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OCCHIO AL LISTINO PREZZI !

Fiat, è il momento della mobilità lunga.
L'accordo sarà solennemente ufficializzato oggi pomeriggio a Palazzo Chigi.
Romano Prodi, Sergio Marchionne e i leader di Cgil, Cisl e Uil dovrebbero trovare l'intesa sulla mobilità lunga alla Fiat.
Azienda e sindacati avevano chiesto nei mesi scorsi che venissero concessi 2.000 provvedimenti cassa verso la pensione, un passaggio che la Fiat considera indispensabile per tornare ad assumere negli stabilimenti italiani.
"Fino a quando non risolveremo il problema della mobilità lunga - aveva detto Marchionne in occasione del lancio della Bravo -non potremmo tornare ad aumentare gli organici".

Finanzaonline 19/02/2007

 

Chi si appresta ad acquistare una nuova automobile ,magari costretto dall’aumento del bollo auto per i modelli più vecchi,faccia attenzione al listino prezzi,optional compresi.

C’è una grande differenza infatti a parità di costo tra un’automobile italiana e una straniera.

Gli indecisi sui modelli che fanno al loro caso,a parità di costo o anche superiore,potrebbero essere indotti per una serie di motivazioni logistiche,affettive,nazionalistiche ecc.ecc. , a preferire sbagliando in questo caso,l’automobile italiana a quella di produzione straniera.
L’automobile italiana infatti costa  ai cittadini e contribuenti italiani,molto di più di quanto non appare nel listino prezzi.

Dal 1975 al 2000 lo stato ha speso qualcosa come 220.000 miliardi di vecchie lire a seguito delle cicliche crisi dell’industria automobilistica per contributi,ristrutturazioni,cassa integrazione, prepensionamenti ecc.ecc.

Per la prima volta dal dopoguerra durante l’ultima crisi del settore nel 2002,l’industria automobilistica italiana è stata costretta a mettere mano ai propri capitali e ricorrere al credito bancario, non ha potuto prepensionare dipendenti in esubero poiché il governo Berlusconi non lo ha permesso, ha garantito soltanto come è giusto, gli ammortizzatori sociali necessari nel periodo della ristrutturazione.

Uno dei primi atti del governo Prodi è stato quello di consentire 7000(settemila) prepensionamenti nel settore auto di cinquantenni,di cui si sono dovuti fare carico i cittadini e contribuenti italiani, a questi vanno ad aggiungersi altri 2000(duemila) che molto probabilmente saranno decisi oggi.

Ma non solo,la tanto strombazzata riduzione del cuneo fiscale pare sia stata concepita apposta solo esclusivamente per la grande industria,accedono ai benefici infatti solo le aziende con un imponibile IRAP superiore ai 180.000 euro,tagliando fuori la piccola-media impresa che da sempre è il motore sano del paese,nessun beneficio nemmeno per i dipendenti che non vedranno un centesimo da questa operazione ,infatti con apposito provvedimento inserito nell’ultima finanziaria , i benefici previsti sono stati assorbiti dalla rimodulazione delle aliquote IRPEF con i risultati che tutti conosciamo.

Pertanto “OCCHIO AL LISTINO PREZZI” , è vero che anche l’industria automobilistica straniera usufruisce di benefici quali esenzione bollo, rottamazione ecc. ecc. , ma perlomeno non ha “scaricato” sui contribuenti italiani  esuberi,prepensionamenti,ristrutturazioni ecc. , dovuti a incapacità gestionali e manageriali.

BASTA CON L’INDUSTRIA DI STATO,BASTA CON L’INDUSTRIA ASSISTITA, BASTA NUOVE TASSE per consentire a questi pseudo grandi industriali di privatizzare utili e profitti, e socializzare le perdite a carico dei contribuenti, abbiamo già dato.

Pubblicato il 19/2/2007 alle 16.5 nella rubrica Politica.

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