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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



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2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
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ciascuno di noi possa avere
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Silvio Berlusconi  
























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un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
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siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
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GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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30 giugno 2008

PIENA SINTONIA DI BERLUSCONI E DEL PDL CON IL PAESE

"La fiducia nel presidente del Consiglio e nel governo di centrodestra rimane sui massimi, anche a causa della crisi profonda del Partito Democratico". Lo afferma in un'intervista al quotidiano online Affaritaliani.it l'amministratore delegato di Coesis Research, Alessandro Amadori.
"La fiducia rimane stabile intorno al 60 per cento" e "il dato risente anche di fattori relativi, ovvero dipende dallo scenario competitivo". "Il governo - prosegue - è completamente privo di alternative credibili e visibili, perciò l'indicatore di fiducia resta stabile".
Il Paese sa che non c'è un'alternativa. Si tratta di una fase unica della storia del nostro Paese, non è mai accaduto che esistesse una situazione di mono - offerta.
Un certo attivismo berlusconiano su fronti comunque minori, come la storia dei processi, ha forse introdotto elementi di ambivalenza, che però non influenzano né la fiducia né le intenzioni di voto verso il Centrodestra.
L'estrema debolezza del Centrosinistra è il vero problema dell'Italia. Le bocce sono ferme, l'indebolimento della sinistra non sembra avere soluzione; anzi per i cittadini è più probabile che si dissolva il Pd piuttosto che Berlusconi perda fiducia.
Questa dunque l’analisi di Coesis Research pubblicata il 26 scorso, ieri invece il Corriere della Sera, a conferma di questa tendenza ha pubblicato un
sondaggio sulle intenzioni di voto dove si evince il drammatico affondamento del PD e un prodigioso scatto in avanti del Popolo Della Libertà.
Il Pd in pochi mesi ha perso 5 punti (dal 33,1 % del 13 aprile al 28%), e Di Pietro ne ha guadagnati 3 (dal 4,4% al 7,4%). La Sinistra recupera almeno 1 punto, e intanto il PDL schizza di oltre 7 punti: dal 37,4% al 44,6%.
Saranno appunto questi sondaggi che hanno convinto Veltroni a recuperare il pullman rottamato e a rimettersi in giro per l’Italia da settembre, fatica e tempo sprecati secondo me.
Veltroni in soli due mesi è stato costretto a rimangiarsi tutto ciò che aveva detto e programmato all’atto della sua elezione a segretario del PD e ribadito in campagna elettorale, stretto com’è tra l’incudine della contestazioni e delle correnti interne e il martello del giacobinismo dell’alleato Di Pietro, sarà già tanto se arriverà alle elezioni europee dell’anno prossimo, dove non ci saranno voti utili e antiberlusconismo che potranno aiutarlo.
I giacobini e i giustizialisti invece non fanno altro che portare acqua al mulino del Popolo Della Libertà e di Berlusconi, questo dato era già emerso in campagna elettorale e subito dopo il voto, i risultati di questo sondaggio ne sono la lampante conferma.
Avanti così dunque senza indugi, soprattutto sui temi della sicurezza e della giustizia, il popolo è con Silvio.






29 giugno 2008

SE ANCHE IL MAGISTRATO SI INDIGNA

Mentre il PM di Palermo,Antonino Ingroia , in assoluta aderenza al codice deontologico dei magistrati,il quale prevede che “a causa del delicato ufficio che ricopre,il magistrato non solo deve essere equo, imparziale e professionale, ma deve sembrarlo in ogni occasione”, se ne va allegro e giulivo all’assemblea nazionale di sinistra democratica per prendere la parola e attaccare il governo e Berlusconi, togliendo così ogni ombra sulla sua indipendenza,imparzialità e serenità di giudizio(Sic), può succedere che, oltre alla stragrande maggioranza dei cittadini,schifati e in assoluta crisi di rigetto nei confronti della magistratura e dell’amministrazione della giustizia, anche qualche magistrato può indignarsi.
Non parlo naturalmente di qualcuno dei tantissimi magistrati che ogni giorno fanno in silenzio il proprio dovere,che non hanno crisi di autostima se non compaiono sulle prime pagine dei media, se non partecipano ad assemblee di partito o ai social forum, o non si auto eleggono “rappresentanti della società civile” , ma di un magistrato piuttosto noto alle cronache giudiziarie e non, ora parlamentare nelle fila del partito democratico, il giudice Felice Casson, che sembra aver compreso appieno gli effetti della deriva politica di una parte della magistratura in questa intervista al Corriere Della Sera.
Definisce la magistratura «un mondo ormai autoreferenziale». Addita il Csm di «comportamenti poco chiari, ai limiti della correttezza e della legittimità istituzionale». Eppure non è il Cavaliere e nemmeno un suo famiglio. Anzi, in passato era considerato una «toga rossa». Ora Felice Casson è senatore del Partito democratico. E se una voce di sinistra decide di criticare quelli che un tempo erano suoi colleghi, non è per sostenere l'offensiva di Silvio Berlusconi semmai per scongiurarla, per impedire che faccia definitivamente breccia nell'opinione pubblica, «dove i giudici riflettono un'immagine negativa». Perché sarà pur vero che è riapparso il «Caimano», ma è altrettanto vero che sono state anche le toghe ad evocarlo, e con i loro «gravi errori» si sono resi corresponsabili del clima di scontro istituzionale: «E comprendo il tormento del capo dello Stato, immagino la sua difficoltà a gestire una situazione in cui c'è chi aggredisce e chi — sentendosi aggredito — aggredisce a sua volta».
«Il Csm è lo specchio dei magistrati. Basta vedere cosa riflette. C'è un eccesso di esternazioni. C'è un'evidente volontà di fare attivismo politico. Per esempio, che senso aveva far trapelare la bozza del parere sulla norma blocca- processi? E quale logica celava? O è stato fatto senza pensarci, o c'erano fini politici. In entrambi i casi è ovvio che venga criticato questo protagonismo deteriore». Il dato grave è che l'organo di autogoverno dei magistrati gli appare senza controllo, perché «il vice presidente Nicola Mancino non ha alcun potere sui membri togati, che nella loro testa si sentono totalmente autonomi». E c'è un solo modo per restituire ordine alle cose, «riacquisire un senso di responsabilità personale e istituzionale. Altrimenti, se il Csm non sarà capace di intervenire per sanare le sue storture, sarà la politica ad intervenire sul Csm».
Noi proponiamo un organismo autonomo per la parte disciplinare. Così come siamo in procinto di presentare un pacchetto sulle intercettazioni con norme più restrittive che ne impediscano la divulgazione».
Parte ricordando «le mie indagini sul terrorismo. Allora non usai le intercettazioni. In altre inchieste sì. Dipende comunque dalla professionalità dei singoli magistrati...
Nei riguardi del premier non c'è accanimento giudiziario, c'è forse una concentrazione eccessiva. Diciamo che c'è molta attenzione (toh chi l'avrebbe mai detto).
Capisco Milano. Siccome si sono concentrati sul filone economico-finanziario, vanno avanti seguendo quel filo. E magari il filo conduce verso situazioni da accertare. Ma Napoli... Rispetto a Milano è un'altra storia... Insomma, non si può passare la vita ad intercettare veline».
«È giusto che il premier assolva il mandato degli elettori, e mentre sono contrario alla norma blocca - processi, non mi scandalizza l'idea di uno "scudo" per le alte cariche istituzionali, sebbene pensi che debba essere varato con una legge costituzionale.
«Io mi preoccupo della politica. Perchè non voglio aspettare Berlusconi davanti al tribunale di Milano, voglio aspettarlo e batterlo nell'Aula del Parlamento».
Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo, ma in conclusione c’è una notizia che vale la pena di segnalare, mentre la procura di Napoli intercetta veline&affini trascrivendo circa novemila telefonate( si novemila,avete letto bene) per scoprire l’acqua calda, in provincia di Foggia, per decorrenza dei termini,a causa (udite udite) della mancata trascrizione delle intercettazioni ambientali, alcuni pericolosi criminali appartenenti alla mafia garganica, sono stati rimessi in libertà.
Nessuna meraviglia dunque che i cittadini siano schifati da questa magistratura che rappresenta ormai una casta autoreferenziale, inefficiente e in buona parte politicizzata,quello che meraviglia è che ci sia un 20% che ancora le da credito.
Urge un “drizzone”, bisogna rimettere mano alla riforma dell’ordinamento giudiziario, ora,subito, per dare efficienza e razionalità agli uffici con una burocrazia che prevede capiufficio e responsabili, carriere per merito ed esami non per anzianità, separazione totale e definitiva delle carriere tra PM e magistrati giudicanti , riforma dei regolamenti di assegnazione e di trasferimento, e in caso di conclamata incapacità nomina di manager per l’amministrazione degli uffici giudiziari, non è possibile infatti che a fronte di una spesa assolutamente in media con tutti i maggiori paesi dell’Unione Europea, ci siano risultati così deludenti e tanta inefficienza, poi riforma del CSM ecc. ecc.
Solo così si potranno restituire i magistrati al loro compito che è quello di occuparsi dei processi e forse tra qualche lustro riusciremo ad avere dei giudici veramente terzi, probabilmente la casta strepiterà e magari farà anche qualche serrata in vista della riduzione di privilegi considerati ormai intoccabili,che facciano pure, tanto peggio di così non potrà andare.
E’ QUESTO IL VERO CANCRO DA ESTIRPARE” , forza Presidente Berlusconi ora o mai più.




28 giugno 2008

UN CANE IDROFOBO

 Va bene tutto, lo scontro duro, la massima contrapposizione, anche l’ostruzionismo, perché no, ma che la politica italiana si debba ridurre alle contumelie e alle offese personali con linguaggio da osteria , come nemmeno nei momenti più neri di questo paese, il tutto per avere un po’ di visibilità,proprio no.
Fanno bene Silvio Berlusconi e il governo, a non accettare provocazioni e non scadere nella rissa verbale, ma io mi chiedo e vi chiedo :” Veltroni e il Partito Democratico che a parole rappresentano la nuova sinistra, come fanno ad andare a rimorchio di uno come Di Pietro, UN CANE IDROFOBO CHE ABBAIA ALLA LUNA ?”
Sempre che i cani non si offendano,naturalmente.

UPDATE : Mi è piaciuta la sobrietà del Popolo Della Libertà,che senza trascendere ha risposto con poche e chiarissime parole, cito due dichiarazioni su tutte:

-"Da come parla si capisce che Di Pietro è un analfabeta. Berlusconi disse che la sua laurea era falsa perché regalata dai servizi, ma sbagliava. E' falsa anche la sua licenza elementare".
Maurizio Gasparri

- “Di Pietro vada a quel paese”. Umberto Bossi





27 giugno 2008

ALTRO CHE METASTASI SIAMO ALLO STADIO TERMINALE

Che palle, ancora una volta invece di occuparmi di quello che stanno facendo il governo, il Popolo Della Libertà e Berlusconi per tentare di risolvere i gravi problemi di noi tutti e di questo ex bel paese sono costretta a scrivere di ciarpame mediatico e spazzatura giudiziaria.
La macchina politica mediatica giudiziaria perfettamente lubrificata che accompagnò gli anni di tangentopoli, e fu inceppata dal granello di sabbia, o meglio dal macigno Silvio Berlusconi e dalla sua discesa in campo, si sta riproponendo in questi giorni,seppur in versione ridotta , con l’obiettivo nemmeno tanto nascosto di azzoppare in qualche modo per via giudiziaria il legittimo premier scelto democraticamente dagli italiani.
Ieri all’assemblea della CONFESERCENTI Berlusconi, come è costretto a fare da 14 anni, ha espresso la sua indignazione contro una parte di magistratura politicizzata e procure eccellenti, e ha definito senza mezzi termini questo tipo di magistrati “UNA METASTASI DELLA DEMOCRAZIA”, ci sono stati fischi ma anche tanti applausi, anzi gli applausi sono stati nettamente superiori come ha confermato il presidente Venturi, cosa normale se si considera che l’associazione è da sempre storicamente vicina alla sinistra, ma la maggior parte dei media nostrani parlano invece di un “Berlusconi subissato dai fischi” ,cosa assolutamente non vera come detto sopra.
Ma non solo, come a confermare l’aggressione in piena regola al governo,ecco che l’Espresso annuncia la rivelazione di nuove intercettazioni di telefonate tra Berlusconi, l’ex direttore di RAI fiction Agostino Saccà ed altri, nulla di trascendentale come è ovvio altrimenti sarebbero state pubblicate insieme a quelle già note,ma si sa tutto fa brodo.
A questo proposito bisogna ringraziare il gruppo editoriale l’Espresso-Repubblica che ancora una volta,caso mai ce ne fosse bisogno, rafforzano il convincimento dell’opinione pubblica sulla necessità ed urgenza di regolamentare le intercettazioni telefoniche.
Intanto il processo Mills che vede imputato il premier con accuse risibili e del tutto infondate,va avanti presieduto dalla pasionaria Nicoletta Gandus, che tra le udienze e le partecipazioni ai social forum trova anche il tempo di firmare appelli e proteste, nonché fare politica attiva contro il precedente governo Berlusconi, costei in teoria dovrebbe essere un magistrato equo,imparziale e professionale,tutto da ridere e per questo ricusata da Berlusconi.
Il processo Mills non vedrà mai la sentenza definitiva, è destinato entro il prossimo anno alla prescrizione, e ancora non c’è neppure la sentenza di primo grado, anzi sarebbe già concluso se non si fossero inventati uno spostamento di date per allungarlo ancora un po’.
Come ciliegina sulla torta tra coloro che al CSM dovrebbero giudicare l’ammissibilità della ricusazione di Berlusconi nei confronti del giudice Gandus ci sono tre cofirmatari degli appelli antiberlusconiani ovvero i magistrati Pepino,Fresa e Roia, in un delirante quadro di “ INTERESSI SENZA CONFLITTO”.
Lo stesso CSM che in questi giorni a proposito della norma blocca processi sta dando il peggio, in un turbinio di anticipazioni e indiscrezioni a titolo personale o di componenti interne, con la pretesa non di dare un parere ma di sostituirsi alla corte costituzionale, cosa che ha irritato fortemente il presidente della Repubblica e spinto il PDL a chiedere le dimissioni del presidente Mancino.
In questo quadro parlare come ha fatto Berlusconi di “ METASTASI DELLA DEMOCRAZIA” è riduttivo, qui secondo me siamo allo “STADIO TERMINALE” e questo cancro va estirpato al più presto, urge rimettere mano alla riforma della giustizia e alla effettiva separazione delle carriere tra giudici e PM , nonché all’organizzazione burocratica degli uffici giudiziari.
La stragrande maggioranza degli italiani, compresi tantissimi che alle scorse elezioni non hanno votato per Berlusconi, sono letteralmente schifati e indignati da questi “magistrati che fanno politica”, come dimostrano tutti i recenti sondaggi sull’argomento che vedono la fiducia nella magistratura ad un misero 20% , gli italiani non ci credono più e non mi stancherò mai di ripetere che a “vaccinarli” sono state proprio queste procure e questi magistrati con processi tipo SME o TANGENTI ALLA GDF (avviso di garanzia al G7 di Napoli) che hanno inquinato e avvelenato la vita politica e democratica italiana per oltre un decennio e conclusi poi con l’assoluzione di Berlusconi per “NON AVER COMMESSO IL FATTO” e perché “ IL FATTO NON SUSSISTE”, adesso chi volete che ci creda più?
Domani in consiglio dei ministri sarà varato il DDL sull’immunità per le alte cariche dello stato
, il cd nuovo lodo Schifani opportunamente integrato con i rilievi della corte costituzionale che ne bocciò la precedente versione, che è visto bene anche da Napolitano.
Se qualcuno spera che in qualche modo, magari per via giudiziaria, si possa sovvertire il libero e democratico voto degli italiani che vogliono essere governati da Berlusconi, è solo una pia illusione.
Così come non si illudano pseudo intellettuali ,artisti , benpensanti di tutti i tipi, giacobini, giustizialisti,girotondini,a proposito ben tornati, con i loro inutili appelli che una maggioranza rozza, incolta,rurale e teledipendente, figlia della videocrazia (così definita da costoro), puntualmente prende a ceffoni.
BERLUSCONI E’ STATO GIA’ GIUDICATO DAL POPOLO SOVRANO” che gli ha conferito ampio e indiscutibile mandato a governare.
Insomma se non si fosse ancora capito, Berlusconi per nostra fortuna ce lo terremo a lungo, e a coloro che proprio stanno male a quest’idea consiglio di fare una abbondante scorta di medicine per le funzioni epatiche, altrimenti tra cinque anni si ritroveranno con il fegato a pezzi.









26 giugno 2008

DOPO LA DISCARICA DI CHIAIANO IL TERMOVALORIZZATORE AD AGNANO

Dopo che è stata ufficializzata l’idoneità del sito di Chiaiano come discarica per i rifuti, sarà pronta tra 3 mesi e verrà presidiata dall’esercito, il sindaco di Napoli Iervolino ha comunicato nei tempi stabiliti, la scelta dell’area cittadina dove sorgerà il nuovo termovalorizzatore, si tratta di Agnano precisamente nell’aerea dell’ex spaccio della NATO.
E così anche Napoli si allinea ad altre città e metropoli italiane ed europee come Brescia,Parigi, Montecarlo, Vienna ecc. , tutte con termovalorizzatori nel centro cittadino.
Una cosa del genere era impensabile soltanto un anno fa, addirittura il sindaco Iervolino ha proposto alla giunta di andare a Brescia per rendersi conto di come funziona il termovalorizzatore locale, adesso vogliono andare a Brescia, solo adesso, dopo che si parla di termovalorizzatori da oltre un decennio, si è perso completamente il senso del ridicolo.
Bisogna sottolineare che la decisione è stata favorita dal decreto del governo che ha dato un tempo limitato all’amministrazione comunale per indicare l’area altrimenti la decisione sarebbe spettata al sottosegretario Bertolaso.
Vuoi vedere che per davvero nel giro di qualche anno si risolve definitivamente la questione rifiuti in Campania?
Certo le proteste delle minoranze si stanno organizzando anche ad Agnano , ma forse non si è ancora capito del tutto che “ l’aria è cambiata” , non saranno consentite derive anarchiche e si userà la forza dello stato contro chi si opporrà alle legittime decisioni delle autorità democraticamente elette, esercito e forze dell’ordine garantiranno la legalità.






25 giugno 2008

LA FABBRICA DEGLI STIPENDI

La scuola italiana nel suo complesso è ormai diventata e percepita come una “fabbrica di stipendi” e posti sicuri, non si spiega altrimenti come mai ci siano tanti uomini e donne, i cosiddetti precari, il cui numero è attualmente di circa trecentomila, che sono disposti a fare supplenze nelle sedi più disparate, che aspettano con ansia la nomina per qualche mese o un incarico annuale, il tutto mentre passano anni e anni,addirittura decenni con la speranza di essere immessi in ruolo definitivo, questo nonostante il calo accentuato negli ultimi decenni di alunni per mancanza di nascite che non vengono riassorbiti dai figli degli immigrati nel nostro paese.
Si è arrivati all’assurdo che nel nostro paese si ha un rapporto di 9,1 alunni per ogni insegnante,contro una media OCSE di 13,3,naturalmente anche il personale ausiliario, tecnici, amministrativi, dirigenti ecc. sono in funzione di tale rapporto, con il risultato che il nostro personale insegnante è il peggio retribuito in ambito europeo, con una carriera piatta,uguale per tutti e senza meritocrazia o quasi, questo comporta che la stragrande maggioranza delle risorse vengono impiegate per retribuire tutta questa pletora di personale con benefici nulli per il miglioramento dell’istruzione degli alunni e del livello qualitativo della scuola stessa, è difficile infatti credere che un insegnante bravo che viene retribuito allo stesso livello di un mediocre possa avere voglia di continuare a impegnarsi a far bene all’infinito il suo lavoro.
E così non appena il neo ministro dell’istruzione e università,Gelmini, ha reso nota la bozza del suo piano che prevede di alzare il rapporto insegnanti/alunni di un punto al 10,1 entro il 2012 e comunque sempre molto sotto la media OCSE, il che significherebbe all’incirca un centomila cattedre in meno con un risparmio di otto miliardi, si sono subito levati gli alti lai della trimurti sindacale, che parlano di attacco alla scuola pubblica(Sic) e smantellamento della stessa, come se avere più insegnanti significa più qualità,tutt’altro.
E’ incredibile invece lo scempio a cui si deve assistere a ogni inizio di anno scolastico, dove per formare le classi anche solo di 10 alunni si chiedono deroghe continue,il tutto per mantenere quanta più gente in servizio,non certo per migliorare la qualità e il livello dell’istruzione.
Sono disposta ad avere un po’ di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati” dice il ministro Gelmini, la scuola va considerata "un servizio di cui dobbiamo abituarci a misurare i costi, i benefici, la qualità, il grado di soddisfazione degli utenti e di coloro che vi lavorano".
Sante parole, le risorse che si risparmieranno nella razionalizzazione, almeno una parte va certamente impiegata per migliorare l’aspetto economico degli insegnati più bravi e capaci e per dotare gli istituti di strumenti tecnici e didattici all’avanguardia,solo così potremo sperare di avere una scuola che formi allievi preparati ad affrontare la vita e il mondo del lavoro.
Naturalmente questi sindacati obsoleti,con la vecchia logica di dare “tutto a tutti” non saranno d’accordo, ma bisogna farlo a tutti i costi, lo richiede il paese e le attuali contingenze formative, non si può andare avanti con le vecchie logiche, sono curiosa di vedere il ministro alla prova.
Intanto bisogna far presente alle centinaia di migliaia di precari che non ci sarà spazio per tutti, e con il calo delle nascite sarà sempre peggio, pertanto pensino anche a professioni alternative, ce ne sono di meglio e meglio retribuite, non c’è solo la professione di docente e la scuola, piuttosto che aspettare una immissione in ruolo anni e decenni,se mai arriverà.




25 giugno 2008

PRONTO IL NUOVO LODO SCHIFANI

Sarà varato nel prossimo consiglio dei ministri,probabilmente venerdì, il cd nuovo lodo Schifani, ovvero la legge che blocca i processi per le più alte cariche dello stato durante il loro mandato, lo ha annunciato il ministro della giustizia Angelino Alfano.
Si tratta di una norma che tutela le alte cariche dello stato,Presidente della Repubblica, Premier,presidenti di camera e senato e presidente della corte costituzionale, sospendendo i processi penali in corso per la durata in carica del mandato, restano sospesi naturalmente anche tutti i termini di decorrenza e prescrizione, una norma vigente in molte democrazie occidentali.
In pratica si tratta della riedizione del lodo Schifani già approvato nella legislatura 2001-2006, opportunamente corretto e integrato dai rilievi della corte costituzionale che ne provocarono la bocciatura.
C’è da registrare su questo fronte l’apertura del capogruppo al senato del partito democratico Anna Finocchiaro che, sfidando il manettaro Di Pietro ha dichiarato di non avere pregiudizi al riguardo, così come anche l’UDC guarda con favore a un provvedimento di questo tipo.
Si tratta di un provvedimento di assoluto buon senso, nessuna impunità,ma solo posticipo del giudizio, cosa che consente a chi è stato chiamato dal popolo di espletare il suo mandato al meglio senza nessuna remora, ed è il primo argine a quella parte di magistratura e procure eccellenti politicizzate, che vorrebbero sovvertire il libero e democratico voto,magari con accuse risibili e infondate come ha dimostrato recentemente il caso Mastella.
E non è certamente un caso che solo il 21% degli italiani ha fiducia nell’operato della magistratura, nel 1992-93 erano oltre l’80%.
Naturalmente è solo l’inizio, urge rimettere mano a quella parte della riforma giudiziaria approvata durante l’ultimo governo Berlusconi che non fece in tempo ad entrare a regime, ovvero struttura e burocrazia degli uffici giudiziari, netta separazione delle carriere tra PM e giudici, avanzamento di carriera per merito e concorsi e non per anzianità , test psichico attitudinali obbligatori poiché come in tutte le altre categorie anche tra i magistrati può esserci qualche “disturbato mentale”, ecc. ecc.
E’ utile ricordare infine che la magistratura non è un potere, bensì un organo amministrativo dello stato,seppur indipendente, e che la supremazia della politica che rappresenta il “popolo sovrano” non può essere messa in discussione se non da chi le ha conferito il mandato.
Più chiaramente :” LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO NON ALLE PROCURE”.




24 giugno 2008

SI DEL SENATO AL DECRETO SICUREZZA

A larghissima maggioranza,166 si ,123 no e 1 astenuto il senato della repubblica ha dato via libera al decreto sicurezza che contiene tra le altre cose la norma blocca processi, l’utilizzo dei militari nei grandi centri a supporto delle forze dell’ordine e l’aggravante di clandestinità.
Il decreto passa ora alla camera dei deputati che dovrà approvarlo entro il 21 luglio.
E a proposito della norma blocca processi vi segnalo qualche riflessione del procuratore aggiunto di Torino,Bruno Tinti,estratte da questa intervista rilasciata al quotidiano La Stampa.
“Il pregiudizio non è proprio gratuito: leggi ad personam per evitare a Berlusconi condanne penali, più o meno certe in base alla legislazione vigente al momento in cui il processo veniva celebrato, sono state fatte, tante e con successo; e questa pare l'ultima della specie (fino ad ora). Però, forse, in questo caso va superato. La fine del processo contro Berlusconi è segnata, se non in primo grado nel secondo: salvo il caso di una assoluzione nel merito che pare improbabile, la sentenza sarà di estinzione del reato per prescrizione; e dunque Berlusconi non ha bisogno di questo emendamento per raggiungere un risultato che, sostanzialmente, ha già in tasca. Quanto alla riapertura dei termini per il patteggiamento (solo per i processi sospesi), anche in questo caso non credo possa pensarsi a una norma di favore: mi pare improbabile che Berlusconi intenda risolvere i suoi problemi giudiziari con un patteggiamento”.
È anche vero che si potrebbe pensare che il nostro agisca in previsione di guai giudiziari futuri; ma insomma mi pare evidente che l'emendamento in questione non «serva» al premier.
Così, sebbene i «precedenti» di questa maggioranza rendano arduo immaginare che il Governo agisca per rendere efficiente l'amministrazione della giustizia, si può anche immaginare che questo emendamento sia stato costruito effettivamente al fine di far uscire il sistema giudiziario penale dal buco in cui è stato cacciato. In sintesi, la filosofia pare essere questa: svuotiamo il magazzino, composto di merce vecchia e avariata e anche non tanto di pregio, e gestiamo utilmente la merce nuova e comunque quella vecchia, ma di particolare qualità. Il che ha almeno il merito di affrontare il problema giustizia in un'ottica di organizzazione concreta.
Insomma, per una volta, non mi pare che la produzione legislativa della maggioranza sia insensata; forse bisognerebbe solo aggiustarla un po'.




23 giugno 2008

TOTO' VELTRONI E PASQUALE



«Dicono che seppure dopo due mesi questa volta Veltroni abbia riconosciuto la sconfitta. Quale riconoscimento? Al massimo la sua è stata l'inevitabile presa d'atto della sconfitta elettorale. Nulla ci ha detto invece sulla sconfitta politica, niente su Roma, sulla Sicilia, sulle altre amministrative, che dalla Sardegna alla Val d'Aosta sono state anch'esse un disastro: ci ha detto di più sulla sconfitta delle amministrative del 2007. Mi sembrava di essere nella gag di Totò».
«Sì, quella in cui un signore schiaffeggia Totò chiamandolo Pasquale, e più lo schiaffeggia e più Totò ride. Tanto che quello gli chiede: "Ma come, più io ti meno più tu ridi?" E Totò gli risponde: "E che sò Pasquale io? Volevo vedere dove andavi a finire". Veltroni è così: pensa che gli schiaffi che gli han dato gli elettori siano sempre diretti al governo Prodi. E in questo modo siamo arrivati al ridicolo di un Pd che continua a presentarsi come partito a vocazione maggioritaria, mentre in Sicilia prende il 12,5 per cento».

Arturo Parisi Corriere Della Sera 22/06/2008





23 giugno 2008

GIA' APPROVATA LA NORMA BLOCCA PROCESSI

La norma blocca processi è stata già approvata, ed è perfettamente costituzionale, soltanto che non è stata licenziata da questo parlamento e da questo governo, bensì dal governo Prodi e controfirmata dall’allora ministro della giustizia Flick e dallo smemorato di Collegno, Oscar Luigi Scalfaro.
Lo precisa l’ex Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, Antonio Albano in una lettera al Corriere Della Sera.
Caro Direttore, con riferimento all'articolo apparso in prima pagina sul suo giornale, dal titolo «Passa la norma blocca processi», forse è opportuno segnalarle che una disposizione analoga è da tempo vigente nel nostro ordinamento giuridico.
Con il decreto legislativo del 19 febbraio 1998 n. 51 è stato introdotto uno smilzo articoletto (art. 227) il quale testualmente dispone: «Al fine di assicurare la rapida definizione dei processi pendenti alla data di efficacia del presente decreto, nella trattazione dei procedimenti e nella formazione dei ruoli di udienza, anche indipendentemente dalla data del commesso reato o da quella delle iscrizioni del procedimento, si tiene conto della gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l'accertamento dei fatti, nonché dell'interesse della persona offesa.
Gli uffici comunicano tempestivamente al consiglio superiore della magistratura i criteri di priorità ai quali si atterranno per la trattazione del procedimento e per la fissazione delle udienze».
Con tale disposizione è stata consentita la trattazione di quei procedimenti che il magistrato, a suo discrezionale apprezzamento, ritiene «gravi o dotati di concreta offensività». Per gli altri il destino è assicurato: saranno stipati in un oscuro sottoscala all'interno di un ufficio giudiziario, in attesa dell'arrivo liberatorio della prescrizione. È stata cosi introdotta una illegittima archiviazione, mascherata con buona pace del declamato principio della obbligatorietà dell'azione penale.
Il predetto decreto legislativo porta le firme di Prodi, presidente del Consiglio dei Ministri, Flick, ministro di Giustizia, Scalfaro, presidente della Repubblica. È singolare, perciò, che nell'intervista rilasciata al suo giornale, il presidente Scalfaro non abbia fatto alcun riferimento alla disposizione suddetta. Preme sottolineare che in un Paese di democrazia liberale spetta al Parlamento individuare quali fatti assumono rilevanza penale e, quindi, quali reati debbano essere perseguiti. Appare, perciò, quantomeno eccentrico che i criteri di priorità imposti dalla disposizione summenzionata debbano essere portati all'attenzione del Csm e non del Parlamento.
Antonio Albano
ex Procuratore Generale Onorario presso la Corte di Cassazione.

Thanks al Legno Storto 

Ora però mi raccomando, non fatelo sapere in giro,altrimenti ci perdiamo lo spettacolo dei giacobini e dei travagliati in difesa della legalità, del CSM e ANM che abbaiano sull’inaudito attacco all’indipendenza della magistratura e sullo scempio della costituzione, magari prima della chiusura estiva del parlamento faremo anche in tempo ad assistere a qualche girotondo, con il caldo che fa sarà uno spettacolo da non perdere.




21 giugno 2008

ANCHE IL FINANCIAL TIMES DA RAGIONE A BERLUSCONI

Il "Financial Times" si schiera con Silvio Berlusconi nel nuovo, durissimo scontro aperto con i magistrati. In un editoriale intitolato "L'Italia fa bene a tenere a freno i giudici", il quotidiano britannico sottolinea la necessita' di introdurre una legge sull'immunita' -come e' gia', per esempio, nell'ordinamento di Spagna, Francia, Germania e dell'Unione Europea- che "non da' ai funzionari eletti mano libera, ma serve a proteggere il diritto dell'elettorato di essere governato da persone che hanno scelto democraticamente". Tra l'altro, secondo l'editorialista Christopher Caldwell, la domanda da porsi e' se "le accuse contro Berlusconi nascono da una disinteressata richiesta di giustizia o dal desiderio una certa parte dell'elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non le piace". Per il Ft, e' un dato di fatto che in Italia, da oltre 15 anni, "i giudici godono di un livello di potere unico in Occidente". "Nei primi anni Novanta -ricorda il giornale- quando gli italiani avvertirono che non avrebbero piu' avuto bisogno di tollerare la corruzione che rientrava in un patto regolare della politica della guerra fredda, giudici ambiziosi destituirono le leadership dei principali partiti in processi corruzione...C'e' stata, in effetti, una reggenza giudiziaria sui funzionari eletti, con i giudici che hanno passato al setaccio la classe dirigente della generazione successiva".

Adnkronos

Di solito la stampa estera non è mai tenera nei nostri confronti ed è pronta a bacchettarci ad ogni occasione , così è anche in questo caso , dove l’editorialista evidenzia i guasti che ha provocato la deriva giustizialista e forcaiola dei primi anni novanta che non si è mai sopita del tutto, una parte della magistratura e procure eccellenti continuano nel provare ad attuare il disegno di cambiare la società da dentro le istituzioni, come prevede lo statuto associativo di alcune correnti, tentando di sovvertire la sovranità popolare, in pratica la ricerca dei “governi condivisi” (Sic) ,che chiedeva il tre volte resistente Borrelli in una famosa intervista, senza nessun ritegno, al Corriere Della Sera.
Se il disegno con Berlusconi non è riesce,è perché gli italiani sono stati ormai vaccinati proprio da questa parte della magistratura militante con le loro accuse che si sono dimostrate infondate, basta citare per tutti il processo SME, dieci anni di veleni e inquinamento della vita democratica italiana conclusi con l’assoluzione in cassazione di Silvio Berlusconi per “non aver commesso il fatto” e perché “il fatto non sussiste”.
Un ulteriore dimostrazione,caso mai ce ne fosse ancora bisogno, dell’urgenza di una legge sull’immunità per le alte cariche dello stato, così come è prevista in tutte le grandi democrazie occidentali, come opportunamente evidenziato dall’editoriale del Financial Times.




21 giugno 2008

NESSUNA NORMA SALVA PREMIER

"Non c’è nessuno stop, con le norme approvate si mettono da parte solo alcuni processi per consentire di far viaggiare più speditamente altri e non far uscire di galera stupratori e ladri. Mi indigna solo il fatto che si pensi che io voglio approfittare di queste norme. Ma non è così. Dico solo che il voto popolare non deve essere sovvertito da una magistratura che procede con accuse false e risibili".
A proposito della cosiddetta salva premier, Berlusconi ha dichiarato che appena vedrà i suoi legali «dirò che io non voglio approfittare di questa norma, perché voglio allontanare qualunque sospetto. È una norma salva tutti» e non una norma "salva-premier", come scritto su molti giornali.
Per questo motivo « sono indignato» ha aggiunto il presidente del Consiglio, annunciando che la settimana prossima terrà «una conferenza stampa per denunciare la situazione della magistratura italiana e tutta la mia indignazione e la mia volontà di non vedere sovvertita la democrazia».
Così nella conferenza stampa al termine del consiglio europeo Silvio Berlusconi rispondendo alle domande di alcuni giornalisti italiani.
"Nel 1994 - aggiunge il premier - ho visto sovvertire il voto popolare da una minoranza di giudici che stanno nella nostra magistratura. Ho patito 15 anni di persecuzioni per far sì che questo non possa più accadere".
Al riguardo, il presidente del Consiglio ricorda che fece, quando era a palazzo Chigi due legislature fa, una conferenza stampa per spiegare la risibilità di alcune accuse che lo riguardavano, portate avanti da "pm e giudici che utilizzano il potere giudiziario per sovvertire la democrazia in Italia. Un fatto che non posso permettere perché, oltretutto, mi si accusa di qualcosa che non esiste. Ve lo giuro sui miei 5 figli".
Che noia non se ne può più, sono 15 anni che cercano di far fuori Berlusconi per via giudiziaria, e nonostante abbiano fatto solo buchi nell’acqua continuano imperterriti non avendo niente di meglio di politico da proporre.
Che noia l’ANM che è andata a piagnucolare da Napolitano.
Che noia Veltroni e il partito democratico che da forza che si candida a guidare il paese ricade ancora una volta nell’errore di criminalizzare Berlusconi rivelandosi per quel che è ,una forza di pura agitazione altro che forza riformista.
Un opposizione responsabile che si candida a governare , ha scritto sul Corriere qualche giorno fa Piero Ostellino,
inviti, piuttosto, Berlusconi ad assumersi la personale responsabilità delle misure in questione; a spiegare agli italiani ciò che egli intende per distinzione fra «responsabilità politica » — di fronte al mandato che gli è stato conferito dalla sovranità popolare di realizzare il suo programma — e «responsabilità giuridica», cui dovrebbe impegnarsi a non sottrarsi una volta assolto il mandato. Dimostrerebbe, finalmente, e una volta per tutte, di non voler sconfiggere il centrodestra «per via giudiziaria», ma con gli argomenti della politica.
Io mi domando e vi domando ma dopo un processo come quello SME, che ha avvelenato la politica e la democrazia italiana per oltre un decennio, finito con l’assoluzione di Berlusconi per “non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste” , e dopo il processo per le tangenti alla GDF(quello del famoso avviso di garanzia al G8 di Napoli), terminato dopo sette anni con l’assoluzione in cassazione,ancora si spera di darla a bere agli italiani prefabbricando accuse, teoremi, e i “non poteva non sapere” insistendo con questo “fumus persecutionis” ?
Gli italiani ormai non ci credono più,come dimostrano tutti i sondaggi di opinione sull’argomento, e paradossalmente sono state alcune procure eccellenti e quella parte di magistratura militante a vaccinarli con le loro accuse rivelatosi poi del tutto prive di fondamento.
Presidente non mi deluda, approfitti del larghissimo consenso che gode tra gli italiani e metta subito in agenda quella riforma giudiziaria che due legislature fa venne approvata e non si riuscì a far entrare a regime,venendo poi depotenziata da Prodi e Mastella.
Lo chiedono gli italiani che vogliono essere giudicati da un giudice effettivamente terzo, e lo chiedono soprattutto i tanti magistrati che ogni giorno fanno il loro dovere in silenzio, che non hanno crisi di autostima se non compaiono sulle prime pagine dei media.







20 giugno 2008

VELTRONI E’ UN FALLITO

Ci siamo Walter Veltroni, il segretario del partito democratico, sempre più in balia delle correnti interne e tentato dall’opposizione giacobina e giustizialista di Di Pietro, annuncia la discesa in piazza, ma con calma in autunno, e lo fa dall’assemblea nazionale del partito: “Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani che noi chiameremo a raccolta per un’azione di protesta e di proposta in tutto il Paese e culminerà con una grande manifestazione nazionale”, il segretario del PD parla di "una sequenza di strappi" che Veltroni elenca così: Le intercettazioni, la ricusazione dei giudici, la riproposizione del Lodo Schifani, gli emendamenti ’salva-premier. Ecco, tutto indica che ci risiamo. Lo strappo che è stato consumato dall’onorevole Berlusconi sul decreto sicurezza chiude l’occasione del dialogo forse definitivamente.
Che il partito democratico voglia scendere in piazza , al di la di tutto è comunque un bene, un bagno di sano realismo a contatto con la gente comune è utile per gente come Veltroni&C che vivono su second life ormai da un bel pezzo, sempre distanti dalla gente e dal sentire comune.
Certo si capisce che dopo le scoppole elettorali a ripetizione, ultima quella siciliana, incalzato dall’interno e dall’esterno, Veltroni doveva fare qualcosa, peccato però che abbia fatto la cosa sbagliata, ovvero il ritorno alla vecchia stagione dell’antiberlusconismo militante che anche elettoralmente e nei consensi non ha mai pagato, i fatti sono lì a dimostrarlo.
Veltroni si dimostra dunque in tutta la sua pochezza per quel che è , un leaderino senza attributi, buono solo per chiacchiere e fiction incapace di tenere unito il suo partito ed imprimergli una chiara rotta riformista, piegandosi a seconda di come spira il vento.
A questo punto gente come Bersani, D’Alema o addirittura Fassino avrebbero saputo certamente far di meglio, si può anche non essere d’accordo su intercettazioni, lodo Schifani ecc, ma quello che non capisco è come si può addebitare al cittadino Berlusconi la “colpa” di ricusare un giudice , un cittadino che vede un grave pregiudizio da parte di un magistrato nei suoi confronti sbaglia forse a ricusarlo? Secondo Veltroni sembra proprio di si.
Adesso non rimane che vedere se Veltroni oltre a scendere in piazza , sarà capace di unirsi a Di Pietro, Flores D’Arcais, e tutti gli altri giacobini e mettersi anche lui a fare i girotondi, sarà uno spettacolo da non perdere.
E chissà se quando scenderà in piazza lo farà solo con il suo partito o si uniranno a lui anche le forze della sinistra massimalista e rivedremo così una bella riedizione di quell’Ulivo tanto caro a gente come Parisi e Rosy Bindi?
Solo il tempo ce lo potrà dire, intanto la replica di Berlusconi non si è fatta attendere, direttamente da Bruxelles dove è impegnato nel consiglio europeo : “Veltroni si preoccupi delle notizie terrificante sui conti di Roma che vanno sotto la sua responsabilità. Su questo chiederemo a un istituto internazionale una completa due diligence. Se sono confermate le notizie si tratterà di una bancarotta e gli amministratori di Roma saranno dei falliti che non potranno continuare a governare”.
Questa emergenza mi ha stranito. Non c'è nessuna città d'Europa che ha lasciato un deficit di 16 mila miliardi di vecchie lire.
Walter Veltroni è un amministratore fallito e quindi dovrebbe abbandonare la politica.
Chi ha provocato questa situazione non si può riproporre come leader e il fatto che lo faccia ha dell’incredibile, spero che quel che appare non sia vero. Se invece questi conti saranno confermati non sapremo come ripianarli. È una cosa che lascia tutti sbalorditi. È un fatto allucinante.
"Veramente non c’è mai stata una luna di miele in parlamento con l’opposizione. Ci sono state anzi forme di contrasto dure e direi anche eccessive. Noi siamo aperti nei confronti di tutti, io sono il presidente del Consiglio di tutti gli italiani. Sono stato anche accusato dai miei di prestare più attenzione alle amministrazioni di sinistra piuttosto che a quelle governate dal PDL. E forse questo è anche vero, ma da parte mia c’è sempre la totale apertura nei confronti di chiunque".







20 giugno 2008

GLI ITALIANI SONO CON BERLUSCONI

Dopo i recenti sondaggi che vedono Silvio Berlusconi e il suo governo graditi e apprezzati da due italiani su tre, e tutti i provvedimenti del nuovo governo in materia di tasse,rifiuti,sicurezza ecc. , promossi a larghissima maggioranza, anche il recentissimo provvedimento in materia di giustizia, attinente alla sospensione dei processi non urgenti, per affrontare quelli per i reati più gravi e di forte impatto sociale, viene promosso a pieni voti dai cittadini,preoccupati per l’aumento della criminalità e pessimisti sullo stato della giustizia, come dimostra un sondaggio di IPR Marketing per il quotidiano Repubblica.
Non è servita a molto dunque la canea che in questi giorni vede tutti insieme appassionatamente stampa,magistrati, opposizione forcaiola guidata da Di Pietro a cui si è accodato anche Veltroni, guitti&giacobini da operetta, pseudo intellettuali e benpensanti, e altri autoeletti della società civile.
Il tutto perché tra i processi sospesi ve ne sarebbe uno,il cd processo Mills che vede imputato Berlusconi,che però a parte la sospensione, non cambierebbe di una virgola la posizione processuale del premier,rimangono infatti fermi tutti i termini.
In questo caso il governo decide sulle priorità giudiziarie,dando la precedenza appunto ai reati di forte impatto sociale,insomma si fa una politica della giustizia e si cerca di rispondere al meglio alle domande e ai bisogni dei cittadini.
Cosa peraltro non nuova,ad esempio il Procuratore Capo di Torino,Maddalena, ha proposto le stesse cose al CSM, ricevendone il plauso, oppure Veltroni che soltanto qualche mese fa dichiarava in campagna elettorale : “ bisogna fissare dei criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale”, viene da chiedersi se è possibile che si cambi idea soltanto perché c’è di mezzo Berlusconi.
Ma come abbiamo visto gli italiani non abboccano più e non si fanno incantare da queste campagne e dalla magistratura militante,pertanto fa bene il Presidente Berlusconi che è sempre in sintonia con il comune sentire e con il paese a tirare dritto.
Non stupisce nemmeno più invece l’atteggiamento del partito democratico e di Veltroni, che ancora una volta,casomai ce ne fosse ancora bisogno, si dimostra lontanissimo dalla realtà e incapace di comprendere quello che attraversa il paese, lo stesso Veltroni si sta dimostrando un leader senza attributi,esitante e titubante sulla giusta linea che deve intraprendere una forza riformista all’altezza delle nuove sfide, insomma come un vaso di coccio di manzoniana memoria stretto tra i faticosi equilibri interni al suo partito e quelli esterni dell’opposizione giacobina rappresentata da Di Pietro.
Incredibile poi come Veltroni e il PD abbiano inscenato un assurda polemica sulla presenza dei militari a coadiuvare le forze dell’ordine in determinate zone, quando questo provvedimento è visto con favore da oltre l’80% dei cittadini e lo richiedono gli stessi sindaci del partito democratico come ad esempio quello di Padova e il sindaco di Venezia, Cacciari.
Non ci si può dunque meravigliare se ad ogni tornata elettorale, vengono presi a ceffoni dagli elettori.







19 giugno 2008

LA FINANZIARIA DELLA SVOLTA

La finanziaria della svolta,anzi no le finanziarie, visto che il decreto legge e il disegno di legge approvati ieri dal consiglio di ministri dopo soli nove minuti di discussione riguardano i conti pubblici per il triennio 2009-2011,uno strumento innovativo che guarda allo sviluppo e alla tutela delle fasce più deboli della popolazione e al rigore dei conti pubblici.
Soddisfatto il ministro dell’economia Tremonti: “ Abbiamo fatto una manovra che dura tre anni per trasmettere un messaggio di serietà e di un governo che decide"; "in questo modo evitiamo la solita confusione annuale e le solite discussioni infinite sulla Finanziaria che occupavano nove mesi su dodici"; infine "liberiamo il campo per lavorare sul federalismo fiscale, la vera riforma di cui l'Italia ha bisogno".
Anche il Premier Berlusconi non nasconde la soddisfazione: "Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato una Finanziaria che ha qualcosa di straordinario".
"E' straordinaria - spiega il premier - perche' dovrebbe farci uscire dalle finanziarie che occupavano il Parlamento per tutto l'autunno e che uscivano dal Parlamento cariche di tutte le richieste dei singoli parlamentari e delle singole lobbies".
Questa e' una Finanziaria che durerà per un periodo di tre anni e che sarà approvata dal Parlamento in tempi molto brevi e credo che sia ciò che era necessario fare per non accumulare deficit su deficit per arrivare al 2011 in pareggio come ci ha richiesto l'Europa ma anche i mercati".
"Siamo consapevoli delle difficoltà perche' il nostro Stato costa il 50% in più rispetto a ciò che costano gli altri Stati. Avevamo davanti a noi due scelte: potevamo aumentare le imposte mettendo le mani nelle tasche dei cittadini o andare nella direzione di tagliare i costi. Abbiamo scelto la seconda strada e credo che la Finanziaria sia il meglio che un Governo liberale potesse fare tenendo presenti i bisogni di quelle classi meno fortunate".
Questi in sintesi i capisaldi della manovra triennale:

- I NUMERI INNANZI TUTTO: valore 34,8 miliardi di euro. Strumenti: un decreto e un disegno di legge per un totale di circa cento articoli. Obiettivi: 2,4 il rapporto deficit-pil e 0,5 la crescita del prodotto interno lordo. E nel 2011 il pareggio del deficit. Il tutto guardando rigorosamente ai parametri europei. Per il 2009 l’intervento previsto sarà di 13 miliardi, mentre nel 2010 si prevede una manovra di 7,1 miliardi e nel 2011 l’intervento correttivo dei conti pubblici salirà a 14,6 miliardi.

- TAGLI: ammontano a circa 10 mld e si spalmeranno tra ministeri ed enti locali. Per questi ultimi si tratta di 3,4 mld a regime. I costi intermedi dei ministeri dovranno scendere del 22%. Il risparmio annuale stimato è attorno a 3-4 miliardi di euro.

- PROVINCE E COMUNITÀ MONTANE: Salta, almeno per ora, l’abolizione delle Comunità montane e di nove Province delle aree metropolitane. Si sarebbe invece deciso di rimandare la discussione di queste questioni a settembre. Dopo l’estate verrebbe quindi ripreso il confronto ripartendo dal Codice delle autonomie per una riforma complessiva dei diversi livelli istituzionali.

- ROBIN TAX: si tratta di una tassa ’una tantum’ che colpisce la valorizzazione delle scorte stoccate dalle compagnie. Si tratta di tutti quei prodotti, cioè, che sono stati, acquistati quando il prezzo del petrolio era inferiore all’attuale. Già da quest’anno si impone di valorizzare le scorte in base ai prezzi attuali del greggio, agendo con una tassazione calcolata sul ’delta dell’Ires. L’intervento dovrebbe far incassare 800-900 milioni di euro.

- BANCHE E ASSICURAZIONI: Si allarga la base imponibile Ires e Irap, il Governo conta di incassare 1,5 miliardi. Salta l’obbligo di ricorrere ad assegni non trasferibili o sistemi di pagamento elettronico, per gli importi superiori a 100 euro. Torna alla ribalta la Banca del Mezzogiorno voluta dal ministro Tremonti: si tratta di una nuova spa, con un capitale iniziale di 5 milioni (da restituire entro 5 anni). Previsto il ritorno della soglia massima dei 12.500 euro per i trasferimenti in contante e per gli assegni non trasferibili.

- CARO-PETROLIO: Il meccanismo di sterilizzazione dell’effetto degli aumenti del petrolio sul prezzo dei carburanti, previsto dalla scorsa Finanziaria, sarà automatico e non più discrezionale. La diminuzione delle accise sarà sempre adottata quando il prezzo internazionale del greggio aumenterà in misura pari o superiore, nella media trimestrale, a due punti percentuali rispetto al valore indicato del DPEF, che sarà in via esclusiva quello di riferimento.

- LAVORO E PENSIONE: Sarà interamente cumulabile il reddito da pensione (di vecchiaia, anzianità, invalidità) con quello da lavoro dipendente ed autonomo. La misura sarà applicata anche nei confronti dei trattamenti pensionistici liquidati in precedenza. Il costo previsto è pari a 350 milioni di euro. Rispunta il cosiddetto ’job on call’ (o lavoro intermittente) previsto dalla legge Biagi era stato abolito con la legge che aveva recepito il protocollo sul welfare. In arrivo anche ritocchi alla legge di attuazione del Protocollo sul welfare per quanto riguarda i contratti a tempo determinato.

- PIANO CASA: Famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani, studenti fuori sede e immigrati regolari. Questa la platea che potrà beneficiare di aiuti consistenti per l’acquisto della prima casa. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del provvedimento verrà varato un Piano Nazionale per la realizzazione «di misure di recupero del patrimonio abitativo esistente o di costruzione di nuovi alloggi».

-CREDIT CARD ANZIANI: Nella busta con la pensione dei singoli cittadini che non possono arrivare alla fine del mese sarà consegnata una specie di carta di credito prepagata con cui avranno agevolazioni per cibo, alimentari e bollette. La carta sarà assolutamente riservata e personale


- SERVIZI PUBBLICI LOCALI: Si avvia la loro liberalizzazione, attraverso l’affidamento della gestione a società di capitali individuate mediante gare pubbliche o a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio privato detenga una quota non inferiore al 30% .È comunque possibile il ricorso in house nei casi di fallimento di mercato ma i paletti aumentano: in questo caso, infatti, i titolari della gestione di servizi pubblici locali non possono esercitare ulteriori servizi nè partecipare a gare in altri ambiti territoriali.

- NUCLEARE: Entro il 2008, verranno individuati i criteri per localizzare le nuove centrali. Sarà una delibera Cipe, su proposta del ministro dello Sviluppo economico a definire le «tipologie degli impianti di produzione elettrica nucleare che possono essere realizzati nel territorio nazionale». Identica strada sarà utilizzata per «stabilire le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione e di esercizio degli impianti».

- SANITÀ: Scende da 1 miliardo a 250 milioni di euro il taglio per il 2009 alla sanità delle Regioni. Non solo. Ricette mediche e specialistiche dei medici del servizio sanitario nazionale viaggeranno solo on line. Il progetto avrebbe durata quadriennale partendo dal 2009 e arrivando a regime nel 2012.

- MANAGER: La scure di Tremonti si abbatte sui manager pubblici. Il loro stipendio sarà tagliato del 25%. In arrivo anche un taglio al numero dei consiglieri di amministrazione delle società non quotate e direttamente o indirettamente controllate dallo Stato: dovranno essere ora minimo cinque e massimo sette.

- MULTE PER CHI "SPIA" I CONTRIBUENTI: Arrivano multe salate per chi verrà scoperto a spiare i dati sui contribuenti. Le sanzioni vanno dai 5.000 fino ai 30.000 euro. Ma può essere aumentata «sino al triplo», proporzionalmente alle condizioni economiche di chi contravviene.

- PIANO "ANTI FANNULLONI": Taglio della busta paga per i dipendenti che presentano finti certificati medici o anche per i travet che dopo aver timbrato il cartellino lasciano gli uffici. Insomma, si prospettano tempi duri per i ’furbetti della p.a., che oltre alla decurtazione dello stipendio, si macchieranno del reato di truffa aggravata e potranno essere licenziati alla fine del procedimento disciplinare.

- IMPRESA IN UN GIORNO: Basta con le lungaggini burocratiche, presto si potrà aprire un’impresa in un giorno soltanto. In pratica si potrà avviare un’impresa presentando una semplice autocertificazione e prevede controlli successivi, senza che l’azienda debba interrompere l’attività.

- MISTER PREZZI: Più poteri e maggiore autonomia per Mister Prezzi. Ora potrà avviare indagine conoscitive «finalizzate a verificare l’andamento dei prezzi di determinati e servizi» con il supporto operativo della Guardia di Finanza. Sono ufficialmente a sua disposizione, poi, i dati Istat, Ismea, Uniocamere e camere di commercio. Il Garante può convocare, in autonomia, le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo.

- EDITORIA: Arriva la semplificazione anche per il settore dell’editoria. Ferme restando «le somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato» per il comparto, verranno snelliti i procedimenti: verranno semplificate, quindi, sia «la documentazione necessaria per accedere al contributo», sia «le fasi del procedimento di erogazione che potrà essere garantito anche attraverso il ricorso a procedure informatizzate». Non solo. Il contributo dovrà essere erogato «entro e non oltre l’anno successivo a quello di riferimento».






18 giugno 2008

SE QUESTO E’ UN GIUDICE

"Chi governa il paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale" così ha abbaiato il presidente dell’ANM, il sindacato delle toghe Luca Palamara di fronte alla presa di posizione di Silvio Berlusconi e dei suoi legali che hanno proposto “istanza di ricusazione” per “grave inimicizia” nei confronti del Presidente del tribunale di Milano ,Nicoletta Gandus , impegnata nelle sue funzioni nel processo Mills che vede imputato il Premier.
Giusto, chi governa il paese non può delegittimare i giudici, sono d’accordo, ma perché mi chiedo, allora l’ANM o CSM non latrano allo stesso modo , quando sono i magistrati a delegittimare chi governa, ed è successo infinite volte?
Mi sembra una domanda più che legittima, alla quale probabilmente c’è una sola risposta, la casta dei magistrati non è abituata a mettersi in discussione.
Ci risiamo dunque,si è probabilmente aperto un altro capitolo di quella guerra, iniziata nel 1994 tra Berlusconi e una parte della magistratura che si propone il compito di “cambiare la società da dentro le istituzioni” e quindi senza nessuna remora fa politica attiva.
Il giudice di cui Berlusconi e i suoi legali hanno proposto la ricusazione per “grave inimicizia” è appunto uno di quei magistrati che si sono “autoeletti rappresentanti della società civile” e continuano la tradizione, o almeno tentano, dei Di Pietro,Colombo, Borrelli, Davigo ecc.
Nicoletta Gandus che era già assurta a una certa notorietà per aver partecipato al social forum di Porto Alegre nel 2002 come rappresentante di magistratura democratica, in piena campagna elettorale,nel 2006 , sottoscriveva il manifesto-programma del Procuratore Armando Spataro in cui si chiedeva di cancellare le leggi del governo Berlusconi che hanno “devastato il nostro sistema giustizia” e l’assunzione di tale impegno “è condizione e garanzia irrinunciabile perché, come giuristi e come cittadini, possiamo confidare nella volontà degli eletti di ripristinare effettivamente, non solo in questo campo, le regole fondamentali della democrazia” (Sic).
E ancora:” ridare dignità ai governanti e ai rappresentanti politici ed ottenere la partecipazione della collettività nazionale agli sforzi necessari per ricostruire una scala di valori condivisi”,(chissà perché quando un magistrato parla di valori condivisi mi viene in mente l’intervista di Borrelli al Corriere in cui chiedeva “governi condivisi” e mi assalgono i conati di vomito).
Qualche anno prima la Gandus si era distinta firmando un appello a favore dei referendum per la modifica della legge 40,sulla procreazione assistita, varata dal governo Berlusconi.
Nel giugno del 2006 si schierò contro la riforma costituzionale “È importante opporsi a questa devolution perché è espressione della generale posizione antidemocratica... È sovrastata da un incombente potere autoritario e centralista, concentrato nella mani del capo del governo”.
Nel 2005 firmò anche un appello contro la decisione del governo Berlusconi di prorogare nell’incarico di procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna poiché a suo dire il decreto integrava un attacco all’indipendenza della magistratura .
Come si vede c’è molto di più che un “legittimo sospetto “ per dubitare dell’indipendenza di giudizio di questo magistrato, che, come prevede il codice etico, non solo deve essere equo, indipendente e imparziale, ma deve sembrarlo in ogni occasione, lascio a voi giudicare se in questo caso sia così, così come lascio a voi il giudizio sui cani da guardia dell’ANM che su questo tipo di dichiarazioni e prese di posizione non hanno ritenuto di dover abbaiare.
Nonostante le dichiarazioni concilianti di Alfano,oggi più che mai continuo a ritenere che una seria riforma della giustizia sia indispensabile, per assicurare al cittadino la terzietà effettiva del giudice e quindi la totale separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, nonché diversi metri di valutazione nelle carriere e soprattutto i test psichico attitudinali per i magistrati, i soggetti mentalmente disturbati esistono e possono esserci anche tra i magistrati.
Umberto Bossi che è persona pratica e di buon senso diceva qualche tempo fa : “ ci sono alcuni magistrati a cui bisognerebbe raddrizzare la schiena” , io ritengo che a buon diritto, Nicoletta Gandus potrebbe tranquillamente rientrare tra questi ultimi.









17 giugno 2008

PERCHE’ VANNO REGOLATE LE INTERCETTAZIONI

Se qualcuno ha ancora dei dubbi sul perché la spinosa materia delle intercettazioni deve essere regolamentata al più presto, per dissiparli del tutto basta leggere l’incipit di questo articolo su Repubblica.
Non sapremo mai quello che si sono detti al telefono Silvio Berlusconi e Nicolò Querci, vicepresidente di Rti, la controllata di Mediaset che raggruppa le tre televisioni del Biscione. Ma nemmeno quello che il premier ha detto a Deborah Bergamini, la sua ex segretaria, diventata poi una delle responsabile della programmazione Rai e, da due mesi, parlamentare di Forza Italia.
Le intercettazioni con i politici registrate nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento di Hdc, quella che vede coinvolto Luigi Crespi, l'ex sondaggista famoso per l'invenzione del contratto con gli italiani, sono state distrutte”.
Il giudice per l'udienza preliminare Marina Zelante ha deciso di mandare al macero tutte le telefonate ritenute non rilevanti, comprese quelle con i parlamentari, nel processo Hdc, applicando la legge Boato. Eppure, alcune di quelle telefonate avrebbero potuto svelare qualcosa in merito a come veniva gestita la comunicazione in Rai ai tempi del terzo governo Berlusconi”.
Insomma costoro non si accontentano neppure se un giudice ha stabilito che alcune intercettazioni sono irrilevanti,vogliono essere loro a sostituirsi al magistrato e giudicare e perché no, ricamarci sopra, infilando nel tritacarne mediatico di tutto e di più, magari anche persone che non c’entrano nulla.
Se sussistevano ancora dubbi, ecco, questo è un altro buon motivo perché bisogna procedere al più presto con regole chiare e restrittive sulle intercettazioni.




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17 giugno 2008

CAPPOTTO DEL CENTRODESTRA NELLE AMMINISTRATIVE IN SICILIA

Nelle amministrative siciliane (si è votato per il rinnovo di 8 amministrazioni provinciali e 147 comuni) il Popolo Della Libertà insieme all’MPA e all’UDC ottiene un clamoroso cappotto.
Otto province su otto sono infatti assegnate al centrodestra che se le aggiudica con percentuali bulgare da un minimo del 55% a un massimo del 75%, la sinistra e il partito democratico perdono anche le due ultime roccaforti che le erano rimaste sull’isola, Enna e Caltanissetta, non ci sarà bisogno di nessun ballottaggio.
Molto deludente la performance del partito democratico che raramente riesce a stento a superare il 20%, anche la sinistra radicale ai minimi storici.
Nel voto ha pesato molto l’astensionismo,solo circa la metà degli aventi diritto si è recata alle urne, non è difficile ipotizzare che tra gli astensionisti vi siano molti delusi e sfiduciati del centrosinistra.
Non ci sono ancora dati significativi per il rinnovo dei 147 sindaci e consigli comunali, ma visto il risultato delle provinciali, significative sorprese non sono all’ordine del giorno.
Continua dunque l’onda lunga del Popolo Delle Libertà e del centrodestra,mentre da oggi in poi il partito democratico e la sinistra tirano un sospiro di sollievo,per quest’anno non si vota più, non c’è più niente da perdere.









16 giugno 2008

IL MODELLO ROMA ORA E' DA CENSURA

Che il modello Roma di Veltroni sia una spiacevole barzelletta per i cittadini e tutti i fessi che ci hanno creduto è dimostrato dallo spaventoso deficit che la due diligence fatta eseguire dal neo sindaco Alemanno ha portato alla luce, si parla di un buco tra i sette e i dieci miliardi di euro (Sic), con il bel risultato che le casse comunali hanno grandi difficoltà ad erogare gli stipendi ai dipendenti già dal mese in corso,altro che notti bianche e feste del cinema, ma c’è di più, chi osa discutere del “modello Veltroni” riceve indebite pressioni e addirittura viene querelato.
E’ successo a Milena Gabanelli, conduttrice della trasmissione Report su RAI 3, che non trovando spazio sulla “libera stampa” italica ha raccontato le sue disavventure al Financial Times : “"Per più di dieci anni – dice la Gabanelli nell'intervista – ho lavorato senza pressioni politiche. Fino a tre settimane fa. La pressione però non è venuta dal governo Berlusconi, ma dal partito che è garante politico di Raitre. Un ex assessore di Veltroni, già sindaco di Roma e leader del Partito democratico che è stato sconfitto alle elezioni di aprile, ha protestato contro un reportage sulle concessioni edilizie nella Capitale nell’era Veltroni".
L’ articolo firmato da Guy Dinmore sul Financial Times di sabato, dedicato al peso che il ritorno di Berlusconi al governo ha sulle televisioni, ospita infatti anche il contrattacco della conduttrice di “Report” rispetto alle accuse dei veltroniani.
E’ arrivata addirittura una querela da parte del neo deputato del Pd Roberto Morassut, già assessore all’Urbanistica del Comune di Roma con Veltroni sindaco, protagonista della rumorosa puntata dedicata al Piano Regolatore della Capitale e ai rapporti tra politica romana e costruttori (Caltagirone, Toti, Scarpellini…).
Insomma adesso il modello Roma è da censura.
Da non credere, ma non era Berlusconi quello degli editti che vuole mettere la museruola all’informazione e ai giornalisti?
Provate soltanto per un attimo a immaginare cosa sarebbe successo e quante pagine sui giornali e su tutti i media sarebbero stati occupati della questione, se una cosa del genere l’avesse fatta Berlusconi o qualcuno per lui.




15 giugno 2008

ITALIA MILITARIZZATA?

Sarà inserito nel decreto sicurezza in votazione da martedì al senato l’emendamento che prevede l’utilizzo di 2500 militari a disposizione dei prefetti per combattere la criminalità, frutto dell’accordo tra i ministri dell’interno Maroni e quello della difesa La Russa.
L’utilizzo dei militari deve essere, intanto, motivato da «specifiche ed eccezionali esigenze». È prevista nelle «province comprendenti aree metropolitane e comunque densamente popolate ». I militari, come accadde nell'operazione Vespri Siciliani del 1992, avranno «le funzioni di agente di pubblica sicurezza »: potranno fermare, identificare e perquisire persone e mezzi, se c'è il sospetto di comportamenti «che possono mettere in pericolo l'incolumità di persone o la sicurezza dei luoghi vigilati». Ma per completare gli accertamenti e per le funzioni di polizia giudiziaria dovranno passare la mano a carabinieri, poliziotti o finanzieri.
Il principale esponente dell’opposizione,Veltroni, e il partito democratico si dichiarano contrari, perché secondo loro non c’è nessuna emergenza, e si da un immagine catastrofica del paese, di rischio militarizzazione parlano Di Pietro e Casini.
Innanzi tutto c’è da osservare che l’eventuale utilizzo dei militari sarà deciso autonomamente dai prefetti, 2500 soldati poi, mi sembrano pochi per militarizzare l’Italia, la presenza dei militari più che altro serve dove sarà prevista, soprattutto per presidi fissi, e comunque a livello psicologico ha l’effetto di restituire un minimo di tranquillità ai cittadini che a stragrande maggioranza sono a favore del provvedimento.
Le pesanti sconfitte subite sembra invece che non abbiano insegnato nulla alla sinistra, continuano a non comprendere le preoccupazioni e le paure dei cittadini, al loft e nei terrazzi non si avvertono questi problemi.






13 giugno 2008

VARATO IL DDL SULLE INTERCETTAZIONI

Il consiglio dei ministri riunito oggi ha varato all’unanimità e in un clima di “grande concordia”il disegno di legge sulle intercettazioni che è stato oggetto nei scorsi giorni di polemiche per lo più tendenziose e immotivate.
Si tratta di una vera e propria rivoluzione in questo campo, si potranno utilizzare le intercettazioni soltanto per reati che abbiano una pena edittale superiore ai 10 anni , ad eccezione dei reati di corruzione e concussione nella pubblica amministrazione e reati di gravissima pericolosità sociale come pedofilia ecc. le intercettazioni sono sempre consentite per il contrasto di mafia e terrorismo.
Le intercettazioni telefoniche saranno decise non più da un giudice monocratico bensì da un collegio formato almeno da 3 magistrati e non potranno durare più di tre mesi, non si potrà pubblicare nulla,nemmeno per sunto sino all’inizio del processo,ovvero all’udienza preliminare.
In ogni procura sarà creato un archivio con tracciabilità dei responsabili, previste pene fino a cinque anni per i pubblici ufficiali che le diffondono e da uno a tra anni per chi le pubblica con maxi multe agli editori, a secondo della tiratura sino a 400.000 euro.
Cosa importante le intercettazioni autorizzate per determinate ipotesi di reato non potranno in nessun modo costituire elementi di prova per altri reati.
«Questo provvedimento risponde esattamente al dettato della Costituzione sulla tutela della riservatezza - ha affermato in conferenza stampa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano -. La nostra scelta è inoltre coerente con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo». «Il sistema delle intercettazioni era degenerato - ha spiegato Alfano - perché la privacy delle persone è stata violata troppe volte. Il testo approvato è molto equilibrato e coniuga il diritto del cittadino a vedere assicurata la privacy e l'esigenza dell'ordinamento statuale che deve contrastare i crimini». Il ministro ha poi negato che questo provvedimento possa indebolire gli strumenti di indagine: «Enfatizzando il ruolo eccessivo delle intercettazioni si fa un torto alla magistratura. Che gode di mezzi ampi nel codice: non hanno bisogno della cuffia alle orecchie. E i cittadini avranno la bella conseguenza che avranno tutelata la loro sicurezza e la loro privacy».
Soddisfatto anche Silvio Berlusconi :” è un provvedimento che gli italiani vogliono, annunciato più volte in campagna elettorale ed è parte integrante del programma di governo”.
Era ora, adesso bisogna fare in modo che l’approvazione definitiva del parlamento avvenga prima della pausa estiva.
Naturalmente adesso si leveranno gli alti lai , soprattutto di giornalisti ed editori e in particolar modo di quelli che “ campano parlando male dei Vip e dei politicitrovando una miniera d’oro nel titillare il “peggio del paese” ,ovvero gli ignoranti nell’anima e gli invidiosi sociali, che odieranno sempre il politico e chiunque spicchi, perché nell’altrui compiutezza e appariscenza scaricheranno le colpe della loro mediocrità, costoro potranno cominciare a dilettarsi di scrivere magari romanzi rosa invece che pubblicare gli sms d’amore di Anna Falchi tanto per fare un esempio.
La materia va regolata, persino il presidente della Repubblica ne ha ravvisato la necessità e l’urgenza, c’è stata un anarchia totale in questi ultimi anni, a chi porrà obiezioni secondo cui senza le intercettazioni sarà più difficile scoprire determinati reati, rispondo che sarà sempre possibile,soltanto che adesso la materia è regolata, non è pensabile che ci si affidi solo alle intercettazioni,magari per anni sperando prima o poi di scoprire qualcosa oppure alla carcerazione preventiva come mezzo di delazione, anche per questi fatti l’Italia è maglia nera di fronte alle corti di giustizia internazionali.
Infine lasciatemi fare i complimenti al ministro Angelino Alfano,che nonostante la sua giovane età dopo circa un mese che ha assunto la guida di uno dei dicasteri più difficili,come quello della giustizia, si è già dimostrato padrone della materia e assolutamente all’altezza del compito a lui affidato, si è guadagnato già il plauso dei magistrati per la sua capacità di attenzione ai problemi , basta confrontarlo con Mastella o addirittura con Castelli per rendersi conto che è di un altro pianeta.
Non a caso lui e Maria Stella Gelmini sono due pupilli di Berlusconi, e da profondo conoscitore di uomini il Cav. non sceglie mai a caso i suoi collaboratori.






13 giugno 2008

BERLUSCONI RICEVE BUSH : SINTONIA TOTALE

"How are you?" così il Presidente degli Stati Uniti George W Bush ha salutato il suo vecchio amico Silvio Berlusconi che lo attendeva a Villa Madama, e poi grandi manifestazioni di affetto tra i due leader prima di accomodarsi nella sala dei colloqui.
E’ l’ultimo viaggio in Europa di Bush che a fine anno lascerà la presidenza degli USA,dopo le elezioni autunnali che eleggeranno o il repubblicano John MacCain o il democratico Barack Obama.
Nella tappa di Roma Bush oltre a Berlusconi, ha incontrato in mattinata il presidente Napolitano e domani sarà ricevuto in Vaticano da Papa Benedetto XVI.
"Grazie" al presidente Usa George Bush che per la sesta volta "ci onora della sua presenza". Così il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi apre la conferenza stampa congiunta a villa madama. "In lui- scandisce il premier- noi abbiamo sempre trovato un alleato che ha consentito di stringere rapporti per il nostro paese mai avuti prima con gli Stati Uniti d'America".
"Abbiamo parlato della nostra disponibilità a togliere i caveat sull'Afghanistan",della nostra intenzione di mantenere le truppe sugli altri fronti, in Kosovo, in Libano e ovunque siano impiegati i soldati italiani".
Anche sulla strategia nei confronti dell’Iran c’è una sintonia totale ha spiegato Berlusconi, Il presidente Bush, spiega che con Silvio Berlusconi "abbiamo parlato di come potremo collaborare" per risolvere la crisi iraniana. "Tutte le opzioni sono sul tavolo, ma la prima scelta - dice il presidente degli Stati Uniti- è convincere gli iraniani che devono abbandonare le ambizioni nucleari". Sull'Italia, Bush ha detto che sta "valutando" l'ingresso dell'Italia nel gruppo 5+1 incaricato di trattare sul nucleare iraniano.
George W. Bush è per Silvio Berlusconi "persona rara, che non mente mai, il cui 'si' è un 'si' e il cui 'no' è un 'no'". Citando il Vangelo, il premier italiano ha elogiato così "l'amico" Bush davanti ai giornalisti americani ed italiani in conferenza stampa, "ringrazio il presidente Bush e garantisco che la riconoscenza che ho avuto l'onore di ricordare due anni fa nel corso della mia visita negli USA è un sentimento che io e quelli della mia generazione non dimenticheremo mai, nei confronti di un paese che ha sacrificato molte giovani vite per salvarci dal nazismo e dal comunismo".
Sul dopo Bush Berlusconi dice di preferire il repubblicano John MacCain ma solo per un motivo egoistico: “ MacCain è più anziano di me e non sarei io il più vecchio ai vertici G8”.
"Grazie per il ruolo che responsabilmente e coraggiosamente hai assunto e hai saputo mantenere come leader del paese più importante del mondo", questo l’affettuoso saluto di Berlusconi a Bush al termine della conferenza stampa.
A seguire la cena offerta dal premier italiano a base di insalata caprese, pennette tricolore, tagliata di filetto di chianina e formaggi. Il tutto innaffiato con vini nazionali e gelato come dessert, sulle note di Mariano Apicella che suona e canta per i due leader.
Non potevano esserci sorprese naturalmente, Bush e Berlusconi sono amici di vecchia data, fatto che rinsalda ancora di più i rapporti tra USA e Italia, chiunque sarà poi il nuovo presidente americano,a prescindere dal colore politico, non avrà certo problemi con Berlusconi, basti ricordare come tutti i maggiori leader del partito democratico, da Hillary Clinton a Nancy Pelosi e lo stesso Barack Obama si complimentarono e lo ringraziarono al termine dello storico intervento nel tempio della democrazia mondiale, a Capitol Hill.
Dimenticavo lo scambio di doni, Bush ha regalato a Berlusconi il 'Segway' con due bandierine, italiana ed americana, per la sua villa in Sardegna, il premier italiano ha ricambiato con una statua di bronzo raffigurante una donna con una ghirlanda di alloro in testa e due confezioni di cravatte Marinella.












11 giugno 2008

IL PARTITO DEMOCRATICO ALLO SBANDO

Dopo il durissimo attacco del settimanale cattolico Famiglia Cristiana, in cui si invita Veltroni a mettere i radicali alla porta paventando il rischio che i cattolici del PD seguano l’esempio degli elettori e traslochino armi e bagagli da Berlusconi, nonché l’accusa di essere stati traditi da un “partito fantasma” (Sic) con dei valori anarchici, nel PD gli ex della Margherita capeggiati da Rutelli dicono no alla scissione e invocano una svolta profonda, e soprattutto ancora una volta “alleanze di nuovo conio”, nostalgia di Mastella?
Ma soprattutto c’è un secco no all’ingresso del PD nel Partito Socialista Europeo e l’altro giorno appunto, i vertici del PSE hanno ribadito a Veltroni di non essere disposti a cambiare nome e buttare alle ortiche la secolare storia socialista per agevolare l’ingresso del PD .
Pare che la soluzione ipotizzata sia quella di costituire un gruppo autonomo nel parlamento europeo che si allei con i socialisti e liberaldemocratici, chissà perché allora non allearsi con i socialisti italiani, altrimenti e sarebbe il colmo, alle prossime europee i parlamentari del PD eletti andranno chi nel PSE e chi nei liberaldemocratici, tutto da ridere.
Intanto anche fondazioni e correnti fanno sentire il loro malumore all’interno e soprattutto all’esterno del partito, dopo le esternazioni di D’Alema e Rosy Bindi,oggi Parisi attacca Rutelli chiamato in correità insieme a Veltroni in qualità di “corresponsabile della sconfitta”.
Parlare di sbando mi sembra quantomeno riduttivo, è auspicabile che il partito democratico metabolizzi al più presto la sconfitta elettorale e ritrovi un minimo di coesione, non ci può essere un governo forte senza un opposizione altrettanto forte che pungoli la maggioranza, voti contro quando non condivide ma proponga alternative, e naturalmente approvi senza remore quello che condivide, e soprattutto si faccia carico insieme alla maggioranza delle riforme costituzionali.
Altrimenti si rischia di lasciare immense praterie di visibilità all’opposizione giacobina e giustizialista di Di Pietro, e poi tra un anno ci saranno le elezioni europee, e non si potrà più contare sul voto utile o sull’antiberlusconismo.




10 giugno 2008

BARACK OBAMA COPIA TREMONTI

Il candidato democratico alla Casa Bianca,Barack Obama ha proposto, se sarà eletto, udite udite , la sua Robin Hood Tax, che si propone di “tassare i guadagni inattesi delle compagnie petrolifere per venire incontro agli americani che soffrono le conseguenze del caro-petrolio, farò pagare a società come la Exxon una tassa sugli extraprofitti e useremo i fondi per aiutare le famiglie a pagare i costi astronomici per l'energia”.
A questo punto forse è il caso di avvertire il “Tremonti Americano” che sul suo programma potrebbe abbattersi la scomunica dei sostenitori,anche italiani, della “concorrenza e del mercato globalizzato e deregolarizzato” , non solo, potrebbero tacciarlo di facile demagogia e populismo, da qualche parte negli USA ci sarà pure un Bersani Americano.
Ma,forse più semplicemente occorre considerare che l’alternativa,data l’attuale congiuntura, non è tra colbertismo e liberalismo,bensì tra astrattismo e realismo, ovvero evitare gli errori e gli orrori di chi non è nato liberale e non conosce il mercato, il mercato non è assenza di regole, non è solo spiriti animali ottimali, è basato sulle regole, sulla parità delle condizioni, sulla proporzionalità delle situazioni. Il mercato non esclude, ma spesso anzi presuppone anche le ragioni generali dell’interesse pubblico.






9 giugno 2008

HILLARY CLINTON GETTA LA SPUGNA YES WE CAN

L’interminabile campagna delle primarie USA del Partito Democratico è finalmente giunta al termine, dopo la chiusura delle urne in South Dakota e Montana che hanno dato a Barack Obama la certezza della nomination , qualche giorno di riflessione e un incontro nemmeno troppo segreto con il candidato democratico alla Casa Bianca, Hillary Clinton ha gettato la spugna ,ha ringraziato i suoi sostenitori e li ha invitati ad appoggiare Obama.
«Il modo per continuare la nostra lotta e raggiungere i nostri scopi ora è convogliare le nostre forze sull'elezione di Barack Obama. A lui miei complimenti, il mio endorsement e il pieno sostegno. A voi chiedo di lavorare sodo per Barak come avete fatto per me. Sono stata con lui al Senato per quattro anni e con lui in questa campagna. Ho visto la sua forza e la sua determinazione. In lui ho visto incarnarsi il sogno americano» .«Ora io,lui e voi siamo uniti nella stessa lotta, perché abbiamo una economia prospera e perché tutti posano avere generi alimentari, pensione e un sistema sanitario accessibile a tutti». «Un giorno vivremo in un'America dove tutti avranno un'assicurazione sanitaria. Per questo dobbiamo lottare perché Obama venga eletto. Sarà un'America più forte in cui tutti avranno più dignità. Per questo dobbiamo aiutare Barack Obama a essere eletto». «Per questo ora dico con lui Yes we can».
Non c’è certezza su chi sarà il candidato vicepresidente che accompagnerà Obama nella corsa alla Casa Bianca, la Clinton ha fatto sapere che non lo ha chiesto,ma accetterebbe se le venisse offerto.
Intanto Obama vorrebbe almeno due mandati ,voglio inaugurare le Olimpiadi di Chicago nel 2016 dice,ma intanto delinea chiaramente le linee della sua politica estera se sarà eletto : “Gerusalemme dovrà restare la capitale d'Israele e non dovrà essere divisa” e farà di tutto per impedire che Teheran entri in possesso di armi nucleari, dichiarazioni che hanno suscitato le vivaci proteste da parte dei Palestinesi.
Il candidato repubblicano McCain intanto da tre mesi ormai con la nomination in tasca,prepara la battaglia d’autunno per la casa Bianca, la potentissima lobby ebraica d’America è senz’altro schierata al suo fianco anche se Obama tenta di suscitare simpatie con le sue dichiarazioni su Gerusalemme e Teheran.
Ma il vero motivo della prossima campagna elettorale sarà se gli USA sono pronti ad eleggere un presidente nero, e a questo proposito sarà interessante vedere se proprio tutti i sostenitori di Hillary Clinton lo voteranno o magari una almeno una parte riverserà i suoi voti su McCain.
In autunno sapremo, si prevede comunque una battaglia all’ultimo voto.













8 giugno 2008

IMMINENTE IL DDL SULLE INTERCETTAZIONI

E’ imminente il DDL sulla limitazione delle intercettazioni telefoniche e relativa pubblicazione sugli organi di stampa, lo ha annunciato il Presidente Berlusconi dal palco del convegno dei giovani industriali a S. Margherita Ligure, il varo è previsto forse già nel prossimo consiglio dei ministri.
Come promesso in campagna elettorale e previsto nel programma di governo presentato agli elettori ci sarà una stretta al “ grande fratello” delle intercettazioni, oggi possibile illimitatamente a discrezione dei singoli magistrati e singole procure per qualsiasi ipotesi di reato dal terrorismo al più insignificante dei furti, con un costo per la collettività di circa 300 milioni annui, si avete letto bene, 300 milioni, cifra confermata dal ministro della giustizia Alfano, praticamente un terzo del bilancio dell’amministrazione giudiziaria, roba da lasciare basiti.
Le intercettazioni saranno permesse solo ed esclusivamente nei confronti di terrorismo e criminalità organizzata(mafia,camorra ecc.) , il premier ha annunciato sanzioni durissime per i contravventori, 5 anni di carcere per chi le esegue, idem per chi le diffonde sulla stampa, con multe milionarie agli editori.
Si preannunciano tempi duri dunque per l’Italia gossipara, e per chi campa diffondendo, con la complicità di magistrati e uffici compiacenti, spezzoni di conversazione tra gente che magari si trova intercettata per caso insieme agli indagati ufficiali finendo tutti indistintamente nello stesso tritacarne mediatico, un esempio per tutti vedere pubblicati da un grande quotidiano nazionale gli SMS di Anna Falchi al marito che nulla avevano a che fare con le indagini , una vera e propria barbarie.
Adesso già si alzano gli alti lai dei difensori della libertà di stampa(Sic) ,che si “stracciano le vestiper lo scempio del regime che li priva della materia prima fregandosene della privacy dei cittadini, e naturalmente dei magistrati che saranno costretti ad alzare il sedere dalla scrivania e a indagare seriamente e scrupolosamente, guadagnarsi lo stipendio insomma, invece che aspettare il vicebrigadiere di turno che origlia tutto e tutti.
Non se ne curi Presidente Berlusconi e vada avanti, c’è un programma e degli impegni precisi su cui 18 milioni di elettori hanno dato un consenso e un voto chiaro e inequivocabile , non si possono deludere.






6 giugno 2008

BERLUSCONI RICEVUTO DAL PAPA

CITTA' DEL VATICANO - Circa 40 minuti di colloquio privato a tre: il Papa, il presidente del Consiglio italiano Silvio  Berlusconi, e il sottosegretario Gianni Letta. Un clima evidentemente molto cordiale, tra sorrisi, battute e due baciamano del premier a Ratzinger, uno al momento dell'incontro iniziale e uno al commiato.
BERLUSCONI: SACRALITA' FAMIGLIA E' TRA LE PRIORITA' - ''Il Presidente Berlusconi ha confermato al Santo Padre la priorita' attribuita dal Governo italiano, nella sua azione sul piano interno ed internazionale, ai valori di liberta' e tolleranza ed alla sacralita' della persona umana e della famiglia''. E' quanto si legge in una nota della Presidenza del Consiglio dei ministri, diffusa al termine dell'incontro fra il premier e Papa Benedetto XVI.
VATICANO, COSTRUTTIVA COLLABORAZIONE - Continuare ''la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunita' internazionale'' e' il comune auspicio espresso durante l'incontro tra il presidente del Consiglio Berlusconi e il Papa, secondo quanto si legge nel comunicato ufficiale diffuso al termine dei colloqui dalla sala stampa della Santa Sede.
PREMIER AI SUOI, ORA LAVORATE DI PIU - ''Adesso dovete lavorare di piu', con piu' passione e con piu' entusiasmo'': lo ha detto il premier Silvio Berlusconi rivolgendosi ai rappresentanti del governo che lo hanno accompagnato nella visita ufficiale dal Papa, subito dopo i saluti finali.
RUOLO CHIESA, SCUOLA, FAMIGLIA - La collaborazione bilaterale, la situazione italiana e i temi indicati dal Papa all'assemblea generale della Cei, dai finanziamenti statali alla scuola cattolica fino agli aiuti alle famiglie, sono stati al centro del colloquio di stamani tra Benedetto XVI e Berlusconi, a cui era presente anche il sottosegretario Gianni Letta. Lo ha riferito un comunicato della Santa Sede, aggiungendo che si e' anche parlato degli accordi vigenti tra Santa Sede e Italia. ''Le due parti - afferma la nota - hanno ribadito la volonta' di continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunita' internazionale''.
''Nel corso dei cordiali colloqui - si legge nel comunicato diffuso dal Vaticano - sono stati affrontati temi che riguardano la situazione italiana e il contributo della Chiesa cattolica alla vita del Paese e sui quali il Santo Padre si e' di recente soffermato nel suo discorso all'Assemblea plenaria della Conferenza episcopale italiana''.
''Sono state pure considerate - aggiunge la nota - alcune questioni legate all'attuazione degli Accordi vigenti fra Santa sede ed Italia''. ''Vi e' stato infine un esame di aspetti dell'attuale quadro internazionale, come la situazione in Medio Oriente e le prospettive di sviluppo spirituale, etico e sociale del continente europeo''.
DAL PREMIER UN DONO RICCO DI SIMBOLI - Un oggetto denso di significati simbolici, quello donato da Silvio Berlusconi a Benedetto XVI, illustrati minuziosamente nell' 'expertise' che accompagnava il pettorale. Tra gli altri, quello della ''temperanza'' e della ''concordia'', forse riferiti ai rapporti tra governo e Chiesa auspicati dal premier. ''Ogni dettaglio ha una sua significanza''- aveva sottolineato Berlusconi nel porgere al Papa la croce tempestata di 11 topazi, un diamante naturale e una serie di diamanti bianchi, ''un modello unico, pensato apposta per lei''. ''Se ha un attimo di tempo - aveva aggiunto - legga il foglio che l'accompagna'' e il Papa aveva risposto: ''Lo faro' ''.
Nel foglio si spiega che le pietre piu' grandi rappresentano i 12 apostoli (Pietro il diamante e i topazi gli altri 11), e si sottolinea la complessa simbologia legata al topazio. A questa pietra, la storia e la tradizione cattolica attribuiscono il simbolo '' dell'amore costante nel curare il gregge affidato da Dio'', i sentimenti della ''temperanza'' e della ''concordia'', la capacita' di ''infondere coraggio''. Inoltre, il topazio e' ritenuto ''portatore di salute e guarigione'', tanto che Clemente V riteneva la pietra responsabile della sua guarigione da una ''grave malattia''.
06/06/2008 (Ansa)











5 giugno 2008

LA RIVOLUZIONE DI BRUNETTA

Parte la rivoluzione decisa dal ministro Brunetta, che ha come obiettivo primario combattere l’inefficienza della pubblica amministrazione ,ottimizzando personale e risorse, combattere e licenziare fannulloni e imboscati che non fanno il loro dovere, premiare e incentivare i più meritevoli, fare in modo che la P.A. diventi una risorsa per il paese e non una palla al piede.
Ieri dunque il ministro ha consegnato la sua bozza di riforma , o meglio piano industriale come invece ama definirlo,ai rappresentanti sindacali dove sono previste novità formali e sostanziali di assoluto rilievo per la pubblica amministrazione e i suoi dipendenti.
Se un dipendente pubblico si da' malato e invece sta benissimo, si macchia di reato di truffa aggravata, non solo, ma rischia il posto anche chi, in esubero, non accetta di essere trasferito. Per quanto riguarda i falsi malati, le sanzioni coinvolgono anche i medici di famiglia: il Governo ne prevede il licenziamento, se pubblici dipendenti, qualora attestino il falso.
Premi di produttività in base a qualità di prodotto e servizi, sanzioni più efficaci, con la definizione delle violazioni da licenziamento, compreso scarso rendimento e falsa attestazione di malattia. Poteri manageriali ai dirigenti e riforma della contrattazione con revisione della durata dei contratti e II livello legato alla situazione dell'ente.
Quattro, dunque i punti su cui si concentra la riforma proposta da Brunetta: la cultura della valutazione, modifica della disciplina delle sanzioni, riorganizzazione della dirigenza pubblica e riforma della contrattazione collettiva. Le norme in questione confluiranno in un DDL che introdurrà i principi di riforma del lavoro e della contrattazione pubblica a cui si ispireranno i decreti attuativi che saranno adottati dal Governo entro sei mesi dall'approvazione della legge delega.
Meritocrazia, premialità e trasparenza costituiranno il filo conduttore della riforma al fine di migliorare la qualità dei servizi e dei prodotti offerti dalla Pa. Per quanto riguarda la cultura della valutazione, la produttività sarà direttamente commisurata ai risultati ottenuti. La valutazione su produttività e standard qualitativi dei servizi sarà affidata a un organismo centrale istituito presso il ministero al fine di garantire omogeneità ed efficacia delle valutazioni.
La disciplina delle sanzioni prevederà la definizione delle violazioni che danno luogo al licenziamento, comprese quelle per scarso rendimento e falsa attestazione di malattia, che diventa reato di truffa aggravata. Saranno inoltre semplificati e accelerati i procedimenti disciplinari e saranno rafforzati i sistemi dei controlli medici durante le assenze per malattia dei dipendenti. Al riguardo la bozza di riforma prevede la possibilità di licenziare il medico, se pubblico dipendente, nel caso di false attestazioni. Quanto ai poteri manageriali dei dirigenti, è prevista una loro maggiore responsabilità in caso di scarso rendimento individuale o della struttura diretta. La progressione della carriera si baserà inoltre su procedure di selezione di tipo concorsuale e a valutazioni più stringenti. La riforma della contrattazione collettiva contempla una riduzione dei comparti e delle aree di contrattazione delle amministrazioni centrali, la revisione della durata dei contratti collettivi e l'allineamento tra regolamentazione giuridica e regolamentazione economica dei contratti. È infine previsto il riordino dell'Aran, l'agenzia per la contrattazione nel settore pubblico.
Che dire? Se si riuscirà ad approdare a una riforma simile sarà davvero una rivoluzione nella mentalità e nelle abitudini della pubblica amministrazione, e allora forza ministro Brunetta, probabilmente proveranno a mettere i bastoni tra le ruote i soliti noti,coloro che difendono i privilegi acquisiti, a cominciare dalla trimurti sindacale, ma se il buongiorno si vede dal mattino non si farà certo condizionare,anche perché sa che, la stragrande maggioranza degli italiani,compresi coloro che nel pubblico impiego vorrebbero far di più ed essere pagati meglio sono tutti con lei.






5 giugno 2008

LA ROBIN HOOD TAX DI TREMONTI

Il ministro dell’economia Giulio Tremonti tira dritto, la Robin Hood Tax sui ricavi delle compagnie petrolifere sarà inserita forse già nel DPEF di Luglio.
"L’idea è di ragionare sui profitti e non di applicazione dell’Iva alla pompa, anche perché tra il prezzo alla pompa e quello che c’è dietro in mezzo c’è il barile con sopra una bottiglia di champagne, che è la speculazione. Ha pertanto senso parlare di Iva alla pompa, ma ha anche senso parlare di corporate tax. Non c’è nulla di definitivo, ma a noi sembra che dato il drammatico bisogno degli strati più deboli, questo tipo di prelievo Robin Hood ha senso. La nostra proposta e’ quella di tassare un po’ di più i petrolieri per dare un po’ di più a chi ha bisogno, appunto burro, pane e pasta che sono le vere emergenze del momento. L’Italia può e deve farlo da sola; sono temi che vedono vicino la destra e la sinistra, è necessario che ci sia un’informativa in Europa, ma queste sono iniziative assolutamente nazionali", questo il Tremonti pensiero.
Tassare i lauti guadagni dei petrolieri,soprattutto in questo periodo, per ridistribuire una parte dei super profitti ai più deboli, insomma se non è proprio “anche i ricchi piangano” almeno non “ridano troppo”, è una misura giusta o sbagliata? E soprattutto la UE è d’accordo?
Gli interrogativi su questa misura,peraltro già annunciata dallo stesso Tremonti in campagna elettorale, non sono pochi, e il dibattito è già incandescente tra le forze politiche , sindacali , industriali, liberali e pseudo tali, radical chic e semplici cittadini.
L’Europa innanzi tutto, Tremonti ha comunicato a grandi linee il suo progetto a margine dell’Ecofin e ha ottenuto un sostanziale via libera dal presidente dell’eurogruppo Junker ribadito successivamente dal commissario Ue al Mercato interno Charlie McCreevy.
I sindacati sono grosso modo d’accordo, anche se la CGIL per bocca di Epifani vuole sapere a chi saranno destinati i proventi, gli industriali che naturalmente non sono d’accordo aspettano di conoscere il provvedimento per esprimere valutazioni in merito.
Il ministro ombra dell’economia Bersani parla di “demagogia populistica” di Tremonti e boccia il provvedimento spiegando che i petrolieri potrebbero far pagare ai consumatori la nuova tassa.
Alcuni liberali o pseudo tali storcono il naso, un esempio su tutti IBL (Istituto Bruno Leoni) che giudica la Robin Hood Tax populista e dannosa, a costoro è doveroso ricordare un principio di Einaudi che cita lo stesso Tremonti : “ in tempi straordinari, a profitti straordinari si applicano forme di tassazione corrispondenti” , in pratica si tassano i “profitti di congiunture eccezionali ” ,se poi Einaudi non era un liberale beh allora non serve nemmeno discutere.
Questo giusto per fare qualche esempio, la proposta in se come principio mi sembra se non altro ragionevole , bisogna vedere come sarà applicata , e quali precauzioni ci saranno per i consumatori in caso di tentate speculazioni sui prezzi, ne riparleremo comunque a breve.






3 giugno 2008

CI MANCAVA SOLO L' ONU

Dopo il Vaticano mancava soltanto l’ONU ad attaccare la nuova normativa sull’immigrazione italiana all’esame del parlamento.
L’Alto Commissario per i diritti umani dell’ONU tale Louise Arbour da Ginevra non ha usato giri di parole:
“Le politiche repressive così come gli atteggiamenti xenofobi e intolleranti contro l'immigrazione irregolare e le minoranze indesiderate rappresentano, in Europa, una seria preoccupazione, esempi di queste politiche ed atteggiamenti sono rappresentati dalla recente decisione del governo italiano di rendere reato l'immigrazione illegale e dai recenti attacchi contro i campi rom a Napoli e Milano”.
Non si comprende questa “accusa preventiva” e queste “valutazioni premature” mentre il provvedimento è all’esame del parlamento che deciderà in merito nella sua sovranità, e non si comprende nemmeno perché si voglia impedire all’Italia di mettersi al passo con altri “civilissimi paesi” quali Francia, Svezia, Inghilterra,Germania, ecc. dove esiste questa norma.
La signora Arbour e l’ONU forse utilizzerebbero meglio il loro tempo occupandosi dei diritti umani in Cina e nei paesi islamici o magari in Africa, e questo si ,sarebbe utile a far diminuire l’immigrazione clandestina, nel frattempo a questa signora una risposta va data, possibilmente sotto forma di una sonora pernacchia.






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