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E TU HAI FATTO IL CONDONO?

FINANZIARIA, la rivolta degli onesti. Sindacati, commercianti, artigiani, Comuni contro il condono dell'illegalità. L'Ulivo annuncia battaglia in Parlamento (15 dicembre 2002). Sventata la legge salva-criminali. L'intervento di Ciampi costringe il governo a cambiare le norme sul condono fiscale. L'opposizione la spunta, Fassino : stavano preparando un’amnistia e li abbiamo fermati. (20 dicembre 2002). E ancora: Finanziaria, lo scandalo continua. La legge dei condoni facili arriva alla Camera con un ordine: approvatela in 48 ore (22 dicembre 2002). Sono alcuni dei titoli di prima pagina dell'Unità fine 2002, il periodo in cui il Parlamento sta per varare, con la legge Finanziaria, il condono fiscale. Sono alcuni dei titoli violenti e molto duri della campagna condotta dal giornale dei Ds contro l'ipotesi di sanatoria cui ha aderito poi la stessa società che edita il quotidiano Che, per far capire come la pensa, titola ancora più esplicitamente: Evasione fiscale, una legge salva-criminali. Con il condono vengono cancellati i reati e si bloccano le inchieste patrimoniali. Angius accusa: un’amnistia mascherata. La sanatoria premierà anche Previti? (17 dicembre).
Non mancano naturalmente i commenti sdegnati dei dirigenti dei DS,dicevano dei condoni:
-FASSINO:I condoni sono una beffa per gli onesti,chi è onesto dai condoni viene deriso e beffato,con i condoni si sana l'illegalità,che sia condono fiscale,tombale o edilizio.

-VISCO: Il condono è un ritorno al peggior passato.C'é una sola parola:vergogna.

-D'ALEMA: Il messaggio ai cittadini onesti è: siete dei fessi.

-VIOLANTE: E' un'altra legge vergogna.

Successivamente spulciando tra i bilanci pubblici dei contribuenti SORPRESA, tra i banditi e criminali che hanno usufruito dei condoni si trovano anche e soprattutto coloro che (a parole)
combattevano i condoni.

-Alle banche il condono l'avevano già chiesto e ottenuto, tagliando del 50 per cento i propri 85 milioni di euro di debito grazie a una triangolazione con la Tosinvest degli Angelucci chiusa il 30 dicembre scorso con la benedizione di Capitalia. I Ds di Piero Fassino per, è questa la novità, ben lungi dall'avere risolto la propria drammatica situazione finanziaria, il condono l'hanno chiesto anche al governo Berlusconi. È la novità che emerge dall'ultimo bilancio pre-liquidazione della Beta immobiliare spa, la scatola con cui la direzione nazionale Ds e le federazioni locali del partito avevano provato a diluire il peso dei debiti passati (dalle disavventure dell’Unità a quelle più propriamente politiche). Nella relazione l'ultimo consiglio di amministrazione della società, insediatosi nel febbraio 2003 alla vigilia della liquidazione si è avvalso della facoltà di effettuare il condono tombale sia per il settore delle imposte dirette che per il settore dell'Iva ai sensi dell’articolo 9, legge 289/2002. Si è proceduto inoltre a condonare una vertenza con il fisco per imposte di registro, con una pretesa erariale di oltre 2.324.000 euro, definendo tale richiesta nella misura del 30% della pretesa stessa. Si è provveduto altresì a condonare gli omessi versamenti relativi agli anni 2000/2001. Al fine dell’adesione alle tipologie di condono sopra menzionate, si è proceduto al versamento della prima rata pari a euro 6 mila per il tombale, euro 12 mila per omessi versamenti anni 2000/2001 oltre ad euro 58.100 per la vertenza delle imposte di registro. Dunque, dopo avere attaccato in ogni modo in Parlamento il condono di Tremonti, i Ds lo hanno sfruttato per se stessi a fino in fondo, condonando ogni tipologia possibile di marachella fiscale compiuta negli ultimi anni.
-Anche l'Unità si è fatta condonare
Il giornale sceglie il colpo di spugna fiscale seguendo l’esempio dei Ds .
Già pagato dalla società editrice del quotidiano il primo acconto per chiudere i sospesi su Irpeg e Iva.
L'UNITÀ ha deciso di aderire al condono tombale di Giulio Tremonti. La società editrice della testata, organo ufficiale di girotondini, Dipietristi e di buona parte della sinistra moralista, ha scelto il più classico dei colpi di spugna sulle proprie pendenze fiscali.
TUTTO è cominciato il 27 marzo 2003 a Roma, quando il consiglio di amministrazione, sotto la presidenza di Marialina Marcucci, ha deciso di ricorrere alla deroga prevista dallo Statuto della società che permette di rinviare di sei mesi l'approvazione del bilancio di esercizio e ciò per valutare il ricorso al condono fiscale.
DUE MESI dopo la decisione è stata presa avendo verificato quanto fosse utile l'odiato condono di Tremonti. In una noticina dal corpo tipografico ridotto alla metà del normale appare la voce Debiti tributari. Si annota anche l'accantonamento per imposte da condono sia per l'Irpeg sia per l'Iva pari a 38.204 euro.
-In piazza contro il condono. Poi la Cgil lo fa.
Un milione in piazza a Roma. Un milione per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la finanziaria 2003. Nel mirino le pensioni, ma anche il condono fiscale. Slogan: furbi ed evasori premiati a scapito degli onesti contribuenti. Era il 18 ottobre 2002. Da lì in poi, due mesi di comizi del sindacato di Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani. Conclusi il 19 dicembre a Palermo gridando: dopo la legge Cirami, il falso in bilancio, la norma sui capitali all'estero,il condono è l’ultimo di un anno e mezzo di messaggi a favore dell'illegalità lanciati dal Governo. Dichiarazioni perlomeno imprudenti. Perché pochi mesi dopo a chiedere il colpo di spugna sui propri peccatucci fiscali è stata proprio la Cgil. Molte società controllate dal principale sindacato italiano hanno aderito a quel tombale di Giulio Tremonti contro cui avevano portato in piazza i lavoratori, gridando allo scandalo.
Ma fra le tante ce ne è almeno una clamorosa: ha deciso di chiedere il condono anche il Centro autorizzato di assistenza fiscale Lazio e Basilicata della Conferederazione generale italiana del lavoro srl, con sede in via Goito 39 a Roma. Un fatto curioso non solo perché la proprietà di quella società è suddivisa fra la Cgil nazionale, le federazioni sindacali territoriali e alcune camere del Lavoro. Ma anche perché i Caaf hanno come missione, pagata da apposita convenzione proprio dal ministero dell'Economia e delle Finanze, quella di aiutare i cittadini nell'adempimento dei propri obblighi fiscali. Con i loro consigli si dovrebbero evitare inciampi fiscali. Le dichiarazioni dei redditi lì compilate e inviate alla Agenzia delle Entrate dovrebbero essere, sulla carta, a prova di contestazione. E quindi le meno interessate di tutte al provvedimento di condono fiscale.
-Hanno entusiasticamente aderito al condono anche la Margherita di Rutelli con il giornale Il Popolo e le Librerie Rinascita,nonché numerosissimi parlamentari di maggioranza e opposizione.

-Non è andata bene invece con il condono edilizio all’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, definitivamente condannato per abuso edilizio dalla Cassazione a venti milioni di ammenda e a dieci giorni di arresto. Visco, come qualcuno anche a sinistra forse si ricorderà, venne accusato di aver violato le norme edilizie durante la ristrutturazione di un vecchio dammuso sull'isola di Pantelleria al quale erano state affiancate anche tre cisterne.
Cose che capitano o meglio che possono capitare, considerato che, in effetti con una leggerezza forse eccessiva, trasformò un  vecchio ripostiglio in  una villa  a tre piani,   con terrazzi vista
mare, annessi e connessi. Il tutto a 60 metri dalla battigia (ove la normativa regionale prevede il divieto assoluto sino a 150 metri), in un'area di particolare pregio paesaggistico e tutelata.

-E' andata invece meglio con il condono edilizio all’ex ministro Franco Bassanini, che ha ricavato una confortevole piscina nel casale maremmano di Mandano, e a un' altro ex ministro rigoroso e ortodosso come Lamberto Dini, che ha pensato bene di farsi costruire una gigantesca vasca idromassaggio, della quale il parlamentare verde Athos De Luca ebbe a chiedere l'immediata demolizione, in un palazzo blindato da vincoli.

Anche Romano Prodi  lo ha ripetuto in modo martellante decine di volte: "Con il centrosinistra non ci saranno più condoni, quei provvedimenti fanno diventare quasi ovvia l’evasione fiscale". Prodi non ha mai voluto sentire ragioni: niente condoni, chi ha sbagliato non può certo essere perdonato dallo Stato. Un’intransigenza totale.
Peccato però che quando i conti da mettere a posto sono quelli di casa, le cose anche per Prodi e famiglia cambiano e dal bianco e nero. Così se si spulciano i bilanci della Aquitania srl, come ha fatto il quotidiano Il Tempo, si scopre che questa società ha sede a Bologna in via Castiglione 21 nello studio dell’amico e commercialista di fiducia Piero Gnudi. Ma soprattutto si viene a sapere che l’Aquitania ha come soci al 50% la signora Flavia Franzoni, sposata Prodi, e una società di consulenza, la Simbuleia spa, con sede sociale allo stesso indirizzo. Niente di strano, sia chiaro. Salvo un piccolo, ma significativo particolare: nel 2003 la società della signora Prodi ha usufruito proprio di uno di quei diabolici condoni fiscali varati dal governo Berlusconi tutto nero su bianco. Mentre il marito nelle piazze e sui giornali contestava con durezza i provvedimenti del governo in campo fiscale, la moglie li sfruttava. Prodi forse non se sapeva nulla, anche se va detto che la partecipazione nella società di servizi immobiliari, oggi in capo alla Franzoni, fino al 2002 era intestata a una società di consulenza, la Ase srl, di cui era socio lo stesso leader dell’Unione al 50% con la moglie. E anche la Ase srl aveva sede nello studio Gnudi.

 

Insomma saranno divisi sulla politica economica,interna e estera,ma sicuramente si  può affermare  senza tema di essere
smentiti che: L'UNIONE E’ UNITA SU TUTTE LE TIPOLOGIE DI CONDONO,SIA ESSO FISCALE,TOMBALE O EDILIZIO.
Lo volevano vietare a noi, poveri contribuenti della strada. Insinuavano che la soluzione escogitata da Tremonti nella legge finanziaria 2003 fosse l'ennesima legge pensata su misura di Cesare Previti, la stessa Unità si è spinta nel dicembre 2002 a ipotizzare che il condono fiscale fosse rivolto esclusivamente a banditi e criminali.
Poi per tutti si sono specchiati dentro e ne hanno arguito i vantaggi. E ora L'UNIONE E FONDATA SUL CONDONO.


Certo, la sinistra non fa i condoni. Se ne vergogna. . Ma li sfrutta sotto-banco Mentre la prima fila politica gridava contro l’ennesimo scandalo di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e, naturalmente, Cesare Previti, la seconda fila, più pratica riguardava i propri conti con il fisco, scoprendo che sì, il colpo di spugna avrebbe risolto più di un problema. E ALLORA VAI CON I CONDONI A  GO-GO E CHISSENEFREGA.
Ha scelto il colpo di spugna sulle proprie pendenze fiscali la Beta immobiliare, una sorta di Fininvest dei Ds (dove sono raccolti tutti gli immobili sede del partito). Lo ha scelto la Nie, società editrice dell’Unità. e prima di farlo ha messo in scena sei mesi di tormenti, riflessioni, capelli strappati secondo la più classica delle liturgie a sinistra. Dove si pecca, ma con nobiltà d'animo, discussione comunitaria e revisione ideologica già pronta.

Proprio costoro che affermavano:” I CONDONI FAVORISCONO BANDITI E CRIMINALI”,poi evidentemente  ne sono diventati complici visto che ci hanno “sguazzato” a piene mani.

Ormai nulla puo’ più meravigliare di questa sinistra “PAROLAIA E INCONCLUDENTE” di questi professionisti della  “POLITICA POLITICANTE”,  di questi “MORALISTI SENZA MORALE”,di questi “CAMPIONI DELLA MENZOGNA E DEL RIBALTAMENTO DELLA REALTA’”.

SCOMETTIAMO CHE  ADESSO AL GOVERNO TUONERANNO :” MAI  PIU’ CONDONI?



      

       



E TU HAI FATTO IL CONDONO?

NON VERGOGNARTI,NON FARE COME LORO....

Pubblicato il 20/5/2006 alle 15.2 nella rubrica Trinariciuti.

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