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IL RITORNO DELL'ITALIETTA.

Il tonfo del governo guidato da Prodi al senato ha fatto il giro del mondo,sulla crisi di governo italiana ironizzano le maggiori testate internazionali che parlano senza mezzi termini di un “ritorno alla debolezza e fragilità  politica dei governi italiani e alla cronica instabilità  che ha visto 50 governi in 50 anni , ulteriormente accentuata dalla diversità dei partiti componenti la coalizione di governo”.

Il ritorno dell’italietta insomma, sembra comunque che dopo aver messo qualche toppa alla maggioranza???  Prodi  voglia riprovarci, un accanimento terapeutico di cui il paese non sente il bisogno, dopo aver aumentato le tasse perché si vogliono abbassare, la base USA di Vicenza che è diventata una “mera questione urbanistica, l’Afghanistan una missione agricola o quasi, la TAV si,no,forse ecc.ecc., bisognerebbe rendersi conto che anche al ridicolo c’è un limite.

 

FINANCIAL TIMES: Il quotidiano britannico apre con la notizia delle dimissioni del presidente del Consiglio, costretto a lasciare a causa dell'"incapacità a convincere i comunisti e la sinistra radicale della sua coalizione a sostenere due punti chiave della sua politica estera e di difesa: la determinazione a mantenere le truppe in Afghanistan e la decisione di permettere l'allargamento della base americana di Vicenza". Secondo il Ft, le opzioni possibili adesso sono "la formazione di un nuovo governo Prodi, la creazione di un governo di centrosinistra senza di lui, l'emergere di un governo dominato dai centristi con l'inclusione di politici moderati dell'opposizione ed elezioni anticipate".
TELEGRAPH: "Le dimissioni di Prodi fanno ripiombare l'Italia nell'instablità politica che ha visto 50 diversi governi nei primi 50 anni dopo la Seconda guerra mondiale. Prodi è durato appena 281 giorni, dopo aver tentato di fare riforme dure e impopolari". Secondo il quotidiano, se il 'Professore' effettivamente lasciasse, "potrebbe essere formato un governo ad interim e Giuliano Amato è il favorito per diventare il primo ministro".
GUARDIAN: "Romano Prodi si è dimesso dopo che il suo governo ha subito un'inattesa sconfitta in Parlamento sulla sua alleanza con gli Stati Uniti e il suo ruolo nella Nato". Il quotidiano, nel ricordare come si è arrivati al voto di ieri in Senato, riferisce le voci secondo cui l'esito "avrebbe potuto essere diverso se il leggendario e machiavellico Giulio Andreotti non avesse preso in contropiede la coalizione di governo astenendosi dal voto".
TIMES: "Romano Prodi si è dimesso dopo soli nove mesi al governo per aver perso un voto parlamentare cruciale sui pilastri filoamericani della politica estera del suo governo di centrosinistra".
NEW YORK TIMES: "Il fragile governo italiano si è improvvisamente spezzato ieri, sotto il peso delle sue stesse divisioni interne e dell'ampio scetticismo sul ruolo europeo nella lotta mondiale contro il terrorismo". In una corrispondenza a Roma a firma Ian Fischer, il quotidiano americano sottolinea come "la caduta del governo rifletta la sua debolezza congenita", segnalando un possibile ritorno "alla cronica instabilità politica". "Ci sono molti scenari su quello che succederà - azzarda il NY Times - e una possibilità, anche se non immediata, è il ritorno al potere di Silvio Berlusconi, l'unico primo ministro a essere rimasto in carica per cinque anni". Ma perché si realizzi questa ipotesi, "ci dovrebbero essere nuove elezioni", osserva ancora il quotidiano, rilevando come il vero "punto debole" dell'attuale coalizione al governo composta da nove partiti, "dai cattolici moderati ai comunisti", sia la "politica estera".
WASHINGTON POST: "Dopo appena nove mesi a capo di un governo vacillante, il premier Romano Prodi ha offerto le sue dimissioni avendo perso un voto parlamentare cruciale sulla politica estera del governo". Il voto al Senato, sottolinea il quotidiano americano, "conferma la delicata natura del disparato gruppo di alleati politici" alla base del governo Prodi, "una fragilità evidente sin dalla risicata vittoria della coalizione lo scorso aprile". Il 'Washington Post' osserva quindi che il ministro degli Esteri Massimo "D'Alema aveva cercato di tenere a freno la sinistra dichiarando che il mancato raggiungimento della maggioranza su un tema così cruciale avrebbe mandato il governo a casa".
WASHINGTON TIMES: "Il premier Romano Prodi si è dimesso ieri dopo che i senatori antiamericani che chiedono il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan non hanno sostenuto il governo di centrosinistra, facendo esplodere un'inattesa crisi politica". Il quotidiano conservatore americano ricorda come sin dal suo insediamento "il governo è finito sotto pressione da parte dell'ala di sinistra antiamericana su una moltitudine di temi di politica estera", provocando tensioni tra Roma e Washington. "D'Alema, un ex comunista - scrive il 'Washington Times' - è di recente andato su tutte le furie quando l'ambasciatore americano ed altri di stanza a Roma hanno pubblicato una lettera aperta agli italiani sottolineando l'importanza delle truppe italiane in Afghanistan". E ancora il giornale ricorda "le pressioni dei magistrati di Milano" sulla richiesta di estradizione di 26 agenti della Cia coinvolti nel rapimento di Abu Omar e le critiche di Prodi e D'Alema ai raid in Somalia e all'aumento delle truppe in Iraq deciso dal presidente George W. Bush.
EL PAIS: Il governo di Romano Prodi "ha ricevuto un colpo mortale dopo aver perso al Senato un voto sulla politica estera: la presenza delle truppe italiane in Afghanistan e le relazioni con gli Stati Uniti sono le cause della caduta dell'esecutivo", scrive il quotidiano spagnolo, che dedica un'intera pagina alla crisi politica italiana e un editoriale intitolato 'Verso un Prodi bis?'. Un nuovo esecutivo guidato dal 'Professore', "nella migliore tradizione italiana, permetterebbe di evitare la convocazione di nuove elezioni", scrive 'El Pais', che invece boccia l'ipotesi di un governo tecnico, "con l'Italia in Consiglio di Sicurezza, la patata bollente dell'Afghanistan, le difficoltà economiche e la necessità impellente di riforme".
LIBERATION: "La sinistra radicale fa cadere il governo", titola il quotidiano francese, che osserva come ormai "da molte settimane, l'esecutivo composito formato da nove partiti che vanno dai democristiani all'estrema sinistra comunista ha moltiplicato le scaramucce e i litigi sia sui Pacs che sulla politica estera". Su questo, "la sinistra radicale si augura che l'Italia ritiri le sue truppe dall'Afghanistan dopo il ritiro del contingente in Iraq".
LE FIGARO: "Il governo di Romano Prodi è caduto ieri, battuto su un voto cruciale di politica estera", scrive il quotidiano francese, secondo cui "la minaccia di elezioni anticipate ventilata dal ministro degli Esteri Massimo D'Alema non ha intimorito i recalcitranti".
SCARSO RISALTO SULLA STAMPA ARABA: E' molto limitato lo spazio dedicato oggi dai giornali arabi alla crisi di governo in corso in Italia e alle dimissioni del presidente del Consiglio, Romano Prodi. I due più importanti quotidiani della regione, 'al-Sharq al-Awsat' e 'al-Hayat', ignorano la notizia nelle loro prime pagine, mentre solo il quotidiano 'al-Quds al-Arabi', diretto da Abdel Bari Atwan, informa i lettori di quanto accaduto ieri al Senato in
prima pagina con una notizia dal titolo 'Si è dimesso il presidente del Consiglio italiano', cui fa seguito una piccola nota di agenzia. Lo stesso titolo e la stessa notizia viene pubblicata nelle pagine interne del quotidiano saudita 'al-Watan', mentre maggiore spazio alla crisi di governo in Italia viene dedicata dal giornale libanese 'al-Safir' che nelle pagine degli Esteri titola 'Il governo italiano si dimette rispettando le richieste dell'opposizione'.
Spazio maggiore ha invece trovato la notizia nei telegiornali delle emittenti arabe come la tv del Qatar 'al-Jazeera', che ha inserito il servizio sulle dimissioni di Prodi tra le prime notizie del suo tg senza però aggiungere alcun commento.

Adnkronos  22/02/2007

Pubblicato il 23/2/2007 alle 2.2 nella rubrica Politica.

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