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  Aurora86 AZZURRA LIBERTA' - * BLOG MORALMENTE INFERIORE *
 
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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
POPOLO DELLA LIBERTA'





Vota Berlusconi

 




...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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29 novembre 2007

NESSUN RIPENSAMENTO !

Conferenza stampa a sorpresa questa mattina di Silvio Berlusconi durante la quale ha ribadito che non esiste “nessun ripensamento” sulla nascita del nuovo partito come i professionisti della disinformazione vogliono far credere.
Non si possono scambiare per un ripensamento la necessaria gradualità - spiega - e i necessari adempimenti burocratici e fiscali.
Non ci sono e non ci possono essere ripensamenti, titubanze, passi indietro; sono anzi sereno e determinato ad andare avanti lungo questa strada, anche perché Forza Italia condivide con me questo progetto, che è quello di fare “un grande partito dei moderati e dei liberali”.
«Il PdL è un nuovo partito che si fonda sugli elettori, a cui possono partecipare partiti e associazioni».
La costituzione del nuovo partito, «non è una svolta populista ma un rafforzamento della democrazia italiana perché riavvicina la politica ai cittadini mentre questo Governo ha scavato un solco». Per il Cav. il partito dei moderati e dei liberali che nascerà è altresì «la continuazione ideale di quello che abbiamo fatto fino adesso e nasce su solide basi che sono quelle di Forza Italia». Berlusconi stesso ha annunciato che nel prossimo weekend saranno i militanti a scegliere, nei gazebo, il nome del partito (due le opzioni: Popolo della Libertà e Partito della Libertà).E chi sarà il leader? «Se i cittadini lo vorranno, sarò io. Organizzeremo le primarie, con regole chiare e precise. Per questo stiamo studiando il modello americano».
«Io non ho mai fallito in un mio sogno, e se me lo pongo lo posso fare. E poi vi domando: chi c'è in Italia che può paragonare la propria storia personale di successi a quella di Silvio Berlusconi?»
E’ questo sogno dunque che Silvio Berlusconi vuole lasciare in eredità al paese.





28 novembre 2007

I PRECARI? MEGLIO LE POLTRONE…

Questa sera alla Camera dei Deputati sarà votata la fiducia chiesta dal governo sul protocollo del welfare che ha predisposto un testo simile all’accordo firmato il 23 Luglio con le parti sociali, cancellando così le modifiche approvate dalla commissione di Montecitorio sul lavoro precario e i contratti a termine volute fortemente dalla sinistra massimalista.
Dini ha ottenuto quello che chiedeva per votare il protocollo sul welfare al Senato,Rifondazione Comunista dopo una burrascosa riunione della segreteria ha dichiarato che voterà per “senso di responsabilità” la fiducia,ma nel contempo chiede una verifica politica sul programma già a gennaio,mentre Diliberto dei Comunisti Italiani parla di “ricatto” e Cento dei Verdi di “fine dell’Unione”, per il momento però nonostante i numerosissimi malpancisti interni, costoro voteranno ancora una volta la fiducia a Prodi.
Anche i socialisti di Boselli insoddisfatti, dichiarano di considerarsi con le mani libere.
Mentre parla di “governo appeso a un filo” e inadeguato al paese per la politica del “tassa e spendi”, Lamberto Dini si gode la vittoria e ironizza sulla “storica sconfitta della sinistra comunista”.
Non ha certo tutti i torti, se fossi un elettrice di Rifondazione,Comunisti o Verdi mi chiederei seriamente cosa ci fanno al governo visto che su tutti i punti qualificanti della campagna elettorale dai Pacs al superamento della legge Biagi, dalle pensioni al welfare e alla politica estera non c’è stato nessun cambiamento degno di rilievo,anzi alcune cose sono addirittura peggiorate o nemmeno discusse, a dimostrazione,caso mai ce ne fosse ancora bisogno,che il programma era una presa in giro.
E così si può tranquillamente affermare,senza tema di essere smentiti che : “ i precari sono importanti,ma le poltrone lo sono ancora di più”.





27 novembre 2007

ANCHE GIOVANARDI ADERISCE AL PDL DI BERLUSCONI.

L'ex ministro Udc Carlo Giovanardi, presidente della Giunta autorizzazioni di Montecitorio, aderisce alla costituente del PDL, il nuovo partito del centrodestra annunciato da Silvio Berlusconi e chiederà che a comportarsi come lui sia l'intero Udc, certo che "molti iscritti la pensano come me" e che comunque come lui si comporteranno sicuramente il senatore Emerenzio Barbieri ed altri dirigenti del partito di Casini e Cesa che oggi con Giovanardi rappresentano la minoranza interna all'Udc.
Giovanardi riunirà sabato a Modena la prima assemblea della sua componente per ratificare la scelta politica. "Successivamente chiederò il conforti di tutti gli amici popolari e liberali del partito. Sono assolutamente convinto che tutto l'Udc dovrebbe far parte della costituente del partito popolare europeo. Credo sia la linea giusta a differenza di quella, legittima, di Baccini e Tabacci, che sostengono di voler fare la Cosa Bianca insieme a Pezzotta e Di Pietro. A me sembra molto più naturale che l'Udc sia un soggetto costituente in Italia del partito popolare europeo, partito di cui facciamo parte anche in Europa".
27/11/07(Apcom)

Adesso è arrivata l’ufficialità, Giovanardi è una persona seria,con principi e valori “non negoziabili”,sono convinta che molti dirigenti e iscritti dell’UDC lo seguiranno.
Benvenuto dunque all’On. Giovanardi nella grande famiglia del PDL.





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permalink | inviato da Aurora86 il 27/11/2007 alle 17:2 | Versione per la stampa


27 novembre 2007

SARA’ PIU’ POVERO IL NATALE 2007 .

Sarà un Natale molto freddo sotto il profilo dei consumi,è quanto emerge da un indagine sulle tredicesime e gli acquisti di fine anno condotta dalla Confesercenti-Publica Res.
In particolare, testimonia la ricerca, l'ammontare complessivo delle tredicesime sarà di 36,596 miliardi di euro, ma poco meno di 18 miliardi verranno utilizzati per gli acquisti natalizi con una diminuzione dell'1,8%, pari a 336 milioni di euro, rispetto all'anno scorso. Due le voci di maggior risparmio: 88 milioni di euro in meno saranno per la casa e la famiglia, mentre 248 milioni verranno tagliati dal portafoglio per i regali (-5%).
Insomma, osserva Confesercenti, anche "i consumi di Natale riflettono l'andamento di un anno economicamente difficile, con molti balzelli e poche illusioni nel quale sono aumentati (dal 61% al 67%) coloro che hanno tagliato diverse spese del loro bilancio. Durante il 2007 ne hanno pagato le conseguenze soprattutto i settori dell'abbigliamento (quasi la metà degli italiani ha ridotto il budget per questi acquisti), delle vacanze, della casa, ma anche quello dei beni alimentari".
23/11/2007

Nessuna meraviglia,dopo che la pressione fiscale ha raggiunto i livelli record dal dopoguerra ad oggi, i generi alimentari anche quelli di prima necessità come pasta,pane,latte ecc. sono ormai diventati beni di lusso e gli aumenti dei mutui,energia,gas, trasporti,carburante e chi più ne ha più ne metta,sarà già tanto se la stragrande maggioranza delle famiglie potrà permettersi un panettone a Natale e Capodanno,la tredicesima servirà per le bollette arretrate rate e tasse,altro che regali.
Gli incapienti però possono dormire sonni tranquilli, il governo ha destinato loro un bonus di 150 euro,ovvero 41 cent. al giorno,c’è di che scialacquare.
Si,non ci sono dubbi, deve essere proprio questa la felicità promessa da Prodi&C .




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permalink | inviato da Aurora86 il 27/11/2007 alle 2:55 | Versione per la stampa


26 novembre 2007

VUOLE SOLO UMILIARCI

Silvio Berlusconi questa volta fa sul serio, confortato dai recenti sondaggi sulla bontà della proposta del nuovo partito di centrodestra, i quali indicano chiaramente che una grossa fetta di elettori di AN e UDC,in alcuni casi anche il 50% ,sono disponibili a votare il nuovo soggetto politico, nonché molti delusi del centrosinistra, sta accelerando i tempi,nel prossimo week end nelle piazze di tutta Italia saranno raccolte le adesioni dei cittadini e si prevede l’assemblea costituente già a gennaio.
I bamboccioni scalda poltrone incominciano ad agitarsi di brutto, Casini oggi in un intervista al Corriere parla del Partito Della Libertà come un allargamento di Forza Italia e della volontà di Berlusconi di “ umiliare i suoi alleati” (Sic), scaricando da se ogni responsabilità per la mancata vittoria delle politiche del 2006 e altre castronerie del genere,come se gli italiani fossero a corto di memoria e non ricordassero la pazienza biblica di Berlusconi per portare a termine la legislatura.
Se frignano così vuol dire che si è colpito giusto, e io la prego Presidente di non cedere alla sua immensa bontà, adesso che li tiene per le p… stringa forte,ancora più forte,non molli proprio adesso che siamo sul più bello.
Si può perdere o vincere,all’opposizione o al governo,ma una cosa è certa con queste zavorre e questi parassiti non andiamo da nessuna parte,il popolo della libertà non sa che farsene.





26 novembre 2007

ECTOPLASMI

ECTOPLASMI 
 



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permalink | inviato da Aurora86 il 26/11/2007 alle 2:37 | Versione per la stampa


24 novembre 2007

E’ MORTO UN EROE.

Il maresciallo dell’esercito Daniele Paladini,35 anni, è morto vicino Kabul,in Afghanistan in seguito alle gravi ferite riportate,dopo che ha cercato di fermare un kamikaze che si è fatto saltare in aria.
L’attentatore suicida è stato visto dai militari italiani mentre risaliva dal greto di un fiume ,dove si stava inaugurando un ponte costruito con il contributo degli ingegneri italiani e hanno cercato di fermarlo prima che raggiungesse il luogo dove maggiormente si concentrava la folla,alla vista dei soldati l’uomo si è fatto saltare in aria, provocando il ferimento grave del maresciallo Paladini e quello di altri tre commilitoni che per fortuna ora non sono in pericolo di vita ,nonchè l’uccisione di altri nove civili di cui la maggior parte bambini,l’attentato è stato rivendicato dai Talebani.
Che il buon Dio lo accolga in quell’angolo di cielo riservato ai martiri e agli eroi,preghiamo per lui e per la sua famiglia, era sposato e lascia una bimba di cinque anni.


 

 


24 novembre 2007

IL VERTICE DEI BAMBOCCIONI.

Fini e Casini si sono riuniti e hanno emesso un comunicato in cui affermano: "La gravità della situazione italiana,impone di elaborare progetti che nulla hanno a che fare con l'improvvisazione propagandistica né con estemporanee sortite populistiche".
"Se continuano così a noi va benissimo: noi ci teniamo gli elettori loro si tengono il progetto...", così sarcasticamente Silvio Berlusconi ha commentato il comunicato in serata uscendo da Palazzo Grazioli.
Chi l’avrebbe mai detto, probabilmente avranno visto gli ultimi sondaggi,finalmente forse questa volta in occasione di future competizioni elettorali vedremo un attacco a due punte, certo che ormai fanno solo sbadigliare.
Fortunatamente ci ha pensato Padoa Schioppa ad invogliare, anche se con pochi euro al mese, i bamboccioni ad andare fuori di casa, così Berlusconi gli ha detto: “ora basta siete grandi, andate a lavorare e a guadagnarvi da vivere come ho sempre fatto iotogliendogli le chiavi della casa(delle libertà), e non c’è niente di strano,succede nelle migliori famiglie o no?
Fino ad ora costoro hanno vissuto di rendita e luce riflessa,dimostrino adesso cosa valgono, smentiscano la Santanchè facendo vedere che non hanno le "palle di velluto".
Al popolo della libertà non servono “zavorre” e “parassiti” che ne frenano l’azione.



 


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23 novembre 2007

SENTI CHI PARLA...

QUANDO LE TELEFONATE LE FACEVANO LORO.

Non ricordo più se il film giusto era Delta Force ma la lettura dell’articolo di Ezio Mauro mi ha fatto l’effetto che le madeleinettes facevano al vecchio Proust il quale si commuoveva e senza porre tempo in mezzo meditava sul tempo perduto, ma anche quello ritrovato. L’articolo di Mauro mi ha portato indietro nel tempo e di questo gli sono grato, già a partire dal titolo: «Struttura delta». Il bis della Spectre. Il bis della P2. Si impone un modesto esercizio di ritorno alla decenza.
L’articolo mi ha riportato con la sua velata magia alla stagione in cui spesso mi trovavo la sera nella stanza di Ezio Mauro, allora direttore della Stampa di Torino (di cui ero editorialista) e dove assistevo alla teleconferenza fra Mauro e il direttore dell’Unità di Roma (Uolter Veltroni), uno dei vicedirettori a caso di Repubblica, e il direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli: tutti insieme, in unico afflato e per una sola causa comune (ma quale? Certamente non la libera informazione in concorrenza) facevano tutti insieme «il giornale».
Cioè: non è che ognuno si faceva il suo, di giornale, come in tutti i Paesi in cui le testate sono orgogliosamente concorrenti. Macché. Questa compagnia di cui Ezio Mauro era il capatàz, fabbricava il giornale comune che l’indomani tutti gli italiani si sarebbero sciroppati prima sulla carta e poi in proiezione sui telegiornali sotto le varie testate. Non lo sapevano, ma leggevano tutti lo stesso giornale. Che giornalismo, che concorrenza, che scuola.
Il pretesto diciamo così umanitario dell’operazione, era quello di aiutare il giovane Uolter che non sapeva fare la prima pagina, non sapeva fare i titoli e si scombinava tutto. Ma il gruppo di comando del giornalismo italiano – capitanato da un Ezio Mauro che sembrava guidare un commando Delta Force (ecco il titolo giusto, altro che Struttura delta) - faceva un unico menabò (lo schema della pagina), tutti i titoli e la scelta delle notizie e dei contenuti, uguali per tutti.
Il giornale che veniva fuori era omologato, identico, figlio di un unico Minculpop, o cupola, o mini-p2 che dir si voglia e che lasciava alla fantasia del singolo direttore soltanto il cosiddetto «boxino»: un titolotto basso a due colonne in cui ognuno registrava la curiosità innocua del giorno, del genere bambino morde cane: «Walter, nel boxino mettici quella storia del bambino che ha sbranato un pitbull». E Uolter pubblicava.
Naturalmente non si trattava soltanto di fare la prima pagina. Venivano decise le notizie da dare e quelle da ridurre, da esaltare e da minimizzare. Che concorrenza: affinché nessuno restasse scoperto, tutti davano (o tacevano, o sminuivano, o ingigantivano) la stessa notizia nello stesso modo. Ogni santo giorno. E tutti bevevano la stessa acqua.
Io assistevo a quella grottesca anomalia e osservavo gli sghignazzi furbastri, specialmente quelli di via Marenco dove comandava imperiosamente il proprio, e anche un po’ gli altrui vascelli Ezio Mauro in sfolgorante camicia bianca. Paolo Mieli, sia detto ad onore del vero, non si lasciava troppo comandare, ma tutti e due insieme comandavano sull’Unità e la Repubblica seguiva.
Così, negli anni Novanta erano serviti non soltanto i lettori della carta stampata ma anche gli spettatori televisivi. La gente forse non lo sa, ma i telegiornali dosano e misurano i loro titoli, gli spazi, la scaletta dell’importanza di ciò che poi ammanniranno al popolo catodico, sulla base delle decisioni dei tre cavalieri dell’apocalisse, Corriere, Repubblica e Stampa, che poi sarebbe, per così dire, la casta.
Ma la prima pagina si confezionava tra via Marenco, Torino, e via Solferino a Milano, per essere rimpannucciata in piazza Indipendenza e infine rimpallata a via del Taurini dove diventava il vangelo dell’Unità, ovvero la verità, pravda in russo, truth in americano che piace di più a Uolter. Ovviamente anche gli altri giornali e giornaletti e giornalini per non dire dei piccoli telegiornali locali, si adeguavano con ansia e con la lingua di fuori per non restare esclusi dal gruppo di comando.
Quando ero a Repubblica (di cui sono stato un fondatore, redattore capo e inviato per 14 anni) assistevo ammirato alla formazione del quadridente formato dal formidabile quotidiano di Scalfari, l’Espresso, Raitre e il Tg3. Messi insieme formavano una seconda divisione corazzata che esercitava un potere assoluto, di comando e di dominio sulla scelta, confezione e pubblicazione della notizia.
Insomma, figuratevi il salto dalla sedia che ho fatto ieri mattina quando mi imbatto in una delle più comiche composizioni a sopracciglio levato del mio vecchio amico Ezio Mauro, ora direttore di Repubblica, il quale si è esibito in un articolo che potrebbe intitolarsi a scelta «Senza vergogna» o «Oggi le comiche». Basti l’incipit: «Una versione italiana e vergognosa del Grande Fratello è dunque calata in questi anni sul sistema televisivo, trascinando Rai e Mediaset fuori da ogni logica di concorrenza per farne la centrale unificata di una informazione omologata, addomesticata, al servizio cieco e totale del berlusconismo al potere». Lui la chiama «Struttura delta». Noi la chiameremmo «Senti chi parla».
Thanks al sen. Paolo Guzzanti.




22 novembre 2007

TOH I COMPAGNI SI INDIGNANO .

Sono davvero di una comicità unica, dopo la pubblicazione da parte di Repubblica di presunte intercettazioni uscite dalla procura di Milano,relative al fallimento della HDC del sondaggista Crespi, coperte dal segreto istruttorio, su cui persino il “compagno Napolitano” non ha potuto esimersi dalla formale condanna, le verginelle sinistre gridano allo scandalo e i giornalisti RAI subito riuniti in assemblea chiedono a gran voce che la politica non si occupi dell’azienda, come se la stragrande maggioranza di costoro fossero lì assunti per pubblico concorso.
La prima cosa che stupisce è come d’incanto a sinistra siano spariti tutti quei garantisti che gridavano allo scandalo dopo la pubblicazione delle intercettazioni di D’Alema,Fassino, Consorte&C, ovvero gli strenui difensori dello “stato di diritto” che parlavano di “minaccia per la democrazia” oppure come Violante che chiedeva a gran voce “qualcuno si occupi di vedere cosa accade nel tribunale di milano”(Sic), dove sono? Chi li ha visti?
Come al solito è tornato il “garantismo a giorni alterni”.
Di cosa si tratta poi in effetti? L’accusa sarebbe che RAI e Mediaset durante il governo Berlusconi concordavano tutto, la prova consisterebbe nel fatto che in qualche particolare occasione tipo la morte del Papa o le elezioni amministrative i dirigenti si scambiavano opinioni.
E allora? Dove sta il problema? Forse che i direttori dei quotidiani italiani non si telefonano tra di loro per scambiarsi opinioni e pareri soprattutto in occasione di eventi importanti?
Forse qualcuno immagina che i Mauro,Ferrara ,Mieli, Feltri, tanto per citare qualcuno dei direttori dei maggiori quotidiani italiani non parlano mai tra di loro?
E se c’era questa commistione qualcuno può spiegare come mai da ben 5 anni RAI1 batte sistematicamente negli ascolti canale5?
Ma non è forse più scandaloso l’editto(quello si bulgaro) con cui D’Alema ha chiesto l’anno scorso la sostituzione di Mimun,campione di ascolti al TG1?
Non è forse più scandaloso che si cerchi di sostituire a tutti i costi un componente del consiglio di amministrazione RAI come Petroni nonostante il governo venga preso regolarmente a ceffoni dagli organi di giustizia?
Che poi la Rai sia da sempre filogovernativa non ci piove,lo sanno anche le pietre,come non ricordare la RAI di Zaccaria che con un’abile colpo di effetti sostituì i fischi per D’Alema con applausi,oppure Rutelli che parlava in una sala gremita quando in realtà era semivuota?
La verità e che Silvio Berlusconi,ormai libero da pesi e zavorre che lo frenavano fa paura come e più di prima,non a caso parla di” indegno sciacallaggio”, ma il popolo italiano in generale e il “popolo della libertà” in particolare,che è sceso nelle piazze lo scorso week end e ci ritornerà il prossimo è molto meno stupido di quanto i “parrucconi della politica” possano immaginare.





21 novembre 2007

CHE MERAVIGLIOSA SENSAZIONE...

Pannella e Bonino bocciano il Berlustroni e tornano a proporre l’uninominale secco, Bertinotti loda pubblicamente il Cav: "Berlusconi è l'alfa e l'omega della Seconda Repubblica". Lui ne è stato l'inizio con la sua discesa in campo, lui "con un altro colpo di teatro" ne ha decretato la fine con la creazione del Partito della Libertà e l'addio al bipolarismo. Per Bertinotti, Berlusconi "non è solo un giocatore ma decide le regole del gioco. Mentre gli altri giocano a pallacanestro, lui arriva e decide che si gioca a calcio". Di fronte a tutto questo "non posso che dire 'chapeau'", è l’unico leader postmoderno.
Capezzone si dice già innamorato del Partito della Libertà, Pecoraro Scanio e Bonelli dei Verdi strepitano perché dicono che non può essere Berlusconi a decretare la fine del bipolarismo.
Di Pietro dice che quando si raccolgono milioni e milioni di firme in così poco tempo non si può liquidare tutto questo come populismo perché è un atto di resa di chi non vuole affrontare i problemi,tanto di cappello perché con una fava ha preso tre piccioni creando le premesse per liberarsi di tutti quei parassiti che gli stanno intorno, di “mossa magistrale” parla Lamberto Dini.
Gioco Pericoloso” viene definito dai socialisti Angius e Boselli che dicono no a una legge elettorale su misura per PD e PDL, sulle stesse posizioni anche Mussi, di “trappola” e polpetta avvelenata parla Diliberto dei Comunisti Italiani, Mastella si dice interessato al superamento del bipolarismo,ma nell’ottica di “alleanze di nuovo conio” cerca di aggregarsi a nuovi peartner.
Sul versante del centrodestra plaudono all’iniziativa di Berlusconi Storace e Alessandra Mussolini,confermano l’alleanza con il nuovo soggetto il PRI di La Malfa , il Nuovo PSI di Caldoro e Fiamma Tricolore, addirittura entusiasti : “da Berlusconi non si può prescindereDella Vedova e i liberali riformatori,Cesa e Casini dell’UDC dicono di non aderire,senza molta convinzione perché “un partito nuovo non si fa in un giorno”(Sic), la verità è che il Cav. ispirandosi PPE gli ha tolto anche l’ultima scusa,tanto che colonnelli come D’Onofrio, Giovanardi e altri sono pronti a trasferirsi armi e bagagli nel nuovo partito,la Lega Nord non aderisce ma Bossi conferma la salda alleanza con Berlusconi.
In un angolino sono rimasti AN e Fini che sicuramente, stretti tra la destra di Storace e il nuovo partito della libertà, subiranno una consistente emorragia di consensi, forse impareranno a loro spese che è pericoloso fare a cazzotti con un Tyson.
Insomma è una “meravigliosa sensazione” è come se Berlusconi,con la nascita del nuovo partito,avesse messo il piede su un formicaio,e le formiche impazzite si mettono a correre da tutte le parti senza soluzione di continuità, a destra come a sinistra.
E’ un ulteriore dimostrazione,caso mai ce ne fosse ancora bisogno,che o al governo o all’opposizione,in Italia l’agenda politica la detta Berlusconi.




20 novembre 2007

FINI E CASINI : GUARDARE AVANTI…

Vi propongo questa spassosa analisi de Il Foglio sulla capacità di guardare avanti di due politici di razza come Fini e Casini;
Andrea’s version
E’ giusto dar loro atto, hanno sempre guardato avanti. Non sempre saranno stati simpatici, non sempre saranno stati alleati affidabili, nella Casa delle libertà, ma occorre riconoscere che Fini e Casini hanno sempre saputo guardare in avanti. Sempre. Lo hanno fatto in momenti cruciali e lo hanno sempre, e più che giustamente, rivendicato con orgoglio. Guardare in avanti è d’altronde il grande pregio del politico di razza. Non è che siano uguali, Fini e Casini, ma la capacità di saper guardare al di là del proprio naso non è mai venuta meno, né all’uno né all’altro. Ancora di recente. Avvisando l’Amor nostro che non bastava la propaganda, ci voleva la politica, essi hanno di nuovo mostrato di saper vedere la prospettiva, di poter scorgere con vista acuta ciò che stava loro dirimpetto. Non si può dire, come Gianfranco ieri: “Quella del dialogo è la strada che a Berlusconi avevo già indicato io”, se non si è stati abituati a guardare l’orizzonte. Non si può dire, come Casini: “Io l’avevo previsto”, se non si sa guardare avanti, avanti, costantemente ancora avanti. Anche molto avanti, talora. Peccato, solo, che nel culo lo si prenda per lo più da dietro.
Il Foglio (20/11/2007)




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permalink | inviato da Aurora86 il 20/11/2007 alle 16:22 | Versione per la stampa


20 novembre 2007

E’ NATO,INIZIA UNA NUOVA STORIA.

“Quando parlano gli elettori cioè quando si esprime il popolo la politica deve ascoltare”.
È in ossequio a questo principio che sono sceso in campo nel 94,abbiamo tutti la responsabilità di non disperdere i milioni di firme raccolte per le elezioni anticipate nei litigi e nelle ripicche della politica politicante, perché questo sarebbe fatale.
Venerdì sabato e domenica grazie al generoso impegno di migliaia e migliaia di volontari si è svolta la più grande mobilitazione nella storia dell’Italia repubblicana, con quasi 8 milioni che hanno firmato per chiedere di tornare a votare. A questi 8 milioni di cui abbiamo certezza vanno ad aggiungersi gli oltre 2 milioni raccolti dalle associazioni come i Circoli del buon governo e delle libertà. Quelle firme rappresentano l’energia sulle quali l’Italia può contare per non rassegnarsi ad un futuro incerto e illiberale.
"Vi sono momenti nei quali la storia fissa appuntamenti che non si possono mancare. Il popolo delle libertà non deve disperdersi, assumere consapevolezza di sé, attraverso l'adesione attraverso un nuovo soggetto politico che si chiamerà, ancora non abbiamo deciso, popolo della libertà, come ci è stato richiesto ai gazebo, o partito della libertà come avevo pensato io".
È nostra intenzione che il nuovo partito nasca non come una fusione a freddo, come il Pd, ma dal basso, dalla gente. Per questo, nel prossimo week-end ci saranno ancora gli stessi gazebo per raccogliere le adesioni al nuovo partito.
Non c’è altra via per assumere la rappresentanza di coloro che vorranno far nascere dalla gente questo nuovo partito che passare da elezioni interne,potranno candidarsi tutti, le porte saranno non aperte ma spalancate,metto a disposizione anche il mio incarico.
Il nuovo Ppl apparterrà alla "grande famiglia maestra della democrazia europea del Ppe".
Questi sono alcuni passaggi della conferenza stampa di Roma in cui Silvio Berlusconi ha presentato  il nuovo soggetto politico, nei prossimi giorni e nei prossimi mesi ci sarà tempo e modo per approfondire, nel frattempo mi sembra quanto meno doveroso formulare i migliori AUGURI al nuovo soggetto e al Presidente Silvio Berlusconi che ancora una volta stupisce tutti.




19 novembre 2007

FISSARE LA DATA DELLE URNE.

Occorre innanzitutto invertire l'ordine temporale dei fattori rispetto alle proposte che sino ad oggi la maggioranza ha fatto all'opposizione. Se non si parte dalla data entro la quale si considera conclusa, accordo o non accordo, questa legislatura, è evidente che sarà impossibile coinvolgere l'opposizione, ed in particolare Berlusconi. Occorre dunque fissare questa data assieme, e solo dopo delineare le due o tre cose da fare, sapendo sin da oggi che, se non si trovasse un accordo decente, comunque si andrebbe alle urne, e a decidere sarebbero i cittadini. Solo così sarà possibile configurare una legge elettorale che renda semplice quello che tutti i cittadini vogliono: una sana democrazia dell'alternanza in cui ci siano due schieramenti ,meglio due partiti, che si confrontano, l'uno vince e governa cinque anni, l'altro svolge l'altra funzione fondamentale di opposizione. Attenzione: ho detto governa, non fa finta di governare, o sopravvive a se stesso! Altrimenti per fortuna c'è il referendum.
Questo uno dei passaggi più significativi della lettera che il senatore dissidente Willer Bordon ha inviato al Corriere Della Sera, dove tra le altre cose si meraviglia di come non si prenda atto che non c’è più una maggioranza.
Sono perfettamente d’accordo con Bordon,se a Berlusconi gli si offre una data certa di conclusione della legislatura non avrà problemi a stringere un’intesa sulla legge elettorale e sulle 2-3 cose urgenti da fare prima delle urne.
In quanto alla meraviglia di una maggioranza che non c’è più, di questo bisogna ringraziare Fini e Casini,che di fronte al fatto di un governo sfiduciato in aula e votato solo per senso di responsabilità, sono riusciti a fare passare una chiara vittoria come una sconfitta di Berlusconi, ragionamento tipico dei bambini, ai quali se si dice in questi giorni ti faccio un regalo,ti rispondono o me lo dai oggi o non lo voglio più.
Costoro che sono dove sono,soltanto perché un giorno siamo passati noi e come la dea bendata gli abbiamo dato un bacio,adesso con il nuovo partito, potranno tranquillamente tornare dove erano prima,cioè ai margini della vita politica italiana.




18 novembre 2007

NASCE IL PARTITO DEL POPOLO ITALIANO DELLA LIBERTA’

 "Forza Italia si scioglierà dentro una nuova formazione politica" che si chiamerà "Partito del popolo italiano della libertà". Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi, lasciando piazza San Babila dove ha annunciato la nascita di una nuova formazione politica:
"Una nuova creatura protagonista della libertà e democrazia dei prossimi decenni". Alla domanda su quale sarà il destino di Forza Italia, Berlusconi ha replicato: "E’ un nome che ha contato e che contribuirà a rendere più grande la nuova formazione".
Il nuovo partito, ha spiegato Berlusconi ai microfoni dei cronisti, "lo vogliono tutti i cittadini; in più di 7 milioni, una cosa mai successa nella storia della Repubblica, si sono recati ai chioschi per dire basta alla situazione attuale, uniti contro la frammentazione, per fronteggiare la sinistra che è sotto i diktat della sinistra estrema. Metà di coloro che sono venuti da noi ai gazebo non erano di Forza Italia". Berlusconi ha ripetuto: "Diamo via qui oggi stesso a questo nuovo futuro della politica italiana. Spero che aderiscano tutti, nessuno escluso". "Il partito lo rappresenteranno coloro che avranno avuto un’investitura democratica dalla gente".
"Domani presenteremo ufficialmente questa nuova iniziativa". Ci sarà una conferenza stampa? è stato chiesto dai cronisti. "Più conferenza stampa di questa, in mezzo alla gente..." ha sorriso Berlusconi. Il numero uno di Forza Italia, poi, ha spiegato che i gazebo - che in questi giorni hanno raccolto le firme per un ritorno al voto - resteranno aperti tutta la settimana e che cercheranno di essere presenti in tutte le regioni italiane.
Adnkronos 18/11/2007

Non impareranno mai, se qualcuno, avversari o alleati ,avevano immaginato Berlusconi nell’angolo con le spalle al muro è meglio che si rassegnino.
E’ proprio nei momenti difficili che Berlusconi da il meglio di se,il suo eccezionale tempismo e decisionismo, unito alla straordinaria dote di capire prima e meglio di tutti gli umori del paese, nonché il feeling con la gente, lo mettono in grado di non temere nulla e nessuno.
L’annuncio del nuovo soggetto politico che già nel prossimo week-end raccoglierà le adesioni dei cittadini,ottiene prima ancora della nascita, tre o quattro notevolissimi risultati:
-Si conferma l’indubbia leadership nel popolo di centrodestra e l’avversario con il quale la sinistra deve cercare di trattare per arrivare a una nuova legge elettorale e un piano minimo di riforme.
-Si libera in un solo colpo di Fini e Casini, perché presto i loro partiti saranno prosciugati,Casini potrebbe emigrare anche a sinistra, ma i suoi elettori li lascerà a Berlusconi, per Fini è ancora più dura, dopo che è stato eroso a destra da Storace e Santanchè rischia un profondo salasso dal nuovo soggetto politico,e lui non può nemmeno andare a sinistra, a meno che non si presenti da Berlusconi con il capo cosparso di cenere.
-Si libera di tutto l’apparato e i colonnelli di Forza Italia,che dalle prossime settimane se non mostreranno di valere,si ritroveranno a spasso.
-Tutti i piccoli partiti che sono nella CDL , tipo Nuova DC,Nuovo PSI,PRI, ecc .ecc. non hanno più scelta o si fondono nel nuovo soggetto o scompaiono.
Insomma è già una vittoria su tutti i fronti, quest’uomo non finirà mai di stupirmi, da domani e per i prossimi mesi non si parlerà che di questo.




18 novembre 2007

UNA VALANGA ! ! !

 

Si prefigura come l’iniziativa di massa più importante della storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi la raccolta di firme per chiedere di tornare alle urne promossa da Forza Italia in questo fine settimana su tutto il territorio nazionale.
Non si tratta di una petizione, ma di una iniziativa che mira a raccogliere il malumore del Paese nei confronti del governo Prodi e delle sue difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti. Quando la politica trova degli ostacoli, quando non si riesce ad andare avanti, la cosa migliore è restituire la parola agli elettori.
Una iniziativa per chiedere che sia restituito subito al popolo sovrano il diritto di decidere il proprio futuro attraverso il voto.
Negli oltre 10.000 gazebo presenti in tutte le piazze d’Italia sono state già raccolte oltre quattro milioni di firme, ma il coordinamento nazionale di Forza Italia precisa che è una cifra approssimata per difetto,a causa della partecipazione popolare che va oltre ogni più rosea aspettativa.
Per firmare è necessario presentarsi ad uno dei gazebo di FI muniti di valido documento di riconoscimento e versare un euro di contributo.
Per sapere l’ubicazione precisa dei gazebo telefonare alle sedi regionali di FI;
Si può firmare anche via internet collegandosi al sito rivotiamo.com;



L'APPELLO DI SILVIO BERLUSCONI


Il Presidente

Roma, ottobre 2007

Cara amica,caro amico,

l'esperienza fallimentare del governo delle sinistre pesa come un macigno sul futuro del Paese. Ma la resa dei conti è ormai iniziata e presto toccherà a noi essere all'altezza della grande sfida per rimettere in moto l'Italia e liberarla dal Grande Fratello fiscale, dalle gabbie ideologiche e dal dominio statalista, da questa sinistra di lotta e di governo che nell'ultimo anno e mezzo ha sommato debolezza e arroganza, condannando l'Italia all'ingovernabilità e al declino.
Abbiamo collezionato una impressionante serie di record negativi, primi fra tutti la tassazione più esosa del mondo e l'immigrazione senza controllo. E così fiducia e sicurezza dei cittadini sono giunte a un livello davvero inaccettabile.
In democrazia, quando si è in presenza di una crisi politica irreversibile come l’attuale, la strada maestra è una e una sola: il ritorno alle urne. Solo il popolo sovrano può infatti arginare la crisi e scongiurare il pericolo rappresentato dalla crescita di forze antisistema, oggi irresponsabilmente alimentata.
L’attuale Parlamento è espressione di un momento storico in cui la nazione era politicamente divisa a metà, ma ora tutti sono consapevoli del fatto che esso non rappresenta più il Paese reale. Ormai la grande maggioranza dei cittadini non ne può più di errori, di risse e di vessazioni. Chiede a gran voce una svolta politica.
Questa brutta pagina va girata alla svelta, e non lo dico solo a Te azzurro di Forza Italia. Lo chiedo a tutte le persone di buona volontà, anche a coloro che hanno votato per l'Unione e sono stati traditi da chi aveva promesso la felicità, aveva promesso di unire l'Italia e invece l'ha divisa come mai era accaduto nella storia repubblicana, neanche negli anni della Guerra Fredda, iniettando il virus dell'odio di classe, della sfiducia, del controllo invasivo sulla vita dei cittadini, della paura.
Dobbiamo chiedere a tutto il popolo italiano uno sforzo corale per rinascere. E mi aspetto che Tu che sostieni ogni giorno Forza Italia sia in prima linea anche questa volta.
Iniziamo subito. Il 16-17-18 novembre saremo in piazza in migliaia di città con i nostri gazebo. L'obiettivo è di cruciale importanza: raccogliere cinque milioni di firme per chiedere che sia restituito subito al popolo sovrano il diritto di decidere il proprio futuro attraverso il voto. Il Vostro impegno in questa circostanza è fondamentale: non Ti chiedo solo di firmare e di versare al partito una somma da uno a dieci euro, ma soprattutto di raccogliere almeno altre dieci firme, con relativo contributo, nella cerchia degli amici e dei conoscenti.
Per facilitare la raccolta, dal 12 novembre sarà attivato il numero telefonico 163.600.22 chiamando il quale verrà certificata l’adesione all’iniziativa e addebitato, in modo automatico, il contributo di 1 euro. A garanzia di serietà, non sarà possibile effettuare più di una telefonata da ogni utenza.
Sul sito www.rivotiamo.it troverai tutte le informazioni sull’iniziativa e, soprattutto, i luoghi dove sono previsti i gazebo ai quali potrai recarti per consegnare il modulo e il contributo.
Sono sicuro di poter contare ancora una volta su di Te in questa battaglia decisiva per il nostro futuro e per le stesse sorti della democrazia.
Un forte cordiale abbraccio

Silvio Berlusconi

E così mentre nel palazzo si cercano compromessi e soluzioni pasticciate alla profonda crisi del governo,Silvio Berlusconi da la parola al vero protagonista della democrazia “il popolo sovrano”.
E’ questa l’unicità politica e morale di Berlusconi, la migliore risposta a chi crede che la democrazia sia una variabile da gestire nelle sedi di partito o nel palazzo.






Update: Un "risultato straordinario". Lo ha affermato il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, presentando i dati aggiornati alle 17 della raccolta firme promossa da Forza Italia per chiedere il voto subito. Le firme raccolte sono 7.027.734, di cui 6.800.000 nei diecimila gazebo distribuiti sul territorio nazionale; le telefonate al numero verde sono 71.580 e le firme raccolte attraverso il sito www.rivotiamo.it 156.154.
"Questi militanti - ha commentato Bondi - sono un esempio di generosità, di passione morale e politica al servizio di un ideale e del Paese. Io sento questo partito e sono orgoglioso di rappresentarlo come un corpo di valori ideali e di passioni politiche al servizio dell’Italia". Tra gli oltre 7 milioni di firme, ha spiegato il nostro coordinatore nazionale, ci sono anche tanti elettori del centrosinistra ma "più della metà delle firme sono di elettori della Casa della libertà. Ancora una volta Berlusconi ha avuto ragione: i cittadini non solo di Forza Italia ma anche tanti elettori della Cdl hanno firmato ai nostri gazebo per dire basta con questo governo e questa politica e per chiedere nuove elezioni. E un profondo rinnovamento della politica".



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17 novembre 2007

LE RIFORME? SOLO DOPO IL VOTO.

Vi propongo l’intervista di Silvio Berlusconi al quotidiano La Stampa.

«Se ho paura di essere accerchiato, di avere tutti contro? Guardi, io sono contento di essere accerchiato. Mai come ora ho tanto consenso nel Paese. Lascio a tutti gli altri, alleati compresi, i giochi di Palazzo e il teatrino della politica».
Niente da fare. Tutti gli chiedono di ripensarci, di sedersi al tavolo delle riforme, ma Silvio Berlusconi non ci pensa proprio. Nell’atrio della sede di Forza Italia, a via dell’Umiltà, il Cavaliere ripete che ha solo due obiettivi in testa: la caduta del governo Prodi e le elezioni. Se gli altri accettano di fissare la data del voto nel 2008 si può parlare di tutto, altrimenti no. Né è impressionato dal cambio di rotta degli alleati. O meglio, le aperture della Lega e dell’Udc al confronto sulla legge elettorale non le condivide, ma le comprende. I toni usati da Gianfranco Fini no. In privato si è anche arrabbiato: «Ha il vizio di litigare con tutti». In pubblico tenta, invece, di ricucire sul piano politico e non. Da quella sera in cui Fini dopo aver visto su «Striscia la notizia» la storia della sua relazione con Elisabetta Tulliani chiamò al telefono Ignazio La Russa ospite di «Matrix» per ordinargli: «Vieni via, sulle reti Mediaset non andiamo più».
Berlusconi, non pensa di aver sbagliato in qualcosa con i suoi alleati?
«Io non ho nulla da rimproverarmi. Nei confronti di nessuno. Certo se poi qualcuno mi tira in ballo per “Striscia la notizia”, che debbo dire? Come si può pensare che io possa essere, chessò, il mandante di una trasmissione di satira che tutti i giorni mi prende in giro. A parte questo, Fini ha ragione. Sono addolorato. Me la sarei presa anch’io. Del resto, sono io che gli ho telefonato per esprimergli la solidarietà. Né tantomeno - per parlare di un’altra accusa che mi fanno - ho spinto Daniela Santanchè a lasciare An»».
Non ha sbagliato neppure a puntare sulla caduta del governo sulla Finanziaria?
«Io non ho mai fissato una data. Ho parlato solo con esponenti del centrosinistra che dicevano peste e corna del governo. Poi è chiaro che se qualcuno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare. Senza contare che i senatori hanno subìto intimidazioni. Il governo ha fatto una pioggia di regali. Gli italiani all’estero hanno ricevuto un forfait di 36 milioni. Alla fine, la sopravvivenza del governo è costata un miliardo di euro».
Alla fine, però Prodi è ancora là...
«Vede, io comprendo l’etica della responsabilità di cui parla Dini. Non credo però che questo governo possa andare avanti. Le dichiarazioni di Dini sono state chiare. Addirittura, non mi aspettavo che Bordon e Manzione facessero un’uscita simile. Né che fossero seguiti a ruota da Pallaro. Ora stanno mettendo in piedi un gruppo parlamentare. Questo gruppo sarà padrone della legislazione. Deciderà ciò che va approvato e cosa no. E c’è ancora la Finanziaria, il welfare e tante altre cose. Il governo cadrà. Neanche le polemiche dentro il centrodestra bloccheranno questo processo. E se ci sarà la crisi, si andrà al voto. E, subito dopo, saremo noi ad aprire immediatamente una stagione per le riforme».
E se, invece, Prodi durasse?
«Loro continueranno a perdere consenso...».
E lei se ne starà fermo. Non aprirà neppure sulla legge elettorale?
«Ci sono troppe posizioni nella maggioranza. Neppure la proposta di Veltroni è chiara. Non ci sono le condizioni per sedersi ad un tavolo per un dialogo serio. E, a ben vedere, neppure dentro il centrodestra c’è una posizione univoca. Ad esempio, se An accettasse un sistema come quello proposto da Veltroni, non conterebbe più niente. Verrebbe marginalizzata».
D’accordo, ma intanto Fini, Casini e Bossi hanno accettato di dialogare con la maggioranza.
«Gli interessi dei partiti del centrodestra sono comuni. Nessuno è uscito dalla coalizione e tutti vogliono mandare a casa Prodi. E comunque, senta bene, qualsiasi dialogo non può prescindere da Forza Italia che è il primo partito del Paese».
Ma i suoi alleati ce l’hanno con lei...
«Io ho dovuto sempre ragionare con tutti, mediare. Mi creda, non è una cosa facile. A volte è estremamente faticosa. E’ proprio il mio ruolo che mi fa dire che non sono fungibile, perché nessuno potrebbe avere la pazienza che ho io».
E se la legge elettorale fosse accompagnata dall’impegno di votare nel 2008?
«Sono a disposizione. Parliamone. E’ quello che vogliono gli italiani. Per ora, non ci sono proposte che giudichiamo valide».
Eppure il suo consigliere preferito, Gianni Letta, ha ipotizzato in un libro-intervista una vasta coalizione per le riforme.
«Intanto si tratta di un’intervista rilasciata mesi fa. Comunque io e Letta siamo le persone più ragionevoli che si possano trovare. Ma lo siamo sulle cose, appunto, ragionevoli, non su quelle impossibili. Chi ha fatto a suo tempo, subito dopo il voto, l’offerta di una grande coalizione? Io. Ma adesso dovremmo condividere la responsabilità del disastro provocato da Prodi. Ora le grandi intese o il governo istituzionale non sarebbero una mossa giusta».




17 novembre 2007

DINI: NUOVA MAGGIORANZA PER NUOVO GOVERNO.

Il senatore Lamberto Dini insiste, durante la trasmissione tv 'Otto e mezzo, sul suo cavallo di battaglia delle larghe intese. La soluzione, sottolinea l'ex premier, potrebbe essere quella di raccogliere le grandi forze del paese per governare insieme.
"Io non accetterei. Non ho nessun interesse ad entrare nel governo, tanto piu' in un Prodi rimaneggiato". Lamberto Dini risponde cosi' quando gli viene chiesto se, con un eventuale rimpasto a gennaio, accetterebbe di entrare a far parte del governo. "Stando al governo non potrei piu' dire quello che penso. Preferisco continuare la costruzione del partito Liberal democratico".
"Ho votato la finanziaria per senso di responsabilità", ha aggiunto l'ex premier, ma "sono sempre più convinto che ci sia necessità di un cambiamento del quadro politico", perchè ciò che fa il governo "non è adeguato per consentire la ripresa economica e il risanamento". Nel dettaglio, Dini ha spiegato che "l'accordo sulle pensioni raggiunto coi sindacati è un buon compromesso" ma se il governo "dovesse cedere ad alcune pressioni" che stanno arrivando soprattutto da sinistra non esiterebbe a votare contro.
Dini ha parlato di un nuovo gruppo ha fatto i nomi di Scalera e D'Amico, e non ha detto no quando Giuliano Ferrara ha citato i 'dissidenti' dell'Unione Bordon e Manzione. "Lavoreremo al gruppo dalla prossima settimana".
Un'alleanza con Clemente Mastella e l'Udeur? "No, perchè con Mastella la pensiamo diversamente, in particolare sul futuro... Mastella mira a ottenere un chiarimento in questa coalizione, magari arrivando a un rimpasto, ma questa non è la mia ottica; la mia è superamento di questo quadro. Io non penso alla sopravvivenza". Parola di Lamberto Dini.
Adnkronos

Se possibile Dini è stato ancora più chiaro di quanto ha fatto in aula sfiduciando il governo,la sua prospettiva politica a cui sta lavorando si può riassumere così:
-No al governo Prodi e a un Prodi bis;
-No a un governo con la sinistra massimalista;
-Si a un governo di larghe intese o istituzionale che dia risposte al paese e che faccia le riforme strettamente necessarie,in primis la legge elettorale prima del voto;
E pensare che qualcuno è convinto che l’altra sera, durante la votazione sulla finanziaria, non sia successo nulla di “politicamente rilevante”…




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permalink | inviato da Aurora86 il 17/11/2007 alle 1:52 | Versione per la stampa


16 novembre 2007

RAI: ILLEGITTIMA LA REVOCA DI PETRONI.

È illegittima la revoca di Angelo Maria Petroni da componente del Consiglio di amministrazione della Rai. Lo ha deciso la III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presieduta da Italo Riggio. Accolte quindi le argomentazioni proposte da Petroni per contestare la sua revoca disposta dal ministero dell'Economia.
Il presidente della RAI Petruccioli, già sfiduciato anche lui dalla commissione parlamentare di vigilanza,parla di “fatto rilevante per la vita dell’azienda”.
Le motivazioni: "Lo stato di stallo in cui versava il Cda della Rai costituisce un pretesto addotto dal ministro per capovolgere l’attuale rapporto fra maggioranza e minoranza all’intero dell’organo collegiale": è uno dei passaggi della sentenza con la quale il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Angelo Maria Petroni contro la sua revoca dal Cda della Rai. Secondo i giudici amministrativi, la revoca è servita ad "assicurare - si legge nel provvedimento - la maggioranza alla componente che, pur essendo minoritaria, è rappresentativa delle forze politiche che sostengono l’attuale compagine governativa". Per tali motivi, il Tar ha ritenuto "fondata, perché adeguatamente documentata, la censura di carenza dei presupposti e di sviamento di potere" dedotta da Petroni sul presunto stallo dell’azienda di viale Mazzini.
In pratica è un “solenne ceffone” a Prodi e Padoa Schioppa, che avevano imposto la revoca di Petroni per sostituirlo con Fabiano Fabiani, che appartiene alla schiera dei “svenditori di statoex IRI che Prodi sta piazzando ovunque ci sia una poltrona disponibile.
Un fatto del genere richiederebbe le immediate dimissioni di Prodi e Padoa Schioppa, questo in un paese normale, ma non in Prodilandia, dove tutto si digerisce pur di mantenere le poltrone.

 


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16 novembre 2007

PASSA LA FINANZIARIA MA NON IL GOVERNO.

Il Senato ha approvato la finanziaria 2008 con 161 si e 157 no,contro la manovra ha votato anche il sen. a vita Cossiga in aperto dissenso con il governo per la volontà di istituire una commissione parlamentare di inchiesta sul G8 di Genova nel 2001.
E’ passata dunque la finanziaria, ma non il governo,i dissidenti Dini e Bordon nelle dichiarazioni di voto hanno annunciato il voto favorevole solo per “etica di responsabilità” chiamandosi apertamente fuori dalla maggioranza,giudicando l’attuale quadro politico non idoneo a risolvere i problemi del paese che avrebbe bisogno di ben altro, a cominciare da un nuovo governo e un’altra maggioranza.
"C'è un Paese allo sfascio ha osservato Dini,e bisogna rimediare. Noi faremo le nostre proposte nelle prossime settimane".
"L'attesa e prevista implosione del centrosinistra si è verificata: le dichiarazioni del presidente Dini e del senatore Bordon hanno sancito la fine di questa maggioranza e di questo governo".
Con questa finanziaria la sinistra ha dispensato denaro pubblico effettuando un gigantesco voto di scambio per cercare di tenere insieme una maggioranza esausta che da tempo non esiste più nè moralmente nè politicamente. Domani, sabato e domenica Forza Italia chiama i cittadini a manifestare in tutte le città d'Italia per esprimere la loro sfiducia e la loro indignazione nei confronti di questo governo".
Così il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi commenta l'approvazione al Senato della Finanziaria, tornando quindi a chiedere il ritorno alle urne.
 


14 novembre 2007

LO STATO SI E' ARRESO?

Dopo i balbettamenti di Amato oggi in parlamento,dove ha difeso il “non operato” della polizia assumendosene le responsabilità, ci mancavano soltanto le esternazioni del leader dei No-Global , Luca Casarini che ha definito "giusti" gli assalti alle caserme di Polizia e Carabinieri messi in atto domenica da centinaia di delinquenti per vendicare l'uccisione, di un tifoso della Lazio da parte di un poliziotto.
Ma non solo,Casarini ha anche invitato gli ultrá a scendere in piazza sabato prossimo a Genova in occasione di una manifestazione promossa dal movimento antagonista per protestare contro le richieste, da parte dei pubblici ministeri, di punire con severitá coloro che presero parte nel luglio del 2001 alla devastazione di Genova durante le proteste contro il G8 che si teneva in quei giorni nella cittá ligure.
Queste dichiarazioni si commentano da sole,viene spontaneo chiedersi a questo punto quali disposizioni saranno date dal capo della polizia e dal Ministro, le forze dell’ordine in caso di assalti,devastazioni e guerriglia urbana rimarranno al chiuso delle caserme o interverranno anche con la forza per ripristinare la legalità?
La domanda e il dubbio sono d’obbligo, i cittadini dopo gli avvenimenti di questi ultimi giorni,dove sono stati costretti a scendere in strada a difendere le proprie auto dai vandali al posto della polizia, hanno una sgradevole sensazione:quella di essere stati lasciati soli da uno stato che si è arreso.




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12 novembre 2007

UNA DOMENICA DI FOLLIA.

Dopo il tragico omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri per mano di un poliziotto,iscritto già nel registro degli indagati,nel tentativo di sedare una rissa scoppiata tra tifosi laziali e juventini in una area di servizio sull’autostrada del sole nei pressi di Arezzo, ieri abbiamo assistito a una vera e propria guerriglia urbana,distruzioni,vandalismo e assalti alle caserme,roba che in Italia non si vedeva dal G8 di Genova.
L’Italia ieri sembrava un paese alla vigilia di un golpe, si è scatenata un’autentica caccia al poliziotto,sicuramente la magistratura stabilirà con certezza le eventuali responsabilità dell’agente che ha fatto fuoco dichiarando di aver sparato in aria mentre il proiettile che ha ucciso era ad altezza d’uomo,ma questo non giustifica in alcun modo quello che è avvenuto.
Io mi chiedo perché è potuto avvenire tutto ciò,perché le forze dell’ordine non hanno usato la forza e la determinazione della legalità per spegnere sul nascere la guerriglia urbana che si è scatenata?
Forse ci sono stati ordini governativi in tal senso? E se si,da chi?
Quando si possono assaltare impunemente le sedi e le caserme delle forze dell’ordine,significa che non c’è più lo stato,non c’è più un governo.
Ha ragione da vendere il Presidente Cossiga,quando dice che con lui ministro degli interni le forze dell’ordine avrebbero fatto fuoco senza pensarci troppo su.


















12 novembre 2007

NON DIMENTICHIAMO.





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10 novembre 2007

IL FASCISTA ENZO BIAGI.

Sul fatto che fosse un grande giornalista abbiamo molti dubbi;sul fatto che fosse stato sempre antifascista ,ancora di più.Sia chiaro che ci dispiace, come per ogni altro, la dipartita di un altro essere umano.Porgiamo quindi le condoglianze alla famiglia tutta.Ma la cosa che più mi ha incuriosito è che sembra che Biagi Ragioner Enzo sia nato dopo il 1945.Nessun giornale ci ha detto che cosa facesse prima.Un documento del Minculpop (Ministero della Cultura Popolare Fascista) del 20.01.1944 estrapolato anche dal "Domenicale", ci fa sapere che il sig «Biagi rag. Enzo» (testualmente così indicato) ,si vantava di essere stato balilla, avanguardista, membro della Gioventù italiana del littorio,membro del Gruppo universitario fascista,che aveva vergato con i suoi articoli la rivista "L'assalto", che vinse i premi Prelittorali, che suo zio aveva fatto la marcia su Roma,che suo cugino fu un viceministro delle Corporazioni.Di questo si vantava il Biagi.Forse era fin troppo "modesto" per non ricordare che il Minculpop aveva inviato 70mila e 500 lire ai giornalisti del Resto del Carlino «sfollati o dissestati» da incursioni nemiche (gli Alleati) e che al Biagi Rag. Enzo furono date ben 3mila lire di allora.Che lui non mi pare abbia rifiutato.Parliamo del 1944, anno,se non erriamo, della crimonogena Repubblica Sociale Italiana di Mussolini.Biagi rimase ,fino alla tarda primavera del ’44, a svolgere critica cinematografica.Solo successivamente aderì all'ideale antifascista.Quando forse anche le pietre avevano capito che il destino per i fascisti era segnato.In un' intervista concessa a Luciano Nigro per i suoi 80 anni e pubblicata sull’edizione bolognese di Repubblica, Enzo Biagi racconta che «Giorgio Pini, cognato di un mio zio che si chiamava come me, incontrò Mussolini alla vigilia del gran consiglio che lo destituì», cioè poco prima del 24 luglio 1943. Nigro interviene: «Lei in quei giorni scelse i partigiani». Biagi risponde :«E mi trovai con gente di ogni classe…».Però la verità è che ,in virtù della parentela con il cugino Bruno Biagi – autorevole esponente fascista, deputato dal ’34, presidente della Commissione industria della Camera dei fasci e dell’Istituto nazionale fascista della previdenza sociale, poi sottosegretario alle Corporazioni – Enzo Marco ( pseudonimo di Biagi per una parte della sua vita) scriveva a 17 anni sull’"Avvenire d’Italia" e su "L’Assalto", «organo della federazione dei fasci di combattimento di Bologna»,poi su "Il Resto del Carlino", dove divenne professionista nel giugno del ’42, quotidiano non distante in alcun modo dal fascismo.Indovinate da chi era diretto il "Resto dal Carlino"? Si proprio da Giorgio Pini sin dal 16.09.1943.Biagi scrisse anche su "Primato", la rivista di Giuseppe Bottai, il ministro che firmò le leggi razziali, che Biagi «ha sempre stimato» e nei confronti del quale ha pubblicamente tributato il proprio «dovere di gratitudine» (Enzo Biagi, "Ma che tempi", Rizzoli, Milano 1998, p. 43);non solo, Bottai, per Biagi Ragioner Enzo, era una di quelle «camicie nere ma teste libere»!! (Id., "Scusate, dimenticavo, BUR", Milano 1997, p. 12). Per Biagi "L’Assalto" era il «giornale della federazione fascista, dove poi ognuno scriveva quello che voleva» (Id., "Ero partito da Bologna piangendo", in Bologna incontri, XIII, 5, maggio 1982, p. 6).Forse Biagi dimentica che questo giornale fu uno dei più acerrimi assertori delle leggi razziali.Ricordiamo che questo quotidiano arrivò a chiedere un’«opera di purificazione indispensabile specialmente nelle maggiori città dell’Italia settentrionale e centrale (Roma, dove ci sono ancora troppi ebrei, compresa)» (23 agosto 1941). Biagi Ragionier Enzo, pur sapendo e leggendo tutto ciò , continuava indefesso ad occuparsi di critica cinematografica arrivando persino ad elogiare il film Süss, l’ebreo, film la cui visione Himmler impose alla Wehrmacht e alle SS in partenza per le campagne di sterminio in Europa Orientale.Queste le sue parole: «un cinema di propaganda. Ma una propaganda che non esclude l’arte – che è posta al servizio dell’idea».Non contento ribadiva che questo film «ricorda certe vecchie efficaci e morali produzioni imperniate sul contrasto tra il buono e il cattivo […], trascina il pubblico all’entusiasmo» e che l’«ebreo Süss è posto a indicare una mentalità, un sistema e una morale: va oltre il limite del particolare, per assumere il valore di simbolo, per esprimere le caratteristiche inconfutabili di una totalità. Poiché l’opera è umana e razionale incontra l’approvazione: e raggiunge lo scopo: molta gente apprende che cosa è l’ebraismo, e ne capisce i moventi della battaglia che lo combatte» (4 ottobre 1941).
Thanks a L’Avvocato Del Diavolo 

Nessuna meraviglia, come tutti gli opportunisti,e Biagi lo era,eccome se lo era, non appena è diventato chiaro come sarebbe finita,all’ultimo momento si è affrettato a salire sul carro dei vincitori.
Come bisogna riconoscere che non gli mancava davvero la faccia tosta per impartire “lezioni di antifascismo”.
Io mi domando e vi domando : “ chissà perché tutti questi ex fascisti da Biagi a Eugenio Scalfari sino a Bocca e Dario Fo ecc. ecc. sono tutti andati a sinistra e non ne è rimasto nemmeno uno a destra”?




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9 novembre 2007

L'EDITTO BULGARO.

«La Rai tornerà ad essere una tv pubblica, cioè di tutti, non partitica (...) come è stata durante l’occupazione militare della sinistra. L’uso fatto da Biagi, da quel... come si chiama? Ah Santoro e da Luttazzi è stato veramente criminoso e fatto con i soldi di tutti. Preciso dovere di questa dirigenza sia quello di non permettere più che questo avvenga»
Silvio Berlusconi, Sofia 18 aprile 2002

Come evince chiaramente Berlusconi chiede che la tv pubblica pagata con il canone da tutti i cittadini si attenga a criteri di obiettività e imparzialità,dopo lo scellerato uso che se ne era fatto nella precedente campagna elettorale,in palese spregio e violazione di ogni norma di legge e deontologica, da parte di giornalisti se non a favore di qualcuno,soprattutto contro qualcuno.
Non allontanamento o epurazioni,bensì il rientro nei canoni di professionalità e imparzialità che deve essere l’obiettivo di un servizio pubblico fatto con i soldi di tutti.
I principali fatti oggetto di contestazione:
-Enzo Biagi fu colpevole di aver deliberatamente violato le regole ospitando in campagna elettorale,in uno spazio dedicato all’approfondimento giornalistico Benigni, il quale fece un divertente comizio contro il capo dell’ opposizione (soltanto nelle dittature la propaganda di Stato attacca con la sua satira il capo dell’opposizione quando è tale,e quando è al governo,ma mai l’altra parte).
Della serie servi si,ma non sciocchi,cosa aveva a che fare un comico che improvvisava un comizio a senso unico con una trasmissione di approfondimento giornalistico?
Evidentemente a Biagi gli si era risvegliata l’anima partigiana.
-Daniele Luttazzi, approfittando del programma Satyricon, ospitò in campagna elettorale e in violazione di tutte le norme e senza contraddittorio , il giornalista Travaglio il quale fu invitato a leggere pagine di un libro in cui con il copia e incolla aveva messo insieme non le sentenze contro Berlusconi, ma tutte le accuse per le quali Berlusconi non è stato condannato, mancava solo la pedofilia,tanto che la Rai fu costretta a mettere a disposizione di Berlusconi uno spazio pari all’intera durata della trasmissione,Luttazzi era pagato dal servizio pubblico per farci ridere, magari mangiando merda, cosa che peraltro gli riesce benissimo,nessuno lo aveva autorizzato a far tenere comizi senza contraddittorio, al massimo si poteva supporre che avesse invitato Travaglio per far mangiare merda anche a lui,il che non guasterebbe.
-Santoro con la trasmissione il raggio verde,imbastiva processi con la ben nota “faziosità preventiva”,naturalmente senza contraddittorio, è rimasta famosa la telefonata in diretta di Berlusconi con “Santoro si contenga”.
Qui intervenne l’Authority: "L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, contesta alla RAI, per la trasmissione "Il Raggio Verde", diverse volte il non rispetto della legge sulla Par Condicio, verificando la violazione dei: «principi della parità di trattamento, di obiettività, di completezza e di imparzialità».
Evidentemente qualcosa di poco attinente con i canoni di un servizio pubblico era successo.
Lascio a voi giudicare se un servizio pubblico può offrire trasmissioni e giornalismo di questo tipo.
La Rai,ovvero il servizio pubblico pagato da tutti ha bisogno di giornalisti preparati,professionali e soprattutto imparziali,non di "GUITTI&GIACOBINI DA OPERETTA", "PROTESI&CIABATTE DI PARTITO", giornalisti militanti, ideologicamente schierati o autoeletti rappresentanti della società civile,che vogliono imporre la loro visione dei fatti attraverso il protagonismo e la spettacolarizzazione titillando il peggio del paese ovvero i "bruti e gli informi di Nietzsche".
Quest'ultimo tipo di giornalisti,da un servizio pubblico, per dirla con Giuliano Ferrara,va cacciato a "CALCI IN KULO"!!!
Eppure non successe nulla di tutto questo,Santoro continuò ancora con le sue trasmissioni incorrendo diverse volte negli strali dell’Authority e la RAI fu costretta a promuovere sanzioni disciplinari nei suoi confronti,alla fine delle trasmissioni prese a canticchiarebella ciao” ma non certo per salire in montagna a combattere,bensì per farsi eleggere con un lauto stipendio al Parlamento Europeo, davvero una bella epurazione.
A Biagi invece, dopo che la sua trasmissione “il fatto” perdeva sistematicamente spettatori visto che l’orario era in coincidenza con “Striscia La Notizia” di Canale 5 e aveva un costo non indifferente,due miliardi di compenso annui solo per il giornalista più una redazione dedicata,gli fu offerta un’altra collocazione, per evitare che la frana di audience nella fascia pre-serale continuasse,ovvero un programma biennale, con dieci puntate in prima serata e venti puntate storiche da mettere in onda in seconda serata. Compenso: tre miliardi più le spese.
L’11 aprile del 2002 Biagi indisse una conferenza stampa per annunciare che accettava la nuova proposta. "Non ho problemi di orario – disse – posso fare un programma anche a mezzanotte…".
Poi cambiò idea e decise di vestire i panni del “martire” e così in un’altra conferenza stampa, annunciò così il suo gran rifiuto: "Non sono un uomo per tutte le stagioni".
Tuttavia, la Rai gli fece un’altra offerta, quella di riproporre sulla terza rete "Il fatto", lo stesso programma che aveva realizzato per Rai Uno. Nessuna censura, massima libertà, sarebbe stato il Biagi di sempre. Ma una lettera del legale del giornalista notificò alla Rai il rifiuto di questa seconda offerta.
In ogni caso si concluse felicemente infatti, la trattativa fra il giornalista e la Rai. A Biagi andò una buonuscita di un miliardo e mezzo; la separazione, come risulta dall’accordo ufficiale, fu "effettuata con il pieno consenso dell’interessato e con di lui piena soddisfazione".
"Non sono stato buttato fuori, al contrario ho raggiunto di mia iniziativa un accordo pienamente soddisfacente che gratifica sotto tutti i profili, morali e materiali, i miei 41 anni dedicati alla Rai".
Enzo Biagi Ansa 3 Gennaio 2003
Mai visto epurati così felici…..
Poi con l’aureola del martire l’anno scorso gli è stato offerto uno spazio su RAI 3 che questa volta,guarda caso gli è andato benissimo, e si è riscoperto non solo rancoroso ma addirittura misogino:
“Il modello del ricco e potente resiste nella città dei dané. La vittoria della Moratti è la vittoria dei padroni. E dimostra anche che la macchina elettorale funziona meglio a destra che a sinistra. Un tempo le signore si dedicavano al ricamo. La signora Letizia ha scelto la politica”.
Enzo Biagi-Repubblica 30/05/2006  Qui un commento di Gramellini sulla Stampa;
IL TALEBANO DELL'APPENNINO,ALTRO CHE QUOTE ROSA....
Adesso comunque riposi in pace.




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permalink | inviato da Aurora86 il 9/11/2007 alle 17:51 | Versione per la stampa


7 novembre 2007

DA NON CREDERE: FINANZIARIA SENZA COPERTURA.

Dopo che il ministro dell’economia era andato in televisione a ribadire urbi et orbi  che la finanziaria 2008 non aveva nessun problema di copertura e che le critiche in proposito da parte della CDL erano “false, strumentali e prive di senso di responsabilità”,oggi durante le votazioni in senato si scopre che la Ragioneria dello Stato con un documento fatto pervenire in aula, considera che la finanziaria così com’è ha un effetto peggiorativo sull'indebitamento netto di 294 milioni nel 2008, 506,8 nel 2009 e 553,2 nel 2010, seguendo i suggerimenti del documento il deficit peggiorerebbe quindi di soli 94 milioni nel 2008 e si ridurrebbe di 140,2 milioni nel 2009 e di 93,8 milioni nel 2010.
Copertura comunque che va trovata o che è già stata trovata,ma non è questo il punto fondamentale, ci si rende conto della barzelletta e del ridicolo a cui il ministro dell’economia e il governo hanno dato luogo?
Provate a immaginare se una cosa del genere la faceva Tremonti, si sarebbe dato fondo per giorni a tutte le prime pagine dei media,invece in questo caso la cosa passerà sotto silenzio o quasi.
E’ proprio vero i bamboccioni sono ormai fuori casa,sono al governo.




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permalink | inviato da Aurora86 il 7/11/2007 alle 22:22 | Versione per la stampa


6 novembre 2007

IL GOVERNO DELLA SICUREZZA .

La migliore dimostrazione,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, della concretezza,impegno, e determinazione del governo Berlusconi per la “sicurezza attiva dei cittadini” al contrario della sinistra “PAROLAIA&INCONCLUDENTE”, è la lettera di ringraziamento del sindaco di Roma Veltroni al ministro dell’interno Beppe Pisanu al momento del cambio di governo.
Parole che valgono più di tutte le cifre e le statistiche che si potrebbero citare sull’argomento, allo stesso tempo è un formidabile strumento per rinfrescare la memoria a quei cittadini(pochi in verità) e a quei politici ed esponenti di governo(tra i quali lo stesso Veltroni) , che tentano in modo goffo e ridicolo di nascondere la loro inadeguatezza e incapacità,chiamando in causa “presunte mancanze” del precedente governo.

GRAZIE MINISTRO PISANU  di Walter Veltroni

 

COLGO l’occasione dell’ormai imminente formazione del nuovo governo per rivolgere un pensiero e qualche parola al ministro dell’Interno dimissionario, con il quale come Sindaco della Capitale ho avuto, insieme con gli altri esponenti dell’amministrazione e, credo, con tutti i cittadini un rapporto fondato su una grande correttezza, la piena collaborazione tra le istituzioni e un dialogo sempre aperto e sincero.
La mia stima per Giuseppe Pisanu è fondata sul riconoscimento di alcuni fatti concreti, sulla percezione di certe sue qualità, la sua pacatezza, la sua capacità di mettersi in relazione con gli altri parlando e ascoltandone le ragioni.
I fatti concreti. L’opera di prevenzione del terrorismo internazionale è stata efficace. Si può discutere il merito di alcune misure (dando atto al ministro di aver sempre ammesso che la discussione era legittima), ma le indagini preventive sono state efficaci ed è un fatto che sul territorio nazionale non ci sono stati attentati quando è invece evidente che l’Italia è nel mirino delle organizzazioni terroristiche, come gli attacchi alle nostre truppe in Iraq e in Afghanistan ci hanno tragicamente ricordato. […]
Il terrorismo italiano ha ricevuto colpi duri e anche in questo caso va dato atto al ministro dell’Interno di aver mantenuto i toni giusti: allarmati, perché qualche ragione di allarme c’era e probabilmente c’è, ma sanamente pacati. Penso con qualche brivido a quali danni avrebbe potuto indurre un corto circuito tra il giudizio sulle imprese delle Brigate Rosse o delle frange anarchiche e le accuse di “comunismo” agli avversari politici evocate ossessivamente dal capo del governo. […]
La lotta alla grande criminalità, con Pisanu alla guida del ministero dell’Interno, si è fatta e ha prodotto risultati, nonostante fosse evidente che il governo nel suo complesso non la considerasse esattamente tra le sue priorità. Molti latitanti sono stati arrestati ed è stato catturato il “più latitante” di tutti, il boss Provenzano.
Nel governo che arriva avremo certamente un ottimo ministro. Ma un grazie a Beppe Pisanu, mi pare, lo dobbiamo tutti.

 

12/05/2006




5 novembre 2007

DECRETO SICUREZZA : CDL,NO A QUESTO TESTO.

Si è tenuto  nella residenza romana di Silvio Berlusconi il vertice della CDL, uscito dal vertice dei capi dell'opposizione, in corso a Palazzo Grazioli, Gianfranco Fini ha dichiarato che «al momento non ci sono le condizioni per esprimere un voto favorevole al decreto, nonostante le parole di Padoa-Schioppa e di Amato. Se il testo è quello presentato alle Camere non lo voteremo». Fini ha spiegato inoltre che «nel testo non c'è la norma che abbiamo tutti invocato per l'espulsione dei cittadini comunitari, anche per coloro che sono nell'impossibilità di dimostrare un reddito e anche per la parte relativa alle espulsioni attraverso un intervento coatto. Nel testo - ha concluso Fini - non c'è nulla di esplicito. Di conseguenza - ha sottolineato Fini - presenteremo degli emendamenti unitari che recepiscono questi principi».
Per Pierferdinando Casini (Udc) «la sicurezza dei cittadini italiani merita che l'opposizione si presenti unita. L'esasperazione e la frustrazione davanti alla delinquenza è qualcosa che riguarda tutti i cittadini».
«Abbiamo presentato emendamenti - ha commentato Roberto Maroni, della Lega Nord - Se vengono accolti votiamo sì. Faremo un'azione in fasi: la prima è emendare questo decreto che si limita ai cittadini comunitari» mentre, ha proseguito il capogruppo del Carroccio alla Camera, «il problema è ben più ampio dei cittadini comunitari». E poi «la definizione di una proposta condivisa della Cdl sulla sicurezza, sulla legge Bossi-Fini, sui cittadini extracomunitari e sui clandestini che verrá studiata nei prossimi giorni».
Una posizione critica è stata ribadita anche da Francesco Nucara, segretario del Pri: «Abbiamo deciso di presentare pochissimi emendamenti unitari, cinque o sei. Ma se questi non verranno ammessi voteremo contro». Nucara ha aggiunto ancora che «verrà presentato dalla CDL anche un pacchetto con proposte sulla sicurezza in generale, che riguardano anche gli extracomunitari».
05/11/2007

Bene così, il decreto del governo è un “pannicello caldo” che non serve assolutamente per estirpare un cancro come quello dell’invasione e della delinquenza di comunitari ed extracomunitari.
Non serve a nulla un decreto di espulsione se non è seguito dal rimpatrio coatto,così come non serve a nulla espellere soltanto coloro che vengono colti in flagranza di reato,ignorando tutti coloro che senza un reddito certo e dimostrabile per vivere delinquono o si aggregano a bande di criminali.
E quand’anche si faccia tutto questo non serve a nulla se non si procede a una moratoria dei flussi nel rispetto del trattato europeo,contro i paesi nuovi entrati nell’unione,almeno per qualche anno per arrivare a una stabilizzazione.
Se accolgono le giuste richieste della CDL, il decreto diventa una cosa seria e si può senz’altro votare,altrimenti se lo votino loro,non è un certo un problema.
Il problema purtroppo è dei cittadini,costretti da un governo inetto,indeciso e inefficiente , a vivere con il terrore anche di scendere sotto casa per depositare il sacchetto della spazzatura.




5 novembre 2007

LA POLITICA DELLE PORTE APERTE !

“L'Italia non cambierà la politica delle porte aperte in materia di immigrazione” ha dichiarato il Presidente del Consiglio Romano Prodi in un incontro con i giornalisti stranieri organizzato ieri presso la sala stampa estera.
L’immigrazione è stato uno dei temi al centro del dibattito - insieme alla finanziaria, alla compattezza della coalizione di governo, alla legge elettorale - ed al quale il premier è stato spesso sollecitato dalle domande dei giornalisti, soprattutto sugli aspetti della sicurezza e della legalità.
“Quella dell’apertura è una politica che ho scelto, che ritengo responsabile e che non cambio” ha proseguito Prodi aggiungendo che, per i nuovi paesi membri dell’Unione, Bulgaria e Romania, “il flusso di ingressi avrà una tendenza all'assestamento e alla diminuzione molto rapida perché sta cambiando la struttura economica di questi paesi”.
“In questa materia i problemi sono reali”, ha detto successivamente il premier, che ha espresso una certa preoccupazione per le reazioni dell'opinione pubblica italiana invitando a non criminalizzare certe situazioni e ad “esigere rispetto integrale della legge”.
04/10/2007 

Gli effetti di questa politica sciagurata ed incosciente i cittadini italiani la stanno vivendo sulla propria pelle,la morte della signora Reggiani a Roma,barbaramente trucidata da un delinquente rumeno che viveva in una baraccopoli, è solo una modesta dimostrazione di quello che ci aspetta, se non si tornerà a una politica di accoglienza e rigore con criteri certi e specifici.

Ma come si potuto arrivare a un invasione senza precedenti di cittadini comunitari ed extracomunitari?

E’ presto detto, fino al maggio 2006 con il governo Berlusconi per gli extracomunitari si applicava la legge Bossi-Fini, per quanto riguarda i comunitari invece dopo l’ingresso di dieci nuovi stati nell’unione europea tra i quali Polonia,Ucraina,Repubblica Ceca,Ungheria ecc. , il governo si avvalse della moratoria prevista dalle norme Europee per un primo periodo di due anni,e poi per altri tre con provvedimento del 3 Maggio 2006.

La moratoria prevedeva flussi predeterminati di lavoratori subordinati e naturalmente il visto solo per motivi di studio e turismo.

Lo stesso provvedimento fu adottato da altri paesi europei quali Francia,Spagna,Inghilterra ecc.

E’ vero anche che con il governo Berlusconi c’è stata una grande sanatoria di clandestini,circa 700.000, ma sono stati regolarizzate tutte le persone che avevano un regolare contratto di lavoro e quindi un reddito per potersi mantenere,non certo delinquenti,criminali et similia.

Con l’avvento del governo Prodi il primo provvedimento sull’immigrazione fu quello di togliere la moratoria ai dieci nuovi paesi membri della UE,questo in data 31 Luglio 2006.
Mentre poi nel Gennaio 2007 si preparava l’ingresso di Romania e Bulgaria quali nuovi paesi membri UE,il governo non solo non ha adottato alcuna moratoria nei confronti di questi paesi,ma nel consiglio dei ministri del 28 dicembre 2006 stabiliva libera circolazione per la maggior parte delle categorie dei lavoratori bulgari e romeni,e per il poco rimanente procedure semplificate nel giro di un anno.
Infine con la legge 68 del 28 Maggio 2007 si stabilisce che per soggiorni non superiori a tre mesi i cittadini comunitari ed extracomunitari(anche quelli che sbarcano in Sicilia e Calabria),per studio, turismo o affari non è più previsto il permesso di soggiorno, solo una dichiarazione e il visto al momento dell’ingresso,senza eccessive formalità su come si mantengono e dove vanno, in pratica “tutti dentro” .
Dopo i tragici eventi di questi giorni, Prodi,Amato&C somigliano a quei tali che avevano perduto i buoi e andavano cercando le corna.
Con un originario disegno di legge,trasformato poi in decreto in fretta e furia incuranti della vergogna davanti al paese attonito,si cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati.
Cercano il voto e il consenso della CDL su un provvedimento che da ai prefetti il potere di espulsione anche perché la sinistra comunista è già sul piede di guerra.
Per essere condiviso e votato il decreto ha bisogno di misure rigorose e irrinunciabili ovvero:
-Immediata moratoria con flussi programmati nei confronti di Romania e Bulgaria almeno per tre anni e poi successiva verifica ;
-Espulsione di tutti i delinquenti e persone con reddito non dimostrabile,l’espulsione deve essere coatta,ovvero vanno riaccompagnati nei loro paesi di origine,in pratica devono tornare al lavoro i C130 dell’aeronautica militare;
-Attuazione e/o recepimento della direttiva europea che stabilisce l’espulsione e il rimpatrio coatto anche per i cittadini comunitari che non hanno mezzi certi di sostentamento;
-Adeguati stanziamenti per le forze dell’ordine;
Senza questi requisiti irrinunciabili se lo votino loro e lo facciano votare a Giordano,Diliberto,
Russo Spena ecc. , la situazione è gravissima e non servono “pannicelli caldi” quando c’è un cancro da estirpare.
E’ una magra consolazione, ma se i cittadini sono assediati da spacciatori,prostitute,rapinatori, stupratori , delinquenti e criminali di tutte le nazionalità e etnie, adesso sanno chi devono ringraziare.




3 novembre 2007

L'ITALIA NON DIVENTI COME ROMA.

Nel giorno dei funerali di Giovanna Reggiani,vittima della barbarie e del degrado,seviziata da un rumeno dimorante in una baraccopoli, a cui una grande folla ha reso l’estremo saluto, Silvio Berlusconi auspica che l’Italia non diventi come Roma.
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, auspica che "l'Italia non diventi come Roma", una città "in preda al degrado" e dove "ci sono le favelas". Berlusconi, che si è fermato a colloquio con i giornalisti all'uscita dell'albergo Leon d'Oro a Verona, dove parteciperà ad un incontro organizzato dall'Udc, ha ammorbidito le polemiche sulla sicurezza: "Ieri non ho attaccato nessuno, mi sono limitato a dire che non si può avere l'impudenza di attribuire al precedente Governo quanto è accaduto, che è frutto di chi predica l'inclusione sociale e poi propone un decreto legge". Berlusconi, che ieri aveva definito il disegno di legge sulle espulsioni varato come un "decreto pecetta", aggiunge che "non si può far pensare che Roma sia una Capitale ordinata quando è in preda al degrado. Basti pensare alle aggressioni di Sposini e Tornatore". A Roma, prosegue "ci sono le favelas ed è qualcosa che non si può attribuire al precedente Governo. Speriamo che adesso l'Italia non diventi come Roma".
(Apcom) 03/11/2007












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