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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
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ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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25 giugno 2009

PERDENTI & CONTENTI/2

Dopo che l’astensionismo ha fatto fallire l’ennesimo referendum, quello sulle modifiche alla legge elettorale, a conferma dell’abuso che si è fatto di questo strumento, i ballottaggi delle amministrative confermano la clamorosa vittoria del PDL e del centrodestra, altre 8 province si aggiungono alle 26 conquistate al primo turno,Milano, Savona ,Venezia, Belluno, Lecce, Crotone, Frosinone, Ascoli Piceno, ai 9 comuni capoluogo conquistati se ne aggiungono altri 6 tra i quali due storiche roccaforti rosse come Prato e Cremona dove la sinistra governava ininterrottamente da oltre 60 anni.
Dunque anche in presenza di un astensionismo che storicamente penalizza il centrodestra nei ballottaggi è evidente a tutti che si tratta di “ UNA CLAMOROSA VITTORIA” per il Popolo della Libertà e del centrodestra, del resto i numeri parlano chiaro , prima delle elezioni il PD e il centrosinistra governavano 50 province, 9 il centrodestra, adesso nelle 62 province in cui si è votato (3 di nuova istituzione), 34 saranno governate dal centrodestra e 28 dal PD e dal centrosinistra, in particolare sono state strappate alla sinistra ben 23 province, stesso andazzo anche nei comuni capoluogo, si partiva con in centrosinistra che ne governava 25, 5 il centrodestra, alla fine 16 saranno amministrati dal centrosinistra e 14 dal centrodestra, in particolare oltre alla conferma dei comuni precedenti altri 9 vengono strappati alla sinistra.
C’è seriamente da essere preoccupati per il vice perdente di successo Franceschini che parla di “inizio di declino per la destra” e sostanziale ripresa per il PD, cercando di minimizzare la sonora sconfitta, delle due l’una : o non sanno nemmeno contare oppure continua l’uso spregiudicato delle tecniche comuniste della scuole delle Frattocchie, dove appunto si insegnava la doppia verità a convenienza , la menzogna e il ribaltamento della realtà contro tutte le evidenze, bene così, come al solito “perdenti & contenti”, tanto contenti che proprio oggi Franceschini ha ufficializzato la sua candidatura a segretario del partito democratico nel prossimo congresso di ottobre, una garanzia di vittorie,appunto.
Lo stesso Berlusconi commentando i risultati elettorali ha detto “ se questa per noi è una sconfitta, vogliamo perdere sempre così” , e ci credo, tra province e comuni capoluogo ben 32 amministrazioni hanno cambiato colore politico, sono passati tutti dalla sinistra al centrodestra, nessuna dal centrodestra a sinistra,la sinistra è stata costretta a spacciare per grandi vittorie quelle di Bologna e Firenze, comuni dove governa da oltre mezzo secolo, dopo essere stati costretta al ballottaggio, il che è tutto dire.
Berlusconi se non esistesse bisognerebbe inventarlo, altrimenti non ci si potrebbe scompisciare dalle risate a leggere la stampa nostrana di questi ultimi tempi, solo lui può provocare travasi di bile come quelli dei “zucconi” di Repubblica, i quali dopo la fatica di una campagna di stampa tesa a delegittimare il premier, che continua e continuerà, sono costretti ad ammettere con la bava alla bocca che c’è, visti i risultati elettorali, “ un amnesia della morale” , la loro morale però, oppure con una fantasia degna delle migliori cause, l’ex fascista e comunista Scalfari, immagina scene da “fine regime” , una società deturpata dalla corruzione (Sic), analogie con il 25 luglio del 1943 , uno scenario da Armaghedon insomma, tutto da ridere appunto, i desideri scambiati e raccontati come realtà, come succede da oltre 30 anni, ci avessero mai azzeccato una volta.
Possibile che questi non abbiano ancora capito che, chi vota PDL e Berlusconi, giornali come Repubblica se li legge, è soltanto per farsi quattro risate?
Ma Repubblica non è la sola a provocare ilarità, è bastato leggere i titoli di alcuni giornali dopo i ballottaggi per avere un ottima cura contro la depressione, L’Unità : “ PD in rimonta dalle urne esce un quasi pareggio”, Il Secolo XIX: “ Tiene il PD”, Il Messaggero : “ Il PD rimonta” , Europa: “Si riparte da qui: Penati combatte, gli altri stravincono, l’onda di destra rifluisce”, La Stampa : “ Il PDL avanza ma il PD resiste”, L’Altro : “ Berlusconi perde provinciali e comunali” e mi fermo qui per carità di patria.
Io mi domando e vi domando: “sono più coglioni questi giornalisti che sparano minchiate a raffica o i loro lettori che continuano a leggerli”?
E questi ultimi di fronte alla cruda evidenza della realtà dei fatti non si sentono come minimo frustrati e presi in giro ?
Cinque anni fa Penati vinceva alla provincia di Milano e Bersani disse : “ E’ la fine del berlusconismo” , oggi lo stesso Penati perde a Milano e Franceschini dice :“ E’ cominciato il declino della destra”, certo perdere oltre il 50% delle province e dei comuni capoluogo deve essere stato un magnifico viatico, una bella consolazione per essere così “perdenti & contenti” , o no?

 

COMPAGNI RASSEGNATEVI CON QUESTI DIRIGENTI E QUESTI GIORNALISTI ZUCCONI NON VINCERETE MAI !!!

 

SOLO CON PAPI SI VINCE !!!

 

I CARE, WE CAN, THEY WIN !!!

PRESIDENTE SIAMO CON TE

MENO MALE CHE SILVIO C’E’.












16 giugno 2009

PERDENTI & CONTENTI

E’ stato utile aspettare il responso definitivo delle urne dopo il voto amministrativo per avere le idee chiare sulla tornata elettorale appena conclusa.
Per una mezza giornata infatti lunedì dopo il voto europeo, per i media italiani sembrava che il PDL e Berlusconi avessero perso le elezioni e ho fatto fatica a credere ai miei occhi, e credo come me tanti, vedendo i dirigenti del partito democratico,Franceschini, in testa, esultare dopo aver perso 7 punti rispetto alle politiche dello scorso anno, magari potevano impegnarsi a perderne qualcuno in più e li avremmo visti sfilare per le strade al suono di trombe e clacson.
Tanto che, per avere le idee più chiare, è bastato dare un occhiata alla stampa estera, pare che in questa occasione non abbiano utilizzato le veline e il sito web di Repubblica e hanno raccontato la pura e semplice realtà.
Il Financial Times dopo le critiche feroci a Berlusconi , ha commentato che l'elettorato italiano ha confermato la preferenza per il centro-destra e Berlusconi "nonostante le recenti polemiche sullo stile di vita del Presidente del Consiglio'' e il caso Mills, e l’editorialista Munchau cita il cavaliere come il leader di maggior successo in Europa che "è riuscito a scrollarsi di dosso o persino forse a trarre beneficio da un susseguirsi di scandali". Un "risultato spettacolare".
Persino El Pais, dopo la pubblicazione delle foto di villa Certosa e nonostante il pregiudizio ideologico è stato costretto ad ammettere che di fronte ad un opposizione frantumata “ Berlusconi ha incassato una sonora vittoria”, vi risparmio tutti gli altri commenti positivi dalla CNN a Liberation , dal Daily Telegraph a The Indipendent, ecc.ecc.
Eppure il risultato delle elezioni europee non si presta a dubbi, il PD, principale partito di opposizione ha raccolto il 26,1% dei voti, 7 in meno rispetto alle politiche dello scorso anno, l’IDV di Di Pietro ha praticamente raddoppiato i voti arrivando all’8% , segno che frustrati,sfigati, forcaioli , giacobini e delusi sono in aumento, la sinistra radicale divisa, ancora una volta non supera lo sbarramento, così come la Destra di Storace e il Movimento per l’Autonomia di Lombardo.
Guadagna qualcosa in termini percentuali l’UDC di Casini, ma facendo bene i conti ha ottenuto 50.000 voti in meno rispetto alle politiche del 2008.
Anche il PDL ha perso 2 punti rispetto alle politiche dello scorso anno, penalizzato dalla bassa affluenza al voto, circa il 66% con punte di astensionismo intorno al 50% al sud e nelle isole, in ogni caso tutto ciò non ha impedito al Popolo della Libertà di confermarsi primo partito e diventarlo anche in regioni come Marche e Umbria dove da sempre la sinistra fa il pieno di consensi, Berlusconi candidato in tutte e cinque le circoscrizioni è risultato largamente il più votato raccogliendo oltre duemilioni e settecentomila preferenze personali, che non è il record, ma con un 6 / 7% di votanti in meno rispetto alla media delle precedenti elezioni è tutto sommato un ottimo risultato, questo nonostante una campagna elettorale fatta solo di gossip e calunnie.
Certo le aspettative sul risultato del PDL erano più rosee, ma considerata la disaffezione e l’astensionismo record per l’Italia sul voto europeo, con una crisi economica globale in atto e dopo un disastroso terremoto, non ci si può davvero lamentare, sbaglia di grosso chi vede “crepe” nella popolarità di Berlusconi, il risultato al di sotto delle aspettative è solo causa dell’astensionismo.
E’ bastato infatti aspettare i risultati delle amministrative dove la media dei votanti è stata superiore di 6-7 punti per capire la proporzione storica della vittoria del PDL, la sinistra e il PD sono stati letteralmente “sfrattati” al primo turno da 17 province che governavano, da Napoli a Bari a Monza, tanto per citarne qualcuna, delle 62 province in cui si è votato, di cui 3 di nuova istituzione si partiva da 50 amministrate dal csx contro 9 del cdx, dopo il primo turno 26 sono andate al PDL e centrodestra,in 22 si andrà ai ballottaggi domenica 21, soltanto 14 sono state confermate dal centrosinistra , anche nel voto nei comuni ci sono stati risultati eclatanti e lusinghieri per il PDL, storiche roccaforti come Firenze e Bologna la sinistra è stata costretta al ballottaggio con esiti che potrebbero essere imprevedibili.
Il gap tra il PDL e il PD è quindi notevolmente aumentato, passando dai 4,2 punti delle politiche dello scorso anno agli oltre 9 punti attuali, così come il distacco tra coalizioni, grazie anche all’ottimo risultato della Lega Nord che arriva al record del 10,4% anche se in termini di voti si tratta di 100.000 voti in più rispetto allo scorso anno, arriva a 10 punti.
In pratica gli italiani non solo non affiderebbero i loro figli a Franceschini per educarli, ma nemmeno per sogno gli affideranno mai il governo del paese.
Nonostante questa tremenda disfatta Franceschini e il PD hanno esultato poiché a loro dire hanno perso meno delle aspettative (Sic) e perché il PDL e Berlusconi non hanno superato la quota del 40%, insomma proprio quello che è tipico della sinistra italiana “PERDENTI & CONTENTI”, ma questo stato di calma apparente durerà poco, già i vari capi e capetti stanno affilando le armi in vista del prossimo congresso di ottobre,dopo i ballottaggi di domenica prossima ci sarà di nuovo il tutti contro tutti,si preannuncia un estate bollente per il PD.
I numeri sono quindi impietosi, in presenza di una sinistra inconsistente, gruppi finanziari editoriali si sono assunti l’onere (Sic) di una campagna di delegittimazione del governo e del Presidente del Consiglio, è un film già visto e rivisto in questi ultimi 15 anni, a cominciare dalla stagione di mani pulite del 92-93 , dove una campagna politica , mediatica e giudiziaria fece fuori i principali partiti della prima repubblica , tranne il PCI , non potendo riuscirci per via democratica, è storia ormai risaputa di quali giornalisti e di quali testate avessero accesso alle informazioni riservate sulle indagini dei PM, delle riunioni telefoniche (Sic) a fine giornata tra i direttori dei quotidiani Repubblica , La Stampa , Corriere della Sera e L’Unità, ovvero Scalfari, Mauro, Mieli e Veltroni, al fine di concordare titoli e articoli del giorno dopo, in quali partiti e in quali schieramenti sono stati candidati alcuni PM , basti pensare a D’Ambrosio o alle telefonate di Di Pietro con l’editore del gruppo Espresso – Repubblica , De Benedetti, agli atti del tribunale di Brescia, il tutto mentre qualche bastardo procuratore capo 3 volte resistente chiedeva in interviste alla stampa “ governi condivisi” (Sic).
Fortunatamente c’è stato chi non si è mai arreso al “golpe”, così mentre gli ex comunisti mandavano Occhetto a legittimarsi alla City di Londra , scendeva in campo colui che ha rappresentato e rappresenta il granello di sabbia,anzi no, il macigno che ha inceppato questa macchina perfettamente lubrificata, Silvio Berlusconi, e da 15 anni puntualmente si tenta con gli stessi sistemi mediatici – giudiziari di eliminarlo dalla scena politica, sono appunto questi i grumi eversivi a cui si riferisce Berlusconi, ma i zucconi del gruppo Espresso – Repubblica, oltre a non aver mai capito nulla dell’evolversi della società italiana, con le loro analisi puntualmente sbagliate e la descrizione della realtà non com’è , ma come la vorrebbero, non hanno capito che questa sinistra non è mai stata maggioranza nel paese , ne mai lo sarà , se prima non passerà almeno un'altra generazione che non sia figlia della scuola delle Frattocchie dove insegnavano la verità a convenienza , la menzogna e il ribaltamento della realtà, e soprattutto non hanno capito che Berlusconi è più forte di tutto e di tutti perché ha un popolo dietro di se, mentre gli altri al massimo hanno solo chiacchiere, avranno tutto il tempo per mangiarsi il fegato e buttare bile.
Infine per chiudere, è stato bellissimo vedere come il glorioso quotidiano comunista L’Unità , che un tempo raccontava della “gioiosa vitanelle zone liberate da Pol Pot e dai khemer rossi (Sic) , abbia dedicato in un solo numero ben otto pagine (dico otto) alla storia di Noemi Letizia e Berlusconi, d’ora in poi lo potranno ribattezzare “Concita 2000” , roba da scompisciarsi dalle risate.






26 maggio 2009

PETTEGOLEZZI DEMOCRATICI

Credo che una campagna elettorale così non si sia mai vista, nel senso che non è per nulla una campagna elettorale di quelle solite, non c’è assolutamente un minimo di interesse da parte della stragrande maggioranza dei cittadini, si parte con un partito e il suo leader che hanno già vinto, l’unico motivo che ancora suscita un minimo di curiosità è sapere di quanto sarà il distacco tra il PDL e il PD , figuriamoci.
La paura di essere spazzati via definitivamente è forte ed è fondata, per questo il povero Franceschini, dopo aver scritto persino ai morti, si è ridotto a chiedere i voti non in nome di un programma o di un progetto politico : “ se Berlusconi vince con un margine troppo ampio, se il distacco sarà superiore ai 15 punti, potrà succedere di tutto”, questo insomma è diventato l’unico motivo per votare il PD, davvero non c’è bisogno di ulteriori commenti.
Del resto gli argomenti di grande spessore politico, ovvero veline , caso Mills, Noemi Letizia, di cui quotidianamente si occupano Franceschini e il PD non sembrano suscitare grande interesse nell’elettorato, anzi più di qualcuno comincia a chiedersi se per caso il partito democratico non sia diventato un partito di depravati e voyeur che fanno politica dal buco della serratura, visto che si interessano tanto delle “presunte performance amatorie” del cavaliere, tanto che ormai la sigla PD si può tranquillamente interpretare come “pettegolezzi democratici”.
Credo che ieri Berlusconi ha detto una grande verità quando ha affermato: “chi e' malato di invidia personale e di odio politico vota per la sinistra”.
E così in attesa di vedere il prossimo filmino del battesimo o della comunione di Noemi, anche Di Pietro e Casini dicono no alla proposta di un iniziativa unitaria fatta da Franceschini per unire le opposizioni contro il “ pericolo Berlusconi”, anzi Di Pietro è pronto a chiedere una “mozione di sfiducia” , dando così un magnifico assist a Berlusconi , il quale se fino ad ora esitava a prendere l’iniziativa , così avrà un magnifico pretesto per andare in aula a fare un “attacco istituzionale” alla magistratura politicizzata e alla stampa scandalistica, complimenti, sul risultato della mozione poi non sussiste il minimo dubbio, sarà respinta a larghissima maggioranza , con il risultato di rafforzare ulteriormente, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, Berlusconi.
Chiudo qui perché davvero c’è da scompisciarsi dalle risate.





22 maggio 2009

CHE DELUSIONE

I “zucconi” di Repubblica sono amareggiati e delusi, niente, questo paese proprio non riesce a indignarsi: “L'Atlante Politico di Demos registra e conferma tendenze già osservate negli ultimi mesi tra gli elettori. Poco allegre per il centrosinistra e, soprattutto, per il Pd”.
“Al di là delle specifiche stime di voto, il clima d'opinione sembra premiare tutte le principali scelte del governo e tutte le azioni del premier. Anche le più discusse e discutibili. Dai respingimenti delle imbarcazioni cariche di immigrati, approvate da oltre 2 italiani su 3 (da 4 su 10 fra gli elettori del Pd e dell'Idv), alle vicende personali e familiari di Berlusconi. Quasi 8 italiani su 10 pensano che il divorzio annunciato e le amicizie femminili del premier siano fatti suoi e di sua moglie”.
Inizia con questo incipit il commento di Ilvo Diamanti sul sondaggio Demos di Repubblica sulle elezioni europee, la delusione è palpabile, non mi piace darmi ragione da sola, ma è esattamente quello che scrivo da giorni “ tanta fatica per nulla, le campagne mediatiche e giudiziarie di aggressione a Berlusconi non hanno mai pagato e non pagheranno nemmeno questa volta, anzi si trasformerà in un boomerang “, forse sarebbe certamente più saggio e utile se Repubblica si occupasse del divorzio degli elettori dal PD piuttosto che del presunto divorzio Berlusconi – Lario.
Ma non bisogna mollare proprio adesso, ripeschino magari le conversazioni tra Berlusconi e Saccà, hai visto mai che stavolta funzionano?
In queste due settimane in cui per legge non ci saranno sondaggi pubblici fino al voto del 7 giugno, provino a raccontare dell’incredibile rimonta del PD, che si vota per cambiare il paese , magari alla vigilia del voto un editoriale dell’ex fascista, ex comunista ,ex socialista e non so più cos’altro, Scalfari, ci dirà che il pareggio e magari anche la vittoria sono possibili, secondo i “sommovimenti” che lui sente nella società civile (Sic).
Poi dopo il 7 giugno , non si parlerà più di Noemi Letizia e Mills, si parlerà del berlusconismo di massa e dei cronici ritardi della sinistra, un vecchio film visto e rivisto tantissime volte, amen.









20 maggio 2009

CASO MILLS E SOLITE ILLUSIONI

Dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del tribunale di Milano che ha condannato in primo grado l’avvocato inglese David Mills a quattro anni e sei mesi per corruzione giudiziaria, puntuali riesplodono le polemiche.
E come al solito da parte della stampa e da un opposizione in caduta libera nei consensi si alimentano improbabili aspettative e false illusioni, mentre bisognerebbe praticare le virtù di cautela e prudenza su questi argomenti.
I processi in generale e quelli che riguardano Silvio Berlusconi in particolare non sono il secondo tempo o una rivincita rispetto al risultato di democratiche e libere elezioni, anzi fare polemica su questi argomenti non fa altro che rafforzare la convinzione già largamente diffusa di un opposizione allo sbando, confusa, divisa e senza idee che disperatamente tenta di attaccarsi a qualsiasi cosa.
Gli italiani ormai non ci credono più, dopo aver visto un avviso di garanzia al G7 di Napoli nel 1994 concludersi dopo 7 anni con l’assoluzione in Cassazione e dieci anni di veleni e inquinamento della democrazia italiana con il processo SME concluso con l’assoluzione di Berlusconi in Cassazione per “non aver commesso il fatto” e perché “il fatto non sussiste” chi ci crede più alle accuse di certe procure e certi magistrati?
Sono proprio queste procure e questi magistrati ad aver “vaccinatol’opinione pubblica.
Possono crederci soltanto i masochisti e i tafazzisti della sinistra italiana, garantisti a convenienza e a giorni alterni, i quali ancora una volta non si rendono conto che tutto questo per loro sarà soltanto il solito boomerang.
E possono crederci pure soltanto sfigati e frustrati , titillati da guitti e giacobini da operetta che poi gli vendono libri,spettacoli, dvd e altri prodotti editoriali.
In secondo luogo tentare di far passare Berlusconi come colpevole di qualcosa per cui non è nemmeno stato giudicato, è aberrante non solo dal punta di vista civile , ma anche e soprattutto giuridico, questo per l’equazione secondo la quale David Mills ha ricevuto somme di denaro da società off-shore riconducibili a Finivest per testimoniare il falso e quindi automaticamente il corruttore sarebbe Berlusconi, insomma si condanna per teoria l’imputato che non c’era.
Terzo, David Mills è un “presunto innocente” sino a sentenza definitiva inappellabile così come prevede la costituzione e lo stato di diritto, figuriamoci allora Berlusconi che non è neppure stato giudicato.
Quarto, la sentenza di condanna dell’avvocato inglese si basa su teoremi e castelli accusatori, non esiste uno straccio di prova , ne tracce di dazioni riconducibili a Berlusconi, tanto che nell’accusa si cita soltanto il defunto (Sic) Carlo Bernasconi.
Siccome per condannare qualcuno occorrono prove e fatti certioltre ogni ragionevole dubbio” e non teorie strampalate, condanna e motivazioni non possono reggere ai successivi gradi di giudizio e questo lo sanno anche gli studenti del primo anno di giurisprudenza, è superfluo dire che la magistratura inglese non ha nemmeno preso in considerazione l’idea di rinviare a giudizio David Mills , poiché ha ritenuto infondato qualsiasi presupposto al riguardo , anzi il fisco britannico ha sottoposto a tassazione la somma di 600.000 dollari, frutto della presunta corruzione, come “proventi di investimenti”, basterebbe solo questo per catalogare il caso per quello che è effettivamente:”una bufala”, ma ciò ripugnerebbe alla “coscienza civile” di un giudice come Nicoletta Gandus che firma manifesti e petizioni contro il governo Berlusconi e partecipa allegramente ai social forum , quando si dice la terzietà del giudice, una sentenza scandalosa insomma come giustamente l’ha definita Berlusconi.
Quinto, Berlusconi non rinuncerà al lodo Alfano , è stato fatto proprio in previsione di questo, per evitare cioè che magistrati autoeletti “rappresentanti della società civile” tentino di ribaltare per via giudiziaria quello che ha deciso il “popolo sovrano” in libere e democratiche elezioni, come già è stato fatto in passato, Berlusconi d’altronde non ha scelta o pensa a onorare l’impegno che gli italiani gli hanno conferito o pensa a difendersi da assurde accuse.
Questo naturalmente non significa sfuggire al giudizio del tribunale , che ci sarà a fine mandato , peccato però che sarà tempo perso visto che non potrà essere giudicato dalla pasionaria Gandus , il processo dovrà iniziare daccapo e non si arriverà mai a sentenza definitiva.
Berlusconi non sfuggirà dunque al processo, non certamente come Di Pietro che si è fatto scudo dell’immunità dell’europarlamento per sottrarsi al processo contro di lui intentato dal giudice Filippo Verde.
Infine merita un plauso l’iniziativa del vicebrigadiere D’Avanzo e di Repubblica, sull’inchiesta e le domande a Berlusconi sul caso Noemi Letizia, i “zucconi” di Repubblica portino ancora un po’ di pazienza, citando Oscar Wilde «
Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta.» la discussione sarebbe già chiusa, invece le risposte ci saranno, più o meno tra 20 giorni, una maggioranza becera, rozza ed egoista, civis marginalis, alla quale io mi onoro di appartenere , ancora una volta con il loro libero e convinto voto li prenderà a ceffoni.
E su questi argomenti mi sembra non ci sia più nulla da dire.




11 maggio 2009

NO ALL'ITALIA MULTIETNICA

Silvio Berlusconi a margine di una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi per fare il punto sull’attività in politica estera dopo un anno esatto dall’insediamento del governo, ha pronunciato parole chiarissime sulla questione del respingimento dei clandestini, che vengono bloccati in mare e riportati direttamente al punto di partenza , cioè in Libia.
«Si deve fare chiarezza sulle due visioni , ha affermato il presidente del Consiglio, la sinistra con i suoi precedenti governi aveva aperto le porte ai clandestini provenienti da tutti i Paesi. Quindi l'idea della sinistra era ed è quella di un'Italia multietnica. La nostra idea non è così». Per questo, dice Berlusconi, «non apriremo le porte a tutti come la sinistra». La linea del governo in maniera d'immigrazione è quella dell'«accoglimento solo per chi» ha diritto «all'asilo politico», e cioè «coloro che mettono piede sul nostro suolo, intendendo anche le acque territoriali». Per il resto, prosegue il premier, «vale il nostro diritto di respingere», non si violano «gli accordi internazionali», fermo restando che in mare verranno forniti «tutti i tipi di assistenza».
Parole chiarissime dunque, che vedono soddisfatto anche il ministro Maroni, per il quale, dopo gli accordi con la Libia per il pattugliamento congiunto, la linea del respingimento continuerà finché i tentativi di sbarco sul suolo italiano non cesseranno in conformità alle normative europee e ai trattati internazionali, intanto anche oggi altri 200 clandestini sono stati fermati in mare e riportati a Tripoli, per un totale di oltre 500 in pochi giorni.
Non potevano mancare in questo contesto gli alti lai di un opposizione parolaia, inconcludente e divisa su tutto, che accusa di razzismo il governo per il solo fatto di respingere dei clandestini mentre Fassino ammette che il respingimento dei clandestini non viola nessuna normativa europea e internazionale, chissà cosa pensano allora della civilissima Spagna di Zapatero dove non molto tempo fa, i clandestini appena sbarcati venivano accolti a fucilate, meglio non prenderli sul serio, quello che conta davvero è che la stragrande maggioranza degli italiani approva senza riserve la linea del governo su questa e su molte altre questioni.
Mentre mi sembra degno di nota il fatto che un giornale come L’Economist , da sempre avverso a Berlusconi e ai suoi governi, ha gettato la spugna scrivendo che Berlusconi nonostante la recessione economica in atto rimane il leader più popolare in Europa, è incredibile vedere come il segretario del PD, Franceschini, sia costretto dalla preoccupazione della disfatta, a chiedere “voti utili” e a gridare al pericolo di una schiacciante vittoria, molto probabile, di Berlusconi e del PDL, oggi poi secondo me ha toccato l’apice della comicità involontaria invitando Berlusconi ad andare in mezzo alla gente, dimenticando che è appunto quello che Berlusconi fa ogni giorno, ma cosa ne possono sapere costoro del popolo se hanno passato la loro vita nei loft e nei salotti?
Parlano di popolo e povertà e hanno la cipria sul naso e la parrucca in testa come i nobili francesi al tempo della presa della Bastiglia, è tutto da ridere se non ci fosse da piangere.





25 aprile 2009

UNA DECISIONE GENIALE

La decisione di spostare il prossimo summit del G8 di luglio dall’isola sarda della Maddalena all’Aquila, nelle terre ferite dal terremoto d’Abruzzo, approvata dal consiglio dei ministri che si è svolto in via eccezionale nel capoluogo abruzzese, sta ricevendo plauso e consenso in tutto il mondo.
Il grande Silvio una ne fa e cento ne pensa, lo spostamento del G8 in Abruzzo avrà un impatto mediatico eccezionale in tutto il pianeta, il contesto lussuoso in cui si sarebbe svolto il summit della Maddalena non era certo consono al periodo di crisi che il mondo sta vivendo, e allora piuttosto che trasportare i grandi della terra a bordo di lussuosi panfili, molto meglio portarli tra il popolo che soffre e far vedere personalmente i monumenti e beni culturali ai rappresentanti delle nazioni che intendono sponsorizzare la loro ricostruzione, e presentare così la lista nozze,un premier in perfetto stile no global insomma.
L’annuncio clamoroso ha sorpreso inizialmente tutti, ed è rimbalzato nelle cancellerie e nella stampa estera, trovando consensi unanimi, è arrivato subito il si di Obama dopo una telefonata con Berlusconi, poi Gordon Brown e Angela Merkel e via via tutti gli altri leader che saranno impegnati nei lavori del G8, anche la UE attraverso il portavoce Amadeu Altafaj Tardiu, approva e definisce la decisione “ un gesto simbolico molto forte”, diavolo di un Berlusconi ancora una volta spariglia e sorprende tutti, tirando fuori dal cilindro l’ennesimo coniglio bianco, mettendo l’Abruzzo al centro della scena politica mondiale.
L'utilizzo del complesso monumentale della Maddalena avrebbe comportato un costo di 220 milioni di euro, ha detto il premier: soldi che potranno essere risparmiati utilizzando per il vertice la scuola della Guardia di finanza di Coppito.
Quanto alla sicurezza dei leader, il presidente del Consiglio ha spiegato che ci sono tutte le condizioni per garantirla e che probabilmente «non credo che i no global avranno la faccia di venire in questi luoghi a organizzare manifestazioni dure come quelle a cui siamo stati abituati in passato».
Le opere già iniziate sull’isola della Maddalena saranno portate a compimento e come richiesto da Barack Obama sull’isola si terrà probabilmente in autunno il summit sull’ambiente.
Sul fronte interno plaudono le organizzazioni sindacali, persino Epifani si è detto d’accordo, le opposizioni frastornate, seppur con toni diversi tra Franceschini,Casini, e Di Pietro balbettano la loro approvazione, Berlusconi non ha una, ma dieci marce in più rispetto a costoro.
Favorevolissimi i commenti delle autorità locali, a partire dal presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, sino al sindaco dell’Aquila Cialente , che plaude al provvedimento e parla di un gesto di generosità per la città martoriata.
La notizia ha fatto quasi passare in secondo piano gli altri importanti provvedimenti presi dal consiglio dei ministri all’Aquila, un decreto legge per stanziare le risorse in favore delle zone terremotate. Il provvedimento mette a disposizione un totale di otto miliardi di euro, di cui 1,5 per fronteggiare l'emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione.
Sono state individuate 15 aree dove intervenire con piastre di cemento armato capaci di sopportare scosse sismiche: su queste piastre saranno edificate case sicure, con verde e alberi, ha detto Berlusconi.
Gli studenti universitari saranno esonerati dal pagamento delle tasse per il periodo 2009-2010. Per la prima volta si affronta un evento del genere senza aumentare la pressione fiscale ha detto il premier.
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha poi spiegato che il decreto prevede lo stanziamento di 150mila euro per chi vorrà ricostruirsi da sé la casa distrutta e 80mila euro per chi invece ha la casa danneggiata. «Prevediamo - ha detto - 500 milioni di euro, e la domanda è per 700, per interventi per le abitazioni private. Ci sarà un conto corrente gratuito per 150mila euro disponibili per ciascuno per la ricostruzione della casa».
«Puoi farti la casa come vuoi e può essere la ricostruzione della casa colpita o una casa nuova da un'altra parte» ha aggiunto Berlusconi.
Tremonti ha annunciato che è stata avanzata a Bruxelles la richiesta di fare dell'area terremotata una «zona franca urbana» esente da tributi.






17 aprile 2009

LA VERA TASSA SUL REFERENDUM

Premesso che, innanzi tutto bisognerebbe prendere atto e lodare il senso di responsabilità del PDL e di Silvio Berlusconi, poiché con la nuova legge elettorale che uscirebbe dal referendum Berlusconi e il Popolo Della Libertà prenderebbero da soli senza bisogno di allearsi con qualcun altro il 55% dei seggi parlamentari, è stato anteposto quindi il bene del paese, che in questo momento di tutto ha bisogno tranne che una crisi di governo, all’immediato tornaconto politico, il vero risparmio sui costi del referendum non si ha accorpandolo in un election day con le elezioni europee ne tantomeno accorpandolo al turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, bisognerebbe prevedere un turno elettorale dedicato esclusivamente al referendum, così come ipotizzato in un primo momento, poiché per la natura stessa della consultazione è prevista anche l’astensione e il mancato raggiungimento del quorum, non è certo un caso che tutti i referendum che si sono celebrati nella storia della repubblica non sono mai stati accorpati ad altre elezioni.
E’ vero che un turno elettorale supplementare costa ai contribuenti qualche centinaio di milioni, ma costerebbe molto di più se questo referendum, diventato ormai inutile vista la semplificazione naturale avvenuta nella politica italiana, fosse aiutato a raggiungere il fatidico quorum abbinandolo con altre consultazioni, al comitato referendario sarebbe riconosciuto infatti un rimborso elettorale pari a circa un miliardo, poi magari glielo spiega Franceschini alle forze dell’ordine, ai disoccupati e infine ai terremotati dell’Abruzzo, che al posto di qualche centinaio di milioni da investire ci ritroveremmo un costo di un miliardo in più sul groppone.
E’ questa infatti la vera tassa che si rischia di pagare sul referendum, tutto il resto è fuffa e parole in libertà.




5 aprile 2009

LO SCIOPERO COME ANTIDOTO ALLA CRISI

Se dal punto di vista pratico una manifestazione come quella di ieri, organizzata in solitario da Epifani e dalla CGIL , contro il governo, gli altri sindacati confederali, Confindustria e tutte le altre parti sociali, non è servita a nulla, bisogna però riconoscere che ha ragione il ministro Brunetta quando afferma che “ anche queste scampagnate non fanno male contro la crisi perché muovono treni,ristoranti,autobus ecc. ecc. “ , e allora ben vengano queste manifestazioni, se ne facciano di più, augurandosi che magari ci sia anche più gente, perché come al solito si danno i numeri senza cognizione di causa, per la questura infatti i presenti non erano più di 200.000, la CGIL ne ha dichiarato 2.700.000 , eppure la manifestazione si è svolta al Circo Massimo dove qualche mese fa si era tenuta quella del PD guidato da Veltroni, e proprio in quella occasione , anche allora furono date cifre iperboliche poi smentite dalla questura e dalle riprese aree del Corriere, nessuno ha potuto contestare la teoria di Cicchitto sull’impenetrabilità dei corpi,confermata peraltro dal Sole24Ore, la quale dimostra senza tema di essere smentita che, tenendo conto delle misure e calcolando 4 persone per metro quadro nell’arena del Circo Massimo anche gremito sino all’inverosimile non possono entrarci più di 300.000 persone, lascio a voi ogni ulteriore considerazione.
Così come non mi meraviglia affatto che autorevoli esponenti del partito democratico erano presenti a “titolo personale” alla manifestazione, che pena vedere rappresentanti di un partito che si definisce riformista tanto da non entrare nemmeno nel PSE perché vuole andare oltre, partecipare ad uno sciopero organizzato dal più “massimalista dei sindacati”, per difendere la conservazione contro l’innovazione, come si sono ridotti i vari Franceschini, Bersani, D’Alema ,Fassino ecc. , pur di avere un po’ di visibilità non esitano a manifestare fianco a fianco con Ferrero,Bertinotti, e Di Pietro, e a “scioperare contro la pioggia”, questi non sono alla frutta, ma al caffè e all’ammazzacaffè.
Il problema vero è che una volta la CGIL era la cinghia di trasmissione del partito verso la società, ed era il partito che ne decideva la linea, come non ricordare quando un “vigliacco” come Di Vittorio piegò la testa e obbedì a Togliatti rimangiandosi le sue considerazioni sull’invasione dell’Ungheria e sugli operai di Danzica, oppure Trentin che venne messo da Berlinguer a presidiare i cancelli della Fiat negli anni ottanta fino ad essere sconfitto dalla marcia dei quarantamila prima, e dal referendum sulla scala mobile poi.
Adesso invece è il sindacato che guida , Epifani ha assunto su di se la responsabilità dell’opposizione e detta la linea, Franceschini & C. seguono ma non troppo, poiché la parte moderata del partito non è d’accordo.
Chiudo qui perché c’è da scompisciarsi dalle risate.






17 marzo 2009

GENCHI ANCORA A PIEDE LIBERO

Mentre l’ex PM di Catanzaro già titolare dell’inchiesta Why Not, De Magistris , trasferito d’ufficio dal CSM e destinato ad altro ruolo per gravi violazioni d’ufficio, non perde il”vizietto” di rilasciare interviste in cui racconta le sue “verità” ai media annunciando un probabile ingresso in politica ( come dubitarne visto che appartiene a quella categoria di magistrati che in crisi di autostima perché non compaiono sulle prime pagine dei media, si auto eleggono “rappresentanti della società civile” e si pongono l’obiettivo di cambiare la società da dentro le istituzioni (Sic), e lui bisogna riconoscere che almeno ad avere l’obiettivo dei media c’è riuscito), il suo super consulente Gioacchino Genchi, invece è ancora a piede libero, al centro di due inchieste, una della procura di Roma e l’altra di Marsala.
Pochi giorni fa il presidente del COPASIR Rutelli e il ministro della giustizia Alfano hanno lanciato l’allarme sui rischi per la sicurezza nazionale , visto che il super spione per due anni ha acquisito dati estremamente sensibili riguardanti l’ex direttore del SISMI, generale Nicolò Pollari, nonché i tabulati di traffico telefonico di altre 17 utenze mobili e 11 utenze fisse utilizzate da appartenenti ai servizi di sicurezza, questo oltre l’attività sviluppata dal consulente cui l’ex pm di Catanzaro ha delegato lo svolgimento degli accertamenti che ha portato ad acquisire un numero impressionante di dati, una cifra oscillante tra i 14 e i 18 milioni di righe di traffico telefonico, dati a disposizione di tre diverse procure, Catanzaro, Salerno e Roma e dello stesso consulente che non ha distrutto i dati in suo possesso.
I carabinieri dei Ros su mandato della procura di Roma hanno perquisito l’ufficio e l’abitazione del consulente sequestrando l’archivio per due presunte violazioni di legge, La prima: abuso d'ufficio «perché in più azioni esecutive nell'ambito di un medesimo disegno criminoso », Genchi «acquisiva, elaborava e trattava illecitamente i tabulati telefonici in uso a parlamentari, intenzionalmente arrecando agli stessi un danno ingiusto consistente nella conoscibilità di dati interni di traffico relativi alle loro comunicazioni, in assenza di vaglio ed autorizzazione preventiva delle Camere di appartenenza »; violando in questo modo, le garanzie sancite dalla Costituzione per deputati e senatori. Secondo ipotetico reato: abuso d'ufficio perché, sempre nell'ambito del «medesimo disegno criminoso», l'ex consulente di De Magistris «acquisiva i tabulati telefonici relativi ad utenze in uso ad appartenenti ai Servizi segreti, senza il rispetto delle relative procedure, con danno per la sicurezza dello Stato».
E non è tutto, Genchi è anche indagato per violazioni dell’anagrafe tributaria, circostanza denunciata dall’Agenzia delle Entrate, dove ha visionato, grazie a una password fornita dalla procura di Marsala, posizioni relative a persone che non risultano indagate.
Il ministro della giustizia Angelino Alfano, nell’ambito della nuova legge sulle intercettazioni , ha predisposto un intervento normativo a tutela dei servizi di sicurezza, in pratica viene affidata solo al procuratore della Repubblica la richiesta di disporre intercettazioni o acquisire dati dei tabulati telefonici di persone appartenenti ai servizi di sicurezza, ma tale documentazione sarà soggetta a secretazione e dovrà essere trasmessa al Premier che dovrà pronunciarsi entro 30 giorni per l’acquisizione del materiale nel fascicolo processuale, che, in caso di non pronuncia, avverrà automaticamente.
Intanto dopo circa 20 anni di aspettativa, Gioacchino Genchi è rientrato in servizio nella Polizia di Stato, e subito è stato sottoposto a “procedimento disciplinare” per interviste non autorizzate, il che è francamente ridicolo, costui dopo lo scempio fatto della sicurezza dello stato e della privacy di parlamentari e cittadini, dovrebbe stare in galera, perlomeno come misura cautelare, invece è ancora a piede libero.
Proprio perché in Italia c’è un sistema anomalo, dove casi come questo rischiano di essere la normalità, è indispensabile approvare al più presto la nuova legge sulle intercettazioni che limiterà drasticamente abusi e anomalie.







11 marzo 2009

LA UE APPROVA I CONTI PUBBLICI ITALIANI

La Commissione europea approva i conti pubblici italiani , il programma di stabilità è stato infatti valutato positivamente da Bruxelles, il piano anticrisi messo a punto da Roma è "coerente" col piano europeo di rilancio dell'economia, visto che non si è andati oltre i margini di manovra a disposizione e si invita l'Italia a fare il massimo sforzo per raggiungere il risanamento dei conti.
Nessuna apertura di procedura di infrazione per l'Italia dunque , al contrario di altri stati europei come Francia e Spagna che hanno abbondantemente superato il tetto del 3% nel rapporto deficit –Pil , nei confronti dei quali è scattata l’apertura della procedura per deficit eccessivo.
Altro motivo di soddisfazione per il ministro dell’economia Tremonti è la decisione dell’Ecofin di rendere permanente il regime agevolato IVA al 10% per l’edilizia che è stato esteso anche alla ristorazione, pelletteria,cura della persona e piccole riparazioni .
Un buon viatico per il “piano casa” del governo, che sarà approvato venerdì nel consiglio dei ministri.




10 marzo 2009

NESSUNO E' PIU' DISPOSTO A DIRSI DI SINISTRA

Dopo la rinuncia del direttore del quotidiano il Sole24Ore,Ferruccio De Bortoli , alla presidenza della RAI, che è di competenza dell’opposizione, in queste ore si sta cercando un nuovo candidato condiviso.
"Sulla Rai il problema non e' che in Italia non si trova un cittadino disposto a fare il presidente, ma che non si trova piu' un cittadino disposto a dirsi di sinistra", così si è espresso in merito alla questione il ministro per l’attuazione del programma Gianfranco Rotondi.
A questo punto una domanda sorge spontanea: “ che fine hanno fatto i 400 e passa intellettuali che sostenevano entusiasticamente Veltroni e il PD nella campagna elettorale delle ultime elezioni politiche”?
Probabilmente anche loro, dopo che sono stati  sistematicamente presi a ceffoni, attraverso il voto, da una maggioranza rozza,incolta ed egoista, hanno capito che L’ITALIA HA VOLTATO PAGINA , E’ LA NUOVA STAGIONE !!!




8 marzo 2009

SI AL PONTE SULLO STRETTO

Il CIPE ha dato via libera all’investimento per le infrastrutture per un totale di circa 18 miliardi, alla somma di 16,6 mld prevista inizialmente sono state aggiunte ulteriori risorse per 1,2 mld destinati all’edilizia scolastica e carceraria.
Tra le infrastrutture finanziate c’è il ponte sullo stretto con 1,2 mld su 6 di spesa complessiva previsti, 2 mld per il completamento della SA-RC, e poi ancora infrastrutture per l’EXPO 2015,Metropolitana di Roma, Metropolitana Campana,la pedemontana Lecco – Bergamo, Mose di Venezia ecc.
Le opere sono tutte cantierabili nel giro di 6 – 8 mesi , viva soddisfazione, riguardo al ponte sullo stretto è stata espressa dal governatore della Sicilia,Lombardo, e dal presidente del senato Schifani, speriamo sia la volta buona, l’inizio dei lavori è previsto nella primavera del prossimo anno, l’opera sarà completata nel 2016.
Soddisfatto anche il presidente dell’ANAS,Ciucci, poiché con lo stanziamento di 2 miliardi sarà interamente completato il rifacimento della Salerno – Reggio Calabria.
Nella conferenza stampa che è seguita a Palazzo Chigi, il Premier Berlusconi ha rivendicato con orgoglio le misure messe in campo per fronteggiare la crisi, 9 miliardi complessivi per gli ammortizzatori sociali, altri 9 miliardi di fondi ministeriali accentrati a Palazzo Chigi destinate alle imprese, il pacchetto infrastrutture e altri provvedimenti per un totale di oltre 55 miliardi : “ nessuno in Europa ha fatto di più dell’Italia per fronteggiare la crisi economica, gli stati che hanno speso di più , sono stati costretti a farlo per il salvataggio degli istituti di credito e non come supporto all’economia”.
La crisi è pesante ma non tragica, è dannoso per l'interesse di tutti noi se i media rappresentano questa crisi come tragica”.
Presente anche il ministro dell’economia Giulio Tremonti,che si è detto contrariato per come i media stanno seguendo la crisi e ha spiegato di non aver mai definito «orribile» l'anno che verrà: la situazione è «grave» ma «sotto controllo». E quanto alle misure adottate, il ministro non ha dubbi: «Abbiamo seguito la stessa strada intrapresa da Roosevelt durante la crisi americana, e per questo pensiamo che l'investimento più importante sia continuare a mantenere il proprio stile di vita. Sommando le cifre, quelle messe a disposizione dal governo italiano sono maggiori rispetto a quelle degli altri Paesi europei». E ancora, citando il presidente americano del New Deal, Tremonti ha detto: «Uscite a mangiare un hamburger e verniciate i vostri garage». È così, secondo Tremonti, «che l'economia potrà ripartire e per questo noi proseguiamo sulla nostra linea». Poi Tremonti ha concluso dicendo: «I nostri interventi hanno evitato al Paese di andare a fondo come invece aveva pianificato la sinistra». Anche, ad esempio, su Alitalia: «Senza l'intervento del governo, sarebbe costata tre volte».
Infine Berlusconi ha liquidato con tre parole la “boutade” dell’assegno di disoccupazione per tutti proposta da Franceschini e il PD : “ sarebbe un incentivo al licenziamento, soprattutto per piccoli imprenditori e artigiani”.
Quasi a conferma dell’ottimismo di Berlusconi arrivano le considerazioni della maggiore agenzia di rating mondiale Moody’s , secondo la quale il nostro paese sta meglio che in passato, e il rapporto del CENSIS che evidenzia come il paese di fronte alla crisi è tutt’altro che nel panico e allo sbando.
E a proposito di Partito Democratico mi tocca leggere anche che, secondo Marina Sereni, capogruppo PD alla camera, le famiglie italiane non sanno che farsene delle infrastrutture, forse secondo lei i 150.000 posti di lavoro che verranno creati non sono paragonabili a un generico “assegno di disoccupazione per tutti”, senza contare naturalmente l’importanza per lo sviluppo delle grandi opere, davvero si commenta da sola.
Così come appaiono del tutto ridicole le accuse a Berlusconi di vivere in un “Bunker dorato”, Berlusconi è l’unico che in mezzo al popolo ci sta bene come uno squalo nell’oceano indiano, ed è l’unico in grado di capire in anticipo e meglio di tutti quello che attraversa il paese, ne ha dato ampie dimostrazioni, sono coloro che si riuniscono nei loft e davanti ai caminetti che non sanno nulla del paese reale, ed è del tutto inutile giocare al tanto peggio tanto meglio nella disperata ricerca di recuperare il consenso perduto, in questi frangenti il paese ha il governo e Berlusconi come sicuri punti di riferimento, non ci sono alternative credibili, drammatizzando lo scenario chi rischia di essere travolto sono i “ professionisti della politica”, non certo Berlusconi che è l’antipolitico per eccellenza, nessuno infatti può pensare che Berlusconi sia lì per lo stipendio e i privilegi di parlamentare o primo ministro, lui non ne ha certo bisogno.












5 marzo 2009

DI PIETRO ETICA E VALORI

Il trebbiatore di Montenero di Bisaccia , alias Antonio Di Pietro, è stato sospeso dall’esercizio della funzione di avvocato per tre mesi dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo per violazione dei doveri di lealtà,correttezza , fedeltà e illecito deontologico nei confronti di un assistito.
Pare che,dopo aver assunto le difese di un amico di infanzia, parte lesa in seguito all’omicidio della moglie, quest’ultimo finisce indagato e si ritrova con Di Pietro nelle vesti di accusatore come rappresentante delle “parti civili” (Sic).
Qualcosa di moralmente ignobile e deontologicamente scorretto, in quanto è un atto illecito previsto dall’articolo 51 del codice deontologico forense, una norma che fa espresso divieto al legale di «assumere incarico contro un ex cliente, in particolare quando il nuovo incarico è inerente lo stesso procedimento nel quale è stato espletato l’incarico precedente».
Interpellato dalla stampa sui fatti, Di Pietro si è trincerato dietro un “no comment” e “risponderò solo in tribunale”.
Nessuna meraviglia, è noto che l’ex PM , per dimostrare di stare sempre dalla partegiusta” e guadagnare qualche straccio di voto è disposto a tutto, persino a passare sopra il codice deontologico, del resto lo aveva già fatto da magistrato, non a caso è il leader dell’Italia dei favori e dei valori immobiliari.
Quello che meraviglia e fa un po’ pena, è vedere come una varia umanità di sfigati & frustrati, forcaioli e giacobini, si facciano titillare da un personaggio del genere, sono davvero senza speranza.

 




27 febbraio 2009

E’ LEGGE LA RIFORMA ANTIFANNULLONI DI BRUNETTA

Con l’approvazione definitiva del senato è diventata legge la riforma “antifannulloni” del ministro Brunetta, questi i principali contenuti:
-CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E RIFORMA ARAN Nei decreti legislativi verranno precisati gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati alla contrattazione collettiva e quelli riservati alla legge; saranno riordinate le procedure di contrattazione collettiva nazionale ed integrativa, in coerenza con il settore privato e nella salvaguardia delle specificità sussistenti nel settore pubblico; sarà riformata l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), con particolare riguardo alle competenze, alla struttura ed agli organi; sarà semplificato il procedimento di contrattazione.
Inoltre, al fine di ridurre il ricorso a contratti di lavoro a termine, a consulenze e a collaborazioni, i decreti delegati dovranno contenere disposizioni dirette ad agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, finalizzati a garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche di competenza da parte delle amministrazioni che presentino carenza di organico.
- VALUTAZIONE DELLE STRUTTURE E DEL PERSONALE L’amministrazione predisporrà degli obiettivi per ciascun anno e sarà rilevata, in via consuntiva, quanta parte degli obiettivi è stata effettivamente conseguita; sarà poi istuito, nell’ambito del riordino dell’ARAN un organismo centrale di valutazione
- MERITO, INCENTIVI E PREMI Saranno introdotti nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni strumenti di valorizzazione del merito e metodi di incentivazione della produttività, secondo le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva, e saranno stabilite percentuali minime di risorse da destinare al merito e alla produttività.
- RIFORMA DELLA DIRIGENZA PUBBLICA È previsto il divieto di corrispondere il trattamento economico accessorio nell’ipotesi di responsabilità del dirigente che abbia omesso di vigilare sulla effettiva produttività delle risorse umane assegnategli e sull’efficienza della struttura che dirige.
Saranno previsti concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale e saranno ridotti gli incarichi conferiti ai dirigenti non appartenenti ai ruoli e ai soggetti estranei alla pubblica amministrazione. Verrà favorita la mobilità nazionale e internazionale dei dirigenti.
- SANZIONI DISCIPLINARI E RESPONSABILITÀ DEI PUBBLICI DIPENDENTI Saranno razionalizzati i tempi di conclusione dei procedimenti disciplinari e verranno previsti meccanismi rigorosi per l’esercizio dei controlli medici durante il periodo di assenza per malattia del dipendente. Si prevede inoltre la definizione della tipologia delle infrazioni più gravi che comportano il licenziamento. Il dipendente pubblico sarà identificabile tramite un cartellino di riconoscimento.
- ULTERIORI POTERI DI CONTROLLO ATTRIBUITI ALLA CORTE DEI CONTI La Corte dei conti potrà effettuare controlli su gestioni pubbliche statali in corso di svolgimento. Ove accerti gravi irregolarità, la Corte ne darà comunicazione al Ministro competente, che potrà disporre la sospensione dell’impegno di somme stanziate sui pertinenti capitoli di spesa.
Si dichiara molto soddisfatto il ministro: "inizia una piccola grande rivoluzione, un piccolo grande cambiamento che modificherà la vita di 60 milioni di cittadini italiani nel senso dell'efficienza, della trasparenza, della responsabilizzazione. Ricordiamo che questo tipo di riforma ha propri addentellati fondamentali nella pari riforma che stiamo approvando del federalismo e del federalismo fiscale. Senza una pubblica amministrazione efficiente non si fa federalismo, non si fa federalismo fiscale. Senza una pubblica amministrazione efficiente, non si fa una scuola efficiente, non si fa una giustizia efficiente, non si fa una sicurezza efficiente, non si fa una politica economica efficiente, quindi lo Stato non è efficiente".
Non vorrei esagerare con la retorica, ma credo che questa sia una riforma istituzionale. Avere una pubblica amministrazione efficiente non è interesse della maggioranza o dell'opposizione ma del Paese, e penso che questa sia una riforma istituzionale e come tale va trattata e considerata
I decreti delegati saranno approvati tutti prima dell'estate e presentati al Parlamento, dall'autunno sara' tutto in piena efficienza e implementazione. Poi giudicheranno i cittadini.
I dipendenti -dice Brunetta- saranno chiamati a fare il loro dovere. I bravi non avranno problemi. I fannulloni dovranno invece fare qualche riflessione. I bravi, che sono la maggioranza, troveranno finalmente una Pubblica amministrazione apprezzata da 60 milioni di cittadini italiani e quindi non piu' una palla al piede del Paese ma motore dello sviluppo. Questo risultato vorra' dire piu' remunerazione o meno remunerazione, sara' legato alla produttivita', premi legati alla produttivita'. Per coloro che vorranno percorrere questa rivoluzione ci saranno sacrifici ma anche onori e salari piu' alti. In verita' la rivoluzione in parte e' gia' in atto perche' tutto cio' che ho fatto, anche senza la legge, ha anticipato la legge stessa, basti pensare alle assenze per malattia nella Pa che si sono ridotte fino al 70%, basti pensare ai distacchi sindacali, all'operazione trasparenza sulle consulenze".
Adnkronos

Per apprezzare in pieno gli effetti di questa riforma tsunami dovremo aspettare qualche mese in attesa che il ministro disponga i decreti di attuazione, ma già sin d’ora si può parlare di riforma epocale , una vera rivoluzione che aggredisce alla radice gli atavici problemi della pubblica amministrazione, nulla da spartire con i formalismi delle precedenti riformicchie Bassanini e Cassese, del resto con la lotta all’assenteismo e sulla trasparenza Brunetta ha dimostrato grande capacità e determinazione,non a caso è uno dei ministri con il più alto indice di gradimento del governo Berlusconi, un piccolo grande riformista,più che un rivoluzionario.
Attendo con impazienza l’istallazione delle emoticons di gradimento del servizio negli uffici pubblici, c’è da scommettere che gli addetti saranno molto ma molto più comprensivi ed efficienti verso i cittadini, che giudicheranno.
Il pubblico impiego, scuola, università e magistratura sono i settori dove si annida il cancro della conservazione e del consociativismo, qui bisogna colpire duro, e mi sembra di poter dire in tutta coscienza che questo governo non stà deludendo le attese.




25 febbraio 2009

INTESA ITALIA FRANCIA PER IL NUCLEARE

Finalmente si inizia a fare sul serio, è stata firmata l’intesa di “partnership illimitata” tra Italia e Francia dal Premier Silvio Berlusconi e dal Presidente Nicolas Sarkozy, l’accordo prevede la cooperazione tra i due paesi sulla produzione di energia atomica e la costruzione in Italia di quattro centrali di terza generazione che saranno in funzione entro 10 anni.
Oltre l’intesa governativa anche un accordo tra Enel e la francese Edf , dal quale nasce una stretta collaborazione per il nucleare e il rafforzamento della presenza dell’azienda italiana in Francia.
Molto soddisfatto Silvio Berlusconi per il quale il ritorno al nucleare è imprescindibile, ed è uno dei punti qualificanti del programma di governo: “Dobbiamo adeguarci e svegliarci da questo sonno che stiamo facendo da decenni - ha detto - e affrontare la costruzione di centrali nucleari in Italia con al fianco gli amici francesi, che ci mettono a disposizione il loro know how e grazie al quale risparmieremo anni e soldi, dopo che "il fanatismo ideologico" degli ambientalisti ha ostacolato tutto per tanti anni”.
Dal canto suo il Presidente Sarkozy si è detto pronto a dare un forte aiuto per il ritorno dell’Italia al nucleare.
Adesso forse si potranno togliere di mezzo quegli insulsi cartelli all’ingresso dei centri abitati, dove c’è scritto “Comune denuclearizzato” , l’Italia tutta sarà nuclearizzata,con indubbi vantaggi per la nostra bolletta energetica, infatti prima o poi la crisi passerà e il prezzo del petrolio e dell’energia schizzerà di nuovo in alto, così almeno un quarto del nostro fabbisogno sarà prodotto dalle nuove centrali.
Nel vertice italo – francese non si è discusso solo di nucleare, il ministro dei trasporti Matteoli e il suo omonimo francese hanno raggiunto un accordo per attuare al più presto l’inizio dei lavori della TAV , Torino - Lione , al centro dei colloqui anche la crisi finanziaria, la situazione in medio oriente e in Afghanistan e gli aiuti alle politiche industriali.
I due leader in un atmosfera molto cordiale, hanno convenuto di avere gli stessi obiettivi sia in politica estera che in economia, Sarkozy ha affermato che , al prossimo vertice UE, Italia e Francia parleranno con una sola voce per chiedere decisioni forti.




23 febbraio 2009

DECRETO ANTISTUPRI: SI AI VOLONTARI

Il decreto antistupri approvato venerdì dal consiglio dei ministri, risponde concretamente e con provvedimenti adeguati alle esigenze, anche legislative, determinate dai casi di cronaca degli ultimi giorni, in particolare sugli arresti domiciliari concessi a stupratori, che hanno sollevato stupore e indignazione nell’opinione pubblica.
Nel 2008 i casi di violenza sessuale sono diminuiti del 10% rispetto agli anni precedenti, ma questo non deve far abbassare la guardia, e le risposte del governo mi sembrano assolutamente condivisibili e condivise dalla maggioranza dell’opinione pubblica.
Queste le principali norme contenute nel decreto :
-Associazioni di cittadini volontari e non armati, coordinati da sindaci e prefetti, potranno collaborare con le forze dell’ordine al controllo del territorio;
-Divieto degli arresti domiciliari per chi è accusato di violenza sessuale;
-Ergastolo per gli stupratori omicidi;
-Pene dai sei mesi ai quattro anni per lo stalking;
-Estensione dai 2 ai 6 mesi della permanenza degli immigrati nei centri di identificazione e di espulsione;
Il decreto anticipa in parte norme già approvate da uno dei rami del parlamento, nel decreto anti-stupri, ha spiegato il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, sono «previste, circa lo stalking, sanzioni per gli episodi di molestie e minacce reiterate prima che possano degenerare in condotte più gravi: le pene vanno da sei mesi a 4 anni, con aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o marito o ai danni di soggetti particolarmente deboli». Previsto, ha aggiunto, «che la vittima si possa rivolgere al questore che può "ammonire" il colpevole, nonchè il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa».
Lo strumento del decreto è essenziale per governare ha detto in conferenza stampa il Premier Berlusconi, altrimenti le norme giuridiche predisposte per rispondere alle esigenze della collettività si impantano nei tempi biblici del parlamento, ribadendo quindi un concetto già espresso qualche settimana fa sul caso Englaro.
La norma che ha sollevato più discussioni è senz’altro quella dell’ istituzione delle associazioni di cittadini per il controllo del territorio in collaborazione con le forze dell’ordine, volgarmente definite “ronde”, il Quirinale ha fatto sapere che i contenuti del decreto sono di esclusiva competenza e responsabilità del governo, una precisazione inutile, visto che è appunto quanto prevede l’art.77 della costituzione.
Una presa di distanza era venuta da Monsignor Marchetto, segretario del Pontificio consiglio dei migranti, che aveva parlato di “abdicazione dello stato di diritto e clima di criminalizzazione dei migranti”, successivamente l’intervento del portavoce della S.Sede ,padre Federico Lombardi ha precisato che Monsignor Marchetto parla a titolo personale non a nome del Vaticano, un “cane sciolto” dunque, come Famiglia Cristiana.
Intanto mentre la dirigenza romana del partito democratico orfana di Veltroni, parla di imbarbarimento del paese, sindaci e amministratori locali dello stesso partito salutano con favore il provvedimento, tanto che il presidente della provincia di Milano Penati, stanzia immediatamente 250.000 euro per l’anno in corso, a copertura delle spese di organizzazione, è l’ulteriore dimostrazione di come la sinistra salottiera e radical chic ha perso del tutto il contatto con il paese reale, poi non capiscono perché dal Friuli alla Sardegna gli elettori li prendono a ceffoni
.




17 febbraio 2009

LA SARDEGNA TORNA A SORRIDERE

A meno di clamorosi, quanto improbabili colpi di scena, è nettissima la vittoria di Ugo Cappellacci e del centrodestra nelle elezioni regionali della Sardegna, il governatore uscente Renato Soru è stato sconfitto e lo ha ammesso in conferenza stampa, dopo che sono state scrutinate 1658 sezioni su 1812 il vantaggio di Cappellacci su Soru è di circa 9 punti percentuali, 51,9% contro 42,9% , ma ancora più clamoroso è il distacco tra i due schieramenti , + o – 39% centrosinistra, circa 57% al centrodestra, un distacco abissale.
E’ stata anche e soprattutto un'altra vittoria di Silvio Berlusconi,che nei fine settimana che hanno preceduto il voto ha girato l’isola in lungo e in largo, sostenendo la campagna elettorale del neo governatore Cappellacci, da lui scelto e proposto agli elettori.
Divertente il commento del sondaggista Luigi Crespi che, immediatamente dopo la chiusura delle urne aveva diffuso un suo sondaggio in cui attribuiva la vittoria a Renato Soru, poi con l’avanzare dello scrutinio questo sondaggio è stato prontamente rimosso dai siti web dell’Unità e di Repubblica : “ Berlusconi ha vinto nettamente, e se ha vinto in Sardegna con un candidato sconosciuto, ora può vincere ovunque, anche se candida il suo gatto”, bontà sua.
Ma oltre i meriti di Berlusconi la sconfitta di Soru secondo me è maturata innanzi tutto per essersi riproposto dopo che la sua stessa coalizione lo aveva sfiduciato, poi per la venuta in Sardegna del perdente di successo,Veltroni, in suo sostegno, le cui ultime parole famose verranno ricordate a lungo: “ Il Premier verrà in Sardegna solo per le vacanze”, e infine per gli appelli di artisti,intellettuali o pseudo tali, che chiedevano il voto per Soru, si sa che in questi casi il popolo di centrodestra, rozzo e incivile, gode un mondo a prenderli a ceffoni, attraverso il voto.
Infine che nessuno metta in discussione Veltroni, per noi è garanzia di vittoria,con lui anche le imprese impossibili diventano una passeggiata.

ANCHE LA SARDEGNA HA VOLTATO PAGINA
E’ LA NUOVA STAGIONE

I CARE, WE CAN, THEY WIN
PRESIDENTE SIAMO CON TE
MENO MALE CHE SILVIO C’E’






16 febbraio 2009

NO AL PROTEZIONISMO?

Il “no al protezionismo” solennemente enunciato al G7 dei ministri dell’economia e delle finanze, che si è tenuto nel fine settimana a Roma, per ora sembra più una dichiarazione di buone intenzioni che un effettivo comportamento concludente, visti i provvedimenti più o meno protezionistici presi dai paesi industrializzati alle prese con la crisi economico finanziaria mondiale, a cominciare dagli USA e da Francia e Inghilterra in Europa.
L’unico dato certo che è emerso chiaramente dal vertice, è che nessuno sa e può prevedere le dimensioni effettive della crisi e quanto durerà, sul fatto che la crisi è severa e che bisogna sostenere crescita,occupazione e stabilizzazione dei mercati si sono trovati tutti d’accordo.
Il ministro Tremonti, nella veste di padrone di casa, ha detto che il deficit di fiducia è innanzi tutto determinato da un deficit di regole, e quindi la ripresa non può che fondarsi su un nuovo ordine economico mondiale,i ministri finanziari hanno convenuto quindi, di redigere entro i prossimi quattro mesi un "legal standard", vale a dire un rapporto su un insieme di regole universalmente condivise su proprietà, integrità e trasparenza nell’attività economica e finanziaria internazionale.
Il G7 ha rilevato anche che,comunque misure di risposta vigorose alla crisi sono già state messe in atto e che operando congiuntamente, le misure dei singoli stati ne usciranno rafforzate.
Intanto se il PIL italiano nel 2008 è diminuito del 0,9% e nel 2009 si prevede una diminuzione intorno al 2% , la Germania che è la locomotiva d’Europa, nel 4° trimestre del 2008 ha registrato una diminuzione del PIL pari al 2,1% , il peggior risultato dal 1987, decisamente ancora non si vede l’uscita dal tunnel.





3 febbraio 2009

MEGLIO TARDI CHE MAI

Intervenendo telefonicamente alla manifestazione Governincontra, Silvio Berlusconi ha confermato l’accordo nella maggioranza sul testo relativo alle intercettazioni, saranno limitate ai reati più gravi per un periodo massimo di 30 giorni più un eventuale proroga di 15, inoltre dovranno essere autorizzate da un collegio di tre giudici in presenza di gravi indizi di colpevolezza.
La bulimia e l’eccesso di questo strumento negli ultimi anni, ha schifato un po’ tutti, siccome anche tra i magistrati ci sono persone di buon senso, non ha sorpreso più di tanto la posizione del Primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, che dice nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario, tra le altre cose : “Il principale problema della questione intercettazioni è nella loro abnorme e poco giustificata reiterazione nel tempo. Dovrebbero essere vietate le proroghe se nel periodo inizialmente stabilito non si sono raggiunti risultati apprezzabili, tranne casi eccezionali rigorosamente motivati “ , per Carbone bisognerebbe anche impedire la trascrizione nei provvedimenti giudiziari di tutte le intercettazioni, con gravi rischi di violazione della privacy. Dovrebbero essere escluse, dice, le parti non penalmente rilevanti e trascritte con una motivazione solo quelle utili al processo. Inoltre, ci vorrebbe un «archivio riservato delle intercettazioni», accessibile a pm e avvocato, con il risultato di far scoppiare di bile il presidente dell’ANM, Palamara, e il segretario Cascini.
Forcaioli,guitti e giacobini da operetta, non si rassegnano, con in testa il trebbiatore di Montenero, Di Pietro, urlano allo scandalo e promettono battaglia,del resto bisogna comprenderli, i vari Grillo, Travaglio, Flores D’Arcais ecc. come faranno poi a titillare i frustrati e gli sfigati a cui vendono spettacoli, libri,dvd e altri prodotti editoriali?
Potrebbero lavorare di fantasia,che certo quella non gli manca,visti i taglia e cuci con omissioni dolose a cui ci hanno abituato .
Quello che ha invece destato sorpresa, e non poco, è la presa di posizione sulle intercettazioni, del 3volte resistente,ex procuratore capo di Milano e del pool di Mani pulite ,Francesco Saverio Borrelli che spiega: “ non è possibile fare a meno delle intercettazioni, e non bisogna privare magistrati e forze dell’ordine di questo strumento, era necessario autolimitarsi e adesso una riforma è inevitabile”.
Se dopo un ragionevole periodo di controllo non emergono fatti rilevanti, bisogna chiudere, anche perché se fatte a macchia d’olio sono pericolose, io non ho mai ritenuto che i pm abbiano delegato all’uso delle intercettazioni le loro capacità di indagine, tuttavia è possibile che con la speranza di riuscire a trovare elementi che possono rafforzare l’accusa queste si siano protratte a tempo indeterminato.
Davvero sorprendente,dopo che costui non è riuscito ad averegoverni condivisi” (Sic) , come chiedeva in un delirio di onnipotenza in un intervista al Corriere della Sera negli anni di Mani Pulite, adesso si accontenta di avere “intercettazioni condivise”, probabilmente sarà in crisi di autostima visto che non occupa più le prime pagine dei media, meglio tardi che mai comunque.
Per nostra fortuna c’è stato chi non si è mai arreso alla dittatura delle toghe, Silvio Berlusconi, che ha rappresentato e rappresenta il granello di sabbia,anzi no il macigno che ha inceppato una macchina politica,mediatica,giudiziaria, perfettamente lubrificata, e di questo gli italiani moderati e di buon senso gliene saranno eternamente grati.







26 gennaio 2009

INTERCETTAZIONI: L’ARCHIVISTA MINACCIA

Dopo l’allarme lanciato dal Presidente Berlusconi dalla Sardegna dove è impegnato in una serie di comizi a sostegno del candidato del PDL Cappellacci ( a proposito questa sinistra salottiera,autoreferenziale e radical chic deve essere proprio allo sbando per ricandidare uno come Renato Soru alla guida di quella stessa ex maggioranza che lo ha sfiduciato qualche mese fa) , che non ha nascosto la sua preoccupazione “Sta per uscire uno scandalo che forse sarà il più grande della storia della Repubblica, un signore ha messo sotto controllo 350 mila persone tra cui parlamentari, esponenti delle forze armate e servizi segreti” , riferendosi al cosiddetto archivio Genchi, che fa capo all’ex consulente dell’ ex PM De Magistris titolare a suo tempo dell’inchiesta Why Not, e le dichiarazioni del presidente del Copasir, Rutelli “Temo che nelle prossime settimane ci si renderà conto che si tratta di una questione molto rilevante per la nostra libertà e la nostra stessa democrazia “ , nel mentre ci si chiede attoniti come è possibile che ci sia una tale enormità di intercettazioni e come sia possibile che questo materiale venga custodito da un privato cittadino, seppur con l’incarico di consulente invece che negli uffici giudiziari preposti, ci tocca anche leggere che l’archivista in questione si permette di lanciare minacce,neppure tanto velate al Presidente del Consiglio : “ So molte cose anche del Cavaliere” .
Io davvero non so se tutto ciò è normale in paese democratico, quello che so è che urge mettere un freno a questa bulimia di ascolti, a questo “grande fratello” che tiene in piedi l’industria del ricatto politico che ferisce la vita istituzionale e civile del paese, è da mesi che il disegno di legge che regola le intercettazioni è stato licenziato dal consiglio dei ministri, e come al solito quando invece di decidere e fare di testa sua, magari chiedendo anche la fiducia su un provvedimento di tale importanza che deve garantire la correttezza di eventuali indagini e la privacy di tutti i cittadini, Berlusconi si mette a discutere con gli alleati e a cercare sponde nell’opposizione finisce per rimanere impigliato nei lacci e laccioli del palazzo, un film già visto altre volte, speriamo che adesso sia finalmente la volta buona.
Intanto da coloro che “campano” e “ sguazzanonel letame, sia chi per vendere a “frustrati e sfigati” libri, spettacoli,dvd e altri prodotti editoriali, e sia chi invece per “opportunismo politico” si propone come campione di moralità agli sfigati e frustrati di cui sopra, si levano già alti lai contro la stretta sulle intercettazioni annunciata dal governo.
Un tangibile esempio ci viene offerto oggi su Repubblica dal vicebrigadiere D’Avanzo, che a parte varie castronerie come ad esempio sulla pericolosità(Sic) di una polizia libera dal controllo della magistratura e dei PM , che potrebbe avere mano libera per spionaggi illegali, ma non spiega perché dovrebbe avvenire tutto ciò quando fino al 1989 era appunto questo il sistema vigente, si meraviglia della preoccupazione di Berlusconi che definisce “strumentale” in quanto non avrebbe aperto bocca quando nell’inchiesta Why Not, comparvero tra gli intercettati i nomi di Mastella e Prodi, il che dimostra l’assoluta malafede del vicebrigadiere,in quanto bastava dare semplicemente una scorsa agli archivi del suo giornale per accorgersi che ,Silvio Berlusconi non solo augurò a Prodi di uscirne al più presto e con onore, ma in un comunicato del 26/07/2007 dichiarò chiaro e forte: “Voglio ricordare che gli italiani, nel nostro paese, sono sottoposti a un sistema di controllo dei telefoni che non ha pari in nessuna democrazia del mondo. I controlli che vengono fatti in Italia sono numericamente dieci volte in più rispetto a quelli degli Stati Uniti, nonostante la popolazione americana sia molto superiore rispetto alla nostra".
Qui nessuno è più libero di parlare, anche telefonate che non hanno nulla a che fare con la politica vengono controllate. Questi sono principi fondamentali per uno Stato liberale, noi restiamo su questi principi.
Io rispondo ai nostri principi, e i nostri principi ci dicono che questo sistema di intercettazione non può essere accettato”.
Altro che “non battere ciglio” , ma si sa, i zucconi di Repubblica, più che giornalisti sono giornalai a tesi preconfezionate.
Non poteva mancare all’appello,naturalmente, anche il “ trebbiatore di Montenero di Bisaccia” , il coniglio Di Pietro, mentre continua a sfuggire dal confronto in tv, sfidato da Gasparri, sulle malefatte sue,del figlio Cristiano e dell’Italia dei favori e dei valori immobiliari, difende a spada tratta l’attività di chi ha spiato persino i vertici delle forze di polizia e dei servizi segreti.
E poi Di Pietro in tv ci può andare soltanto in trasmissioni dove può arrivare a dire che il figlio: “ non è indagato su niente” senza essere smentito, mentre anche le pietre sanno che il pargolo è indagato per ipotesi di reato che vanno dalla corruzione,all’abuso di ufficio e alla turbativa di asta nell’inchiesta sulla Global Service dell’ imprenditore Alfredo Romeo e su ex assessori del Comune di Napoli.
E’ tutto da ridere,se non ci fosse da piangere.









23 gennaio 2009

RIFORMA EPOCALE

E’ stato firmato ieri a palazzo Chigi l’accordo quadro sul nuovo modello contrattuale, che manda definitivamente in pensione il modello Ciampi del 1993.
Il nuovo modello contrattuale comune nel settore pubblico e privato ha una durata triennale e conferma l'assetto della contrattazione collettiva su due livelli: quello nazionale e quello di secondo livello. Scompare l'inflazione programmata e arriva un nuovo indice previsionale basato sugli standard europei e depurato dalla componente energetica.
L’obiettivo è quello di favorire la contrattazione locale o aziendale adeguando i salari alla produttività, soddisfazione è stata espressa dal ministro del welfare Sacconi, dal ministro della funzione pubblica Brunetta, dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, leader sindacali e rappresentanti del commercio e artigianato.
Sono 35 le sigle che hanno firmato o si apprestano a firmare l’intesa, insomma cambia tutto tranne il no della CGIL che ancora una volta si è chiamata fuori dallo storico accordo, credo non ci voglia molto per capire dove sta la ragione e dove sta il torto, stia pure sull’Aventino Epifani, ma finalmente una cosa è certa: “ nessuno ha diritto di veto e l’unità sindacale non è più un dogma”, chi vuole il mantenimento dello status quo faccia pure battaglie demagogiche e di retroguardia mentre gli altri faticosamente avanzano verso la modernizzazione.









18 dicembre 2008

E NON SE NE VOGLIONO ANDARE

Lo Tsunami giudiziario che si sta abbattendo sul partito democratico ha conosciuto una nuova puntata,quella della giunta comunale di Napoli dove 4 componenti sono finiti agli arresti domiciliari, e cioè gli ex assessori Enrico Cardillo e Giuseppe Gambale, e gli assessori Felice Laudadio e Ferdinando Di Mezza, il provveditore Mautone e il colonnello della GdF Mazzucco, accusato di essere la talpa che rivelava agli indagati lo stato dell'inchiesta.
Le accuse vanno dall'associazione a delinquere alla turbativa d'asta alla corruzione. Indagati a piede libero anche i parlamentari Renzo Lusetti (Pd) e Italo Bocchino (Pdl), ma per questi ultimi l’implicazione nelle vicende oggetto dell’inchiesta appare del tutto nulla o marginale.
Oggetto dell'inchiesta è l'appalto per la manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico e per la gestione di mense scolastiche, il cosiddetto «Global service», oggetto di una delibera per 400 milioni, a favore del’imprenditore Alfredo Romeo, ufficialmente mai appaltata per mancanza di fondi, ufficiosamente perché si temeva e a ragione, un inchiesta della procura partenopea.
Il sindaco Rosa Russo Iervolino,che per la verità non è coinvolta nell’inchiesta , ma questo non significa che è immune da colpe visto che non sapeva cosa facevano i suoi assessori, ha candidamente dichiarato che non intende farsi da parte come pure gli ha chiesto Veltroni, ma anzi azzererà la giunta e porterà a termine il suo mandato.
Insomma sia lei che Bassolino, governatore della regione Campania, non se ne vogliono andare , e questo dimostra,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, tutta la pochezza e l’incapacità della leadership di Veltroni, e viene spontaneo chiedersi: “ma perché allora non vengono direttamente espulsi dal partito” ?
Quella napoletana è soltanto l’ultima di una serie di inchieste che sta colpendo le amministrazioni locali guidate dalla sinistra dappertutto in Italia, dalla Liguria all’Abruzzo,dalla Toscana alla Calabria, è semplicemente ridicolo scoprire ora la cosiddetta “questione morale” , per il semplice fatto che per la sinistra la questione morale è sempre esistita,basti pensare che leader attuali come Veltroni e D’Alema tanto per citare i primi che mi vengono in mente, ricevevano il loro stipendio da funzionari del PCI con i soldi del KGB, soldi che l'Unione Sovietica destinava, di tutti gli aiuti ai partiti comunisti d'occidente, il 45% al Pci, il tutto mentre Berlinguer faceva sermoni sulla diversità morale dei compagni.
Oppure cosa pensare dei miliardi di Gardini e Panzavolta che, per dirla con Di Pietro, entrarono a Botteghe Oscure, ma non si è mai saputo a quale piano e quale porta hanno bussato?
Del resto il sistema lo ha illustrato non molto tempo fa Giovanni Donigaglia , già leader della Coopcostruttori, in un intervista al Corriere della Sera : “C'era un accordo con le grandi società legate all'Iri per la spartizione delle opere pubbliche del Paese, alle cooperative veniva garantita una quota diversa da zona a zona. Ognuno secondo le proprie amicizie politiche... e io avevo le mie”.
Garantivo il sostegno elettorale con i miei 3000 soci... e poi pagavo la pubblicità, le inserzioni, finanziavo interventi nei modi più diversi.
Guardi, per 43 anni, quando il Partito chiedeva, io eseguivo, perché pensavo avesse degli interessi superiori. E poi c'era il fatto che lavoravo solo per l'ente pubblico, e gli enti pubblici sono amministrati da politici; se andavo in contrasto con la politica, come facevo ad avere lavori per i soci e i miei lavoratori?
Intanto Di Pietro ha annunciato che l’IDV uscirà da tutte le giunte della regione Campania, e se continua così il PDL e Berlusconi presto gli dovranno fare un monumento, sta lavorando davvero bene, sottrae voti e consensi al PD e alla sinistra radicale, in più divide e destruttura l’opposizione, meglio di così non gli si può chiedere.
Si rivelò fatale per la gauche al caviale la questione morale…








10 dicembre 2008

SONDAGGIO IPR MARKETING : CROLLA IL PD

Il PDL si conferma il primo partito con il 39% dei consensi, il Partito Democratico crolla al 28% perdendo oltre 5 punti rispetto alle elezioni politiche di Aprile, avanza l’IDV di Di Pietro che guadagna il 3,4%.
Questi in sintesi i risultati di un sondaggio effettuato dalla Ipr Marketing per il quotidiano Repubblica, in vista delle elezioni europee della prossima primavera, da segnalare ancora l’arretramento dell’UDC che si ferma al 4% e della Destra di Storace al 1,5%, leggero calo anche della Lega Nord al 7,5% spiegabile con la diffidenza verso l’Europa del partito di Bossi che sfocia nell’astensione, sostanzialmente stabile l’MPA, Radicali al 1%.
La sinistra massimalista, fuori dal parlamento nazionale in seguito al terremoto di Aprile , dopo l'abbandono della coalizione, (si fermò al 3,8%) ciascuno va per conto proprio. Rifondazione comunista si ferma al 2,3% , il Pdci allo 0,6% e i Verdi all'1,3% , Sinistra Democratica, arriva al 1,3%.
Nulla di nuovo dunque, si conferma che l’alleanza e l’inseguimento a Di Pietro è tutta a vantaggio del trebbiatore di Montenero di Bisaccia che usa il PD come bancomat per prelevare voti e consensi, l’incapacità e l’insipienza della leadership di Veltroni, unita all’esplosione della “questione morale” nel partito stanno facendo il resto.
Per il partito democratico si prospetta una lunga,lunghissima traversata del deserto.







8 dicembre 2008

INCOMPATIBILITA’ AMBIENTALE E FUNZIONALE

Il CSM riunito d’urgenza ha avviato le procedure per il trasferimento a carico dei procuratori di Salerno e Catanzaro, Apicella e Iannelli, per “incompatibilità ambientale e funzionale” ritenuti responsabili dell’incredibile guerra tra procure e bande di magistrati, che ha portato a perquisizioni di uffici e PM di Catanzaro e sequestro dei fascicoli relativi all’inchiesta Why Not da parte della procura di Salerno e contro sequestro e avvisi di garanzia da parte della procura di Catanzaro.
Dell’incredibile vicenda si è dovuto occupare anche il presidente Napolitano che ha chiesto informazioni e delucidazioni ai due uffici,mentre il ministro della giustizia Alfano ha subito inviato gli ispettori del ministero nelle due procure.
L’inchiesta Why not al centro di questa inedita guerra, di cui era titolare l’ex PM De Magistris , a cui fu tolta per “ gravi motivi disciplinari” e “ inosservanza dei doveri d’ufficio” , aveva visto iscritti nel registro degli indagati tra gli altri ,l’ex presidente del consiglio Prodi e l’ex guardasigilli Mastella.
Intanto un altro PM, sottoposto a procedura disciplinare e trasferito, Clementina Forleo , che si era occupato dell’inchiesta sulle scalate UNIPOL – BNL , ha improvvisamente scoperto l’acqua calda.
Durante la presentazione di un suo libro ha testualmente dichiarato: «Indagare sulla destra va bene, ma se cambi colore di caimano ti fai male», la scoperta dell’acqua calda,appunto.
La Forleo per non essere impreparata agli eventi, magari poteva leggersi qualche intervista rilasciata dall’ex PM del pool di mani pulite,Tiziana Parenti, quando spiegava di come chi indagava sul PCI-PDS-DS veniva sistematicamente isolato, di come si operava per far rimanere “con il cerino in mano” (Sic) chi osava indagare in certe direzioni, oppure di come non servisse a nulla essere stati iscritti al PCI-PDS-DS , perché a sinistra si sa, c’è sempre qualcuno più puro che ti epura.
Si è toccato il fondo, la credibilità della magistratura è ai minimi storici ormai da un pezzo, questo perché si è consentito anni fa, di far passare nella normalità i deliri di qualche procuratore capo 3 volte resistente che chiedeva “governi condivisi” (Sic) o le manie di onnipotenza di qualche PM come Colombo che abbaiava contro la commissione bicamerale per le riforme.
Fortunatamente c’è chi non si è mai arreso al “golpe togato” , Silvio Berlusconi ha rappresentato e rappresenta il granello di sabbia,anzi no, il macigno che ha inceppato una macchina politica, mediatica e giudiziaria perfettamente lubrificata.
La riforma non tanto della giustizia, ma soprattutto della magistratura è ineludibile, a cominciare dalla separazione delle carriere tra PM e Giudici e dai poteri dei capiufficio delle procure, bisogna estirpare questo cancro e le relative metastasi al più presto, speriamo che dopo le leggi di bilancio, con l’inizio del nuovo anno, si metta subito mano alla riforma complessiva del sistema,altrimenti non se ne esce più.





 


5 dicembre 2008

LA GUERRA CIVILE NEL PD

Leader si nasce,non si diventa, l’intervista di ieri rilasciata da Veltroni a Repubblica , dimostra in modo inequivoco,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, la guerra civile in atto nel partito democratico, la ventina di correnti, o se vi piace di più “associazioni culturali” , sono impegnate in un tutti contro tutti senza esclusione di colpi.
Tutti chiedono la testa di Veltroni, ma ufficialmente non lo dice nessuno, tranne Parisi che continua imperterrito a fare il “grillo parlante” in casa del PD, D’Alema nega qualsiasi coinvolgimento in manovre contro il segretario, ma i suoi uomini fanno di tutto per smentirlo, e Walter sbotta: “basta veleni chi vuole un nuovo leader venga allo scoperto”, ma difficilmente otterrà risposte conclusive, molto meglio logorarlo poco alla volta.
E così dopo poco più di un anno dalle primarie che lo incoronarono, Veltroni cammina sul cumulo di macerie in cui si è ridotta la sua leadership, autorevolezza e credibilità nulle, tutto questo frutto di grossolani errori strategici, in primis il fatto di andare da soli alle elezioni, poi un po’ meno soli portandosi dietro i radicali e alleandosi con il trebbiatore di Montenero,Di Pietro, alleanza che è andata tutto a vantaggio di quest’ultimo che,una volta entrato in parlamento ha detto no ad un gruppo parlamentare unico con il PD rinnegando gli accordi presi in precedenza, e ha preso a smarcarsi da una linea comune di opposizione, prediligendo la sua, manettara e giustizialista.
Veltroni si è così ritrovato assediato e preso in mezzo da Berlusconi al governo e da Di Pietro all’opposizione, costretto a inseguire ora l’uno ora l’altro senza una linea politica credibile e lineare.
Poi la gestione dilettantesca di casi come la vicenda Alitalia e la Commissione di Vigilanza Rai con l’elezione di Villari cacciato dal partito, hanno dato il colpo di grazia alla credibilità e autorevolezza di Veltroni.
Se a tutto questo si aggiunge il fatto che il partito in periferia è saldamente in mano ai ras locali, che al nord autorevoli dirigenti come Chiamparino e Cacciari chiedono insistentemente un partito locale perché il PD romano è distante dalle problematiche di quelle realtà, che nelle amministrazioni locali,dopo gli scandali di Genova e l’Abruzzo, a Firenze e Napoli ci sono inchieste della magistratura che si sussurra potrebbero portare alla luce un verminaio di dimensioni inimmaginabili il quadro è completo.
Come ciliegina sulla torta è tutt’altro che risolto, in vista delle elezioni della prossima primavera, la collocazione del partito in ambito europeo, con Fassino che va a firmare il manifesto del PSE e Rutelli che dice non moriremo mai socialisti.
Non ci vuole molto dunque per capire che, il partito democratico, se non imploderà prima, entro un altro anno sarà costretto di nuovo a cambiare nome e simboli.

UPDATE : Oggi si è avuta un altra prova dell’autorevolezza e del carisma di Veltroni, aveva chiesto a Bassolino di farsi da parte, ma il discusso governatore della Campania non solo non lascia, ma addirittura raddoppia : “ valuterò nei prossimi mesi in regione e nel partito il da farsi, per il momento porto avanti assieme alla nuova giunta , il mio impegno per Napoli e la Campania “ , così ha risposto Bassolino.
Intanto il sindaco di Firenze, Dominici, la cui giunta è indagata dalla magistratura per il coinvolgimento nella tangentopoli fiorentina, e lo stesso dopo essere stato intercettato è stato ascoltato dai magistrati come “persona informata sui fatti”, ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica poiché “schifato” (Sic), e si è andato ad incatenare davanti alla sede del gruppo Espresso-Repubblica, per protestare contro il modo in cui i giornali del gruppo hanno trattato la vicenda politica – giudiziaria che ha coinvolto la sua giunta, cosa che ha fatto dire a Berlusconiallora io mi sarei dovuto incatenare tutti i giorni”.
Insomma si è toccato il fondo,ma imperterriti, si continua a scavare.




29 novembre 2008

VARATO DECRETO ANTICRISI

Il decreto legge varato dal governo è un provvedimento positivo, ricco di misure positive, immediatamente attive.
E’ un segnale di fiducia per l’intero Paese, concentrato su tre linee portanti: sostenere i più deboli; tutelare i lavoratori; motivare le imprese.
Il pacchetto anticrisi si fonda su sette strumenti: detassazione, trasferimenti netti, risparmi, sotto forma di minor costi, finanziamenti, garanzie, investimenti, accelerazione di alcuni tipi di investimenti. ''Un insieme di strumenti – ha sottolineato il ministro Tremonti - che si applicano a un volume pari a 80 miliardi di euro, che non sono 80 miliardi di maggiori spese pubbliche''
Queste in sintesi le principali misure:
-Bonus straordinario per le famiglie a basso reddito, pensionati e persone non autosufficienti,varia da 200 a 1.000 euro e sarà destinato alle famiglie a basso reddito e lavoro dipendente, con reddito annuo di 22 mila euro o di 35 mila in caso di componenti portatori di handicap. Ne beneficeranno poco meno di 8 milioni di persone, per una spesa di 2,4 miliardi;
-Mutui tasso variabile in corso: tetto al 4%,per i mutui prima casa in corso le rate variabili per il 2009 non potranno superare il 4%. Lo stato si farà carico dell'eventuale eccedenza.
Per i nuovi mutui accesi nel 2009 il tasso di base su cui si calcola lo «spread» sarà costituito dal tasso stabilito dalla Banca Centrale Europea;
-Blocco degli automatismi di aumento di tariffe, bollette, pedaggi autostradali;
-Prestito a tasso agevolato per i nuovi nati, ovvero un prestito (a tasso particolarmente agevolato) alle famiglie nel cui ambito avvengano nuove nascite, al fine di supportare le spese connesse alle esigenze dei primi anni di vita;
-Social Card per i meno abbienti;
-Detassazione premi produzione prorogata ed estesa fino a 35.000 euro di reddito e ai lavoratori della sicurezza,il decreto legge proroga la detassazione dei premi di produttività e la amplia ai redditi fino a 35mila euro,la detassazione dei premi di produttività è stata allargata al comparto sicurezza: forze ordine, forze armate, pompieri, soccorso, un comparto composto da 500.000 persone. La parte di reddito sulla quale si applicano gli sconti raddoppia: dagli attuali 3.000 passa a 6.000 euro;
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Lavoratori statali: indennità vacanza contrattuale 2008 in busta paga a dicembre;
-Fondo per l’occupazione: 1,28 miliardi di euro per il 2009;
-Ammortizzatori sociali estesi a precari e apprendisti, Cassa integrazione estesa a settori scoperti;
-Via libera alle obbligazioni bancarie. Per assicurare un adeguato flusso di finanziamenti all'economia e un adeguato livello di patrimonializzazione delle banche il ministero dell'Economia è autorizzato fino al 31 dicembre del 2009 a sottoscrivere obbligazioni bancarie speciali;
-Aumentano i fondi per la legge Obiettivo: per realizzare le opere strategiche di preminente interesse nazionale il decreto anticrisi stanzia infatti un contributo quindicennale di 120 milioni di euro l'anno a partire dal 2010. Per il 2009 viene istituito un fondo per gli investimenti di 960 milioni di euro. Ci sono anche risorse per 480 milioni di euro, per ciascuno nel triennio 2009-2011 "per assicurare i necessari servizi ferroviari di trasporto pubblico".Entro il 30 giugno sempre del prossimo anno con Dpcm dovrà essere varato un piano organico di azioni presentato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti" entro febbraio 2009 "mirato a creare le condizioni per accelerare i piani di investimento dell'intero comparto autostradale".
-Commissario straordinario per la realizzazione delle infrastrutture:Viene istituita la figura del Commissario Straordinario che vigilerà sul rispetto dei tempi in tutte le fasi di realizzazione dell'opera pubblica. Il Commissario, se necessario, eserciterà i poteri sostitutivi compiendo ogni atto per accelerare la realizzazione dell'intervento.
-Sblocco rimborsi IVA:Il decreto anticrisi prevede lo sblocco dei rimborsi IVA ultradecennali, per un totale di 6 miliardi, e lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione verso i privati.
-Riduzione del 3% degli acconti Ires e Irap;
-Deducibilità del 10% dell’Irap dall’Ires;
-Revisione studi di settore;
-Introduzione IVA di cassa:Per gli anni 2009- 2011, in via sperimentale si applica il nuovo meccanismo secondo cui l'iva non si paga al momento dell'emissione della fattura ma quando avviene l'incasso. Con decreto ministeriale sarà stabilito il volume d'affari dei contribuenti nei cui confronti si applica l'iva di cassa;
-Fisco di favore per i ricercatori che rientrano in Italia: Al fine di incentivare il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero il decreto prevede che i loro redditi siano fiscalmente imponibili solo per il 10%;

Silvio Berlusconi in conferenza stampa ha sottolineato il «traguardo raggiunto»: «Siamo il primo Paese in Europa - ha detto il premier - a emanare un provvedimento a sostegno di famiglie, imprese ed economia». Berlusconi ha anche annunciato che la prossima settimana il CIPE varerà investimenti per 16,6 miliardi di euro,“l'estensione temporale della crisi economica dipende da tutti noi, dalla nostra capacità di fiducia e di guardare al futuro con speranza. Serve buona volontà da parte di tutti. Mi sto sgolando al telefono con i miei colleghi europei affinché rappresentino la realtà, ma invitino anche i cittadini a comportamenti consapevoli”, ha concluso il premier
Nell’insieme mi sembrano provvedimenti tutt’altro che trascurabili se si tiene conto del vincolo del debito pubblico e soprattutto che non si modificano i saldi della finanziaria triennale , con 300 milioni di titoli di stato in scadenza nel 2009 e dunque da ricollocare alle migliori condizioni di mercato non ci si possono permettere sforature di bilancio e del rapporto deficit/PIL .
I provvedimenti sono stati giudicati con qualche distinguo positivamente dalle categorie sociali e dalla maggioranza dei sindacati, tranne naturalmente la CGIL che per bocca di Epifani conferma lo sciopero solitario del 12 dicembre,ma questa non è un novità, Epifani è collaterale al PD come Lama lo era al PCI negli anni ottanta e probabilmente farà la stessa fine.
Così come non meraviglia certo l’atteggiamento della sinistra “parolaia e inconcludente” che parla di mance e di elemosine a proposito della social card, da un pezzo ormai hanno perso completamente il senso della realtà, per un indigente che ha un reddito di 500 euro , 40 euro mensili rappresentano un 10% di aumento ed è molto meglio avere un simil bancomat piuttosto che girare con la situazione reddituale da esibire ogni volta per aver diritto a sconti e servizi sociali o fare la fila alle mense della caritas.
Ma costoro che sono in una faida interna perenne del tutti contro tutti e che si riuniscono intorno ai camini e nei loft,hanno ben altro di cui occuparsi, altrimenti con le loro,quelle si elemosine, elargite dal governo del partito democratico,ovvero 150 euro annui in unica soluzione per i meno abbienti e un aumento delle pensioni pari a 20 euro mensili tanto che per la vergogna si sono inventati una quattordicesima pari a meno della metà di una mensilità di pensione per non corrisponderli mensilmente, parlare di mance e di elemosine significa avere la faccia come il culo.
E’ inutile affannarsi cercando di ribaltare la realtà, gli italiani sono molto più intelligenti di quanto credono loro, e proprio per questo li hanno sonoramente bocciati.







27 novembre 2008

TREMONTI PRESENTA LA SOCIAL CARD

Mentre si lavora al decreto anti crisi che dovrebbe essere approvato venerdì dal consiglio dei ministri, di cui ho ritenuto del tutto superfluo parlare, visto che, quelle circolate in questi giorni sono solo ipotesi allo studio, meglio quindi aspettare e vedere cosa c’è di concreto, il ministro dell’economia Tremonti in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha presentato una delle cose certe , ovvero la social card per i meno abbienti.
A beneficiarne saranno, per il momento, 1,3 milioni di italiani. La carta è "anonima" e servirà anche per accedere alle tariffe sociali,un bancomat azzurro, del valore di 40 euro mensili più gli sconti delle catene commerciali convenzionate, chi lo riceverà entro il 31 dicembre avrà già un credito di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre.
E’ destinata ai cittadini ultrasessantacinquenni e famiglie con figli piccoli (fino a 3 anni) che abbiamo un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 6000 euro, non più di una casa, non più di un'auto. Per chi ha più di 70 anni, la soglia di reddito Isee che dà accesso alla carta acquisti è fino a 8000 euro, nel caso di più figli sotto i 3 anni, gli accrediti si sommano.
Siccome a sinistra hanno delle facce di bronzo degne di miglior causa e già straparlano di “intervento caritatevole” e altre castronerie del genere, cioè fanno quello che gli riesce meglio, la menzogna e il ribaltamento della realtà, è utile ricordare che nell’ultima finanziaria del governo Prodi e del partito democratico l’intervento per i meno abbienti è stato un “una tantumdi 150 euro annui in un'unica soluzione e un intervento per le pensioni minime pari a circa 20 euro mensili, e poiché se ne vergognavano, hanno preferito erogarli tutti in un'unica soluzione e si sono inventati la cd quattordicesima che non corrisponde nemmeno alla metà di una normale mensilità.
Questo giusto per la precisione, poiché i cittadini italiani sanno fare benissimo le loro valutazioni, proprio per questo li hanno mandati a casa senza appello.







20 novembre 2008

LA FARSA CONTINUA

Il Sen. Villari dopo aver convocato la commissione di vigilanza RAI, che ha proceduto all’elezione dei vice presidenti, Merlo del PD e Lainati del PDL , ha tolto la seduta e convocato l’ufficio di presidenza, in quella sede ha comunicato ai capigruppo di non volersi dimettere perché si sente un rappresentante delle istituzioni, e inoltre ha aggiunto di non sapere nulla dell’accordo raggiunto tra PD e PDL per l’elezione alla presidenza del sen. Sergio Zavoli.
Insomma la farsa continua, il PD sembra pronto ad espellerlo dal partito e inoltre i suoi rappresentanti non parteciperanno più ai lavori della commissione sino a che Villari non rassegnerà le dimissioni, ma a questo punto l’unico a cui incombe l’obbligo di dimettersi per la palese incapacità e dilettantismo con il quale ha gestito questa vicenda è Walter Veltroni.







15 novembre 2008

TAGLIARE SI PUO' ANZI SI DEVE

Più che un onda è stato un gavettone, si può sintetizzare così il flop della manifestazione contro la riforma della scuola svoltasi a Roma dove hanno partecipato poche decine di migliaia di persone, 200.000 secondo gli organizzatori, numeri che,come abbiamo visto nelle settimane scorse sono puro esercizio di fantasia, per la questura infatti non erano più di 30.000 , addirittura a molti studenti il biglietto di viaggio è stato pagato dalla CGIL e dal PRC ,ogni altro commento mi sembra del tutto inutile e inopportuno.
Si è manifestato dunque per la difesa dello status quo dell’università italiana, che come ho spiegato più volte,salvo lodevoli eccezioni che pure ci sono, è una fabbrica di somari e ignoranti, 5500 corsi di laurea tra i più disparati, il doppio della media europea, 90 atenei e 320 sedi distaccate, nessuno di questi presenti tra i primi 150 del mondo, che sfornano un numero di laureati inferiore a quello del Cile, e sulla cui preparazione media è meglio stendere un velo pietoso, insomma una catastrofe e il bello è che si manifesta per conservare tutto ciò.
Ha ragione il ministro Gelmini quando definisce il sistema scolastico e universitario italiano una macchina con il motore rotto a cui è inutile aggiungere benzina cioè soldi se il motore è guasto, oggi come oggi l’università italiana rappresenta un enorme costo per i contribuenti senza nessun risultato apprezzabile,anzi ogni anno si spendono più soldi e va sempre peggio, senza cambiamento non c’è futuro, non ci possiamo più permettere certi lussi, i costi si devono tagliare e la spesa va riqualificata, tagliare si può,anzi si deve, è molto meglio spendere i soldi per togliere l’ICI dalla prima casa piuttosto che spenderli per alimentare baronie e clientele varie nelle università, dove i concorsi vengono vinti dai soliti noti e si danno incarichi a precari che vengono rinnovati in continuazione senza avere un progetto preciso, altrimenti quelli che servono si assumano in ruolo, si sprecano preziose risorse per favoritismi a destra e a manca, per creare corsi di laurea e cattedre inutili, ma cosa c’è da difendere di questo sistema? Persino l’Economist , settimanale britannico che non è mai stato tenero con il governo Berlusconi, sostiene il ministro Gelmini e scrive che
l’università italiana ha disperatamente bisogno di una riforma,essendo il settore peggio gestito, peggio performante e più corrotto d’Italia, e tuttavia resiste al cambiamento.
Il decreto Gelmini sull’università pubblicato qualche giorno fa in gazzetta ufficiale, cui seguirà un articolato disegno di legge di riforma del sistema universitario è una prima risposta nel segno della meritocrazia, qualità, razionalizzazione ed efficienza, apprezzato anche dal Presidente Napolitano.
Solo gli atenei con i bilanci in regola potranno procedere a nuove assunzioni, le commissioni esaminatrici dei concorsi saranno composte da esterni selezionati con sorteggio, si incrementa il fondo per il diritto allo studio e per gli alloggi degli studenti di 200 milioni.
Forza allora ministro Gelmini, affondi il bisturi per eliminare il cancro e le metastasi della conservazione e dello status quo, è un servizio che va reso all’Italia e soprattutto alle nuove generazioni.

UPDATE: «Vogliamo cancellare dalla scuola e dall’università l’ideologia dell’egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti, e lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone».
"Sono orgogliosa del decreto che abbiamo approvato nel penultimo consiglio dei ministri. E' un decreto molto scarno, consta di solo tre articoli, ma vuole essere un primo passo verso il cambiamento", lo dice il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini intervendo all’assemblea dei Circoli del Buon Governo a Montecatini Terme.
"In quel decreto - sottolinea - abbiamo voluto mettere al centro del sistema universitario lo studente e le loro famiglie". E, aggiunge il ministro, pur in presenza "di una finanziaria in cui il nostro obiettivo non è quello di mettere le mani nelle tasche degli italiani, quindi di non aumentare la tassazione, ma di spendere al meglio il denaro pubblico, abbiamo trovato risorse per le borse di studio". Questo governo, sottolinea "per la prima volta è in grado di concedere 180 mila borse di studio a tutti i ragazzi capaci e meritevoli". Inoltre, continua il ministro, "è giusto sostenere le residenze universitarie".
Il diritto allo studio non si attua con l'università sotto casa oppure moltiplicando gli insegnamenti ha proseguito il ministro Mariastella Gelmini, acclamatissima dai giovani presenti, ha sottolineato che l'offerta formativa deve tener conto delle esigenze del mondo del lavoro.
Per dare nuovi finanziamenti all'università tenteremo nuovi percorsi - ha precisato il ministro -. Spero in un grande coinvolgimento delle imprese, ma deve essere chiaro che questo non significa privatizzazione. Stiamo faticando a trovare risorse nel pubblico come nel privato. Ma non possiamo arrenderci a restare tra gli ultimi posti nel mondo come qualità». Gelmini ha quindi ricordato che la nostra prima università si colloca al 192esimo posto nella classifica mondiale: Vogliamo che presto almeno una si classifichi fra le prime cento.
Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, mettendo da parte la paura. Chi sta con i giovani non può che percorrere strade nuove. Le porte del ministero sono aperte a tutti coloro che vogliono dare un contributo alla nostra sfida. Le critiche vanno accettate, ma non accetterò mai di difendere situazioni indifendibili.
Adnkronos














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