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ERA ORA.....

«La mia riflessione autocritica sulle posizioni prese dal Pci, e da me condivise, nel 1956 e il suo pubblico riconoscimento da parte mia ad Antonio Giolitti "di aver avuto ragione" valgono anche come pieno e doloroso riconoscimento della validità dei giudizi e delle scelte di Pietro Nenni e di gran parte del Psi in quel cruciale momento». Firmato: Giorgio Napolitano.
Cinque righe secche. Parole come pietre in un messaggio che il capo dello Stato ha inviato a Giuseppe Tamburrano, presidente della Fondazione Nenni. Verranno pubblicate, insieme al capitolo sul ‘56 del libro «Dal Pci al socialismo europeo. Un´autobiografia politica» di Napolitano (edito lo scorso anno da Laterza) in un libro riflessione che la Fondazione farà uscire a fine ottobre.

L’Unità 29 Agosto 2006

 
Su questo argomento ne avevo già scrittoqui,e ancora qui.

Bene,adesso si faccia in modo di farlo sapere ai superstiti dei martiri D'Ungheria,sappiano che il Presidente della Repubblica Italiana prova "RIMORSO E VERGOGNA" per aver avallato la repressione nel sangue della rivolta del 1956 e così potrà partecipare alla commemorazione dell'anniversario a testa alta,anche se c'è il concreto rischio che venga scambiato per un "revisionismo fuori tempo massimo".
E visto che sta "aggiornando" la sua biografia potrebbe approfittarne per fare "revisionismo e autocritica" anche sul suo incondizionato appoggio a Pol Pot e ai Khmer rossi poichè l'11 Aprile del 1975 , in un documento della direzione nazionale del PCI,controfirmato tra gli altri da D'Alema, Cossutta, Petruccioli,Nilde Iotti,Bassolino ecc., esortava i comunisti italiani e tutti i "sinceri democratici" ad sviluppare un grande movimento di solidarietà e di appoggio ai combattenti,"ogni democratico,ogni comunista,sia,come sempre e più di sempre al loro fianco(Sic),non si sa mai,in previsione di qualche visita ufficiale in Asia,zona Cambogia,Vietnam ecc.
Chissà poi se prova "RIMORSO E VERGOGNA" per aver detto a proposito delle Foibe,che 10.000 sterminati e 350.000 esuli se ne andarono dall'Istria di "loro spontanea volontà",questo in due lettere aperte inviate ai quotidiani il Manifesto e Liberazione nel 2004, quella povera gente non solo ha dovuto subire il comunismo e la pulizia etnica sulla propria pelle,ma per soprammercato ha dovuto subire anche l'odio e l'ostilità dei comunisti nostrani,poichè rei di aver abbandonato "il paradiso terreno" di Tito&C.
Infine proverà "RIMORSO E VERGOGNA" per aver insabbiato per giorni,da presidente della camera nel 1992,una lettera di un deputato,poi suicida,che chiedeva all'assemblea una discussione serena e giusta,da democrazia matura su tangentopoli?
Insomma dica che ha sbagliato tutto,dica che è stato sempre dalla parte sbagliata, e probabilmente conquisterà quel consenso e quella simpatia che non riscuote nel popolo italiano.
Del resto uno come Napolitano è stato sempre indietro di almeno vent’anni rispetto ai veri riformisti, e se hanno definito lui come “riformista” è perché i suoi compagni erano ancora più indietro!!!

Basta essere vecchi, non avere avuto nella propria biografia momenti significativi, di altezza, di rottura, aver seguito la corrente, non rappresentare, nel presente, né un pericolo né un’opportunità, che l’accademia degli inutili ti chiama alla presidenza.

                       

Pubblicato il 31/8/2006 alle 17.37 nella rubrica Trinariciuti.

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