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E BASTA LAMENTARSI.

“Sto riflettendo se non sia il caso di lasciare il seggio al Senato. L'insoddisfazione e' tanta, per tutto quello che Prodi avrebbe dovuto fare e non ha fatto”.

“Sono stanca di assistere ogni giorno allo spettacolo di un governo che non mantiene gli impegni per i quali lo abbiamo votato”.

Non escludo di lasciare il Senato se le cose non cambieranno. La carriera politica non mi interessa. Sono venuta qui per denunciare gli sprechi, non per incassare 16mila euro pigiando un tasto verde.

Sen. Franca Rame

«Sono deluso e incazzato».

«Sono deluso dal governo e incazzato con questi signori che prima hanno promesso mari e monti e poi quando c’è bisogno spariscono».

Ma lo sanno nell’Unione che ai lavoratori sono arrivate le prime buste paga dopo la Finanziaria? Io sì. Mi ha chiamato il commercialista che prepara le buste paga per i nostri operatori: “Don Mazzi, guardi che da questo mese prendono qualcosa di meno...”».

I nostri operatori (un centinaio in tutta Italia) guadagnano da 1.000 a 1.200 euro al mese. E il commercialista mi ha spiegato che lo stipendio netto si riduce di circa 15 euro.

«Non me l’aspettavo affatto e mi ha molto seccato. Qui non si tratta di chiedere un sacrificio a gente che guadagna 5mila euro al mese. E non vorrei che i grandi signori come Padoa-Schioppa mi rispondessero come qualche mese fa, quando avevano eliminato il 5 per mille al non profit: “È stata una svista”. Strano che le sviste avvengano sempre per i più poveri, no?».

Prima delle elezioni avevo visto due volte Prodi e tre volte Rutelli e la Margherita, a cui faccio riferimento. Avevo chiesto di allargare i benefici fiscali per chi sostiene il volontariato. Il 5 per mille funziona: non possiamo dipendere dallo Stato. Poi avevo proposto un dipartimento unico a Palazzo Chigi sulle politiche giovanili.

«Hanno fatto tutt’altro. Sul volontariato non c’è sensibilità: il 5 per mille l’hanno introdotto ma con un tetto che di fatto lo riduce. E a occuparsi di politiche giovanili ci sono Melandri, Turco, Ferrero, Mastella, Fioroni, Damiano e Bindi. Sette ministri. Anzi: sette padreterni».

Don Antonio Mazzi

Questi arrivano buon ultimi ad ingrossare le file dei delusi da questo “governicchio”, cosa pretendono?

Facciano come tantissimi italiani delusi come e più di loro, se la prendano con  se  stessi,stoicamente e in silenzio, basta lamentarsi pubblicamente a “effetto” ormai non è più di moda,non se ne può più, è come sparare sulla croce rossa.
 

Pubblicato il 4/2/2007 alle 20.17 nella rubrica Parole in libertà.

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