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SULLA VIA DELLA LUNGA CRISI.

Il titolo la dice lunga: «L’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno è continuare così». È del Financial Times ed è riferito ad un commento al vetriolo sulla situazione politica interna.
«Non deve sorprendere che la coalizione arcobaleno italiana si sia frantumata la scorsa settimana - scrive Wolfang Munchau sul quotidiano della City - ma che continua a governare». Ed ancora. Il Financial Times ritiene che i fatti della settimana scorsa non siano fortuiti, ma figli di «un inconciliabile disaccordo interno della maggioranza». E questo fenomeno non si riscontra esclusivamente sulla politica estera; ma su ogni cosa. Nella sua analisi, Munchau si sofferma anche sul ruolo della componente estrema della maggioranza. La ritiene conservatrice. E come tale poco disposta alle riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno. Riforme come le liberalizzazioni non si devono limitare - scrive il Ft - a quelle delle farmacie o delle pompe di benzina. Finora se in Italia si avvertono i primi sintomi della ripresa - osserva l’organo della business community - questa è determinata dal buon andamento dell’economia tedesca. Se questa dovesse rallentare, l’Italia si ritroverebbe impreparata a far camminare l’economia con le proprie gambe.
Per queste ragioni servono riforme che affrontino in modo strutturale le debolezze dell’economia italiana. Riforme che questa coalizione non può adottare vista la presenza dei «comunisti» che si oppongono ad ogni riforma. Per superare l’impasse, Munchau ritiene che «l’unica soluzione in grado di dare al Paese un governo riformista è quella di un esecutivo formato senza le ali estreme dei due schieramenti e composto da un’alleanza fra le grandi forze del centrodestra e del centrosinistra».

27/02/2007

 

Mentre il mondo intero ironizza sulla situazione politica italiana,alla fine anche Prodi è sbottato prendendosela con i suoi ministri che parlano troppo e di tutto.

Un nuovo schiaffo all’Italia arriva dal vertice di Londra: "Nonostante l’Italia in questo momento abbia un seggio non permanente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ieri a Londra non e’ stata neppure invitata al vertice dei cinque membri permanenti piu’ la Germania che discuteva le sanzioni supplementari contro l’Iran".

Uno smacco evidente, anche perche’ il nostro Paese aveva preso parte alla riunione precedente sullo stesso argomento come interlocutore qualificato.

Sanno bene che Prodi,D’Alema o Parisi, possono impegnarsi solo a nome proprio,non certo a nome del governo o della maggioranza che lo sostiene.

Incurante del fuoco di sbarramento dei sindacati e della sinistra radicale Padoa-Schioppa ha rassicurato la UE sulla riforma previdenziale,bisogna riconoscere che l’ottimismo non gli manca.

Intanto i famosi 12 punti su cui si dovrebbe basare la nuova fase di governo,vengono smentiti ogni ora che passa soprattutto dalla sinistra radicale,ma non mancano i distinguo nemmeno nell’area moderata e riformista.

Dopo il “mercato delle vacche” sicuramente il governo riotterrà la fiducia,ma di questo pochi dubitavano,il vero problema è che,il voler rimanere a tutti i costi incollati sulle poltrone ci porterà all’immobilismo e nel migliore dei casi a un governo di galleggiamento,fino alla prossima curva,sulla via della lunga crisi insomma.

Pubblicato il 27/2/2007 alle 16.59 nella rubrica Politica.

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