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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

INNO FORZA ITALIA-ASCOLTA
 



In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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...andremo avanti con la forza
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della politica.-Silvio Berlusconi
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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
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ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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31 ottobre 2008

A QUANDO LO SCIOPERO DELLA FAME ?

Dopo aver cooptato i radicali nelle liste del partito democratico, pare che Veltroni ,inseguendo derive populistiche e plebiscitarie, voglia sostituire direttamente anche Pannella in battaglie referendarie che il vecchio leader radicale,forse ormai stanco,non sente più sue.
Non rimane altro,allora, che attendere l’eclatante annuncio di uno sciopero della fame e della sete, che detto tra di noi avrebbe sicuramente un effetto positivo sull’antiestetico ventre del “ perdente di successo”, così la nuova stagione dei pseudo neo riformisti italiani avrà il suo naturale compimento.
Non si capisce che tipo di quesito referendario stanno studiando, visto che, il cuore del decreto Gelmini attiene alla razionalizzazione e riqualificazione della spesa pubblica, legge di bilancio, e pertanto non soggetta a referendum,che lo vogliano fare sui grembiulini e il voto in condotta?
Un referendum che si dovrebbe svolgere nel 2010,solo fumo negli occhi per i fessi che ci credono, poche idee ma confuse.
Non rimane che farsi delle sane risate mentre si assiste all’ennesima involuzione di Veltroni e del PD, che si è rimangiato tutto,ma proprio tutto di ciò che aveva annunciato quando fu eletto segretario, tra l’incudine delle correnti interne e il martello di Di Pietro dall’esterno, e costretto ad inseguire quest’ultimo su tutto, tanto che dopo aver annunciato la fine dell’alleanza solo qualche giorno fa, ha dovuto rimangiarsi tutto e accettare anche un candidato presidente dell’IDV in Abruzzo per limitare i danni di una probabile sconfitta.
Insomma un becero massimalismo, volto a trasformare il PD in partito di lotta e di governo, come nella migliore tradizione comunista, chissà cosa ne pensano le “formiche” di Follini o i “coraggiosi” di Rutelli?
Non imparano mai, nonostante la bulimia dei ripensamenti, che inevitabilmente hanno portato ex e post comunisti con ritardi ventennali a riconoscere i propri errori come il referendum sulla scala mobile o addirittura rivalutare Bettino Craxi ( udite,udite) come alfiere del riformismo e padre della sinistra italiana, adesso si mettono ad inseguire Di Pietro ed Epifani.
Continuano ad ignorare quella maggioranza silenziosa che non scende in piazza,ignorata dai media, ma che ad ogni svolta politica, economica e sociale del nostro paese, puntualmente li prende a ceffoni, a proposito di referendum, oltre al già citato sulla scala mobile, basta ricordare quello sulle televisioni o quello ultimo in ordine di tempo sulla fecondazione assistita, per capire dove si stanno andando a cacciare.
L’istituto del referendum è ormai inflazionato, da strumento eccezionale è diventato regola,tanto che ce ne sono di nuovi ogni anno, e da 10 anni puntualmente gli italiani li disertano, se eleggono un parlamento delegato a decidere non vogliono essere chiamati in causa per qualunque cosa, così il referendum si è trasformato nell’ultima arma dei frustrati che non hanno idee.
Nello sciopero generale della scuola la sinistra ha annunciato siamo " un milione in piazza", dai duemilioni e passa dell’altro giorno, pioggia e umidità fanno male,si sono ristretti.
Ha ragione Luca Ricolfi nel suo editoriale sulla Stampa quando afferma che il sistema dell’istruzione in Italia si fonda tra due patti scellerati : nella scuola, il patto fra insegnanti e famiglie, nell’università il patto fra docenti e studenti. Il cardine del primo patto è: l’importante è che il ragazzo sia sereno, vada avanti senza soffrire troppo, prenda il diploma; che poi impari molto o poco conta di meno. Il cardine del secondo patto è: l’importante è arrivare alla laurea, non importa in quanto tempo e imparando che cosa; noi professori pretendiamo sempre di meno da voi studenti, voi studenti non ci importunate e vi accontentate di quel poco che riusciamo a trasmettervi.
Le manifestazioni di questi giorni si reggono appunto su questi due patti scellerati, anche se io farei un distinguo per gli studenti, non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima che una frangia di essi ,vengono resi inconsapevolmente difensori di interessi ed elite corporative, contro una maggioranza che vuole studiare con profitto,seguire i corsi , dare gli esami e credono nella meritocrazia come sinonimo di democrazia.
E’ normale e prevedibile dunque, che tutti insieme appassionatamente ,sindacati, docenti e non docenti , rettori e baroni vari, studenti massificati ecc. ecc., ovvero coloro che negli ultimi decenni hanno portato il sistema scolastico e universitario allo stato in cui è ridotto,si rivoltino contro chi vuole meritocrazia ed efficienza, e difendono lo status quo con le unghie e con i denti.
I rettori minacciano di dimettersi in massa,magari fosse vero, comunque qualcuno ha iniziato a capire che l’aria è cambiata, e si sta adeguando preventivamente alle misure che il ministro Gelmini ha intenzione di prendere sull’università,come Luigi Frati, neo rettore dell’ Università La Sapienza,che ha intenzione di tagliare da subitocorsi inutili” e “professori fannulloni”, chissà perché i suoi predecessori non ci hanno mai pensato.
Come ho già avuto modo di dire , scuola e università, pubblico impiego e magistratura rappresentano i principali settori in cui si annida l’inefficienza e la conservazione, vanno riformati profondamente e al più presto.
In attesa della riforma della giustizia, speriamo che il ministro Brunetta inizi a mettere i tornelli agli uffici giudiziari, forse inutili dal punto di vista pratico, ma sicuramente utili simbolicamente.









 


29 ottobre 2008

SI ALLA SCUOLA DELLA SERIETA’

Il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il decreto Gelmini sul riordino della scuola, che prevede tra le altre cose il ritorno al maestro prevalente, e il voto in condotta che farà media con le altre materie.
«La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto il ministro Gelmini dopo il sì al decreto, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università.
Naturalmente soddisfatto anche il Premier Berlusconi, che riferendosi alle proteste degli studenti : «Spiace che siano stati presi in giro tutti questi ragazzi che manifestano per Roma perché evidentemente è una truffa che si è combinata alle loro spalle , la sinistra è capace di truffare i suoi stessi sostenitori».
Tesi sostenuta anche dal capogruppo PDL al senato Gasparri: "Gli attivisti di Veltroni mandati a contestare il decreto Gelmini dovevano fare una tendopoli e vegliare davanti al Senato. Alle prime piogge si sono dissolti come le bugie che stanno seminando, istigati dai mestatori del Partito democratico e dintorni" , per essere dei giovani rivoluzionari temono già i reumatismi. Non si e' mai vista contestazione più ridicola, più bugiarda e più manovrata dai partiti.
Ridicoli e patetici gli esponenti delle opposizioni, Di Pietro ha annunciato la raccolta di firme per un referendum abrogativo a cui subito si è accodato il “perdente di successo” Veltroni, ora a parte che sia il DL Gelmini nella parte che definisce le economie, e la legge finanziaria firmata da Tremonti sui tagli all’università, sono leggi di bilancio che non possono essere soggette a referendum, su cosa lo fanno, sul voto in condotta ,sui grembiulini o sul maestro prevalente ,provvedimenti che incontrano il favore della stragrande maggioranza degli italiani?
E’ proprio vero che anche gli asini fanno proseliti, in pratica fumo negli occhi per i fessi che ci credono, dopo che gli italiani hanno disertato in massa tutti i referendum da 10 anni a questa parte, così dopo lo slogan “sulla vita non si vota” per il refendum sulla fecondazione assistita,toccherà coniare “sulla scuola non si votae vedere l’effetto che fa, tutto da ridere se non ci fosse da piangere a causa di un opposizione “parolaia e inconcludente” , è pericoloso creare false aspettative e illusioni, questi apprendisti stregoni ricordino che “ quando si cavalca la tigre è la tigre che guida”.
E’ bello anche scoprire che, grazie a Brunetta la malattia degli insegnanti nel solo mese di settembre è scesa di oltre il 44% , significa un risparmio di oltre 70 milioni sulle supplenze, presto comunque graduatorie e migliaia di precari in anticamera da decenni non serviranno più, servono appunto meno insegnati,più preparati e meglio pagati.
Dopo aver mandato in soffitta il modulo e adeguato la scuola primaria italiana a quella dei paesi europei, sarà bene concentrarsi sull’università, fra qualche giorno il ministro Gelmini ha annunciato la presentazione del piano specifico, vedremo chi si opporrà alle chiusura di centinaia di facoltà con qualche decina di studenti o addirittura interi atenei con buchi di bilancio enormi per dare le risorse a chi le merita, chi vuole mantenere lo status quo di un sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di somari, con le dovute eccezioni che pure ci sono naturalmente, come dimostrano tutte le classifiche internazionali,continui pure a protestare, ma si rassegni, il PDL e Berlusconi non hanno avuto mandato pieno ed assoluto a governare dal popolo sovrano per galleggiare, bensì per cambiare il Paese, come chiede la maggioranza degli italiani, perché il futuro non aspetta.

ANCHE A SCUOLA SI VOLTA PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !





29 ottobre 2008

I GENITORI APPROVANO IL DECRETO GELMINI

Un incontro positivo e costruttivo al quale però dovrà seguire una nuova fase di consultazione permanente tra le parti, in particolare in fase di scrittura dei regolamenti del decreto. Le associazioni dei genitori del mondo della scuola (Moige, Agesc, Age, Cgd) hanno incontrato oggi a viale Trastevere il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini per discutere del contestatissimo decreto che porta la sua firma.
"L'incontro con il ministro Gelmini si è svolto in un clima sereno e si è concluso positivamente: la riforma rappresenta un punto di partenza ottimo per ricostruire tutto il comparto scuola e abbiamo ricevuto dal ministro delle rassicurazioni anche in merito alla questione del tempo pieno", spiega Maria Rita Munizzi (presidente Moige): "Possiamo, infatti, affermare che con questa riforma finirà la lotteria e la lotta di migliaia di genitori per poter accedere al tempo pieno nella scuola".
"Il ministro - spiega ancora Munizzi - ha rassicurato noi genitori su questo punto, poiché attraverso la riforma il tempo pieno sarà aumentato al 50%, consentendo così ad una classe su due di poterne usufruire".
Anche per Maria Grazia Colombo (presidente nazionale Agesc) la riunione è andata "molto bene: è stato un momento costruttivo e importante, ora il problema sarà l'attuazione e il regolamento del decreto su cui il ministro ha chiesto che come genitori facciamo da ponte di informazione verso le famiglie. Abbiamo esposto alcuni punti critici sulla confusione generata sul tempo pieno e anche su questo Gelmini ha assicurato che in fase di scrittura dei regolamenti ci sarà meno confusione".
Quanto agli scioperi e ai cortei, per l'Agesc è "legittimo contestare, ma bisogna rimettere al centro la questione scuola, che va affrontata nelle istituzioni: c'è stata una mancanza di voler capire fino in fondo quello che dice il decreto, un po' di pregiudizi che hanno creato allarmismi".
Secondo Davide Guarneri (presidente Age) "è positivo che si sia ripreso un dialogo, che è stato molto sereno: il ministro ha riconfermato che non verrà ritirato il decreto, il resto lo vedremo negli aspetti attuativi e su questo c'è impegno di tutti ad aprire una consultazione permanente. Abbiamo posto anche numerose domande e preoccupazioni, soprattutto per capire quale sia la scelta educativa e pedagogica di fondo del decreto e se non ci sia solo una lettura economica, perchè tutto ci sembra derivare solo dai tagli previsti dalla legge 133. Oltre ai risparmi - prosegue Guarneri - vogliamo ragionare sulla valorizzazione degli istituti. Soddisfazione anche per il tempo pieno: la scuola svolge anche una funzione sociale e abbiamo chiesto maggiore chiarezza. Gelmini ci ha assicurato che le ore saranno molteplici".
Infine per Angela Nava (presidente Cgd) l'incontro ha avuto gli "esiti prevedibili: come Coordinamento abbiamo chiesto di ritirare il decreto, che ovviamente va avanti. Il ministro ha aperto però la strada al dialogo e abbiamo così reiterato la nostra disponibilità ad esserci quando verranno scritti i regolamenti attuativi. Sapendo bene che la politica va avanti per altri canali".

28/10/2008 APCOM       

Bene, è la migliore dimostrazione che le bugie e la disinformazione hanno le gambe corte, adesso chi vuole difendere l’attuale sistema scolastico e universitario che, salvo le dovute eccezioni e punte di eccellenza,è una fabbrica di somari, come dimostrano tutte le classifiche internazionali, faccia pure , tanto non gli cambierà nulla, non preoccupiamoci delle piccole frange che preferiscono protestare e mantenere lo status quo, c’è un'altra Italia che lavora,progetta,vuole migliorarsi e per far questo ha bisogno di scuole ed università efficienti, ed è la maggioranza del paese.
Scuola,pubblico impiego e magistratura sono i settori in cui bisogna incidere con il bisturi in profondità, per estirpare il cancro della conservazione e dell’inefficienza.






28 ottobre 2008

LA DOPPIA MORALE

Fate quel che dico,non fate quello che faccio, questo vecchio adagio si adatta perfettamente alla sinistra italiana, qualche giorno fa Paolo Bonaiuti portavoce del Premier Berlusconi ha detto che “a sinistra parlano con la lingua biforcuta”, Pier Luigi Battista, nel suo editoriale sul Corriere della Sera parla di “doppio standard” a proposito di coloro che a sinistra si oppongono a qualsiasi cambiamento del sistema scolastico e universitario, lo preferiscono così, una fabbrica di ignoranti e somari, certificato da tutte le classifiche internazionali, tanto i loro figli studiano in lussuose scuole a pagamento, con profitto e insegnanti di alto livello, tutelati da scioperi e okkupazioni.
“Ma se una frazione cospicua della classe dirigente, pur predicando l’intangibilità della scuola pubblica così com’è, spedisce i propri figli nelle scuole private, è solo un deplorevole pettegolezzo sottolinearne la plateale incoerenza? - si domanda Battista -. Non le viene in mente che se la libera scelta di scuole diverse da quella pubblica è resa possibile solo e soltanto dalle favorevoli possibilità economiche, è legittimo e plausibile definire quella scelta come il frutto di un privilegio, il trionfo di un doppio binario mentale, un divario troppo marcato tra i principi che si proclamano e il modo concreto di prefigurare il futuro dei propri figli?” Ecco quindi il “cinico doppio standard” dei genitori che “rinserrati nelle loro auree nicchie d’eccellenza”, bocciano “ogni parvenza di riforma della scuola pubblica” ma “proteggono i loro figli dalla sorte di frustrazione e di insignificanza cui sono condannati tutti gli altri”.
Io molto più semplicemente li definisco “moralisti senza morale” , la menzogna e il ribaltamento della realtà, la verità adattata alle circostanze, e il fate quello che dico e non quello che faccio, fanno parte del DNA della sinistra italiana, sono le scorie della vecchia scuola comunista, che nonostante abbia cambiato nomi e simboli, costretta dal fallimento e dalla vergogna, purtroppo non ha cambiato gli uomini, e appunto come dice Silvio Berlusconi, bisognerà aspettare almeno un’altra generazione prima che in Italia ci sia una sinistra normale di tipo europeo, anche perché i conti con la storia, i socialdemocratici europei,li hanno fatti da più di mezzo secolo.
E così mentre in parlamento e nelle piazze chiedono al Premier di mescolarsi con il popolo, ignorando che il popolo è l’elemento naturale di Berlusconi, lui ci sta a suo agio come uno squalo nell’oceano indiano, con slogan tipo : Un Paese in cui studiare è il privilegio di un’élite è un Paese ingiusto” , loro, la vera élite , si guarda bene dal mischiarsi con il popolo, i figli dei vari Rutelli, Santoro, Finocchiaro, Moretti,Melandri, Berlinguer e chi più ne ha più ne metta, sino a Veltroni che manda la figlia a studiare cinema negli Stati Uniti, celebrano il trionfo del privilegio e della doppia morale.
Nessuna meraviglia, per i “moralisti senza morale” tutto questo è normale, chi non ricorda per esempio, gli strepiti e le piazze urlanti contro il condono di Tremonti nel 2003 al grido di :” si favoriscono banditi e criminali” e “ la beffa degli onesti” ?
Bene,poi spulciando nei bilanci pubblici, si scoprì che i migliori complici dei banditi e dei criminali erano i Ds che attraverso la consorziata Beta Immobiliare, condonarono imposte per 2.324.000 euro, e ancora la CGIL , Visco, Bassanini, il giornale della Margherita, Europa, l’Unità, Prodi e Signora, ecc.ecc.
Mentre volevano vietarli al povero contribuente della strada, loro nei condoni, ci sguazzavano a piene mani.
E poi si incazzano pure, così Rutelli scrive al Giornale che ha pubblicato alcuni articoli sulle scuole frequentate dai figli degli esponenti politici dell’opposizione : “Non credo che i nostri ragazzi debbano essere mischiati alle polemiche di cui sono oggetto i loro genitori. Considero dunque spregevole che il suo giornale abbia attirato l’attenzione su bambine o ragazzini che hanno diritto di seguire il corso della loro vita formativa secondo le necessità e le opportunità che le loro famiglie e i loro educatori reputino migliori rispetto ai singolari percorsi delle loro esistenze”.
Bravo, che bel ragionamento, i bambini oggetto di polemiche no, a manifestare nelle piazze invece si, giusto?
E’ la doppia morale,come sempre.





26 ottobre 2008

UNA PASSERELLA DI SCONFITTI

Guidata dal “perdente di successo”, Veltroni, finalmente si è svolta la manifestazione del partito democratico, è svanita l’ansia di queste ultime settimane: andiamo,non andiamo e che andiamo a fare ecc. ecc. , è stata anche l’occasione per un simpatico rimpatrio,insieme a Veltroni e alle 17 correnti del PD hanno sfilato gli sconfitti di questi ultimi quindici anni, coloro cioè che al paese non hanno potuto e saputo proporre altro che l’ antiberlusconismo fine a se stesso, l’allarme per la democrazia e il fascismo incombente, e altre castronerie che vi risparmio per carità di patria, non sarà mica per caso che Berlusconi,oggi più forte che mai, cammina allegramente su questo cumulo di macerie.
C’erano proprio tutti da Cossutta a Di Pietro, Francescato e i socialisti, Ferrero e Angius, unico assente il povero Mastella, ma prima o poi richiameranno anche lui in servizio permanente effettivo,che tenerezza poi Parisi,con il simbolo dell’Ulivo.
Anche girotondini e autoeletti rappresentanti della società civile non hanno fatto mancare il loro costruttivo apporto, degne di nota,tra le altre, la presenza di Nanni Moretti e della “porca con le ali”, Lidia Ravera,tutti insieme appassionatamente.
Di una cosa però bisogna dare atto a Veltroni e al PD, il luogo della manifestazione è stato scelto accuratamente, nessun posto meglio del Circo Massimo era all’altezza di accogliere questo “Circo Barnum”.
Più che salva l’Italia , la manifestazione doveva chiamarsi “salva Veltroni”, il perdente di successo, inviso e contestato nel partito e dai militanti, non ha risolto alcuno dei suoi problemi di leadership, è stato come dare una tachipirina a un moribondo.
Io mi domando e vi domando: “che senso ha intitolare una manifestazione come questa Salva l’Italia,quando coloro che dovrebbero in teoria essere i salvatori, non sono nemmeno lontanamente percepiti come alternativa a questo governo e ad ogni consultazione elettorale, dal Friuli alla Sicilia, passando per Roma e prossimamente in Abruzzo gli elettori li prendono a ceffoni?
Chi si aspettava un discorso all’altezza di un moderno partito della socialdemocrazia è rimasto deluso, un ora di demagogia , un mix di massimalismo e giustizialismo, e soprattutto nessuna proposta realmente praticabile, un discorso radicale più che riformista,lontano dalla realtà, buono solo per lenire le frustrazioni dei militanti, nemmeno i più sfegatati di quest’ultimi credono a questo PD come una reale alternativa di governo, figuriamoci il resto del paese.
Quando Veltroni cita la democrazia come un totem, questa diventa demagogia, significa che siamo alla canna del gas, e uno come Veltroni che prendeva uno stipendio da funzionario di partito del PCI con i soldi dei servizi segreti di una potenza straniera è l’ultimo che può permettersi di dare lezioni in questo senso,qui non siamo alla frutta,ma al caffè e all’ammazzacaffè.
Un moderno partito riformista non può difendere l’esistente ,un sistema scolastico e universitario che è una fabbrica di somari e di ignoranti come dimostrano puntualmente tutte le classifiche internazionali,come al solito idee e proposte zero, a questo apprendista stregone qualcuno dovrebbe insegnare che quando si cavalca la tigre è la tigre che guida, ma quando se ne accorgerà sarà troppo tardi.
Veltroni ha ragione quando dice che c’è un Italia migliore, ed è proprio quest’Italia che ha scelto Berlusconi, e gli ha dato ampio e indiscutibile mandato a governare, perché schifata da lui, dal PD e dai suoi “compagni di merende”.
Tralascio la querelle dei numeri della manifestazione, la questura ha ufficializzato che i presenti erano 200.000, il Sole24Ore in un articolo di ieri, ha conteggiato e valutato in modo scientifico che nell’arena del Circo Massimo ci stanno al massimo 300.000 persone, l’ufficio stampa del PD parla entusiasticamente di 2 milioni e mezzo di persone, magari nella foga avranno messo uno zero in più, può succedere, in ogni caso ognuno ha gli elementi per farsi un idea.
Infine dopo le comiche, la barzelletta finale, il prode Franceschini,vice segretario del Pd, si proprio lui, quello che ospite di Ballarò, hanno dovuto spiegargli in diretta cos’è il PIL, quello che in campagna elettorale ripeteva ogni giorno “siamo a un soffio” , “a un incollatura”, ha testualmente dichiarato: “Berlusconi adesso ha paura”, chiudo qui perché mi sto scompisciando dalle risate.
 

I CARE,WE CAN,THEY WIN

NON RIENTREREMO NEL CAOS

L’ITALIA HA VOLTATO PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE ! ! !



UPDATE : E' STATO UN CLAMOROSO FLOP - Altro che 2.500.000 persone, impietosa l'immagine del Circo Massimo ripreso dall'elicottero alle ore 17,15 del 25/10/2008,dal sito del Corriere della Sera.
E' stato solo il "sogno di una notte di mezza estate", ha detto il capogruppo del PDL alla camera Fabrizio Cicchitto.






24 ottobre 2008

I FALSI CLAMOROSI DI ANNO ZERO

Di solito non mi occupo di Anno Zero, Santoro, Travaglio&C , questa come altre trasmissioni RAI pagate con il canone di tutti i contribuenti è talmente giacobina e faziosa, così evidente agli occhi di tutti, che discuterne è tempo perso.
Un servizio pubblico, pagato appunto dai contribuenti tutti con il canone, ha bisogno di conduttori e giornalisti preparati,professionali e soprattutto imparziali, non di “protesi e ciabatte di partito”, ma non sono mai stata d’accordo per esempio con Giuliano Ferrara quando afferma che in un servizio pubblico, giornalisti come Biagi,Santoro e Luttazzi andavano e vanno “cacciati a calci in culo”, per il semplice motivo che così si fornisce loro l’alibi per il “martirio” , invece data appunto l’evidente faziosità, queste trasmissioni non fanno altro che portare l’acqua al mulino del centrodestra, e così mentre una minoranza di “frustrati & sfigati” si esaltano con questo tipo di trasmissioni, sperando che qualche procura riesca a sconfiggere chi non riesce ad essere sconfitto per via politica, così come successo nella scorsa primavera,anche alla fine di questa stagione televisiva Berlusconi e il PDL incasseranno il “dividendo di spettanza”, con tanti ringraziamenti a Santoro&C.
Pertanto anche Gasparri lasci perdere se hanno allontanato gli studenti del PDL per non farli parlare, è tutto normale, lasci correre, tutti i telespettatori hanno potuto farsi un idea, ed è tutto “grasso che cola” per il centrodestra.
Meno male poi che finalmente domani ci sarà la manifestazione del PD, il “perdente di successoVeltroni, presente anche lui, come una trottola impazzita passa da uno studio televisivo all’altro, una vera e propria bulimia da apparizioni, ma se le poteva risparmiare, la Cgil e Achille Passoni hanno lavorato molto e bene, non tema la piazza sarà piena,ma questo non risolverà i problemi ed il vuoto di idee del PD, ne tantomeno la leadership dello stesso, tanto che la testa di Veltroni,senza aspettare le europee del prossimo anno,sarà chiesta già il mese prossimo dopo le elezioni regionali in Abruzzo.
Comunque ogni tanto un eccezione si può anche fare, e quindi di fronte alle palesi falsità propinate nella trasmissione di ieri sera, vi propongo questa nota diffusa oggi dal PDL, che mi sembra non abbia bisogno di ulteriori commenti.
Nella puntata di AnnoZero andata in onda giovedì sera , che aveva tutti gli effetti speciali per definirsi epocale (la scuola, i tagli del governo, i maestri buoni a far lezione in piazza, Veltroni in studio, la Granbassi che ha scovato una “giovane ricercatrice” che però, poi si è scoperto, era solo una studentessa…), segnaliamo tre chicche probabilmente sfuggite alla concitazione – ma diciamo pure alla santoriana gravitàdel momento.

Uno. Gli slogan “Il governo dà alle banche e toglie alla scuola”. Il governo in realtà non ha erogato neppure cento euro alle banche in difficoltà. A differenza di Francia, Germania, Gran Bretagna e Usa, si è limitato (saggiamente) a mettere a disposizione risorse “per quanto necessario” e non certo gratis ma in cambio di garanzie economiche (delle banche) e sul management (sempre delle banche: chi sbaglia paga). I 40 miliardi di euro ai quali ha fatto riferimento uno studente – anche lui “scoperto” da Margherita Granbassi – sono della Banca d’Italia, la quale a sua volta li preleva dalla Banca centrale europea. E si riferiscono ad uno scambio (anche questo a pagamento) tra titoli di Bankitalia e titoli a rischio degli istituti di credito: uno swap. Invece il governo ha esteso la garanzia dello Stato sui conti correnti, sui depositi, sui risparmi dei cittadini. Quindi non aiuti alle banche, ma ai risparmiatori. Compresi, presumibilmente, Santoro, Granbassi, maestri, professori e studenti in piazza, o loro genitori. Una linea assai apprezzata anche dal Pd: peccato che Veltroni, che pare che del Pd sia il segretario, sia stato colto da improvvisa amnesia.

Due. Il “maestro buono” di Bologna, quello che faceva lezione in piazza Maggiore, nonché unico abilitato a parlare ad Anno Zero, ha spiegato come il maestro unico fosse stato abolito negli anni Settanta, dopo un attento studio da parte “dei migliori cervelli e pedagogisti italiani, ispirati da Don Milani”. Ad una domanda di Michele Santoro, che forse qualche dubbio ce l’aveva, ha chiarito che autrice dell’introduzione del maestro plurimo fu Franca Falcucci, ministra della Dc. Chiariamo. La riforma delle elementari – con l’abolizione del maestro unico – è del 1990. Presidente del Consiglio Andreotti, ministro dell’Istruzione Mattarella. Dal 1985 al 1989 i ministri Falcucci e poi Galloni avevano proposto il maestro plurimo. Aspramente contestati dalla sinistra di allora, in prima fila Repubblica. E don Lorenzo Milani? Era purtroppo scomparso nel lontano 1967.

Tre. Ad un certo punto – per contestare la proposta delle classi d’ingresso per i bambini immigrati che non conoscono l’italiano, del leghista Roberto Cota (in studio) - Michele Santoro ha citato un caso personale: “Mia figlia va a una scuola straniera e si integra perfettamente con i compagni”. Spieghiamo, visto che non l’ha fatto nessuno, e nei limiti della tutela della privacy. La figlia di Santoro frequenta lo Chateaubriand, l’esclusivo e privato liceo francese di Roma. Nulla di male, per carità. Anche Nanni Moretti ha iscritto il proprio figlio ad una scuola americana (l’Ambritt). Anche Anna Finocchiaro e Giovanna Melandri hanno scelto per la progenie scuole a pagamento. E così Bianca Berlinguer; e così i nipoti di Fausto Bertinotti e Luciana Castellina. Siamo sicuri, anzi sicurissimi che la stessa cosa avvenga anche nel centrodestra. Però qui il caso è diverso: Santoro e la sinistra non si sono calati in trincea contro gli “iniqui tagli alla scuola pubblica”? Contro lo “smantellamento deciso da Gelmini e Tremonti”? Non è forse per questo che la ditta Santoro & Travaglio ha ieri sera mobilitato mamme part time, maestri consapevoli, studenti, ricercatori e addirittura rettori (!) pronti alla lotta? E allora come la mettiamo con lo Chateaubriand? O forse stiamo parlando del filetto?

24/10/2008





23 ottobre 2008

BASTA OCCUPAZIONI

"Voglio dare un avviso ai naviganti: non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché l'occupazione dei posti pubblici non è un fatto di democrazia ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato".
Convocherò oggi pomeriggio Maroni per dargli indicazioni su come devono intervenire le forze dell'ordine. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule». Poi una nota di colore: «Sono sempre stato uno studente modello, diligentissimo, non ho mai manifestato e ho avuto sempre degli insegnanti esemplari».
Così ha esordito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in conferenza stampa congiunta con il ministro Gelmini a Palazzo Chigi, insieme hanno illustrato il contenuto dei provvedimenti su scuola e università, contro palesi falsità ed inutili allarmismi di opposizioni, stampa e sindacato.
E’ intollerabile che delle minoranze di ignoranti, non si possono definire diversamente infatti coloro che difendono l’attuale sistema scolastico e universitario che è una “fabbrica di somari” puntualmente certificata anno dopo anno da tutte le classifiche internazionali, istigate da corporazioni di docenti che vogliono mantenere privilegi e baronie, partiti e sindacati interessati per motivi contingenti di clientelismo e fabbrica di consenso al mantenimento dello status quo, possa impedire il normale svolgersi delle lezioni danneggiando così coloro che vogliono studiare con profitto e chi intende seriamente svolgere il suo ruolo nell’ambito scolastico e universitario.
Questo è un altro caso in cui bisogna usare tutta la “forza dello stato” ,così come è successo per i rifiuti in Campania, il metodo Chaiano insomma, chi vuole manifestare lo faccia pure ne ha tutto il diritto, ma a nessuno è consentito di interrompere servizi e attività di pubblica utilità e interesse, cosa peraltro ampiamente prevista dalle leggi vigenti e sempre poco applicate, è appunto in questi casi che lo stato deve tornare a fare lo stato, usando la forza quando necessario.
L’attuale sistema scolastico e universitario è di per se indifendibile, nella scuola primaria mentre in tutta l’Europa c’è il maestro prevalente da noi “prevale il modulo” ,così che mentre diminuiscono gli alunni aumentano gli insegnanti, la media OCSE è di 13,3 alunni per insegnante, in Italia è di 9,1, se lo può permettere un paese con il terzo debito pubblico del mondo?
E schiere di precari sono disposte ad aspettare anche decenni tra una supplenza e l’altra pur di entrare in ruolo, il tutto per uno stipendio da fame, mentre la scuola italiana ha bisogno di meno insegnati,più preparati e motivati, e soprattutto pagati meglio, cosa che con l’attuale sistema non sarà mai possibile.
L’università,se possibile sta ancora peggio, un confronto con gli altri paesi industrializzati non si può nemmeno proporre, nei nostri atenei si laurea meno gente che in Cile, nessun ateneo italiano è presente nelle classifica dei 150 migliori del mondo, diverse università sono ormai al collasso con buchi di bilancio enormi, l’inefficienza e la disorganizzazione regnano sovrane, 37 corsi di laurea con un solo studente; 94 università e più di 320 sedi distaccate nei posti più disparati; 327 facoltà che non superano i 15 iscritti; 5.500 corsi di laurea (il doppio della media Ue); 170mila materie insegnate rispetto alle 90mila della media europea, e come se tutto ciò non bastasse,negli ultimi sette anni a fronte di un aumento degli iscritti del 7% i docenti sono aumentati del 22%.
Di fronte a questa catastrofe e a questo fallimento totale,qualcuno è in grado di spiegare cosa c’è da protestare e da difendere? Cosa c’è da salvare?
E’ questo lo sfascio a cui ci ha portati la cultura sessantottina dell’egualitarismo e dell’assistenzialismo che hanno trasformato il sistema scolastico italiano in un “erogatore di stipendi” e utilizzato come “ammortizzatore sociale”, l’ideologia progressista che ha fatto solo progredire l’ignoranza.
I provvedimenti varati dal ministro Gelmini sono soltanto una prima risposta che tenta di introdurre la cultura della responsabilità, merito ,autonomia e valutazione, apprezzati dalla stragrande maggioranza dei cittadini, ma i campioni della conservazione e dell’assistenzialismo naturalmente non ci stanno, hanno persino accusato il Presidente Napolitano di essersi intromesso a gamba tesa nella questione solo perché qualche giorno fa ha dichiarato che le innovazioni e i risparmi sulla scuola sono necessari e non si può dire sempre no.
Qualsiasi partito della sinistra europea e riformista di fronte a tale sfascio attaccherebbe il governo in carica, magari perché i provvedimenti sono ancora insufficienti e ci vuole ben altro, in Italia invece coloro che si dichiarano riformisti e di sinistra, ovvero il partito democratico, per bocca di Veltroni chiede al governo di ritirare il decreto e il vice Franceschini dichiara candidamente : “noi stiamo con gli studenti” (Sic), nessuna meraviglia comunque,questi il riformismo non sanno nemmeno dove sta di casa, riformisti all’amatriciana, che addirittura protestano contro l’attuazione di provvedimenti fatti dai loro governi come il libro bianco sulla scuola che prevede appunto l’insostenibilità del sistema , o misure firmate dagli ex ministri Berlinguer e Bassanini.
E’ evidente che ci sono due Italie, una che vuole innovare, progredire , studiare , realizzarsi , ed essere,perché no, gratificata economicamente, ed è questa che la forza dello stato deve tutelare, poi ci sono frange minoritarie che preferiscono protestare e mantenere lo status quo, che manifestino e protestino pure, è un diritto previsto dalla legge e dalla costituzione, ma assolutamente no ad occupazioni,interruzione di servizi di pubblica utilità,blocchi stradali o ferroviari ecc. , sono del tutto abusive e illegali, anche se tollerate in passato da un buonismo scellerato con gravi disagi per la cittadinanza, bene ha fatto il Presidente Berlusconi ad avvisare che interverranno le forze dell’ordine.
Sono tre i settori in Italia ,nei quali bisogna operare in profondità per eliminare il cancro dell’immobilismo, spreco, e inefficienza : scuola,pubblico impiego, e magistratura.
Su scuola e pubblico impiego si sta procedendo bene, speriamo non tardi molto la riforma della giustizia e della magistratura.












21 ottobre 2008

LA UE APRE IL TAVOLO TECNICO SULL’AMBIENTE

Il commissario UE all'Ambiente, Stavros Dimas, ha accettato la proposta di stabilire un "tavolo tecnico" per verificare insieme a esperti del governo italiano le stime dei costi e dei benefici del pacchetto su clima ed energia. La proposta del "tavolo" era stata annunciata dal ministro Stefania Prestigiacomo ed è arrivata dopo che lo stesso ministro ha chiarito senza mezzi termini che : "Se c'è una soluzione entro dicembre si troverà un accordo, altrimenti si andrà al rinvio. Quello che per noi è certo è che sono necessarie sostanziali modifiche al piano".
Nei prossimi giorni sono previsti incontri tra i funzionari della Commissione e rappresentanti del governo italiano, al fine di arrivare ad un accertamento condiviso dell’analisi costi/benefici.
Sarebbe tra i 18 e i 25 miliardi il conto annuale del pacchetto “clima ed energia” che graverebbe sul sistema Italia da qui al 2020 per ridurre l’emissione di gas e sostanze inquinanti, le cifre sono confermate dal centro studi di Confindustria e da Alberto Clò, l’economista prodiano che per conto del ministro Prestigiacomo ha elaborato lo studio sulla base dei dati forniti proprio dalla Commissione europea e che ha dichiarato: “Le cifre non sono di destra né di sinistra: l’Italia dovrà spendere 185 miliardi vale a dire l’1,14 per cento sul Pil annuale fino al 2020. La Germania è a 120 miliardi, lo 0,58 per cento del Pil".
E’ chiaro a tutti dunque che bisogna coniugare le esigenze di salvaguardia dell’ambiente insieme a quelle dell’economia,soprattutto in presenza di una crisi finanziaria mondiale, date le attuali condizioni sarebbe una follia per le nostre industrie impegnarsi in investimenti così significativi senza la necessaria flessibilità ,visto che oltretutto ogni paese parte da condizioni diverse.
L’Italia non è certamente sola a chiedere sostanziali cambiamenti al piano,almeno altri 9-10 paesi sono dello stesso avviso.
Insomma stando alle cifre sarebbe proprio l’Italia il paese ad avere gli oneri più pesanti del pacchetto clima ed energia, si consideri poi che oltre il 90% delle nostre imprese sono medio piccole, e che i paesi extraeuropei delle economie emergenti,Cina e India su tutti, non avranno almeno per il momento questi oneri ,che tradotto significa più concorrenza, ed il quadro è completo.
Fa bene dunque il governo e Silvio Berlusconi che, con la “diligenza del buon padre di famiglia” , si preoccupa dell’impatto di questo pacchetto e dei relativi costi/benefici sul sistema Italia, e se non si troverà un accordo soddisfacente sull’applicazione dello stesso e sulla flessibilità  che nell’attuale situazione economica è doverosa, non esiterà a mettere sul piatto della bilancia il peso dell’Italia e avvalersi del diritto di veto se sarà necessario, all’Italia serve l’Europa dei Popoli non quella dei “burocrati di Bruxelles”.
Infine è utile stendere un velo pietoso sulle dichiarazioni di Veltroni e altri leaderini di un opposizione “parolaia e inconcludente”, secondo i quali, chiedere come l’Italia ha fatto, flessibilità e rigorosa analisi dei costi/benefici,equivale a “ fare brutte figure” (Sic).
Si conferma ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno che, costoro del paese reale non sanno nulla,sono solo degli avatar che vivono su “second life” , che ogni tanto dicono qualcosa, qualunque cosa, giusto per dimostrare che ancora esistono.






16 ottobre 2008

I MAGISTRATI NON APPREZZANO LA SATIRA

La condanna del tribunale di Roma a 8 mesi di reclusione (pena sospesa) e al risarcimento di 20.000 euro a Cesare Previti per diffamazione in relazione a un articolo pubblicato sull’Espresso nel 2002 dal titolo : “ Patto scellerato tra mafia e Forza Italia”, non è una novità, nel senso che non è la prima e non sarà certamente l’ultima.
Travaglio infatti è stato già condannato dal tribunale di Torino al risarcimento di 12.000 euro a Fedele Confalonieri, 14.000 euro a Mediaset S.p.A. oltre alle spese di giudizio e alle spese di pubblicazione della sentenza sul Corriere della Sera e prima ancora condannato a risarcire Cesare Previti di circa 80 milioni,somma che gli venne decurtata mensilmente dal suo stipendio di dipendente di Repubblica.
Ora quello che preoccupa non sono tanto le condanne e i risarcimenti, Travaglio infatti dichiara un reddito annuo di circa 280.000 euro, e questo significa che c’è un buon numero di “sfigati & frustratia cui vende libri, dvd, spettacoli e altri prodotti editoriali, fedele e costante nel tempo, pertanto anche un eventuale risarcimento milionario come quello richiesto dal Presidente del Senato Schifani che l’ha querelato, può essere affrontato con relativa disinvoltura,magari rateizzato, preoccupa invece il rigetto delle tesi difensive di Travaglio.
Travaglio infatti sostiene in massima parte nelle sue tesi difensive, che i suoi articoli e le sue rubriche sono di “carattere satirico”, più che giornalista è un “satiro”, un “comico”.
E’ evidente a questo punto che i magistrati non apprezzano la satira , insomma non fa nemmeno ridere, lo scrivono i giudici, per sentenza.




15 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI STRINGONO INTORNO AL PREMIER

In questi giorni due diversi sondaggi confermano,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, il livello record di fiducia e di consenso che gli italiani hanno nei confronti di Silvio Berlusconi e del governo.
Secondo un sondaggio di Euromedia Research , la fiducia degli italiani nel Premier si attesta intorno al 70% , il consenso record viene confermato anche da un altro sondaggio di IPR Marketing commissionato da Repubblica,seppure con percentuali leggermente inferiori.
Non è un caso che tale livello di fiducia e di consenso sia raggiunto nel bel mezzo di una crisi finanziaria globale senza precedenti, avere un leader forte,carismatico e autorevole come Berlusconi, con alle spalle una storia di uomo e imprenditore di successo, rassicura e tranquillizza i cittadini, solo lui può avere la credibilità di mantenere per quanto possibile l’Italia al riparo dalla tempesta globale e uscirne fuori al meglio.
Per quanto riguarda il governo è Giulio Tremonti il ministro più stimato, il “guru” dell’economia che si permette di smentire analisi e previsioni di autorevoli economisti di mezzo mondo con : “tacete voi che non avevate capito nulla” , da lui, uno dei pochi al mondo, che aveva previsto in tempi non sospetti la tempesta finanziaria che stiamo vivendo, e che per questo ha blindato i conti pubblici prima dell’estate con una manovra triennale, gli italiani si aspettano risposte alle loro ansie e misure adeguate a fronteggiare l’emergenza che si sono incominciate a materializzare con i due decreti del governo sulla garanzia dei risparmi e sulla prevenzione di eventuali fallimenti bancari.
A seguire il ministro Brunetta, l’incubo dei fannulloni,che è riuscito a mettere i tornelli persino a palazzo Chigi, poi il ministro dell’interno Maroni, il ministro delle attività produttive Scaiola e il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini le cui misure su una nuova scuola e università fondate su serietà, rigore e merito sono condivise da larga parte dei cittadini.
Le intenzioni di voto vedono PDL (42.7%) Lega Nord(9,3%) e MPA(0,6%) insieme al 51,6% , IDV al 5,4%, UDC intorno al 4% , Il Partito Democratico al 28.8%, Rifondazione Comunista al 3%, Verdi e PDCI 1%, La Destra 1,4% , altri sotto l’ 1% .
Come si evince chiaramente,ululare alla luna, parlare di democrazia in pericolo, anomalia e tutto il repertorio dell’antiberlusconismo militante, non paga, come succede esattamente da 15 anni, gli italiani non ci cascano , anzi tutto ciò accresce la fiducia e il consenso in Berlusconi e il suo governo,come al solito non imparano mai.
Per le opposizioni in generale e per il partito democratico in particolare portatori della peggiore “politica politicante” e di un opposizione “parolaia e inconcludente” si prospetta una lunga, lunghissima traversata del deserto.




15 ottobre 2008

BUSH UN GRANDISSIMO PRESIDENTE

Silvio Berlusconi è stato ricevuto con tutti gli onori da George Bush alla Casa Bianca in occasione del Columbus Day, con l’accoglienza di solito riservata ai capi di stato e non ai leader di governo.
Il Premier Italiano ha definito Bush come un Presidente che la storia definirà “grandissimo”, "un uomo sensibile, di grandi principi e di grandi ideali", un uomo che non sa cosa sia il calcolo politico ma che "ha la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa", mentre l’inquilino uscente della casa Bianca si è detto entusiasta di ricevere uno statista di una grande nazione, un uomo di successo, e un amico degli Stati Uniti.
Il principale tema dei colloqui tra i due leader è stata la crisi finanziaria e Berlusconi si è detto assolutamente d’accordo con l’idea di Bush di organizzare a breve una riunione straordinaria del G8 per affrontare la crisi.
Un azione comune e concordata dei paesi europei e degli USA è assolutamente necessaria per dare risposte positive alla crisi globale, e per far si che l’economia reale non abbia a soffrirne troppo, ha sottolineato il Premier italiano durante la conferenza stampa congiunta nel giardino delle rose della Casa Bianca.
Bush ha ricordato come Italia e Stati Uniti operano insieme per far fronte alla crisi finanziaria ma anche alla sfida con il terrorismo, il presidente americano ha sottolineato quindi il ruolo dell’Italia nella lotta al terrorismo e il contributo dato dalle truppe italiane nei paesi dove sono impegnate.
Inoltre con Berlusconi si è parlato dell’applicazione delle sanzioni Onu contro Teheran perché l’Iran non deve avere l’arma nucleare e della recente crisi tra Russia e Georgia.
"La nostra amicizia affonda nella comunanza dei valori" e abbiamo di fronte nuove più vaste sfide "nelle quali non possiamo esimerci dal dare risposte concrete" ha detto il Premier italiano.
"I nostri due Paesi hanno affrontato insieme avversità e sfide che il tempo ci ha imposto".
"Sarò sempre grato all'America per aver salvato il mio popolo dal fascismo, dal nazismo e dal comunismo.
Negli anni a venire continuerò ad avere lo stesso rapporto di gratitudine verso l'America" ha detto ancora Berlusconi rivolgendosi a Bush. Anche per questo, ha proseguito il premier, i rapporti dell'Italia con gli Stati Uniti non cambieranno anche dopo l'elezione del prossimo presidente .
E a questo proposito Berlusconi ha avuto un cordiale colloquio telefonico con i due candidati alla Casa Bianca, il repubblicano MacCain e il democratico Barack Obama, durante il quale si è parlato della crisi finanziaria e dell’importanza della cooperazione, ed inoltre si è ribadito lo stato eccellente dei rapporti bilaterali tra l’Italia e gli USA,nonché le sfide e gli impegni di cui si occuperà la prossima presidenza italiana del G8.
Entrambi i candidati hanno assicurato la propria disponibilità a lavorare insieme per consolidare ulteriormente i rapporti bilaterali, infine Berlusconi ha fatto ad entrambi gli auguri per l’ultima fase della campagna elettorale.







13 ottobre 2008

L’ITALIA IN POSIZIONE OTTIMALE

"Per quanto riguarda l’Italia credo che noi siamo in una posizione francamente ottimale e molto migliore rispetto agli altri paesi". Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del vertice di Parigi. In una dichiarazione al termine dell’incontro ha spiegato: "I quindici Paesi hanno trovato l’accordo per contrastare questa crisi che non è solo europea, ma globale. Hanno deciso di agire ciascuno nel proprio Paese in un modo tuttavia coordinato con gli altri. La novità più importante, che qualcuno ha definito storica, è che mentre fino a ieri gli aiuti di Stato all’economia, in questo caso alle banche, erano vietati, da oggi gli aiuti di Stato sono ritenuti indispensabili affinché la crisi della finanza non diventi una crisi di tutta l’economia e per far sì che nessuna banca possa andare verso un fallimento e nessun risparmiatore possa spendere dei soldi".Lo ha ripetuto più volte in questi ultimi tempi,il ministro dell’economia Tremonti: “ quando la tempesta passerà, l’Italia starà meglio di tanti altri paesi” .
In pratica al vertice G15 di Parigi si è deciso la garanzia dei governi sui prestiti interbancari fino al 31 dicembre 2009,ciascun governo agirà in stretto coordinamento con gli altri e con la UE, è prevista anche la possibilità per i governi di fornire alle istituzioni finanziarie i capitali necessari per assicurare il buon funzionamento dell'economia e di impegnarsi per le ricapitalizzazioni degli istituti di credito in difficoltà.
Il vertice di Parigi ha fatto proprie le indicazioni del G7 dei ministri dell’economia, che si è svolto sabato a Washington , dove è stato approvato un piano in cinque punti.
Al primo punto del piano approvato, i Paesi del G7 si dicono d'accordo sul dover "prendere azioni decisive e usare tutti gli strumenti disponibili per sostenere sistematicamente istituzioni finanziarie importanti e prevenirne il fallimento". Secondo punto, "compiere tutti i passi necessari per scongelare il credito e i mercati monetari e assicurare che le banche e le altre istituzioni finanziarie abbiano ampio accesso alla liquidità e alla raccolta".
Terzo passo: "Assicurare che le nostre banche e altri importanti intermediari finanziari, se necessario, possano raccogliere capitale da fonti sia pubbliche che private, in ammontare sufficienti per ristabilire la fiducia e permettere loro di continuare a finanziare privati e aziende". Quarto punto, "assicurare che i nostri programmi di garanzia sui depositi siano robusti e adeguati cosicché i risparmiatori continuino ad avere fiducia nella sicurezza dei loro depositi".
Infine, quinto punto, bisogna "compiere azioni, dove serve, per far ripartire i mercati secondari dei mutui e delle altre attività cartolarizzate".
Al termine del vertice, il ministro italiano dell'Economia, Giulio Tremonti, si è detto soddisfatto ("Sono state accolte molte nostre richieste"), così come il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Il piano licenziato dal G7 ha ricevuto il via libera anche dal Fondo monetario internazionale.
Il piano anticrisi finanziaria è stato accolto bene dai mercati , dopo la chiusura positiva dei mercati asiatici,le borse europee volano , Milano al momento è la migliore in Europa con gli indici a + 8% in attesa dell’apertura di Wall Street.
Oggi consiglio dei ministri straordinario per ratificare con decreto le decisioni del vertice di Parigi, assente il Premier Berlusconi, in visita ufficiale negli USA.









12 ottobre 2008

FRUSTRATI & SFIGATI/2

Con la depressione incombente a causa della crisi finanziaria mondiale, ci volevano proprio due belle manifestazioni come quelle di ieri, il raduno della sinistra radicale e quello dei frustrati & sfigati di Piazza Navona guidati dal trebbiatore di Montenero di Bisaccia, qualche sana risata , soprattutto in questi momenti non guasta,anzi.
La sinistra radicale(Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica) ha manifestato contro le politiche economiche del governo Berlusconi e di Confindustria,questi che per qualche mese erano scomparsi dalla scena politica, riappaiono all’improvviso, ci si immaginava almeno un restyling, macché, invece gli stessi vecchi slogan triti e ritriti, e soprattutto le stesse facce, da Bertinotti a Ferrero, da Diliberto alla Francescato e poi Ferrando,Fava ecc.ecc. , tanto che, anche coloro che ormai li avevano completamente rimossi dalla memoria, si sono improvvisamente ricordati del perché il popolo italiano li ha cacciati a calci in culo dal governo e dal parlamento.
Ma ancora più divertente è stata la nuova manifestazione di Piazza Navona,dove il neo Masaniello, Di Pietro arringava e titillava qualche migliaio di frustrati & sfigati, ignoranti nell’anima, presi da soli sono delle amebe insignificanti, in gruppo diventano squadristi insultano e godono per chiunque rotoli nella polvere, odiano politici, vip e chiunque spicca, perché nell’altrui compiutezza scaricano la colpa della loro mediocrità.
Io certo non vorrei essere nei panni di costoro, da anni e anni,constatata ormai l’impossibilità di eliminare Berlusconi per via democratica e politica,sono costretti a sperare in qualche tribunale e qualche magistrato compiacente, e gli va sempre male, il loro fegato deve essere a pezzi, tra poco la bile gli uscirà anche dalle orecchie, e altri cinque anni sono lunghi,molto lunghi…
E così tra il solito allarme “dittatura” , lodo Alfano e altre castronerie che vi risparmio per carità di Patria, il neo Masaniello Di Pietro, imitando un bastardo procuratore capo che voleva governi condivisi(Sic), ha lanciato alla folla di forcaioli e giacobini la parola d’ordine : “ resistere, resistere, resistere “ .
Dopo una sonora risata, un dubbio è sorto spontaneo: in che modo Di Pietro farà resistenza?
Si barricherà in qualche immobile acquistato con i rimborsi elettorali del partito ma intestato a lui o a qualcuno di famiglia?
Se ne andrà alla macchia in incognito su qualche Mercedes prestata da compiacenti partigiani e manderà messaggi segreti nelle scatole di scarpe?
Si è perso completamente il senso del ridicolo, in ogni caso di queste manifestazioni ce ne vuole almeno una al giorno, è il modo migliore per aumentare ulteriormente i consensi del governo e di Silvio Berlusconi.

CONTINUATE PURE COSI’

FATECI GODERE












10 ottobre 2008

GLI ITALIANI SI SENTONO PROTETTI

Dopo il decreto anticrisi,salva banche e risparmi, approvato l’altro giorno dal governo e le rassicurazioni del Premier Silvio Berlusconi sulla solidità dei nostri istituti di credito e i consigli dati dallo stesso sull’opportunità di non vendere le azioni che hanno subito vistosi ribassi,poiché destinate a recuperare il loro effettivo valore nel medio periodo, gli italiani si sentono “protetti e al sicuro” dalla crisi finanziaria che sta imperversando in tutto il mondo.
E’ quanto si evince da un sondaggio IPR Marketing commissionato da Repubblica, il quale rileva che il 71% dei cittadini italiani,dopo le misure e le rassicurazioni del governo, non teme l’effetto negativo del crollo delle borse mondiali sui loro risparmi.
Nessuna crisi di panico dunque, tutto tranquillo o quasi, è davvero una fortuna per il nostro paese,in questo delicato momento, avere a capo del governo un leader forte, carismatico e autorevole, che infonde fiducia e ottimismo alla nazione soprattutto per la sua storia di imprenditore prima che politico, o pensate forse che ci sia qualche altro ometto contemporaneo, politico di professione, che magari ha passato l’esistenza nei quadri del partito e nel sindacato, e in vita sua non ha mai lavorato, che possa avere tale credibilità e autorevolezza?
Certo preoccupano gli effetti che questo tsunami può avere sull’economia reale e sulle piccole -medie imprese, ma al momento la situazione è sotto controllo, la stessa bankitalia di concerto con il tesoro,ha predisposto un piano per agevolare la liquidità e il credito alle aziende.
Non tutti i mali comunque vengono per nuocere, i risparmiatori che fuggono dalle borse si riversano massicciamente sui titoli di stato,tanto che i tassi di interesse scendono giorno per giorno, e questo rappresenta una bella boccata di ossigeno per il nostro debito pubblico.
Inoltre con il decreto salva banche, in caso di intervento, è vero che il tesoro non entrerebbe direttamente nella proprietà degli istituti da ricapitalizzare, ma è altrettanto vero che dirigenti e manager saranno di gradimento del governo, e non sarebbe niente male mandare a casa un po’ di quei banchieri che andavano a votare per le primarie dell’Ulivo e del Partito Democratico.






9 ottobre 2008

VARATO DECRETO ANTICRISI

Con un consiglio dei ministri straordinario, il governo ha varato il decreto anticrisi per la tutela dei risparmiatori e degli istituti bancari, sottoposti in questi giorni alla tempesta finanziaria che colpisce le borse di tutto il mondo.
Il decreto consta di due pilastri essenziali :
-Alla garanzia dei depositi sino a 103.000 euro, garantita sino ad oggi dal fondo di tutela interbancario, si aggiunge la garanzia pubblica del tesoro,inoltre la cifra di 103.000 euro diventa relativa,in quanto nessun istituto bancario fallirà e quindi saranno coperti tutti i depositi di qualsiasi importo.
-Viene istituito un fondo per la ricapitalizzazione degli istituti di credito da parte del tesoro.
Il provvedimento non costituisce un vero e proprio fondo delineato nelle dimensioni e nelle quantità, ma una procedura che consenta di intervenire caso per caso". Banche eventualmente sottocapitalizzate potranno chiedere l'intervento del Tesoro oppure sarà Bankitalia a prendere l'iniziativa. Solo in questi casi si attiverà la procedura di sostegno con una ricapitalizzazione da parte di via XX Settembre che sarà temporanea e neutrale (senza diritto di voto).
Alla conferenza stampa a Palazzo Chigi,dopo il consiglio dei ministri che ha varato il decreto, ha presenziato insieme al Premier Berlusconi e al ministro dell’economia Tremonti, il governatore di BankItalia Draghi,un fatto storico.
"Sono qui a confermare agli italiani ciò che già avevo detto a Napoli: il sistema bancario italiano é patrimonializzato a sufficienza, liquido a sufficienza, non ha problemi di ricapitalizzazione, ha anzi liquidità abbastanza". Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri straordinario sulla crisi finanziaria, parlando del decreto legge appena approvato. "Nessuna banca italiana fallirà - ha proseguito Berlusconi - nessun risparmiatore italiano quindi rischia".
"Nessun risparmiatore italiano perderà un euro" "Questo è un timbro notarile su una cosa che era già certa".
"Vorrei dire a tutti gli italiani di stare sereni, il sistema italiano è assistito dalle più forti garanzie che sono mutualistiche da parte delle banche, ma a questa garanzia si aggiunge anche la garanzia del Tesoro, la garanzia dello Stato. Quindi non c'é nessuna preoccupazione da avere".
Il decreto - spiega il governatore di BankItalia, Mario Draghi - serve a mettere da parte le armi che speriamo di non dover usare. E' per prudenza che si fa, non per doverlo usare per forza". Draghi poi spiega che "il sistema bancario italiano è solido, ma gli effetti della crisi stanno arrivando anche da noi", per questo è opportuno indicare strumenti da usare in caso di necessità.

Il nostro sistema bancario italiano é "sufficientemente patrimonializzato" e "sufficientemente liquido", ha spiegato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il sistema bancario italiano "garantisce sui depositi i risparmiatori nel modo più efficiente in Europa". Tremonti ha ricordato l'intervento europeo per alzare le soglie di garanzia ma - ha aggiunto - "sono state alzate le soglie che comunque sono ancora sotto la soglia italiana".
Il governo "non ha interesse a entrare nel capitale delle banche, ma se la Banca d'Italia o le banche stesse registreranno una capitalizzazione insufficiente, quel capitale lo metterà lo Stato". L'ingresso dello stato - ha detto ancora - sarà "sterile ai fini del potere", senza diritto di voto. L'apporto di capitale - ha detto ancora Tremonti - sarà "tempestivo e neutrale".






8 ottobre 2008

USA CARTE FALSE CHI E’ COMUNISTA VERO

 Tra una riunione e l’altra e mentre sta monitorando l’evolversi della crisi finanziaria ,il super ministro dell’economia,Giulio Tremonti, trova il tempo di replicare al “perdente di successo”, Veltroni e al ministro ombra Bersani, da lui ribattezzato compagno “Bersanov”, che lo avevano accusato di aver provato ad introdurre in Italia nel 2003, anche da noi i mutui subprime , e di non esserci riuscito solo grazie al fermo niet dell’opposizione.
«Chi usa carte false dimostra di essere un comunista vero , perché nel testo che ho firmato per il DPEF 2003-2007 quella ipotesi non c’è e visto che avevamo una maggioranza bulgara, se avessimo voluto farlo, l’avremmo fatto.
"Ho sempre sostenuto quello che sostengo adesso e non sono mai stato un liberista selvaggio. Ricordo invece le memorabili lezioni di Prodi sulla globalizzazione, sulla casalinga di Voghera col salame ungherese. E mi ricordo chi è andato alla City e si è messo in ginocchio e chi ha detto ’siamo stati legittimati dai mercati finanziari’. Del resto una larga fetta della sinistra, caduto il tempio del comunismo, ha trasferito i suoi denari da Mosca a Londra, tentando, appunto, di legittimarsi. Hanno anche adottato lo stile di vita dei managers. Certo mi rendo conto che è molto dura assistere nella propria vita due volte al crollo di un sistema: prima il comunismo, poi i mercati...".
Giulio Tremonti

Che dire ancora? Una volta i comunisti italiani ricevevano i dollari da Mosca. Poi, caduto il comunismo, hanno scoperto il mercato. E, come tutti i neofiti, invece di fare impresa hanno fatto gli affaristi, e gli è andata pure bene, provate un po’ a pensare se adesso erano i “padroni di una banca” come auspicavano Consorte, Fassino, D’Alema, La Torre & C. .
Certo non c’è da invidiarli, dopo il comunismo crollano i mercati finanziari, questo li costringerà ancora una volta a riposizionarsi, una vera e propria “bulimia da ripensamenti”…..






8 ottobre 2008

NON ME NE FREGA NIENTE

Così Silvio Berlusconi ha risposto alle domande dei cronisti, all’uscita di Montecitorio dove ha incontrato i parlamentari del PDL,che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni del “perdente di successo” Veltroni, che si era detto disponibile a collaborare sulla crisi finanziaria.
Ai parlamentari del PDL il Premier ha consigliato di non perdere tempo in aula a replicare agli esponenti dell’opposizione,ma di votare e basta : “ abbiamo un alto consenso tra gli italiani , lasciateli dire e votate”.
Certo,adesso si alzeranno i lai del “perdente di successo”, in nessun paese democratico il premier risponde così” e altre sciocchezze del genere, ma è giusto così, se Berlusconi è un “anomalia” allora che lo sia sino in fondo,che diamine.
Non possiamo farci carico anche delle “crisi di autostima” di Veltroni che con i suoi bla bla quotidiani cerca di guadagnarsi un po’ di considerazione.
Così come trovo molto saggio il consiglio dato ai parlamentari di non perdere tempo a replicare su ogni cosa, il consenso si guadagna con i fatti,le chiacchiere lasciamole alla sinistra “parolaia e inconcludente”.




6 ottobre 2008

BORSE MONDIALI A PICCO

L’ennesimo giorno nero,dopo il tonfo dei listini asiatici, crollano anche le borse europee, Milano chiude a -8,24% , sullo tenore più o meno tutte le altre piazze del vecchio continente, Wall Strett in questo momento registra perdite intorno al 5%.
E’ evidente che gli investitori non hanno molta fiducia nel piano di salvataggio USA approvato da pochi giorni,di cui Bush chiede qualche tempo per renderlo pienamente operativo, ma è altrettanto evidente la scarsa fiducia nelle rassicurazioni dei leader europei sulla difesa del sistema bancario.
Il G4 di sabato, che ha riunito Francia,Germania,Italia e Inghilterra, insieme presidente della Bce, Jean - Claude Trichet, quello della Commissione europea Josè Manuel Barroso e dell’Eurogruppo Jean - Claude Juncker per discutere sulle misure più consone da adottare per fronteggiare una crisi finanziaria di questa portata, di veramente concreto però non si è deciso nulla, salvo il solenne impegno dei leader di garantire i risparmiatori e la liquidità necessaria per sostenere l’economia.
E’ stata accantonata per il momento la proposta del presidente francese Sarkozy,sostenuta da Berlusconi, di creare un fondo europeo per sostenere il sistema bancario, per le resistenze della Germania e in parte dell’Inghilterra, ed è appunto l’incapacità europea di dare fino a questo momento risposte comuni, che secondo me, crea più del dovuto sfiducia negli investitori.
Insomma l’Europa quando serve,come al solito è divisa, mai una risposta comune e unitaria nemmeno di fronte a una catastrofe finanziaria di questo tipo,poi ci si meraviglia della poca fiducia dei cittadini che vedono soltanto un Europa dei burocrati e finanzieri e non un Europa dei popoli.
Soltanto oggi pomeriggio,dopo il crollo delle borse in tutto il continente, il commissario Ue agli Affari Economici e Monetari Joaquin Almunia ha richiamato i paesi dell'Ue a coordinare le proprie decisioni per fronteggiare la crisi finanziaria e a non agire in ordine sparso, così come il presidente Barroso ha annunciato che ha deciso di convocare una task-force di esperti per la gravissima crisi finanziaria del momento, speriamo che,come al solito, non si chiudano le stalle dopo che i buoi sono scappati.
Infine dopo tutte queste notizie deprimenti, finalmente una notizia tranquillizzante, il “perdente di successo”,alias Veltroni, oggi tra le altre banalità che va ripetendo ormai quotidianamente, ha dichiarato che la crisi richiede risposte adeguate e non infantile propaganda, mentre Bersani addirittura lamenta il “non coinvolgimento” del PD, insomma coloro,che sino a qualche mese fa, vagheggiavano di “tesoretti inesistenti” , avrebbero le ricette idonee per affrontare una crisi finanziaria mondiale senza precedenti, è tutto da ridere se non ci fosse da piangere.






6 ottobre 2008

DAL COMUNISMO ALLO SFASCISMO

"L'opposizione è ormai sprofondata dal comunismo allo sfascismo, immersa nelle tenebre dell'invidia e dell'odio sociale".
"Siamo decisi a governare anche da soli ed andare avanti con la realizzazione del programma per gli italiani. Speravamo ci fosse un interlocutore per fare le regole insieme e invece è sprofondato nelle tenebre dell’invidia sociale. Oggi dobbiamo far fronte alle necessità del Paese contando solo sulle nostre forze".
"I cambiamenti non si possono fare con i disegni di legge ma con la decretazione. Il decreto è l'unico metodo che abbiamo per governare". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla festa del PDL. "Ridicolo - aggiunge - parlare di regime o di dittatura perché c'é sempre il capo dello stato che firma certificando la necessità e l'urgenza che c'é quasi sempre".
Silvio Berlusconi rilancia l'appello ai presidenti delle Camere perché si cambino i regolamenti parlamentari, tornando a lamentare la scarsa efficienza del Parlamento. Chiudendo la festa del PDL cita l'esempio del ddl Carfagna contro la prostituzione. "Io avrei voluto un decreto legge perché se questo problema non è un urgenza ditemi voi qual'é. Oggi ho telefonato al ministro Carfagna per chiederle cosa fosse successo al provvedimento. Lei mi ha risposto che il disegno di legge non è stato ancora assegnato alla Commissione dopo più di un mese dalla sua presentazione. E' chiara la necessità di riformare i regolamenti e rivolgo un invito forte ai presidenti delle Camere in questo senso in modo che questo nostro Parlamento sia uno strumento di governo efficiente del nostro paese".
05/10/2008




5 ottobre 2008

FEDERALISMO FISCALE UNA RIFORMA STORICA

E’ una riforma storica, già dal 1994 il governo Berlusconi aveva presentato una proposta in tal senso,adesso c’è un consenso quasi unanime, così il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha commentato l’approvazione in consiglio dei ministri del disegno di legge delega sul federalismo fiscale, che sarà poi successivamente integrato da decreti del governo.
La riforma è stata discussa a lungo infatti,anche con i rappresentanti degli enti locali, ecco perché si parla di ampio consenso, l'obiettivo principale che si vuole raggiungere con il federalismo fiscale, secondo il Governo Berlusconi, è quello di permettere una migliore amministrazione del denaro pubblico a favore di tutte le regioni italiane.
Il Governo, come spiega in conferenza stampa Giulio Tremonti, inizierà a lavorare da subito, cercando di elaborare una banca dati che raccoglierà tutti i dati provenienti dall'economia delle finanze, dalla Corte dei Conti e dall'istituto di statistica, Istat.
Sulla base di questi dati poi saranno effettuate delle scelte politiche.
Il federalismo fiscale, precisa Tremonti, "data la Costituzione vigente in Italia, è un obbligo", perché il provvedimento accolto dal Governo "non è una legge costituzionale, ma ordinaria, presupposta dalla Costituzione e da anni mancata."
Seguendo la linea del federalismo fiscale il Governo proclama di voler permettere ai cittadini italiani di diventare realmente consapevoli di come venga amministrato il loro denaro, di voler riconoscere autonomia agli enti locali, ossia regioni, province e comuni, senza danneggiare le aree geografiche più povere, per cui verrà istituito un fondo monetario comune.
Il lavoro sarà molto complesso e Tremonti presuppone che la riforma sarà operativa entro due anni.
Adnkronos

Bene,è l’inizio di un altro provvedimento epocale che senza dubbio sarà portato a termine entro la legislatura, oltre che permettere ai cittadini di sapere come viene amministrato il loro denaro a livello locale, il federalismo fiscale, responsabilizza gli amministratori locali,nel progetto infatti è previsto che sindaci o governatori, che portano i bilanci in rosso,non potranno più essere ricandidati.
E’ utile ricordare infine che non si tratta di legge costituzionale,ma di una legge delega ordinaria, ed essendo una legge afferente materie tributarie,di spesa e bilancio, non è soggetta ad eventuale referendum.






3 ottobre 2008

LA SCUOLA DIGITALE

"Ci sono due Italie : quella che lavora, progetta e vuole essere pagata meglio. Poi ci sono piccole frange che preferiscono protestare e mantenere lo status quo: lasciamoli stare".
Così il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini ha commentato il sit-in di protesta davanti al ministero di un gruppo di precari e genitori, contro i recenti provvedimenti nel settore dell’istruzione, graditi peraltro alla stragrande maggioranza dei cittadini.
Il ministro Gelmini insieme al Premier Berlusconi in una conferenza stampa ha presentato la “riforma digitale” della scuola italiana, Berlusconi e la Gelmini hanno spiegato che dai primi giorni del prossimo mese verranno consegnate 10 mila lavagne interattive multimediali (Lim) in 11mila classi delle scuole secondarie di primo grado. Una prima tranche che portera’ entro il 2009 ad una copertura del 40% degli istituti italiani. Per questo primo ’lotto’ di 10mila lavagne c’e’ stato un investimento di 20mila euro. Mentre dal prossimo anno saranno a disposizione altri 10mila euro, per mettere a disposizione di altre scuole questa nuova modalita’ di apprendimento. Le lavagne, e’ stato spiegato saranno fornite alle scuole complete di videoproiettore e casse acustiche, insieme e ad un pc portatile. I contenuti proiettati sulla lavagna interattiva, che deve essere collegata a un videoproiettore e a un pc, funzionano esattamente come un computer. Le icone possono essere cliccate, i file selezionati, trascinati, aperti, modificati, collegati, salvati e cancellati. Sulla Lim i gesti familiari della scrittura e del disegno vengono codificati in forma di "inchiostro digitale".
Il ministro Gelmini ha inoltre annunciato che, contemporaneamente alla distribuzione di queste prime 10mila lavagne, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica organizzerà un percorso di formazione rivolto a 24mila docenti di tutte le discipline per la progettazione di attività didattiche che sperimentino l’uso della Lim. "Il processo di innovazione aperto dalla lavagna interattiva multimediale - ha sottolineato Gelmini- consentirà di sperimentare un nuovo rapporto tra libri di testo e contenuti digitali e i docenti avranno la possibilità di sviluppare nuove soluzioni e metodologie didattiche che prevedano una forte integrazione tra testo a stampa e contenuti digitali".
"Oggi ha detto Berlusconi diamo il via alla scuola digitale in Italia. Questo è davvero l’inizio di un cambiamento che dovrà marciare a tappe forzate per colmare il grave ritardo con cui abbiamo trovato l’istruzione in Italia". Berlusconi ha ricordato il progetto della scuola delle tre ’I’, che "rimane valido, anche se purtroppo negli ultimi due anni ha segnato il passo a causa della politica della sinistra. La scuola, per troppo tempo è stata usata non con l’obiettivo della formazione ma come ammortizzatore sociale. Gli insegnanti sono tanti, costano tanto anche se hanno una retribuzione modesta, e l’obiettivo della formazione è inadeguato per la nostra società ma anche per le imprese". Il presidente ha poi fatto riferimento alle polemiche innescate dalla sinistra sul maestro unico: "Grazie all’introduzione del maestro unico il tempo pieno, cosi’ utile per le famiglie, sara’ aumentato del 50%. I bambini non avranno a che fare con un solo maestro. Avranno quello di educazione fisica e quello d’inglese. Poi ci sara’ uno che diventera’ il punto di riferimento fondamentale. Noi avremo meno insegnanti e seguiremo l’esempio dell’Europa. La nostra intenzione e’ di pagarli meglio. La scuola che abbiamo in mente guarda ai giovani e al futuro, con insegnanti che fanno con sobrieta’ e passione il loro lavoro".
"Dico in modo chiaro e deciso che non ci sara’ nessuna cacciata. Gli 87 mila insegnanti di meno da qui a tre anni li raggiungeremo per effetto dei prepensionamenti e del blocco del turn over".
Al termine della conferenza il presidente del Consiglio e il ministro Gelmini hanno consegnato un attestato e un assegno di mille euro a 20 dei 4mila studenti che hanno preso 100 e lode all’esame di Stato. A questo proposito Gelmini ha annunciato un aumento degli incentivi all’eccellenza che passeranno dagli attuali 5 mln di euro a 8 mln di euro.
Adnkronos

Bene così, un paese come il nostro,con il terzo debito pubblico del mondo non può permettersi un rapporto alunni-studenti di 9,1 contro i 13,3 della media OCSE.
Servono meno insegnanti,più pagati,preparati e motivati, non conta il numero degli insegnanti ma la qualità dell’istruzione, con i risparmi così ottenuti si possono dotare gli istituti di strumenti tecnici e didattici all’avanguardia come appunto le “lavagne interattive multimediali”,invece di spendere il 97% delle risorse per gli stipendi degli operatori della scuola,con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
E’ proprio questo che deve fare un governo che governa, razionalizzare la spesa e migliorare la qualità del servizio, le chiacchiere sulla rovina della scuola e altre castronerie di questo genere lasciamoli pure ai sindacati obsoleti e alla sinistra “parolaia e inconcludente” che difendono lo “status quo” senza avere uno straccio di idea in proposito.

ANCHE LA SCUOLA HA VOLTATO PAGINA

E’ LA NUOVA STAGIONE !!!




2 ottobre 2008

GLI ITALIANI NON PERDERANNO NEMMENO UN EURO

«Non consentirò attacchi speculativi sulle nostre banche e non accetterò che i cittadini italiani perdano neanche un euro dei loro depositi».
Questo il messaggio forte che Silvio Berlusconi ha lanciato ieri ai mercati, mentre era in corso l’attacco speculativo su alcuni dei principali istituti di credito italiani, contemporaneamente il ministro dell’Economia,Tremonti diffondeva una nota in cui si affermava che d’intesa con la Banca d’Italia saranno adottate le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema bancario e la difesa dei risparmiatori secondo le indicazioni del governo e del Premier.
Dopo queste dichiarazioni il titolo dell’Unicredit in borsa,uno degli istituti sotto attacco degli speculatori, che perdeva oltre il 7% ha chiuso la seduta in netto rialzo del 11,6%.
D’altra parte, spiega ancora il Premier, «il Paese è attrezzato per dare delle risposte e il nostro sistema bancario è lontano rispetto a quello degli altri Paesi». Un’analisi che parte da lontano: «Il valore di un’impresa è dato dal suo reddito e dalle previsioni di reddito. E le aziende in Italia sono sane. Quando il reddito di un’impresa supera del 3 o 4 per cento il valore delle azioni in Borsa, quella azienda è sottovalutata. Oggi ci sono aziende sottovalutate del 12 o 13».
Gli immobili in Italia non hanno subito flessioni di prezzo, gli istituti di credito operano sul territorio con migliaia di sportelli e il sistema dei mutui italiano concede a chi investe per una casa al massimo il 50%,l’Italia è un paese manifatturiero per eccellenza non è un paese della finanza.
Al di la delle rassicurazioni, comunque non ci si può fare illusioni, l’onda lunga della crisi finanziaria americana in qualche modo si farà ancora sentire da noi, Tremonti stesso che ha avuto il merito di prevedere con largo anticipo ciò che sta succedendo,non sa e non può dire quando terminerà la tempesta,così come non può dirlo nessuno.
Intanto il senato USA ha approvato il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari messo a punto dall’amministrazione Bush, i candidati alla presidenza McCain e Obama hanno votato a favore, oggi torna all’esame della camera che lo aveva bocciato per soli 12 voti.
Tremonti continua a tranquillizzare mercato e risparmiatori : "Le conseguenze della crisi rimangono contenute, la liquidità delle banche rimane adeguata" ,così il ministro dell’economia in audizione alla camera dei deputati.
Speriamo di cavarcela senza danni, e soprattutto che la tempesta passi presto.










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