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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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23 aprile 2009

DI PIETRO FATTI PROCESSARE

Il trebbiatore di Montenero di Bisaccia, alias Antonio Di Pietro, da oggi in avanti potrà tranquillamente fregiarsi del titolo di “ Re della Casta”, dopo aver ottenuto da un pezzo quello di “Re delle facce di bronzo”.
Il campione della legalità a chiacchiere, mentre sbraita contro il parlamento italiano quando non concede l’autorizzazione a procedere verso un qualsiasi onorevole indagato e raccoglie firme contro il Lodo Alfano, non esita a farsi scudo dell’immunità di europarlamentare per sottrarsi al processo intentato dal giudice Filippo Verde contro di lui per diffamazione con richiesta di risarcimento danni pari a 210.000 euro, per aver diffuso notizie palesemente false sulla vicenda IMI-SIR / Lodo Mondadori, affermando che il giudice Verde era imputato per corruzione, notizia oggettivamente falsa, il che dimostra ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno, l’enorme ignoranza giuridica, dopo quella istituzionale di cui è portatore Antonio Di Pietro, davvero non ci si può capacitare di come uno così abbia potuto ricoprire il delicato incarico di PM, non a caso Carnevale, presidente di sezione di Cassazione si è pubblicamente pentito di averlo promosso.
Di Pietro fatti processare,adesso è il momento di mettere in pratica quello che predichi da sempre : “ la prima cosa da fare, in caso di indagini e vicende processuali , è recarsi al più presto dal giudice per chiarire la propria posizione” , ma se ha chiesto e ottenuto di farsi scudo con l’immunità di europarlamentare è evidente che non intende nemmeno prendere in considerazione questa ipotesi, patetico buffone.
Nessuna meraviglia per carità, ma c’è da scompisciarsi dalle risate pensando a tutti quei frustrati , sfigati, forcaioli e giacobini da operetta titillati da questo insulso personaggio, in nome della giustizia e della legalità, forza ragazzi continuate a coltivare l’indignazione…..




19 marzo 2009

GIUSTIZIA A OROLOGERIA

E così come ampiamente previsto e preventivato, l’esposizione mediatica ha dato i suoi frutti, l’ex PM De Magistris, già titolare dell’inchiesta Why Not, poi rimosso dall’incarico per gravi violazioni d’ufficio, ha annunciato la sua discesa in politica e la sua candidatura alle prossime elezioni europee con le liste dell’IDV di Di Pietro in qualità di “indipendente” e rappresentante della “società civile” (e chi poteva mai dubitarne? ), lamentandosi,poverino, che non gli hanno fatto fare il PM , il che è assolutamente vero, non si poteva consentire a uno come lui, di fare indagini ignorando leggi e regole, soprattutto se ciò era in funzione di avere visibilità mediatica per altri scopi, che adesso sono venuti alla luce in modo lampante.
Qualche ora dopo l’annuncio della candidatura però si scopre che l’ex PM è iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio, probabilmente la candidatura al parlamento europeo è funzionale anche per la relativa immunità parlamentare.
E' "ridicola e grottesca" la notizia dell'indagine a suo carico secondo De Magistris, e serve a "offuscare" quella della candidatura alle prossime europee nelle liste dell'Italia dei valori, praticamente “giustizia a orologeria”, non vorrei sbagliarmi ma è lo stesso concetto usato da Berlusconi , con ben altri motivi, a proposito della persecuzione giudiziaria a cui è stato sottoposto negli ultimi 15 anni.
Infine c’è un piccolo dettaglio, del tutto trascurabile se vogliamo, un inezia ecco, Di Pietro e l’Italia dei favori e dei valori immobiliari predicano contro la presenza di indagati,inquisiti e condannati in parlamento e nelle proprie liste, ma forse trattandosi dell’europarlamento e De Magistris , ci sarà un eccezione che conferma la regola, del resto se viene “assolto” da Di Pietro chissenefrega della magistratura.








28 ottobre 2008

LA DOPPIA MORALE

Fate quel che dico,non fate quello che faccio, questo vecchio adagio si adatta perfettamente alla sinistra italiana, qualche giorno fa Paolo Bonaiuti portavoce del Premier Berlusconi ha detto che “a sinistra parlano con la lingua biforcuta”, Pier Luigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere della Sera parla di “doppio standard” a proposito di coloro che a sinistra si oppongono a qualsiasi cambiamento del sistema scolastico e universitario, lo preferiscono così, una fabbrica di ignoranti e somari, certificato da tutte le classifiche internazionali, tanto i loro figli studiano in lussuose scuole a pagamento, con profitto e insegnanti di alto livello, tutelati da scioperi e okkupazioni.
“Ma se una frazione cospicua della classe dirigente, pur predicando l’intangibilità della scuola pubblica così com’è, spedisce i propri figli nelle scuole private, è solo un deplorevole pettegolezzo sottolinearne la plateale incoerenza? - si domanda Battista -. Non le viene in mente che se la libera scelta di scuole diverse da quella pubblica è resa possibile solo e soltanto dalle favorevoli possibilità economiche, è legittimo e plausibile definire quella scelta come il frutto di un privilegio, il trionfo di un doppio binario mentale, un divario troppo marcato tra i principi che si proclamano e il modo concreto di prefigurare il futuro dei propri figli?” Ecco quindi il “cinico doppio standard” dei genitori che “rinserrati nelle loro auree nicchie d’eccellenza”, bocciano “ogni parvenza di riforma della scuola pubblica” ma “proteggono i loro figli dalla sorte di frustrazione e di insignificanza cui sono condannati tutti gli altri”.
Io molto più semplicemente li definisco “moralisti senza morale” , la menzogna e il ribaltamento della realtà, la verità adattata alle circostanze, e il fate quello che dico e non quello che faccio, fanno parte del DNA della sinistra italiana, sono le scorie della vecchia scuola comunista, che nonostante abbia cambiato nomi e simboli, costretta dal fallimento e dalla vergogna, purtroppo non ha cambiato gli uomini, e appunto come dice Silvio Berlusconi, bisognerà aspettare almeno un’altra generazione prima che in Italia ci sia una sinistra normale di tipo europeo, anche perché i conti con la storia, i socialdemocratici europei,li hanno fatti da più di mezzo secolo.
E così mentre in parlamento e nelle piazze chiedono al Premier di mescolarsi con il popolo, ignorando che il popolo è l’elemento naturale di Berlusconi, lui ci sta a suo agio come uno squalo nell’oceano indiano, con slogan tipo : Un Paese in cui studiare è il privilegio di un’élite è un Paese ingiusto” , loro, la vera élite , si guarda bene dal mischiarsi con il popolo, i figli dei vari Rutelli, Santoro, Finocchiaro, Moretti,Melandri, Berlinguer e chi più ne ha più ne metta, sino a Veltroni che manda la figlia a studiare cinema negli Stati Uniti, celebrano il trionfo del privilegio e della doppia morale.
Nessuna meraviglia, per i “moralisti senza morale” tutto questo è normale, chi non ricorda per esempio, gli strepiti e le piazze urlanti contro il condono di Tremonti nel 2003 al grido di :” si favoriscono banditi e criminali” e “ la beffa degli onesti” ?
Bene,poi spulciando nei bilanci pubblici, si scoprì che i migliori complici dei banditi e dei criminali erano i Ds che attraverso la consorziata Beta Immobiliare, condonarono imposte per 2.324.000 euro, e ancora la CGIL , Visco, Bassanini, il giornale della Margherita, Europa, l’Unità, Prodi e Signora, ecc.ecc.
Mentre volevano vietarli al povero contribuente della strada, loro nei condoni, ci sguazzavano a piene mani.
E poi si incazzano pure, così Rutelli scrive al Giornale che ha pubblicato alcuni articoli sulle scuole frequentate dai figli degli esponenti politici dell’opposizione : “Non credo che i nostri ragazzi debbano essere mischiati alle polemiche di cui sono oggetto i loro genitori. Considero dunque spregevole che il suo giornale abbia attirato l’attenzione su bambine o ragazzini che hanno diritto di seguire il corso della loro vita formativa secondo le necessità e le opportunità che le loro famiglie e i loro educatori reputino migliori rispetto ai singolari percorsi delle loro esistenze”.
Bravo, che bel ragionamento, i bambini oggetto di polemiche no, a manifestare nelle piazze invece si, giusto?
E’ la doppia morale,come sempre.





8 ottobre 2008

USA CARTE FALSE CHI E’ COMUNISTA VERO

 Tra una riunione e l’altra e mentre sta monitorando l’evolversi della crisi finanziaria ,il super ministro dell’economia,Giulio Tremonti, trova il tempo di replicare al “perdente di successo”, Veltroni e al ministro ombra Bersani, da lui ribattezzato compagno “Bersanov”, che lo avevano accusato di aver provato ad introdurre in Italia nel 2003, anche da noi i mutui subprime , e di non esserci riuscito solo grazie al fermo niet dell’opposizione.
«Chi usa carte false dimostra di essere un comunista vero , perché nel testo che ho firmato per il DPEF 2003-2007 quella ipotesi non c’è e visto che avevamo una maggioranza bulgara, se avessimo voluto farlo, l’avremmo fatto.
"Ho sempre sostenuto quello che sostengo adesso e non sono mai stato un liberista selvaggio. Ricordo invece le memorabili lezioni di Prodi sulla globalizzazione, sulla casalinga di Voghera col salame ungherese. E mi ricordo chi è andato alla City e si è messo in ginocchio e chi ha detto ’siamo stati legittimati dai mercati finanziari’. Del resto una larga fetta della sinistra, caduto il tempio del comunismo, ha trasferito i suoi denari da Mosca a Londra, tentando, appunto, di legittimarsi. Hanno anche adottato lo stile di vita dei managers. Certo mi rendo conto che è molto dura assistere nella propria vita due volte al crollo di un sistema: prima il comunismo, poi i mercati...".
Giulio Tremonti

Che dire ancora? Una volta i comunisti italiani ricevevano i dollari da Mosca. Poi, caduto il comunismo, hanno scoperto il mercato. E, come tutti i neofiti, invece di fare impresa hanno fatto gli affaristi, e gli è andata pure bene, provate un po’ a pensare se adesso erano i “padroni di una banca” come auspicavano Consorte, Fassino, D’Alema, La Torre & C. .
Certo non c’è da invidiarli, dopo il comunismo crollano i mercati finanziari, questo li costringerà ancora una volta a riposizionarsi, una vera e propria “bulimia da ripensamenti”…..






17 settembre 2008

I CITTADINI CONTRIBUENTI PRIMA DI TUTTO

E’ bello,addirittura commovente,vedere in questi giorni di convulse trattative nella vicenda Alitalia, come autorevoli esponenti dell’opposizione, Veltroni, Bersani, Di Pietro ecc. , si preoccupano dei cittadini e contribuenti italiani, per i debiti della compagnia di bandiera stimati circa in 1,3 mld, che in caso di soluzione positiva della vicenda finiranno in una “bad company” gestita dal commissario, e di una gran parte di questi si farà carico l’azionista di riferimento, cioè lo stato.
“E’ inqualificabile scaricare le perdite della compagnia sui contribuenti” dichiara Veltroni, “ è una truffa” tuona Di Pietro, tutto giusto,messo così, in questi termini il ragionamento non fa una piega.
Ora a parte che per l’immagine di un grande paese e il ritorno in termini di turismo, avere una compagnia di bandiera vale molto,ma molto di più dei pur consistenti debiti di Alitalia, e su questo sono d’accordo secondo recenti sondaggi,circa il 70% degli italiani, siccome Veltroni & C ancora rimpiangono il mancato accordo con Air France (trattativa fallita per l’intransigenza dei sindacati), viene spontaneo chiedersi : “ quanto sarebbe costato agli utenti o turisti in viaggio da e per l’Italia verso altri continenti , il doversi recare in Francia e poi da li ritornare magari indietro e proseguire verso Tokio, Pechino , Sidney , Città del Capo ecc. ecc. , in media 4 ore di volo andata e 4 ritorno, considerato che,secondo il piano dei francesi nessun volo intercontinentale faceva capo direttamente in Italia”?
Questo giusto per dirne una, ora io non so prevedere come andrà a finire la trattativa tra la cordata italiana che intende rilevare Alitalia e i sindacati, ma una domanda sorge spontanea : “come mai costoro quando erano al governo,ovvero circa un anno fa, non si sono fatti tanti scrupoli e hanno scaricato sul groppone dei cittadini e contribuenti italiani diecimila cinquantenni,dipendenti della FIAT, mandati direttamente in pensione con apposito decreto, senza che sussistessero particolari crisi aziendali ”?
Non in cassa integrazione o mobilità dunque, ma un prepensionamento bello e buono, chissà, forse a costoro i cittadini e contribuenti interessano a giorni alterni oppure sono i refusi della vecchia scuola comunista,secondo la quale la verità va adattata alle esigenze del momento storico.
Una cosa però è sicura, visto l’alta considerazione che ha di costoro il popolo italiano,certificata da tutti i sondaggi d’opinione, non è difficile prevedere che una sonora risata li seppellirà.




6 agosto 2008

SALVA L’ITALIA O SALVA VELTRONI?

Cinque milioni di firme contro il governo Berlusconi per salvare l’Italia, Veltroni inviso e contestato dalle 17 correnti del partito democratico,nonché da elettori e militanti per la sua insipienza politica, si gioca l’ultima carta, ritira fuori il pullman dai rottami della campagna elettorale e se ne andrà in giro per l’Italia a raccogliere adesioni, per protestare poi in autunno contro la pioggia e la globalizzazione.
Ma si, cinque, anche dieci milioni di firme, tanto poi fa niente se gli elettori ad ogni competizione elettorale dal Friuli alla Sicilia,passando per Roma li prendono a ceffoni, ma poi contro cosa dovrebbero firmare i cittadini?
-Contro i tagli della spesa pubblica improduttiva effettuati da governo(34 mld in 3 anni), e già non si capisce se protestano perché sono troppi o perché sono pochi rispetto ai 15mld/anno previsti dal programma del PD e promessi da Veltroni in campagna elettorale, ma forse quest’ultima cosa non impressiona più di tanto i cittadini, i quali sanno bene che le promesse della sinistra e del PD sono “carta straccia”.
-Contro la “forzatura delle regole” fatta dal governo, che si occuperebbe di Berlusconi e non del paese,anche qui dimostrano la “lontananza dal paese reale” , di Berlusconi si sono occupati loro e la stampa ,mentre il governo si occupava delle emergenze del paese, dai rifiuti della Campania al decreto sicurezza ecc.ecc., senza contare poi ad esempio sul lodo Alfano, che in linea di principio lo ritengono giusto, ma è sbagliato se lo fa Berlusconi, e ignorano quello che pensa una gran parte dei cittadini,ovvero “ciò che è bene per Berlusconi è bene per il paese”.
-Infine la questione dell’aumento di salari e stipendi, a parte che dare a tutti le poche risorse che ci sono, non risolverebbe nessun problema, l’unico modo è collegarlo alla produttività ,cosa che si è fatta con la detassazione di incentivi,premi aziendali e straordinari che dal prossimo anno riguarderanno anche il settore pubblico , quindi una platea molto vasta, ma poi il cittadino giustamente si chiede perché questo non è stato fatto quando loro erano al governo e veniva richiesto da più parti?
Insomma è tutto da ridere, più che salvare l’Italia, si tratta di salvare Veltroni, tanto che autorevoli esponenti del PD hanno già annunciato che non firmeranno la petizione contro il governo, Cacciari, Chiamparino,Bassolino ecc. ,giusto per citarne qualcuno.
Anche loro hanno compreso che c’è un governo che governa e che piaccia o no decide e opera, anche loro hanno capito che NON RIENTREREMO NEL CAOS,L’ITALIA HA VOLTATO PAGINA, E’ LA NUOVA STAGIONE.
E’ inutile aspettare le prossime elezioni europee per “rottamare Veltroni” , lo si faccia subito, magari poi ci sarà un nuovo leader con le idee chiare, e sarà tanto di guadagnato per tutti.

Update: Non si può dichiarare guerra senza avere l’esercito, così il sindaco Cacciari, spiega in questa intervista al Giornale, il motivo per cui lui e altri autorevoli esponenti del PD non firmeranno la petizione contro Berlusconi e il governo.
L’assessore al turismo della regione Campania, Claudio Velardi è ancora più duro: “Veltroni e D’Alema sono ormai bolliti, c’è bisogno di un nuovo leader”.
Insomma Veltroni e il PD ricordano tanto la storia di quel tale che aveva perduto i buoi e andava cercando le corna.








15 luglio 2008

SCHIFOSO OPPORTUNISMO

Me li immagino i dirigenti del partito democratico, una giornata intera passata a studiare cosa era conveniente dire, come commentare la notizia diffusa sin dal primo mattino, da tutte le agenzie dell’arresto del governatore dell’Abruzzo,Ottaviano Del Turco e di gran parte della giunta regionale.
Mentre per Del Turco giungevano messaggi di umana solidarietà e comprensione dal centrodestra, da Capezzone a Stefania Craxi, da Brunetta sino a Berlusconi,che chiedevano oltretutto quali gravi ragioni ne giustificavano la detenzione, nel PD passavano le ore ad arrovellarsi e a chiedersi come uscirne senza troppi danni di immagine e soprattutto non scontentare nessuno.
Così solamente alle 18 di sera uno scarno comunicato firmato da Veltroni, esprimeva nell’ordine stupore, fiducia nella magistratura, e l’auspicio che Del Turco sappia dimostrare la totale estraneità alle accuse che gli vengono mosse,tutto qui.
Ora,a parte che da sempre è l’accusa che deve dimostrare la colpevolezza del convenuto e non il contrario, in questa scarna dichiarazione emerge prepotentemente il calcolo,il freddo cinismo e l’opportunismo di un gruppo dirigente che ha ben imparato la lezione comunista,ovvero quella della verità piegata alla convenienza del momento e dei garantisti a corrente alternata.
Non una parola di umana solidarietà, a prescindere dalla fondatezza delle accuse o meno, per uno dei 45 saggi che hanno partecipato e promosso la costituente del partito democratico, nessuna domanda sul perché di misure cautelari così eclatanti, eppure il garantismo dovrebbe essere una bandiera per un partito di sinistra, niente di niente , scaricato come un vecchio rottame pur di compiacere la magistratura e non offendere la suscettibilità di iene e sciacalli manettari alleati, che già banchettano con episodi come questo.
Per comprendere appieno la doppiezza di questi signori consiglio di leggere un opuscolo di Stefania Craxi: “Garantisti dei miei stivali”.
Hai voglia a cambiare nomi e simboli, nei momenti topici emerge sempre lo “schifoso opportunismo” della doppiezza comunista, e non ha nessuna importanza se riguardi avversari o compagni di partito,trattati alla stregua di cani rognosi.
Questi sarebbero capaci di negare persino di conoscerlo uno come Del Turco, con permesso, vado a vomitare…




11 luglio 2008

IL RITORNO DELLO STATISTA

Voi non ci crederete ma ho apprezzato tantissimo l’intervento ieri in aula di Massimo D’Alema, quando è intervenuto nella discussione sul lodo Alfano e tra l’altro ha anche chiesto a Berlusconi di rinunciare al lodo e affrontare i giudizi che lo riguardano a testa alta.
Sono sobbalzata sulla sedia e mi sono detta: “ finalmente è tornato lo statista che noi tutti conosciamo”.
Perché diciamolo francamente , l’estate scorsa avevano stupito un po’ tutti le sue reazioni e quelle dei DS, quando il GIP di Milano Clementina Forleo aveva richiesto al parlamento l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni che riguardavano lui , Fassino e La Torre, motivandole come “inquietanti interlocutori di conversazioni soprattutto intervenute sull'utenza in uso al Consorte , i quali all'evidenza appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata”.
Immaginatevi quindi lo stupore nel sentire i diessini che parlavano di “teoremi e complotti” , ricostruzioni forzate e condanne preventive,e ancora di più nel sentire D’Alema parlare di “minaccia per la democrazia” ,”attacco allo stato di diritto”, e addirittura : “ chi pensa di usare intercettazioni illegali contro i propri avversari politici è fuori da ogni civiltà democratica”.
Insomma i DS sembravano Forza Italia e si faticava molto nel distinguere tra D’Alema e Berlusconi.
Da ieri finalmente però è tornata la normalità, D’Alema è ritornato lo statista di sempre e Berlusconi colui che deve difendere se stesso e il parlamento dalla “minaccia democratica” di magistrati politicizzati che vogliono sovvertire la volontà popolare.
Adesso è tutto a posto,possiamo tirare tutti un grosso sospiro di sollievo.




30 maggio 2008

PIGNETO SOLO UN FASCISTA “ROSSO”

Niente raid nazi fascista al Pigneto, quartiere di Roma dove sabato scorso sono state distrutte le vetrine di un negozio di un immigrato, niente intolleranza,xenofobia,razzismo e chi più ne ha più ne metta, era soltanto un “fascista rosso” che voleva farsi giustizia da se, tale Dario Chianielli deciso a vendicare il furto di un portafogli a una sua amica, e udite udite prima di consegnarsi al commissariato ha mostrato ai giornalisti un tatuaggio del Che sull’avambraccio,la canea della sinistra e dei media italiani contro il pericolo rappresentato dal governo Berlusconi e da Alemanno era quindi una bufala,nessun movente politico.
Veltroni che subito dopo l’episodio aveva tuonato : “segnale di allarme gravissimo, aggressione di segno esplicitamente politico e nazista,fenomeno dettato da violenza e intolleranza” e altre corbellerie di questo tipo,oggi si è limitato a un laconico : “ è grave minimizzare i fatti accaduti”.
Non servono altri commenti, è comprensibile che Veltroni debba dimostrare di esistere, nessuna “marea nera” dunque,ma almeno un po’ di rossore per la vergogna forse ci vorrebbe.






15 febbraio 2008

EPIFANI INIZIA LA CAMPAGNA ELETTORALE.

Epifani ha di fatto iniziato la campagna elettorale dei sindacati, lo ha detto esplicitamente :” il sindacato non deve restare fuori dalla campagna elettorale”, ha bocciato infatti esplicitamente le proposte di Berlusconi sulla detassazione dei straordinari,premi aziendali, tredicesime, quattordicesime ecc. , non ci interessa ha ribadito.
Infatti qualcosa che consente a chi lavora di più e meglio di guadagnare di più senza essere penalizzati dal fisco,deve essere qualcosa di aberrante , molto meglio che i salari dei lavoratori siano erosi sino all’osso dal fisco centrale e ancor più da quello locale, visto che i sindacati non hanno avuto nulla da ridire sull’aumento della pressione fiscale, sulla spaventosa cresta che il governo ha fatto sulla pelle dei cittadini più deboli con la sostituzione delle deduzioni con le detrazioni, sullo sblocco anche retroattivo di tutte le addizionali locali, sullo scippo del TFR ecc. ecc. ,strano soltanto adesso si accorgono che gli italiani sono “stremati e impoveriti”?
Un recente sondaggio ha evidenziato che la maggior parte dei lavoratori dipendenti votano centrodestra, ma i coglioni che seguono questi venditori di fumo sono ancora tantissimi,peggio per loro.
Sindacati in piazza, oggi, dunque per raccogliere le firme dei cittadini a sostegno della richiesta di un aumento dei salari per i lavoratori dipendenti a fronte di una riduzione delle tasse.
Nessuna meraviglia il tax-day non è altro che una campagna elettorale collaterale al Partito Democratico.
Intanto continua anche la caccia al “tesoretto” : «Il tesoretto? c'è sicuramente, non so dire in che dimensioni anche perché non spetta al sindacato farlo. Certo è che il balletto all'interno del governo tra chi dice che c'è e chi dice che non c'è, non va bene»,così ancora Epifani.




6 gennaio 2008

SVILUPPO ITALIA? NO SVILUPPO PARENTI…

UN BAMBOCCIONE IN MENO! ! !

Gabriele Visco, figlio del viceministro dell’Economia Vincenzo, è stato
assunto come dirigente da Sviluppo Italia, l’agenzia governativa che si occupa di attrazione degli investimenti ed è controllata al 100% dal ministero dell’economia.
Il giovane manager, già in Telecom Italia, è stato inquadrato dopo un trimestre da collaboratore (1 luglio - 30 settembre 2007), periodo durante il quale ha percepito un compenso lordo di 46.250 euro.
Io non conosco le qualità e attitudini professionali del figlio del vice ministro dell’economia e non posso giudicare in merito, ma sono propensa a credere che siano le migliori possibili sino a prova contraria.
Mi domando e vi domando : “ vi sembra normale che il figlio di un vice ministro dell’economia venga assunto in una società controllata dal ministero suddetto”?
Questo ripeto, senza nulla togliere alle qualità professionali del neo assunto, ma soltanto per una mera opportunità politica e non dare adito a polemiche che inevitabilmente ci saranno.
Mi domando e vi domando ancora : “ ma secondo voi che credibilità hanno questi moralisti senza morale, quando con facce di bronzo degne di miglior causa, fanno finta di indignarsi per esempio quando Berlusconi chiede un provino alla RAI per una attrice,ballerina o cantante”?
E che nessuno si azzardi a parlare di conflitto di interessi, questi al massimo si possono definire “interessi senza conflitto”.
E’ tutto da ridere se non ci fosse da piangere
.




2 dicembre 2007

TERRORISTI ONORARI

I brigatisti e terroristi rossi italiani stanno vivendo una stagione esaltante grazie alle politiche premiali di questo governo,li troviamo dappertutto, eletti in parlamento,consulenti nei ministeri e nelle giunte comunali e regionali,assunti in società a partecipazione statale lautamente retribuiti ecc. ecc. , ce ne fosse uno che si guadagna da vivere lavorando la terra o in una catena di montaggio, macché, nemmeno a cercarlo con una lanterna,chi mi legge più o meno assiduamente ricorderà che ne ho scritto diverse volte.
Nulla dunque può più meravigliare o sorprendere,eppure non riesco ugualmente a trattenere un moto di sdegno e disgusto, quando apprendo che la terrorista Silvia Baraldini,colei cioè che fu ricevuta in pompa magna all’aeroporto dal ministro di grazia e giustizia dell’epoca Diliberto, proveniente dagli USA per continuare a scontare la sua pena in carcere,rimessa in libertà poco dopo e incaricata come consulente per le “politiche del lavoro” (Sic) presso la giunta comunale di Roma guidata da Walter Veltroni con un lauto contratto, è stata insignita della “cittadinanza onoraria” del comune di Venaria,centro alle porte di Torino.
Per risarcirla, come ha spiegato il sindaco Nicola Pollari, diessino, «restituendole quei diritti di cittadinanza che le sono stati strappati tanti anni fa» con una reclusione priva di «valenza rieducativa e riabilitativa»,poverina una martire dunque altro che terrorista.
La Baraldini fu condannata a 43 anni da un tribunale americano non solo e non tanto per le sue attività sovversive di militante del Black Panther Party, ma per complicità in una rapina nel corso della quale vennero uccisi una guardia giurata, l’autista del furgone blindato e due poliziotti. E per aver direttamente concorso all’evasione di Assata Shaker, il leader delle Pantere nere che stava scontando una condanna all’ergastolo per omicidio di un agente di polizia stradale.
Ma forse proprio perché ha commesso questi crimini in nome di un ideologia è ben meritevole d’encomio solenne come può essere la cittadinanza onoraria che si conferisce a chi ha ben meritato alla Patria.
Il fondo è stato toccato da un pezzo,ma imperterriti si continua a scavare,con permesso vado a vomitare…..




23 novembre 2007

SENTI CHI PARLA...

QUANDO LE TELEFONATE LE FACEVANO LORO.

Non ricordo più se il film giusto era Delta Force ma la lettura dell’articolo di Ezio Mauro mi ha fatto l’effetto che le madeleinettes facevano al vecchio Proust il quale si commuoveva e senza porre tempo in mezzo meditava sul tempo perduto, ma anche quello ritrovato. L’articolo di Mauro mi ha portato indietro nel tempo e di questo gli sono grato, già a partire dal titolo: «Struttura delta». Il bis della Spectre. Il bis della P2. Si impone un modesto esercizio di ritorno alla decenza.
L’articolo mi ha riportato con la sua velata magia alla stagione in cui spesso mi trovavo la sera nella stanza di Ezio Mauro, allora direttore della Stampa di Torino (di cui ero editorialista) e dove assistevo alla teleconferenza fra Mauro e il direttore dell’Unità di Roma (Uolter Veltroni), uno dei vicedirettori a caso di Repubblica, e il direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli: tutti insieme, in unico afflato e per una sola causa comune (ma quale? Certamente non la libera informazione in concorrenza) facevano tutti insieme «il giornale».
Cioè: non è che ognuno si faceva il suo, di giornale, come in tutti i Paesi in cui le testate sono orgogliosamente concorrenti. Macché. Questa compagnia di cui Ezio Mauro era il capatàz, fabbricava il giornale comune che l’indomani tutti gli italiani si sarebbero sciroppati prima sulla carta e poi in proiezione sui telegiornali sotto le varie testate. Non lo sapevano, ma leggevano tutti lo stesso giornale. Che giornalismo, che concorrenza, che scuola.
Il pretesto diciamo così umanitario dell’operazione, era quello di aiutare il giovane Uolter che non sapeva fare la prima pagina, non sapeva fare i titoli e si scombinava tutto. Ma il gruppo di comando del giornalismo italiano – capitanato da un Ezio Mauro che sembrava guidare un commando Delta Force (ecco il titolo giusto, altro che Struttura delta) - faceva un unico menabò (lo schema della pagina), tutti i titoli e la scelta delle notizie e dei contenuti, uguali per tutti.
Il giornale che veniva fuori era omologato, identico, figlio di un unico Minculpop, o cupola, o mini-p2 che dir si voglia e che lasciava alla fantasia del singolo direttore soltanto il cosiddetto «boxino»: un titolotto basso a due colonne in cui ognuno registrava la curiosità innocua del giorno, del genere bambino morde cane: «Walter, nel boxino mettici quella storia del bambino che ha sbranato un pitbull». E Uolter pubblicava.
Naturalmente non si trattava soltanto di fare la prima pagina. Venivano decise le notizie da dare e quelle da ridurre, da esaltare e da minimizzare. Che concorrenza: affinché nessuno restasse scoperto, tutti davano (o tacevano, o sminuivano, o ingigantivano) la stessa notizia nello stesso modo. Ogni santo giorno. E tutti bevevano la stessa acqua.
Io assistevo a quella grottesca anomalia e osservavo gli sghignazzi furbastri, specialmente quelli di via Marenco dove comandava imperiosamente il proprio, e anche un po’ gli altrui vascelli Ezio Mauro in sfolgorante camicia bianca. Paolo Mieli, sia detto ad onore del vero, non si lasciava troppo comandare, ma tutti e due insieme comandavano sull’Unità e la Repubblica seguiva.
Così, negli anni Novanta erano serviti non soltanto i lettori della carta stampata ma anche gli spettatori televisivi. La gente forse non lo sa, ma i telegiornali dosano e misurano i loro titoli, gli spazi, la scaletta dell’importanza di ciò che poi ammanniranno al popolo catodico, sulla base delle decisioni dei tre cavalieri dell’apocalisse, Corriere, Repubblica e Stampa, che poi sarebbe, per così dire, la casta.
Ma la prima pagina si confezionava tra via Marenco, Torino, e via Solferino a Milano, per essere rimpannucciata in piazza Indipendenza e infine rimpallata a via del Taurini dove diventava il vangelo dell’Unità, ovvero la verità, pravda in russo, truth in americano che piace di più a Uolter. Ovviamente anche gli altri giornali e giornaletti e giornalini per non dire dei piccoli telegiornali locali, si adeguavano con ansia e con la lingua di fuori per non restare esclusi dal gruppo di comando.
Quando ero a Repubblica (di cui sono stato un fondatore, redattore capo e inviato per 14 anni) assistevo ammirato alla formazione del quadridente formato dal formidabile quotidiano di Scalfari, l’Espresso, Raitre e il Tg3. Messi insieme formavano una seconda divisione corazzata che esercitava un potere assoluto, di comando e di dominio sulla scelta, confezione e pubblicazione della notizia.
Insomma, figuratevi il salto dalla sedia che ho fatto ieri mattina quando mi imbatto in una delle più comiche composizioni a sopracciglio levato del mio vecchio amico Ezio Mauro, ora direttore di Repubblica, il quale si è esibito in un articolo che potrebbe intitolarsi a scelta «Senza vergogna» o «Oggi le comiche». Basti l’incipit: «Una versione italiana e vergognosa del Grande Fratello è dunque calata in questi anni sul sistema televisivo, trascinando Rai e Mediaset fuori da ogni logica di concorrenza per farne la centrale unificata di una informazione omologata, addomesticata, al servizio cieco e totale del berlusconismo al potere». Lui la chiama «Struttura delta». Noi la chiameremmo «Senti chi parla».
Thanks al sen. Paolo Guzzanti.




22 novembre 2007

TOH I COMPAGNI SI INDIGNANO .

Sono davvero di una comicità unica, dopo la pubblicazione da parte di Repubblica di presunte intercettazioni uscite dalla procura di Milano,relative al fallimento della HDC del sondaggista Crespi, coperte dal segreto istruttorio, su cui persino il “compagno Napolitano” non ha potuto esimersi dalla formale condanna, le verginelle sinistre gridano allo scandalo e i giornalisti RAI subito riuniti in assemblea chiedono a gran voce che la politica non si occupi dell’azienda, come se la stragrande maggioranza di costoro fossero lì assunti per pubblico concorso.
La prima cosa che stupisce è come d’incanto a sinistra siano spariti tutti quei garantisti che gridavano allo scandalo dopo la pubblicazione delle intercettazioni di D’Alema,Fassino, Consorte&C, ovvero gli strenui difensori dello “stato di diritto” che parlavano di “minaccia per la democrazia” oppure come Violante che chiedeva a gran voce “qualcuno si occupi di vedere cosa accade nel tribunale di milano”(Sic), dove sono? Chi li ha visti?
Come al solito è tornato il “garantismo a giorni alterni”.
Di cosa si tratta poi in effetti? L’accusa sarebbe che RAI e Mediaset durante il governo Berlusconi concordavano tutto, la prova consisterebbe nel fatto che in qualche particolare occasione tipo la morte del Papa o le elezioni amministrative i dirigenti si scambiavano opinioni.
E allora? Dove sta il problema? Forse che i direttori dei quotidiani italiani non si telefonano tra di loro per scambiarsi opinioni e pareri soprattutto in occasione di eventi importanti?
Forse qualcuno immagina che i Mauro,Ferrara ,Mieli, Feltri, tanto per citare qualcuno dei direttori dei maggiori quotidiani italiani non parlano mai tra di loro?
E se c’era questa commistione qualcuno può spiegare come mai da ben 5 anni RAI1 batte sistematicamente negli ascolti canale5?
Ma non è forse più scandaloso l’editto(quello si bulgaro) con cui D’Alema ha chiesto l’anno scorso la sostituzione di Mimun,campione di ascolti al TG1?
Non è forse più scandaloso che si cerchi di sostituire a tutti i costi un componente del consiglio di amministrazione RAI come Petroni nonostante il governo venga preso regolarmente a ceffoni dagli organi di giustizia?
Che poi la Rai sia da sempre filogovernativa non ci piove,lo sanno anche le pietre,come non ricordare la RAI di Zaccaria che con un’abile colpo di effetti sostituì i fischi per D’Alema con applausi,oppure Rutelli che parlava in una sala gremita quando in realtà era semivuota?
La verità e che Silvio Berlusconi,ormai libero da pesi e zavorre che lo frenavano fa paura come e più di prima,non a caso parla di” indegno sciacallaggio”, ma il popolo italiano in generale e il “popolo della libertà” in particolare,che è sceso nelle piazze lo scorso week end e ci ritornerà il prossimo è molto meno stupido di quanto i “parrucconi della politica” possano immaginare.





10 novembre 2007

IL FASCISTA ENZO BIAGI.

Sul fatto che fosse un grande giornalista abbiamo molti dubbi;sul fatto che fosse stato sempre antifascista ,ancora di più.Sia chiaro che ci dispiace, come per ogni altro, la dipartita di un altro essere umano.Porgiamo quindi le condoglianze alla famiglia tutta.Ma la cosa che più mi ha incuriosito è che sembra che Biagi Ragioner Enzo sia nato dopo il 1945.Nessun giornale ci ha detto che cosa facesse prima.Un documento del Minculpop (Ministero della Cultura Popolare Fascista) del 20.01.1944 estrapolato anche dal "Domenicale", ci fa sapere che il sig «Biagi rag. Enzo» (testualmente così indicato) ,si vantava di essere stato balilla, avanguardista, membro della Gioventù italiana del littorio,membro del Gruppo universitario fascista,che aveva vergato con i suoi articoli la rivista "L'assalto", che vinse i premi Prelittorali, che suo zio aveva fatto la marcia su Roma,che suo cugino fu un viceministro delle Corporazioni.Di questo si vantava il Biagi.Forse era fin troppo "modesto" per non ricordare che il Minculpop aveva inviato 70mila e 500 lire ai giornalisti del Resto del Carlino «sfollati o dissestati» da incursioni nemiche (gli Alleati) e che al Biagi Rag. Enzo furono date ben 3mila lire di allora.Che lui non mi pare abbia rifiutato.Parliamo del 1944, anno,se non erriamo, della crimonogena Repubblica Sociale Italiana di Mussolini.Biagi rimase ,fino alla tarda primavera del ’44, a svolgere critica cinematografica.Solo successivamente aderì all'ideale antifascista.Quando forse anche le pietre avevano capito che il destino per i fascisti era segnato.In un' intervista concessa a Luciano Nigro per i suoi 80 anni e pubblicata sull’edizione bolognese di Repubblica, Enzo Biagi racconta che «Giorgio Pini, cognato di un mio zio che si chiamava come me, incontrò Mussolini alla vigilia del gran consiglio che lo destituì», cioè poco prima del 24 luglio 1943. Nigro interviene: «Lei in quei giorni scelse i partigiani». Biagi risponde :«E mi trovai con gente di ogni classe…».Però la verità è che ,in virtù della parentela con il cugino Bruno Biagi – autorevole esponente fascista, deputato dal ’34, presidente della Commissione industria della Camera dei fasci e dell’Istituto nazionale fascista della previdenza sociale, poi sottosegretario alle Corporazioni – Enzo Marco ( pseudonimo di Biagi per una parte della sua vita) scriveva a 17 anni sull’"Avvenire d’Italia" e su "L’Assalto", «organo della federazione dei fasci di combattimento di Bologna»,poi su "Il Resto del Carlino", dove divenne professionista nel giugno del ’42, quotidiano non distante in alcun modo dal fascismo.Indovinate da chi era diretto il "Resto dal Carlino"? Si proprio da Giorgio Pini sin dal 16.09.1943.Biagi scrisse anche su "Primato", la rivista di Giuseppe Bottai, il ministro che firmò le leggi razziali, che Biagi «ha sempre stimato» e nei confronti del quale ha pubblicamente tributato il proprio «dovere di gratitudine» (Enzo Biagi, "Ma che tempi", Rizzoli, Milano 1998, p. 43);non solo, Bottai, per Biagi Ragioner Enzo, era una di quelle «camicie nere ma teste libere»!! (Id., "Scusate, dimenticavo, BUR", Milano 1997, p. 12). Per Biagi "L’Assalto" era il «giornale della federazione fascista, dove poi ognuno scriveva quello che voleva» (Id., "Ero partito da Bologna piangendo", in Bologna incontri, XIII, 5, maggio 1982, p. 6).Forse Biagi dimentica che questo giornale fu uno dei più acerrimi assertori delle leggi razziali.Ricordiamo che questo quotidiano arrivò a chiedere un’«opera di purificazione indispensabile specialmente nelle maggiori città dell’Italia settentrionale e centrale (Roma, dove ci sono ancora troppi ebrei, compresa)» (23 agosto 1941). Biagi Ragionier Enzo, pur sapendo e leggendo tutto ciò , continuava indefesso ad occuparsi di critica cinematografica arrivando persino ad elogiare il film Süss, l’ebreo, film la cui visione Himmler impose alla Wehrmacht e alle SS in partenza per le campagne di sterminio in Europa Orientale.Queste le sue parole: «un cinema di propaganda. Ma una propaganda che non esclude l’arte – che è posta al servizio dell’idea».Non contento ribadiva che questo film «ricorda certe vecchie efficaci e morali produzioni imperniate sul contrasto tra il buono e il cattivo […], trascina il pubblico all’entusiasmo» e che l’«ebreo Süss è posto a indicare una mentalità, un sistema e una morale: va oltre il limite del particolare, per assumere il valore di simbolo, per esprimere le caratteristiche inconfutabili di una totalità. Poiché l’opera è umana e razionale incontra l’approvazione: e raggiunge lo scopo: molta gente apprende che cosa è l’ebraismo, e ne capisce i moventi della battaglia che lo combatte» (4 ottobre 1941).
Thanks a L’Avvocato Del Diavolo 

Nessuna meraviglia, come tutti gli opportunisti,e Biagi lo era,eccome se lo era, non appena è diventato chiaro come sarebbe finita,all’ultimo momento si è affrettato a salire sul carro dei vincitori.
Come bisogna riconoscere che non gli mancava davvero la faccia tosta per impartire “lezioni di antifascismo”.
Io mi domando e vi domando : “ chissà perché tutti questi ex fascisti da Biagi a Eugenio Scalfari sino a Bocca e Dario Fo ecc. ecc. sono tutti andati a sinistra e non ne è rimasto nemmeno uno a destra”?




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9 novembre 2007

L'EDITTO BULGARO.

«La Rai tornerà ad essere una tv pubblica, cioè di tutti, non partitica (...) come è stata durante l’occupazione militare della sinistra. L’uso fatto da Biagi, da quel... come si chiama? Ah Santoro e da Luttazzi è stato veramente criminoso e fatto con i soldi di tutti. Preciso dovere di questa dirigenza sia quello di non permettere più che questo avvenga»
Silvio Berlusconi, Sofia 18 aprile 2002

Come evince chiaramente Berlusconi chiede che la tv pubblica pagata con il canone da tutti i cittadini si attenga a criteri di obiettività e imparzialità,dopo lo scellerato uso che se ne era fatto nella precedente campagna elettorale,in palese spregio e violazione di ogni norma di legge e deontologica, da parte di giornalisti se non a favore di qualcuno,soprattutto contro qualcuno.
Non allontanamento o epurazioni,bensì il rientro nei canoni di professionalità e imparzialità che deve essere l’obiettivo di un servizio pubblico fatto con i soldi di tutti.
I principali fatti oggetto di contestazione:
-Enzo Biagi fu colpevole di aver deliberatamente violato le regole ospitando in campagna elettorale,in uno spazio dedicato all’approfondimento giornalistico Benigni, il quale fece un divertente comizio contro il capo dell’ opposizione (soltanto nelle dittature la propaganda di Stato attacca con la sua satira il capo dell’opposizione quando è tale,e quando è al governo,ma mai l’altra parte).
Della serie servi si,ma non sciocchi,cosa aveva a che fare un comico che improvvisava un comizio a senso unico con una trasmissione di approfondimento giornalistico?
Evidentemente a Biagi gli si era risvegliata l’anima partigiana.
-Daniele Luttazzi, approfittando del programma Satyricon, ospitò in campagna elettorale e in violazione di tutte le norme e senza contraddittorio , il giornalista Travaglio il quale fu invitato a leggere pagine di un libro in cui con il copia e incolla aveva messo insieme non le sentenze contro Berlusconi, ma tutte le accuse per le quali Berlusconi non è stato condannato, mancava solo la pedofilia,tanto che la Rai fu costretta a mettere a disposizione di Berlusconi uno spazio pari all’intera durata della trasmissione,Luttazzi era pagato dal servizio pubblico per farci ridere, magari mangiando merda, cosa che peraltro gli riesce benissimo,nessuno lo aveva autorizzato a far tenere comizi senza contraddittorio, al massimo si poteva supporre che avesse invitato Travaglio per far mangiare merda anche a lui,il che non guasterebbe.
-Santoro con la trasmissione il raggio verde,imbastiva processi con la ben nota “faziosità preventiva”,naturalmente senza contraddittorio, è rimasta famosa la telefonata in diretta di Berlusconi con “Santoro si contenga”.
Qui intervenne l’Authority: "L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, contesta alla RAI, per la trasmissione "Il Raggio Verde", diverse volte il non rispetto della legge sulla Par Condicio, verificando la violazione dei: «principi della parità di trattamento, di obiettività, di completezza e di imparzialità».
Evidentemente qualcosa di poco attinente con i canoni di un servizio pubblico era successo.
Lascio a voi giudicare se un servizio pubblico può offrire trasmissioni e giornalismo di questo tipo.
La Rai,ovvero il servizio pubblico pagato da tutti ha bisogno di giornalisti preparati,professionali e soprattutto imparziali,non di "GUITTI&GIACOBINI DA OPERETTA", "PROTESI&CIABATTE DI PARTITO", giornalisti militanti, ideologicamente schierati o autoeletti rappresentanti della società civile,che vogliono imporre la loro visione dei fatti attraverso il protagonismo e la spettacolarizzazione titillando il peggio del paese ovvero i "bruti e gli informi di Nietzsche".
Quest'ultimo tipo di giornalisti,da un servizio pubblico, per dirla con Giuliano Ferrara,va cacciato a "CALCI IN KULO"!!!
Eppure non successe nulla di tutto questo,Santoro continuò ancora con le sue trasmissioni incorrendo diverse volte negli strali dell’Authority e la RAI fu costretta a promuovere sanzioni disciplinari nei suoi confronti,alla fine delle trasmissioni prese a canticchiarebella ciao” ma non certo per salire in montagna a combattere,bensì per farsi eleggere con un lauto stipendio al Parlamento Europeo, davvero una bella epurazione.
A Biagi invece, dopo che la sua trasmissione “il fatto” perdeva sistematicamente spettatori visto che l’orario era in coincidenza con “Striscia La Notizia” di Canale 5 e aveva un costo non indifferente,due miliardi di compenso annui solo per il giornalista più una redazione dedicata,gli fu offerta un’altra collocazione, per evitare che la frana di audience nella fascia pre-serale continuasse,ovvero un programma biennale, con dieci puntate in prima serata e venti puntate storiche da mettere in onda in seconda serata. Compenso: tre miliardi più le spese.
L’11 aprile del 2002 Biagi indisse una conferenza stampa per annunciare che accettava la nuova proposta. "Non ho problemi di orario – disse – posso fare un programma anche a mezzanotte…".
Poi cambiò idea e decise di vestire i panni del “martire” e così in un’altra conferenza stampa, annunciò così il suo gran rifiuto: "Non sono un uomo per tutte le stagioni".
Tuttavia, la Rai gli fece un’altra offerta, quella di riproporre sulla terza rete "Il fatto", lo stesso programma che aveva realizzato per Rai Uno. Nessuna censura, massima libertà, sarebbe stato il Biagi di sempre. Ma una lettera del legale del giornalista notificò alla Rai il rifiuto di questa seconda offerta.
In ogni caso si concluse felicemente infatti, la trattativa fra il giornalista e la Rai. A Biagi andò una buonuscita di un miliardo e mezzo; la separazione, come risulta dall’accordo ufficiale, fu "effettuata con il pieno consenso dell’interessato e con di lui piena soddisfazione".
"Non sono stato buttato fuori, al contrario ho raggiunto di mia iniziativa un accordo pienamente soddisfacente che gratifica sotto tutti i profili, morali e materiali, i miei 41 anni dedicati alla Rai".
Enzo Biagi Ansa 3 Gennaio 2003
Mai visto epurati così felici…..
Poi con l’aureola del martire l’anno scorso gli è stato offerto uno spazio su RAI 3 che questa volta,guarda caso gli è andato benissimo, e si è riscoperto non solo rancoroso ma addirittura misogino:
“Il modello del ricco e potente resiste nella città dei dané. La vittoria della Moratti è la vittoria dei padroni. E dimostra anche che la macchina elettorale funziona meglio a destra che a sinistra. Un tempo le signore si dedicavano al ricamo. La signora Letizia ha scelto la politica”.
Enzo Biagi-Repubblica 30/05/2006  Qui un commento di Gramellini sulla Stampa;
IL TALEBANO DELL'APPENNINO,ALTRO CHE QUOTE ROSA....
Adesso comunque riposi in pace.




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2 novembre 2007

VELTRONI,RUTELLI E IL GOVERNO RESPONSABILI MORALI DELLA TRAGEDIA.

Giovanna Reggiani,la donna barbaramente aggredita a Roma è deceduta qualche ora fa, purtroppo le speranze erano ridotte al lumicino,quando è stata ritrovata e portata al policlinico S. Andrea era già in coma.
In queste ore in cui divampa la polemica, è bene fare chiarezza sulle responsabilità se non materiali almeno morali della tragedia, i responsabili sono il sindaco di Roma Veltroni,il suo predecessore Rutelli e un governo inetto,indeciso e latitante su un problema essenziale come la sicurezza dei cittadini.
Negli stati membri della comunità europea come tutti sappiamo è prevista la libertà di circolazione delle persone e dei lavoratori , è previsto però un periodo transitorio della durata di sette anni durante il quale i singoli stati possono imporre delle restrizioni nei confronti dei nuovi stati membri aderenti alla Unione Europea.
L’attuale governo ha pensato bene di togliere qualsiasi restrizione nei confronti dei dieci nuovi paesi che sono entrati nell’Unione Europea nel 2004,tra i quali Polonia,Ungheria,Repubblica Ceca, Estonia,Lituania ecc. ,restrizioni che erano state decise dal governo Berlusconi nel 2004,questo con provvedimento del 23 Luglio 2006, ma addirittura con provvedimento del 27 Dicembre 2006,ovvero tre giorni prima del loro ingresso nell’Unione Europea sono state tolte le restrizioni già decise dal precedente governo a Romania e Bulgaria.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che a tutt’oggi non è stata recepita la direttiva europea che prevede il riaccompagna mento e il rimpatrio coatto per i cittadini dell’Unione Europea che non hanno mezzi di sostentamento legittimi, e la mancata espulsione e rimpatrio coatto dei clandestini extracomunitari che sbarcano nel nostro paese,anzi si vuole dare a tutti un permesso di soggiorno minimo di 3 mesi,non importa poi come vivono e si mantengono, si capisce bene perché la criminalità è dilagante.
Infine si commenta da solo il fatto che a 24 ore da un intervista a un telegiornale dove il ministro dell’interno Amato affermava che non c’era bisogno di alcun decreto legge,venga convocato d’urgenza un consiglio dei ministri straordinario proprio per approvare un decreto legge urgente sulla sicurezza, dilettantismo e pressapochismo allo stato puro, mentre da mesi ormai Forza Italia e AN chiedono misure urgenti e severe per contrastare la criminalità.
Ai cittadini in generale e ai romani in particolare non servono le lacrime di coccodrillo di Veltroni e la sua “ipocrita indignazione”, servono piuttosto misure urgenti per la demolizione delle baraccopoli e delle favelas che in questi ultimi anni a Roma si sono moltiplicate come funghi dappertutto, con quale faccia di bronzo si indigna dopo che ha consentito questo scempio senza aver mai preso in considerazione le tantissime denunce dei cittadini e degli esponenti dell’opposizione comunale per riportare il livello di vivibilità a limiti accettabili?
Ci voleva una tragedia per accorgersi che Roma è invivibile?
Come è possibile che a 500 metri da dove si svolge l’inutile e costosa Festa del Cinema con nani e ballerine si può massacrare una donna mentre il sindaco si preoccupa di condividere insieme alle attrici flash e telecamere?
Prenda esempio dal sindaco di Bologna,Cofferati,che contro tutti e contro tutto ha demolito le baraccopoli e sta tentando di riportare la legalità in città, il permissivismo,l’inerzia e il buonismo di Veltroni sono responsabili della tragedia,ci risparmi parole ipocrite , cominci a demolire le baraccopoli e faccia espellere i clandestini, imiti Rutelli che responsabile come e quanto lui del degrado di Roma ha perlomeno avuto il buon gusto di tacere.
E’ ora che ognuno si assuma le sue responsabilità,fatti e non vuote chiacchiere.


Update:
"Vorrei invitare tutti a non fare la cosa più semplice, a non diventare razzisti, perché quando c’è una rapina si dice: "Un rumeno fa una rapina". Una polizza sulla sicurezza della città è diffondere a Roma la cultura dell’accoglienza e della solidarietà nei confronti degli immigrati".
Walter Veltroni, giugno 2006

IL PREMIO NOBEL - "Abbiamo visto dove abitano? Cosa mangiano? Come sopravvivono, senza acqua, senza luce elettrica? Questa gente è abbrutita e lo sarà sempre di più contro noi benestanti occidentali, che li mortifichiamo fino al livello di farli vivere così senza tentare loro di offrire un' alternativa" (Dario Fo).
E naturalmente nemmeno una parola per la povera vittima,con permesso vado a vomitare.....



29 ottobre 2007

QUELLI DEI PACS E DEI DI.CO. !

Nel programma di governo erano previsti i PACS  per regolamentare le unioni al di fuori del matrimonio,propagandate come una grande conquista di civiltà,che annullava il gap dell’Italiacon i paesi più civili ecc. ecc. , poi constatate le divisioni e le lacerazioni nel governo e nella maggioranza si era passati a qualcosa di più morbido,ovvero i DI.CO.  un semplice riconoscimento di diritti e doveri dei conviventi, ma anche questa proposta è miseramente naufragata, il governo se ne è lavato le mani, e il provvedimento giace in qualche cassetto del senato poiché non esiste alcuna possibilità, non di approvarlo,ma nemmeno di discuterlo.
Come ciliegina sulla torta il ministro dell’interno Amato, a dimostrazione del laicismo che alberga in questa sinistra al governo,ha pensato bene di dettare una circolare, la n°55 del 18 ottobre  che invita i Prefetti e i Sindaci di tutta Italia a non accettare assolutamente la trascrizione nel nostro paese di matrimoni tra persone omosessuali celebrati all’estero,la trascrizione di un simile atto deve essere rifiutata perché in contrasto con l’ordine pubblico interno(Sic),anzi si richiama l’attenzione degli ufficiali dello stato civile a “verificare al momento della trascrizione il sesso diverso tra i due coniugi”.
Io personalmente non ho nulla da eccepire,ma sinceramente mi dispiace per quei tanti c.. umiliati  fino a questo punto,che hanno votato questa sinistra “PAROLAIA&INCONCLUDENTE”.
A proposito qualcuno sa se Veltroni ha detto qualcosa su questi argomenti?

 




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25 ottobre 2007

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE? UN FALLIMENTO ! ! !

"La strategia di lotta all'evasione del governo ha dato ottimi risultati: tra il 2006 ed il 2007 sono stati recuperati al fisco circa 23 miliardi di euro di maggiori entrate" e "allo stesso tempo le entrate da ruoli e riscossioni coattive sono aumentate di oltre il 20 percento". Lo afferma il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, nella relazione sui risultati della lotta all'evasione fiscale che il ministero dell'Economia e delle Finanze ha trasmesso al Parlamento.
Questi 23 miliardi sono così ripartiti: 16,8 miliardi nel 2006 e 6,2 miliardi nel 2007 fino a questo momento, non si capisce quali siano questi ottimi risultati, considerato che nel 2005 la lotta all’evasione del governo degli evasori(Berlusconi) portò nelle casse dello stato ben 19,4 miliardi,record degli ultimi sette anni,che difficilmente sarà battuto anche quest’anno.
In pratica è un totale fallimento,anche se un 3 volte bugiardo come Visco non lo ammetterà mai, anzi la colpa secondo lui sarebbe da attribuire alla politica dei condoni del governo Berlusconi,ma è tutto il contrario perché il condono ha favorito l’emersione,non a caso il gettito è stato imponente , e una volta dichiarato è impensabile che il contribuente lo possa di nuovo occultare.
La verità è che l’elevata pressione fiscale,record dal dopoguerra,per ammissione dello stesso Visco, incentiva il tentativo di evasione di chi non ce la fa a pagare, o sente come una profonda ingiustizia pagare tanto e ricevere nella maggior parte dei casi servizi da terzo mondo.
Non si capisce poi perché Visco sia così contrario al condono se lui stesso ha tentato di utilizzarlo per la sua villa a Pantelleria,e se i suoi compagni di merende, i DS , attraverso la loro holding, la Beta Immobiliare,hanno aderito al condono tombale per una vertenza con il fisco di 2.234.000 euro, evidentemente per questi “moralisti senza morale” vale l’adagio “fate quello che dico,non fate quello che faccio”, così mentre i “trinariciuti” scendevano in piazza a protestare contro i condoni di Tremonti, al grido di vergogna,vergogna, loro ci sguazzavano dentro a piene mani e volevano impedirlo a noi,poveri contribuenti della strada.
Insomma non solo non riescono a recuperare evasione,ma spendono anche quello che non trovano,si veda la spesa pubblica che,altro record, ha superato il 50% del PIL.
Per dirla con Antonio Martino,allievo del compianto Milton Friedman:
Il peggior Governo che l'Italia abbia mai avuto dai tempi di Nerone. E Nerone, nel confronto, non ne esce male.”
A proposito tu hai fatto il condono ? Non vergognarti,non fare come loro




23 ottobre 2007

PIU' TERRORISTI E BRIGATISTI PER TUTTI/2

 Ancora una vergogna istituzionale,l’ennesima, Anna Laura Braghetti, terrorista e brigatista rossa,compagna di prospero Gallinari, condannata all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro e per l’assassinio del prof. Vittorio Bachelet,oggi a piede libero, sembra che sia stata assunta da Italia Lavoro, agenzia del Ministero del Lavoro.

L’on. Gasparri di AN e l’on. Bertolini di FI hanno presentato interrogazione scritta al ministro del Lavoro Damiano per sapere se questo “ulteriore ennesimo scandalo” sarà immediatamente sanato facendo occupare quel posto da qualche “onesto disoccupato”.

Questa è soltanto l’ultima umiliazione alle vittime del terrorismo e ai loro familiari, dopo Sergio D’Elia  fatto eleggere alla camera dei deputati,Roberto Del Bello consulente al ministero dell’interno,Susanna Ronconi alla Consulta Nazionale sulle tossicodipendenze(fortunatamente poi dimessa),adesso è la volta della Braghetti.

Il tutto senza contare Silvia  Baraldini e Claudia Gioia esponente delle unità comuniste combattenti,condannata per l’omicidio del generale dell’Aeronautica Licio Giorgieri,entrambe  a libro paga come “consulenti” (Sic) della giunta Veltroni a Roma.

Voglio esprimere la mia solidarietà ai familiari delle vittime del terrorismo, offesi da tanto disprezzo e noncuranza,saranno pure compagni che sbagliano, ma io non ricordo nessuno di questi delinquenti che si guadagna la vita raccogliendo pomodori o in una catena di montaggio di una fabbrica, la sinistra riserva loro corsie preferenziali e “sistemazioni premiali”,vuoi vedere che esiste anche “una casta dei terroristi”?

E poi dice che uno si butta a destra,con permesso vado a vomitare…..




17 ottobre 2007

NESSUN TRIBUNALE PUO’ CAMBIARE LA STORIA.

Sono rimasta allibita nell’apprendere che Mastella in qualità di ministro della giustizia ha autorizzato la procura di Roma ad indagare nei confronti del senatore Francesco Storace per il reato di cui all’art. 278 c.p., ovvero offese all’onore e al prestigio del capo dello stato.
Incredibile, ai tempi di Cossiga la sinistra dopo inenarrabili contumelie minacciò addirittura di incriminarlo per alto tradimento, eppure non si mosse nessuna procura a tutelarne “l’onore e il prestigio”.
In pratica si cerca di soffocare il dissenso e le libere opinioni in pieno stile sovietico,Storace sarebbe colpevole di aver esplicitato quello che pensa perlomeno la metà degli italiani: “Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale”.
Durissima la reazione del senatore della Destra: “Non avevo dubbi che il regime autorizzasse un processo a un parlamentare dell'opposizione. Mastella tutela solo il Presidente del Consiglio cacciando De Magistris”.
Ma nessun tribunale potrà mai cancellare la verità storica: “ chi è stato complice “ideologico e morale” dell’impero del male, ha avallato la sanguinosa repressione degli operai di Danzica, di Nagy e dei martiri d’Ungheria, predicava l’eurocomunismo mentre De Gasperi, Adenauer , Martino ,Schumann ecc. costruivano l’Europa,firmava un manifesto l’11 Aprile 1975 in cui si invitavano tutti i comunisti e sinceri democratici(Sic) ad appoggiare con ogni mezzo Pol Pot e i Khmer Rossi, considerava fino a due anni fa la questione delle foiberevisionismo fuori tempo massimo” e che i profughi italiani di Fiume,Istria e Dalmazia se ne erano andati di loro spontanea volontà ecc.ecc.ecc.”,sembra quantomeno inopportuno che dia patenti di etica a destra e a manca.
E’ pur vero che i “pistolini di Stalin e Pol Pot”, costretti dalla “Vergogna” e dal “Fallimento” a cambiare più volte nomi e simboli , sono ormai biodegrabili,ecocompatibili,biologici ed arroganti, addirittura domenica scorsa si sono “centrifugati” oltre ogni cortina ideologica, ma le facce sono sempre le stesse. La distribuzione del potere e dei ruoli, sempre le stesse. Si sono dati da fare eccome! Altro che nuovo modo di concepire la politica.
E’ tutto da ridere,se non ci fosse da piangere…



Update: questa sera il sen.Storace interverrà a Matrix,canale 5 ore 23,15.


25 settembre 2007

VISCO SE NE DEVE ANDARE.

 Mentre al Senato si avvia la calendarizzazione della mozione presentata da D’Onofrio(UDC) a nome di tutta la CDL, che torna a chiedere a gran voce le dimissioni del viceministro Visco dopo gli sviluppi dell’inchiesta della procura di Roma afferenti alla rimozione del Gen. Speciale comandante generale della Guardia di Finanza, anche Di Pietro con una lettera al Corriere chiede “un passo indietro” all’esponente di governo,anzi secondo l’ex PM,questa sarebbe una buona occasione per incominciare l’operazione di “snellimento “ di ministri e sottosegretari.
A questo punto sono proprio curiosa di vedere chi, e soprattutto con quali argomenti, difenderà l’operato di un “tre volte bugiardo”, così come scrivono a chiare lettere i magistrati della Procura di Roma.



Update 25/09/2007: La mozione sul ritiro delle deleghe a Visco è stata calendarizzata, e sarà discussa e votata in senato mercoledì 3 ottobre prossimo.


22 settembre 2007

UN BUGIARDO CON LA BAVA ALLA BOCCA.

 C’è da rimanere basiti nel leggere le carte della procura di Roma in cui i PM chiedono l’archiviazione del procedimento contro il vice ministro Visco, a cui viene contestato un comportamento illegittimo,ma non illecito perché non si è realizzato il dolo.
E ti credo,l’illiceità si sarebbe manifestata con l’effettiva rimozione degli ufficiali dalla sede di Milano,cosa impedita appunto dal Gen. Speciale,che ha pagato con la sua rimozione il fatto di aver difeso i suoi uomini.
Le conclusioni dell’indagine dei PM romani non lasciano adito ad alcun dubbio:
La condotta tenuta - scrivono - è illegittima, perché in violazione di specifiche norme di legge che non gli conferiscono il potere di disporre o di ordinare il trasferimento di ufficiali del Corpo" (si trattava della catena di comando della Guardia di Finanza di Milano). Visco ne "aveva la consapevolezza" e "volontariamente ha tenuto comportamenti antigiuridici".
Sulle ragioni di tale comportamento Visco "ha reso dichiarazioni non solo poco plausibili, ma completamente smentite dagli accertamenti svolti, dagli stessi testimoni da lui indicati, dalla documentazione acquisita".
Visco è un bugiardo,ha mentito almeno tre volte,scrivono i PM romani: 
“Visco - censurano - non dice il vero sull'origine della storia. Perché non è vero che la decisione di trasferire i quattro ufficiali di Milano maturò dopo un incontro del 13 luglio 2006 con l'allora comandante in seconda Pappa e il capo di Stato maggiore Favaro. E' vero semmai il contrario. "In quell'incontro il viceministro si presentò già con un appunto sugli ufficiali in questione". Come è altrettanto vero che "dalla documentazione prodotta dal generale Speciale è emerso che tentativi di interferenza siano emersi anche in altre occasioni". E' - sostengono - la prima bugia di Visco. Non l'ultima.
La seconda riguarda "l'attività e professionalità dei quattro ufficiali di Milano di cui aveva ordinato il trasferimento". Non è vero che mostrassero lassismo nel contrasto all'evasione fiscale. E' vero se mai il contrario. "I quattro ufficiali godevano di giudizi lusinghieri". La terza ha a che vedere con la circostanza che i quattro "da troppo tempo fossero a Milano". Perché, scrivono i pm, è lo stesso Visco, durante il suo interrogatorio del 28 giugno, ad ammettere di "non avere la più pallida idea di cosa facessero". Di essere a conoscenza soltanto "del loro rapporto molto stretto con i vertici della Guardia di Finanza e, presumibilmente, con la precedente gestione governativa". "Dichiarazione - chiosano i due magistrati - che sicuramente confligge con i principi che nel nostro ordinamento regolano il rapporto tra autorità politica e autorità amministrativa".
Altre chicche sulla statura morale e professionale di Visco emergono dalla lettura dei verbali di interrogatorio
Sono io il vero ministro». Una premessa. Visco sostiene a verbale d’essere vice di Tommaso Padoa-Schioppa solo sulla carta. In realtà è lui il vero ministro: «No non sono neanche viceministro - si legge a verbale - se non formalmente, cioè io sono una persona che avendo fatto il ministro delle Finanze, ministro del Tesoro, si è prestato a fare questa cosa, perchè serviva alla Camera e dato che il ministro dell’Economia è un mio vecchio amico e non è un politico io l’ho fatto per dovere..».
«io ho diretto la Guardia di Finanza per quattro anni».
Visto che gli ufficiali erano stimati, portavano i risultati, qual è il vero motivo della rimozione? «A me serviva avere lì gente - sibila - che riprendesse a controllare l’economia milanese».
Ammette: «Quando telefonai a Speciale con la bava alla bocca... per il resto l’ho trattato a pesci in faccia».
Come tutti facilmente possono evincere,è finalmente chiaro nella vicenda tra Visco e l’ex comandante della Guardia di Finanza chi ha mentito,e la storia non finisce certo qui, il Gen. Speciale ha annunciato di voler andare fino in fondo, e già a Novembre ci sarà la deliberazione del TAR che si pronuncerà sul decreto di rimozione impugnato dall’alto ufficiale.
Io mi domando e vi domando, come si fa a tenere sulla poltrona di ministro un’arrogante bugiardo che non ha avuto nemmeno il buon senso di fare gli interessi suoi e dei suoi “compagni di merende”,con un minimo di tatto,accortezza e diligenza?
Altri si sono dimessi per molto meno, come si può chiedere poi al cittadino di avere fiducia nelle istituzioni e nella politica?
Ai tempi del vecchio PCI uno come Visco, che arrecava tali danni di immagine e credibilità al partito sarebbe stato cacciato a calci in culo dalla mattina alla sera, ma qui è una storia diversa,questi la dignità non sanno nemmeno dove sta di casa.
E’ proprio vero,non ci sono più i compagni di una volta.




16 settembre 2007

LE CONSULENZE D'ORO DI BASSOLINO.

Una catena umana ha accerchiato il palazzo della Regione Campania per protestare contro l’ennesimo scandalo della giunta Bassolino: consulenze d’oro per decine di milioni di euro, da assegnare in gran parte con nomine “fiduciarie” e nella totale discrezionalità. Non una manifestazione dell’opposizione, che pure si è associata, ma della società civile. Un centinaio di associazioni senza bandiera politica, che hanno espresso la loro indignazione per uno sperpero di denaro pubblico che è ormai la cifra del governo bassoliniano della Regione.
Il “blitz” clientelare del Governatore è partito, come si conviene, in pieno periodo agostano, nella speranza che il solleone, con i politici in ferie, mettesse la sordina alla nuova “campagna acquisti” di architetti, giornalisti, professionisti, imprenditori. Riguarda il Paser, il piano di sviluppo nella Regione che spalmerà la bellezza di 750 milioni, con un fiorire di consulenze e contratti a tecnici di fiducia.
Per una sola delle linee di azione in cui è diviso il progetto, sono previsti 17 milioni destinati a incarichi esterni e studi di settore. Più di dieci milioni solo per consulenze e contratti non sottoposti ad alcun vincolo e controllo. Per alcune nomine esiste un bando di gara (varato il 3 agosto!) costruito per dare la più ampia discrezionalità di scelta all’assessore alle Attività produttive, Cozzolino, attraverso una commissione di valutazione nominata ad hoc la quale, incredibilmente, deciderà prima dell’apertura delle buste quali parametri determineranno i vincitori. Una procedura opaca e, per questo, trasparente nella sua discrezionalità.
Ma ci sono poi le nomine fiduciarie: 3,6 milioni di euro per una “unità tecnica” della quale non è neppure indicato il numero dei componenti; due milioni per progettare il logo del Paser, per il sito Internet, per convegni e congressi; 1,5 milioni per un piano di comunicazione. E via dicendo. Fuori da ogni regola e da ogni controllo.
Completamente esautorato il personale in forza alla Regione, il cui impegno sarebbe a costo zero e che, evidentemente, non viene ritenuto in grado di svolgere il proprio compito. Nessun coinvolgimento di associazioni di categoria, della camera di commercio, dell’Università.
E’ la “ragnatela Bassolino” efficacemente dipinta da un settimanale in una recente inchiesta: “I pm lo incriminano, il turismo è in crisi, l’economia langue, ma il presidente è sempre più forte”. Grazie a “un controllo capillare su nomine e fondi pubblici che gli garantiscono il consenso”. La Campania simbolo e metafora dell’Italia governata da questa sinistra.
Thanks a Potere Sinistro.




12 settembre 2007

POLTRONIFICIO PRODI .

 Ci sono almeno tre buoni motivi per aspirare legittimamente a una poltrona ben remunerata e partecipare con qualche speranza alla grande lotteria delle nomine del premiato “poltronificio Prodi”: aver contribuito con il premier al disastro dell’Iri, essere transitati almeno una volta dalle parti di Bologna, aver subito una sonora trombatura elettorale. A queste condizioni almeno uno strapuntino, se non una comoda poltrona, è garantita per chi voglia (e chi non vuole?) partecipare della grande abbuffata alla ricca tavola imbandita dal governo dell’Unione.

La nomina dell’inossidabile Fabiani, che i paleontologi ricordano essere stato nel Pleistocene instancabile mediatore tra il segretario Dc De Mita e il presidente dell’Iri Prodi, è soltanto l’ultima perla inanellata dal premier. Le cronache ci rammentano che al professore resta soltanto il rammarico, al quale porrà al più presto rimedio, di non avere ancora piazzato l’ultimo dei suoi fedelissimi rimasto a digiuno, Alessandro Ovi.

Si prendono tutto, con una spartizione senza precedenti”. Chi l’ha detto? Gennaro Migliore, di Rifondazione, all’indomani dell’ultima infornata di nomine all’Enav, alle autorità portuali, all’Anas, alla Cassa Depositi e Prestiti. E se lo dicono loro.

Era cominciata come era cominciata. Con Massimo D’Alema che, all’indomani della risicata vittoria elettorale, con la sua aria da maestrino leggeva a Porta a Porta la tesi numero nove del programma: “Ridurre ministri e ministeri”.

Risultato: la “carica dei 102”, record mondiale assoluto di affollamento governativo.

Poi l’assalto alle istituzioni: due comunisti alla Camera e al Quirinale, Marini presidente con i voti dei senatori a vita. Strada facendo, l’azzeramento dei vertici dei servizi senza un minimo di condivisione delle scelte con l’opposizione, e il vergognoso siluramento del generale della Finanza Speciale, colpevole di aver messo il naso nello scandalo Unipol.

Infine, l’assalto all’arma bianca a tutti gli enti e a tutte le posizioni di sottogoverno. Ecco spuntare così tutti i vecchi amici di Prodi all’Iri: Maurizio Prato all’Alitalia, l’ex direttore generale dell’Iri Ciucci all’Anas, Nicolò Piazza a Sviluppo Italia, Dominedò alla Patrimonio spa.
Non poteva mancare una “spruzzatina” di bolognesi (ad esempio alla Consob) e di “figli di”: primo fra tutti Filippo Andreatta, nel cda di Finmeccanica.

Gli alleati di Prodi non si sono fatti mancare nulla:

  • Pecoraro Scanio ha firmato una raffica di decreti di nomina alla presidenza dei parchi, non dimenticando Leo Autelitano, segretario dei verdi trombato alle elezioni in Calabria;
  • Rutelli si è appropriato del cinema, con nomine a Cinecittà, all’Istituto Luce, a Filmitalia;
  • Di Pietro ha sistemato anche il suo avvocato personale, Sergio Scicchitano;
  • il viceministro De Piccoli si è occupato delle autorità portuali di Bari, Trieste e Livorno, ma scalpita per sistemare un altro autorevole trombato, l’ex sindaco di Civitavecchia, Tidei.

Tra i grandi enti, le Poste sono già nel mirino. Purtroppo per Prodi Enel, Eni e Finmeccanica sono quotate in Borsa e dovrà aspettare le assemblee societarie del 2008. Ma non vede l’ora di arraffare anche queste: per Finmeccanica scalpita Zappa che, chi l’avrebbe mai detto, lavorava con il premier all’Iri.

L’unico colpo che non gli riuscito del tutto: la direzione generale della Rai, dove pure c’è un certo Cappon, che l’Iri ce l’ha nel sangue per paternità e per averci lavorato.

Prodi avrebbe voluto Perricone, che è andato alla Rcs. Ma il premier è stato ampiamente risarcito: è un settimanale rizzoliano Oggi, il cui direttore ha acquistato a peso d’oro le foto di Sircana e le ha tenute sapientemente sottochiave. Favori che non si dimenticano.
Thanks a Potere Sinistro

L'unico commento che si può fare a tutto ciò,è riconoscere fondate e motivate le preoccupazioni di Mastella,quando durante la fase di formazione del governo sbottò : " nemmeno la democrazia cristiana nel 1948 si sognava di occupare tutti gli spazi ,è in atto un arraffa arraffa mai visto",che purtroppo aggiungo io, non si fermerà certo qui.




9 settembre 2007

DA AFFITTOPOLI A SVENDOPOLI .

 Nel ’95 l’inchiesta del "Giornale" sui canoni irrisori. Oggi i medesimi protagonisti hanno comprato abitazioni a prezzi scontati. Manca solo D’Alema: dopo le rivelazioni dovette lasciare l’appartamento. "Uno scandalo che si ripete ogni cinque anni" denuncia Sforza Fogliani, presidente Confedilizia. 
Casta continua e privilegio perenne. C’è un filo rosso che lega la prima inchiesta condotta dal Giornale dodici anni fa, nell’ormai lontano 1995, allo scandalo denunciato nell’ultimo numero dell’Espresso. Erano i tempi di «Affittopoli», ovvero delle clamorose rivelazioni sugli affitti irrisori, pagati dai potenti dell’epoca per occupare le case di proprietà degli enti, sparse per la capitale. Un ghiotto bottino immobiliare diventato appannaggio di una vasta schiera di potenti, quella che oggi viene identificata come «la casta», e dei loro parenti e amici.
L’indignazione popolare, di fronte a quella sequenza di conclamati privilegi, fu vibrante, tanto che perfino il Parlamento e la magistratura finirono per occuparsi di quella vicenda. Le conseguenze concrete, però, non furono molte. Certo ci fu chi, come Massimo D’Alema, decise di sfilarsi dal gioco e di lasciare la sua casa in affitto a Trastevere (600mila lire per un alloggio di 185 metri quadrati) per comprarsene poi una in Prati, accendendo un mutuo, come un qualsiasi comune mortale. Lo fece dopo un intervento nella trasmissione Samarcanda di Michele Santoro, in cui affermò che aveva bisogno della casa degli enti perché versava metà del suo stipendio di parlamentare al partito. Ma quello fu l’unico passo indietro, l’unico «scrupolo di coscienza». Gli altri inquilini Vip decisero di affidarsi al fisiologico oblio dettato dal trascorrere del tempo. E di rimuovere il proprio nome dal citofono.
Oggi quegli stessi immobili affittati per molti anni a equo canone (ovvero a prezzi stracciati) sono stati svenduti. E alcuni di coloro che furono protagonisti di «Affittopoli» tornano oggi a figurare negli elenchi dell’Espresso. Come dire che il privilegio da temporaneo è stato reso eterno. Tra i nomi che comparivano negli elenchi del ’95 c’è, innanzitutto, quello di Franco Marini, casa Inpdai di 150 metri quadrati ai Parioli allora in affitto prima a 700mila lire mensili e poi, dopo l’applicazione dei patti in deroga, a un milione e settecentomila lire. C’è Lamberto Cardia, oggi presidente della Consob, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che per il suo appartamento Inpdap all’Eur di 194 metri quadrati, pagava nel ’95 un milione e 94mila lire. E c’è quello di Armando Cossutta che a Via della Stazione di San Pietro pagava per 114 metri quadrati un milione e 8mila lire. Una casa acquistata oggi dalla figlia Maura a 165mila euro. Nella stessa via abitava anche Franca Chiaromonte, con un affitto di 534mila lire per 76 metri quadrati, anche lei oggi diventata proprietaria.
Spulciando negli elenchi si trovano altri nomi tra quelli venuti alla ribalta in questi giorni. C’è Walter Veltroni che per la casa Inpdai di Via Velletri da 140 metri quadrati (L’espresso parla, però, di 190 metri quadrati) pagava 800mila lire. C’è Raffaele Bonanni con un canone d’affitto di 492mila lire per la sua casa al Flaminio di 134 metri quadrati.
O, ancora, Nicola Mancino, in affitto a Corso Rinascimento, in una casa da 170 metri quadrati a un milione al mese (prima del passaggio dall’equo canone ai patti in deroga). Come dire che non c’è solo l’acquisto a prezzi spesso stracciati di oggi, ma anche l’affitto super-scontato di ieri. L’unica certezza è che con «Svendopoli» il pluridecennale assalto delle oligarchie italiane al patrimonio immobiliare degli enti pubblici sembra aver vissuto il suo ultimo atto. O forse il penultimo visto che le vie del potere, in Italia, sono infinite.
Thanks a Potere Sinistro




2 agosto 2007

E’ UNA “VERGOGNA” ESSERE STATO COMUNISTA.

 E’ nato nel 1955 a Roma e qui risiede da sempre. E’ sposato con Flavia e ha due figlie, Martina e Vittoria. Nel 1976 viene eletto Consigliere comunale a Roma, ruolo che ricopre fino al 1981. Nel 1987 viene eletto deputato.
Questo l’incipit della biografia di Walter Veltroni che compare sul sito web lanuovastagione, che prosegue poi con l’adesione al PDS di Achille Occhetto e il proseguimento della carriera politica sino ad oggi.
A questo punto una domanda sorge spontanea: con quale formazione politica si è candidato Veltroni prima al comune di Roma e poi alla camera dei deputati?
Forse come indipendente, in qualche lista civica, o che altro?
Eppure la militanza nel PCI fa curriculum,così come essere stato membro della direzione nazionale della Federazione Giovanile Comunisti Italiani,quella che all’art.1 del suo statuto recitava” La Fgci si riconosce nella strategia del Partito Comunista Italiano, contribuisce ad arricchirla, ed educa i suoi iscritti alla conoscenza del marxismo e del leninismo, nello spirito dell'antifascismo e dell'internazionalismo proletario”,chissà perché questi passaggi così significativi della carriera politica di Veltroni vengono ignorati,sarà una svista? Una dimenticanza? O un consapevole occultamento?
Si lo so cosa volete dirmi, che Veltroni da un pezzo ha dichiarato di essere sempre stato “anticomunista”, credo che nessuno,io per prima, abbia difficoltà a crederlo.
In Italia infatti tutti gli anticomunisti come Veltroni si iscrivevano al PCI, così come tutti coloro che andavano per le piazze a chiedere firme per Solzhenicyn e raccoglievano sputi e insulti dai compagni, e naturalmente tutti gli anticomunisti come Veltroni per abbattere i regimi totalitari dell’est europeo,andavano a Berlino Est ai festival della Gioventù comunista ad applaudire i tetri e sanguinari burocrati di Breznev.
Evidentemente doveva essere un omonimo quel Veltroni che il 24 febbraio 1974 organizzava una formidabile manifestazione anticomunista intitolata: Togliatti con noi. Nel nome di Togliatti le lotte dei giovani per la pace, la libertà, il socialismo.
Dite la verità,non vi fanno quasi tenerezza anche a voi, questi ex e post comunisti che, dopo essere stati costretti dalla “VERGOGNA” e dal “FALLIMENTO” a cambiare più volte nomi e simboli, evitano accuratamente di citare le parole comunista e comunismo nelle loro biografie e nei loro curriculum come una vergogna incancellabile?




30 luglio 2007

NON SONO STATI ELETTI PER TIFARE UNIPOL !

Vi propongo questa interessante intervista a Peppino Caldarola,il quale fa delle considerazioni sul caso UNIPOL-BNL , talmente condivisibili  da qualunque persona dotata di un minimo di buon senso,che ogni ulteriore commento mi sembra superfluo e fuori luogo.

Roma - Politica, questo dovevano fare. Dovevano fare programmi, dare sogni a un popolo, amministrare un Paese. Invece telefonavano a Consorte e chiedevano notizie sulla scalata Bnl. «Ma noi non li abbiamo eletti per fare il tifo per Unipol», si lamenta Giuseppe Caldarola. «Tra politica e finanza non ci possono essere relazioni amichevoli. Loro invece le hanno avute, danneggiando tutta la sinistra italiana». Ex direttore dell’Unità, senatore per due legislature, Caldarola dopo essere uscito dalla Quercia ora si è riavvicinato a Veltroni. D’Alema e Fassino lui li conosce bene: «Hanno sbagliato tutto». Quanto ai Ds, «nessun partito può più vantare superiorità morale».
Quello Ds è un garantismo a corrente alternata?
«Effettivamente sì. È un problema di cui non sono ancora riusciti a liberarsi. Prima, quando si avvantaggiavano con le sventure giudiziarie degli altri, non chiedevano garanzie, non criticavano gli eccessi. Lo fanno adesso che tocca a loro. Due pesi e due misure. Come per il caso della transazione Giuffrida-Fininvest. Tanto clamore quando si parlava di provenienza mafiosa dei capitali del gruppo, zero ora che il perito ha fatto dietrofront».
Violante sostiene che si può dire sì all’uso delle intercettazioni a patto che il Parlamento condanni l’operato della Forleo.
«Noi - sì, dico noi anche se sono un ex - non abbiamo avuto la stessa attenzione che adesso richiediamo. Ricordiamoci il comportamento tenuto nei confronti di Bettino Craxi, accusato in base a un teorema che fa rabbrividire: “Non poteva non sapere”. Violante farebbe meglio a ricordare che nessuno di noi - sì, mi ci metto pure io anche se l’ho difeso pubblicamente -, nessuno di noi ha mai chiesto delle censure nei confronti di quei magistrati che hanno definito Raffaele Fitto pericoloso criminale».
Livia Turco ipotizza una manovra dei poteri forti in coincidenza con la nascita del Pd.
«Che ci sia una relazione tra un progetto politico e la messa in mora di una classe dirigente, mi pare frutto di una fantasia sfrenata. Il tifo, voglio usare proprio questo termine, per il Partito democratico nei grandi giornali italiani è universale. Il Corriere della Sera è addirittura una delle principali levatrici. Parlare perciò di congiure anti-Pd è bizzaro. È una teoria strampalata, non c’è nemmeno uno straccio di editoriale a confortarla. Vogliono sabotare Veltroni? Una fesseria. Comunque gli auguro le migliori fortune».
È diventato veltroniano? Proprio lei che era un dalemiano di ferro?
«No. Ma ho firmato per la candidatura di Walter».
Basta dunque con Fassino e D’Alema...
«È un gruppo dirigente che ha commesso un colossale errore politico. Un vertice che ha mischiato la politica con l’economica. Non sono stati eletti perché si occupassero di Unipol. Noi non li abbiamo eletti per fare il tifo per qualche cordata finanziaria nemmeno per fare tutto quello che emerge dalle intercettazioni».
Invece...
«Invece così hanno provocato un bel guaio a loro, ai Ds e, almeno come immagine, anche a tutta la sinistra italiana».
Qual è il grado di coinvolgimento di Fassino e D’Alema? Le loro posizioni sono differenti? Lei li conosce bene, si sarà fatto un’idea.
«Me la sono fatta come tutti, leggendo gli atti. Il segretario appare come uno che vuole sapere, che vuole informarsi di come vanno le cose, che chiede notizie in gran parte pure già pubblicate. Invece l’intimità, l’amicizia di Latorre e D’Alema sempre secondo quelle carte, sembra assai maggiore».
Come ne possono uscire?
«Io spero, anzi tifo, perché ne escano fuori. La strada non è certo quella di dire no all’uso giudiziario delle intercettazioni. Non devono accettare il gesto di fair-play di Berlusconi, i Ds devono chiedere che quel materiale venga messo a disposizione della magistratura, senza pretendere condizioni. Certo, bisogna battersi contro le tesi pre-costituite, ma per questo basta la normale vigilanza. Bastano i giornali».
Morale?
«Cerchiamo di prendere le due cose buone che escono da questa storia. La prima è che si capisca una volta per tutte che nessuna forza politica può vantare una superiorità morale rispetto alle altre. La seconda è che si comprenda che politica e finanza sono due mondi che devono restare separati. Se si toccano, si forma un corto circuito».

Il Giornale 30/07/2007




28 luglio 2007

BASTA,ABBIATE PIETA' !

 Sembra che siano arrivati finalmente a destinazione i fascicoli del Gip di Milano Forleo, che chiede al parlamento l'utilizzazione delle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta Unipol-BNL,intercettazioni che riguardano le conversazioni dei "compagni di merende" di Consorte&C, ovvero D'Alema,La Torre e Fassino, esponenti di primo piano dei Ds.
Tutti gli esperti sostengono che questa è l'estate più calda degli ultimi duecento anni, e con il caldo e l'afa meno ci si muove e meglio è, comprenderete quindi che io,e come me suppongo tantissimi italiani, non possiamo permetterci di passare questi mesi a ridere a crepapelle ascoltando e leggendo le "scomposte reazioni" e gli "indecorosi schiamazzi" con cui si difendono i DS, ne va della nostra salute.
Dopo che ieri Fassino ha dato il peggio, attaccando stampa, presidenza della camera e gip, e contemporaneamente autoassolvendo se stesso e i suoi sodali, credo si sia raggiunto il limite della comicità applicata alla politica,alla fine sono “costretti” a dire si all’utilizzo delle intercettazioni per evitare la gogna.
Bisogna chiedere che si proceda,altrimenti chiunque si potrà alzare in questi giorni e accusarci di tutto,a cominciare dai giornali di sinistra”,così D’Alema dalle colonne del corriere.
Il Gip Forleo è "stata costretta" a difendersi dicendo giustamente "rispondo solo alla legge",dagli attacchi a testa bassa degli esponenti diessini,che parlano di "attacco allo stato di diritto",di "sentenze preventive di colpevolezza",e di "minaccia per la democrazia"(Sic).
Ma chi credono di essere,Berlusconi?
Queste cose le può fare un Berlusconi,che ha combattuto e continua a combattere contro tutto e tutti, che ha il torto di essere il granello di sabbia,anzi il macigno che ha inceppato una macchina politico-mediatica-giudiziaria perfettamente lubrificata,ma non gli esponenti di una forza politica che ha fatto della "questione morale" la propria bandiera.
Sicuramente nel nostro stato di diritto vige la “presunzione di innocenza”, ma non si può pensare di “autoassolversi” dimostrando così che ci sono dei “presunti innocenti”, più innocenti di altri.
Eppure quando nel passato stampa,magistratura, e media hanno sconfinato buttando fango sugli altri, costoro si sono guardati bene dal prendere le distanze,anzi presi da sacro furore “forcaiolo e giustizialista” ci spiegavano che era bene così, il cittadino doveva essere informato sulle malefatte della classe dirigente.
Un ulteriore dimostrazione,casomai ce ne fosse ancora bisogno, del doppio pesismo,del garantismo a convenienza, dell’indignazione a giorni alterni, di cui sono capaci questi “moralisti senza morale”.
I miei lettori sanno come la penso sulla casta dei magistrati e sull’ordinamento giudiziario, e specificatamente sul Gip Clementina Forleo ,credo che sia un altro di quei magistrati in “crisi di autostima” che fanno di tutto per essere sulle prime pagine dei media ,autoelettasi “rappresentante della società civile” che magari vuole cambiare la società da dentro le istituzioni.
Per questo sostengo da un pezzo,a parte tutto il resto,che ai magistrati tutti, prima di essere ammessi in servizio bisogna effettuare i test psichico - attitudinali come qualsiasi altro impiegato o dirigente pubblico,ma di questo ne ho già parlato e ne parlerò sicuramente in seguito.
Dubito che ci possa essere qualcosa di “penalmente rilevante” in quelle intercettazioni, ma il tifo da stadio,il collateralismo, lo sponsoraggio e la “complicità morale” con furbetti&furboni del quartierino li giudicherà come sempre il popolo sovrano.
Basta con il vittimismo, basta cercare giustificazioni in complotti inesistenti, sono inchiodati dalle loro parole,una commistione impressionante tra politica e affari con i finanziatori delle loro campagne elettorali,se non si vergognano di questo dovrebbero farlo perlomeno per l’ostentazione di moralità con cui negli anni scorsi hanno condannato alla gogna chi era più innocente di loro.
Insomma compagni, non si può attaccare un magistrato dopo che per dei lustri si è predicato su "l'indipendenza e l'autonomia dei magistrati" , che "gli atti e le sentenze dei magistrati si rispettano" e via dicendo, non è possibile predicare bene e razzolare male,soprattutto non è serio chiedere la pubblicazione integrale di quelle conversazioni dicendo "non abbiamo nulla da nascondere" e poi a pubblicazione avvenute parlare di "teoremi e complotti".
Spero che l’on.Violante spieghi ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" come scriveva sull'Unità nel 1992, in piena tangentopoli,e cioè "un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha dovere di dimettersi", e se ritiene ancora valido questo "convincimento morale", si faccia spiegare perchè sono ancora tutti insieme appassionatamente ai propri posti come nulla fosse.
Non mi dilungo oltre, spero abbiate cura della nostra salute, basta ridere, fa caldo…..e poi anche al ridicolo c’è un limite.

GARANTISTI? CERTO,MA SOLO QUANDO CONVIENE A LORO…..

NICOLA LA TORRE
Sebbene anche il vicecapogruppo dell'Ulivo sia al centro delle attenzioni giudiziarie sul caso Unipol, i suoi pensieri preoccupati sono tutti per «Massimo». E se davvero sui Ds si starebbe abbattendo la nemesi politica di Tangentopoli, Latorre ripete agli amici che colpirebbe la persona sbagliata: «Io c'ero a palazzo Chigi, quando D'Alema era premier e Bettino Craxi stava per morire ad Hammamet. Massimo si prodigò per il suo rientro ma fu fermato. E pur avendo una visione politica diversa, mai, mai gli ho sentito pronunciare giudizi morali contro il leader del Psi. Massimo era e resta un garantista».
(Corriere della Sera 26/07/2007)

MASSIMO D’ALEMA
Durante la conferenza stampa dopo l’incontro in camper, 1990:
“Mia moglie, quando ha saputo che avevo visto Craxi mi ha detto: disinfettati, prima di tornare a casa”.

Alla Repubblica, 10 gennaio 1993
Craxi se ne deve andare. Si può, si deve difendere come cittadino. La pretesa di trasformare il suo processo in un processo alla democrazia è folle, pericoloso, non lo salverà”[…] Questa battaglia sacrosanta per la moralizzazione non deve concedere nulla al qualunquismo anti-democratico, dobbiamo buttare l’acqua sporca, non il bambino

Il Mondo 16 novembre 1996:
“Craxi non è stato condannato perché era dirigente del PSI, ma perché c’è gente che ha raccontato: “Sono stato da lui e gli ho messo sul tavolo un miliardo”. E’ un leader politico con responsabilità penali specifiche. Vogliamo smetterla con questa storia? Ha preso i soldi Enimont e tre tribunali l’hanno condannato. Vittima lui? Ma de che? Se lei va a rubare un orologio d’oro qui davanti è chiaro che sarà messo in galera. Mica può andare da Amnesty International!

24 marzo 1994, all’Unità:
Berlusconi è lo sviluppo del craxismo, non la sua semplice prosecuzione. E’ il craxismo alleggerito del partito di massa. C’è quello stesso intreccio tra affari e politica senza neppure la mediazione democratica che era un elemento di freno. E’ la versione plebiscitaria del craxismo”.

Sull’avviso di garanzia a Berlusconi 1994
"Sfido Berlusconi a utilizzare il solo strumento che può consentire una seria verifica, le dimissioni"

PIERO FASSINO
E’ inutile che Speroni cerchi dei diversivi per occultare che l’alleanza della Lega con Berlusconi sta riciclando squalificati personaggi cresciuti e affermatisi in pieno craxismo. Quanto al fatto che Craxi sia ancora vicepresidente dell’Internazionale socialista, il Pds ha già sollevato la questione chiedendo al presidente dell’Internazionale, Pierre Mauroy, di trovare rapidamente una soluzione che elimini tale ambiguità”. (Ansa, 8 marzo 1994).

“La comunicazione di Mauroy (sulle dimissioni forzate di Craxi da vicepresidente dell’Internazionale Socialista, ndr) è stata accolta con favore da Piero Fassino, responsabile esteri del Pds: ‘E’ la naturale e logica conclusione di un’evidente incompatibilità che si era determinata tra la condizione personale di Bettino Craxi e l’incarico di vicepresidente dell’Internazionale socialista’”. (Ansa, 18 marzo 1994).

LUCIANO VIOLANTE

Sul primo governo Berlusconi, in un intervista a Panorama:
“Nessun paese moderno può tollerare di essere governato in questo modo, sembra il film degli ultimi anni del craxismo”.

Articolo per l’Unità su Craxi 1992
"un vero leader anche se solo colpito dall'ombra di un sospetto ha il dovere di dimettersi",

Sulla grazie presidenziale per far tornare Craxi da Hammamet, nel novembre 1999:
“Penso che in uno stato di diritto, l’imputato Craxi abbia gli stessi diritti di qualsiasi altro imputato; non di più, ne di meno. E su questo bisogna essere attenti”.

Nel libro “Contributo per l’identità della sinistra”:
Bettino Craxi è stato condannato con sentenze definitive, dalla magistratura della Repubblica attraverso diversi gradi di giudizio e si è potuto avvalere della difesa di eccellenti avvocati. Ha l’abitus mentale dell’esule, ma lo stato giuridico del latitante.

WALTER VELTRONI
8 giugno 1991, all’Unità
“[la contrarietà del Psi al referendum sulla preferenza] appare funzionale alla conservazione di un sistema che ha potato con sé il controllo mafioso del voto, i brogli, il correntismo esasperato. Il PSI dovrebbe interrogarsi sul suo isolamento dalle forze riformatrici

Luglio ’98, all’Espresso
“Difendendo Craxi, i suoi ex compagni difendono la loro memoria, ed è comprensibile dal punto di vista personale. Non è comprensibile, invece, la rimozione di ciò che è stato. Un paese serio non può dimenticare tanto facilmente il suo passato, Tangentopoli per intenderci, se non vuole che certi guasti si ripetano. Se alla fine scoprissimo che sul banco degli accusati ci sono i magistrati, e su quello degli accusatori la politica della prima Repubblica, saremmo di fronte a un capovolgimento dei ruoli inaccettabile”.

Su l’Unità 30 Aprile 1993
Un vergognoso “colpo di spugna” , la camera nega l’autorizzazione a procedere per Craxi,la DC e il PSI difendono i loro indagati.

FRANCESCO RUTELLI

A Repubblica 2 Dicembre 1993

Craxi? Lo vorrei in galera…..

Update 29/07/2007: Come non detto,non solo Violante non ha spiegato ai suoi compagni cosa vuol dire "essere leader" ,ovvero "dimettersi solo con l'ombra di un sospetto" come predicava nel 1992,ma addirittura pretende che il parlamento esprima una mozione in cui si condanni la "mancanza di lealtà e l'abuso" da parte dei magistrati di Milano.
Insomma si all'autorizzazione a procedere,a patto che ci sia una mozione di condanna per i magistrati inquirenti.
E' davvero il mondo alla rovescia, "ridicoli buffoni".




25 luglio 2007

RIFORMISTI ALL'AMATRICIANA

Il candidato alla guida del Partito Democratico,Walter Veltroni ci avvisa che la democrazia italiana è malata(Sic),per fornire al paese "istituzioni nazionali forti, e un "sistema politico adeguato" propone dieci "riforme costituzionali" e istituzionali per risolvere la "crisi del sistema".
La ricetta di Veltroni parte dal Parlamento: superare il bicameralismo perfetto (la Camera resta assemblea politica, il Senato rappresenta le autonomie locali) e ridurre il numero dei parlamentari.
Quanto alla forma di governo, Veltroni sceglie il "premierato sul modello europeo". Dunque "rafforzamento dei poteri del primo ministro" (con potere sostanziale di nomina e revoca dei ministri) compensato da nuove e più incisive garanzie per la minoranza.
E ancora "legge elettorale per ridurre la frammentazione e consentire al governo di attuare il suo programma" e "corsia preferenziale in Parlamento per i disegni di legge del governo".
Ciliegina sulla torta il federalismo: Veltroni chiede di attuarne "gli aspetti più innovativi", di accelerare sul fronte fiscale e di consentire "forme particolari di autonomia che possono avvicinare le Regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali".
C'è da rimanere basiti, si ricalca più o meno pari pari la riforma del centrodestra bocciata dal referendum un anno fa,che lo stesso Veltroni avversava.
Possibile che quella che veniva etichettata come "anticamera di un regime autoritario","esautorazione del parlamento"e "onnipotenza del premier" adesso diventa la panacea di tutti i mali?
E' vero che da sempre i "trinaricuti" come nella migliore tradizione comunista,hanno la rara capacità di cambiare posizione a seconda delle proprie convenienze,ma questo mi sembra francamente troppo,non è che dovremo vedere nelle piazze Fini,Bossi,Berlusconi e Casini al grido di "salviamo la costituzione"?
E' inutile,se non si complicano la vita non sono contenti, che bisogno c'è di tentare di far passare come "il nuovo che avanza", uno come Veltroni che andava a Berlino Est ai festival della gioventù comunista ad applaudire i tetri e sanguinari burocrati di Breznev o che il 24 febbraio 1974 organizzava una formidabile manifestazione intitolata: Togliatti con noi. Nel nome di Togliatti le lotte dei giovani per la pace, la libertà, il socialismo,quando per un programma come questo basta e avanza un Calderoli qualsiasi?




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