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IN ITALIA C'E' UN CANCRO DA ESTIRPARE.

Ed è quello della magistratura politicizzata,non se ne può più di questi magistrati che si autoeleggono rappresentanti della "società civile",che dialogano attraverso le mailing list attribuendo l'epiteto di Koglioni ai cittadini secondo chi votano, che minacciano mali "ingiusti e notevoli" ai colleghi che "collaborano"con l'odiato Ministro della Giustizia,che sono in crisi di "autostima" perchè nella loro procura non si è fatto nulla per meritarsi una "ispezione ministeriale", che sono tre volte resistenti ed auspicano attraverso interviste ai media "governi largamente condivisi"(Sic),che partecipano ad assemblee politiche e sindacali dichiarando senza mezzi termini di "lavorare" per abbattere il governo"senza un minimo di prudenza e vergogna,che notificano a mezzo stampa inviti a comparire acquistando pagine a pagamento dai maggiori quotidiani nazionali al costo di centinaia di migliaia di euro lamentandosi poi per la scarsità di risorse finanziarie dovuta alla loro incapacità di gestire tali risorse se è vero come è vero che l'amministrazione della giustizia italiana ha in rapporto al PIL risorse superiori a tutti gli altri paesi europei,che tentano di interferire quotidianamente nelle discussioni legislative dimenticando che loro le leggi le devono "applicare" non "discutere",poichè questo è compito del parlamento liberamente eletto,che per sfruttare la notorietà non esitano a candidarsi e farsi eleggere.
Insomma non se ne puo' più,questa parte di magistratura nuoce a tutta l'istituzione e a tutti e tanti magistrati che fanno in silenzio il proprio dovere,venendo clamorosamente meno ai propri obblighi professionali e deontologici che stabiliscono senza possibilità di equivoco che :" IL MAGISTRATO NON SOLO DEVE ESSERE EQUO,IMPARZIALE E PROFESSIONALE,MA DEVE SEMBRARLO IN QUALUNQUE OCCASIONE A CAUSA DELLA DELICATEZZA DEL RUOLO CHE RICOPRE".
E' questa una cosa che mi sento di rimproverare al governo Berlusconi,la riforma della giustizia è stata troppo soft,si doveva incidere molto più radicalmente.
Abbiamo bisogno di magistrati preparati e professionali che si occupino dei reati,non di quello che può portarli sulle prime pagine dei media.


Pubblicato il 15/5/2006 alle 16.10 nella rubrica Politica.

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