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AZZURRA LIBERTA'-ASCOLTA
 

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In una democrazia è il popolo
che sceglie i leader, non sono
i leader che scelgono il popolo.
Silvio Berlusconi 02/12/2006

MENO MALE CHE SILVIO C'E'



PROGRAMMA DI GOVERNO
2008-2013


TUTTI I CANDIDATI DEL
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...andremo avanti con la forza
della gente contro i parrucconi
della politica.-Silvio Berlusconi
P.zza S.Babila Milano 18/11/2007





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"La difesa della libertà è la
missione più alta,più nobile,
più entusiasmante che      
ciascuno di noi possa avere
l'avventura di fare."     
Silvio Berlusconi  
























"E' sorta in questi anni 
un'altra Italia, umile e  
tenace , orgogliosa e    
onesta, moderata  ma   
ferma  nel  difendere   
i  principi  di  libertà,   
che  non  ha  nessun    
passato da nascondere 
e  che  soprattutto non 
ha paura di sperare e di
credere. Questa  Italia 
siamo  noi,  si  chiama  
FORZA  ITALIA  "     
Silvio Berlusconi





STO LEGGENDO:
CAMBIARE REGIME
La sinistra e gli ultimi
45 dittatori(Einaudi)


"Cos'altro dovrebbe fare
la sinistra,se non lottare
contro  le dittature  e
battersi per liberare i
popoli oppressi?"



LA GRANDE BUGIA 
"Le sinistre italiane e
il sangue dei vinti".
 


GRAZIE ORIANA: PENSIERI
E PAROLE INEDITI DOPO
L'11 SETTEMBRE.



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"Troppo spesso è stata dimenticata   
la moralità del fare, la moralità del    
realizzare il programma annunciato  
agli elettori, la moralità dell’operare  
per mantenere gli impegni e per         
mantenere la parola data.                  
Per noi, la moralità nella politica        
consiste soprattutto nel mantenere  
gli impegni."   Silvio Berlusconi 


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5 febbraio 2007

VERGOGNATEVI ! ! !

Nel giorno dei funerali a Catania del poliziotto Filippo Raciti assassinato da dei delinquenti travestiti da tifosi di calcio,c’è chi mette sullo piano vittime e assassini.

In una lunga intervista al quotidiano Liberazione,l’On. Heidi Giuliani madre di Carlo,il delinquente morto a Genova nel 2001 mentre cercava di assassinare il carabiniere Mario Placanica, tra le altre cose ha dichiarato:”Filippo Raciti poteva essere mio figlio”.

L’onorevole??? Francesco Caruso deputato di Rifondazione Comunista e leader dei no-global ha candidamente affermato in un’intervista al Corriere della Sera : “la vita di un poliziotto vale quanto quella di un ultrà” e che “i poliziotti sanno solo maganellare nel mucchio” e che "non sono adeguatamente addestrati", oltre naturalmente all’identificazione attraverso un codice sulle divise o sul casco.

Che Filippo Raciti possa essere figlio di “cotanta madre” è impossibile,ha infatti ricevuto ben altra “educazione”.

In quanto a Caruso,al peggio non c’è mai fine, gli unici che dovrebbero essere identificati sono i suoi “compagni di merende” blak blok e no-global, inizino a togliersi i passamontagna questi campioni di democrazia e ordine pubblico,intanto ringraziamo chi li ha portati in parlamento.

Questi sono una “vergogna” per l’intero paese,con permesso vado a vomitare…..
 




permalink | inviato da il 5/2/2007 alle 16:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa


4 febbraio 2007

E BASTA LAMENTARSI.

“Sto riflettendo se non sia il caso di lasciare il seggio al Senato. L'insoddisfazione e' tanta, per tutto quello che Prodi avrebbe dovuto fare e non ha fatto”.

“Sono stanca di assistere ogni giorno allo spettacolo di un governo che non mantiene gli impegni per i quali lo abbiamo votato”.

Non escludo di lasciare il Senato se le cose non cambieranno. La carriera politica non mi interessa. Sono venuta qui per denunciare gli sprechi, non per incassare 16mila euro pigiando un tasto verde.

Sen. Franca Rame

«Sono deluso e incazzato».

«Sono deluso dal governo e incazzato con questi signori che prima hanno promesso mari e monti e poi quando c’è bisogno spariscono».

Ma lo sanno nell’Unione che ai lavoratori sono arrivate le prime buste paga dopo la Finanziaria? Io sì. Mi ha chiamato il commercialista che prepara le buste paga per i nostri operatori: “Don Mazzi, guardi che da questo mese prendono qualcosa di meno...”».

I nostri operatori (un centinaio in tutta Italia) guadagnano da 1.000 a 1.200 euro al mese. E il commercialista mi ha spiegato che lo stipendio netto si riduce di circa 15 euro.

«Non me l’aspettavo affatto e mi ha molto seccato. Qui non si tratta di chiedere un sacrificio a gente che guadagna 5mila euro al mese. E non vorrei che i grandi signori come Padoa-Schioppa mi rispondessero come qualche mese fa, quando avevano eliminato il 5 per mille al non profit: “È stata una svista”. Strano che le sviste avvengano sempre per i più poveri, no?».

Prima delle elezioni avevo visto due volte Prodi e tre volte Rutelli e la Margherita, a cui faccio riferimento. Avevo chiesto di allargare i benefici fiscali per chi sostiene il volontariato. Il 5 per mille funziona: non possiamo dipendere dallo Stato. Poi avevo proposto un dipartimento unico a Palazzo Chigi sulle politiche giovanili.

«Hanno fatto tutt’altro. Sul volontariato non c’è sensibilità: il 5 per mille l’hanno introdotto ma con un tetto che di fatto lo riduce. E a occuparsi di politiche giovanili ci sono Melandri, Turco, Ferrero, Mastella, Fioroni, Damiano e Bindi. Sette ministri. Anzi: sette padreterni».

Don Antonio Mazzi

Questi arrivano buon ultimi ad ingrossare le file dei delusi da questo “governicchio”, cosa pretendono?

Facciano come tantissimi italiani delusi come e più di loro, se la prendano con  se  stessi,stoicamente e in silenzio, basta lamentarsi pubblicamente a “effetto” ormai non è più di moda,non se ne può più, è come sparare sulla croce rossa.
 




permalink | inviato da il 4/2/2007 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


2 febbraio 2007

A QUANDO LE SCUSE DEL GOVERNO?

"Oggi, con le buste paga in mano, i lavoratori si chiedono e ci chiedono: ma dove sono i tanto attesi aumenti e vantaggi? Non ci sono, e il Governo dovrebbe loro un po' di scuse". A dirlo, clamorosamente, non è il rappresentante di organizzazioni di opposizione (che pure hanno invitato a spedire al governo le buste paga in segno di protesta), ma Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, ovvero i metalmeccanici della Cgil.

Subito seguito dal leader della Cgil, che richiama il governo, con cui pure ha trattato ampie parti della manovra: dopo il boom di entrate fiscali - dice Epifani - si devono affrontare alcuni problemi che la finanziaria non ha risolto, a partire dal reddito da lavoro dipendente e dei pensionati.

Proteste che arrivano quindi anche dalla sinistra sindacale. Appena ieri abbiamo visto gli effetti sulle buste paga di gennaio delle misure varate con l'ultima finanziaria e le stime su quanto accadrà già a partire da febbraio, quando cominceranno ad incidere anche le nuove addizionali Irpef che comuni e regioni hanno spesso ritoccato al rialzo.

Adnkronos 31/01/2007

 

Più o meno dello stesso tenore le dichiarazioni dei rappresentanti di CISL e UIL,e meno male che questo doveva essere un “governo amico”.

Si conferma  definitivamente e senza ombra di dubbio che a “ piangere “non saranno i ricchi, ma le categorie e le fasce più deboli, bisogna però dare atto a Prodi che su almeno una cosa aveva visto giusto quando durante l’iter dell’ultima finanziaria dichiarava soddisfatto: “gli italiani si accorgeranno dei benefici della finanziaria con lo stipendio di gennaio”,duole dirlo ma aveva ragione,SE NE SONO ACCORTI PROPRIO TUTTI !!!





permalink | inviato da il 2/2/2007 alle 16:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa


2 febbraio 2007

FORZA ITALIA PILASTRO DEL RINNOVAMENTO.

Questo il testo del  messaggio inviato dal Presidente Silvio Berlusconi alla riunione dei coordinatori regionali di Forza Italia…
 "I Circoli della Liberta’ sono uno strumento per intercettare il mutamento intervenuto nell’opinione pubblica che, come nel 1994, e’ disposta ad un impegno politico nuovo. Un desiderio di cambiamento e di partecipazione alla vita politica che non si puo’ esaurire nella vita dei partiti. So bene che il pilastro di questo progetto rimane Forza Italia ed attribuisco la massima importanza agli sforzi che state compiendo per rafforzare, migliorare e democratizzare il nostro partito, che oggi e’ di gran lunga il primo partito italiano e che raccoglie un consenso addirittura superiore ai due maggiori partiti dell’opposizione messi insieme.
So bene che Forza Italia in questi anni e’ cambiata, ed oggi e’ rappresentata al massimo livello da giovani che rappresentano il futuro del nostro partito. Sono fiero ed orgoglioso di avere promosso un tale rinnovamento e un partito che ha ormai una classe dirigente davvero autorevole e capace. Occorre proseguire su questa strada. Per questo ho incoraggiata Sandro Bondi ad andare avanti nell’organizzazione dei Congressi Comunali e Provinciali e apprezzo che Forza Italia dimostri a tutti, come e’ accaduto a Firenze e domani accadra’ a Napoli, di essere unita e compatta con iniziative che valorizzano i nostri esponenti piu’ importanti e insieme le donne e i giovani piu’ promettenti".

1 Febbraio 2007




permalink | inviato da il 2/2/2007 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


2 febbraio 2007

NOI PARLIAMO ALLA GENTE,LORO ALL'ELITE.

Questi i passaggi salienti dell'intervento di Silvio Berlusconi al convegno di Liberal.

 Cari amici,
credo che sappiate di avermi fatto un dispetto. Perché da birichini avete fatto addirittura un convegno sul «berlusconismo» che non si doveva fare, e in più avete insistito per invitarmi a concluderlo, insomma mi avete preso come il de cuius della situazione, me, una persona che in tutta la sua vita ha aborrito gli «ismi», perché tutto ciò che butta in «ismo» suona come l'identificazione di un'ideologia, a partire dai più feroci «ismi» del secolo scorso, il nazismo e il fascismo (ormai sepolti) e il comunismo, purtroppo ancora ben vivo. E che in Italia, come in Cina e come in altri Paesi sfortunati, è oggi ancora al governo.
Comprendo la provocazione. La sinistra ha cercato e cerca ancora di demonizzare me, ma anche voi che avete dato corpo, insieme a me e a tanti altri, al nostro movimento politico, e cerca addirittura di diminuire e dileggiare chi ci dà il suo consenso nelle urne e nelle piazze. La parola chiave di questa demonizzazione è stata, è, appunto, «berlusconismo» inteso, secondo le sinistre, come la somma di tutto il peggio che la società italiana possa esprimere.
Ho accolto così la vostra provocazione e ho accettato di intervenire per rilanciare al mittente le accuse che ci vengono rivolte. Voglio cominciare da quella che oggi mi pare più diffusa, più alla moda tra i commentatori di cose politiche: il populismo.
Noi, schieramento, fronte della libertà, non saremmo democratici perché siamo «populisti», perché invece di esercitare raffinate mediazioni tra il popolo e il potere siamo soliti rivolgerci direttamente ai cittadini e non invece al ceto politico e intellettuale, il solo, secondo loro, in grado di interpretare autenticamente la politica e la democrazia.
Mi permetto di ricordare che secondo la nostra Costituzione la sovranità appartiene al popolo, ai cittadini, che vengono prima dei partiti, vengono prima dei sindacati, vengono prima delle lobby, vengono prima dei gruppi di interesse.
Mi permetto di osservare che chi ci accusa di populismo pratica invece l'antidemocratico esercizio dell'elitismo, nell'arrogante convinzione che chi appartiene all'élite sia superiore al popolo che invece, per loro, è sempre tendenzialmente «il popolo bue».
(...) La sinistra ha finora usato il termine «berlusconismo» solo come l'espressione di un'anomalia: è un'anomalia il magnate, l'oligarca, il populista, il dittatore, il caimano e via su questa linea. Come diceva Sciascia, la cui opera sottolineo e consiglio, «prima li chiacchierano, e poi dicono che sono chiacchierati». Così, prima hanno inventato su di me e su di noi ogni genere di falsità, poi le hanno diffuse a piene mani sui loro giornali e tra i loro militanti e, infine, le hanno spacciate per verità oggettive. (...)
Il 26 gennaio del 1994, esattamente 13 anni fa (oggi è il 27 gennaio), con la mia discesa in campo e con la nascita di Forza Italia e del Polo delle Libertà, per la prima volta in Italia si è concretizzata una democrazia dell'alternanza fra opposti schieramenti. (...) Dopo la distruzione per via giudiziaria dei partiti che avevano retto il Paese per oltre cinquant'anni, quali forze politiche erano rimaste in piedi? Solo quelle della sinistra. Si era programmato e si stava preparando un vero e proprio regime, altro che alternanza. Sarebbe stata la fine della democrazia. Grazie a noi, grazie a tutti noi si è evitata all'Italia questa sciagura. È questo che la sinistra non mi ha mai perdonato e non ci ha mai perdonato. Il loro rapporto con noi è stato sempre segnato dal desiderio di vendetta. Un desiderio che non si è ancora placato...
Tuttavia, malgrado i reiterati tentativi di distruggerci e di sabotare il rinnovamento politico e istituzionale, basti ricordare l'agguato al nostro primo governo e gli infiniti processi contro di me, non sono riusciti a fermarci. Oggi siamo un'alternativa definitiva e forte alla sinistra. Siamo una forza popolare che ha governato bene per cinque anni, cinque difficili anni, e che solo a causa di una sciagurata notte di spogli e di brogli, si è vista negare una nuova, meritata affermazione. Democrazie recenti hanno avuto la possibilità di ricontrollare i voti.
(...) La seconda grande trasformazione dell'Italia è stata, appunto, la creazione del centrodestra, uno schieramento, un fronte che non era mai esistito in tutta la nostra storia e che, nel 1994, ha dato vita al primo governo scelto direttamente dai cittadini.
(...) Noi abbiamo gettato quel seme del «nuovo», necessario alla modernizzazione del Paese, sul terreno fertile della nostra antica storia. Abbiamo fatto crescere un albero grande, forte di antiche radici ma capace di nuovi frutti.
Così abbiamo avvicinato l'Italia alla modernità politica occidentale, ed abbiamo anche restituito alla dialettica democratica quell'elettorato di destra che era stato sempre escluso dal cosiddetto «arco costituzionale».
Allo stesso modo abbiamo saputo condividere ed incanalare la spinta federalista del nord a cui aveva dato corpo la Lega Nord, un'istanza di libertà e di autogoverno che si fonde e coincide con quella grande regola di democrazia e di libertà che è il principio di sussidiarietà e che ci ha portato ad approvare la «prima vera riforma dello Stato» in senso federale.
(...) Prima della nascita dell'alleanza di centrodestra, cattolici e laici combattevano su barricate opposte: noi abbiamo determinato il superamento di questa anacronistica realtà che durava addirittura da Porta Pia.
(...) Ancora: prima del nostro avvento solo pochi e coraggiosi osavano dirsi «liberali». Oggi, al contrario, il liberalismo è diventato il punto di riferimento di molti.
Addirittura alcuni esponenti della sinistra, e tra loro anche antichi, abituali turisti moscoviti, oggi sostengono di essere liberali, anzi, di essere gli unici autentici liberali. (...) Voglio anche ricordare il cambiamento fondamentale che, a nome di tutti i cittadini, abbiamo realizzato in Italia. Abbiamo imposto a tutti una nuova moralità della politica, abbiamo imposto ai partiti la logica, l'obbligo del «programma di governo», abbiamo restituito dignità ai cittadini elettori e credibilità alla stessa politica.
Prima della nostra discesa in campo i cittadini non sapevano quasi nulla di ciò che i partiti, una volta al governo, avrebbero cercato di realizzare e così non erano in grado di prevederne l'azione, non potevano poi neanche giudicarne l'operato.
Oggi, grazie a noi, sono ormai gli stessi elettori ad esigere chiarezza e precisione nella formulazione del programma. Da noi come dalla sinistra. Questo è un grande passo in avanti, sia per la trasparenza della politica, sia per l'esercizio della sovranità popolare. Vi ricordate come i soloni della sinistra mi deridevano quando in televisione illustravo con puntigliosa precisione il nostro programma, quando sottoscrivevo i cinque punti del nostro contratto con gli elettori o quando elencavo le grandi opere che avremmo messo in cantiere? Ricordate i loro insulti? Demagogo, piazzista, venditore di tappeti, populista, arruffapopoli. Al contrario, stavo legittimando, di fronte a tutti, la nuova sovranità dei cittadini, la sovranità del popolo.
(...) Infine, ma non per ultimo: abbiamo ridato forza e prestigio alla tradizione atlantica dell'Italia e, per la prima volta, adottando una politica estera chiara e leale, siamo riusciti a fare del nostro Paese un protagonista della scena internazionale, un protagonista ascoltato e rispettato.
(...) Quando ebbi il privilegio di parlare al Congresso degli Stati Uniti, ad applaudire con entusiasmo e commozione l'Italia, che io rappresentavo, c'erano tutti i rappresentanti del Congresso, sia i repubblicani che i democratici, uniti nell'omaggio alla nostra rinnovata amicizia.
Durante il nostro governo abbiamo anche ricordato a tutta l'Europa ciò che i nostri padri fondatori, da Adenauer a De Gasperi, ci avevano insegnato: e cioè che non può esistere un vero europeismo vissuto in contrapposizione all'atlantismo, quell'atteggiamento che la sinistra italiana e parte di quella europea vorrebbero ancora oggi imporre all'Unione.
(...) Una divaricazione o peggio una contrapposizione tra gli Stati Uniti e l'Europa non avrebbe alcuna giustificazione e comprometterebbe la sicurezza e la prosperità del mondo intero.
Anche la nostra amicizia, la nostra vicinanza ad Israele ha rappresentato una novità rispetto alla precedente ambigua politica mediorientale. Questa vostra vicinanza non è stata dettata solo da ragioni culturali ma anche da una precisa scelta geopolitica: ogni attacco ad Israele, infatti, è destinato ad essere prima o poi un attacco all'Europa e all'Occidente. Difendendo Israele, l'unico vero avamposto della democrazia in Medio Oriente, noi difendiamo noi stessi, perché facciamo parte dello stesso universo di valori. Siamo parte di un'unica civiltà.
Vediamo, invece, cosa sta succedendo con questa sinistra al governo. Stiamo addirittura rischiando un incidente con gli Stati Uniti perché una parte consistente del governo non vuole allargare le abitazioni della base di Vicenza. E si è aperto anche un altro fronte: «ritiriamoci dall'Afghanistan!», gridano i partiti comunisti che sono al governo. Insomma, l'Italia che aveva riconquistato stima e prestigio, sta purtroppo tornando ad essere l'Italia di prima, con una politica estera ambigua ed irrisoluta.
Noi sulla missione in Afghanistan voteremo in coerenza con le nostre scelte di governo che non cambiano in funzione del teatrino della politica, ma non possiamo fare a meno di segnalare agli italiani quel che essi già vedono con i loro occhi: l'attuale governo non è un governo affidabile sul piano internazionale perché è ispirato, anzi, diciamolo chiaro, è ricattato dalla sinistra massimalista e radicale.
Può sembrare scontato che l'opposizione, e primo tra tutti il suo leader, esprimano un giudizio negativo sul governo della sinistra. Ma il caso vuole che questo governo stia riuscendo in un capolavoro assoluto: ha perso, lo dicono tutti i sondaggi, la fiducia del 77% degli italiani in soli otto mesi di attività.
La sinistra sta pagando il grave errore di analisi compiuto la sera stessa del voto, la sera del 10 aprile. Brogli elettorali a parte, sui quali aspettiamo ancora la verità, era già evidente quella sera che il voto degli italiani non assegnava all'Unione un pieno mandato di governo.
Quel voto fotografava piuttosto un Paese diviso in due. In una situazione del genere chiunque avesse avuto a cuore il proprio Paese, avrebbe cercato un governo d'unità come io avevo immediatamente proposto.
In ogni caso avrebbe cercato comportamenti politici adeguati per evitare di governare contro almeno la metà del Paese, ed ora contro ben più della metà del Paese.
Ma la sinistra ha fatto tutto il contrario: voglia di potere, arroganza, prepotenza, odio politico e invidia sociale li hanno prima portati ad occupare tutte le cariche istituzionali e poi ad adottare una legge finanziaria punitiva nei confronti di tutti i ceti produttivi del Paese.
Noi ancora oggi siamo disponibili a raccogliere l'invito al dialogo del Capo dello Stato come possibile soluzione all'evidente e grave momento di crisi che questo governo sta procurando all'Italia. Ma neanche il Presidente Napolitano può obbligare la maggioranza ad accettare un dialogo che essa vede come il fumo negli occhi semplicemente perché, accettandolo contro i diktat della sinistra radicale, farebbe venir meno la stessa coalizione di governo. Ed è questo l'ennesimo grave ricatto che i comunisti al governo lanciano all'intero Paese. Un ricatto che si traduce e significa paralisi.
Noi siamo dunque pronti, da persone costruttive che amano il proprio Paese, a dare il nostro contributo. Ma ho il convincimento che i protagonisti della sinistra non abbiano nessun interesse a migliorare l'Italia. La loro principale preoccupazione è e resta il mantenimento del potere.
Per parte nostra quindi noi continueremo a lavorare per rendere ancora più forti e condivisi la nostra identità e i nostri valori.
I valori che sono il fondamento del nostro impegno civile e politico, i valori che sono i valori fondanti di tutte le grandi democrazie occidentali. Li ho enunciati 13 anni fa, al tempo della mia discesa in campo, non sono cambiati, sono sempre gli stessi.
Noi crediamo nella libertà, in tutte le sue forme, molteplici e vitali. (...) Noi crediamo nella libertà di impresa; nella libertà di mercato, regolata da norme certe, chiare e uguali per tutti. Ma la libertà non è graziosamente «concessa» dallo Stato, perché è ad esso anteriore, viene prima dello Stato. È un diritto naturale, che ci appartiene in quanto esseri umani e che semmai, essa sì, fonda lo Stato. E lo Stato deve riconoscerla e difenderla - in tutte le sue forme - proprio per essere uno Stato legittimo, libero e democratico e non un tiranno arbitrario. Noi crediamo che lo Stato debba essere al servizio dei cittadini, e non i cittadini al servizio dello Stato. (...) Noi crediamo nei valori della nostra tradizione cristiana, nei valori irrinunciabili della vita; della solidarietà; della giustizia; della tolleranza, verso tutti, a cominciare dagli avversari. E crediamo soprattutto nel rispetto e nell'amore verso chi è più debole, primi fra tutti i malati, i bambini, gli anziani e gli emarginati. Desideriamo vivere in un Paese moderno dove siano valori sentiti e condivisi la generosità, l'altruismo, la dedizione, la passione per il proprio lavoro.
Si tratta dei valori che fanno di noi una comunità di persone libere e solidali. La verità, lo ripeto anche oggi, è che tutti coloro che erano in piazza il 2 dicembre si sono sentiti e si sentono già idealmente parte di un grande, grande partito della libertà.
(...) Proviamo dunque a costruirlo, questo Partito della Libertà, che dovrà essere il riferimento italiano della grande famiglia della democrazia e della libertà che è il primo partito del Parlamento europeo, il partito del popolo europeo. Proviamo a costruirlo noi di Forza Italia, con i nostri alleati, e con gli ormai innumerevoli Circoli della Libertà.
Dobbiamo, come nel '94, far emergere dalla gente, dal mondo del lavoro, dall'artigianato, dal commercio, dall'industria, dalle professioni, dalle scuole e dalle Università nuovi protagonisti, entusiasti ed appassionati, nuove energie necessarie per rinnovare e far crescere l'Italia.
Noi continueremo, come abbiamo fatto sino ad ora, ad essere il baluardo della democrazia e della libertà.
Noi continueremo ad impegnarci per realizzare il nostro sogno: quello di cambiare l'Italia nella sicurezza, nella giustizia, nel benessere, nella libertà.
Viva l'Italia, viva Forza Italia, forza di libertà.




permalink | inviato da il 2/2/2007 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


1 febbraio 2007

UNA FARSA AL SENATO.

«Il Senato, udite le comunicazioni del Governo, le approva», questo era tutto il contenuto dell’ordine del giorno presentato dal centrodestra al senato sull’ampliamento della base USA a Vicenza, il viceministro Ugo Intini  in rappresentanza del governo ha espresso “parere contrario” e accoglieva l’ordine del giorno della maggioranza pieno di distinguo e contraddizioni dopo la relazione del ministro della difesa Parisi.

E’ passato l’odg del centrodestra (152 sì, 146 no e 4 astenuti) che approvava le comunicazioni del governo contro la volontà del governo stesso,precludendo ogni altro voto sulla questione.

A questo punto abbiamo un governo con “maggioranze variabili” che ,contraddicendo se stesso,non approva neppure i suoi atti.

E’ tutto da ridere,se non ci fosse da piangere…..   



Update:"Sono sinceramente dispiaciuto per il comportamento della maggioranza ieri in Senato su una decisione strategica di politica estera. Ma credo, in tutta sincerità e onestà, che, dopo il risultato di questo voto, non ci sia altra possibilità che quella che il Presidente del Consiglio rassegni le dimissioni. Sono costretto a richiederlo nel  mio ruolo di leader dell’opposizione. Un Governo che non ha una maggioranza in politica estera non è un governo politicamente legittimato a governare.
Non è mai avvenuto nella storia della Repubblica che una maggioranza di governo, addirittura su indicazione di un suo Sottosegretario, rifiuti la solidarietà e il consenso a ciò che ha fatto il ministro della Difesa a nome del Governo nella sua collegialità. Qui non è in ballo la costruzione a Vicenza di qualche centinaio di appartamenti ma il rapporto dell’Italia con la più grande democrazia del mondo, gli Stati Uniti d’America. Dopo il voto dei parlamentari del centrosinistra al Senato il ministro degli Esteri e il ministro della Difesa rischiano di non avere più alcuna credibilità internazionale perché non hanno alle spalle una maggioranza parlamentare degna di questo nome. Le dimissioni del Governo sono dunque un atto dolorosamente dovuto per togliere il Paese da una condizione che è insieme grave e paradossale".
Lo ha dichiarato in una nota il Presidente Silvio Berlusconi.




permalink | inviato da il 1/2/2007 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


1 febbraio 2007

GRAZIE,PRODI !




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