Il testo si intitola ’Il nostro no alla mafia’ e verra’ presentato venerdi’ dal governatore insieme con il presidente della Commissione nazionale antimafia Roberto Centaro.

       


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